Florian Bassani

La pirateria musicale in Ticino durante il Risorgimento

Studi e documentazioni sulle attività clandestine

degli editori Ricordi e Lucca in territorio svizzero

1. Introduzione

Il fenomeno della pirateria musicale è principalmente un fenomeno di natura economica. Nell’Europa post-napoleonica, con l’ascesa della classe borghese a un potere d’acquisto mai prima manifestato, nasce anche un mercato di beni di consumo, in corrispondenza ai bisogni e allo stile di vita della nuova classe. È ovvio che tale consumo implichi anche dei beni appartenenti all’ambito culturale, e specificamente a quello della musica. Di conseguenza, alla produzione industriale di strumenti musicali, pianoforti in primis, presto si affianca un’analoga produzione di musiche a stampa. Grazie ai nuovi processi produttivi a maggiore efficacia si riesce inoltre a soddisfare i desideri di un pubblico sempre più vasto, mettendo a disposizione un’infinità di materiali e generi musicali, a seconda delle ultimissime mode e dei diversi gusti e necessità.

Una particolare forza dell’industriale editoria musicale, dal primo Ottocento in poi, consiste infatti nella velocità d’azione, dovuta ai mezzi tecnici e di trasporto, che permette agli editori di reagire con immediatezza alle innovazioni nell’arte e ai cambiamenti negli interessi del pubblico. Nei grandi centri musicali d’Europa, a Vienna, Milano o Parigi, l’editoria musicale cerca attivamente la vicinanza dei compositori, allo scopo di offrire in vendita gli spartiti di un’opera lirica sin dal giorno della sua prima rappresentazione. Proprio qui si nascondono immensi guadagni. Ed è proprio qui che si manifesta la concorrenza più viva nel settore. Poco sorprende, dunque, che la concorrenza inventa e fa ricorso a tutti i mezzi disponibili per raggiungere il successo, senza scrupoli e usufruendo attentamente di esistenti lacune della legislazione.

Il caso qui descritto è la storia dei due grandi ‘players’ dell’editoria musicale milanese dell’Ottocento che per diversi decenni approfittano di una situazione politico-legale quanto geografica, ai vari livelli favorevole ai relativi interessi economici. Il grande protagonista della vicenda è il confine tra il Cantone Ticino e la Lombardia austriaca, tra due sistemi politici diversi, la giovane repubblica al nord e la ristabilita monarchia al sud. Da un lato del confine regna la libertà ticinese da poco raggiunta, dopo secoli di domino confederato; le sue difficoltà dell’esordio accompagneranno la vita del Cantone ancora per decenni. Dall’altro lato impera la dominazione straniera del Regno Lombardo-Veneto, Stato dipendente dall’Impero austriaco, nel quale austro-tedeschi, nei vari ambiti della vita pubblica, eseguono gli ordini di Vienna. Una realtà combattuta e instabile: solo dopo due guerre di liberazione anche al sud del confine giungerà l’autodeterminazione, nel segno dell’unità nazionale italiana del 1861.

Questa decennale disegualianza di sistemi fa sì che al grande protagonista del confine si associa un altro, non meno importante: il contrabbando. Senza di lui questa storia non si sarebbe mai potuta svolgere.

Il presente studio cerca di tracciare a grandi linee gli sviluppi della pirateria musicale nella terra di confine durante l’Ottocento, gettando luce sulle specifiche motivazioni da una parte e sui principali meccanismi dall’altra, per giungere a un resoconto concreto in termini di materiali musicali prodotti, sia ufficialmente che in clandestinità. Il lavoro è organizzato su tre livelli, tutti e tre consultabili anche separatamente:

- lo Studio generale, inteso come riassunto illustrativo, breve e sostanziale, degli avvenimenti e dei maggiori risultati della ricerca,

- la Cronologia, cioè l’elenco a tappe degli eventi in ordine di tempo, inteso come approfondimento dello Studio generale, nonché

- il Carteggio, la sostanziosa raccolta di importanti materiali di corrispondenza, legati ai principali attori della nostra tematica. Riportati in ordine cronologico e accompagnati da osservazioni contestualizzanti, i documenti presentano una serie di visioni complementari degli avvenimenti, ponendo così un accento sul lato biografico dei personaggi centrali. Attraverso il permanente cambio di prospettiva, simile a un romanzo epistolare, le carte offrono al lettore una panoramica ulteriormente dettagliata dell’intero argomento.

Oltre alla ricostruzione degli eventi e all’accertamento dei maggiori sviluppi storici, i risultati della ricerca comprendono anche, ripartiti in due grandi blocchi, i dati bibliografici delle opere musicali che passarono per le botteghe degli stampatori ticinesi presi in esame. Si tratta da una parte delle musiche ufficialmente dichiarate alle autorità cantonali come produzioni o proprietà individuali (raccolte nella rubrica Depositi), dall’altra delle musiche recanti il marchio editoriale personale degli stampatori, ma non depositate alle autorità. Quest’ultimo gruppo (riassunto nella sezione Cataloghi) raccoglie, a grande maggioranza, spartiti di origine pirata, cioè ristampe di proprietà altrui.

La documentazione che sta alla base degli argomenti discussi nei capitoli citati (soprattutto nel caso di Depositi e Cataloghi) parte con la raccolta cronologica delle Petizioni, cioè delle richieste ufficiali che gli stampatori presentarono al Consiglio di Stato ticinese per ottenere la salvaguardia legale per una serie di opere, elencate nel relativo documento. Si aggiungono gli Avvisi musicali lanciati dagli stessi editori sulla stampa per diffidare pubblicamente la ristampa dei prodotti da loro depositati. La rubrica Documenti vari elenca, sempre in ordine cronologico, i materiali di documentazione non compresi nelle precedenti rubriche, prima che, nel capitolo Illustrazioni, si esporranno dei materiali fotografici per offrire, in modo aggiuntivo, alcuni stralci dagli originali cataloghi di vendita, uno sguardo sia alla documentazione amministrativa che ad alcuni elementi della corrispondenza epistolare, ma anche una serie di estratti dagli spartiti stessi, per focalizzare l’attenzione soprattutto su degli aspetti grafici delle musiche ristampate, messe a confronto con i rispettivi modelli originali.

La base documentaria per la ricostruzione delle vicende storiche legate al nostro tema è composta da una serie di materiali piuttosto vasta. Vi sono da una parte le musiche stesse, un gran numero di spartiti cartacei, frutto delle attività descritte, che almeno in parte sono giunte fino ai giorni nostri, sparse per numerose biblioteche, perlopiù del Sudalpino. Si tratta di importanti testimonianze, non solo nell’intento di quantificare il fenomeno della pirateria musicale attraverso i risultati più tangibili, ma anche allo scopo di poter valutare in modo concreto la qualità dei prodotti. Altra fonte per tracciare importanti sviluppi del fenomeno sono i cataloghi, sia delle stamperie ticinesi, che degli editori ‘mandanti’ italiani, nonché, se esistenti, i rispettivi registri di produzione e gli inventari di appositi fondi archivistici delle case editrici coinvolte. Si aggiungono le gazzette ufficiali quali vetrine di comunicazione governativa, per non dimenticare la stampa, come osservatore-accompagnatore dell’epoca e luogo del confronto pubblico, come agorà e specchio dello spirito del tempo. Il tutto integrato da testimonianze più specifiche ancora, quali corrispondenze (tanto ufficiali quanto private), avvisi giudiziari e pubblicitari, rapporti del governo e testi di legge.

I risultati qui presentati sono soltanto un primo bilancio di un’iniziativa di ricerca che continuerà ad approfondire l’intrigante argomento, in particolare nell’esplorazione ed integrazione di documenti e fondi d’archivio finora consultabili solo in parte. L’intento di puntare ad un formato di pubblicazione elettronica è dovuto alla consapevolezza che il ritrovamento di ulteriori tasselli rilevanti contribuerà, passo per passo, a completare il complesso quadro di un fenomeno che, per la sua natura intrinseca, da sempre tende a sottrarsi all’occhio dello spettatore.

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Dramatis personae (in ordine di apparizione)

Giovanni Ricordi (Milano, 3 marzo 1785 – ivi, 15 marzo 1853)

incisore e editore di musica a Milano

Francesco Lucca (Cremona, 21 dicembre 1802 – Milano, 20 novembre 1872)

incisore e editore di musica a Milano

Carlo Pozzi (Castel San Pietro, 2 giugno 1803 – ivi, 28 giugno 1886)

incisore e stampatore di musica a Castel San Pietro, Canton Ticino

Giulietta Pozzi Ricordi (Milano, 30 aprile 1807 – Varese, 6 marzo 1870)

figlia di Giovanni Ricordi, dal 1826 moglie di Carlo Pozzi

Giovanni Capella (fl. 1833–1856)

incisore di musica, primo direttore della calcografia L’Euterpe Ticinese di Chiasso, Canton Ticino

Gioachimo Spinelli (Piemonte, 11 dicembre 1783 – Chiasso, 14 dicembre 1858)

successore di Capella come direttore della calcografia L’Euterpe Ticinese

Vincenzo Dalberti (Milano, 20 febbraio 1763 – Olivone, 6 aprile 1849)

sacerdote e politico conservatore, dal 1830 al 1837 Consigliere di Stato ticinese, nel 1835 presidente

Giacomo Luvini-Perseghini (Lugano, 23 febbraio 1795 – ivi, 24 maggio 1862)

giurista, dal 1830 sindaco di Lugano e membro del Gran Consiglio ticinese, Colonello federale

Tito Ricordi (Milano, 29 ottobre 1811 – ivi, 7 settembre 1888)

figlio di Giovanni, dal 1853 direttore di Casa Ricordi

Achille Bustelli-Rossi (Locarno, 19 agosto 1827 – Arzo, 19 maggio 1902)

incisore di musica, successore di Pozzi come stampatore a Castel San Pietro

Giovanni Battista (Augusto) Giudici (Milano, 7 ottobre 1820 – Luino, 28 agosto 1886)

incisore e editore di musica a Torino (in società con Achille Strada)

Francesco (I) Veladini (Milano, 1775 – Lugano, 1836)

tipografo a Lugano in prima generazione

Francesco (II) Veladini (Lugano, 21 maggio 1841 – ivi, 3 giugno 1924)

tipografo a Lugano in terza generazione

Achille Strada (Milano, 10 luglio 1822 – Torino, 12 novembre 1880)

incisore e editore di musica a Torino (in società con Giovanni Battista Giudici)

Giulio Ricordi (Milano, 19 dicembre 1840 – ivi, 6 giugno 1912)

figlio di Tito, dal 1888 direttore di Casa Ricordi

Personaggi muti

Il confine italo-svizzero

la frontiera tra il Cantone Ticino e il Regno Lombardo-Veneto

Il contrabbando

l’introduzione clandestina in Lombardia di beni di consumo e merci di ogni genere

2. Studio generale

Vicende storiche dell’editoria musicale ticinese durante il Risorgimento: un sommario

Retroscena

La pirateria di opere letterarie, artistiche e musicali, negli stati Europei sia al Nord che al Sud delle Alpi, prima del 1870 circa vive un vero e proprio ‘secolo d’oro’. La quantità di confini nazionali e territoriali con le rispettive legislazioni, a mancanza di trattati internazionali sui diritti di proprieta (o d’autore) da una parte, e la nascente industria di beni di consumo per un mercato in permanente crescita dall’altra, offrono le basi ideali per le attività ombra di editori e stampatori in generale, e di editori musicali in particolare.1

Al confine italo-svizzero la situazione è particolare: dopo il Congresso di Vienna (1815), Lombardia e Veneto sono tornati sotto il dominio austriaco, che ha istallato un rigido sistema amministrativo – finanziario e di polizia – attribuito direttamente al governo Imperiale a Vienna. Alle alte cariche del Regno si arriva esclusivamente per nomina regia, tanto che le funzioni di spicco vengono a gran parte occupate da austro-tedeschi. I governatori, la maggioranza degli ufficiali dell’esercito nonché il Viceré sono austro-tedeschi: il controllo del Regno e di tutte gli ambiti di rilievo della vità pubblica è nelle loro mani. Come risultato di questa costellazione, il Regno Lombardo-Veneto, dalla fondazione nel 1815, fino alla sua fine nel 1866, vive in un permanente clima di tensione tra le due ‘nazionalità’, tra italiani e austro-tedeschi.

La situazione sul lato svizzero del confine è tutt’altra: Il Ticino, dopo essere stato per secoli sotto la dominazione dei tredici cantoni della vecchia Confederazione, nell’epoca napoleonica raggiunge l’indipendenza, e nel 1803 il Cantone diventa membro a pieno titolo della Confederazione Elvetica. Nel 1815 entra in funzione il Consiglio di Stato ticinese, l’esecutivo cantonale. I primi decenni sono caratterizzati da lotte fra liberali e conservatori; ma dal 1839 in poi, si stabilsce una lunga stagione di governo liberale che favorisce una politica di secolarizzazione e che incentiva in particolare l’insegnamento pubblico. Tutto ciò in un clima di simpatia per il movimento risorgimentale oltre confine.

Questo chiaro squilibrio rende il confine tra i due Stati il primo piano e perno degli eventi storici che il presente studio andrà ad analizzare.

Realtà complementari

Per l’editoria musicale il territorio del Lombardo-Veneto sin dagli inizi offre un mercato enorme, anche per la presenza austriaca.2 A Milano, già nel 1808, si era costituta in società la futura casa editrice musicale di Giovanni Ricordi, che presto comincia a lanciare degli annunci pubblicitari sulla stampa, dal 1816 anche su quella ticinese.3 Neanche un anno prima, alla Gazzetta di Lugano era stata concessa la libera circolazione negli Stati dell’Impero.4 Questo foglio, a differenza della stampa lombarda, non è sottoposto alla censura austriaca diretta e viene letto a Firenze, Roma e addirittura Napoli; e anche dopo il rilancio nel 1821, ora sotto il nome Gazzetta Ticinese, la testata continua a godere di un notevole numero di abbonati in tutto il nord Italia.5 È ovvio che l’editore musicale Ricordi utilizzasse la stampa ticinese principalmente per questa ragione, come veicolo per informare il pubblico – italiano – dei nuovi titoli in programma, consapevole di raggiungere così dei lettori colti ed esigenti.

Sempre nel 1816 Ricordi accoglie un primo apprendista incisore, un ragazzo quattordicenne di nome Francesco Lucca. Dopo i sei anni di formazione sarà assunto come incisore a pieno titolo, ma già nel 1825 lo stesso Lucca decide di scendere in campo con la propria casa editrice. Con successo. Fonderà inoltre una scuola di incisione che produce la manodopera per il crescente settore della calcografia musicale, anche per il rafforzamento del proprio organico: per più di sessant’anni l’editore Lucca sarà il principale concorrente di Ricordi.

Nell’azienda di Ricordi era nel frattempo entrato un giovane Ticinese, Carlo Pozzi di Castel San Pietro sopra Mendrisio. Questo giovane, quasi coetano di Lucca, deve essersi inserito bene: nel 1826 Ricordi gli affida (assieme all’associato Stefano Jouhaud) la succursale fiorentina di Casa Ricordi, fondata nel 1824. Unitosi in matrimonio con Giulietta, figlia di Giovanni Ricordi, Pozzi entra addirittura nella gestione del negozio di Firenze, ora denominato “Ricordi, Pozzi e Comp.”

È nel febbraio 1828 quando, in una lettera da Firenze al suo fratello Gaetano a Castel San Pietro, Carlo Pozzi espone alcune riflessioni su una nuova forma di business, ora in patria. Scrive:

Dirotti che lodo le tue idee che hai di portarti nell’interno della Svizzera; e colà procurarvi dello smercio di musica [...] ma bisognerà esser ben informato del genere della musica che colà si fà maggior uso [...] Sapere p. esempio se colà ci sono molti suonatori di piano-forte[;] se la musica di canto Italiano con accompagnamento di piano-forte è colà usata; [...]

[...] Anche in libri costì si potrebbe fare qualche cosa. Quì in Toscana che la stampa e libera trovansi molti libri che nel regno L. Veneto sono proibiti[.] Ottima speculazione sarebbe farli costì venire p. transito; e poi portarsi a Como[,] a Bergamo, a Milano ec. e prendere dai Libraj delle Comissioni; e poi farcele avere p. Contrabbando. Io ho sott’occhio molte opere che costì sarebbero lette con avidità, e di sicuro smercio; [...].6

Nella proposta intesa per il suo fratello, Pozzi disegna il modello d’affari di una rappresentanza svizzera di Ricordi, basata principalmente sulla distribuzione di materiali importati. Ma il modello non si limita al mercato svizzero: è particolarmente piccante l’idea di far pervenire in Svizzera ‘per transito’ (cioè senza controllo doganale da parte austriaca) direttamente dalla Toscana dei libri proibiti nel Regno Lombardo-Veneto, allo scopo di introdurli per contrabbando, usufruendo dei librai nelle principali città lombarde come punti vendita. Gli aspetti essenziali di questa ardita idea imprenditoriale saranno decisivi per la futura occupazione di Pozzi (non più del fratello) in Ticino.

Attività di frontiera

L’idea della succursale Ricordi in territorio ticinese sarà presto fatta realtà. Già nell’estate 1828 Carlo Pozzi torna in patria per impegnarsi nella creazione della propria azienda, accompagnato dalla moglie. Acquisteranno casa e terreni per vivere stabilmente a Castel San Pietro. A gennaio 1831, sulla Gazzetta Ticinese, il suocero Giovanni Ricordi pubblica un avviso nel quale denuncia le contraffazioni di opere in suo possesso, “e perchè ne sia pure impedita l’introduzione negli stati di S. M. l’Imperatore d’Austria d’estere edizioni”, tutto evidentemente alla luce di recenti casi di pirateria nei suoi confronti.7

L’ipocrisia dietro questo annuncio si rivela da una lettera che lo stesso Giovanni Ricordi, sempre nel 1831, rivolge a certo “Fr. Soldini” a Chiasso, scrivendo:

Da Cod.o S.r Mangilli vi devono essere pr[ossimame]nte sped.te giorni sono delle lastre incise di musica di proibita introduz.ne nel n.ro Stato, so che voi avete de’ sicuri mezzi onde introdurle[.] Se ciò è [il caso] vi prego di dirmi quale saria la spesa p. darmele franche in casa. Vi serva che il valore di esse è di Fr. 250[.] Attenderò un preg.e v.ro rif.o anche p. ½ di mia figlia e mio genero Carlo Pozzi di Castello S.t Pietro sopra Mendrisio. Vi saluto etc. etc.8

“Cod.o S.r Mangilli” sembra riferirsi a Innocente Mangili, noto trasportatore di merce a Milano, con cui Ricordi in questo stesso anno intrattiene una viva corrispondenza. Fratelli Soldini a Chiasso invece, è una ditta, anch’essa di speditori, particolarmente attiva in quegli anni nel professionale contrabbando tra Svizzera e Lombardia, e come tale ben nota alle polizie austriache.

La lettera di Ricordi dimostra che suo genero a Castel San Pietro non opera solamente come concessionario dell’editore milanese per la Svizzera. Carlo Pozzi è inoltre attivo nella produzione di “lastre incise di musica di proibita introduz.ne” nel Regno Lombardo-Veneto. Resta incerto se si tratta di una proibita introduzione per motivi politici o legali, in altre parole: se i testi incisi propagano delle idee risorgimentali o se sono semplicemente di proprietà altrui.

Va comunque notato che i numeri che, nel catalogo Ricordi, portano un asterisco quale distintivo delle merci “di edizione estera”, fanno la loro prima apparizione nel 1829/30, probabile periodo d’inizio delle attivita di Pozzi come produttore estero di lastre incise.9 Nel caso i primi lavori di Pozzi fossero effettivamente databili in quel periodo, la successiva ricerca di Ricordi di un contrabbandiere professionista, a fine 1831, segnerebbe una tappa di attività ormai consolidate.

La natura della merce, la lastra di zinco di uno spessore di pochi millimetri, e siano anche diverse decine per scorta, si presta benissimo per il mezzo di trasporto scelto, cioè l’invio ‘con la bricolla’, sulle spalle dei portatori che varcano il confine sulle rotte clandestine. Ma Ricordi e Pozzi non sono gli unici a praticare questo modello d’affari. Nei primi di settembre 1833 a Castel San Pietro giunge la seguente nota, ora da un suocero alquanto allarmato:

Mi si dice che a Chiasso siasi erretto una Stamperia Musicale, io ti prego in tutta Segretezza d’informartene se è vero = chi sia il Proprietario e p. conto di chi siasi erretta, e se hanno stampato già qualche cosa prendi una copia p. sorte di quello stampato e mandamelo subito ti prego caldamente quest’affare dammi tutte quelle notizie che tù credi mi possano interessare a te mi raccomando.10

Ricordi sembra letteralmente preso dal panico. E come si vedrà, lo è per buoni motivi: corrono delle voci su quello che a Chiasso sta succedendo, e la pressione che pesa sui responsabili (finora ignoti) deve essere forte. Il 20 ottobre, infine, questi escono allo scoperto: sulla Gazzetta Ticinese appare un grande annuncio firmato “G. Capella” per comunicare la costituzione “in Chiasso, Cantone Ticino” di una nuova associazione per musicofili, denominata L’Euterpe Ticinese.11

Questa associazione invita ad abbonarsi ai fascicoli di musica in uscita mensile. Produzioni che eccellono per “nitidezza ed eleganza d’incisione, se non superiore nè manco inferiore a quelle di Francia; scelta ed ottima carta, e quello finalmente, che è il più interessante, il limitatissimo prezzo eccedente non la metà del fin qui praticato.”

Guardandolo da più vicino, si scopre un modello aziendale piuttosto illusorio, non solo per la maggioranza della potenziale clientela al di fuori della giurisdizione ticinese. Il fatto che non uscirà mai più simile avviso (per reclamizzare le sue novità, come fa invece Ricordi, o per apportare nuovi abbonati) fa capire che la presunta associazione non fosse altro che un trucco dei mandanti per mascherare le attività di stamperia di cui da tempo si vociferava. La distribuzione dei prodotti di Euterpe Ticinese, introdotti in Italia per contrabbando, presto si svolgerà principalmente sotto mano.

Per Ricordi l’attività costituisce una concorrenza fortemente sleale. Poche settimane dopo, il 3 dicembre 1833, si lagna in una lettera al compositore Vincenzo Bellini de “gli usurpatori” che producono edizioni della Sonnambula (nel programma editoriale di Ricordi sin dal 1831) senza rispettare il proprietario dei diritti. Tali “Pirati musicali”, come li chiama più avanti, o semplicemente

i ladri [...] hanno pensato anche di deludere la proprietà della stampa, e difatti Lucca in società con Artaria e Bertuzzi posero una stamperia a Chiasso in Svizzera sotto il titolo di Euterpe Ticinese per ristamparvi tutte le proprietà e di là non solo contrabbandarle in Milano ma diramarle dapertutto, e sono già inanzi nelle loro edizioni, cosicchè ad una ad una mi veggo ristamparmi sotto gli occhi opere che mi costano tanto, ele veggo prostituite a prezzi vilissimi, onde abbattere le mie edizioni.12

Come emerge dalla data della lettera, a poche settimane dalla costituzione ‘ufficiale’ di Euterpe Ticinese a Chiasso, Ricordi si crede perfettamente al corrente dei sottofondi dell’impresa, dei mandanti, dei loro scopi e della politica aziendale.

A gennaio 1835, scrivendo a Carlo Pozzi, Giovanni Ricordi si lamenta, ora di Soldini, anni prima ancora suo trasportatore-contrabbandiere di fiducia, che sembra ormai lavorare per la concorrenza:

Come si fà ad intendersi col Soldini se lui stesso è il prottettore del L.... a causa della Moglie del d.o L.... Quello che mi abbisogna anco se si potesse avere un attestato o due de’ quali si dichiarasse che una simile Stamperia è di proprietà del d.o Lucca[;] procura di aver questo attestato [...] e se fa bisogno spese o regali fa pure quello che credi p. ottenere l’intento che io ti rimborserò di tutto, ti prego dunque fa pulito[.]13

La moglie di Francesco Lucca, Giovannina Strazza, è un’abilissima partner nella gestione dell’azienda, nota (e temuta) per il suo spirito imprenditoriale. Ricordi, da parte sua, non ha scrupoli di proporre “spese o regali” per produrre informazioni. Pozzi, da parte sua, si impegna a ottenere la dichiarazione: ancora lo stesso anno, 1835, in una lettera alla municipalità di Chiasso, Giovanni Capella dichiara “d’essere il proprietario ed Editore della calcografia di musica l’Euterpe Ticinese esistente nel Comune di Chiasso Canton Ticino”.14 Capella, il prestanome che aveva anche firmato l’avviso pubblicitario di Euterpe Ticinese del 1833, si assume la responsabilità, e Lucca evade di essere messo alla berlina.

Non vi è infatti dubbio che il vero mandante di Euterpe Ticinese sia proprio Francesco Lucca, anche se la stamperia di Chiasso soltanto anni dopo sarà assunta tra gli ufficiali concessionari esteri dell’editore milanese: Dal 1838 in poi la sigla “Chiasso presso l’Euterpe Ticinese” figurerà sui frontespizi delle edizioni Lucca, accanto ad altri, tra cui “Lipsia presso Fed: Hofmeister”, “Parigi presso Pacini”, “Firenze presso A. Lucherini” o “Londra presso Mills”.15 L’idea di posizionare una ‘succursale ufficiosa’ della sua azienda proprio a ridosso del confine, un confine fin troppo permeabile, è senz’altro prova di particolare furberia.

Va aggiunto che, nei primi dell’anno 1835, la Finanza del Regno Lombardo-Veneto aveva fatto un’importante confisca di spartiti di origine pirata, “al Dazio di Porta Nuova a Milano di 600. e più pezzi di musica tutte ristampe di proprietà del detto mio Suocero”, come registra Pozzi in una lettera al Consiglio di Stato ticinese.16 Il sequestro rende il danno ormai quantificabile. Ricordi, di conseguenza, decide di fronteggiare le operazioni della stamperia di Chiasso per via legale.

Contraffattori e contrabbandieri

Più rivelatore dell’annuncio ufficiale sulla Gazzetta Ticinese, riguardante le attività e gli intenti di Euterpe Ticinese, si dimostra il primo piccolo catalogo di musiche che la calcografia fa pubblicare nel 1835, un fascicolo di appena 12 pagine che segna una chiara linea editoriale (Illustrazione 4a-b). La piccola offerta di neanche 200 numeri, che ancora evoca la presunta ‘associazione per musicofili’, si costituisce a grande maggioranza dalle ultimissime produzioni del teatro d’opera italiano. A un confronto con il catalogo Ricordi si scopre che l’offerta di Euterpe Ticinese nel 1835 corrisponde a larga maggioranza con le recentissime attualità di Casa Ricordi dei primi anni Trenta.

Si prenda per esempio il numero Euterpe Ticinese 106, un duetto (nella versione per voci e pianoforte) dalla Gemma di Vergy di Donizetti, con debutto il 26 dicembre 1834, alla Scala di Milano: Ricordi, in qualità di proprietario dell’opera, fa produrre la sua edizione a partire da gennaio 1835.17 L’offerta di Euterpe Ticinese del 1835, che comprende soli 10 numeri su un totale di 25, riflette perfettamente quanto prodotto da Ricordi entro febbraio dello stesso anno. Ciò sembrerebbe indicare che i prodotti di Ricordi, appena usciti dal torchio e messi in vendita, venissero prontamente inviati a Chiasso per essere impiegati come modelli per la ristampa. Il sospetto di Ricordi, citato prima (“sono già inanzi nelle loro edizioni, cosicchè ad una ad una mi veggo ristamparmi sotto gli occhi opere che mi costano tanto”), trova piena conferma nel fatto che la versione aggiornata del catalogo di Euterpe Ticinese (1839)18 elenca ormai tutti i 25 numeri dell’opera, compresi i brani che Ricordi aveva pubblicato nei mesi successivi al febbraio 1835. Appare come un gesto sfrontato da parte dei contraffattori che non solo i contenuti del prodotto si ripresentino in perfetta corrispondenza di fronte agli originali (soprattutto in termini di impostazione di pagina, sin dall’elemento più generico fino nei più piccoli dettagli). Anche la qualità generale del prodotto risulta relativamente buona.19 Solo in rari casi gli incisori di Euterpe Ticinese si scostano leggermente dal modello, come dimostrano le seguenti figure (Figura 1a-c), che mettono a confronto la copia con l’originale:

Figura 1a

Euterpe Ticinese 106 (p. 1)

Gaetano Donizetti (1797–1848), Gemma di Vergy (26 dicembre 1834): riduzione per canto e pianoforte

Recitativo e Duetto. Oh vergogna! me infelice!

Figura 1b

Ricordi 8306 (p. 1)

Gaetano Donizetti (1797–1848), Gemma di Vergy (26 dicembre 1834): riduzione per canto e pianoforte

Recitativo e Duetto. Oh vergogna! Me infelice!

Figura 1c

sopra: Euterpe Ticinese 106 (p. 11), sotto: Ricordi 8306 (p. 11), particolare

 

 

Addirittura l’assegnazione dei numeri di lastra viene addottata e redatta conformemente, seguendo passo per passo il modello originale. I prezzi della versione Euterpe Ticinese sono più modici solo in una parte dei brani, mentre il prezzo per l’opera intera si rivela perfino uguale all’edizione Ricordi. Per un confronto tra i cataloghi di Euterpe Ticinese (1835 e 1839) e il Catalogo Numerico Ricordi, si vedano i seguenti ritagli:

Figura 2a-b-c

Catalogo.ET.1835 (p. 9), Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 8), Catalogo Numerico Ricordi (n. 8303–8324), particolare

 

 

Paragonando il modello d’affari di Euterpe Ticinese a Chiasso con quello ideato alcuni anni prima da Pozzi a Castel San Pietro, non sfugge all’attenzione che entrambi si basino in modo sostanziale sul contrabbando. Nella Lombardia della Restaurazione il fenomeno rappresenta un fatto pressoché onnipresente, un vero e proprio ramo industriale, in particolar modo sul confine con la Svizzera. Si stima che, nei primi decenni del governo austriaco in Lombardia, nella sola Chiasso tra 400 e 500 persone vivono stabilmente dal contrabbando (su una popolazione di circa un migliaio di abitanti).20 Nel periodo 1830–1833, secondo gli ispettori della Finanza austriaca, circa il 75% delle derrate alimentari di origine coloniale consumate in Lombardia si costituiscono di beni contrabbandati, grazie all’alto livello di organizzazione e professionalità nel mestiere. Nel Ticino meridionale spuntano in gran numero i depositi per le merci di sicura richiesta oltre confine (specialmente tessuti inglesi, francesi e svizzeri). Il fatto che a Lugano, Chiasso e nelle più importani città lombarde, diverse compagnie offrono addirittura assicurazioni per coprire il rimanente rischio, nel caso di confisca della merce,21 è chiaro indicatore dell’effettivo funzionamento delle vie di trasporto clandestine. Non può sorprendere che anche gli editori musicali di Milano facciano i conti con il fenomeno.

Per quanto riguarda la concorrenza sul settore, inizialmente è soltanto Ricordi a riconoscere nella stamperia di Chiasso un pericolo per i propri affari: Euterpe Ticinese ovviamente non è ancora a conoscenza delle sue attività in Ticino. In seguito al suddetto sequestro di musiche contraffatte a Milano, Ricordi non esita, e subito impegna il genero ad attivare i meccanismi ufficiali. Nella sua lettera al Consiglio di Stato ticinese del gennaio 1835, Pozzi riferisce che “[m]i chiede pertanto lo stesso [Ricordi] se qui nel nostro Cantone esistano leggi in proposito alle proprietà di stampa, e se io sappia indicargli altri mezzi onde far cessare questa truffa de’ suoi avversarj”.22

Reagisce lo Stato

La replica si fa attendere, e quello che Pozzi solo l’anno successivo riceve in risposta, deve aver causato ulteriore stress al suocero: Pozzi viene informato che dal 20 maggio 1835 esiste una Legge cantonale sulla proprietà letteraria, secondo la quale le “opere stampate all’estero possono essere ristampate da qualunque tipografo cantonale in qualunque tempo.”23 L’intenzione del decreto è quella di emanciparsi dall’importazione di materiali scolastici dal Regno Lombardo-Veneto, per produrre sul proprio territorio, mediante ristampa, i ‘libri istruttivi’ a prezzi più modici. A tal fine si limita il concetto della contraffazione esclusivamente alla “pirateria da parte di uno stampatore operante nel cantone a danno di un’opera già edita in Ticino”, mentre si introduce “il termine più piano di ristampa per designare il plagio di opere già edite all’estero”.24

Secondo questa legge, Euterpe Ticinese opera in perfetta legalità, e potrà senz’altro continuare a copiare opere di proprietà estera; la legge richiede soltanto che in ogni singolo caso i responsabili della stamperia ne annuncino ufficialmente l’uscita alle autorità cantonali, consegnandone al contempo tre copie di prova.

Così a fine giugno 1836 Pozzi esegue un primo deposito al Consiglio di Stato, impedendo con questa azione che Euterpe Ticinese possa realizzare la propria ristampa delle opere depositate. Euterpe Ticinese da parte sua inizia soltanto nel 1838 con i propri depositi. Il motivo è chiaro: da pochi mesi anche la bottega di Pozzi a Castel San Pietro dispone di un torchio – e produce altrettanto delle ristampe.25 È soltanto ora che Pozzi viene riconosciuto rivale sul campo.

Il deposito servirà a Lucca e Ricordi come una specie di ‘dispositivo anticopiature mediante brevettazione’. Grazie alla viva concorrenza tra le due stamperie, all’Archivio di Stato ticinese si conserva la documentazione di circa 180 atti di petizione, rivolti al Governo, sia da parte di Pozzi che di Euterpe Ticinese, nei quali ciascuno chiede la protezione legale per una serie di opere di sua propria produzione o delle quali ha acquisito la proprietà. L’analisi dei documenti permette di ricostruire passo per passo la storia dei depositi ufficiali delle succursali ticinesi di Lucca e Ricordi.26 In più, si conserva addirittura la maggior parte delle musiche depositate in seguito alla Legge del 1835.

Per dare un esempio del processo che accompagna il deposito legale al Consiglio di Stato, nelle seguenti figure (Figura 3, 4, 5) si riproducono sia la petizione dell’editore, con sul retro l’accusa di ricevimento da parte del funzionario cantonale, seguita dall’Avviso musicale lanciato sulla stampa per rendere pubblico lo stesso atto, nonché le prime pagine di uno degli spartiti depositati in quell’occassione. L’autore della petizione, presentata il 17 gennaio 1840, è il nuovo responsabile di Euterpe Ticinese, Gioachimo Spinelli, che nel 1838 aveva assunto la direzione della stamperia di Chiasso.

Figura 3a-b

Gioachimo Spinelli, petizione del 17 gennaio 1840 (ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 9 e 10)

Per la trascrizione delle parti rilevanti cfr. Spinelli.petizioni.1840.1 2

Figura 3c

Retro del documento con l’accusa di ricevimento da parte delle autorità cantonali

Figura 4

Gioachimo Spinelli, Avviso musicale e diffidazione del 24 gennaio 1840 (Supplimento alla GT n. 4 del 27 gennaio 1840, p. 37). Vedi anche Spinelli.avvisi.1840.1

Figura 5a-b

Giovanni Antonio Speranza (1811–1850), I due figaro (30 ottobre 1839): riduzione per canto e pianoforte

Quartetto. No Signora: chiaro e tondo (numero di lastra: 2327), proveniente dal deposito del 17 gennaio 1840

(SBT, LGC LP MUS 126/6)

Considerato che il braccio della legge ticinese non si estende oltre ai confini cantonali, il deposito ufficiale potrebbe apparire come una tigre senza artigli. Il suo unico senso concreto, sia per Euterpe Ticinese-Lucca che per Pozzi-Ricordi, rimane tuttavia quello di impedire al concorrente la ristampa del proprio prodotto.27 Ne consegue che vengono solitamente depositate le opere più importanti e popolari, cioè quelle la cui contraffazione avrebbe causato un maggiore danno al proprietario, che una ristampa di musiche meno richieste da parte del pubblico. Un confronto con i cataloghi di vendita di Ricordi e Lucca rivela che le musiche depositate da Pozzi e Spinelli rappresentano solo una piccola percentuale del rispettivo assortimento, e che spesso i mandanti di Milano si accontentano che i concessionari ticinesi inoltrino al Consiglio di Stato solo parte di un prodotto nuovo (ad es. i principali numeri di un’opera), come sufficiente segno di autodifesa da un potenziale atto di ristampa.

In questo modo, nei decenni di attività delle due botteghe sono documentati circa 1500 numeri musicali depositati da Carlo Pozzi (quasi tutti riscontrabili nel catalogo Ricordi, e quindi di proprietà dell’editore milanese). Gioachimo Spinelli a nome di Euterpe Ticinese invece, nel corso degli anni deposita circa 900 numeri (anch’essi quasi per intero presi dal catalogo ufficiale Lucca, cioè di proprietà), ed è ragionevole supporre che, almeno nel suo caso, parte di questi materiali venisse anche prodotta integralmente a Chiasso, in termini sia di incisione che di stampa.28

Lista bianca – lista nera

Nei depositi al Consiglio di Stato si riflette la ‘produzione’ ufficiale degli stampatori ticinesi, perfettamente in armonia con la Legge sulla proprietà letteraria del 1835.29 La suddetta confisca “al Dazio di Porta Nuova a Milano di 600. e più pezzi di musica tutte ristampe”, avvenuta a inizio 1835, evidentemente non riguardava materiali di questo genere, ma prodotti contraffatti da Euterpe Ticinese. E anche le “lastre incise di musica di proibita introduz.ne nel n.ro Stato” che Ricordi già nel 1831 aveva fatto spedire dalla Svizzera, a tutta probabilità non cadevano in questa categoria.

Proprio nel caso di Ricordi disponiamo di una fitta documentazione riguardante le ristampe che quest’ultimo, al massimo dal 1837 in poi, fa produrre dalla bottega di Pozzi a Castel San Pietro. Queste musiche, essendo di proprietà né di Pozzi stesso né del suocero, non trovano alcun riflesso nei depositi alle autorità cantonali. E anche Euterpe Ticinese, dopo la Legge del 1835, continua a copiare e ristampare musiche che non vengono sottoposte alla tutela della legge: opere che, per buoni motivi, non portano sul frontespizio la consueta nota “Proprietà degli editori”. Per ambedue le stamperie esiste quindi anche una produzione ombra, materiali che vanno raccolti in un catalogo separato, una specie di ‘lista nera’ delle ristampe delle opere di proprietà altrui.30

Dato che Ricordi già nel 1831 fa produrre musiche la cui introduzione nel Regno Lombardo-Veneto risulta proibita, è lecito chiedersi dei prodotti commissionati dopo la Legge del 1835. Una lettera di Casa Ricordi del novembre 1842, nella quale Carlo Pozzi riceve ordini sui lavori da svolgere, getta luce su diversi aspetti dell’ormai consueto modus operandi:

Carissimo Cognato,

L’altro jeri col solito mezzo ti ho spedite tutte le prove corrette, cioè N. 567. 569. 570. 573. 572 e 571, più altre 30 lastre bianche. [...] Col prossimo invìo ti manderò tutti i frontispizj ed anche altra copia degli Originali perduti, che sono arrivati da Parigi. Ora prendi memoria acciò nella prima Spediz.ne che mi farai mi mandi Copie 25 dei N. 457. 389. 496. 285. 317. 165. 287. e 235 non senza dimenticare le opere già commesse tempo fa.31

Dalle parole di Tito Ricordi (figlio di Giovanni e da tempo suo braccio destro) risulta che, ancora dopo undici anni di attività di Pozzi in Ticino, lo scambio di materiale e merce, concretamente di lastre bianche e spartiti, tra la sede di Milano e la succursale di Castel San Pietro avviene sempre “col solito mezzo”, cioè: non per l’ufficiale via postale (questo, se fosse il caso, nel carteggio si tende a sottolineare, per motivi di censura); il trasporto va invece svolto – parola d’ordine – per contrabbando. La lettera rivela inoltre che gli spartiti prodotti da Pozzi (i brani con i numeri di lastra a tre cifre) sono sottoposti al controllo nella centrale di Milano. In più, le operazioni della bottega ticinese vengono non solo sorvegliate ma anche coordinate, perfino all’invio degli originali da Milano. È ovvio che qui si tratta di edizioni di proprietà di terzi, nel presente caso provenute da Parigi, che Pozzi utilizzerà come modello per la ristampa. La programmazione dipende da Milano, ed è anche Milano a gestire la distribuzione degli spartiti pronti per la vendita, come dimostra la richiesta di scorte standard di 25 esemplari di ogni numero.32

Ricordi è mandante, coordinatore e distributore: Le musiche incise e stampate da Pozzi, con un numero proprio a tre cifre, saranno assunte nel catalogo ufficiale di Casa Ricordi con un nuovo numero a quattro o cinque cifre (segnato nel Librone, accanto al numero di Pozzi messo tra parentesi tonde). Questi nuovi numeri, nel catalogo stampato appariranno marcati con un asterisco (*) in quanto prodotti “di fondo estero”. Una vendita diretta di questi materiali presso la bottega di Castel San Pietro non sembra neanche far parte del circuito produttivo previsto, ed è segno di coerenza che manca anche ogni catalogo individuale stampato o annuncio pubblicitario dei prodotti di Pozzi.33

Rivolgiamo lo sguardo ad una delle edizioni menzionate da Tito Ricordi nella lettera, il numero Pozzi 285. Si tratta dell’opera 17 di Theodor Döhler, Fantaisie et Variations de Bravoure sur une Cavatine d’Anna Bolena per pianoforte solo. Il brano esiste in diverse edizioni straniere, pressoché identiche in termini di forma e contenuto: la composizione pubblicata da Pozzi al numero 285 ricorre anche tra i prodotti di Schlesinger, Paris (n. 2578), di Richault, Paris (n. 3757) e di Diabelli, Wien (n. 6114). Ironia della sorte, anche Euterpe Ticinese (n. 1727) ne produce una sua ristampa che, a confronto con le edizioni di Pozzi e Schlesinger, mostra differenze soltanto a vista ravvicinata: evidentemente tutte e tre le versioni (di cui nessuna fa riferimento alla proprietà dell’editore) sono ristampe, realizzate indipendentemente l’una dall’altra.

Figura 6a-b

Theodor Döhler (1814–1856), op. 17, Fantaisie et Variations de Bravoure Pour le Piano sur une Cavatine d’Anna Bolena nella versione di Pozzi n. 285 (frontespizio e pagina iniziale).

Figura 6c-d

La pagina iniziale del brano nella versione di Schlesinger n. 2578 (sinistra) e Euterpe Ticinese n. 1727 (destra).

Figura 7a-c

L’incipit nelle tre versioni, particolare

La grande maggioranza delle ristampe prodotte (o almeno incise) con il marchio unico “Mendrisio presso Carlo Pozzi” o formula analoga, in italiano o francese, consiste da musiche strumentali: opere pianistiche di recentissima produzione (di Chopin, Thalberg, Liszt, Bertini e tanti altri) e per pianoforte a quattro mani, inoltre musiche da camera (in prevalenza di autori francesi) e opere didattiche (per pianoforte in primis), mentre le riduzioni (sia per pianoforte solo che per canto e pianoforte), svolgono un ruolo subordinato.34

Particolare rilievo nel ‘catalogo’ di Pozzi assume il gran numero di composizioni di Beethoven (dalle Sonate per pianoforte solo, alla musica da camera, fino alle nove Sinfonie), tutte partiture ufficialmente prodotte a Mendrisio. A mancanza di prove contrarie si può solo dedurre che il circuito breve attraverso la bottega del genero ticinese, permette a Ricordi di integrare nel proprio catalogo anche la maggior parte delle opere del compositore tedesco (morto nel 1827), sempre nel modo collaudato, con edizioni camuffatte ‘di fondo estero’, scavalcando così la necessità di acquistarne i diritti.35

Strategie di conversione

È molto probabile che le operazioni tra Francesco Lucca e Euterpe Ticinese funzionassero in modo simile. Anche nel catalogo ufficiale dell’editore Lucca, le produzioni di Chiasso vengono solitamente presentate come merce di importazione, un’operazione che consente di approfittare da una tassazione più conveniente per prodotti ‘adottati’ da terzi; prodotti che in realtà sono il frutto di un plagio mascherato, volto ad aggirare i diritti di proprietà.36

La programmazione di Euterpe Ticinese, in ambito strumentale, si concentra soprattutto sul pianoforte (con in primis opere di Thalberg, Döhler e Herz) e sulle musiche da ballo (in particolare valzer di Strauss, Lanner e Labitzky).37 La musica da camera non svolge un ruolo sostanziale, meno ancora delle opere didattiche. Come si è visto prima, sin dagli inizi la stamperia di Chiasso mette l’accento principale sulle produzioni operistiche (sia nella riduzione per canto e pianoforte che per pianoforte solo). Tuttavia, seguendo con l’occhio analitico queste edizioni attraverso gli anni, si nota che diversi prodotti, contraffatti di primissima ora, riappaiono nei cataloghi successivi come prodotti apparentemente ‘regolari’, ora però con nuovi numeri di lastra.

Un brillante esempio per illustrare questa strategia di ‘tacita appropriazione’, che Lucca adopera numerose volte, è Norma di Vincenzo Bellini (prima rappresentazione: 26 dicembre 1831). L’edizione, integralmente ristampata da quella di Ricordi, divenne una delle produzioni più popolari nel programma di Euterpe Ticinese. Lo spartito nella versione per canto e pianoforte, inizialmente esce presso Euterpe Ticinese con i numeri 153 (Sinfonia) e 217–229 (pezzi cantati) e appare come tale già nel primo catalogo del 1835 nonché nel catalogo aggiornato del 1839.38 L’opera manca nei cataloghi Lucca del 1836 e del 1847 (presumibilmente ritirata dall’offerta, su pressione da parte di Ricordi), per ricomparire solo nel catalogo Lucca del 1859, ora però in una versione segnata ‘di fondo estero’; una versione che impiega i calchi di Euterpe Ticinese, parzialmente riveduti e muniti di nuova numerazione (n. 2553–2593).39 Nel catalogo Lucca del 1873, l’edizione della Norma manca nuovamente. Più avanti si conosceranno i motivi per queste sparizioni e riapparizioni nel corso degli anni.40

In un confronto sistematico tra i materiali musicali esistenti da una parte, e i cataloghi di Euterpe Ticinese e Lucca dall’altra, si scoprono numerosi casi analoghi, in cui un prodotto di origine pirata subisce una specie di conversione, mirata a ‘regolarizzarlo’, almeno in apparenza.41 Le seguenti figure illustrano il suddetto caso della Norma di Bellini, prima nell’edizione Euterpe Ticinese 153 e 217–229 (prodotta nei primi anni 1830) e poi nella versione che nel catalogo Lucca (1859) porta i numeri 2553–2593. Per gli estratti dai rispettivi cataloghi vedi inoltre Illustrazione 36.

Figura 8a

Euterpe Ticinese 135, 217–229 (frontespizio)

Figura 8b

Lucca 2553–2593, frontespizio

Figura 9a

Euterpe Ticinese 226 (p. 123)

Figura 9b

Lucca 2577 (p. 123)

Figura 10a

Euterpe Ticinese 228 (p. 158)

Figura 10b

Lucca 2592 (p. 158)

Figura 11a

Euterpe Ticinese 228 (p. 158), particolare

Figura 11b

Lucca 2592 (p. 158), particolare

Convenzioni inconvenienti

La situazione legale di fondo, determinata dalla mancata protezione dei diritti di proprietà a livello transnazionale, permette sia a Ricordi che a Lucca, mediante le loro succursali in Ticino quali fornitori del relativo Fondo estero, di appropriarsi dei prodotti altrui senza dover temere alcuna sanzione. La situazione resta stabile per diversi decenni: la Legge ticinese del 1835 garantisce una tutela soltanto verso l’interno, concedendo una specie di ‘brevetto’ al singolo brano musicale per il territorio cantonale, in cambio di tre esemplari di deposito. Del resto non vieta espressamente le suddette strategie di ‘ri-etichettatura’, che mirano più che altro al mercato estero.

Quando nel maggio 1840 a Vienna viene siglata la Convenzione a favore della proprietà e contro la contraffazione delle opere scientifiche, letterarie o artistiche, il Regno di Sardegna e l’Impero Austriaco introducono delle normative comuni in termini di proprietà letteraria, particolarmente importanti per il Regno Lombardo-Veneto.42 Con la conclusione di questo atto, Casa Ricordi celebra una prima vittoria sulla pirateria: con la nuova legge si sconfigge, tra l’altro, la bottega di Epimaco Artaria a Novara, che nel Regno di Sardegna, a ridosso del confine, fino a quel momento aveva potuto praticare un modello d’affari simile a Euterpe Ticinese, ristampando opere di proprietà di Ricordi.

È ovvio che la battaglia di Ricordi a favore della proprietà letteraria aveva come primo scopo la protezione dei propri interessi, e certamente non quella dei compositori: la succursale a Castel San Pietro, anche dopo la Convenzione austro-sarda, continua ad operare come prima. Solo quando il Consiglio di Stato ticinese, su pressione dalla Confederazione, nel 1841 aderisce alla Convenzione, il genero di Ricordi già vede arrivare la fine delle proprie attività, sospesa come una spada di Damocle. Per questo motivo Pozzi, dal 1838 deputato nel Gran Consiglio ticinese, adopera tutte le sue forze per combinare, con il sostegno di altri parlamentari-lobbyisti del settore, che il Ticino non si impegni nel rispetto della Convenzione, scongiurando così la rovina degli stampatori musicali pirata nel Cantone.43

Anche la convenzione intercantonale del 1854, volta a prevenire operazioni di plagio tra gli stampatori sul territorio svizzero, non introdurrà regolamentazioni apposite per fermare le botteghe di Euterpe Ticinese e di Carlo Pozzi nelle loro operazioni sul confine. Soltanto nel 1868, quando Consiglio Federale e Re Vittorio Emanuele II firmano la Convenzione italo-svizzera per la proprietà letteraria e artistica, la situazione di fondo cambia radicalmente: Imponendo ai due paesi la protezione reciproca della proprietà letteraria e artistica, la legge mette fine alle stamperie di confine.44

Questa importante novità è il motivo per cui le edizioni di Euterpe Ticinese, che Lucca aveva ancora osato ospitare nel proprio catalogo del 1859 (con numero nuovo e come opere ‘di fondo estero’), ora spariscono dall’assortimento, dando così conferma definitiva che si trattava di musiche delle quali Lucca non era proprietario. Dall’entrata in vigore della Convenzione italo-svizzera a maggio 1869, Euterpe Ticinese non figura neanche più nel consueto elenco dei concessionari di Lucca stampato sui frontespizi dei propri spartiti, e anche la bottega di Chiasso chiude i battenti.

Nel caso di Ricordi, con i cataloghi redatti dopo il 1868, gli articoli ‘di fondo estero’ spariscono altrettanto tacitamente dall’offerta. Mentre i prodotti pirata di Lucca si erano in gran parte basati sulle musiche di proprietà di Ricordi (ormai tutelate su ambo i versanti del confine), quest’ultimo, con la bottega di Pozzi, aveva puntato su ristampe soprattutto di opere strumentali di proprietà estera (francesi e tedesche in primis), mentre dal programma vero e proprio del concorrente Lucca, Ricordi aveva fatto copiare solo di rado.

La Convenzione italo-svizzera definisce il concetto di contraffazione indipendentemente dalla provenienza degli originali. Tuttavia, almeno nel caso di Ricordi è dimostrabile che le lastre prodotte con il marchio “Mendrisio presso Carlo Pozzi” servono ancora per diversi anni, se non decenni dopo la Convenzione, per la ristampa di opere che Ricordi non aveva mai acquistato. Lo dimostra la prassi di Casa Ricordi, introdotta negli anni 1850, di provvedere gli spartiti assegnati alla vendità con un timbro a secco, indicante l’anno e il mese di produzione. In questo modo è possibile confermare che la casa editrice (sotto Tito Ricordi prima, e Giulio poi) vendesse edizioni derivanti dall’antico Fondo estero ancora negli anni 1890.45

Carlo Pozzi era morto nel 1886. Nello stesso anno era stata adottata la Convenzione di Berna per la tutela delle opere letterarie ed artistiche, il trattato con cui Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Belgio e Svizzera avevano stabilito un codice comune “per la protezione dei diritti degli autori sulle loro opere letterarie e artistiche”.46

Epilogo

È degno di nota che neanche la Convenzione di Berna riuscì a fermare Ricordi dalla ristampa delle opere con il marchio di “Mendrisio”. A “Chiasso dalla Stamperia di musica l’Euterpe Ticinese” invece, con la Convenzione italo-svizzera del 1868, la produzione terminò. Già un decennio prima, nel 1858, era morto Gioachimo Spinelli, mentre la succursale di Chiasso aveva continuato ad esistere. Ancora prima, nel 1854, erano avvenuti gli ultimi depositi da parte di Euterpe Ticinese, per un motivo assai concreto: la stamperia concorrente di Castel San Pietro aveva “cessato già da qualche tempo d’essere in attività ovvero sia ha sospeso i lavori”, per citare le relative confessioni nella corrispondenza di Pozzi. 47 Con questa svolta, il pericolo per Lucca di vedere le proprie novità ristampate, era diminuito drasticamente.

Per causa della situzione politica, sempre più tesa su ambo i lati del confine, già prima della metà del secolo i collegamenti segreti tra Milano e il Ticino cominciano a rendersi sempre meno affidabili per gli editori milanesi. A partire dai primi anni Cinquanta, la situazione personale di Carlo Pozzi vede un drammatico peggioramento, che accompagna la sospensione della bottega.48 Nel 1857 Achille Bustelli-Rossi, un ex-collaboratore di Pozzi, si assume il compito di concessionario di Ricordi in Ticino. La stamperia di Chiasso, tuttora attiva, costringe intanto Bustelli-Rossi a riprendere i depositi legali ‘a scopo difensivo’ delle più prestigiose opere pubblicate in quegli anni da Ricordi, ormai quasi esclusivamente musiche di Verdi.49 Oltre a depositare almeno un centinaio di numeri, Bustelli-Rossi produrrà anche una serie di ristampe di edizioni estere, esclusivamente di brani strumentali. Tuttavia, una rifioritura delle attività di produzione non si manifesta, e anche le operazioni di Bustelli-Rossi terminano, dopo appena un decennio, alla vigilia della Convenzione italo-svizzera, nel 1867.

In mezzo a questo evidente declino, la situazione assume un aspetto quasi comico quando, ancora mesi dopo la conclusione della Convenzione italo-svizzera, le controversie tra Ricordi, Lucca e il Ticino insorgono per un’ultima volta, giungendo ora addirittura fino al Governo federale. In seguito a dei reclami da Milano, a metà settembre 1869, il Consiglio di Stato ticinese viene incaricato da Berna con il ritiro dalla circolazione delle opere letterarie e musicali “contraffatte in questo Cantone” ancora in commercio (e, si teme, tuttora clandestinamente in produzione). La soluzione – svizzerissima – è quella dell’obbligo di notifica alla Cancelleria di Stato degli esemplari in possesso ai commercianti, onde far apporre a tutti volumi un bollo ufficiale “portante nel centro la croce federale e nel contorno le parole: Convenzione letteraria Svizzera-Italiana”.50 Grazie a questa operazione, di certo infallibile, l’auspicabile risultato infine si raggiungerà. E questo chiude l’intero capitolo.

Le dimensioni della pirateria musicale in Ticino sono quantificabili. Tirando le somme, si contano oltre 700 numeri accertati di ristampe nei circa due decenni di attività di Carlo Pozzi e circa 600 nel caso di Euterpe Ticinese, tra il 1833 e il 1868; Bustelli-Rossi in dieci anni ne produce poco più di una ventina.51 Prendendo come vago punto di riferimento l’odierna presenza di questi documenti nelle biblioteche europee, la loro diffusione sembra essere stata piuttosto discreta: la stragrande maggioranza si è conservata nelle regioni a sud delle Alpi, nell’area geografica che costituiva il mercato principale di Ricordi e Lucca sin dall’inizio. L’impressione generale è che questo settore dell’offerta editoriale, sia di Ricordi che di Lucca, abbia trovato una portata relativamente bassa, probabilmente anche a causa delle tirature alquanto contenute.52

Va aggiunto che sia le ristampe che i quasi 2500 numeri di spartiti depositati dagli editori ticinesi al Consiglio di Stato (Pozzi: 1490; Euterpe Ticinese: 782; Bustelli-Rossi: 106; Veladini: 70) non possono essere certamente interpretati come il riflesso di una richiesta sul territorio cantonale. In una regione a larga maggioranza rurale e di cultura contadina (con una percentuale considerevole di analfabeti fino a metà Ottocento)53 e alla quasi totale assenza di uno strato sociale acculturato tale da giustificare un commercio redditizio di questo genere di prodotti, è inconcepibile un funzionamento economico di addirittura due stamperie di musica.54

Carlo Pozzi, prima ancora di ritornare in Svizzera nel 1828, aveva programmato uno ‘screening’ del mercato domestico, per avviare la sua attività solo in seguito. La scelta di stabilirsi a Castel San Pietro, nonostante lo scenario di cui sopra, rende evidente che le musiche, sia quelle depositate che quelle prodotte per sua iniziativa, in una località a pochi passi dal confine nazionale, non erano destinate a un mercato interno di qualche rilievo, sia ticinese che svizzero. Lo stesso vale per Euterpe Ticinese. Per di più, in entrambi i casi il repertorio stesso è ulteriore indicatore di un potenziale ‘pubblico di destinatari’ vasto e variegato (e in parte anche virtuoso), che il territorio non poteva mai offrire.

Con la fine della pirateria musicale termina pure la storia dell’editoria musicale in Ticino. Anche questa apparente coincidenza, infine, conferma che, a metà Ottocento, sul territorio del Cantone non esisteva una reale domanda per gli spartiti prodotti a Castel San Pietro e Chiasso. Le due località si prestavano in modo ideale per le operazioni descritte: sia per motivi geografici e vie di trasporto, sia per il vicinato di due sistemi politici fondamentalmente opposti. In altre parole: Castel San Pietro e Chiasso servivano come posizioni strategiche per la produzione clandestina di merce di contrabbando, pilotata da Milano in tutti i dettagli, dai due principali attori del settore in contesa per un mercato sempre più internazionale. La storia della pirateria musicale nel Ticino dell’Ottocento è, dunque, la storia di una produzione organizzata quasi integralmente all’estero per un mercato estero. Con sede nel Mendrisiotto.

Non è pertanto sorprendente il fatto che l’intera storia passi praticamente senza effetti per la cultura nel Cantone. Solo nel 1863 il segretario provvisorio all’Archivio cantonale dirige l’attenzione del Governo per la prima volta su “un grande armadio che contiene la musica trasmessa al Governo per la proprietà letteraria”,55 riflettendo anche sull’eventualità di aprire il fondo al prestito. Solo qui sembra manifestarsi l’inizio di un tentativo concreto di impegnare i materiali, frutto della Legge del 1835, a favore della popolazione. Venne dato così un inizio, anche se passano ancora decenni per far crescere sul posto un pubblico musicofilo in grado e disposto ad usufruirne.

*****

Solo nella retrospettiva storico-critica sull’editoria musicale di confine, la scelta del nome ‘Euterpe Ticinese’ per una delle sedi operative, assume una forte carica emblematica per il fenomeno nella sua complessità: da cifra segreta riassuntiva per celare un sistema clandestino di produzione e smercio di musica a stampa. Sembra paradossale, ma nella misura in cui, nelle vicende della produzione calcografica in Ticino, la storia della musica si presenta come la narrativa di un crudo bene commerciabile, anche l’antica musa greca – che ironia – si trova travestita da banale marchio di carattere pubblicitario; il tutto in unione toponomastica con il Cantone che, per una stagione di alcuni decenni, fa da palco per ospitare l’intera sceneggiata.

Si può dire senza tema di esagerare che la storia della pirateria musicale in Ticino durante il Risorgimento si evolve infatti come una pièce teatrale, comica a volte e anche con toni amari. Un dramma animato da caratteri di tutti i tipi: da protagonisti e figure secondarie, da personaggi muti e comparse, a rivestire i panni sia di insaziabili approfittatori e pedine neutre, sia di tragici eroi e perdenti delusi – negli abissi di tenebre e di luce della natura umana.

Per approfondire gli andamenti di questa storia – vera –, ambientati in un contesto più largo, il presente lavoro prosegue con la dettagliata Cronologia degli eventi, alla quale si aggiunge il Carteggio come racconto ancora più minuzioso delle vicende, e con più figure narranti. In combinazione con i legami di causalità, fin qui delineati solo sommariamente, i seguenti materiali permettono di assumere una prospettiva ravvicinata sull’argomento e di scoprire un gran numero di relazioni e interconnessioni, sia tematiche che personali, rimaste finora latenti.

Note
1.

Nel contesto di questo studio, il termine “pirateria” si riferisce generalmente a un atto criminoso consistente nell’appropriazione sleale o nel furto di beni di natura letteraria o artistica, nel caso specifico: di musiche stampate, per ricavarne vantaggi illeciti tramite la vendita di ristampe delle opere usurpate, senza indicazione della fonte e senza risarcimento del proprietario legale. Mentre l’atto descritto, nell’uso comune della parola, è ampiamente sinonimo di “plagio” (particolarmente nel senso intellettuale) e di “contraffazione” (nel senso materiale), la distinzione tra ristampa legale e ristampa illegale può dipendere dal contesto legislativo in cui l’atto viene commesso. La storia della pirateria musicale, di cui qui si tratterà un breve, ma essenziale periodo, si svolge quindi nel rapporto più stretto con la storia del diritto d’autore e di proprietà intellettuale.

Per una panoramica sull’evoluzione del fenomeno e per alcuni studi di casi (case-studies) cfr. Beer-Musik, Frith-Music e Peacock-Weir-The Composer. Per la situazione di fondo nella Milano post-napoleonica cfr. Berengo-Intellettuali (soprattutto pp. 257–308). Per la nozione giuridica del diritto d’autore in una prospettiva odierna, vedi De Sanctis-Il diritto.

A titolo preliminare e per dare una cornice generale al fenomeno, occorre sottolineare che, nell’Ottocento, la cessione legale e regolare dei diritti di pubblicazione avviene solitamente in forma di contratto o scrittura privata tra l’autore della composizione musicale e l’editore dell’opera quale prodotto a stampa (e in più, nel caso di musica vocale, il librettista). La cessione può essere sottoposta a varie condizioni, come la limitazione nel tempo o la restrizione a livello geografico, e può prevedere sia una remunerazione unica che una percentuale sulle entrate a cadenza periodica, se non entrambe le cose.

2.

Dopo la nascita del Regno, e per tutta la sua durata, nei cataloghi degli editori lombardi si nota un crescente aumento delle musiche in programma con riferimenti più o meno diretti alla cultura austriaca, soprattutto nella categoria “Musica per feste da Ballo”: edizioni che in numerosi casi riportano non solo il titolo, ma l’intero frontespizio in tedesco, rivolgendosi così ad un pubblico germanofono non soltanto in termini di contenuto, ma anche di forma del prodotto. Il fatto che le prefazioni dei cataloghi (sia di Ricordi che di Lucca, ma anche dell’editore milanese Giovanni Canti) vengono pubblicate in tre lingue (italiano, francese e tedesco), fa al contempo capire che nei decenni prima dell’Unità d’Italia si prevede una diffusione dell’offerta anche al di fuori dei confini nazionali e della penisola (come si vedrà inoltre nei numerosi titoli dei prodotti pirata, sia di Euterpe Ticinese che di Pozzi e Bustelli-Rossi, pubblicati completamente in francese o tedesco). Dopo l’Unità, la classe delle opere da ballo con chiaro indirizzo austro-germanico viene controbilanciata da nuove opere italiane della stessa categoria, spesso con note patriottiche. Le prefazioni trilingui dei cataloghi si riducono a una, massimo due, in italiano e francese: netto indizio per la dimensione internazionale nell’orientamento dell’offerta anche dopo il 1861.

3.

Documenti.vari.1816.1

4.

Documenti.vari.1815.1

5.

Mena-Stamperie, pp. 176, 184–185

6.

Carteggio.1828.1

7.

Documenti.vari.1831.1

8.

Carteggio.1831.2

9.

Secondo il Librone Ricordi, i primi numeri segnati in questo modo sono almeno in parte riconducibili ad Artaria, mentre altri corrispondono in effetti a degli elementi dal Catalogo Pozzi. Resta incerta la data d’inizio delle attività da incisore di Pozzi a Castel San Pietro, circoscrivibili solo vagamente tra giugno 1828 e dicembre 1831.

10.

Carteggio.1833.1

11.

Documenti.vari.1833.1 e Illustrazione 21

Nonostante il potenziale pubblico della stamperia si trovi in territorio italiano, il riferimento esplicito “Chiasso, Cantone Ticino”, qui utilizzato, oppure “Chiasso (Svizzera)”, nei prodotti di Euterpe Ticinese si incontra solo di rado (per un caso cfr. Euterpe Ticinese 141).

12.

Carteggio.1833.2. Un estratto del documento è citato in Baia-Mercanti, p. 76.

13.

Carteggio.1835.2

14.

Gilardi-Euterpe, p. 255; senza indicazione di data esatta né di fonte: L’attuale (2021) inaccessibilità dell’archivio comunale di Chiasso ne impedisce la verifica.

15.

Nei cataloghi di Lucca invece il nome Euterpe Ticinese viene sistematicamente evitato, fino all’ultimo, a differenza dei frontespizi degli spartiti. La più antica edizione di Lucca con un riferimento a Euterpe Ticinese, raccolta nel corso della presente ricerca, porta il numero di catalogo 1856 (“Romanza. Io pur sentii le placide” da: Giuseppe Lillo, Rosmunda di Ravenna; materiali depositati presumibilmente il 31 agosto 1838; cfr. Spinelli.avvisi.1838.2 nonché 5. Depositi - Spinelli, in data). Un primo riferimento a Lucca nelle edizioni che indicano come editore principale Euterpe Ticinese, si riscontra in un altro deposito del 1838 (vedi i numeri dal [1812] al [1822], nel deposito annunciato il 29 maggio 1838; cfr. Spinelli.avvisi.1838.1 nonché 5. Depositi - Spinelli, in data); vedi anche Illustrazione 2 e 3.

16.

Carteggio.1835.1

17.

Dati deducibili dal Librone Ricordi, numeri 8303–8324 (https://www.digitalarchivioricordi.com/it/catalogo-browse-libroni/DOC01909).

18.

Fascicolo pubblicato senza titolo come aggiunta al Catalogo Lucca del 1839 (cfr. Catalogo.Lucca.1839.appendice).

19.

Per farsi un quadro della vasta gamma di errori di produzione, a maggior parte minori, che cionostante si registrano nei prodotti di Euterpe Ticinese (difetti spesso riguardanti piuttosto la forma che il contenuto), si veda 6. Cataloghi - Catalogo Euterpe Ticinese (numerico), note.

20.

Caizzi-L’economia, p. 223. La popolazione di Chiasso contava 479 anime nel 1801, 1265 nel 1850; cfr. Dizionario Storico della Svizzera, sub voce “Chiasso” (http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I2230.php).

21.

Glazier-Il commercio, pp. 41–42; Polli-Zollpolitik, pp. 40–41.

22.

Carteggio.1835.1

23.

Documenti.vari.1835.1

24.

Mena-Stamperie, pp. 296–297.

25.

Per l’annuncio “che il Torchio facilmente potrà spedirsi Mercoldi” (cioè il 27 settembre 1837), cfr. Carteggio.1837.2.

26.

Vedi capitolo 5. Depositi.

27.

Per gli editori, l’operazione del deposito legale aveva principalmente valore simbolico e serviva al massimo per ‘intimidire il nemico’; nel caso di infrazioni, le conseguenze vere e proprie si fecero attendere. I pochissimi casi accertabili della produzione da parte di Euterpe Ticinese di un’opera depositata da Pozzi (cfr. Euterpe Ticinese 706, 712 e 738), passarono evidentemente senza che nessuno ne prendesse nota, anche se, almeno in teoria, i fatti avrebbero potuto scatenare delle querelles giudiziarie.

Dal punto di vista economico-musicale, la raccolta dei materiali depositati offre una panoramica dettagliata sulla fascia di prodotti che gli editori stessi ritenevano di maggiore importanza in termini di vendite. Il totale dei depositi fa dunque da specchio per quelle musiche che Ricordi e Lucca, da chiaroveggenti osservatori del mercato, consideravano le più profitevoli.

28.

Tale sembra essere la situazione in numerose composizioni per pianoforte con il solo marchio di Euterpe Ticinese (e senza riferimento a Lucca). Tante delle opere da ballo di Joseph Labitzky (1802–1881), ad esempio, portano stampato sulla prima pagina di musica l’espressa formula “Chiasso presso l’Euterpe Ticinese [spazio] Che ne ha fatto regolare deposito al Consiglio di Stato” (cfr., tra gli altri, i numeri 7414, 7415 e 7416, depositati in data 25 luglio 1850); idem le Fantasie op. 118 e 119 di Henri Rosellen (n. 6778–6780, depositate il 3 febbraio 1850), la Caprice-Étude de Concert op. 58 di Alexandre Goria (n. 7554, del 16 dicembre 1850) e varie altre opere pianistiche.

29.

È dimostrabile che non tutte le musiche depositate vennero anche prodotte a Chiasso rispettivamente a Castel San Pietro. Dal carteggio Ricordi-Pozzi emerge che, in numerosi casi, se non nella maggioranza, si tratta effettivamente di prodotti milanesi inviati in Ticino per posta, per essere inoltrate da Pozzi alle autorità cantonali, assieme alla relativa petizione, per annunciare il deposito (vedi ad es. il caso documentato in Carteggio.1850.2b). In tutto l’iter, il ruolo di Pozzi comprendeva la stampa, su una pagina vuota di ogni fascicolo, di una breve dichiarazione riguardante il deposito, corredata di luogo, data e nome (per un esempio di tale ‘lastra di deposito’ vedi Illustrazione 6). Pozzi inoltre aggiungeva all’edizione il fittizio riferimento al luogo di pubblicazione e all’editore principale (“Mendrisio, presso Carlo Pozzi”, seguito dalle sedi di Ricordi a Milano e a Firenze; cfr. in questo contesto Carteggio.1842.1). Va sottolineato che Ricordi imponeva una tempistica molto precisa, volta a far coincidere il deposito con l’uscita dei prodotti sul mercato (Carteggio.1837.1). Per gli elenchi dei materiali depositati ufficialmente dagli stampatori, cfr. capitolo 5. Depositi.

30.

Vedi capitolo 6. Cataloghi.

31.

Carteggio.1842.3

32.

L’ordine da Milano fa inoltre capire che, con un solo invio di merce (“nella prima Spediz.ne che mi farai”), si potevano spostare senz’altro 8 volte 25 copie, cioè 200 fascicoli di musica stampata, ai quali, nel caso specifico, andava aggiunto un ulteriore numero imprecisato (“le opere già commesse tempo fa“). Il suddetto sequestro “di 600. e più pezzi di musica tutte ristampe” del 1835 (Carteggio.1835.1) conferma che anche Euterpe Ticinese spediva in quantità relativamente grandi, grazie a un sistema di contrabbano da tempo professionalizzato.

33.

A volte Pozzi ristampa addirittura opere che si incontrano anche nel catalogo ufficiale di Lucca, applicando il tipo di pirateria ‘diretta’ praticato sin dagli inizi da Euterpe Ticinese con dei titoli Ricordi (vedi per esempio i numeri Pozzi 108, 148, 171, 192–194 e 275–277, nel capitolo Cataloghi).

34.

Per un approfondimento dedicato alle edizioni delle opere di Chopin, prodotte con il marchio di Pozzi (e poi di Bustelli Rossi), si rimanda allo studio di Jaeger (Jaeger-Chopin, pp. 796–810, 824, 826-827, e part I).

35.

Non solo Pozzi, ma anche Euterpe Ticinese in diversi casi produce unicamente le lastre incise che, trasferite oltre confine, vengono impiegate per la stampa soltanto a Milano: lo confermano vari esemplari (sia di Euterpe Ticinese che di Pozzi) di musiche stampate su carta con filigrana evidentemente lombardo-veneta (Stemma con l’aquila bicipite); cfr. Illustrazione 10.

36.

Viene precisato a questo riguardo che il Fondo estero di Lucca venne alimentato anche da musiche non prodotte da Euterpe Ticinese, ma provenienti altrettanto da territori al di fuori dal Regno Lombardo-Veneto. Sono infatti diverse le opere proposte nel catalogo Lucca come parte del Fondo estero che risultano non riconducibili a edizioni Euterpe Ticinese. Un esempio: nel caso dei nove brani dell’opera Il pirata di Vincenzo Bellini (27 ottobre 1827) nella versione per canto e pianoforte, riportati senza numero di lastra, ma marcati “* * * Fondo estero.” (Catalogo.Lucca.1847, p. 16) sembrerebbe, ad esempio, trattarsi di materiali prodotti a Roma (Ratti e G. B. Cencetti) o Napoli (B. Girard & C.i). Per altri casi simili cfr. Catalogo Euterpe Ticinese(Osservazioni preliminari). L’edizione Ricordi de Il pirata era stata realizzata tra novembre 1827 e marzo 1828 (Librone Ricordi, n. 3470–3488), periodo in cui le suddette stamperie erano già in attività. Nel Librone Lucca, i brani prodotti de Il pirata (n. 3150–3153 e 5731–5750) non portano alcun riferimento a una produzione estera della propria edizione.

37.

Come già accennato in precedenza, il pubblico germanofono delle terre lombardo-venete, ancora negli anni 1850, rappresenta un segmento di mercato rilevante, tanto per Ricordi quanto per Lucca. È solo coerente che anche le stamperie ticinesi producano in modo mirato per questa clientela, come si rivela ad esempio nei diversi valzer di Strauss e Lanner (tra cui Euterpe Ticinese 705, 712 e 738), pubblicati con frontespizio interamente in tedesco e prodotti espressamente a “CHIASSO | bey l’Euterpe Ticinese” (cfr. Illustrazione 11)

38.

Vedi Catalogo.ET.1835 (p. 4, 8) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 6).

39.

Nella versione con nuova numerazione, la Sinfonia (n. 153 [2553]) si presenta completamente rifatta, con riduzione più elaborata; idem il Preludio Atto II (n. 224 [2574]), quest’ultimo anche per ovvi errori. Venne rifatto inoltre il n. 227 [2591] “Coro. Guerra, guerra”. Con questo tipo di ‘rifacimento parziale’, Lucca poteva, almeno in teoria, dichiarare che nella versione Euterpe Ticinese non si trattasse di una copia, avendo ridotto ex novo almeno parte dell’opera.

Per quanto riguarda il re-impiego degli stessi calchi, il caso è particolarmente evidente nell’ultima lastra, leggermente difettosa, di Euterpe Ticinese 228 (p. 158), rispettivamente di Lucca 2592 (p. 158), che, oltre all’impostazione di pagina identica in tutti i dettagli, riporta persino la crepa nell’ultima misura (vedi sotto, Figura 10 e 11).

40.

Occorre aggiungere che Lucca, per assumere le copie pirata, prodotte da Euterpe Ticinese delle musiche di Ricordi, nel suo Fondo estero, a volte annette il suo ‘marchio’ (apparentemente in segno di rivenditore) con un semplice timbro, sotto il riferimento stampato a Euterpe Ticinese, come nel seguente caso, ripreso da un esemplare del numero Euterpe Ticinese 319 (rispettivamente n. 11987 in Catalogo.Lucca.1859):

41.

Vedi anche Euterpe Ticinese - Catalogo (annotazioni).

42.

Documenti.vari.1840.1

43.

Mena-Stamperie, pp. 300-301. Per il testo della mozione, come riflesso delle strategie di Pozzi, vedi Documenti.vari.1841.1.

44.

Documenti.vari.1868.1

45.

Per l’esempio di un’opera incisa a “MENDRISIO, PRESSO CARLO POZZI” nel 1844 circa, con timbro a secco dell’ottobre 1893 (“G. RICORDI e C. | 1893 | 10”), vedi Illustrazione 12.

La pratica del timbro a secco della ditta viene avviata da Giovanni Ricordi, nei primi anni 1850, mentre l’usanza di includere nel sigillo anche la data (mese/anno) di produzione, entra in uso sotto la direzione di Tito, al più tardi nell’ottobre 1858.

46.

Documenti.vari.1886.1

47.

Per il suo breve riassunto storico della bottega di Castel San Pietro, vedi Carteggio.1855.1.

48.

Per alcune tappe significative nelle vicende biografiche di Pozzi a partire dagli anni 1840, si vedano i documenti dal relativo periodo in Carteggio.

49.

Simon Boccanegra (1857), Aroldo (1857/58), Un ballo in maschera (1859), La forza del destino (1862), Don Carlo (1867); cfr. Depositi.

50.

Documenti.vari.1869.2. Tutta la manovra, resa pubblica solo il 1 ottobre, dovrà concludersi nel corso di poche settimane, cioè “a tutto il 20 ottobre p. v.”. Dopo questa data, i volumi senza il bollo saranno considerati contraffatti a tutti gli effetti e la loro vendita “sarà passibile delle pene stabilite dalla Convenzione”. Per il rapporto fatto dal Consiglio di Stato ticinese al Consiglio federale, nel quale si elencano i risultati dettagliati dell’intervento, cfr. Documenti.vari.1870.2. Per una foto del bollo, cfr. Illustrazione 13.

51.

Vedi il capitolo 6. Cataloghi.

52.

Per alcune indicazioni sulle quantità di consegna delle edizioni di Pozzi ordinate da Milano cfr. Carteggio.1836.8 e Carteggio.1842.3.

Il fatto che certi prodotti popolari di Euterpe Ticinese, già a metà Ottocento, potessero comunque giungere anche delle destinazioni lontane, come souvenir portati dall’Italia da viaggiatori musicofili, è dimostrato dalla discreta serie di volumi nella collezione della baronessa danese e viaggiatrice italiana Christine Stampe (1797–1868): riduzioni per canto e pianoforte di opere di Donizetti, Mercadante, Bellini e Ricci (numeri compresi a maggior parte già nel primo catalogo di Euterpe Ticinese del 1835). I volumi, oltre alla voce di proprietà manoscritta, recano anche il timbro della biblioteca del castello di famiglia di Nysø (tra cui i numeri Euterpe Ticinese 9, 42 e 441, oggi in DK-Kk, e Euterpe Ticinese 71–86, in CH-BEms).

53.

Nel Canton Ticino, grazie alla diffusione sistematica dell’istruzione elementare, si constata un rapido aumento del grado di alfabetizzazione solo dopo il 1840. Nel decennio 1855–1865, ancora il 10% ca. degli uomini e il 35% delle donne firmava l’atto matrimoniale con la croce; cfr. Dizionario Storico della Svizzera, sub voce “Alfabetizzazione” (http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I10394.php). Sullo sviluppo dell’istruzione nel cantone cfr. ibidem, sub voce “Cultura e istruzione” (https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/007394/2017-05-30/#HCulturaeistruzione), nonché Marcacci-Alle origini.

54.

Un possibile indicatore come il crescente numero di commercianti di pianoforti sul territorio cantonale, suggerito dai rispettivi annunci sulle gazzette solo dalla seconda metà del secolo in poi, coincide verosimilmente con un’analoga richiesta di musiche stampate, ma non potrà ovviamente spiegare la presenza degli stampatori sul territorio mezzo secolo prima.

55.

Documenti.vari.1863.1

3. Cronologia

Sunto cronologico dei principali avvenimenti legati alla storia e allo sviluppo dell’editoria musicale ticinese durante il Risorgimento e oltre (1808–1902)

1808

Il 16 gennaio a Milano si costituisce in società la futura casa editrice musicale di Giovanni Ricordi (*1785).

1814–1815

Dopo la sconfitta nella battaglia di Lipsia (16–19 ottobre 1813), l’11 aprile 1814 a Napoleone Bonaparte viene imposta l’abdicazione. Il Congresso di Vienna (18 settembre 1814 – 9 giugno 1815) sancisce la nascita del Regno Lombardo-Veneto, attentamente accompagnata sulla stampa dei paesi confinanti.

4 agosto 1815

Con un annuncio a tutta pagina Francesco Veladini, l’editore della Gazzetta di Lugano, informa il pubblico che “il foglio il quale esce dai nostri torchj [...] può ora liberamente circolare negli Stati di S. M. I. d’Austria” (Documenti.vari.1815.1). In conseguenza la Gazzetta di Lugano, non sottoposta alla diretta censura austriaca, si diffonde rapidamente nel centro-nord della penisola italiana, prestandosi come ottimo veicolo per pubblicità di vario genere, e di prodotti di stampa in particolare (con frequenti annunci di editori milanesi, ma anche fiorentini e torinesi, cremesi e pisani).

1816

Con l’ordine politico restaurato negli Stati Italiani cresce man mano il numero degli abbonati oltre confine della Gazzetta di Lugano. Giovanni Ricordi è tra i primi a riconoscere la forza trainante della testata ticinese per i propri affari sulla penisola, consapevole di raggiungere così un extra pubblico al di là delle gazzette lombarde e venete, parmensi e toscane: dei lettori colti, attenti e disposti a leggere a volte anche tra le righe. Sul numero del 16 aprile, Ricordi fa posizionare un suo annuncio pubblicitario, un avviso a pagina intera con numeri di catalogo dal 185 in su (Documenti.vari.1816.1). Gli annunci, che mediamente si estendono su un terzo di pagina, avvengono nei primi anni quasi a cadenza settimanale, poi mensile, bimensile o trimestrale. Il repertorio offerto da Ricordi riflette i gusti del pubblico borghese più vasto: musica da camera, ariette con accompagnamento, riduzioni per pianoforte di brani operistici e pezzi da ballo, mentre la parte del leone, naturalmente, fanno le canzoni e le sinfonie delle più recenti opere teatrali.

Pochi anni dopo, anche Ferdinando Artaria di Milano lancia le prime pubblicità per la sua “nuova Calcografia musicale”.1 Con la fine della Gazzetta di Lugano nel 1821, gli annunci degli editori di musica milanesi passano alla nuova Gazzetta Ticinese (sempre pubblicata da Veladini a Lugano).

4 giugno 1816

Il quattordicenne Francesco Lucca, nato a Cremona nel 1802 da genitori milanesi, viene assunto da Giovanni Ricordi come primo apprendista incisore. Secondo il contratto, firmato dal padre del ragazzo, la formazione durerà sei anni interi “ed avrà fine il trenta luglio del 1822”. In questo periodo Ricordi sarà “obligato di insegnare al Figlio Francesco Lucca la professione d’Incisore di Musica non che a negoziare del suddetto Ramo”.2 In seguito all’educazione, Lucca viene rilevato nell’azienda.

1825

Francesco Lucca si mette in proprio. Con licenza del 25 giugno, a Milano scende in campo la casa editrice che per tutti i sessanta anni di attività porterà il suo nome. Ancora nel 1825 escono le prime edizioni.3

1826

Carlo Pozzi, nato nel 1803 a Castel San Pietro sopra Mendrisio, nel cantone svizzero del Ticino, e fidato collaboratore di Giovanni Ricordi, si sposa a Milano con Giulietta Ricordi (*1807), l’unica figlia del padrone.4 L’atto è elemento determinante per l’accesso del ventitreenne ai circoli dirigenziali dell’azienda. Già nei primi di luglio, marito e moglie si trasferiscono a Firenze, dove Pozzi, con l’associato Stefano Jouhaud, andrà ad amministrare la filiale fiorentina di Casa Ricordi (Carteggio.1826.1), fondata soltanto alla fine del 1824. Il negozio, in posizione centralissima, per un certo periodo si chiamerà “Ricordi, Pozzi e Comp.”

1828

Il fratello di Carlo Pozzi, Gaetano (*1802), dopo anni al servizio militare del Re di Francia,5 al suo rientro in patria cerca un riorientamento professionale. In una lettera del 14 febbraio da Firenze, Carlo Pozzi gli disegna il progetto di una rappresentanza di Ricordi in Ticino, con spaccio per la Svizzera interna, ma ipotizza anche di un import-export di scritti che nel Regno Lombardo Veneto cadono sotto la censura, da introdurre in Italia per contrabbando, figurandosi con questo modello d’affari una profitevole vendita sotto mano (Carteggio.1828.1). Infine sarà Carlo stesso a sviluppare l’idea, riuscendo a convincere, in un modo o nell’altro, anche il suocero. Sta di fatto che, già a fine giugno 1828, dopo due anni a Firenze, Carlo Pozzi e Giulietta Pozzi Ricordi verranno a vivere a Castel San Pietro.

1830

Francesco Lucca fonda a Milano una scuola di incisione, presto rinomata, dalla quale nel corso degli anni escono decine di esperti nell’arte calcografica musicale che in parte vengono assorbiti nell’organico dello stabilimento.6

gennaio 1831

Sulla Gazzetta Ticinese dell’8 gennaio (p. 18) Giovanni Ricordi pubblica un primo avviso riguardante le contraffazioni di opere in suo possesso, adoperandosi “perchè ne sia pure impedita l’introduzione negli stati di S. M. l’Imperatore d’Austria d’estere edizioni”, facendone solo intuire i motivi. Seguono diversi simili richiami, dai quali si evince che le contraffazioni di opere liriche dell’ultima ora (come I Capuleti e i Montecchi o La sonnambula di Bellini, ambedue opere di proprietà di Ricordi) rappresentano un pericolo non trascurabile per le sue entrate (Documenti.vari.1831.1 3).

L’avviso immediatamente successivo sullo stesso giornale, a riguardo di “Due possessioni da vendersi situate una a Mendrisio, l’altra in Coldrè” [Coldrerio], è firmato da Carlo Pozzi, quale “segret[ario] Civile” (Documenti.vari.1831.2).7 Sempre dalla Gazzetta Ticinese emerge che l’acquirente sarà il fratello Gaetano di Castel San Pietro, che così “per il prezzo di Milanesi L. 11,500” si aggiudica un bene immobile non indifferente di proprietà del fratello, “proveniente dalla paterna eredità”.8

Con la base economica così creata Carlo Pozzi dispone dei mezzi per far partire la sua attività come incisore e concessionario Ricordi per la Svizzera. È quindi sorprendente che, sempre nel corso del 1831, lo stesso Pozzi va a spendere la somma di L. 22.200 per l’acquisto di una serie di terreni agricoli, una “Casa Masserizia” e una casa d’abitazione, tutto a Castel San Pietro (Documenti.vari.1831.4). In questo caso invece sembra trattarsi di un investimento mirato, nel quale confluisce anche la dote della moglie Giulietta Pozzi Ricordi, come atto comune volto a consolidare le fondamenta per il loro futuro sul posto. Sta di fatto che nel 1850, quando Giulietta tornerà a vivere in Italia, le case e i terreni saranno nuovamente messe in vendita (Documenti.vari.1850.2).

dicembre 1831

Prime commissioni fatte per la sede di Milano si riflettono nel “conticino” di Pozzi di Fr. 404,12 che Giovanni Ricordi in una lettera del 14 dicembre annuncia di far saldare (Carteggio.1831.1). Come si rivela dal carteggio degli anni successivi, Pozzi riceve da Milano sia le lastre bianche che gli originali delle musiche da incidere, ai fini della ristampa sotto il marchio “Mendrisio presso Carlo Pozzi”.

Lo stesso giorno, il 14 dicembre 1831, Giovanni Ricordi si rivolge per lettera a “Fr. Soldini” a Chiasso: Fratelli Soldini, un’impresa familiare di tutti i tipi di trasporto e nota coordinatrice di attività sommerse. Ricordi intende organizzare, tramite il trasportatore Innocente Mangili di Milano, una delicata azione di contrabbando, nello specifico di “lastre incise di musica di proibita introduz.ne nel n.ro Stato”, e ammette di sapere “che voi avete de’ sicuri mezzi onde introdurle” (Carteggio.1831.2). La conferma richiesta per siglare il deal, da inoltrare “anche p. ½ di mia figlia e mio genero Carlo Pozzi di Castello S.t Pietro sopra Mendrisio” fa intendere l’origine della delicata merce.

La lettera è la prima testimonianza di un sistema di fornitura che negli anni successivi va man mano perfezionandosi. Così Castel San Pietro, sotto gestione discreta della centrale di Milano, diventa luogo di produzione di materiali musicali illegali, ai sensi delle norme vigenti nel Lombardo-Veneto.

marzo 1832

Come emerge dal carteggio di famiglia, sin dai primi anni dell’attività di Pozzi a Castel San Pietro il contatto tra le due sedi comprende anche visite in Ticino di membri della famiglia Ricordi, visite tra parenti, volte non da ultimo a sorvegliare l’andamento dei lavori (Carteggio.1832.1; Carteggio.1835.2; Carteggio.1842.2).

Nell’autunno dell’anno Pozzi va alla ricerca di un trasportatore-contrabbandiere di lastre per sostituire “S...”, cioè Soldini di Chiasso (Carteggio.1832.2). Al massimo nel 1835, anche per Ricordi, la ditta Soldini sarà passata dalla parte nemica (Carteggio.1835.2). Le opzioni successivamente sperimentate al suo posto non risultano sempre vincenti (Carteggio.1836.1). Attraverso gli anni, la questione del trasporto transfrontaliero rimane un aspetto di particolare rilevanza per la cooperazione tra Castel San Pietro e Milano.

1 settembre 1833

Il doppio gioco di Ricordi, quale tenace combattente contro le contraffazioni di opere in suo possesso, che allo stesso tempo usufruisce di strutture criminose funzionanti al proprio favore, viene scosso da una notizia secondo la quale “si dice che a Chiasso siasi erretto una Stamperia Musicale” (Carteggio.1833.1). Ricordi, preso dal panico, incarica Pozzi con le indagini.

20 ottobre 1833

Sulla Gazzetta Ticinese appare l’annuncio firmato “G. Capella” per comunicare la costituzione “in Chiasso, Cantone Ticino” di una nuova associazione per “Dilettanti di Musica”, denominata L’Euterpe Ticinese, che “col primo del p[.] f. Novembre” farà inviare agli associati a cadenza mensile dei volumi di musica “di circa 25 pagine cadauno“ (Documenti.vari.1833.1). Gli addetti ai lavori sanno che dietro l’aspetto sì decoroso, in realtà, si nasconde.

3 dicembre 1833

In una lettera a Vincenzo Bellini, Giovanni Ricordi si lamenta che “Lucca in società con Artaria e Bertuzzi posero una stamperia a Chiasso in Svizzera sotto il titolo di Euterpe Ticinese per ristamparvi tutte le proprietà e di là non solo contrabbandarle in Milano ma diramarle dapertutto [...] ele veggo prostituite a prezzi vilissimi, onde abbattere le mie edizioni” (Carteggio.1833.2), preparando allo stesso tempo Bellini che tale concorrenza sleale potrebbe ridurre le entrate anche per il compositore.

9 gennaio 1835

A nome del suocero, Pozzi si rivolge a Vincenzo Dalberti, dal 1830 membro del Consiglio di Stato ticinese, per indagare le possibilità per intervenire contro le attività di Euterpe Ticinese. In questo contesto, Pozzi riporta di due recenti confische “fatte dalla Finanza del R.o L.o V.o l’ultima delle quali seguì giorni sono al Dazio di Porta Nuova a Milano di 600. e più pezzi di musica tutte ristampe di proprietà del detto mio Suocero.” (Carteggio.1835.1).

Le strategie di Euterpe Ticinese sembrano ormai chiarificate, e Ricordi è deciso di fermare le attività della stamperia di Chiasso per via legale. Al fine di entrare in possesso delle relative informazioni, Ricordi non ha scrupoli di proporre a Pozzi anche “spese o regali [...] p. ottenere l’intento che io ti rimborserò di tutto” (Carteggio.1835.2)

In seguito alle indagini di Pozzi e sotto la pressione dell’opinione pubblica, Giovanni Capella, in una lettera alla municipalità di Chiasso, si dichiara “proprietario ed Editore della calcografia di musica l’Euterpe Ticinese esistente nel Comune di Chiasso Canton Ticino”.9 Non il grande concorrente Francesco Lucca, come da tempo si vocifera, ma un personaggio ignoto e poco appariscente afferma di esserne il responsabile.

L’edificio a Chiasso “presumibilmente” identificabile come antica sede della calcografia, con nelle vicinanze addirittura una cartiera,10 si trova in Vicolo dei Folla, una piccola traversa di Corso San Gottardo, appena un centinaio di metri in linea d’aria dal valico di Ponte Chiasso.

20 maggio 1835

Per iniziativa del segretario di Stato Stefano Franscini, a Bellinzona si approva la Legge cantonale sulla proprietà letteraria, iniziativa di interesse pubblico, per emanciparsi dall’importazione di materiali scolastici (Documenti.vari.1835.1). Il concetto di contraffazione viene applicato esclusivamente alla “pirateria da parte di uno stampatore operante nel cantone a danno di un’opera già edita in Ticino”, mentre la legge introduce “il termine più piano di ristampa per designare il plagio di opere già edite all’estero”.11

Così viene di fatto regolarizzato il modello aziendale di Euterpe Ticinese: Secondo la nuova legge, la calcografia di Chiasso opera in perfetta legalità, e può continuare a copiare opere di proprietà altrui senza esitazione. Basta che, da ora in poi, la stamperia facesse ufficiale annuncio di ogni singolo prodotto e ne depositasse tre copie di prova al Governo cantonale per godere della protezione legale. Una protezione che però, a mancanza di accordi transnazionali, non si estende oltre i confini del cantone.12

In seguito all’ufficializzazione, il riferimento “Chiasso presso l’Euterpe Ticinese” figurerà stabilmente sui frontespizi delle edizioni Lucca, come concessionario e rappresentante per la Svizzera (accanto a nomi quali “Lipsia presso Fed: Hofmeister”, “Parigi presso Pacini”, “Firenze presso A. Lucherini” o “Londra presso Mills”). Lo stesso vale per “Mendrisio, C. Pozzi”, che nei frontespizi delle edizioni Ricordi sarà affiancato dai suoi alleati “Firenze, G. Ricordi e Jouhaud”, “Parigi, Troupenas & C.o”, “Londra, Cocks e C.o“, “Magonza e Anversa, figli di B. Schott” ecc.

Per quanto riguarda le ristampe di proprietà di Ricordi prodotte da Euterpe Ticinese precedentemente alla Legge (soprattutto delle opere di Bellini, Donizetti e Ricci), Lucca non tenta di far ‘legalizzare’ la profitevole merce ed evita così ulteriori contenziosi giudiziari con Ricordi.13

metà 1835

Nel corso dell’anno esce il primo e unico ufficiale Catalogo della musica pubblicata dalla calcografia l’Euterpe Ticinese in Chiasso Cantone Ticino (Svizzera), un fascicolo con circa 190 brani o numeri di catalogo (Illustrazione 4). La quasi totalità delle opere riportate corrisponde a dei titoli di recente pubblicazione nell’assortimento di Ricordi. Soprattutto nel caso delle opere pubblicate solo in parte, l’offerta di Euterpe Ticinese rivela che la propria produzione sta assecondando a stretto contatto le ultimissime uscite di Casa Ricordi.

fine 1835–inizio 1836

Esce il primo Catalogo della Musica Pubblicata da Fran.co Lucca Milano, con 53 pagine e i numeri di catalogo fino al 1249.14 Nella sua introduzione Lucca dichiara che, “Oltre i Pezzi indicati in questo Catalogo, posseggo un copioso Assortimento di Musica vocale, e per ogni istromento stampata all’Estero”. Una nota a margine informa inoltre che “Le Opere senza numero sono di fondo estero.” (p. 7). Affermazioni che nel catalogo del 1839 si ritroveranno, anche se con sfumature diverse (vedi sotto).

4 giugno 1836

Il presidente del Consiglio di Stato ticinese, Vincenzo Dalberti, quale firmatario della Legge del 1835 (Documenti.vari.1835.1), sviluppa le modalità concrete per il deposito legale delle musiche prodotte in conformità con il decreto dell’anno precedente. In ogni esemplare depositato dovrà essere inserito l’espresso riferimento alla salvaguardia in base alla Legge cantonale sulla poprietà letteraria, con luogo, data e nome del depositario (Carteggio.1836.2). L’avvocato di Pozzi, Giacomo Luvini-Perseghini, ringrazia il magistrato per “ottimi suggerimenti” (Carteggio.1836.6). Lo stesso Luvini-Perseghini (1795–1862) è dal 1830 sindaco di Lugano e al contempo membro del Gran Consiglio ticinese: Carlo Pozzi, a nome di Ricordi, ha scelto come suo consulente legale non solo un giurista di spicco, ma un uomo politico di altissimo rango.

Il 27 giugno 1836 avviene un primo deposito di Pozzi, in preciso ossequio dell’avviso di Dalberti (si tratta di brani per pianoforte solo di Carl Czerny e Julius Benedict; cfr. 5. Depositi - Pozzi, in data); la relativa petizione di Pozzi non è pervenuta. Anche dei circa venti depositi successivi sussistono principalmente i materiali musicali con la rispettiva datazione; la più antica petizione conosciuta di Carlo Pozzi porta la data 16 dicembre 1839 (Pozzi.petizioni.1839.1).15

Le musiche depositate da Pozzi a partire dal 1836, portano su una pagina (o mezza pagina) di ogni fascicolo lasciata vuota di stampa, una formula di poche righe, inserita per mezzo di un apposito calco. Con questa ‘lastra di deposito’ Pozzi si dichiara proprietario dell’opera in adempimento della Legge del 1835, seguendo alla lettera il consiglio di Dalberti (per un esempio, di data successiva, vedi Illustrazione 6c-d).

3 luglio 1836

Una lettera di Giovanni Ricordi scritta a Carlo Pozzi rivela l’avvenuta sperimentazione di un atto di ‘outsourcing’ sotto mentite spoglie. Precedentemente Ricordi aveva delegato, tramite Pozzi, la produzione di musiche (incisione e stampa) a un suo direttissimo concorrente, Giovanni Canti di Milano, per creare dei prodotti che evidentemente uscirono con il marchio di Pozzi. Ricordi si mostra intenzionato di finire la collaborazione nascosta, in cui Pozzi aveva operato come suo uomo di paglia (Carteggio.1836.8). Il caso è particolarmente delicato per il fatto che, in realtà, fu Ricordi stesso a far produrre delle false opere ‘estere’ in Lombardia, da inserire nel proprio programma come prodotti di importazione.

In altre due lettere dello stesso mese, Ricordi ammonisce il genero a riguardo della figlia Giulietta, di “volerle bene e trattarla meglio” e di lasciare “in suo arbitrio di regolarsi come crede va bene” (Carteggio.1836.9 10): il rapporto tra marito e moglie sembra attraversare un periodo poco felice.

15 aprile 1837

Sul foglio liberale Il Repubblicano della Svizzera italiana Pozzi lancia un primo “Avviso musicale e diffidazione” nel quale annuncia di “perseguitare nelle vie legali chi si permettesse di ristampare o mettere in vendita ristampe o contrafazioni” dell’opera da lui depositata presso il Consiglio di Stato (Pozzi.avvisi.1837.1). Si tratta de Il giuramento di Saverio Mercadante, che neanche tre settimane prima, l’11 marzo, aveva visto la sua prima rappresentazione assoluta alla Scala di Milano.

Va notato che gli spartiti inizialmente non saranno venduti a Castel San Pietro, ma “presso il signor Giuseppe Papis negoziante in Mendrisio”. La circostanza suscita dubbi sul ruolo concreto di Pozzi quale spaccio per la Svizzera dei prodotti Ricordi. Sarà dovuto a simili obiezioni da contemporanei che Pozzi, con l’avviso del 15 ottobre 1837 (Pozzi.avvisi.1837.4), assicura invece che “Li signori dilettanti e professori che volessero farne acquisto potranno dirigersi al suddetto, oppure al sig. Giuseppe Papis in Mendrisio ove ne verranno esposti in vendita.

Nel corso del 1837 Pozzi fa seguire vari annunci simili, ora sulla Gazzetta Ticinese, riguardanti sempre opere musicali popolari e di recentissima attualità. Il mandante dietro l’iniziativa è casa Ricordi, dalla quale Pozzi riceve i materiali da depositare per invio postale (Carteggio.1837.1). Benché presentati negli avvisi come prodotti propri (Pozzi annuncia solitamente che “va a riprodurre ed a mettere alla luce del nostro Cantone li seguenti pezzi di musica”; cfr. Pozzi.avvisi.1837.4), gli spartiti provengono dalla centrale di Milano.

Mentre Euterpe Ticinese, a partire dal 1838, risponde in modo analogo, con dozzine di avvisi fino al 1853, da parte di Pozzi la prassi non sembra persistere a lungo: un ultimo suo avviso esce il 23 ottobre 1837 (Pozzi.avvisi.1837.4); solo nel 1841 seguirà un’ultimissimo annuncio pubblico (Pozzi.avvisi.1841.1).

23 settembre 1837

In una lettera alla figlia Giulietta a Castel San Pietro, Giovanni Ricordi annuncia che “il Torchio facilmente potrà spedirsi Mercoldi [...] onde combinare la facenda della Stamperia”. Fino a quel momento, sin dal suo rientro in patria nel 1828, le attività di Pozzi a Castel San Pietro si erano limitati all’incisione di lastre, al deposito degli spartiti ricevuti da Milano e allo smercio delle musiche prodotte dall’azienda del suocero (e da Canti). Ora invece anche a Castel San Pietro si passa all’apertura di una produzione a tutti gli effetti (Carteggio.1837.2).16

Nella stessa lettera, Ricordi annuncia di recarsi a Lugano “p. [...] parlare all’Avvocato” (cioè al suo rappresentante legale Giacomo Luvini-Perseghini): l’imprenditore milanese non si accontenta della situazione consolidatasi nei confronti di Euterpe Ticinese in seguito alla legge del 1835. Anche l’iniziativa del torchio rivela un cambio di strategia: da ora in poi si combatterà con gli stessi identici armamenti dell’officina di Chiasso. Così, almeno in teoria, si sarà in grado di produrre delle opere da depositare al Consiglio di Stato direttamente sul posto, scongiurando così il rimanente rischio di vedersi scavalcati dall’immediata concorrenza. In più si lancia la sfida a Lucca, disponendo ormai della possibilità di ristampare anche le sue proprietà, sotto la tutela della stessa legge cantonale.

Negli anni successivi, Pozzi nelle sue petizioni affermerà esplicitamente di essere sia proprietario che produttore delle opere da lui depositate (“che riproduco nel Cantone Calcografati, e di cui sono cessionario del proprietario”), e anche le autorità cantonali registrano ufficialmente la produzione delle stesse musiche (“Carlo Pozzi | Rimette tre esemplari d’un | opera da lui stampata per | essere sottoposti alla salvaguardia | della legge.”; cfr. Pozzi.petizioni.1842.22). Sta di fatto che anche dopo l’invio del torchio a Castel San Pietro, Pozzi continua a ricevere i materiali da depositare da Casa Ricordi, sempre per via postale. Questi esemplari, stampati senza indicazione dell’editore (o raschiati in determinati punti), in Ticino saranno muniti solo della lastra di deposito nonché dell’ufficiale riferimento stampato “Mendrisio presso Carlo Pozzi” quale marchio del produttore, nonostante la produzione dell’intera parte musicale, incisione e stampa, fosse in realtà avvenuta a Milano. Una produzione in Ticino dei materiali da depositare, che per buoni motivi nelle petizioni di solito si accenna solo vagamente, di fatto non ha luogo (vedi Carteggio.1841.11842.1).17

1838

Anno di cessione della proprietà di Euterpe Ticinese da Giovanni Capella a Gioachimo Spinelli.18 L’identità di Giovanni Capella (?–?) rimane nell’oscurità; verosimilmente si tratta di uno stretto collaboratore di Francesco Lucca a Milano che si era assunto l’incarico di rappresentare Euterpe Ticinese ufficialmente e di gestirne le attività in loco. Dopo aver passato il testimone a Spinelli (1783–1858), un piemontese domiciliato a Chiasso dal 1816, il nome Capella, intorno al 1841/42 figura con regolarità tra i collaboratori alla centrale di Lucca a Milano in qualità di incisore. L’ultima apparizione del nome Capella nei Libroni Lucca avviene il 3 settembre 1856.19

28 maggio 1838

Sulla Gazzetta Ticinese “Giacomo Spinelli e Comp.” pubblicano un primo Avviso musicale, diffidando, in modo analogo alla communicazione di Pozzi dell’anno precedente, “tutti gli editori, e negozianti di musica”, dichiarandosi al contempo “proprietarj per la Svizzera dell’opera intitolata Eleonora di Guenna” di Donizetti. Inoltre si afferma di aver “rimesso al lodevole Consiglio di Stato [...] le copie volute dalla legge 20 maggio 1835” (Spinelli.avvisi.1838.1).

Mentre Pozzi aveva minacciato di far “perseguitare nelle vie legali chi si permettesse di ristampare o mettere in vendita ristampe o contrafazioni di tutta o di parte dell’Opera stessa e sue riduzioni” (Pozzi.avvisi.1837.1), Spinelli si rivolge agli “editori, e negozianti di musica” con tono più moderato per informarli sostanzialmente dell’avvenuto deposito.

Entrambi sanno che la potenziale concorrenza consiste di un solo attore, il destinatario del messagio.20 Pozzi infatti abbandona presto la costosa campagna; Spinelli invece continua a lanciare i suoi Avvisi musicali sulla Gazzetta Ticinese, fino a dicembre 1845, per poi passare al Foglio Officiale. L’ultimo avviso di Spinelli porta la data 17 gennaio 1853 (Spinelli.avvisi.1853.1). È ovvio che su Euterpe Ticinese pesa l’attenzione pubblica; motivo per migliorare l’immagine aziendale, suggerendo verso fuori la massima correttezza. Tuttavia, Spinelli solitamente non annuncia la produzione propria dei titoli elencati; invece si presenta “qual proprietario per la stampa” e avvisa il pubblico “che [...] metterà in vendita, nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso” le rispettive opere musicali.

Delle produzioni vere e proprie di Euterpe Ticinese, incise e stampate a Chiasso, solo una piccola parte viene anche depositata al Consiglio di Stato, per una ragione ben concreta: nel caso delle ristampe prodotte in proprio in base a delle edizioni di terzi, il danno economico per Lucca rimarebbe contenuto, nel caso Pozzi producesse le sue ristampe delle stesse edizioni; a differenza delle opere la cui proprietà Lucca aveva acquistata a fior di soldi. Nel caso di Pozzi-Ricordi la situazione è sostanzialmente la stessa.

Che Spinelli inizia con i suoi depositi soltanto nella primavera del 1838, quasi due anni dopo Pozzi e tre dopo la legge cantonale sulla proprietà letteraria, va tuttavia interpretato come reazione all’attivazione della bottega di Castel San Pietro come stamperia a pieno titolo. La decisione di Ricordi, nell’autunno 1837, di munire Pozzi di un torchio, lo trasforma in un concorrente vero e proprio, capace di ristampare e di depositare legalmente anche titoli di proprietà di Lucca.

La pratica del deposito è gestita un po’ diversamente da Gioachimo Spinelli che dal suo concorrente Pozzi: gli spartiti che Spinelli presenta al Consiglio di Stato non portano alcun riferimento diretto all’atto depositario, analogo alla formula standard inserita da Pozzi nei propri prodotti a stampa.21

inizio–metà 1839

Esce a Milano il nuovo Catalogo Della Musica Pubblicata da Fran. Lucca Milano con 92 pagine e i numeri di catalogo fino al 2200.22 Questa volta Lucca si dichiara onorato “di presentare al Pubblico il Catalogo della Musica, di cui sono proprietario ed editore”, precisando che anche nell’assortimento attuale “Le Opere senza numero sono di fondo estero.” (p. 11). Tuttavia, annesso al catalogo si trova un fascicolo separato, senza titolo e senza prefazione, di 14 pagine, che per struttura e contenuto è identificabile come nuova versione del Catalogo di Euterpe Ticinese del 1835, aggiornata e sempre orientata alle recenti uscite di Ricordi.23 In appena quattro anni trascorsi dal primo catalogo di Euterpe Ticinese, l’offerta è quasi raddoppiata e comprende ora circa 345 elementi. Parecchi titoli appaiono sia nel Catalogo stesso che nel fascicolo aggiunto, segnati nel primo “di fondo estero”; ciononostante restano pochi dubbi che il contenuto del fascicolo rappresenti nientemeno che lo stesso Fondo estero Lucca.

dicembre 1839

Con un sollevamento armato nel Cantone Ticino i radicali si impadroniscono del potere.

Il 18 dicembre Carlo Pozzi viene eletto al Gran Consiglio ticinese, nei ranghi radicali, quale deputato del Circolo di Balerna.24 Rimarrà ufficialmente membro del parlamento fino ai primi mesi del 1848. In qualità di deputato Pozzi si adopererà anche per conseguire gli obiettivi della sua stamperia, e cioè del suocero.

17 gennaio 1840

Data della prima petizione di deposito pervenuta, che Gioachimo Spinelli presenta al Consiglio di Stato (Spinelli.petizioni.1840.1 2). Il deposito viene inoltre reso pubblico tramite “Avviso musicale e diffidazione”, lanciato sulla Gazzetta Ticinese (Spinelli.avvisi.1840.1). Anche nel caso di Spinelli, non si tratta del primo deposito legale di materiali musicali alle autorità cantonali; secondo gli avvisi sulla stampa, ne precedono diversi altri, almeno dal maggio 1838.

La necessità dei depositi, originalmente nata per prevenire che Euterpe Ticinese ristampasse opere di proprietà di Ricordi, diventa reale anche per Spinelli (cioè per l’editore Lucca), di fronte alla crescente attività calcografica di Pozzi. Nelle sue petizioni, Spinelli si professa infatti “L’Editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese” e, curiosamente, utilizza un sigillo in ceralacca, che porta avanti le iniziali del suo predecessore Giovanni Capella, “GC”, reperibile ancora nelle petizioni dei primi anni 1850.25

22 maggio 1840

A Vienna viene suggellata la Convenzione a favore della proprietà e contro la contraffazione delle opere scientifiche, letterarie o artistiche tra il Regno di Sardegna e l’Impero Austriaco (Documenti.vari.1840.1). Alla Convenzione austro-sarda aderiscono successivamente tutti gli Stati italiani ad eccezione del Regno di Napoli. Il Ticino, oggetto di particolare interesse delle parti firmatarie per causa della Legge del 1835, temporeggia finché, su pressione di Vienna e Torino, le autorità centrali elvetiche invitano il Cantone a sottoscrivere la Convenzione.26

22 settembre 1840

Data di un lasciapassare emesso dal Governo Ticinese a nome di Carlo Pozzi per spostarsi “nel Regno Lombardo Veneto, Stato Sardo ed altrove”. Con il documento, Pozzi si recherà due volte di seguito a Milano, nei mesi marzo-aprile e giugno 1841.27 Si suppone che i soggiorni a Milano siano legati all’imminente (rispettivamente avvenuta, vedi sotto) approvazione al Consiglio di Stato della Convenzione austro-sarda sulla proprietà letteraria. In questo contesto Pozzi, in qualità di membro del Gran Consiglio ticinese, è una figura strategica importante sulla scacchiera di Ricordi.

15 maggio 1841

Il Governo del Canton Ticino decreta di aderire alla Convenzione austro-sarda sulla proprietà letteraria. Pozzi si mostra esterrefatto: da ora in poi il suo campo d’azione sarà drasticamente limitato, mentre “si potranno forse ancora ristampare le cose di Lipsia e di Dresda ed altre parti di Germania ed anche copie di Milano di proprietà di Papà ecc” (Carteggio.1841.3). L’accordo mette in pericolo l’esistenza della stamperia dato che il modello aziendale finora si basava sostanzialmente sulla ristampa di opere altrui, provenienti in buona parte dal territorio interessato dalla Convenzione, cioè l’Impero Austriaco e gli Stati italiani. Nella sua reazione al voto, Pozzi si riferisce esplicitamente a “le due Stamperie di Musica” nel Cantone, confermando così che oltre alla sua calcografia, anche (e solo) Euterpe Ticinese di Chiasso sarà colpita dalla Convenzione.

Pochi giorni dopo, Pozzi in Gran Consiglio lancia una mozione per far “subordinare l’adesione a due condizioni: che gli editori o gli stampatori degli Stati firmatari dovessero comunque manifestare esplicitamente al governo cantonale, di volta in volta, la volontà di fare valere anche in Ticino i loro diritti di proprietà, e che le calcografie musicali ticinesi fossero libere di ristampare qualsiasi opera edita in uno Stato convenzionato ma già colpita da plagio in altri Stati non membri della Convenzione.” La commissione parlamentare propone addirittura “di impegnare il Ticino nel rispetto della Convenzione solo se tutti gli Stati italiani vi avessero aderito”. Il parlamento non segue la proposta del Governo cantonale e, votando contro un emendamento della legge del 1835, decisione “presa contestualmente”, in data 26 maggio 1841 affossa il disegno del governo, favorendo così gli stampatori ticinesi. La mancata adesione del Regno di Napoli alla Convenzione aveva quindi dato al Ticino “il pretesto per svincolarsi dagli impegni che essa stabiliva”.28

Il successo così raggiunto gioca a favore di Pozzi, mentre a Ricordi conviene soltanto in parte: l’adesione del Ticino alla Convenzione austro-sarda avrebbe fermato in modo definitivo le attività di Euterpe Ticinese.

1842

Il nome di Pozzi appare nella lista dei 158 “principali pregiudicati politici, sudditi ticinesi” segnalati alle autorità Lombarde in un rapporto del conte Luigi Bolza. L’attuario della direzione centrale della polizia austriaca di Milano caratterizza Pozzi come segue: “Caldo partitante degli esaltati, che colla rivoluzione del 1839 seppe procurarsi il Consiglierato. Non ricco, vive con straordinario sfarzo, (fatto misterioso). Si sposò a una figlia dell’Editore di musica Gio. Ricordi”. In più riferisce che “sono in attività nella sua casa parecchi torchi per la ristampa di musica per conto dello stesso Ricordi. Nasce il sospetto che si abbusi di tali torchi adoperandoli in danno della buona causa.” (Documenti.vari.1842.1).

La presenza di non solo uno, ma di “parecchi torchi”, se fosse vero, sembrerebbe indicare un andamento a gonfie vele degli affari della succursale estera di Ricordi. Al contempo il rapporto dimostra che anche nel Regno Lombardo-Veneto le dubbiose attività di Pozzi a Castel San Pietro sono ormai note alle autorità austriache, presumibilmente dietro avviso da parte dei concorrenti di Ricordi, cioè dalla parte lesa. Sarà il noto spirito liberale di Pozzi che induce Bolza a sospettare “che si abusi di tali torchi” per la produzione di scritti anti-austriaci. Sta di fatto che la polizia ha ben presente che la stamperia di musica di Castel San Pietro non adoperi un’attività propria, ma niente meno che “la ristampa [...] per conto dello stesso Ricordi”.

gennaio–ottobre 1842

Durante una persistente infermità di Pozzi, le operazioni della stamperia di Castel San Pietro sono coordinate e gestite da Giulietta Pozzi Ricordi, persona di riferimento ad interim per la centrale di Milano (Carteggio.1842.1 2), mentre il marito continua ad effettuare i depositi al Consiglio di Stato accompagnati dalle sue petizioni.

Il carteggio tra Milano e Castel San Pietro dimostra inoltre che Casa Ricordi continua ad inviare i materiali compromettenti “col solito mezzo”, cioè non per l’ufficiale via postale, ma piuttosto per contrabbando. La produzione ‘propria’ di Pozzi (le ristampe di opere di proprietà estera, contrassegnate a maggior parte con i numeri di lastra a tre cifre), viene sorvegliata e controllata dalla sede centrale di Milano, ed è sempre Ricordi che coordina l’invio a Pozzi degli originali come matrici da copiare (Carteggio.1842.3).

Le ristampe di musica con lastre incise a Castel San Pietro si sono conservate soltanto in parte. Il repertorio che Ricordi ha integrato nel suo assortimento come prodotti ‘di fondo estero’ (brani che nel Librone Ricordi, e così anche nel catalogo, ricevono una nuova numerazione), si costituisce a grande maggioranza di composizioni strumentali (per l’elenco cfr. Catalogo Pozzi).

Nel 1842 si chiude anche il più rimarchevole di una quindicina di contenziosi giudiziari che testimoniano l’accanita concorrenza tra Lucca e Ricordi per oltre un ventennio: Con la sentenza dell’8 agosto il Tribunale di Milano stabilisce la comproprietà sullo spartito del Nabucodonosor di Giuseppe Verdi. Ulteriori azioni per il riconoscimento del diritto di edizione riguardano, tra l’altro, Fausta (1832) e Torquato Tasso (1833) di Gaetano Donizetti, La pazza per amore di Pietro Antonio Coppola (1835) e Saffo di Giovanni Pacini (1844):29 opere che ricorrono anche nei depositi rispettivamente nell’assortimento delle stamperie di Chiasso e Castel San Pietro.

aprile 1843

Mentre il trentanovenne Carlo Pozzi soffre gravemente di sciatalgia, la moglie lo sostituisce nuovamente nel ricevere gli ordini di Casa Ricordi e nell’inoltro a Milano dei materiali ordinati (Carteggio.1843.1 2). I depositi legali di Pozzi continuano intanto senza sosta; nel corso del 1843 si raggiunge l’apice storico con un totale di 260 numeri in 17 depositi documentati.

Nello stesso periodo, Euterpe Ticinese sembra orientata ad altre priorità: nell’intero lasso tra giugno 1841 e luglio 1845 non è documentato alcun deposito legale.

Una curiosa testimonianza delle vendite di Pozzi sul territorio cantonale in questo periodo è la commissione da parte di un frate conventuale dei Serviti di Mendrisio che, in piena Quaresima, acquista dei valtzer per pianoforte (Carteggio.1843.2). L’offerta di questo genere musicale, distribuito dalla bottega di Pozzi, è notevole: nei suoi depositi al Consiglio di Stato, nel solo periodo tra luglio 1842 e settembre 1847, si trovano quasi 90 numeri che contengono esclusivamente valzer dei principali autori viennesi e boemi dell’epoca (Strauss, Lanner, Labitzky, Tutsch), opere a grande maggioranza per pianoforte a due o quattro mani; inoltre polche, galop, mazurche e titoli analoghi, sempre dal catalogo di Ricordi.

Parecchio più tardi, intorno al 1850 circa, anche nei depositi di Euterpe Ticinese, il settore della musica da ballo di stampo viennese costituerà per alcuni anni una percentuale rilevante. Il caso dimostra in modo esemplare che, sia Ricordi che Lucca fanno depositare in Ticino principalmente quelle opere che, nel caso di ristampe pirata per conto del concorrente nel Cantone, causerebbero seri danni economici al proprietario.

Va sottolineato che la lettera del frate è l’unica testimonianza in assoluto di un commercio vero e proprio di musiche che Pozzi sta praticando sul territorio.

1844

Il 26 febbraio Carlo Pozzi vede confermato il suo seggio nel Gran Consiglio ticinese. Nell’esecuzione degli ordini da Milano, Pozzi intanto comincia a commettere degli errori, fatto che alla centrale non passa inosservato (Carteggio.1844.2).30 Con il 1844 cominciano a mancano le prove di una produzione ‘integrale’ di musiche a Castel San Pietro, cioè di incisione e stampa di opere destinate al Fondo estero di Ricordi. Anche la produzione di lastre incise sembra fermarsi almeno temporaneamente.

Pare che la fiducia di Casa Ricordi nei confronti di Pozzi diminuisca in modo rapido. Dal 1844 mancano inoltre elementi di corrispondenza epistolare diretta tra Casa Ricordi e Carlo Pozzi. Man mano tra le parti si stabilisce una distanza con conseguenze irreversibili, che negli anni successivi non andrà più oltre il servizio del deposito legale, che Pozzi però continuerà a prestare per un altro decennio, fino al 1855.

Al contempo la crescente estraniazione tra i coniugi Pozzi si fa sempre più sentire (Carteggio.1844.4 5). Giulietta da parte sua dispone ormai di una bigattiera, un locale attrezzato per l’allevamento dei bachi da seta. L’attività piuttosto impegnativa è popolare in Ticino, soprattutto nelle case contadine, per generare un extra guadagno stagionale; nel caso di Casa Pozzi costituisce tuttavia un ulteriore indizio che la stamperia da sola non rende più. Della bachicoltura Giulietta si occuperà ancora tre anni dopo (Carteggio.1847.1).

10 febbraio 1845

Data di rilascio di un passaporto a nome di Carlo Pozzi “che si reca nel Regno L.o Veneto e Sardo | per affari”.31 Come indicano timbri e note di controllo sul retro, il breve viaggio a Milano per motivi di lavoro si svolge dal 26 febbraio al 2 marzo, presumibilmente per colloqui con la direzione di Casa Ricordi. Sui motivi concreti non resta che ipotizzare: lo stato dei rapporti con Ricordi; il malcontento della direzione di fronte al rendimento della succursale in Ticino e all’operato del genero Granconsigliere (che in questa funzione non è riuscito a far fermare Euterpe Ticinese); piani e progetti a fronte della situazione politica, agitata su ambo i versanti del confine; il generale calo di fiducia nei confronti del genero, per non parlare del suo matrimonio. In base ai dati disponibili, e sotto la prospettiva degli eventi futuri, tutto indica che la visita non abbia portato un sostanziale miglioramento sui vari fronti.

Va aggiunto che il lasciapassare qualifica Pozzi “di Condizione Possidente e Membro del G. Consiglio” e lascia una simpatica descrizione del titolare (“anni 40. [recte: 41] | Statura alta | Corporatura svelta | Capelli oscuri | Fronte alta | Sopraciglia castane | Occhi simili | Naso medio | Barba castana | Mento tondo | Faccia oblunga”; vedi Illustrazione 14).

18 febbraio 1847

Il Governo di Vienna ordina la chiusura di un cordone militare per meglio controllare il confine tra Lombardia e Svizzera, azione del tutto inaspettata dal Governo ticinese. Il gesto è accompagnato da uno stop di esportazione di grano verso il Ticino dove, dopo anni di raccolta insufficiente, si scatena una rivolta tra la popolazione del Mendrisiotto.32 Il Governo ticinese riesce ad attenuare la situazione grazie agli ottimi rapporti con il Piemonte, il blocco austriaco viene sospeso il 29 marzo.33

In seguito alla costruzione del ponte-diga di Melide, terminata lo stesso anno, le vie di trasporto nord-sud guadagnano un’accelerazione significativa. Tuttavia, la Guerra del Sonderbund (3–29 novembre) aumenta di nuovo le tensioni esistenti tra San Gottardo e il confine Lombardo. Si suppone che Carlo Pozzi, da fervido radicale, seguisse gli sviluppi attivamente; tra il 21 aprile 1847 e il 18 marzo 1848 è documentato un solo deposito di pochissimi numeri. Non si esclude che egli facesse addirittura parte delle truppe ticinesi, 3000 uomini comandati dal Colonello Giacomo Luvini-Perseghini, che il 17 novembre 1847 ad Airolo subiscono una cocente sconfitta da Urani e Vallesani.34

1848

Anno in cui Carlo Pozzi esce dal Gran Consiglio ticinese (la seduta inaugurale del nuovo parlamento ha luogo il 13 marzo). La mancata riconferma del seggio riduce ulteriormente la sua attrattiva nei confronti di Casa Ricordi.35

Il 31 marzo 1848 Giuseppe Verdi, le cui musiche fanno parte del programma sia di Lucca che di Ricordi, passa per la regione in viaggio da Milano a Parigi, tuttavia senza motivo di trattenersi con le stamperie, né di Chiasso, né di Castel San Pietro.36

marzo–ottobre 1848

La fallita rivoluzione durante le Cinque giornate di Milano (18–22 marzo 1848), seguita dalla restaurazione del Regno Lombardo-Veneto (25 settembre 1848), fa crescere il numero di rifugiati politici in Ticino. Nel Cantone aumenta l’agitazione da parte delle forze patriottiche italiane, che nell’ottobre dell’anno porta al tentativo di una rivolta che i Mazziniani intraprendono nell’area del lago di Como, iniziativa partita proprio dal Ticino. Il Governo federale,37 che vede minacciata la neutralità, invia dei commissari e ordina lo spiegamento di truppe nella regione del confine. Il Governo del Lombardo-Veneto risponde all’agitazione da parte dei rifugiati con nuovi blocchi di frontiera, che colpiscono fortemente il Mendrisiotto.38 È molto probabile che questa situazione di fondo sia il motivo per cui, durante tutto il 1848 – più precisamente tra il 2 novembre 1847 e il 1 marzo 1849 –, non è documentato alcun deposito di Euterpe Ticinese presso il Consiglio di Stato.

Da parte di Pozzi si registrano appena quattro depositi, mentre in mezzo ai disordini politici, la produzione vera e propria ha raggiunto un punto morto: per Casa Ricordi la succurale di Castel San Pietro ha da tempo perso lo stato del sicuro luogo per la fabbricazione di materiali delicati. L’ipotesi secondo cui, nel momento critico della guerra del 1848, parte del lavoro di Casa Ricordi venisse trasferita da Milano a Mendrisio,39 in effetti non trova alcun riscontro nella documentazione disponibile. Dal carteggio tra Ricordi, Verdi e il librettista Cammarano è invece dimostrabile che la produzione calcografica dei materiali davvero sensibili de La battaglia di Legnano, a partire da dicembre 1848, si svolgeva esclusivamente a Milano, negli stabilimenti di Ricordi.40

dicembre 1848–febbraio 1849

L’assistente di Giuseppe Verdi, il ventisettenne Emanuele Muzio (1821–1890), viene ospitato a Castel San Pietro. Su incarico di Ricordi prepara delle riduzioni (per pf. e fl., pf. e vl. e per pf. a quattro mani), tra l’altro della recentissima La battaglia di Legnano di Verdi. L’opera di chiara vena patriottico-risorgimentale debutta a Roma il 27 gennaio 1849. Dal Ticino Muzio spedisce le riduzioni a Ricordi in forma manoscritta, per essere sia incise che stampate a Milano, non a Castel San Pietro: la produzione dell’opera lirica che, nel Lombardo-Veneto, non può essere eseguita per motivi di censura, si svolge in Lombardia, evidentemente in tutta segretezza, mentre solo Muzio, per motivi politici (come ‘foruscito del Risorgimento’), si trova all’estero.

Nella sua lettera dell’8 febbraio 1849 Muzio fa menzione di un collaboratore nella bottega di Castel San Pietro, il giovane Achille Bustelli (*1827); è la primissima testimonianza di questo rapporto di lavoro (Carteggio.1849.2).41 Entro pochi anni, l’influenza di Bustelli all’interno dell’officina aumenterà notevolmente.

Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 1849, Muzio lascia il paese per recarsi a Busseto in provincia di Parma, sua regione d’origine. La sua lettera del 23 febbraio (Carteggio.1849.4) è anche l’ultima prova della presenza di Giulietta Pozzi Ricordi a Castel San Pietro (la quale “ha avuta molta cura di me e ne conserverò memoria per sempre”; Carteggio.1849.1). Al più tardi a ottobre dello stesso anno, Giulietta sarà tornata a vivere a Milano.

febbraio–luglio 1849

Ancora durante la permanenza di Muzio in Ticino, il 9 febbraio 1849, viene proclamata la Repubblica Romana; non durerà oltre il 3 luglio 1849. In data 14 luglio 1849, un medico di Milano rilascia un certificato per Carlo Pozzi che in questo momento si trova nella capitale lombarda (Carteggio.1849.5). Considerando che tra marzo 1849 e settembre 1849 non sono documentati dei depositi di Pozzi al Consiglio di Stato, si presume che il liberal-radicale avventuriero Pozzi (che il rapporto milanese del 1842 aveva qualificato “Caldo partitante degli esaltati”; cfr. Documenti.vari.1842.1) soggiornasse a Milano soprattutto per interessi politici (se non addirittura di rientro da Roma). Trovandosi nei guai dopo la brusca fine della stessa Repubblica Romana, un certificato medico – presumibilmente redatto per cortesia – con l’espresso consiglio “di restituirsi al suo luogo di nascita in aria molto piu pura” poteva di sicuro agevolargli il rimpatrio.

Nel corso del 1849 esce uno dei due spartiti finora noti che Pozzi realizza ‘in proprio’, cioè senza appoggio o incarico da parte di Ricordi. Si tratta della Messa Dominicale ed altre Cantate liturgiche del Curato Giovanni Frippo (edizione senza numero di lastra), nella quale l’editore si firma espressamente “Calcografia Pozzi”.

24 luglio 1850

A Mendrisio ha luogo l’apertura del testamento di Carlo Rossi; Achille Bustelli risulta come erede universale del defunto (Documenti.vari.1850.1). Il giovane dottore fisico Carlo Rossi, di famiglia patrizia di Arzo, ma abitante da tempo a Castel San Pietro, era morto celibe e senza figli.42 Rossi era stato per tanti anni amico intimo di Carlo e Giulietta Pozzi ed era affezionatissimo anche ai vari familiari di Ricordi (vedi Carteggio). La sostanziosa eredità sarà determinante per il futuro di Bustelli, che da ora in poi si chiamerà Bustelli-Rossi. L’eredità sarà inoltre oggetto di un aspro contenzioso con Giulietta Pozzi Ricordi.

settembre 1850

Il suddetto rapporto della polizia austriaca di Milano del 1842 aveva classificato Pozzi come personaggio “[n]on ricco, [che] vive con straordinario sfarzo”, e ancora nel 1845, negli anni da Granconsigliere, Pozzi era riuscito ad apparire come uomo “di Condizione Possidente”, almeno verso fuori (cfr. Illustrazione 14). Si può solo specolare se è per le conseguenze di uno stile di vita dispendioso o per cattiva amministrazione che, già nel 1850, lo stesso Carlo Pozzi si vede costretto ad un gesto estremo: con annuncio del 5 settembre sulla Gazzetta Ticinese, mette in vendita la casa in cui vive, assieme ad altri immobili e terreni a Castel San Pietro. A tutta probabilità si tratta degli stessi che circa due decenni prima Pozzi aveva acquistato (Documenti.vari.1850.2 1831.4). L’azione appare come un atto di grande disperazione (“Si cederebbero anche a prezzo conveniente alcuni capi di mobiglia, rame, vasi vinarii ec.”), che di certo non avviene per scelta. Anche se mancano delle prove più specifiche, va ricordato che gli ultimi indizi per la presenza della moglie Giulietta a Castel San Pietro derivano dal febbraio 1849. Sembrerebbe plausibile che, rientrando in Italia, lei abbia riscosso quanto contribuito con la sua dote nel comune investimento immobiliare del 1831, estorcendo così la vendita. È ovvio che il caso nel suo complesso peserà gravemente sulle relazioni tra Pozzi e Casa Ricordi.

Un mese dopo l’annuncio sul giornale, il 7 ottobre, un nipote di Pozzi, l’imprenditore Luigi Fraschina a Trieste, segnala il suo interesse nell’acquisto dell’immobile, supponendo che alla base della vendita vi sia l’intenzione di Pozzi di lasciare la patria per l’Italia (“poichè è sua determinazione di trasferire il suo domicilio a Milano”; Carteggio.1850.1). Fraschina prevede, assieme alla sua “crescente famiglia”, “di venire tratto tratto a passare costi la bella stagione autunnale e col tempo fors’anche a stabilire il nostro domicilio” e propone a Pozzi che sia lasciato “a Lei in arbitrio, vita sua durante, di riservarsi a piacimento due o tre camere, colla facoltà di venire ad abitarle in ogni tempo come meglio le parerà e piacerà.”

Non vi è alcun indizio per un successivo trasferimento di Pozzi a Milano nonché di una sua espressa intenzione in tal senso. Anche negli anni seguenti le lettere a lui dirette (l’ultima pervenutaci del dicembre 1858) portano sempre l’indirizzo di Castello, dove Pozzi infine anche morirà.

Dalla successiva documentazione non emerge neanche se ebbe luogo una vendita in senso stretto; sembra piuttosto che Pozzi abbia ceduto le proprietà in cambio ad una rendita vitalizia, più il libero alloggio (Carteggio.1858.1 e Carteggio.1863.1). La vendita in ogni caso accelera il declino della stamperia che, già nel 1850, di fatto aveva cessato di esistere (Carteggio.1849.11855.1). Al contempo continuano gli invii postali da Milano di musiche stampate da Ricordi, da depositare al Consiglio di Stato.

Si nota inoltre che Fraschina, nelle sue lettere, cominciando con quella del 7 ottobre 1850, non mandi più alcun saluto alla moglie di Pozzi, né faccia riferimento a lei: A ottobre 1850 Giulietta Pozzi evidentemente non vive più con il marito. Si è sparsa in giro la voce, e anche altri corrispondenti evitano ormai i relativi saluti.

Dal carteggio risulta ulteriormente che Pozzi, in seguito alla cessione, funge come amministratore dei diversi immobili che il nipote Fraschina possiede nella regione. In questa condizione di perenne dipendenza Carlo Pozzi passerà i decenni a venire.

18 ottobre 1850

Data di un biglietto ferroviario emesso a suo nome, con il quale Carlo Pozzi viaggia da Venezia a Milano, presumibilmente in ritorno dai parenti di Trieste. La visita fu a tutta probabilità intrapresa alla vigilia della grande cessione immobiliare a Castel San Pietro. Le negoziazioni sembrano concluse: Sul retro del biglietto Pozzi stila un inventario di oggetti mobili con il relativo valore stimato (tra cui un “Cembalo [Lire] 200”) più una serie di altri conti.43 Da ora in poi Pozzi non sarà più proprietario della sua casa e nemmeno del relativo arredamento. Cinque anni più tardi Fraschina gli ordina di mettere in vendita anche “il Cembalo per mL. 200.– salvo il meglio” (Carteggio.1855.4), indizio che, all’epoca, la cessione con tutti i beni in blocco, era effettivamente andata in porto.

15 novembre 1850

A mezzo postale da Milano, datato 15 novembre, Pozzi a Castel San Pietro riceve un invio da Casa Ricordi che include, tra l’altro, gli “Ultimi 5. pezzi della battaglia di Legnano” da depositare presso il Consiglio di Stato, come di consueto (Carteggio.1850.2b). Precedenti depositi legali di altri pezzi della stessa opera sono documentati per il 28 gennaio e il 1 marzo 1849.44 L’invio del 15 novembre 1850 fornisce invece gli ultimi materiali, che saranno oggetto del deposito del 20 novembre (5. Depositi - Pozzi).

I cinque numeri de La battaglia di Legnano, nel Catalogo numerico Ricordi sono elencati come “Edizione estera, distrutta”; l’invio del 15 novembre 1850, però, non lascia dubbi che almeno gli “Ultimi 5. pezzi” dell’edizione non sono stati realizzati presso Pozzi in Ticino, al riparo dalle battaglie per l’indipendenza italiana: Anche questa volta la produzione ebbe luogo nei stabili di Ricordi a Milano, e ciò nonostante si trattasse di materiali di scottante attualità politica. Ricordi, che aveva investito ingenti somme per appropriarsi dell’opera, corre un altissimo rischio in vista di guadagni, si spera, considerevoli.

In questo caso, però, i conti non tornano: con il fallimento della rivoluzione e la ristabilita dominazione austriaca, l’edizione dell’opera, prima pubblicata con il titolo originale, dovrà uscire parallelamente in forma censurata, intitolata L’assedio di Arlem. Il Librone Ricordi tuttavia rivela che, de La battaglia di Legnano, “Le lastre trovansi a (Mo)....” (come legge una nota nel registro, a margine dei numeri 21542–21559). L’appunto, apportato verosimilmente a stampa conclusa, cioè dopo novembre 1850, sembra testimoniare lo sgombero segreto delle lastre a Mendrisio, materiali ormai insostenibili a Milano. Ricordi spera in una seconda occasione: quella di lanciare l’opera nella sua veste originale, dopo la fine del dominio austriaco.45

1851–1855

Dal 1851 in poi si registrano lunghe interruzioni nelle consegne al Consiglio di Stato di materiali Ricordi per conto di Carlo Pozzi: tra il 3 giugno 1851 e il 31 gennaio 1853 non è documentato alcun suo deposito; idem tra il 13 agosto 1853 e il 9 agosto 1855. Presumibilmente la sospensione è dovuta alle condizioni di salute di Pozzi da una parte e dall’ormai definitiva assenza di Giulietta Pozzi Ricordi da Castel San Pietro dall’altra.

Anche le lettere del nipote Luigi Fraschina documentano il silenzio di Pozzi dal 25 agosto 1853, almeno fino a fine gennaio 1854, se non oltre (Carteggio.1854.1–2). La ripresa dei depositi ad agosto-settembre 1855 (“[e]ssendo cessate le cause, che interuppero per qualche tempo una tale trasmissione” come scrive Pozzi nella relativa petizione; cfr. Pozzi.petizioni.1855.1) sarà tuttavia di breve durata, prima della cessazione definitiva.

Più stabile si presenta l’attività di Euterpe Ticinese a riguardo dei depositi legali, che nel 1851 raggiunge il vertice assoluto con un totale di 147 numeri in 15 depositi documentati. Ma anche le attività di Euterpe Ticinese sembrano cambiare: il 28 maggio 1854 si registra l’ultimo deposito.

26 marzo 1852

Giulia Pozzi Ricordi, in una lettera da Milano diretta a Gaetano Pozzi, il fratello di Carlo e ormai sindaco di Castel San Pietro, accusa Achille Bustelli-Rossi di intenti fraudolenti nel contesto dell’eredità Rossi (Carteggio.1852.1). Solo dalle lettere successive di Giulietta si evince che tali mosse incidono a svantaggio sulla porzione di eredità che Giulietta Pozzi Ricordi avrebbe preteso in forma di una pensione vitalizia (Carteggio.1853.2–5). Ancora nel novembre 1853 il contenzioso non è risolto; dopo se ne perdono le tracce.

novembre-dicembre 1852

In una serie di communicazioni inviate da Castel San Pietro alla centrale di Milano, Giorgio Ramoni, fedele collaboratore di Tito Ricordi, informa la direzione sull’andamento di una serie di lavori di incisione per ristampa, lastre di musica sacra, che in seguito saranno inviate a Torino, allo scopo di esservi ultimate e presumibilmente anche stampate (Carteggio.1852.2–6). Sembra che siano lui e Achille Bustelli-Rossi, i “due infelici”, che ormai da soli tengono in piedi la succursale (Carteggio.1852.5).

Nell’insolita costellazione di produzione – nel triangolo Milano-Mendrisio-Torino – sembra trattarsi di un nuovo tentativo di Ricordi di circonnavigare la Convenzione austro-sarda del 1840 per via di produzioni (apparentemente) ‘di fondo estero’, sempre intese come ristampe di proprietà altrui. Tali prodotti porterebbero il marchio “Mendrisio presso Carlo Pozzi” sulle lastre, incise in Ticino ma stampate nel Regno di Sardegna, da dove gli spartiti, come prodotti di origine ‘estera’, vengono introdotti legalmente in Lombardia, approfittando da una tassazione più conveniente per prodotti ‘adottati’ da terzi.

Presumibilmente l’azione si basa su intenzioni analoghe a quelle che, intorno al 1830, avevano portato alla costituzione della stamperia di Castel San Pietro, quando la stampa delle lastre ticinesi poteva ancora, senza troppe difficoltà, avvenire a Milano. Nel caso specifico, l’operazione del 1852 appare anche come prova della lungimiranza di Ricordi, quale misura di sicurezza nell’attuale clima politico, in previsione dell’imminente assedio austriaco del confine con la Svizzera. Il blocco infatti avverrà, dopo ripetute rivolte a Milano, nei primi di febbraio 1853, collegato all’espulsione dei ca. 6000 cittadini ticinesi viventi in Lombardia.

Nella scia di questa iniziativa, la produzione di lastre incise a Castello vede quindi una breve ripresa, prima di un’ulteriore sospensione dei lavori. Nell’ultima lettera, Ramoni fa cenno a quello che sembra essere il tradizionale itinerario per il trasporto di merci importanti, destinate a Castel San Pietro, che si spostano “da Milano a Villa e da Villa a Castello”. A tutta probabilità, dietro “Villa” si nasconde il podere di Giovanni Ricordi a Blevio (sul Lago di Como) come tappa intermedia e deposito temporaneo dei materiali, prima della loro introduzione in Ticino con l’aiuto di contrabbandieri (Carteggio.1852.6).

28 dicembre 1852

Secondo un avviso sulla Gazzetta Ticinese, Achille Bustelli-Rossi “di Locarno, abitante in Castello San Pietro” fa mettere in vendita una considerevole serie di possedimenti ereditati nei comuni di Arzo, Meride e Saltrio/L. V. (Documenti.vari.1853.1). Si percepiscono analogie con Pozzi che, nel 1831, aveva messo in vendità degli immobili, prima di mettere su bottega. La cessione degli immobili, beni ricevuti grazie all’eredità Rossi, farà dell’incisore Bustelli-Rossi un uomo abbiente.

17 gennaio 1853

Data dell’ultimo Avviso musicale di Spinelli (Spinelli.avvisi.1853.1); l’ultimo deposito di Euterpe Ticinese presso il Consiglio di Stato è documentato per il 28 maggio dell’anno successivo (Spinelli.petizioni.1854.3).

febbraio 1853

Dopo la sommossa del 6 febbraio a Milano, seguita da un ulteriore assedio austriaco del confine e da pesanti misure di ritorsione, come l’espulsione dei cittadini ticinesi dalla Lombardia, il trentaduenne Giovanni Battista (“Augusto”) Giudici, incisore presso Ricordi, trova rifugio in Casa Pozzi a Castel San Pietro. Resta incerto quale ruolo svolgesse nell’ormai dismessa bottega, nel breve periodo della sua permanenza. Lo stesso anno si trasferirà a Torino dove nel 1859, come successore del calcografo Antonio Racca, fonderà la casa editrice Giudici e Strada.46 Nel suo curriculum Giudici confesserà più tardi “d’aver imparato l’arte d’incisore di musica oltre che dal Ricordi a Milano anche, e dal 1853, presso il Pozzi a Mendrisio”.47

15 marzo 1853

A Milano muore Giovanni Ricordi, nel pieno della fama di “un uomo di commercio veramente onesto”.48 Con la morte del padrone la direzione di Casa Ricordi passa al terzogenito Tito Ricordi (*1811), da anni suo braccio destro. Dirigerà l’impresa per un quarto di secolo; solo alla sua morte, nel 1888, subentrerà il figlio Giulio (1840–1912) come capo azienda.

Considerato che Giovanni Ricordi, nelle sue lettere alla figlia Giulietta, aveva sempre manifestato un forte legame affettivo, si intuisce che la perdita del padre, oltre alla rottura con il marito, le facesse attraversare una profonda crisi personale. Nelle sue lettere, scritte tra aprile e novembre 1853, si incontra un personaggio amareggiato, sconvolto e impulsivo, in cerca di riconoscimento e al contempo in presa all’agitazione permanente (Carteggio.1853.2–5).

A parte il tono di tenerezza che per anni aveva dominato la corrispondenza del padre con la figlia, l’apertura del testamento deve aver lasciato Giulietta a bocca asciutta: il defunto prevedeva per lei un legato di “austr. lire sessanta mille a tacitazione di ogni sua pretesa di legittima e successione alla mia eredità, compresa in esse la dote assegnatale. [...] Le dette austr. lire sessantamille saranno da pagarsi [...] entro anni venti”.49

Anche il fratello Tito non le affida alcun ruolo di responsabilità nell’azienda. Giulietta invece si deve accontentare di un lavoro “in negozio”, nei locali di vendita di Ricordi (Carteggio.1853.5).

Nelle sue lettere, sin dai primi esempi dagli anni 1820, Giulietta Pozzi Ricordi si esprime solitamente con un linguaggio parlato piuttosto che scritto, semplice e con riccorrenti errori, sia ortografici che di sintassi e di grammatica. Assume a volte un habitus piuttosto sfrenato, con tendenza a straparlare e spargere informazioni superflue. Caratteristiche poco idonee per un ruolo portante all’interno di un’impresa in continua espansione e ormai attiva a livello internazionale.

28 maggio 1854

Avviene l’ultimo deposito di Euterpe Ticinese presso il Consiglio di Stato ticinese, documentato in base alla relativa petizione di Spinelli e degli spartiti registrati nell’Archivio cantonale (Spinelli.petizioni.1854.3). Lucca a Milano deve aver saputo che la stamperia di Castel San Pietro “ha cessato già da qualche tempo d’essere in attività ovvero sia ha sospeso i lavori” (come Pozzi ammetterà l’anno successivo; cfr. Carteggio.1855.1): la bottega di Pozzi quindi non rappresenta più alcun pericolo per i suoi interessi.

estate 1854

A Berna viene ideato un concordato volto a garantire la proprietà letteraria a livello nazionale. Mentre il Ticino aderisce nel dicembre 1856, una parte dei cantoni non lo ratifica. “La convenzione intercantonale, in fondo, vincolava gli stampatori ticinesi solo nei confronti dei cantoni firmatari, che fra l’altro non erano mai stati vittime di particolari operazioni di plagio a sud del Gottardo”.50 Per le attività transfrontaliere degli stampatori musicali ticinesi l’accordo non porterà alcuna regolamentazione.

26 febbraio 1855

Carlo Pozzi a Castel San Pietro, in una lettera stesa ma non inviata a un certo Luigi Laurenti (Macerata), riepiloga che “la Stamperia Musicale qui eretta già da alcuni anni dal fù mio suocero Giovanni Ricordi” operasse “sotto il mio nome allo scopo d’impedire la ristampa delle di lui proprietà” (Carteggio.1855.1). Pozzi confessa che la stamperia sarebbe stata concepita in reazione alle attività di Euterpe Ticinese: secondo la lettura, i depositi servivano all’unico scopo di prevenire che Lucca (per mezzo di Euterpe Ticinese) potesse ristampare queste edizioni, nonostante fossero prodotte in Italia, mentre Pozzi (nella maggior parte dei casi) fungesse soltanto come prestanome.

Ovviamente si tace l’altro (e originale) ambito di attività della sua bottega, che risale al 1831, quando le prime produzioni di “lastre incise di musica di proibita introduz.ne nel n.ro Stato” vennero inviate al mandante milanese (Carteggio.1831.2): questi affari erano stati avviati anni prima che Euterpe Ticinese scendesse in campo. Va anche rammentato che Ricordi venne a sapere dell’esistenza della calcografia di Chiasso soltanto nel 1833 per poi, allarmato dalla notizia, incaricare Pozzi di indagare (Carteggio.1833.1).

Nella lettera a Laurenti, Pozzi riconosce che la stamperia di Castel San Pietro “ha cessato già da qualche tempo d’essere in attività ovvero sia ha sospeso i lavori” e dà conferma che, ancora a fine febbraio 1855, “per quanto mi si assicura” la “Stamperia di Chiasso l’Euterpe Ticinese [...] anche al presente è in piena attività.” La notizia è particolarmente rilevante giacché l’ultimo deposito di Spinelli è documentato per il 28 maggio 1854 (Spinelli.petizioni.1854.3). Secondo la testimonianza di Pozzi del febbraio 1855, le operazioni di Euterpe Ticinese di incisione e stampa per Casa Lucca, stanno sempre andando a gonfie vele. La situazione, personale e professionale, di Pozzi invece precipita.

27 marzo 1855

In una lettera ai parenti di Pozzi, un cugino di Viggiù (vicino Varese, in territorio Lombardo Veneto) informa i familiari che Carlo Pozzi, attualmente in ospedale a Como, sta attraversando grosse difficoltà, sia in termini di salute che di giustizia (“i suoi processi sono al Tribunale al Concesso ottavo”); per quanto pare soffre anche di problemi causati dall’alcool (Carteggio.1855.2).

19 ottobre 1855

Data di una lettera di Luigi Fraschina (Trieste) a Carlo Pozzi, dalla quale si evince ancora una volta che sia ormai Fraschina il proprietario a tutti gli effetti dello stabile in cui Pozzi vive (Carteggio.1855.4). Fraschina dà ordini precisi per la coltivazione dei terreni in suo possesso. Pozzi infatti, già nel 1853, si era procurato un Dizionario di Agricoltura (Carteggio.1853.1), probabilmente nel segno di un riorientamento professionale. I tentativi di Fraschina di incoraggiare lo zio (“procuri di scacciare i cattivi pensieri che lo rattristano sperando in Dio [e] in un migliore avvenire”) rivelano che, anche tra i parenti di Trieste, è ormai noto che Pozzi, dopo i duri colpi subiti nel corso dell’anno, sarà fortemente demoralizzato. Pozzi, che da tempo dipende dalla benevolenza del nipote, non può che arrendersi alla sorte.

gennaio/settembre 1856

Il nome di Achille Bustelli-Rossi appare in diversi documenti pubblicati sul Foglio Officiale, nei quali firma in qualità di segretario comunale a Castel San Pietro (nella giunta dell’ormai sindaco Gaetano Pozzi) o curatore giudiziario a Mendrisio.51 Come aveva fatto Carlo Pozzi nei primi anni 1830, ora anche Bustelli-Rossi ricopre piccoli ruoli nell’amministrazione pubblica.

1857

Nei primi mesi dell’anno, lo stesso Achille Bustelli-Rossi, di famiglia patrizia locarnese e attivo nella stamperia di Castel San Pietro già nel 1849, si assume il compito di rappresentanza di Ricordi in Svizzera, ruolo che porterà avanti fino al 1867. Inizialmente continua ad usufruire della stessa bottega: gli spartiti depositati che, nella lastra di deposito, da ora in poi portano il suo nome, indicano nei primi anni proprio Castel San Pietro come luogo di riferimento (iniziando con: “Castel S. Pietro li 5 Aprile 1857”); lo stesso vale per gli avvisi pubblicati sul Foglio Officiale (“Castello, li 23 marzo 1857”; cfr. Bustelli-Rossi.avvisi.1857.1). Il 19 febbraio 1858, il riferimento a Castello appare per l’ultima volta. Secondo il Registro di popolazione, l’11 giugno 1858 Bustelli-Rossi trasferisce il suo domicilio da Castel San Pietro ad Arzo (con entrata ufficiale a Arzo già a febbraio 1858).

Nel deposito del 26 febbraio 1859 figura per la prima volta Arzo come luogo di riferimento, dove ormai la bottega ha sede (Bustelli-Rossi.petizioni.1859.1; Bustelli-Rossi.avvisi.1859.1; Illustrazione 15). Sarà per motivi pratici, che sui frontespizi delle edizioni Ricordi il riferimento al concessionario rimarrà “Mendrisio Bustelli-Rossi”; lo stesso vale per le proprie produzioni. In questo contesto va aggiunto che le petizioni di Bustelli-Rossi al Consiglio di Stato si conservano solo per il periodo dopo il trasferimento.

Nel decennio della sua attività, anche Bustelli-Rossi realizza delle ristampe che, anche nel suo caso, riguardano principalmente composizioni strumentali. Mentre nella produzione di Pozzi l’elenco aveva superato largamente i 700 numeri (in circa due decenni), negli anni di Bustelli-Rossi si contano poco più di una dozzina di produzioni proprie (per l’elenco cfr. Catalogo Bustelli-Rossi). Anche il catalogo di Euterpe Ticinese raggiunge una cifra che, per tutta la durata della sua esistenza, si aggira intorno ai 600 numeri accertati.

A paragone con Pozzi e Euterpe Ticinese, il reale output di Bustelli-Rossi è dunque da considerarsi marginale. Resta invece invariato il suo ruolo come concessionario dell’ormai “Regio Stabilimento Tito di Gio. Ricordi”: Negli anni dell’esistenza della sua bottega, il riferimento “Mendrisio, Bustelli-Rossi” figura stabilmente sui frontespizi dell’editore milanese, accanto agli altri rappresentanti esteri (quali “Parigi, L. Escudier. Vienna, C. A. Spina. Lipsia, F. Hofmeister” ecc.).

Il design piuttosto antiquato nella maggior parte dei volumi prodotti da Bustelli-Rossi (soprattutto nella realizzazione ‘classica’ dei frontespizi; vedi Illustrazione 16) fa supporre che lo stampatore gestisce la bottega senza collaboratori o apprendisti. Suggerisce inoltre il piccolo numero di volumi incisi, che la produzione calcografica non costituisce un’urgente necessità. Rispetto a Pozzi, tutta l’attività editoriale di Bustelli-Rossi, uomo benestante in seguito all’eredità Rossi, appare generalmente meno orientata al profitto.

gennaio 1858

Prima ancora di trasferire la sua attività ad Arzo, il trentenne Achille Bustelli-Rossi, tuttora “domiciliato a Castello”, si sposa. Nell’ufficiale “Pubblicazione del matrimonio” del 20 gennaio lo sposo, in riferimento al suo stato patrimoniale, risulta “in condizione possidente”. Lo stesso vale per il padre della sposa, Rosa Pelli di Aranno nel Malcantone (Documenti.vari.1858.1). Per curiosa coincidenza, il futuro suocero, Vittore Pelli, è un noto pittore e scenografo, originario di Aranno, con alle spalle una straordinaria carriera a Odessa e Venezia, dove aveva realizzato numerose scenografie per opere liriche.52

14 dicembre 1858

Gioachimo Spinelli muore a Chiasso. Di Spinelli si posseggono solo poche notizie.53 Era nato l’11 dicembre 1783, quasi coetaneo di Giovanni Ricordi (* 3 marzo 1785). Spinelli era piemontese e dal 1816 domiciliato a Chiasso.54 Sposato e senza figli, era attivo come maestro nel Comune di Chiasso dal 1833, e lo rimase anche dopo aver assunto la direzione della calcografia L’Euterpe Ticinese nel 1838. Nel 1848 invece “venne giudicato insufficiente dall’Ispettore scolastico e allontanato dalla carica”.55

Anche dopo la morte di Spinelli, sui frontespizi delle edizioni Lucca rimane presente il riferimento a “Chiasso Euterpe Ticinese”. Ancora per quasi un decennio, fino al 1868, la succursale svizzera continua ad esistere sotto direzione sconosciuta; nel Librone Lucca, i riferimenti a “Chiasso” possono essere tracciate fino a maggio 1867 (n. 16459).

15 dicembre 1858

In una lettera da Trieste un infuriato Luigi Fraschina accusa Carlo Pozzi a Castel San Pietro della malversazione di Lire 2.000 (Carteggio.1858.1). Il fatto getta una luce sulla sempre precaria situazione economica e sulla profonda miseria personale di Pozzi, secondo il nipote autoinflitta (“Io veggo bene la critica posizione in cui la di lei sregolatezza lo ha ridotto, ma chi è colpa del proprio male pianga se stesso”). Pozzi rischia di perdere ogni credibilità, ora anche da parte dei parenti. Come conseguenza, Fraschina impone un severo regime di controllo finanziario che sarà mantenuto anche negli anni a venire (Carteggio.1863.1). Dall’affare si evince che la pensione annua, pattuita nel contesto della cessione immobiliaria del 1850, fosse pari a appena L. 550.

1860–1868

Periodo in cui si collocano gli unici depositi di opere musicali che il giovane tipografo Francesco (II) Veladini di Lugano fa al Consiglio di Stato per gli editori Giudici e Strada di Torino. A mancanza delle relative petizioni, il lasso di tempo va grosso modo inquadrato in base alle prime rappresentazioni delle quattro opere in questione, rispettivamente all’uscita della riduzione per canto e pianoforte. Le composizioni sono: Il menestrello e Il cadetto di Guascogna di Serafino Amedeo De Ferrari (1824–1885) nonché Celinda e Caterina Howard di Errico Petrella (1813–1877); cfr. 5. Depositi - Veladini.

Gli esemplari delle musiche, conservati nei fondi cantonali, rappresentano l’unica documentazione a riguardo. La casa editrice Giudici e Strada si costituisce solo il 5 agosto 1859 (cfr. Antolini-Dizionario, p. 179), termine post quem per l’inizio di cooperazione con il tipografo luganese; la Convenzione italo-svizzera per la proprietà letteraria e artistica, conclusa il 22 luglio 1868, entrerà in vigore con il 1 maggio del 1869, data ante quem per l’ultimo deposito legale da parte di Giudici e Strada.

Ancora nel 1875 Veladini figura tra i concessionari esteri di Giudici e Strada. In seguito alla nuova situazione legale, il ruolo resterà limitato a quello del rivenditore.

Non è documentata alcuna attività di Veladini come calcografo musicale. I suoi depositi a nome di Giudici e Strada, anche nel suo caso, sembrano aver avuto l’unico scopo di prevenire la ristampa delle opere per conto di Euterpe Ticinese, in base alla legge del 1835; ulteriore indizio per la persistente operatività calcografica, vera o presunta per reputazione consolidata, della stamperia di Chiasso.

17 marzo 1861

Con la proclamazione del Regno d’Italia nasce uno spazio giuridico unico al sud delle Alpi. Le lotte degli editori italiani per la salvaguardia dei diritti di proprietà letteraria e artistica si spostano ormai a un livello internazionale.

luglio 1863

In un rapporto al Consiglio di Stato ticinese, il Granconsigliere e segretario provvisorio all’Archivio cantonale Michele Patocchi segnala per la prima volta l’esistenza di un “Archivio musicale” di proprietà al Cantone (“un grande armadio che contiene la musica trasmessa al Governo per la proprietà letteraria [...] consiste in 540 pezzi fra opere, ballate, melodie ecct. di 150 autori dei più rinomati”; cfr. Documenti.vari.1863.1). Secondo il comunicato “è stato eretto regolare inventario” dei materiali. Allo stesso tempo Patocchi riflette sulla possibilità di aprire il fondo al prestito (“di cui si fa richiesta dal pubblico”).

Questa iniziativa sembra spiegare il forte consumo di diversi spartiti e la perdita completa di vari materiali di carattere popolare, ad esempio i numeri 23085 e 23183 dal deposito Pozzi (Giuseppe Verdi, Rigoletto: Preludio, Scena e Canzone. La donna è mobile) e di diversi materiali didattici di vasto interesse, tra cui il numero 13081, sempre dal deposito Pozzi (Manuel Garcia, Metodo ossia Scuola di Canto): Di entrambe le opere, nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare.56

Probabilmente è anche frutto dell’iniziativa di Patocchi che numerosi elementi del fondo (soprattutto opere liriche intere) vennero rilegati, a copertina rigida e in mezza pelle (a volte in mezza tela), con sul dorso timbrato in oro lo stemma cantonale e la formula “PROPRIETÀ | DELLO | STATO”.

Il registro menzionato da Patocchi (il “regolare inventario”, creato presumibilmente nel 1863) non è pervenuto. I depositi successivi al 1863 sono stati integrati nell’inventario definitivo, stilato nel 1887 (di cui sotto).57

10 luglio 1867

Data dell’ultimo deposito di Achille Bustelli-Rossi al Consiglio di Stato, documentato grazie alla relativa petizione (Bustelli-Rossi.petizioni.1867.3). Gli spartiti portano date di deposito tra il 19 marzo e il 27 giugno 1867. Da questa data in poi mancano i riferimenti ad ulteriori attività editoriali di Bustelli-Rossi. Nelle edizioni Ricordi, il riferimento “Mendrisio Bustelli-Rossi” in qualità di concessionario, è presente sui frontespizi ancora a metà degli anni 1870.58

22 luglio 1868

A Firenze si conclude la Convenzione italo-svizzera per la proprietà letteraria e artistica, una legge ad hoc, creata in particolare per fermare le stamperie di confine. Il concetto di contraffazione viene ormai sintonizzato su ambo i lati della frontiera, inoltre sarà “proibita in Italia la vendita, la circolazione e l’esposizione, sia che le dette riproduzioni non autorizzate provengano dalla Svizzera, sia che provengano da qualsia altro paese straniero”, in modo da includere anche attività analoghe negli altri paesi confinanti e oltre. Le multe per il contraffattore spaziano da “cento franchi almeno sino a due mila franchi al più; [per] il venditore, di una multa di 25 franchi almeno o di cinquecento franchi al più”, aggiungendo inoltre il risarcimento dei danni (Documenti.vari.1868.1).

Fino all’entrata in vigore, il 1 maggio 1869, passeranno ancora nove mesi: un conto alla rovescia per i diretti interessati. Con l’accordo si chiudono inevitabilmente le attività dei ‘concessionari’ in Ticino, cioè di Bustelli-Rossi, Euterpe Ticinese e Veladini; i depositi praticati per decenni a nome di Ricordi, Lucca e Giudici e Strada in base alla legge del 1835, diventano così obsoleti.

17 agosto 1868

A Tribschen (Lucerna) l’editore Francesco Lucca, per tramite di sua moglie, acquisisce la proprietà delle opere di Richard Wagner – scritte e future – per l’Italia. Il contratto siglato con il compositore prevede anche il diritto di cedere l’esclusiva ad altri, in toto o in parte, riguardante sia la musica che i libretti, le riduzioni e traduzioni, più le esecuzioni teatrali e concertistiche in tutta Italia: un privilegio singolare.59

Con il raggiungimento di questa posizione di monopolio, una svolta gigantesca nella storia dell’azienda, si apre per Lucca un importantissimo campo d’azione e una fonte d’entrata, di fronte alla quale il declino della redditività di Euterpe Ticinese non può apparire altro che marginale. Lo stesso vale per le perdite che causerà la sospensione dei prodotti di Euterpe Ticinese dalle serie “Opere teatrali complete per canto e pianoforte” e “Opere teatrali complete per pianoforte solo” – due serie che esistono, con notevoli somiglianze, sia in termini di grafica che di contenuto, anche nel programma di Ricordi. In entrambi i casi si tratta in gran parte di ristampe di edizioni del grande concorrente: le opere più popolari di Bellini, Donizetti e Ricci. Questi titoli, che Lucca nelle due collane aveva ripresentato in nuove edizioni solo verso la fine degli anni 1850 (e non senza un ovvio sforzo finanziario), cadono ormai sotto la Convenzione italo-svizzera, che nel 1869 entrerà in vigore.60

Dopo la morte di Spinelli (14 dicembre 1858) i depositi della calcografia di Chiasso non riprendono, mentre il marchio continua ad esistere.

fine 1868/inizio 1869

Tra le consuete indicazioni dei concessionari di Lucca sui frontespizi dei propri spartiti (“Florence, Ducci”, “Turin Blanchi”, “Naples, Girard et C.” ecc.), nei numeri precedenti al 18000 comincia a mancare “Chiasso, Euterpe Ticinese”. L’annotazione esplicita “Da Chiasso” nel Librone Lucca avviene per l’ultima volta in data 31 maggio 1867 (n. 16459), mentre nei prodotti a stampa il riferimento rimane presente ancora per più di un anno: Nelle edizioni con i numeri Lucca 17873–17876 (Charles Neustedt, Quatre Fantaisies-Transcriptions pour piano sur Rienzi, Tannhäuser, Lohengrin et Le vaisseau fantôme) il richiamo a Euterpe Ticinese vi è ancora; nel numero 18106 invece (Ignace Xavier Joseph Leybach, op. 125, Lohengrin. Opéra de Richard Wagner. Fantaisie brillante pour piano), Euterpe Ticinese non figura più.

La ratifica della Convenzione italo-svizzera avviene il 31 dicembre da parte svizzera, e il 10 gennaio 1869 da parte italiana, mentre l’entrata in vigore si fa ancora attendere fino al 1 maggio. Nel Librone Lucca, i succitati numeri 17873–17876 (Neustedt) portano come data di pubblicazione il 23 aprile 1869, il 18106 (Leybach) invece quella del 27 aprile 1869. Questa vicinanza temporale all’entrata in vigore della Convenzione sembra indicare che l’abbandono del marchio di Chiasso venisse messo in atto coscientemente, proprio alla vigilia delle nuove normative: Francesco Lucca usufruisce della succursale di Chiasso letteralmente fino all’ultimo minuto, lasciandola puntualmente e a tutti gli effetti, sia come luogo di produzione che come sede del suo concessionario per la Svizzera. Da quel momento in poi manca ogni segno dell’esistenza di Euterpe Ticinese.

Se ne deduce a contrario che, prima della Convenzione, l’importazione e/o la vendita in territorio italiano di opere contraffatte in Ticino (o stampate in Italia con lastre prodotte in Ticino) risulta redditizia, ancora nei primi mesi del 1869. Lo stesso vale per i prodotti distribuiti sotto il marchio sia di Bustelli-Rossi che di Pozzi, i quali anche Ricordi a Milano continua a riprodurre fino all’ultimo.

Con i primi cataloghi redatti dopo il 1868 (di Lucca, ma anche di Ricordi), gli articoli ‘di fondo estero’ tacitamente spariscono dall’assortimento, la frode di etichette tuttavia continua: Nonostante i cambiamenti di fondo, Ricordi continua a produrre e a commerciare edizioni con il marchio di Pozzi ossia di Bustelli-Rossi. Nella maggior parte dei casi si procede ristampando dalle stesse lastre senza alcuna modifica. Di rado si va anche re-incidendo l’opera intera con caratteri moderni, sempre però fingendosi proprietario-rivenditore dell’opera ‘estera’ usurpata per via di Pozzi o Bustelli-Rossi. Anche Lucca ripubblica alcune opere dall’antico Fondo estero in ‘nuove edizioni’ che portano esclusivamente il marchio di Chiasso.61 Non è un caso che queste ‘riedizioni’ si basino su degli originali francesi e tedeschi, toccati solo a margine dalla Convenzione italo-svizzera.

13 maggio 1869

La Svizzera e la Confederazione germanica del Nord (la Norddeutscher Bund, costituitasi nel 1867) concludono la Convenzione sulla protezione reciproca dei diritti relativi alle produzioni letterarie e alle opere artistiche. Le calcografie ticinesi (di fatto ne rimane solo Bustelli-Rossi) perdono così anche la possibilità di ristampare legalmente il repertorio disponibile in edizioni prodotte nel centro-nord tedesco (da Schott, Breitkopf & Härtel, André, Peters ecc.).62 Anche le ristampe di musiche di proprietà tedesca, che Ricordi continua a far produrre con le lastre di Pozzi, vengono in questo modo bandite, almeno in Svizzera e in Germania.

20 settembre 1869

Il Consiglio di Stato ticinese, su incarico del Consiglio federale, obbliga i possessori di opere letterarie e artistiche contraffatte “di apporre a tutti gli esemplari delle contraffazioni [...] il bollo portante nel centro la croce federale, e nel contorno le parole: Convenzione letteraria Svizzera-Italiana”. La misura, che solo il 1 ottobre viene resa pubblica sul Foglio Officiale, resta da attuare nel corso di poche settimane (“a tutto il 20 ottobre”), per non incorrere nella penale stabilita dalla Convenzione italo-svizzera (cfr. Documenti.vari.1869.2).63 Dopo questo termine, i volumi senza il bollo non saranno più legalmente vendibili.

L’avviso è il frutto dell’intervento a Berna di diversi editori italiani; la stessa Convenzione italo-svizzera (cfr. Documenti.vari.1868.1, art. 3 e 12) concedeva simili reclami “nello spazio di tre mesi dopo la entrata in vigore delle Convenzioni”. Sul Foglio Officiale segue una lunga lista di opere musicali notificate al Consiglio federale sia da Tito Ricordi che da Francesco Lucca. Come emerge dall’elenco, Casa Ricordi sta sempre lottando contro i vecchi bestseller di Euterpe Ticinese della primissima ora (tra cui I Capuleti, Norma e La sonnambula di Bellini), Lucca invece si schiera contro diversi prodotti dal ‘catalogo’ di Pozzi (non di Bustelli-Rossi), indicandone addirittura i numeri precisi (tra 222 e 683; nel totale 34 elementi). In entrambi i casi non si tratta di titoli di recente data, ma piutosto di alcuni ‘classici’ dal rispettivo programma editoriale di stampo clandestino.

Il caso rivela che, ancora mesi dopo l’entrata in vigore della Convenzione, i due ‘big’ milanesi vedono la necessità, vera o virtuale che sia, di diffidarsi a vicenda. Il reciproco provvedimento fa solo intuire che, anche dopo il 1 maggio 1869, sono in circolazione delle edizioni musicali contraffatte su suolo ticinese (o stampate in Lombardia, con lastre incise in Ticino). La lista riflette invece molto chiaramente, in quali prodotti, tuttora sul mercato commerciale (più italiano che ticinese), Ricordi e Lucca riconoscono il maggiore pericolo per i propri interessi. Allo stesso tempo il documento svela quali edizioni a ristampa, nonostante siano spariti ufficialmente dai cataloghi di vendita, vengono ancora spacciate sotto banco. È lecito presumere che la produzione di questi titoli di ovvio successo (sempre con il marchio di Euterpe Ticinese rispettivamente di Pozzi) avviene da tempo a Milano, ed idem la vendita.

L’iniziativa dei due editori di musica italiani di coinvolgere ormai le autorità federali, corrisponde all’ultimativa continuazione a tutti costi della loro vecchia guerra indiretta. Si combatte per principio e allo scopo di sconfiggere i propri sospetti nei confronti della concorrenza, piuttosto che di ottenere un ristabilimento di condizioni eque e leali sul mercato.64

21 aprile 1870

Data del rapporto ufficiale del Consiglio di Stato ticinese fatto in risposta all’incarico del Consiglio federale, sulle opere contraffatte ancora in commercio nel Cantone. Si elencano i quattro libri di Cesare Cantù (Letture giovanili), indicati nell’ordine pubblico emesso nell’autunno 1869. Nel frattempo sono stati notificati (e bollati) nei magazzini degli editori Francesco Veladini (Lugano), Traversa e Degiorgi (Lugano) e Carlo Colombi (Bellinzona): un totale di oltre 12.000 esemplari dei titoli estremamente popolari. Sembra infatti che i tipografi ticinesi abbiano approfittato dei mesi precenti all’entrata in vigore della Convenzione per ricostituire gli stock di certi generi, di sicurissimo smercio, anche a medio termine, e al contempo liberi da ogni tantième.65 Mancano invece in toto le opere musicali indicate nello stesso ordinamento del Consiglio di Stato.66 In base a questo documento, le paure di Lucca e Ricordi circa le musiche contraffatte ancora in circolazione – notabene sul territorio ticinese –, si rivelano dunque infondate. Il vero mercato nero, per questo tipo di prodotti, è ovviamente sempre quello italiano e internazionale.

20 novembre 1872

A Milano muore Francesco Lucca, quasi settantenne. La vedova Giovannina Strazza (1810–1894) si assume la direzione dell’azienda.

1 gennaio 1884

Entrata in vigore della nuova e dettagliata Legge federale sulla proprietà letteraria e artistica, concepita a rispetto dei trattati con i paesi confinanti. Circoscrivendo il concetto di contraffazione in maniera più rigida ed estendendosi anche sulle opere “pubblicate o venute in luce prima dell’entrata in vigore della presente legge” (Documenti.vari.1883.1), il regolamento conclude effettivamente la “lunga stagione della pirateria letteraria in Ticino”.67

1886

Il 28 giugno muore Carlo Pozzi a Castel San Pietro all’età di 83 anni, secondo l’atto di morte, di “catarro senile”.68

Il 9 settembre dello stesso anno, a Berna viene adottata la Convenzione di Berna per la tutela delle opere letterarie ed artistiche, ratificata da Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Belgio e Svizzera, oltre a Haiti, Liberia e Tunisia. Nasce così il primo accordo internazionale in forma di “Unione per la protezione dei diritti degli autori sulle loro opere letterarie e artistiche” costituita dalle nazioni aderenti al trattato. La normativa garantisce in particolare che gli “autori appartenenti ad uno dei paesi dell’Unione [...] godono, negli altri paesi, per le opere, sia pubblicate in uno di questi paesi, sia non pubblicate, i diritti che le rispettive leggi accordano presentemente, o accorderanno in seguito, ai nazionali” (cfr. Documenti.vari.1886.1, art. 2).

Anche dopo la Convenzione, Ricordi produce e spaccia ancora per anni edizioni con il marchio di Pozzi, derivanti dal suo antico Fondo estero.69

Nonostante fosse di fatto integrata nella Convenzione di Berna, la Convenzione italo-svizzera per la proprietà letteraria e artistica del 22 luglio 1868, continua a rimanere formalmente in vigore, in conformità all’articolo 15 della Convenzione di Berna. Viene abolita soltanto nel 1899 “in seguito a denunzia del Governo Svizzero” (cfr. Documenti.vari.1900.1).

1887

Anno di compilazione del manoscritto Catalogo-inventario delle Opere musicali esistenti nell’Archivio Cantonale (Inventario.1887; vedi Illustrazione 37). Il volume registra in modo conclusivo i materiali depositati al Consiglio di Stato ticinese in base alla legge sulla proprietà letteraria del 1835, fino all’ultima opera musicale presentata da Bustelli-Rossi (si tratta dei materiali del Don Carlo di Giuseppe Verdi, depositati a tre puntate: 14 marzo, 23 aprile e 10 luglio 1867). Nel registro sono inoltre elencate le quattro opere prodotte dall’editore Giudici e Strada, e depositate a tutta probabilità da Francesco Veladini dal 1860 in poi (cfr. 5. Depositi - Veladini). Con il Catalogo-inventario si chiude simbolicamente l’ultimo capitolo nella decennale storia della pirateria musicale in Ticino.

30 maggio 1888

Dopo mesi di trattative, Giovannina Strazza, la vedova di Francesco Lucca, cede l’ormai storica casa editrice Lucca a Ricordi. L’acquisizione ostile viene effettuata per la somma di L. 1.500.000, ponendo fine a una guerra commerciale di oltre sessant’anni. Con la morte di Tito Ricordi (7 settembre 1888) la direzione di Casa Ricordi passa al figlio Giulio (1840–1912).

19 maggio 1902

Achille Bustelli-Rossi, nato nel 1827, muore ad Arzo.

Note
1.

GdL n. 31 del 30 luglio 1820, p. 244.

2.

I-Mr, MS Rari DOC017; trascritto in Sartori-Casa Ricordi, pp. 26–27; riprodotto in parte in Baia-Mercanti, tavole.

3.

Antolini-Dizionario, p. 204.

4.

Secondo il registro dei matrimoni all’Archivio Storico Diocesano di Milano, il matrimonio viene celebrato nella basilica di Sant’Ambrogio (cfr. Zecca Laterza-Pozzi, p. 87). Per l’atto di nascita della primogenita di Giovanni Ricordi, “un infante di sesso femminile, nata il 30 aprile [1807] alle ore sette [di nome] Giulia Giovanna Luigia Catterina”, vedi Zecca Laterza-Pozzi, p. 81. Nel Registro di popolazione (Castel San Pietro) Giulietta è registrata con data di nascita “30 aprile 1808”.

5.

Per l’attività quadriennale di Gaetano Pozzi nel “2. Reggimento Svizzero 8.vo della Guardia di Sua Maestà Cristianissima il Re di Francia Compagnia Magatti del lodevole Cantone del Ticino”, vedi la documentazione in ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 115, 118, 120.

6.

Antolini-Dizionario, p. 205.

7.

Nella carica del segretario civile al Tribunale di Mendrisio, il nome di Carlo Pozzi è documentato grazie ai numerosi avvisi sulla GT, per un periodo di almeno quattro anni e mezzo, tra il 22 novembre 1830 e il 20 maggio 1835 (GT n. 48 del 27. novembre 1830, p. [s.n.]; GT n. 21 del 22 maggio 1835, p. 184).

8.

GT n. 32 del 20 agosto 1831, p. 276. In riferimento alla vendita cfr. inoltre la Nota di spese e competenze dovute da Gaetano Pozzi di Castel St. Pietro al Tribunale per la grida del 17 agosto 1831 per l’acquisto fatto dal di lui fratello Carlo (ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 139).

9.

Gilardi-Euterpe, p. 255; senza indicazione di data esatta né di fonte: L’attuale (2021) inaccessibilità dell’archivio comunale di Chiasso ne impedisce la verifica.

10.

Gilardi-Euterpe, p. 257; idem.

11.

Mena-Stamperie, pp. 296-297.

12.

Per soddisfare la direttiva, sia Ricordi che Lucca si permetteranno di fornire a volte materiali di qualità inferiore, in relazione ai prodotti destinati alla vendita. In numerosi casi le “tre copie di prova” richieste dalla legge si rivelano effettivamente (e letteralmente) come stampe di prova o versioni provvisorie del prodotto finale, se non come copie difettose, a volte su carta di minore qualità e con correzioni apportate a mano (per un esempio particolarmente illustrativo cfr. il numero Ricordi 13217 nel deposito di Pozzi del * 19 agosto 1841). Numerosi esemplari conservati nei fondi cantonali danno adito al sospettare che i due editori milanesi abbiano testato, in termini di qualità dei prodotti, i limiti di ciò che è tollerabile nei confronti dei funzionari cantonali. Dal punto di vista storico-musicale queste copie possono a volte concedere uno sguardo ravvicinato sia sul processo di produzione dell’edizione, che sulla genesi dell’opera. Di particolare interesse in quest’ultimo senso è il numero 21551 della produzione di Ricordi (Scena e Duetto nel Finale I. Ben vi scorgo nel sembiante da: La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi). Qui la versione depositata riflette di fatto uno stato provvisorio e incompleto del brano e musicalmente assai diverso dall’edizione definitiva (cfr. Bassani-Spekulation).

13.

Per un elenco delle 14 cause legali tra Luca e Ricordi, condotte a Milano solo tra il 1831 e il 1844, cfr. Pasquinelli-Contributo, p. 571.

14.

Catalogo.Lucca.1836

15.

Sin dalle prime petizioni, Pozzi chiede espressamente “perche ne sia eseguito il consueto registro e solito cenno di ricevuta.” Tuttavia, sembra conservarsi né il registro (in forma di volume manoscritto a elencare i materiali depositati), né un esemplare delle ricevute emesse dalle autorità cantonali, destinate agli stampatori come prova ufficiale del deposito avvenuto.

16.

Per ulteriori dettagli relativi alla prassi di Ricordi di far produrre in Ticino solo le lastre, vedi Carteggio.1844.1.

In vari esemplari di spartiti, sia di Euterpe Ticinese che di Pozzi, sono riscontrabili delle filigrane distintamente lombarde. La circostanza è ulteriore indizio per la stampa in Italia di musiche incise oltre confine (per il caso di una filigrana con la raffigurazione dell’aquila bicipite, vedi Illustrazione 10).

17.

In riferimento alle musiche elencate nelle sue petizioni, Pozzi si professa solitamente proprietario delle musiche, ma non ha l’ardire di affermare di averle anche stampate. Ne annuncia a volte l’intento, parlando di musiche “che riproduco nel Cantone Calcografati, e di cui sono cessionario del proprietario” (Pozzi.petizioni.1842.22) oppure “quali opere vado a riprodurre nel Cantone mediante la Calcografia” (Pozzi.petizioni.1842.1), ma evita a esporsi come produttore a pieno titolo e tende a dirigere il discorso piuttosto sul deposito “di diversi pezzi musicali stampati” (Pozzi.petizioni.1842.7). Le stesse motivazioni, cioè quelle di occultare il suo vero ruolo, sembrano nascondersi dietro formule come “Nell’atto che escono alla luce colle stampe altri sei pezzi dell’opera [...], ne trasmetto [...] li soliti tre esemplari” (Pozzi.petizioni.1844.7) oppure il riferimento a “li sotto descritti pezzi musicali che escono da questa mia calcografia” (Pozzi.petizioni.1849.1). Mettendo a confronto le decine di petizioni di sua mano, si scopre soltanto tra le righe, con quanta prudenza Pozzi agisce nel far credere agli ufficiali cantonali che si tratta davvero di “pezzi musicali da lui stampati” (Pozzi.petizioni.1843.19) o “di sua recente edizione” (Pozzi.petizioni.1850.7), come quest’ultimi in genere li registrano nell’accusa di ricevimento. Pozzi invece preferisce di menare il can per l’aia: invano si cerca in tutte le petizioni la semplice dichiarazione che si tratta di ‘musiche da me stampate’.

18.

Gilardi-Euterpe, p. 258; senza indicazione di fonte.

19.

Librone Lucca, n. 3427 (presumibilmente 1841/42), n. 10702 (3 settembre 1856).

20.

È ovvio che una nota informativa, redatta da Pozzi rispettivamente da Spinelli, inviata direttamente al rispettivo collega-concorrente sul territorio cantonale, sarebbe costata una somma irrisoria, a confronto con un annuncio di 15–20 righe sulle gazzette. Il fenomeno fa capire il valore anche pubblicitario (e a beneficio della propria immagine, come azienda onesta), che gli editori almeno inizialmente attribuivano all’impresa. Ciò nonostante (almeno nel caso di Pozzi) la diffidazione da sola solitamente superasse di lunghezza la metà dell’intero annuncio.

Per quanto riguarda la necessità di diffidare eventuali concorrenti copiatori, bisogna anche notare che simili iniziative sulla stampa, da parte di editori non-musicali ticinesi, mancano quasi totalmente: avvisi o annunci tipografici di pubblicazioni destinate al mercato locale solitamente non ricorrono alla diffidazione, ai sensi della Legge del 1835.

21.

Nel caso di Spinelli si può constatare numerose volte, che i materiali inoltrati per essere depositati, non corrispondevano, in termini di qualità, a dei prodotti ultimati e pronti per essere messi in vendita. Sembra piuttosto, che anche la stamperia di Chiasso inviasse ripetutamente degli esemplari di scarto, ben cosciente di non dover subire, da parte degli ufficiali cantonali, un serio controllo di qualità della merce, ma solo un conteggio del numero di esemplari e un confronto con i corrispondenti numeri di catalogo indicati nella petizione. I materiali di Euterpe Ticinese depositati intorno al 31 agosto 1838 (vedi Spinelli.avvisi.1838.2) contengono, ad esempio, un considerevole numero di correzioni a inchiostro del testo musicale: evidentemente si tratta di prototipi, se non addirittura di prove di stampa (cfr. gli esemplari di Donizetti, Maria de Rudenz, e di Mercadante, Le due illustri rivali, in: ASTi, UNA 623/3 e UNA6 27/3). Anche Ricordi fa ripetutamente depositare dei materiali di seconda scelta o non ultimati (vedi sopra, nota 12).

22.

Catalogo.Lucca.1839.

23.

Catalogo.Lucca.1839.appendice.

24.

GT n. 51 del 20 dicembre 1839, p. 445.

25.

Va aggiunto che sia Pozzi che Spinelli, nelle loro petizioni, si chiamano “proprietario per la Svizzera” della rispettiva opera da depositare, un attributo effettivamente non obbligatorio, in quanto la validità della Legge del 1835 sia di per sé limitata al territorio cantonale. Spinelli infatti, a partire al 1846, si descrive come “proprietario per la stampa per la Repubblica e Cantone del Ticino delle qui descritte opere musicali” (Spinelli.avvisi.1846.2). La formula appare per l’ultima volta nel 1851 (Spinelli.avvisi.1851.4), per poi diventare semplicemente “proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali”.

26.

Mena-Stamperie, p. 298.

27.

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 195.

Prima partenza: Ponte Chiasso, 14 marzo 1841; rientro: Maslianico, 8 aprile 1841; seconda partenza: Ponte Chiasso, 9 giugno 1841; ripartenza: Milano, 10 giugno 1841, rientro: Ponte Chiasso, 11 giugno 1841.

28.

Mena-Stamperie, pp. 300–302. Per il testo della mozione di Pozzi discusso nella seduta del Gran Consiglio ticinese del 24 maggio 1841, vedi Documenti.vari.1841.1. La discussione della mozione, nella quale i consiglieri Giacomo Luvini-Perseghini e Giacomo Ciani sottolineano la vantaggiosa posizione di doppio confine del Ticino (con l’Impero Austriaco e con il Regno di Sardegna) e il potenziale profitto per gli stampatori nel Cantone (grazie a costi di produzione ridotti per il risparmio sull’acquisto dei diritti), rivela una serie di ulteriori riflessioni ‘di secondo piano’, in parte piuttosto strategiche che realistiche, che girano intorno all’opportunità di deludere l’adesione alla Convenzione.

29.

Pasquinelli-Contributo, pp. 571–572.

30.

Per un altro grave lapsus commesso alcuni anni dopo, nel contesto del deposito del 2 marzo 1850, vedi Pozzi.petizioni.1850.3.

31.

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 224 (corsive le parti manoscritte).

32.

GT n. 23 del 22 febbraio 1847, pp. 97–98.

33.

Polli-Zollpolitik, pp. 42–43.

34.

Dizionario Storico della Svizzera, sub voce “Ticino (cantone)” (http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I7394.php)

35.

Per il riassunto della seduta dei “deputati recentemente eletti dai comizii popolari”, cfr. GT n. 32 del 15 marzo 1848, pp. 160–161.

Considerata nel contesto, l’attività di Carlo Pozzi come pluriennale concessionario di Ricordi in Ticino assume una nota particolarmente ambigua dal momento della sua entrata in politica, quando parallelamente al suo mandato parlamentare egli continua a praticare un modello d’affari di dubbio carattere, con elementi decisamente criminosi. Quello che lascia particolarmente perplesso è la sua consapevolezza di fingere in modo permanente di fronte allo Stato un’attività professionale fondamentalmente fasulla, costruendo con ogni nuovo deposito altri villaggi Potemkin, e spacciandosi come produttore di articoli che non ha fabbricato e che non avrebbe neanche fabbricato in futuro, nonostante il campione depositato portasse addirittura il suo marchio, a parte la relativa dichiarazione d’intento nella sua petizione (“che riproduco nel Cantone mediante la Calcografia” cfr. Pozzi.petizioni.1842.3). Si riconosce un ‘modello commerciale’, basato largamente sulla simulazione e sull’inganno dello Stato, praticato da una persona che, in qualità di membro del parlamento, rappresenta lo stesso Stato ed opera attivamente al suo servizio.

36.

Lettera di Verdi (Como) a Salvatore Cammarano (Napoli) del 31 maggio 1848 (“Parto per Parigi e mi fermo una mezz’ora in Como per scrivervi”; Verdi-Carteggio, p. 23). Vedi anche Abbiati-Verdi, vol. I, pp. 749–750.

L’arrivo di Verdi sulla scena operistica incentiva non soltanto le gare tra Lucca e Ricordi per guadagnarsi il favore del compositore (già presto, nel 1847 con Macbeth, Verdi passerà a Ricordi). Si nota anche che, dal 1846 circa, tra la prima assoluta di un’opera e il primo deposito passa molto meno tempo del consueto periodo minimo di quattro-sei settimane: grazie all’enorme popolarità delle opere di Verdi, gli editori lavorano con particolare premura, per prevenire la ristampa da parte del rispettivo concorrente. Ecco i dati dei principali casi di opere di spicco con la prima rappresentazione (data tra parentesi) e il primo deposito a distanza di poche settimane, se non giorni:

- Spinelli:

Giuseppe Verdi, Attila (17 marzo 1846): 5 aprile 1846

Giuseppe Verdi, I masnadieri (22 luglio 1847): 29 luglio 1847

Saverio Mercadante, Violetta (10 gennaio 1853): 16 gennaio 1853

- Pozzi:

Giuseppe Verdi, Macbeth (14 marzo 1847): 23 marzo 1847

Giuseppe Verdi La battaglia di Legnano (27 gennaio 1849): 28 gennaio 1849

Lauro Rossi, Il domino nero (1 settembre 1849): 17 settembre 1849

Luigi Ricci, Crispino e la Comare (28 febbraio 1850): 15 marzo 1850

Giuseppe Verdi, Rigoletto (11 marzo 1851): 2 aprile 1851

Giuseppe Verdi, Il trovatore (19 gennaio 1853): 31 gennaio 1853

- Bustelli-Rossi:

Giuseppe Verdi, Un ballo in maschera (17 febbraio 1859): 26 febbraio 1859

Giuseppe Verdi, Don Carlo (11 marzo 1867): 14 marzo 1867

37.

Per l’esattezza si tratta della Presidenza della Dieta federale ancora in carica: in base alla nuova Costituzione, emanata dopo la Guerra del Sonderbund, il 12 settembre 1848, il primo Consiglio federale sarà eletto soltanto il 16 novembre.

38.

Polli-Zollpolitik, pp. 43–44.

39.

Piccardi-Vicende, p. 150; Antolini-Dizionario, p. 290.

40.

Verdi-Carteggio, pp. 302–320; vedi inoltre Bassani-Spekulation.

41.

Nel Librone Ricordi (manoscritto), il nome “Bustelli” figura tra gli incisori attivi per Casa Ricordi a Milano già nei mesi precedenti il 12 luglio 1848 (n. 21221), ma appare anche intorno al 6 marzo 1850 (n. 22216). Nel 1849, la sua presenza a Castel San Pietro non è dunque da considerarsi stabile. Tenendo presente che Bustelli, nato a Locarno, era realmente domiciliato a Castel San Pietro, il caso consente di dedurre che l’invio degli incisori dalla centrale di Milano alla succursale in Ticino prevedeva piuttosto dei soggiorni temporanei o missioni brevi, che delle permanenze prolungate.

42.

Carlo Giacomo Rossi, nato il 28 marzo 1817, era morto il 17 luglio 1850. Nel Registro di popolazione (Arzo), su di lui è riportata la seguente osservazione: “Li 20. Luglio 1850. fu fatto sugellamento [sic] in Arzo dal Giudice di Pace di Riva nella di lui Casa, essendo il d.o Sig. Dottore Carlo Giacomo Rossi morto in Castello S.t Pietro (17. Luglio 1850) e qui in Arzo si trovò il di lui Testamento.”

43.

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 241.

44.

La prima rappresentazione dell’opera era avvenuta a Roma il 27 gennaio 1849.

45.

Per il complesso caso della doppia edizione nel suo contesto più ampio, vedi Bassani-Spekulation.

46.

In società con Achille Strada, incisore di musica ed ex-collaboratore di Ricordi a Milano; cfr. Antolini-Dizionario, pp. 179–180.

47.

Bernasconi-Mendrisio, p. 21; senza indicazione di fonte.

48.

“ein seltenes Beispiel von thätiger Geisteskraft, strebsamer Einsicht, unermüdlichen Schaffens, ein wahrhaft ehrlicher Handelsmann!” Cfr. l’autoglorificante cronaca aziendale stilata in occasione dell’Esposizione internazionale di musica in Vienna 1892, sulla morte di Giovanni Ricordi (Ricordi-Internationale, p. 14).

49.

Sartori-Casa Ricordi, p. 45.

50.

Mena-Stamperie, pp. 304–305.

51.

FO n. 1 del 4 gennaio 1856, vol. I., p. 31; FO n. 34 del 22 agosto 1856, vol II., p. 276; FO n. 38 del 19 settembre 1856, vol. II., p. 515.

52.

Tra queste opere figura anche Il giuramento di Saverio Mercadante (Biggi-Pelli, pp. 445–446), composizione che, dato non meno curioso, fa parte delle musiche che Pozzi aveva depositato nel 1837 (Pozzi.avvisi.1837.1).

53.

Stato provvisorio, dovuto all’attuale (2021) inaccessibilità dell’archivio comunale di Chiasso.

54.

Registro di popolazione (Chiasso), sub nomine.

55.

Gilardi-Euterpe, p. 258; senza indicazione fonte. L’attuale (2021) inaccessibilità dell’archivio comunale di Chiasso ne impedisce la verifica.

56.

Anche dei materiali del Macbeth di Verdi, depositati al completo da Pozzi in triplice copia (n. 19621–19643), rimangono pochi elementi, i quali inoltre mostrano forti segni d’uso (in SBT, 12 dei 24 numeri depositati). La GT segnala sia nel 1909 che nel 1925 dei concerti nella regione con esecutori locali (Società Corale L’Armonia e Società Corali Riunite), con in programma brani dall’opera.

Va inoltre considerato che, già nel 1841, nella sua mozione al Gran Consiglio, Carlo Pozzi (con intenzioni evidentemente strategiche) aveva ideato la possibilità di un simile uso delle musiche depositate “ad uso dei nostri stabilimenti d’istruzione ed arti” nell’intento di contribuire “ad accrescere od iniziare la fondazione di una pubblica Biblioteca” (Documenti.vari.1841.1).

57.

In questo contesto occorre aggiungere che, non solo i commenti degli ufficiali cantonali nelle loro accuse di ricevimento danno un’immagine di un trattamento assai eterogeneo dei singoli depositi. La completa mancanza della documentazione dei depositi da parte delle autorità cantonali (tra cui un registro cronologico delle opere musicali presentate, o almeno dei rispettivi numeri di lastra, nonché l’indice delle ricevute di conferma inviate ai mittenti) sembra dimostrare che la questione dei depositi, nella prassi amministrativa, venne gestita con una certa disinvoltura. Nasce infatti il sospetto che la Legge del 1835 (creata tra l’altro per trovare un modo per affrontare la lite tra Ricordi e Lucca, favoreggiando al contempo gli stampatori ticinesi) non venisse eseguita nel dettaglio, con tutto il rigore e tutta la coerenza necessari. L’iniziativa di Patocchi di stilare un primo “regolare inventario”, ne dà indirettamente conferma.

58.

Cfr. l’esemplare del numero Ricordi 40502 (Luigi Rivetta, Due Divertimenti brillanti, op. 77 per pianoforte a quattro mani) con timbro a secco “T. R. | 1873 | 9” (in ASTi, UNA 881/38); qui “Mendrisio, Bustelli-Rossi” figura come ormai unico concessionario estero sotto “R. Stabilimento | Tito di G. Ricordi | MILANO - NAPOLI - FIRENZE”. In un esemplare del numero 40320 invece (Marco Sala, Gli Originali. Valzer per pianoforte a quattro mani), con timbro a secco “TITO DI G. RICORDI | 1876 | 10” (in ASTi, UNA 881/40), lo stesso riferimento è ulteriormente affiancato da “Torino, Giudici e Strada”. Tuttavia, nel catalogo a stampa di Ricordi, il nome di Bustelli-Rossi manca già a ottobre 1864 (cfr. Catalogo.Ricordi.1864.supplemento, dove sul frontespizio i “Depositi all’estero” si limitano a “VIENNA, da c. a. spina” e “f. holding per noleggio Spartiti”, “LIPSIA, da f. hofmeister” e “MADRID, da d. antonio romero, anche per noleggio Spartiti”). Già nel primo catalogo generale (Catalogo.Ricordi.1855) ogni cenno a Pozzi era stato evitato: evidentemente, come nel caso di Lucca, i responsabili ci tenevano ad oscurare la vera natura del loro Fondo estero.

59.

Antolini-Dizionario, p. 209; Pasquinelli-Contributo, pp. 574, 578 (senza indicazione di fonte).

60.

I volumi delle due serie con il marchio Euterpe Ticinese, inizialmente continuano a circolare sottobanco, di modo che, a settembre 1869, riappaiono nella lista delle opere contestate in base alla Convenzione, che Ricordi presenterà al Consiglio federale (cfr. Documenti.vari.1869.2).

61.

Un chiaro indizio per la produzione di Ricordi di vecchi titoli di Pozzi, ancora alla vigilia della Convenzione italo-svizzera, è ad esempio il timbro a secco “T. R. | 68 | 5” nell’esemplare dei numeri Pozzi 112 e 113 in I-BGi. Il caso rivela che, ancora a maggio 1868, a Milano si producevano questi spartiti utilizzando le lastre incise a Castel San Pietro decenni prima (Illustrazione 17).

Ma anche la stampa post-1868 con lastre più antiche è deducibile da segni analoghi. Indicatore è da un lato la qualità di carta più recente (di consistenza più sottile e liscia, spesso derivata dal legno e così tendente ad ingiallire), dall’altro invece il timbro a secco applicato da Tito Ricordi, con anno e mese di produzione. Per il caso di una ristampa a tutti gli effetti va citato l’esemplare di Pozzi 822 in I-BGi con timbro a secco “T. R. | 1872 | 4”, che indica aprile 1872 come periodo di produzione, molti anni dopo la chiusura di fatto della bottega. Per il reimpiego del solo marchio, si veda invece il numero Pozzi 468, dove per la riedizione va mantenuto soltanto il frontespizio originale con la consueta indicazione “Mendrisio, Chez C. Pozzi”, più il numero di lastra, mentre lo spartito stesso viene reinciso per intero, mantenendo perfettamente l’impostazione grafica; cfr. l’esemplare a I-BRc (con timbro a secco “TITO DI G. RICORDI | 1877 | 1” (Illustrazione 18).

Per la mancanza di analoghi timbri a secco nel caso di Lucca, è più difficile dimostrare che anche Casa Lucca usufruisse di lastre prodotte sotto il nome di Euterpe Ticinese, re-impiegandole ancora dopo la chiusura della sede di Chiasso. Per quanto riguarda Lucca, sembra piuttosto che il 1869 segni effettivamente la fine delle attività pirata. Lo suggeriscono in particolare i numeri 10951–10961 (dieci opere didattiche di Henri-Jérôme Bertini), prodotti, secondo il Librone Lucca, nel 1857/58, in parte con il marchio di Chiasso, in parte con quello di Lucca. Questa edizione delle opere didattiche figura ancora nel catalogo del 1873 (Catalogo.Lucca.1873, p. 95), compilato anni dopo la chiusura della sede ticinese. In questa serie, ad esesempio i numeri Euterpe Ticinese 732 e 733 (l’opera 137 di Bertini) confluiscono nel volume con il nuovo numero 10952, realizzato sempre sotto il nome di Euterpe Ticinese: il numero è riportato unicamente nello spartito, senza però alcun riferimeno nel catalogo. È ulteriormente di interesse che, secondo una nota nel Librone Lucca, l’intera serie di Bertini venne legalizzata, ma soltanto nel 1869, al perfetto contempo con l’entrata in vigore della Convenzione italo-svizzera (“Maggio 1869. Acquistata la proprietà e presentata alla R. Procura di Stato il 19 Maggio 1869.”; cfr. Librone Lucca, n. 10951–10961).

Un esemplare digitalizzato della serie, il n. 10957 (“Nuovi Studi per Piano-Forte, classificati progressivamente, Libro 7, op. 122, 25 Studi artistici di prima forza, 1.a parte”), conservato in GB-Lbl, è consultabile tramite www.bl.uk. Si tratta di un’edizione che nel caso specifico usufruisce delle lastre dell’edizione Lucca 2040 (prima apparizione in Catalogo.Lucca.1859, p. 66), prodotta dal 1869 in poi, sempre sotto il (fittizio) marchio Euterpe Ticinese e senza alcun riferimento a Lucca.

Anche in numerosi altri casi, Lucca sembra essere riuscito a mantenere nel suo programma, ancora dopo il 1869, delle produzioni originalmente realizzate a Chiasso e successivamente assunte nel proprio catalogo con nuova numerazione, approfittando non da ultimo della mancanza di opposizione da parte dei detentori dei diritti (si vedano in particolare diversi numeri dalla tarda produzione di Euterpe Ticinese, dal numero 700 in su; cfr. 6. Cataloghi - Catalogo Euterpe Ticinese).

62.

Per il testo del Regolamento d’esecuzione relativo alla Convenzione cfr. Documenti.vari.1869.1.

63.

Un foglio campione del bollo si conserva nel carteggio riguardante il caso nell’Archivio Federale (CH-BEs, E22#1000/134# 2396*; Übereinkunft zum gegenseitigen Schutz des literarischen und künstlerischen Eigentums vom 22. 7. 1868). Il testo legge correttamente: “convenzione letteraria svizzero-italiana”; vedi Illustrazione 13.

64.

A confronto con l’esecuzione della Convenzione svizzero-germanica (Documenti.vari.1869.1), la normativa riguardante la Convenzione italo-svizzera si presenta molto meno complessa, partendo dal “bollo identico in tutti i Cantoni”, previsto nel caso della prima, ma anche in quanto alla registrazione dei materiali commercializzabili. Questi aspetti rivelano che l’ordinanza ticinese con l’Obbligo ai possessori di opere letterarie ed artistiche del 20 settembre 1869 è concepita appositamente per ovviare in modo adeguato alle condizioni locali e uniche sui generis. Come dimostra l’annessa lista dei titoli notificati da Lucca e Ricordi, la misura si rivolge meno ad un misterioso gruppo di rivenditori criminosi di opere letterarie e artistiche, ma piuttosto a quello che resta dei diretti ‘concessionari’ di Ricordi e Lucca sul territorio cantonale.

65.

Secondo questa testimonianza, i tre principali tipografi sul territorio avevano investito nella produzione di riserve strategiche di un solo tipo, cioè di favole per bambini e opere morali e educative di stampo religioso-conservatore, scritte da un autore lombardo contemporaneo, e neanche di recentissima data (le quattro opere di Cesare Cantù [Brivio 1804–Milano 1895], erano usciti già nel 1836/37). Il fatto getta una luce sia sullo status quo che su certe tendenze sul mercato librario nel Cantone (trovandosi il materiale anche “sparso presso alcuni librai di minor conto”), mentre è ovvio che la pianificazione degli stampatori riflette in particolar modo il fabbisogno in ambito educativo. In questo senso, la Legge cantonale sulla proprietà letteraria del 1835 adempie per un’ultima volta la sua missione e il suo obiettivo originario, cioè quello di incentivare la produzione di materiali scolastici sul territorio cantonale.

66.

Per il rapporto del Consiglio di Stato, cfr. Documenti.vari.1870.2. Per la lista completa delle opere notificate in precedenza, sia letterarie che musicali, cfr. Documenti.vari.1869.2.

Il Consiglio federale, nella sua missiva del 15 settembre 1869, aveva imposto che “[l]e fonctionnaire chargé de l’estampillage dressera une liste exacte et complète du nombre des exemplaires de chaqun des ouvrages indiqués qui auront été estampillés”, raccommandando inoltre “une prompte et scrupuleuse exécution des dispositions”. Anche se la traduzione sul Foglio Officiale non coglie nel pieno il rigore della misura così articolato, il risultato deve comunque essere considerato di massima affidabilità.

Per la missiva del Consiglio federale al Consiglio di Stato ticinese del 15 settembre 1869, cfr. CH-BEs, Missiven des Bundesrats, E1007#1995/533# 84*, Juli–September 1869 (n. 3555).

67.

Mena-Stamperie, p. 308.

68.

Bernasconi-Mendrisio, p. 18.

69.

Per citarne un esempio, un esemplare del numero Pozzi 333 del marzo 1892, reinciso in toto con tipi moderni e allestito di frontespizio moderno, su carta fortemente ingiallita e con timbro a secco, ora di Giulio Ricordi (“G. RICORDI e C. | 1892 | 3”), si conserva in I-BGi. (cfr. Illustrazione 19). La quarta di copertina riporta inoltre un estratto dal catalogo Ricordi con opere di recente pubblicazione (numeri fino a 94680). Tutto quello che in tal caso rimane dell’edizione di Pozzi (morto da ormai sei anni) è il marchio “Mendrisio, chez C. Pozzi” nonché il numero di lastra, unici requisiti necessari per simulare un prodotto di importazione.

Per una ristampa addirittura del 1894, vedi l’esemplare di Bustelli-Rossi 866, sempre in I-BGi, su carta ingiallita e con tibro a secco “G. RICORDI e C. | 1894 | 11”, che porta sulla quarta di copertina inoltre un estratto dall’attuale Catalogo Ricordi-Lucca, tra cui le ultime uscite del 1894, numeri tra 53560 e 97373 (cfr. Illustrazione 20).

4. Carteggio

Lettere di corrispondenza di vari attori legati agli eventi (1826–1863):
trascrizione con commento critico

Osservazioni preliminari

La seguente documentazione propone, in primis, la trascrizione delle parti rilevanti di un importante fondo di corrispondenza, conservato all’Archivio di Stato del Cantone Ticino (ASTi). Il carteggio fa parte dell’Archivio nobiliare Torriani (con sede originale a Mendrisio) e raccoglie “Carte relative alla Famiglia Pozzi” dagli anni 1800–1883: lettere manoscritte, ma anche documenti ufficiali (come passaporti o certificati di servizio militare), bollette di spedizioni e biglietti stampati.1 A queste carte si aggiungono dei materiali provenienti dall’Archivio Ricordi (lettere di corrispondenza, tra cui alcune note di comunicazione trovate nei volumi di Copialettere) e singoli scritti dal carteggio tra Casa Ricordi e Vincenzo Bellini rispettivamente Giuseppe Verdi (documenti in parte derivanti dalle edizioni critiche; cfr. Seminara-Bellini e Verdi-Carteggio). Del vivo scambio epistolare di Ricordi con Carlo Pozzi da una parte e con Achille Bustelli-Rossi dall’altra, documentato nei vari volumi di Copialettere all’Archivio Ricordi, nei fondi dello stesso archivio restano, tuttavia, i soli riferimenti di registro.2 Del carteggio concernente i rapporti tra Euterpe Ticinese e Casa Lucca invece non sembra conservarsi alcuna traccia.3

Le testimonianze dello scambio tra vari gruppi di persone della medesima sfera di attività, operanti tra il Ticino e la Lombardia austriaca contribuiscono, in modo complementare e come tasselli dello stesso mosaico, a profilare il quadro generale, sia culturale che storico, della presente ricerca. Nella loro sinossi, i singoli filoni di corrispondenza così riprodotti aprono un’impressionante panoramica sulle vicende legate all’editoria musicale nel Cantone durante il Risorgimento italiano, soprattutto nei decenni di maggiore intensità, tra la fine degli anni 1820 e la metà degli anni 1850 circa.

Nonostante l’origine di gran parte delle carte, l’eredità della famiglia Pozzi di Castel San Pietro, i materiali riguardano non solo l’incisore e stampatore Carlo Pozzi, ma riflettono altrettanto le attività della stamperia L’Euterpe Ticinese di Chiasso nonché quelle del successore di Pozzi, Achille Bustelli-Rossi, a Castel San Pietro prima e ad Arzo poi.

Ogni singolo documento è corredato da una serie di annotazioni che, a seconda dell’importanza dello scritto per la tematica centrale di questo studio, aiutano a inquadrare il relativo contenuto nel suo contesto. In forma di commento critico si riflettono inoltre le vicende già esposte nello Studio generale e nella Cronologia, ora però da una prospettiva ravvicinata. In questa maniera il Carteggio, anch’esso organizzato cronologicamente, può essere letto in toto, come una versione più dettagliata e approfondita dello Studio generale e della Cronologia, sempre con riferimento anche agli ulteriori material di documentazione raccolti (cfr. le seguenti rubriche 5. Depositi, 6. Cataloghi, 7. Petizioni, 8. Avvisi musicali, 9. Documenti vari, e 10. Illustrazioni).

[Page]

Carteggio.1826.1

Lettera di Carlo Pozzi (Firenze) a Gaetano Pozzi (Castel San Pietro)
17 luglio 1826

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 124
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. I

[su foglio bianco; non indirizzata]

Carissimo Fr[at]ello

Il g.no di venerdi p.o p.e sono giunto salvo, e sano unitamente alla mia Consorte a Firenze. La città, é bella, e mi piace. Si stà facendo l’inventario p. la consegna del Negozio, perciò sono molto occupato, e non potrò troppo estendermi a darti un lungo dettaglio della mia situazione che in vero si trova in bene. [...] Dirai al Sig.r Fran.co d’Ott.ne Fontana ch’io non gli scrivo come gli avevo detto nella mia scrittagli da Milano; perche in questi g.ni sono veramente assai occupato [...]

Non avendo o sapendo ora che altro dirti mi confermo etc.

Frienze [sic] li 17. Lug.o 1826

Tuo Fr.ello Carlo

[aggiunta dalla mano di Giulietta Ricordi Pozzi:]

La sotto scrita [sic] vi saluta di cuore e spera che non li mancherete in ciò che le avete promesso[.] essa vi desidera ogni felicità, quanto ne gode con vostro fratello; vi aspetta presto, anzi al principio d’ottobre addio

La vostra Cognata
Giulietta Pozzi
Ricordi

Commento

- Giunto a Firenze da Mendrisio via Milano, Pozzi informa il fratello in patria sui preparativi per la consegna della succursale fiorentina di Casa Ricordi. La lettera, assieme al relativo passaporto (rilasciato a Mendrisio il 9 luglio 1826 a “Sig.r Carlo Pozzi con sua Moglie Giulietta nata Ricordi”), dimostra che a luglio Carlo Pozzi e la figlia di Giovanni Ricordi erano già marito e moglie; atto che fece avvicinare Pozzi alla cerchia familiare più stretta.4

- Come a Milano, anche a Firenze il negozio di Ricordi (aperto solo nel 1824) occupa una posizione centralissima, in “Via de’ Calzajoli sull’angolo della Piazza del Duomo” (Catalogo.Ricordi.1828, frontespizio), un punto strategico che il visitatore di Firenze ancora oggi passa quasi inevitabilmente.

Carteggio.1826.2

Lettera di Carlo Pozzi (Firenze) a Gaetano Pozzi (Castel San Pietro)
16 novembre 1826

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 128
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. I–II

[su foglio bianco; indirizzata: “Sig.r Gaetano Pozzi | Milano | Mendrisio p. Castello S. P.”]

Fratello Car.mo

Firenze li 16. 9bre 1826

[...]

Ti devo poi dire che mi sono associato col Sig.r Stefano Jouhaud già direttore di questo Negozio. Egli col buon credito che si era formato lasciandoci, come si era stabilito, [che] si metteva a negoziare da solo, come ci avrebbe potuto arrecare del gran danno: Questo è tolto. Egli è socio p. mettà [sic]; contribuisce annualmente la sua quota delli interessi sulle n.re somme capitali; e si pensa insieme ad ingrandire, ed estendere anche in altri generi, oltre gli attuali, il traffico; e da una gita, che il sud.o [h]a fatto nello scorso 8bre a Milano ci ha procurato un copioso assortimento di generi, da vendersi p. conto di diversi amici: da cui si può trarre un discreto guadagno senza rischio di capitale.

Anche colla Moglie comincio ad andar meglio d’accordo. Ella ha ricevuto colla sua educazione delle idee troppo grandiose, nelle quali ha bisogno di essere frenata; che ti dico che da principio del mio matrimonio mi trovavo imbarazzato; e temevo di non poter riuscire a farle uniformare il suo carattere al mio. La cosa sembra che muti un pò alla volta questo brutto aspetto; ed ho tutto il fondamento di sperare di non essermi reso infelice unendomi con questa donna; come tempò fà sommamente dubitavo.

Il Sig.r Co[lone]llo Fontana sarà forse alquanto disgustato perché non gli feci spedire i disegni p. ricamo che gli avevo promesso. Ero tempo fà così alterato che più non pensavo a queste cose; e poi a dirti il vero mi rincresceva ad incomodare il mio Sig. Suocero. Aspetterò qualche occasione, che posso da quì direttamente spedirli, unitamente a dei duetti p. flauto che potrai poi suonare col caro amico Tita a cui porgerai i miei saluti; e bramerò sentire a risposta se v[engo] in patria.

[...]

Tuo Aff.mo Fr.ello
Carlo

[...]

Commento

- A quattro mesi dal suo arrivo a Firenze, Pozzi aggiorna il fratello di essersi associato con Stefano Jouhaud, facendo intuire uno sviluppo promettente della succursale.

- Particolare attenzione suscitano le confessioni di Pozzi a riguardo della moglie diciannovenne (che “ha ricevuto colla sua educazione delle idee troppo grandiose, nelle quali ha bisogno di essere frenata”), assieme alle rivelazioni del proprio atteggiamento nei suoi confronti (sia l’intenzione di “riuscire a farle uniformare il suo carattere al mio” che il vecchio dubbio “di non essermi reso infelice unendomi con questa donna”). Attitudini che possibilmente giocano un ruolo nella crescente disaffezione dei coniugi che, negli anni a venire, nella loro corrispondenza si rifletterà in maniera sempre più concreta.

Carteggio.1827.1

Lettera di Carlo Pozzi (Firenze) a Gaetano Pozzi (Castel San Pietro)
13 febbraio 1827

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 130
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. III

[su foglio bianco; indirizzata: “Sig.r Gaet.o Pozzi | Milano | Mendrisio p. Castello”]

Car.mo Fratello

[...] Oggi col mezzo postale, franco di porto, ti ho spedito, recapito al S.r Rusca di Milano, un rottolo [sic] di musica per te, ed alcuni disegni per ricamo per il S.r Fontana. Sentirò volontieri quando [sic] sia in te giunta sia di tuo gradimento, unitamente a notizie del paese [...].

Mi sono grati i tuoi consigli; ed in merito alli affari, al presente non sono troppo vistosi; ed i utili si vedranno dal bilancio di cui non posso sperar tanto bene per quest’anno[,] attese le forti spese di viaggi, trasporto, ed acquisti di mobilia.

Permetti che anch’io ti dica qualche cosa. Sia più tranquillo nelli affari di Comune, e del Cantone, non cessare però di fare il dovere di buon cittadino; e vedrai che sarà assai meglio per la tua felicità; per compiere la quale procura di accoppiarti con qualche saggia ragazza; poiche gli anni passano. Di cuore ma di fretta ti saluto. Sempre in attesa di tuoi caratteri [...]

Tuo Aff.mo Carlo

Firenze li 13. Feb.o
1827

Commento

- A sette mesi di attività per la succursale di Ricordi a Firenze, Pozzi ammette che gli affari non stano andando a gonfie vele.

- Nel 1821, il fratello di Carlo Pozzi, Gaetano (*1802), si era arruolato per un quadriennio nella Compagnia Magatti del Cantone Ticino, come militare al servizio del Re di Francia (per la relativa documentazione cfr. ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 115, 118, 120). Dopo il suo rientro in patria cerca di recuperare terreno professionalmente. Il commento sugli “affari di Comune, e del Cantone” sembrerebbe riferirsi a degli ostacoli analoghi. Per ulteriori riflessioni di Carlo sul caso, vedi la lettera successiva.

- Va notato che nel vivo consiglio al fratello scapolo di prendere moglie, allo scopo di alzare il suo umore, manca ogni riferimento alla propria esperienza in merito, come articolata ancora pochi mesi prima (cfr. Carteggio.1826.2).

Carteggio.1828.1

Lettera di Carlo Pozzi (Firenze) a Gaetano Pozzi (Castel San Pietro)
14 febbraio 1828

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 132
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. IV–V

[su foglio bianco; indirizzata: “Sig.r Gaetano Pozzi | Milano | Mendrisio | p. Castello S. P.”]

Carissimo Fr.ello

Firenze li 14. Feb.o 1828.

Sollecito a riscontrare la grat.ma tua del 5 cor.te Dirotti che lodo le tue idee che hai di portarti nell’interno della Svizzera; e colà procurarvi dello smercio di musica. La speculazione p[ure] a me sembra che potrebbe essere utile; ma bisognerà esser ben informato del genere della musica che colà si fà maggior uso p. non esporsi a fare delle spese ne viaggi; e poi riportare indietro la musica invenduta; Sapere p. esempio se colà ci sono molti suonatori di piano-forte[;] se la musica di canto Italiano con accompagnamento di piano-forte è colà usata; se vi sono molti dilettanti che suonino de quartetti, quintetti ec. ec. p. istromenti a corde, ed altri simili p. istromenti a fiato; se concerti p. diversi istromenti con accompagnamento d’orchestra; se pezzi di Opere Teatrali ridotti p. orchestra; o per Banda ec. ec. I Metodi p. imparare i diversi Istromenti poco potrebbero quelli di fondo Ricordi essere colà esitati [sic] poiche tranne alcuni gli altri[,] la maggior parte[,] hanno la spiegazione in Italiano solamente[.]

Le stampe litografiche che stampansi da Ricordi sarebbe pur un genere di fare dello spaccio; specialmente dei ritratti di diversi professori; virtuosi; e celebri virtuosi di musica; l’associazione ai figurini teatrali, ed alle scene di Sanquirico; ed altro.

Alla venuta qui del mio S.r Suocero ch’io credo che sarà frà pochi giorni: Se noi decidiamo di quì rimanere; io ti spedirò il catalogo della musica e delle Stampe; facendoti osservare i pezzi che generalmente hanno maggior esito; e tu ne darai poi la Com[m]issione; certo che il mio S.r Suocero te là darà a credito anche p. un anno; Se poi al contrario noi ripatrieremo [sic]; che sarà il più probabile, coll’assegnamento che ti dissi; Io potrò ajutarti di presenza a fare la scelta de generi di maggior convenienza da imettersi; e farti poi spedire la robba che durante la tua assenza di [sic] potesse ocorrere [sic]. Anche in libri costì si potrebbe fare qualche cosa. Quì in Toscana che la stampa e libera trovansi molti libri che nel regno L. Veneto sono proibiti[.] Ottima speculazione sarebbe farli costì venire p. transito; e poi portarsi a Como[,] a Bergamo, a Milano ec. e prendere dai Libraj delle Com[m]issioni; e poi farcele avere p. Contrabbando. Io ho sott’occhio molte opere che costì sarebbero lette con avidità, e di sicuro smercio; e come ti dissi frà poco potremo su tutto decidere.

Il ribasso sulla musica è il 75%; sulle stampe il 25%; e sulle scene oltre il 25%[;] vi è la tredicesima copia gratis p. chi fa 12. associati. Le spese sino a Lucerna potranno essere circa il 10%. [...] Salutandoti cordialmente di fretta

Sono Tuo Affez.mo Fr.ello Carlo

P.S. Mia moglie qui presente ti saluta e dice che venendosi in patria vuol fare p. te la Marosseera5[.]

Commento

- In questa comunicazione dettagliata Carlo Pozzi, in forma di proposta per il fratello, idea il modello d’affari per una futura impresa, uno spaccio di prodotti musicali, più precisamente una rappresentanza svizzera di Ricordi, basata sulla sola distribuzione di materiali importati (oltre a spartiti di ogni genere, anche stampe litografiche con ritratti di musicisti famosi, figurini teatrali, scene ecc.: merce che accompagna anche l’offerta del negozio fiorentino).6

- Parla un personaggio intelligente ed eloquente, con un solido senso d’affari e una concezione sorprendentemente chiara del suo futuro business. Così l’iniziativa prefissata non va intrapresa senza un precedente sondaggio approfondito o ‘screening’ del mercato in Svizzera interna. E non solo in Svizzera: un aspetto particolarmente piccante è l’idea di far pervenire in Ticino “p[er] transito”, cioè senza controllo doganale da parte delle autorità austriache, dei libri (ovviamente testi di fondo non-musicale) che nel Regno Lombardo-Veneto cadono sotto la censura, allo scopo di reintrodurli per contrabbando e spacciarli attraverso dei librai nelle principali città della Lombardia austriaca. Entrambi i lati del modello saranno aspetti fondamentali per l’attività di Pozzi in Ticino, e saranno funzionanti a lungo termine.

- L’idea sarà discussa con Giovanni Ricordi in occasione della sua prossima visita alla sucursale fiorentina.

- Nel prossimo futuro sarà inoltre stabilito “Se noi decidiamo di quì rimanere” oppure “Se poi al contrario noi ripatrieremo; che sarà il più probabile”. Sta di fatto che il rientro in patria è ormai opzione realistica.

- Un altro punto di interesse riguarda la percentuale dalla quale partono i calcoli del potenziale concessionario Ricordi, compreso il quantitativo per le spese di spedizione in Svizzera interna (“Il ribasso sulla musica è il 75%; sulle stampe il 25%; e sulle scene oltre il 25%[;] vi è la tredicesima copia gratis p. chi fa 12. associati. Le spese sino a Lucerna potranno essere circa il 10%.”). In questo modo Pozzi sembrerebbe al contempo rivelare le basi dei calcoli applicati dalla casa madre di Milano nei confronti della succursale di Firenze. Si può assumere che, di fronte ai contraenti di Ricordi all’estero (come Haslinger a Vienna o Troupenas a Parigi), le tariffe, concessi reciprocamente, fossero scalate in modo non dissimile.

- La nota nel postscriptum fa cenno a un imminente matrimonio del fratello Gaetano; cfr. la lettera successiva.

- Per la riproduzione della prima pagina del documento, cfr. Illustrazione 31

Carteggio.1828.2

Lettera di Carlo Pozzi e Giulietta Pozzi Ricordi (Firenze) a Gaetano Pozzi (Castel San Pietro)
7 giugno 1828

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 134

[su foglio bianco; indirizzata: “Al Sig.r | Gaetano Pozzi | Milano | Mendrisio per Castello S. P.”]

[dalla mano di Carlo Pozzi:]

Fratello Carissimo

Firenze il 7. Giug.o 1828

La tua lettera del g.no [vacat] p.o p.o ha arrecato infinito piacere è a me, ed alla mia Giulietta, nel sentire la tua promessa di Matrimonio colla S.ra Teodolinda Torriani di Mendrisio. Lodo infinitamente la tua deter tua scelta per tutti i rapporti; e la Giulietta è esultante dal piacere di avere buona compagnia in Casa; e tutti insieme staremo contenti ed allegri. La n.ra venuta in patria sarà infallibilmente nelli ultimi del corrente mese; e così saremo presenti alle nozze; la Giulietta ti dirà di più perchè io sono chiamato di fretta fretta Salutandoti cordialmente unitamente alla tua promessa sposa sono.

Il Tuo Affez.mo Fr.ello
Carlo Pozzi

[dalla mano di Giulietta Pozzi Ricordi:]

Carissimo Cognato

Sono veramente contenta di questa cosa, ma bramerei prima che entrasse la Sposa, fosse in ordine un può [sic] la casa, ho [sic] almeno la sala, e perciò noi porteremo costi della bella e buona mobiglia [sic], ma bisognerà anche plafonare la Sala e Dipingerla, metterei pure un caminetto di marmo, tutto ciò si farà prestissimo, essendo anch’io anziosa [sic] della vostra felicità, vi pregherò di far tanti saluti alla vostra futtura [sic] Sposa, e di dirle che giubilo dal piacere d’avere una compagna, e spero che la pace, l’allegria, e i piaceri ci faranno passare de’ giorni contenti: vi prego pure che in vece di pensare a comprare alla sposa tanti giojelli, pensiate piuttosto all’essenziale che mi pare per ora una casa [sic] mancante di tutto. Scusate della libertà, giacchè non faccio per farvi da superiora, ma perchè sò che gli uomini a certe cose non ci pensano, e non è nepure [sic] la loro incombenza, e essendoci punto donne[,] tocca [a] voi a pensar a tutto, spero però d’arrivare a tempo per disporere [sic] qual’cosa: dunque addio: ricordatevi di quel che vi dissi e credetemi sempre

Vostra Affezionata Cognata
Giulietta

Commento

- Oltre alla conferma della “venuta in patria” di Pozzi (come si vedrà, non si tratta di una visita, ma del trasferimento definitivo), che avverrà “infallibilmente nelli ultimi del corrente mese” cioè a fine giugno 1828, la lettera rivela, più chiaramente della prova precedente, le competenze di Giulietta in termini di ortografia e grammatica, notevolmente inferiori a quelle dimostrate dal marito.

- Considerando che, secondo Pozzi, Giulietta “ha ricevuto colla sua educazione delle idee troppo grandiose” (Carteggio.1826.2), la sua cultura generale appare piuttosto scarsa. Il comportamento di Giulietta nei confronti della futura cognata sembrerebbe inoltre evidenziare un lato della sua personalità con tratti invadenti, al di là del puro entusiasmo scatenatosi in vista del grande evento. Altri elementi della corrispondenza daranno ulteriore conferma a questa impressione.

- A tutta probabilità la presente documentazione riguardante la Famiglia Pozzi (cioè il carteggio in ASTi, Fondo Torriani, scatola 267–268, proveniente dall’Archivio Nobiliare Torriani di Mendrisio) si è conservato proprio grazie al matrimonio di Gaetano Pozzi con Teodolinda Torriani, membro dall’ominomina famiglia patrizia di Mendrisio. Il Fondo Torriani entrò a far parte dell’Archivio di Stato del Cantone Ticino nella prima metà del Novecento.7

Carteggio.1831.1

Copia di una lettera di Giovanni Ricordi ([Milano]) a Carlo Pozzi (Castel an Pietro)
14 dicembre 1831

I-Mr, Volume “Copialettere 1831, 6 fascicoli da luglio a dicembre, ms.” (in data)

Castel S. Pietro [14 Xbre]. Pozzi Carlo = . Ho ricevuto il tuo conticino e qui entro ti compiego il mio p. il quale spero lo troverai esatto giacché credo che il tenitore de’ miei registri non si sia sbagliato esso ti fù creditore di fr. 404.12. a saldo a tutto il 30. 9bre p.e p.o = che se vorrai indicarmi alla fine del Corr.te a che [sic] gli dovrò pagare sarai subito servito. Ti sono grato per il pieno assenso e consenso che hai dato alla mia Giulietta p. poter venire a Milano etc. etc.

Commento

- Come si evincerà dalle comunicazioni successive (soprattutto da Carteggio.1832.2), la lettera si rivolge a un Carlo Pozzi che nel frattempo è tornato a vivere stabilmente a Castel San Pietro. Dopo il suo rientro, Pozzi aveva messo in vendità diversi beni immobili, per gettare le basi per la nuova attività (Documenti.vari.1831.2). Con l’acquirente, il fratello Gaetano, la proprietà di Carlo, “proveniente dalla paterna eredità”, rimase tuttavia in famiglia (cfr. GT n. 32 del 20 agosto 1831, p. 276).8

- La contabilità di Ricordi è delegata a un “tenitore de’ miei registri”, si suppone dunque che, nonostante il tono familiare, il “conticino” che Pozzi presenta a Ricordi sia di natura commerciale. Le modalità di pagamento non sono ancora collaudate (“se vorrai indicarmi [...] a che gli dovrò pagare”), il che sembra indicare che si tratti di una primissima transazione di questo tipo. Va inoltre sottolineato che in questa nota la prestazione non viene concretizzata, come anche gli ulteriori contenuti della comunicazione si limitano al minimo assoluto; presumibilmente il conto sarà legato ai contenuti circoscritti nella seguente lettera di Ricordi, stilata lo stesso giorno.

Carteggio.1831.2

Copia di una lettera di Giovanni Ricordi ([Milano]) a Fr[atelli]9 Soldini (Chiasso)
14 dicembre 1831

I-Mr, Volume “Copialettere 1831, 6 fascicoli da luglio a dicembre, ms.” (in data)

Chiasso 14 Xbre. Soldini Fr.. Da Cod.o S.r Mangilli vi devono essere pr[ossimame]nte sped.te giorni sono delle lastre incise di musica di proibita introduz.ne nel n.ro Stato, so che voi avete de’ sicuri mezzi onde introdurle[.] Se ciò è [il caso] vi prego di dirmi quale saria la spesa p. darmele franche in casa. Vi serva che il valore di esse è di Fr. 250[.] Attenderò un preg.e v.ro rif.o anche p. ½ di mia figlia e mio genero Carlo Pozzi di Castello S.t Pietro sopra Mendrisio. Vi saluto etc. etc.

Commento

- La persona che funge da collegamento tra Ricordi e il destinatario della nota, dal tono molto secco, è con tutta probabilità Innocente Mangili, titolare di un’importante impresa di trasporti di Milano.10 Nel solo 1831, il suo nome ricorre cinque volte nel registro della corrispondenza Ricordi (ultimi riferimenti si trovano nel 1867; cfr. I-Mr, Indice copialettere). Lo speditore Soldini di Chiasso invece, già negli anni 1820, è noto alle autorità austriache come uno dei principali imprenditori-contrabbandieri attivi al confine tra la Svizzera e il Regno Lombardo-Veneto.11 Mangili si occupa, notabene, soltanto della trasferta delle merci da Castel San Pietro a Chiasso, mentre è Soldini il riferimento che dispone “de’ sicuri mezzi onde introdurle” in Lombardia.

- Non c’è quindi dubbio che Ricordi, con la dovuta cautela, dietro questa comunicazione del tono cospiratorio, sta organizzando un’azione di contrabbando, per quanto pare la prima di questo tipo, precisamente di “lastre incise di musica di proibita introduz.ne nel n.ro Stato”. Resta incerto se si tratta di una proibita introduzione per motivi politici o legali, cioè se i testi incisi propagano delle idee risorgimentali o se i contenuti delle lastre sono semplicemente di proprietà altrui, dal punto di vista del diritto d'autore.

- Sta di fatto che la merce viene prodotta in Svizzera, probabilmente sotto la direzione di Carlo Pozzi, “mio genero [...] di Castello S.t Pietro”, al quale va dato conferma nel caso di un accordo. Così Pozzi dà seguito a quanto accennato anni prima nei confronti di suo fratello, usufruendo di una ‘sede imprenditoriale’ in Svizzera per introdurre in Italia dei prodotti non del tutto in linea con la situazione legale in Lombardia.

- L’indicazione del valore della merce fa intendere l’importanza che il committente attribuise alla transazione, anche in termini di sicurezza, assieme alla richiesta di una consegna a domicilio (“p. darmele franche in casa”).

- Ricordi prevede quindi la stampa delle musiche in Italia, mentre soltanto l’incisione (possibilmente anche il lavoro editoriale) viene delegato alla succursale estera.

- Per meglio inquadrare il fenomeno del contrabbando sul confine italo-svizzero, va aggiunto che nella sola Chiasso, nei primi decenni del governo austriaco in Lombardia, tra 400 e 500 persone vivevano stabilmente dal contrabbando (su una popolazione che superava i 1200 solo a metà secolo).12 Principali rami di attività erano, oltre alla logistica, il commercio e la lavorazione di tabacco, di stoffe e di altri articoli di consumo. Fra il 1830 e il 1833, gli ispettori della Finanza Austriaca stimavano che tre quarti delle derrate alimentari di origine coloniale consumate in Lombardia si costituivano da beni contrabbandati.13 In un rapporto ufficiale del 1844 alla Hofkammer di Vienna, l’autorità tributaria centrale dell’Impero, fu addirittura riferito che i fabbricanti svizzeri “andavano a Milano quattro o cinque volte all’anno per prendere le ordinazioni di merci di contrabbando.”14 E ancora nel 1845 il Governatore della Lombardia rapportava a Vienna che “lo sfroso mantengasi ancora attivo[,] e da Lugano, Chiasso e Stabbio, facciansi continue spedizioni in dettaglio ed in grosse partite di merci pel nostro stato, specialmente di cotonerie stampate francesi ed inglesi, di velluti di cotone e di altri articoli di lusso, ritiensi tuttavia che l’introduzione clandestina in Lombardia ne sia alquanto diminuita al confronto del passato”.15

Carteggio.1832.1

Lettera di Tito Ricordi (Milano) a Teodolinda Pozzi16 ([Castel San Pietro])
18 marzo 1832

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 142

[su foglio intestato di Casa Ricordi; non indirizzata]

Milano li 18. Marzo 1832.

Pregiatis.ma S.a Teodolinda.

Da mia Sorella ho avute di lei notizie e mi furono care, giacchè io dimentico mai chi mi ha tanto obbligato, quanto lei e suo marito. Non so se Ella abbia ancora memoria di quel Ricordi che gli diede tanti incomodi; desiderando che questa si mantenghi, [questo] aveva pensato di mandarle qualche stampina; che facesse pendan [sic] a quella ch’ebbe la bontà d’acettare [sic] altra volta, e, non già ch’io creda farmi un merito con questo, così avere un’occasione onde mostrarle la mia gratitudine; ma sfortunatamente non trovai ciò che si adatasse [sic] alla suddetta stampa, ed invece credei di presentargliene un’altra “la Maria Stuarda d’Hayez” che mi lusingo non si rifiuterà d’aggradire.

Pertanto le sia questa una tenue prova della memoria che le conservo e pregandola di fare mille saluti per me al di lei marito, mi creda di lei

fed.o um:
servo ed amico
Tito Ricordi

Commento

- In allegato ad una lettera dal tono fortemente lusinghiero a Teodolinda Pozzi Torriani (1809–1882) di Castel San Pietro, Tito Ricordi (1811–1888) invia una stampa de “la Maria Stuarda d’Hayez” (probabilmente si tratta della litografia dal proprio assortimento Maria Stuarda condotta al patibolo, basata sul dipinto di Francesco Hayez del 1827), da aggiungere ad un’altra già offertale in dono (“che facesse pendan a quella ch’ebbe la bontà d’acettare altra volta”). Tutto questo è fatto in segno di ringraziamento verso di lei e del marito Gaetano Pozzi, per un favore non meglio precisato, facendo intuire una passata visita di Tito Ricordi a Castel San Pietro, con alloggio a casa dei due. Il gesto avviene indubbiamente in vista di futuri soggiorni analoghi – presumibilmente visite di lavoro – nella terra dei parenti.

Carteggio.1832.2

Brutta copia di una lettera di Carlo Pozzi ([Castel San Pietro]) a un destinatario non precisato
26 ottobre 1832

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 144

[su foglio bianco; dalla mano di Carlo Pozzi, non firmata]

L’affare delle lastre è l’oggetto principale della presente mia. Esse sono già sullo stato L.o V.o (soltanto però quelle di Basilea), ed a momenti spero che giungeranno al suo [sic] destino[,] colla minore spesa possibile e senza alcun pericolo, e così succedendo, sì, potrà servirsi dello stesso mezzo p. quelle di Persiani, che credo che siano ancora presso il S....

Spiacemi assaissimo e moltissimo spiacque anche alla Giulietta che le occupazioni non abbiano permesso a lei ed al Tito di venirci ad ajutare alla vendemmia fatta la scorsa settimana, la quale fù mediocre, e massime quelle delle viti del giardino da me piantate dopo il ritorno da Firenze le quali mi hanno prodotto più di tre brente di squisito vino, (che è molto p. la posa loro che e p. il piccolo spazio di terreno che occupano) del quale gliene farò pervenire un saggio tosto che mi si presenterà una qualche propizia oc[c]asione, e che sarà bene chiarificato.

26. 8bre 1832.

Commento

- Oltro allo schizzo per la lettera, il foglio contiene anche alcune prove calligrafiche per stendere il nome “Mauro Cordato”. Non si esclude che sia lui il personaggio ignoto al quale la lettera andava inviata.

- Lo sconosciuto destinatario, conoscente della famiglia Ricordi (sia di Tito che di Giulietta), è evidentemente legato al trasporto di lastre, possibilmente in qualità di ricevente o intermediario. Il destinatario della lettera sarebbe quindi uno stretto collaboratore di casa Ricordi, che al momento dell’invio sembra trovarsi in territorio lombardo.

- Per quanto pare, Pozzi sta sperimentando delle vie alternative ai servizi di “S...”, presumibilmente Soldini di Chiasso. Pozzi dunque, a dieci mesi da una prima operazione simile, sarebbe sempre attivo nella produzione di lastre da inviare nel Regno Lombardo Veneto, sempre con l’aiuto di trasportatori contrabbandieri, operando intanto “colla minore spesa possibile e senza alcun pericolo”.

- Il riferimento alle lastre “di Persiani” potrebbe riguardare delle opere musicali di Giuseppe Persiani (1799–1869); il Catalogo Ricordi tuttavia non elenca alcuna edizione di Persiani per l’intero periodo 1831–1834, neanche come opera ‘di fondo estero’ (il nome manca altrettanto tra i prodotti della propria bottega: cfr. Catalogo Pozzi).

- Resta inoltre ignota la provenienza “di Basilea” di quelle lastre, che al momento della stesura della lettera “sono già sullo stato L.o V.o”. Si può presumere che Pozzi (attraverso Ricordi) intrattenesse dei rapporti con un partner nella città renana, dove a causa della vicinanza di addirittura due confini si godette di una situazione di base non dissimile a quella ticinese.

- Pozzi nel 1831 aveva acquistato una serie di terreni a Castel San Pietro, tra cui diversi pezzi “di terra arativa e vignata” (Documenti.vari.1831.4). Considerando che un nuovo vitigno solitamente produce del raccolto solo a partire dal terzo anno, si può dedurre che le “viti del giardino da me piantate dopo il ritorno da Firenze” erano state messe al massimo nel 1829 (il risultato infatti “è molto p. la posa loro”).17 Ciò conferma che il rientro di Pozzi a fine giugno 1828 fosse effettivamente quello definitivo.

- A fronte di questa tempistica resta aperto se le lastre pronte per l’invio a Ricordi nel dicembre del 1831 (Carteggio.1831.2) fossero davvero le prime produzioni di tale genere realizzate da Pozzi dopo il suo ritorno in patria. Nei suoi primi anni in Ticino (almeno dalla fine del 1830 alla metà del 1835), Pozzi ricopriva anche il ruolo di segretario civile al Tribunale di Mendrisio.18

Carteggio.1833.1

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
1 settembre 1833

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 147
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. VI

[su foglio intestato di Casa Ricordi; indirizzata: “Al Sig.r Carlo Pozzi | Castel S. Pietro | Sopra Mendrisio.”]

Milano li 1o 7bre. 833.

Caro Suoc Genero

Mi si dice che a Chiasso siasi erretto [sic] una Stamperia Musicale, io ti prego in tutta Segretezza d’informartene se è vero = chi sia il Proprietario e p. conto di chi siasi erretta, e se hanno stampato già qualche cosa[,] prendi una copia p. sorte di quello stampato e mandamelo subito ti prego caldamente quest’affare[,] dammi tutte quelle notizie che tù credi mi possano interessare[,] a te mi raccomando. Addio addio di volo.

Il Tuo Aff.o Suocero

D. S. Se vi fosse qualche manifesto od avvisi in Gazzetta ti prego di mandarmelo.

Commento

- Secondo questa nota dal tono assai nervoso (nella foga del momento, Ricordi sbaglia persino l’iniziale saluto), la nuova “Stamperia Musicale” a Chiasso, L’Euterpe Ticinese, sarebbe attiva al più tardi da fine agosto 1833. Un relativo annuncio ufficiale sulla Gazzetta Ticinese sarà pubblicato a fine ottobre dello stesso anno (Documenti.vari.1833.1). L’idea di questo annuncio, di presentare Euterpe Ticinese travestita da associazione per musicofili, sembra dovuta al fatto che già da un certo tempo giravano le voci sulla sua esistenza e le sue attività. Per la riproduzione dell’annuncio, vedi Illustrazione 21, per la lettera di Ricordi Illustrazione 32.

Carteggio.1833.2

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano), per mano del segretario Girolamo Cerri, a Vincenzo Bellini (Parigi)
3 dicembre 1833

I-CATm, Lettere a Bellini
vedi anche: Seminara
-Bellini, n. 256, pp. 316–318.

[su foglio intestato di Casa Ricordi; indirizzata: “Al Sig.r Vincenzo Bellini | Celebre compositore di musica. | Parigi”]

Milano li 3. Dicembre 1833.

Sig.r Maestro Vincenzo Bellini

A[mico] C.mo

[...] non voglio protrarre più oltre il riscontro che voi starete aspettando, riserbandomi a farvi conoscere quanto prima tanto il Conto della Sociale proprietà della Sonnambula, come il vostro particolare, sul quale non avete da raccomandarmi quella discrezione che vi ho sempre usata per tutti i riguardi d’amicizia e di stima che vi professo, e dietro il risultato de’ medesimi che ancora non conosco, vi farò entrare ciò che vi sarà dovuto. Mi duole però che non troverete i risultati de’ prodotti della Sonnambula quali forse veli [sic] figurerete, giacché questo Spartito e diramato da’ luoghi dove si diede, od istrumentato sulle riduzioni, trovasi ora dapertutto, nè alcuno più si rivolge alla vera fonte, per paura di dimande troppo sostenute. Nè puossi neppure trovar sostegno nello Stato per impedirne il commercio e l’esecuzione, perchè ora sì la Polizia che la Censura non si vogliono incaricare di difendere la proprietà di spartiti riguardo all’esecuzione ne’ teatri, diffidando le parti a rivolgersi ai tribunali, per cui bisognerebbe avere in piedi cento liti, sul cui esito non si può più contare dopo che ebbi a perdere la causa contro Lucca per l’Anna Bolena. Difatti ora si fa dapertutto e l’Anna Bolena e la Chiara di Rosemberg, e la Norma, e tante altre opere di mia e di altrui proprietà senza poter porre impedimento legale agli usurpatori. Ci vorrebbe un volume per scrivervi tutto ciò che feci, le spese e gli imbarazzi che sostenni per questo oggetto, che vi farò poi conoscere a suo tempo. Non paghi i ladri di vedersi tranquilli in questa parte di furti, hanno pensato anche di deludere la proprietà della stampa, e difatti Lucca in società con Artaria e Bertuzzi posero una stamperia a Chiasso in Svizzera sotto il titolo di Euterpe Ticinese per ristamparvi tutte le proprietà e di là non solo contrabbandarle in Milano ma diramarle dapertutto, e sono già inanzi nelle loro edizioni, cosicchè ad una ad una mi veggo ristamparmi sotto gli occhi opere che mi costano tanto, ele [sic] veggo prostituite a prezzi vilissimi, onde abbattere le mie edizioni. In questo Stato di cose è ben trista la posizione di chi deve esporre de’ nuovi capitali per dei novelli acquisti. [...] E attendendo v’ri caratteri, caramente vi saluto

V.o aff.o Am.o
Gio’ Ricordi

Lo scrivente Cerri saluta il Sr Mo Bellini

Commento

- Qui Ricordi traccia un quadro generale pressoché catastrofico sulla circolazione della Sonnambula (prima rappresentazione: 6 marzo 1831) in edizioni contraffatte, stilizzando se stesso come prima e principale vittima dei “ladri”. Lo scopo è quello di preparare Bellini, con settimane di anticipo, a un risultato di entrate ben inferiori a quanto questi avesse potuto pretendere (cfr. la seguente lettera, di Ricordi a Bellini, del 18 dicembre 1833).

- Ricordi, che aveva assunto La Sonnambula nel suo programma editoriale a partire da maggio-giugno 1831 (dati dal Librone Ricordi), si mostra indignato sulle strumentazioni e riduzioni dell’opera messi in circolazione autonomamente da “gli usurpatori” senza rispettare il proprietario dei rispettivi diritti, cioè Ricordi stesso. Si lamenta di non potersi neanche rivolgere alle autorità statali “per impedirne il commercio e l’esecuzione”, denunciando indirettamente il malfunzionamento del servizio di polizia e di censura che, per la loro parte, si dichiarano incompetenti in materia: testimonianza credibile di un sistema di polizia e giustizia occupato da esigenze di base, del controllo pubblico piuttosto che della certezza del diritto individuale o commerciale. I pirati invece “hanno pensato anche di deludere la proprietà della stampa, e difatti Lucca in società con Artaria e Bertuzzi posero una stamperia a Chiasso in Svizzera sotto il titolo di Euterpe Ticinese per ristamparvi tutte le proprietà e di là non solo contrabbandarle in Milano ma diramarle dapertutto, e sono già inanzi nelle loro edizioni, [...] prostituite a prezzi vilissimi”.

- Questa fiammeggiante illustrazione rende evidente che, a neanche due mesi dalla costituzione ufficiale di Euterpe Ticinese a Chiasso (comunicata sulla stampa il 20 ottobre 1833; Documenti.vari.1833.1), Ricordi si crede perfettamente al corrente dei sottofondi dell’impresa, dei mandanti, dei loro scopi e della politica aziendale. Ricordi ipotizza addirittura che Euterpe Ticinese operasse come distributore diretto. Solo il ruolo di “Artaria e Bertuzzi” nell’affare (cioè di Epimaco Artaria e Luigi Bertuzzi, altri importanti concorrenti di Ricordi a Milano) rimane incerto; possibilmente si tratta di un’informazione ricevuta per sentito dire e inoltrata nella foga del momento. Proprio nel caso di Epimaco Artaria, che, dal 1835, a Novara impiega un modello aziendale simile a Euterpe Ticinese, ogni coinvolgmento nella stamperia di Chiasso andrebbe già di per sé escluso.19

Carteggio.1833.3

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano), per mano del segretario Girolamo Cerri, a Vincenzo Bellini (Parigi)
18 dicembre 1833

I-CATm, Lettere a Bellini
vedi anche: Seminara
-Bellini, n. 257, pp. 318–319.

[su foglio intestato di Casa Ricordi; indirizzata: “Al Sig.r Vincenzo Bellini | Celebre compositore di musica. | Parigi”]

Milano li 18. Dicembre 1833.

Signor M’ro. Vincenzo Bellini

Parigi.

A[mico] C.mo

[...] ora che si è ristabilito il mio ragioniere, mi faccio un dovere di mandarvi i conti che mi avete richiesto. Vedrete da essi qual sia stato il ricavo fino ad oggi delle vendite e noli della Sonnambula, restandovi però ancora scoperto il nolo attuale della Sonnambula per cod.o teatro, che non essendo ancora stabilito, andrà in conto nuovo. [...] Dedotto quindi l’importo del v’ro conto dal v’ro avere per il terzo a voi spettante nella Sonnambula, rileverete che il v’ro credito ammonta a fr. 252,10 S[alvo] E[rrori] ed O[missioni] pei quali potete disporre sopra di me a v’ro piacimento. Io spero che troverete questi conti in piena regola, e se il ricavo non risponde alle speranze, attribuitelo ai tanti ladri musicali, dai quali non è possibile salvarsi, come già vi ho scritto. [...] Scrivetemi subito e credetemi V.o Aff.o Amico

Gio’ Ricordi

Lo scrivente Cerri saluta di cuore il S.r M.o Bellini

Commento

- Nuovamente Ricordi punta il dito contro i “ladri musicali, dai quali non è possibile salvarsi”, tutto nel tentativo di giustificare un ricavato della Sonnambula che di certo “non risponde alle speranze” del compositore. Infatti l’editore presenta dei numeri che devono aver lasciato Bellini a bocca asciutta, come si rileverà dalla risposta di Ricordi alla reazione dello stesso Bellini, del 16 luglio 1835 (vedi sotto, Carteggio.1835.3).

- Secondo questa testimonianza diretta e sicuramente poco obiettiva, l’editoria ‘pirata’ causa un sensibile danno economico dalla parte dei titolari – per esattezza della triade librettista-compositore-editore, a un terzo ciascuno. Tuttavia, la contabilità fa parte dell’azienda, Ricordi si trova quindi nella posizione più forte: tra i titolari è proprio lui quello che ha meno motivi di credere che Bellini possa trovare “questi conti in piena regola”.

Carteggio.1835.1

Lettera di Carlo Pozzi (Castel San Pietro) a Vincenzo Dalberti (Bellinzona)
9 gennaio 1835
20

ASTi, Fondo Archivio M.A. Piazza V/2 [1]

[su foglio bianco; indirizzata: “All’Onorevol.mo S.re | Il V.e Cons.re di Stato V. D’Alberti | Bellinzona”]

Onorevolissimo S.r Cons.re

Quantunque io non abbia l’onore d’essere da Lei conosciuto mi prendo la libertà di chiederle alcune informazioni, persuaso per fama della di Lei bontà e compiacenza. Mio Suocero Giovanni Ricordi di Milano Editore di Musica proprietario di diverse produzioni di tale genere, che acquistò e và acquistando anche con forti dispendj, è stato informato che in Chiasso si è eretta già da qualche tempo una stamperia onde con delusione delle Leggi esistenti nella Monarchia austriaca ristampare tali sue proprietà e poscia introdurle di contrabbando nel R.o L.o V.o.

Che a tale scopo sia stata posta tale stamperia, è confermato da due invenzioni già fatte dalla Finanza del R.o L.o V.o l’ultima delle quali seguì giorni sono al Dazio di Porta Nuova a Milano di 600. e più pezzi di musica tutte ristampe di proprietà del detto mio Suocero. Mi chiede pertanto lo stesso in data 6. cor.e se qui nel nostro Cantone esistano Leggi in proposito alle proprietà di stampa, e se io sappia indicargli altri mezzi onde far cessare questa truffa de[’] suoi avversarj. Sò, se non isbaglio, che l’anno scorso il V.e Cons.re Vincenzo Borsa di Melano fece in Gran Consiglio una mozione relativa alle proprietà della stampa[,] ma non mi sovviene quale esito abbia avuto tale mozione; nè conosco alcuna Legge che riguardi l’oggetto sud.o. Neppure conosco se per eriggere quì uno stabilimento di tale genere sianvi delle Leggi in proposito, come vi sono in alcune parti della Svizzera e specialmente a Basilea ove nessun forastiere [ne] può erigervi, o [delle Leggi] che ordinino delle discipline, e che queste siano state osservate dal proprietario della Stamperia di Chiasso. Mi farà pertanto sommo favore se vorrà compiacersi di un suo riscontro e dirmi quanto è a sua cognizione sù tale oggetto, e darmi delle istruzioni in proposito che Le sarò infinitamente riconoscente. Se valgo anch’io qualche cosa, compartendomi suoi Comandi, troverà in me pieno della più distinta stima, e profondo rispetto[.]

Castello S. P. li 9 gennaro 1835.

Il suo Devot.mo S.re
Carlo Pozzi

Commento

- Con questa lettera, Pozzi si rivolge personalmente e senza conoscerlo a Vincenzo Dalberti (1763–1849), politico conservatore, illustre membro del Consiglio di Stato ticinese e nel 1835 suo presidente. Pozzi si dice di non essere a conoscenza della situazione legale cantonale “per eriggere quì uno stabilimento di tale genere”, cioè di fondare sul territorio una tipografia o calcografia, nonostante lui stesso in qualità di incisore sia attivo nel ramo già da diversi anni. Evidentemente non lo è in maniera ufficiale, operando nella creazione di certi prodotti destinati all’esportazione clandestina, le summenzionate “lastre incise di musica di proibita introduz.ne nel n.ro Stato” (Carteggio.1831.2).

- Già un anno e mezzo prima, nel settembre 1833, Ricordi aveva informato Pozzi “che a Chiasso siasi erretto una Stamperia Musicale” incaricandolo di indagare segretamente (Carteggio.1833.1), e ovviamente con successo: Dalla lettera di Ricordi del 3 dicembre 1833 a Bellini (Carteggio.1833.2) si evince che i retroscena di Euterpe Ticinese sono ormai decifrati a fondo.

- La richiesta di Pozzi a Dalberti sembra però avere un duplice scopo: da un lato Pozzi intende sapere “se qui nel nostro Cantone esistano Leggi in proposito alle proprietà di stampa” (se non “altri mezzi onde far cessare questa truffa”); dall’altro raccoglie le necessarie informazioni per ufficializzare la propria attività sul territorio (chiedendo “se per eriggere quì uno stabilimento di tale genere sianvi delle Leggi in proposito”).

- Lo sguardo a “Basilea ove nessun forastiere [ne] può erigervi”, sembrerebbe dar ulteriore prova di contatti professionali esistenti tra Pozzi (o Ricordi) e la città renana.

- La lettera di Pozzi a Dalberti è l’unica fonte nota a riferire alle recenti “invenzioni già fatte dalla Finanza del R.o L.o V.o [...] al Dazio di Porta Nuova a Milano di 600. e più pezzi di musica tutte ristampe di proprietà del detto mio Suocero”, cioè di un’importante confisca di spartiti di origine pirata in territorio Lombardo fatta, a quanto pare, all’ingresso in città da settentrione (ancora nell’Ottocento, la storica Porta Nuova, dopo il rifacimento in epoca napoleonica, è tra le sei porte principali di Milano quella che si apre lungo la strada per Monza).

- La lettera di Ricordi del 6 gennaio 1835, di cui Pozzi fa cenno, non è pervenuta. Nonostante ciò si riesce a intuire che Ricordi, dopo questo colpo abbia deciso di fermare le attività di Euterpe Ticinese per via legale e con l’aiuto delle autorità svizzere.

Carteggio.1835.2

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
28 [gennaio]
21 1835 [mercoledì]

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 156
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. VII

[su foglio intestato di Casa Ricordi; indirizzata: “Preme | S.r | Carlo Pozzi |Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio | Canton | Ticino”]

Milano li 28. [gennaio] del 835

Caro Carlino

Ti scrivo in fretta due righe per dirti 3 cose[:] la prima che io sarò a Sirtori Domani e vi rimango fino a Sabbato matt.a e che se il Picino vuol venire colà prima[,] potrei intendermi p. farci fare nel pross.o mese di Febbrajo diverse piane che avevo divisato di far fare da’ paesani. 2.o p. dirti che il fermo fatto delli due pacchi [di] Musica fù il g.no 3. del Corr.e Gennajo[,] portati da un certo Gaet.o Rossetti di Senago [località in provincia di Milano] e Gio. Mantica di Limbiate [in provincia di Monza] che subirono la prigione di diversi g.ni. Ora attendo da te il Nome de’ portini come gia ti chiesi ed il Nome del Cavall.e del Cartiere in Brengia. Come si fà ad intendersi col Soldini se lui stesso è il prottettore [sic] del L.... a causa della Moglie del d.o L.... Quello che mi abbisogna anco se si potesse avere un attestato o due de’ quali si dichiarasse che una simile Stamperia è di proprietà del d.o Lucca[;] procura di aver questo attestato, e Domenica quando giungano i figli Tito e Innocente potrai ad essi consegnarlo[.] Procura di farmi avere ogni cosa e se fa bisogno spese o regali[,] fa pure quello che credi p. ottenere l’intento[,] che io ti rimborserò di tutto, ti prego dunque fa pulito[.]

Salutami tanto e poi tanto la Giulietta [...]

Tuo Aff.mo
Suocero

Commento

- Nel carteggio conservato in ASTi (Fondo Torriani), Ricordi fa più volte riferimento a Sirtori, località in Brianza, tra Monza e Lecco, dove solitamente si reca per villeggiatura (vedi ad es. Carteggio.1836.1). Carlo Pozzi evidentemente è familiare con il posto e con l’immobile, ed appare come un gesto di particolare confidenzialità che Ricordi condivida con il genero il suo intento di costruirvi “diverse piane che avevo divisato di far fare da’ paesani”.

- L’argomento principale della lettera sembra nuovamente la recente intercettazione e confisca a Milano di materiali prodotti da Euterpe Ticinese (i detti “600. e più pezzi di musica tutte ristampe”; vedi la lettera precedente). Il fermo dei contrabbandieri (persone sconosciute a Ricordi, ma presumibilmente note a Pozzi) sembra di aver rivelato che gli stessi operino al servizio di Soldini, il noto trasportatore di Chiasso. Pozzi viene incaricato di fornire “il Nome de’ portini”, si suppone le persone che solitamente ritirano la merce destinata a Ricordi. Sta di fatto che Soldini, con cui Pozzi-Ricordi collaboravano in termini di contrabbando sin dal 1831, agli occhi di Ricordi passa dalla parte nemica, in quanto “prottettore del L.... ”, cioè di Francesco Lucca, la mente dietro Euterpe Ticinese. Ricordi sembra convinto che Soldini stia favorendo Lucca “a causa della Moglie”. Quest’ultima, Giovannina Strazza (che Lucca aveva sposato nel 1832), è infatti una figura di grande importanza all’interno dell’azienda, sia per il suo spirito imprenditoriale e per la sua personalità, coraggiosa e intraprendente, sia per i suoi contatti nel mondo musicale e le sue capacità nel networking.

- Per poter procedere legalmente contro Lucca, Ricordi sa di dover dimostrare che il mandante di Euterpe Ticinese sia proprio Lucca. Allo stesso tempo sorprende che Ricordi crede davvero di poter ricevere “un attestato o due de’ quali si dichiarasse che una simile Stamperia è di proprietà del d.o Lucca”. In considerazione dell’urgenza non ha scrupoli di proporre “spese o regali” per ottenere le relative informazioni.

- Nello stesso anno 1835 succede (possibilmente per conseguenza all’iniziativa di Ricordi-Pozzi) che in una lettera alla municipalità di Chiasso, Giovanni Capella dichiara “d’essere il proprietario ed Editore della calcografia di musica l’Euterpe Ticinese esistente nel Comune di Chiasso Canton Ticino”.22 Capella è colui che aveva anche firmato l’avviso pubblicitario di Euterpe Ticinese del 1833 (Documenti.vari.1833.1). Trasferendo questa responsabilità, la carica di “proprietario ed Editore della calcografia” su un prestanome, Lucca evade di essere chiamato in causa.

- Resta incerta l’identità del “Picino”, termine che potrebbe riferirsi ad un giovane collaboratore della bottega ticinese. Sembrano invece esclusi Tito Ricordi, il figlio maggiore (sebbene più giovane di Giulia, classe 1807), che a gennaio 1835 è ventitreenne (nato il 29 ottobre 1811), e il fratello minore Innocente (30 luglio 1813, quindi ventunenne): entrambi verranno a Castel San Pietro, a quattro giorni dall’invio della lettera, evidentemente non solo per divertirsi, ma anche per affari legati all’impresa.23

- Il fatto che Ricordi fa cercare un “Cartiere in Brengia” (i. e. in valle della Breggia TI; forma dialettale), sembra rivelare l’intenzione di far anche stampare a Castel San Pietro, dove finora si producevano soltanto delle lastre incise. Nel 1837 il rispettivo piano sarà messo in atto.

Carteggio.1835.3

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Vincenzo Bellini (Parigi)
16 luglio 1835

Ubicazione attuale sconosciuta
da: Seminara
-Bellini, n. 477, pp. 548–551.


Milano, li 16 luglio 1835

Sig. Cav. Maestro Vincenzo Bellini

Parigi

[...]

Prima però di scendere alle vive obiezioni da voi opposte con tanta alacrità al mio conto della Sonnambula, permettetemi che vi chiegga se, mentre il cuore ve le dettava, non vi fu mai dentro di voi un voce che vi ricordasse quale forte somma io pagai per quello spartito? Che vi facesse presente che per poterlo collocare a Parigi ed a Londra mi fu forza di comprar anche con grande dispendio l’Anna Bolena (fonte per me di tanti dispiaceri) [...]? Queste voci avrebbero alquanto rattemperato il calore e l’impeto delle dette vostre obbiezioni.

[...] A tali prezzi, ed a più bassi ancora non solo la Norma, ma anche la Sonnambula e la Beatrice si vendono, e credo che in breve sarà così anche dei Puritani, e su questo vado a dirvi qualche cosa d’interessante in risposta alla vostra del 16 giugno. Vi ho già scritto il dì 11 giugno che una delle primarie imprese mi aveva offerto il vostro spartito [...], per la metà del prezzo da voi richiestomi. [...]

Quello che poi più a me importa, si è questo spartito è nelle mani di Lucca e d’Artaria; che il primo ha una Calcografia a Chiasso come già sapete, ed il secondo a Novara dove ne eresse una recentemente. Che questi due, vincolati da nulla, potranno ora stampare i pezzi già pubblicati, ma ridotti intieri e non mutilati come i miei, che mi costano tanto, e che perciò non possono vendersi molto; e quello che è peggio stamperanno tutta l’opera completa, e la dirameranno per tutto, mentr’io me ne starò coi miei nove pezzi storpiati ad aspettare che intanto si diano per tutto le loro edizioni, prima che mi giunga il permesso e i mezzi di stamparla completa io pure! Voi vedete però che ciò non è giusto, e che se non pensare ad impedirmi un tanto danno col mandarmi subito la riduzione completa ed affrettarne l’epoca della pubblicazione, io sarò in diritto di pretendere un’indenizzazione. [...]

Nella lusinga perciò che nella vostra risposta mi darete una prova d’amicizia e di giustizia, termino col salutarvi con tutta la cordialità e dirmi

vostro affo amico
Gio’ Ricordi.

Commento

- Ricordi si riferise ad una lunga lettera di Bellini del 3 giugno 1835, nella quale quest’ultimo, con tono fortemente acceso aveva manifestato la sua protesta nei confronti di un conteggio fatto da Ricordi delle entrate spettanti a Bellini per il periodo 1831–1835. La risposta illustra le enormi capacità di Ricordi di abbindolare i suoi ‘locomotori’ con pratiche manipolative, barcamenandosi tra i diritti e le pretese del compositore da una parte e gli interessi e i profitti dell’azienda dall’altra. Nella sua argomentazione, Ricordi tende a ricorrere alla “Calcografia a Chiasso” come punto dolente (strumentalizzata ovviamente a proprio favore), assieme alla ‘Società calcografica musicale’ di Novara. Quest’ultima, operante nel Regno di Sardegna, rappresenta l’altra già menzionta stamperia di confine, fondata da Epimaco Artaria, che dal 1835 adopera analoghi principi di Euterpe Ticinese. Soltanto la Convenzione austro-sarda del 1840 (Documenti.vari.1840.1) costringerà il titolare a riorientarsi.

Carteggio.1836.1

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
20 aprile 1836

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 162

[su foglio bianco; indirizzata: “S.r | Carlo Pozzi | Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio.”]

Caro Carlino

Mil.o 20 Ap.le 1836.

La pillola all’Ambrogio è stata assai amara[,] ma l’inghiotti e così sarà in sua memoria perenne ricordanza di Ponte Chiasso, e di quel C.... di Ricettore. Ora così presto (e me ne duole) non potrò passarvi p. che tengo molte cose a sbrigare ma mi sta sul Cuore di dargli un fulmine nel naso p. che non possa più nasar tabacco ne buono nè cattivo. Ti spedisco dunque le Aus.e L. 100.58. è tù avrai la bontà di pagarle; anzi p. non darti questo disturbo e spesa del porto de’ denari che tanto duole, potresti far consegnare l’occlusa al med.o che così le pagherò io a Milano e sarà tolto ogni altro disturbo.

[...]

Cariss.a Giulia

Non vorrei sentirmi colpe che scrivendo a Carlo non scrivessi a te, eccomi dunque a dirti che hò trovato un bravo fattore che lo istallerò oggi o domani a Sirtori [...]. Eccoti L’invitto [sic] p. la Grande Accademia, veramente non sarebbe duopo di ciò ma un eccitam.o forse ti farà risolvere. Addio mia Cara [...]

L’aff.mo Tuo
Padre

[...]

Commento

- Con questa nota Ricordi sembra accennare all’infelice esito di un’operazione di consegna merci nei pressi del valico di Ponte Chiasso, quindi in territorio lombardo. Il riferimento “all’Ambrogio” lascia intendere che nel presente caso il trasporto non fosse stato delegato ad una ditta professionalizzata nel contrabbando, ma affidato a dei conoscenti, possibilmente collaboratori della propria azienda. Il ruolo del “Ricettore” fa inoltre capire che l’operazione si svolgesse a più tappe. La questione del pagamento di 100,58 Lire austriache sembrerebbe comprendere il saldo pattuito per il previsto trasporto dal Ticino a Milano, che Pozzi dovrà comunque inoltrare agli esecutori, nonostante la transazione sia andata male.

- La figlia riceve, in allegato, l’annuncio di un evento culturale di rilievo a Milano, certamente come conforto alla sua vita in campagna, priva di simili intrattenimenti metropolitani. Come si vedrà più avanti, Giulietta ne sente infatti la mancanza.

Carteggio.1836.2

Promemoria di Vincenzo Dalberti per una lettera presumbilmente diretta a Giacomo Luvini-Perseghini
4 giugno 1836

ASTi, Fondo Archivio M.A. Piazza V/2 [2]

[su cartastraccia]

P. M.

In principio o in fine d’ogni opera di Musica, sia individuale, sia collettiva di varie opere indicate sul frontispizio, si dovrà incidere la seguente o simile iscrizione:

Il sottoscritto cessionario dell’autore (o proprietario), pone la presente Opera sotto la protezione della legge 20. maggio 1835 p. la sulla proprietà letteraria, avendone consegnati al Cons. di Stato gli esemplari voluti dall’art.o 9. della stessa legge.

Data del luogo, giorno, mese ed anno.

N. N.

N. B. La data del luogo (nel Cantone) è necessaria, perchè p. godere il beneficio della legge dev’ essere stampata nel Cantone. –

Si mandano gli esemplari alla Cancelleria del Cons. di Stato, con due righe di petizione su carta bollata, pregandola affinchè li si rimettano al Governo, il quale è pregato di farne registro e di proteggere l’oratore nel godimento del diritto accordatogli dalla legge 20. maggio 1835. –

N. B.

Il Governo fa avvisare subito che il petente della ricevuta del suo deposito, e allora si può mettere l’opera in vendita. –

(4. giugno 1836)

Commento

- Dalberti, quale firmatario della legge del 1835 (Documenti.vari.1835.1), si sente in dovere di concretizzare l’applicazione della normativa, evidentemente suscitato dagli stampatori ticinesi, e da Pozzi in primis.

- La comunicazione senza indicazione di destinatario, è con ogni probabilità diretta proprio a Pozzi, rappresentato dal suo legale Luvini-Perseghini (vedi le lettere successive). Lo dimostra il fatto che soltanto Pozzi (e dopo di lui Bustelli-Rossi) a partire dal 1836 segna ogni spartito da depositare al Consiglio di Stato nella maniera qui descritta, facendo “In principio o in fine d’ogni opera di Musica [...] incidere la seguente o simile iscrizione”. La prima ‘lastra di deposito’ corrispondente che Pozzi fa stampare nelle opere di sua proprietà, porta la datazione “li 27 Giugno 1836” (cfr. 5. Depositi - Pozzi).

Carteggio.1836.3

Lettera di Giacomo Luvini-Perseghini [Lugano] a Vincenzo Dalberti [Bellinzona]
senza data [5 giugno 1836]

ASTi, Fondo Archivio M.A. Piazza V/2 [3]

[su foglio bianco; indirizzata: “Sig.r | Cons.e di Stato D’Alberti”]

Sig.r Cons.e di Stato Pregiat.mo

Nella memoria che ella ha avuto la bontà di stendermi perchè serva di norma all’Editore di Musica Sig.r Ricordi trovo che é detto esser necessaria la data del luogo nel Cantone perchè per godere il beneficio della Legge dev’ esser stampata nel Cantone – [vacat] e fra questo guasterebbe ttutto [sic] il piano del S.r Ricordi[,] mentre egli stampa le sue opere in Milano, ma un Ticinese ne divien proprietario prima che vengano pubblicate, le fa di sua ragione, le porta nel Cantone ed intende metterle sotto la salvaguardia della Legge perché non siano ristampate a suo danno.

Perciò come ebbi l’onore di dirle a voce io desideravo che si proponesse un’aggiunta alla Legge la quale dicesse “Che un Ticinese il quale rilevasse un’Opera che fosse sotto Torchio all’estero, e la portasse nel Ticino come sua proprietà, e qui la pubblicasse, quest’opera comunque stampata all’estero poteva godere del beneficio della Legge sulla proprietà letteraria purchè se ne osservassero le discipline.”

Prego dunque la di lei bontà a volermi significare se il Ricordi può riguardarsi stampando un’Opera a Milano di mettervi la data pretu[ra] di Mendrisio o Lugano quantunque non vi sia in detti luoghi stamperia di musica, o se per evitare ogni inconveniente non sia meglio invocare la sud.a aggiunta alla Legge nel qual caso sarebbe meglio che V. S. la proponesse in Consiglio di Stato.

Mi necessiterebbero due righe di riscontro per rendere stamattina al Ricordi. Sarei venuto io a consultarla a voce se non aspettassi il medico essendo con pè ammalato.

La prego dunque ad aver la bontà di riscontrarmi col tempo dal latere del presente sog.o detto

Scusi le continue importunità mi creda

Suo Dev.o Ser.re
Luvini.

[nota dalla mano di Dalberti:]

(6. Juny 36. receiv’d and answ’)

Commento

- Lo scrivente, Giacomo Luvini-Perseghini (1795–1862), oltre ad essere Colonello federale nonché avvocato e notaio a Lugano, dal 1830 ricopre anche la carica di sindaco di Lugano ed è al contempo membro del Gran Consiglio ticinese. La scelta di Ricordi del suo rappresentante legale in Ticino cade dunque su un giurista di spicco e allo stesso tempo su un uomo politico di altissimo rango (su Luvini-Perseghini vedi anche Documenti.vari.1842.1).

Confrontato con la nuova legge ticinese del 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria, Ricordi si trova di fronte ad una normativa che chiaramente favorisce le operazioni di Euterpe Ticinese. Affinché l’editore di Milano ne possa comunque trarre un qualche vantaggio, Luvini si impegna a favore di una aggiunta al decreto per creare la possibilità di sottoporre alla protezione della legge anche opere stampate all’estero, dichiarando in tal caso come luogo di stampa una sede legale fittizia a “Mendrisio o Lugano quantunque non vi sia in detti luoghi stamperia di musica”.

L’aggiunta alla Legge non sarà messa in atto ufficialmente per evitare l’impressione, troppo ovvia, di un regolamento ad personam. Tuttavia, Pozzi potrà partire con i depositi, in qualità di concessionario di Ricordi, indicando nelle relative petizioni il suo intento di stampare le opere depositate nella propria calcografia (cfr. i relativi annunci in 7. Petizioni - Pozzi). Nell’interpretazione della legge gli ufficiali cantonali mostreranno anche sufficiente tolleranza nei confronti di Pozzi (e di Euterpe Ticinese): l’aggiunta ipotizzata da Luvini-Perseghini sarà dunque, nei fatti, tacitamente addottata.

Carteggio.1836.4

Abbozzo di una lettera di Giacomo Luvini [Lugano] diretta verosimilmente a Vincenzo Dalberti [Bellinzona]
senza data [metà giugno 1836]

ASTi, Fondo Archivio M.A. Piazza V/2 [4]

[su foglio bianco; non indirizzata]

La prego dirmi se la domanda da farsi al Governo perchè ritenga sotto la salvaguardia della Legge sulla proprietà letteraria le opere in musica &c. bisognerà farle esclusivamente per ogni opera ovvero complessivamente per molte ovvero per tutte complessivamente quelle che potranno in seguito essere cedute ad un Ticinese.

Nel primo caso la faccenda diventerebbe assai implicata massime pel ritardo in cui si dovrebbero tener le opere finchè il Consiglio non abbia risposto giacché ci vorrà il suo tempo per questi.

Se l’indicazione d’ogni opera è necessaria come ritengo parmi che il secondo scopo cioè quello di riunire in un ricorso molte opere sarebbe il preferibile.

Mi necessita un riscontro massime sulla circostanza del tempo necessario ad avere una risposta dal Consiglio d’istruzione indispensabile per poter fissare preventivamente le epoche [sic] della opera stessa[.]

Per esempio: Ora ne avrei quattro, fra pochi giorni ne avrò una decina, in seguito verrano le opere teatrali, e per questo credo che basterà riclamare la proprietà esclusiva dei pezzi dell’opera senza che bisogni dettagliarli ad una ad una.

Commento

- Nello schizzo Luvini si interessa della possibilità di lanciare anche dei depositi collettivi, ovviamente in vista delle quantità di opere musicali che Ricordi intende porre sotto la salvaguardia della legge. Come si vedrà, anche la prassi alla quale qui fa cenno, in breve tempo diventerà un consueto modus faciendi, prima per Pozzi (cfr. Carteggio.1836.5) e più avanti anche per Euterpe Ticinese. Nel 1838 la direzione della stamperia di Chiasso passerà da Giovanni Capella, che operava piuttosto in segreto, a Gioachimo Spinelli, che da allora in poi seguirà una linea più aperta con le autorità, adottando nei depositi largamente il modello collaudato di Pozzi.

Carteggio.1836.5

Lettera di [N. N.] Pozzi (Bellinzona) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
16 giugno 1836

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 163

[su doppio foglio bianco; indirizzata: “Al Sig.r Carlo Pozzi | Secret.o presso il Tribunale Distrett.le | di Mendrisio | Castello. S. P.ro”]

Bellinzona li 16. Giugno 1836

Preg.mo Cugino!

Come mi ordinaste colla fav.ta v.ra di jeri parlai al S.r Cons.e di Stato Dalberti, p. rapporto alla v.ra petizione riguardante a composizioni di musica da mettersi sotto la protezione della notavi Legge, e questo mi disse di ritornarvi la quì unita v.ra supplica, affichè mettiate appiedi della medesima “S’uniscono le tre copie delle composizioni delle opere musicali”. Poichè senza le succennate tre composizioni [recte: copie] il Governo non può deliberare in proposito. Adunque soggiungete alla v.ra petizione le parole come sopra, cioè “S’uniscono &c.” e poi ritornate la ripetuta petizione colle tre opere, dirigendo il piego al Cons.o di Stato p. evitare il porto del medesimo, che il Governo vi accorderà tosto quanto bramate.

Vi ritorno pure le acchiusemi due lettere, e v’offro in pari tempo la debole mia servitù in ogni v.ra occorrenza [...]

Il v.ro sincero cugino
Pozzi

[sullo stesso doppio foglio abbozzo di risposta dalla mano di Carlo Pozzi:]

Mio suocero m’avvisa con sua 22. cor.e che col corriere d’oggi và a spedire al mio indirizzo li esemplari delle note opere p. innoltrarsi al Cons.o di Stato. Se non ricevo oggi stesso da V. S. lettera che me ne dispensi, dopo domani al più tardi mi reco costì a Lugano e p. sottoscrivere la petizione e p. gli ulteriori concerti che possano occorrere.

Di fretta ma colla più distinta stima passo a rassegnarmele etc.

Commento

- La lettera documenta ulteriormente gli sforzi intrapresi da Pozzi per la causa del suocero, parallelamente al suo legale Luvini, coinvolgendo in questo caso anche un vicino parente, impiegato del Governo ticinese. La transazione di cui si parla sembra non aver precedenti: il primo deposito di Pozzi è infatti documentato per il 27 giugno 1836 (data sulla lastra di deposito), cioè a pochi giorni dal citato invio di Ricordi degli “esemplari delle note opere p. innoltrarsi al Cons.o di Stato”. Avrà carattere di modello per la prassi che nei mesi successivi si va affermando.

- Va inoltre notato che Pozzi, a giugno 1836, opera non soltanto come lobbyista e concessionario di Ricordi, ma allo stesso tempo figura come Segretario presso il Tribunale Distrettuale di Mendrisio, come lo rivela tra l’altro l’indirizzo del destinatario della lettera. Già nei primi del 1831, Pozzi aveva ricoperto la carica di segretario civile a Mendrisio.24

Carteggio.1836.6

Lettera di Giacomo Luvini (Lugano) a Vincenzo Dalberti (Olivone)
26 giugno 1836

ASTi, Fondo Archivio M.A. Piazza V/2 [5]

[su foglio bianco; non indirizzata; sulla prima pagina, nota dalla mano di Dalberti: “Ricev. in Olivone e risp. li 3. luglio”]

Sig.r Consigliere Stimat.mo

Lugano 26 Giugno 1836.

Il Sig.r Carlo Pozzi di Castel St Pietro spedisce al Consiglio di Stato una sua petizione tendente ad assicurarsi la vendita esclusiva di alcune opere di musica di cui è divenuto cessionario pel Cantone Ticino. Egli manda nello stesso tempo gli esemplari voluti dall’art. 9. della Legge 20 Maggio 1835 sotto la cui salvaguardia pone questa sua proprietà.

È l’affare di cui io le ho parlato diverse volte a voce e che ho fatto regolare a seconda degli ottimi di lei suggerimenti: Aprendo ciascun pezzo [i. e. fascicolo di musica] vi troverà stampata l’iscrizione di cui ella ha avuto la bontà di fornire la modula.

Ora le raccomando il buon esito della cosa premendomi assai che il favorevole rescritto Governativo sia subito spedito al S.r Pozzi perchè le sud. opere vorrebbonsi pubblicare e mettere in vendita col 1o Luglio p.o venturo.

Scusi i continuati disturbi, ed aggradisca le proteste della mia distinta stima e considerazione[.]

Luvini

Commento

- La presente lettera è prova del relativo successo delle iniziative di Pozzi e Ricordi nei confronti di Euterpe Ticinese: da ora in poi Ricordi disporrà di uno strumento per prevenire che la calcografia di Chiasso possa effettuare le ristampe di opere di sua proprietà. Basta che lui (per tramite di Pozzi) ne facesse depositare ufficialmente le copie volute dalla legge. La prima lastra di deposito di Pozzi pervenuta, che porta la data stampata “li 27 Giugno 1836”, venne evidentemente realizzata in contemporaneità con la nota di Luvini a Dalberti del 26 giugno 1836, nella quale felicemente si annuncia “il buon esito della cosa”.25 Nel 1837 i depositi di Pozzi vengono annunciati sulla stampa (cfr. Pozzi.avvisi.1837.1–4). Le petizioni manoscritte di Pozzi al Consiglio di Stato si conservano soltanto per il periodo dal 1839 in poi, fino al 1855 (7. Petizioni - Pozzi).

Carteggio.1836.7

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Giulietta Pozzi Ricordi (Castel San Pietro)
1 luglio 1836

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 166

[su foglio bianco; indirizzata: “S.ra | Giulietta Pozzi Ricordi | Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio”]

Cara Giulia

Mil.o P.o Lug.o 836.

Mi duole assai assai che tù sii un po’ disturbata p. che io hò spedito il Conto a Carlo ma questo hà torto di essere arrabbiato giacchè io gli hò spedito il conto non p. altro fine p. che vedesse li suoi affari[,] ma non gli dissi di non volerli dar denaro, con questo egli si saprà regolare p. l’avvenire ed io domenica vi manderò Due Cento Lire Aust.e che sono di Mil.o L. 230. quali 30 Lire le darai a tua madre e le 200. saranno a Conto p. Carlo Interr.i avvenire. Tu mi parli di accrescere gl’interessi[,] ma non sai che in giornata a Milano si trovano denari al 3½ p.% fin che se ne vuole ed io non ti hò mai promesso di accrescere tali interessi giacchè se ciò fosse sai quanto sia geloso tuo Padre della sua parola ed a costo di qual.e sagrificio[,] non me lo sarei fatto dire una sol volta.

Per ciò che riguarda poi le partite a Credito di Carlo[,] se di queste ve ne sono dimenticate[,] non sarà mia la colpa, ma basta che Carlo me le faccia conoscere che io sono pronto di farcene dar Cred.o come anche delle spese di viaggi p. Lugano & sono pronto [per] bonificarli tutto, essendo ciò troppo giusto.

Ti mando oggi stesso le Aus.e L. 200. come sopra. Tanti e tanti saluti a Carlo che bandisca il suo cattivo umore e Credetemi tutti e due di Cuore e con tutta L’affezione

Il V.o aff.o Padre

[...]

[sul retro nota diretta a Carlo Pozzi:]

Caro Carlo

Mi dirai nella prima tua se hai ricevuto il pacco Musica come dalla ultima mia Lett.a

Commento

- Lo scritto del padre alla figlia e al cognato dà un’impressione della destrezza di Giovanni Ricordi di condurre gli affari di famiglia in unità con gli affari della ditta, usufruendo dell’unione tra Giulietta e Carlo Pozzi da una parte e dei legami affettivi con la figlia dall’altra per effettuare potere a fini commerciali.

- La lettera (assieme a quella successiva del 3 luglio) è l’unica testimonianza di una presenza della moglie-convivente di Giovanni Ricordi, Giovanna (anche Giovannina) Vezzoli (?–?), a Castel San Pietro. Il matrimonio della madre di Giulietta con Giovanni Ricordi, in quegli anni sembra vivere un periodo infelice (cfr. la lettera di Ricordi ai coniugi Pozzi del 3 gennaio 1838: “Non ti parlo di tua Madre p. che a dirgli poco è dirgli pazza”; Carteggio.1838.1).26 Giovanna Vezzoli sembra far parte della cerchia familiare ancora nel 1842 (“La Mamma ti saluta”; Carteggio.1842.2).

Carteggio.1836.8

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
3 luglio 1836

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 167

[su foglio bianco; indirizzata: “Preme | S.r | Carlo Pozzi |Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio”]

Mil.o 3 Lug.o 836.

Caro Carlino

Spero che avrai a quest’ora ricev.o le L. 230 [aggiunto: “L. 30 p. mad.e”] e Siccome con Canti non voglio guai, sarei di parere che tù gli domandasti il Conto di ciò che ha fatto p. te, ordinandogli in pari tempo che mi consegni il tutto p. Conto tuo che io pagherò ogni cosa.

Dovresti scrivergli così.

Hò ricevuto i sette pezzi che p. mio Conto avete inciso e stampato in N.o 24. copie p. sorte[,] non so cosa avete fatto d’altro fin’ora, e siccome bramo di liquidare intanto questa partita ed avendo mio suocero da pagarmi de’ denari ordinerei al med.o di saldare il v.ro Conto al quale potrete consegnare il tutto. subito che l’avrò trovato a dovere. Ditemi se il med.o vi pagò p. mio Conto fino dal 8bre 1835. L. 187. giacchè esso stesso me ne diede debito, riscontratemi subito in proposito giacchè devo partir presto p. l’interno della Svizzera del cui viaggio spero potremo combinare migliori e maggiori affari quando che la v.ra maniera di lavorare p. me non sia cosi lenta come lo fù fin’ora, la celerità e l’anima degli affari ed in questo veram.e mi avete troppo trascurato, avrei bisogno di altre 24 Copie de’ sud.i sette pezzi ma temo che la v.ra lentezza mi pregiudichi se me li potete spedir subito allora fatelo. &c.

Ti prego di scrivere questa Lett.a al Canti a posta Corr.e[.] abbi pazienza, salutami la Cara Giulia e tù credimi di Cuore

L’aff.o Tuo
Suocero

Commento

- Come rivela questa comunicazione urgente, Pozzi (indubbiamente su ordine di Ricordi) aveva delegato la produzione di sette pezzi musicali, cioè incisione e stampa, a uno stampatore concorrente di Ricordi, Giovanni Canti di Milano, stampe che ovviamente portarono il marchio di Pozzi. Non può quindi trattarsi di un semplice ordine di prodotti dal catalogo di Canti, in quanto tali pezzi “p. mio Conto avete inciso e stampato” (come Ricordi detta al genero di scrivere). La collaborazione professionale è inoltre attiva almeno “fino dal 8bre 1835”.27

- Ricordi è mente e coordinatore dell’intera operazione (degno di nota è il tratto cancellato destinato a Canti “al quale potrete consegnare il tutto.”), di conseguenza è lui che fa inventare a Pozzi dei pretesti per effettuare pressione su Canti, imponendo un tono inclemente e poco amichevole. Di nuovo, Ricordi non mostra alcuno scrupolo nel manipolare i suoi familiari per gli scopi dell’azienda.

- A Pozzi, almeno come motivo fittizio impostogli, viene fatto affermare di intraprendere dei viaggi professionali “p. l’interno della Svizzera”. Questa informazione potrebbe essere letta come conferma di una sua reale rappresentanza Ricordi per il paese intero. A mancanza però di ulteriori prove di presenze di Pozzi oltre Gottardo o dei riferimenti concreti a reali rapporti d’affari con la Svizzera interna, la notizia andrebbe vista più che altro come un inganno nei confronti di Canti, volto a fingere un profilo aziendale grandioso, sebbene non veritiero.

- Il potenziale particolarmente dirompente dell’affare sta nel fatto che, in realtà, fu Ricordi stesso a far produrre delle false edizioni ‘estere’ in Lombardia (e addirittura da uno dei suoi stessi competitori), ovviamente con l’intento di inserirle nel proprio programma come prodotti di importazione. La pericolosissima impresa viene probabilmente mollata per il numero di persone estranee coinvolte. Di seguito, Ricordi concentrerà l’attenzione su una produzione estera ‘autentica’ gestita da familiari.

- Va inoltre notato l’ordine di un numero ‘standard’ di 24 esemplari per sorte. Una dimensione tra 20 e 30 esemplari per volta ricorre ripetutamente nel carteggio e sembra rappresentare un valore fisso e costante nella produzione.

Carteggio.1836.9

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
17 luglio 1836

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 169
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. VIII

[su foglio bianco; indirizzata: “S.r | Carlo Pozzi |Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio”]

Caro Carlino

Mil.o 17 Lug.o 836.

Colla posta d’oggi ti mando Lire Cento Aus.e pari a Milan.i L. 115. che non avrei potuto spedirti se avessi considerato i tempi ed i miei impegni, ma p. far cosa grata a te ed alle premure che mi fece la mia Cara Giulietta[,] hò aderito alle sue preghiere, ma p. altro non posso persuadermi che nel tempo delle Gallette abbi bisogno di tanto denaro, cosa ne fai? È vero che la Giulietta ha speso denaro[,] ma è poi vero che in tanti Anni che è tua moglie non ha speso mai nulla ed è altresì vero che la poveretta si accontenta di tutto dunque non devi essere in Collera con Lei p. queste cose ma anzi volerle bene e trattarla meglio, dunque non si pensi più al passato. [...] tu sei ragionevole e vedrai che la mia Cara figlia non ha poi tutto il torto. Ma parliamo d’altro. Se il Canti non ti ha sped.to il Conto scrivaci [sic] con premura che te lo mandi subito, quest’affare mi preme assai p. le mie ragioni col med.o

Ti prego di star attento se in Chiasso si stampa qualche cosa delle Opere che ti hò spedito[;] anche questo è un affare assai importante. Intanto salutami tanto la Giulietta [...] Addio di tutto Cuore

Il Tuo Aff.o
Suocero

[...]

Commento

- Il discorso di Ricordi al genero riguardante la figlia (“che la poveretta si accontenta di tutto”) sembra far riferimento a delle lamentele da parte della stessa, e va a pari passo con la crescente disaffezione che nella corrispondenza tra i coniugi degli anni successivi si fa sempre più tangibile.

- Per quanto riguarda le “Opere che ti hò spedito” (probabilmente una serie di brani previsti per il deposito al Consiglio di Stato), Ricordi sembra spinto dal sospetto che queste musiche “in Chiasso” siano già oggetto di ristampa. L’affermazione fa ipotizzare delle analoghe esperienze, in cui il deposito di Pozzi non fosse arrivato in tempo per prevenire quello delle relative ristampe realizzate da Euterpe Ticinese. In realtà però non vi è alcun caso documentato in cui Euterpe Ticinese fosse prevenuta a un deposito di Pozzi-Ricordi con la propria ristampa ‘pirata’ della stessa opera.28

- Intanto va tenuto conto che dopo il 27 giugno 1836 non sono documentati dei depositi di Pozzi fino al 7 settembre 1836. L’esito del presunto fatto quindi rimane nel buio.

Carteggio.1836.10

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi [Castel San Pietro]
20 luglio 1836

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 170
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. VIII

[su foglio bianco; non indirizzata]

Caro Carlino

Mil.o 20 Lug.o 836.

Dirai alla mia Cara Giulia che desidero suoi Caratteri di tanto in tanto[,] mi farà piacere[,] salutala p. parte di tutti

[...]

Oggi ti spedisco i sette pezzi p. Flauto p. l’importo lordo di fr. 8.75. p. posta come mi ordinasti. troverai nel pacco due chajer di Puritani e Marino Falliero facili che sono p. la Giulia p. che si diverta un poco nelle ore calde od anche in quelle fresche come più le piace lasciando in suo arbitrio di regolarsi come crede va bene. Ti prego di far premura in ogni ordinario al Canti che ti manda questo Conto che non vorrei attender altro da quel C.....

Sta attento a Chiasso[.] Amami e credimi di tutto Cuore

L’aff.o tuo
Suocero
Ricordi

Commento

- È degno di nota che la spedizione avviene “p. posta come mi ordinasti”: in questo caso dovrebbe trattarsi di materiali pienamente rispettosi della legalità, per i quali non bisogna correre alcun rischio. La spedizione ordinaria e ufficiale contribuisce a mantenere l’immagine impeccabile, in particolare nei confronti delle autorità, sia austriache che svizzere.

- Per quanto riguarda Canti, l’ormai apertissima rabbia di Ricordi nei suoi confronti fa ipotizzare la chiusura della finora battuta pista di collaborazione ‘a triangolo’.

- La nota sui “due chajer di Puritani e Marino Falliero facili” destinate alla figlia, sembra riferirsi ai numeri di catalogo 8726–8730 e 8747–8750 (Bellini, I puritani, Opera per pianoforte nello stile facile), e 8740–8746 (Donizetti, Marino Faliero, Opera per pianoforte nello stile facile), brani in parte prodotti proprio a luglio 1836 e quindi freschi di stampa. Al contempo si deduce l’esistenza di un pianoforte in casa Pozzi Ricordi.

- Il rinnovato ammonimento di Ricordi nei confronti del genero riguardante il benessere di Giulietta (“lasciando in suo arbitrio di regolarsi come crede va bene”) fa nuovamente cenno ai dissensi tra i coniugi, tanto più che il padre non ha recenti notizie di prima mano della figlia (“che desidero suoi Caratteri di tanto in tanto”).

Carteggio.1837.1

Lettera di Tito Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
28 aprile 1837

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 176
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. IX

[su foglio bianco; indirizzata: “Al S.r | Carlo Pozzi |Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio”]

Milano 28. Ap.le 1837.

C.o Cognato

Due righe in tutta fretta perchè stà a momenti a partire il Corriere. Ti ho mandato 10 Pezzi dell’Opera Pia de’ Tolomei di Donizetti pe’ quali farai un Avviso come hai fatto col Giuramento che andava benissimo. Ti debbo avvertire che il giorno che dobbiamo pubblicarli è domani, giorno 29. Per cui sappiti regolare di non mettere un giorno più tardi. Bisognava che ti fossero mandati prima, ma non si ebbe il tempo opportuno.

Papà sta meglio, noi stiamo bene, tanti saluti alla Giulietta e di volo ma di cuore Sono

Il Tuo aff.o Cognato
Tito Ricordi

[D. S.] Per risparmiarti la fatica di ricavare i titoli p. ciascun pezzo, ti unisco un Supplemento dove sono marcati sulla 1.a facciata[.]

Commento

- Nel presente caso, Tito gestisce l’invio dei numeri da depositare al posto del padre, temporaneamente malato (il sigillo utilizzato per suggellare la lettera è infatti quello del padre, “GR”).

- Per quanto riguarda l’opera Pia de’ Tolomei di Donizetti, sia la petizione di Pozzi che gli spartiti depositati non sono pervenuti; unico riferimento al deposito avvenuto dei brani è il rispettivo avviso pubblico, datato 28 aprile 1837 sulla Gazzetta Ticinese (Pozzi.avvisi.1837.2). È degno di nota che Tito insista sulla data esatta, avvisando Pozzi “di non mettere un giorno più tardi”: ovviamente si teme che Lucca possa impossessarsi dei materiali appena usciti per avviarne la ristampa. Nella logica di Ricordi (e forse anche grazie ad analoghe esperienze), è solo una questione di giorni, che possa accadere la contraffazione di un’opera prestigiosa e di sicuro smercio.

- Sarà dovuto a simili direttive di Casa Ricordi, che Pozzi nella sua pratica di lavoro distingue tra la data di produzione e quella del deposito. Nella sua prospettiva è un punto di riferimento importante per l’ottenimento della protezione legale, dato che la data di produzione da lui indicata spesso risulta parecchio precedente (e solo in rari casi posteriore) a quella di deposito. Nelle sue petizioni sottolinea spesso che “[c]iascun pezzo porta la data del g.no della propria pubblicazione.” (Pozzi.petizioni.1842.14)29 Probabilmente qui si tratta di consueto della data di produzione dei materiali alla centrale di Milano. Tuttavia, nella Legge ticinese del 1835 manca ogni riferimento a una distinzione tra data di produzione e data di deposito: è piuttosto Pozzi che qui cerca di trarre un vantaggio, piuttosto contestabile, a favore di Ricordi da un aspetto non contenuto letteralmente nel testo della normativa cantonale.

- Lo scritto di Tito Ricordi conferma indirettamente che la lastra di deposito non è parte del prodotto spedito da Milano, ma che viene inserita soltanto da Pozzi a Castel San Pietro.

- Si presume che la relativa petizione di Pozzi, perduta, venne stilata sulla base del menzionto “Supplemento dove [i titoli] sono marcati sulla 1.a facciata”. Questa affermazione di Tito Ricordi, assieme all’annuncio dei “10 Pezzi dell’Opera”, fa sospettare che il deposito non comprese tutti gli elementi dell’opera in programma.30 La presentazione per il deposito di soltanto alcuni estratti di un’opera diventerà infatti uso consueto, sia per Pozzi che per Euterpe Ticinese; cfr. il capitolo 5. Depositi Pozzi e Spinelli (Euterpe Ticinese).

- La prassi di lanciare un avviso pubblico, quanto pubblicitario, riguardante la messa in vendita di nuove opere, costituisce un’invenzione di recente data: Il detto avviso che Pozzi aveva fatto per Il giuramento di Mercadante (“che andava benissimo”), datato 30 marzo 1837, era stato pubblicato su Il Repubblicano della Svizzera italiana soltanto il 15 aprile 1837 (Pozzi.avvisi.1837.1), presumibilmente in modo sperimentale. Tutti gli altri avvisi analoghi di Pozzi sono di data posteriore; Il giuramento dovrebbe quindi segnare il primo tentativo del genere. La prassi tuttavia non si protrae a lungo: già a ottobre dello stesso anno 1837 Pozzi dirama quello che sembra l’ultimo suo “Avviso musicale e diffidazione” (Pozzi.avvisi.1837.4); solo anni dopo è documentato un altro caso isolato (Pozzi.avvisi.1841.1).

Carteggio.1837.2

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Giulia Pozzi Ricordi (Castel San Pietro)
23 settembre 1837 (sabato)

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 178
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. X

[su foglio bianco; indirizzata: “S.a | Giulia Pozzi Ricordi | Castel S.t Pietro | presso Mendrisio”]

Mia Cara Giulia

Due righe p. dirti che hò ricevuto le care tue 18 e 20 Corr.e che il Torchio facilmente potrà spedirsi Mercol[e]di e che ai primi del Vent.o 8bre spero abbracciarti in compagnia di qualcuno, onde combinare la facenda della Stamperia e p. andar a Lugano p. far comp[e]ra di due Cavalli e parlare all’Avvocato [...]

Intanto ti saluto in unione a tuo marito e [...] ti abbraccio di tutto Cuore

L’aff.o Tuo
Padre

Mil.o 23 7bre

837.

Commento

- Da questa nota si evince che “il Torchio” viene spedito soltanto nel 1837 (per l’esattezza il 27 settembre), “onde combinare la facenda della Stamperia”. Ciò significa che le attività di Pozzi a Castel San Pietro sin dal suo rientro in patria, nel 1828, e fino a quel momento si erano limitate all’incisione di lastre, oltre allo smercio delle musiche prodotte a Milano dall’azienda del suocero (e da Canti). Ora invece, a settembre 1837, si prevede di aprire anche a Castel San Pietro una produzione a tutti gli effetti. Si è deciso di affrontare Euterpe Ticinese d’ora in poi con l’analogo armamentario, guadagnando così il vantaggio di realizzare anche le edizioni da depositare direttamente sul campo.

- Giovanni Ricordi, “ai primi del Vent.o 8bre”, si recherà “a Lugano p. far compra di due Cavalli”, e sarà senz’altro diretto alla consueta quanto famosa ‘fiera dei bovini e cavalli’, per secoli la più importante della Svizzera, che nel 1837 ebbe luogo dal 10 al 16 di ottobre (cfr. Supplimento alla GT n. 38, del 18 settembre 1837, p. 314)

- La visita di Ricordi a Lugano per anche “parlar all’Avvocato” è ovviamente legata allo scambio con Giacomo Luvini-Perseghini, suo consulente legale nei confronti di Euterpe Ticinese. Anche se Ricordi non considera conclusa la battaglia legale contro la stamperia di Chiasso, non gli resteranno ulteriori misure giuridiche per stroncare le sue attività. Solo la Convenzione italo-svizzera del 1868 (Documenti.vari.1868.1) cambierà le carte in tavola, a svantaggio anche della propria succursale ticinese.

Carteggio.1838.1

Lettera di Giovanni Ricordi ai coniugi Pozzi (Castel San Pietro)
3 [gennaio]
31 1838

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 180
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. X

[su foglio bianco; indirizzata: “S.a | Giulietta Pozzi Ricordi | Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio”]

Car.mi Figli

Mil.o 3 [vacat] del 838.

Scrivo a tutti e due p. che così nessun[o] di voi si lagnerà di mia dimenticanza. Spedisco oggi colla posta L. 400,- che Carlo mi chiese, mando 3 pezzi dell’Opera nuova del M.o Donizetti p. depositarle [sic] &. alla Giulia mando la Carta, i Valzer, e gli obbiadini gallanti [sic] &. che gli aggradisca p. i trè soldi che manca dalle L. 400.

Ora siamo tranquilli ma mi duole assai che Tito e un po’ indisposto p. aver troppo mangiato, e ballato il p.mo dell’Anno [...] in questo momento è tanto è tale il lavoro che non mi sò svolgere[,] tuttavia ogni g.no con Tito se ne parla e spero Presto verrà quel momento che partiranno. Abbi pazienza Carlo che se a te preme[,] a me deve premere di più.

Non ti parlo di tua Madre p. che a dirgli poco è dirgli pazza, quando verrai a Milano che spero subito dopo il gran pagamento fatto ti racconterò tutta la Storia e tutte le scene che sono veram.e buffe.

Addio dunque ricevete un abbraccio di tutto Cuore

Del V.o aff.o
Papà

Commento

- Per quanto riguarda i “3 pezzi dell’Opera nova del M.o Donizetti”, non vi è notizia di alcun deposito di Pozzi di un opera di Donizetti tra il 28 aprile 1837 (Pia de’ Tolomei) e il 26 gennaio 1842 (Maria Padilla). Pia de’ Tolomei aveva debuttato il 18 febbraio 1837 ed era quindi assai ‘nuova’ al momento del deposito. Considerando che il primo deposito dei brani di questa opera (avvenuto il 28 aprile 1837) comprendeva soltanto 10 dei 13 titoli elencati nel Catalogo Ricordi, è ipotizzabile che qui l’editore stesse parlando dei tre numeri mancanti.32 Altri depositi di opere nuove di Donizetti da parte di Pozzi erano avvenuti il * 26 settembre 1836 (Betly; 24 agosto 1836) e a novembre/dicembre 1836 (L’assedio di Calais; 19 novembre 1836).

- Ricordi manda alla figlia sia carta (da lettere, allusione esplicita per incentivare la loro corrispondenza) che musiche da intrattenimento, nonché dei galanti “obbiaddini”, termine milanese per intendere delle etichette adesive con illustazioni e motti, da applicare sulla lettera per sigillarla o dopo averla chiusa.33

Carteggio.1838.2

Bolletta d’avviso di spedizione stampata di Casa Ricordi, diretta a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)34
11 febbraio 1838

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 183

Sig.r Carlo Pozzi di Castello S. Pietro Sopra Mendrisio

Serve la presente d’avviso che a mezzo Postale [vacat] ho spedito un pacco N.o 4158 del peso di Kilog. 2.50 contenente musica stampata ordinatami del valore di Fr. 10

Ciò vi serva, e con tutta la stima mi dico

V.o
Devotissimo
per Giovanni Ricordi
Carlo Lass[illeggibile]

Milano li 11 febb. 1838

Commento

- Sia in termini di tempistica che di quantità, i contenuti della spedizione sembrano riflettersi nel deposito di Pozzi, documentato per il giorno successivo all’invio da Milano, il quale comprende quattro fascicoli con lastra di deposito datata “li 12. Feb.o 1838”: Marco Bordogni (1789–1856), Dodici nuovi vocalizzi per Baritono e Basso (n. 10112–10113) e Dodici nuovi vocalizzi per Contralto e Mezzo Soprano (n. 10114–10115). Non si è conservata la relativa petizione.

Carteggio.1838.3

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Giulia Pozzi Ricordi (Castel San Pietro)
30 maggio 1838

ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 184

[su foglio bianco; indirizzata: “S.a | Giulietta Pozzi | Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio”]

Cara Giulietta

Mil.o 30 Mag.o 838

Ti scrivo due righe p. non lasciarti priva di mie notizie e di quelle di Tito. [...] Tito comincia a star meglio ma subito giunto a Lipsia si mise a Letto amalato [...]. Non è buono quel giovane di viaggiare[,] è troppo gracile[,] non può resistere alla fatica. figurati lo spavento che hò preso nel ricevere una Lett.a da Lipsia non scritta da lui ma dalla sua morosa. basta sono afflitto assai p. lui, e p. quel vero birbante di suo fratello che Domenica me ne fece una grossa assai. Dio gli perdonerà. ti racconterò poi tutto intanto aggradisci [...] un tenero abbraccio del tuo Vero ed Aff.mo

Papà

D. S. [...]

Venerdì ti manderò delle Lastre.

Commento

- A parte la missione che porta Tito, accompagnato della “morosa”, a Lipsia (probabilmente diretta allo scambio con i principali editori di musica tedeschi durante la fiera),35 è degna di interesse la nota finale della lettera che dimostra che i materiali di base per il lavoro di Pozzi in Ticino vengono sempre organizzati e messi a disposizione dalla centrale di Milano. Giulietta funge come persona di riferimento (e organo di controllo) in termini di affari: le lastre inviate (presumibilmente lastre bianche) saranno a tutta probabilità destinate alle attività della bottega.

- La “morosa” è Giuseppina Arosio (1814–1898), che si sposerà con Tito lo stesso anno.

- Il riferimento rabbioso a “quel vero birbante di suo fratello” riguarda il figlio minore di Ricordi, Innocente. Quest’ultimo, possibilmente nel tentativo di discostarsi dall’azienda paterna, alcuni anni più tardi si trasferirà in America latina, dove nel 1848 stabilisce un Deposito general de Musica a Lima nel Peru.36

Carteggio.1841.1 Bolletta d’avviso di spedizione stampata di Casa Ricordi, diretta a Carlo Pozzi (Mendrisio)37
(1 gennaio 1841)

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 199
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. X

Sig.r C.re Carlo Pozzi Mendrisio

Serve la presente d’avviso che a mezzo Postale vi ho spedito un pacco N.o 292 del peso di Kilog. [vacat] contenente musica stampata ordinatami del valore di Fr. 20 M. C.

Ciò vi serva, e con tutta la stima mi dico

V.°
Devotissimo
per Giovanni Ricordi
Caronzini

Milano li 1 Gennajo 1841

Commento

- La spedizione è diretta al “Sig.r C.re Carlo Pozzi”: dal dicembre 1839 il genero di Ricordi è deputato nel Gran Consiglio ticinese, eletto nei ranghi radicali per il Circolo di Balerna (cfr. GT n. 51 del 20 dicembre 1839, p. 445).

- In mancanza di una petizione di Pozzi dei giorni successivi all’invio, si suppone che le musiche corrispondano ai dodici numeri di Teodulo Mabellini, Rolla (12 novembre 1840), che nella lastra di deposito portano la data “li 5. g.nro 1841” (cfr. 5. Depositi - Pozzi, n. 12651, 12653–12655, 12657, 12658, 12664, 12666–12668, 12670 e 12671). Sembrerebbe inoltre corrispondere, grosso modo, anche il valore stimato di Fr. 20, indicato sulla bolletta.

- Come gran parte delle musiche depositate da Pozzi, così anche nel caso di Rolla di Mabellini, il riferimento all’editore stampato sulla prima pagina di musica legge (a grandi lettere, in corsivo): “Mendrisio presso C. Pozzi”, seguito nella riga successiva in caratteri piccoli da “Milano presso Gio. Ricordi.” (a sinistra) e “Firenze presso G. Ricordi e C.o” (a destra); per un caso analogo, vedi Illustrazione 6. Per l’Avviso musicale riguardante il deposito, cfr. Pozzi.avvisi.1841.1.

Dato che al di fuori dei fondi cantonali non si conservano edizioni con l’analogo riferimento all’editore di Mendrisio, ne consegue che, nel presente caso, da Carlo Pozzi a Castel San Pietro venisse inserita non solo la lastra di deposito, ma anche il fittizio marchio editoriale: da stamparsi tramite una apposita lastra nello spazio lasciato vuoto da Ricordi a Milano – ma esclusivamente nella produzione dei tre esemplari destinati ad essere depositati. Per un caso eclatante a rivelare la stessa identica prassi cfr. Carteggio.1842.1.

Carteggio.1841.2

Lettera di Carlo Pozzi (Locarno) a Giulietta Pozzi Ricordi (Castel San Pietro)
6 maggio 1841

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 201

[su doppio foglio bianco; indirizzata: “S.ra Giulietta Pozzi nata | Ricordi | Mendrisio | p. Castello S. P.”]

Cara Giulia

Sono già quattro g.ni che mi trovo a Locarno e s[e] non fosse che ho promesso di scriverti, avrei proprio nulla di importante da dirti perche nulla fin’ora di importante si è fatto [...].

[...]

Pella strada di Fontana ho consegnata la petizione al Cons.e di Stato Bernasconi, che la fece registrare[,] ma p. quest’anno è bella e fatta. L’Ing.re in Capo è assente e dipenderebbe da lui il fare un preavviso favorevole. [...]

Fin’ora non abbiamo data a decadere di essere inscritti al Gran Reggimento, e cosi la sobrietà ci fa star bene, [...].

[...]

Non avendo più nulla a dirti se non fai mille e di più cordiali saluti affettuosi al Carlino, [...] altro mi dico

Tuo affez.o marito
C. Pozzi

Locarno li 6. maggio

1841

[...]

Commento

- Pozzi si trova a Locarno in qualità di deputato alla sessione del Gran Consiglio ticinese. Parlando di disegni di legge, di progetti di edilizia pubblica e delle proprie mozioni in parlamento, dal suo racconto non emerge alcun aspetto riferibile alla stamperia. Solo con l’accenno al pericolo effettivo di “essere iscritti al Gran Reggimento”, Pozzi allude all’imminente votazione sull’adesione del Cantone alla Convenzione austro-sarda sulla proprietà letteraria, che metterebbe in pericolo il suo modello aziendale, concernente le ristampe di opere di proprietà di terzi. Del resto, tutta la comunicazione è dominata da un tono poco affettuoso o partecipativo nei confronti della moglie.

- Il “Carlino”, che nei saluti da ora in poi ricorre con una certa frequenza, sembra identificabile con il giovane dottore medico Carlo Rossi (classe 1817), residente a Castel San Pietro e amico stretto di casa Pozzi. Un decennio più tardi, la sua eredità sarà oggetto di un aspro contenzioso tra Giulietta Pozzi Ricordi e l’erede universale.

Carteggio.1841.3

Lettera di Carlo Pozzi (Locarno) a Giulietta Pozzi Ricordi (Castel San Pietro)
16 maggio 1841

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 202
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. XI

[su doppio foglio bianco; indirizzata: “S.ra Giulietta Ricordi Pozzi | Mendrisio p. | Castello”]

C.ma Giulietta

Locarno li 16. maggio 1841

[...]

Incomincio dunque a dirti che quel benedetto trattato sulla proprietà letteraria e stato jeri accettato e così porta ora l’adesione dell’Austria, Piemonte, quasi tutti li [sic] altri Stati d’Italia ed il Canton Ticino. Io non sò che ora avverrà della n.ra Stamperia. È vero che si potranno forse ancora ristampare le cose di Lipsia e di Dresda ed altre parti di Germania ed anche copie di Milano di proprietà di Papà ecc., basta[,] io non sò che dire. Ora però il Lucca non potrà ristampare a Chiasso le cose di Papà. Questo importantissimo affare e che ci può forse mettere in grandi imbarazzi[,] trovò pochi oppositori. Luvini se ne tacque. Galli, Franscini, Battaglini, il Segret. di Stato Pioda sostennero la convenzione di aderirvi. Esso trattato sarà duraturo p. quattro anni. Per me già ho fatto conoscere il danno che a me potrà derivare anche ai diversi Tipografi e che le due Stamperie di Musica forse non potevano più sussistere, ma tutto fù inutile sebbene la Commiss.e abbia fatto rapporto contrario all’adesione. Dalla Gazzetta poi rileverai che non sono stato qui del tutto ozioso, m’intendo dire che io ho fatto due mozioni[,] l’una p. un[’]aggiunta alla Legge Forestale e l’altra pella strada del Paolaccio. La prima ebbe buon esito e la seconda sfavorevole, pazienza [...].

Io non ho più altro ad aggingere se non che mille cordiali saluti a te[,] al Carlino ed a tutti quelli che domandano di me, e mi dico

Tuo affez.o
Carlo

[...]

Commento

- Questa volta, il resoconto di Pozzi inviato dalla sessione del Gran Consiglio a Locarno si concentra sulla votazione a favore della Convenzione austro-sarda, argomento cruciale per il futuro della bottega di Castel San Pietro.

- Se un trattato internazionale sulla proprietà letteraria mette in pericolo l’esistenza della stamperia di Pozzi, si vede ulteriormente confermato che il funzionamento della sua impresa si basava in modo sostanziale sulla ristampa di opere altrui. Il futuro che Pozzi ora teme è “che si potranno forse ancora ristampare le cose di Lipsia e di Dresda ed altre parti di Germania ed anche cose di Milano di proprietà di Papà”, mentre resta la sola consolazione che ora “il Lucca non potrà [più] ristampare a Chiasso le copie di Papà.” Tra le righe Pozzi rivela che la parte del leone delle opere ristampate (o reincise) a Castel San Pietro proviene dal territorio interessato dalla Convenzione, cioè l’Impero Austriaco e gli Stati italiani.

- Con la sua obiezione in parlamento, Pozzi ha inoltre dato conferma che nel Cantone esistano non più di “due Stamperie di Musica”.

- La sostanziosa mozione-controffensiva di un Carlo Pozzi (che nella lettera minimizza di non essere stato “qui del tutto ozioso”), sarà accolta favorevolmente il 26 maggio 1841 (Documenti.vari.1841.1). Il testo, assieme al verbale della discussione in parlamento, rappresenta un documento molto significativo per comprendere a fondo il pensiero strategico di Pozzi e dei suoi sostenitori-lobbyisti in Gran Consiglio.38

Carteggio.1842.1

Lettera di Girolamo Cerri, segretario di Casa Ricordi, con aggiunta di Giovanni Ricordi (Milano), a Giulietta Pozzi Ricordi (Castel San Pietro)
30 gennaio 1842

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 204
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. XII

[su foglio intestato di Casa Ricordi; indirizzata: “Alla Preg.ma Signora | Giulietta Pozzi nata Ricordi | Castel S. Pietro | Sopra Mendrisio”]

Sig.a Giulietta Pozzi nata Ricordi.

Milano li 30 Gennaro 1842

Il silenzioso Tito m’incarica di scriverle que due righe in sua vece per avvertirla che a mezzo postale le ha spedito un pacco N.o 152 con sei pezzi della Padilla e 12 della Saffo perché siano deposti secondo l’indicazione de’ giorni ivi segnati, cioè que’ della Saffo subito, subito tre altri della Padilla, e di questa soli 3 restanti pel 6 di Febbraro. [Tito] È occupato intorno alla distribuzione delle Gazzette e per questo non le procura per oggi il piacere de’ suoi caratteri. Ne accolga intanto i più cordiali saluti uniti a quelli della Sua Signora e del S.r Gio’ Ricordi e con distinta stima mi creda

Suo Divot.mo Servo
Girolamo Cerri Seg.o

[dalla mano di Giovanni Ricordi:]

Cara Giulia

Tito occupatissimo p. l’uscita della Gazzetta ed io anche[;] ha servito Cerri p. noi ma ciò non scema l’amore p. tè.

Tuo marito sta meglio? ne godiamo tutti. Addio Addio

Tuo Aff.o Papà

Commento

- Il riferimento a “l’uscita della Gazzetta” che costringe Tito Ricordi a delegare la corrispondenza al segretario Cerri, riguarda la Gazzetta musicale di Milano, il periodico che Casa Ricordi sta lanciando proprio nel 1842 (il primo numero era uscito solo di recente, il 2 gennaio).

- Il deposito dei materiali inviati dalla centrale di Milano, avviene con la petizione di Pozzi al Consiglio di Stato, con datazione fasulla, 26 gennaio 1842, cioè in data precedente alla lettera di Cerri (l’accusa di ricevimento è datata 4 febbraio; cfr. Pozzi.petizioni.1842.1). Con questa petizione vengono depositati, di Saffo: dodici numeri (n. 13388–13399) e di Maria Padilla: sei numeri (13554, 13560, 13562, 13563, 13569–70 e 13572). Nella maggior parte dei fascicoli, la lastra di deposito, inserita da Pozzi, porta la data “li 31 Gennajo 1842” (n. 13388–13399, 13554, 13560 e 13563), rispettivamente “li 5 Febbrajo 1842” (n. 13569–70 e 13572).

- Il caso è degno di nota per due motivi: come documenta l’incarico da Milano, Pozzi riceve gli esemplari da depositare via posta, inviati personalmente da Ricordi, mentre, nella petizione al Consiglio di Stato dichiara, expressis verbis, il suo intento di molteplicare per propria iniziativa gli spartiti in questione (“quali opere vado a riprodurre nel Cantone mediante la Calcografia”; cfr. Pozzi.petizioni.1842.1).

- Non meno importante risulta il fatto che tutti i numeri di Saffo, presenti nel deposito al Consiglio di Stato, portano come riferimento all’editore principale sulla prima pagina la scritta “Mendrisio presso C. Pozzi” (a grandi lettere, in basso nel mezzo, prima ancora dei riferimenti a Ricordi Milano, e Ricordi Firenze; cfr. Illustrazione 6). Lo stesso vale per quasi tutti i numeri di Maria Padilla. In quest’ultima (nei n. 13554, 13560, 13563, 13569–70 e 13572), il riferimento principale legge addirittura “MENDRISVO [sic] | PRESSO CARLO POZZI”, prima di Ricordi (Firenze e Milano), Schonenberger (Parigi) e Boosey e C. (Londra); vedi Illustrazione 23. In tal caso però, del tutto eccezionale, nome e luogo sono parte integrante del frontespizio interamente decorato, mentre l’imbarazzante lapsus tipografico a tutta probabilità avvenne già nel corso di produzione a Milano, e non sotto l’indubbia fretta con la quale Pozzi dovette agire solitamente, nel tempestivo inserimento della lastra di deposito.

Nel caso di Saffo e Maria Padilla, nelle biblioteche o archivi al di fuori dei fondi cantonali, non è documentato alcun esemplare con l’espresso riferimento a Carlo Pozzi in qualità di editore principale. Infatti, il presente caso conferma che gli esemplari previsti per il deposito legale, inviati da Milano, arrivano con il relativo spazio lasciato vuoto appositamente (a volte anche liberato mediante raschiatura), che Pozzi prontamente dovrà riempire con il fittizio riferimento all’editore, prima di inoltrare i materiali alle autorità cantonali. Si tratta di una prassi consueta e collaudata; per un caso simile vedi Carteggio.1841.1.

Va inoltre notato che nel presente caso una reincisione completa a Castel San Pietro dei numerosi fascicoli può essere categoricamente esclusa, considerando la strettissima tempistica tra l’avviso riguardante l’invio dei materiali da Milano (30 gennaio, domenica) e la data del deposito (con accusa di ricevimento a Locarno del 4 febbraio, venerdì). La petizione retrodatata è ovviamente solo uno dei molteplici specchietti per le allodole messi al servizio degli interessi dell’azienda.

- L’esempio rivela in modo eclatante che i depositi di Pozzi servivano principalmente a Ricordi per potersi vantare, a basso costo, di una salvaguardia ‘ufficiale’ per le sue edizioni – fintamente prodotte all’estero, a Mendrisio –, nonostante tale tutela non avesse alcun effetto legale al di là dei confini ticinesi, a parte quello indiretto di impedire a Lucca di realizzarne la ristampa per mezzo di Euterpe Ticinese. Per Ricordi, però, l’azione riveste un’altissima priorità.39

- A causa di un Carlo Pozzi malato, l’incarico è delegato alla moglie, Giulietta. In questo contesto, la breve nota personale di Giovanni Ricordi alla fine della lettera rivela nuovamente la particolare abilità del capo azienda-famiglia di strumentalizzare i legami affettivi con i suoi al servizio dell’impresa, perché – riferendosi alla salute di Pozzi – “ne godiamo tutti”.

- Le successive comunicazioni dalla centrale di Milano (cfr. Carteggio.1842.3, 1843.1, 1844.1 e 2) danno ulteriore conferma che la principale attività di Pozzi, a parte lo smercio in Svizzera di prodotti Ricordi, consiste nella ristampa, in parte anche solo nella reincisione di musiche di proprietà estera. Tali prodotti, lastre o spartiti stampati, vengono solitamente introdotti in Italia per contrabbando, dove i responsabili di Casa Ricordi gli inseriscono nel Fondo estero del Catalogo generale. Così Ricordi può presentarsi come rivenditore-intermediario, approfittando da una tassazione più conveniente per prodotti ‘adottati’ da terzi (si vedano in questo contesto i notevoli margini di profitto tracciati per casi analoghi in Carteggio.1828.1). Tutto viene orchestrato e controllato da Ricordi stesso, ed è fin troppo comprensibile che, tra le ristampe di Pozzi, i prodotti di proprietà di Ricordi mancano completamente.

- A questo punto va aggiunto che nel 1842 cade anche la sentenza del Tribunale Mercantile di Milano che stabilisce, dopo una lite giudiziaria lunga quattro anni tra Lucca e Ricordi, circa il riconoscimento dei diritti sullo spartito del Nabucodonosor di Verdi, la comproprietà sulla base di una conciliazione fra le parti in causa (sentenza dell’8 agosto, registrata dalla Censura il 16). Il tribunale sancisce che Lucca e Ricordi si divideranno i ricavi dei noleggi degli spartiti, mentre a Ricordi rimarrà l’esclusiva delle riduzioni e del libretto.40 Il fatto che Ricordi prontamente, tra settembre e ottobre 1842 (partendo il 1 settembre), fa depositare le sue riduzioni del Nabucodonosor al Consiglio di Stato ticinese (cfr. Pozzi.petizioni.1842.13, 14, 15, 16 e 18) è prova della profonda e persistente diffidenza nei confronti di Lucca, ritenuto capace, anche dopo la sentenza, di farne produrre le proprie ristampe per tramite di Euterpe Ticinese.

Carteggio.1842.2

Lettera di Giuseppina Ricordi Arosio (Milano) alla cognata Giulietta Pozzi Ricordi (Castel San Pietro)41
12 ottobre [1842]42 (mercoledì)

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 206

[su doppio foglio bianco; indirizzata: “Signora | Giulietta Pozzi | Castel S.t Pietro | sopra Mendrisio”]

Cara Giulia

Li 12. 8bre [vacat]

Trovandosi Tito a letto avendo dei dolori reumatici [...] m’incombenza di scriverti che trovandosi bene sarà da te, secondo l’intelligenza, Venerdì [14 ottobre], avvertendo che per compagni ha seco Seregni e Viola, loro partiranno di qui colla prima Corriera cioè quella di Monza[,] così calcolando potranno essere a Castello verso le due facendo la Strada pedestre; faresti piacere se potesti [sic] mandare a Como verso le 11. (l’ora che arriva la Corriera) il Moleta od il Pep. Oggi ti spedisce Tito colla posta L. 299 Austriache pari a Milanesi L. 240. [...]

La Mamma ti saluta[,] il mio piccolo Giulio ti manda un bacio. Salutami i Carli e tu abbiti un affettuoso abbraccio della tua amorosa Cognata

Peppina

Commento

- Tito Ricordi, ormai trentunenne e da tempo la mano destra di Giovanni Ricordi, non fa la sua visita di controllo alla succursale estera da solo, ma assieme a due compagni dell’azienda, “Seregni e Viola”. Si può supporre che tale presenza abbia lo scopo di istruire al meglio l’équipe di Pozzi, cioè i collaboratori di Ricordi presenti sul posto, oppure serva per un cambiamento nel personale operativo. La stamperia è attiva da cinque anni, la visita non sarà quindi dedicata ai rudimenti, ma al perfezionamento dei processi di produzione. Possibilmente l’operazione è anche dovuta alla persistente infermità di Pozzi: il fatto che questa lettera e quella precedente (del 30 gennaio) siano ambedue dirette a Giulietta, suggerisce che sia lei la coordinatrice (ad interim) e principale persona di riferimento per la centrale di Milano. Nonostante ciò, Pozzi continua a stendere le petizioni e a compilare manualmente le lastre di deposito degli spartiti destinati ad essere depositati. Per il solo anno 1842 si contano mediamente due azioni al mese (con 22 petizioni per altrettanti depositi).

- Di nuovo, le trasferte di denaro avvengono per via delle poste (come anche i materiali musicali da depositare). In questo contesto la via ufficiale è considerata ovviamente quella più sicura.

- Inoltre si nota che a Milano si conoscono bene e personalmente i collaboratori di Pozzi in Ticino (“il Moleta od il Pep.”), ulteriore prova che Castel San Pietro è – non ufficialmente ma di fatto – una succursale di immediata dipendenza da Casa Ricordi, che prevede anche un permanente monitoraggio e scambio del personale.

- Nell’ottobre 1842, il “piccolo Giulio” (*19 dicembre 1840), che in un lontano futuro sarà lo spiritus rector dell’azienda, ha un anno e quasi dieci mesi. E anche la madre di Giulietta si trova ancora tra i familiari.

Carteggio.1842.3

Lettera di Tito Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
11 novembre 1842

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 207
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. XIV

[su foglio bianco; indirizzata: “Al Sig.r | Consigliere Carlo Pozzi | Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio”]

Milano 11. 9bre 1842.

Carissimo Cognato,

L’altro jeri col solito mezzo ti ho spedite tutte le prove corrette, cioè N. 567. 569. 570. 573. 572 e 571, più altre 30 lastre bianche. Frammezzo poi ad una della sud.e prove avrai trovata la Gazzetta Medica N. 11 per l’amico Rossi. Col prossimo invìo ti manderò tutti i frontispizj ed anche altra copia degli Originali perduti, che sono arrivati da Parigi. Ora prendi memoria acciò nella prima Spediz.ne che mi farai mi mandi Copie 25 dei N. 457. 389. 496. 285. 317. 165. 287. e 235[,] non senza dimenticare le opere già commesse tempo fa. Sta bene il rimedio che intende fare lo Stampatore pel 511 – e null’altro [qui]ndi per ora[.] ti saluto caramente anche per parte della mia Peppina, Papà ecc.

Tuo aff.mo Cognato
Tito Ricordi

[segue una nota diretta a Giulietta Pozzi Ricordi che termina con il postscriptum:]

Tante cose belle anche all’amico Rossi.

[sul retro annotazione dalla mano di Carlo Pozzi:]

Riscontrata li 17. 9bre. sud.

Commento

- La lettera di istruzioni interne (e per ovvi motivi senza l’intestazione dell’azienda) conferma diversi punti d’interesse: primo, che lo scambio di materiale e merce (lastre bianche e spartiti per la ristampa) tra Milano e Castel San Pietro e vice versa avviene “col solito mezzo”, cioè non per l’ufficiale via postale, ma – parola in codice – per contrabbando; secondo, che la produzione propria di Pozzi (con i numeri di lastra a tre cifre) viene sorvegliata e controllata dalla sede centrale di Milano; terzo, che Ricordi coordina l’invio degli originali (arrivati nel presente caso da Parigi), da inoltrare a Pozzi come modello, per ricavarne la sua ristampa (originali che, come nel presente caso, potevano a volte anche andare persi); e quarto, che a Pozzi vengono chieste delle scorte standard di 25 esemplari stampati di ciascun numero ordinato per la sede di Milano, la quale ovviamente ne gestisce anche la distribuzione.

- Dalle annotazioni di Pozzi, apportate al testo di Tito Ricordi, sembra emergere che di alcuni numeri (tra cui 317, 165 e 287, marcate “x5” dalla mano di Pozzi) siano state inviate meno copie di quanto richiesto.

- Le opere menzionate nella lettera sono le seguenti:

Henry Lemoine (1786–1854)

Six petits rondos extraits de l’op. 609 de C. Czerny (pf. a quattro mani)

°567n. 1. O dolce concento

°569n. 3. Valse de Strauss

°570n. 4. Air tyrolienne

°572n. 6. Air de Corradino de Rossini

°571n. 5. Air suisse

Nicolas Louis (1807–1857)

op. 109, Trois mélodies italiennes variées (pf. a quattro mani)

°573n. 1.

Sigismund Thalberg (1812–1871)

457op. 9, Fantaisie sur des motifs de l’opéra La straniera de Bellini (pf. solo)

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

op. 30, Le Trémolo. Caprice sur un thême de Beethoven (pf. e vl.)

389 [partitura e parte]

Julius Benedict (1804–1885); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

op. 28, Fantaisie concertante sur la Norma de Bellini (pf. e vl.)

496 [partitura e parte]

Theodor Döhler (1814–1856)

285op. 17, Fantaisie et variations de bravoure sur une cavatine d’Anna Bolena (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

317op. 39, Souvenir de Beethoven. Fantaisie (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°165op. 96, Duo concertant sur des motifs du Postillon de Longjumeau d’Adam (pf. e vl.)

Franz Hünten (1792–1878)

Les délassemens de l’étude. Choix de vingt-cinq morceaux favorits soigneusement doigtés

(pf. solo)

°287n. 1

Giovanni Battista Rubini (1794–1854)

235Dodici Lezioni di canto moderno per voce di Tenore o Soprano

François-Emile Rignault (1812–1895)

Trois méditations religieuses sur le Stabat de G. Rossini, dividées en deux suites (pf. e vc.)

°511n. 2. [partitura e parte]

- Per la riproduzione del documento vedi Illustrazione 33.

Carteggio.1843.1

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Giulietta Pozzi Ricordi [Castel San Pietro]
1 aprile 1843

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 209
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int. XV

[su foglio bianco filigranato “GR”; non indirizzata]

Cariss.a Giulietta

Mil.o 1.o Ap.le 843.

[...]

Mi duole assai il sentire che tuo Marito sia sempre obbligato a Letto[;] digli che si faccia corraggio [sic] e procura di farlo guarire[;] forse la paura del male è quella che lo tiene più malanconico [sic] che mai. Digli che de’ parenti di Tommaso non si è potuto ottener nulla come già sai, che io gli avevo predicato tante volte di stare in guardia e di tenerlo sempre in giornata[,] ma lui si lasciò gabbare benche prevenuto da me e da Tito tante volte, ma basta anche sù di ciò si parlerà di persona[.]

Spero che avrai ricevuto le prove del 709 e 712. e front.o 694[.] 909 [sic]. 566. e che staran lavorando, mi avvertirai allora quando i due potran venire a Milano onde prima possa preparare il lavoro. Già avrai ricevuto le casse vuote e la Gazzetta[.]

L’ altro g.no ti furon mandati gli Originali.

Se p. caso prima ch’io possa venir costì ti facesse bisogno di qualche poco denaro[,] dimmelo che te lo spedirò, p. verità questi son mesi assai burascosi [sic] p. che sono pieno d’impegni[,] ma dopo l’aprile potrò se Dio vuole allargar le ali giacche avrò finito di pagare quarantadue milla [sic] lire Aus.e in proprietà Musicali che hò acquistata in questi tre mesi scorsi.

Intanto conservati sana [e] allegra[.] Saluta Carlo[,] Carlino e Martina a nome di noi tutti e credimi di tutto cuore

Tuo aff.o Papà.

Commento

- Carlo Pozzi è di nuovo gravemente malato, trovandosi inoltre “più malanconico che mai”; come nei casi precedenti, Giulietta continua a sostituirlo nel ricevere gli ordini del padre.

- Il discorso riguardante i “parenti di Tommaso” sembra essere legato a un’impresa andata male, e sarà per motivi di discrezione che “anche sù di ciò si parlerà di persona”. Mancano però dei riferimenti più concreti per tracciarne i sottofondi.

- La lettera conferma che Ricordi, per trasmettere informazioni riservate (che qui sembra il caso) raramente utilizzi la carta ‘ufficiale’ con l’intestazione di Casa Ricordi, la quale nel caso di un’intercettazione rivelerebbe il mittente. Invece si ricorre al foglio bianco che al massimo tramite sigillo o filigrana personale autentichi la provenienza (oltre alla presente cfr. in particolare Carteggio.1842.3 e Carteggio.1844.2).

- Resta da ipotizzare se “le casse vuote” sono da considerarsi gli imballaggi (le ‘bricolle’) per il trasporto della merce in vista della prossima spedizione oltre confine. Si suppone tuttavia che le vie di un trasporto per contrabbando dei prodotti di Pozzi siano sempre ben consolidate e ritenute sicure.

- Giovanni Ricordi però fa sempre controllare “che [a Castel San Pietro] staran lavorando” e coordina personalmente la produzione per il Fondo estero, compreso l’invio de “gli Originali”. Fa provvedere che “i due potran venire a Milano”, intendendo presumibilmente i due collaboratori della stamperia, per essere avvisati a riguardo dei prossimi lavori: nuova conferma che Pozzi in questo periodo avesse diversi impiegati e che lo scambio tra Castel San Pietro e la centrale di Milano riguardasse anche le risorse umane.

- Ricordi, sempre nel suo ruolo di direttore generale dei lavori e delle imprese, è anche abituato a visitare di tempo in tempo la stamperia di Mendrisio, non per ultimo per effettuare dei pagamenti di persona, mentre “qualche poco denaro”, per sostenere la figlia, poteva anche essere inviato.

- Le opere menzionate nella lettera sono le seguenti:

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

709op. 130, Grande fantaisie de concert sur la Semiramis de Rossini (pf. solo)

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 73, Pensées expressives. Douze mélodies caractéristiques en forme d’études, en deux suites

(pf. solo)

°712n. 1. Rêves lointains de mon heureuse enfance - Doux pressentiments - Passez ombres légères - Heure sainte - Rêves que l’on regrette - À l’ombre de la tombe

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888); Louis Dorus (1812–1896)

op. 120. n. 2, Gretly. Grande valse suisse, arrangée (pf. e fl.)

°694[partitura e parte]

909[numero/opera non identificabile]43

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°566op. 120. n. 2, Gretly. Grande valse suisse (pf. a quattro mani)

Carteggio.1843.2

Lettera di Fra’ Filippo Ighina (Mendrisio) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
12 aprile 1843

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 210

[su foglio bianco; indirizzata: “Al Pregiatissimo Signore | Il Sig.r Carlo Pozzi. | S. P. M.”; con sigillo personale “FI”]

Stimatissimo Sig.r Carlo

Tra i valtzer da me ritirati dalla sua Stamperia trovai due fogli e mezzo di più, i quali mi faccio un obbligo di mandarglieli per lo Prada, non potendo io stesso venire costà per li molti doveri che m’appartengono di dover soddisfare in questa settimana. Mi riserbo però di venire passate le feste Pasquali non solo per fare acquisto di musica, ma ancora per poter godere una mezz’ora della sua a me geniale persona. Faccia di guarire presto della sua sciatica, acciò possa rivederla con doppio piacere. La prego di fare tanti saluti a mio nome alla sua Sig.ra Moglie, e di credermi

Della Signoria V.a

Dev.mo Servo ed Amico
Fra’ Filippo Ighina
de’ Servi di Maria

S. Giovanni. Mendrisio
Addì 12 Aprile 1843.

Commento

- Come lo scritto rivela, è noto tra la clientela della stamperia Pozzi che il titolare, quarantenne, nella primavera del 1843 soffre di sciatalgia.

- Dalla lettera emerge inoltre che un frate conventuale dei Serviti (o Servi di Maria) di Mendrisio, in piena Quaresima acquisti dal produttore-importatore proprio dei “valtzer”. La lettera getta luce su una porzione di clientela (sia di Pozzi che di questo repertorio) raramente presa in considerazione. L’offerta di questo genere musicale, disponibile attraverso la bottega, era infatti notevole: solo nei depositi di Pozzi al Consiglio di Stato, e nel solo periodo tra luglio 1842 e settembre 1847, si trovano quasi 90 numeri che contengono esclusivamente valzer dei principali autori viennesi dell’epoca (Strauss, Lanner, Labitzky, Tutsch), opere a grande maggioranza per pianoforte a due o quattro mani, per non parlare delle numerose polche, galop e mazurche in programma, oltre alle dozzine di titoli analoghi prodotti da Ricordi nel corso degli anni 1840.

- Nel 1843 la domenica di Pasqua cadeva sul 16 aprile. Fra FiIippo Ighina scrive quindi nel giorno mercoledì della Settimana Santa, trovandosi in mezzo ai preparativi per le tradizionali processioni in città, nella cui gestione i Servi di Maria sin dal Seicento giocavano un ruolo determinante.

- In più si viene a sapere che la personalità di Pozzi viene elogiata, da un conoscente “ed Amico”, per le sue particolari qualità e in segno di ammirazione, e apostrofata addirittura “a me geniale”: una persona nella cui compagnia il frate si sente al massimo agio, e in cui non vede affatto un qualche scaltro uomo d’affari. Sarà anche per simpatia che Ighina si sente in dovere di restituire i “due fogli e mezzo di più” di musica ricevuti per errore.

- La lettera del frate è l’unica testimonianza in assoluto di un’attività commerciale vera e propria, cioè di vendite di musiche stampate, che Pozzi sta praticando sul territorio. In questo rispetto va aggiunto che Pozzi, nei suoi Avvisi musicali del 1837, pubblicati in occasione del deposito di nuove musiche (cfr. Pozzi.avvisi.1837.1, 2, e 3), aveva espressamente dichiarato che le stampe saranno messe in vendita “presso il sig. Giuseppe Papis negoziante in Mendrisio”, scavalcando inizialmente la propria bottega come potenziale punto vendita. Solo più avanti, il 15 ottobre 1837, Pozzi assicura, sempre in riferimento ai suoi prodotti, che “ Li signori dilettanti e professori che volessero farne acquisto potranno dirigersi al suddetto, oppure al sig. Giuseppe Papis in Mendrisio ove ne verranno esposti in vendita.” (Pozzi.avvisi.1837.4). Ancora nel 1848 il negozio di Papis è conosciuto come punto vendita di prodotti tipografici di vario genere (cfr. GT n. 2 del 5 gennaio 1848, p. 8), mentre l’ultimo riferimento di Pozzi ai servizi del “sig. Giuseppe Papis negoziante in Mendrisio” è databile al 1841 (Pozzi.avvisi.1841.1).

- Il giovane imprenditore che nel 1828, prima del suo ritorno da Firenze, si era articolato così lungimirante in quanto al potenziale mercato di sbocco (Carteggio.1828.1), doveva già all’epoca sapere che nel Cantone il pubblico per la vastissima gamma dei prodotti di Ricordi non poteva essere particolarmente numeroso. Per questo motivo il caso del frate di Mendrisio fornisce letteralmente la controprova, a confermare che il modello commerciale di Pozzi fosse sin dai primi anni di fatto concentrato sulla ristampa di opere estere, allo scopo di essere reintrodotte clandestinamente nel mercato italiano.

Carteggio.1843.3

Lettera di Tito Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
31 maggio 1843

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 211

[su foglio bianco; indirizzata: “Sig.r Consigliere | Carlo Pozzi | Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio”]

Milano 31. Maggio 1843.

Cariss.mo Cognato,

Rispondo all’infretta alle due cariss.me ultime tue per dirti che oggi a ½ postale ti spedisco mL. 151.13.6, che sono l’importo della tua nota, depurato dalle L. 25 che tengo a disposiz.ne di Giulietta, e delle mL. 5.12. importo della musica spedita e da spedirsi a posteriore occasione, per cui ne farai annotazione e sarai ad accusarmene buon ricevimento. Non ho ancora avuto il tempo d’occuparmi di codesta Stamperia, ma presto lo farò, ed avrò forse a scriverti qualche cosa, rispetto ad opere incise o da incidersi.

La Peppina non è ancora sgravata e credo lo sia ancora un mesetto; frattanto la povera soffre sempre; ma ci vuol pazienza. Jeri è stata quì una gran festa, cioè quella della benedizione e posizione della prima pietra della strada ferrata da quì a Venezia. Il Vicere e l’Arcivescovo, tutto il corpo diplomatico Militare, truppe, spari di cannone, bande, tutta la popolazione, insomma una vera festa nazionale. [...]

Addio, di tutta fretta [...] e credimi

Il Tuo aff.o cognato
Tito

[nota sul retro:]

Il gruppo, si spedirà domani, non essendo arrivati a tempo oggi.

Commento

- Nuovamente, le somme di denaro si spediscono “a ½ postale”.

- L’impegno di Tito di occuparsi “di codesta Stamperia” si riferisce probabilmente a un tentativo di intervenire ormai da Milano nei confronti di Euterpe Ticinese. Inoltre si fa riferimento ad attuali e futuri incarichi per la stamperia di Castel San Pietro (“rispetto ad opere incise o da incidersi”), lavori che vengono sempre coordinati dalla centrale di Milano. Pozzi avrà singoli progetti gestiti in proprio;44 nella grande maggioranza però, le sue produzioni avvengono a nome e su incarico di Ricordi.

- Di quest’ultima categoria farà parte anche “Il gruppo, [che] si spedirà domani, non essendo arrivati a tempo oggi”, trattandosi presumibilmente di un’altra serie di originali dall’estero destinati alla ristampa.

- Nel 1843, la moglie di Tito, Giuseppina, è incinta con la secondogenita, Amalia (1843–1899).

Carteggio.1844.1

Lettera di Carlo Pozzi (Castel San Pietro) a Giulietta Pozzi Ricordi (Milano)
26 febbraio 1844 (lunedì)

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 214

[su doppio foglio bianco; indirizzata: “S.r Giovanni Ricordi pella | Sig.ra Giulietta Ricordi Pozzi | Milano”; con sigillo personale “CP”]

Pregiat.ma e C.ma V. Consigliera

Il Carlino mi disse d’averti jeri scritto il buon esito della nostra Assemblea Circolare nonchè delle altre, tutte del nostro Distretto p. cui mi dispenso del dartente [sic] la notizia. Questa mattina poi si dice, che quelle del Luganese e di tutto il resto del Cantone (meno quelle di tre Circoli di cui non p. anco si conosce il risultato) ebbero un pari buon esito. Domani ne sapremo i dettagli dalla gazzetta. Jeri fù per noi un vero giorno di Carnovale, di vera contentezza ed allegria nel vedere le cose andare così bene e pacificamente. [...] Sento con piacere che Giovedì 29. Corr.e verrai a Casa, ma non dici con quale mezzo, cioè se colla diligenza di Chiasso, o quella di Como. Sarà bene che tu spiegi [sic] onde o io o il Carlino ti venghiamo a prendere. [...] Se mi porti poi tante altre belle cose in regalo, sarà un tributo che presenti all’Onorevole S.r Consigliere.

Dirai al Tito che oggi come su ordine colla cara sua del 24 cor.e gli spedisco a ½ postale (C.) sei copie di cad. dei numeri 520, 521 e 522 e che domani nella cassa gli spedirò il resto con tutta la Commissione che mi dà cioè li altri numeri.

Digli pure che certo Marco Bonesi di Bergamo mi chiede il 1.o Concerto di Bèriot op[.] 26 coll’accompagnamento d’orchestra, che p. piano forte solo lo possiede di già avendolo già acquistato costì. Dimmi semmai fosse di quelle opere stampate costì e che portano la data di Mendrisio onde possa ragguagliarlo che mi sollecita a un pronto riscontro.

L’arrivederci adunque Giovedì, fà i miei più cordiali saluti a Papa, al Tito[,] alla sua Peppina, a tutti quelli che chiedono di me, bacia i bimbi del Tito e credimi

l’affez.mo tuo marito
Carlo Pozzi

Castello S. P. li 26. Feb.o 1844

[sul retro, abbozzo di risposta dalla mano di Tito Ricordi:]

si è ricevuto

Mastro S.r Bonesi è persona che conosciamo[,] gli puoi rispondere che di sua edizione non lo ha [sic] che p. Viol.no e Pfte, e che ha scritto a Ricordi a Milano il quale gli rispose che ha vendute le copie che teneva coll’orchestra essendo edizioni estere; se però così desiderasi fare venire dall’estero, ma ci vorrà qualche tempo per ché non conviene farselo venire espressamente ma bensì allorchè sianvi altre cose da formare un pacco di sufficiente volume, e che sarà marcato dai 20 ai 25 franchi lordi.

Commento

- Con l’allusione alla “Pregiat.ma e C.ma V[enerabile] Consigliera”, Pozzi, con un insolito tono lusinghiero, esibisce un sense of humour raro nelle sue comunicazioni, evidentemente dovuto alle circostanze del momento. Il “buon esito” che causò “un vero giorno di Carnovale” infatti si riferisce alla conferma del suo seggio nel Gran Consiglio Ticinese per il distretto di Balerna, avvenuta proprio il 25 febbraio (cfr. GT n. 23 del 26 febbraio 1844, p. 95). La pretesa scherzosa di fronte alla moglie di “un tributo [...] all’Onorevole S.r Consigliere” sembra intanto mostrare un Carlo Pozzi che sull’onda del successo non si distingue per particolare modestia.

- L’annuncio di Pozzi secondo cui “o io o il Carlino ti venghiamo a prendere” fa intuire che il dottor Carlo Rossi viene ormai considerato quasi un membro di famiglia.

- Nei numeri ordinati da Tito Ricordi due giorni prima, che questa volta si spediscono per mezzo postale (possibilmente per la piccola quantità delle “sei copie di cad. dei numeri”), si tratta dei seguenti brani:

Carl Czerny (1791–1857)

op. 599, Il primo maestro di pianoforte. Cento studi giornalieri ad uso dei giovani allievi, divisi in quattro libri

520libro I.

521libro II.

°522libro III.

 

I tre volte sei fascicoli (“sei copie di cad. dei numeri 520, 521 e 522”) viaggiano con la posta “Celere” – come l’aggiunta “(C.)” sembrerebbe indicare –, mentre “il resto con tutta la Commissione” sarà spedito “nella cassa” – altro possibile riferimento ad un trasporto di quantitativi più sostanziosi ‘con la bricolla’.

- Il concerto richiesto dal “S.r Bonesi” di Bergamo, nell’edizione di Pozzi, esisteva soltanto nella versione con accompagnamento di pianoforte:

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

op. 26, Premier concerto pour le violon, avec accompagnement de piano

385 [partitura e parte]

 

Ancora nel catalogo Ricordi del 1855 (cfr. Catalogo.Ricordi.1855, p. 470), il brano figura solo in questa edizione, con il nuovo numero Ricordi 5670 e segnata con un asterisco come prodotto ‘di fondo estero’. Nello stesso catalogo, unicamente il quinto Concerto op. 55 si propone in un’edizione con accompagnamento d’orchestra (ora in un’edizione Ricordi; cfr. Catalogo.Ricordi.1855, p. 637). Rimane incerto se non sia solo un pretesto, quanto risposto da Ricordi a Bonesi, cioè “che [Ricordi] ha vendute le copie che teneva coll’orchestra essendo edizioni estere”. Pare più che altro plausibile che del primo Concerto, Ricordi in passato abbia commerciato l’edizione originale francese (con orchestra), che in questo caso andava riordinata alla fonte, “se però così desiderasi”, ma non senza l’impiego di extra tempo e costi.

Un aspetto significativo è che Pozzi presume che nel concerto richiesto da “certo Marco Bonesi” si tratti di una “di quelle opere stampate costì e che portano la data di Mendrisio”, quindi di uno spartito prodotto a Milano con lastre mendrisiensi: un’ulteriore dimostrazione della prassi consueta, sin dagli inizi della sua bottega, di produrre a Castel San Pietro solo i calchi e di stamparli a Milano, costituendo così un Fondo estero creato all’estero solo in parte, e del resto in Italia.

- Il sigillo sulla lettera, riscontrabile qui per la prima volta in tutto il carteggio, è quello personale di Pozzi (“CP”).

Carteggio.1844.2

Lettera di Tito Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
8 marzo 1844

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 215

[su foglio bianco; indirizzata: “Sig.r Consigliere Carlo Pozzi | Castel S.t Pietro | Sopra Mendrisio”]

Milano 8 Marzo 1844

Cariss.mo Cognato

Ho ricevuto la tua ultima spediz.e ed andava bene fuorchè sulla lett.a hai scritto 605 invece di 665 come ti ho commesso e m’hai mandati; rimarco questo solamente pel caso che lo stesso staglio di penna tu abbia fatto sul tuo registro e così allora poterlo accomodare; Non mi hai mandate però le 20 copie del 434, che prenderai memoria per mandarmele assieme alle 30 del 650, e vi aggiungerai anche copie 20 dei N.i [...]545 e 646 ed attendi ancora un poco che forse ve ne saranno altri per formare un discreto pacco. Per tua norma di quel 434 il front.o lo tengo quà io –; ho ricevute in suo tempo anche le 6 Copie a ½ Postale de’ N. 520, 21 e 22.

Avrai trovato la Giulietta molto raffredata[,] ma è stato un male universale fra noi, spero che costì si sarà subito ristabilita; Essa ci tenne davvero ottima compagnia e ci rincresce che sia passato il tempo così presto.

Se le combinazioni funeste non mi attraversano i miei progetti[,] conto queste feste Pasquali od al più [tardi] quelle di Pentecoste di fare costì una gita, e permanenza di due giorni, tanto per abbracciare, e forse prenderò meco il Giulio. [...] Ciao, salutami il Rossi, mi congratulo della riconferma del tuo Consiglierato, [...].

Il tuo aff.mo Cognato
Tito Ricordi

Commento

- Come si evince da questa comunicazione, Pozzi inizia a commettere degli errori non indifferenti nell’esecuzione degli ordini, il che alla direzione di Casa Ricordi non passa inosservato.

- Inoltre si ottiene conferma che Pozzi tiene un registro per documentare le sue produzioni a stampa effettuate su ordine di Ricordi. Tale documentazione, che sicuramente serviva per la tenuta della contabilità, non si è conservata. Si suppone che, in base a quanto registrato, Pozzi stilasse i suoi conti, che di seguito venissero sottoposti alla centrale di Milano per essere saldati tramite invio “a ½ postale” (cfr. Carteggio.1843.3). Per un primo riferimento a tali “conticini” cfr. Carteggio.1831.1.

- Non si conserva alcun documento riguardante il compenso che Pozzi ricevette per il servizio di deposito dei prodotti di Ricordi al Consiglio di Stato, effettuato per quasi due decenni (dal 1836 al 1855). Si può soltanto ipotizzare che la retribuzione di questo lavoro avvenisse in base a una tariffa fissa, per ogni numero depositato, e che la prestazione confluesse negli stessi “conticini” presentati periodicamente a Casa Ricordi.

- I numeri menzionati nella lettera, in quanto leggibili e identificabili, sono i seguenti:

605[brano non identificabile]

Theodor Döhler (1814–1856)

665op. 38, Fantaisie brillante sur les plus jolis motifs de Beatrice di Tenda de Bellini (pf. solo)

Karl Schunke (1801–1839)

op. 52, Le pensionnat. Pièces faciles et brillantes (pf. a quattro mani)

434n. 1. Divertissement sur L’éclair de Halévy

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

op. 137, Venticinque studi elementari per pianoforte

°650Primo fascicolo

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 124, Les Sirènes. Trois cantilènes de Bellini variées (pf. solo)

°646n. 2. Beatrice di Tenda

 

- Per i numeri 520–522 cfr. il commento alla lettera precedente.

- Di nuovo, gli ordini prevedono delle scorte di 20 a 30 copie per numero.

- Come ipotizzato nel caso della precedente lettera, le spedizioni più grandi vengono radunate in modo da “formare un discreto pacco”, riferendosi presumibilmente a una carica di sufficiente volume per giustificare un invio per contrabbando. Il doppio significato della parola “discreto”, ovviamente sottointeso in tal senso, viene ulteriormente accentuato dalla sottolineatura.

- “il Rossi” è ad ogni probabilità il già menzionato amico di famiglia Pozzi, il dottor Carlo Rossi, conosciuto e stimato anche dai Ricordi a Milano.

- La presente dell’8 marzo 1844 è l’ultima lettera pervenuta nella quale ricorrono i numeri di catalogo a tre cifre del ‘Catalogo Pozzi’, cioè i prodotti incisi e stampati a Castel San Pietro e destinati al Fondo estero di Ricordi. È inoltre l’ultimo elemento di corrispondenza epistolare diretta conservatosi, tra i responsabili di Casa Ricordi da una parte e Carlo Pozzi dall’altra. I due, da questo periodo in poi, cominceranno a muoversi su binari separati.

Carteggio.1844.3

Lettera di Tito Ricordi (Milano) e Giulietta Pozzi Ricordi [Castel San Pietro]
8/10 marzo 1844

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 205
copia manoscritta (W. Jesinghaus, 1942) in: ASTi, Fondo Ricerche musicali, UNA 852/2, int  XIII

[su foglio bianco; non indirizzata]

Milano 8 Marzo 1844.

Carissima Sorella

Rispondo invero un po’ tardi alla tua cara letterina[,] ma fu perchè ho atteso di ricevere la musica speditami e così accusarne ricevimento a tuo marito nel medesimo tempo. Ho piacere che tu sia arrivata nel tuo nido sana e salva, ora vorrei sapere se codesto clima t’ha fatto sparire quel petulante raffredore [sic] che ti volle mai abbandonare quand’eri fra noi.

In quanto a quì ti dirò che dopo la tua partenza io fui un po’ indisposto, ma ora va meglio, e Papà ha sempre peggiorato nel raffredore fino che fu costretto al letto ed oggi è il 2do giorno, però non voglio dubitare che domani potrà alzarsi e che in pochi giorni sarà affatto ristabilito. La Peppina già come al solito; i Bimbi benino; Circa al Teatro andò la Linda che fece fanatismo, bella Musica e buona esecuzione [...], poi faranno il Nabucco per un pajo di sere pel Pio Istituto e finalmente la Grand’Opera di Mirecky [Stanislao Mirecki] che già sarà un fiasco.

Per combinazione questa lettera è rimasta qui fino ad oggi giorno 10, e così il ritardo è ad essere compensato nel poterti dire che Papà è jeri uscito di casa, ha ancora la tosse di raffreddore, ma già esso vuol fare il suo corso [...]

Tuo aff.mo fratello
Tito

[P. S.] Tante cose amichevoli al nostro Rossi[.]

Commento

- Giulietta Pozzi Ricordi, rientrata a Castel San Pietro il 29 febbraio (vedi Carteggio.1844.1), deve essersi rivolta al fratello Tito solo pochi giorni dopo. Tito (che ammette di rispondere “invero un po’ tardi”) sceglie di replicare con una lettera separata, nonostante lo stesso giorno, l’8 marzo 1844, si rivolgesse al genero con una comunicazione piuttosto lunga nella quale viene addirittura menzionata la sorella. Prima di questa data, una divisione così netta tra sfera professionale e sfera privata non si è vista nella corrispondenza tra Casa Pozzi e Casa Ricordi. È ipotizzabile che Giulietta abbia confidato delle notizie di carattere privato. La risposta intanto (che non venne inviata separatamente, cfr. sotto) evita di trattare questioni fortemente personali. Tuttavia si nota che, nella scelta dei temi, Tito mette un accento sulla vita culturale urbana, la cui mancanza Giulietta in Ticino sentirà gravemente. Si può presumere che questo aspetto (oltre alla relazione con il marito) sia stato un punto centrale nella sua spontanea lettera al fratello, inviata appena dopo il suo ritorno da Milano.

- Considerando le corruzioni di carta ai bordi del foglio, analoghe a quelle della lettera precedente (cfr. Carteggio.1844.2) si presume che i due fogli fossero stati piegati e inviati come una lettera unica. Lo conferma inoltre il fatto che soltanto la pagina diretta a Carlo Pozzi porta sul retro l’indirizzo del destinatario e la timbratura postale del 10 marzo 1844.

Carteggio.1844.4

Lettera di Carlo Pozzi (Locarno) a Giulietta Pozzi Ricordi [Castel San Pietro]
10 maggio 1844

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 219

[su foglio bianco; non indirizzata]

C.ma Giulia

Sei forse in collera che sono ormai otto g.ni che sono qui e non ti ho scritto come avevo promesso di fare?

Lo sai n’e quanto son pigro! e poi le occupazioni che non sono poche, comprese quelle si intende dalla giuocata alle palle in campagnia da’ buoni amici furono altro ostacolo. [...] Ora dunque ti dirò che abbiamo ottenuta la nomina, che pel nostro Distretto vi fù nessuna novità, è poche anche negli altri. Qui a Locarno un solo cambiamento ne’ segretarj [...].

L’affare della strada poi sembra bene incaminato. Il raporto [sic] Beroldinghen è giunto ed è favorevole e l’Ing.re in Capo mi promette di trasmetterlo al Governo sollecitamente, ed ho tutta la speranza di un buon esito.

Molti progetti di Legge; molte buone cose insomma avremo a trattare, ma io mi dispenso del fartene alcun cenno che meglio lo rileverai in seguito dalla Gazzetta.

Scrivimi anche tu tue notizie [...] ti scriverò poi più diffusamente che non faccio ora. Ricevi i miei cordiali saluti [...] e credimi

L’aff.mo Tuo marito
Carlo Pozzi

Castello S. P. Locarno 10 maggio
1844

Commento

- È degno di attenzione che “L’aff[ezionatissi]mo [...] marito”, che si trova nella sessione parlamentare a Locarno, non si fa vivo per una settimana intera. Poco sorprende, inoltre, la compiacente autoqualificazione di Pozzi di essere pigro, in combinazione con l’indiretta ammissione di preferire la “giuocata alle palle in campagnia da’ buoni amici” allo scambio di notizie con la moglie (Giulietta invece risponderà alla presente a giro di posta; cfr. Carteggio.1844.5). Dilungandosi su temi politici e parlamentari, si esonera infine dal dare dettagli e rimanda al giornale. Nel suo complesso, sia l’atteggiamento disattento di Pozzi che il tono generale fa intuire che l’estraniazione tra i coniugi sia ormai in forte aumento.

Carteggio.1844.5

Lettera di Giulietta Pozzi Ricordi (Castel San Pietro) a Carlo Pozzi (Locarno)
11 maggio 1844

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 220

[su doppio foglio bianco; indirizzata: “Al Sig.r Consigliere | Carlo Pozzi | Locarno”]

Caris.o Carlo

Castello li 11 Maggio 1844.

Certamente che aspettavo tue lettere con ansietà, non per avere nuove del Gran Consiglio, ma per aver delle tue, che con quei tuoi spauracchi che hai sempre in testa, temo sempre che vaccilli.

[...]

Il Caretta e Clemente hanno voluto essere pagati delle giornate fatte nella bigattiera.

[...]

Ho qui un pacco Musica, dell’Opera nuova e mi dirai cosa debbo farne?

I Bigatti vanno bene fin’ora, ed onde la mia piccola partita, che spero prendere qualche soldi [sic] onde pagare i miei debitori, che gli ho, n’è?...

[...]

Addio[,] Carlino saluta ed io ti fo un bacio, e credami [sic]

La tua Affezionata
Moglie Giulietta

[...]

Commento

- Sorprende che, durante l’assenza di Pozzi da Castel San Pietro, non si parli affatto della stamperia, dei collaboratori, di merci e materiali o degli affari in generale legati alla calcografia.

- Il riferimento scherzoso a “quei tuoi spauracchi che hai sempre in testa, temo sempre che vaccilli”, espresso dalla moglie, suggerisce nell’osservatore l’impressione di un Pozzi giudicato dagli intimi persona di carattere piuttosto instabile. La confessione dello stesso di essere pigro e poco focalizzato (cfr. la lettere precedente, Carteggio.1844.4) sembrerebbe darne ulteriore conferma.

- Si viene inoltre a sapere che Giulietta da poco dispone di una bigattiera (cioè di un locale attrezzato appositamente per l’allevamento dei bachi da seta), che si sviluppa secondo le aspettative e che è intesa come guadagno secondario, per generare una “piccola partita” per lei. Anche questa circostanza fa sospettare che la stamperia da sola non renda a sufficienza. La bachicoltura è mestiere impegnativo che si pratica principalmente durante la stagione primaverile e estiva. In Ticino e in tutto il nord Italia, fra il XVII e il XIX secolo costituiva l’elemento più incisivo dell’economia rurale.46

- Va notato che nonostante questa impressione di fondo riguardante la situazione economica della coppia, nel periodo tra aprile e dicembre 1844 avvengono numerosi depositi ufficiali di Pozzi al Consiglio di Stato con almeno 177 numeri singoli. Il “pacco Musica, dell’Opera nuova” dovrebbe infatti riferirsi a uno dei consueti invii da Milano con i fascicoli destinati al deposito, che nella stamperia di Castel San Pietro dovranno essere ‘timbrati’ con la lastra di deposito datata, ed inoltrati al Consiglio di Stato, accompagnati dalla relativa petizione.

- L’opera nuova in questione è molto probabilmente Ernani di Verdi (debutto: 9 marzo 1844); i rispettivi depositi avvengono a più tappe, tra aprile e agosto 1844 (cfr. 5. Depositi - Pozzi).

- Non è da escludere che nella succursale di Castel San Pietro, già nel 1844, la produzione di lastre incise stia ferma, almeno temporaneamente (per una successiva ripresa, cfr. Carteggio.1852.2–6). La prestazione del deposito degli stampati inviati da Milano, invece, continua come prima, anche nei due anni a venire, malgrado l’assenza dei pezzi di corrispondenza tra Milano e Castel San Pietro per quel periodo.47

Carteggio.1847.1

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Giulietta Pozzi Ricordi (Castel San Pietro)
5 giugno 1847

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 229

[su foglio bianco filigranato “GR”; indirizzata: “Alla Sig.a | Giulia Pozzi | Castel St Pietro | Sopra Mendrisio”]

Caris.a Giulia

Mil.o 5 Giug.o 847

Povera Giulietta[,] tù sarai Stanca ed io con questa mia vengo a darti un disturbo; abbi dunque pazienza ma non ti dispiacerà.

Martedi o Mercoldi [sic] parto col Corriere alle ore 11 della Matt.a e passa [sic] p. Mendrisio, ecco il disturbo, spero di trovarti colà p. darti un baccio, e dirti tante cose p. tutti noi. Se però questo ti deve far danno pe’ bigatti me ne dispiacerebbe e te ne dispenso ritenendo come avuto. Dunque di fretta ma di Cuore ricevi i saluti di noi tutti e fanne parte a tutti voi altri[.] Amami e Credimi

Tuo Aff.o Papà

[...]

Commento

- Ricordi, accorto e prudente, ha presente il forte impegno che la bachicoltura richiede e non pretende che la figlia trascuri i propri doveri per incontrarlo durante il suo passaggio. Va inoltre notato che Ricordi non si ferma per affari della stamperia, argomento apparentemente estraneo agli attuali interessi dell’impresa, ma unicamente per salutare la figlia, costretta in tal caso di scendere a Mendrisio per trovarlo, sottointeso durante la sosta breve alla stazione di posta, mentre si cambiano i cavalli.

- Inoltre si nota la mancanza del consueto saluto al genero Carlo Pozzi, sostituito da una formula generica.

- La lettera del 5 giugno 1847 è l’ultimo elemento noto di corrispondenza di famiglia che Giulietta Pozzi Ricordi riceve a Castel San Pietro. La sua presenza sul posto è invece documentata ancora per almeno un altro anno e mezzo (cfr. Carteggio.1849.4).

- Va aggiunto che a metà febbraio 1847 Vienna aveva ordinato la chiusura di un cordone militare per meglio controllare il confine con la Svizzera, prendendo alla sprovvista il Governo ticinese. Al contempo venne decretato uno stop di esportazione di grano verso il Ticino che, dopo anni di raccolta insufficiente, causa una rivolta nel Mendrisiotto. Il Governo ticinese risponde circonnavigando la situazione grazie agli ottimi rapporti con il Piemonte; di conseguenza, lo stop austriaco viene sospeso il 29 marzo 1847.

Dopo la tentata rivoluzione durante le Cinque giornate di Milano (18–22 marzo 1848), il numero di rifugiati politici in Ticino aumenta. L’agitazione politica, inizialmente tollerata dal Governo cantonale, nell’ottobre 1848 porta a un tentativo di rivolta di Mazziniani nell’area del lago di Como, partita dal Ticino. Berna vede minacciata la neutralità, di conseguenza si inviano dei commissari federali e viene ordinato lo spiegamento di truppe nella regione del confine. Alla fallita rivolta conseguono nuovi blocchi di confine da parte austriaca, che riguardano anche il Mendrisiotto.48

Per Casa Ricordi questi sviluppi hanno un impatto particolarmente grave: Castel San Pietro in breve tempo va perdendo lo stato del sicuro luogo di produzione per materiali delicati.

Carteggio.1848.1

Lettera di Tito Ricordi (Milano) a Giuseppe Verdi (Parigi)
29 novembre 1848

I-BSAv, fascicolo “Ricordi”; da: Verdi-Carteggio (Appendice 6. n. 7), pp. 307–309

[su foglio intestato di Casa Ricordi; indirizzata: “Monsr Joseph Verdi | 6. Rue Neuve S.t Georges | à Paris P. Rue de la Victoire.”]

[...]

Milano li 29 Nov.e 1848

Amico Carissimo

[...]

Non fu difatti che in qualità di proprietario dell’opera che stavi componendo per me in Parigi che io ne diedi la grata notizia alla De Giuli [Teresa de Giuli Borsi, soprano] per prepararla a pregustare quest’opera pel suo repertorio à Roma, e fu sempre in questa qualità che scrissi anche ad altro mio amicissimo e tuo ammiratore, come lo sono tutti i Romani, l’Avvo Vasselli [Antonio Vasselli, amico di Verdi], perché disponesse in tal modo il repertorio in questi tempi difficili per la scarsezza del denaro nelle attuali vicende politiche per approfittare d’una compagnia d’artisti che era di tuo genio [...].

Tu ben sai che se sei l’ammirazione di tutto il mondo musicale, sei specialmente l’idolo dei Romani, i quali in mezzo ai trambusti politici del corr.e autunno non tralasciano però di portarsi in folla a rigustare dopo tante volte il tuo Ernani, ed aspettavano anche il Macbeth [...]. [...] e in mezzo a tante commozioni e a tanti pericoli, non si perdeva di vista il loro amato Verdi, dalle cui opere aspettano il sollievo agli animi turbati, e in data del 23 cad.e il Deputato Sr Cortesi [Vincenzo Cortesi, deputato del Consiglio municipale di Roma] mi scriveva che per l’opera che hai composta per me aggradivano la mia esibizione, e mi avrebbero pagato un nolo di fr.chi 2500, più fr.chi 1000 per l’illustre Maestro per le sue spese per recarsi a Roma a porla in scena, come si è offerto.

Da quanto ti ho narrato tu vedi come sia ben distinto in tutto ciò Ricordi da Verdi. [...] Sgombra dunque dal tuo animo tutte le idee che ti sei erroneamente create; pensa alla festa che ti verrà fatta al tuo arrivo in Roma ed agli onori che ti attendono; pensa all’amicizia nostra, e sono certo che rinunzierai al pensiero di mancare a ciò a cui siamo impegnati.

Premesso questo e persuaso di te e della tua amicizia, ritornando alla precedente tua del 20, ti prego caldamente a spedir subito tutto ciò che hai pronto della tua opera col mezzo del Corriere in pacco affrancato e contro ricevuta al Sr Consigliere Carlo Pozzi Castel S. Pietro sopra Mendrisio, Cantone Ticino, che io stesso mi recherò poi colà a prenderlo e lo porterò qui per dar tosto mano alla sua copiatura, e così pure farai del rimanente, ben inteso che ti pagherò tutte le spese d’affrancatura Etc. Etc.

Ti prego poi anche e col maggiore impegno possibile, a farmi fare subito su carta finissima e da bella e corretta mano una copia del libretto, che mi manderai chiusa in una soprascritta come fosse una lettera per posta. Anche di questa, come di dovere, ti rimborserò la spesa.

Ritengo che avrai fatto eseguire dall’amico Muzio (che mi saluterai tanto) le riduzioni di quella parte di spartito pronta a spedirsi, e queste pure potrai unirle all’invio, come farai del resto quando sarà pronto. Le riduzioni per Piano solo potrai spedirmele direttamente dopo, mettendo sulle medesime o niente o il solo nome d’un personaggio dell’opera per titolo e non il titolo dell’opera intera, non ommessa però l’indicazione della qualità del pezzo.

Prima di partire per Roma (ché ora sono certo nella tua amicizia che vi andrai) ti manderò il saldo di ciò che ti devo a totale pagamento della Gerusalemme, ed in attenzione di tuo carissimo riscontro che mi sarà una novella prova della tua amicizia, cordialmente ti saluto e mi dico

tuo Affmo amico
per Giò Ricordi
Tito Ricordi

[...]

Commento

- Nella comunicazione tra compositore e editore vige il silenzio più assoluto sul titolo “dell’opera che stavi componendo per me in Parigi”: si tratta de La battaglia di Legnano, opera di vena fortemente patriottica, che andrà in scena per la prima volta il 27 gennaio 1849.

- Ricordi intraprende tutto l’immaginabile per persuadere Verdi di presenziare all’esecuzione: ci tiene fortemente che la programmazione della prima, prevista per il Teatro Argentina di Roma, andrà in porto con il massimo successo. Le somme citate fanno intendere che sia l’editore (nel presente caso in qualità di proprietario dell’opera) che gli organizzatori romani prevedono di ricavare un cospicuo volume di entrate dallo sfruttamento dell’impresa. Casa Ricordi non può prevedere che gli sviluppi politici dell’anno successivo manderanno all’aria tutti i piani: dopo la capitolazione della Repubblica romana (3 luglio 1849), La battaglia di Legnano dovrà trasformarsi in L’assedio di Arlem, per rimanere nella programmazione dei teatri, almeno della Lombardia e delle altre terre di dominazione austriaca. La modifica dell’edizione sarà un fiasco per Ricordi.

- Lo scambio di informazioni si svolge nella più grande segretezza, misura senz’altro dovuta ai maggiori controlli da parte austriaca, anche della corrispondenza postale: il clima generale dopo le Cinque giornate di Milano (18–22 marzo 1848) e la restaurazione del Regno Lombardo-Veneto (25 settembre 1848) rende impossibile non solo l’esecuzione dell’opera in Lombardia, ma non permette neanche di pronunciarne il titolo.

- Ricordi implora Verdi “a spedir subito tutto ciò che hai pronto della tua opera”, per via postale “e contro ricevuta”. Tuttavia, il pacco va inviato in Ticino, a Carlo Pozzi, che in questo caso fungerà unicamente da casella postale, esonerato per il momento da ogni ulteriore impegno. Il titolo “Consigliere”, dall’uscita di Pozzi dal Gran Consiglio, a inizio 1848, in realtà non è più valido, ma servirà come ulteriore garanzia per un trasporto sicuro della preziosa merce. Tito si recherà personalmente a Castel San Pietro per prendere in consegna i materiali e per portarli in Italia onde provvederne l’incisione. Come si vedrà più avanti (Carteggio.1850.2a-b), vari altri indizi confermano che l’edizione de La battaglia di Legnano venisse prodotta interamente da Ricordi a Milano. Pozzi invece rimane escluso dal processo di produzione: a stampa conclusa, il suo ruolo sarà limitato all’esecuzione del deposito legale delle copie inviate per posta.

- La produzione viene avviata senza perdita di tempo: il primo deposito al Consiglio di Stato porta la data 28 gennaio 1849 (Pozzi.petizioni.1849.1), appena un giorno dopo la prima rappresentazione, e comprende 16 numeri (nove della versione per canto e pianoforte e sette della riduzione per pianoforte solo). Il 1 marzo 1849 seguirà il secondo deposito (Pozzi.petizioni.1849.2), il terzo e ultimo il 20 novembre 1850 (cfr. Pozzi.petizioni.1850.8). Nel totale saranno depositati 30 numeri, la quasi totalità dell’opera.49

- Ricordi, presumibilmente per motivi di sicurezza, chiede di ricevere le “riduzioni per Piano solo”, con scritto “sulle medesime o niente o il solo nome d’un personaggio dell’opera per titolo e non il titolo dell’opera intera, non ommessa però l’indicazione della qualità del pezzo”: Questi materiali, a differenza della partitura, saranno inviati a Milano (“Le riduzioni per Piano solo potrai spedirmele direttamente dopo”) e dovranno dunque essere preparate a subire un controllo postale. Anche nella forma stampata, la riduzione per pianoforte solo non porterà titoli o scritte compromettenti (per un esemplare della serie, vedi Illustrazione 25a-c).

- La seconda metà dell’anno 1848 sembra essere il periodo in cui l’attività della stamperia di Pozzi va man mano fermandosi. Verdi in una lettera da Parigi del 18 ottobre 1848 non è ancora al corrente, quando scrive a Giuseppe Mazzini a Lugano in riferimento al suo “Inno popolare” Suona la tromba, composto su parole di Goffredo Mameli: “Se vi decidete stamparlo potete rivolgervi a Carlo Pozzi Mendrisio che è corrispondente di Ricordi.”50 L’inno infine sarà pubblicato da Paolo De Giorgi a Milano.

- Per uno sguardo più approfondito sugli intricati retroscena della prima edizione de La battaglia di Legnano, vedi Bassani-Spekulation.

Carteggio.1848.2

Lettera di Emanuele Muzio (Mendrisio) a Giovanni Ricordi (Milano)
30 dicembre 1848

I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET011228

[su foglio bianco; indirizzata: “All’Egregio Signore | Giovanni Ricordi | Milano.”]

Car.mo Ricordi

Mendrisio 30 Dicembre 1848.

Buon giorno e buon anno. Che il nuovo anno ti sia prospero e pieno di felicità. Non è ne per uso ne per costume che io te lo auguro, ma è per la stima e l’amicizia che ho per te, e che spero sarà lunga e durevole.

Attendo la musica per potere continuare le riduzioni d’uso, sperando che finito questo lavoro tu vorrai essere buono per continuarmene a dare un altro.

Forse la donna di casa ti porterà un piccolo fardello per me; ti prego ad avere la compiacenza d’inviarlo per mezzo de gl’incisori che si porterranno [sic] costì.

Attendo di giorno in giorno lettera da Verdi, che spero sarà in Roma, sano e contento.

Ricevi i miei più cordiali saluti mentre

mi dico tuo amico affezionato
E. Muzio.

Commento

- Il ventisettenne Emanuele Muzio (1821–1890), l’assistente musicale di Giuseppe Verdi, è legato a Casa Ricordi da pochi anni, tra l’altro per preparare le riduzioni di varie opere del maestro. Come reduce dalle insurrezioni in Lombardia e dalla successiva restaurazione del Regno Lombardo-Veneto, Muzio, nel settembre 1848, viene ospitato a Castel San Pietro da Giulietta Pozzi Ricordi. Si ferma per alcune settimane.

- Un invio “per mezzo de gl’incisori”, che Muzio accenna, sembra indicare una certa frequenza nello scambio di personale tra Milano e Castel San Pietro (anche se Muzio si crede a “Mendrisio”). È ovvio che questa via di trasporto potesse servire anche per spostare delle spedizioni destinate ad amici di famiglia. Il “piccolo fardello” intanto non è merce urgente: come si vedrà più avanti, Muzio lascerà il Ticino solo verso la fine di febbraio 1849.

- Il riferimento a “gl’incisori” sembra inoltre suggerire che la produzione di lastre incise a Castel San Pietro non è ancora del tutto congelata.

- Non è chiaro, neanche alla luce delle seguenti lettere di Muzio, a quale opere si riferiscano “le riduzioni d’uso”.

- La presenza di Verdi a Roma è legata al debutto de La battaglia di Legnano, che avverrà con immenso successo il 27 gennaio 1849, ancora prima della proclamazione della Repubblica Romana (9 febbraio 1849).

- Nonostante Carlo Pozzi sia presente a Castel San Pietro durante la permanenza di Muzio (cfr. le petizioni autografe del 28 gennaio e 1 marzo 1849; Pozzi.petizioni.1849.12), quest’ultimo, nelle sue comunicazioni a Tito Ricordi, non ne fa cenno. Pozzi non gioca più alcun ruolo di rilievo per gli interessi di Ricordi in Ticino, oltre a quello di effettuare i depositi presso il Consiglio di Stato dei materiali inviati da Milano. Come si è già osservato, l’ultimo noto elemento di corrispondenza epistolare diretta tra Pozzi e Casa Ricordi porta la data 8 marzo 1844 (cfr. Carteggio.1844.2).

- Va aggiunto che, con l’inizio del 1848, si conclude il secondo mandato di Carlo Pozzi in Gran Consiglio. Con la sua uscita dal parlamento cantonale termina anche la possibilità di rappresentare gli interessi di Ricordi a livello politico. Come si vedrà, il suo valore strategico sulla scacchiera di Casa Ricordi da ora in poi è in caduta libera.

Carteggio.1849.1

Lettera di Emanuele Muzio (Mendrisio) a Tito Ricordi (Milano)
1 febbraio [1849]
51

I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET011229

[su foglio bianco; indirizzata: “All’Egregio Signor | Giovanni Ricordi | p. Tito Ricordi | Milano.”]

Car.mo Tito

Mendrisio 1 Febbrajo [vacat]

Spedisco col corriere d’oggi i pezzi che mi richiedesti come più importanti. Io continuerò intanto le riduzioni per Cembalo e Flauto degli altri pezzi attendendo le partiture e carta bianca rigata, che sono senza.

Mi pare che l’ultime battute dell’Adagio della Sinfonia siano più difficili, nel modo in cui l’anche [sic] messa, che nell’altro. Se mi sbaglio io[,] si sbaglia Verdi pure al quale [lo] feci osservare, e si suonava benissimo.

Ti prego di mandarmi se puoi, oppure di dar l’ordine a tua sorella, 100 Franchi; che io continuerò a lavorare.

Spero che tu starai bene; io ho avuto una forte emicrania, ma oggi sto meglio; tua sorella ha avuta molta cura di me e ne conserverò memoria per sempre.

Tante cose a tuo buon padre, e a tutti dello studio. Se hai nuove di Verdi ti prego di darmele.

Il tuo aff.mo
E. Muzio.

Commento

- Anche in questo caso non si evince dalla lettera di quali “riduzioni per Cembalo e Flauto” si tratta.

- È degno di attenzione che Muzio a Castel San Pietro (o “Mendrisio”), oltre alle copie manoscritte dei brani dell’opera, ricevesse anche “carta bianca rigata”. La mancanza del materiale di lavoro nella succursale svizzera di Ricordi è ulteriore indizio per un’attività fortemente ridotta della stamperia di Pozzi; certi lavori de “gl’incisori” sul posto (vedi la lettera precedente), riguardanti la produzione di lastre incise, sembrano invece continuare.

- Il fatto che Muzio spedisca le sue riduzioni a Milano, rende inoltre evidente che l’edizione dell’opera, non identificata, non venisse stampata – e nemmeno incisa – all’estero, ma che la produzione si svolgesse integralmente in Lombardia.

- Il tono che Muzio usa ripetutamente nella sua corrispondenza con Ricordi dal Ticino, mostra un personaggio consapevole del proprio valore (“Ti prego di mandarmi se puoi [...] 100 Franchi; che io continuerò a lavorare.”) che, in qualità di assistente di Verdi, gode di una posizione privilegiata nei confronti dell’azienda.

Carteggio.1849.2

Lettera di Emanuele Muzio (Mendrisio) a Tito Ricordi (Milano)
8 febbraio [1849]
52 [giovedì]

I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET011222

[su foglio bianco; indirizzata: “All’Egregio Signore | Giovanni Ricordi | per Tito Ricordi | Milano.”]

Car.mo Tito.

Mendrisio 8 Febbrajo 1848 [sic].

Eccoti segnato il luogo ove deve essere operata la corezione [sic].

Verdi sarà andato a Parigi vedendo imminente una rivoluzione, e temendo qualche sinistro per le persone che vi sono colà. Non ho ricevute le lettere da Genova; perchè il corriere è in ritardo di due giorni.

Mandami pure la Gerusalemme per la Strepponi che avrò ocasione [sic] favorevole per fargliela avere sicuramente la settimana ventura; come pure i pezzi dell’Opera nuova di Verdi.

[So]no disposto ad andare à mettere in scena l’Oper[a d]i Verdi sia in Toscana, Romagna, o Sic[ilia. S]ono fatte le corezioni [sic] dall’Acchille [sic] Buste[lli, e] oggi continuerà a fare le altre.53

Sabbato o Domenica ti spedirò le altre riduzioni per 4.o mani.

Ricevi i miei più affetuosi [sic] saluti tanto per tuo Padre che per tutti di tua famiglia.

t.o aff.mo E. Muzio.

P. S. Ricevo or ora lettera da Verdi del 3 [febbraio]. Ha fatto un viaggio di quattro giorni e 4.o notti per l’Appenino faticosissimo, e dopo essere arrivato sino sotto Pontremoli, per non passare per le fila Tedesche, per andare a Busseto s’è deciso d’andare a Parigi. Appena avrò finite tutte le riduzioni dovrò andarvi io invece di Lui per affari di famiglia urgenti assai, e che riguardano da vicino gl’interesse stessi di Verdi.

Commento

- Di nuovo, la comunicazione lascia all’oscuro sull’identità delle musiche che Muzio sta riducendo, nel presente caso, “per 4.o mani”.

- Gerusalemme (fran. 26 novembre 1847; ital. 26 dicembre 1850) era l’ultima opera di Verdi pubblicata da Ricordi;54 per questo motivo “i pezzi dell’Opera nuova di Verdi” riguardano chiaramente La battaglia di Legnano (27 gennaio 1849), opera pubblicata nel Lombardo-Veneto, per i noti motivi politici, con il titolo L’assedio di Arlem. Muzio (su richiesta di Tito Ricordi, cfr. Carteggio.1848.1) ne evita a scrivere alcun titolo, per non suscitare l’attenzione della censura postale. La riduzione per pianoforte a quattro mani è pronta per essere spedita “Sabbato o Domenica”, cioè il 10 o 11 febbraio.

- “la Strepponi“ non può essere che Giuseppina Strepponi (1815–1897), cantante di soprano e dal 1848 compagna di Verdi, ormai in fine di carriera: nello stesso anno della lettera, 1849, la Strepponi si ritirerà dalle scene.

- La citazione delle “corezioni [fatte] dall’Acchille Buste[lli]” è il primo riferimento in assoluto alla presenza del ventunenne Achille Bustelli (nato a Locarno il 19 agosto 1827) alla bottega di Pozzi. A mancanza di ulteriori precisazioni, si può solo presumere che l’accenno alle correzioni da lui intraprese sia riferito a delle lastre incise nella stessa bottega, sempre su ordine da Milano (mentre rimane incerta di quale opera musicale in questo caso si trattasse). Ciò costituerebbe un ulteriore indizio per una certa continuità nella produzione di questo genere di merce a Castello, quale ramo operativo in cui Pozzi, però, non svolge più alcun ruolo, mentre l’attività della stamperia è ferma.

Carteggio.1849.3

Lettera di Emanuele Muzio (Castel San Pietro) a Tito Ricordi (Milano)
20 febbraio 1849 [martedì]

I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET011230

[su foglio bianco; indirizzata: “All’Egregio Sig.r | Giovanni Ricordi | p. Tito Ricordi | Milano.”]

Car.mo Tito

Castello li 20 Febbrajo 1848 [sic].

Ho già terminate le riduzioni per Flauto e [sic] Violino di tutti i pezzi de’ quali tengo le partiture; mancano per compire l’opera la Sinfonia, la Cavatina soprano, il Duetto “È ver?” ed il duettino nuova [sic]; però io posso farle anche senza partitura sapendola quasi a memoria; tu damene avviso che io le farò, e poi le manderò tutte assieme.

Lunedì io lascierò [sic] questi luoghi, dovendo per affari miei e di Verdi andare a Busseto; bisogna che io attenda ancora una lettera da Verdi che non la potrò ricevere che Sabbato o Domenica per certe istruzioni, e forse dovrò passare da Milano, ma questo è assai incerto. Se passerò da Milano daremo assieme una ochiata [sic] a questa bella musica e vedrai che tesoro possiedi.

Ti prego di dirmi a posta corrente se io debba o no fare i pezzi che ti dissi di sopra per Cembalo [e] Flauto o Violino.

Un altra cosa assai importante vi è che mi trovo quasi senza denari e se tu fosti sì buono per me per l’adietro, lo sarai questa volta ancora inviandomi o facendomi passare da tuo cognato un centinajo di franchi; spero che non mi niegherai questo, perchè allora mi troverei nella necessità di dover scrivere a Verdi, e di dover ritardare la mia partenza, giacchè la mia presenza è necessiaria [sic] assai a Busseto più per le cose di Verdi che per le mie.

Ti prego dì tante cose a tuo padre e a tutti gli amici.

Mi dico con tutto il cuore
Tuo aff.o
E. Muzio.

Commento

- Con il riferimento al “Duetto «È ver?»” Muzio rivela infine che l’opera in questione è La battaglia di Legnano. Il brano (“Duetto Finale I. È ver?... Sei d’altri?”, sia nella riduzione per canto e pianoforte che per pianoforte solo) fa parte delle musiche depositate il 28 gennaio 1849 (cfr. Pozzi.petizioni.1849.1).

- Evidentemente si sta parlando della riduzione per pianoforte e flauto dell’opera (è sottointeso che, con le “riduzioni per Flauto e Violino” nonché “per Cembalo [e] Flauto o Violino” si intendono le stesse cose). Queste riduzioni (con i numeri di catalogo da 20956 a 20967, rispettivamente da 20977 a 20988), secondo il Librone Ricordi portano date di produzione tra marzo e giugno 1849.

Carteggio.1849.4

Lettera di Emanuele Muzio (Mendrisio) a Tito Ricordi (Milano)
23 febbraio 1849
55

I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET011231

[su foglio bianco; indirizzata: “All’Egregio Signore | Giovanni Ricordi | per Tito Ricordi | Milano.”]

Car.mo Tito

Mendrisio li 23 Febbrajo 1848 [sic].

Stammattina [sic] ho ricevuto assieme alla tua cara di jeri 100 franchi pari a [Lire] Milanesi 140.

Te ne ringrazio con tutto il cuore.

Per lunedì io avrò finite tutte le riduzioni, che ti porterò io stesso, oppure le manderò.

Attendo domattina una lettera di Verdi la quale mi farà decidere la strada che terrò per recarmi a Busseto; se gli affari di Verdi richiedessero che io passassi per Milano lo farò volontieri [sic] per il piacere di abbraciarti [sic] assieme al padre tuo al quale ti prego di tanti saluti anche a nome di tua sorella e del Dottore Rossi[.]

Il tuo aff.mo
E. Muzio

Commento

- La lettera di Muzio del 23 febbraio 1849 è l’ultima testimonianza della presenza di Giulietta Pozzi Ricordi a Castel San Pietro (mesi più tardi, nella sua del 27 ottobre a Tito Ricordi a Milano, Muzio farà espressamente “dire tante cose alla tua sorella Sig.a Giulietta”, che da poco è tornata in patria).56 I saluti “a nome [...] del Dottore Rossi” sottolineano una volta in più la familiarità tra il medico di Castel San Pietro e la famiglia Ricordi-Pozzi. Più palese che mai è invece la mancanza di saluti a nome di Carlo Pozzi che, durante la permanenza di Muzio a Castel San Pietro, è effettivamente presente sul posto.57

- L’imminente partenza di Muzio è confermata dalla sua successiva lettera diretta a Tito Ricordi, inviata da Busseto il 13 marzo (I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET011232).

Carteggio.1849.5

Certificato medico rilasciato dal dott. Benedetto Garavaglia (Milano) per Carlo Pozzi (Milano)
14 luglio 1849

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 234

[su carta bollata “1. L. 50. c. | una lira cinquanta cent.”]

Milano 14. Luglio 1849.

Dichiara il Medico sottoscritto che Il Sig.r Carlo Pozzi abitante C.da di Biglj N.o 1251 presso La NN.le Sig.ra Giuseppina Meroni sua zia è mal’appena ristabilito d’una pertinace Dotienterite che da varie settimane gravemente ne l’affliggeva; e per meglio completare la sua guarigione, o prevenire dannose recidive, vennegli consigliato di restituirsi al suo luogo di nascita in aria molto piu pura [...]. In fede

D.r Bened.tto Garavaglia

Commento

- Secondo questa dichiarazione, Pozzi, ormai quarantottenne, si sta guarendo da una febbre tifoide (o tifo addominale, una malattia infettiva provocata da bacilli del genere Salmonella).

- Carlo Pozzi non viene ospitato nella casa del suocero. Il documento è l’unico riferimento ad una curiosa ‘zia’ di Pozzi, Giuseppina, moglie di un nobile milanese della famiglia Meroni. Sorge il sospetto che la signora possa più che altro essere una conoscente disposta ad offrire ufficialmente ospitalità a Pozzi a Milano durante la sua degenza.

- Tra il 1 marzo 1849 e il 13 (rispettivamente 4) settembre 184958 non sono documentati dei depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Resta ipotesi una permanenza del liberal-radicale Pozzi a Milano per interessi politici, in seguito alla proclamazione della Repubblica Romana (9 febbraio 1849) e nella speranza di una ripresa della rivolta, mentre dopo la brusca fine della stessa Repubblica (3 luglio 1849), un certificato medico – redatto per cortesia – con l’espresso consiglio “di restituirsi al suo luogo di nascita in aria molto piu pura” gli avesse di sicuro agevolato il rimpatrio.

Carteggio.1850.1

Lettera di Luigi Fraschina (Trieste) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
7 ottobre 1850

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 240

[su foglio bianco; indirizzata: “All’Amatissimo Signore | Il Signor Carlo Pozzi | Mendrisio | per Castello San Pietro | Svizzera”]

Pregiatissimo Signor Zio!

Nella recente mia rapida corsa a Castello, ove appena potei avere il piacere di vederla un istante, tanto era [sic] pressato al ritorno, mi venne inteso ch’Ella abbia fatto pubblicare sulla Gazzetta un avviso per la vendita della di lei casa. Tale notizia ha naturalmente destato vivo desiderio nella mia Signora Suocera di concorrere all’acquisto, per la particolare predilezione ch’essa porta a questa sua casa materna, desiderio che è pure comune a mia Moglie ed a me stesso.

Sotto questi auspicj prendo quindi la libertà di esternarlo confidenzialmente a Lei, ottimo Signor Zio, fidando nella sua benevolenza che vorrà accoglierlo di buon grado per accordare a noi anziché ad estranei la preferenza nella compera. Io non conosco l’accennato avviso in stampa, ma suppongo che comprenderà la casa civile, i rustici e l’annessovi chioso, le quali località riunite tornerebbero a comodo della mia crescente famiglia, ed oso lusingarmi che, poichè è sua determinazione di trasferire il suo domicilio a Milano, vorrà giovarmi nella concorrenza e compiacersi di cederli a noi in preferenza di altre persone. Noi saremmo molto lieti di poter subentrare a Lei nella suddetta casa, che ricorda tante affettuose reminiscenze alla mia Signora Suocera, e di venire tratto tratto a passare costi la bella stagione autunnale e col tempo fors’anche a stabilire il nostro domicilio. Ed Ella ha propriamente deliberato di abbandonare il patrio suolo, sì ameno pe’ suoi contorni e per la vita beata che vi si conduce? – Noi penetrati da un’idea vaga che forse Ella potrebbe apprezzare, ci facciamo doverosi, qualora ne aggradisse la proposta, di pattuire seco lei anche il seguente accordo, in riguardo dei vincoli di parentela e della stima che noi le professiamo. Noi saremmo disposti [a] procedere all’acquisto come sopra condizionato, cioè della casa civile compreso i rustici e l’annessovi chioso, lasciando a Lei in arbitrio, vita sua durante, di riservarsi a piacimento due o tre camere, colla facoltà di venire ad abitarle in ogni tempo come meglio le parerà e piacerà. Anzi per noi sarebbe un favore grato di possedere eziandio la sua persona e son sicuro [che] troverebbe in ogni circostanza nella mia famiglia quelle cure e quelle attenzioni che tanto le son dovute. Voglia adunque prendere in considerazione quanto io le ho esposto di fuga e degnarsi di graziarmi due righe di riscontro.

Aggradisca mille cordiali saluti della mia Signora Suocera e di mia Moglie, e mi creda col maggior rispetto ed attaccamento

Trieste, 7 Ottobre 1850

Di Lei Ubb.mo ed Aff.mo Nipote
Luigi Fraschina.

Commento

- In base alla documentazione disponibile non è possbile stabilire con certezza le relazioni di parentela tra Pozzi e Fraschina. Luigi Fraschina sembrerebbe il genero di Teresa Pozzi, una zia di Carlo, che vive a Trieste.59 In senso stretto, dunque, Carlo Pozzi non sarebbe lo zio di Fraschina, ma il cugino della sua moglie. Tuttavia, lo specifico grado di parentela non ha importanza per quello che in seguito alla lettera di Fraschina sarà avviato. Nelle considerazioni seguenti i due saranno trattati come zio e nipote.

- Come imprenditore di commercio, Fraschina sembra godere di un certo successo professionale,60 condizione che gli permette di investire nel settore immobiliare in patria.

- Per l’annuncio di vendità di “una vasta e comoda casa civile recentemente ricostrutta [...] in assai amena e romantica situazione”, apparso sulla Gazzetta Ticinese del 6 settembre 1850, cfr. Documenti.vari.1850.2.

- Come si evince solo dal carteggio degli anni successivi, la cessione della casa di Pozzi avrà effettivamente luogo. Pozzi otterrà una rendita vitalizia, più il libero alloggio a vita, come proposto da Fraschina. Da quel momento in poi, Pozzi fungerà anche come amministratore degli immobili che suo nipote possiede, sia a Castel San Pietro che nei paesi limitrofi.

Carteggio.1850.2a

Bolletta d’avviso di spedizione stampata di Casa Ricordi, diretta a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)61
15 novembre 1850

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 242

[su foglio intestato di Casa Ricordi; nell’indirizzo “a fianco dell’I. R. Teatro alla Scala” la “I.” è stata cancellata a mano (con inchiostro diverso dal resto), idem lo stemma Imperiale con l’aquila bicipite]

Sig. Consigl.e Carlo Pozzi a Castel S.t Pietro Sopra Mendrisio

Serve la presente d’avviso che a mezzo Postale vi ho spedito un pacco N.o 925 del peso di Kilog. [vacat] contenente musica stamp. ordinatami del valore di Fr. 60

Ciò vi serva, e con tutta la stima mi dico

Devotissimo
per Giovanni Ricordi
Ant.o Bl[illeggibile]

Milano, li 15 Nov.e 50

Commento

- Si notano significanti modifiche nell’intestazione stampata di Casa Ricordi, apportate da mano sconosciuta al tradizionale modulo, sotto il segno evidente del patriottismo e in seguito alla Prima guerra d’indipendenza italiana (23 marzo 1848 – 22 agosto 1849); vedi anche Carteggio.1850.2b; per la riproduzione del documento cfr. Illustrazione 25d.

- Le modifiche saranno temporanee; con la lettera di Tito Ricordi a Gaetano Pozzi del 6 luglio 1855 (Carteggio.1855.3) la ditta sarà tornata alla normalità dell’“I. R. STABILIMENTO NAZIONALE PRIV. [...] a fianco DELL’I. R. TEATRO ALLA SCALA”.62

- Dopo la lettera di Tito Ricordi dell’8 marzo 1844 a Carlo Pozzi (cfr. Carteggio.1844.2) non si conservano testimonianze di una corrispondenza diretta tra Casa Ricordi e il suo rappresentante in Svizzera. A mancanza di riferimenti per datare con precisione il ritorno di Giulietta Pozzi Ricordi in Italia (da inquadrare grosso modo tra febbraio e ottobre 1849), bisogna almeno notare che la distanza che si stabilisce tra Pozzi e la moglie, coincide a grandi linee con il silenzio che si manifesta tra Pozzi e il resto della famiglia Ricordi.

- I rapporti professionali tra le parti si intrattengono ancora per diversi anni, i depositi di Pozzi dei materiali Ricordi continuano. Tuttavia, dopo l’apice assoluto raggiunto nel 1843 (con 260 numeri depositati nel corso di un anno), le cifre diminuiscono, con due annate senza alcuna azione registrata (1852 e 1854), prima della sospensione definitiva in seguito agli ultimi depositi, nell’estate del 1855. Sarà il successore di Pozzi, nel 1857, a riprendere le attività.

Carteggio.1850.2b

Etichetta d’indirizzo stampata della stessa spedizione,63 indirizzata a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)64
[15 novembre 1850]

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 243

[su foglio intestato di Casa Ricordi; nell’indirizzo “a fianco dell’I. R. Teatro alla Scala” la “I.” è stata cancellata a mano (con inchiostro diverso dal resto), idem lo stemma Imperiale nonché le lettere “IMP.” in “IMP. REGIO STABILIMENTO”]

A Signor Consigliere Carlo Pozzi | Castel Sn Pietro | Sopra Mendrisio
N. 925.
Musica stamp.
Libri  
A mezzo Posta

[sul retro abbozzo dalla mano di Carlo Pozzi:]

Pezzi della Luisa Miller p. canto [e pianoforte] di Verdi

Della Luisa
N.o 22192
- 22194
- 22197
- 22198
- 22199
- 22201
- 22202
- 22203
- 22204
- 22205
- 22221

Ultimi 5. pezzi della battaglia di Legnano
- 21542
- 21553
- 21548
- 21546
- 21550

Spediti al Cons.o di Stato li 20. 9bre 1850


Commento

- Anche in questo caso si registrano delle modifiche manoscritte nell’intestazione stampata di Casa Ricordi. È probabile che l’autore o responsabile sia Giovanni Ricordi stesso, che, non senza ironia, conferisce alla propria azienda il titolo “REGIO STABILIMENTO”, qui inteso ovviamente in vista del futuro Regno d’Italia (una svolta che, per la verità, non avviene prima del 1861). Per la riproduzione del documento cfr. Illustrazione 25e.

- L’elenco di Pozzi corrisponde in ogni dettaglio con la lista dei brani depositati assieme alla petizione del 20 novembre 1850 (Pozzi.petizioni.1850.8). Probabilmente lo schizzo serviva come modello sia per la petizione stessa che per l’analoga conferma di esecuzione dell’ordine che andava inoltrata al mittente Ricordi.

- Significativamente, nel Catalogo numerico Ricordi i cinque numeri de La battaglia di Legnano saranno elencati come “Edizione estera, distrutta” (idem gli altri numeri dell’opera, per canto e pianoforte, che Pozzi deposita). L’invio del 15 novembre 1850, peraltro, dimostra che almeno questi “Ultimi 5. pezzi” dell’edizione non vennero realizzati da Pozzi a Mendrisio, nella relativa sicurezza del paese estero, ma invece incisi e stampati proprio negli stabilimenti Ricordi a Milano, nonostante si trattasse di materiali di scottante attualità politica. Parte delle musiche (i numeri della riduzione per pianoforte solo) non porta alcun titolo inciso nella lastra, che venne aggiunto da Pozzi solo a penna (cfr. i numeri 21571–21583 in ASTI, UNA 633/7; Illustrazione 25). Il motivo di questo provvedimento è il doppio titolo dell’opera (La battaglia di Legnano rispettivamente L’assedio di Arlem): La misura permetteva di produrre soltanto una versione del materiale strumentale, nel quale il relativo titolo apparse unicamente sul foglio di copertina. Nel caso della riduzione per canto e pianoforte invece, le particolarita del libretto de L’assedio di Arlem richiesero un’intera edizione nuova (per considerazioni dettagliate cfr. Bassani-Spekulation).

- Pozzi, nella sua petizione (Pozzi.petizioni.1850.8), sceglie le formulazioni più asciutte e caute per far cenno ai materiali da depositare ed evita addirittura di esprimere il suo solito intento di riprodurre le opere in questione. Considerato nel complesso, si può dedurre che Pozzi è ormai legato a Casa Ricordi solo su base commerciale, da funzionario incaricato esclusivamente al fine di ottenere per i prodotti di Ricordi la tutela della Legge del 1835. Una tutela della validità certamente limitata, che però comporta il diritto di vantarsene espressamente, sui frontespizi delle edizioni. Ciononostante, il vero scopo dei depositi rimane invariato quello di impedire a Euterpe Ticinese la ristampa delle opere in questione, mentre appare che a Castel San Pietro anche la produzione di lastre incise è sospesa.

- In questo contesto è di particolare interesse che, nel Librone Ricordi (versione manoscritta) i numeri 21542–21559 (i. e. tutti i numeri per canto e pianoforte, senza la sinfonia de La battaglia di Legnano), prodotti tra il 20 dicembre 1848 e il 20 novembre 1850, recano a margine l’indicazione collettiva “Le lastre trovansi a (Mo)....”. È probabile che tale scritta sia stata aggiunta a stampa conclusa, cioè dopo novembre 1850, quando l’opera, per motivi di censura, era stata trasformata in L’assedio di Arlem. Il riferimento alla custodia delle “lastre [...] a (Mo)” fa supporre che, in questo momento, dopo il restauro del Governo austriaco in Lombardia, Mendrisio servisse anche come nascondiglio per materiali temporaneamente insostenibili alla sede di Milano.65

La distruzione delle stesse lastre è riportata nel Librone Ricordi (versione stampata), anche se questo atto avvenne ovviamente solo in un secondo momento. La misura di prima trasferire le lastre incise fuori dal territorio lombardo-veneto (invece di fonderle, come d’uso in simili casi), sembrerebbe dovuto all’intenzione dell’editore di usufruirne ancora, in un secondo momento: nel rilancio de La battaglia di Legnano nella sua forma originale e incensurata, dopo l’auspicata fine dell’occupazione austriaca.66

- Resta da ribadire che il rapporto professionale tra Carlo Pozzi e Casa Ricordi, a fine 1850 si muove dunque nei limiti dell’indispensabile, mentre appare evidente che la moglie, per decenni legame essenziale tra Pozzi e l’azienda, non vive più con il marito. La mancanza delle consuete lettere d’accompagamento che negli anni precedenti affiancavano gli invii dei materiali musicali (con comunicazioni professionali specifiche accanto alle battute più personali), richiama l’effettivo allontanamento e l’estraniazione tra Milano e Castel San Pietro. Come citato in precedenza, il passo grave della vendita della casa comune era stato intrapreso solo pochi mesi prima, a settembre dello stesso anno (Documenti.vari.1850.2).

Carteggio.1852.1

Lettera di Giulia Pozzi Ricordi (Milano) a Gaetano Pozzi (Castel San Pietro)
26 marzo 1852

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 252

[su doppio foglio bianco; indirizzata: “Al Sig.r Sindaco | Gaetano Pozzi | Castel St Pietro | sopra | Mendrisio”]

Cariss.o Cognato

Milano li 26 Marzo 1852.

Io so quanto lei è interessato pella mia causa e non dubito ch’ella vorrà continuare con amore ad assistermi. Giovedi fu a Milano Bustelli[;] lo scopo della sua gitta [sic], fu aponto [sic] per dirmi di questa lettera anonima con entro questo scritto del fu povero Dottore Rossi, pella quale cosa debbo ringraziare molte persone di costì[,] principalmente il Sig.r Avv.o Brenni di credermi capacie [sic], o di avere tenuto occulto fin’ora questo suposto [sic] codicillo, e di averlo falsificato, a che pro poi non so.

Creda caro Cognato, che quel tale codicillo è falso, perchè il fu Dottore Rossi non scriveva una linea senza interpellarmi[,] elli [recte: egli] fu sempre con me fin che andò al S. Bernardino. Elli [sic] che mi parlò tante volte del suo Testamento, perchè non mi avrebbe detto di questo, e poi quando scriverlo e come lui consegnarlo, se non lettere, non carte passarono tutte pelle mie mani[.]

Più l’odio del povero Carlino, per Maggi, che fui io che l’ho [sic] distolsi di farle la accusa per queste sue pretese. Bustelli ne son persuasa che è un poco di buono, quando una persona e si ingrata poco si può aspettare. Elli [sic] venne da me perchè aveva bisogno d’interpellarmi[;] io l’ho ricevuto bene, e gli ho detto di serarne [recte: asseverarne] al Tribunale una perizia di questo codicillo, perchè, chi l’ho [sic] mandò se tenne l’anonimo, e poi l’ho [sic] presenta dopo più d’un anno e mezzo della [sic] pubblicazione del Testamento, in un frangente come in quel punto trovasi Maggi, non vi vuole che le Zucce [sic] vuote che presiedano nel Tribunale di Mendrisio, di prima riflettere, alle multe [sic] circostanze, e che non sarebbe il primo caso, che vedendo la cosa sbalotta, si presentono carte falsificate, e per sfuggire la galera si mantiene l’anonimo. Io diedi a Bustelli l’ultima lettera del Povero Carlino per essere al caso peritata, e confrontato con questo suposto [sic] codicillo.

In quanto al mio legato, se i falsari guadagnano in Svizz[er]a credo che allora puotrò subbire [sic] qual cosa, ma però bisogna dire al mio avvocato che se Bustelli, per non fare causa coi Parenti del fu povero Dottore[,] fa delle transazioni così con tutti, e a suo bene placido diminuisce la sostanza, perchè poi io ne dovrò risentire, io so tutti i debbiti [sic] che gravitavano la sostanza, e non amontavano [sic] certo a quella somma che lui dice, e perchè fra tutti sono una massa d’imbroglioni.

Io ho detto pure a Bustelli che son pronta g[i]urare che mai Rossi che mi diceva tutto non mi parlò di questo codicillo, ed anzi di tante altre cose[,] che proverebbe il contrario, però essi dovrebbero delegare al caso il tribunale di qui. In somma vedremo come anderà [sic] a finire, ma prevedo che mi mandano alle calende greche, se tutte le volte mi fanno delle eccessioni [sic] diverse.

Scusi di tutta questa tiritera ma voglio tenerlo eduto [recte: edotto] di quanto penso in proposito[.]

mi saluti tanto Teodolinda e nipoti[,] Carlo che spero sarà sano, quantunque mi dicono che è molti giorni che non lo vedono[.] aggradisca pure i miei saluti, e ringraziamenti e mi creda

Sua Devotis.ma
Cognata Giulia Pozzi Ricordi

Commento

- Come risulta dall’indirizzo, Gaetano Pozzi, fratello maggiore di Carlo, ricopre ormai la carica di sindaco di Castel San Pietro.

- Argomento centrale della lettera è Achille Bustelli (*1827), personaggio documentato come collaboratore della stamperia di Carlo Pozzi al più tardi nel 1849 (Carteggio.1849.2). Il 24 luglio 1850, al Palazzo di Giustizia di Mendrisio, si era svolta l’apertura del “testamento 22 novembre 1847, col quale il fu signor dottore fisico Carlo Rossi fu Agostino, di Arzo, già abitante a Castello San Pietro, ha instituito suo erede generale il signor Achille Bustelli” (Documenti.vari.1850.1).

- Il nome del defunto dottor Rossi, il “nostro Rossi” o “Carlino”, appare più volte nella precedente corrispondenza tra Milano e Castel San Pietro. Si trattava di un vicino di casa o inquilino di Casa Pozzi, strettissimo amico e persona di fiducia, sia di Carlo Pozzi che della moglie. Il medico, celibe e senza figli, era morto trentatreenne il 17 luglio 1850 a Castel San Pietro, da anni suo domicilio. Successivamente “in Arzo si trovò il di lui Testamento, come rivela il Registro di popolazione di Arzo (sub nomine).

- Il “codicillo”, apparso tramite una lettera anonima, sembra rivelare un debito del defunto più alto di quanto precedentemente noto. Come si vedrà più avanti, questa svolta nel contesto dell’eredità Rossi incide a svantaggio sulla porzione che Giulietta Pozzi Ricordi avrebbe preteso. Il testamento prevede inoltre Achille Bustelli come “erede generale”.

- Giulietta si rivolge all’ormai sindaco di Castello, suo cognato, per “tenerlo eduto di quanto penso in proposito”, facendo proposte d’azione che perfino lei stessa ritiene poco efficaci e promettenti.

- L’iniziativa di Giulietta non ha alcun seguito al proprio favore. Il 14 gennaio 1853, tramite Avviso sulla Gazzetta Ticinese, Bustelli (che in seguito all’eredità si chiama “Bustelli-Rossi”) fa mettere in vendita “in via di asta amichevole” una considerevole serie di possedimenti ereditati. Il guadagno raggiunto in base all’eredità lo fa diventare un uomo benestante: Quando Bustelli-Rossi, il 20 gennaio 1858 si sposa (Documenti.vari.1858.1), esso figura come “signor Achille Bustelli-Rossi del fu G. Battista, in condizione possidente”, e poco sorprende che anche la futura moglie dimostri un background analogo (“colla signora Rosa Pelli del vivente Vittore, di condizione possidente”).

- Sarà Bustelli-Rossi che pochi anni dopo l’eredità rileverà la stamperia di Pozzi e si assume il ruolo di rappresentante di Ricordi in Ticino, trasferendo le sue attività da Castel San Pietro ad Arzo.

Carteggio.1852.2

Lettera di Giorgio Ramoni (Castel San Pietro) a Tito Ricordi (Milano)
25 novembre 1852 [giovedì]

I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET014356

[su doppio foglio bianco con timbro a secco “BATH”; indirizzata: “Egregio Sig:r Tito Ricordi | Milano”]

Egregio Sig:r Tito

Castello il 25 11/52

Sabbato spediremo a Torino Lastre 30 col rispettivo originale com’ Ella mi disse nella pregiata Sua; Le faccio però osservare che per eseguire il lavoro abbiam dovuto servirsi [sic] di rigatore e carattere più piccolo di quelli della lastra mandatane di modello, perchè servendosi dei nostri grandi non sarebbe stato possibile il farle atteso [sic] anche che sono una riga di più della lastra modello; Ora io crederei bene di fare noi tutto il Credo e le poche lastre che abbiamo del Sanctus, che é continuato dall’Origgi, spedirlo allo stesso, per conservare almeno l’uniformità nei pezzi; queste laste poi non sono che 12 e mandandogliele Sabbato pare che avrebbe tempo di inciderle; ad ogni modo Ella mi favorisca una riga di Suo riscontro per nostra norma;

Il lavoro lo termineremo Martedì e quindi La pregherei di altro originale unitamente ad un’acconto, le lastre fatte saranno 50 circa;

Mi è grata quest’occasione per inviarle i nostri rispettosi Saluti e ne [sic] creda

Suo aff:mo Giorgio
Ramoni

P. S. Attendo per Sabbato un riscontro in proposito[.]

Commento

- L’autore della lettera diretta a Tito Ricordi (non a “Giovanni Ricordi | per Tito Ricordi”, come fece ancora Emanuele Muzio nel 1849), è evidentemente un impiegato di Casa Ricordi addetto a Castel San Pietro, che si rivolge al direttore de facto: Giovanni Ricordi, già malato, morirà il 15 marzo 1853.

- Lo stile ossequioso di Ramoni fa supporre che Tito abbia incaricato un suo fedelissimo quanto diligente collaboratore con i lavori di Castel San Pietro per garantire il miglior funzionamento possibile della succursale: Pozzi ovviamente non viene più considerato persona di fiducia.67 Come si evince dalle seguenti lettere di Ramoni (in particolare da Carteggio.1852.5), il tono scelto sembra altrettanto motivato dall’imminente chiusura della bottega in Ticino.

- Il nome Origgi ricorre frequentemente nei volumi del Librone Ricordi degli anni 1840 e 1850, in qualità di incisore. L’affermazione che “spediremo a Torino” fa intanto supporre che gli invii siano diretti al collaboratore di Ricordi Origgi, presente ormai nella capitale del Regno di Sardegna, e attivo come incisore nell’ultimazione dei lavori iniziati da Ramoni. Presumibilmente si tratta di Giuseppe Origgi, il cui nome appare già nell’Indice Copialettere del 1849 (I-Mr, DOC01836; le relative lettere non sono pervenute).

- Il riferimento al “rispettivo originale” fa capire che le lastre riguardano delle ristampe di opere già esistenti in formato stampato, edizioni con ogni probabilità di proprietà altrui. Va inoltre notato che le lastre incise, nell’invio saranno accompagnate dal loro originale: segno che subiranno ancora un minuzioso controllo di qualità prima di essere inoltrate alla stampa. Il termine “originale” riguarda quindi l’esemplare dello stampato da copiare; “partitura” invece, come utilizzato da Muzio (Carteggio.1849.1; Carteggio.1849.3), si riferisce quasi certamente al manoscritto dell’opera (nel suo caso di soli singoli numeri, parlando de “le partiture”), come base per la riduzione da effettuare.

- In tutto il periodo 1852/53 Ricordi non produce una Messa o simile composizione che comprenda i movimenti Credo e Sanctus. Nel Catalogo del 1855 (cfr. Catalogo.Ricordi.1855, pp. 14–19) non appare alcuna opera analoga. Per questo motivo si ipotizza che, quanto prodotto a Torino, fosse pubblicato sotto un marchio diverso. La principale casa editrice musicale a Torino in quegli anni è quella di Antonio Racca, creata in successione di Giuseppe Magrini nel 1852 (inizialmente in società con Luigi Balegno, morto nel 1854). Il catalogo di Racca del 1858 contiene diverse messe (cfr. Catalogo.Racca.1858, pp. 7–9). Da questo punto di vista, una specie di ‘outsourcing’ ufficioso, praticata da Ricordi già in precedenza con Giovanni Canti a Milano, intorno al 1836 (Carteggio.1836.8), non dovrebbe essere del tutto esclusa. Per una motivazione ancora più plausibile dietro l’esportazione a Torino di lastre incise a Castel San Pietro, vedi sotto.

- La Casa editrice Giudici e Strada a Torino (fondata da Giovanni Battista Giudici e Achille Strada, entrambi ex-collaboratori di Ricordi a Milano) si costituisce soltanto nel 1859, mentre la presenza di Giudici a Torino è documentata a partire dal 1853, dopo la sua breve permanenza a Castel San Pietro, avvenuta in seguito alla sommossa milanese del 6 febbraio 1853 (cfr. Antolini-Dizionario, p. 179). Il caso qui descritto offre infatti punti d’appoggio per studiare a fondo il filone torinese delle attività di Ricordi, già per la circostanza che Giudici e Strada, sin dai primi anni 1860, compaiono tra i concessionari elencati sul frontespizio delle edizioni Ricordi.68

- Come emerge dalle prossime lettere di Ramoni, il trasporto a Torino avviene per via postale e in previsione dei dazi doganali da affrontare. In seguito alla Convenzione austro-sarda (1840), il Regno di Sardegna era diventato terra alleata alla Lombardia austriaca in termini di protezione della proprietà letteraria. Un motivo dietro il trasferimento perfettamente legale di lastre di musica prodotti a Castel San Pietro potrebbe consistere nell’intenzione di stampare le rispettive opere a Torino, utlizzando la sigla incisa “Mendrisio presso Carlo Pozzi”, e così seguendo la prassi collaudata già in passato a Milano, sempre con lastre prodotte in Ticino. Gli stampati creati con questa operazione potevano essere introdotti legalmente da Torino in Lombardia, in quanto (in apparenza) ‘di fondo estero’, in entrambi gli Stati. Appare plausibile che la mossa di Ricordi fosse stata ideata come misura di sicurezza nell’attuale clima politico, e in previsione dell’assedio austriaco del confine tra la Lombardia e il Ticino. Il blocco della frontiera infatti avverrà, dopo ripetute rivolte a Milano, già nei primi di febbraio 1853, collegata all’espulsione dei ca. 6000 Ticinesi dalla Lombardia.69 In tali circostanze, il destino di Castel San Pietro come punto d’appoggio per Ricordi è segnato.

- Tra i prodotti pubblicati sotto il nome di Pozzi e non depositati al Consiglio di Stato non è documentata alcuna Messa (o un Credo rispettivamente Sanctus). Resta quindi da chiarire l’identità della composizione sacra la cui incisione venne iniziata a Castel San Pietro, per essere in un secondo momento ultimata “dall’Origgi” a Torino.

Carteggio.1852.3

Lettera di Giorgio Ramoni (Castel San Pietro) a Tito Ricordi (Milano)
1 dicembre 1852

I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET014358

[su doppio foglio bianco con timbro a secco “BATH”; indirizzata: “Egregio Sig:r Tito Ricordi | Milano”]

Egregio Sig:r Tito

Castello il 1.o 12/52

Domani spediremo col mezzo della celere il rimanente delle Lastre incise, a Torino; secondo il Suo parere poi abbiamo inciso tutto l’originale consistente in Lastre 57, avendo però scritto all’Origgi che veda di uniformare quelle poche Lastre che inciderà del Sanctus conformi a quelle da noi Spedite; non so se Ella ne abbia spedito l’acconto da noi peregato [sic] a favorirci non avendo finora ricevuto niente, pregandola a volerci riscontrare in proposito in caso che [le lastre] fossero trattenute alla Posta; avendo poi ultimato il lavoro speditone noi siamo in aspettazione di altro originale e le Lastre bianche che noi abbiamo d’avanzo vedremo di goderle se Ella crede, col tagliarle, per altro lavoro.

Perdoni tanti disturbi ed accetti i rispettosi Saluti

Dell’aff:mo Servo
Giorgio Ramoni

Commento

- Il volume complessivo del materiale destinato alla ristampa (“tutto l’originale consistente in Lastre 57”) potrà essere un utile riferimento nell’identificazione dell’opera prodotta a nome di Ricordi tra Castel San Pietro e Torino.

- Nel dicembre 1852, il lavoro affidato alla succursale ticinese di Casa Ricordi ovviamente scarseggia: ai lavori conclusi Ramoni sottolinea di essere “in aspettazione di altro originale”.

- Il sospetto di Ramoni che il pagamento facesse tardi per l’eventualità che le lastre destinate a Torino “fossero trattenute alla Posta”, fa intendere che la situazione politica del momento ha delle ripercussioni concrete anche sul funzionamento delle vie di trasporto.

Carteggio.1852.4

Lettera di Giorgio Ramoni (Castel San Pietro) a Tito Ricordi (Milano)
7 dicembre 1852

I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET014357

[su doppio foglio bianco con timbro a secco “BATH”; indirizzata: “Egregio Sig:r Tito Ricordi | Milano”]

Egregio Sig:r Tito

Castel S:t Pietro 7. 12/52

Ieri abbiam ricevuto dall’Ufficio Postale aL. 71.30 da Lei speditene; ho sentito con sommo piacere la quasi ristabilita salute del degnissimo Suo Padre ed Ella mi faccia favore in questo ad accettare le nostre congratulazioni. Le lastre bianche poi non le spedii a Torino credendo di far meglio così, non avendo appunto pensato a questo bollo necessario per l’entrata, ma ora le spediremo; Le lastre da noi incise invece di 57 sono 56; due ne abbiam gettate[,] così restano 12 da spedirsi; Ora noi siamo in attenzione delle Lastre e dell’originale per rimetterli al lavoro. Accolga frattanto i piú rispettosi Saluti del

Suo aff:mo Ser:re
Giorgio R[amoni]

[nota da mano diversa:] Rez.

Commento

- Sia questa lettera che quella precedente, danno conferma che gli incisori di Castel San Pietro ricevono da Ricordi, assieme al materiale destinato alla ristampa, anche le lastre da incidere, portando così avanti un modus faciendi praticato con successo da ormai più di due decenni.

- Il fatto che il pagamento si riceve “dall’Ufficio Postale”, mentre si rimane in silenzio sulla consegna “delle Lastre e dell’originale” provenienti da Milano, sembra indicare che la via di trasporto di quest’ultima partita avviene sempre per la tradizionale via di contrabbando.

- Il riferimento al “bollo necessario per l’entrata” riafferma che l’invio delle lastre incise a Torino invece non viene effettuato per contrabbando, ma nella maniera più ufficiale e senza correre alcun rischio. La misura indica l’importanza che i mandanti attribuiscono all’intera operazione.

Carteggio.1852.5

Lettera di Giorgio Ramoni (Castel San Pietro) a Giovanni Ricordi (Milano)
10 dicembre 1852

I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET014359

[su doppio foglio bianco con timbro a secco “BATH”; indirizzata: “Amatissimo Sig:re il Sig:r Giovanni Ricordi | Milano”]

Amatissimo Sig:r Gio: Ricordi

Castel S.t Pietro il 10/12 52

In risposta alla Pregiata Sua in data del 6 cor:te sono a pregarla che Ella ne mandi pure il lavoro che sarà nostra cura il farglielo tenere in Milano[,] avendo a tal scopo partato [sic] in proposito ed essendo cosa combinabilissima; solamente sarei a pregarla che ove vi fosse d’incidere Souvenirs od altre cose il cui formato non essendo di lastra intera oppure lastre grandi, ma la di cui incisione portasse pagamento maggiore a causa del lavoro, e riducendo le lastre ad un peso minore più che si può, verrebbe a questo modo ridotto il Dazio alla metà e quindi potressimo assoggettarci anche alla Legge Daziaria, essendo noi nella triste posizione di doverci a tutto assoggettare per poter avere di che vivere meschinamente sì ma onoratamente, insomma Ella veda di far tutto il possibile dal canto suo di fornirci quel lavoro e quelle lastre per noi convenienti e si abbia la soddisfazione così d’essere utile a due infelici la colpa de’ quali è dei tempi ma non di loro.

Attendo adunque l’originale e le lastre per porci al Lavoro; sarà inutile il pregarla che in compenso di tante spese che ne tocca, Ella veda di spedirci almeno lavoro che ne porga in certo qual modo un compenso e nel pregarle a voler aggradire le nostre sincere congratulazioni per la sua ricuperata Salute accetti i nostri rispettosi saluti e ne creda

Suo Dev:mo Serre
Giorgio Ram[oni]

Commento

- Nella presente Ramoni si rivolge al direttore senior, fondatore della succursale di Castel San Pietro e ideatore del Fondo estero, con un tono decisamente più umile di quello usato nei confronti di Tito, e con un gesto quasi supplichevole. La bottega attualmente soffre di pochi incarichi da Milano: mentre il ruolo di Pozzi è ormai ridotto alla gestione dei depositi al Consiglio di Stato, gli incisori di Ricordi sul posto sono in due e quasi si percepisce aria di chiusura della sede, imminente o almeno presa in considerazione da Tito. Tutti gli elementi indicano che sia proprio quello che avverrà in seguito alla morte del fondatore, a marzo 1853. Le lettere di Ramoni da Castello in ogni caso terminano con la prossima del 17 dicembre.

- Non ne emerge con certezza se i materiali da trasportare, che richiedono l’assoggettamento “alla Legge Daziaria”, siano sempre quelli destinati a Torino; sembra piuttosto il caso che la comunicazione tra Ramoni e Giovanni Ricordi sia riferita ad altri incarichi, con i rispettivi risultati da inviare in Lombardia (“sarà nostra cura il farglielo tenere in Milano”). A fronte di entrambe le opzioni, sia con “questo bollo necessario per l’entrata“ (Carteggio.1852.4) che con la necessità di “assoggettarci anche alla Legge Daziaria”, si intuisce che la sede di Castel San Pietro, a causa della situazione politica sul confine, in questo momento più delicata che mai, genera nuovi costi. Anche per Ramoni è chiaro che, nel caso le condizioni politiche non dovessero tornare allo status quo ante, la chiusura sarebbe soltanto una questione di tempo.

- Per risparmiare sulle spese, Ramoni farebbe il possibile per diminuire il peso della spedizione, in quanto “verrebbe a questo modo ridotto il Dazio alla metà”: ulteriore mossa speranzosa per venire incontro ai mandanti, volta a dare un futuro “a due infelici la colpa de’ quali è dei tempi ma non di loro”.

Carteggio.1852.6

Lettera di Giorgio Ramoni (Castel San Pietro) a Tito Ricordi (Milano)
17 dicembre 1852

I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET014360

[su doppio foglio bianco con timbro a secco “BATH”; indirizzata: “Egregio Sig:r Tito Ricordi | Milano | per favore”]

Egregio Sig:r Tito

Castel S:t Pietro 17. 12/52

A ½ del Marnetta abbiamo ricevuto Lastre 50 e l’originale; in riguardo alla spedizione costì abbiamo il tutto combinato non per mezzo del Mezzari ma con altro mezzo più comodo d’assai per poterne introdurre tutta quella quantità che si [sic] vuole in una volta; recandosi poi qui per le feste Natalizie il Sig:r Lovati cognato di Bustelli vorrei pregarla se volesse favorirne un’acconto e darlo all’Emilio Pagani da portarlo al sud:to che così rispiarmeressimo [sic] la spesa di Posta. Aggradisca i nostri sinceri augurj di felicitá per tutta la sua famiglia e rispettosamente salutandola ne creda:

Suo aff:mo Serre
Giorgio Ramoni

P. S. Noi attendiamo con tutta alacrità al lavoro speditoci e se volesse spedirne il rimanente delle lastre che sono 117 in una sol volta ne farebbe favore perchè risparmieressimo molto sulla spesa del trasporto. da Milano a Villa e da Villa a Castello[.]

Commento

- I nomi “Marnetta” e “Mezzari” sembrano nomi-codice per indicare opzioni di trasporto che per il destinatario non hanno bisogno di precisazioni.70 Il fatto che Ramoni abbia trovato, al posto loro, un “altro mezzo più comodo d’assai per poterne introdurre tutta quella quantità” (riferendosi ovviamente alla possibilità di un trasporto piuttosto grande oltre confine di lastre incise) fa pensare ad un’operazione di contrabbando, intrapresa nel tentativo di tenere basse le spese per la centrale di Milano (cfr. la lettera precedente). Resta incerto se l’azione sia andata a buon fine; la situazione politica instabile sul versante lombardo del confine e il nervosismo degli Austriaci dopo le ricorrenti rivolte a Milano, di certo non abbassavano il rischio di essere intercettati. Un’esito negativo sembra tuttavia il più probabile; sta di fatto che con la presente terminano le comunicazioni di Ramoni da Castel San Pietro conservate nell’Archivio Ricordi.71

- Per limitare ulteriormente i costi (in questo caso “la spesa di Posta”), Ramoni propone un’alternativa anche per l’invio di denaro. Come Emilio Pagani, così anche “il Sig:r Lovati cognato di Bustelli” non potrà essere altro che un collaboratore di Casa Ricordi a Milano che, come persona fidata, e inoltre membro di famiglia di Achille Bustelli, viene proposto come ‘passeur’ di valuta. Considerando che non è Bustelli che si reca in Ticino, ma il suo cognato, si può supporre che sia proprio lui l’altro dei “due infelici” che tengono duro nella sede di Castel San Pietro.

- Anche per l’invio dei prossimi compiti, Ramoni idea un modello di risparmio: secondo lui, l’insolita carica di 117 lastre andrebbe inviata in blocco, “perchè risparmieressimo molto sulla spesa del trasporto”, rivelando che la spesa di un trasporto di questo genere va a carico della parte ricevente.

- Occorre evidenziare l’itinerario previsto: “da Milano a Villa e da Villa a Castello”. Nessuna altra delle fonti consultate mette in luce il tracciato che la merce milanese destinata a Castel San Pietro solitamente percorre, per cui nel presente caso cade particolare attenzione su “Villa”. Tutte le località con questo nome nell’area milanese-comasca si trovano nella parte meridionale del Lago di Como, ben distanti da Castel San Pietro.

Per questo motivo si propone l’ipotesi secondo cui “Villa” sia l’abituale cifra per indicare il podere di Giovanni Ricordi a Blevio (sul Lago di Como, a pochi chilometri dal confine svizzero), che in tal caso sarebbe servito come tappa intermedia e deposito della merce, prima dell’introduzione in Ticino ‘con la bricolla’. Claudio Sartori attribuisce alla villa di Blevio un simile ruolo, come “prima tappa ai fuggitivi, verso la salvezza svizzera”, riferendosi in questo caso ai patrioti milanesi in fuga dopo le Cinque giornate. Sembra che Ricordi non abbia acquistato la villa (con parco e darsena) prima del 1836.72

Carteggio.1853.1

Lettera di Carlo Moretti (Mendrisio) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
22 marzo 1853

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 257

[su foglio bianco; indirizzata: “Al Pregiatissimo Signore | Il S.r Carlino Pozzi | Castello”

Pregiato.o S.r Carlo Pozzi

Ella deve perdonarmi se mi muovo a molestarla per ottenere un grandissimo favore, appoggiato alla di Lei sperimentata bontà e filantropia. Urgenti bisogni che cadonmi in questi giorni mi costringono a pregarla se potesse darmi 30 o 40 franchi a conto del Dizionario d’Agricoltura. Il rimanente poi sarà a sborsarlo nella rimessa del nostro comune amico Camillo Bernasconi.

[...] mi rassegno

Di Lei Umil.o Ser.re
Carlo Moretti

Mend.o 22 marzo 1853

Commento

- Come già nel caso del frate conventuale di Mendrisio (cfr. Carteggio.1843.2) si nota che le conoscenze di Pozzi nella popolazione locale articolano talora dei sentimenti di grande stima e affetto di fronte alle sue qualità umane, anche se nel presente caso il riferimento lusinghiero alla “sperimentata bontà e filantropia” di Pozzi segue ovviamente degli scopi ben precisi.

- Il fatto che Pozzi all’età di 50 anni acquisti un “Dizionario d’Agricoltura73 fa ipotizzare che, dopo l’esperienza con la stamperia, lui abbia intenzione di approfondire le sue conoscenza in materie agricole, allo scopo di lavorare la terra professionalmente. Ciò non significa che il terreno di sua proprietà non fosse stato ceduto integralmente, ma piuttosto che Pozzi preveda di lavorarlo su ordine del suo nipote Luigi Fraschina. Quest’ultimo non solo impiega Pozzi come amministratore dei suoi immobili in zona; al più tardi nella sua lettera del 19 ottobre 1855 (Carteggio.1855.4) lo incarica con un tono assai deciso ad occuparsi della coltivazione dei terreni. Fraschina è da tempo il proprietario della casa in cui Pozzi vive.74 Pozzi invece, che ormai dipende dalla benevolenza del nipote, non può che arrendersi alla sorte: gli anni fatidici hanno trasformato l’orgoglioso Granconsigliere di una volta in un personaggio tragico.

Carteggio.1853.2

Lettera di Giulia Pozzi Ricordi (Milano) a Gaetano Pozzi [Castel San Pietro]
22 aprile 1853

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 260

[su doppio foglio bianco con bordo nero; non indirizzata]

Cariss.o Cognato

Milano li 22 aprile 1853

Ho veduto tre volte Il Consigliere, che l’ho [sic] trovai molto bene, elli [recte: egli] però non mi disse nulla de’ dispiaceri avuti in Paese[;] l’ho [sic] seppi da altra fonte, benedetti raggazzi [sic] si scaldano troppo....... Ella avrà saputo la perdita che fecimo di nostro Padre, ma tutto non è oro quel che luce, e poi e poi [sic] tante altre cose..... in somma ora bisogna che pensa [sic] a mettere in piedi un po di Casetta, e pensare a tutto, dunque quel piccolo lascito, che lasciò in legato la buona memoria del fu mio Amico Rossi, ora mi farà ottimamente per passarmela discretamente, [per] almeno pagare il fitto di casa, per questo mi raccomando sempre alla sua gentilezza, perchè non si stanchi di solecitare i Sig.i Giudici, onde si veda una volta ultimata questa pendenza. La causa Soldini è finita, vi è luogo a sperare che si recuperanno anche della mia, già dopo vi sarà il tribunale d’Appelo [sic], perchè a quel che pare l’Achille a [sic] sempre amato tirare pelle lunghe, se si puotesse ottimarla colla sentenza di prima istanza sarebbe bene[,] altrimenti pazienza. Era ch’ella veda anche la mia neccessità [sic] vedi di solecitare [sic].

Saluta tanto la Teodolinda[,] le mie Nipoti, Carlo so l’ho deve [sic], ed ella mi creda sempre, con amicizia e stima

Sua D.a Aff.a
Cognata Giulia
Ricordi Pozzi

Scusi se ho scritto a vapore[,] ma son in negozio molto seccata.

Commento

- Giulietta, parlando dei suoi tre incontri con “Il Consigliere” (ovviamente intendendo Carlo Pozzi, nonostante quest’ultimo abbia perso il suo seggio in Gran Consiglio già nel 1848), non nasconde di provare amarezza nei confronti di chi non le confidi più neanche certi “dispiaceri avuti in Paese”. Ai motivi per la sua infelicità si aggiunge di certo il recente lutto in famiglia: Giovanni Ricordi era morto il 15 marzo. Dato che lui, nelle sue lettere alla figlia, aveva sempre manifestato un forte legame affettivo, si intuisce che la perdita del padre le facesse attraversare una profonda crisi personale.

- Enigmatica sembra in questo contesto la frase “tutto non è oro quel che luce”, riferendosi presumibilmente alla sua eredità.75 È tuttavia chiaro che, in seguito alla morte del fondatore, l’impero familiare Ricordi sta vivendo dei cambiamenti importanti, sviluppi in cui lei però non gioca alcun ruolo di rilievo: Il postscriptum sembra indicare che Giulietta stia ormai collaborando “in negozio”, cioè nei locali di vendita di Ricordi, sotto il portico a fianco del Teatro alla Scala, ma non affatto nello staff direttivo. Per un ulteriore riferimento alla sua consueta presenza “in negozio” cfr. la lettera del 19 novembre 1853 (Carteggio.1853.5).76

- Il “piccolo lascito, che lasciò in legato la buona memoria del fu mio Amico Rossi”, cioè la parte dell’eredità che lei pretende, è tuttora in sospeso. Per questo motivo chiede a Gaetano Pozzi “di solecitare i Sig.i Giudici, onde si veda una volta ultimata questa pendenza”.

- Non è chiaro se “La causa Soldini”, ormai “finita”, abbia a che fare con le attività di contrabbando che Carlo Pozzi aveva intrattenuto venti anni prima con un’omonima ditta di trasporti di Chiasso.

- La lettera di Giulietta del 26 marzo 1852 (Carteggio.1852.1) era stata firmata “Giulia Pozzi Ricordi”; ora invece la stessa sottoscrive con “Giulia Ricordi Pozzi”, come anche nella lettera successiva del 4 giugno 1853. Solo il 7 settembre 1853 ritornerà a “Giulia Pozzi Ricordi”. Il vezzeggiativo del nome di battesimo, con il quale solitamente firmava quando il padre era ancora in vita, pare ormai abbandonato.

- Da questa lettera, assieme alla precedente e alle tre che seguono, ci parla un personaggio irrequieto quanto impulsivo, ma al contempo disperatamente in cerca di riconoscimento e comprensione, una persona profondamente deplorevole, che sembra scrivere “a vapore” non di rado, ma piuttosto costantemente.

- Per la riproduzione del documento vedi Illustrazione 34.

Carteggio.1853.3

Lettera di Giulia Pozzi Ricordi (Milano) al suo cognato [Gaetano Pozzi, Castel San Pietro]
4 giugno 1853

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 261

[su doppio foglio bianco con bordo nero; non indirizzata]

Pregiatiss.o Sig.e Cognato

Milano li 4 Giu[.] 1853

Già da venti giorni fa mio Marito ebbe il barbero [sic] piacere di volere anonciarmi [sic] avere io perso la mia causa in prima istanza, dissemi essere già fatta la sentenza, e scusava i sig.i Giudici, su questo loro giudizio da Pilato, col dirmi che avranno così fatto credendo io non avere [sic] bisogno di questa somma, a mi è dovuto [sic], o non mi è dovuta questa somma: io non intendo come vorranno concepire questa sentenza. A dire il vero[,] aspetto ogni giorno una cara Sua che mi dicesse qual cosa in proposito. Dunque l’ho [sic] prego caldamente a darmi una qualche notizia, avrei bisogno di guadagnare questa causa ora che bisogna ch’io pensa a mettere [sù] casa, e che mi manca tutto, tutti parlano perchè non sanno come le cose stanno, mi raccomando e molto alla Sua bontà.

Quando tutte queste cose politiche saranno accomodate e che lei venisse a Milano per suoi interessi spero mi favorirà in casa mia, ove non vi sarà gran cosa, ma il buon volere le basterà. le saprò poi dire ove prenderò casa a S.t Michele, perche non ho potutto [sic] avere un apartamentino [sic] in casa di mio Fratello, stando ora rifabricando[,] in seguito ritornerò in casa, ma pagando il mio affitto.

Tanti Saluti a Teodolinda e Nipoti, la saluto caldamente e son sempre

La Sua Affez.ma
Cognata Giulia
Ricordi Pozzi

Commento

- Come fa intendere la descrizione dell’incontro con il marito, la relazione tra i coniugi separati è ormai desolante e segnata da cattiverie.

- Giulietta si trova in una critica situazione economica, un esito sfavorevole della sua causa nell’eredità Rossi comporterebbe per lei delle gravi conseguenze (“ora che bisogna ch’io pensa a mettere casa, e che mi manca tutto”). Lei è convinta che il tribunale la consideri benestante, “perchè non sanno come le cose stanno”. Sembra infatti che, dopo la morte del padre, lei non possa più contare su un sufficiente appoggio neanche nella propria famiglia: Tito non le concede “un apartamentino” in casa sua, “stando ora rifabricando”, mentre dopo i lavori, quando si trasferirà lì, Giulia sarà una inquilina qualsiasi che pagherà un canone di affitto nella casa di famiglia.

- Anche Gaetano Pozzi, che è apparentemente uno dei pochi riferimenti che le sono rimasti in Ticino, si fa raro nei suoi confronti, non può o non vuole aiutarla. Di fronte a questa situazione, l’invito a Milano, pronunciato da Giulia (“Quando tutte queste cose politiche saranno accomodate”), si presenta come un ulteriore gesto poco riflettuto e l’espressione di un’anima disperata.

- Anche in questa lettera, Giulia Ricordi scrive con un habitus generale piuttosto sfrenato. Tende a straparlare e sparge informazioni superflue, come se girasse intorno a se stessa, con gesto quasi deliriante di persona fortemente preoccupata. La sua lingua – scritta come se fosse parlata – rimane quella consueta: estremamente semplice e con riccorrenti errori, sia ortografici che di sintassi e di grammatica.

Carteggio.1853.4

Lettera di Giulia Pozzi Ricordi (Milano) a Gaetano Pozzi (Castel San Pietro)
7 settembre 1853

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 263

[su doppio foglio bianco; indirizzata: “Al Sig.r Gaetano Pozzi | Sindaco a Castello S.t Pietro | sop.a Mendrisio”]

Caris.o Cognato

Milano li 7 Settembre 1853

Speravo sempre che’ella m’avrebbe dato qualche notizia de’ miei affari, ma come vedo sono cose che vanno ancora per le lungh[e], ed ora saranno le ferie, cosi fin’a S. Martino non si fa più niente, la prego allora di dire all’Avvocato che incalzi forte che ne ho miei motivi, che lo dirò un giorno a voce, mi raccomando pure a lei caldamente.

Ora le debbo dare un altra seccatura, un mio amico certo Maestro Trombetta che desiderebbe per un mese avere un piccolo apartamento [sic], e desiderebbe se fosse possibile a S. Lorino [recte: Salorino] perchè vicino hai [sic] monti, e vicino a Mendrisio, qui accluso troverà il promemoria ch’elli [sic] mi diede, per la quantita delle stanze, che le [sic] abbisogna, mi farebbe grazia di darmi una pronta risposta, e del prezzo che ne chiederebbero e se vi sono.

Tanti saluti a Teodolinda[,] alla Peppina, e Maddalenina, e, mio Marito.

Scusi di nuovo di tanti incomodi, e ove posso mi comandi pure liberamente[.]

La saluto caramente e di fretta mi dico

Sua Aff.a
Cognata Giulia
Pozzi Ricordi

[D. S.] che non fosse troppo cara questa casa che è un Maestro di Musica e non ne ha troppi[.]

Commento

- Sorprende che, a un anno e mezzo dall’apparizione anonima del “codicillo” che aveva messo in pericolo la sua pretesa di fronte all’eredità Rossi (Carteggio.1852.1), Giulia Pozzi Ricordi non si rassegna, consolandosi che “sono cose che vanno ancora per le lungh[e]”. Va ricordato che già il 14 gennaio 1853, quasi otto mesi prima di questa lettera, Achille Bustelli aveva messo in vendita importanti parti della sostanza immobiliare ereditata (Documenti.vari.1853.1).

- Ingenuo sembra anche il modo in cui la cognata di Gaetano Pozzi si impegna per un “amico certo Maestro Trombetta” a trovare “per un mese [...] un piccolo apartamento” nel paese di Salorino (sopra Mendrisio), sottolineando “che non fosse troppo cara questa casa” e chiedendo “una pronta risposta”.

- Infine, “Giulia Pozzi Ricordi” fa salutare il marito, che vive sempre nella casa di Castel San Pietro.

Carteggio.1853.5

Lettera senza firma ([Giulia Pozzi Ricordi], Milano) al cognato ([Gaetano Pozzi, Castel San Pietro])77
(19 novembre 1853)

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 277

[su doppio foglio bianco; non indirizzata]

Caris.o Sig.r Cognato

Milano li 19 nov.re 1853

Domani darò a Suo figlio Carlino li f. 200, i quali avrei mandato subbito se non avessi avuto la disgrazia d’essere derubata, questa bella Capitale è un bosco di Ladri, ed io il giorno 3 del corrente [mese] alle ore 3 pomeridiane, l’ora che io mi trovo in negozio, con chiavi false mi aprirono l’uscio e rupero [sic] poi segreter [e] comò e mi portarono via pel valore di mL. 2000, L. 1350, in denari e senza avere speranza di ricuperarli, ecco il motivo del ritardo della spedizione de’ denari.

Son stata da un avvocato, e poi alla casa di assicurazione [per] domandarli quali [sic] sarebbe la vita probabile ed ecco quanto posso dirle[:]

[scritto a lato: “Quanto mi scrisse un avvocato consulente di molta valia”]

Ritenuto che il testatore è morto nel Luglio 1850.

Ritenuto che il Luglio dal medesimo disposto a favore della Sig.a Giulietta è di M.i L. 600 vitalizio all’anno

Ritenuto che la Sig.a Giulietta all’epoca della verificazione del legato cioè nel Luglio 1850 aveva l’età di anni 42.

Il capitale corrispondente alla detta pensione vitalizia sarà quello che si sarebbe dovuto pagare alla compagnia d’assicurazione nel Luglio 1850 per avere una rendita vitalizia di mL. 600 a favore della Sig.a Giulietta[.]

Tale Capitale sarebbe quello che l’erede dovrebbe pagare alla Sig.a Giulietta per liberarsi dell’annua pensione vitalizia, ed inoltre l’erede dovrebbe corrispondere alla stessa gli interessi dal d.o Capitale dal Luglio 1850 fino a quella del pagamento, giacchè l’erede avrebbe nell’intervallo indebitamento goduto i frutti del capitale stesso.

Ecco poi quanto mi disse la casa d’assicurazione sulla mia vita probabile mL. 17804. Dunque io sarei del parere che Bustelli mi desse mL. 11,000, tutto compreso[,] che [pre]vede almeno [che] io potessi prendere mL. 10,000 netti che mL. 1000 già saranno le spese di avvocato, Tribunale, sue piccole spese di viaggio ect ect, riserbbandomi [sic] poi a lei un regallo [sic] a posto; colla buona intenzione di Bustelli però di pagarmi subbito[.]

In somma mi raccomando a lei[,] queste sono le mie intenzioni[,] però do a lei la faccoltà [sic] di accomodarla anche a qualche cosa meno.

Tanti saluti alla Teodolinda e Nipotina, Saluti a Carlo al quale scriverò nell’entrante Settimana. Mio fratello Innocente è arrivato colla Moglie e finò ogni sua pendenza ora si ferma l’inverno a divertirsi, e questa primavera ritorna a Lima.

La saluto caramente e mi creda

[senza firma]

Commento

- La calligrafia è quella delle lettere precedenti, di Giulietta Pozzi Ricordi, e anche negli argomenti si riprende lo stesso discorso. Giulietta aggiorna il destinatario sugli ultimi sforzi intrapresi per ottenere giustizia nell’eredità Rossi, già al centro dell’attenzione nella sua corrispondenza con il ricevente: Gaetano Pozzi, Sindaco di Castel San Pietro, con moglie Teodolinda e figlio Carlino.

- La scrivente ancora non si rassegna. Il conteggio rivela che Giulietta Pozzi Ricordi (nata il 30 aprile 1807, quindi in realtà quarantatreenne all’apertura del testamento di Carlo Rossi) pretende dall’eredità una rendita vitalizia di L. 600 annui. Tuttavia è disposta a scendere ad un compromesso con l’erede, “colla buona intenzione di Bustelli però di pagarmi subbito”.

- Resta da accertare se il processo davanti al Tribunale Distrettuale di Mendrisio (e possibilmente, davanti al Tribunale d’Appello, come ipotizzato da Giulietta nella sua lettera del 22 aprile 1853) abbia avuto un esito a suo favore. La presente è l’ultimo elemento del carteggio Pozzi che ne fa riferimento. Il documento è anche l’ultimo scritto di Giulietta Ricordi conservatosi nello stesso carteggio. Pochi anni più tardi, la moglie di Carlo Pozzi si ritirerà dalla vita attiva e si trasferirà a Varese, dove morirà il 6 marzo 1870, all’età di 62 anni (per l’annunzio di morte cfr. Documenti.vari.1870.1). Sarà sepolta al Campo Santo di Varese.78

- Anche questa lettera conferma, nei saluti, che il contatto tra i coniugi Pozzi-Ricordi non si è interrotto.

- Innocente Ricordi (1813 – ca. 1864), il figlio minore di Giovanni e fratello di Giulietta e Tito (vedi Carteggio.1835.2), dal 1848 era il titolare del Deposito general de Musica, estampas, cuadros, cuerdas [...] de Inocente Ricordi a Lima nel Peru.79

Carteggio.1854.1

Lettera di Luigi Fraschina (Trieste) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
6 gennaio 1854

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 266

[su foglio bianco; indirizzata: “Al Signor Carlo Pozzi fu Francesco | Mendrisio | per Castello San Pietro | Svizzera”; con sigillo personale “LF”]

Carissimo Signor Zio!

Trieste il 6 Gennajo 1854

Il suo prolungato silenzio dopo l’ultima mia di tre mesi fa, mi dispiace non poco, tanto per non avermi ella mai dato segno di vita, quanto per non essersi degnata, debbo dire, di rispondermi sopra l’affare di cui la pregavo colla citata mia a volermi informare e finalmente per non aver ella tenuta alla promessa fattami colla cara sua del 25 Agosto scorso di rimettermi, cioè il Conto dettagliato alla fine del 1853! ... Nella speranza e nel desiderio di ricevere così d’un giorno all’altro anch’io sue buone nuove a nostra comune soddisfazione, fui anch’io trascinato a mancare di farle in tempo debito i nostri miglio auguri per le scorse Feste Natalizie e pel buon fine e miglior principio d’anno, che quantunque ritardati vorrà egualmente aggradire. Dio voglia davvero che il 1854 sorga e prosegua meno triste e procelloso di quello da cui esciamo!

In attesa di Care sue col Conto Corrente a tutto l’anno sepolto, passo a salutarla a nome di noi tutti e protestarmi

Suo aff.mo Nipote
Luigi Fraschina

Commento

- L’ultima comunicazione di Pozzi diretta a Fraschina era partita il 25 Agosto 1853. Ciò coincide con il fatto che, tra il 13 agosto 1853 e il 9 agosto 1855, non è documentato alcun suo deposito al Consiglio di Stato (cfr. 5. Depositi - Pozzi). Presumibilmente la sospensione è dovuta alle condizioni di salute di Pozzi: anche a Trieste è noto che lo zio a Castel San Pietro ha passato un anno “triste e procelloso”.

- Come nella maggior parte delle lettere di Fraschina a Pozzi, anche nel presente scritto predomina un tono untuoso da una parte ed esigente e autoritario dall’altra, quantunque lo scrivente sia a conoscenza della sorte poco felice del destinatario.

Carteggio.1854.2

Lettera di Luigi Fraschina (Trieste) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
31 gennaio 1854

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 267

[su foglio bianco; indirizzata: “Al Signor Carlo Pozzi fu Francesco | Castello San Pietro | S. P. R. M”; con sigillo personale “LF”]

Carissimo Signor Zio!

Trieste il 31 Gennajo 1854

Le confermo l’ultima mia del 6 corrente la quale come pure la presente, veggo con mio grande rincrescimento e meraviglia, che non valsero a rimuoverla da uno strano ed ostinato silenzio.

La presente le sarà rimessa dal Signor Francesco Pettonai a cui ho dovuto rivolgermi per tutte le ragioni che la stranezza del fatto lascia naturalmente supporre. Per quei sentimenti d’affetto che per lo passato mi ha sempre dimostrato le rinnovo ancora la preghiera di volermi rispondere tosto e categoricamente una volta e in nome di Dio. E in quale attesa salutandola da parte di noi tutti rimango

Suo Aff.mo Nipote
Luigi Fraschina

Commento

- In considerazione del silenzio di Pozzi, per recapitare la lettera Fraschina stavolta incarica un conoscente per assicurarsi della consegna al destinatario. Solo dalla successiva comunicazione di Fraschina, del 19 ottobre 1855 (Carteggio.1855.4), si viene a sapere che ci è voluto anche il coinvolgimento di Gaetano Pozzi a Castel San Pietro, per ristabilire i contatti con lo zio Carlo. Questo fatto conferma, da altra fonte, il lungo periodo di indisposizione di Pozzi, che copre grosso modo il lasso di tempo tra l’estate 1853 e quella del 1855.

Carteggio.1855.1

Lettera di Carlo Pozzi (Castel San Pietro) a Luigi Laurenti (Macerata), non inviata80
26 febbraio 1855

Sul retro: elenco intitolato “Memoria | miei Debiti e crediti sotto questo giorno | 1855 | 11. Giug.o
11 giugno 1855

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 271

[su doppio foglio bianco; indirizzata: “Al Pregiat.mo | Il S.r Luigi Laurenti | Macerata | Stato Pontificio”]

Macerata S.r Luigi Laurenti

Pregiat.mo S.re

Facendo riscontro al pregiato di lei foglio 15. cor.e debbo dirle che la Stamperia Musicale qui eretta già da alcuni anni dal fù mio suocero Giovanni Ricordi e sotto il mio nome allo scopo d’impedire la ristampa delle di lui proprietà ha cessato già da qualche tempo d’essere in attività ovvero sia ha sospeso i lavori. Lei dunque può dirigersi a Milano al S.r Tito Ricordi successore al d.o S.r Giovanni pella stampa della opera di cui mi ha trasmessa la Nota; oppure se queste non potessero esserlo colà in forza delle Convenzioni vigenti frà alcuni Stati; potrebbe valersi della Stamperia di Chiasso l’Euterpe Ticinese che per quanto mi si assicura anche al presente è in piena attività.

Tanto in evasione al pregiato di Lei foglio, mentre con tutta la stima e rispetto mi dico

Castello S. P. li 26. Feb.o 1855

Devot.mo S.re
Carlo Pozzi

[sul retro: “Memoria | miei Debiti e crediti sotto questo giorno | 1855 | 11. Giug.o”]

Commento

- La presente testimonianza è estremamente importante da diversi punti di vista, sia per i contenuti comunicati a Laurenti (evidentemente non trasmessi con la presente lettera), che per l’elenco dei debiti e crediti di Pozzi, maturati in data 11 giugno 1855.

- La lettera dà conferma di prima mano che “la Stamperia Musicale qui eretta già da alcuni anni dal fù mio suocero Giovanni Ricordi” operava “sotto il mio nome allo scopo d’impedire la ristampa delle di lui proprietà”. Secondo questa dichiarazione la bottega di Pozzi, in quanto stamperia, sarebbe stata concepita in reazione alle attività di Euterpe Ticinese: i depositi servivano dunque all’unico scopo di prevenire che Lucca (per mezzo di Euterpe Ticinese) potesse ristampare queste edizioni, nonostante fossero prodotte in Italia, mentre Pozzi, nella maggior parte dei casi, fungesse soltanto come prestanome.

- Questa lettura dei fatti, propagata da Pozzi stesso, deve essere considerata la versione-narrativa ormai ‘ufficiale’ della stamperia, mentre tace sull’altro ramo delle attività della bottega. Infatti, Pozzi sa che la produzione di “lastre incise di musica di proibita introduz.ne nel n.ro Stato”, come scriveva Ricordi già nel 1831 (Carteggio.1831.2), ebbe inizio almeno due anni prima che Euterpe Ticinese iniziasse le sue operazioni. Ricordi stesso venne a sapere dell’esistenza di Euterpe Ticinese soltanto nel 1833 quando, allarmato dalla notizia, si rivolse a Pozzi (“Mi si dice che a Chiasso siasi erretto una Stamperia Musicale”; Carteggio.1833.1).

- Tenendo presente che gli ultimi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato hanno luogo nella seconda metà del 1855, la sua dichiarazione secondo cui la succursale “ha cessato già da qualche tempo d’essere in attività ovvero sia ha sospeso i lavori” riguarda principalmente l’attività di stamperia, mentre il ruolo di Pozzi nel depositare i prodotti Ricordi allo scopo di precluderne la ristampa, nel 1855 continua ancora per alcuni mesi. Questa funzione non richiede né personale né attrezzature, a differenza dell’incisione di lastre e la relativa stampa.

- Emerge dal contesto che Luigi Laurenti (qui potrebbe trattarsi di un discendente dell’omonima famiglia di musicisti bolognesi) si era rivolto a Pozzi per far stampare un’opera musicale, presumibilmente un brano da lui composto.

- I rapporti di Pozzi con Ricordi non sono ancora del tutto sospesi, come fanno supporre da una parte i depositi che continuano ad aver luogo nel corso dello stesso anno; un senso di lealtà all’azienda dovrebbe essere, dall’altra, il motivo che fa Pozzi indirizzare la richiesta di Laurenti a Tito Ricordi, prima ancora di proporre Euterpe Ticinese, e ciò soltanto nel caso le musiche “non potessero esserlo [i. e. stampate] colà in forza delle Convenzioni vigenti frà alcuni Stati”. Non sapendo di che musiche si tratta, si può solo ipotizzare se Pozzi intuisse un possibile conflitto con la Convenzione austro-sarda sulla proprietà letteraria, in vigore dal 1840.

- La lettera di Pozzi è inoltre una rarissima testimonianza a confermare che a inizio 1855 – “per quanto mi si assicura” – la “Stamperia di Chiasso l’Euterpe Ticinese [...] è in piena attività.” Dato che l’ultimo deposito di Spinelli è documentato per il 28 maggio 1854 (Spinelli.petizioni.1854.3), la nota di Pozzi sembrerebbe indicare che le operazioni di Euterpe Ticinese di incisione e stampa per Casa Lucca, stessero sempre andando a gonfie vele. Spinelli muore solo nel 1858; nei prodotti Lucca, il riferimento a Euterpe Ticinese è invece presente fino alla fine del 1868 ancora.

- Non per ultimo, il documento va interpretato come prova di grande disperazione (e anche povertà) di un uomo in crisi: l’autore, dopo aver stilato la dettagliata risposta alle richieste di Laurenti, dopo averla indirizzata e addirittura sugellata, decide di non inviarla, per destinarla, in un secondo momento, a cartastraccia proprio per elencarvi i suoi debiti.

- Questa “Memoria | miei Debiti e crediti sotto questo giorno | 1855 | 11. Giug.o” concede infine uno sguardo sulla situazione economica di Pozzi a metà 1855. Il documento, scritto pochi mesi dopo la lettera a Laurenti, è steso con una grafia fortemente corsiva. Sul lato dei debiti, con date tra 1853 e 1855, sono elencati vari conti, con somme tra poche decine di Lire e diverse centinaia; su quello dei crediti, le somme superano in più casi il migliaio di Lire, con date tra il 1845 e il 1855. In diversi casi, sia nei debiti che nei crediti, le somme sono state cancellate successivamente (con annotazione “saldato” o “scaduto”), portando ai lati del foglio le relative conferme in parte firmate da creditori e debitori. Sia sul lato dei debiti che su quello dei crediti, nella maggior parte le richieste risultano estinte. Va sottolineato che nei nove paragrafi numerati che riportano i singoli debiti, non vi è alcun riferimento a Tito Ricordi: il cognato di Pozzi non figura tra i suoi (ex-)creditori. Lo stesso vale per i quattro debitori elencati.

- Per la prima pagina del documento, la lettera a Laurenti, vedi Illustrazione 35.

Carteggio.1855.2

Lettera di Luigi Catella (Viggiù) alla cugina Teodolinda Pozzi Torriani81 (Castel San Pietro)
27 marzo 1855 [martedì]

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 272

[su doppio foglio bianco; indirizzata: “Alla Sig.ra | Teodolinda Pozzi | Castello”]

Carissima Cucina [sic]

Viggiu 27 Marzo 1855

Domenica sera [ho] sentitto [sic] per mezzo duna [sic] donna una nuova trista del suo Cugnato [sic] Carlo ed io al lunedi mattina con gran desiderio parti subito per Como per verificare questo fatto, per mezzo di un amico sono andatto [sic] alla Polizia e mi dicono che lo hanno rimesso al tribunale ed io sono andatto al tribunale e graziosamente mi hanno detto delle buone speranze col conoscerlo privo di sentimenti e che ora mancheria altro che le [sic] informazione della Comune per verificare se per il passatto [sic] e cadutto [sic] altre voltre alla mancanza di Cervello. quindi prego la Signora a volersi interessarsi [sic] pregare la Comune a dare le dovutte [sic] informazione e si spera che in breve abbia [a] venire a casa, qualora che un qualche suo amico volesse andare a raccomandarlo[,] i suoi processi sono al Tribunale al Concesso ottavo. A nome del Sig.r Carlo le faccio i saluti e pregandola di salutare i suoi amici dicendo che lui si trova a lospitale [sic]. Salutandola mi dico il suo

Cucino Luigi Catella

Commento

- Secondo questa nota, inviata da Viggiù (un paese in territorio Lombardo Veneto, a pochi passi dal confine), Pozzi si trova ormai in una situazione profondamente desolata, sia dal punto di vista economico e legale, che di salute. L’informazione secondo cui “i suoi processi sono al Tribunale al Concesso ottavo” fa capire che sia il mittente che la destinataria della lettera sono al corrente dei problemi che Pozzi sta avendo con la Giustizia. Meno note alla cugina di Catella sembrano invece le attualità più recenti: Pozzi è caduto già “altre volte alla mancanza di Cervello”, allusione, si presume, a ripetuti episodi di ebbrezza.

- Gli avvenimenti descritti sono accaduti a fine marzo 1855, cioè due mesi e mezzo prima della stesura dell’elenco “Memoria miei Debiti e crediti” (11 giugno 1855; Carteggio.1855.1).

Carteggio.1855.3

Lettera di Tito Ricordi (Milano) a Gaetano Pozzi (Castel San Pietro)
6 luglio 1855

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 274

[su foglio intestato di Casa Ricordi; indirizzata: “Sig.r | Gaetano Pozzi | Castello S.t Pietro | Sopra Mendrisio”]

Milano, li 6 luglio 1855

Caro Amico

Non sapendo concepire perchè tu non abbia risposto alla mia dell’8 Maggio p.o p.e te la unisco in copia nella presente sul dubbio che non ti sia pervenuta, giacchè non posso supporre che tu voglia rifiutarti a restituirmi le aL. 100, che ti prestai fino dal 1 Marzo pp.e, e neppure posso supporti sì privo di educazione di non riscontrare alle mie lettere. Ora poi recandosi costì uno de’ miei impiegati, cioè il Sig.r Emilio Pagani, che appunto è quegli che ti recherà la presente, ecco un[’]occasione opportuna per riparare al tuo obbligo passando al medesimo per conto mio le dette aL. 100, ch’egli te ne rilascierà ricevuta per me.

Pregandoti de’ miei saluti alla tua Signora mi dico

Tuo aff.o Amico
Tito di Gio: Ricordi

Commento

- Il tono freddo e inclemente del creditore, a grande differenza dall’atmosfera piuttosto rilassata che dominava la corrispondenza dei due decenni passati, rende palese il cambiamento del clima impostosi in maniera solida tra le due famiglie, tanto più che ormai anche Gaetano Pozzi risulta indebitato, quantunque di un prestito di sole piccole dimensioni. Dopo diverse indagini rimaste senza risposta, per Tito Ricordi il caso è motivo sufficiente per incaricare un agente di recupero.82

Carteggio.1855.4

Lettera di Luigi Fraschina (Trieste) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
19 ottobre 1855

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 276

[su foglio bianco; indirizzata: “Al Signor Carlo Pozzi | Mendrisio | per Castello S. Pietro”]

Carissimo Sig.r Zio!

Trieste il 19 Ottobre 1855

La carissima Sua del 16 corrente la ricevei jeri sera dopo essere stato a prendere una Bozza di buon vino di Parenzo solito a beverla ogni giorno, e per la oscurità della sera lieto d’aver riconosciuto essere una lettera del buon Zio Carlo mi recai tosto a Casa ove apersi e lessi ad alta voce la prefata Sua lettera alla Gigia, Nonna, figli e fratello Giovanni Seduti tutti al tavolo rotondo a cui facevano corona: e quanto essa lettera ci sia stata gradita non glielo so descrivere, mentre io in specialità aveva quasi motivo di crederlo indisposto e l’avermi così assicurato del contrario me ne compiaccio maggiormente e tutti ce ne congratuliamo che abbia sempre goduto di buona Salute e possiamo assicurarlo la Dio mercè seguire finora lo stesso di noi. – Veramente sarebbe stato mio dovere di darle mie notizie dopo il mio arrivo dalla patria, ma siccome ho dovuto Scrivere il 9 Settembre Scorso e 12 del cor.e mese al Sig.r Zio Gaetano così pregai lo stesso di fare a lei i nostri Saluti rendendola pure consapevole del mio felice arrivo ecc. Del resto ella può star sicuro che all’affezione e amore di Sorella e Nipote non verrà mai meno la stima e l’affetto sincero col quale crede d’averle Sempre corrisposto anche il suo affezionatiss.o Luigi. Solo ci duole e assai di sentirla alquanto tribulata ma creda Sig.r Zio che a questo mondo chi più chi meno lo sono tutti. Per cui ci vuole filosofia e come lei ben dice rassegnazione e speranza unici balsami della vita.

Così abbiamo grande speranza di poter venire l’anno prossimo a Castello e così rendere anche a lei meno tediosa l’esistenza. In quanto all’affitture la Casa lo potrà fare ma di anno in anno per la ragione suddetta potendo trovare qualche buona famiglia che desidererei però pria conoscere. Come pure la autorizzo a vendere il Cembalo per mL. 200.– salvo il meglio. E codesto ricavo del Cembalo vorrei che lo impigasse a far ripiantare la vigna andata da [sic] male nel Chioso onde poter col tempo formare di bel nuovo un pergolato. Cercando dei vidori sani di malattia a quest’effetto mi sembra si potrebbe far venire da Bellinzone [sic] ove non hanno malattia[,] cosa facilissima tanto più che mio fratello Carlo ora è domiciliato colà e a un cenno suo o mio potrebbe spedirgleli [sic] tosto a Mendrisio. Ma questo non basta[,] vorrei pure che facesse piantare deversa [sic] sorta di frutta in luogo dei Rompi, e quà e là sparsi pel Chioso onde in qualche giorno averne in grande abbondanza[,] desiderio della Gigia che tanto mi dice di raccomandarle una vistosa piantagione di Susini, Persici, Pomi, Fichi, Ciliegie ec. ecc. Come pure vorrei che facesse alla distanza di 4 o 5 braccia dal precipizio, nel Chioso, una mezza dozzina almeno di piante facile [sic] a diventar grandi, come pini, cipressi, pesce [sic] o di quelle che abbondano nei passeggi pubblici in italia[,] a como[,] Milano le quali ritengo coll’ingrandire[,] mandando le loro radici profonde sotto terra impedirebbero altri scoscendimenti del Chioso oltre all’arrecare bellezza. E per tutte queste [sic] mi vi raccomando quanto ho esposto. [...]

Coraggio dunque Sig.r Zio procuri di scacciare i cattivi pensieri che lo rattristano sperando in Dio [e] in un migliore avvenire sotto tutti i rapporti. Mi scriva spesso e riceva coi miei mille saluti di tutti di Casa e m’abbia pel suo aff.mo Nipote

Luigi Fraschina

Commento

- La gioia esagerata di Fraschina nel ricevere delle notizie, in qualche maniera positive, dopo il lungo silenzio dello zio, appare credibile solo sotto una prospettiva: Pozzi, che vive a Castel San Pietro ormai in piena dipendenza e quasi come un servo della gleba, raffigura per il nipote a Trieste non solo il rappresentante dei propri interessi, ma anche una manodopera a bassissimo costo. Come tale viene incaricato di una lunga lista di compiti. Di fronte ai numerosi ordini impartiti, relativi alla lavorazione dei terreni agricoli, le parole di consolazione, rivolte allo zio ‘alquanto tribolato’, compaiono di una superficialità ipocrita che non possono che offendere il destinatario, già profondamente umiliato dalle circostanze.

- Un ‘cembalo’ del valore di L. 200 si trova nell’inventario che Pozzi aveva stilato nell’autunno 1850, in vista della cessione immobiliare.83

Carteggio.1858.1

Lettera di Luigi Fraschina (Trieste) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro)
15 dicembre 1858

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 280

[su foglio bianco; indirizzata: “Signor Carlo Pozzi | Mendrisio | per Castello San Pietro | Svizzera”]

Carissimo Signor Zio.

Trieste il 15 Dicembre 1858

Ricevei a Suo tempo le diverse Sue lettere alle quali aveva divisato di non rispondere più mai, e non è che il sentimento di carità Cristiana che mi muove a scriverle ancora la presente. Io veggo bene la critica posizione in cui la di lei sregolatezza lo ha ridotto, ma chi è colpa del proprio male pianga se stesso. Già da anni l’aveva pregato le mille volte[,] pregato perchè facesse cancellare le intavolazioni che gravitano tutto dì sul Vitalizio, ma lei lungi di ciò fare malgrado le Sue promesse, malgrado d’essere Suo obbligo sacro, andava spensieratamente sciupando il Suo ed il mio. In un modo poi che non saprei qualificare si fece lecito d’intascare le 2000 lire del Maggi, ed ora con un’ingenuità tutta Sua propria vorrebbe ritenerle compensate colle spese d’amministrazione, dello scorso novennio. Ma che amministrazione? L’amministraz.e è forse l’avere dissanguato prima del tempo i poveri Massari? ed aver sempre incassato anticipatamente la rendita vitalizia? Ma io non ho più né tempo né denaro di [sic] sprecare con Lei. E le dico francamente che d’ora innanzi non le manderò più un soldo se prima lei non mi da parola sacra di far cancellare entro qualche tempo le dette intavolazioni gravitanti il Vitalizio e di garantirmi delle 2000 lire incassate da Maggi. E solo a questi patti e condizioni io le spedirò franchi duecento aconto [sic] pensione 1859 ritenendo le 350 lire circa di cui va creditore pel corrente anno p. gli interessi delle più dette 2000 lire incassate dal Maggi. E una volta cancellate come dissi le intavolazioni e garantito delle 2000 lire, vedremo di scontare queste ultime un poco p. anno.

Contraccambiandole intanto le buone feste mi dico di Lei aff.o Nipote

Luigi Fraschina

Commento

- Nella presente lettera Fraschina non nasconde la sua furia e dà così ulteriore conferma della deprecabile situazione in cui Pozzi nel corso degli anni è precipitato, secondo il nipote, per propria scelta e responsabilità (“la critica posizione in cui la di lei sregolatezza lo ha ridotto”). Fraschina accusa quindi lo zio della malversazione di L. 2000, spettanti al padrone, che Pozzi, dopo averle riscosso da un debitore, avrebbe dovuto inoltrare. La spiegazione di Pozzi, di addebitare la somma come compenso spese per l’amministrazione che ha fornito, è respinta. Inoltre, Fraschina cita un altro gesto poco nobile che Pozzi ha commesso in passato nei confronti di una famiglia di inquilini.

- Dalla misura imposta successivamente a Pozzi emergono dei dettagli sul vitalizio, che era stato pattuito nell’ambito della cessione degli immobili di Pozzi nell’autunno del 1850 (il rinvio di Fraschina alle “spese [...] dello scorso novennio” sembra riferirsi piuttosto allo scritto di Pozzi: la reale cessione aveva avuto luogo solo otto anni prima, alla fine del 1850). La somma composta dall’acconto (Fr. 200) e la rata per ammortizzare la somma ritenuta ingiustamente (L. 350) ammonterebbe quindi a un totale di Lire 550 (supponendo una parità franco-lira), compresi “gli interessi delle più dette 2000 lire”. Sulla base di queste considerazioni, la pensione che Pozzi doveva ricevere annualmente era probabilmente di circa L. 550.

Carteggio.1863.1

Lettera di Luigi Fraschina (Trieste) a Carlo Pozzi [Castel San Pietro]
1 giugno 1863

ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 281

[su foglio bianco; non indirizzata]

Cariss.o Sig.r Zio!

Trieste, 1.o Giugno 1863

Sono arrivato felicemente e trovai tutti bene ad eccezione del Sig.r Pettonai che era gravemente ammalato. Ora però è fuori di pericolo e ogni giorno va stando meglio.

A tenore delle verbali vostre intelligenze le rimetto in chiaro

Serie At N.° 47645 Una Banconota di f. 100.–
" Me " 91017 idem " 100.–
assieme f. 200.–

al cambio di 2.50 pari a franchi 500.– dico franchi cinquecento che vorrà porre a mio credito in aconto [sic] anticipazione rendita vitalizia pel corrente anno, non senza favorirmi di un cenno di ricevuta a mio [sic] quiete. In quale attesa mi dico di Lei aff.mo Nipote

Luigi Fraschina

Commento

- Fraschina, ovviamente dopo aver visitato Pozzi personalmente, mette per iscritto quanto stabilito al loro incontro. In un netto clima di sfiducia, l’elenco minuziosamente dettagliato (e come tale unico nell’intero carteggio), è prova della diffidenza cresciuta progressivamente nei confronti dello zio, in base alle passate vicende di natura economica.

- Alla luce degli sviluppi che hanno preceduto queste misure, e degli eventi che hanno segnato la recente biografia di Pozzi, non c’è motivo di supporre che la sua situazione migliorerà significativamente, anche negli anni a venire. Carlo Pozzi morirà a Castel San Pietro vent’anni più tardi, il 28 giugno 1886, all’età di 83 anni.

Note
1.

Esprimo i miei sentiti ringraziamenti a Claudio Bacciagaluppi per avermi segnalato l’esistenza di questo fondo.

2.

Per le uniche due eccezioni vedi Carteggio.1831.1 e Carteggio.1831.2. Delle lettere inviate da Ricordi a Pozzi, per l’anno 1836 si registrano otto, per il 1849 sei riferimenti nei volumi di Copialettere. La corrispondenza con Bustelli-Rossi elenca per il 1867 due, per il 1868 cinque invii da parte di Ricordi. Va sottolineato che, non solo il Fondo Corrispondenza dell’Archivio Ricordi, ma anche il corpus degli Indici Copialettere risulta assai lacunoso per il periodo preso in esame.

3.

Da una futura accessibilità dell’Archivio comunale di Chiasso si aspettano cambiamenti importanti relative alla documentazione dei rapporti tra Chiasso e Milano.

4.

Per il passaporto cfr. ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 123. I consueti timbri e visti sul retro del documento confermano il viaggio con un percorso da Ponte Chiasso (9 luglio) via Milano (10 luglio), Piacenza, Parma (11 luglio), Modena (12 luglio) e Bologna (13 luglio), chiudendosi con l’entrata a Firenze dal settentrione, “dalla P.a S. Gallo li 14: Luglio [venerdì] 1826 a ore 11”. Per la storia del negozio fiorentino di Ricordi, cfr. Antolini-Dizionario, pp. 289–290.

5.

“Marosséra de matrimoni. Matrimonaja. Paraninfa. | Marossera di bajla ... Le più volte levatrice che fa professione di trovar balie ai neonati.” Cfr. Francesco Cherubini, Vocabolario milanese-italiano, in quattro volumi, vol. III. M–Q, Milano, I. R. Stamperia, 1841, p. 54.

6.

Catalogo.Ricordi.1828. Per la serie di sei litografie con scene dello scenografo Alessandro Sanquirico che Ricordi, nel periodo 1827–1832, pubblica solitamente in occasione della prima rappresentazione di un’opera (complessivamente oltre trecento litografie), cfr. Zecca Laterza-Pozzi, pp. 84–85.

7.

La data di entrata del Fondo Torriani nelle collezioni dell’Archivio di Stato è ancora da determinare. Un primo catalogo, redatto da Edoardo Torriani ancora precedentemente al trasferimento del materiale archivistico, venne pubblicato in più parti dal 1901 in poi (cfr. Torriani-Catalogo), mentre l’autore della Guida dell’Archivio Cantonale, uscita nel 1951, tratta il Fondo ormai come parte del patrimonio archivistico dell’Istituto (cfr. Martinola-Guida, pp. 40–42).

8.

Sembrerebbe trattarsi della porzione dell’eredità paterna o di simile lascito, la “quota parte di sostanza a lui toccata nella divisione col di lui fratello sig. Gaetano, e dei beni ancora indivisi col medesimo, descritti nell’istromento di divisione aprile 1822” che Carlo, poco prima della sua partenza per Firenze (“da istromento 3 luglio 1826”) aveva fatto accertare. La pubblica grida era stata lanciata il 19 gennaio 1829 (cfr. Supplimento alla GT n. 4 del 24 Gennaio 1829, Foglio d’annunzj e varietà letterarie, p. 6).

9.

Nel volume I-Mr, Rubrica del Copia Lettere 1831 appare unicamente questa comunicazione Ricordi-Soldini, registrata alla voce “Sordini [sic] frer David di Chiasso f.o 674.” La sigla “Fr..” nella lettera sembrerebbe quindi riferirsi a “fratelli”. I principali attori della famiglia di spedizionieri di Chiasso erano tuttavia “Bernardo, Giuseppe, Benigno, Carlo, i primi due fratelli li altri due figli del primo.” (cfr. Documenti.vari.1842.1).

Nonostante le enormi lacune nella corrispondenza di Casa Ricordi per i decenni successivi (compresi i volumi di Rubrica del Copia Lettere), si suppone che il rapporto con la ditta Soldini durasse per anni se non per decenni: nella corrispondenza qui presentata il nome Soldini ricorre ancora diverse volte, e non sempre nel ruolo di un alleato. Solo nel 1853 si viene a sapere che “La causa Soldini è finita” (lettera di Giulia Pozzi Ricordi a Gaetano Pozzi; cfr. Carteggio.1853.2).

10.

La ditta, oggi leader del settore in Italia, nasce nel 1816 come “Società Anonima Innocente Mangili” quale impresa di spedizione e trasporto merci a servizio delle aziende tessili della Lombardia. Dopo generazioni a gestione familiare, solo nel 2016 l’azienda (ormai Saima Avandero S.p.A.) viene assorbita dal gruppo DSV per diventare DSV S.p.A.

11.

Cfr. Polli-Zollpolitik, p. 40; vedi inoltre Caizzi-L’economia, p. 226.

12.

La popolazione di Chiasso contava 479 anime nel 1801, 1265 nel 1850; cfr. Dizionario Storico della Svizzera, sub voce “Chiasso” (http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I2230.php). Nel 1855 il totale della popolazione raggiungeva un numero di 1327 persone; nel 1859: 1439; nel 1867: 1602; cfr. Registro di popolazione (Chiasso).

13.

Glazier-Il commercio, p. 42; Polli-Zollpolitik, p. 40. “Le cose non migliorarono dopo il 1835, anno in cui venne istituito un corpo di confine che non ebbe mai fama di incorruttibile. Era anzi convinzione generale che ufficiali doganali e finanzieri venissero utilizzati dai contrabbandieri e li assistessero nelle loro fatiche” (Caizzi-L’economia, p. 229).

14.

Glazier-Il commercio, p. 42.

15.

Glazier-Il commercio, p. 80.

16.

Moglie di Gaetano Pozzi e cognata di Carlo Pozzi.

17.

Solo le viti nuove hanno prodotto “più di tre brente”. Applicando la misura della brenta di Lugano (87,16 litri) rispettivamente di Bellinzona (89,80 litri), questa cifra corrisponde a oltre 262 litri (Lugano) rispettivamente a 269 litri (Bellinzona). La brenta di Como, nell’Ottocento misura 89,81 litri, quella di Milano 75,55 litri (cfr. Martini-Manuale, pp. 314, 67, 166, 351).

18.

GT n. 48 del 27. novembre 1830, p. [s.n.]; GT n. 21 del 22 maggio 1835, p. 184.

19.

Per il caso di un’edizione Euterpe Ticinese prodotta, a tutta probabilità, in base a un originale di Novara, vedi Illustrazione 22.

20.

Nonostante la datazione autografa (“Castello S. P. li 9 gennaro 1835.”) si trovi nella bella copia di una lettera ufficiale e di contenuto importante diretta a un membro del Consiglio di Stato ticinese, alcuni ricercatori interpretano la datazione come svista di inizio anno, proponendo come lettura corretta “1836” (tra cui Martinola-Ricordi, p. 47; portata avanti da Bernasconi-Mendrisio, p. 22, et al.). In realtà è poco verosimile che Pozzi, politicamente interessato, futuro lettore (e addirittura azionista) del giornale liberale Il Repubblicano della Svizzera italiana (vedi sotto, nota 23), e attivo personalmente nel ramo dell’editoria musicale, ancora nel 1836 non dovesse essere a conoscenza della Legge ticinese sulla proprietà letteraria, cioè nell’anno dopo la promulgazione del decreto. È invece molto più probabile che il disegno legge sia stato portato avanti proprio in seguito ai solleciti da parte di Pozzi e del suo avvocato Luvini, lanciati da gennaio 1835 in poi (vedi inoltre Carteggio.1836.2–6).

21.

Mese deducibile dal timbro postale.

22.

Gilardi-Euterpe, p. 255 (senza indicazione di data esatta né di fonte).

23.

Per le date di nascita dei figli cfr. Ruggeri-Contributo, pp. 573–575.

24.

Cfr. l’avviso del 9 gennaio di quell’anno, firmato da “Carlo Pozzi segret. Civile” sulla GT dell’8 gennaio 1831 (p. 18). In contesti analoghi, il nome di Carlo Pozzi come segretario civile al Tribunale di Mendrisio è documentato dalla fine del 1830 alla metà del 1835 (GT n. 48 del 27 novembre 1830, p. [s.n.]; GT n. 21 del 22 maggio 1835, p. 184).

Un’ulteriore lettera indirizzata “Al Sig: Segretario Carlo Pozzi | Castello” (un sollecito di Paolo Lavizzari di voler saldare “la somma di L. 25. Milanesi come ½. azionista al Foglio del Repubblicano della Sviz. It.a”, unito all’invito all’assemblea degli azionisti del giornale) porta la data 4 gennaio 1838 (ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 181). Il trisettimanale dei liberali luganesi Il Repubblicano della Svizzera italiana era uscito per la prima volta il 20 gennaio 1835.

Il fratello Gaetano Pozzi invece, nel 1838 appare come “assess[ore] segr[etario]” alla Giudicatura di Pace per il Distretto di Balerna (cfr. Continuazione al Supplimento della Gazzetta Ticinese N.o 47 del 23 novembre 1838, p. [1]). Così entrambi i fratelli manifestano il loro intento di affermarsi anche in ambito pubblico, entrambi con successo: Carlo già dal 1839 sarà deputato al Gran Consiglio, mentre Gaetano, dai primi anni 1850, fungerà come sindaco di Castel San Pietro.

25.

Oltre agli esemplari delle musiche provenienti dai primi depositi di Pozzi (conservati in ASTi, Fondo Editori musicali ticinesi dell’Ottocento), una stampa ‘campione’ della lastra di deposito del 27 giugno 1836 si conserva separatamente in ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 166.

La lastra si trova stampata sul retro di un pezzo di cartastraccia, una pagina musicale del numero 9246 dal Catalogo Ricordi. Si tratta di: Mario Aspa (1795–1868), I due forzati (quaresima 1836), “Recitativo e Cavatina. Come un lampo abbagliatore” (canto e pianoforte), prodotto da Ricordi proprio a metà 1836. I brani depositati da Pozzi in data 27 giugno 1836 portano numeri tra 8897 e 9306. Il numero 9246 invece non figura tra le opere depositate di Pozzi al Consiglio di Stato.

26.

Secondo il Dizionario Biografico Treccani, Giovannina Vezzoli era “deceduta nel 1815”; cfr. Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 87 (2016), sub voce “Ricordi” (autore: Stefano Baia Curioni). In tal caso rimarrebbe incerto a chi il padre di Giulietta si riferisse parlando ripetutamente di “tua Madre”. Zecca Laterza registra, senza riferimenti: “Giovanna Vezzoli, (Milano, settembre 1790 – 28 aprile 1841)”; cfr. Zecca Laterza-Pozzi, p. 81. Nel testamento di Ricordi del 1853 (cfr. Sartori-Casa Ricordi, p. 45) manca ogni riferimento a Giovannina Vezzoli.

27.

Per esempi di una cooperazione delle due aziende, si vedano i numeri 643–649 del Catalogo Canti, pubblicati come “Proprietà degli Editori” e sotto il nome di entrambi, Canti e Pozzi. Si tratta di: Gaetano Corticelli (1804–1840), Aurora musicale Libro II. Opera postuma (1. La violetta; 2. L’orgia; 3. Il tramonto; 4. L’Ave Maria; 5. L’eco; 6. Il galopp). Sul frontespizio il volume è segnato: “MENDRISIO presso C. POZZI | Milano presso Gio. Canti e C. contrada di S. Margherita all’angolo de’ Due Muri N.o 1042.” (cfr. Catalogo.Canti.1855, p. 36; esemplare completo in I-BRc). Il riferimento a Pozzi figura esclusivamente sul frontespizio.

Per un caso simile, benché di segno opposto (e senza l’indicazione “Proprietà degli Editori”), si veda inoltre n. 277 della produzione di Pozzi: Franz Hünten (1792–1878), La Romana. Canzone variata per il Piano-forte, op. 109. Questa edizione porta sul frontespizio, sotto “Mendrisio, presso C. Pozzi”, inoltre la scritta: “milano, presso giovanni canti e c.o | Contr. di S. Margherita all’angolo de’ due Muri N.o 1042.” (esemplare in I-BGi; opera non compresa nel catalogo Canti). Il riferimento a Canti figura esclusivamente sul frontespizio.

28.

Va comunque considerato che, le prime petizioni da parte di Euterpe Ticinese documentate avvengono soltanto nella prima metà del 1838. A fronte di questa circostanza, il panico di Ricordi sembrerebbe infondato.

29.

Il caso del 9 settembre 1842 (Pozzi.petizioni.1842.14) è in questo senso esemplare: qui diversi numeri portano nella lastra di deposito la data del 1 settembre, quindi di più di una settimana precedente alla data della petizione.

30.

La riduzione per canto e pianoforte di Pia de’ Tolomei, secondo il catalogo Ricordi, comprende 13 numeri (tra il n. 9048 e il 11414; cfr. Catalogo.Ricordi.1855, pp. 98–99); tolti da questi i numeri stampati in una versione parallela (trasportata o senza Cori), si arriva comunque a un totale di 10 brani per formare l’opera completa. L’invio di Tito Ricordi quindi poteva anche comprendere tutti i numeri dell’opera.

31.

Mese deducibile dal timbro postale.

32.

Le altre opere di Donizetti pubblicate in questi anni sono di proprietà di Lucca. Per questo motivo, l’anno successivo Spinelli (per Euterpe Ticinese) deposita di Donizetti Il furioso all’isola San Domingo, opera del 1833 (cfr. il deposito avvenuto * [ante 29 maggio 1838]), e Eleonora di Guienna (Rosmonda d’Inghilterra), opera del 1834 (idem * 29 maggio 1838). L’unica opera donizettiana davvero ‘nuova’ nel 1838 è Maria de Rudenz (che debutta il 30 gennaio 1838) depositata, sempre da Spinelli, il * 31 agosto 1838. Seguiranno, con i depositi in data * 11 novembre 1840, L’esule di Roma, sempre nel deposito Spinelli, e * 13 febbraio 1841 La favorita, delle quali soltanto la seconda (La favorite; 2 dicembre 1840) è da considerarsi creazione recente (L’esule di Roma era stata rappresentata per la prima volta nel 1828).

33.

“Obbiadin. Ostia. Pasta ridotta in sottilissima falda per uso di sigillar le lettere, e si fa di varj colori.” Cfr. Francesco Cherubini, Vocabolario milanese-italiano, in quattro volumi, vol. III. M–Q, Milano, I. R. Stamperia, 1841, p. 183.

34.

In corsivo le parti manoscritte.

35.

Nel 1838 la Fiera pasquale di Lipsia (“Leipziger Ostermesse”) inizia il 30 aprile e termina il 19 maggio (cfr. Leipziger Tageblatt und Anzeiger, n. 92 del 2 aprile 1838, p. [509]).

36.

Nel suo testamento del 9 marzo 1853, Giovanni Ricordi confermerà “la rinuncia alla mia eredità già fattami dal figlio Innocente” (cfr. Sartori-Casa Ricordi, p. 45), ulteriore prova di una relazione tra i due non priva di disaccordi e fratture. Per una delle rare lettere di Innocente Ricordi con l’intestazione ufficiale della sua azienda di Lima (del 13 gennaio 1851), cfr. I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET014248.

37.

In corsivo le parti manoscritte.

38.

Il testo integrale è consultabile nell’archivio elettronico dei verbali del Gran Consiglio al sito: https://www.sbt.ti.ch/bcbweb/vgc/ricerca/ > Verbali del Gran Consiglio > data: 26 maggio 1841.

39.

A volte Pozzi rivela di lottare contro il tempo, quando presenta alle autorità cantonali i brani musicali non solo “con preghiera pel consueto registro e cenno di ricevuta”, ma anche “colla più possibile sollecitudine ed esattezza premendomi assai l’opera stessa”, per citare il caso de I due Foscari di Verdi (3 novembre 1844), inoltrati al Consiglio di Stato freschi di stampa, con la petizione del 14 novembre 1844 (Pozzi.petizioni.1844.4). Più dell’opera, sarà piuttosto Ricordi a far pressione, per paura di Euterpe Ticinese pronta a contraffare.

40.

Pasquinelli-Contributo, pp. 571–572; Verdi-Morosini-Carteggio, p. 44, basato su Pasquinelli-Lucca, pp. 103–104.

41.

La scrivente Giuseppina Arosio Ricordi (1814–1898) è la moglie di Tito Ricordi (dal 1838).

42.

Anno deducibile dal timbro postale.

43.

Al presente stato delle ricerche, il numero 909 nella produzione di Pozzi risulta inesistente. Nel caso si trattasse di una svista al posto del numero 707, la relativa opera sarebbe la seguente:

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

707 op. 127, Variations et rondino sur deux motifs de L[ouis] Clapisson (pf. solo)

44.

Uno dei rari esempi di edizioni realizzate, con ogni evidenza, da Pozzi stesso e senza appoggio o incarico esterno, se non dal compositore stesso, è un fascicolo di musica in piccolo formato dal seguente titolo “Messa | Dominicale | ed altre | Cantate | liturgiche | per ambo i Riti | Romano ed Ambrosiano | del | Curato Frippo. | Castello | Calcografia Pozzi | 1849.” L’autore è Giovanni Frippo (Civiglio [CO], ca. 1800/1801 – Milano, 1866), sacerdote che in seguito all’insurrezione di Milano del 1848 trova rifugio in Svizzera. Docente a Locarno e Mendrisio, dirige anche l’asilo di Mendrisio, prima di ritornare a Milano nel 1860.

L’edizione è l’unico caso, finora noto, di un prodotto di stampa nel quale la bottega di Castel San Pietro utilizzi la fiera dicitura “Calcografia Pozzi”, suggerendo un’autonomia che di fatto non aveva.

Il libro stampato a Castel San Pietro porta nel calco del frontespizio la consueta formula di deposito, liberamente parafrasata: “La presente Operetta è posta sotto la salvaguardia della legge sulle produzioni letterarie del 20 Maggio 1835 essendosi adempiuto a quanto ella prescrive all’Art. 9.o”. Nei fondi cantonali non si conservano né le tre copie d’obbligo né la petizione dello stampatore; l’unicum dell’opera si trova oggi alla Biblioteca dell’Abbazia di Einsiedeln (collocazione: CH-E, 242.17). Altro elemento insolito del prodotto è il timbro ovale a inchiostro rosso sulla quarta di copertina (al centro della pagina), del contenuto: “Proprietà dell’autore | Frippo”.

45.

Lacuna per foro nella carta.

46.

Dizionario Storico della Svizzera, sub voce “Seta” (www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I13965.php).

47.

Per la continuazione dei depositi, cfr. 5. Depositi - Pozzi. In rari casi, Pozzi realizzerà dei lavori di incisione e stampa anche negli anni successivi, ma autonomamente e non più su ordine di Ricordi (per un esempio del 1849, vedi sopra, Carteggio.1843.3, Commento).

48.

Cfr. Polli-Zollpolitik, pp. 42–44.

49.

La riduzione per pianoforte solo risulta completa, mentre della versione per canto e pianoforte manca un solo elemento (n. 21555, “Scena e Duettino. Digli ch’è sangue”), assente sia nelle petizioni che nei materiali conservati nei fondi cantonali.

50.

Lettera di Giuseppe Verdi (Parigi) a Giuseppe Mazzini (Lugano) del 18 ottobre 1848, citata da: Verdi-Lettere, p. 199.

51.

Anno deducibile dal timbro postale.

52.

Indicazione autografa “8 Febbrajo 1848”; timbro postale illeggibile; anno corretto deducibile esclusivamente dal contesto (cfr. Carteggio.1848.2  Carteggio.1849.4).

53.

Corruzioni del testo per causa del sigillo.

54.

Il corsaro (25 ottobre 1848) era proprietà di Lucca (cfr. il deposito di Spinelli al Consiglio di Stato del 1 marzo 1849).

55.

Anno deducibile dal timbro postale.

56.

Lettera di Emanuele Muzio (Milano) a Tito Ricordi (ivi) del 27 ottobre 1849, I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET011241. Nelle varie lettere precedenti di Muzio mancano ancora i riferimenti specifici a Giulietta.

57.

Si vedano le petizioni emesse durante il periodo in questione, entrambe firmate da Pozzi a Castel San Pietro (Pozzi.petizioni.1849.12).

58.

Come Pozzi ammette nella sua petizione del 13 settembre 1849, una precedente del 4 settembre era stata rifiutata “non essendo la petizione stessa stesa in foglio doppio [...] come è voluto dalla recente nuova legge” (Pozzi.petizioni.1849.3).

59.

Cfr. la lettera ai nipoti Gaetano e Carlo a Castel San Pietro del 23 ottobre 1824, in: ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 122. Dalla lettera del 1824 emerge inoltre che Gaetano (*16 marzo 1802), Carlo (*2 giugno 1803) e la loro sorella Marineta Pozzi sono orfani, e che Marineta vive con la zia a Trieste.

60.

A partire dal 1851 nelle sue lettere appare il timbro della ditta “FRASCHINA & KOLLER | TRIESTE” (cfr. la lettera del 25 novembre 1851, in: ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 249).

61.

In corsivo le parti manoscritte.

62.

Durante le Cinque Giornate e durante il Governo Provvisorio del 1848, la Gazzetta musicale di Milano, il prestigioso periodico fondato da Casa Ricordi nel 1842, si era posizionata a favore del movimento patriottico (mentre “Tito I in quelle giornate cruciali era lontano da Milano [...] tutto questo fervore di italianità e questo sboccio di entusiasmo era tutta opera del solo Giovanni [Ricordi]”; cfr. Sartori-Casa Ricordi, p. 57). Tito, che dopo la morte del padre nel 1853 assume la direzione dell’azienda, ritorna alla politica della tacita convivenza con il governo austriaco.

63.

Identificabile per il corrispondente numero “925”.

64.

In corsivo le parti manoscritte.

65.

L’impiego delle parentesi tonde che racchiudono “Mo” ricorda la consuetudine nel Librone Ricordi (manoscritto) di utilizzare le stesse parentesi tonde per contrassegnare i numeri a tre cifre del Fondo estero, prodotti a Mendrisio. Può quindi essere considerato certo che “(Mo)” non si riferisca a Milano, ma alla succursale ticinese. Le parentesi quadre, nel Librone Ricordi, segnano invece i materiali di Ferdinando Artaria, che Ricordi fece integrare nel Librone dal 1837 in poi, dopo aver acquisito le lastre dalla produzione del suo rivale milanese.

66.

Il rilancio avverrà soltanto nel 1859, dopo la Seconda guerra d’indipendenza e l’annessione della Lombardia al Regno di Sardegna. Una nuova edizione della riduzione per canto e pianoforte (numeri 31881–31899) uscirà successivamente nel 1860, completamente reincisa e in formato grande in piedi.

67.

Per le prime testimonianze di gravi errori commessi da Pozzi nell’esecuzione degli ordini da Milano cfr. Carteggio.1844.2. Per un altro lapsus piuttosto imbarazzante, l’invio della petizione senza l’elenco dei relativi brani musicali, cfr. il deposito del 2 marzo 1850 (Pozzi.petizioni.1850.3).

68.

Accanto a “Firenze, Ricordi e Jouhaud” e “Mendrizio, Bustelli-Rossi”; vedi ad esempio il numero 32383 dal catalogo Ricordi (Eusèbe Lucas, op. 20, Souvenirs. Valse pour piano), nell’esemplare con timbro a secco “T. R. | 61 | 1” in ASTi, UNA 881/31.

69.

Dizionario Storico della Svizzera, sub voce “Ticino (cantone)” (http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I7394.php).

70.

L’identità dei due personaggi rimane nel buio. Entrambi i nomi non appaiono negli Indici Copialettere. Soltanto nel 1867 è registrato un invio a “Merzario Impresa | Città [i. e. Milano]” (cfr. I-Mr, DOC01838), riferendosi presumibilmente a un trasportatore.

71.

Il nome di Ramoni manca inoltre nei pochi Indici Copialettere rimasti di quegli anni, 1849, 1865, 1867 e 1868 (I-Mr, DOC01836 – DOC01839), idem nel Librone Ricordi.

72.

Si può supporre che Ricordi abbia ceduto la casa di Sirtori (menzionata ancora nel 1836, cfr. Carteggio.1836.1) a vantaggio della tenuta certamente più signorile di Blevio. Al più tardi nel 1842 era ampiamente risaputo che a Blevio “sonovi case di campagna dei signori Rezzonico, Artaria, Ricordi, e Borghi.” (cfr. Nuovissima guida dei viaggiatori in Italia, Milano, F. Artaria e figlio, 1842, p. 90; ancora nell’edizione del 1839, p. 92, di Blevio si elencano soltanto le “proprietà dei Rezzonico, Compton, e degli Artaria, noti negozianti di belle arti”). Dal testamento di Giovanni Ricordi del 9 marzo 1853 si viene a sapere che l’immobile sul Lago disponeva di considerevoli fondi e di una propria darsena (cfr. Sartori-Casa Ricordi, pp. 45–46). Il complesso oggi è noto sotto il nome Villa Ricordi Da Riva.

73.

Considerando il prezzo (Moretti chiede “30 o 40 franchi a conto”), l’opera potrebbe essere identificabile con Francesco Gera, Nuovo dizionario universale e ragionato di agricoltura, economia rurale, forestale, 28 vol., Venezia, G. Antonelli, 1834–1852.

74.

Cfr. l’avviso di Carlo Pozzi riguardante la vendita (Documenti.vari.1850.2), annuncio seguito dalla proposta d’acquisto da parte del nipote (Carteggio.1850.1).

75.

Nel suo testamento, steso il 9 marzo 1853, Giovanni Ricordi aveva lasciato alla figlia “austr. lire sessanta mille a tacitazione di ogni sua pretesa di legittima e successione alla mia eredità, compresa in esse la dote assegnatale. In caso di non accettazione del d.tto legato tacitativo limito il di lei diritto ereditario alla pura legittima con obbligo del conferimento ed imputazione della dote. | Le dette austr. lire sessantamille saranno da pagarsi alla med.a figlia Giulietta entro anni venti, colla corrisponsione dell’interesse annuo del 4% in due rate eguali di semestre in semestre postecipato esclusa ogni garanzia o prenot[azione]” (cfr. Sartori-Casa Ricordi, p. 45). Con questo gesto umiliante, Giulietta rimane de facto esclusa sia dall’azienda che dagli immensi beni accumulati da Ricordi negli anni, a parte un sostentamento gratuito, non più che simbolico, “da pagarsi [...] entro anni venti”. Marietta Ventura invece, la compagna di Giovanni Ricordi, riceve un appannaggio di L. 300 al mese e la Villa di famiglia a Blevio in usufrutto “sino alla sua morte” più la somma di L. 50.000 “da pagarsele entro anni dieci”. La ditta, il patrimonio aziendale, imprecisato, e in fin dei conti anche gli immobili, restano riuniti nelle mani di Tito, nominato erede universale.

76.

Giulietta, in realtà, era reperibile attraverso il locale di vendita già da tanti mesi: una nota del 7 agosto 1852 del pianista Adolfo Fumagalli, diretta a lei, porta proprio l’indirizzo “Pregiatiss.a S.ra | Giulietta Ricordi | al negozio Ricordi | Milano”; Lettera di Adolfo Fumagalli (Venezia) a Giulietta Ricordi Pozzi (Milano), 7 agosto 1852, in: I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET007788.

77.

Calligrafia di Giulia Pozzi Ricordi; come rivela il contenuto, il cognato non può essere altro che Gaetano Pozzi a Castel San Pietro.

78.

Zecca Laterza-Pozzi, p. 87. Non può sorprendere che il breve e discreto necrologio sulla Gazzetta musicale di Milano, diretta ormai dal nipote Giulio Ricordi, non fa il minimo cenno all’infelice destino di Giulia, sia personale che familiare e professionale.

79.

Per una lettera di Innocente Ricordi (13 gennaio 1851) con l’intestazione ufficiale della sua azienda di Lima, cfr. I-Mr, Fondo Corrispondenza, ID: LLET014248. Per ulteriori dati biografici vedi Zecca Laterza-Pozzi , p. 81.

80.

Lettera su foglio doppio piegato, fornita di indirizzo e sigillata; riaperta e riusata successivamente come cartastraccia.

81.

Moglie di Gaetano Pozzi e cognata di Carlo Pozzi.

82.

Per meglio valutare la somma in questione, si segnala che nel 1850 un biglietto ferroviario di II. classe “nel VELOCE che parte da VENEZIA per Milano” (vedi sotto, nota 83), cioè nel mezzo di trasporto più moderno dell’epoca, costava 36 Lire austriache.

83.

L’elenco si trova steso sul retro di un biglietto ferroviario emesso a suo nome, con il quale Carlo Pozzi in data 18 ottobre 1850 viaggiava da Venezia a Milano, presumibilmente in ritorno dai parenti di Trieste, dopo le negoziazioni per la grande vendita immobiliare a Castel San Pietro. L’inventario raccoglie una serie discreta di oggetti mobili (tra cui “2. Ritratti”, “4. Bassirilievi”, “14 quadri diversi”, “2 Canapè”, “9. Carte Geografiche”, “1 Tavolo ovale”, “4. Cassabanchi” ecc.) con il relativo valore stimato, più una serie di altri conti. A parte il “Cembalo” (cioè un pianoforte a coda) non vi è alcun lontano riferimento all’attività di un professionale incisore o stampatore di musica. Gli attrezzi di bottega, per quanto ancora sul posto, erano ovviamente di proprietà di Ricordi (per il documento, cfr. ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 241).

Va aggiunto che, nel 1850, il treno da Venezia circola soltanto fino a Verona. Come indicato sul biglietto prestampato, la rimanente tratta si viaggia “colla Posta sino Treviglio e da Treviglio a Milano col Trasporto della Carrozza e Viaggiatori sopra il Carro Matto”. La costruzione della tratta milanese era stata iniziata appena sette anni prima, cfr. Carteggio.1843.3.

5. Depositi

Elenco dei prodotti depositati ufficialmente presso il Consiglio di Stato ticinese

[Page]

5. Depositi - Carlo Pozzi (1836–1855)

a) sintesi cronologica

Osservazioni preliminari

Tra gli editori musicali ticinesi dell’Ottocento, Carlo Pozzi si distingue per il grande numero di depositi al Consiglio di Stato, presentati nei più di due decenni della sua attività nel Cantone. I 110 documenti individuali conservati sotto il suo nome (ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 1–110), riflettono circa un centinaio di singoli atti di petizione, volti ad ottenere la protezione legale per le opere musicali depositate. Per la trascrizione delle parti rilevanti di questi documenti, vedi il capitolo 7. Petizioni - Pozzi.

Le petizioni si riferiscono dettagliatamente alle edizioni musicali annunciate volta per vota. Queste edizioni si conservano tuttora a grande maggioranza nei fondi cantonali (ASTi e SBT).

Oltre alle petizioni manoscritte e i relativi stampati musicali, negli stessi fondi cantonali si trovano numerose opere di musica a stampa non accompagnate dalla rispettiva petizione, ma altrettanto identificabili come parte dei depositi promossi da Pozzi, grazie a degli indizi inequivocabili. Per distinguere queste ultime consegne da quelle legate alle petizioni manoscritte esistenti nella seguente sintesi, la data del deposito è marcata con un asterisco *.

Gli spartiti depositati da Pozzi presso il Consiglio di Stato comprendono ciascuna su una pagina intera (a volte su mezza pagina) un breve passaggio testuale stampato mediante una apposita lastra. Il calco di questa ‘lastra di deposito’, non compresa negli esemplari messi in vendita, riproduce una formula standard di consegna, ovviamente creata da Pozzi in riferimento alla legge del 1835, con luogo, data e nome del titolare.1 Originalmente la lastra riproduceva la data completa che, a partire dalla fine del 1836, venne ridotta alla sola annata, con uno spazietto lasciato libero per la data esatta del deposito da inserire a mano. Nelle lastre di deposito utilizzate da Pozzi dalla fine degli anni 1830 fino al 1855, il testo standard (con a volte lievi varianti nell’impostazione di pagina) recita come segue:

Il Sottoscritto cessionario del proprietario pone la presente opera sotto la protezione della legge 20 Maggio 1835 per la proprietà letteraria, avendone consegnati al Consiglio di Stato gli esemplari voluti dall’Articolo 9 della stessa legge.

 

Castel S. Pietro li [ data manoscritta] 1838.2

Carlo Pozzi

Quando nel seguente elenco si fa riferimento alla datazione della relativa lastra di deposito, la parte manoscritta, nella trascrizione viene riportata in corsivo (“li 19. 9bre. 1838”). Per la riproduzione fotografica di due lastre di deposito di Pozzi vedi Illustrazione 6 e 25.

Tra i possibili riferimenti per la collocazione nell’ordine cronologico del deposito di uno spartito, pervenuto nei fondi cantonali senza petizione, va inoltre considerato il timbro a secco di Casa Ricordi, distintivo riscontrabile nei prodotti Ricordi dagli anni 1850 in poi.3

Nella seguente sintesi cronologica, si trova in numerosi casi, accanto alla cifra del totale dei numeri di ogni singolo deposito (ad. es. “ [9 numeri]”), anche un riferimento contenente la lettera “M” (ad es. “<9M>”). Questa sigla si riferisce a quei numeri compresi nel deposito, che portano sul frontespizio (o sulla prima pagina del testo musicale) come riferimento all’editore principale la formula “Mendrisio presso C. Pozzi” (a grandi lettere, in corsivo), seguito nella riga successiva (in caratteri piccoli) da “Milano presso Gio. Ricordi.” a sinistra, e “Firenze presso G. Ricordi e C.o” a destra (vedi Illustrazione 6 e 24). A volte la formula ricorre in maiuscolette, in casi rari addirittura accompagnata dai nomi di ulteriori concessionari Ricordi (come ad es. nel caso del numero 13094),4 ma sempre con la chiara precedenza, in termini grafici, di “Mendrisio presso C. Pozzi”.

Questo inserimento di nome e luogo, che evidenzia “Mendrisio” e “Pozzi” con mezzi grafici, suggerendo la stamperia di Castel San Pietro come casa editrice principale, è frutto di un rapido intervento di routine che Pozzi intraprende nella sua bottega: con una piccola lastra da parte (simile a un timbro), segna così gli spartiti, inviati da Milano appositamente senza riferimento all’editore. Questo atto di ‘rifinitura’ avviene soltanto in Ticino e unicamente sui tre esemplari destinati al deposito legale.

Un esempio particolarmente lampeggiante si riscontra nel numero 13752 (Golinelli, Rimembranze dell’opera Lucrezia Borgia), in cui Pozzi addirittura cancella il marchio di Ricordi dalla carta (mediante raschiatura), per applicarvi poi, con la lastra in piccolo formato, il consueto riferimento alla propria bottega (Illustrazione 26).

I depositi segnati nel seguente elenco con il riferimento numerico contenente “M”, riguardano quindi i materiali musicali pre-prodotti a Milano e inviati in Ticino in triplice copia, per essere muniti da Pozzi a Castel San Pietro soltanto della (fittizia) indicazione di stampatore e luogo di produzione, e in seguito depositati.

Durante l’anno 1837, Pozzi pubblica alcuni avvisi sulla stampa, per ufficialmente informare il pubblico sull’uscita di nuovi prodotti e per diffidare al contempo le potenziali iniziative di plagio. Questi annunci (raccolti nel capitolo 8. Avvisi musicali - Pozzi) possono, in alcuni casi, contribuire a inquadrare meglio il deposito, sia in termini di volume che di data esatta.

Le parentesi quadre segnano qualsiasi aggiunta editoriale di contenuti non compresi nelle petizioni. Si tratta di informazioni assunte tramite le edizioni musicali legate all’attività di Pozzi, conservati nei fondi cantonali, oltre ai dati rilevati tramite il Catalogo Ricordi. Nel caso di depositi senza la rispettiva petizione pervenuta (casi segnati con un asterisco *), i dati vengono raccolti esclusivamente dagli stampati depositati (e da eventuali Avvisi musicali), senza necessità di mettere parentesi.

Nel caso di opere musicali depositate, a tutta probabilità, da Pozzi, ma documentate esclusivamente dalla notifica nell’inventario dei fondi musicali del 1887 (Inventario.1887), senza che alcun esemplare ne sia pervenuto, l’asterisco serve ugualmente per distinguere la relativa voce di catalogo.

La data accanto al titolo delle opere teatrali segna la prima rappresentazione.

Il totale dei depositi di Pozzi documentati ammonta a un numero minimo di 1490 singoli numeri di lastra.

[Page]

* 27 giugno 1836 ( → lastra di deposito: “li 27 Giugno 1836”)5

[4 numeri]

pianoforte solo

Carl Czerny (1791–1857)

op. 387, Trois Fantaisies sur des Thêmes de Lucrezia Borgia de Donizetti

8897I. Fantaisie

8898II. Fantaisie

8899III. Fantaisie

Julius Benedict (1804–1885)

9306Introduzione, Variazioni e Finale sulla Ballata favorita Cantata dal Sig.r Phillips nell’Opera del M.o Balfe La Vergine d’Artois

* [ante ottobre 1836] ( → Inventario.1887, p. 18)

[1 numero]6

pianoforte solo

Antonio Fanna (1793–1845)

9305 op. 23, Variazioni sull’Aria Ah perché non posso odiarti nella Sonnambula di Bellini

* 7 settembre 1836 (lastra di deposito: “li 7.  Settembre 1836”)7

[4 numeri]

canto e pianoforte

Pietro Antonio Coppola (1793–1877)

Enrichetta Baienfeld ossia La festa della rosa (29 giugno 1836)

9454 Cavatina. Ah! sei qui?

9457Scena e Cavatina. Guai per te! paventa ingrata!

9464Aria. Tira: straccia: è tutto inutile

9469Aria finale. Ah! no, la rosa è mia

* 26 settembre 1836 ( → lastra di deposito: “li 26 Settembre 1836”)8

[1 numero]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Betly (24 agosto 1836)

9604Scena e Duetto. Dolce istante inaspettato

* 11 ottobre 1836 ( → lastra di deposito: “li 11 Ottobre 1836”) 9

[1 numero]

pianoforte solo

Julius Benedict (1804–1885)

9317 op. 26, Barcarole favorite de l’Opera de Donizetti Marino Falliero, arrangé en Rondeau brillant

* 30 dicembre 1836 ( → lastra di deposito: “li 30. Xbre. 1836”)10

[14 numeri]

canto e pianoforte

Gioachino Rossini (1792–1868)

Vallace (26 dicembre 1836)11

9705 Recitativo e Duetto. T’arresta... a che tremar

9707 Recitativo ed Invocazione. Ciel, che del mondo

9710Passo a sei (per pianoforte)

9711Marcia e Coro. Gloria, onore al giovinetto

9717Recitativo e Terzetto. Mentre la Scozia vacilla e langue

9722 Atto III. Recitativo ed Aria. Ah! se privo di speme

9725Passo a tre (per pianoforte), e Coro di Menestrieri e Soldati. Quell’agil piè ch’egual non ha

9726 Passo dei Soldati (per pianoforte)

9727Recitativo e Quartetto. Quel fasto m’offende

9728Recitativo e Preghiera. Deh! non volerlo

9730Atto IV. Recitativo ed Aria. Oh! muto asil del pianto

9732 Finale dell’Atto IV. Recitativo e Preghiera. Tu che l’appoggio del debol sei

Julius Benedict (1804–1885)

Un anno ed un giorno (19 ottobre 1836)

9740Scena e Cavatina. Al campo della gloria

pianoforte solo

Julius Benedict (1804–1885)

9320 op. 27, Bouquet Musical. Fantaisie sur des motifs favoris de l’Opera I Puritani de Bellini

* [tra novembre e 31 dicembre] 1836 ( → lastra di deposito: “li [vacat] 1836”)

[3 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

L’assedio di Calais (19 novembre 1836)

9679Duetto. Le fibre, oh Dio! m’investe

9680 Cavatina. Al mio core, oggetti amati

968512 Duetto. Io l’udìa chiamarmi a nome

* [tra ottobre 1836 e marzo 1837] ( → Inventario.1887, p. 7)

[2 numeri]13

canto e pianoforte

Pietro Raimondi (1786–1853)

Isabella degli Abenanti (26 settembre 1836)

9610[Duetto. Vieni, io tel chiedo in lagrime]

9612[Scena ed Aria finale. Dio di pace che difendi]

* 30 marzo 1837 ( → lastra di deposito: “li 30. Marzo 1837”; Pozzi.avvisi.1837.1)

[9 numeri]

canto e pianoforte

Saverio Mercadante (1795–1870)

Il giuramento (11 marzo 1837)

9928Cavatina nell’Introduzione. La Dea di tutti i cor!

9929 Coro e Cavatina nell’Introduzione. Fier sospetto, ohimè! si desta

9930Quartetto nell’Introduzione. Vicino a chi s’adora

9931 Romanza con Cori. Di superbo vincitore

9935 Cavatina. Or là, sull’onda col pensier mio

9937Recitativo, Romanza e Duetto nel Finale I. Ti creò per me l’amor

9938Recitativo e Duetto nel Finale I. Di Viscardo io sono amante

9942Aria. Fu celeste quel contento

9944 Scena e Duetto. Oh! qual nome pronunziaste!

* 28 aprile 1837 ( → Pozzi.avvisi.1837.2)

[numero non accertabile]

[canto e pianoforte]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Pia dei Tolomei (18 febbraio 1837)

[“10 Pezzi dell’Opera”; spartito non presente nei fondi cantonali]14

* 17 luglio 1837 ( → lastra di deposito: “li 17. Luglio 1837”; Pozzi.avvisi.1837.3: “li 16 luglio 1837”)

[3 numeri]

canto e pianoforte

Pietro Antonio Coppola (1793–1877)

La Bella Celeste degli Spadari (14 giugno 1837)

10201Recitativo e Duetto. Eh! non serve

10202Scena e Duetto. Non ci resta in tal periglio

10203Scena ed Aria. Ah! tu non sai qual pena

* 24 luglio 1837 ( → lastra di deposito: “li 24. Luglio 1837”)

[3 numeri]

riduzione per pianoforte solo

Pietro Antonio Coppola (1793–1877)

La Bella Celeste degli Spadari (14 giugno 1837)

10159 Coro dei Lavoranti

10160Largo e Stretta del Finale I.

10161 Coro di Vecchie

* 17 ottobre 1837 ( → lastra di deposito: “li 17. 8bre 1837”; Pozzi.avvisi.1837.4: “li 15 ottobre 1837”)

[4 numeri]15

canto e pianoforte

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Due ariette per piano-forte e canto

10207 Fervido desiderio

10208 Dolente immagine di Fille mia

Mariano Obiols (1809–1888)

Odio ed amore (5 settembre 1837)

10205Duetto. Vuol morir! salute a noi

[10206]Terzetto. Evviva, evviva! vo’ saltar, vo’ ballar.

* 23 novembre 1837 ( → lastra di deposito: “li 23 9bre 1837”)16

[1 numero]

canto e pianoforte

Samuele Levi (1813–1883)

Iginia d’Asti (primavera 1837)

10454Duetto. Giulio! sì

* 11 gennaio 1838 ( → lastra di deposito: “li 11. Gen.o 1838”)

[7 numeri]

canto e pianoforte

Alessandro Nini (1805–1880)

Ida della Torre (11 novembre 1837)

10605Coro di Donzelle. È desta ancor

10606Scena e Romanza. Languente, afflitto un esule

10607Scena e Cavatina. Quando quell’uom, quell’unico

10609Coro de’ Torriani. Tutto è pronto

10610Scena ed Aria. Non sai tu che un solo istante

10618Atto III. Scena, Coro religioso e Preghiera. Uno sguardo di fidanza

10619Scena e Duettino. Cara, trafiggerci dovranno assieme

* 29 gennaio 1838 ( → lastra di deposito: “li 29. Gen.o 1838”)

[2 numeri]

canto e pianoforte

Alessandro Nini (1805–1880)

Ida della Torre (11 novembre 1837)

10608Scena e Duetto. Sì crudel: quell’uom tradito

10614Atto II. Scena, Coro ed Aria. Questo iniquo tradimento

* 12 febbraio 1838 ( → lastra di deposito: “li 12. Feb.o 1838”)

[4 numeri]

opere didattiche per canto

Marco Bordogni (1789–1856)

Dodici nuovi vocalizzi per Baritono e Basso composti secondo il gusto moderno e dedicati a […] Luigi Lablache

10112[Libro I., n. 1.–6.]

10113Libro II. [n. 7.–12.]

Dodici nuovi vocalizzi per Contralto e Mezzo Soprano composti secondo il gusto moderno

10114[Libro I., n. 1.–6.]

10115Libro II. [n. 7.–12.]

* 26 febbraio 1838 ( → lastra di deposito: “li 26. Feb.o 1838”)

[6 numeri]

canto e pianoforte

Luigi Ricci (1805–1859)

Le Nozze di Figaro (13 febbraio 1838)

10493 Cavatina. Or non sono più mortale

10494Canzonetta nell’Atto I. Di sua ridente età

10495Canzonetta nell’Atto II. Nella valle mai sinora

Alessandro Nini (1805–1880)

Ida della Torre (11 novembre 1837)

10604Scena e Cavatina. Te derelitta vergine

10616Coro di Armigeri. Ecco l’ora, il loco è questo

10617Scena e Duetto Finale II. Giammai! giammai! terribile

* 16 maggio 1838 ( → lastra di deposito: “li 16. maggio 1838”)

[4 numeri]

canto e pianoforte

Nicola Vaccaj (1790–1848)

Marco Visconti (27 gennaio 1838)

10754Coro. Come raminga tortore

10755Cavatina. Alfin guidommi un angelo

10758Scena, Duetto e Terzetto. Il sol de’ giorni miei

10760Scena e Duetto. Invan sui labbri, invano

* 17 novembre 1838 ( → lastra di deposito: “li 17. 9bre. 1838”)

[1 numero]

arpa sola

E. Parish Alvars (Elias Parish Alvars, 1808–1849)

10700op. 40, Introduction et variations sur un thême de l’Opera I Capuleti et [sic] Montecchi de Bellini

* 19 novembre 1838 ( → lastra di deposito: “li 19. 9bre. 1838”)

[4 numeri] <4M>

canto e pianoforte

Pietro Antonio Coppola (1793–1877)

Il postiglione di Longjumeau (6 novembre 1838)

10949Romanza. Vieni meco, o diletta sul mare

10950Scena e Duetto. Non contento bricconaccio

pianoforte solo

Ferdinand Carl Lickl (1803–1864)

10889op. 9, Caprice à éxecuter avec la main gauche [...] dedié à son ami Monsieur le Comte François Alberti

Francesco D’Alberti (fl. 1835–1845)

10891Reminiscences des Prisons d’Edimbourg. Opera de M.r Frédéric Ricci. Divertissement composé et dedié à son ami Ferd. Charles Lickl

* [ante 1839] ( → Inventario.1887, p. 25)

[1 numero]17

opere didattiche per canto

Gaetano Nava (1802–1875)

10944 Esercizi di vocalizzo a due soprani. Libro I.

* 18 gennaio 1839 ( → lastra di deposito: “li 18. Gen.o 1839”)

[2 numeri] <2M>

canto e pianoforte

Saverio Mercadante (1795–1870)

Elena da Feltre (1 gennaio 1839)18

11212Atto II. Scena e Duetto. Il mio sangue, i giorni miei

pianoforte solo

Franz Liszt (1811–1886); Sigismund Thalberg (1812–1871); Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)19

10982Morçeau de concert. Grandes Variations de Bravoure sur la Marche des Puritains de Bellini composées pour le Concert de M.e la Prinçesse [sic] Belgiojoso

* 10 febbraio 1839 ( → lastra di deposito: “li 10. Feb.o 1839”)

[8 numeri] <8M>

canto e pianoforte

Saverio Mercadante (1795–1870)

Elena da Feltre (1 gennaio 1839)20

11206 Recitativo e Duetto. Elena! (io gelo!)

11208Recitativo e Romanza. Ah! del tenero amor mio

11213Scena ed Aria. Entro al mio sangue immergere

11218Atto III. Preghiera. Madre, che in ciel

11219Recitativo e Duetto. Ardon già le sacre faci

11220Scena ed Aria. Miei prodi, sorgete all’armi

11223Recitativo e Preghiera nel Finale III. Per quest’orrendo strazio

11224Scena finale. No, non è spento il padre

* 27 marzo 1839 ( → lastra di deposito: “li 27 m.zo 1839”)

[13 numeri] <13M>

canto e pianoforte

Saverio Mercadante (1795–1870)

Il bravo ( Il bravo ossia La veneziana; 9 marzo 1839)

11378Recitativo e Romanza. A te mio suolo Ligure

11380Recitativo e Romanza. All’età dell’innocenza

11381Scena e Duetto. Ancor giovane e proscritto

11383Recitativo e Duetto. Foscari. Chi m’appella?

11385Cavatina. De’ miei giorni sul mattino

11390Recitativo ed Aria. Tu che d’un guardo penetri

11391Gran Scena. Tranquillo, beato

11392Recitativo e Cavatina. La sera melanconica

1139321 Recitativo e Duetto. Dal dì che sei fuggita

11400Recitativo e Duetto. Nell’orrore trascinata

11401–02Recitativo, Terzettino e Quartetto nell’Atto III. Lo stranier. Ei parta

11404Recitativo e Benedizione. Siete sposi!

11405Recitativo e Duetto finale. Ah! per sempre ogni speranza

* 9 aprile 1839 ( → lastra di deposito: “li 9 ap.le 1839”)

[4 numeri] <4M>

pianoforte solo

Franz Liszt (1811–1886)

Nuits d’Été à Pausilippe. Trois Amusements sur des motifs de l’Album de Donizetti

10984n. 1. Barcarola

10985n. 2. Notturno

1098622 n. 3. Canzone napoletana

Sigismund Thalberg (1812–1871)

10994op. 33, Fantaisie sur des Thêmes de l’Opéra Moise de G. Rossini

* [ante 16 dicembre 1839] ( → Inventario.1887, p. 30)

[1 numero]23

pianoforte solo

Sigismund Thalberg (1812–1871)

10993 op. 32, Andante

16 dicembre 1839 ( → Pozzi.petizioni.1839.1)

[9 numeri] <9M>

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Oberto, conte di San Bonifacio (17 novembre 1839)

11978Cavatina. Son fra voi!... Già sorto è il giorno

11979Cavatina. Sotto il paterno tetto

11980Scena e Duetto. Guardami!... sul mio ciglio

11982Scena e Duetto. Il pensier d’un amore felice

11988Coro, Scena ed Aria. Oh chi torna l’ardente pensiero

11990Scena ed Aria. L’orror del tradimento

11991Scena e Quartetto. Vili all’armi, a donne eroi

11993Romanza. Ciel, che feci!

11995Scena e Rondò finale. Sciagurata!... a questo lido

19 gennaio 1840 ( → Pozzi.petizioni.1840.1)

[1 numero] <M>

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Oberto, conte di San Bonifacio (17 novembre 1839)

11984Scena e Terzetto. Son io stesso!... A te davanti

* 17 aprile 1840 ( → lastra di deposito: “li 17. Ap.le 1840”)

[4 numeri] <4M>

canto e pianoforte

Carlo Coccia (1782–1873)

Giovanna II. regina di Napoli (12 marzo 1840)

12147Atto I. Recitativo e Duetto che precede il Finale I. Perchè tristo e ognor dolente

12148Romanza. Qual nostr’alme unìa amor

12149Recitativo e Terzetto. Quale sguardo!

12150Atto III. Aria finale. Oh! Qual nuovo tumulto d’affetti

* 5 gennaio 1841 (→ lastra di deposito: “li 5. g.nro 1841”; Pozzi.avvisi.1841.1)

[12 numeri] <12M>

canto e pianoforte

Teodulo Mabellini (1817–1897)

Rolla (12 novembre 1840)

12651 | 1270124 Sinfonia

12653 Cavatina. In Fiorenza nacque, è vero

12654Recitativo e Romanza. Forse giammai vedrò

12655Recitativo e Duetto. Oh! non pensar che vivere

12657Recitativo e Polacca. Con passo franco e celere

12658Recitativo e Terzetto. Non m’inganno... il riso angelico

12664Scena ed Aria. Non sovr’esso l’ira mia

12666Recitativo e Duetto. Se abbellir questo soggiorno

12667Scena ed Terzetto. Ei si degnò rivolgere

12668Coro e Rondoletto. Di qual tempra è il vostro affetto

12670Scena ed Duetto. Innanzi a Dio soltanto

12671Scena ed Quartetto. Snaturato, dispietato

* [tra marzo e giugno 1841] ( → Inventario.1887, p. 9)

[7 numeri]25

canto e pianoforte

Luigi Savi (1803–1842)

L’avaro, ossia Un episodio del San Michele (24 ottobre 1840)

[12738][Recitativo e Terzetto. Signor Pigna, una parola]

[12739][Cavatina. È pur dolce e grato amore]

[12740][Recitativo e Terzetto. Qua con me... parlate chiaro]

[12741][Recitativo e Duetto. Io non rido]

[12742][Atto II. Recitativo e Terzetto. Egli un dì sarà un riccone]

[12743][Recitativo e Duetto. Chi sei tu?... da dove uscito?...]

[12744][Cabaletta del Finale II. Che tu per me sei nato]

* 3 giugno 1841 ( → lastra di deposito: “li 3. Giug.o 1841”)

[3 numeri] <3M>

canto e pianoforte

Vincenzo Gabussi (1800–1846)

Clemenza di Valois (20 febbraio 1841)

12878Scena ed Cavatina. Arpa mia, tu come allora

12885Ballata. Di’ se sperar m’è dato

12888Scena e Romanza. Ah! tu sai quant’io penai

* 7 giugno 1841 ( → lastra di deposito: “li 7. Giug.o 1841”)

[3 numeri] <3M>

canto e pianoforte

Vincenzo Gabussi (1800–1846)

Clemenza di Valois (20 febbraio 1841)

12879Recitativo e Duetto. Sì, nel sen di vostra corte

12883Terzettino. Vi calmate, pace avrete

12889Scena e Duetto. T’amo d’amore immenso

* 12 giugno 1841 ( → lastra di deposito: “li 12. Giug.o 1841”)

[2 numeri]26

canto e pianoforte

Otto Nicolai (1810–1849)

Il proscritto (13 marzo 1841)

12845Romanza. Il solo almen sarà

[12846][Quartettino. O mia diletta]

* 14 giugno 1841 ( → lastra di deposito: “li 14. Giug.o 1841”)

[3 numeri] <3M>

canto e pianoforte

Vincenzo Gabussi (1800–1846)

Clemenza di Valois (20 febbraio 1841)

12890Scena e Terzetto. Egli è là (dicean sommesso)

12892Scena e Duetto. Il tuo delitto, o perfida

12897Scena e Duettino finale. Ove t’inoltri incauto!

* 21 giugno 1841 ( → lastra di deposito: “li 21. Giug.o 1841”)

[2 numeri] <2M>

canto e pianoforte

Alberto Mazzucato (1813–1877)

I due sergenti (27 febbraio 1841)

12902Sortita e Canzone. E così? Che confusione!

12903Terzetto e Stretta dell’Introduzione. Vien gente... Allontanatevi

* 24 giugno 1841 ( → lastra di deposito: “li 24 Giug.o 1841”)

[4 numeri] <4M>

canto e pianoforte

Vincenzo Gabussi (1800–1846)

Clemenza di Valois (20 febbraio 1841)

12894Scena ed Aria. L’ora estrema per te suona

Alberto Mazzucato (1813–1877)

I due sergenti (27 febbraio 1841)

12905Scena e Cavatina. Sorta ancora non era l’aurora

12907Duetto. Zio!... Nipote...

12911Duetto e Terzettino nel Finale I. Odi, amico, io chiedo in dono

* 30 giugno 1841 ( → lastra di deposito: “li 30. Giug.o 1841”)

[12 numeri]

canto e pianoforte

Louis Ricci (Luigi Ricci, 1805–1859)

Mes Loisirs. Album lyrique27

12401n. 1. La Giardiniera. Arietta

12402n. 2. Si o no?... Romanza

12403n. 3. Il numero due. Canzonetta

12404n. 4. Il Tresette. Quartettino

12405n. 5. Ti sovien!!! Duettino

12406n. 6. Il voto. Canzone

12407n. 7. L’addio. Duettino

12408n. 8. L’ansia d’amore. Duettino

12409n. 9. Uno scherzo. Duettino

12410n. 10. Diseme de sì... Canzonetta veneziana

12411n. 11. L’amor xe una piatanza. Canzonetta veneziana

12412n. 12. Taci. Duettino

* 15 luglio 1841 ( → lastra di deposito: “li 15. Luglio 1841”)

[2 numeri] <2M>

canto e pianoforte

Vincenzo Gabussi (1800–1846)

Clemenza di Valois (20 febbraio 1841)

12891Coro e Terzetto finale del II. Atto. Qual disegno in quest’orrore

riduzione per pianoforte solo

Vincenzo Gabussi (1800–1846)

Clemenza di Valois (20 febbraio 1841)

12876Sinfonia

* 5 agosto 1841 ( → lastra di deposito: “li 5. Agosto 1841”)

[9 numeri] <9M>

canto e pianoforte

Federico Ricci (1809–1877)

Luigi Rolla (30 marzo 1841)

12926Ballata. Fra le belle di tutte più bella

12927Scena e Cavatina. Vederla ed arderne

12928Scena e Cavatina. Tutta mi scosse il tremito

12929Scena e Duetto. Un ostacolo fatale

12930Atto II. Canzone. È tuttora dell’Artista

12931Recitativo e Duetto. Creder posso a quanto io veggio?

12932Atto III. Scena ed Aria. Ah! mi sento il cor trafitto

12933Gran Scena e Duetto. Saprò punirti del folle orgoglio

12934Aria e Gran Scena finale. Piangi, si piangi, o Stefano

* 12 agosto 1841 ( → lastra di deposito: “li 12. Agosto 1841”)

[9 numeri] <9M>

canto e pianoforte

Placido Mandanici (1798–1852)

Il buontempone (16 giugno 1841)

12940Sortita di Carlambrogio. Un Artista qual mi vanto

12941Cavatina. La sua diletta immagine

12942Recitativo e Canzone. Mangiar e bevere, dormir, godere

12944Recitativo e Cavatina. Amo e sperai di vincere

12945Brindisi. Vieni, prezioso nettare

12946Sestetto con Cori nel Finale della Parte II. Sull’alma smarrita un gelo piombò

12947Recitativo ed Aria. Come potea non vivere

1294828 Recitativo e Duetto. Dimmi, o cara che rispondi all’amor

12950Aria finale. Voi, Signor, voi ricco siete

19 agosto 1841 ( → lastra di deposito: “li 19. Agosto 1841”)

[12 numeri] <12M>

canto e pianoforte

Alberto Mazzucato (1813–1877)

I due sergenti (27 febbraio 1841)

12915Scena e Terzetto. Vano? vano? No cospetto!

12918Duetto. Perchè mi fuggi?

12920Scena e Duettino. Oh! mio diletto, abbracciami

12921Scena ed Aria finale. In queste braccia unite

Luigi Ricci (1805–1859)

La serva e l’ussero (primavera 1836)

12935Preludio e Duetto d’Introduzione. Maritarmi, e a genio mio

12937Terzetto. La frittata a parer mio

Giuseppe Poniatowski (1816–1873)

Don Desiderio (26 dicembre 1840)

13052Cavatina. Al pensier del mio tesor

13054 Duetto. Dite davver? Sul serio?

Giocondo Degola (1803–1845)

Don Papirio sindaco (estate 1841)29

13213 Cavatina. Finchè gli anni son fiorenti

13214Romanza. Perchè non posso anch’io

13215Cavatina. Sospendete, sospendete

13217Duetto. Sopratutto stil laconico30

* 31 agosto 1841 ( → lastra di deposito: “li 31. Agosto 1841”)

[6 numeri] <6M>

canto e pianoforte

Giuseppe Poniatowski (1816–1873)

Don Desiderio (26 dicembre 1840)

13053 Duetto. Se sono a te vicino

Alessandro Nini (1805–1880)

Margherita di York31 (21 marzo 1841)

13105 Scena e Duetto. A te sola ogni momento

13107 Scena ed Aria. Un presagio il più fatale

13108 Scena e Duetto finale dell’Atto I. Ah! se per me nell’anima

13117–1312032 Scena e Duetto Finale III. Oh se a placar tant’odio; Seguito e Cabaletta del Duetto Finale III. Ah! mi lascia o scellerato33

13118 Romanza nel Finale III. Pace e perdono, o popolo

* 20 settembre 1841 ( → lastra di deposito: “li 20. 7bre 1841”)

[1 numero] <M>

canto e pianoforte

Giocondo Degola (1803–1845)

Don Papirio sindaco (estate 1841)

13216Cavatina. Non di mortal ferita

* 30 novembre 1841 ( → lastra di deposito: “li 30. 9bre 1841”)

[2 numeri] <2M>

pianoforte solo

Franz Hünten (1792–1878)

Op. 115, Italia. Trois Fantaisies brillantes

1303934 n. 1. Beatrice di Tenda

13041n. 3 Il Giuramento

* 2 dicembre 1841 ( → lastra di deposito: “li 2. X.bre 1841”)35

[1 numero] <M>

pianoforte e violino

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

op. 37, Trois Études Caractéristiques36

13244n. 1. Le Tourbillon; n. 2. L’Angelus; n. 3. La Sauterelle

* 15 dicembre 1841 ( → lastra di deposito: “li 15. X.bre 1841”)

[3 numeri]

canto e pianoforte

Federico Ricci (1809–1877)

Corrado d’Altamura (16 novembre 1841)

13413 Scena ed Aria. Tu non pensavi, o misera

1341437 Scena e Duetto. Io l’amava sulla terra

13415Preghiera delle Vergini. Nella pace malinconica

* 20 dicembre 1841 ( → lastra di deposito: “li 20. X.bre 1841”)

[5 numeri]

canto e pianoforte

Federico Ricci (1809–1877)

Corrado d’Altamura (16 novembre 1841)

13403 Scena e Cavatina. O cara, tu sei l’angelo

13404 Scena e Duetto finale del Prologo. Cessa o Duca

13405Atto I. Scena ed Aria. L’amo qual s’ama un essere

13406 Scena e Duettino. Ben dal dì ch’io ti perdei

13416–17 Scena e Duetto finale. De’ miei falli innanzi a Dio

26 dicembre 1841 ( → Pozzi.petizioni.1841.1)

[12 numeri]

canto e pianoforte

Gioachino Rossini (1792–1868)

Stabat Mater a quattro voci e coro (7 gennaio 1842)

[con accompagnamento di pianoforte (Prima edizione col solo testo latino)]

1337638 [n. 1. Introduzione. Stabat Mater]

[13377][n. 2. Aria per Tenore. Cujus animam gementem]

[13378][n. 3. Duetto per due Soprani. Quis est homo]

[13379][n. 4. Aria per Basso. Pro peccatis suae gentis]

[13380][n. 5. Coro e Recitativo senza accompagnamento (pianoforte ad libitum). Eja Mater]

[13381][n. 6. Quartetto. Sancta Mater istud agas]

[13382][n. 7. Cavatinva per Soprano II. Fac ut portem]

[13383][n. 8. Aria per Soprano e Coro. Inflammatus et accensus]

[13384][n. 9. Quartetto senza accompagnamento (pianoforte ad libitum). Quando corpus]

[13385][n. 10. Coro finale. Amen]

[Federico Ricci]39 (1809–1877)

Corrado d’Altamura (16 novembre 1841)

1340140 [Preludio ed Introduzione del Prologo. Del vino a noi]

1340741 [Terzetto. A vendetta, non ira mortale]

* 27 dicembre 1841 ( → lastra di deposito: “li 27. X.b 1841”)

[1 numero]

canto e pianoforte

Federico Ricci (1809–1877)

Corrado d’Altamura (16 novembre 1841)

13402 Scena e Cavatina. Si vederla è il solo bene

26 gennaio 184242 ( → Pozzi.petizioni.1842.1)

[19 numeri] <18M>43

[canto e pianoforte]

Giovanni Pacini (1796–1867)

Saffo (29 novembre 1840)

13388[Parte I. La Corona Olimpica. Preludio e Coro d’Introduzione. Divini carmi!]

13389[Recitativo precedente la Scena drammatica. Faon qui volge]

13390[Recitativo precedente il Duetto dell’Atto II. Uno Stranier! Che vuoi?]

13391[Coro dell’Imeneo e Ballabile. Le cetre, le tibie confondano i suoni]

13392[Scena e Finale II. Or, Citaristi, eccheggino]

13393[Largo nel Finale II. Ai mortali, o crudo, ai numi]

13394[Seguito e Stretta del Finale II. Saffo, qui siam in Leucade!]

13395[Scena e Coro degli Aruspici. Signor di Leucade, occhio del cielo]

1339644 [Scena. Il nume accolse la domanda]

13397[Pezzo concertato. Terzetto. Al seno mi stringi... ripeti l’amplesso]

13398[Coro di Popolo e Sacerdoti. S’ella paventa o dubita]

13399[Scena che precede il Rondò finale. Premio d’amor]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria Padilla (26 dicembre 1841)

13554[Scena e Cavatina. Un amore cinto di real serto]

13560[Scena e Duetto Finale I. Core innocente e tenero]

1356245 [Recitativo e Cavatina. Il sentiero di mia vita]

13563[Recitativo e Duetto. A figlia incauta]

13569–7046 [Scena. Romanza. Sento ad ognora estinguersi; Terzettino. Ah! tu per noi]

13572[Gran Scena e Duetto. Padre... padre, oh rio dolore!]

opere didattiche per canto

Manuel Garcia fils (1805–1906)

13081Metodo ossia Scuola di Canto parte 1.a [Trattato completo dell’arte del Canto, diviso in 2 parti. Traduzione dall’originale francese del maestro Alberto Mazzucato: Parte I]

9 febbraio 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.2)47

[4 numeri]

[canto e pianoforte]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria Padilla (26 dicembre 1841)

13552[Recitativo e Cavatina. Eran già create in cielo]

13556[Sortita di Don Pedro. Lieto fra voi ritorno]

13565[Gran Scena e Duetto. Io lo vedo alla fin quell’augusto]

13574[Scena e Romanza. Ah! quello fu per me]

21 febbraio 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.3)

[9 numeri] <9M>

riduzione per pianoforte solo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria Padilla (26 dicembre 1841)

13476 [Cavatina. Eran già create in cielo]

13477[Cavatina. Un amore cinto di regal serto]

13478[Sortita di Don Pedro. Lieto fra voi ritorno]

13482[Cavatina. Il sentiero di mia vita]

13483[Duetto. A figlia incauta]

13484[Gran Scena e Duetto. Io lo vedo alla fin quest’augusto]

13486[Atto III. Preludio, Romanza. Sento ad ogni ora estinguersi; Terzettino, Ah! tu per noi]

13487[Gran Scena e Duetto. Padre... Padre, oh rio dolore]

13489[Romanza. Ah! quello fu per me]

26 febbraio 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.4)

[8 numeri] <8M>

canto e pianoforte

Saverio Mercadante (1795–1870)

Il proscritto (4 gennaio 1842)

13297[Scena e Cavatina. Son del tuo volto immagini]

13298[Scena e Romanza. L’aura ch’io spiro]

riduzione per pianoforte solo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria Padilla (26 dicembre 1841)

[13480]48 [Scena e Duetto Finale I. Core innocente e giovane]

Giovanni Pacini (1796–1867)

Saffo (29 novembre 1840)

13194[Parte I. La Corona Olimpica. Preludio e Coro d’Introduzione. Divini carmi!]

13195[Scena e Finale della Parte II. Or citaristi echeggino]

13196[Parte III. Scena e Coro degli Aruspici. Signor di Leucade]

13197[Pezzo concertato. Terzetto. Al seno mi stringi]

13198[Coro di Popolo e Sacerdoti. S’ella paventa o dubita]

20 marzo 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.5)

[8 numeri] <M>49

canto e pianoforte

Saverio Mercadante (1795–1870)

Il proscritto (4 gennaio 1842)

13299Scena ed Aria. Ahi! del giorno sanguinoso

riduzione per pianoforte solo

Giovanni Pacini (1796–1867)

Saffo (29 novembre 1840)

13199Scena [che precede il] Rondò finale. [ Premio d’amor]

parti staccate di canto

Gioachino Rossini (1792–1868)

Stabat Mater per due Soprani, Tenore, Basso e Cori a quattro o cinque voci (7 gennaio 1842)

13422[Stabat Mater. Parti del Concerto: Soprano I]

13423[Stabat Mater. Parti del Concerto: Soprano II]

13424[Stabat Mater. Parti del Concerto: Tenore]

13425[Stabat Mater. Parti del Concerto: Basso]

[13386]50 [Stabat Mater. Parti dei Cori Soprani]

[13387] [Stabat Mater. Parti dei Cori Tenori e Bassi]

30 marzo 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.6)

[8 numeri]

pianoforte solo

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 40, Album per piano-forte composto da otto pezzi51

13507[N. 1. Rondino villageois sur un thême favori d’Auber]

[13508][N. 2. Bagatelle sur un Air favorite de Nice]

[13509][N. 3. Romance et Cavatine de LA FILLE DU RÉGIMENT de Donizetti, variée]

[13510][N. 4. Petite Fantaisie sur deux motifs de NORMA de Bellini]

[13511][N. 5. Nocturne sentimental sur une Romance d’Adam]

[13512][N. 6. Fantaisie sur une Mélodie favorite de Meyerbeer]

[13513][N. 7. Caprice brillante sur le Ranz des Vaches et une Valse suisse]

13514[N. 8. Cavatine favorite de La Donna del lago de Rossini, variée]

* 30 giugno 1842 ( → lastra di deposito: “li 30. Giug.o 1842”)

[1 numero]

pianoforte solo

Franz Liszt (1811–1886)

13524 Grand Septuor Op. 20 de Beethoven, contenant: Adagio e Allegro con brio - Adagio cantabile - Minuetto e Scherzo - Andante con Variazioni - Andante alla marcia e Presto, Transcrits pour le piano seul

3 luglio 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.7)52

[29 numeri] <4M>53

canto e pianoforte

[Federico Ricci]54 (1809–1877)

[Corrado d’Altamura (16 novembre 1841)]

13404½[Scena e Duetto finale del Prologo. Cessa, o Duca (colla Cabaletta nuova scritta a Venezia)]

13408[Finale I. Coro. O vago fior d’Iberia]

13409[Scena nel Finale I. Oh liete voci!]

13410[Largo del Finale I. O giovinetta, piangere]

13411[Seguito e Stretta del Finale I. Ma tu chi sei?]

13412[Atto II. Coro d’Introduzione. Udiste? oh scorno!]55

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria Padilla (26 dicembre 1841)

13551[Atto I. Preludio e Coro d’Introduzione. Di queste ridenti]

13553[Recitativo. Ad affrettar vo’ il sacro rito]

13555[Recitativo dopo la Cavatina di Maria. Don Alfonso di Pardo]

13557[Recitativo. Ora al tempio moviam, diletti amici]

13558[Coro nell’Atto I. O coppia diletta]

13559[Preludio e Scena, precedente il Duetto Finale I. Diletta suora]

13561[Atto II. Preludio e Coro d’Introduzione. Nella Reggia dell’amore]

13564[Recitativo. Alla regina madre]

13566[Finale II. Vada, soffra quel protervo]

13567[Stretta del Finale II. Ah! scatena sul mio capo]

13568[Atto III. Preludio e Recitativo. È quiete profonda]

13571[Recitativo dopo il Terzettino. Tace. Si scosse]

13573[Coro nell’Atto III. Come rosa che s’apre al mattino]

13575[Recitativo dopo la Romanza di D. Pedro. E l’ho tradita! Cielo!...]

13576[Coro nel Finale III. Qual’astro novello]

13577[Scena e Seguito del Finale III. Don Pedro alto sovrano]

13578[Largo nel Finale III. Sento ogn’ora estinguersi]

13579[Seguito e Cabaletta nel Finale III. O padre tu l’odi]

pianoforte solo

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

1351756 op. 121, Due Notturni [Les Soupirs de la Harpe éolienne. Deux Nocturnes pour le Piano-forte (Le 2.e Nocturne à trois mains)]

1374457 op. 160, Gran Fantasia [Souvenir du Stabat de Rossini. Grande Fantaisie pour le Piano]

Franz Liszt (1811–1886)

1352358 Fantasia sulla Sonnambula di Bellini [Fantaisie sur des motifs favoris de l’Opéra La Sonnambula de Bellini]

Edouard Wolff59 (Edward Wolff, 1816–1880)

1374360 op. 65, Capriccio sullo Stabat di Rossini [Grand Caprice sur des motifs du Stabat de G. Rossini]

pianoforte a quattro mani

Theodor Döhler (1814–1856)

1287561 op. 24, Notturno [Nocturne arrangé pour Piano à quatre mains par Charles Czerny]

18 luglio 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.8)

[8 numeri] <6M>62

solisti, coro e orchestra (in partitura)

Gioachino Rossini (1792–1868)

Stabat Mater a quattro voci e coro (7 gennaio 1842)

1309463 Stabat Mater [Stabat Mater a 4 voci (2 S., T. e B.) e coro, in partitura]

canto e pianoforte

Giovanni Pacini (1796–1867)

Il duca d’Alba (26 febbraio 1842)

1383664[Scena e Cavatina. Io lo vedea reduce]

[13837][Scena e Duetto. I templi, i templi vedovi]

[13841][Scena e Duetto. Se a nuovi eccessi orribili]

[13846][Gran Scena ed Aria. Quando all’aure della gloria]

13849[Gran Scena ed Aria. Oh! se m’attende il tumolo]

pianoforte solo

Josef Lanner (1801–1843)

13981op. 195, Die Vorstädtler [I Sobborghesi]. Valzer

13989op. 196, Die Mozartisten [I Mozartisti]. Valzer

5 agosto 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.9)65

[5 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

13933Scena e Romanza. Ambo nati in questa valle

13936Coro e Ballata. Per sua madre andò una figlia

13937Scena e Duetto. Da quel dì che t’incontrai

13938Scena e Duetto. Quella pietà sì provvida

13941Scena e Duetto. Al bel destin che attendevi

7 agosto 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.10)

[1 numero]

[canto e pianoforte]

Giovanni Pacini (1796–1867)

Il duca d’Alba (26 febbraio 1842)

1384866 Scena e Duetto. Cruda rampogna!

16 agosto 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.11)

[2 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

13942Scena e Duetto. Io vi dico che partiate

13947 [Finale II.] Gran Scena del delirio. A consolarmi affrettati

24 agosto 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.12)

[3 numeri] <M>67

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

13944Scena e Duetto. Ah! dimmi... dimmi, io t’amo

13945Scena e Duetto. Un buon servo del Visconte

13946[Finale II.] Terzettino. Linda è povera, ma onesta

1 settembre 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.13)

[17 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Nabucodonosor (9 marzo 1842)

13808Cavatina. Sperate, o figli! Addio

13823Duetto. Donna chi sei?

13825Profezia Atto III. Del futuro nel buio discerno

13829Inno a sei voci sole con Cori. [ Immenso Jeovha]

riduzione per pianoforte solo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

13931Sinfonia

13965Introduzione e Romanza. Ambo nati in questa valle

13966Cavatina. Buona gente

13967Coro e Ballata. Per sua madre andò una figlia

13968Duetto. Da quel dì che t’incontrai

13969Duetto. Quella pietà sì provvida

13971Duetto. Al bel destin che attendevi

13972Duetto. Io vi dico che partiate

13973Romanza. Se tanto in ira agli uomini

13974 Duetto. Ah! dimmi... dimmi io t’amo

13975[Finale II.] Duetto [ Un buon servo del Visconte], Terzettino [ Linda è povera, ma onesta]
e Gran Scena. A consolarmi affrettati

pianoforte solo

Theodor Döhler (1814–1856)

13747op. 41, Ballade pour piano

13748Canzone senza parole

9 settembre 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.14)68

[9 numeri]

[canto e pianoforte]69

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Nabucodonosor (9 marzo 1842)

13810Terzettino. Prode guerrier!... d’amore

13812 Scena e Marcia [nel Finale I]. Viva Nabucco!

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Nabucodonosor (9 marzo 1842)

13806Sinfonia

13883Cavatina. Sperate o figli! Iddio

13884Terzettino. Prode guerrier!... d’amore

13885 Coro che precede il Finale I. e Marcia. Viva Nabucco!

13893Duetto. Donna chi sei?

13895Profezia [Finale dell’Atto III]. Del futuro nel bujo discerno

13897Marcia, Preghiera [Inno e Scena finale]. Immenso Jeovha

16 settembre 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.15)70

[7 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Nabucodonosor (9 marzo 1842)

13815 [Atto II.] Scena ed Aria. Anch’io dischiuso un giorno

13826Preludio, Scena ed Aria. Dio di Giuda!... L’ara il tempio

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

13934Cavatina. Buona gente

13943Scena e Romanza. Se tanto in ira agli uomini

13953Scena ed Aria. È la voce che primiera

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Nabucodonosor (9 marzo 1842)

13888Scena ed Aria. Anch’io dischiuso un giorno

13896Scena ed Aria. Dio di Giuda!... l’ara il tempio

24 settembre 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.16)71

[11 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Nabucodonosor (9 marzo 1842)

13816Preghiera. Tu sul labbro de’ veggenti

13824Coro [di Schiavi Ebrei]. Va pensiero sull’ali dorate

13827Marcia Funebre e Preghiera. Oh dischiuso è il firmamento!

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

1395072 Scena e Duetto. Ciel che dite? Linda è morta

13951Scena ed Aria. Ella è un giglio di puro candore

13954Preghiera. [Quintetto a voci sole.] Compi, o Ciel

13955Scena e Duetto [Finale]. Di tue pene sparve il sogno

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Nabucodonosor (9 marzo 1842)

13889Scena e preghiera. Tu sul labbro de’ veggenti

13894Coro [di Schiavi Ebrei]. Va pensiero sull’ali dorate

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

13979Preludio, Scena ed Aria. È la voce che primiera

13980Preghiera. Compi, o Ciel

2 ottobre 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.17)

[19 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Ispirazioni Viennesi. Raccolta di cinque Ariette e due duettini con accompagnamento di piano forte

1385073 [n. 1. La Zingara]

[13851][n. 2. Non m’ami più]

[13852][n. 3. L’ora del ritrovo]

[13853][n. 4. Il sospiro]

[13854][n. 5. È morta]

[13855][n. 6. Predestinazione. Duettino]

13856[n. 7. Che vuoi di più? Duettino]

riduzione per pianoforte solo

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

Stabat Mater di Rossini, ridotto per piano-forte solo

1387574 [Parte I]

13876[Parte II]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

13970 Finale I. Tetro sovrasta il vento

13976 [Atto III.] Coro [d’Introduzione]. Brindisi, Facciamo allegri un brindisi

13977Duetto. Ciel che dite? Linda è morta!

13978Aria buffa. Ella è un giglio di puro candore

pianoforte solo

Carl Czerny (1791–1857)

13750 Sinfonia dell’opera Linda di Chamounix [del M.o G. Donizetti] trascritta [nello stile brillante] da C[arlo] Czerny

Adolph Henselt (1814–1889)

13751op. 14, Morceau de Salon, transcrit pour piano par Ch. Czerny

Josef Lanner (1801–1843)

14000op. 193, [Danza in giro (Ball-Contouren)] Valzer

1403475 op. 198, [Le Danze delle Ninfe (Nixen-Tänze)] Valzer

pianoforte a quattro mani

Giovanni Battista Croff (1802–1868)

13697Fantasia per piano-forte a quattro mani sull’opera il Nabucco del M.o Giuseppe Verdi

Adolph Henselt (1814–1889)

13698op. 14, Duo arrangé pour piano a quatre mains par Carl Czerny

15 ottobre 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.18)

[19 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Nabucodonosor (9 marzo 1842)

13807Coro d’introduzione. Gli arredi festivi giù cadano infranti

13809Recitativo. Fenena!... O mia diletta!

13811[Coro che precede il Finale I.] Lo vedeste?... Fulminando

13813Largo del Finale I. Tremin gl’insani

13814Seguito e Stretta [del Finale I.] O vinti, il capo a terra!

13817Coro di Leviti. Il maledetto non ha fratelli

13818Scena e Finale II. Deh fratelli, perdonate!

13819Canone a cinque voci [nel Finale II.] S’appressan gl’istanti

13820Scena e Delirio [Finale II]. Chi mi toglie il regio scettro?...

13821 [Atto III.] Coro [d’Introduzione]. È l’Assiria una regina

13822Recitativo. Eccelsa donna

13828Scena nel Finale IV. Empi, fermate!

13830Scena finale. Su me... morente... esanime

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Nabucodonosor (9 marzo 1842)

13882[Atto I.] Coro d’Introduzione. Gli arredi festivi

13886Largo del Finale I. Tremin gl’insani

13887Stretta del Finale I. O vinti, il capo a terra!

13890Coro di Leviti. Il maledetto non ha fratelli

13891Finale II. Deh fratelli, perdonate

13892[Atto III.] Coro [d’Introduzione]. È l’Assiria una regina

21 ottobre 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.19)76

[4 numeri] <3M>77

pianoforte solo

François Hunten (Franz Hünten, 1792–1878)

14156op. 120, Les Bords du Rhin. Grande Valse brillante

14157op. 122, Variations brillantes sur un thème favori de l’opera Roberto Devreux de Donizetti

pianoforte e flauto (o violoncello)

François Hunten (Franz Hünten, 1792–1878)

14146–4778 op. 121, Divertissement sur un air favori de l’opera Roberto Devreux de Donizetti composé pour Piano et Flûte ou Violoncelle

opere didattiche per canto

Luigi Lablache (1794–1858)

12564Metodo completo per canto [ossia Analisi ragionata di Principii sui quali diriger gli Studi per isviluppar la voce, renderla pieghevole e formar il gusto, con Esempi dimostrativi, Esercizi e Vocalizzazioni]

2 novembre 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.20)

[4 numeri] <2M>79

pianoforte solo

Stefano Golinelli (1818–1891)

13752op. 10, Rimembranze della Lucrezia Borgia di Donizetti. Capriccio per piano-forte

Theodor Döhler (1814–1856)

1375480 op. 43, Fantasia per piano forte sù motivi favoriti dell’opera il Maometto di Rossini [Fantaisie pour le piano sur des motifs favoris de l’Opéra Maometto de J. Rossini]

Johann Strauss (1804–1849)

1404381 op. 139, Die Fantasten [I Fantastici]. Valzer

opere didattiche per canto

Domenico Donzelli (1790–1873)

13913Esercizi giornalieri di Canto [basati sull’esperienza di molti anni] di Domenico Donzelli, pubblicati dal Maestro di Canto G. Gentiluomo

13 dicembre 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.21)

[2 numeri]

[riduzione per pianoforte solo]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

13061Recitativo e Cavatina. O luce di quest’anima [composta a Parigi per la signora Persiani]

pianoforte a quattro mani

[Edouard Wolff] (Edward Wolff, 1816–1880)

13701op. 72, Grand Duo sur les Soirées musicales de Rossini

20 dicembre 1842 ( → Pozzi.petizioni.1842.22)

[1 numero]

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

14052 op. 140, Fascicolo di Valzer [Le Danze dell’Unione musicale (Musik-Verein-Tänze)]

15 gennaio 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.1)82

[7 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

13932[Atto I.] Coro [d’introduzione]. Presti! Al tempio!

13935Sortita [di Linda]. Pegno d’amore

13939Scena. Corro a dispor la moglie

13940Gran Preghiera [Finale I.] Tetro sovrasta il vento

13948 [Atto III. Il Ritorno] Coro [d’Introduzione]. Eccoli giungono

13949Coro. Brindisi [Atto III.] Facciamo allegri un brindisi

13952Preludio e Scena. Ed ecco in qual maniera

24 gennaio 184383 ( → Pozzi.petizioni.1843.2)

[9 numeri]

canto e pianoforte

Giovanni Pacini (1796–1867)

La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)

14387 [Atto II. La Fuga] Recitativo e Duetto. China quaggiù dall’etere

14388Recitativo ed Aria. Già col sangue la ferita

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Pasquale (3 gennaio 1843)

14483Romanza. Bella siccome un angelo

14484Cavatina. Un fuoco insolito

14486Cavatina. So anch’io la virtù magica

14501Serenata. Com’è gentil

riduzione per pianoforte solo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Pasquale (3 gennaio 1843)

14481Sinfonia

Giovanni Pacini (1796–1867)

La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)

13492Marcia [nell’Introduzione]

pianoforte solo

Josef Lanner (1801–1843)

14411op. 197, [I Trovatori (Die Troubadours)] Valzer

6 febbraio 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.3)

[4 numeri]

canto e pianoforte

Giovanni Pacini (1796–1867)

La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)

14389Recitativo e Romanza. Mi parve il ciel funereo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Pasquale (3 gennaio 1843)

14485Duetto. Prender moglie

14489Aria. Cercherò lontana terra

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

14420op. 141, [Menestrelli (Minnesänger)] Valzer

9 febbraio 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.4)

[4 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Pasquale (3 gennaio 1843)

14493Adagio [del Quartetto Finale II.] È rimasto là impietrato

14500Duetto buffo. Cheti, cheti, immantinente

14502Notturno. Tornami a dir che m’ami

14505Rondò finale. La morale in tutto questo

7 marzo 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.5)84

[10 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Linda di Chamounix (19 maggio 1842)

14227 [Pezzi aggiunti dall’Autore a Parigi:] Romanza. Cari luoghi ov’io passai [composta per la signora Brambilla]

14228 [Pezzi aggiunti dall’Autore a Parigi:] Scena e Duetto. Ciel che dite? Linda è morta! [colla nuova Cabaletta, composta per i signori Mario e Lablache]

Giovanni Pacini (1796–1867)

La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)

14390Gran Scena ed Aria [finale]. No... maledetta, in odio

14391[Seguito dell’Introduzione, Recitativo e] Cavatina. Per me tacque una vendetta

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Pasquale (3 gennaio 1843)

14487 Duetto [Finale I]. Pronta io son

14491Terzetto. Via da brava

14492Quartetto. Fra da una parte etcetera

14494Stretta del Quartetto Finale II. [ Son tradito, beffeggiato]

14496Duetto. Dove corre in tanta fretta?

pianoforte solo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

13200Gran Valzer [composto dal maestro cav.e Gaet.o Donizetti sopra motivi della sua opera Don Pasquale]

27 marzo 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.6 e 7)85

[28 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Pasquale (3 gennaio 1843)

13900Seguito dell’Introduzione. Famiglia? Agiata

13901 Recitativo. Son rinato

13902 Recitativo. E il Dottore non si vede

14482Introduzione. Son nov’ore

Giovanni Paccini (Giovanni Pacini, 1796–1867)

La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)

14392Scena e Duetto. Ahi! sciagurata ben lo sapea

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I Lombardi alla prima crociata (11 febbraio 1843)

14534Coro, Scena, ed Aria. Sciagurata! hai tu creduto

14535Scena e Preghiera. Salve Maria! di grazie il petto

14540 Scena e Cavatina. La mia letizia infondere

14541Gran Scena. Ma quando un suon terribile

14545Rondò [Finale II.] Se vano è il pregare

14547Scena e Duetto. Teco io fuggo!

14549Preludio e terzetto. Qual voluttà trascorrere

14550Visione. In cielo benedetta

14551Aria. Non fù sogno!... In fondo all’alma

riduzione per pianoforte solo

Giovanni Pacini (1796–1867)

La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)

13493Duetto. China quaggiù dell’etere

13494Aria. Già col sangue la ferita

13497 [Seguito dell’]Introduzione e Cavatina. Per me tacque una vendetta

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I Lombardi alla prima crociata (11 febbraio 1843)

14563Preghiera. Salve Maria! di grazie il petto

1456686 Cavatina. La mia letizia infondere

14569Rondò Finale II. Se vano è il pregare

14571Duetto. Teco io fuggo

14572Aria. Sì!... del ciel che non punisce

14573Terzetto Finale III. Qual voluttà trascorrere

14574[Atto IV.] Visione. In ciel benedetto, ed Aria [ Non fu sogno!...In fondo all’alma]

1457587 Coro [di Crociati e Pellegrini]. O Signore! dal tetto natìo

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

14429op. 143, Valzer [di Latona (Latonen-Walzer)]

pianoforte e violino

Edouard Wolff (Edward Wolff, 1816–1880); Henri Vieuxtemps (1820–1881)

14153op. 76 / op. 13, Gran Fantasia [Grande Fantaisie pour Piano et Violon sur des motifs du Duc d’Olonne d’Auber]

opere didattiche per pianoforte

Theodor Döhler (1814–1856)

1443888 op. 42, 50 Studj per piano-forte [50 Etudes pour Piano. op. 42: I Livre, contenant les premières 25 Etudes]

3 aprile 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.8)89

[14 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Pasquale (3 gennaio 1843)

13903Scena. Non abbiate paura

13904Seguito di Quartetto nel Finale II. Riunita immantinente

14488 [Atto II.] Preludio e Scena. Povero Ernesto

1449090 Recitativo nel Finale II. Quando avrete introdotto il dottor Malatesta

14521Duetto. Dove corre in tanta fretta

Giovanni Pacini (1796–1867)

La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)

14393Scena e Duetto. Era il tempio in quelle mura

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I Lombardi alla prima crociata (11 febbraio 1843)

14543Duettino [ed Inno de’ Crociati]. Sei tu l’uom della caverna?

14548Scena ed Aria. Sì!... del Ciel che non punisce

14552Coro. O Signore! dal tetto natìo

riduzione per pianoforte solo

[Giovanni Pacini] (1796–1867)

[La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)]91

13495Romanza. Mi parve il Ciel funereo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I Lombardi alla prima crociata (11 febbraio 1843)

14562Coro [di Claustrali] ed Aria [e Coro di Sgherri]. Sciagurata! hai tu creduto

14567Gran Scena ed aria etc. [i. e. Gran Scena, Marcia de’ Crociati, Duettino ed Inno]

14568Coro [di Schiave]. La bella straniera che l’alme innamora

14570[Atto III.] Coro d’introduzione. Gerusalem!... Gerusalem!... la grande

6 aprile 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.9)

[9 numeri]

canto e pianoforte

[Giuseppe Verdi] (1813–1901)

I Lombardi alla prima crociata (11 febbraio 1843)

14554Scena e Terzettino. Un breve istante

Giovanni Pacini (1796–1867)

La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)

1439492 Scena e Duetto. Proferir l’insano accento

riduzione per pianoforte solo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Pasquale (3 gennaio 1843)

14513Cavatina. Un fuoco insolito

14514Duetto. Prender moglie

14515Cavatina. So anch’io la virtù magica

14516Pezzo senza indicazione [Duetto Finale I. Pronta io son]

14518Terzetto. Via da brava

14519Quartetto Finale II. Fra da una parte

pianoforte solo

Josef Lanner (1801–1843)

14588op. 200, [I Schönbrunner (Die Schönbrunner)] Valzer

12 maggio 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.10)93

[17 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Pasquale (3 gennaio 1843)

13905Recitativo. Vediamo, alla modista

14495Coro. I diamanti presto, presto

14497Recitativo. Qualche nota di cuffie

14498Coro. Che interminabile andirivieni!

14503Scena. Eccoli; attenti ben...

14504Rondò finale. La morale in tutto questo

riduzione per pianoforte solo

Giovanni Pacini (1796–1867)

La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)

13496Gran Scena ed Aria finale. Nò... maledetta, in odio

13498Duetto. Ahi! sciagurata, ben lo sapea

13499Duetto Finale I. Era il tempio in quelle mura

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Pasquale (3 gennaio 1843)

14512Introduzione e Romanza. Bella siccome un angelo

14517Preludio ed aria. Cercherò lontana terra

14520Coro di introduzione. I diamanti presto, presto

14522Coro. Che interminabile andarivieni!

14523Duetto. Cheti cheti immantinente

14524Serenata. Come Gentil; Notturno. Tornami a dir che m’ami

14525Scena e Rondo. La morale in tutto questo

pianoforte solo

Josef Lanner (1801–1843)

1459794 op. 202, S’Hoamweh. Original Steirer Ländler [Nostalgia (S’Hoamweh). Ländler Stiriani]

14 giugno 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.11)

[14 numeri]

pianoforte solo

Edouard Wolff (Edward Wolff, 1816–1880)

14454op. 81, Bolero su motivi di Donizetti [Bolero sur des motifs de Don Pasquale de Donizetti]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

14630Polonese favorita nella Linda di Chamounix di Donizetti

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 44, Sei melodie Italiane [già] composte per una voce ed ora trascritte per pianoforte solo

1462395 [n. 1. Il pianto dell’amante]

[14624][n. 2 La rimembranza]

[14625][n. 3 L’afflitta]

[14626][n. 4 A mezzanotte]

[14627][n. 5 Il dolore]

[14628][n. 6 Il gondoliere fortunato. Barcarolle]

Saverio Mercadante96 (1795–1870)

14706Gran Sinfonia su motivi dello Stabat mater di Rossini

Sigismund Thalberg (1812–1871)

14707op. 47, Valses brillantes

Johann Strauss (1804–1849)

14832op. 145, [Rimembranze di Mino (Minos-Klänge)] Valzer

pianoforte e violino

Edouard Wolff (Edward Wolff, 1816–1880); Henri Vieuxtemps (1820–1881)

14154Grande Fantasia su motivi dell’Oberon di Weber [Grande Fantaisie sur des motifs de l’Opéra Oberon de C. M. de Weber]

pianoforte e violoncello

Hippolyte Prosper Seligmann (1817–1882)

14647op. 32, Pezzi [sic] di Concerto per piano-forte e Violoncello sopra motivi del Don Pasquale di Donizetti [Morceau de concert pour le Violoncelle avec accompagnement de Piano sur des motifs de l’opéra de Donizetti Don Pasquale]

opere didattiche per pianoforte

Theodor Döhler (1814–1856)

1443197 op. 42, 50 Studj per piano-forte, Libro 2.o [50 Etudes pour Piano, divisées en 5 cahiers, op. 42: cahier II, n. 11 à 20]

30 giugno 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.12)98

[11 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria di Rohan (5 giugno 1843)

14902 [Atto I.] Coro d’Introduzione, Ed è ver, ed è ver?

14903Recitativo e Cavatina. Quando il cor da lei piagato

14904Scena e Cavatina. Cupa e fatal mestizia

riduzione per pianoforte solo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria di Rohan (5 giugno 1843)

14901Sinfonia

pianoforte solo

Sigismund Thalberg (1812–1871); Carl Czerny (1791–1857)

Melodie di Sigismondo Thalbergh tolte dalle sue Canzoni e trascritte per piano-forte solo da Carlo Czerny99

14606[fascicolo IV. I suoi occhi - Il viandante - La partenza - Il cavaliere - L’addio - Il torrente]

14607[fascicolo V. L’assistente - Odio ed amore - La lagrima - Il sogno e la veglia - La casa del cacciatore - Il mugnajo morto]

14608[fascicolo VI. Un camerata - La canzone del beccamorti - Nel bujo - La sera - Le ruine - Le lagrime]

14619[fascicolo VII. I fiori del solitario - L’arpa del solitario - La croce del solitario - La campana del solitario - Il sepolcro del solitario - La sepoltura del solitario]

14620[fascicolo VIII. Lagrime - Nell’autunno - La benedizione dell’avola - Il dolore segreto - Lo svegliarsi - L’anello]

14621[fascicolo IX. Alla fidanzata - Notte d’estate - Notte - Innanzi alla mia culla - Il fanciullo esposto - Perché?]

Theodor Döhler (1814–1856)

14750op. 45 [n. 1], Melodie per piano-forte tolte dall’opera il Torneo di Lord Westmorland [Torneo-Transcription. Pietoso al mio martir. Mélodie pour le piano de l’Opéra Il torneo de Lord Westmorland]

6 luglio 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.13)

[2 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria di Rohan (5 giugno 1843)

14910Recitativo ed Aria. Alma soave e cara

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

14841op. 146, [I Passeggiatori (Lustwandler)] Valzer

22 luglio 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.14)

[3 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria di Rohan (5 giugno 1843)

14911100 Scena e Duetto. Ah! no, t’inganni... ascoltami

pianoforte solo

Sigismund Thalberg (1812–1871); Carl Czerny (1791–1857)

Melodie di Sigismondo Thalbergh tolte dalle sue Canzoni e trascritte per piano-forte solo da Carlo Czerny

14751 fascicolo I. [Non so frenar il pianto - Lieta Separazione - La Monaca - Il Linguaggio dell’amore - Alla primavera - Il Silenzio della Notte - Alla Luna]

14752fascicolo II. [Il Lamento della giovane cacciatrice - Il Sogno - La Sventurata]

14 agosto 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.15)

[20 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria di Rohan (5 giugno 1843)

14912Scena e Duetto [Finale II.] Ecco l’ora! O mio spavento!

14913101 Preludio, Scena [e Preghiera]. Havvi un Dio che in sua clemenza

14915102 Scena ed Aria. Ogni mio bene in te sperai

14916Scena e Duetto. So, per prova il tuo bel cuore

Placido Mandanici (1799–1852)

Maria degli Albizzi (21 gennaio 1843)103

14631 [Atto I. Preludio e Coro d’Introduzione. Oh! spavento! oh noi infelici!]

[14632][Scena e Cavatina. Amo quell’alma ingenua]

[14633][Scena e Cavatina. Una larva sanguinosa]

[14634][Scena e Duetto. Sì, tu sola a me sei cara; Terzetto-Finale I. Crudel, mentr’io nell’anima]

[14635][Atto II. Scena e Duetto. Sull’Arno mio, bellissima]

[14636][Recitativo e Romanza. Oh mio pensier, mio tenero]

[14637][Coro ed Aria. Vieni, o bello, e sul mio core]

[14638][Coro d’Armati. Lo vedeste? A notte oscura]

[14639][Scena nel Finale II. Nè riede? è quasi un giorno]

[14640][Sestetto nel Finale II. Un traditore, un empio amai!]

[14641][Seguito e Stretta del Finale II. Vile, quell’empia spada]

[14642][Atto III. Preludio, Scena ed Aria. Sia funesta, piena sia]

[14643][Preghiera. Padre d’eterne grazie]

[14644][Scena e Duetto. Ah! Ginevra, appien tu sai]

[14645][Coro ed Aria. Tu?... Fia vero?... io ti riveggo]

14646[Scena e Cabaletta finale. O Signor, il nappo amaro]

18 settembre 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.16)

[15 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria di Rohan (5 giugno 1843)

14914104 Scena ed aria. Bella, e di sol vestita

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

15438op. 147, Walhalla-Toaste. [Brindisi al Walhalla.] Valzer

14852op. 129, Adelaiden Valzer

14853op. 135, I maestri di ballo [(Die Tanzmeister). Valzer]

Josef Lanner (1801–1843)

15037105 op. 203, Hexen-Tanz. [Il Ballo delle Streghe.] Valzer

Joseph Labitzky (1802–1881)

14854op. 92, Rimembranze di Lainate [(Lainate’s Klänge). Valzer]

14856106 op. 97, Galopp [Riquiqui-Galopp]

Theodor Döhler (1814–1856)

15301107 op. 45, n. 5, Melodia Spagnola [Le Bohémien. Première mélodie espagnole de H. Truhn transcrite pour piano]

15302op. 45, n. 6, Melodia Spagnola [L’Hidalgo. Deuxième mélodie espagnole de H. Truhn transcrite pour piano]

Sigismund Thalberg (1812–1871); Carl Czerny (1791–1857)

Melodie di Sigismondo Thalbergh tolte dalle sue Canzoni e trascritte per piano-forte solo da Carlo Czerny

14753[fascicolo III. L’Addio - L’amoroso dolore del viandante (1 e 2)]

pianoforte e violino

Theodor Döhler (1814–1856)

14944op. 46, n. 1, Adieu à Copenhague. Notturno [Nocturne pour Piano et Violon]

14945op. 46, n. 2, Souvenir de Naples. Tarantella [Tarantelle pour Piano et Violon]

opere didattiche per pianoforte

Carl Czerny (1791–1857)

Studio Generale. Enciclopedia di passi brillanti per piano-forte estratti dalle opere di Celebri pianisti antichi e moderni [raccolti, digitati e classificati per ordine cronologico]

14897fascicolo I.

14898fascicolo II.

14900fascicolo III.

* [ante 11 ottobre 1843] ( → Inventario.1887, p. 24)

[1 numero]108

pianoforte solo

Josef Lanner (1801–1843)

14850op. 180, Le Stelle della sera (Abendsterne). Valzer

11 ottobre 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.17)109

[18 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria di Rohan (5 giugno 1843)

14905110 Scena e Cavatina. Gemea di tetro carcere

14906111 [Scena precedente il Finale I.] Ma che! turbato sei?

14907112 Largo del Finale [dell’Atto] I. D’un anno il giro

14908–09113 Seguito [e Stretta del Finale dell’Atto I.] Conte! Ebben!

14913114 [Atto III.] Preludio, Scena e Duettino. A così santo affetto

14914115 Scena e preghiera. Avvi un Dio [ che in sua clemenza]

14915116 Scena e Aria. Bella, e di sol vestita

14917Scena e Terzetto [finale]. Vivo non t’è concesso

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Miserere (14 aprile 1843)

[Miserere a più voci e Cori, eseguito la prima volta nell’I. R. Cappella a Vienna il Venerdì Santo dell’anno MDCCCXLIII, riduzione con accompagnamento di pianoforte dell’autore]

15524Coro con tutte le parti nel Miserere [n. 1. Coro con tutte le parti. Miserere mei Deus]

15526Solo dal tenore Amplius [n. 3. Solo per T. Amplius lava me]

15528Quartetto [n. 5. Quartetto per 2 T. e 2 B. Tibi soli peccavi]

15530Terzetto [n. 7. Terzetto per S., T. e B. Ecce enim veritatem]

15532Duetto per tenore e basso [n. 9. Duetto per T. e B. Auditui meo]

15534Solo per Soprano [n. 11. Solo per S. Cor mundum]

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

15047op. 149, [I Demonj (Die Dämonen)] Valzer

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

15319op. 134, Fantasia su motivi dell’opera Don Pasquale di Donizetti [Fantaisie de Salon pour Piano sur les motifs de Don Pasquale de Donizetti]

pianoforte a quattro mani

Johann Strauss (1804–1849)

15048op. 149, [I Demonj (Die Dämonen)] Valzer

pianoforte e violino

Heinrich Panofka (1807–1887)

14948op. 38, Gran Scena Drammatica [Grande Scène dramatique pour le Violon
avec accompagnement de Piano]

[ante 19] novembre 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.18)117

[20 numeri]

riduzione per pianoforte solo

[Giuseppe Verdi] (1813–1901)

I Lombardi alla prima crociata (11 febbraio 1843)

14564Quintetto. [ Mostro d’averno orribile]; Finale I. [ Va! sul capo ti grava l’Eterno]

14565[Atto II.] Coro [di Ambasciatori]. È dunque vero?

14576 Inno [di Guerra e Battaglia, Terzettino ed Inno Finale.] Te Lodiamo [ gran Dio di vittoria]

pianoforte solo

Adolphe Adam (1803–1856)

15621Sei Galop [Les Éclairs. Six Galops]

Adolphe Lecarpentier (Adolphe Clair Le Carpentier, 1809–1869)

15463op. 80, Fantasia sulla Maria di Rohan [Fantaisie sur des motifs de Maria di Rohan de G. Donizetti]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

15305op. 49, Fantasia sull’opera Beatrice di Tenda [Fantaisie sur des motifs de Beatrice di Tenda de Bellini]

Joseph Labitzky (1802–1881)

15436op. 94, Catharinen-Valzer

Julius Benedict (1804–1885)

15625 op. 34bis, Divertimento sull’opera Don Pasquale [Divertissement sur Don Pasquale de Donizetti]

15626[op. 35], Notturno sull’opera Don Pasquale [Nocturne sur Don Pasquale de Donizetti]

Edouard Wolff (Edward Wolff, 1816–1880)

15627op. 91, Bolero sulla Maria di Rohan [Bolero sur Maria di Rohan de Donizetti]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

15319op. 134, Fantasia di Sala sul Don Pasquale [Fantaisie de Salon sur les motifs de Don Pasquale de Donizetti]

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

50 Ricreazioniper i giovani Pianisti [...] nello stile facile per pianoforte

15361fascicolo I. [LE PRÉ AUX CLERCS - DON GIOVANNI - Tema di Hünten - LA SONNAMBULA - Valzer di Strauss - IL BARBIERE DI SIVIGLIA - IL MERCIAJUOLO d’Onslow - Aria alemanna - Tema di Hünten - Marcia d’Alessandro di Beethoven - Galop di Strauss - Valzer del ROBERT IL DIAVOLO - Tema di Hünten]

15362fascicolo II. [Galop di Strauss - Romanza del FRA DIAVOLO. - Galop di Küken - Der Schwimmer di Lanner - Valzer tirolese - Tirolese - Tema di Hünten - Valzer di Strauss - Valzer di Lanner - Valzer di Krug - Serenata di Mozart - LA SONNAMBULA - Rondoletto di Bertini]

pianoforte a quattro mani

Joseph Labitzky (1802–1881)

15437op. 94, Catharinen-Valzer

pianoforte e violino

Heinrich Panofka (1807–1887)

15473op. 39, Impromptu [sur la Romance, Pas même un regard de pitié, pour violon avec accompagnement de piano]

15496op. 40, Gran Valzer per violino e piano-forte [Grande Valse de bravoure pour violon avec accompagnement de piano]

pianoforte e violoncello

Hippolyte Prosper Seligmann (1817–1882)

15079op. 33, Notturno su motivi del Nabucco [Nocturne expressif sur des motifs de Nabucodonosor de Verdi composé pour Piano et Violoncelle]

opere didattiche per flauto

Enrico Soussman (Heinrich Soussmann, 1796–1848)

[op. 53] Metodo pratico per il flauto diviso in 4. fascicoli118

14703Fascicolo I. [Cognizioni preliminari e regole diverse]

14704Fascicolo II. [Quattro Duetti progressivi per esercitarsi a suonare a due]

14705Fascicolo III. [Diversi Studi progressivi]

9 dicembre 1843 ( → Pozzi.petizioni.1843.19)

[54 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Miserere (14 aprile 1843)

[Miserere a più voci e Cori, eseguito la prima volta nell’I. R. Cappella a Vienna il Venerdì Santo dell’anno MDCCCXLIII, riduzione con accompagnamento di pianoforte dell’autore]

15525 [n. 2. Versetto a Bassi soli. Et secundum multitudinem]

15527 [n. 4. Versetto a Tenori soli. Quoniam iniquitatem]

15529[n. 6. Versetto a Soprano solo. Ecce enim iniquitatibus]

15531[n. 8. Versetto a Tenori e Bassi. Asperges me hysopo]

[15533]119 [n. 10. Versetto a Soprani e Contrali. Averte faciem tuam]

15535[n. 12. Versetto a Coro pieno. Ne projicias me]

[15536]120[n. 13. Terzetto per due Soprani e Contralto. Redde mihi]

[15537][n. 14. Versetto a Soprani, Contralti e Tenori. Docebo iniquos]

[15538][n. 15. Sestetto per Soprano, Contralto, due Tenori e due Bassi, con Cori. Libera me]121

[15539][n. 16. Versetto a Coro pieno. Domine labia mea]

[15540][n. 17. Aria per Basso Quoniam si voluisses]

[15541][n. 18. Versetto a Coro pieno. Sacrificium Deo]

[15542][n. 19. Duetto per Tenore e Basso. Benigne fac, Domine]

[15543]122 [n. 20. Versetto a Coro pieno. Tunc acceptabis]

15544[n. 21. Fuga finale per tutte le parti ed il Coro. Tunc imponent]

pianoforte solo

[Autori vari]

Venti fascicoli di Valzer per piano-forte solo, di diversi autori intitolati Lanterna magica [La Lanterne magique. 20 Valses pour Piano, toutes inédites et originales]

15601123 [n. 1. L’Incostante (Theodor Döhler)]

[15602][n. 2. La Charmante (Friedrich Burgmüller)]

[15603][n. 3. La Française (Henri Rosellen)]

[15604][n. 4. La Vénitienne (Gaetano Donizetti)]

[15605][n. 5. Les Rayons (Edward Wolff)]

[15606][n. 6. L’Elegante (Edward Wolff)]

[15607][n. 7. La Brillante (Adolphe Lecarpentier)]

[15608][n. 8. Le Bal (Adolphe Adam)]

[15609][n. 9. Une Fleur (Félix Lecouppey)]

[15610][n. 10. La Fugitive (Henri Herz)]

[15611][n. 11. La Berceuse (Nicolas Louis)]

[15612][n. 12. La Tremblante (Nicolas Louis)]

[15613][n. 13. Ophélia (Casimir Gide)]

[15614][n. 14. La Rose (Auguste Tolbecque)]

[15615][n. 15. Les Lys. n. 1 (Antoni Kontsky)]

[15616][n. 16. Les Lys. n. 2 (Antoni Kontsky)]

[15617][n. 17. La Napolitaine (Julius Benedict)]

[15618][n. 18. Le Printems (Ambroise Thomas)]

[15619][n. 19. L’Ondine (Emile Prudent)]

15620[n. 20. La Dansante (Henri Herz)]

Johann Strauss (1804–1849)

[“Altri sette fascicoli di Valzer per piano-forte solo”]

13991op. 136 [Vita cittadina e campestre (Stadt- und Landleben). Valzer]

14043124 op. 139 [I Fantastici (Die Fantasten). Valzer]

15432op. 125 [Scintille elettriche (Elektrische Funken). Valzer]

15433op. 128 [Apollo-Valzer]

15434op. 132 [I Debuttanti (Die Debütanten). Valzer]

15435op. 134 [Egeria (Egerien-Tänze). Valzer]

15598op. 150 [Valzer per la Festa da Ballo degli Artisti (Künstler-Ball-Tänze)]

Joseph Lanner (1801–1843)

[“Altri sette simili parimente per piano-forte solo”]

15422op. 176 [I Talismani (Talismane). Valzer]

15423op. 177 [Le Danze della Festa da Ballo all’I. R. Camera (K. K. Kammer-Ball-Tänze). Valzer]

15424op. 182 [IlFiore dei Valzer (Elite-Tänze)]

15425op. 183 [Gli Stravaganti (Die Sonderlinge). Valzer]

15426op. 185 [Les Adieux. Valzer]

15427op. 191 [L’Ali dell’Estro (Geistes-Schwingen). Valzer]

15597op. –– [Lascito di Giuseppe Lanner. Valzer, Fascicolo I. della Raccolta de’ Valzer postumi]

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 76, Piccoli temi originali per piano-forte solo125

739[n. 2. Boléro]

740[n. 3. Romance]

Theodor Döhler (1814–1856)

15622op. 47, Gran Valzer [Deuxième Grande Valse]

pianoforte e violino

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888); Charles Philippe Lafont (1781–1839)

op. 75, Duetti concertanti per piano-forte e violino126

677[n. 2. Thême favori de Gustave d’Auber]

678[n. 3. Cavatine De la Zelmira de Rossini]

* 5 aprile 1844 ( → lastra di deposito: “li 5. ap.le 1844”)

[53 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I Lombardi alla prima crociata (11 febbraio 1843)

14531Atto I. La vendetta. Preludio e Coro d’Introduzione. Oh nobile esempio!

14532Scena e Quintetto nell’Introduzione. T’assale un tremito

14533Seguito e Stretta dell’Introduzione. All’empio che infrange la santa promessa

14536Scena precedente il Finale I. Vieni!... già posa Arvino

14537Quintetto nel Finale I. Mostro d’averno orribile

14538Seguito e Stretta del Finale I. Va! sul capo ti grava l’Eterno

14539Coro di Ambasciatori. È dunque vero?

14542Scena e Marcia de’ Crociati. Ma chi viene a questa volta?

14544Coro di Schiave. La bella straniera che l’alme innamora

14546Coro della Processione. Gerusalem!... Gerusalem!... la grande

14553Scena, Inno di Guerra e Battaglia. Guerra, guerra! S’impugni la spada

14555Inno finale. Te lodiamo, gran Dio di vittoria

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Sebastiano re di Portogallo (fran. 13 novembre 1843; ital. 14 agosto 1847)

15873127 Cavatina. Guerrier, sognai vittoria

15889 Romanza. Deserto in terra

15891Scena e Duetto. Perché mi giova l’averti a lato

15894Duetto. Sono un soldato che vien dalla guerra

15900Scena ed Aria. È bel per chi s’adora

15901Duetto. A me chi ti conduce

15902Barcarola [senza i pertichini]. La notte è serena

15903Terzetto. Moviam guardinghi con gran mistero

Maria di Rohan (5 giugno 1843)

15819Cavatina. Son leggero, è ver, d’amore

15820Cabaletta della Romanza nel I. Atto. A te, divina immagine

15971Scena precedente la Ballata Gondi. Cavalieri! che veggio!...

15972128 Scena e Cavatina. Gemea di tetro carcere

15973129 Scena precedente il Finale dell’Atto I. Ma che! turbato sei?

15974130 Largo del Finale I. D’un anno il giro è omai compito

15975131 Seguito e Stretta del Finale dell’Atto I. Conte! Ebben!

15976Scena dopo la Cavatina Gondi Atto II. A quel che vedo

15977132 Scena e Duetto. Maria!... Oh supremo piacer!...

Giovanni Pacini (1796–1867)

L’ebrea (27 febbraio 1844)

15978Aria finale. Pria ch’io lasci questa terra

15979Scena ed Aria. In quei dì clemente il cielo

15980Recitativo e Cavatina. Come peno e lo sospiro

15981Scena e Duetto. No, non fia che a mio nemico

15982Scena e Terzetto. Deh! per lui che occulto il foco

riduzione per pianoforte solo

Giovanni Bajetti (1811/15–1876)

16145Passo a tre danzato all’I. R. Teatro alla Scala nel Ballo Gisella

Adolphe Charles Adam (1803–1856)

16146133 Scena ultima dell’Atto secondo nel Ballo Gisella

pianoforte solo

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 48, Revue des Opéras.

15623n. 1, Première Fantaisie sur des motifs de Nabucodonosor de Verdi

16000n. 2, Seconde Fantaisie sur des motifs de Nabucodonosor de Verdi

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

15630 op. 135, La Polka. Nouvelle danse Allemande avec Introduction et Finale

15636 op. 137, Thême arabe (Pas de l’Abeille) de la Peri avec Introduction, Variations et Finale

op. 139, Trois divertissements sur des Airs de ballets de Dom Sébastien Musique de G. Donizetti

15996 n. 1

15997 n. 2

15998 n. 3

Josef Lanner (1801–1843)

15710134 op. 205, Almacks-Tänze

Joseph Labitzky (1802–1881)

15794op. 85, Duoro-Valzer [...] dedicati all’illustrissima signora Marchesa Duoro.

16090op. 98, Le danze della riunione (Vereinigungs-Tänze) [Walzer].

Sigismund Thalberg (1812–1871)

16001 Mélodie pour le Piano135

Johann Strauss (1804–1849)

16072op. 154, Loreley-Rhein-Klänge. Valzer

16081op. 155, I buontemponi (Brüder Lustig) / Gli allegri compagnoni. Valzer (in forma di Ländler)

Adolphe Le Carpentier (1809–1869)

16005op. 88, Fantaisie et Variations sur Dom Sébastien de Donizetti

pianoforte a quattro mani

Johann Strauss (1804–1849)

15783op. 152, La danza capricciosa. Valzer

16073op. 154, Loreley-Rhein-Klänge. Valzer

16082op. 155, I buontemponi (Brüder-Lustig) / Gli allegri compagnoni. Valzer (in forma di Ländler)

* [ante 18 aprile 1844] ( → Inventario.1887, pp. 20, 25, 29)

[3 numeri]136

pianoforte solo

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

15631op. 136, Fantaisie brillante pour Piano sur des motifs de La part du Diable d’Auber

Johann Strauss (1804–1849)

15782op. 152, La danza capricciosa. Valzer

Antonio Mussi (fl. 1840)

16147Galop nel Ballo Elda

* 18 aprile 1844 ( → lastra di deposito: “li 18. ap.le 1844” [anche: “li 18. ap.le 1844”])

[7 numeri]

canto e pianoforte

Federico Ricci (1809–1877)

Corrado d’Altamura (16 novembre 1841)

15910Canzone. Raggio di contento (Pezzo aggiunto dall’Autore a Parigi.)

15911 Terzettino della Benedizione. O pietoso Signor delle genti (Pezzo aggiunto dall’Autore a Parigi.)

15912Romanza. Guiscardo a Pia dicea (Pezzo aggiunto dall’Autore a Parigi)

15913 Ballata. Bando a ogni tristo umor (Pezzo aggiunto dall’Autore a Parigi.)

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Ernani (9 marzo 1844)

16233Gran Scena ed Aria. Lo vedremo, veglio audace

16237137 Congiura. Viva Augusta! Chi va là?

pianoforte solo

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

16009op. 138, Grande Fantaisie sur des motifs de Linda di Chamounix

* 29 aprile 1844 ( → lastra di deposito: “li 29. ap.le 1844”)

[3 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Ernani (9 marzo 1844)

16222Scena e Cavatina. Come rugiada al cespite

16223 Scena e Cavatina. Ernani!... Ernani, involami

16234Duetto Finale II. Esci... a te... scegli... seguimi

* 14 giugno 1844 ( → lastra di deposito: “li 14. Giug.o 1844”)

[1 numero]

pianoforte a quattro mani

Johann Strauss (1804–1849)

16095op. 156, Astrea Valzer (Asträa-Tänze)

18 giugno 1844 ( → Pozzi.petizioni.1844.1)138

[numero non specificato]

[ante 19] agosto 1844 ( → Pozzi.petizioni.1844.1)139

[21 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Ernani (9 marzo 1844)

16221[Parte I. Il Bandito. Preludio e Coro d’Introduzione. Allegri!... beviamo!]

16238[Scena e principio del Finale III. Io son conte, duca sono]

16239[Settimino Finale III. Oh sommo Carlo – più del tuo nome]

16240[Atto IV. La Maschera. Festa da Ballo. Oh come felici gioiscon gli sposi!]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Sebastiano re di Portogallo (fran. 13 novembre 1843; ital. 14 agosto 1847)

15890[Atto III. Preludio e Recitativo. Il nobile Abajaldo]

15892[Recitativo e Romanza. O Lisbona, alfin ti miro]

15893[Recitativo dopo la Romanza dell’Atto III. Chi viva! Un esiliato]

15895[Marcia funebre. Eterno riposo]

15896140 [Scena e Finale III. Del vero tuo prence]

15896[Cavatina. Sciagurato! invan tu tenti, cantata all’I. R. Teatro alla Scala dal signor Derivis]

15897[Atto IV. Preludio e Coro di Giudici. Dal ciel devoti e umili]

15904[Scena Finale V. Queste bastite a mezzo del cammino]

15986[Scena precedente il Settimino nell’Atto IV. O tu, che a provocar la civil guerra]

15987[Atto V. Preludio e Scena. Contar dunque poss’io]

15988[Barcarola (coi pertichini). La notte è serena]

16242[Scena ed Aria. È bel per chi s’adora]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Ernani (9 marzo 1844)

16156[Parte I. Preludio ed Introduzione. Allegri!... Beviamo]

16167[Finale III. Io son conte, duca sono]

16168[Parte IV. Festa da Ballo. O come felici gioiscon gli sposi]

pianoforte solo

Luigi Truzzi (1799–1864)

16261op. 70, Divertimento [Ernani di Verdi]

pianoforte a quattro mani

Antonio Fanna (1793–1845)

15947141 Introduzione nell’opera l’Ernani [Introduzione dell’Atto quarto dell’opera Ernani del M.o Verdi liberamente trascritta per pianoforte a quattro mani]

29 agosto 1844 ( → Pozzi.petizioni.1844.2)

[4 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Ernani (9 marzo 1844)

16227Scena e Settimino nel Finale I. [ Vedi come il buon vegliardo]

16228Seguito e Stretta del Finale I. [ Io tuo fido?... il sarò a tutte l’ore]

16229Introduzione e Galopp con Cori. [ Esultiamo!... Letizia ne innondi]

16235Preludio e Scena. [ È questo il loco?...]

4 novembre 1844 ( → Pozzi.petizioni.1844.3)

[10 numeri]

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

16671op. 160, [Le Danze nuziali della fanciulla del bosco (Waldfräuleins Hochzeits-Tänze)] Valzer

16686op. 163, [Salve d’allegria (Frohsinns-Salven)] Valzer

Joseph Labitzky (1802–1881)

16680op. 103, Quadriglie [Rimembranze di Gieshübel (Erinnerung an Gieshübel)]

16681op. 104, Valzer [Natalien-Walzer]

16682op. 105, Mazurka

16683op. 106, Almacks-Polka, Adelaiden-Polka, Norfolk-Polka

Carlo Andrea Gambini (1819–1865)

16003op. 45, Fantasia sul Nabucco di G. Verdi [Fantasia da Concerto per pianoforte sopra alcuni motivi del Nabucco di Verdi]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

16249142op. 140, Sei Polkas [Les Belles du Nord. 6 Polkas pour Piano. n. 1. La belle Allemande]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

16747op. 53, Grande Fantasia sull’opera Zampa d’Herold [Grande Fantaisie pour Piano sur Zampa d’Hérold]

pianoforte a quattro mani

Johann Strauss (1804–1849)

16672op. 160, [Le Danze nuziali della fanciulla del bosco (Waldfräuleins Hochzeits-Tänze)] Valzer

14 novembre 1844 ( → Pozzi.petizioni.1844.4)

[13 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I due Foscari (3 novembre 1844)

16798Scena e Cavatina. Dal più remoto esiglio

16799Scena, Coro e Cavatina. Tu al cui sguardo onnipresente

16801Scena e Romanza. O vecchio cor che batti

16802Scena e Duetto. Tu pur lo sai che giudice

16803Scena e Preghiera. Non maledirmi, o prode

16804Scena e Duetto. No, non morrai che i perfidi

16805Scena e Terzetto. Nel tuo paterno amplesso

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I due Foscari (3 novembre 1844)

16632Scena e Cavatina. Dal più remoto esiglio

16633Scena, Coro e Cavatina. Tu al cui sguardo

16635Scena e Romanza. O vecchio cor che batti

16636Duetto. Tu pur lo sai che giudice

16637Scena e Preghiera. Non maledirmi o prode

16638Scena e Duetto. No, non morrai che i perfidi

16 novembre 1844 ( → Pozzi.petizioni.1844.5)

[44 numeri]

canto e pianoforte

Giovanni Pacini (1796–1867)

La fidanzata corsa (10 dicembre 1842)

14392[Scena e Duetto. Ahi! sciagurata, ben lo sapea]

14395[Atto I. La Disfida. Preludio ed Introduzione. Versa. Versa]

14396143 [Scena e Serenata. O giovinetta sposa]

[14398]144 [Seguito e Largo del Finale II. Quanto a me concesse Iddio]

14399[Seguito e Stretta del Finale II. Va... ti scaccio dal tetto paterno]

14400[Atto III. La Vendetta. Preludio e Scena. Ah! spunta il dì!]

14401[Scena del Giudizio. Siam tutti]

14888[Quintetto nella Scena del Giudizio. Mira d’intorno i giudici]

14889[Seguito della Scena del Giudizio. Sei tu, cui dall’infanzia]

14890[Stretta della Scena del Giudizio. Vendetta! Vendetta!...]

14891[Scena finale. Ah!... Tradimento orribile!]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Don Sebastiano re di Portogallo (fran. 13 novembre 1843; ital. 14 agosto 1847)

15871[Atto I. Preludio e Coro d’lntroduzione. Su , presti all’opra]

15872[Recitativo dopo l’Introduzione. Ognor quest’importuno]

15874[Recitativo e Marcia funebre. Giustizia divina]

15875145 [Romanza (coi pertichini). Signor clemente e pio]

15876[Romanza. Signor clemente e pio]

15877[Profezia. Ove son? del futuro al mio ciglio]

15878[Atto II. Coro d’Introduzione. La più vaga delle vergini]

15879[Scena e Romanza. Terra adorata de’ padri miei]

15880[Finale dell’Atto I. Squillar la tromba io sento]

15881[Atto II. Preludio]

15882[Recitativo che precede i Ballabili Atto II. Perché, figlia, sì mesta]

15883[Scena precedente la Profezia nel Finale I. Squillar la tromba io sento]

15884[Aria e Coro. E che? per tutto di festa è suono?]

15885[Preludio e Scena. Una spada! una spada]

15886[Primo Coro d’Arabi. Allah ci diè vittoria]

15887[Scena e Duetto. Giusto ciel, in sì misero stato]

15888[Secondo Coro d’Arabi. Sveniam! Sveniam! nel nome del Profeta!]

15898[Settimino. Non so se più nel core]

15899[Scena e Finale IV. Sciagurata!... al mio furore]

Federico Ricci (1809–1877)

Corrado d’Altamura (16 novembre 1841)

15914[Aria. Vorrei poter resistere (Pezzo aggiunto dall’Autore a Parigi)]

15915[Cavatina. Tant’io l’adoro (Pezzo aggiunto dall’Autore a Parigi)]

pianoforte solo

Josef Lanner (1801–1843)

15600Valzer, fasc. II. [Lascito di Giuseppe Lanner. Valzer, Fascicolo II. della Raccolta de’ Valzer postumi]

[15697]146 Valzer, fasc. III. [Lascito di Giuseppe Lanner. Valzer, Fascicolo III. della Raccolta de’ Valzer postumi]

[15698]147 Valzer, fasc. IV. [Lascito di Giuseppe Lanner. Valzer, Fascicolo IV. della Raccolta de’ Valzer postumi]

Joseph Labitzky (1802–1881)

16091148op. 99, Raccolta di Galops [La Sempreviva (Immergrün). Nuovo Galop]

16092op. 101, Tre Polke [La Strada ferrata da Vienna a Praga (Wien-Prager Eisenbahn)]

Johann Strauss (1804–1849)

16093op. 156, [Astrea (Asträa-Tänze)] Valzer

16287op. 159, [Tutto brio (Nur Leben)] Valzer

Franz Xaver Chotek (František Xaver Chotek, 1800–1852)

16257op. 65, Fantasia su motivi diversi [Anthologie musicale. Fantaisie brillante pour Piano sur les motifs favorits d’opéras nouveaux. Ernani et Lombardi de Verdi]

Giovanni Battista Croff (1802–1869)

16266Potpourri per piano-forte solo su motivi dell’Ernani di Verdi

pianoforte a quattro mani

Sigismund Thalberg (1812–1871); Heinrich Panofka (1807–1887)

15771op. 49, Gran Duo sù motivi dalla Beatrice di Tenda di Bellini [Duo sur des motifs de Beatrice di Tenda de Bellini, arrangé par Carl Czerny]

Antonio Fanna (1793–1845)

15947149 Fantasia sù l’Ernani di Verdi [Introduzione dell’Atto quarto dell’opera Ernani del M.o Verdi liberamente trascritta per pianoforte a quattro mani]

Johann Strauss (1804–1849)

16288op. 159, [Tutto brio (Nur Leben)] Valzer

* [tra ottobre e dicembre 1844] ( → Inventario.1887, p. 12)

[1 numero]150

[canto e pianoforte]

Francesco Anzoletti (1821–1866)

[16494]Romanzetta nel Beatrìco [per voce di Tenore. Fabbro di dolci astuzie]

2 dicembre 1844 ( → Pozzi.petizioni.1844.6)

[4 numeri]151

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I due Foscari (3 novembre 1844)

16806[Scena e Quartetto. Ah! sì, il tempo]

16814[Scena ed Aria. Più non vive!... l’innocente]

[riduzione per pianoforte solo]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I due Foscari (3 novembre 1844)

16639[Scena e Terzetto. Nel tuo paterno amplesso; Scena e Quartetto. Ah sì, il tempo]

16644[Scena ed Aria. Più non vive!... l’innocente]

7 dicembre 1844 ( → Pozzi.petizioni.1844.7)

[7 numeri]152

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I due Foscari (3 novembre 1844)

16811[Scena e Coro-Barcarola. Tace il vento]

16813[Scena ed Aria. All’infelice veglio]

16815[Scena ed Aria finale. Questa dunque è l’iniqua mercede]

[riduzione per pianoforte solo]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I due Foscari (3 novembre 1844)

16642[Atto III. Introduzione e Barcarola. Tace il vento, è queta l’onda]

16643[Scena ed Aria. All’infelice veglio]

16645[Aria finale. Questa dunque è l’iniqua mercede]

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

16694op. 164, [Aurora-Fest-Klänge] Valzer

31 dicembre 1844 ( → Pozzi.petizioni.1844.8)

[6 numeri]153

canto e pianoforte

Gioachino Rossini (1792–1868)

La Fede, la Speranza, la Carità. Tre Cori religiosi a tre voci di donna [con accompagnamento di Pianoforte. Versione dal francese di G. Vitali] (fran. 20 novembre 1844)

16816[n. 1.] La Fede [Coro a tre voci (in chiave di Sol)]

16817 [n. 2.] La Speranza [Coro a tre voci (in chiave di Sol)]

16818 [n. 3.] La Carità [Coro a tre voci con Solo (in chiave di Sol)]

[La Foi, l’Espérance, la Charité. 3 Chœurs religieux à trois voix de femmes avec accompagnement de Piano]

[16971] [n. 1. La Foi. Chœur à trois voix (en Clef de Sol). Paroles de M.r Goubaux]

[16972][n. 2. L’Espérance. Chœur à trois voix (en Clef de Sol). Paroles de M.r Hyp. Lucas]

[16973][n. 3. La Charité. Chœur à trois voix avec Solo (en Clef de Sol). Paroles de Madame Louise Colet]

* 23 gennaio 1845 ( → lastra di deposito: “li 23. Gen.o 1845”)

[1 numero]

pianoforte a quattro mani

Johann Strauss (1804–1849)

16695op. 164, Aurora-Fest-Klänge. Valzer

* 22 febbraio 1845 ( → lastra di deposito: “li 22. Feb.o 1845”)

[6 numeri]

pianoforte solo

Franz Liszt (1811–1886)

16754Marche funèbre de Dom Sébastien de G. Donizetti variée pour le Piano

Sigismund Thalberg (1812–1871)

op. 57 [Décaméron. 10 Morceaux pour Piano servant d’école préparatoire]

16768n. 1, Fantaisie sur des motifs de l’Opéra I Puritani de Bellini

Johann Strauss (1804–1849)

17102op. 168, Il benvenuto (Willkommen-Rufe). Valzer

pianoforte a quattro mani

Johann Strauss (1804–1849)

17103op. 168, Il benvenuto (Willkommen-Rufe). Valzer

pianoforte e violino

Henri Vieuxtemps (1820–1881)

16137op. 17, Jankee Doodle. Souvenir d’Amérique. Fantaisie pour piano et violon

Sigismund Thalberg (1812–1871), Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

16617op. 54, Duo pour Piano et Violon sur des motifs de Sémiramide de Rossini

* 19 marzo 1845 ( → lastra di deposito: “li 19. Marzo 1845”)

[2 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna d’Arco (15 febbraio 1845)

17189Scena e Romanza. Quale più fido amico

17191Scena-Finale IV. S’apre il cielo

29 marzo 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.1)

[9 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna d’Arco (15 febbraio 1845)

17181154 Scena e Duetto nel Finale II. Dunque o cruda e gloria e trono

17187Scena e Duetto. Amai, ma un sol istante

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna d’Arco (15 febbraio 1845)

17275 Cavatina. Sempre all’alba ed alla sera

17277Cabaletta. [Terzettino e Stretta del Finale I.] Son guerriera

17280Preludio e Romanza. O fatidica foresta

17283Romanza. Speme al vecchio era una figlia

17286Battaglia. Ecco! Ella vola; Romanza. Quale più fido amico

17287Marcia. Un suon funereo; Scena finale. S’apre il cielo

pianoforte e violino

Henri Vieuxtemps (1820–1881)

16944op. 18, Fantasia per violino sulla quarta corda con accompagnamento di piano-forte [Norma. Fantaisie pour le violon (4.me corde) avec accompagnement de piano]

5 aprile 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.2)

[3 numeri]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna d’Arco (15 febbraio 1845)

17171Sinfonia

17273 Racconto e Cavatina. Sotto una quercia parvemi

17279Aria. Franco son io, ma in core

8 aprile 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.3)

[4 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna d’Arco (15 febbraio 1845)

17173155 Cavatina. Sotto una quercia parvemi

17179Scena e Aria. Franco son io, ma in core

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna d’Arco (15 febbraio 1845)

17281156 Duetto Finale II. Dunque, o cruda, e gloria e trono

17285Atto II. Duetto. Amai, ma un solo istante

16 aprile 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.4)157

[11 numeri]

canto e pianoforte

[Vincenzo Fioravanti (1799-1877), Giuseppe Mosca (1772-1839), Carlo Cambiaggio (1798–1880), Pietro Tonassi (1800–1877), Giovanni Consolini (1818–1906), et al.]

Don Procopio (estate 1844)

16976[Recitativo e Duetto buffo. Dite su senza mentire]

16977[Recitativo e Cavatina. Ho girato tutto il mondo]

16978[Recitativo e Duettino. Ah sì, mio bene! il perfido]

16979[Cavatina buffa. Qui non si vede alcuno]

16980[Recitativo e Terzetto. Se lei di parola]

16981[Recitativo e Rondò finale. Se di gioja, o Dio, non moro]

16982[Atto II. Recitativo e Duetto. Io di tutto mi contento]

16983[Recitativo ed Aria. Per voi sarò beato]

16984[Recitativo e Duettino. Ah! destin propizio e grato!]

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

17154op. 109, Gli Orientali. Valzer

Emile Prudent (1817–1863)

16765op. 18, Gran Fantasia su motivi dell’opera Gli Ugunotti di Meyerbeer [Grande Fantaisie sur des motifs des Huguenots de Meyerbeer]

30 giugno 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.6 e 7)158

[24 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna d’Arco (15 febbraio 1845)

17185Terzetto [nel Finale III]. No! forme d’angelo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria di Rohan (5 giugno 1843)

16719Nuova Cavatina [del Tenore]. Ah, la speme di quest’anima

riduzione per pianoforte solo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria di Rohan (5 giugno 1843)

16946Nuova Cavatina. Ah, la speme di quest’anima

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna d’Arco (15 febbraio 1845)

17276Finale I. e Coro d’angeli e Demoni. Tu sei bella

17282 Atto II. Gran Marcia trionfale

17284Coro. Te, Dio, lodiam; Finale III.

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

17155op. 170, Valzer intitolato Canto della Maschera [Il Canto delle Maschere (Maskenlieder)]

17496op. 171, Eunomien Tänze. Valzer

Theodor Döhler (1814–1856)

16755op. 54, Andante [sur Dom Sébastien Opéra de G. Donizetti]

16756159 op. 55, Ballade [Secondième Ballade pour le Piano]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

17085op. 58. Fantasia [L’apothéose. Fantaisie sur une Marche triomphale de H. Berlioz]

Henri Rosellen (1811–1876)

17093op. 72, Marcia [Marche de la Caravane de l’Ode-Symphonie Le Desert de Félicien David.

Rondeau arabe]

Stephen Heller (1813–1888)

17476op. 50, Scene pastorali Lib. I. [Scènes pastorales]

17477op. 50, Scene pastorali Lib. II. [Scènes pastorales]

Joseph Tutsch (fl. 1845)

17165160 op. 61, Valzer sulla Giovanna d’Arco [Jeanne-d’Arc-Walzer]

17166op. 62, Valzer sul ballo L’Esmeralda [Neue Esmeralda-Walzer]

pianoforte a quattro mani

Johann Strauss (1804–1849)

17156op. 170, Valzer intitolato Canto della Maschera [Il Canto delle Maschere (Maskenlieder)]

Sigismund Thalberg (1812–1871); Charles Auguste de Bériot (1802–1870); Edward Wolff (1816–1880)

15968op. 54, Gran duo [Grand Duo sur Sémiramide de G. Rossini par S. Thalberg et Ch.de Bériot arrangé par Edouard Wolff]

pianoforte e violino

Wilhelm Ernst (Heinrich Wilhelm Ernst, 1814–1865); Stephen Heller (1813–1888)

16616op. 21, Duo per piano-forte e Violino [Duo pour Piano et Violon sur Dom Sébastien de Donizetti]

Henri Vieuxtemps (1820–1881)

op. 16, Studj per violino con accompagnamento di piano-forte [Six Etudes de Concert pour le Violon avec accompagnement de Piano ou pour Violon seul, divisées en deux suites]

16941161 Libro 1.o [1.e Suite]

16942Libro 2.o [2.e Suite]

[16943][Les Six Etudes pour Violon seul]

Henri Rosellen (1811–1876); Jean Baptiste Charles Dancla (1817–1907)

16945op. 70 e 30, Duo per piano-forte e Violino [Duo brillant pour Piano et Violon sur Zampa de Hérold]

pianoforte e flauto

Sigismund Thalberg (1812–1871); Charles Auguste de Bériot (1802–1870); Jean-Louis Tulou (1786–1865)162

16795op. 54, Gran Duo per piano-forte e flauto [Grand Duo concertant pour Piano et Flûte sur des motifs de Semiramide de G. Rossini]

1 settembre 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.8)

[28 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I due Foscari (3 novembre 1844)

16797[Atto I. Preludio e Coro d’Introduzione. Silenzio, mistero]

16800[Coro. Tacque il reo!]

16807[Coro precedente il Finale II. Che più si tarda?]

16808[Scena e Finale II. Non hai, padre, un solo detto]

16809[Sestetto nel Finale II. Queste innocenti lagrime]

16810[Atto III. Coro d’Introduzione. Alla gioja!... alle corse, alle gare...]

16812[Scena. La giustizia del Leone!...]

Giovanna d’Arco (15 febbraio 1845)

17172[Prologo. Coro d’Introduzione. Qual v’ha speme?]

17174[Scena. Gelo! terror m’invade!]

17176[Finale I. Scena e Coro d’Angeli e Demoni. Tu sei bella]

17178[Atto I. Coro. Ai lari!... Alla patria!]

17182[Atto II. Gran Marcia trionfale]

17184[Coro e Finale III. Te, Dio, lodiam]

17186[Seguito e Stretta del Finale III. Fuggi, o donna maledetta]

17188[Battaglia. Ecco! Ella vola]

17190[Marcia funebre. Un suon funereo]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna d’Arco (15 febbraio 1845)

17272Prologo. [Introduzione. Qual v’ha speme?]

17274Scena. [ Gelo, terror m’invade]

17278163 [Atto I.] Coro. [ Ai lari!... alla patria!]

pianoforte solo

Rodolfo Villmers (Rudolf Willmers, 1821–1878)

17490op. 34, Etude de Concert pour piano [Les Hirondelles.]

17491op. 35, Tarantella Giocosa

17677op. 37, Impromptu [Le Papillon]

17678op. 38, Scherzo fantastico [La Sirène. Scherzo fantastique]

Johann Strauss (1804–1849)

17506op. 172, [Le Danze dell’Odeon] Odeon Tänze. Valzer

17721op. 175, Facezie Carnevalesche [(Faschings-Possen)]. Valzer

pianoforte a quattro mani

Johann Strauss (1804–1849)

17507op. 172, [Le Danze dell’Odeon] Odeon Tänze. Valzer

pianoforte e violino

Sigismund Thalberg (1812–1871); Heinrich Panofka (1807–1887)

17458op. 61, Grand Duo pour piano et violon [sur des Mélodies Styriennes]

arpa sola

Parish Alvars (Elias Parish Alvars, 1808–1849)

17396op. 77, Souvenirs des Opéras Italiens arrangés [dans un style facile et brillant] pour [la] harpe
[n. 1. sur des motifs d’Ernani de Verdi]

24 settembre 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.9)

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Alzira (12 agosto 1845)

17776Scena e Cavatina. Eterna la memoria

17777164 Scena e Cavatina. Da Gusman, su fragil barca

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Alzira (12 agosto 1845)

17805Cavatina. Eterna la memoria

17806Scena e Cavatina. Da Gusman, su fragil barca

pianoforte solo

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 59, [Revue des Opéras pour Piano. Deux Fantaisies sur des motifs favoris des Lombardi de Verdi]

17674n. 1, Fantasia per piano-forte solo su motivi favoriti dall’opera I Lombardi di Verdi

17675n. 2

8 ottobre 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.10)

[9 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Alzira (12 agosto 1845)

17773–74165 Scena, Cavatina [e Stretta del Prologo]. Un Inca!... Eccesso orribile

17778[Scena e] Duetto. Che?... Vivi!... Non deliro?...

17783[Scena e] Duetto. Il pianto... l’angoscia... [ di lena mi priva]

17784Scena ed Aria. Irne lungi ancor dovrei

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Alzira (12 agosto 1845)

17771Sinfonia

17803Cavatina [e Stretta del Prologo]. Un Inca... eccesso orribile!

17807Duetto. Che?... Vivi!... Non deliro?

17811Duetto. Il pianto... l’angoscia... [ di lena mi priva]

17812Scena ed Aria. Irne lungi ancor dovrei

14 ottobre 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.11)

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Alzira (12 agosto 1845)

17786166 Scena ed Aria finale. È dolce la tromba [che suona vittoria]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Alzira (12 agosto 1845)

17814167 Aria finale. È dolce la tromba [che suona vittoria]

pianoforte solo

Rodolfo Villmers (Rudolf Willmers, 1821–1878)

17686 op. 30, Scena cantante [Ode à l’Amour. Scène chantante]

17689op. 27, Grande Fantasia [Un jour d’ été en Norvège. Grande Fantaisie]

17690op. 28, n. 1, Deux Etudes de Concert pour Piano [n. 1. La Pompa di festa]

17691op. 28, n. 2, Deux Etudes de Concert pour Piano [n. 2 La Danse des Bachantes]

27 novembre 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.12)

[6 numeri]

pianoforte solo

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 146, Fede, Speranza, e Carità. Tre Cori di Rossini trascritti e variati per piano-forte solo

17860La Fede [La Foi], fascicolo I.

17861La Speranza [L’Espérance], fascicolo II.

17862La Carità [La Charité], fascicolo III.

17863168 op. 147, Gran Fantasia sulla Lucrezia Borgia di Donizetti [Grande Fantaisie brillante sur des motifs favoris de l’Opéra Lucrezia Borgia]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

op. 57 [Décaméron. Dix Morceaux pour Piano servant d’école préparatoire]

17084n. 3, Fantasia sù motivi dall’opera Le Pré aux Clercs [n. 3. Fantaisie sur des motifs de l’Opéra Le Pré aux Clercs]

Johann Strauss (1804–1849)

17946op. 179, Suoni Festivi Austriaci [(Oesterreichische Jubelklänge)]. Valzer

8 dicembre 1845 ( → Pozzi.petizioni.1845.13)

[4 numeri]

pianoforte solo

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 143, Album per piano-forte [Les Succès de Salon. 2.e suite. 3 Morceaux caractéristiques pour Piano]169

[15008]n. 1, Mazurka favourite

[15009]n. 2, La Marguerite. Mélodie originale

[15010]n. 3, Tarantelle brillante

Johann Strauss (1804–1849)

[17956] op. 180, [Sogni di una notte d’estate (Sommernachts-Träume)] Valzer

19 gennaio 1846 ( → Pozzi.petizioni.1846.1)

[15 numeri]

canto e pianoforte

Giovanni Pacini (1796–1867)

Stella di Napoli (11 dicembre 1845)

18073Scena e Cavatina. Come angelica sembianza

18074Scena e Cavatina. Ove colui dimora

18075Scena ed Aria. Sull’altar da me fia stretta

Giuseppe Verdi (1813–1901)

[Alzira (12 agosto 1845)]

17772Introduzione. [Prologo. Il Prigioniero. Coro d’Introduzione. Muoja, muoja coverto d’insulti]

17775[Atto I. Vita per vita] Coro [d’Introduzione. Giunse or or, da lido ispano]

17779Scena e Finale [dell’Atto I. Teco sperai combattere]

17780Sestetto [nel Finale dell’Atto I. Nella polve, genuflesso]

17781Seguito e Stretta [del Finale dell’Atto I. Trema, trema... a ritorti fra l’armi]

17782Introduzione [Atto II. La vendetta d’un selvaggio. Introduzione. Brindisi. Mesci, mesci... Vittoria!... Vittoria]

17785Coro [d’Ancelle. Tergi del pianto America]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

[Alzira (12 agosto 1845)]

17802Introduzione [Prologo. Introduzione. Muoja, muoja coverto d’insulti]

17804[Atto I.] Coro [d’Introduzione. Giunse or or, da lido ispano]

17808–9170 Finale [dell’Atto I. Teco sperai combattere. Sestetto e Stretta del Finale]

17810Introduzione [Atto II. Brindisi. Mesci, mesci]

17813Coro [d’Ancelle. Tergi del pianto America]

2 giugno 1846 ( → Pozzi.petizioni.1846.2)

[12 numeri]

canto e pianoforte

Giovanni Pacini (1796–1867)

La Regina di Cipro (7 febbraio 1846)

18413Scena e Cavatina. Il fulgor del regio ammanto

18415Duetto. Mia diletta! e fia pur vero

18421Scena ed aria. O tenera madre! dal cielo rimira

18422Scena e Romanza. Se di Cipro ottien l’impero

18424Scena e Duettino. Ah! pietà del pianto mio

18425Duetto Finale II. È la laguna in placida calma

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

18196op. 181, [Liete immagini della vita (Heitere Lebensbilder)] Valzer

18209171 op. 182, [I Gentiluomini di campagna (Die Landjunker)] Valzer

Joseph Tutsch (fl. 1845)

18219op. 69, Potpourri Valzer [aus dem Ballet Il Diavolo a quattro]

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 60, Mélodies russes variées pour le Piano

18129n. 1 [Trio de l’opéra La vie pour le Czaar par Glinka]

18130n. 2 [Le Rossignol. Mélodie populaire d’Aliéneff]

18131n. 3 [Passé. Romance du Comte Michel Wielhorsky]

25 giugno 1846172 ( → Pozzi.petizioni.1846.3)

[13 numeri]

canto e pianoforte

Lauro Rossi (1810–1885)

Azema di Granata (1 marzo 1846)

18456Scena e Cavatina. Amarti, e nel martoro

18457Scena e Cavatina. All’idea che un giorno Azema

18458Scena e Duetto. Deh! per pietà!... deh! fermati173

18463Scena e Duetto. Del vil Zegrida il padre174

18466Scena ed Aria. Azema a me volgea

18469Scena e Rondò finale. Deh! Per me non far che sorga175

Giovanni Pacini (1796–1867)

La Regina di Cipro (7 febbraio 1846)

18428Ballata. Dobbiam sempre cercare

18430Scena, Aria [ed inno nuziale]. A me parea un angelo

18435Scena e Duetto. Arde un veleno orribile

18439Scena e Rondò [finale]. Empia sorte! è a me serbata

riduzione per pianoforte solo

Lauro Rossi (1810–1885)

Azema di Granata (1 marzo 1846)

18451Sinfonia

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

18475op. 185, Valzer [Sofia-Valzer (Sofien-Tänze)]

Franz Liszt (1811–1886)

18263176Melodia di F. Schubert trascritta per piano-forte Solo [La Trota. Melodia di Schubert. Seconda trascrizione]

* [ante 4 settembre 1846] ( → Inventario.1887, p. 20)

[2 numeri]177

opere didattiche per pianoforte

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

Études du Conservatoire de Paris classes de piano contenant progressivement toutes les difficultés d’exécution de l'école ancienne et moderne

18266op. 151, 1 degré, 24 Etudes très-faciles pour les commençants

18267op. 152, 2 degré, 24 Etudes faciles pour les petites mains

4 settembre 1846 ( → lastra di deposito: “li 4. 7bre 1846; Inventario.1887, p. 20)

[31 numeri]

canto e pianoforte

Pietro Antonio Coppola (1793–1877)

L’orfana guelfa (23 marzo 1846)

18602Cavatina. Prodi, d’immenso gaudio

18603 Scena e Cavatina. È vano a me di chiedere

18604Scena e Duettino. Me infelice, a che fu dato

18606Scena e Duetto. No, non voler quest’anima

18608Scena ed Aria. Se a nostro oprar propizio

18609Scena e Duetto. Vieni, di tua nequizia

18612Atto II. Scena ed Aria. Io la vidi, e l’alma in lei

18622Scena e Romanza. Deh! tu che in grembo al gaudio

Gualtiero Sanelli (1816–1861)

Luisa Strozzi (27 maggio 1846)

18751Sinfonia

18753Scena e Cavatina. A me tristo, a me lontano

18755Scena e Romanza. Or che tu devi arrenderti

18762Scena ed Aria. Me solo andrà quell’angelo

18766Terzetto finale. Cento spade sul capo m’aduna

Friedrich von Flotow (1812–1883)

L’anima della tradita ( L’âme en peine; fran. 29 giugno 1846; ital. 1846?)178

18293Sinfonia

18796Scena e Cavatina. Del villaggio io meschina figliuola

18797Scena e Cavatina. Con qual ardore

18798Scena e Duetto. Ah! qual contento

18799Brindisi con Coro. Il miglior d’ogni vin!

18800Scena e Romanza. Io ti attendo, o mia diletta

18801Scena e Duetto. Come un fior sotto la felce

riduzione per pianoforte solo

Giovanni Pacini (1796–1867)

La Regina di Cipro (7 febbraio 1846)

18411Sinfonia

18436Scena e Terzetto. Questo suono formidabile

pianoforte solo

Léopold de Meyer (Leopold von Meyer, 1816–1883)

18270op. 51, La danse du Sérail. Grande Fantaisie orientale

Franz Liszt (1811–1886)

Poesie per pianoforte solo179

18561n. 1. Loreley

18562n. 2. Alla bella corrente del Reno

18563n. 3. Canto di Mignon

18564n. 4. Il re di Thule

18565n. 5. Der Du von dem Himmel bist. Invocazione

18566n. 6. Angiolin dal biondo crin

opere didattiche per pianoforte

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

Études du Conservatoire de Paris classes de piano contenant progressivement toutes les difficultés d’exécution de l'école ancienne et moderne

Op. 153, Dix-huit Grandes Études de concert (première force) en deux livres

18268 Op. 153, Livre I, 5 degré, 18 grandes Etudes de concert, Première suite (études 1–9)

[18269]180 [Op. 153, Livre II, 5 degré, 18 grandes Etudes de concert (études 10–18)]

26 ottobre 1846 ( → Pozzi.petizioni.1846.4)

[1 numero]

pianoforte solo

Sigismund Thalberg (1812–1871)

[op. 57, Décaméron. 10 Morceaux pour Piano servant d’école préparatoire à I’étude de ses grandes compositions]

18867n. 4, Fantasia sopra la Norma di Bellini [Fantaisie sur Norma de Bellini]

12 gennaio 1847 ( → Pozzi.petizioni.1847.1)

[12 numeri]

canto e pianoforte

Saverio Mercadante (1795–1870)

Orazi e Curiazi (10 novembre 1846)

19422[Scena e Cavatina. Qual prece o voto formar potremo?]

19423[Scena e Duetto. Talor solingo e tacito]

19424[Scena ed Aria. Di fratello, di figlio, di sposo]

19429[Atto II. L’Oracolo. Scena e Duetto. Se d’ogni affetto umano]

19433[Preludio, Scena ed Aria. La mia prece, il pianto accogli]

19436[Scena e Cabaletta Finale II. Arde già l’atroce guerra!]

19437[Atto III. La Pugna. Preludio, Scena ed Aria. Ahi! come a lei mostrarmi]

19438[Scena ed Aria. Oh! se morendo, s’ei prolungato]

19440[Gran Scena e Duetto. Dammi, se a queste lagrime]

19441[Scena finale. Sento... l’estremo... anelito!]

[pianoforte solo]

Johann Strauss (1804–1849)

18971op. 193, [Melodie festive (Fest-Lieder)] Valzer

18981op. 195, [Gli insignificanti (Die Unbedeutenden)] Valzer

13 febbraio 1847 ( → Pozzi.petizioni.1847.2)

[4 numeri]

pianoforte solo

Joseph Tutsch (fl. 1845)

19493op. 71, Catterina Valzer [Caterinen-Walzer nach Motiven aus dem Ballet Caterina o La figlia del bandito]

19494op. 72, Catterina Polka [Caterinen-Polka nach Motiven aus dem Ballet Caterina o La figlia del bandito]

[Johann Strauss] (1804–1849)181

19471op. 197, Bouquet. Valzer [in rimembranza di Troppau]

19481op. 198, Quanti paesi, tante usanze [Ländlich, sittlich. Valzer in stile di Ländler]

23 marzo 1847 ( → Pozzi.petizioni.1847.3)

[13 numeri]182

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Macbeth (14 marzo 1847)

19623[Scena e Duetto. Due vaticini compiuti or sono]

19625[Scena e Cavatina. Vieni! t’affretta]

19627[Gran Scena e Duetto. Fatal mia donna!]

19631[Convito e Brindisi nei Finale II. Si colmi il calice]

19635[Gran Scena delle Apparizioni. Fuggi, o regal fantasma]

19637[Gran Scena Finale III. Vada in fiamme e in polve cada]

19639[Scena ed Aria. Ah la paterna mano]

19640[Gran Scena del Sonnambulismo. Una macchia è qui tuttora!]

19641[Scena ed Aria. Pietà, rispetto, amore]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Macbeth (14 marzo 1847)

19654[Cavatina. Vieni, t’affretta]

19656[Gran Scena e Duetto. Fatal mia donna!]

19664[Aria. Ah la paterna mano]

19665[Gran Scena del Sonnambulismo. Una macchia è qui tuttora!]

8 aprile 1847 ( → Pozzi.petizioni.1847.4)

[12 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Macbeth (14 marzo 1847)

19624[Coro di Streghe. Stretta dell’Introduzione. S’allontanarono! N’accozzeremo]

19630[Coro di Sicarj. Chi v’impose a unirvi a noi?]

19632[Apparizione e Replica del Brindisi. Che ti scosta, o re mio sposo]

19633[Quartetto Finale II. Sangue a me quell’ombra chiede]

19634[Atto III. Introduzione. Incantesimo. Tre volte miagola]

19636[Coro e Ballabile. Ondine e silfidi]

19638[Atto IV. Introduzione. Coro di Profugni Scozzesi. Patria oppressa! il dolce nome]

19642[Scena e Battaglia. Prodi all’armi!]

19643[Scena e morte di Macbeth. Mal per me che m’affidai]

pianoforte solo

Joseph Tutsch (fl. 1845)

19294183 op. 74, Valzer intitolato Attila Valzer

19119op. 174, Catterinen Galopp fascicolo 1.o [1. Caterinen-Galop nach Motiven aus dem Ballet Caterina o La figlia del bandito]

19120op. 175, Catterinen Galopp [fascicolo] 2.o [2. Caterinen-Galop nach Motiven aus dem Ballet Caterina o La figlia del bandito]

21 aprile 1847 ( → Pozzi.petizioni.1847.5)184

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Macbeth (14 marzo 1847)

19621[Preludio]

19622[Atto I. Introduzione. Coro di Streghe. Che faceste? Dite su!]

19626[Scena e Marcia. Oh donna mia!]

19628[Scena e Sestetto Finale I. Schiudi, o inferno]

19629[Atto II. Scena ed Aria. Trionfai! securi alfine]

19630½[Gran Scena. Come dal ciel precipita]

27 settembre 1847 ( → Pozzi.petizioni.1847.6)

[4 numeri]

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

19696op. 201, [Temide (Themis-Klänge)] Valzer

19706op. 203, [Accenti del cuore (Herz-Töne)] Valzer

Joseph Tutsch (fl. 1845)

19342185 op. 75, [Odetta-Walzer] Valzer

20173op. 79, [Masnadieri-Tänze] Valzer

18 marzo 1848 ( → Pozzi.petizioni.1848.1)

[15 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Gerusalemme (fran. 26 novembre 1847; ital. 26 dicembre 1850)

20672[Scena e Duettino. Addio, mio cor, mia vita]

20673[Scena e Preghiera. Cielo pietoso]

20675[Coro. Or ecco il giorno propizio uscìo]

20676[Scena. Pria di partir per la santa Crociata]

20677[Largo del Sestetto. Oh! come l’anima balza serena]

20678[Seguito e Stretta del Sestetto. Guerrieri del Santo, del Giusto campioni]

20679[Coro religioso, Scena, Aria e Coro di Soldati. Del mistero il più profondo]

20680[Scena precedente il Finale I. Ma qual tumulto!]

20681[Sestetto nel Finale I. Egli non è sacrilego]

20699[Gran Scena ed Aria. O miei diletti compagni d’armi]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Gerusalemme (fran. 26 novembre 1847; ital. 26 dicembre 1850)

20671[Atto I. Preludio]

20674[Il levar del Sole]

20797[Atto I. Duettino. Addio, mio cor, mia vita]

20798186 [Scena e Preghiera. Cielo pietoso]

20818[Gran Scena ed Aria Finale III. O miei diletti compagni d’armi]

* 29 maggio 1848 ( → lastra di deposito: “li 29. mag.o 1848”)

[35 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Gerusalemme (fran. 26 novembre 1847; ital. 26 dicembre 1850)

20682Seguito e Stretta del Finale I. Restate, o prodi!

20683 Atto II. Gran Scena e Romanza. Oh! dì fatale! Oh eccesso!

20684Scena dopo la Romanza. Chi m’aita, gran Dio!

20685Scena e Polacca. Nella speme io m’avvaloro

20686Coro di Pellegrini. Oh mio Dio! tu mercede consenti

20687Gran Marcia. Ma sentite!... Una marcia guerriera!...

20688Scena e Terzetto. Il Signor ci promette vittoria!

20689 Scena e Cavatina. Ch’io possa udir ancora

20690Scena dopo la Cavatina. In Ramla prigionier, la vita in dono

20691Scena e Duetto-Finale II. Per la vita! Angelo mio!

20692Atto III. Coro di Schiave. La bella cattiva

20693 Ballabile. Passo a quattro (per pianoforte)

20694 Ballabile. Passo a due (per pianoforte)

20695 Ballabile. Passo a solo (per pianoforte)

20696Ballabile. Passo d’insieme (per pianoforte)

20697Scena e Grand’Aria. Son vani i lamenti

20700 Atto IV. Scena e Coro della Processione. Deh! per i luoghi che veder n’è dato

20701Scena. Siete pur voi, saggio eremita?

20702Gran Scena e Terzetto. Dio, che tutto a me togliesti

20703 Battaglia (per pianoforte)

20704Scena e Quintetto. A morir me presso io vedo

20705Inno finale. Te lodiamo, gran Dio di vittoria

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Gerusalemme (fran. 26 novembre 1847; ital. 26 dicembre 1850):

20801Sestetto. Oh! come l’anima balza serena!

20802 Coro religioso, Aria e Coro di Soldati. Del mistero il più profondo

20803 Finale I. Sestetto. Egli non è sacrilego; Seguito e Stretta del Finale. Restate o prodi! un empio

20805Scena e Polacca. Nella speme io m’avvaloro

20806Coro di Pellegrini. Oh mio Dio! tu mercede consenti

20807 Gran Marcia

20808Terzetto. Il Signor ci promette vittoria

20809Cavatina. Ch’io possa udir ancora

20810Scena e Duetto-Finale II. Per la vita! Angelo mio!

20816 Grand’Aria. Son vani i lamenti

20819Atto IV. Coro della Processione. Deh! per i luoghi che veder n’è dato

20820Gran Scena e Terzetto. Dio, che tutto a me togliesti

20822Quintetto. A morir me presso io vedo; Inno finale. Te lodiamo, gran Dio di vittoria

7 giugno 1848 ( → Pozzi.petizioni.1848.2)

[1 numero]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Gerusalemme (fran. 26 novembre 1847; ital. 26 dicembre 1850)

20804[Atto II. Gran Scena e Romanza. Oh! dì fatale! Oh eccesso!]

16 giugno 1848 ( → Pozzi.petizioni.1848.3)

[1 numero]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Gerusalemme (fran. 26 novembre 1847; ital. 26 dicembre 1850)

20811[Atto III. Coro di Schiave. La bella cattiva]

28 gennaio 1849 ( → Pozzi.petizioni.1849.1)187

[17 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La battaglia di Legnano (27 gennaio 1849)

21543[Scena e Cavatina. La pia materna mano]

21544[Scena e Romanza. Ah! m’abbraccia... D’esultanza]

21547188 [Scena e Cavatina, Quante volte com’ in dono

21549189 [Duetto Finale I. E ver?... Sei d’altri?]

21551[Scena e Duetto nel Finale I. Ben vi scorgo nel sembiante]

21552[Quartetto nel Finale II. A che smarriti e pallidi]

21554[Atto II. Introduzione e Scena del Giuramento. Fra queste dense tenebre]

21556[Scena ed Aria. Se al nuovo dì pugnando]

21557[Scena e Terzetto Finale II. Ah! d’un consorte, o perfidi]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La battaglia di Legnano (27 gennaio 1849)190

21571[Sinfonia]

21574[Coro di Donzelle. Plaude all’arrivo]

21575[Cavatina. Quante volte come in dono]

21576[Scena e Duetto. È ver?... Sei d’altri?...]

21577[Coro nel Finale I. Udiste? la grande, la forte]

21578[Duetto. Ben vi scorgo nel sembiante; Quartetto. A che smarriti e pallidi; Stretta del Finale I.]

21579[Atto II. Introduzione e Scena del Giuramento. Fra queste dense tenebre]

[pianoforte solo]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

21139op. 65, Tarantella [Tarantelle pour Piano]

1 marzo 1849 ( → Pozzi.petizioni.1849.2)

[9 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La battaglia di Legnano (27 gennaio 1849)

21545[Giuramento. Tutti giuriam difenderla]

21558[Atto IV. Introduzione-Preghiera. O tu che desti il fulmine]

21559[Gran Scena, Terzettino ed Inno di Vittoria. Per la salvata Italia]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La battaglia di Legnano (27 gennaio 1849)

21572[Atto I. Introduzione e Cavatina. La pia materna mano]

21573[Romanza. Ah! m’abbraccia... d’esultanza; Giuramento. Tutti giuriam difenderla]

21580[Scena e Duettino. Digli ch’è sangue]

21581[Aria. Se al nuovo dì pugnando]

21582[Terzetto Finale III. Ah! d’un consorte, o perfidi]

21583[Atto IV. Introduzione-Preghiera. O tu che desti il fulmine; Gran Scena, Terzettino ed Inno di vittoria]

13 settembre 1849 ( → Pozzi.petizioni.1849.3)191

[14 numeri]

canto e pianoforte

Giacomo Meyerbeer (1791–1864)

Il profeta (fran. 16 aprile 1849; ital. 26 dicembre 1852)

21751[Atto I. Coro d’Introduzione. Il vento è svanito!]

21752[Cavatina. In seno il cor]192

21755[Chiamata all’armi. O libertà, figlia del cielo]

21757193 [Romanza a due voci. Della Mosca un giorno nell’onde]

21760[Racconto. Sotto la volta augusta]

21761[Pastorale. Un impero più soave]

21763[Arietta. Figlio, il Ciel ti benedica]

21791[Scena e Grand’Aria. L’ingrato m’abbandona]

21792[Scena e Duetto. Tu che del cielo sfidasti il furor]

riduzione per pianoforte solo

Giacomo Meyerbeer (1791–1864)

Il profeta (fran. 16 aprile 1849; ital. 26 dicembre 1852)

21770[Valse]

21771[Passo della Redowa]

21772[Quadriglia dei Pattinatori]

21773[Galop]

21784[Marcia dell’Incoronazione]

17 settembre 1849 ( → Pozzi.petizioni.1849.4)

[5 numeri]

canto e pianoforte

Lauro Rossi (1810–1885)

Il domino nero (1 settembre 1849)

21944[Scena e Romanza. Di Vittore agli occhi apparve]

21947[Scena e Cavatina. Così mi è dato almeno]

21952[Scena e Duetto Finale I. Sì mentisti a me fidente]

21956[Scena e Canzone Spagnuola. Eze garbo zandunguero]

Giacomo Meyerbeer (1791–1864)

Il profeta (fran. 16 aprile 1849; ital. 26 dicembre 1852)

21766[Introduzione, Coro d’Anabattisti. Feriam! Giuda alfin soccombe!]

6 ottobre 1849 ( → Pozzi.petizioni.1849.5)

[7 numeri]

canto e pianoforte

Lauro Rossi (1810–1885)

Il domino nero (1 settembre 1849)

21943[Scena e Racconto. Il poter di doppia brama]

21946[Cavatina. Nella festa io sol m’aggiro]

21960[Scena e Duetto. Dunque ignori, o stolto, audace!]

21965[Scena ed Aria. Sappi, o dolente vergine]

21967[Scena e Duetto. Che!... Vittor?... Oh me tradita!]

21969[Scena e Rondò. Addio silenzii della preghiera]

riduzione per pianoforte solo

Lauro Rossi (1810–1885)

Il domino nero (1 settembre 1849)

21941Sinfonia

20 ottobre 1849 ( → Pozzi.petizioni.1849.6)

[11 numeri]

canto e pianoforte

Lauro Rossi (1810–1885)

Il domino nero (1 settembre 1849)

21948[Scena e Quartetto. Essa! l’incognita! È innamorata]

21949[Seguito e Stretta dell’Introduzione. Tra, la, la, la, la, la]

21950[Scena e Terzetto. Chiedi al nuovo Don Giovanni]

21958[Scena ed Aria. Di maritali scrupoli]

Giacomo Meyerbeer (1791–1864)

Il profeta (fran. 16 aprile 1849; ital. 26 dicembre 1852)

21764[Scena e Quartetto Finale II. Sotto il giogo feral]

21769[L’arrivo dei Pattinatori. Coro. Son quì Ie fanciulle]

21775[Scena e Terzetto buffo. Di vostre bandiere]

21778[Scena e Preghiera. Ciel, pietà abbi di noi]

21783[Scena e Duetto. Per serbar me fedele]

21785[Preghiera. Domine salvum fac; Imprecazione. O mia figlia, o Giuditta novella]

21793[Scena e Terzetto. Quant’amaro fu il pianto che sparsi]

22 dicembre 1849 ( → Pozzi.petizioni.1849.7)

[1 numero]

canto e pianoforte

Giacomo Meyerbeer (1791–1864)

Il profeta (fran. 16 aprile 1849; ital. 26 dicembre 1852)

[21779]194 Scena ed Inno Trionfale. Re del cielo e de’ beati

6 gennaio 1850 ( → Pozzi.petizioni.1850.1)

[22 numeri]

canto e pianoforte

Giacomo Meyerbeer (1791–1864)

Il profeta (fran. 16 aprile 1849; ital. 26 dicembre 1852)

21753[Scena dopo l’Introduzione. Fede, mia buona madre]

21754[Scena e Sermone degli Anabattisti (Pezzo concertato). Ad nos, ad salutarem undam]

21756[Scena dopo la Chiamata all’armi. Il Conte d’Oberthal]

21758[Scena e Finale I. Ah! Sorte fatal]

21759[Atto II. Preludio e Valzer. Danziam ognor]

21762[Scena, Marcia e Pezzo concertato. Dalla pena e lo spavento]

21765[Atto III. Preludio]

21767[Scena e Strofe. In copia son più delle stelle]

21768[Scena dopo le Strofe. Ormai declina il dì]

21774[Scena dopo i Ballabili. Riposate, o fratelli]

21776[Scena dopo il Terzetto. Al supplizio sia tratto...]

21777[Coro dei Soldati rivoltati. Münster da lui promessa fu]

21780[Atto IV. Preludio ed Introduzione. Chiniamo la fronte!]

21782[Scena dopo il Lamento della Mendicante. È l’ora... Attesi siamo]

21786[Coro di Ragazzi e Coro generale. Ecco già il re Profeta]

21787[Scena e Strofe nel Finale IV. Io sono aimè! io son la sventurata]

21788[Pezzo concertato nel Finale IV. Soffrir non dai, o re Profeta]

21789[Scena, Esorcismo e Stretta del Finale IV. Tutt’è possibile]

21790[Atto V. Preludio e Scena. Ne siete certo alfin?]

21794[Scena. Io sì, t’amai]

21795[Baccanale (Coro con ballo). Gloria, gloria al re Profeta]

21796[Scena, Strofe e Finale V. Beviam, e intorno giri]

1 febbraio 1850 ( → Pozzi.petizioni.1850.2)

[11 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Luisa Miller (8 dicembre 1849)

22193[Scena e Romanza. Lo vidi, e‘l primo palpito]

22195[Scena ed Aria. Sacra la scelta è d’un consorte]

22196[Scena ed Aria. Il mio sangue, la vita darei]

22200195 [Scena e Duetto. Dall’aule raggianti di vano splendore]

22212[Scena e Duetto. Sotto al mio piede il suol vacilla]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Luisa Miller (8 dicembre 1849)

22191[Sinfonia]

22223[Romanza. Lo vidi, e’l primo palpito]

22225[Aria. Sacra la scelta è d’un consorte]

22226[Aria. Il mio sangue, la vita darei]

22228[Duetto: Dall’aule raggianti di vano splendore]

22237[Duetto. Sotto al mio piede il suol vacilla]

2 marzo 1850 ( → Pozzi.petizioni.1850.3)

[invio di petizione e spartiti, ma senza la consueta “Distinta dei pezzi, assunti successivamente nel deposito del 7 marzo]

7 marzo 1850 ( → Pozzi.petizioni.1850.4)196

[8 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Luisa Miller (8 dicembre 1849)

22206[Scena e Aria. Tu puniscimi, o Signore]

22207–08197 [Scena e Duetto. L’alto retaggio non ho bramato]

22209[Scena e Quartetto. Presentarti alla Duchessa]

22214[Scena e Terzetto finale. Padre... ricevi l’estremo... addio]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Luisa Miller (8 dicembre 1849)

22232[Aria. Tu puniscimi, o Signore]

22233[Scena e Duetto. L’alto retaggio non ho bramato]

22234[Quartetto. Presentarti alla Duchessa]

22239[Terzetto finale. Padre... ricevi l’estremo... addio]

15 marzo 1850 ( → Pozzi.petizioni.1850.5)

[7 numeri]198

[canto e pianoforte]

[Giuseppe Verdi] (1813–1901)

[Luisa Miller (8 dicembre 1849)]

22213[Scena, Preghiera e Duetto. Piangi, piangi... il tuo dolore]

[Luigi Ricci] (1805–1859)

[Crispino e la Comare (28 febbraio 1850)]

22399199 [Scena e Duetto. Se trovasti una comare]

22410 [Terzetto buffo. Di Pandolfetti medico]

22416200 [Canzonetta della Frittola. Bepo mio, go qua una fritola]

riduzione per pianoforte solo

[Giacomo Meyerbeer] (1791–1864)

[Il profeta (fran. 16 aprile 1849; ital. 26 dicembre 1852)]

22010[Coro dei Soldati rivoltati]

[Giuseppe Verdi] (1813–1901)

[Luisa Miller (8 dicembre 1849)]

22235[Aria. Quando le sere al placido]

22238[Preghiera e Duetto. Piangi, piangi... il tuo dolore]

23 aprile 1850 ( → Pozzi.petizioni.1850.6)

[10 numeri]

canto e pianoforte

Luigi Ricci (1805–1859); Federico Ricci (1809–1877)

Crispino e la Comare (28 febbraio 1850)

22392[Romanza. Bella siccome un angelo]

22393[Canzone del Ciabattino. Una volta un ciabattino]

22394[Cavatina. Istorie belle a leggere]

22397[Recitativo e Cavatina. Io sono un po’ filosofo]

22398[Gran Scena del Pozzo. Fermo là, che cosa fai?]

22400[Atto II. Recitativo ed Aria. Io non sono più l’Annetta]

22408[Recitativo e Duetto. Ehi contin, come parlate?]

22418[Atto IV. Scena dei lumicini. Eccoci giunti]

22419[Duetto del Testamento. Testamento! niente meno?]

22420[Scena e Cabaletta finale. Non ha gioja in tal momento]

[11 luglio 1850] ( → Pozzi.petizioni.1850.7)201

[9 numeri]

canto e pianoforte

Antonio Cagnoni (1828–1896)

Amori e Trappole (27 aprile 1850)

22544[Cavatina. Alfine è giunto il dì]

22546[Cavatina buffa. Ma correte... è un eroe che ci aspetta]

22548[Romanza. Se ho voluto, amato zio; Sestetto. Io non so se vedo e ascolto]

22551[Scena e Duetto. Son esse! Oh giubilo!]

22552[Recitativo e Terzetto. Aspettate un momentino]

22559[Recitativo e Duetto. Mio signor, mi dica un po’]

22560[Scena e Notturno. Sonno amico, spiega l’ali]

22562[Scena e Cabaletta finale. Nel contento di quest’alma]

riduzione per pianoforte solo

Antonio Cagnoni (1828–1896)

Amori e Trappole (27 aprile 1850)

22541Sinfonia

20 novembre 1850 ( → Pozzi.petizioni.1850.8)

[17 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Luisa Miller (8 dicembre 1849)

22192[Atto I. L’Amore. Coro d’Introduzione. Ti desta o Luisa, regina de’ cori]

22194[Scena, Terzetto e Stretta dell’Introduzione. T’amo d’amor ch’esprimere]

22197[Scena dopo l’Aria di Walter. Padre... M’abbraccia…]

22198[Coro. Quale un sorriso d’amica sorte]

22199[Scena dopo il Coro. Congiunti!... amici miei!...]

22201[Coro di Cacciatori. Sciogliete i levrieri]

22202[Scena e Finale I. Tu, signor, fra queste soglie!]

22203[Quintetto nel Finale I. Fra’ mortali ancora oppressa]

22204[Seguito e Stretta del Finale I. I cenni miei si compiano]

22205[Atto II. L’Intrigo. Introduzione. Al villaggio dai campi tornando]

22210202 [Scena ed Aria. Quando le sere al placido]

[22211]203 [Atto III. Il Veleno. Introduzione. Come in un giorno solo]

La battaglia di Legnano (27 gennaio 1849)204

21542[Atto I. Egli vive! Coro d’Introduzione. Viva Italia! Un sacro patto]

21546 [Coro di donzelle. Plaude all’arrivo Milan dei forti]

21548 [Scena precedente il Duetto-Finale I. Sposa... Oh momento!]

21550 [Atto II. Barbarossa! Coro d’Introduzione. Udiste?... la grande, la forte Milano]

21553 [Scena e Stretta del Finale II. Il destin d’Italia son io!]

8 gennaio 1851 ( → Pozzi.petizioni.1851.1)

[16 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Stiffelio (16 novembre 1850)

22947[Scena e Duetto. Dite che il fallo a tergere]

22957[Atto III. Scena ed Aria. Lina, pensai che un angelo]

22959[Scena e Duetto. Opposto è il calle che in avvenire]

22960[Preghiera. Confido in te, Signor, pietà]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Stiffelio (16 novembre 1850)

22926[Scena e Duetto. Dite che il fallo a tergere]

22928205 [Seguito, Largo e Stretta del Finale I]

22933[Atto III. Scena ed Aria. Lina, pensai che un angelo]

[22934]206 [Scena e Duetto. Opposto è il calle che in avvenire]

22935[Preghiera. Confido in te, Signor, pietà; Scena finale]

Luisa Miller (8 dicembre 1849)

22222[Atto I. Introduzione. Ti desta, o Luisa, regina de’ cori]

22224[Terzetto e Stretta dell’Introduzione. T’amo d’amor ch’esprimere]

22227[Scena e Coro. Quale un sorriso d’amica sorte]

22229[Coro di Cacciatori. Sciogliete i levrieri]

22230[Finale I. Ria menzogna è questa...]

22231[Atto II. Introduzione. Al villaggio dai campi tornando]

22236[Atto III. Introduzione. Come in un giorno solo]

24 gennaio 1851 ( → Pozzi.petizioni.1851.2)

[11 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Stiffelio (16 novembre 1850)

22945[Scena ed Aria. Vidi dovunque gemere]

22946[Scena e Preghiera. Tosto ei disse!... Ah son perduta!]

22953[Atto II. Scena ed Aria. Ah dagli scanni eterei]

22954[Scena e Duetto. Scegli... Un duello? Sì, mortale]

22955[Scena e Quartetto. Era vero?... ah no?... è impossibile]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Stiffelio (16 novembre 1850)

22924207 [Scena ed Aria. Vidi dovunque gemere]

22925[Preghiera. Tosto ei disse!... Ah son perduta!]

22929[Atto II. Scena ed Aria. Ah dagli scanni eterei]

22930[Scena e Duetto. Scegli... Un duello? Sì, mortale]

22931[Scena e Quartetto. Era vero? ah no!... è impossibile]

22941[Sinfonia]

8 febbraio 1851 ( → lastra di deposito: “li 8 feb.o 1851”)

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Stiffelio (16 novembre 1850)

22942Atto I. Introduzione e Racconto. Di qua varcando sul primo albore

22943Scena e Settimino. Colla cenere disperso

22956Preghiera e Finale II. Non punirmi, Signor, nel tuo furore

22961Scena finale. Stiffelio? Eccomi...

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Stiffelio (16 novembre 1850)

22922Atto I. Introduzione e Racconto. Di qua varcando sul primo albore; Settimino. Colla cenere disperso

22932Preghiera e Finale II. Non punirmi, Signor, nel tuo furore

2 aprile 1851 ( → Pozzi.petizioni.1851.3)

[6 numeri]208

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23072[Ballata nell’Introduzione. Questa o quella per me pari sono]

23078[Scena e Duetto. Signor nè principe io lo vorrei]

23079[Scena ed Aria. Caro nome che il mio cor]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23172[Ballata nell’Introduzione. Questa o quella per me pari sono]

23177[Scena e Duetto. Signor nè principe io lo vorrei]

23178[Scena ed Aria. Caro nome che il mio cor]

10 aprile 1851 ( → Pozzi.petizioni.1851.4)

[2 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23176[Scena e Duetto. Figlia!... – Mio padre!]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23077Scena e Duetto. Figlia!... – Mio padre!

24 aprile 1851 ( → Pozzi.petizioni.1851.5)

[4 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23082Scena ed Aria. Cortigiani, vil razza dannata

23085Preludio, Scena e Canzone. La donna è mobile

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23181[Scena ed Aria. Cortigiani, vil razza dannata]

23183[Preludio, Scena e Canzone. La donna è mobile]

17 maggio 1851 ( → Pozzi.petizioni.1851.6)209

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23076[Duetto. Quel vecchio maledivami]

23084[Scena, Coro e Duetto. Tutte le feste al tempio]

23086[Quartetto. Un dì, se ben rammentomi]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23175[Duetto. Quel vecchio maledivami]

23182[Coro e Duetto. Tutte le feste al tempio]

23184[Quartetto. Un dì se ben rammentomi]

21 maggio 1851 ( → Pozzi.petizioni.1851.7)210

[3 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23070[Scena ed Aria. Parmi veder le lagrime (ridotta senza pertichini)]

23081[Atto II. Preludio, Scena ed Aria. Parmi veder le lagrime]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23180[Atto II. Preludio, Scena ed Aria. Parmi veder le lagrime]

3 giugno 1851 ( → Pozzi.petizioni.1851.8)211

[5 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23088[Scena, Terzetto e Tempesta. Somiglia un Apollo quel giovine]

23090[Scena e Duetto finale. V’ho ingannato...colpevole fui...]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Rigoletto (11 marzo 1851)

23173[Minuetto e Bigodino nell’Introduzione]

23185[Scena, Terzetto e Tempesta. Somiglia un Apollo quel giovine]

23186[Scena e Duetto finale. V’ho ingannato... colpevole fui]

31 gennaio 1853 ( → Pozzi.petizioni.1853.1)

[10 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Il trovatore (19 gennaio 1853)

24842[Parte I. Il Duello. Coro d’Introduzione e Cavatina (Racconto). Di due figli vivea padre beato]

24844[Scena e Cavatina. Tacea la notte placida]

24845[Scena e Romanza. Deserto sulla terra]

24846[Scena e Terzetto. Infida! Qual voce!]

24848[Canzone. Stride la vampa]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Il trovatore (19 gennaio 1853)

24967[Parte I. Coro d’Introduzione e Cavatina. Di due figli vivea padre beato]

24969[Scena e Cavatina. Tacea la notte placida]

24970[Scena e Romanza. Deserto sulla terra]

24971[Scena e Terzetto. Infida! Qual voce!]

24973[Canzone. Stride la vampa; Coro. Mesta è la tua canzon!]

17 febbraio 1853 ( → Pozzi.petizioni.1853.2)

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Il trovatore (19 gennaio 1853)

24850[Scena e Racconto. Condotta ell’era in ceppi]

24851[Scena e Duetto. Mal reggendo all’aspro assalto]

24852[Scena ed Aria. Il balen del suo sorriso]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Il trovatore (19 gennaio 1853)

24974[Racconto. Condotta ell’era in ceppi]

24975[Duetto. Mal reggendo all’aspro assalto]

24976[Aria. II balen del suo sorriso]

17 marzo 1853 ( → Pozzi.petizioni.1853.3)

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Il trovatore (19 gennaio 1853)

24858[Scena ed Aria. Ah sì, ben mio, coll’essere io tuo]

24859[Parte IV. Il Supplizio. Scena ed Aria. D’amor sull’ali rosee; Preghiera, Miserere e Romanza. Ah! che la morte ognora]

24860[Scena e Duetto. Qual voce!... Come!... tu, donna?]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Il trovatore (19 gennaio 1853)

24981[Aria. Ah sì, ben mio; coll’essere io tuo]

24982[Parte IV. Aria. D’amor sull’ali rosee; Preghiera, Miserere e Romanza. Ah! che la morte ognora]

24983[Duetto. Qual voce!... Come!... tu, donna?]

31 marzo 1853 ( → Pozzi.petizioni.1853.4)

[8 numeri]212

canto e pianoforte

[Giuseppe Verdi] (1813–1901)

Il trovatore (19 gennaio 1853)

24857[Scena e Terzetto. Giorni poveri vivea]

24861[Finale IV. Scena e Duettino. Se m’ami ancor]

24862[Seguito del Finale IV. Scena e Terzettino. Parlar non vuoi?... Balen tremendo!]

24863[Scena finale. Ti scosta! Non respingermi]

riduzione per pianoforte solo

[Giuseppe Verdi] (1813–1901)

Il trovatore (19 gennaio 1853)

24980[Terzetto. Giorni poveri vivea]

24984[Finale IV. Scena e Duettino. Se m’ami ancor]

24985[Seguito del Finale IV. Scena e Terzettino. Parlar non vuoi?... Balen tremendo!]

24986[Scena finale. Ti scosta!... Non respingermi]

23 aprile 1853 ( → Pozzi.petizioni.1853.5)

[6 numeri]213

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La traviata (6 marzo 1853)

25093[Brindisi nell’Introduzione. Libiamo ne’ lieti calici]

25096[Scena ed Aria. Ah, forse è lui che l’anima]

25108[Scena e Duetto. Parigi, o cara, noi lasceremo]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La traviata (6 marzo 1853)

25123[Brindisi. Libiam ne’ lieti calici]

25125[Aria. Ah, forse è lui che l’anima]

25135[Scena e Duetto. Parigi, o cara, noi lasceremo]

12 maggio 1853 ( → Pozzi.petizioni.1853.6)

[7 numeri]214

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La traviata (6 marzo 1853)

25098[Scena e Duetto. Pura siccome un angelo]

25100[Scena ed Aria. Di Provenza il mar, il suol]

25106[Atto III. Scena ed Aria. Addio del passato bei sogni ridenti]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La traviata (6 marzo 1853)

25127[Duetto. Pura siccome un angelo]

25128[–29][Duettino. Ah no, severo scritta mi lasciava; Aria. Di Provenza il mar, il suol]

25133[Atto III. Scena ed Aria. Addio del passato bei sogni ridenti]

25135215 [Scena e Duetto. Parigi, o cara, noi lasceremo]

13 agosto 1853 ( → Pozzi.petizioni.1853.7)216

[19 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La traviata (6 marzo 1853)

25094[Valzer e Duetto. Un dì felice eterea]

25097[Atto II. Scena ed Aria. De’ miei bollenti spiriti]

25099[Scena e Duettino. Ah no, severo scritto mi lasciava]

25109[Scena finale. Prendi... quest’è l’immagine]

Il trovatore (19 gennaio 1853)

24843[Seguito e Stretta dell’Introduzione. Morì di paura un servo del conte]

24847[Parte II. La Gitana. Coro di Zingari. Vedi! le fosche notturne spoglie]

24849[Coro. Mesta è la tua canzon]

24853[Finale II. Coro. Ah, se l’error t’ingombra]

24854[Seguito del Finale II. Degg’io volgermi a quei]

24855[Pezzo concertato nel Finale II. E deggio e posso crederlo?]

24856[Parte III. Il figlio della Zingara. Coro d’Introduzione. Or co’ dadi, ma fra poco]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La traviata (6 marzo 1853)

25121[Preludio]

25124[Valzer e Duetto. Un dì felice eterea; Stretta dell’Introduzione. Si ridesta in ciel l’aurora]

25126[Atto I. Aria. De’ miei bollenti spiriti]

25136[Scena finale. Prendi... quest’è l’immagine]

Il trovatore (19 gennaio 1853)

24968[Seguito e Stretta dell’Introduzione. Morì di paura un servo del conte]

24972[Parte II. Coro di Zingari. Vedi, le fosche notturne spoglie]

24977[Finale II. Coro. Ah, se l’error t’ingombra; Pezzo concertato. E deggio e posso crederlo?]

24979[Parte III. Coro d’Introduzione. Or co’ dadi, ma fra poco]

9 agosto 1855 ( → Pozzi.petizioni.1855.1)217

[25 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna de Guzman (26 dicembre 1855)218

28121[Scena e Duetto Finale I. Qual è il tuo nome?]

28122[Atto II. Aria e Coro. O patria, o cara patria, alfin ti veggo!]

28123[Scena e Duetto. Quale, o prode, al tuo coraggio]

28130[Recitativo ed Aria. In braccio alle dovizie]

28141[Atto IV. Preludio, Recitativo ed Aria. Giorno di pianto, di fier dolore]

28147[Bolero. Il don m’è grato e pregio]

28148[Scena e Melodia. Scendono i zeffiretti a carezzarmi il viso]

Giuseppe Apolloni (1822–1889)

L’ebreo (27 gennaio 1855)

27866[Preludio (per pianoforte)]

27867[Prologo, Introduzione, Scena e Cavatina. Salve , o luce dei credenti]

27869[Cabaletta finale del Prologo. Saraceno, il cui pallio regale]

27870[Atto I. Parte I. Serenata. Del Corano il sacro carme]

27871[Scena ed Aria. Vieni: fatal presagio]

27872[Scena e Duetto. Adombrato da palme un ostello]

27873[Scena e Duetto. Romito fior nel tramite]

27878[Atto II. Parte I. Scena ed Aria. Al tuo cenno m’inchino devoto]

27881[Scena ed Aria. Fu Dio che disse]

27884[Scena ed Aria. Da quell’augusta soglia]

27885[Scena e Romanza. Meste d’incerto raggio]

27886[Scena e Duettino. Vil profeta, che m’hai calunniato]

27888[Gran Scena finale. Dio! su quai labbra un grido iroso]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna de Guzman (26 dicembre 1855)

28132[Le quattro Stagioni, Balletto n. 1. L’inverno]

28133[Le quattro Stagioni, Balletto n. 2. La primavera]

28134[Le quattro Stagioni, Balletto n. 3. L’estate]

28135[Le quattro Stagioni, Balletto n. 4. L’autunno]

28136[Le quattro Stagioni, Coda del Balletto]

21 agosto 1855 ( → Pozzi.petizioni.1855.2)219

[7 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna de Guzman (26 dicembre 1855)

28119[Cavatina. Deh! tu calma, o Dio possente]

28120[Scena e Quartetto. D’ira fremo all’aspetto tremendo]

28131[Recitativo e Duetto. Quando al mio sen per te parlava]

[28142]220 [Gran Duetto. Volgi il guardo a me sereno]

28144221 [Scena e De profundis nel Quartetto Finale IV.]

28149[Gran Scena e Terzetto. Sorte fatal! o fier cimento!]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna de Guzman (26 dicembre 1855)

28116Sinfonia

[agosto-settembre] 1855 ( → lastra di deposito: “li [vacat] 1855”)222

[16 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Giovanna de Guzman (26 dicembre 1855)

28117Atto I. Introduzione e Coro. Al cielo natio

28118Scena. Qual s’offre al mio sguardo

28124Atto II. Recitativo. Cavalier, questo foglio il vicerè v’invia

28125Tarantella nel Finale II. Evviva la guerra, evviva l’amor

28126Scena e Coro nel Finale II. Il rossor mi coprì

28127Barcarola – Coro a quattro voci nel Finale II. Del piacer s’avanza l’ora!

28128Seguito del Finale II. Ripresa e Fine della Barcarola. Portati in sen di così ricca prora

28129Atto III. Scena. Sì m’abborriva ed a ragion!

28137Coro e Scena nel Finale III. O splendide feste!

28138Seguito della Scena nel Finale III. Di tai piacer, per te novelli

28139Adagio nel Finale III. Colpo orrendo inaspettato!

28140Stretta del Finale III. Giovanna!... pietade, amici!

28143Scena e Quartetto. Finale IV. Addio, mia terra che tanto amato

28145Stretta del Quartetto. Finale IV. O mia sorpresa! o giubilo

28146Atto V. Coro. Si celebri alfine

28150Scena finale. Ah vieni; il mio mortal dolore

b) sintesi quantitativa e per tipologie

La sintesi quantitativa e per tipologie intende offrire un breve sguardo statistico sullo sviluppo dei depositi, sia in termini di volume e di frequenza che di categoria. Tenendo presente il carattere incompleto del materiale di riferimento preso in esame, si fornisce un quadro generale a tratti approssimativo.

legenda

* deposito documentato senza petizione pervenuta

canto e pf. riduzione per canto e pianoforte

rid. per pf. riduzione per pianoforte solo

pf. solo opera per pianoforte solo

altro altro tipo di materiale (specificato nella rispettiva nota)

min. minimo

sacro repertorio sacro e sopra testi religiosi

profano repertorio profano e sopra testi teatrali

strumentale repertorio strettamente strumentale e cameristico (comprese le riduzioni per pianoforte solo)

didattico materiali didattici (opere teoriche, metodi, princìpi, solfeggi)

[Page]

> sintesi quantitativa dei materiali documentati (forma riassuntiva)

1836 30 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    23   7  
1837 30 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    30      
1838 29 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    21   2 6
1839 37 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    31     6
1840 5 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    5      
1841 111 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    107 1 2 1
1842 198 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    112 44 27 15
1843 260 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    115 38 86 21
1844 177 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    114 16 38 9
1845 119 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    43 23 37 16
1846 74 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    46 8 16 4
1847 51 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    34 4 13  
1848 52 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    33 19    
1849 64 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    44 19 1  
1850 84 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    70 14    
1851 59 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    26 33    
1852          
1853 62 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    32 30    
1854          
1855 48 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    42 6    
totale 1836–1855 1490 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    928 255 14 82
[Page]

> sintesi quantitativa dei materiali documentati (forma completa)

1836 30 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* 27 giugno 4 numeri     4  
* [ante ottobre] 1 numero     1  
* 7 settembre 4 numeri 4      
* 26 settembre 1 numero 1      
* 11 ottobre 1 numero     1  
* [novembre-dicembre] 3 numeri 3      
* 30 dicembre 14 numeri 13   1  
* [ottobre 1836-marzo 1837] 2 numeri 2      
1837 30 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* 30 marzo 9 numeri 9      
* 28 aprile 10 numeri 10      
* 17 luglio 3 numeri 3      
* 24 luglio 3 numeri 3      
* 17 ottobre 4 numeri 4      
* 23 novembre 1 numero 1      
1838 29 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* 11 gennaio 7 numeri 7      
* 29 gennaio 2 numeri 2      
* 12 febbraio 4 numeri223       4
* 26 febbraio 6 numeri 6      
* 16 maggio 4 numeri 4      
* 17 novembre 1 numero224       1
* 19 novembre 4 numeri 2   2  
* [ante 1839] 1 numero225       1
1839 37 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* 18 gennaio 2 numeri 1   1  
* 10 febbraio 8 numeri 8      
* 27 marzo 13 numeri 13      
* 9 aprile 4 numeri     4  
* [ante 16 dicembre] 1 numero     1  
16 dicembre 9 numeri 9      
1840 5 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
19 gennaio 1 numero 1      
* 17 aprile 4 numeri 4      
1841 111 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* 5 gennaio 12 numeri 12      
* [marzo-giugno] 7 numeri 7      
* 3 giugno 3 numeri 3      
* 7 giugno 3 numeri 3      
* 12 giugno 2 numeri 2      
* 14 giugno 3 numeri 3      
* 21 giugno 2 numeri 2      
* 24 giugno 4 numeri 4      
* 30 giugno 12 numeri 12      
* 15 luglio 2 numeri 1 1    
* 5 agosto 9 numeri 9      
* 12 agosto 9 numeri 9      
* 19 agosto 12 numeri 12      
* 31 agosto 6 numeri 6      
* 20 settembre 1 numero 1      
* 30 novembre 2 numeri     2  
* 2 dicembre 1 numero226       1
* 15 dicembre 3 numeri 3      
* 20 dicembre 5 numeri 5      
26 dicembre 12 numeri 12      
* 27 dicembre 1 numero 1      
1842 198 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
26 gennaio 19 numeri 18227     1
9 febbraio 4 numeri 4      
21 febbraio 9 numeri 9      
26 febbraio 8 numeri 2 6    
20 marzo 8 numeri 1 1228 6  
30 marzo 8 numeri     8  
* 30 giugno 1 numero     1  
3 luglio 29 numeri 24229   4 1
18 luglio 8 numeri 5230   2 1
5 agosto 5 numeri 5      
7 agosto 1 numero 1      
16 agosto 2 numeri 2      
24 agosto 3 numeri 3      
1 settembre 17 numeri 4 11 2  
9 settembre 9 numeri 2 7    
16 settembre 7 numeri 5 2    
24 settembre 11 numeri 7 4    
2 ottobre 19 numeri 7 6 4 2231
15 ottobre 19 numeri 13 6    
21 ottobre 4 numeri232     2 2
2 novembre 4 numeri233     3 1
13 dicembre 2 numeri234   1   1
20 dicembre 1 numero     1  
1843 260 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
15 gennaio 7 numeri 7      
24 gennaio 9 numeri 6 2 1  
6 febbraio 4 numeri 3   1  
9 febbraio 4 numeri 4      
7 marzo 10 numeri 9   1  
27 marzo 28 numeri 14 11 1 2235
3 aprile 14 numeri 9 5    
6 aprile 9 numeri 2 6 1  
12 maggio 17 numeri 6 10 1  
14 giugno 14 numeri236     11 3
30 giugno 11 numeri 3 1 7  
6 luglio 2 numeri 1   1  
22 luglio 3 numeri 1   2  
14 agosto 20 numeri 20      
18 settembre 15 numeri 1237   9 5
* [ante 11 ottobre] 1 numero     1  
11 ottobre 18 numeri 14238   2 2
[ante 19] novembre 20 numeri239   3 10 7
9 dicembre 54 numeri 15240   37 2
1844 177 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* 5 aprile 53 numeri 34 2 14 3241
* [ante 18 aprile] 3 numeri     3  
* 18 aprile 7 numeri 6   1  
* 29 aprile 3 numeri 3      
* 14 giugno 1 numero242       1
18 giugno [non specificato]        
[ante 19] agosto 21 numeri 16 3 1 1243
29 agosto 4 numeri 4      
4 novembre 10 numeri244     9 1
14 novembre 13 numeri 7 6    
16 novembre 44 numeri 32245   9 3
* [ottobre-dicembre] 1 numero 1      
2 dicembre 4 numeri 2 2    
7 dicembre 7 numeri 3 3 1  
31 dicembre 6 numeri 6      
1845 119 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* 23 gennaio 1 numero246       1
* 22 febbraio 5 numeri247     3 3
* 19 marzo 2 numeri 2      
29 marzo 9 numeri 2 6248   1
5 aprile 3 numeri 3      
8 aprile 4 numeri 2 2    
16 aprile 11 numeri 9   2  
30 giugno 24 numeri 2 4 10 8249
1 settembre 28 numeri 16 3 6 3250
24 settembre 6 numeri 2 2 2  
8 ottobre 9 numeri 4 5    
14 ottobre 6 numeri 1 1 4  
27 novembre 6 numeri     6  
8 dicembre 4 numeri     4  
1846 74 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
19 gennaio 15 numeri 10 5    
2 giugno 12 numeri 6   6  
25 giugno 13 numeri 10 1 2  
* [ante 4 settembre] 2 numeri251       2
* 4 settembre 31 numeri 20 2 7 2252
26 ottobre 1 numero     1  
1847 51 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
12 gennaio 12 numeri 10   2  
13 febbraio 4 numeri     4  
23 marzo 13 numeri 9 4    
8 aprile 12 numeri 9   3  
21 aprile 6 numeri 6      
27 settembre 4 numeri     4  
1848 52 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
18 marzo 15 numeri 10 5    
* 29 maggio 35 numeri 22 13    
7 giugno 1 numero 1      
16 giugno 1 numero   1    
1849 64 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
28 gennaio 17 numeri 9 7 1  
1 marzo 9 numeri 3 6    
13 settembre 14 numeri 9 5    
17 settembre 5 numeri 5      
6 ottobre 7 numeri 6 1    
20 ottobre 11 numeri 11      
22 dicembre 1 numero 1      
1850 84 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
6 gennaio 22 numeri 22      
1 febbraio 11 numeri 5 6    
2/7 marzo 8 numeri 4 4    
15 marzo 7 numeri 4 3    
23 aprile 10 numeri 10      
11 luglio 9 numeri 8 1    
20 novembre 17 numeri 17      
1851 59 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
8 gennaio 16 numeri 4 12    
24 gennaio 11 numeri 5 6    
8 febbraio 6 numeri 4 2    
2 aprile 6 numeri 3 3    
10 aprile 2 numeri 1 1    
24 aprile 4 numeri 2 2    
17 maggio 6 numeri 3 3    
21 [15] maggio 3 numeri 2 1    
3 giugno 5 numeri 2 3    
1852          
1853 62 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
31 gennaio 10 numeri 5 5    
17 febbraio 6 numeri 3 3    
17 marzo 6 numeri 3 3    
31 marzo 8 numeri 4 4    
23 aprile 6 numeri 3 3    
12 maggio 7 numeri 3 4    
13 agosto 19 numeri 11 8    
1854          
1855 48 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
9 agosto 25 numeri 20 5    
21 agosto 7 numeri 6 1    
* [agosto-settembre] 16 numeri 16      
totale 1836–1855 1490 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    928 255 14 82
[Page]

> sintesi dei materiali documentati per tipologie (forma ridotta)

1836 30 numeri sacro profano strumentale didattico
      23 7  
1837 30 numeri sacro profano strumentale didattico
      27 3  
1838 29 numeri sacro profano strumentale didattico
      21 3 5
1839 37 numeri sacro profano strumentale didattico
      31 6  
1840 5 numeri sacro profano strumentale didattico
      5    
1841 111 numeri sacro profano strumentale didattico
    10 97 4  
1842 198 numeri sacro profano strumentale didattico
    7 103 85 3
1843 260 numeri sacro profano strumentale didattico
    21 94 137 8
1844 177 numeri (min.) sacro profano strumentale didattico
    6 108 63  
1845 119 numeri sacro profano strumentale didattico
      40 79  
1846 74 numeri sacro profano strumentale didattico
      44 26 4
1847 51 numeri sacro profano strumentale didattico
      34 17  
1848 52 numeri sacro profano strumentale didattico
      32 20  
1849 64 numeri sacro profano strumentale didattico
      44 20  
1850 84 numeri sacro profano strumentale didattico
      70 14  
1851 59 numeri sacro profano strumentale didattico
      26 33  
1852          
1853 62 numeri sacro profano strumentale didattico
      32 30  
1854          
1855 48 numeri sacro profano strumentale didattico
      42 6  
totale 1836–1855 1490 numeri (min.) sacro profano strumentale didattico
    44 873 553 20

5. Depositi - Gioachino Spinelli / Euterpe Ticinese (1838–1854)

a) sintesi cronologica

Osservazioni preliminari

Tra gli editori musicali ticinesi dell’Ottocento, Gioachino Spinelli occupa il secondo posto per il numero di depositi al Consiglio di Stato, presentati nei due decenni e mezzo della sua attività nel Cantone. I 74 documenti individuali conservati sotto il suo nome (ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 1–74), riflettono un totale di 65 atti di petizione, volti ad ottenere la protezione legale per le opere musicali depositate. Per la trascrizione delle parti rilevanti di questi documenti, vedi il capitolo 7. Petizioni - Spinelli (Euterpe Ticinese).

Le petizioni si riferiscono dettagliatamente alle edizioni musicali annunciate volta per vota. Queste edizioni si conservano tuttora a grande maggioranza nei fondi cantonali (ASTi e SBT).

Numerose delle opere di musica a stampa legate all’attività di Spinelli, presenti nei fondi cantonali, sono pervenute senza la relativa petizione di deposito e senza un analogo riferimento, benché archiviate solitamente in triplice copia. Spinelli non utilizza lastre di deposito per contrassegnare le edizioni da lui depositate. Di conseguenza, nel suo caso una collocazione di questi spartiti in una cornice cronologica può essere intrapresa soltanto in maniera approssimativa. A mancanza di altri riferimenti, i rispettivi stampati musicali vengono quindi assunti nel seguente elenco principalmente in base all’ordine numerico dei numeri di lastra, circostanza che, a confronto con il Librone Lucca, nella maggior parte dei casi riflette anche una successione cronologica in termini di produzione. Per distinguere queste ultime consegne da quelle legate alle petizioni manoscritte esistenti, le rispettive voci sono marcate con un asterisco *.

Nel caso di opere musicali depositate, a tutta probabilità, da Spinelli, ma documentate esclusivamente dalla notifica nell’inventario dei fondi musicali cantonali del 1887 (Inventario.1887), senza che alcun esemplare ne sia pervenuto, l’asterisco serve ugualmente per distinguere la relativa voce di catalogo.

Tra il 1840 e il 1845, Spinelli pubblica una serie di avvisi sulla stampa, per ufficialmente informare il pubblico sull’uscita di nuovi prodotti e per diffidare al contempo le potenziali iniziative di plagio. Questi annunci possono, in alcuni casi, contribuire a inquadrare meglio il deposito in termini di volume e di data esatta. Nel caso delle opere musicali nei fondi cantonali non accompagnate da petizione, ma unicamente dall’avviso sulla stampa, nella seguente sintesi la voce di catalogo è altrettanto marcata con un asterisco *.

Le parentesi quadre segnano qualsiasi aggiunta editoriale di contenuti non compresi nelle petizioni. Si tratta di informazioni assunte tramite le edizioni musicali legate all’attività di Spinelli, conservati nei fondi cantonali, oltre ai dati rilevati dai Cataloghi di Casa Lucca del periodo in questione. Nel caso di depositi senza la rispettiva petizione pervenuta, i dati vengono raccolti esclusivamente dagli stampati depositati (e da eventuali Avvisi musicali), senza necessità di mettere parentesi.

Per meglio contestualizzare la produzione del ‘Fondo estero’ di Casa Lucca, nella presente sintesi si fa particolare riferimento al fondo librario della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia (I-Vnm). Durante la dominazione austriaca e quindi nel periodo storico in questione, questa istituzione, in veste di “I. R. Biblioteca di Venezia”, come anche il suo pendant di Milano, raccolse gli esemplari d’obbligo dei libri prodotti nel Regno Lombardo-Veneto. Mentre nel caso di Milano è pervenuta solo una parte di questi materiali (in I-Mc), la Biblioteca Marciana conserva tuttoggi sia una serie dei cataloghi a stampa di Casa Lucca che in numerosi casi anche gli esemplari d’obbligo delle musiche. Per mancanza di una documentazione più specifica relativa alla produzione di Euterpe Ticinese (come un registro di produzione o un elenco sistematico del Fondo estero di Casa Lucca), i materiali conservati nei fondi veneziani forniscono una base preziosa per il confronto.

La data accanto al titolo delle opere teatrali segna la prima rappresentazione.

Il totale dei depositi di Spinelli documentati ammonta a un numero minimo di 782 singoli numeri di lastra.

[Page]

* [ante 29 maggio 1838] ( → Inventario.1887, pp. 3, 2, 5)

[min. 3 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Il furioso all’isola San Domingo (2 gennaio 1833)

[806]Duetto. Fu l’orror de’ tradimenti

[ulteriori numeri non pervenuti]253

Roberto Devreux, o Il conte d’Essex (28 ottobre 1837)

[numeri non pervenuti]254

Saverio Mercadante (1795–1870)

Gabriella di Vergy (8 agosto 1828)

1602255 [Scena ed Aria. Tra i singulti l’infida spirante]

* 29 maggio 1838 ( → Spinelli.avvisi.1838.1)

[10 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Eleonora di Guienna (Rosmonda d’Inghilterra; 27 febbraio 1834)

[1812]256 [Scena e Duetto. Tu non conosci il merto]

[1813]257 [Scena e Cavatina. Perchè non ho del vento]

[1814]258 [Scena e Duetto. Deh! ti arresta!...]

[1815]259 [Scena e Duetto. Tu stesso al padre or rendimi]

[1816]260 [Scena e Duetto. Mi splendeva un serto in fronte]

[1817]261 [Scena ed Aria. Io fuggirò quel perfido]

[1818]262 [Cavatina. Dove t'inoltri?]

[1820 = 1040]263 [Cavatina. Dopo i lauri di vittoria]

[1821]264 [Scena e Duettino. Sì; son io... quì sola movo]

[1822]265 [Aria finale. Sorgi e vieni... Io t'offro ancora]

* 31 agosto 1838 ( →  Spinelli.avvisi.1838.2)

[min. 15 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Lillo (1814–1863)

Rosmunda di Ravenna (26 dicembre 1837)

[numeri non pervenuti]266

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Maria de Rudenz (30 gennaio 1838)

[1877]267 [Scena e Duetto. Qui di mie pene un angelo]

[1878][Scena e Cavatina. Si, del chiostro penitente]

[1881][Scena ed Aria. Talor nel mio delirio]

[1882]268 [Scena e Duetto Finale II. Fonte d’amare lagrime]

[1884][Duetto. Onde riedi? che mai brami?]

[1886][Scena ultima. Mostro iniquo, tremar tu dovevi]

Saverio Mercadante (1795–1870)

Le due illustri rivali (10 marzo 1838)

[1909]269 [Terzetto. A qual sangue un dì giurai]

[1911][Scena e Romanza. Sorte avversa in suo rigor]

[1912][Scena e Duetto. Dal ciel disceso un angelo]

[1914][Quartettino. Felice momento]

[1917][Scena ed Aria. Quel celeste tuo sembiante]

[1919][Scena e Romanza. Io là sognai l'immagine]

[1920]270 [Scena e Duetto. Ah! si tua cara voce]

[1924][Terzetto. Alvaro! eccoli oh! rabbia]

[1926][Scena e Duetto. Leggo già nel vostro cor]

* [ante 1840]

[1 numero]271

pianoforte solo

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

[400 = 1650]272 [Célébre Trio de l’Opéra Stradella musique de Niedermeyer arrangé en Rondeau]

17 gennaio 1840 ( → Spinelli.petizioni.1840.1 2; Spinelli.avvisi.1840.1: “li 24 gennajo 1840”)

[11 numeri]

[canto e pianoforte]

Giovanni Antonio Speranza (1811–1850)

I due figaro (30 ottobre 1839)

2317Cavatina. Bravi amici, va benone

2319Cavatina. Son contento

2321Coro e Terzetto. Benvenute le nostre padrone

2323Cavatina. Un gentile Colonello

2325Duettino. Sei troppo facile a spaventarti

2327Quartetto. No Signora: chiaro e tondo

2333Duetto. In quegli occhi, o briconcella

2334Duetto. Siamo soli, mio Signore!

2335Quartetto. Sì, sì, tu sei Basilio

2339Duetto. Tu lo volesti, ingrata

2341Aria. L’alma mia, se nol sapete

* 11 novembre 1840 ( → Spinelli.avvisi.1840.2)

[min. 19 numeri]

[canto e pianoforte]

Giovanni Antonio Speranza (1811–1850)

I due figaro (30 ottobre 1839)

[numeri non pervenuti]273

Gaetano Donizetti (1797–1848)

L’esule di Roma (1 gennaio 1828)

[2122]274 [Aria finale. Tardi il piè là volgi]

Giuseppe Lillo (1814–1863)

L’osteria di Andujar (30 settembre 1840)

[2677][Cavatina. Sempre vagante senza pensier]

[2678][Scena e Canzone. Vedi là su quella balza]

[2681][Scena e Bolero. Domani, oh me felice]

[2682][Scena e Canzonetta. Se non son dama di qualità]

[2683][Scena e Romanza. Quando d'eterea luce]

[2684][Variazioni finali. Vieno o caro all’ara innante]

Federico Ricci (1809–1877)

C’est pour vous, Album lyrique. [Ariette in chiave di Sol]275

[2667] [n. 1. Sta bene all’erta]

[2668] [n. 2. Il pescator veneziano]

[2669] [n. 3. La fioraja]

[2670] [n. 4. L’immagine di lei]

[2671] [n. 5. Dolente istoria]

[2672] [n. 6. Il disinganno]

[2673] [n. 7. Canzonetta napoletana. La mia bella è morta]

[2674] [n. 8. Un ricordo a mezza notte. Duettino]

pianoforte solo

Carl Czerny (1791–1857)

op. 605, Deux Grandes Fantaisies pour le piano Sur les motifs de lOpéra de O. Nicolai Il Templario

[2244][Prima Fantaisia]

[2245][Seconda Fantaisia]

pianoforte a quattro mani276

Carl Czerny (1791–1857)

op. 605, Deux grandes fantaisies pour le piano Sur les motifs de lOpéra de O. Nicolai Il Templario

[2246][Prima Fantaisia]

[2247][Seconda Fantaisia]

* [ante 1841] ( → Inventario.1887, p. 16)

[1 numero]277

opere didattiche per pianoforte

Theodor Döhler (1814–1856)

2307op. 30, Studio del trillo per piano forte

* 13 febbraio 1841 ( → Spinelli.avvisi.1841.1)

[8 numeri]

riduzione per pianoforte solo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

La favorita ( La favorite; 2 dicembre 1840)

[2847][n. 3. Coro]

[2849][n. 5. Aria]

[2850][n. 6. Duetto]

[2851][n. 7. Cavatina]

[2855][n. 11. Aria]

[2856][n. 12. Coro]

[2857][n. 13. Coro]

[2860][n. 16. Duetto]

* [tra 13 febbraio e 12 maggio 1841]278

[7 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

La favorita ( La favorite; 2 dicembre 1840)

2865Romanza. Una vergine, un Angel di Dio

2866Duetto. E fia vero

2870Duetto. Ah! mio bene

2871Scena ed Aria. Vien Leonora, a’ piedi tuoi

2874Terzetto. A tanto amor

2875Aria. O mio Fernando

2878Aria. Vien Spirto gentil

* 12 maggio 1841 ( → Spinelli.avvisi.1841.2)

[6 numeri]

riduzione per pianoforte solo (“nello stile facile”)

Otto Nicolai (1810–1849)

Il Templario (11 febbraio 1840)

[2970][fascicolo primo]

[2971][fascicolo secondo]

[2972][fascicolo terzo]

[2973][fascicolo quarto]

opere didattiche per canto

Marco Bordogni (1789–1856)

Dodici nuovi vocalizzi sei dei quali con Poesia per Mezzo-Soprano Dedicati a […] la Duchessa De Nemours

[3037][n. 1. ; n. 2. Il Boschetto; n. 3. ; n. 4. La Protesta d’amore; n. 5. ; n. <6>. Il Ritorno]

[3038][n. 7. ; n. 8. I voti Publici; n. 9. ; n. 10. La Speranza; n. 11. ; n. 12. Il Lamento]

* 23 giugno 1841 ( →  Spinelli.avvisi.1841.3)

[10 numeri]

[canto e pianoforte]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Adelia (11 febbraio 1841)

[2992][Cavatina. Era pura come in Cielo]

[2993][Coro e Cavatina. Fui presaga ah tu lo vedi]

[2994][Duetto. Amo ed amata io sono]

[2996][Coro e Cavatina. Ah! non è non è tal nome]

[2997][Scena e Duetto. Tutto di te sollecito]

[2999][Scena e Duetto. Sollevar la fronte ardisci]

[3000][Terzetto. Ardon le Tede]

[3001][Coro Atto III. Nel campo dell’onor]

[3002][Aria. M’ingannò la mia speranza]

[3003][Scena ed Aria. Ecco a’ tuoi piedi io cado]

* [1843]

[1 numero]279

pianoforte a quattro mani

Sigismund Thalberg (1812–1871); Carl Czerny (1791–1857)

3445op. 45, Thême et Etude, arrangés par C. Czerny

1 luglio 1845 ( →  Spinelli.petizioni.1845.12; Spinelli.avvisi.1845.1)

[7 numeri]

[canto e pianoforte]

Lauro Rossi (1812–1885)

Cellini a Parigi (2 giugno 1845)

5505Cavatina. Perchè sì dolce ha il murmure

5508Cavatina. O tu che oppor pretendi

5511Romanza. Oh tu dei miseri

5512Recitativo e Duetto. Non affetto, disprezzo soltanto

5513Romanza. Questa soave almeno

5515Recitativo e Duetto. Essa è bella, pur troppo, assai bella

5516Scena ed Aria. Lo so, lo so, colpevole

20 luglio 1845 ( → Spinelli.petizioni.1845.3; Spinelli.avvisi.1845.2: “il 21 luglio 1845”)

[77 numeri]

canto e pianoforte

Saverio Mercadante (1795–1870)

Leonora (5 dicembre 1844)280

[5181][Atto I. Introduzione e Coro. Odi!... ascolta!...]

[5182][Cavatina Strelitz con Cori. Allegramente s’è deciso]

[5183][Scena e Duetto. Non qual son, tu non ignori]

[5184][Recitativo che precede il Quartetto. Strelitz la vita nella gloria]

[5185][Scena. Signor?... Che! Quartetto. Oh cessate! e a che volete]

[5186][Finale I. Sono i prodi i valorosi]

[5187][Atto II. Scena e Cavatina. Ah! rammento!... A lui d’accanto]

[5188][Duetto. Ah! se è ver che sempre in core]

[5189][Terzetto Atto II. Presto, presto, ma terminate]

[5190][Terzetto Atto III. Vieni con me propizio]

[5191][Recitativo dopo il Terzetto. Burger. Signore. È un anno]

[5192][Duetto Atto III. No, non t’ama il cor]

[5193][Coro che precede il Finale III. Vieni, deh vieni]

[5194][Pezzo concertato. Alle festive voci]

[5195][Seguito del Pezzo concertato. È spento!... è spento!...]

[5196][Romanza e Duetto Finale III. Spento ancor ritornerò]

[5197][Scena e Romanza. Vieni ah! vieni o mio diletto]

[5197½][Scena dopo la Romanza. Ah! Leonora!]

[5198][Recitativo. Figlio, ah figlio!...]

[5199][Terzetto Atto IV. Vieni a me riedi]

[5200][Arietta. Son giovin giuliva]

[5201][Scena e Duetto. Egli per me t’annunzia]

Giovanni Pacini (1796–1867)

Medea (28 novembre 1843)281

[4478][Preludio]

[4479][Coro nell’Introduzione. Tu di Delo signor, auricrinito nume]

[4480][Cavatina nell’Introduzione. Voce di morte suonò tremenda]

[4481][Scena e Cavatina. S’ei m’amò per lui perdei]

[4482][Scena e Duetto. Odi sola in preda]

[4483][Atto II. Coro e Scena. Nell’ambascia, nel pianto]

[4484][Cavatina. Co’ crini sparsi lividi petti]

[4485][Preghiera. Ah! O tu dell’eterno pensiero scintilla]

[4486][Scena e Duetto. Piange ognuno]

[4487–88][Scena e Duetto. Privi, di madre, ben sai]

[4489][Finale II. Coro. Di Giove l’arcano]

[4490][Scena e Terzettino. O diva gente]

[4491][Coro di Preghiera. Ma pria la prece s’erga agli Dei]

[4492][Pezzo concertato e Stretta. Giovin pura, dal sole discese]

[4493][Coro d’Introduzione Atto III. Gioisci al fin]

[4494][Scena e Terzetto. Giason l’empiezza mia]

[4495][Coro. Al tempio ai cieli è l’ode]

[4496][Aria. Al pianto un dì]

[4497][Scena ed Aria. Ah dolci nel seno]

Lauro Rossi (1812–1885)

Il Borgomastro di Schiedam (1 giugno 1844)282

[4930][Sinfonia]

[4931][Atto I. Introduzione. Che nuove? amici]

[4932][Cavatina. Sospettar cari amici non posso]

[4933][Seguito dell’Introduzione e Romanza. Domani l’onomastico è di Margherita]

[4934][Seguito e Stretta dell’Introduzione. Sentite a me...]

[4935][Cavatina. Ma saria poco prodente]

[4936][Duettino. La padroncina mia]

[4937][Seguito del Finale I. È andato!]

[4938][Introduzione Atto II. Al palagio del nuovo signore]

[4939][Scena e Duetto. E tu compisti, o perfido]

[4940][Scena avanti il Duetto. Eccomi quà]

[4941][Duetto Atto II. Perchè mi guardi?]

[4942][Quartettino. Dite a lui che il lasci quà]

[4943][Finale II. Un signor stà fuori in sala]

[4944][Seguito del Finale II. Tremate. Si calmi]

[4945][Aria. Se d’opporre a miei voleri]

[4946][Coro Atto III. Che fu? Non sapete?]

[4947][Scena e Duetto Atto III. All’armi, all’armi]

[4948][Rondò Finale III. Venite, venite in pace ormai]

Lauro Rossi (1812–1885)

Cellini a Parigi (2 giugno 1845)

5507Introduzione e Cavatina [ Vino, vino]

5507 ½Cavatina [ Deh, vi prego, vi scongiuro]

5514Recitativo ed Aria. Non lo devi, non lo puoi

5518Duetto. Vorreste un laccio tendermi

pianoforte solo

Leopold De Meyer (Leopold von Meyer, 1816–1883)

5032[op. 30, Grande] Marche Triomphale d’Isly

5033283 [op. 31] Le Carnoval de Venise [Le Carnaval de Venise varié]

5034[op. 32] Fantaisie sur [l’Opera] Elisir d’amore [de Donizetti]

5037[op. 35] Grande Etude [Etude de Bataille]

5040[op. 38] Fantaisie Orientale sur deux thêmes Arabes

5043[op. 41] Fantaisie sur les Hirondelles [de Félicien David]

Joseph Labitzky (1802–1881)

5253284 [op. 110] Suoni festivi di temi [Themis-Festklänge]. Walzer

5254[op. 111] Un Saluto all’Italia. Tre polche. La Milanese, la Veneziana, la Fiorentina

5255[op. 112] Militair-Galopp [Galopp militare]

5256[op. 113] Steinhof-Quadrille [n. 1. Pantalon; n. 2. Eté; n. 3. Poule; n. 4. Trénis; n. 5. Pastourelle; n. 6. Finale]

5257[op. 114] Burlington-Valzer

Sigismund Thalberg (1812–1871)

3462Marche funebre

3463[op. 60], Barcarolle

14 agosto 1845 ( →  Spinelli.petizioni.1845.4; Spinelli.avvisi.1845.3: “li 16 agosto 1845”)

[4 numeri]

canto e pianoforte

Lauro Rossi (1812–1885)

Cellini a Parigi (2 giugno 1845)

5506[Terzetto] T’ama! or or tremante

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

5258op. 115, Les délices de la jeunesse. Trois polkas

5259op. 116, Souvenir de Leipzig. Mazurka

Leopold De Meyer285 (Leopold von Meyer, 1816–1883)

5039op. 37, Variations sur un Thème de Semiramis [de Rossini]

17 dicembre 1845 ( → Spinelli.petizioni.1845.5 6; Spinelli.avvisi.1845.4)

[6 numeri]

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Album Verdi ossia Romanze poste in musica dal Maestro G. Verdi

[5640]286 Il Tramonto

[5641]La Zingara

[5642]Ad una Stella

[5643]Lo Spazzacamino

[5644]Il Mistero

[5645]Il Brindisi

14 febbraio 1846 ( → Spinelli.petizioni.1846.1; Spinelli.avvisi.1846.1)

[10 numeri]

canto e pianoforte

Pietro Raimondi (1786–1853)

Il Giudizio universale. Oratorio diviso in tre Parti: Distruzione, Resurrezione e Giudizio (20 aprile 1843)

[5384]287 [Parte I. Distruzione]

[5385][Parte II. Resurrezione]

[5386][Parte III. Giudizio]

pianoforte solo

Luigi Truzzi (1799–1864)

op. 77, Fiori d’Euterpe. Pensieri d’opere teatrali esposte in suonatine per piano-forte solo

5751[n. 1. Cellini a Parigi del M.o Lauro Rossi / Luigi Truzzi]

5752[n. 2. Il tramonto / Luigi Truzzi]

5753[n. 3. Album Verdi / Luigi Truzzi]

op. 78, Ricreazioni della gioventù. Pensieri d’opere teatrali esposti in forma di suonatine progressive per piano-forte solo

5701[n. 1. Cellini a Parigi del M.o Lauro Rossi / Luigi Truzzi]

5702[n. 2. Album Verdi / Luigi Truzzi]

5703[n. 3. Album Verdi / Luigi Truzzi]

Adolphe Charles Adam (1803–1856)

5691Mazurka [eseguita dalle signore Wuthier e Fuoco] nel ballo il Diavolo a quattro

5 aprile 1846 ( → Spinelli.petizioni.1846.2 e 3; Spinelli.avvisi.1846.2: “li 6 aprile 1846”)

[8 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Attila (17 marzo 1846)

5903Scena e Cavatina. Allor che i forti corrono

5904Duetto. Tardo per gli anni e tremulo

5906Scena e Romanza. Oh! nel fuggente nuvolo

5915Scena e Romanza. Che non avrebbe il misero

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Attila (17 marzo 1846)

5922Cavatina. Allor che i forti corrono

5923Duetto. Tardo per gli anni e tremulo

5925288 Romanza. Oh! nel fuggente nuvolo

5932[Pezzo concertato e Stretta del Finale II.] Che non avrebbe il misero289

13 aprile 1846 ( → Spinelli.petizioni.1846.4 5; Spinelli.avvisi.1846.3)

[12 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Attila (17 marzo 1846)

5905Scena è Cavatina. Ella è in poter del Barbaro

5907Duetto. Si quello io Son ravvisami

5908Scena ed Aria. Mentre gonfiarsi l’anima

5910Scena ed Aria. Dagli immortali vertici

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Attila (17 marzo 1846)

5924Cavatina. Ella è in poter del barbaro

5926Duetto. Si quello io son ravvisami

5927Aria. Mentre gonfiarsi l’anima

5929Aria. Degli immortali vertici

riduzione per flauto con accompagnamento di pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)290

Attila (17 marzo 1846)

5937Cavatina. Allor che i forti corrono

5938Duetto. Tardo per gli anni e tremulo

5940Romanza. Oh! nel fuggente nuvolo

5944Romanza. Che non avrebbe il misero

23 aprile 1846 ( → Spinelli.petizioni.1846.6; Spinelli.avvisi.1846.4)

[2 numeri]

pianoforte solo

Luigi Truzzi (1799–1864)

op. 78, Ricreazioni della gioventù. Pensieri d’opere teatrali esposti in forma di suonatine progressive

5705291 [Fascicolo 5.] Cavatina [ Allor che i forti corrono] dell’opera l’Attila

[op. 77] Fiori d’Euterpe. [Pensieri d’opere teatrali esposti in suonatine coi numeri per le dita]

5754[Fascicolo 4.] Romanza [dall’opera] Attila del Maestro Giuseppe Verdi, ridotta in suonatine

31 maggio 1846 ( → Spinelli.petizioni.1846.7 8)

[1 numero]

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Attila (17 marzo 1846)

5916Terzetto. Te sol, te sol quest’anima

9 giugno 1846 ( → Spinelli.petizioni.1846.910)

[2 numeri]

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Attila (17 marzo 1846)

5912Coro. Chi dona luce al cor?...

5917Quartetto finale. Tu, rea donna; già schiava, or mia sposa

15 ottobre 1846 ( → Spinelli.petizioni.1846.11 12; Spinelli.avvisi.1846.5)

[1 numero]

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

[5273]292 op. 130, Valzer intitolato Omaggio a Verdi sopra i migliori motivi dell’opera Attila [Attila Walzer].

* 30 ottobre 1846 ( →  Spinelli.avvisi.1846.6)

[6 numeri]293

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

[5073][op. 87, Fantaisie brillante sur le Désir, Valse de Beethoven]

[op. 88, La Bouquetière. Réceuil de Morceaux agréables sur des thêmes Italiens]

[5074][n. 1. Fantaisie sur des mélodies de Rossini]

[5075][n. 2. Fantaisie sur La Figlia del Reggimento de Donizetti]

[5076][n. 3. Fantaisie sur Nabucodonosor de Verdi]

5077[n. 4. Fantaisie sur deux Mélodies de Mercadante]

[5078][n. 5. Fantaisie sur l’opéra Linda di Chamounix de Donizetti]

2 novembre 1846 ( → Spinelli.petizioni.1846.13 14)

[5 numeri]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Attila (17 marzo 1846)

5920Preludio

5921Introduzione del prologo. [ Viva il re delle mille foreste]

5928Finale [I.] pezzo concertato. [senza incipit]

5930Gran Finale [II.] Coro. [senza incipit]

5932294 Pezzo concertato e Stretta [del Finale II]. [senza incipit]

29 novembre 1846 ( → Spinelli.petizioni.1846.1516; Spinelli.avvisi.1846.7: “li 30 novembre 1846”)

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Attila (17 marzo 1846)

5902Introduzione del Prologo. Urli, rapine, gemiti, sangue

5909295 Finale I. Parla imponi

5911Coro e Scena prima del Finale II. Del ciel l’immensa volta

5913Pezzo concertato Finale II. Ah... Lo spirto de’ monti

[5914]296 [Stretta Finale II. Si riaccendan le quercie]

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

5079op. 89, Fantaisie brillante sur i due Foscari

21 febbraio 1847 ( → Spinelli.petizioni.1847.1; Spinelli.avvisi.1847.1)

[1 numero]297

pianoforte solo

Giuseppe Vischin (Joseph Wischin; fl. 1845)

6186Catherine. Walzer [Caterina. Walzer, sopra motivi del ballo Caterina o la Figlia del Bandito di Pugni]

29 luglio 1847 ( → Spinelli.petizioni.1847.2)

[3 numeri]298

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I masnadieri (22 luglio 1847)

6532Scena e Aria. O mio castel paterno

6534Scena e romanza. Lo sguardo avea degli Angeli

6540Recitativo e Romanza. Di ladroni attorniato

8 agosto 1847 ( → Spinelli.petizioni.1847.3; Spinelli.avvisi.1847.2: “li 9 agosto 1847”)299

[2 numeri]300

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I masnadieri (22 luglio 1847)

6535Duettino. Carlo! io muoio, ed ahi lontano

6542Scena e Duetto. T’abbraccio o Carlo... abbracciami

16 ottobre 1847 ( → Spinelli.petizioni.1847.4)

[10 numeri]301

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I masnadieri (22 luglio 1847)

6533Scena ed Aria. La sua lampada vitale

6536[Scena e] Quartetto Finale I. [ Sul capo mio colpevole]

6537Scena, Coro ed Aria. Tu del mio Carlo al seno

6538Scena e Duetto. Io t’amo, Amalia! io t’amo

6543Coro de’ Masnadieri [ Noi meniam la vita libera]

6545Racconto Massimiliano. [ Un ignoto, tre lune or saranno]

6547Sogno. Pareami, che sorto da lauto convito

6548Scena e Duetto. È la prima! odimi, Eterno!...

6549Scena e Duetto. Come il bacio d’un padre amoroso

6550Gran Scena e Terzetto Finale Ultimo. [ Caduto è il reprobo]

2 novembre 1847 ( → Spinelli.petizioni.1847.5)

[4 numeri]302

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

I masnadieri (22 luglio 1847)

6539Scena e Coro Finale II. [ Tutto quest’oggi le mani in mano]

6541Stretta Finale II. [ Su, fratelli! corriamo alla pugna]

6544Gran Scena e Recitativo Finale III. [ Ben giunto, o capitano! – A qual segno è la notte?]

6546Gran Scena [ Destatevi, o pietre!]; Giuramento Finale. III. [ Giuri ognun]

1 marzo 1849 ( → Spinelli.petizioni.1849.1; Spinelli.avvisi.1849.1: “li 5 marzo 1849”)

[5 numeri]

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Il corsaro (25 ottobre 1848)

7103Romanza. Non so le tetre immagini

7105Coro di Odalische. Atto II. Oh qual perenne gaudio t’aspetta

7106Cavatina. Vola talor dal carcere

7113Scena e Duetto. E può la schiava un palpito

7114Terzetto Finale. Oh mio Corrado appressati

[5] novembre 1849 ( → Spinelli.petizioni.1849.2; Spinelli.avvisi.1849.2: “li 5 novembre 1849”)

[2 numeri]

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

6756op. 115, Nocturne varié

opere didattiche per canto

Gaetano Nava (1802–1875)

7099Metodo pratico di Vocalizzazione per le voci di basso e Baritono

6 dicembre 1849 ( → Spinelli.petizioni.1849.3; Spinelli.avvisi.1849.3)303

[8 numeri]

[canto e pianoforte]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Il Poliuto (30 novembre 1848)

7202304 Scena e Preghiera. D’un alma troppo fervida

7203305 Scena e Cavatina. Di quai soavi Lagrime

flauto e pianoforte

Giulio Briccialdi (1818–1881)

6438op. 60, Divertimento [...] sopra una Cavatina di Donizetti

opere didattiche per flauto

Giuseppe Rabboni (1800–1856)

op. 49, 24 Studj per flauto [divisi in quattro fascicoli]306

[6941][fascicolo I.]

[6942][fascicolo II.]

[6943][fascicolo III.]

[6944][fascicolo IV.]

[6945][in un sol libro]

23 dicembre 1849 ( → Spinelli.petizioni.1849.4; Spinelli.avvisi.1849.4: “li 24 dicembre 1849”)

[9 numeri]

[canto e pianoforte]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Il Poliuto (30 novembre 1848)

7204Coro, Scena e Cavatina. Di tua beltade immagine

7206Duetto. Il più lieto dei viventi

7207Scena ed Aria. Fu macchiato l’onor mio!...

7210Coro, Scena ed Aria. Alimento alla fiamma si porga

7211Recitativo e Duetto. Ah! fuggi da morte orribil cotanto...

pianoforte solo

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

6697op. 50, Fantaisie brillante sur les Monténégrins [opéra de Armand Limnander]

6698op. 51, Fantasia di concerto sopra la cavatina Ah! Conforto è sol la speme nell’opera il Corsaro del M.o G. Verdi

6699op. 53, L’Addio. Cinquième Nocturne de Concert

opere didattiche per pianoforte

Henri Rosellen (1811–1876)

6737op. 116, Metodo per piano forte solo, contenente i principii di musica

17 gennaio 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.1; Spinelli.avvisi.1850.1: “li 18 gennaio 1850”)

[8 numeri]

[canto e pianoforte]

Gioachino Rossini (1792–1868)

Tre nuove Melodie [Poesia di N. di Santo Mango]

7301 [n. 1. Il] Risentimento

7302 [n. 2.] La Pastorella

7303 [n. 3.] Beltà crudele

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Il Poliuto (30 novembre 1848)307

7201Coro d’introduzione [ Scendiam... Silenzio... Silenzio... Immerso]

7205Recitativo che precede il Duetto Paolina e Severo. [ Inoltra il piè. Ne’ lari siam di Felice]

7208Coro. Celeste un’aura

7209Finale II. [ Magistrati guerrieri]

7212Coro Scena e Finale Atto III. [ Alle fiere chi oltraggia gli Dei...]

3 febbraio 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.2; Spinelli.avvisi.1850.2: “4 febbraio 1850”)

[8 numeri]

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

op. 118, Les Napolitaines. Deux Fantaisies sur des airs Napolitains

6778[Les Napolitaines. Première Fantaisie]

6779[Les Napolitaines.] Seconde Fantaisie

6780op. 119, Fantasie élégante sur la Fée aux Roses [de F. Halévy]

François Hünten (Franz Hünten, 1792–1878)

5815op. 148, Variations pour piano sur le célébre Duo de l’opera Belisario de Donizetti

opere didattiche per canto

Gaetano Nava (1802–1875)

5690308 op. [16], Solfeggi elementari per [voce di] tenore [ad uso dei giovani principianti. Divisi in tre libri]

[5687][Libro I]

[5688][Libro II]

[5689][Libro III]

24 febbraio 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.3; Spinelli.avvisi.1850.3: “li 26 febbrajo 1850”)

[7 numeri]

arpa sola

Félix Godefroid (1818–1897)

Trois Etudes caracteristiques pour la Harpe

6723La Mélancolie

6724Le Rêve

6725La Danse des Silphes

pianoforte e violino

Nicolas Louis (1807–1857)

op. 158, Brises d’Italie. Vingt duos concertants, progressifs et melodiques pour Piano et Violon

7351 [n. 1.] Le Divertissement [Semiramide]

7352 [n. 2.] La Polonaise [I Puritani]

7353 [n. 3.] Fantasie Valse [L’Elisir d’amore]

7354 [n. 4.] Duetto sentimental [Anna Bolena]

30 marzo 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.4; Spinelli.avvisi.1850.4; Inventario.1887, p. 12)

[23 numeri]

pianoforte solo

Antonin Joseph Aulagnier (1800–1892)

1.re Suite Confidences musicales. Airs variés, Fantasies, Tarantelles, Rondos, Valzer, Melanges, Boleros [faciles et doigtés pour le piano sur les plus jolis motifs des opéras modernes]

[7371]309 [1.re Age heureux. Fantaisie Polka sur Beatrice di Tenda, op. 48]

[7372][2.e Gentilesse. Rondino sur La Somnambule, op. 49]

[7373][3.e Espièglerie. Valse brillante sur Torquato Tasso, op. 50]

7374 [4.e Frivolité. Fantaisie sur la Cenerentola de Rossini, op. 51]

[2.de Suite Confidences musicales.]

7375[5.e Coquettage. Tarentelle. Danse napolitaine, op. 52]

[7376][6.e Timidité. Mélange sur le Giuramento de Mercadante, op. 53]

7377[7.e Amitié sincère. Fantaisie sur Torquato Tasso de Donizetti, op. 54]

7378[8.e Désir de plaire. Rondino sur Oberon de Weber, op. 55]

Joseph Labitzky (1802–1881)

7411op. 168, Rimembranze di Berlino. Valzer

7412op. 169, Carolina Polka

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

6700op. 54, La Venitienne. Deuxième Barcarolle

due pianoforti

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

6038op. 27bis, Grand Duo de Concert sur Belisario, pour deux pianos

pianoforte e violino

Nicolas Louis (1807–1857)

op. 158, Brises d’Italie. Vingt duos concertants, progressifs et melodiques pour piano et Violon

[7355]310 [n. 5. Fantaisie bouffe. Turco in Italia]

[7356][n. 6. Elegie. La Norma]

[7357][n. 7. Air d’Othello]

[7358][n. 8. Caprice. I Capuletti]

[7359][n. 9. Brindisi de La Gazza ladra]

[7360][n. 10. Fantaisie-Cavatina. Italiana in Algeri]

[7370][n. 20. Variations concertantes. Beatrice di Tenda]

opere didattiche per pianoforte

Henri Rosellen (1811–1876)

op. 117, Primo libro, Repertorio degli allievi di piano forte, collezione progressiva di venti pezzi a due ed a quattro mani sopra temi scelti delle opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Meyerbeer. ecc.

6758311 [n. 1. Piccola Fantasia sulla Sonnambula di V. Bellini]

6759[n. 2. Rondino sulla Gazza Ladra di G. Rossini]

6760312 [n. 3. Piccola Fantasia sopra i  Capuleti e i Montecchi di V. Bellini]

6761[n. 4. Tarantella Napoletana]

* [tra 30 marzo 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.4) e 25 luglio 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.5)]313

[2 numeri]

opere didattiche per pianoforte

Henri Rosellen (1811–1876)

op. 117, Secondo libro, Repertorio degli allievi di piano forte, collezione progressiva di venti pezzi a due e a quattro mani sopra temi scelti delle [sic]314 opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Meyerbeer ecc.

6762n. 5. Rondino a quattro mani sulla Gazza Ladra di G. Rossini

6763n. 6. Piccola Fantasia a quattro mani sull’Olivo e Pasquale di G. Donizetti

25 luglio 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.5; Spinelli.avvisi.1850.5)

[18 numeri]

[canto e pianoforte]

Feliciano David (Félicien David, 1810–1876)

Cristoforo Colombo ossia la scoperta del nuovo mondo. Ode Sinfonia in quattro parti315

6570[Parte prima. La partenza]

6571[Parte seconda. Una notte dei tropici]

6572[Parte terza. La rivolta]

6573[Parte quarta. Il nuovo mondo]

pianoforte solo

Sigismund Thalberg (1812–1871)

3470op. 66, Introduzione e variazioni sulla Barcarola dell’Elisir d’amore del M.o Donizetti

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

7551op. 55, Caprice brillant pour le piano [sur des motifs de l’opéra] la Fée aux roses [de F. Halévy]

7552op. 56, [Sérénade du Roi Richard. Morceau de salon sur l’opéra d’Ambroise Thomas] Le Songe d’une nuit d’été

Joseph Labitzky (1802–1881)

7413op. 170, Saluto ad Annover. Walzer

7414op. 171, Tritonen-Galopp

7415op. 172, Die Galizier. Walzer

7416op. 173, Theresien Quadrille [n. 1. Pantalon; n. 2. L’Eté; n. 3. La Poule; n. 4. Trénis; n. 5. Pastourelle; n. 6. Finale]

opere didattiche per pianoforte

Henri Rosellen (1811–1876)

op. 117, [Terzo e Quarto libro], Repertorio degli allievi di piano forte, collezione progressiva di venti pezzi a due e a quattro mani sopra temi scelti dalle opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Meyerbeer ecc.

6764316 [n. 7. Introduzione e Rondino sul Furioso di Gaetano Donizetti]

[6765][n. 8. Cavatina dei Capuleti di Bellini (variata)]

[6766][n. 9. Piccola Fantasia sulla Zelmira di Gioachino Rossini]

[6767][n. 10. Piccola Fantasia sulla Donna del Lago di Gioachino Rossini]

6768317 [n. 11. Variazioni a quattro mani sopra la cavatina della Gabriella di Vergy del M.o Mercadante]

[6769][n. 12. Rondino a quattro mani sopra Eduardo e Cristina di Gioachino Rossini]

6761op. 120, Fantasie brillante sur Le Porcherons [de Albert Grisar]

4 agosto 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.6)

[2 numeri]

pianoforte solo]

Joseph Labitzky (1802–1881)

7417op. 174, Toni-Walzer

Henri Rosellen (1811–1876)

op. 121, Deux Fantaisies brillantes sur l’opéra d’Ambroise Thomas Le Songe d’une nuit d’été

6782318 [n. 1. Chœur des Gardes-Chasse]

16 settembre 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.7; Spinelli.avvisi.1850.6)

[10 numeri]

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

op. 121, Deux Fantaisies brillantes sur l’opéra d’Ambroise Thomas Le Songe d’une nuit d’été

6783[n. 2. Rêve et Thême varié]

Joseph Labitzky (1802–1881)

7418op. 175, Luigia. Polka

opere didattiche per pianoforte

Henri Rosellen (1811–1876)

op. 117, [Quinto e Sesto libro], Repertorio degli allievi di piano forte, collezione progressiva di venti pezzi a due ed a quattro mani sopra temi scelti delle opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Meyerbeer. ecc.

6770319[n. 13. Variazioni sopra una Cavatina dell’ Anna Bolena di G. Donizetti]

[6771][n. 14. Piccola fantasia sul Maometto secondo, opera di G. Rossini]

[6772][n. 15. Variazioni sopra una cavatina nell’opera Il giuramento di S. Mercadante]

[6773][n. 16. Aria russa variata]

6774320 [n. 17. Polacca nei Puritani di V. Bellini]

[6775][n. 18. Rondò originale]

[6776][n. 19. Cavatina nella Margherita d’Anjou, opera di G. Meyerbeer, variata]

[6777][n. 20. Aria veneziana, variata]

13 ottobre 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.8; Spinelli.avvisi.1850.7: “14 ottobre 1850”)321

[3 numeri]

[canto e pianoforte]

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Caterina di Cleves (21 luglio 1850)

7531Duetto. Non fuggirmi

7532Aria. Nei miei sogni di speranza

7533Scena e Finale. Lascia in pria

17 novembre 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.9)

[2 numeri]

[pianoforte solo]

Joseph Labitzky (1802–1881)

7419op. 176, Il Trovatore. Valzer

Henri Rosellen (1811–1876)

6784op. 122, Fantaisie brillante sur Giralda [d’Adolphe Adam]

16 dicembre 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.10)

[8 numeri]

pianoforte solo

Saverio Mercadante (1795–1870)

7535Polka L’esperimento

7536Polka La Vezzosa

7537Il Trombetta. Polka

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

6371op. 2, Harmonie du soir. Nocturne [sur une mélodie de J. Offenbach]

7553op. 57, Fantaisie Brillante [sur l’opéra de Boieldieu] La Dame blanche

7554op. 58, Les Adieux de Marie Stuart. Caprice-Étude de Concert [sur la Romance favorite de Niedermeyer]

7555op. 59, La Campanella. Melodie-étude

pianoforte a quattro mani

Saverio Mercadante (1795–1870)

7538Polka Mazurka

23 dicembre 1850 ( → Spinelli.petizioni.1850.11)

[7 numeri]

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Tre Melodie per Canto e piano forte del Maestro G. Donizetti

7313322 La Giovanna Gray

[7314]L’amor mio

7315La Savojarda

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

7420op. 177, Hide Park Galopp

7421op. 178, Emma-Mazurka

7422op. 179, L’exposition d’industrie de Londres pour le 1851. Valzer

pianoforte a quattro mani

Henri Rosellen (1811–1876)

6787[op. 124] Gran Duo sur l’opera di Donizetti la Favorite pour piano a quatre mains

* [ante 1851] (→ Inventario.1887, p. 13)

[2 numeri]323

opere didattiche per pianoforte

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

op. 32, Scuola, terzo grado. 25 Studi, formanti la seconda parte all’op. 29

6649Libro I.

6650Libro II.

6 marzo 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.1; Spinelli.avvisi.1851.1: “il 13 marzo 1851”)

[1 numero]

opere didattiche per canto

Gaetano Nava (1802–1875)

[7100]324 Metodo pratico di Vocalizzazione per tenore

31 marzo 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.2; Spinelli.avvisi.1851.2: “14 aprile 1851”) 325

[5 numeri]

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

6788op. 125, Fantaisie brillante [sur l’opéra de D. F. E. Auber] L’Enfant prodigue

Joseph Labitzky (1802–1881)

5297 op. 154, Salzbrunner Galopp

7423op. 180, Erinnerung an London. Walzer

7424op. 181, Exhibitions-Polka

flauto e pianoforte

Giuseppe Rabboni (1800–1856)

7493op. 51, Norma. Gran fantasia per flauto con accompagnamento di piano forte

14 aprile 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.3; Spinelli.avvisi.1851.2)326

[14 numeri]

[canto e pianoforte]

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Armando il gondoliero (20 febbraio 1851)

7853Sortita Marco e stretta del Prologo. [ A che il consiglio]

7854Romanza. D’ogni vergine il pensiero

7855Ballata. Un giogo ferreo

7857Cavatina. De’ celesti l’esultanza

7858Scena e Duetto. Dunque al Doge non bastava

7859[Coro, Scena ed Aria.] Questa mano ad alta impresa

7860Scena e Duetto. I tuoi giorni!... ah! tu non sai

7865Aria. Altro sangue a versare s’appresta

7866Duettino. Là dove scorre di sangue un rio

7867 Scena e Duetto. Per te solo, ahi! sciagurato

Angelo Villanis (Luigi Angelo Villanis, 1821–1865)

La regina di Leone, ossia una legge spagnola (22 febbraio 1851)

7810Recitativo e Duetto. Si, del Re, che giace spento

7817Recitativo e Duetto. Che v’ha tutor mio saggio?

7820Recitativo ed Aria. Chi fia che in terra mi rechi amore?

7824Duetto. Saria vero? che mai dite?

28 aprile 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.4)

[3 numeri]

[canto e pianoforte]

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Armando il gondoliero (20 febbraio 1851)

7868327 Scena Finale dell’opera. [ Su mi svena e se ricusi]

Angelo Villanis (Luigi Angelo Villanis, 1821–1865)

La regina di Leone, ossia una legge spagnola (22 febbraio 1851)

7818Romanza. Fior di bontà, bell’angelo

7827Rondò Finale. No, non temer, bell’anima

5 maggio 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.5; Spinelli.avvisi.1851.3)328

[13 numeri]

[canto e pianoforte]

Giovanni Pacini (1796–1867)

Allan Cameron (21 marzo 1848)

7955Cavatina. L’aura, la luce, l’etere

Angelo Villanis (Luigi Angelo Villanis, 1821–1865)

La regina di Leone, ossia una legge spagnola (22 febbraio 1851)

7809Scena e Cavatina. Solo per selva inospita

7816Recitativo e Duetto. Qua la mano! allegramente!

Saverio Mercadante (1795–1870)

Un’estate a Sorrento. Album contenente cinque pezzi da camera con accompagnamento di piano forte

7735[La Sposa de lo Marenaro] La Sposa del Marinaro

7736Il Fiore e la Lagrima [Romanza]

7737[L’uocchie de la nenna mia] Gli occhi della mia bella [Canzone Napolitana]

7738Un pensiero sovra Sorrento [Canto]

7739[La prece del]l’Orfana [Romanza]

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

6789op. 126, Fantasie brillante sur l’opera la Dame de pique [de Auber]

opere didattiche per canto

Gaetano Nava (1802–1875)

op. 19, Solfeggi elementari per voce di Baritono [divisi in tre libri]

7545329 [Libro I. Esercizi preliminari per intervalli congiunti]

7546[Libro II. Esercizi sugli intervalli della scala diatonica]

7547[Libro III. Degli abbellimenti, e dei termini indicanti l’affetto dominante della composizione]

7548[in un sol libro]

22 maggio 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.6; Spinelli.avvisi.1851.4: “5 giugno 1851”) 330

[3 numeri]

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

7403op. 160, Lodoiska-Mazurka

7425331op. 182, Irische Quadrille

Louis Moreau Gottschalk (1829–1869)

7527op. 11, Le Mancenillier. Sérénade

5 giugno 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.7; Spinelli.avvisi.1851.4)332

[11 numeri]

[canto e pianoforte]

Luigi Gordigiani (1806–1860)

Album contenente sei pezzi da camera

7786333 Le tre Nazioni [Scherzo]

[7787]Marinaresca [Romanza]

[7788]La Viola [Canto popolare]

[7789]L’ultima preghiera [Romanza]

[7790]La Tortorella [Melodia]

7791L’Araba [Romanza]

Angelo Villanis (Luigi Angelo Villanis, 1821–1865)

La regina di Leone, ossia una legge spagnola (22 febbraio 1851)

7808Introduzione e Cavatina. L’oro solo, o moglie, credimi

7822Recitativo ed Aria. Quell’ebbrezza fu si pura

7825Recitativo e Quartetto. Facciamo silenzio

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

7426op. 183, Die Vertrauten [Le confidenze]. Valzer

7427op. 184, Liebesbriefe. Galopp

6 luglio 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.8)

[6 numeri]

[canto e pianoforte]

Angelo Villanis (Luigi Angelo Villanis, 1821–1865)

La regina di Leone, ossia una legge spagnola (22 febbraio 1851)

7814Largo e stretta del Finale I. [ Ah non... poss’io... reprimere]

Giovanni Pacini (1796–1867)

Allan Cameron (21 marzo 1848)

7960Recitativo e Romanza. Oh mia adorata Scozia

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Armando il gondoliero (20 febbraio 1851)

7851334 Preludio nell’opera Armando il Gondoliero.

7852335 Prologo, Coro e Gran Scena [del Doge. Ad ora si tarda s’aduna il Consiglio]

7861Gran Scena e Finale Atto II. [ Siamo tutti, tutti siamo!]

pianoforte solo

Louis Moreau Gottschalk (1829–1869)

7526op. 10, La Chasse du Jeune Henri. Morceau de concert

11 agosto 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.9; Spinelli.avvisi.1851.5: “30 agosto 1851”)336

[10 numeri]

[canto e pianoforte]

Angelo Villanis (Luigi Angelo Villanis, 1821–1865)

La regina di Leone, ossia una legge spagnola (22 febbraio 1851)

7812Coro che precede il Finale I. [ Le nostri valli invadere]

7813Sortita Regina. Oh! come dolce all’anima

7815Coro di Cavalieri. [ Su guerrieri valorosi]

7819Finale II. (Gran Dio!) [ Che veggo guardie!]

7823Recitativo che precede il Duetto. [ Voi lo vedeste]

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Armando il gondoliero (20 febbraio 1851)

7856Recitativo [ Armando. Chi sei che vuoi.]

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

7428337op. 185, Werben zum Tanze. Walzer

7429338op. 186, Gruss an Dresden. Tre Polke [n. 1. Belvedere-Polka, n. 2. Elysium-Polka,
n. 3. Waldschlösschen-Polka]

Alfred Jaell (1832–1882)

7696 op. 14, La Danse des Fées. Rapsodie

7794op. 17, Impression de Precenico. Troisième Meditation

* [tra 14 aprile e 31 agosto 1851]339

[2 numeri]

canto e pianoforte

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Armando il gondoliero (20 febbraio 1851)

[7862][Seguito e Stretta del Finale II. Ad uscire, o gran notte ti affretta]

[7864][Scena. Vieni. Signor. Che sai.]

31 agosto 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.10; Spinelli.avvisi.1851.5: “30 agosto 1851”)340

[5 numeri]

[canto e pianoforte]

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Armando il gondoliero (20 febbraio 1851)

7863Introduzione e Coro della Festa. [ Lieti al par dei nostri cori]

[pianoforte solo]

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

7559341 op. 62, La Pavane. Air de danse du XVI. siecle [(1579)] transcrit e varié pour piano

opere didattiche per canto

Antonio Trivulzi (fl. 1850)

Dodici esercizi per voce di soprano

7732342 [Libro I.]

7733[Libro II.]

7734[Libro III.]

15 settembre 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.11; Spinelli.avvisi.1851.6)

[14 numeri]

[canto e pianoforte]

Emilio Arrieta (1823–1894)

Ildegonda (carnevale 1845)

8051Sinfonia dell’Opera

8052Introduzione Atto I. [ Fulge la stella rorida]

8053Recitativo ed Aria. Chi può spegnere il decoro

8054Coro di Claustrali nell’Atto I. [ A te dal petto supplice]

8055Recitativo e Cavatina. Quai memorie al trafitto mio core!343

8056Romanza. Avventurosa, errante, pellegrina

8057Recitativo e Duetto. Solo un’alba, e vedremo la Croce

8059Coro d’Introduzione Atto II. [ Siam qui tutti? Tutti!]

8060Romanza. Bella fra quante copre

8061Scena e Coro di Claustrali Atto II. [ Gran Dio, ti placa!...]

8062Duetto. Oh, di mia madre parlami

8064Recitativo ed Aria. O mia sposa! al duro passo

8065 Coro e Scena finale. [ Qui possa il fianco! è balsamo]

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

6790op. 127, Fantaisie brillante sur La Tempesta [de F. Halévy]

6 ottobre 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.12; Spinelli.avvisi.1851.7)344

[8 numeri]

[canto e pianoforte]

Emilio Arrieta (1823–1894)

Ildegonda (carnevale 1845)

8058345 Finale I. [ Il mio fratello! Ahi misero!]

8063Recitativo e Duetto. Si, quella misera presso [ al] la tomba

Andrea Butera (1822–1862)

Atala (5 aprile 1851)

8102Cavatina. Ella di mia progenie

8106Recitativo ed Aria. Ah! di salvarti, o misero

8111Romanza. Sorge l’alba; andiamo omai

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

6791op. 128, Fantasia brillante sur [Zerline ou] La corbeille d’orange

6792op. 129, Promenade en mer. Barcarolle

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

op. 45, Six melodies écossaises [arrangées] pour piano

7512346 [Fenella. Mélodie écossaise]

27 ottobre 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.13; Spinelli.avvisi.1851.8: “30 ottobre 1851”)347

[22 numeri]

[canto e pianoforte]

Giovanni Pacini (1796–1867)

Allan Cameron (21 marzo 1848)

7961Scena e Duetto. Vivi, e di questa misera

Andrea Butera (1822–1862)

Atala (5 aprile 1851)

8103Recitativo e Duetto. Ah! che amarti non poss’io

8104Terzetto finale Atto I. [ Vedi s’io mento]

8109[Atto III.] Preludio e Duetto. Vedi come il ciel sereno

Jacopo Foroni (1824–1858)

I gladiatori (autunno 1851)

8153Coro e Cavatina. Fuggìa fra mezzo i gemiti

8156348 Scena ed Aria. Alto un suon di magnanima voce

8157Scena ed Aria. Vederla fra l’eccidio

8159Introduzione Atto II. Coro e Romanza. L’amo io forse? a giorni miei

8160Scena e Duetto. Va, sospetto non t’arresti

8162Scena e Duetto finale Atto II. Intero il forte

8164Duetto. Figlia a Roma io non potea

8165Scena e Terzetto finale. Va, dalla patria

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

7430349 op. 187, Die Warschauer [(Varsaviesi)]. Valzer

7431op. 188, Washington-Galopp

7432op. 189, Olga [Polka-mazurka]

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

7557350op. 61, Deux caprices de Salon sur Raymond [ou Le secret de la Reine, opéra d’Ambroise Thomas]

Adolfo Fumagalli (1828–1856)

7990op. 66, Fantasia brillante sopra motivi del[l’opera] Poliuto [Del Mae.o Donizetti]

Paolo Bodoira (fl. 1850)351

8087Riposo sulle rive del Bosforo. Mazurka

8088Un saluto a Corinto. Polka

8131352Melodie italiane. Piccole fantasie [sopra i più applauditi motivi delle opere moderne]

700353 Rimembranze del Golfo della Spezia. Walzer

flauto e pianoforte (o orchestra)

Giuseppe Rabboni (1800–1856)

7495354Concertino per Flauto con accompagnamento di piano forte ed Orchestra

9 dicembre 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.14; Spinelli.avvisi.1851.9)355

[10 numeri]

[canto e pianoforte]

Giovanni Pacini (1796–1867)

Allan Cameron (21 marzo 1848)

7963Duetto e Terzetto. L’irato mare infido

[Andrea Butera] (1822–1862)

[Atala] (5 aprile 1851)

8112356 Terzetto finale. O padre, io fui colpevole

Ermanno Picchi (1811–1856); Ettore Fiori (1826–1898)

Don Crescendo (8 settembre 1851)

8204Cavatina nell’Introduzione. Una fida pastorella

8207Recitativo e Cavatina. Amor perchè mi buzzichi

8215Recitativo e Duetto. Quì fra noi dobbiam discorrere

8155Coro. Esultiam! della vittoria

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

6793op. 130, Fantaisie brillante sur l’opera Raymond ou Le secret de la Reine [d’Ambroise Thomas]

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

7557357op. 61, Caprice de salon [da: Deux caprices de Salon sur Raymond ou Le secret de la Reine, opéra d’Ambroise Thomas]

Alfred Jaell (1832–1882)

7795op. 19, Rhapsodie Americaine

violino e pianoforte

Bernardo Ferrara (1841–1860)

7486Norma. Capriccio per violino [con accompagnamento di piano forte]

27 dicembre 1851 ( → Spinelli.petizioni.1851.15; Spinelli.avvisi.1852.1: “5 febbraio 1852”)358

[20 numeri]

[canto e pianoforte]

Jacopo Foroni (1824–1858)

I gladiatori (autunno 1851)

8152Prologo. Coro d’Introduzione [ L’orda fatal sui cumuli de’ morti]

8154Pezzo concertato. Finale del Prologo. Ben ti ravviso: figlia

8158Finale Atto I. [ Apportatori al Console]

8158½Seguito e Stretta del Finale I. [ Ite, o stolti da’ miei sdegni]

8163Preludio, Scena e Delirio. Ecco... salir già sembrami

Ermanno Picchi (1811–1856); Ettore Fiori (1826–1898)

Don Crescendo (8 settembre 1851)

8203Cavatina nell’Introduzione. Che Eccellenza! che Eccellenza!

8210Scena e Romanza. Dolce un ebbrezza all’anima

8213Recitativo e Duetto. Ammazzarmi! perchè mai

8214Canzone. Finchè voce in petto avrò

8219Duetto. Signor Marco

8221Aria – Sinfonia. Larà, Larà – fortissimo

Angelo Villanis (Luigi Angelo Villanis, 1821–1865)

La figlia del proscritto (22 novembre 1851)

8254Recitativo e Duetto. Ma dimmi perchè sparvero

8255Recitativo e Romanza. No: temprar la fiamma ond’ardo

8257Recitativo e Cavatina. O miei fidi il voto accetto

8264Recitativo e Romanza. L’amai come ama il misero

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

7433op. 190, Amaranthen-Walzer

Louis Moreau Gottschalk (1829–1869)

7528op. 12, Danse ossianique

Adolfo Fumagalli (1828–1856)

7991op. 71, Morceau de Salon. [Il gondoliero del M.o Chiaromonte]. Capriccio

7992op. 73, [La Regina di Leone del M.o A. Villanis]. Notturno di Concerto [variato sopra la romanza (Fior di bontà bell’angelo)]

violino solo

Bernardo Ferrara (1841–1860)

7694Sei preludi per violino

3 febbraio 1852 ( → Spinelli.petizioni.1852.1; Spinelli.avvisi.1852.1: “5 febbraio 1852”)359

[21 numeri]

[canto e pianoforte]

[Ermanno Picchi] (1811–1856); [Ettore Fiori] (1826–1898)

Don Crescendo (8 settembre 1851)

8209Terzetto. Signora, abbia presente

8223Aria. O voi che nell’Erebo

8224Recitativo e Quartetto. Che mai veggo! o ch’io deliro

8225Duetto finale. Da te, da te obliato

[Angelo Villanis] (Luigi Angelo Villanis, 1821–1865)

La figlia del proscritto (22 novembre 1851)

8258Coro e Cavatina. Ed io commossa al vanto

8259Scena, Recitativo e Duetto. Ebbi io pur superba cuna

8262Preghiera. Ciel che vedi quai tormenti

8263Aria. Questo infame tradimento

8268360 Scena e Coro. Venite, o forti

8268Duetto e Terzetto Finale III. [ Chi batte? Il re t’appella]

8270Scena e Delirio. Ella morì... nè battere

pianoforte solo

Henri Rosellen (1811–1876)

6795op. 132, Ballade [dédiée à son elève Monsieur Edouard Chadfield]

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

op. 63, 6. Grandes Études artistiques de style et de mécanisme

7560Jour de printemps. Étude Cantable

7561Le Tournoi. Étude Bravoure

7562Gondoline. Étude Barcarolle

7563La Jeune Garde. Étude Marziale

7564La Rêveuse. Étude Nocturne

7565La Fuite. Étude Velocité

Adolfo Fumagalli (1828–1856)

7989op. 62, La sacrilega parola. Grande adagio finale nell’atto secondo dell’opera [il] Poliuto [del M.o Donizetti] variato per piano forte

7993op. 79, L’absence. Romance variée

7994op. 80, La chasse. Morceau brillant

9 maggio 1852 ( → Spinelli.petizioni.1852.2; Spinelli.avvisi.1852.2: “19 maggio 1852”) 361

[8 numeri]

[canto e pianoforte]

[Giovanni Pacini] (1796–1867)

Allan Cameron (21 marzo 1848)

7956Scena e Duetto. Sì smarrita hai tu la pace

7957Cavatina. Padre, caduto vittima

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Le nozze di Messina (18 marzo 1852)

[8468]362 [Serenata.] Nina bella avea un’amante

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

7434363op. 191, Aus der Jugendzeit [Rimembranze della prima età]. Walzer

7435op. 192, Sarah Quadrille [n. 1. Pantalon; n. 2. Létè [sic]; n. 3. Poule; n. 4. Trenis;
n. 5. Pastourelle; n. 6. Finale]

7436op. 193, Waldmeister[s Brautfahrt. (Gli sponsali del guardaboschi).] Walzer

7437op. 194, Carlsbader Cur-Tänze. Tre polke

flauto e pianoforte

Giuseppe Rabboni (1800–1856)

8183364op. 54. Fantaisie pour flûte, avec accompagnement de piano [sur Moïse de Rossini, d’après l’op. 3 de Bernardo Ferrara]

11 giugno 1852 ( → Spinelli.petizioni.1852.3)

[23 numeri]

[canto e pianoforte]

Giovanni Pacini (1796–1867)

Allan Cameron (21 marzo 1848)

7953365 [Coro e Cavatina. Infelice ei visse ognora]

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Giovanna di Castiglia (12 febbraio 1852)

8403366 Romanza. Deh vieni mio bene

8408Aria. O tu che mi fai lieto

Le nozze di Messina (18 marzo 1852)

8451Romanza. T’amo le dissi un dì

8458Scena ed Aria. D’esser tratta a me parea

8460[Atto II.] Scena e Cavatina. Di vaga donzella

8468367 [Atto IV.] Serenata. Nina bella avea un’amante

8470Scena e Duetto. Non vedi? la fiamma

8471Scena e Finale ultimo. [ Sciagurata e l’ami tanto?]

Alberto Mazzucato (1813-1877)

Luigi V, re di Francia (25 febbraio 1843)

8505Recitativo e Cavatina. Ah! quando in regio talamo

8506Recitativo e Duetto. Io lo vidi... ah! chi non l’ama

8507Recitativo e Duetto Finale I. Qual favella!

8509Recitativo e Duetto. Li saprà. Vogl’io svelarli

8512Recitativo e Romanza. No, mai di Bianca all’ira

8513Coro, Recitativo ed Aria. Prova mi dai, lo sento

Antonio Cagnoni (1828–1896)

Giralda (8 maggio 1852)

8553Recitativo e Cavatina. Che pensando a lui soltanto

8554Recitativo e Canzone. Per donzella ricca e bella

8556Recitativo e Romanza. Dal dì che ansante e trepida

8561Recitativo ed Aria. Fin tanto che da scapolo

8563Scena e Duetto. O sospirato, o tenero

8571Romanza. Vago fior, soave incanto

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

7438368 op. 195, Die Sylphen [Le Silfidi]. Walzer

7439op. 196, Dornröschen. La rosa spinosa. Galopp

1 settembre 1852 ( → Spinelli.petizioni.1852.4; Spinelli.avvisi.1852.3)

[31 numeri]

[canto e pianoforte]

Nicola De Giosa (1819–1885)

Folco d’Arles (22 gennaio 1851)

766Scena e Cavatina nell’Introduzione. [ Qual visione angelica]

769Scena e Cavatina. È delirio che mi preme

770Scena ed Aria Finale I. Più sprezzo che sdegno, o folle in me desti

776Scena ed Aria. Al pensiero funesta un’idea

779Scena e Duettino. Appieno il labbro esprimerti

780Scena e Duetto. Donna illusa già prepara

Ermanno Picchi (1811–1856); Ettore Fiori (1826–1898)

Don Crescendo (8 settembre 1851)

8202Introduzione Atto I. [ Oste su via sollecito]

8205Stretta dell’Introduzione [ Bravissima d’avvero!]

8206Recitativo dopo l’Introduzione [ Quanto felice io son!]

8208Recitativo dopo la Cavatina D. Marco. [ Oh, chi vedo? Marcone...]

8211Recitativo dopo la Romanza Carlo. [ Morillo, ebben che rechi?]

8212Finale I. [ Si scateni ogni procella]

8216[Scena e] Finale II. [ Signora mia mi dite]

8217[Atto III.] Coro d’Introduzione. [ Amici salute felice mattino]

8218Recitativo dopo il Coro d’Introduzione. [ Oh momento funesto]

8220Recitativo dopo il Duetto Marco e Carlo. [ Eccoci al gran cimento]

8222Recitativo dopo l’Aria Crescendo. [ Bravissimo Maestro! Che musica ispirata]

8228369 [Aria finale]. Al piacere di questo istante

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Giovanna di Castiglia (12 febbraio 1852)

8405Recitativo e Cavatina. O Filippo, te soltanto

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Le nozze di Messina (18 marzo 1852)

8452Seguito e stretta dell’Introduzione. Mi vedrà la rea spergiura

8454Cavatina. De’ miei cari, i doni e i voti

Alberto Mazzucato (1813–1877)

Luigi V, re di Francia (25 febbraio 1843)

8502Cavatina [nell’Introduzione]. Vani voti!

8503Recitativo e Quartettino [nell’Introduzione]. Sì: discoprire il perfido

8504Seguito e stretta dell’Introduzione [ I Mauri i lidi infestano]

8508Coro ed Aria. È di Lotario nobile il figlio

8515Tempesta e Grande Scena finale. [ Sì, mia vendetta è posta]

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

7440op. 197, Schwalbenmährchen [(Favoletta delle Rondini)]. Valzer

7441op. 198, Tre Schottisch [sopra canti scozzesi] per piano forte [n. 1. Edimburgo Schottisch,
n. 2. Glasgou Schottisch, n. 3. Paisley Schottisch]

7442op. 199, Sogni dorati Valzer

violino e pianoforte

Bernardo Ferrara (1841–1860)

8546370op. 8, [Preludio di] Concerto per violino [con accompagnamento di piano-forte]

8547op. 9, Serenata per violino con accompagnamento di pianoforte

4 gennaio 1853 ( → Spinelli.petizioni.1853.1; Spinelli.avvisi.1853.1: “17 gennaio 1853”)371

[21 numeri]

[canto e pianoforte]

Nicola De Giosa (1819–1885)

Folco d’Arles (22 gennaio 1851)

774Duetto. Fia vero?... a lei d’appresso...

786372 Scena e Duettino e Finale. Tu l’intendesti: Anzi ch’io mora

Francesco Chiaromonte (1809–1886)

Giovanna di Castiglia (12 febbraio 1852)

8416Recitativo ed Aria. Filippo accanto d’una rivale

Alberto Mazzucato (1813-1877)

Luigi V, re di Francia (25 febbraio 1843)

8502373 Cavatina [nell’Introduzione]. Vani voti!

8503Recitativo e Quartettino [nell’Introduzione]. Sì: discoprire il perfido

Fabio Campana (1819–1882)

[8714]374 Melodie italiane. Album musicale per canto

[8708][n. 1. Addio. Romanza]

[8709][n. 2. Arturo e Lia. Canzonetta]

[8710][n. 3. Te’l rammenti? Arietta]

[8711][n. 4. Addio. Duettino]

[8712][n. 5. Ah! vieni meco! Duettino]

[8713][n. 6. La campana del villaggio. Notturnino a tre voci]

pianoforte solo

Stefano Golinelli (1818–1891)

8431375 op. 80, Divertimento sopra motivi dell’opera i Masnadieri [di G. Verdi]

8432op. 81, [Spirito gentil.] Romanza nell’opera Favorita [di Donizetti variata per Piano-Forte]

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

7566op. 64, Lucrezia Borgia. Final de concert

opere didattiche per canto

Gaetano Nava (1802–1875)

[8425]376 [op. 20] Quaranta Solfeggi per soprano e mezzo soprano [Quaranta Solfeggi per esercizio di vocalizzazione ad uso delle voci di Mezzo-Soprano con accompagnamento di Pianoforte. Divisi in quattro libri]

[8421][Libro I]

[8422][Libro II]

[8423][Libro III]

[8424][Libro IV]

Eugenio Tancioni (fl. 1840–1855)

[8426]377 L’Attrazione Melodica. [Saggio di una Scuola breve, progressiva, dilettevole, di lettura Musicale e di Solfeggio. Parte prima]

16 gennaio 1853 ( → Spinelli.petizioni.1853.2; Spinelli.avvisi.1853.1: “17 gennaio 1853”)378

[14 numeri]

[canto e pianoforte]

Saverio Mercadante (1795–1870)

Violetta (10 gennaio 1853)

8752Recitativo e Cavatina. Ah! perchè mai ricovero

8754Scena e Cavatina. La corona fresca e bella

8757Recitativo e Romanza. Deh! vien tu sol puoi rendere

8758Recitativo e Duetto. Forse te mai può pungere

8759Terzetto. Eh! eh! mi piace

8761379 Cavatina. Costante, immobile come il destino io sono

8763380 Scena e Duetto. Ah! me’l dite se ci ha un modo

8766Terzetto. Su mi date conoscenza

8770Scena ed Aria. Parmi veder l’immagine

8772Terzetto. Piango io, si poichè tornami a mente

pianoforte solo

Joseph Labitzky (1802–1881)

7444op. 201, Wanda-Mazurka

7448381op. 204, Frühlings-Lieder. Canti di primavera

7446op. 202, Elena-Walzer

7447op. 203, Elena-Polka

2 febbraio 1853 ( → Spinelli.petizioni.1853.3)

[1 numero]

violoncello e pianoforte (o orchestra)

Alfredo Piatti (1822–1901)

8881382op. 13, Souvenir de la Linda de Chamonix pour le Violoncelle, avec accompagnement de piano ou d’orchestre

20 giugno 1853 ( → Spinelli.petizioni.1853.4)

[24 numeri]

[canto e pianoforte]

Luigi Gordigiani (1806–1860)

8739383 Pratolino. [Album contenente otto pezzi vocali] con accompagnamento di piano forte

[8731][n. 1. Non mi vuol più bene. Canto popolare]

[8732][n. 2. Rassegnazione. Canto popolare]

[8733][n. 3. Il primo amore. Canto popolare]

[8734][n. 4. Un ricordo. Canto popolare]

[8735][n. 5. La speranza. Cavatina]

[8736][n. 6. Paura. Duetto]

[8737][n. 7. Giudizio. Duetto]

[8738][n. 8. Il giuoco della mora. Duetto]

Saverio Mercadante (1795–1870)

Violetta (10 gennaio 1853)

8753Coro e Ballata. È Giglietta una Fanciulla

8773Gran Scena ed Aria Finale. Ah! nel dolore cui m’abbandono

Carlo Romani (1824–1875)

Il mantello (autunno 1852)384

8953Recitativo e Cavatina. Finchè saprò che un palpito

8955Quartetto. Giulia così per ridere

8958Duetto finale dell’Atto I. Anche noi sebben non siamo

8960Recitativo e Romanza. Cara la tua bell’anima

8962Duettino. È una scala ai cari estremi

8967Terzettino nel Finale II. Sul fiore dell’età

8970Recitativo e Terzetto. Odia le donne – sentir non puote

pianoforte solo

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

[Trois morçeaux caractéristiques pour piano]

7568op. 66, Allegrezza. [Caprice] Étude de Concert [morçeau de concours]

7569385 [op. 67, Chanson mauresque]

7567op. 65, Prima sera. [Rêverie italienne]

Henri Rosellen (1811–1876)

9041op. 139, Fantaisie sur Louise Miller Opera de G. Verdi

violino e pianoforte

Bernardo Ferrara (1841–1860)

8888op. 10, Reminiscenze dell’opera Roberto il Diavolo [di Meyerbeer]

opere didattiche per pianoforte

Sigismund Thalberg (1812–1871)

9057386 op. 70, L’Arte del Canto applicata al piano forte [Dodici pezzi tratti dalle opere de’ più rinomati compositori antichi e moderni. Divisi in due serie]

13 novembre 1853 ( → Spinelli.petizioni.1853.5)

[24 numeri]

[canto e pianoforte]

Saverio Mercadante (1795–1870)

Violetta (10 gennaio 1853)

8751Preludio [e Introduzione Atto I. È l’alba, sorgi, t’appresta]

8755387 Finale I. [ Qual suono, qual suono]

8756Recitativo Atto II. [ Al vicin borgo i tori]

8760Recitativo dopo il Terzetto. [ Io dunque son trista!]

8761388 Coro. Odi quel suon lontan lontano

8763389 Recitativo dopo la Cavatina Berardo. [ Ebben? Siamo lesti?]

8765Recitativo Atto III. [ Odino dunque?]

8767Coro. O donzella che più bella

8768Finale III. [ Violetta no, non si piange]

8769Seguito e Stretta del Finale III. [ Alla colpa che t’appone]

8771390 Recitativo dopo l’Aria. Odino. [ Qui non c’è dove sta...]

Carlo Romani (1824–1875)

Il mantello (autunno 1852)

8951391 Preludio

8952392 Introduzione. [ Suonan l’otto l’ora è questa]

8954Recitativo dopo la Cavatina Giulia. [ Amica! Io t’attendeva]

8955393 Quartetto. Giulia così per ridere

pianoforte solo

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

7570op. 68, Fantaisie dramatique [sur l’opéra Marco Spada de F. E. Auber]

7571op. 69, Tarantelle de concert

opere didattiche per pianoforte

Sigismund Thalberg (1812–1871)

9064394 op. 70, L’Arte del Canto pour piano [L’Arte del Canto applicata al piano forte. Dodici pezzi tratti dalle opere de’ più rinomati compositori antichi e moderni. Divisi in due serie]

[9058][n. 7. Romanza, Bella adorata incognita, nell’opera Il Giuramento, di Mercadante]

[9059][n. 8. Il Mugnajo ed il Torrente. Canzone sopra La Mugnaja, di Schubert]

[9060][n. 9. Aria, Il mio tesoro, nell’opera Don Giovanni, di Mozart]

[9061][n. 10. Coro dei Congiurati nell’opera Il Crociato, di Meyerbeer]

[9062][n. 11. Ballata nell’opera Preziosa, di Weber]

[9063][n. 12. Duetto nell’opera Il franco bersagliere, di Weber]

19 febbraio 1854 ( → Spinelli.petizioni.1854.1)

[25 numeri]

[canto e pianoforte]

Carlo Romani (1824–1875)

Il mantello (autunno 1852)

8957Recitativo dopo la Cavatina. [ Alfin son partiti]

8959Recitativo Atto II. [ Singor Dottore. Oh! quanto t’ho cercato.]

8961Recitativo dopo la Romanza. [ Con le stelle ragiona!]

8963Recitativo dopo il Duettino. [ Eccomi di ritorno]

8965Recitativo dopo l’Aria. [ Ah! questo è troppo]

8966Finale Atto II. [ Che debbo far?]

8968Seguito e Stretta del Finale II. [ Cedi tu dunque?]

8969Recitativo Atto III. [ Non mi cessò la bile!]

8971Recitativo dopo il Terzetto. [ Bartolo, vieni qua]

8972Finale ultimo. [ Che fortuna inaspettata]

Antonio Bussi (Antonio Buzzi, 1808–1891)

Il convito di Baldassarre (26 dicembre 1853)

9622Recitativo e Preghiera. A te devota e supplice

9625Stretta dell’Introduzione. Cabaletta. Babilonia, i suoi decreti

9626Cavatina. Se il ciel de’ miseri

9628Scena e Cavatina. Ove ne andaste, o palpiti

9629Scena e Duetto Finale I. Che ascolto! ed io sì misera

9630Recitativo ed Aria. Or mentre le nubi

9637Scena ed Aria. Diman su te dei mali

9645Scena e Duetto. Or va, sicuro e libero

pianoforte solo

Alexandre Edouard Goria (1823–1860)

7572op. 70, Chef d’œuvre de Rossini [transcrit et varié pour piano par A. Goria]

Jean Baptiste Duvernoy (1800–1880)

op. 118, Six Fantaisies à la mode d’Italie [La mode d’Italie. Six fantaisies sur des opéras favoris de Verdi]395

9471[n. 1.] Il Rigoletto

9472[n. 2.] Il Trovatore

9473[n. 3.] Louisa Miller

9474[n. 4.] Il Corsaro

9475[n. 5.] I due Foscari

9476[n. 6.] I Masnadieri

20 aprile 1854 ( → Spinelli.petizioni.1854.2)

[18 numeri]

[canto e pianoforte]

Luigi Ricci (1805–1859)

Il birraio di Preston (4 febbraio 1847)

9673Cavatina. Di monete ho un qualche sacco

9675Canzonetta. La vecchia Magge

9676Scena e Duetto. Questa viva somiglianza

9678Cavatina. Anna si stempra in lagrime

9679Coro e Terzetto. Presto, presto, andiamo, andiamo

9680Canzona. Era Tom un dragone valente

9682Terzetto. In un momento

9684Recitativo e Duetto. Vieni, vieni: omai paventa!

9691Duetto. Va benone... sì signore...

9695Recitativo e Duetto. La vedremo. – La vedremo

9697Scena e Rondo. Deh’ ch’ei non sia la vittima

Enrico Petrella (Errico Petrella, 1813–1877)

Marco Visconti (9 febbraio 1854)

9730Scena e Duetto. Ma sorgi, a te rivolgere

9735Scena, Recitativo e Racconto. Ecco il campo della sfida

9738Scena ed Aria. Come un’aura in sul mattino

9739396 Scena e Duetto. Oh sorte! oh gioja! sei tu? respiro!

9740Scena e Duettino. Marco Visconti, a chiederti

9741Scena e Terzetto finale. Quì... di quell’astro al raggio

opere didattiche per oboe

Clemente Salviani (fl. 1815–1837)

8897397 Metodo completo per oboe [contenente: Nozioni preliminari, modo di costruire la Piva [...], Scale, Salti, Esercizii e Duetti]

28 maggio 1854 ( → Spinelli.petizioni.1854.3)

[42 numeri]

[canto e pianoforte]

Luigi Gordigiani (1806–1860)

9322398 Stornelli d’Arezzo. Album vocale

[9312][n. 1. Oh! miei pensier. Canto popolare]

[9313][n. 2. Esigenza. Canto popolare]

[9314][n. 3. La Ciambella. Canto popolare]

[9315][n. 4. La pippa del nonno. Canto popolare]

[9316][n. 5. Ancora t’amo. Canto popolare]

[9317][n. 6. Il nome di mia madre. Canto popolare]

[9318][n. 7. Canto e Ballo. Scena a due voci]

[9319][n. 8. La Cerca. Duettino]

[9320][n. 9. Il Maggio. Notturnino a due voci]

[9321][n. 10. Pastorale a due voci]

Luigi Ricci (1805–1859)

Il birraio di Preston (4 febbraio 1847)

9671Preludio

9672Introduzione e Coro. Amici, alla fabbrica

9674Recitativo dopo la Cavatina di Daniele. [ O Bob, m’affido a te]

9677Finale I. [ Del cor nostro un’ umil pegno]

9681Recitativo dopo la Canzone di Tobia. [ Io ve l’ho detto]

9683Recitativo dopo il Terzetto. [ Il Consiglio di guerra è sciolto]

9685Scena. Cielo che vidi

9686 Coro nel Finale II. Corriamo all’armi

9687Pezzo concertato Finale II. [ Per secondar l’intrepido]

9688Stretta del Finale II. [ È il cannone!]

9689Introduzione Atto III. Onore! onore! onor al prode vincitor!...

9690Recitativo dopo il Coro. [ Oh Giorgio! quante per amor tuo io ne ho passate]

9692Recitativo dopo il Duetto. [ Datemi, o valoroso, la vostra mano]

9693Pezzo concertato Atto III. [ Fra tre ore partirete]

9694Recitativo dopo il Pezzo concertato. [ Per la mia patria anch’io]

9696Coro. Avete saputa la nuova avventura!

Errico Petrella (1813–1877)

Marco Visconti (9 febbraio 1854)399

9721Preludio Atto I.

9722Coro d’Introduzione. Vieni, o Bice alfin t’invola

9724[Atto I.] Scena. Siam soli

9725Duettino. Finchè mi è dato esistere

9726Terzetto. Se fuggir ne togli omai

9727Coro della Festa. Viva Marco Visconti

9729Scena e ballabile. [ Su alla danza ove amor ne invita]

9731Preludio ed Introduzione Atto II. [Coro della fiera. Memorie di Soria]

[9732]400 Scena, Canzone e Ballata. Rondinella pellegrina

9733Marcia e Coro. Corriam, corriam

9736Scena e Finale II. [ Gran Dio, lo sposo rendimi!]

9737 Preludio ed Introduzione. [Tempesta e Coro interno]. Pastorel, gli sparsi armenti

9739Scena e Duetto. Oh sorte! oh gioja! sei tu? respiro!

opere didattiche per canto

Eugenio Tancioni (fl. 1840–1855)

8427401 L’Attrazione melodica. Scuola per canto [Saggio di una Scuola breve, progressiva, dilettevole, di lettura Musicale e di Solfeggio. Parte seconda]

opere didattiche per flauto

Giuseppe Rabboni (1800–1856)

9377 [Collezione di] Esercizi, Studi e Sonate per Flauto [formante seguito e compimento al metodo di Berbiguier]402

b) sintesi quantitativa e per tipologie

La sintesi quantitativa e per tipologie intende offrire un breve sguardo statistico sullo sviluppo dei depositi, sia in termini di volume e di frequenza che di categoria. Tenendo presente il carattere incompleto del materiale di riferimento preso in esame, si fornisce un quadro generale a tratti approssimativo.

legenda

* deposito documentato senza petizione pervenuta

canto e pf. riduzione per canto e pianoforte

rid. per pf. riduzione per pianoforte solo

pf. solo opera per pianoforte solo

altro altro tipo di materiale (specificato nella rispettiva nota)

min. minimo

sacro repertorio sacro e sopra testi religiosi

profano repertorio profano e sopra testi teatrali

strumentale repertorio strettamente strumentale e cameristico (comprese le riduzioni per pianoforte solo)

didattico materiali didattici (opere teoriche, metodi, princìpi, solfeggi)

[Page]

> sintesi quantitativa dei materiali documentati (forma ridotta)

1838 28 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    28      
1839 1 numero canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
        1  
1840 31 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    26   2 3
1841 31 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    17 12   2
1842          
1843 1 numero canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
          1
1844          
1845 94 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    78   16  
1846 53 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    19 13 17 4
1847 20 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    19   1  
1848          
1849 24 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    12   4 8
1850 100 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    18   38 44
1851 147 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    99   36 12
1852 83 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    61   19 3
1853 84 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    55   13 16
1854 85 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    75   7 3
totale 1838–1854 782 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    507 25 154 96
[Page]

> sintesi quantitativa dei materiali documentati (forma completa)

1838 28 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* [ante 29 maggio] 3 numeri (min.) 3      
* 29 maggio 10 numeri 10      
* 31 agosto 15 numeri (min.) 15      
1839 1 numero canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* [data non accertabile] 1 numero     1  
1840 31 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
17 gennaio 11 numeri 11      
* 11 novembre 19 numeri (min.) 15403   2 2
* [ante 1841] 1 numero404       1
1841 31 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* 13 febbraio 8 numeri   8    
* [febbraio-maggio] 7 numeri 7      
* 12 maggio 6 numeri405   4   2
* 23 giugno 10 numeri 10      
1842          
1843 1 numero canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* [data non accertabile] 1 numero406       1
1844          
1845 94 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
1 luglio 7 numeri 7      
20 luglio 77 numeri 64   13  
14 agosto 4 numeri 1   3  
17 dicembre 6 numeri 6      
1846 53 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
14 febbraio 10 numeri 3   7  
5 aprile 8 numeri 4 4    
13 aprile 12 numeri 4 4407   4
23 aprile 2 numeri     2  
31 maggio 1 numero 1      
9 giugno 2 numeri 2      
15 ottobre 1 numero     1  
* [30 ottobre] 6 numeri     6  
2 novembre 5 numeri   5    
29 novembre 6 numeri 5   1  
1847 20 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
21 febbraio 1 numero     1  
29 luglio 3 numeri 3      
8 agosto 2 numeri 2      
16 ottobre 10 numeri 10      
2 novembre 4 numeri 4      
1848          
1849 24 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
1 marzo 5 numeri 5      
[5] novembre 2 numeri408     1 1
6 dicembre 8 numeri 2409     6
23 dicembre 9 numeri 5410   3 1
1850 100 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
17 gennaio 8 numeri 8      
3 febbraio 8 numeri411     4 4
24 febbraio 7 numeri412       7
30 marzo 23 numeri413     11 12
* [marzo-luglio] 2 numeri414       2
25 luglio 18 numeri 4415   7 7
4 agosto 2 numeri     2  
16 settembre 10 numeri416     2 8
13 ottobre 3 numeri 3      
17 novembre 2 numeri     2  
16 dicembre 8 numeri417     7 1
23 dicembre 7 numeri 3418   3 1
* [ante 1851] 2 numeri419       2
1851 147 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
6 marzo 1 numero420       1
31 marzo 5 numeri421     4 1
14 aprile 14 numeri 14      
28 aprile 3 numeri 3      
5 maggio 13 numeri 8422   1 4
22 maggio 3 numeri     3  
5 giugno 11 numeri 9   2  
6 luglio 6 numeri 5   1  
11 agosto 10 numeri 6   4  
* [aprile-agosto] 2 numeri 2      
31 agosto 5 numeri 1423   1 3
15 settembre 14 numeri 13   1  
6 ottobre 8 numeri 5   3  
27 ottobre 22 numeri 12424   9 1
9 dicembre 10 numeri 6425   3 1
27 dicembre 20 numeri 15426   4 1
1852 83 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
3 febbraio 21 numeri 11   10  
9 maggio 8 numeri 3427   4 1
11 giugno 23 numeri 21   2  
1 settembre 31 numeri 26428   3 2
1853 84 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
4 gennaio 21 numeri 12429   3 6
16 gennaio 14 numeri 10   4  
2 febbraio 1 numero430       1
20 giugno 24 numeri 18431   4 2
13 novembre 24 numeri 15432   2 7
1854 85 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
19 febbraio 25 numeri 18   7  
20 aprile 18 numeri 17433     1
28 maggio 42 numeri 40434     2
totale 1838–1854 782 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    507 25 154 96
[Page]

> sintesi dei materiali documentati per tipologie

1838 28 numeri (min.) sacro profano strumentale didattico
      28    
1839 1 numero sacro profano strumentale didattico
        1  
1840 31 numeri (min.) sacro profano strumentale didattico
      26 5  
1841 31 numeri sacro profano strumentale didattico
      17 12 2
1842          
1843 1 numero sacro profano strumentale didattico
        1  
1844          
1845 94 numeri sacro profano strumentale didattico
      78 16  
1846 53 numeri sacro profano strumentale didattico
    3 16 34  
1847 20 numeri sacro profano strumentale didattico
      19 1  
1848          
1849 24 numeri sacro profano strumentale didattico
      12 5 7
1850 100 numeri sacro profano strumentale didattico
      18 55 27
1851 147 numeri sacro profano strumentale didattico
      99 40 8
1852 83 numeri sacro profano strumentale didattico
      61 22  
1853 84 numeri sacro profano strumentale didattico
      55 15 14
1854 85 numeri sacro profano strumentale didattico
      75 7 3
totale 1838–1854 782 numeri (min.) sacro profano strumentale didattico
    3 504 214 61
[Page]

5. Depositi - Achille Bustelli-Rossi (1857–1867)

a) sintesi cronologica

Osservazioni preliminari

Le attività di Achille Bustelli-Rossi, il successore di Carlo Pozzi quale rappresentante di Ricordi in Svizzera, sono documentate per oltre un decennio, dal 1857 al 1867. Nonostante il considerevole lasso di tempo, nell’Archivio di Stato Ticinese si conserva solo un piccolo numero di petizioni di sua mano (ASTi, Div. 1735 | A. BUSTELLI ROSSI | interno 1–7); in più, Bustelli-Rossi nelle sue dichiarazioni spesso si limita a delle indicazioni sommarie. Per questi motivi, la seguente sintesi offre un quadro relativamente frammentario della sua attività editoriale. Per la trascrizione di questi documenti vedi il capitolo 7. Petizioni - Bustelli-Rossi.

Anche nel caso di Bustelli-Rossi, le petizioni si riferiscono alle edizioni musicali annunciate volta per vota. Queste edizioni si conservano tuttora a grande maggioranza nei fondi cantonali (ASTi e SBT).

Oltre alle petizioni manoscritte e i relativi stampati musicali, negli stessi fondi cantonali si trovano numerose opere di musica a stampa non accompagnate dalla rispettiva petizione, ma altrettanto identificabili come parte dei depositi promossi da Bustelli-Rossi, grazie a degli indizi inequivocabili. Per distinguere queste ultime consegne da quelle legate alle petizioni manoscritte esistenti nella seguente sintesi, la data del deposito è marcata con un asterisco *.

Gli spartiti depositati da Bustelli-Rossi presso il Consiglio di Stato comprendono ciascuna su una pagina intera (a volte su mezza pagina) un breve passaggio testuale stampato mediante una apposita lastra. Il calco di questa ‘lastra di deposito’, non compresa negli esemplari messi in vendita, riproduce la formula standard di consegna, analoga a quella introdotta da Pozzi in riferimento alla legge del 1835, con luogo, data e nome del titolare. Per l’indicazione della data, la lastra riproduce l’annata, con uno spazietto lasciato libero per la data esatta del deposito da compilare a mano. Il testo standard (con a volte lievi varianti nell’impostazione di pagina) recita come segue:

Il Sottoscritto cessionario del proprietario pone la presente opera sotto la protezione

della legge 20 Maggio 1835 per la proprietà letteraria, avendone consegnati al Consiglio di

Stato gli esemplari voluti dall’Articolo 9 della stessa legge.

 

Castel S. Pietro li [ data manoscritta] 1857.435

Achille Bustelli-Rossi.

Nei primi anni della sua attività, Bustelli-Rossi firma la formula di consegna con “Castel S. Pietro [...] | Achille Bustelli-Rossi.”. L’indicazione sarà mantenuta fino al trasferimento della sua bottega ad Arzo: “Castel S. Pietro” è presente ancora nei primi mesi del 1858 (cfr. il deposito del * 19 febbraio 1858), sostituita da “Arzo” al più tardi nel febbraio 1859 (idem, 26 febbraio 1859). Per evidenziare i due luoghi di sede legale della calcografia, nella seguente sintesi cronologica le indicazioni “Castel S. Pietro” rispettivamente “Arzo” sono stati inclusi nell’indicazione della data di lastra.

Quando nel seguente elenco si fa riferimento alla datazione della relativa lastra di deposito, la parte manoscritta, nella trascrizione viene riportata in corsivo (“Arzo li 30 Giug.o 1859.”). Per la riproduzione fotografica di un esempio di lastra di deposito di Bustelli-Rossi vedi Illustrazione 8.

Tra i possibili riferimenti per la collocazione nell’ordine cronologico del deposito di uno spartito, pervenuto nei fondi cantonali senza petizione, va inoltre considerato il timbro a secco di Casa Ricordi, distintivo riscontrabile nei prodotti Ricordi dagli anni 1850 in poi, che, a partire dal 1858 circa, segna anche l’anno e il mese di produzione.

Tra il 1857 e il 1867, Achille Bustelli-Rossi pubblica vari avvisi sulla stampa, per ufficialmente informare il pubblico sull’uscita di nuovi prodotti e per diffidare al contempo le potenziali iniziative di plagio. Questi annunci (raccolti nel capitolo 8. Avvisi musicali - Bustelli-Rossi) possono, in alcuni casi, contribuire a inquadrare meglio il deposito, sia in termini di volume che di data esatta.

Le parentesi quadre segnano qualsiasi aggiunta editoriale di contenuti non compresi nelle petizioni. Si tratta di informazioni assunte tramite le edizioni musicali legate all’attività di Bustelli-Rossi, conservati nei fondi cantonali, oltre ai dati rilevati tramite il Catalogo Ricordi. Nel caso di depositi senza la rispettiva petizione pervenuta (date segnate con un asterisco *), i relativi dati vengono raccolti esclusivamente dagli stampati depositati (e da eventuali Avvisi musicali), senza necessità di mettere parentesi.

La data accanto al titolo delle opere teatrali segna la prima rappresentazione.

Il totale dei depositi di Bustelli-Rossi documentati ammonta a un numero minimo di 106 singoli numeri di lastra.

[Page]

* 5 aprile 1857 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li 5 Aprile 1857.”; Bustelli-Rossi.avvisi.1857.1: “Castello, li 23 marzo 1857”)436

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Simon Boccanegra (12 marzo 1857)

29437Scena e Duetto. Vieni a mirar la cerula

29447 Scena ed Aria. Sento avvampar nell’anima

29448Recitativo e Duetto. Parla, in tuo cor virgineo

29449Scena e Sogno del Doge. Figlia? Sì afflitto, o padre mio?

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Simon Boccanegra (12 marzo 1857)

29461Duetto. Vieni a mirar la cerula

29463Duetto. Dinne, perchè in quest’eremo

* 14 Aprile 1857 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li 14 Aprile 1857.”)

[3 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Simon Boccanegra (12 marzo 1857)

29450 Scena, Terzetto e Coro-Finale dell’Atto II. Perdon, Amelia

29454 Scena e Duetto. Delle faci festanti al barlume

29455437 Scena e Quartetto finale. Gran Dio li benedici

* 21 aprile 1857 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li 21 Aprile 1857.”)438

[4 numeri]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Simon Boccanegra (12 marzo 1857)

29472Duetto. Parla, in tuo cor virgineo

29473 Sogno del Doge, Terzetto e Coro-Finale dell’Atto II. Perdon, Amelia

29475Scena e Duetto. Delle faci festanti al barlume

29476Quartetto finale. Gran Dio li benedici

* 6 luglio 1857 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li 6 luglio 1857.”)

[6 numeri]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Simon Boccanegra (12 marzo 1857)

29431Prologo. Preludio

29456Racconto e Coro d’Introduzione. Che dicesti?

29459Scena e Coro-Finale del Prologo. Oh de’ Fieschi implacata orrida razza!

29464–66439 Scena, Finale dell’Atto I., Coro di Popolo, Barcarola ed Inno al Doge

29470 Atto II. Scena. Prigioniero in qual loco mi trovo?

29474Atto III. Coro d’Introduzione. Vittoria, vittoria; Coro nuziale. Dal sommo delle sfere

* 30 settembre 1857 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li 30 7.bre 1857.”; Bustelli-Rossi.avvisi.1857.2)

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Aroldo (16 agosto 1857)

29912Atto I. Coro d’Introduzione a voci sole. Tocchiamo!... a gaudio insolito

29913Scena e Preghiera. Salvami tu, gran Dio!

29914 Scena e Cavatina. Sotto il sol di Siria ardente

29917Scena e Racconto nel Finale I. Vi fu in Palestina tal uomo che indegno

29928Scena e Preghiera a voci sole. Angiol di Dio, custode mio

29930 Scena e Terzetto-Quartetto finale. Ah da me fuggi, involati

* 17 ottobre 1857 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li 17 8.bre 1857.”)

[9 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Aroldo (16 agosto 1857)

29915 Scena e Duetto. Dite che il fallo a tergere

29920Atto II. Scena ed Aria. Ah! dagli scanni eterei

29921Scena e Duetto. Scegli... Un duello? Sì, e mortale

29922Scena e Quartetto. Era vero?... ah no... è impossibile

29924Atto III. Scena ed Aria. Mina, pensai che un angelo

29926Scena e Duetto. Opposto è il calle che in avvenire

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Aroldo (16 agosto 1857)

29931Atto I. Coro d’Introduzione. Tocchiamo!... a gaudio insolito; Preghiera. Salvami tu, gran Dio!

29943Scena e Preghiera. Angiol di Dio, custode mio

29945Terzetto-Quartetto finale. Ah da me fuggi, involati

* 26 ottobre 1857 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li 26 8.bre 1857.”)

[3 numeri]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Aroldo (16 agosto 1857)

29933Duetto. Dite che il fallo a tergere

29934Coro. È bello di guerra dai campi cruenti; Racconto nel Finale I. Vi fu in Palestina tal uomo che indegno

29937Duetto. Scegli... un duello? Sì, e mortale

* 2 novembre 1857 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li 2 9.bre 1857.”)440

[2 numeri]

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Aroldo (16 agosto 1857)

29938Quartetto. Era vero?... ah no!... è impossibile

29940Atto III. Aria. Mina, pensai che un angelo

* 25 novembre 1857 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li 25 9.bre 1857.”)

[12 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Simon Boccanegra (12 marzo 1857)

29432Recitativo, Racconto e Coro d’Introduzione. Che dicesti?

29435441 Scena e Coro-Finale del Prologo. Oh de’ Fieschi implacata orrida razza!

29440Scena. Che disse? A me negolla...

29441 Finale dell’Atto I. Coro di Popolo. A festa, a festa, o Liguri; Barcarola. Sull’arpe, sulle cetere

29442 Inno al Doge nel Finale dell’Atto I. Viva Simon!

29443 Ballabile di Corsari Africani con Coro nel Finale dell’Atto I. Prode guerrier

29444 Scena e Sestetto nel Finale dell’Atto I. Egli è salvo!

29445 Racconto e Stretta nel Finale dell’Atto I. Amelia, racconta qual fosti rapita

29446Atto II. Scena. Prigioniero in qual loco mi trovo?

29451Atto III. Coro d’Introduzione. Vittoria, vittoria

29452Coro nuziale. Dal sommo delle sfere

29453Scena. Io la promessa tenni

* [senza data], 1857 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li [vacat] 1857.”)

[6 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Simon Boccanegra (12 marzo 1857)

29433 Recitativo e Romanza con Coro. Il lacerato spirito

29434Recitativo e Duetto. Simon?... Tu!...

29436Atto I. Scena e Cavatina. Come in quest’ora bruna

29438Duetto e Giuramento. Paventa, o perfido doge, paventa!

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Simon Boccanegra (12 marzo 1857)

29458Duetto. Simon?... Tu!

29471442 Aria. Sento avvampar nell’anima

* [senza lastra di deposito], 1857443

[1 numero]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Simon Boccanegra (12 marzo 1857)

29439Scena e Duetto. Dinne, perchè in quest’eremo

* 19 febbraio 1858 ( → lastra di deposito: “Castel S. Pietro li 19 feb.o 1858.”)444

[10 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Aroldo (16 agosto 1857)

29916Scena e Coro nel Finale I. È bello di guerra dai campi cruenti

29918Settimino nel Finale I. Oh qual m’invade ed agita

29919 Stretta del Finale I. Chi ti salva, o sciagurato

29923Preghiera e Finale II. Non punirmi, Signor, nel tuo furore

29925 Scena. L’istante s’avvicina!

29927Atto IV. Coro d’Introduzione. Sparve il sole... il calle è scuro

29929Burrasca. Al lago, al lago

riduzione per pianoforte solo

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Aroldo (16 agosto 1857)

29935 Settimino e Stretta del Finale I. O qual m’invade ed agita

29939Preghiera-Finale II. Non punirmi, o Signor, nel tuo furore

29942Atto IV. Coro d’Introduzione. Sparve il sole... il calle è scuro

26 febbraio 1859 ( → Bustelli-Rossi.petizioni.1859.1; Bustelli-Rossi.avvisi.1859.1: “Arzo, 27 febbraio 1859”)

[5 numeri]445

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Un ballo in maschera (17 febbraio 1859)

[31033][Scena e Sortita di Riccardo. La rivedrà nell’estasi]

[31035][Scena e Ballata di Oscar. Volta la terrea fronte alle stelle]

[31037][Invocazione, Re dell’abisso, affrettati]

[31038] [Scena. È lui, è lui!]

[31044][Atto II. Preludio, Scena ed Aria. Ma dall’arido stelo divulsa]

* 28 febbraio 1859 ( → lastra di deposito: “Arzo li 28 feb.o 1859.”)446

[4 numeri]

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Un ballo in maschera (17 febbraio 1859)

31040447 Scena e Terzetto. Della città all’occaso

31042Scena e Quintetto. È scherzo od è follia

31046Scena e Terzetto. Tu qui? Per salvarti da lor

31048Quartetto-Finale II, Ve’ se di notte qui colla sposa

* 15 marzo 1859 ( → lastra di deposito: “Arzo li 15 Marzo 1859.”)

[2 numeri]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Un ballo in maschera (17 febbraio 1859)

31051Congiura, Terzetto, Quartetto. Dunque l’onta di tutti sol una

31052Scena e Quintetto. Di che fulgor, che musiche

* 19 marzo 1859 ( → lastra di deposito: “Arzo li 19 Marzo 1859.”)448

[2 numeri]

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Un ballo in maschera (17 febbraio 1859)

31045Duetto. Teco io sto. Gran Dio!

31059Scena finale. Ella è pura, in braccio a morte

30 giugno 1862 ( → Bustelli-Rossi.petizioni.1862.1; Bustelli-Rossi.avvisi.1862.1)

[3 numeri]

[pianoforte solo]

Sigismund Thalberg (1812–1871)449

[34154][op. 78] La Traviata opera del [...] Maestro Verdi [Grande Fantaisie de concert sur l’opéra La Traviata de Verdi]

[34155][op. 77] L’Opera del Maestro [...] Verdi intitolata Il Trovatore [Grande Fantaisie de concert sur l’opéra Il Trovatore de Verdi]

[34268]op. 76, Célèbre Ballade

5 luglio 1862 ( → Bustelli-Rossi.petizioni.1862.2; Bustelli-Rossi.avvisi.1862.2)

[1 numero]

[riduzione per pianoforte solo]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

[34276]450 Inno delle Nazioni composto per la grande esposizione di Londra. Poesia di Arrigo Boito

6 dicembre 1862 ( → Bustelli-Rossi.petizioni.1862.3; Bustelli-Rossi.avvisi.1862.3)

[1 + numero non specificato]

canto e pianoforte

Giuseppe Verdi (1813–1901)

La forza del destino (10 novembre 1862)

[senza indicazione di numero]451

libretto

Francesco Maria Piave (1810–1876)

La forza del destino [“le copie del relativo libretto in quattro atti”]

[senza indicazione di numero]452

14 marzo 1867 ( → Bustelli-Rossi.petizioni.1867.1; Bustelli-Rossi.avvisi.1867.1)

[4 numeri]453

[canto e pianoforte]

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Don Carlo (11 marzo 1867)

[40512][Pezzi senza cori e pertichini: Scena e Romanza di Don Carlo. Io la vidi e al suo sorriso]

[40516][Pezzi senza cori e pertichini: Canzone del velo della Principessa. Nei giardin del bello]

[40518][Pezzi senza cori e pertichini: Romanza. Carlo ch’è sol il nostro amore]

[40521][Pezzi senza cori e pertichini: Romanza della Regina. Non pianger, mia compagna]

23 aprile 1867 ( → Bustelli-Rossi.petizioni.1867.2; Bustelli-Rossi.avvisi.1867.2)

[1 numero]

libretto

[Joseph] Méry (1798–1866); Camillo du Locle (1832–1903)

Don Carlo. Libretto

[senza indicazione di numero di lastra]454

10 luglio 1867 ( → Bustelli-Rossi.petizioni.1867.3)

[numero non specificato (15?)]455

[canto e pianoforte]456

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Don Carlo (11 marzo 1867)

[40523][Pezzi senza cori e pertichini: Atto IV. Aria di Filippo. Ella giammai m’amò!]

[40528][Pezzi senza cori e pertichini: Scena ed Aria. Per me giunto è il dì supremo]

[40554][Scena e Duetto. Di quale amor, di quanto ardor]

[40556][Atto II. Coro. Carlo il sommo imperatore; Aria del Frate. Ei voleva regnare sul mondo]

[40558][Scena e Duetto. Mio fedel, fratel d’affetto]

[40561][Scena, Terzettino dialogato. Che mai si fa nel suol francese; Romanza. Carlo ch’è sol il nostro amore]

[40562][Gran Scena e Duetto. Io vengo a domandar grazia]

[40565][Scena e Duetto. O signor, di Fiandra arrivo]

[40572][Scena e Duetto. Sei tu, sei tu, bell’adorata]

[40578][Duetto dell’Inquisizione. Il Grand’Inquisitor! Son io dinnanzi al Re?...]

[40582][Aria. O don fatale, o don crudel]

[40586][Atto V. Scena ed Aria. Tu che le vanità conoscesti del mondo]

[riduzione per pianoforte solo]457

Giuseppe Verdi (1813–1901)

Don Carlo (11 marzo 1867)

[40533][Atto III. Ballo della Regina. La Peregrina: fascicolo I]

[40534][Atto III. Ballo della Regina. La Peregrina: fascicolo II]

[40604][Gran Finale III. Coro di festa, Marcia funebre e Marcia del Corteggio]

b) sintesi quantitativa e per tipologie

La sintesi quantitativa e per tipologie intende offrire un breve sguardo statistico sullo sviluppo dei depositi, sia in termini di volume e di frequenza che di categoria. Tenendo presente il carattere incompleto del materiale di riferimento preso in esame, si fornisce un quadro generale a tratti approssimativo.

legenda

* deposito documentato senza petizione pervenuta

canto e pf. riduzione per canto e pianoforte

rid. per pf. riduzione per pianoforte solo

pf. solo opera per pianoforte solo

altro altro tipo di materiale (specificato nella rispettiva nota)

min. minimo

sacro repertorio sacro e sopra testi religiosi

profano repertorio profano e sopra testi teatrali

strumentale repertorio strettamente strumentale e cameristico (comprese le riduzioni per pianoforte solo)

didattico materiali didattici (opere teoriche, metodi, princìpi, solfeggi)

[Page]

> sintesi quantitativa dei materiali documentati (forma riassuntiva)

1857 58 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    36 22    
1858 10 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    7 3    
1859 13numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    13      
1860          
1861          
1862 5 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    [?] [? + ] 1 3 1
1863          
1864          
1865          
1866          
1867 20 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    16 3   1
totale 1857–1867 106 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    72 29 3 2
[Page]

> sintesi quantitativa dei materiali documentati (forma completa)

1857 58 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* 5 aprile 6 numeri 4 2    
* 14 Aprile 3 numeri 3      
* 21 aprile 4 numeri   4    
* 6 luglio 6 numeri   6    
* 30 settembre 6 numeri 6      
* 17 ottobre 9 numeri 6 3    
* 26 ottobre 3 numeri   3    
* 2 novembre 2 numeri   2    
* 25 novembre 12 numeri 12      
* [senza data] 6 numeri 4 2    
* [senza lastra di deposito] 1 numero 1      
1858 10 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
* 19 febbraio 10 numeri 7 3    
1859 13 numeri canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
26 febbraio 5 numeri 5      
* 28 febbraio 4 numeri 4      
* 15 marzo 2 numeri 2      
* 19 marzo 2 numeri 2      
1860          
1861          
1862 5 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
30 giugno 3 numeri     3  
5 luglio 1 numero   1    
6 dicembre [? + 1] [?] [?] 458   1
1863          
1864          
1865          
1866          
1867 20 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
14 marzo 4 numeri 4      
23 aprile 1 numero459       1
10 luglio [? + 15] 12 3    
totale 1857–1867 106 numeri (min.) canto e pf. rid. per pf. pf. solo altro
    72 29 3 2
[Page]

> sintesi dei materiali documentati per tipologie

1857 58 numeri sacro profano strumentale didattico
      36 22  
1858 10 numeri sacro profano strumentale didattico
      7 3  
1859 13 numeri sacro profano strumentale didattico
      13    
1860          
1861          
1862 5 numeri (min.) sacro profano strumentale didattico
      1460 4  
1863          
1864          
1865          
1866          
1867 20 numeri (min.) sacro profano strumentale didattico
      17461 3  
totale 1857–1867 106 numeri (min.) sacro profano strumentale didattico
      74462 32  

5. Depositi - Francesco Veladini (1860–1866)

> sintesi cronologica

Osservazioni preliminari

Nel seguente elenco si registrano le quattro opere musicali, presenti nei fondi cantonali, con chiaro riferimento allo stampatore Francesco Veladini di Lugano. In tutti i casi si tratta di prodotti della casa editrice torinese Giudici e Strada. A mancanza della relativa documentazione (petizioni di Veladini e/o lastre di deposito o simili riferimenti negli stessi spartiti) si presume che Veladini (il cui nome figura sui frontespizi delle opere, tra i concessionari o ‘depositi’ di Giudici e Strada al di fuori del Regno di Sardegna)463 abbia operato come intermediario per l’editore italiano in Ticino, particolarmente quale depositario degli esemplari d’obbligo al Consiglio di Stato.464

Prima di stabilirsi a Torino, Giovanni Battista Giudici (1820–1886) e Achille Strada (1822–1880) avevano ricevuto la loro formazione di incisore di musica presso Ricordi a Milano. In seguito alla morte dell’editore musicale torinese Antonio Racca, nel 1859, i due fondarono assieme la ditta Giudici e Strada, dopo aver acquistato dagli eredi di Racca il suo negozio, compreso tutto il catalogo. Operarono con successo per più di due decenni. 465

Francesco (II) Veladini (1841–1924) rappresenta la terza generazione di una famiglia di tipografi e librai di origine milanese, attivi a Lugano sin dai primi dell’Ottocento.466 Sotto la sua guida l’ormai prima tipografia della Svizzera italiana pubblica principalmente periodici (tra cui la Gazzetta Ticinese), testi ufficiali, materiali scolastici e libri di vario genere. Edizioni musicali invece mancano quasi completamente nel proprio programma editoriale. Al di là dei depositi per Giudici e Strada, l’editore della Gazzetta Ticinese (che Veladini addirittura dirige dal 1874 al 1905)467 è punto d’appoggio per case editrici svizzere di oltre Gottardo, per diverse testate estere e a volte anche per produttori di articoli non letterari.468

Il ruolo di Veladini come depositario al Consiglio di Stato delle copie legali per Giudici e Strada va inquadrato al breve lasso di tempo tra la costituzione della casa editrice torinese, nell’agosto 1859, e la Convenzione per la protezione reciproca della proprietà letteraria ed artistica del 1868 (cfr. Documenti.vari.1868.1), la quale, entrata in vigore il 1 maggio del 1869, mette definitivamente fine alle operazioni di Euterpe Ticinese. A tutta probabilità, la stamperia di Chiasso era il motivo principale per il deposito che Giudici e Strada fece effettuare di alcuni dei suoi prodotti di spicco. Veladini, in qualità di concessionario della casa editrice torinese, è invece documentato ancora per gli anni successivi alla Convenzione italo-svizzera: Ancora nel catalogo di Giudici e Strada del 1875, “Lugano, Veladini” continua a figurare tra i “Depositi” ufficiali. 469

Per i motivi descritti, la seguente disposizione in forma di elenco avviene in ordine numerico, che molto probabilmente riflette anche quello cronologico, sia di produzione degli spartiti che dei depositi al Consiglio di Stato.

Nei materiali musicali conservati nei fondi cantonali, che corrispondono agli spartiti fatti depositare da Giudici e Strada, si tratta a maggior parte di esemplari completi delle relative composizioni (quattro opere teatrali, due di Serafino Amedeo De Ferrari e due di Errico Petrella), rilegate nella brossura originale. 470

La data accanto al titolo delle opere segna la prima rappresentazione.

Va sottolineato che la tipografia Veladini di Lugano non può essere elencata tra le stamperie ticinesi che praticarono la pirateria musicale: alla luce del presente stato della ricerca, il suo ruolo si limita a quello del depositario-concessionario dei prodotti originali di Giudici e Strada. In precedenza Veladini aveva inoltre operato come corrispondente per l’editore musicale Paolo De Giorgi di Milano. Un’attività di stampa musicale propria a danno di editori esteri, invece, non può essere constatata.

Il totale dei depositi di Veladini documentati ammonta a un numero minimo di 70 singoli numeri di lastra.

Per mancanza di date concrete dei depositi e considerato che si tratta esclusivamente di repertorio operistico, nel caso di Veladini, una sintesi quantitativa e per tipologie dei depositi non ha luogo.

[Page]

[senza data]

[5 numeri]

canto e pianoforte

Serafino Amedeo De Ferrari (1824–1885)

Il menestrello (17 aprile 1859)471

5002Gran Scena e Duetto con Cori. Per un nemico

5003Duetto. Per salvare il padre mio

5004Aria. Signori rispettabili

5009Scena e Terzettino. Caro mi torni in vita

5010Cavatina. Della vita in sull’aurora

[senza data]

[17 numeri]

canto e pianoforte

Serafino Amedeo De Ferrari (1824–1885)

Il cadetto di Guascogna (9 novembre 1864)472

8043473 Atto I. Sinfonia

8044Coro d’Introduzione. Dunque è vero?

8045Scena ed Aria. Come Achille dal campo dei Greci

8046Sortita d’Amelia con Coro. Viva viva, a festa a festa

8047Minuetto Terzettino. A voi che le doti

8049Coro e Scena. Che è accaduto?

8050Coro militare e Canzone. In campo ed in quartier; Scena e Racconto. D’una vedova infelice

8052Scena Finale I. Dio mi guida!...

8053Atti II. Coro. In onor della giovine sposa

8054Scena e Canzone. Viva i tre gigli

8055Recitativo e Duetto. Cos’è stato, rispondete; Romanza. Come un eco

8056Duetto. Voi quì... già vi credea

8058Coro Finale II. La novella è sorprendente!

8059Atto III. Recitativo e Ballata. Passati i tristi giorni; Romanza. T’amo nell’estasi

8061Scena e Quartetto. Qual riso di scherno

8062Scena e Terzetto. Voi dunque sareste

8063Scena e Finale ultimo. L’attenderò

[senza data]

[26 numeri]

canto e pianoforte

Errico Petrella (1813–1877)

Celinda (11 marzo 1865)474

8760/8800Sinfonia

8801Atto I. Introduzione. Alfin tramonta il sole!

8802Canzone bellica. Io veggio, io veggio cimieri, e bende

8803Scena e Romanza. Sulla terra un angiol vidi

8804Scena e Vaticinio. Due stelle in ciel sorridono

8805Polacca. Confido all’aura, confido al rio

8806Scena e Terzetto. Vien Celinda

8807Scena e Romanza. Se la sua fama e il soglio

8808Recivativo e Scena dell’Incoronazione. Gran Dio illumina

8809Inno. Nella Real tua clamide

8810Testa di Finale. Ora che il serto regio

8811Largo del Finale I. Sire, non può costei

8812Seguito e Stretta Finale I. Alla guerra, alla guerra

8813Atto II. Preludio, Scena e Duettino. A me quel nappo

8814Romanza. O figlia, o cara figlia adorata

8815Scena e Duetto. Tutti i grandi han congiurato

8816Terzettino. Che festi, Arnaldo?

8817Gran Marcia trionfale e Coro. Viva Rodrigo, in campo viva

8818Cantabile. Sovra libere contrade

8819Gran Scena e Duetto. Si, regina del mio core

8820Atto III. Preludio, Gran Scena e Recitativo. Confido ai zeffiri

8821Scena e Romanza. Ah sul mio cor

8822Duetto. Celinda

8823Scena e Romanza. Tra l’ara e il talamo

8824Duetto. Grazie, o Signor...

8825Scena e Terzetto finale. Ah! lasciatemi, o crudi, lasciatemi

[senza data]

[22 numeri]

canto e pianoforte

Errico Petrella (1813–1877)

Caterina Howard (7 febbraio 1866)475

9000Atto I. Preludio

9001Introduzione. Gran Coro, Barcarola e Brindisi. Viva il licor che immemori

9002Scena, Recitativo e Romanza. Vederla oppressa

9003Scena e Cavatina. Nella città magnifica

9004Gran Scena e Duetto. Ah! se m’ami

9005Atto II. Preludio

9006Recitativo, Scena delle Tombe e Romanza. Era sì giovane

9007Recitativo, Scena e Coro interno. Io piango?... Enrico d’Inghilterra!

9008Gran Scena e Duettino. Tutto rammento

9009Coro di Cortigiani. Brilla ognor più bella

9010Scena e Recitativo con Coro. S’avanza il re

9011Gran Scena e Duetto. Non fu dessa

9012Atto III. Coro d’Introduzione. No, giammai così sereno

9013Marcia ballabile con Coro. Compiuto è il rito

9014Recitativo e Scena del Torneo. Guerrier, v’infiammi il core

9015Scena e Duettino. Senti i palpiti frequenti

9016Scena, Recitativo e Canzone. Di Riccardo, il franco arciero

9017Gran Scena e Finale III. Di nuove angosce

9018Atto IV. Preludio.

9019Scena e Recitativo. Regina... Sir Cramner!

9020Scena e Duetto. Invan tornasti a pascere

9021Scena e Finale ultimo con Coro. Che veggo!... Iniqui!...

Note
1.

Oltre alla normativa legale riguardante il deposito (Documenti.vari.1835.1), vedi in questo contesto anche Carteggio.1836.2 3.

2.

Le quattro cifre del rispettivo anno sono parte fissa della lastra e vengono aggiornate con ogni annata di produzione.

3.

Il timbro a secco ovale “GIOVANNI | MILANO | RICORDI”, inteso come sigillo di autenticità della merce a fronte di prodotti contraffatti, appare nei depositi di Pozzi all’inizio del 1853, mentre verrà utilizzato ancora mesi dopo la morte di Giovanni Ricordi (15 marzo 1853), e cioè dopo il passaggio della direzione di Casa Ricordi al figlio Tito. Solo successivamente si adopera un nuovo timbro a secco, sempre ovale, con la scritta “TITO RICORDI | IN | MILANO”, applicato solitamente in basso a sinistra del frontespizio. Nei depositi di Pozzi, questo nuovo tipo si trova per la prima volta il 9 agosto 1855 (NB: non si registrano depositi di Pozzi dopo il 13 agosto 1853 e prima del 9 agosto 1855). Un rinnovato tipo di timbro a secco che riporta anno e mese di produzione, assieme alle iniziali di Tito Ricordi (ad esempio: “T. R. | 59 | 2”) è documentato nei depositi soltanto dai primi mesi del 1859 in poi, dopo la cessione dell’attività di Pozzi a Bustelli-Rossi.

4.

Rossini, Stabat Mater (in partitura). Qui la scritta legge: “MENDRISIO, presso CARLO POZZI.” (a grandi lettere, in grassetto) seguita da “FIRENZE, G. Ricordi e Jouhaud. [spazio] MILANO, Gio. Ricordi [spazio] PARIGI, Troupenas e C.o [spazio] LONDRA, Cocks e C.o [spazio] MAGONZA e ANVERSA, figli di B. Schott”; vedi Illustrazione 28).

5.

In questa lastra di deposito è stata stampata la data intera, a differenza delle lastre di data posteriore; presumibilmente si tratta di un prototipo. La prassi di stampare solo l’anno, lasciando libero lo spazio per giorno e mese, si stabilisce a partire dalla fine del 1836.

6.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dell’opera, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito del volume da parte di Pozzi è Inventario.1887 che circoscrive l’opera in questi termini: “Fanna | Variazioni p. Piano su l’Op. «La Sonnambula[»].” Nel programma di Ricordi, un analogo brano è registrato al numero 9305, secondo il Librone Ricordi databile a maggio-giugno 1836. Un deposito è quindi ipotizzabile per l’estate del 1836, presumibilmente nell’ambito di quello del 27 giugno, che comprese, tra gli altri, il numero di catalogo successivo (n. 9306).

Il caso di un’altra serie di Variazioni di Fanna su una melodia dalla Sonnambula (op. 17, Variazioni e Finale alla Polacca sulla Cavatina Tutto è gioja nella Sonnambula di Bellini), nel catalogo Ricordi al numero 5535, è databile a settembre 1831, anni prima dei depositi d’obbligo dovuti alla legge del 1835. Per questo motivo, la voce in Inventario.1887 dovrebbe riferirsi al numero 9305.

7.

Anche in questa lastra di deposito è ancora stata stampata la data intera.

8.

Anche in questa lastra di deposito è ancora stata stampata la data intera.

9.

Anche in questa lastra di deposito è ancora stata stampata la data intera.

10.

Nel caso dei numeri 9717, 9727 e 9728, la lastra di deposito porta la data “li 31. Xbre 1836”.

11.

Titolo sul frontespizio: “Vallace | Melodramma tragico in quattro Atti | Musica dell’opera | Guglielmo Tell”. Inventario.1887 (p. 7) registra i materiali sotto “Rossini. | «Guglielmo Tell»”.

12.

Si tratta dell’unico dei tre fascicoli portante la data completa: “li 31. Xbre 1836” (solo nell’esemplare in SBT). La data del debutto dell’opera (19 novembre 1836) suggerisce una produzione del materiale musicale già nei mesi di novembre e dicembre 1836. Secondo il Librone Ricordi, i numeri 9679 e 9680 sono databili a dicembre 1836, il 9685 a gennaio 1837.

13.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dei due numeri, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito dell’opera di Raimondi da parte di Pozzi è Inventario.1887, che lo registra come segue: “Raimondi | «Isabella degli Abenanti» N.i 9610 e 9612 (Canto e Piano). | Pezzi N.o 2 tutti gli altri mancanti.” Casa Ricordi aveva in programma solo quattro elementi dell’opera, ai numeri 9609–9612, secondo il Librone Ricordi tutti databili tra novembre 1836 e gennaio 1837.

Va inoltre notato che il numero 9604 (“Scena e Duetto. Dolce istante inaspettato” da: Gaetano Donizetti, Betly; cfr. il deposito del * 26 settembre 1836) che, secondo il Librone Ricordi, è databile poco prima di Isabella degli Abenanti, nell’esemplare depositato da Pozzi porta la data “li 26 Settembre 1836”. La collocazione cronologica del deposito dei numeri 9610 e 9612 “[tra ottobre 1836 e marzo 1837]” ne tiene conto, estendendo ipoteticamente il lasso di tempo fino alla data del deposito successivo (30 marzo 1837).

14.

L’Avviso musicale rappresenta l’unico riferimento al deposito dell’opera, assieme a Carteggio.1837.1, che conferma l’invio da Milano di “10 Pezzi dell’Opera” (presumibilmente nella versione per canto e pianoforte). Sia il tipo di edizione che il volume del deposito non è ulteriormente accertabile. Anche in Inventario.1887 manca ogni cenno a Pia dei Tolomei.

15.

Nei fondi cantonali (ASTi, UNA 636/10) si conservano soltanto i numeri 10205 e 10206, che portano la datazione “li 17. 8bre 1837”.

16.

L’esemplare unico del brano in SBT (LGC LP MUS 67; opera non presente in ASTi) non contiene la consueta lastra di deposito stampata, ma porta sul retro la dichiarazione manoscritta di Pozzi con l’analogo contenuto (“Il sotto[scritto] Cessionario del proprietario pone la presente opera | sotto la protezione della Legge 20. Mag.o 1835. sulla | proprietà letteraria, avendone Consegnati al Cons.o | di Stato gli esemplari voluti dall’art.o 9. della stessa | Legge. | Castello S. P. li 23 9bre 1837. | Carlo Pozzi”). Inventario.1887 (p. 4) lo menziona come “unico pezzo”.

17.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dell’opera, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito del volume da parte di Pozzi è Inventario.1887 che circoscrive l’opera come segue: id. [Nava] | Esercizj di Vocalizzo a due Soprani due fascicoli”. La presenza di più esemplari suggerisce una provenienza da deposito legale. Nel programma di Ricordi, il primo libro degli “Esercizi di vocalizzo a due soprani” è registrato al numero 10944, secondo il Librone Ricordi databile a ottobre 1838. Un deposito è quindi ipotizzabile per gli ultimi mesi del 1838, presumibilmente nell’ambito di quello del 19 novembre, che comprese diversi numeri vicini (10949 e 10950).

18.

Secondo l’indicazione sul frontespizio “Rappresentato al R. Teatro S. Carlo di Napoli nell’Autunno del 1838”.

19.

Il nome del relativo autore si trova stampato alla fine di ogni sezione dell’opera (Introduction, Tema: F. Liszt; Première Variation: S. Thalberg; Quatrième Variation: H. Herz, ecc.). I nomi di Pixis, Czerny e Chopin, elencati in copertina come ulteriori partecipanti del “Concert de M.e la Prinçesse Belgiojoso” (e come co-autori del Morçeau de concert), nel presente spartito delle “Grandes Variations de Bravoure” non figurano tra gli autori delle singole sezioni.

20.

Secondo l’indicazione sul frontespizio “Rappresentato al R. Teatro S. Carlo di Napoli nell’Autunno del 1838”.

21.

Il numero stampato erroneamente su tutte le lastre del fascicolo è “11293”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

22.

Nell’esemplare in SBT, i tre brani sono rilegati assieme in brossura originale. Il terzo brano, a partire dalla seconda pagina, porta il doppio numero “10964 | 10986“ (conforme all’analoga annotazione nel Librone Ricordi).

23.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dell’opera, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito dell’edizione da parte di Pozzi è la relativa nota in Inventario.1887 (p. 30), che la registra in questi termini: “id [i. e. Thalberg] | «Andante» p. Piano Op. 32 (due copie)”. La presenza di più esemplari suggerisce una provenienza da deposito d’obbligo. Nel programma di Casa Ricordi il brano porta il numero 10993, databile, secondo il Librone Ricordi, a marzo-maggio 1839. Il deposito di Pozzi va collocato largamente “[ante 16 dicembre 1839]” in base alla posizione numerica dell’opera nel contesto dei depositi, possibilmente nell’ambito di quello del 9 aprile 1839, che comprese diversi numeri vicini (10984–10986 e 10994).

Va notato che la stessa composizione di Thalberg appare inoltre in Catalogo.Lucca.1859 (p. 103), al numero “*477”, segnato con un asterisco per identificare l’edizione ‘di fondo estero’ (mentre manca in Catalogo.Lucca.1847). La nota relativa a questa edizione nel Librone Lucca (p. 10) legge: “477 | Thalberg | Andante Op.a 32. Pour Piano | Chiasso”, suggerendo una realizzazione da parte di Euterpe Ticinese di Chiasso, mentre non si conserva alcun esemplare di una relativa edizione Euterpe Ticinese (il numero di catalogo 477 è assegnato ad altro). Il periodo di produzione di questa edizione può essere inquadrato solo largamente agli anni tra il 1835 e il 1840; non si esclude una produzione contemporanea o poco successiva all’edizione Ricordi. Non è del tutto escluso che la voce in Inventario.1887 (p. 30) possa riferirsi all’edizione Euterpe Ticinese, non altrimenti documentata.

24.

Al numero 12701 (segnato nello spartito alla riga sotto il 12651) figura nel Catalogo Ricordi la Sinfonia nella riduzione per pianoforte solo, indicando quindi lo stesso identico brano musicale.

25.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dei sette numeri, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito dell’opera da parte di Pozzi è Inventario.1887, che registra i materiali come segue: “Savi | «L’Avaro» Copie N.o 3 (C. e P.) [...] Pezzi N.o 7 p. copia”. Nel programma di Ricordi, l’opera nella riduzione per canto e pianoforte è composta da sette numeri (12738–12744), il deposito riguarda quindi l’opera nel suo insieme. Secondo il Librone Ricordi tutti e sette i numeri sono databili tra febbraio e marzo 1841; un deposito è ipotizzabile per la prima metà del 1841.

26.

Del numero 12845 nei fondi cantonali si conserva un solo esemplare (ASTi, UNA 636/4, con lastra di deposito datata “li 21. Giug.o 1841”), mentre manca il numero 12846. Unico indizio per un deposito di quest’ultimo, presumibilmente assieme a 12845, è Inventario.1887 (p. 5) che, dell’opera Il proscritto di Nicolai, nella versione per canto e pianoforte, elenca “N.o 12845 duplicato e 12846 – Totale pezzi N.o 3”. L’assunzione nel presente catalogo avviene in modo provvisorio.

Dell’opera Il proscritto di Nicolai, il Catalogo Ricordi registra unicamente questi due numeri, databili, secondo il Librone Ricordi, 8 rispettivamente 15 aprile 1841.

27.

Titolo secondo Inventario.1887 (p. 27): “«Album Musicale» p. Canto e Piano”.

28.

Nel caso del numero 12948, l’esemplare in SBT (LGC LP MUS 71/8) porta la data “li 8. 9bre 1841” sulla lastra di deposito.

29.

L’intera serie di fascicoli di Don Papirio sindaco si distingue per una qualità di carta notevolmente inferiore a quella della maggior parte dei prodotti presentati da Pozzi. In più si segnalano delle correzioni manuali (vedi n. 13217). Presumibilmente gli esemplari inviati da Milano per il deposito sono da considerarsi prototipi o stampe di prova.

30.

In uno dei due esemplari conservati in ASTi (UNA 618/4), il brano porta diverse correzioni manuali apportate ad inchiostro sulle prime due pagine dello spartito.

31.

L’edizione di Pozzi utilizza la dicitura “Margarita d’Yorck”.

32.

Il fascicolo numerato “13117–13120” (sulle pp. 1–9; a partire da p. 10: “13119–13120”) comprende uniti i numeri 13117 e 13119, saltando il 13118. Nel Catalogo Ricordi questa combinazione è elencata con il numero unico 13120 (“Seguito e Cabaletta del Duetto-Finale III. Oh se a placar tant’odio [...] unito e senza la Romanza [...] frammezzo”).

33.

Incipit nel titolo del brano: “Ah! mi lascia o scellerato”; incipit musicato: “Ah! mi lascia o sciagurato”.

34.

Nel caso dell’esemplare in SBT (LGC LP MUS 60/1) la lastra di deposito porta la datazione incompleta (“li 30. [vacat] 1841”).

35.

Oltre alla lastra di deposito all’interno del volume, i due esemplari nei fondi cantonali portano sul retro una breve nota manoscritta di Pozzi di analogo contenuto (“Castello li 2 xbr 1841 | C. Pozzi”).

36.

Diversamente da quanto indicato sul frontespizio (nonché nel Catalogo Ricordi al numero 13244), l’edizione depositata da Pozzi contiene, come si legge all’interno dello spartito, “3 Caprices Op. 36”, brani sempre dei titoli indicati sul frontespizio e nel Catalogo Ricordi (Le Tourbillon; L’Angelus; La Sauterelle).

37.

Numero non compreso nell’esemplare dell’opera conservato in SBT. Secondo Inventario.1887 (p. 7), nei due esemplari dell’opera Corrado d’Altamura (tuttoggi presenti nei fondi cantonali) si tratta di “N.o 2 Copie (C. e P.) complete”.

38.

Nella petizione: “li N.i di Catalogo 13376 al 13785” [sic]. La prima edizione col solo testo latino, che inizia con il numero 13376, comprende i numeri fino al 13385; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

39.

Nella petizione senza nome d’autore e senza indicazione del tipo di riduzione; precisazione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

40.

Negli esemplari conservati nei fondi cantonali, la lastra di deposito porta la data “li 30. Giug. 1842”. Ciò vale anche per i sei numeri dell’opera depositati in data 3 luglio 1842 (cfr. Pozzi.petizioni.85).

41.

Negli esemplari conservati nei fondi cantonali, la lastra di deposito porta la data “li 27. xbre 1841”.

42.

Nella grande maggioranza dei materiali depositati con la petizione del 26 gennaio 1842 (numeri 13388–13399, 13554, 13560 e 13563) la lastra di deposito porta la data “li 31 Gennajo 1842”, rispettivamente “li 5 Febbrajo 1842” (numeri 13569–70 e 13572), tutti posteriori alla data della petizione. Come risulta dall’avviso di Casa Ricordi a Milano del 30 gennaio 1842 (cfr. Carteggio.1842.1), Pozzi rivecette “sei pezzi della Padilla e 12 della Saffo”, con l’ordine di depositare “que’ della Saffo subito, subito[,] tre altri della Padilla, e di questa soli 3 restanti per il 6 di Febbraro.” Il deposito di Pozzi sembra essere avvenuto tra il 30 gennaio e 4 febbraio (data dell’accusa di ricevimento della petizione).

Il caso è degno di nota per due motivi: come documenta l’avviso arrivato da Milano, Pozzi riceve gli esemplari da depositare da casa Ricordi via posta, mentre, nella petizione al Consiglio di Stato dichiara espressamente di stampare lui stesso le opere in questione (“quali opere vado a riprodurre nel Cantone mediante la Calcografia”). Tutti i numeri di Saffo, presenti nel deposito, portano inoltre come riferimento all’Editore principale sul frontespizio la scritta “Mendrisio presso C. Pozzi” (prima di Ricordi Milano, seguito da Ricordi Firenze); idem quasi tutti i numeri di Maria Padilla (qui invece: “MENDRISVO [sic] | PRESSO CARLO POZZI”, prima di Ricordi Milano, seguito da Ricordi Firenze; vedi Illustrazione 23).

43.

Il numero 13081 (Garcia, Metodo ossia Scuola di Canto) è l’unico titolo del deposito, di cui nei fondi cantonali non si conserva alcuna copia.

44.

Nella petizione Pozzi cita il numero due volte di seguito, ovviamente per errore (cfr. Pozzi.petizioni.1842.1).

45.

Del numero 13562, elencato nella petizione, non si conserva alcun esemplare nei fondi cantonali.

46.

Nel Catalogo Ricordi i numeri 13569 e 13570 figurano come una unità singola.

47.

Nel caso del numero 13556, la lastra di deposito porta la data “li 16. Febbrajo 1842”, una settimana dopo la data della petizione (inviata il 9, ricevuta il 10 febbraio). Gli ulteriori numeri che fanno parte di questo deposito, mancano nei fondi cantonali. Il riferimento al “giorno della loro pubblicazione” riguarda ovviamente, senza precisarlo, la pubblicazione in Italia, prestabilita da Ricordi, facendo però credere al destinatario che la pubblicazione avvenisse a Castel San Pietro (per casi simili di intenzionali incongruenze tra la data della petizione e della data inserita nella lastra deposito, cfr. Carteggio.1837.1 e Carteggio.1842.1).

48.

Nella petizione senza indicazione di numero (“Un pezzo della Maria Padilla [...] ridotto p. piano-forte solo”); identificabile ‘per esclusione’ tra i fascicoli in SBT e in ASTi, unico con la lastra di deposito datata “li 26 Feb.o 1842”. Nel Catalogo del 1855, il numero porterà il titolo corretto, Core innocente e tenero (Catalogo.Ricordi.1855, p. 352).

49.

L’unico elemento del deposito con la scritta “Mendrisio presso C. Pozzi” come riferimento all’editore principale è il numero 13199 (Pacini, Saffo).

50.

I numeri 13386 e 13387 non figurano tra i materiali depositati secondo la petizione di Pozzi del 20 marzo 1842 (cfr. Pozzi.petizioni.88). Ciononostante i due fascicoli conservati in SBT (LGC LP MUS 121/5–6), nella lastra di deposito riportano la stessa data (“li 20 m.zo 1842”); si suppone un deposito, non documentato altrimenti, avvenuto intorno o contemporaneo a quello dei numeri 13422–13425.

51.

Nella petizione: “13507 al 13514. inclusive”. Non presente in SBT e ASTi; non menzionato in Inventario.1887.

52.

Nel caso di tutti i 18 fascicoli di Donizetti, Maria Padilla e i sei di [Ricci], [Corrado d’Altamura], la lastra di deposito porta la data “li 30 Giug.o 1842“.

53.

Gli unici elementi del deposito con la scritta “Mendrisio presso C. Pozzi” come riferimento all’editore principale sono i numeri 13559, 13568, 13575 e 13577 (tutti da: Donizetti, Maria Padilla).

54.

Nella petizione (cfr. Pozzi.petizioni.85), i numeri dal 13404½ al 13412 sono elencati assieme a quelli precedenti (e analogamente senza ulteriori indicazioni ed incipit testuali), come facenti parte di Donizetti, Maria Padilla. Ovviamente si tratta di una svista di Pozzi (vedi anche la nota seguente); correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi. Nella lastra di deposito, i sei numeri dal 13404½ al 13412 portano la data “li 30 Giug.o 1842”.

55.

Incipit nel titolo del brano: “Udiste? oh scorno!”; incipit musicato: “Udiste? oh orror!”.

56.

Nella petizione (cfr. Pozzi.petizioni.85), il numero 13517 appare due volte, da una parte per indicare Kalkbrenner, op. 121, Due Notturni, e dall’altra come parte della serie non specificata di Donizetti, Maria Padilla (vedi la nota precedente). Evidentemente si tratta di una svista di Pozzi; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

Nel caso del numero 13517 la lastra di deposito porta la data “li 26 ap.le 1842“.

57.

Nel caso del numero 13744 la lastra di deposito porta la data “li 24 Giug. 1842“.

58.

Nel caso del numero 13523 la lastra di deposito porta la data “li 24 Giug.o 1842“.

59.

Ortografia usata da Pozzi: „Odoardo Volff”.

60.

Nel caso del numero 13743 la lastra di deposito porta la data “li 24 Giug. 1842“.

61.

Nel caso del numero 12875 la lastra di deposito porta la data “li 24 Giug.o 1842“.

62.

I due elementi del deposito che   n o n   portano sul frontespizio la scritta “Mendrisio presso C. Pozzi” come riferimento all’editore principale sono i numeri 13981 e 13989 (Lanner, Valzer).

63.

L’unico esemplare della partitura rintracciabile nelle biblioteche del Canton Ticino, è custodito in BSF (Lugano, Biblioteca salita dei Frati). Si tratta di un esemplare rilegato in mezza pelle, come altre partiture derivanti dai depositi d’obbligo, che porta sulla lastra di deposito di Pozzi la datazione “li 27 x.b 1842”. In Inventario.1887 (p. 26), dello Stabat mater di Rossini si elencano soltanto le parti staccate, non la partitura, motivo per ipotizzare una possibile divisione dei fondi (tra musiche sacre e profane), se non addiritura la sistematica cessione di musiche di stampo religioso, già prima della stesura di Inventario.1887. Il presente caso è l’unico in assoluto di un elemento proveniente dai depositi di Pozzi, pervenuto in una biblioteca esterna ad ASTi e SBT.

64.

Secondo la petizione sommaria di Pozzi, il deposito del 18 luglio 1842 comprendeva i numeri “13836 al 13849 Inclusive Pezzi Cinque dell’opera”. L’identificazione dei numeri 13837, 13841 e 13846 avviene in base agli esemplari conservati in SBT e ASTi. Nel caso di questi cinque numeri, la lastra di deposito porta la data “li 25. lug.o 1842”.

65.

In vari casi la lastra di deposito porta la data “li 1.o Ag.to 1842” (cfr. i numeri 13936 e 13937) oppure “li 4. Ag.to 1842” (n. 13941).

66.

Nella petizione elencato con il numero 13842 e senza indicazione del tipo di riduzione; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

67.

L’unico elemento del deposito con la scritta “Mendrisio presso C. Pozzi” come riferimento all’editore principale è il numero 13945.

68.

Nel caso dei numeri 13883, 13895 e 13897, la lastra di deposito porta la data “li 1. 7bre 1842”, nei numeri 13810, 13812, 13884 e 13885 invece “li 6 7bre 1842”.

69.

Nella petizione di Pozzi i numeri 13810 e 13812 sono elencati quali “pezzi ridotti per cembalo solo”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi e agli esemplari nei fondi cantonali.

70.

Nei numeri 13934, 13943 e 13953 la data inserita nella lastra di deposito è “li 7. 7bre 1842”, che solo in 13953 è corretta manualmente in “li 15. 7bre 1842”. Nel caso del numero 13815 la data legge “li 12. 7bre 1842”.

71.

Nel caso dei numeri 13816, 13824, 13827 e 13894 la lastra di deposito porta la data “li 19. 7bre 1842”; nei numeri 13954 e 13955 invece la data legge “li 15. 7bre 1842”.

72.

Il fascicolo nella partitura rilegata, conservato in SBT (LGC LP MUS 39) porta unicamente il numero 13950, mentre quello sciolto in ASTi (UNA 626/3) mostra un doppio numero stampato: 13950 e 14228. Questo secondo tipo presenta inoltre l’aggiunta al titolo “Eseguito a Parigi colla nuova cabaletta dai Sig.ri Mario, e Lablache”. Secondo il Catalogo Ricordi, quest’ultimo tipo venne prodotto nel “1843 Marzo”. Infatti, il fascicolo con entrambi i numeri in ASTi porta la data “li 28 Feb.o 1843” e proviene ovviamente da un deposito posteriore (cfr. Pozzi.petizioni.1843.5 del 7 marzo 1843). Inventario.1887 (p. 2) elenca, oltre a una copia completa dell’opera e una incompleta, anche tre esemplari separati di questo brano (“«Linda di Chamounix». Scena e Duetto N.o 20 [i. e. Ciel che dite? Linda è morta] triplicato (C e P.)”).

73.

Nella petizione: “13850 al 56”; precisazione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

74.

Nella petizione i due fascicoli sono elencati con i numeri 13975 e 13976; precisazione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

75.

Nel deposito del 2 ottobre 1842 Pozzi presenta l’edizione originale Haslinger (“Nixen-Tänze für das Piano-Forte”) con titolo unicamente in tedesco e il caratteristico frontespizio di Haslinger (con il rispettivo numero di lastra “T. H. 8781” su tutte le pagine di musica, affiancato solo sul frontespizio dal numero Ricordi 14034, manoscritto; il prezzo stampato, cancellato, è sostituito a mano da quello di Ricordi).

Diversamente dal numero 14043, Johann Strauss, Die Fantasten (Haslinger “T. H. 8841”), depositato il 2 novembre 1842, l’op. 198 di Lanner, Nixen-Tänze, non verrà riproposto più avanti in una nuova edizione Ricordi.

76.

Nel caso di alcuni fascicoli (tra cui i numeri 14156 e 14146–47), la lastra di deposito porta la data “li 15. 8bre 1842”.

77.

L’unico elemento del deposito pervenuto che   n o n   porta sul frontespizio la scritta “Mendrisio presso C. Pozzi” come riferimento all’editore principale, è il numero 14157 (Hünten op. 122, Variations brillantes); del numero 12564 (Lablache, Metodo) nei fondi cantonali non si conserva alcuna copia.

78.

Nella petizione: “14146“. La parte del pianoforte porta il numero di lastra 14146–47, quella del flauto il 14146, quella del violoncello il 14147 (indicazioni sul frontispizio della parte del pianoforte: “14146 avec Flûte”, “14147 avec Violoncelle”).

79.

Gli unici elementi del deposito con la scritta “Mendrisio presso C. Pozzi” come riferimento all’editore principale sono i numeri 13752 (Golinelli, Rimembranze) e 13913 (Donzelli, Esercizi).

80.

Gli esemplari nei fondi cantonali non contengono la consueta lastra di deposito, ma portano sul retro la dichiarazione manoscritta di Pozzi con l’analogo contenuto (“Depositati presso il Lod.e Cons.o di Stato del Cantone | Ticino li tre esemplari voluti dalla | Legge 20 maggio 1835 sulla proprietà | letteraria ecc. | Castello S. P. li 2. 9bre | 1842. | Carlo Pozzi”).

81.

Brano nuovamente depositato in data 9 dicembre 1843 (cfr. Pozzi.petizioni.76), benché in altra veste: Nel deposito del 2 novembre 1842 Pozzi presenta l’edizione originale di Haslinger con titolo unicamente in tedesco e il caratteristico frontespizio di Haslinger (con il rispettivo numero di lastra “T. H. 8841” su tutte le pagine di musica, cancellato soltanto sul frontespizio e sostituito con il numero Ricordi 14043, timbrato a inchiostro; idem il prezzo). Con il deposito del 9 dicembre 1843 invece si propone una nuova edizione Ricordi a tutti gli effetti, sempre per pianoforte, reincisa, con titolo in italiano e l’unico numero di lastra 14043, ora con la tipica incorniciatura del frontespizio Ricordi e dichiaratamente in comproprietà (“Proprietà di G. Ricordi in Milano e T. Haslinger in Vienna”).

82.

Le lastre di deposito utilizzate sono quelle del 1842, la correzione manuale dell’annata avviene soltanto in una parte dei fascicoli.

83.

Petizione senza indicazione di data; secondo l’accusa di ricevimento sul retro “Senza data Castello 24 Gennajo 1843.” (idem la data di ricevimento). Le lastre di deposito portano datazioni analoghe, tra cui “li 23 Gen.o 1843” (nel caso dei numeri 14387 e 14388 invece si legge: “li 12 Gen.o 1843”, nel 13492: “li 16 Gen.o 1843”).

84.

Diversi fascicoli portano una data di gran lunga precedente a quella della petizione, tra cui i numeri 14390 (“li 8 Feb.o 1843”), 14487 (“li 15. Feb.o 1843”), 14491 (“li 18 Feb.o 1843”), 14391 (“li 22 Feb.o 1843”) nonché 14227, 14228 e 14492 (“li 28 Feb.o 1843”).

85.

In diversi fascicoli la lastra di deposito porta una data di gran lunga precedente a quella della petizione, tra cui i numeri 14438 (“li 1. m.zo 1843”), 14392, 14540, 14545, 14551 (“li 6. m.zo 1843”), 13493, 13494, 13900, 13901, 13902, 14482, 14535, 14541, 14547 (“li 10 m.zo 1843”) nonché 13497, 14563, 14569, 14571, 14572 e 14574 (“li 14. m.zo 1843”).

86.

L’esemplare unico del numero 14566 (SBT, LGC LP MUS 127/7) è privo di lastra di deposito e di simili riferimenti.

87.

L’esemplare unico del numero 14575 (SBT, LGC LP MUS 127/11) è privo di lastra di deposito e di simili riferimenti.

88.

Il volume unico con i 25 brani musicali, non altrimenti suddivisi, contiene (in questa successione) i numeri di lastra “14233 14438“, “14231 14438“ e “14232 14438“, in tre fascicoli legati insieme e con la brossura originale incollata. L’edizione separata degli studi n. 11–20, sempre dell’op. 42 di Döhler (al numero 14431), fa parte del deposito del 14 giugno 1843 (cfr. Pozzi.petizioni.72).

89.

In diversi fascicoli la lastra di deposito porta la data “li 27. m.zo 1843” (tra cui i numeri 13903, 13904, 14488, 14490, 14393 e 14567). Sono presenti inoltre le date “li 21. m.zo 1843” (14543, 14548, 14562, 14568) e “li 28. m.zo 1843” (13495, 14570).

90.

Nella petizione elencato con il numero 14590; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

91.

Nella petizione il numero 13495 è elencato come “id.m id.m” (i. e. parte dell’opera precedente, cioè Verdi, I Lombardi alla prima crociata); correzione in base al Catalogo Ricordi.

92.

Nel caso del numero 14394, la lastra di deposito porta la data “li 3. ap.le 1843”.

93.

Diversi fascicoli portano una data di gran lunga precedente a quella della petizione (tra cui i numeri 13496, 13498, 13499, 13905, 14495, 14497, 14498, 14503 e 14504: “li 15 ap.le 1843”; 14597: “li 5 mag.o 1843”).

94.

Nel deposito del 12 maggio 1843 Pozzi presenta l’edizione originale di Haslinger con titolo unicamente in tedesco-stiriano (“S’Hoamweh. Original Steirer Ländler für das Piano-Forte”) e il caratteristico frontespizio di Haslinger (con il rispettivo numero di lastra “T. H. 8971” su tutte le pagine di musica, cancellato solo sul frontespizio e sostituito dal numero Ricordi 14597, stampato; idem il prezzo).

95.

Nella sua petizione, Pozzi cita il titolo della collezione “Sei melodie Italiane […]” solo in riferimento al numero 14623. Nei fondi cantonali si conservano tuttavia due esemplari completi con i sei numeri e titoli elencati sopra.

96.

Nella petizione elencato come opera del “M.o G. Lillo” (Giuseppe Lillo, 1814–1863); correzione in base al Catalogo Ricordi.

97.

Nella petizione di Pozzi: “14430”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

98.

In diversi numeri (tra cui 14607, 14619, 14620, 14621, 14750 e 14901–14904) la lastra di deposito porta la data “li 16. Giug.o 1843”.

99.

Dei numeri 14606 (fascicolo IV) e 14608 (fascicolo VI) nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare.

100.

Il brano con il numero 14911, “Scena e Duetto. Ah! no, t’inganni... ascoltami” (depositato in data 22 luglio 1843 (cfr. Pozzi.petizioni.70), è largamente identico con il numero 15977, “Scena e Duetto. Maria!... Oh supremo piacer!...” (in deposito senza petizione, con lastra datata “li 5. ap.le 1844”), entrambi presenti nei fondi cantonali. Nel Librone Ricordi, il numero 14911 porta la data “28 Giugno 1843”, il 15977 invece “Febb.o 1844”, date grosso modo concordanti con i rispettivi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni con il numero 15977. Nell’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) sono contenute entrambe le versioni del brano.

101.

Il numero 14913, depositato da Pozzi due volte, venne nel processo di produzione assegnato (erroneamente) a due brani dell’opera (corrispondenti soltanto nelle due pagine iniziali), il primo: “Preludio, Scena [e Preghiera]. Havvi un Dio che in sua clemenza” (depositato in data 14 agosto 1843, cfr. Pozzi.petizioni.74), il secondo: “Preludio Scena e Duettino. A così santo affetto” (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75). Le date di deposito corrispondono in pieno con quelle inserite nelle lastre: nel caso del primo (SBT, LGC LP MUS 41) “li 14. Agosto 1843”, in quello del secondo (ASTi, UNA 628/3 [tre esemplari]) “li 11. 8bre 1843”. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni (“Preludio Scena e Duettino. A così santo affetto”; cfr. anche il Catalogo Ricordi).

102.

Il numero 14915, depositato da Pozzi due volte, venne nel processo di produzione assegnato (erroneamente) a due brani dell’opera, il primo: “Scena ed Aria. Ogni mio bene in te sperai“ (depositato in data 14 agosto 1843, cfr. Pozzi.petizioni.74), il secondo: “Scena e ed Aria. Bella, e di sol vestita” (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75). Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni (“Scena e ed Aria. Bella, e di sol vestita”; cfr. anche il Catalogo Ricordi). L’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) contiene entrambi i brani con il numero 14915.

103.

Nella petizione: “in tre esemplari [...] 14631 al 14646 Opera Completa Maria degli Albizzi”. Inventario.1887 (p. 4) menziona soltanto “Una copia (C. e P.) completa e rilegata in pelle.”, che sembra corrispondere con l’unica copia reperibile nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 72, in mezza pelle, con stampato sul dorso “Proprietà | dello | Stato” e lastra di deposito datata “li 14. Agosto 1843”).

Nel presente caso, l’intero esemplare (16 numeri singoli su 217 pagine, a paginatura continuata) presenta la lastra di deposito una sola volta, sul retro del frontespizio generale (prima delle pagine con i nomi dei personaggi-attori e con l’indice). Qui Pozzi, in un caso del tutto eccezionale, non deposita l’opera in fascicoli singoli (con pagine di copertina o quarta di copertina vuote, utilizzate solitamente per inserirvi la lastra di deposito, una per ogni numero). Stavolta invece il materiale si presenta nella veste tipografica del prodotto finale, pronto per la vendita al completo e per essere rilegato, senza pagine bianche. Questo formato, decisamente più elegante, richiede un processo di produzione più mirato rispetto alla stampa a fascicoli sparsi; chiaro indizio per un volume non prodotto da Pozzi nella propria bottega, ma ricevuto da Casa Ricordi nella forma descritta, come articolo tipograficamente ultimato e pronto per la vendita. Sorprende invece la data di deposito, a quasi sette mesi dal debutto dell’opera. Secondo il Librone Ricordi (manoscritto), la grande maggioranza dei numeri dell’opera Maria degli Albizzi venne prodotta tra marzo e maggio 1843 (l’approvazione da parte della censura di Milano avvenne il 18 aprile dello stesso anno). Nel momento del deposito al Consiglio di Stato, ben quattro mesi più tardi, la produzione era quindi avviata da tempo, come dimostra anche l’aspetto generale dello spartito, tipico del prodotto finalizzato e commerciabile. Tutti questi elementi indicano che nel caso di Maria degli Albizzi venne depositato un prodotto Ricordi al 100%.

104.

Il numero 14914, depositato da Pozzi due volte, venne nel processo di produzione assegnato (erroneamente) a due brani dell’opera, il primo: “Scena ed Aria. Bella, e di sol vestita” (depositato in data 18 settembre 1843 [data nella lastra di deposito: “li 6 7bre 1843”], cfr. Pozzi.petizioni.73), il secondo: “Scena e Preghiera. Avvi un Dio [che in sua clemenza]” (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75). Nell’edizione definitiva dell’opera venne assunta la seconda delle due versioni (“Scena e Preghiera. Avvi un Dio che in sua clemenza”; cfr. anche il Catalogo Ricordi). L’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) contiene entrambi i brani con il numero 14914.

105.

Nella petizione elencato come opera “di G. Strauss” (Johann Strauss padre); specificazione in base al Catalogo Ricordi.

106.

Fascicolo con il frontespizio generale della “Raccolta dei più graditi galops per pianoforte di Giuseppe Labitzky”, senza indicazione né del titolo specifico né del numero di catalogo del brano. La lastra di deposito porta la data “li 6. 7bre 1843”. Anche nel caso dei cinque elementi successivi dello stesso deposito, i numeri 15301, 15302, 14753, 14944 e 14945, la data legge “li 6. 7bre 1843”.

107.

Nel caso dei numeri 15301 e 15302 la lastra di deposito porta la data “li 6. 7bre 1843”.

Lo stesso vale per i tre elementi successivi dello stesso deposito, i numeri, 14753, 14944 e 14945.

108.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del brano musicale, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito dell’opera da parte di Pozzi è Inventario.1887, che lo registra come segue: “id. [i. e. Lanner] | «Le stelle della sera» W[alzer] p. Piano. Op. 180”. Nel programma di Casa Ricordi, il brano porta il numero 14850 ed è databile, secondo il Librone Ricordi, a luglio-settembre 1843. Un deposito è quindi ipotizzabile per la seconda metà del 1843, presumibilmente nell’ambito di quello del 18 settembre 1843 (che comprese diversi numeri vicini, tra cui 14852–14854 e 14856).

109.

Nella sua petizione del novembre 1843 (cfr. Pozzi.petizioni.71), oltre ai numeri depositati in questa occasione, Pozzi esprime la sua “preghiera pel solito registro e cenno di ricevuta, [...] pure p. altri pezzi trasmessi unitamente alla mia 15. [sic] 8bre pr.e p.o”. A mancanza di una petizione di tale data si suppone che intendesse il suo deposito dell’11 ottobre 1843.

110.

Il brano “Scena e Cavatina. Gemea di tetro carcere” esiste in due versioni, quasi identiche, entrambe presenti nei fondi cantonali: al numero 14905 (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75) e al numero 15972 (in deposito senza petizione, con lastra datata “li 5. ap.le 1844”). Nel Librone Ricordi, il 14905 porta la data “13 [giugno 1843]”, il 15972 invece “Febb.o 1844”, ambedue le date grosso modo concordanti con i rispettivi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni con il numero 15972. Nell’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) sono contenute entrambe le versioni del brano.

111.

Il brano “Scena precedente il Finale dell’Atto I. Ma che! turbato sei?“, nell’edizione Ricordi esiste in due versioni, quasi identiche, entrambe presenti nei fondi cantonali: al numero 14906 (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75) e al numero 15973 (in deposito senza petizione, con lastra datata “li 5. ap.le 1844”). Nel Librone Ricordi, il 14906 porta la data “26 7bre [1843]”, il 15973 invece “Febb.o 1844”, date non in conflitto con i rispettivi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni con il numero 15973. Nell’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) sono contenute entrambe le versioni del brano.

112.

Il brano “Largo del Finale I. D’un anno il giro è omai compito” esiste in due versioni, quasi identiche, entrambe presenti nei fondi cantonali: al numero 14907 (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75) e al numero 15974 (in deposito senza petizione, con lastra datata “li 5. ap.le 1844”). Nel Librone Ricordi, il 14907 porta la data “26 7bre [1843]”, il 15974 invece “Febb.o 1844”, date non in conflitto con i rispettivi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni con il numero 15974. Nell’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) sono contenute entrambe le versioni del brano.

113.

I numeri 14908 e 14909 figurano come unità singola, stampati in un solo fascicolo.

Il brano “Seguito e Stretta del Finale dell’Atto I. Conte! Ebben!“ esiste in due versioni, entrambe presenti nei fondi cantonali: al numero 14908–09 (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75) e al numero 15975 (in deposito senza petizione, con lastra datata “li 5. ap.le 1844”). Nel Librone Ricordi, il numero 14908–09 porta la data “26 7bre [1843]”, il 15975 invece “Febb.o 1844”, date grosso modo concordanti con i rispettivi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni con il numero 15975.

114.

Il numero 14913, depositato da Pozzi due volte, venne nel processo di produzione assegnato (erroneamente) a due brani (corrispondenti soltanto nelle due pagine iniziali), il primo: “Preludio, Scena [e Preghiera]. Havvi un Dio che in sua clemenza” (depositato in data 14 agosto 1843, cfr. Pozzi.petizioni.74), il secondo: “Preludio Scena e Duettino. A così santo affetto” (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75). Le date di deposito corrispondono in pieno con quelle inserite nelle lastre: nel caso del primo (SBT, LGC LP MUS 41) “li 14. Agosto 1843”, in quello del secondo (ASTi, UNA 628/3 [tre esemplari]) “li 11. 8bre 1843”. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni (“Preludio Scena e Duettino. A così santo affetto”; cfr. anche il Catalogo Ricordi).

115.

Il numero 14914, depositato da Pozzi due volte, venne nel processo di produzione assegnato (erroneamente) a due brani dell’opera, il primo: “Scena ed Aria. Bella, e di sol vestita” (depositato in data 18 settembre 1843 [data nella lastra di deposito: “li 6 7bre 1843”], cfr. Pozzi.petizioni.73), il secondo: “Scena e Preghiera. Avvi un Dio” (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75). Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni (“Scena e Preghiera. Avvi un Dio che in sua clemenza”; cfr. anche il Catalogo Ricordi). L’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) contiene entrambi i brani con il numero 14914.

116.

Il numero 14915, depositato da Pozzi due volte, venne nel processo di produzione assegnato (erroneamente) a due brani dell’opera, il primo: “Scena ed Aria. Ogni mio bene in te sperai“ (depositato in data 14 agosto 1843, cfr. Pozzi.petizioni.74), il secondo: “Scena e ed Aria. Bella, e di sol vestita” (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75). Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni (“Scena e ed Aria. Bella, e di sol vestita”; cfr. anche il Catalogo Ricordi). L’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) contiene entrambi i brani con il numero 14915.

117.

Petizione senza indicazione di data; secondo l’accusa di ricevimento sul retro “Senza data e provenienza [...] Ricev.a 19. 9.bre 1843” (domenica). In diversi numeri del deposito (tra cui 14576, 15079, 15463 e 15626) la lastra porta la data “li 16. 9bre 1845”.

118.

Nel Catalogo Ricordi la quarta parte dell’opera (non documentata tra i depositi di Pozzi) porta il numero 12770 (Henri Soussmann, Metodo pratico per Flauto, diviso in quattro parti. op. 53. Parte IV. Studj giornalieri di perfezionamento), databile a giugno-novembre 1841, mentre le parti I., II. e III. qui elencate appaiono sotto luglio-ottobre 1843.

Il motivo per l’uscita della versione italiana del quarto volume, anni prima degli altri tre, potrebbe consistere nel fatto che l’ultima parte della Große praktische Flötenschule in vier Abtheilungen di Soussmann (24 tägliche Studien zur Erlangung der Virtuosität; Hamburg, Schuberth, [1842 ca.]), nelle sue 49 pagine contiene principalmente esercizi con soli brevi commenti e avvisi dell’autore, mentre negli altri volumi (soprattutto nel primo, Elementi pei flautisti – Vorkenntnisse und Regeln) prevale la parte testuale, con diverse tabelle, rendendo necessaria l’accurata traduzione e impostazione tipografica. Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dell’opera.

119.

Il numero 15333 non figura nelle due petizioni di Pozzi riguardanti il Miserere di Donizetti (11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75; 9 dicembre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.76). Il fascicolo, compreso nei materiali conservati nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 45/5) probabilmente fece parte degli “altri 15 pezzi del Miserere posto in Musica da G. Donizetti” depositati il 9 dicembre 1843 (di cui Pozzi elenca soltanto 14). Il 15333 porta a 21 il totale dei numeri conservati, il che corrisponde all’opera completa (con i numeri da 15524 a 15544).

Inventario.1887 (p. 15) elenca del Miserere intanto “Copie N.o 2 incomplete. Nella 1.a esist[ono] 15 pezzi manc.ti 6. Nella 2.a 12 mancanti 9”.

120.

Nella petizione: “15535 al 15544 inclusive”.

121.

Titolo sulla prima pagina musicale; titolo sul frontespizio: “N. 15. Quartetto per S., C., T. e B., con Cori, Libera me”.

122.

L’esemplare del n. 15543 conservato in ASTi non dispone della lastra di deposito, mentre l’esemplare in SBT porta la lastra di deposito non compilata (“li [vacat] 1843”).

123.

Nella petizione indicato sommariamente: “15601 al 15620”. Secondo l’accusa di ricevimento “Manca[no] le tre copie del N.o 15616. | nei venti fascicoli di Valzer”. Inventario.1887 (p. 33) circoscrive lo status quo in questi termini: “«Lanterne Magique» N.o 20 Walzer di vari autori raccolti in album rilegato in ½ pelle. Mancanti i N.ri 15 e 16.” Nei fondi cantonali non si conserva alcuna copia della raccolta.

124.

Brano già depositato in data 2 novembre 1842 (cfr. Pozzi.petizioni.105), benché in altra veste: Nel deposito del 2 novembre 1842 Pozzi presenta l’edizione originale di Haslinger con titolo unicamente in tedesco e il caratteristico frontespizio di Haslinger (con il rispettivo numero di lastra “T. H. 8841” su tutte le pagine di musica, cancellato soltanto sul frontespizio e sostituito con il numero Ricordi 14043, timbrato a inchiostro; idem il prezzo). Con il deposito del 9 dicembre 1843 invece si propone una nuova edizione Ricordi a tutti gli effetti, sempre per pianoforte, reincisa, con titolo in italiano e l’unico numero di lastra 14043, ora con la tipica incorniciatura del frontespizio Ricordi e dichiaratamente in comproprietà (“Proprietà di G. Ricordi in Milano e T. Haslinger in Vienna”).

125.

L’opera 76 di Burgmüller nel suo insieme comprende i numeri 15013–15015 del Catalogo Ricordi (Friedrich Burgmüller, Trois petits Thêmes originaux pour Piano, op. 76) con i seguenti interni:

n. 1. Rondoletto [numero qui non presente]

n. 2. Boléro

n. 3. Romance

Il presente deposito rappresenta un caso assai raro per il fatto che, nella petizione di Pozzi, l’edizione non porta il corrispondente numero Ricordi, ma unicamente quello del Fondo estero (nel Librone Ricordi, gli elementi di Fondo estero portano solitamente una doppia numerazione: nel presente caso i numeri 15013–15015 di catalogo corrispondono a 738–740 ‘di fondo estero’). A fronte della prassi di Pozzi di escludere produzioni ‘di fondo estero’ dai depositi ufficiali presso il Consiglio di Stato, si potrebbe supporre che nel presente caso il deposito dei due elementi fosse avvenuto per errore.

Tuttavia potrebbe anche trattarsi di opere che non sono proprietà di Ricordi, ma piuttosto ristampe a pieno titolo (da un originale finora non identificato), motivo per cui Ricordi evita deliberatamente di farle depositare con i numeri dal proprio catalogo, facendole passare, come pretesto, per prodotti del Fondo estero. Per un caso che combacia perfettamente con le caratteristiche descritte, cfr. i numeri 677 e 678 (l’opera 75 di Herz-Lafont), presenti nello stesso deposito (vedi la seguente nota).

Nei fondi cantonali non si conserva alcuna copia dell’opera; tuttavia, i numeri 2. Boléro e 3. Romance sono menzionati in Inventario.1887 (p. 13), con “N.o 3 copie” ciascuno, a conferma del deposito avvenuto. Per un altro caso simile, si riferisce alla seguente nota.

126.

L’opera 75 di Herz-Lafont nel suo insieme comprende i numeri 9448–9450 del Catalogo Ricordi (Henri Herz et Charles-Philippe Lafont, Trois Duos concertants pour Piano et Violon sur des thêmes favorits, op. 75) con i seguenti interni:

n. 1. Valse du Duc de Reichstadt [numero qui non presente]

n. 2. Thême favori de Gustave d’Auber

n. 3. Cavatine de la Zelmira de Rossini

Come già nel caso dei numeri 739 e 740 (Burgmüller, op. 76; vedi la nota precedente), nel deposito di Pozzi l’opera di Herz-Lafont non porta il corrispondente numero Ricordi, ma unicamente quello del Fondo estero (elementi ‘di fondo estero’, nel Librone Ricordi portano solitamente una doppia numerazione: nel presente caso i numeri 9448–9450 di catalogo corrispondono ai numeri 676–678 ‘di fondo estero’). A fronte della prassi di Pozzi di escludere produzioni ‘di fondo estero’ dai depositi ufficiali presso il Consiglio di Stato, si potrebbe supporre che nel presente caso il deposito dei due elementi fosse avvenuto per errore.

Il deposito sotto i numeri del catalogo Pozzi sembra, tuttavia, essere riconducibile al fatto che i numeri Pozzi 676–678 corrispondono ai numeri Lucca 1013–1015 (Catalogo.Lucca.1859, p. 153): si tratterebbe dunque di ristampe e non di solide proprietà di Ricordi. Ricordi, in tal caso avrebbe scelto di non esporsi, evitando deliberatamente di farle depositare con i numeri dal proprio catalogo, e di optare, come pretesto, per prodotti del Fondo estero.

Nei fondi cantonali non si conserva alcuna copia dell’opera; tuttavia, il secondo e il terzo dei Duetti concertanti sono espressamente menzionati in Inventario.1887 (p. 20, “esist[en]ti i N.i 2 e 3, manca il N.o 1”), a conferma del deposito avvenuto. Per un altro caso simile, si riferisce alla precedente nota.

127.

Nella maggior parte dei fascicoli di Donizetti, Don Sebastiano re di Portogallo, qui elencati (n. 15873, 15889, 15891, 15894, 15900) viene utilizzata la lastra di deposito dell’anno precedente (“li 5. ap.le 1843”); solo in un caso (n. 15902) l’anno viene rettificata manualmente in “1844”; nei restanti due (n. 15901 e 15903) la lastra indica correttamente “li 5. ap.le 1844”. Il Librone Ricordi segna per tutti i numeri elencati (dal 15873 al 15903) date di produzione il tra il 5 novembre 1843 e il 30 dicembre 1843, suggerendo che il deposito di Pozzi sia di fatto avvenuto nel 1844. Nel caso di tutti gli altri numeri raccolti qui (con il deposito del * 5 aprile 1844), la data segnata nella lastra di deposito è quella del 5 aprile 1844.

128.

Il brano “Scena e Cavatina. Gemea di tetro carcere” esiste in due versioni, largamente identiche, entrambe presenti nei fondi cantonali: al numero 14905 (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75) e al numero 15972 (in deposito senza petizione, con lastra datata “li 5. ap.le 1844”). Nel Librone Ricordi, il numero 14905 porta la data “13 [giugno 1843]”, il 15972 invece “Febb.o 1844”, date non in conflitto con i rispettivi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni con il numero 15972. Nell’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) sono contenute entrambe le versioni del brano.

129.

Il brano “Scena precedente il Finale dell’Atto I. Ma che! turbato sei?” esiste in due versioni, quasi identiche, entrambe presenti nei fondi cantonali: al numero 14906 (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75) e al numero 15973 (in deposito senza petizione, con lastra datata “li 5. ap.le 1844”). Nel Librone Ricordi, il numero 14906 porta la data “26 7bre [1843]”, il 15973 invece “Febb.o 1844”, date grosso modo concordanti con i rispettivi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni con il numero 15973. Nell’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) sono contenute entrambe le versioni del brano.

130.

Il brano “Largo del Finale I. D’un anno il giro è omai compito” esiste in due versioni, quasi identiche, entrambe presenti nei fondi cantonali: al numero 14907 (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75) e al numero 15974 (in deposito senza petizione, con lastra datata “li 5. ap.le 1844”). Nel Librone Ricordi, il numero 14907 porta la data “26 7bre [1843]”, il 15974 invece “Febb.o 1844”, date non in conflitto con i rispettivi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni con il numero 15974. Nell’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) sono contenute entrambe le versioni del brano.

131.

Il brano “Seguito e Stretta del Finale dell’Atto I. Conte! Ebben!” esiste in due versioni, ambedue presenti nei fondi cantonali: al numero 14908–09 (depositato in data 11 ottobre 1843, cfr. Pozzi.petizioni.75) e al numero 15975 (in deposito senza petizione, con lastra datata “li 5. ap.le 1844”). Nel Librone Ricordi, il numero 14908–09 porta la data “26 7bre [1843]”, il 15975 invece “Febb.o 1844”, date grosso modo concordanti con i rispettivi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni con il numero 15975.

132.

Il brano con il numero 15977, “Scena e Duetto. Maria!... Oh supremo piacer!...” (in deposito senza petizione, con lastra datata “li 5. ap.le 1844”), è largamente identico con quello con il numero 14911, “Scena e Duetto. Ah! no, t’inganni... ascoltami” (depositato in data 22 luglio 1843, cfr. Pozzi.petizioni.70), entrambi presenti nei fondi cantonali. Nel Librone Ricordi, il numero 14911 porta la data “28 Giugno 1843”, il 15977 invece “Febb.o 1844”, date grosso modo concordanti con i rispettivi depositi di Pozzi al Consiglio di Stato. Nell’edizione definitiva dell’opera donizettiana venne assunta la seconda delle due versioni con il numero 15977. Nell’esemplare della partitura in SBT (LGC LP MUS 41) sono contenute entrambe le versioni del brano.

133.

In Inventario.1887 (p. 32) il brano è registrato come opera di Truzzi: “Truzzi | Scena ultima dell’atto Secondo nel ballo «Gisella» p. Piano. 2 Copie”; nella partitura, Luigi Truzzi è indicato come autore della riduzione per pianoforte.

134.

Con lastra di deposito datata 5 aprile 1844, Pozzi presenta al numero 15710 l’edizione originale Haslinger (“Almacks-Tänze für das Piano-Forte”), con titolo unicamente in tedesco e il caratteristico frontespizio di Haslinger (con il rispettivo numero di lastra “T. H. 9091” su tutte le pagine di musica, cancellato soltanto sul frontespizio e sostituito con il numero Ricordi 15710, timbrato a inchiostro; idem il prezzo). Per un caso simile cfr. il numero 14043, che Pozzi, nell’anno successivo al primo deposito, ripresenta in una nuova edizione Ricordi, sempre per pianoforte, reincisa e dichiaratamente in comproprietà (“Proprietà di G. Ricordi in Milano e T. Haslinger in Vienna”); cfr. i depositi del 2 novembre 1842 e del 9 dicembre 1843.

135.

Nel Librone Ricordi il brano appare sotto il nome “Le Soupir. Mélodie pour le Piano.” (14 febbraio 1844).

136.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dei tre brani musicali, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito delle opere da parte di Pozzi è Inventario.1887 (p. 20), che registra la prima come segue: “id. [i. e. Herz] | Fantaisie brillante p. Piano sur la «Part du Diable» (d’Auber) Op. 136.” Nel programma di Casa Ricordi, il brano porta il numero 15631 ed è databile, secondo il Librone Ricordi, a novembre-dicembre 1843. Un deposito è quindi ipotizzabile per la prima metà del 1844, presumibilmente nell’ambito di quello del 5 aprile, che comprese diversi numeri vicini (15630, 15636).

La presenza del secondo brano si rivela dalla relativa voce in Inventario.1887 (p. 29): “id. [i. e. Strauss] | [«]La danza Capricciosa» W[alzer] p. P[iano] Op. 152. 2 Copie, una a 4 mani.” La riduzione per pianoforte a quattro mani (n. 15783) fa parte dei numerosi brani con lastra di deposito 5 aprile 1844, elencati in precedenza (cfr. il deposito del * 5 aprile 1844). Si presume che anche la versione per pianoforte solo (numero di catalogo 15782, secondo il Librone Ricordi databile a gennaio 1844) possa essere ricondotta allo stesso contesto.

Il terzo brano appare in Inventario.1887 (p. 25) sotto: “Mussi | Galop. nella [sic] ballo «Elda» p. Piano. due copie.” La presenza di più esemplari suggerisce una provenienza da deposito legale. Nel catalogo Ricordi, il brano porta il numero 16147 ed è databile, secondo il Librone Ricordi, a fine febbraio 1844. Anche in questo caso, un deposito è ipotizzabile per la prima metà del 1844, presumibilmente nell’ambito di quello del 5 aprile, che comprese diversi numeri vicini (16145, 16146).

137.

Fascicolo senza data inserita nella lastra di deposito (“li [vacat] 1844”), assunto qui in modo provvisorio tra i numeri depositati il 18 aprile 1844. Come unica alternativa plausibile si proporrebbe il 29 aprile 1844: Tutti i numeri dell’opera Ernani, depositati invece nel mese di agosto 1844, sono compresi nelle petizioni di Pozzi.

138.

Data indicata da Pozzi di una sua precedente petizione (“mia petiz.e 18. Giug.o p.o p.e”) accompagnata da “altri pezzi da me trasmessi”, documento non pervenuto; cfr. Pozzi.petizioni.1844.1 ([ante 19] agosto 1844). Nei fondi cantonali non si conservano opere con lastra di deposito della data analoga.

139.

Documento senza indicazione di data; accusa di ricevimento datata 19 agosto 1844 (lunedì). Nel caso dei numeri 15890, 15892, 15893, 15895, 15896 (entrambi), 15897, 15904, 15986, 15987, 15988, 16238, 16239, 16240 e 16242, la lastra di deposito porta la data “li 12. ag.to 1844”, nel caso di 16221 “li 14. ag.to 1844”.

140.

Nel Catalogo Ricordi il numero 15896 viene (erroneamente) assegnato due volte, per “Scena e Finale III. Del vero tuo prence” e per “Cavatina. Sciagurato! invan tu tenti”. L’elenco di Pozzi fornisce soltanto il numero, senza titolo e incipit testuale; la lastra di deposito porta in entrambi i casi la data “li 12. agosto 1844”.

141.

Il numero 15947 venne depositato due volte, [ante 19] agosto 1844 (cfr. Pozzi.petizioni.1844.1) e il 16 novembre 1844 (cfr. Pozzi.petizioni.1844.5). Nel caso degli esemplari depositati ad agosto 1844, la lastra di deposito mancante è sostituita da una nota manoscritta di Pozzi (“Deposti es[emplari tre] | Castello S. P. li 12 ag.to 1844 | C. Pozzi”).

142.

La petizione non include gli ulteriori componenti dell’op. 140, corrispondenti ai numeri 16250–16254 del Catalogo Ricordi.

143.

La lastra di deposito dell’esemplare in ASTi (UNA 627/1) porta la data “li 14. 9bre 1844”, quella dell’esemplare in SBT (LGC LP MUS 92) invece “li 16. 9bre 1844”.

144.

Numero non compreso nella petizione di Pozzi, ma presente negli esemplari conservati nei fondi cantonali, con l’analoga data (“li 16 9bre 1844”).

145.

Data inserita nella lastra di deposito: “li [vacat] 9bre 1844”.

146.

Nella petizione elencato sotto il numero del fascicolo precedente (15600); specificazione in base al Catalogo Ricordi. Negli esemplari conservati nei fondi cantonali, esclusivamente il frontespizio porta (erroneamente) il numero 15600, le pagine di musica invece il 15697.

147.

Nella petizione elencato con il numero 15600 (come il fascicolo precedente); specificazione in base al Catalogo Ricordi. L’esemplare conservato nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 55/6) porta il numero 15698, sia sul frontespizio che sulle pagine di musica.

Secondo Inventario.1887 (p. 24), della Raccolta dei valzer postumi di Lanner (che, secondo il Catalogo Ricordi, ammonta a un totale di sei fascicoli) l’allora Archivio Cantonale possedeva “N.o 6 fascicoli[,] I.a e II.a (una copia ciascuno) III.a e IIII.a (due copie ciascuno)”. Secondo le petizioni, il deposito di Pozzi comprendeva quattro titoli diversi, di cui nei fondi cantonali si conservano soltanto tre (15597, 15697 e 15698), di cui uno (15697) in due esemplari. Per il numero 15597, vedi anche il deposito del 9 dicembre 1843 (Pozzi.petizioni.1843.19).

148.

Fascicolo con il frontespizio generale della “Raccolta dei più graditi galops per pianoforte di Giuseppe Labitzky”, senza indicazione né del titolo specifico né del numero di catalogo del brano. La lastra di deposito porta la data “li [vacat] 1844”. Per un altro fascicolo della serie (n. 14856, Riquiqui Galopp, op. 97), cfr. il deposito del 18 settembre 1843. L’dentificazione del numero 16091 come “La Sempreviva (Immergrün) Nuovo galopp, op. 99”, avviene in base al Catalogo Ricordi e all’esemplare in SBT (LGC LP MUS 64/16).

149.

Il numero 15947 venne depositato due volte, [ante 19] agosto 1844 (cfr. Pozzi.petizioni.1844.1) e il 16 novembre 1844 (cfr. Pozzi.petizioni.1844.5). Nel caso degli esemplari depositati ad agosto 1844, la lastra di deposito mancante è sostituita da una nota manoscritta di Pozzi (“Deposti es[emplari tre] | Castello S. P. li 12 ag.to 1844 | C. Pozzi”). Nell’esemplare del numero 15947 depositato a novembre 1844 (esemplare unico in SBT, LGC LP MUS 184), la lastra di deposito stampata è compilata nella consueta maniera (“li 16 9bre 1844”).

150.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del brano musicale. Unico ma chiaro riferimento a un deposito dell’opera da parte di Pozzi è Inventario.1887 (p. 12), che lo registra come “Anzoletti | Romanzetta nel «Beatrìco» | Tre copie”: qui il numero di esemplari indica una provenienza da deposito legale. Il brano figura inoltre nel Catalogo Ricordi, al numero 16494; secondo il Librone Ricordi la sua produzione è databile tra ottobre e dicembre 1844. Il deposito è quindi ipotizzabile per gli ultimi mesi del 1844, tenendo inoltre conto dell’ordine dei numeri di catalogo presenti nei depositi precedenti e successivi (grosso modo tra 4 novembre e 31 dicembre 1844).

151.

Nella petizione i brani sono elencati sommariamente (“altri quattro pezzi musicali stampati dall’opera i due Foscari del M.o G. Verdi ridotti p. piano-forte e canto e piano forte solo”); specificazione in base al Catalogo Ricordi.

152.

Nella petizione i primi sei numeri sono elencati in ordine sparso e senza distinzione completa (“altri sei pezzi [...] ridotti per piano-forte solo e p. piano-forte e canto [...]”); specificazione in base al Catalogo Ricordi.

153.

Nella petizione di Pozzi solo i primi tre numeri sono citati; gli altri tre appaiono, nel commento del funzionario cantonale, aggiunto all’accusa di ricevimento sul retro; specificazione in base al Catalogo Ricordi. Nei fondi cantonali si conservano tutti e sei i numeri.

154.

Nella petizione di Pozzi “17818”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

155.

Nella petizione di Pozzi “17175”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

156.

Nel caso dei numeri 17281 e 17285 la lastra di deposito porta la data “li 2. ap.le 1845”.

157.

La consegna comprende dei pezzi “pubblicati fin dal 7. marzo p.e p.o, e fù per svista che ne venne ritardata la trasmissione”. Infatti, gli esemplari di tutti i numeri elencati portano nella lastra di deposito la data “li 7 m.zo 1845”.

158.

In diversi fascicoli la lastra di deposito segna una data differente da quella delle petizioni: Nel caso dei numeri 15968, 16616, 16941, 16942, 16943, 16946, 16719, 16756, 17085, 17155, 17156 e 17195 la lastra porta la data “li 30. ap.le 1845”; nel caso dei numeri 16755, 16795, 17284, 17476 e 17477 invece “li 24. Giug.o 1845”.

159.

Nel caso del numero 16756 la lastra di deposito porta la data “li 30. ap.le 1845”. Uno dei due esemplari in ASTi (UNA 640/9) porta, inoltre, al posto della lastra di deposito stampata, una nota manoscritta di Pozzi con l’analogo contenuto e la stessa data.

160.

In Inventario.1887 (p. 30), il titolo venne prima inserito e poi cancellato (“id. [i. e. Tutsch] | «Jeanne d’Arc» Walzer (non esiste)”), possibilmente copiando dal vecchio catalogo del 1863 (documento non pervenuto; vedi 3. Cronologia - luglio 1863).

161.

La partitura (violino e pianoforte) dei primi tre studi porta il numero 16941, quella dei secondi tre il numero 16942; la parte del violino per i primi tre studi è segnata “16941|16943”, quella per i secondi tre “16942|16943”.

162.

Secondo l’indicazione nella parte del flauto (“Arrangé d’après S. Thalberg et C. de Beriot par Tulou”), si tratta di un adattamento del “Duo pour Piano et Violon sur des motifs de Sémiramide de Rossini” di Thalberg e Bériot, depositato da Pozzi alcuni mesi prima (n. 16617; cfr. il deposito del * 22 febbraio 1845). Di conseguenza, la partitura della versione per pianoforte e flauto porta il doppio numero “16795|16617”. Sia nella petizione di Pozzi che sul frontespizio del brano, il nome di Bériot non appare.

Un arrangiamento per pianoforte a quattro mani della stessa composizione, l’op. 54 di Thalberg-Bériot, realizzata da Wolff, viene depositato altrettanto in data 30 giugno 1845 (n. 15968; vedi sopra).

163.

Nella petizione “17728”; correzione editoriale in “17278” seguendo il commento del funzionario cantonale sul retro del documento, nonché in base al Catalogo Ricordi.

164.

Nella petizione “1777”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

165.

Nella petizione: “17773”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

166.

Nel caso del numero 17786 la lastra di deposito porta la data “li 9. 8bre 1845”.

167.

Nel caso del numero 17814 la lastra di deposito porta la data “li 9. 8bre 1845”.

168.

Nella petizione il brano è indicato come opera di Thalberg (“Gran Fantasia p. piano-forte di S. Thalberg sulla Lucrezia Borgia di Donizetti”); correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi e all’esemplare in ASTi.

169.

Nella petizione di Pozzi, i tre brani dell’op. 143 di Herz non portano alcun numero. Si tratta infatti dei numeri 784, 785, 786 dal ‘catalogo’ di Pozzi, presumibilmente ristampe dei numeri 3535–3538 dal catalogo Lucca (cfr. Catalogo.Lucca.1859, p. 90), prodotte a Castel San Pietro e successivamente assunte nel catalogo di Ricordi con i numeri 15008–15010: prodotti con una certa forza esplosiva, il cui deposito legale al Consiglio di Stato poteva essere interpretato come un atto di oltraggio aperto di Ricordi nei confronti di Lucca. Il caso avrebbe avuto il potenziale per scatenare una querelle giudiziaria tra Lucca e Pozzi su suolo ticinese, come ovvia infrazione alla Legge del 1835 sulla proprietà letteraria. Tra i depositi documentati di Pozzi, il caso, in questo senso, e di carattere unico. Il caso sembra anche illustrare l’atteggiamento generalmente difensivo di Lucca nei confronti di Pozzi-Ricordi, che può essere osservato durante tutta l’esistenza delle succursali ticinesi. Nei fondi cantonali non si conserva alcuna copia dell’opera.

170.

Nella petizione: “17808”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

171.

Nella petizione “19209”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

172.

Nel caso dei numeri 18430 e 18435, la lastra di deposito porta la data “li 2 Lug.o 1846”.

173.

Incipit nel titolo del brano: “Deh! per pietà!... deh! fermati”; incipit musicato: “Deh! per pietà!... deh! frenati...”.

174.

Incipit nel titolo del brano: “Del vil Zegrida il padre”; incipit musicato: “Del tuo Zegrida il padre...”.

175.

Incipit nel titolo del brano: “Deh! per me non far che sorga”; incipit musicato: “Deh! non far che per me sorga”.

176.

Nei fondi cantonali non si conserva alcuna copia del brano.

177.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dei numeri 18266 e 18267, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito da parte di Pozzi è Inventario.1887, che circoscrive i volumi in questi termini: “id. [Herz] | Studi del Conservatorio di Parigi Cinque fascicoli. Io Grado un fascicolo di 24 N.i, IIo [Grado un fascicolo di 24 N.i] come il Io. 5.o Grado tre fascicoli di 18 N.i ciascuno. | Mancano 3.o e 4.o Grado.” Nel catalogo Ricordi, ai numeri successivi 18266, 18267, 18268 e 18269 sono registrati i libri del primo, secondo e quinto grado, tutti databili, secondo il Librone Ricordi, nel periodo di maggio-luglio 1846. Per il deposito dei libri di quinto grado (n. 18268 e 18269), vedi sotto, il deposito del * 4 settembre 1846.

178.

La prima italiana con il titolo completo Il boscaiuolo, ovvero L’anima della tradita non è documentata. Nel Catalogo Ricordi i primi numeri dell’opera appaiono nell’agosto 1846.

179.

Tutti e sei i numeri uniti in un unico fascicolo.

180.

Mentre nei fondi cantonali si conserva una sola copia del numero 18268 (ASTi, UNA 641/5), il numero 18269 non e pervenuto, la sua assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito da parte di Pozzi è Inventario.1887 (p. 20), che lo circoscrive in questi termini: “id. [Herz] | Studi del Conservatorio di Parigi Cinque fascicoli. Io Grado un fascicolo di 24 N.i, IIo [Grado un fascicolo di 24 N.i] come il Io. 5.o Grado tre fascicoli di 18 N.i ciascuno. | Mancano 3.o e 4.o Grado.” Nel catalogo Ricordi, ai numeri successivi 18266, 18267, 18268 e 18269 sono registrati i libri del primo, secondo e quinto grado, tutti databili, secondo il Librone Ricordi, nel periodo di maggio-luglio 1846. Per l’ipotetico deposito dei libri di primo e secondo grado (n. 18266 e 18267), vedi sopra, il deposito fatto * [ante 4 settembre 1846].

181.

Secondo la petizione “Il tutto per piano-forte solo, di G. Tutsche”; nel Catalogo Ricordi soltanto i numeri 19493 e 19494 risultano di Joseph Tutsch, 19471 e 19481 sono registrati come opere di Johann Strauss.

182.

Secondo le tre petizioni di Pozzi riguardanti il Macbeth nella versione per canto e pianoforte (23 marzo, 8 e 21 aprile 1847), venne depositata l’opera intera (cioè i 24 [sic] fascicoli dei numeri 19621–19643). Di questi materiali, presentati “in tre esemplari ciascuno” e con accusa di ricevimento in tutti i casi, si conservano soltanto 12 fascicoli, tutti in copia unica e con inconsueti segni d’uso. La perdita dei restanti spartiti deve aver avuto luogo già nel XIX. secolo: Secondo Inventario.1887 (p. 9), si possedeva soltanto “[u]na copia (C. e P.) incompleta[,] Pezzi esist[enti] N.o 12, manc[an]ti 11.” Ciò corrisponde in pieno con quanto conservato oggi nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 155/1–12). Dei quattro numeri della riduzione per pianoforte solo non resta alcun esemplare.

Va osservato che diversi dei numeri qui elencati, nella lastra di deposito, portano una data antecedente il 23 marzo 1847 (n. 19635, 19637 e 19641: “li 20 marzo 1847”). Per un caso distinto in cui da Ricordi venne imposto a Pozzi la data esatta da indicare, precedente alla data del deposito (per far coincidere l’inizio della tutela legale con l’uscita di stampa dei titoli alla centrale di Milano), cfr. Carteggio.1837.1. Per un caso addirittura della retrodatazione della petizione, a scopi analoghi, cfr. Carteggio.1842.1.

183.

Nella petizione “19224” (o “19220”), corretto in “19124”; correzione editoriale in “19294” seguendo il commento del funzionario cantonale sul retro del documento, e in base al Catalogo Ricordi. Inventario.1887 (p. 30) registra una sola copia incompleta del brano (“N.i 1, 2, 3 e 4. manca Intrd.ne e finale”). Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare.

184.

Secondo il commento di Pozzi nella petizione, la data indicata sulla lastra di deposito di ogni fascicolo è quella del 17 aprile. Dei sei numeri elencati nella petizione, nei fondi cantonali si conservano soltanto tre (n. 19622, 19628 e 19629), i quali portano infatti la data “li 17. aprile 1847“.

185.

Edizione realizzata integralmente in lingua tedesca, riguardante non solo titolo e dedica, ma anche i nomi degli editori (“Mailand | In der k. k. privil. National Musikalien-Verlags-Anstalt des | Johann Ricordi | Cont.a degli Omenoni N.o 1720, und zur Seite des k. k. Theaters alla Scala | Florenz, Ricordi und Jouhaud [...]”).

Tra i dieci i brani di Tutsch depositati da Pozzi (tra il 30 giugno 1845 e il 27 settembre 1847), il numero 19342 è l’unico conservato nei fondi cantonali (a differenza delle musiche da ballo di Strauss, Lanner e Labitzky, dei quali è pervenuta una percentuale maggiore). L’esemplare in SBT (LGC LP MUS 174/9) è inoltre incompleto; mancano le pagine 3–6.

186.

Nella petizione di Pozzi il numero 20798 è elencato tra i brani per canto e pianoforte; correzione editoriale in base agli esemplari nei fondi cantonali.

187.

Diversi fascicoli portano una “data della pubblicazione” (così l’esplicita aggiunta a mano di Pozzi nella lastra di deposito) posteriore a quella di deposito: 31 gennaio 1849 (21547, 21549, 21551, 21552, 21554, 21556) e 8 febbraio 1849 (21543, 21544, 21557).

188.

Numero non elencato nella petizione di Pozzi (riportato nell’accusa di ricevimento sul retro); assegnazione editoriale in base al Catalogo Ricordi e all’esemplare in ASTi.

189.

Numero non elencato nella petizione di Pozzi (riportato nell’accusa di ricevimento sul retro); assegnazione editoriale in base al Catalogo Ricordi e all’esemplare in ASTi.

190.

Nella petizione di Pozzi riportati quali “Pezzi [...] dell’opera La Battaglia di Legnano posta in musica dal M.o Gius.e Verdi”. Secondo il Catalogo Ricordi, le opere verdiane con i numeri 20956–20967, 20977–20988, 21213–21214, 21501–21513, 21571–21583, 21609–21615, 21642–21659 e 21863 portano ufficialmente il titolo modificato dell’opera L’assedio di Arlem, assunto per motivi politici in seguito alla fallita rivolta milanese del marzo 1848. I materiali depositati dimostrano in modo esemplare che Ricordi a volte fa inviare dei prototipi, versioni dell’opera che prima dell’uscita definitiva subiscono ancora delle modifiche, a volte sostanziali (per il caso specifico de La battaglia di Legnano, vedi anche Bassani-Spekulation). Per questo motivo, l’opera La battaglia di Legnano, nei materiali conservati nei fondi cantonali, non porta il nome L’assedio di Arlem. I fascicoli della versione per pianoforte solo non recano alcun titolo stampato: qui il titolo “La Battaglia di Legnano” venne aggiunto in calce a inchiostro dalla mano di Pozzi (scritta fortemente sbiadita nella maggior parte dei fascicoli, leggibile solo nei numeri 21572, 21573, 21580–83; vedi Illustrazione 25a-c). La misura di stampare la versione strumentale senza il titolo dell’opera permise a Ricordi di assegnare quello desiderato all’edizione tramite il relativo foglio di copertina, a seconda del mercato di destinazione (L’assedio di Arlem per gli Stati austriaci e La battaglia di Legnano per tutti gli altri). La versione per canto e pianoforte invece, nel caso de L’assedio di Arlem, richiedeva un’intera edizione parallela, per le sostanziali modifiche nel libretto. Quest’ultima, però, non venne depositata al Consiglio di Stato: a causa della situazione politica non era da temere che Lucca ne progettasse la ristampa. Per il caso nel suo contesto cfr. Bassani-Spekulation.

191.

Nella maggior parte dei numeri (21751, 21752, 21755, 21757, 21760, 21761, 21763, 21770, 21771, 21773, 21791 e 21792) la lastra di deposito porta la data “li 4 7bre 1849”. Dei numeri 21772 e 21784 non si conserva alcun esemplare nei fondi cantonali, che potrebbero permettere verifiche; il deposito del numero 21759 presumibilmente avvenne in data posteriore (vedi sotto).

192.

Annotazione nel Catalogo Ricordi (non nello spartito stesso): “Questo pezzo non fa parte dell’Opera completa, perché l’Autore non lo fece eseguire al teatro”.

193.

Il numero 21757 non appare nella petizione, mentre la lastra di deposito dell’esemplare in SBT (LGC LP MUS 85/7) riporta la data “li 4. 7bre 1849”, come i fascicoli qui immediatamente precedenti e successivi. Con tutta probabilità il numero non venne assunto nell’elenco per errore di Pozzi che, invece del numero corretto, qui inserì “21759”. Quest’ultimo numero riappare anche nel deposito del 6 gennaio 1850 (cfr. Pozzi.petizioni.13); nella lastra di deposito il fascicolo porta l’analoga data “li 6 Genn.o 1850” (cfr. l’esemplare in SBT, LGC LP MUS 85/9).

194.

Nella petizione riportato senza numero (“un altro pezzo dell’opera [...] il Profeta cioè la scena ed Inno Trionfale Re del Cielo e de Beati ecc. ridotto per piano-forte e canto”). L’identificazione del numero di lastra avviene in base al Catalogo Ricordi.

195.

Nella petizione: “22220”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi e agli esemplari nei fondi cantonali.

196.

Nel caso di tutti i numeri, la lastra di deposito porta la data “li 2 m.zo 1850”.

197.

Nel Catalogo Ricordi i numeri 22207 e 22208 figurano come unità singola, stampati in un solo fascicolo. Conseguentemente nella petizione, i numeri per canto e pianoforte della Luisa Miller sono elencati come “Pezzi quattro dell’opera”.

198.

Nella petizione Pozzi riporta unicamente i numeri, senza indicazione di tipo, titolo e autore; dati dal Catalogo Ricordi nonché dagli esemplari conservati nei fondi cantonali.

199.

L’unico esemplare conservato nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 109/7), porta il numero di lastra incompleto “223” su tutte le pagine, completato in “22399” (dalla mano di Pozzi) solo sulla prima.

200.

L’esemplare nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 109/9) porta il numero di lastra incompleto “223” su tutte le pagine, corretto in “22416” (dalla mano di Pozzi) solo sulla prima.

201.

Petizione senza indicazione di data; data inserita in tutte le lastre di deposito: “li 11 Lug.o 1850”; accusa di ricevimento datata 12 luglio 1850.

202.

Nella petizione: “222210”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

203.

Il numero 22211 non si trova elencato nella petizione, presumibilmente per una svista di Pozzi, mentre negli esemplari conservati nei fondi cantonali, la lastra di deposito del numero 22211 riporta l’analoga data, “li 20. 9bre 1850”.

204.

In modo del tutto insolito, la lastra di deposito dei numeri 21546, 21548, 21550 e 21553 riporta il consueto testo stampato integralmente, con caratteri tipografici più moderni delle altre lastre, compresa la datazione “il 20 novembre 1850” (il n. 21542 risulta senza lastra di deposito). Si presume che, nel caso di questi numeri, la lastra venisse inserita nei fascicoli già a Milano.

205.

Nella petizione: “22998”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi.

206.

Il numero 22934 non si trova elencato nella petizione, presumibilmente per una svista di Pozzi, mentre nell’esemplare unico conservato nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 165/10), la lastra di deposito del numero 22934 porta la data “li 8. Genn.o 1851”.

207.

Nella petizione “22926”; correzione editoriale in base al Catalogo Ricordi. Il numero 22926 è compreso nell’elenco dell’8 gennaio 1851 (cfr. Pozzi.petizioni.15).

208.

Nella petizione elencati insieme e senza distinzione completa (“N.o 6. Del [sic] Opera Rigoletto [...] ridotti p. piano-forte solo, e piano forte e Canto”); specificazione in base al Catalogo Ricordi e agli esemplari nei fondi cantonali.

209.

Nel caso dei numeri 23076 e 23175, la lastra di deposito porta la data “li 1. mag.o 1851”, nel numero 23084 invece “li 8. mag.o 1851”.

210.

Secondo una aggiunta di Pozzi alla pezitione, i tre fascicoli depositati il 21 maggio 1851 portano “la data del 15. maggio corr.e perche questo fù quello della loro pubblicazione”. Nel caso dell’unico dei tre fascicoli conservato nei fondi cantonali, il numero 23081 (SBT, LGC LP MUS 160/5), la lastra di deposito porta infatti l’analoga data (“li 15 mag.o 1851”).

211.

Nel caso dei numeri 23088, 23090 e 23186 la lastra di deposito porta la data “li 31. mag.o 1851”.

212.

Nella petizione elencati senza nome d’autore e distinzione completa (“pezzi del Trovatore parte ridotti p. piano-forte Solo e parte per piano forte e Canto”); specificazione in base al Catalogo Ricordi.

213.

I fascicoli dei numeri depositati in data 23 aprile 1853, conservati nei fondi cantonali (n. 25093, 25096, 25123 e 25125), sono tra i primi materiali presentati da Pozzi che portano, in basso a sinistra, il timbro a secco ovale “GIOVANNI | MILANO | RICORDI”.

214.

Nella petizione tutti e sette i brani elencati sono indicati quali “Pezzi dell’op. di Verdi la Traviata rid.i p. cembalo solo”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

I fascicoli dei numeri 25106, 25127 e 25128–29, conservati nei fondi cantonali, portano in basso a sinistra il timbro a secco ovale “GIOVANNI | MILANO | RICORDI”.

215.

Il numero 25135 è già compreso nella petizione del 23 aprile 1853 (cfr. Pozzi.petizioni.23). Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del fascicolo.

216.

Nel caso dei numeri 25094, 25097, 25099, 25109, 25121, 25126 e 25136 la lastra di deposito porta a data “li 20 lug.o 1853”. Gli stessi fascicoli, in basso a sinistra, mostrano il timbro a secco ovale “GIOVANNI | MILANO | RICORDI”. Giovanni Ricordi era morto il 15 marzo 1853; il presente caso è l’ultimo tra i depositi di Pozzi in cui viene ancora utilizzato il vecchio timbro.

217.

Nella petizione del 9 agosto 1855 Pozzi fa riferimento alla precedente interruzione delle sua attività, senza però entrare nei dettagli (“Essendo cessate le cause, che interuppero per qualche tempo una tale trasmissione [...]”). L’assenza di altre petizioni indica, nel complesso, un lasso di tempo di quasi due anni.

I fascicoli depositati il 9 agosto 1855 portano in parte, in basso a sinistra, il timbro a secco ovale “TITO RICORDI | IN | MILANO”. Il presente caso è il primo tra i depositi di Pozzi in cui viene utilizzato il nuovo timbro.

218.

La versione non censurata dell’opera con il titolo Les Vêpres siciliennes debuttò a Parigi (Opéra) il 13 giugno 1855. La versione italiana, privata dei toni patriottici, debuttò a Parma (Teatro Regio) di il 26 dicembre 1855 con il titolo Giovanna de Guzman (Pozzi riferisce sempre “Giovanna Guzman”).

219.

Fascicoli in parte con timbro a secco ovale “TITO RICORDI | IN | MILANO” in basso a sinistra (n. 28116, 28131 e 28149).

220.

Il 28142 non appare tra i numeri elencati nella petizione, mentre la lastra di deposito riporta la data “li 21. ag.to 1855” (cfr. l’esemplare in SBT, LGC LP MUS 150/27). Presumibilmente il fascicolo non venne inserito nell’elenco per una svista di Pozzi, e depositato per errore il 21 agosto 1855 (probabilmente al posto del n. 28144; vedi la nota seguente).

221.

Il numero 28144 appare tra i numeri elencati nella petizione, mentre la lastra di deposito dell’esemplare in SBT (LGC LP MUS 150/29) non riporta la data di deposito (“li [vacat] 1855”). Presumibilmente il numero venne inserito nell’elenco per una svista di Pozzi (probabilmente al posto del n. 28142; vedi la nota precedente), mentre il fascicolo venne depositato in un secondo momento, ad agosto-settembre 1855.

222.

Fascicoli in parte con timbro a secco ovale “TITO RICORDI | IN | MILANO” in basso a sinistra (n. 28143, 28145 e 28146).

Nonostante la prima rappresentazione dell’opera Giovanna de Guzman avvenne mesi dopo il deposito (Parma, Teatro Regio, 26 dicembre 1855), anche in Librone Ricordi (manoscritto), i numeri qui elencati portano date di produzione rispettivamente di censura che si collocano nel lasso tra agosto e settembre 1855.

223.

opere didattiche per canto

224.

arpa sola

225.

opere didattiche per canto

226.

pianoforte e violino

227.

opere didattiche per canto

228.

6 x parte staccata per canto

229.

pianoforte a quattro mani

230.

partitura per coro e orchestra

231.

pianoforte a quattro mani

232.

1 x pianoforte e flauto o violoncello, 1 x opere didattiche per canto

233.

opere didattiche per canto

234.

pianoforte a quattro mani

235.

1 x opere didattiche per pianoforte, 1 x pianoforte e violino

236.

1 x opere didattiche per pianoforte, 1 x pianoforte e violino, 1 x pianoforte e violoncello

237.

3 x opere didattiche per pianoforte, 2 x pianoforte e violino

238.

1 x pianoforte a quattro mani, 1 x pianoforte e violino

239.

1 x pianoforte a quattro mani, 2 x pianoforte e violino, 1 x pianoforte e violoncello, 3 x opere didattiche per flauto

240.

pianoforte e violino

241.

pianoforte a quattro mani

242.

pianoforte a quattro mani

243.

pianoforte a quattro mani

244.

pianoforte a quattro mani

245.

pianoforte a quattro mani

246.

pianoforte a quattro mani

247.

1 x pianoforte a quattro mani, 2 x pianoforte e violino

248.

pianoforte e violino

249.

2 x pianoforte a quattro mani, 5 x pianoforte e violino, 1 x pianoforte e flauto

250.

1 x pianoforte a quattro mani, 1 x pianoforte e violino, 1 x arpa sola

251.

opere didattiche per pianoforte

252.

opere didattiche per pianoforte

253.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun altro esemplare dell’opera, l’assunzione del numero 806 nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito dell’opera da parte di Spinelli è Inventario.1887 (p. 3) che, de Il Furioso di Donizetti, registra “Scena e Duetto «Fu l’orror de’ tradimenti» (C. e P.) pezzo unico”. Secondo il Catalogo Lucca (cfr. Catalogo.Lucca.1839, p. 23; Catalogo.Lucca.1847, p. 22; Catalogo.Lucca.1859, p. 35), l’opera di Donizetti nella versione per canto e pianoforte porta numeri tra il 752 e il 810 (la Sinfonia il n. 857). Il deposito di Spinelli va collocato ipoteticamente “[ante 29 maggio 1838]” in base alla posizione numerica dell’opera nel catalogo. Per una versione Euterpe Ticinese della riduzione per pianforte solo, cfr. 6. Cataloghi - Catalogo Euterpe Ticinese, numeri 847–867. Per questo contesto storico insolito e diverso da tutto il resto (non solo per la presenza dell’esemplare unico), nella fattispecie sembra trattarsi di un brano arrivato nell’Archivio cantonale non per via del deposito legale.

254.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dell’opera, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito dell’opera da parte di Spinelli è Inventario.1887 (p. 2) che, della riduzione per canto e pianoforte di Roberto Devreux di Donizetti, registra “soli 5 pezzi due dei quali in doppio”. Secondo il Catalogo Lucca (cfr. Catalogo.Lucca.1839, pp. 24–25; Catalogo.Lucca.1847, p. 23; Catalogo.Lucca.1859, p. 36), in questa versione l’opera figura ai numeri 1750–1765. Il deposito di Spinelli va collocato ipoteticamente “[ante 29 maggio 1838]” in base alla posizione numerica dell’opera nel contesto dei depositi (NB: la riduzione per pianoforte solo porta i numeri 1765–1776).

255.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del brano, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito dell’opera da parte di Spinelli è Inventario.1887 (p. 5) che, della riduzione per canto e pianoforte di Gabriella di Vergy di Mercadante, registra “N.o 1602 unico pezzo”. Secondo il Catalogo Lucca (cfr. Catalogo.Lucca.1839, p. 28; Catalogo.Lucca.1847, p. 27; Catalogo.Lucca.1859, p. 42), l’opera in questa versione figura ai numeri 1588–1603 (la Sinfonia al n. 1095). Il deposito di Spinelli va collocato ipoteticamente “[ante 29 maggio 1838]” in base alla posizione numerica dell’opera nel contesto dei depositi.

256.

I fascicoli di Eleonora di Guienna depositati presso il Consiglio di Stato mostrano segni di un processo di produzione non concluso, come nelle note seguenti si cercherà di illustrare, per mezzo del confronto sistematico con i vari cataloghi Lucca. Va premesso che i numeri qui elencati portano come riferimento all’Editore principale, al centro del fondo pagina, la scritta “Chiasso dalla Stamperia di Musica L’Euterpe Ticinese”, accompagnati da “Milano presso F. Lucca” a sinistra e “Napoli B. Girard e C.i” a destra (Illustrazione 3).

Al numero 1812, in Catalogo.Lucca.1839 (p. 25), in Catalogo.Lucca.1847 (p. 20) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 33), è registrato il brano “Cavatina. Dove t’inoltri?” (idem nel Librone Lucca), mentre “Scena e Duetto. Tu non conosci il merto” porta il numero 1814. Il fascicolo con il numero 1812 conservato nei fondi cantonali sembra quindi rappresentare una versione non ultimata, che non venne assunta nell’offerta editoriale definitiva di Lucca, una specie di prototipo. Simili incongruenze si incontrano anche nei numeri seguenti (vedi le prossime note), che fanno sospettare dei disguidi, presumibilmente tra Lucca e Euterpe Ticinese, nel corso della produzione dei materiali di Eleonora di Guienna. Va aggiunto che anche gli esemplari dei fascicoli conservati in I-Vnm, provenienti da deposito d’obbligo (in questo caso presso l’allora I. R. Biblioteca di Venezia), portano le analoghe correzioni manoscritte coeve a inchiostro rosso dei materiali nei fondi cantonali.

257.

Nei due esemplari conservati nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 36/1 e ASTi, UNA 623/4) soltanto il doppio foglio esterno del fascicolo porta il numero 1813; i quattro fogli singoli all’interno, legati assieme con filo, di tipografia diversa e carta più sottile (e con aggiunte manoscritte), portano il 3572.

In Catalogo.Lucca.1839 (p. 25), in Catalogo.Lucca.1847 (p. 20) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 33), il brano “Scena e Cavatina. Perchè non ho del vento” è elencato al numero 1815 (idem nel Librone Lucca), mentre al 1813 si trova “Cavatina. Dopo i lauri di vittoria”. Possibilmente sia il numero 1813 che il numero 3572 rappresenta un numero provvisorio o fittizio (se non di un altro originale), assegnato temporaneamente nel corso della produzione e non assunto nell’offerta editoriale definitiva di Lucca. (L’esemplare di deposito conservato in I-Vnm, sembra manifestare uno stato intermedio più avanzato, in quanto delle dodici pagine di musica, quattro portano il numero 1813, otto il 1815; il “1813” sul frontespizio mostra la correzione fatta a mano in “1815”.)

258.

Per la prima volta il brano appare in Catalogo.Lucca.1836 (p. 43), come parte dell’opera Rosmunda e con il numero 1041. In Catalogo.Lucca.1839 (p. 25), in Catalogo.Lucca.1847 (p. 20) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 33), l’opera di Donizetti figura sotto il titolo Eleonora di Guienna; in questi cataloghi (come anche nel Librone Lucca), al numero 1814 è registrato il brano “Scena e Duetto. Tu non conosci il merto”, mentre “Scena e Duetto. Deh! ti arresta!...” porta il numero 1816. Il fascicolo con il numero 1814 conservato nei fondi cantonali sembra quindi rappresentare una versione provvisoria, non assunta nell’offerta editoriale definitiva di Lucca. (Come già indicato per I-Vnm, anche nell’esemplare in A-Wn e in I-PAc, il numero “1814” sul frontespizio è stato corretto a matita rossa in “1816”.)

259.

In Catalogo.Lucca.1839 (p. 25), in Catalogo.Lucca.1847 (p. 20) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 33), al numero 1815 è registrato il brano “Scena e Cavatina. Perchè non ho del vento”, mentre “Scena e Duetto. Tu stesso al padre or rendimi” porta il numero 1821 (idem nel Librone Lucca). Il fascicolo con il numero 1815 conservato nei fondi cantonali sembra quindi rappresentare una versione provvisoria, non assunta nell’offerta editoriale definitiva di Lucca.

260.

In Catalogo.Lucca.1839 (p. 25), in Catalogo.Lucca.1847 (p. 20) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 33), al numero 1816 è registrato il brano “Duetto. Deh! ti arresta!...”, mentre “Scena e Duetto. Mi splendeva un serto in fronte” porta il numero 1819 (idem nel Librone Lucca). Il fascicolo con il numero 1816 conservato nei fondi cantonali sembra quindi rappresentare una versione provvisoria, non assunta nell’offerta editoriale definitiva di Lucca.

261.

Nell’esemplare conservato nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 36/6) soltanto il doppio foglio esterno del fascicolo porta il numero 1817; i sei fogli singoli all’interno, legati assieme con filo, di tipografia diversa e carta più sottile, portano il numero 3576.

In Catalogo.Lucca.1839 (p. 25), in Catalogo.Lucca.1847 (p. 20) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 33), il numero 1817 non figura, idem nel Librone Lucca. Il brano “Scena ed Aria. Io fuggirò quel perfido”, nei cataloghi e nel Librone Lucca porta invece il numero 1820. Si presume che sia il numero 1817 che il 3576 rappresenti un numero provvisorio o fittizio (se non di un altro originale), assegnato temporaneamente nel corso della produzione e non assunto nell’offerta editoriale definitiva di Lucca: L’esemplare di deposito del numero 1820, “Scena ed Aria. Io fuggirò quel perfido”, conservato in I-Vnm, rappresenta il brano nella forma finalizzata, presente nei cataloghi dal 1839 in poi. Di conseguenza, tra gli esemplari d’obbligo conservati in I-Vnm, un fascicolo con il numero 1817 manca.

262.

Nei due esemplari conservati nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 36/7 e ASTi, UNA 623/4) soltanto il doppio foglio esterno del fascicolo porta il numero 1818; i quattro fogli singoli sciolti all’interno, di tipografia diversa e carta più sottile (con aggiunte manoscritte), portano il numero 3577.

In Catalogo.Lucca.1839 (p. 25), in Catalogo.Lucca.1847 (p. 20) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 33), il brano “Cavatina. Dove t'inoltri?” è elencato al numero 1812, mentre il numero 1818 non figura (idem nel Librone Lucca). Si presume che sia il numero 1818 che il 3577 rappresenta un numero provvisorio o fittizio (se non di un altro originale), assegnato temporaneamente nel corso della produzione e non assunto nell’offerta editoriale definitiva di Lucca. L’esemplare di deposito conservato in I-Vnm, sembra manifestare uno stato intermedio più avanzato: qui soltanto il doppio foglio esterno del fascicolo porta il numero 1818, mentre le restanti otto pagine all’interno portano il 1812; il numero “1818” stampato sul frontespizio mostra la correzione fatta a mano in “1812”.

263.

Nell’esemplare conservato nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 36/8) soltanto il doppio foglio esterno del fascicolo porta il numero “1820 = 1040”; il doppio foglio interno porta invece il solo numero 1040. Il 1040 è il vecchio numero Lucca di “Cavatina. Dopo i lauri di vittoria”, e come tale presente solo in Catalogo.Lucca.1836 (p. 43).

In Catalogo.Lucca.1839 (p. 25), in Catalogo.Lucca.1847 (p. 20) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 33), al numero 1820 è invece registrato il brano “Scena ed Aria. Io fuggirò quel perfido” (brano non ancora presente in Catalogo.Lucca.1836), idem nel Librone Lucca, mentre “Cavatina. Dopo i lauri di vittoria” porta ormai il numero 1813 (in Catalogo.Lucca.1859 invece: “1040|1813”). Il fascicolo con il numero “1820 = 1040” conservato nei fondi cantonali sembra quindi rappresentare una versione di “Cavatina. Dopo i lauri di vittoria” non ancora ultimata e quindi non assunta nell’offerta editoriale definitiva di Lucca. L’esemplare di deposito di numero 1820, “Scena ed Aria. Io fuggirò quel perfido”, conservato in I-Vnm, rappresenta il brano nella forma finalizzata, presente nei cataloghi dal 1839 in poi.

Al confronto dell’edizione al numero “1820 = 1040” con Lucca numero 1040, si constata la piena concordanza tra entrambe, in termini di testo musicale e aspetto grafico (è infatti evidente l’utilizzo delle stesse identiche lastre); le differenze riguardano tre principali aspetti contenutistici: Mentre numero 1040 indica nella prima pagina come editore unico “Milano presso Franc. Lucca”, il numero “1820 = 1040” nomina “Chiasso dalla Stamperia di Musica l’Euterpe Ticinese” al centro, affiancato da “Milano presso F. Lucca” a sinistra e “Napoli B. Girard e C.i” a destra. Nel numero 1040 figura inoltre il nome dell’opera Rosmonda, al posto di Eleonora di Guienna in “1820 = 1040”. In più va aggiunto che la consueta nota “Proprietà degli Editori” si trova unicamente in “1820 = 1040”.

Nel Librone Lucca, né il numero 1040 né il 1820 porta alcun riferimento a Euterpe Ticinese.

264.

In Catalogo.Lucca.1839 (p. 25), in Catalogo.Lucca.1847 (p. 20) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 33), al numero 1821 è registrato il brano “Scena e Duetto. Tu stesso al padre or rendimi”, mentre “Scena e Duettino. Sì; son io... quì sola movo” porta il numero 1823 (idem nel Librone Lucca). Il fascicolo con il numero 1821 conservato nei fondi cantonali sembra quindi rappresentare una versione provvisoria, non assunta nell’offerta editoriale definitiva di Lucca. L’esemplare di deposito conservato in I-Vnm è identico a quello depositato al Consiglio di Stato, mostra però la correzione fatta a mano di “1821” in “1813” sul frontespizio.

265.

Nell’esemplare unico in ASTi (UNA 623/4) soltanto il doppio foglio esterno del fascicolo porta il numero 1822; i quattro fogli singoli sciolti all’interno, di tipografia diversa e carta più sottile (con aggiunte manoscritte), portano il 3649.

In Catalogo.Lucca.1839 (p. 25), in Catalogo.Lucca.1847 (p. 20) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 33), al numero 1822 è registrato il brano “Scena e Cavatina. Io non ti posso offrir”, mentre “Aria finale. Sorgi e vieni... Io t'offro ancora” porta il numero 1824 (idem nel Librone Lucca). Il fascicolo con il numero 1822 conservato nei fondi cantonali sembra quindi rappresentare una versione provvisoria, non assunta nell’offerta editoriale definitiva di Lucca. Gli esemplari di deposito dei numeri 1822 e 1824 conservati in I-Vnm, rappresentano il prodotto nella forma finalizzata: corrispondono in pieno con le indicazioni nei cataloghi e non mostrano alcuna irregolarità.

266.

Nei fondi cantonali non si converva alcun esemplare dell’opera. Secondo Catalogo.Lucca.1839 (pp. 26–27), della versione per canto e pianoforte soltanto sette numeri vennero presi in distribuzione (1844, 1847–1849, 1851, 1854 e 1856), come conferma ancora Catalogo.Lucca.1873 (p. 62).

267.

L’esemplare in ASTi (UNA 623/3) riporta numerose correzioni-annotazioni a inchiostro, apparentemente dalla mano di Spinelli; l’esemplare in SBT (LGC LP MUS 40/1) non contiene simili appunti.

268.

I due esemplari in ASTi (UNA 627/3) riportano numerose correzioni-annotazioni a inchiostro, apparentemente dalla mano di Spinelli; l’esemplare in SBT (LGC LP MUS 40/4) non contiene simili appunti.

269.

Uno dei due esemplari in ASTi (UNA 623/3) riporta singole correzioni-annotazioni a inchiostro, apparentemente dalla mano di Spinelli; l’esemplare in SBT (LGC LP MUS 76/1) non contiene simili appunti.

270.

Uno dei due esemplari in ASTi (UNA 627/3) riporta diverse correzioni-annotazioni a inchiostro, apparentemente dalla mano di Spinelli; l’esemplare in SBT (LGC LP MUS 76/7) non contiene simili appunti.

271.

Nei fondi cantonali, del Célébre Trio de l’Opéra Stradella nell’arrangiamento di Herz si conserva un solo esemplare (SBT, LGC LP MUS 174/6). Unico riferimento concreto alla sua appartenenza ai depositi di Spinelli sono i resti dell’etichetta rotonda di adesivo rosso-arancione sul frontespizio, traccia che ricorre anche in numerosi altri esemplari di deposito (sia di Spinelli che di Pozzi, addirittura all’interno della stessa cartella LGC LP MUS 174). La detta macchia di colla va presumibilmente ricondotta o al processo di archiviazione dei materiali depositati da parte del personale cantonale (che vi fissò un foglio esplicativo, quale prova di registrazione o una nota simile) o alle modalità dell’invio postale (in cui il materiale era imballato sotto forma di rotolo tenuto insieme da un foglio di cartone sottile, fissato al rotolo da un sigillo adesivo).

Inventario.1887 (p. 20) non menziona altre copie del fascicolo.

In termini di collocazione storica, oltre all’impostazione grafica e al tipo di carta, riscontrabili in numerosi prodotti Lucca degli anni 1830, si nota che in Catalogo.Lucca.1839 (p. 46) il brano appare al numero 1650 (specificato come op. 99 di Herz) mentre ancora manca in Catalogo.Lucca.1836 (che registra numeri fino al 1250 e opere di Herz fino all’op. 77).

272.

Il numero utilizzato sulle singole pagine di musica è “400 E 1650”. La dicitura “400 = 1650” appare unicamente sul frontespizio.

273.

Resta incerto se il deposito annunciato nell’Avviso musicale dell’11 novembre 1840 riguardasse davvero ulteriori brani da I due figaro di Speranza, non compresi nella consegna degli undici numeri del 17 gennaio 1840; sta di fatto che Inventario.1887 (p. 8) registra tre copie incomplete con non più di undici numeri ciascuna (“Copie N.o 3 [...] incomplete Pezzi N.o 11 nella I.a e II.a e N.o 8 nella III.a”). Nei fondi cantonali si conservano soltanto gli undici numeri compresi nel deposito del 17 gennaio 1840. L’opera intera conta 27 elementi (numeri tra 2315 e 2342; cfr. Catalogo.Lucca.1847, p. 36).

274.

De L’esule di Roma, nei fondi cantonali si conserva unicamente il numero 2122. Secondo Inventario.1887 (p. 2), l’archivio custodiva inoltre il numero 2226, ma solo il 2122 in triplice esemplare (“pezzi No 4 – (C. e P.) 2122 triplicato e 2226”). Il numero 2226 corrisponde a: “Aria finale. Tardi, tardi il piè là volgi” (dalla serie intitolata: Nuovi pezzi aggiunti dall’Autore in occasione che la poneva in iscena alla fiera di Bergamo); non si esclude quindi che il deposito dell’11 novembre 1840 comprendesse ambo le versione dell’aria finale.

275.

Nei fondi cantonali non si conserva alcuna copia dell’opera.

276.

Delle due versioni dell’opera 605 di Czerny, Inventario.1887 (p. 15) non registra quella per pianoforte a quattro mani, ma solo un unico esemplare di quella per pianoforte solo (rilegate in ½ pelle”, intendendo probabilmente l’esemplare oggi custodito in SBT, LGC LP MUS 23/1).

277.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dell’opera, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito del brano da parte di Spinelli è Inventario.1887 che circoscrive l’opera come segue: id. [Döhler] | Uno studio sul Trillo Op. 30”. Unico tra i Cataloghi Lucca a riportare l’opera è quello del 1859 (Catalogo.Lucca.1859, p. 67) che lo elenca come brano senza numero di catalogo, dopo il secondo volume dei “12 Grands Etudes de Concert, op. 30” (numeri 2306 e 2307). Infatti, il brano è il dodicesimo studio nell’opera 30 di Döhler, pubblicato in una edizione separata, ma sempre con il numero 2307. Il deposito di Spinelli va collocato ipoteticamente “[ante 1841]” in base alla posizione numerica dell’opera nel contesto dei depositi.

Va notato che anche Ricordi pubblica, sempre in due volumi, le “12 Etudes de Concert pour Piano, divisées en deux Suites. Op. 30” di Döhler (numeri 11068 e 11069), secondo Librone Ricordi databili a gennaio 1840, facendo seguire, nel 1850, in edizione separata “Le Trille. Etude XII pour Piano, tirée de l’Op. 30” (numero 22079).

278.

Il principale riferimeno a un deposito dell’opera La favorita di Donizetti, cioè l’“Avviso musicale e diffidazione” del 13 febbraio 1841 (Spinelli.avvisi.1841.1), concerne esclusivamente “la Favorita [...] ridotta a piano forte solo dal maestro Truzzi”. Non si esclude che il deposito dei sette numeri della versione per canto e pianoforte, qui elencati in quanto presenti in SBT (LGC LP MUS 37/1–7), sia avvenuto altrettanto il 13 febbraio 1841.

279.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dell’opera, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito dell’opera da parte di Spinelli è Inventario.1887 (p. 30) che registra il brano in questi termini: “id. [Thalberg] | Thême Original et etude p. Piano op. 45.” Nel Catalogo Lucca, la composizione appare in due versioni, al numero 3443 come “Thême et Etude en La mineur. Rédemandé à tous ses concerts. Op. 45” e al numero 3445 come “Thême et Etude, arrangés par Czerny. Op. 45” (Catalogo.Lucca.1859, pp. 70, 147). Il fatto che il riferimento al tema “originale” appaia, necessariamente, solo nell’arrangiamento per pianoforte a quattro mani di Czerny, fa supporre che quest’ultima sia la versione intesa dall’autore di Inventario.1887. Il deposito di Spinelli va collocato ipoteticamente nel “[1843]” in base alla posizione numerica dell’opera nel contesto dei depositi.

280.

Nella petizione senza indicazione di numeri e incipit. Dati estratti dall’esemplare completo in SBT (LGC LP MUS 80).

281.

Nella petizione senza indicazione di numeri e incipit. Dati estratti dall’unico esemplare conservato nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 94), una copia completa dell’opera.

282.

Nella petizione senza indicazione di numeri e incipit. Dati estratti dall’unico esemplare conservato nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 117), una copia completa dell’opera.

283.

Il numero 5033, Le Carnaval de Venise varié, è l’unico dei brani di de Meyer depositati al Consiglio di Stato di cui non si conserva alcuna copia nei fondi cantonali, e che non figura neanche in Inventario.1887. Nello stesso Inventario.1887 (p. 16) si registra invece, in seguito alle opere già menzionate nella petizione, un ulteriore brano di de Meyer, il “Galop de Bravoure p. Piano”. Questa composizione (brano senza numero d’opera) appare in Catalogo.Lucca.1859 al numero 5031. Non si esclude che la copia del brano nei fondi cantonali (esemplare unico in LGC LP) sia da ricondurre al deposito, particolarmente ampio, del 20 luglio 1845.

Un “Galop de bravoure pour Piano“ di de Meyer (sempre senza numero d’opera), viene pubbblicato anche da Ricordi, al numero 17094, secondo il Librone Ricordi a maggio-giugno 1845, quindi a poca distanza di tempo dal deposito di Spinelli del 20 luglio dello stesso anno. A mancanza di una petizione sia di Spinelli che di Pozzi riguardante esplicitamente tale “Galop de Bravoure p. Piano” (Librone Ricordi), resta irrisolto quale delle due edizioni l’autore di Inventario.1887 avesse in mente. L’esemplare unico in LGC LP, tuttavia, è dell’edizione di Lucca.

Nel tentativo di spiegare la presenza del brano in Inventario.1887, non si esclude infine un lapsus di Spinelli che, nella sua petizione del 20 luglio 1845, annuncia Le Carnaval de Venise varié, mentre per sbaglio consegna un esemplare del Galop de Bravoure, assieme agli altri cinque numeri di de Meyer compresi nel deposito, errore rimasto inosservato dagli ufficiali cantonali (si ricorda che dal deposito de Le Carnaval de Venise non è pervenuta alcuna copia). Per la presente sintesi cronologica fa riferimento la petizione di Spinelli: si registra quindi il numero 5033 (Le Carnaval de Venise varié), considerando ipoteco uno scambio involontario con il numero 5031 (Galop de Bravoure).

284.

Nella petizione originalmente “5223”, corretto a matita (presumibilmente dalla mano del funzionario cantonale) in “5253”.

Lo spartito (esemplare unico in SBT, LGC LP MUS 64/23) porta il frontespizio con il doppio numero di catalogo “N.o 5253 | [N.o]. 5239” (più l’indicazione “a quattro mani”), senza la consueta cancellazione rispettivamente la sottolineatura di una dei due dati. Secondo Catalogo.Lucca.1859 (p. 177), il numero 5239 si riferisce alla versione a quattro mani.

285.

Nella petizione: “Leopoldo Demeyer”.

286.

Nella petizione senza indicazione di numeri; si presume una corrispondenza con i numeri 5640–5645 del catalogo Lucca (più i numeri 5646–5647 per la collezione intera).

287.

Nella petizione senza indicazione dei numeri; precisazione editoriale in base agli esemplari nei fondi cantonali.

288.

Nella petizione: “[592]6”; correzione editoriale in base all’esemplare in SBT (LGC LP MUS 138/2).

289.

L’incipit testuale citato da Spinelli nella petizione non appare nel fascicolo.

290.

“ridotti per Flauto, con accompagnamento di piano forte dal Maestro Gio. Daelli” (Giovanni Daelli, ca. 1800–1860).

291.

Nella petizione: “5701”; correzione editoriale in base a Catalogo.Lucca.1847 (p. 90).

292.

Identificazione in base al catalogo Lucca (cfr. Catalogo.Lucca.1847, p. 111; Catalogo.Lucca.1859, p. 171).

293.

Di questo deposito, nei fondi cantonali si conserva unicamente il numero 5077, “Fantaisie sur deux Mélodies de Mercadante”, che fa parte dell’op. 88 di Rosellen (esemplare unico in ASTi, UNA 637/10). Il fascicolo non porta alcun riferimento diretto al deposito legale, in particolare manca la consueta nota “Deposto al Consiglio di Stato”, sulla prima lastra di musica (assente in tutti i numeri dell’opera, 5074–5078, come conferma anche l’esemplare di deposito legale conservato in I-Vnm). Manca inoltre una relativa petizione di Spinelli.

Oltre all’esemplare unico del numero 5077 nei fondi cantonali, disponiamo dell’avviso di Spinelli (datato “Chiasso, li 30 ottobre 1846”) sul FO del 6 novembre 1846, nonché del rispettivo riferimento in Inventario.1887 (p. 27), quest’ultimo menzionandone espressamente “(2 Copie)”, altro indizio per un deposito d’obbligo in base alla legge del 1835. Nello stesso contesto, Inventario.1887 elenca altri tre elementi dell’op. 88 di Rosellen (“id. [Rosellen] «La Bouquetière». N.o 4 Fantasie p. Piano. I.a Sur des Mélodies de Mercadante (2 Copie) II.a Sur l’Op. [«]Linda di Chamounix». III.a Mélodies de Rossini IIII.a Figlia del Reggimento. Op. 88.”). Questi titoli sono identificabili con i numeri 5074, 5075 e 5078 (cfr. Catalogo.Lucca.1859, p. 140; le opere ancora non figurano in Catalogo.Lucca.1847, redatto nel 1846). In base all’allora presenza di due copie del numero 5077, si suppone l’analoga provenienza dal deposito di Spinelli, che comprese i cinque numeri dell’op. 88, più l’op. 87 di Rosellen. L’avviso di Spinelli sul FO è tuttavia l’unica fonte a indicare la presenza anche del numero 5076 nel deposito (n. 3. Fantaisie sur Nabucodonosor de Verdi; numero identificabile tramite Catalogo.Lucca.1859, p. 140).

Oltre ai succitati numeri (salvo il n. 5077), manca nei fondi cantonali anche il 5073, l’opera 87 di Rosellen (Fantaisie brillante sur le Désir, Valse de Beethoven); ne fa riferimento la relativa nota in Inventario.1887, p. 27 (“id. [Rosellen] Fantaisie brillante. «Le Désir». Valse de Beethoven. p. Piano Op. 87.”), e soprattutto l’avviso di Spinelli sul FO. Va aggiunto che, anche lo spartito con il numero 5073, non riporta la consueta formula “Deposto al Consiglio di Stato” a piè della prima pagina di musica (da confronto con l’esemplare di deposito legale in I-Vnm), nonostante il deposito evidentemente avesse avuto luogo.

294.

Numero già presente nel deposito del 5 aprile 1846 (Spinelli.petizioni.1846.23).

295.

Sulla prima pagina del fascicolo manca il titolo dell’opera e il nome dell’autore, aggiunto a matita da mano sconosciuta, nonché “Finale Primo”, aggiunto a inchiostro dalla mano di Spinelli.

296.

Nella presente edizione, il numero 5914 è unito in un fascicolo unico con il numero 5913 (a paginatura continuata).

297.

Del volume depositato il 21 febbraio 1847, nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare.

298.

Secondo le quattro petizioni di Spinelli riguardanti I masnadieri nella versione per canto e pianoforte (29 luglio, 8 agosto, 16 ottobre, 2 novembre 1847), venne depositata l’opera intera (cioè i 19 fascicoli dei numeri 6532–6550, senza il Preludio, n. 6531). Di questi materiali, presentati in “tre esemplari” e con accusa di ricevimento in tutti i casi, si conservano soltanto sette fascicoli, tutti in copia unica. La perdita dei restanti spartiti deve aver avuto luogo già nel XIX. secolo: Secondo Inventario.1887 (p. 9), “D’una copia restano pezzi N.o 7 (C. e P.) mancano 13 N.i”. Ciò corrisponde in pieno con quanto conservato oggi nei fondi cantonali: dei materiali depositati il 29 luglio 1847 restano soltanto i numeri 6532 e 6540; cfr. l’esemplare unico in SBT (LGC LP MUS 156/1 e 3). Vedi inoltre la seguente nota.

299.

Nel suo avviso, Spinelli annuncia che “col giorno 13 corrente” saranno messi in vendita “i pezzi vocali ed istrumentali di detta opera” (i. e. I masnadieri), presumibilmente per coprire, uno per tantum, anche i depositi dal 29 luglio 1847 al 2 novembre 1847, che riguardano esclusivamente elementi della stessa opera.

300.

Dei materiali depositati l’8 agosto 1847, nei fondi cantonali non si conserva alcun numero.

301.

Dei materiali depositati il 16 ottobre 1847 si conservano soltanto i numeri 6547 e 6549 (SBT, LGC LP MUS 156/6 e 7).

302.

Dei materiali depositati il 2 novembre 1847 si conservano soltanto i numeri 6539, 6544 e 6546 (SBT, LGC LP MUS 156/2, 4 e 5).

303.

Nell’avviso Spinelli annuncia che “col giorno 15 corrente” saranno messi in vendita “li pezzi vocali ed istrumentali di dette opere” (tra cui Il poliuto), presumibimente per coprire con lo stesso annuncio anche il deposito del 23 dicembre 1849, che riguarda ulteriori elementi de Il poliuto, senza però che questi vengano menzionati nel rispettivo avviso. Si suppone che l’avviso datato “li 18 gennaio 1850” (Spinelli.avvisi.1850.1), in cui si annuncia la messa in vendita di “tutti i pezzi vocali ed istrumentali dell’opera il Poliuto”, va inteso come il deposito conclusivo dell’opera, sottolineato anche dall’analoga petizione del 17 gennaio 1850 (“a compimento dell’opera completa”).

304.

Nella petizione: “N.o 7022”. Correzione editoriale in base agli esemplari conservati nei fondi cantonali.

305.

Nella petizione: “N.o 7023”. Correzione editoriale in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 36 (numero mancante nei fondi cantonali).

306.

Dell’opera 49 di Rabboni non si conserva alcuna copia nei fondi cantonali; resta quindi incerto se il deposito del 6 dicembre 1849 comprendesse la serie intera.

307.

Nella sua petizione, Spinelli presenta i cinque fascicoli depositati il 17 gennaio 1850 “a compimento dell’opera completa”. Infatti, il totale dei fascicoli depositati (secondo le petizioni) copre i numeri dal 7201 al 7212 (il Preludio dell’Atto I., al n. 7200, apparentemente non venne considerata parte “dell’opera completa”). L’accusa di ricevimento conferma la completezza di quanto indicato nelle petizioni; nonostante ciò, nei fondi cantonali di oggi si conserva solo una parte dei materiali (11 fascicoli, compresi i doppioni), e anche Inventario.1887 (p. 2) riporta che “di due copie rimangono N.o 9 pezzi [cioè] tre della I.a e sei della II.a (C. e P.)”. La perdità di parte dei 36 fascicoli (cioè 12 numeri in triplice copia) sembra quindi essere avvenuta nel periodo tra il 1850 e il 1887.

308.

L’opera 16 di Nava, nel suo insieme, consiste in tre libri, con i numeri 5687, 5688 e 5689; il 5690 riunisce tutti “In un sol libro” (Catalogo.Lucca.1859, p. 7). Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dell’opera.

309.

Nella sua petizione Spinelli indica “N.o 1371 [recte: 7371]: a 74”. La Première Suite delle Confidences musicales, secondo il catalogo Lucca, comprende i numeri 7371 a 7374. Nei fondi cantonali se ne conserva soltanto il numero 7374; i numeri 7375, 7377 e 7378, altrettanto presenti nei fondi cantonali, fanno invece parte della Seconde Suite delle Confidences musicales. Inventario.1887 (p. 12) registra, oltre ai quattro brani indicati, ancora la “Mélange sul »Giuramento«”, cioè il numero 7376 (dalla Seconde Suite), brano oggi mancante nei fondi cantonali. Secondo l’indicazione di Inventario.1887, la Seconde Suite (n. 7375–7378) alla stesura dell’inventario era dunque completa, mentre il deposito di Spinelli aveva possibilmente presentato solo una parte della Première Suite, mescolata con elementi della Seconde, inosservato dagli ufficiali cantonali. Non si esclude tuttavia un deposito di entrambe le Suites, per cui i numeri 7371, 7372 e 7373 più il 7376, vengono assunti nella sintesi cronologica in modo provvisorio. Tuttavia, gli spartiti degli otto numeri (7371 a 7378) contengono sulla prima lastra di musica la consueta nota “Chiasso presso l’Euterpe Ticinese. [spazio, numero di lastra, spazio] Che ne ha fatto regolare deposito al Consiglio di Stato”. Questo fatto può essere letto come ulteriore indizio per un avvenuto deposito delle due Suites al completo, ma potrebbe anche riflettere la prassi di Spinelli di approfittare della tutela della legge, nonstante depositasse esemplari incompleti.

Va aggiunto che l’esemplare di deposito della Première Suite in I-Vnm (deposito di Lucca alla I. R. Biblioteca) comprende i numeri 7371, 7372, 7173, 7376 e 7375 (stampati in questo ordine), cioè anche in questo caso cinque numeri invece di quattro, dato che fa ipotizzare dei disguidi nel corso di produzione, che potrebbero coincidere con le incongruenze nel deposito di Spinelli constatate sopra.

310.

Si tratta del seguito di quanto depositato in data 24 febbraio 1850 (Spinelli.petizioni.1850.3). Nella petizione Spinelli dichiara “N.o 7351: al 7371:”, cioè l’opera nel suo insieme di 21 numeri (di cui il numero 7371 si riferisce all’opera intera). Inventario.1887 (p. 24) elenca “Due fascicoli[.] Nel I.o mancano i N.i dall’1 al 19[,] nel II.o [i numeri] 1. 2. 4. e dal 10 al 20.” Nei fondi cantonali oggi si trovano, nel totale, 18 fascicoli dell’op. 158 di Louis. Presumibilmente il deposito di Spinelli si limitava sin dall’inizio a solo parte dell’opera, saltando i brani 11 al 19 (dal n. 7361 al 7370), nonostante dichiarasse l’opera intera.

311.

Nella petizione: “N.o 6758: al 61:”. Nell’opera 117 di Rosellen, i 20 brani singoli sono suddivisi in sei volumi, con numeri di lastra da 6758 a 6777. Nei fondi cantonali (SBT e ASTi) si conservano i primi tre libri, con i numeri 6758–6767, tra cui il volume depositato il 30 marzo 1850. Per ulteriori volumi dell’opera si vedano i depositi del 25 luglio 1850 e del 16 settembre 1850.

312.

Il brano n. 3. (Piccola Fantasia sopra i Capuleti e i Montecchi di V. Bellini) porta su tutte le pagine il numero di lastra sbagliato “6763”. Correzione editoriale in base all’indicazione “N.o 6758: al 61:” nella petizione di Spinelli nonché a Catalogo.Lucca.1859 (p. 100).

313.

Gli altri volumi dell’op. 117 di Henri Rosellen vennero depositati tra il 30 marzo 1850 (Spinelli.petizioni.1850.4) e il 25 luglio 1850 (Spinelli.petizioni.1850.5).

314.

Il frontespizio è in tutti i dettagli identico a quello del terzo libro, depositato il 25 luglio 1850 (Spinelli.petizioni.1850.5), utilizzando lo stesso calco, a parte la correzione di “delle” in “dalle” nel terzo libro.

315.

Dell’opera non si conserva alcuna copia nei fondi cantonali; manca inoltre ogni riferimento in Inventario.1887.

316.

Il terzo volume dell’op. 117 di Rosellen comprende, in un unico fascicolo, i numeri dal 6764 al 6767. Nonostante Spinelli indichi soltanto il primo numero, si presume che il deposito comprendesse il volume intero. Nei fondi cantonali si conservano tutti e tre gli esemplari del terzo volume depositato il 25 luglio 1850.

317.

Il quarto volume dell’op. 117 di Rosellen comprende, in un unico fascicolo, i numeri 6768 e 6769. Nonostante Spinelli indichi soltanto il primo numero, si presume che il deposito comprendesse entrambi. Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del quarto volume depositato il 25 luglio 1850. Oltre al Libro IV, nei fondi cantonali mancano anche gli ulteriori volumi dell’opera 117, cioè i Libri V. e VI. La perdita di questi tre volumi, semmai depositati al completo, deve essere avvenuta già nei decenni successivi al deposito: come afferma Inventario.1887 (p. 27), nel tardo Ottocento si disponeva soltanto dei primi tre volumi (“mancano i fascicoli [con i numeri musicali] dall’11 al 20”).

318.

L’op. 121 di Rosellen comprende i numeri di lastra 6782 e 6783. La seconda delle due fantasie (n. 2. Rêve et Thême varié) seguirà con il deposito successivo del 16 settembre 1850 (Spinelli.petizioni.1850.7).

319.

Il quinto libro dell’op. 117 di Rosellen comprende i numeri dal 6770 al 6773. Nonostante Spinelli indichi soltanto il primo numero, si presume che il deposito comprendesse il volume intero. Nei fondi cantonali (SBT e ASTi) non si conserva alcun esemplare del quinto volume depositato il 25 luglio 1850.

320.

Il sesto libro dell’op. 117 di Rosellen comprende i numeri dal 6774 al 6777. Nonostante Spinelli indichi soltanto il primo numero, si presume che il deposito comprendesse il volume intero. Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del quinto volume depositato il 25 luglio 1850.

321.

Mentre Spinelli, nella petizione, elenca tra i “pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge” soltanto i numeri 7531, 7532 e 7533, nell’avviso proclama che “col giorno 22 corrente, porrà in vendita [...] tutti i pezzi sì vocali che istrumentali della suddetta opera”. Nei fondi cantonali si conservano unicamente i tre numeri indicati nella petizione.

322.

Nella petizione la serie di brani viene circoscritta sommariamente con “N.o 7313: al 7315.”

323.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare dell’opera, l’assunzione nella sintesi cronologica avviene in modo provvisorio. Unico riferimento a un possibile deposito dell’op. 32 di Bertini da parte di Spinelli è la relativa nota in Inventario.1887 che la registra come segue: “Bertini | «Terzo grado» 25 Studi p. Piano | in Brochure”. Identificazione di numeri e titolo esatto in base a Catalogo.Lucca.1859 (p. 65). Il deposito di Spinelli va collocato largamente “[ante 1851]” in base alla posizione numerica dell’opera nel contesto dei depositi e considerandone l’assenza in Catalogo.Lucca.1847. La data di produzione dei numeri 6649 e 6650, secondo il Librone Lucca, è il 9 luglio 1849, data post quem per il relativo deposito.

324.

Sia nella petizione che nell’avviso senza indicazione di numero; correzione editoriale in base a Catalogo.Lucca.1859 (p. 6).

325.

L’avviso del 14 aprile 1851 include i brani musicali elencati sia nella petizione del 31 marzo che in quella del 14 aprile 1851.

326.

L’avviso del 14 aprile 1851 include i brani musicali elencati sia nella petizione del 14 aprile che in quella del 31 marzo 1851.

327.

Nella petizione: “N.o 7865”. Correzione editoriale in base all’esemplare conservato in SBT (LGC LP MUS 13/2).

328.

A differenza della petizione, l’avviso non nomina il deposito di ulteriori elementi di Villanis, La regina di Leone (numeri 7809 e 7816), coperti presumibilmente dall’avviso del 14 aprile 1851.

329.

Nella petizione: “7545: 7446: 7447: 7448.” Opera non conservata nei fondi cantonali; titoli ripresi dall’esemplare in I-Vnm e da Catalogo.Lucca.1859 (p. 7).

330.

L’avviso del 5 giugno 1851 include i brani musicali elencati sia nella petizione del 22 maggio che in quella del 5 giugno 1851 (ad eccezione dei tre elementi di Villanis, La regina di Leone, con i numeri 7808, 7822 e 7825).

331.

Titolo nella petizione di Spinelli, nonché in copertina al volume: “Frische Quadrille”; all’interno del volume e nel catalogo Lucca (cfr. Catalogo.Lucca.1859, p. 171): “Irische Quadrille”.

332.

L’avviso del 5 giugno 1851 include i brani musicali elencati sia nella petizione del 5 giugno che in quella del 22 maggio 1851 (ad eccezione dei tre elementi di Villanis, La regina di Leone, con i numeri 7808, 7822 e 7825, coperti presumibilmente dall’avviso del 14 aprile 1851).

333.

Nella petizione l’intera serie di brani viene circoscritta sommariamente con “N.o 7786: al 7791.”

334.

Il fascicolo porta il doppio numero “7851 | 7869”, riferendosi al numero di catalogo dell’opera completa (7869). L’ultimo brano musicale dell’opera porta il numero 7868; cfr. l’esemplare in SBT (LGC LP MUS 13/2).

335.

Nella petizione: “7552”. Correzione editoriale in base all’esemplare conservato in SBT.

336.

L’avviso del 30 agosto 1851 include i brani musicali elencati sia nella petizione dell’11 agosto che in quella del 30 agosto 1851 (ad eccezione dei brani di Villanis, La regina di Leone, e Chiaromonte, Armando il gondoliero, coperti presumibilmente dall’avviso del 14 aprile 1851).

337.

Titolo sulla prima pagina di musica: “WERBER ZUM TANZE.”

338.

Titolo sulla prima pagina di musica: “GRUH AN DRESDEN.”

339.

Gli altri depositi documentati di Armando il gondoliero sono datati 14 aprile 1851 (Spinelli.petizioni.1851.3), 28 aprile 1851 (Spinelli.petizioni.1851.4), 6 luglio 1851 (Spinelli.petizioni.1851.8), 11 agosto 1851 (Spinelli.petizioni.1851.9) e 31 agosto 1851 (Spinelli.petizioni.1851.10).

340.

L’avviso del 30 agosto 1851 include i brani musicali elencati sia nella petizione del 30 agosto 1851 che in quella dell’11 agosto (ad eccezione dei brani di Villanis, La regina di Leone, e Chiaromonte, Armando il gondoliero, coperti presumibilmente dall’avviso del 14 aprile 1851).

341.

Nella petizione di Spinelli, il brano viene elencato come op. 72 [sic] di Goria e con il numero di lastra 7528 [sic], numero già assegnato in precedenza all’op. 61 di Goria (Spinelli.petizioni.1851.1314). Nel catalogo dell’editore Lucca di quegli anni (Catalogo.Lucca.1859, p. 84), il brano dal titolo La Pavane. Air de Danse du XVI siècle, l’op. 62 di Goria, è schedata al numero 7559, lettura ‘ufficiale’ che viene assunta anche per il presente studio (ciò nonostante nello spartito in questione il numero unico utilizzato sia proprio il 7558).

342.

Inventario.1887 (p. 32) registra “due fascicoli” dell’opera; nei fondi cantonali oggi non si conserva alcun esemplare.

343.

Incipit testuale nel titolo; testo musicato: “Oh quai memorie al misero core!”.

344.

L’avviso del 6 ottobre, a differenza della petizione, non comprende i due brani di Arrieta, Ildegonda (numeri 8058 e 8063), coperti presumibilmente dall’avviso del 15 settembre 1851.

345.

Nella petizione: “8508”. Correzione editoriale in base all’esemplare conservato in SBT (LGC LP MUS 2/9).

346.

L’opera 45 di Goria comprende i numeri dal 7511 (Jenny) al 7516 (Diana).

347.

L’avviso del 30 ottobre, a differenza della petizione, non comprende il brano singolo di Pacini, Allan Cameron, e i tre di Butera, Atala (cioè i numeri 7961 più 8103, 8104 e 8109), coperti presumibilmente dall’avviso del 15 settembre rispettivamente del 6 ottobre 1851. Nell’avviso del 30 ottobre manca inoltre Goria, Deux caprices de Salon (n. 7557), altrettanto compreso nella petizione, tralasciato possibilmente per errore.

348.

L’unico esemplare custodito nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 51) si limita al recitativo (“scena”, pp. 56–57), mentre manca l’aria (pp. 59–79).

349.

Nella petizione: “7450”; correzione editoriale in base all’esemplare conservato in SBT (LGC LP MUS 64/31).

350.

Come indica il titolo, l’opera 61 di Goria consiste di due brani musicali, n. 1. Caprice dramatique e n. 2. Le Carillon. Considerando che nel deposito del 9 dicembre 1851 (cfr. Spinelli.petizioni.1851.14) il numero 7557 appare una seconda volta, si suppone che Spinelli qui si riferisca soltanto ad uno dei due brani. Sul frontespizio comune, n. 2. Le Carillon porta tuttavia il numero di catalogo 7558, il quale riappare conseguentemente anche sulle pagine dello spartito. Anche in Catalogo.Lucca.1859 (p. 84), n. 2. Le Carillon è schedato al numero 7558. Nei fondi cantonali ambedue i brani (n. 1. Caprice dramatique e n. 2. Le Carillon) sono presenti.

351.

Delle quattro opere di Bodoira depositate da Spinelli il 27 ottobre 1851 (Spinelli.petizioni.1851.13), nei fondi cantonali si conserva unicamente il n. 700 (Rimembranze del Golfo della Spezia. Walzer). La perdita dei material è da collocare ‘ante 1887’ in quanto Inventario.1887 (p. 13) fa menzione solo del n. 700.

352.

La collezione Melodie italiane di Bodoira comprende i numeri dal 8131 al 8134. Il numero 8131 porta il sottotitolo “La regina di Leone del M.o Villanis” (cfr. Catalogo.Lucca.1859, p. 73).

353.

Nel numero 700 sembra trattarsi di una produzione di Euterpe Ticinese. Il volume porta sul frontispizio l’inconsueto riferimento all’editore “Chiasso l’Euterpe Ticinese [spazio] Milano presso F. Lucca”. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 167) il brano è elencato con il numero “* 700”, così segnato come prodotto ‘di fondo estero’. In Catalogo.Lucca.1873 (p. 232) il brano riappare invece con il nuovo numero Lucca 13769 e specificato come “Op. 13” di Bodoira. In quanto al ‘catalogo’ di Euterpe Ticinese (cfr. 6. Cataloghi - Catalogo Euterpe Ticinese), il numero 700 risulta finora non riconducibile ad un’opera specifica con Euterpe Ticinese quale editore unico.

Si suppone che l’ipotetica edizione Euterpe Ticinese di Bodoira, Rimembranze apparisse inoltre in Catalogo.ET.18xx.

354.

Nella petizione: “7594”. Il numero di lastra 7495 contrassegna il “Concertino per flauto con accomp.to di piano forte”, mentre il “Concertino per flauto con accomp.to d’orchestra” porta il numero 7494 (con frontespizio unico per ambo le edizioni, che spiega la dicitura usata da Spinelli “con accompagnamento di piano forte ed Orchestra”). La prima versione consiste di due parti, la seconda, nel suo insieme, di 17. A mancanza di un esemplare esistente nei fondi cantonali (SBT e ASTi), sembra lecito ipotizzare che Spinelli, sia per motivi economici che logistici, abbia depositato esclusivamente la versione con accompagnamento di pianoforte, cioè il numero 7495.

355.

L’avviso del 9 dicembre, a differenza della petizione, non comprende i due brani di Pacini, Allan Cameron, e di Butera, Atala (cioè i numeri 7963 e 8112), coperti presumibilmente dall’avviso del 15 settembre rispettivamente del 6 ottobre 1851.

356.

Nella petizione elencato come parte della precedente opera, cioè di Giovanni Pacini, Allan Cameron (“detta.”, cfr. Spinelli.petizioni.1851.14). Correzione editoriale in base all’esemplare in SBT (LGC LP MUS 9/7).

357.

Come indica il titolo generale dell’op. 61, il numero 7557 consiste di due brani musicali, n. 1. Caprice dramatique e n. 2. Le Carillon. Considerando che nel deposito del 27 ottobre 1851 (Spinelli.petizioni.1851.13) il numero è già apparso una prima volta, si suppone che Spinelli qui (parlando al singolare) si riferisca soltanto ad uno dei due brani. Sul frontespizio comune, n. 2. Le Carillon porta tuttavia il numero di catalogo 7558, il quale riappare conseguentemente anche sulle pagine dello spartito. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 84), n. 2. Le Carillon è schedato al numero 7558. Nei fondi cantonali entrambi i brani (n. 1. Caprice dramatique e n. 2. Le Carillon) sono presenti.

358.

L’avviso del 5 febbraio non comprende i cinque brani di Foroni, I gladiatori, e i sei numeri di Picchi/Fiori, Don Crescendo, elencati nella petizione del 27 dicembre 1851, numeri coperti presumibilmente dall’avviso del 9 dicembre rispettivamente del 30 ottobre 1851. Nell’avviso del 5 febbraio, Spinelli annuncia inoltre la maggior parte dei brani riportati dalla petizione del 3 febbraio 1852.

359.

L’avviso del 5 febbraio 1852 non comprende i quattro brani di Picchi/Fiori, Don Crescendo, elencati nella petizione del 3 febbraio, numeri coperti presumibilmente dall’avviso del 9 dicembre 1851. Nell’avviso del 5 febbraio Spinelli anuncia inoltre la maggior parte dei brani riportati dalla petizione del 27 dicembre 1851.

360.

Il numero 8268 è assegnato a due brani separati in fascicoli diversi, sia “Scena e Coro. Venite, o forti” che “Duetto e Terzetto Finale III. Chi batte? Il re t’appella”. Secondo la petizione (Spinelli.petizioni.1852.1), entrambi furono depositati il 3 febbraio 1852, senza ulteriore commento da parte di Spinelli. Anche gli esemplari conservati in ASTi (UNA 616/3; non in SBT) non portano alcuna nota di chiarimento o correzione. Presumibilmente si tratta di un errore di produzione o ‘prototipo’: in Catalogo.Lucca.1859 (p. 60), “Scena e Coro. [...]” figura al numero 8267, “Duetto e Terzetto Finale III. [...]” al 8268. Per due casi simili, i numeri 8761 e 8763, cfr. sotto in data 16 gennaio 1853 (Spinelli.petizioni.1853.2).

361.

L’avviso del 19 maggio 1852 non comprende i due brani di Pacini, Allan Cameron (numeri 7956 e 7957), elencati nella petizione del 9 maggio, numeri coperti presumibilmente dall’avviso del 5 maggio 1851.

362.

Nella petizione senza indicazione di numero. Di questo fascicolo vennero infatti depositati anche degli esemplari senza numero di lastra, tuttora parte dei materiali conservati in ASTi (UNA 621/2); per gli esemplari con numero di lastra si veda il deposito dell’11 giugno 1852 (Spinelli.petizioni.1852.3).

363.

Il volume riporta nel titolo un triplice errore tipografico; in copertina si legge: “AUS DER JNGENDZEIT”, sulla prima pagina di musica: “HUS DER IUGENDZEIT”.

364.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del volume; un ulteriore riferimento si riscontra in Inventario.1887 (p. 26): “Rabboni | Fantasia per Flauto con Piano. Op. 59 sù motivi dell’op. Moïsè di Rossini”.

365.

La nota completa nella petizione di Spinelli legge: “Allan Cameron. posta in musica dal Maestro Gio. Pacini”. Inizialmente senza indicazione di numero e di titolo del brano, il numero 7953 venne aggiunto da altra mano e con penna diversa, probabilmente dall’autore dell’accusa di ricevimento sul retro della petizione (“Ho verificato esistere tutta la musica qui indicata | L’Archivista”). Identificazione del titolo del brano in base al fascicolo conservato nei fondi cantonali.

366.

Il primo fascicolo porta il numero “8403–8418” per circoscrivere la serie completa. Il deposito di Spinelli (dichiarato nelle petizioni, in corrispondenza con quanto conservato nei fondi cantonali) comprende, diviso in tre tappe, solo i numeri 8403, 8405, 8408 e 8416. Secondo Catalogo.Lucca.1859 (p. 29), la versione per canto e pianoforte di Giovanna di Castiglia consiste, nel suo insieme, di sei numeri (8402, 8403, 8405, 8408, 8416 e 8418).

367.

Tre dei cinque esemplari di questo brano/fascicolo conservati in ASTi (UNA 621/2) non portano alcun numero, a differenza degli altre due, del resto identici. Il deposito doppio – il 9 maggio 1852 (Spinelli.petizioni.1852.2) e l’11 giugno 1852 (Spinelli.petizioni.1852.3) – sembra dovuto a questo errore di produzione.

368.

Nella petizione: “7338”. Le copie del brano custodite nei fondi cantonali portano in copertina il numero 7338, mentre sulle singole pagine musicali appare unicamente il numero 7438. Anche in Catalogo.Lucca.1859 (p. 171) l’op. 195 di Labitzky, “Die Sylphen. (Le Silfidi). Walzer”, è schedata al numero 7438.

369.

Il numero 8228, nel Catalogo.Lucca.1859 (p. 50), è citato come “pezzo aggiunto alla suddetta opera in sostituzione del duetto finale”, cioè di numero 8225 (notabene: I numeri 8226 e 8227, mancanti nei depositi di Spinelli, nel Librone Lucca sono segnati “D. Crescendo – Cori Uomini” e “D. Crescendo – Cori Donne”, riportati senza nome di incisore, senza numero di lastre e senza prezzo: i materiali presumibilmente non vennero prodotti a stampa, ma in forma manoscritta).

370.

Nella petizione di Spinelli: “Op.a 3:”.

371.

L’avviso del 17 gennaio 1853 comprende la maggior parte dei brani riportati dalla petizione del 4 gennaio, ad eccezione dei numeri di De Giosa, Folco d’Arles (numeri 774, 786), Chiaromonte, Giovanna di Castiglia (8416) e Mazzucato, Luigi V, re di Francia (8502, 8503). Nell’avviso sono inoltre elencati i numeri presentati nella petizione del 16 gennaio.

372.

Il fascicolo, per ovvio errore, porta sulla maggior parte delle pagine il numero di lastra “756”, in parte corretto a mano.

373.

I numeri 8502 e 8503 vennero depositati due volte, evidentemente per errore: il 1 settembre 1852 (Spinelli.petizioni.1852.4) e, nel presente caso, il 4 gennaio 1853. L’eccedenza viene confermata anche da Inventario.1887 (p. 4) che riporta “Pezzi separati N.o 6 cioè i N.i 8502 e 8503 triplicati”. Gli esemplari in eccesso sono tuttora conservati, assieme al resto del deposito, in ASTi (UNA 622/1).

374.

Senza indicazione di numero. L’opera intera comprende sei elementi, dal numero 8708 al 8713, l’album completo porta il numero 8714. L’esemplare in SBT (LGC LP MUS 5) corrisponde al numero 8714.

375.

Il brano non è presente nei fondi cantonali e non figura in Inventario.1887.

376.

L’opera intera comprende quattro numeri, 8421–8424, il numero 8425 riunisce tutti “In un sol libro”. Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare; Inventario.1887 (p. 25) registra il volume nel modo seguente: “Nava [...] N.o 40 Solfeggi p. Soprano e ½ Soprano con accomp.to di Piano Op. 20.”. La petizione di Spinelli non indica il numero, mentre la descrizione in Inventario.1887 sembra riferirsi all’opera completa, il numero 8425.

377.

Nella petizione senza indicazione di numero. L’opera intera (in due volumi) comprende due numeri, 8426 e 8427; per il secondo dei due, cfr. Spinelli.petizioni.1854.3 (28 maggio 1854).

378.

L’avviso del 17 gennaio 1853 include, oltre ai numeri indicati nella petizione del 16 gennaio, anche gran parte dei brani riportati dalla petizione del 4 gennaio 1853.

379.

Il numero 8761 viene assegnato a due brani successivi, sia a “Coro. Odi quel suon lontan lontano” che a “Cavatina. Costante, immobile come il destino io sono”. Nell’indice della partitura entrambi portano un solo titolo (“Coro e Cavatina. Costante ed immutabile” [sic]). Nella partitura conservata in SBT (LGC LP MUS 83), nel caso di “Cavatina. Costante immobile [...]” il numero è stato corretto manualmente in “8762”. Il deposito avvenne probabilmente in forma di due fascicoli e in due momenti diversi, il 16 gennaio e il 13 novembre 1853. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 44), al numero 8761 figura “Cavatina. Costante, immobile come il destino io sono”.

380.

Anche il numero 8763 viene assegnato erroneamente a due brani successivi, sia a “Recitativo dopo la Cavatina Berardo. [Ebben? Siamo lesti?]” che a “Scena e Duetto. Ah! me’l dite se ci ha un modo”. Nell’indice in copertina il “Recitativo dopo la Cavatina [...]” porta il numero 8762, mentre “Scena e Duetto. Ah! me’l dite [...]” il 8763. Anche in questo caso il deposito avvenne in due momenti diversi, il 16 gennaio e il 13 novembre 1853. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 44), al numero 8763 figura “Scena e Duetto. Ah! me’l dite se v’ha [sic] un modo”.

381.

Titolo nella petizione di Spinelli: “Früblincs-Lieder Canti di primavera”; in copertina al volume: “FRÜBLINGS LIEDER”, simile nell’estratto dal catalogo Lucca sulla quarta di copertina: “Früblings Lieder”; idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 172): “7448 [Labitzky.] Früblings-Lieder. (Canti di Primavera), Walzer. Op. 204.”.

382.

Il numero 8881 si riferisce alla versione per violoncello con accompagnamento di pianoforte. Secondo l’indicazione sul frontespizio, la versione “Avec Orchestre” porta il numero 8882.

383.

L’opera comprende otto numeri, dal 8731 al 8738; l’album completo porta il numero 8739, l’unico riportato nella petizione. Nei fondi cantonali (SBT e ASTi) non si conserva alcun esemplare, mentre Inventario.1887 (p. 19) ne conferma la presenza (“«Pratolino» Album p. Canto e Piano di N.o 8 pezzi.”).

384.

Dei numeri 8953, 8958, 8960 e 8962, riportati nella petizione del 20 giugno 1853, nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare. Lo stesso vale per altri elementi de Il mantello, i numeri 8954 (depositato il 13 novembre 1853), 8965 e 8971 (19 febbraio 1854). Nelle petizioni di Spinelli mancano inoltre i numeri 8956 e 8964 per completare l’opera. “Una copia completa (C. e P.) rilegata in ½ pelle. mal rilegata.” elencata in Inventario.1887 (p. 7), risulta mancante.

385.

Nella petizione di Spinelli, il secondo brano dei Trois morçeaux caractéristiques è indicato in questi termini: “7568 Prima sera Réverie italienne” (i. e. il numero del brano precedente, Allegrezza, in combinazione con il titolo del numero successivo, 7567). Nei fondi cantonali oggi si conservano soltanto i numeri 7568 (op. 66, Allegrezza) e 7569 (op. 67, Chanson mauresque), mentre manca il numero 7567 (op. 65, Prima sera. Rêverie italienne). Inventario.1887 (p. 14) conferma tuttavia la presenza di tutti e tre i brani; se ne deduce che il deposito di Spinelli comprendeva anche il numero 7567.

386.

L’opera intera con dodici brani musicali è composta da 14 numeri, dal 9051 al 9057 (1.a serie) e dal 9058 al 9064 (2.a serie); vedi la petizione del 13 novembre 1853 (Spinelli.petizioni.1853.5). Il numero 9057 presenta “La I.a Serie riunita in un sol libro”, il 9064 conseguentemente “La II.a Serie riunita in un sol libro”.

Nei fondi cantonali si conserva un solo esemplare della seconda serie. Secondo Inventario.1887 (p. 31), l’allora Archivio Cantonale ne possedeva “Tre fascicoli. due copie del secondo, di 6 pezzi ciascuna[,] ed una del primo mancante dei due I.i [ = primi] pezzi.”

387.

Nella petizione: “8765”; correzione in base all’esemplare in SBT (LGC LP MUS 83).

388.

Il numero 8761 viene assegnato a due brani successivi, sia per “Coro. Odi quel suon lontan lontano” che per “Cavatina. Costante, immobile come il destino io sono”. Nell’indice della partitura entrambi portano un solo titolo (“Coro e Cavatina. Costante ed immutabile” [sic]). Nella partitura conservata in SBT (LGC LP MUS 83), nel caso di “Cavatina. Costante immobile [...]” il numero è stato corretto manualmente in “8762”. Il deposito avvenne presumibilmente in questi due fascicoli e in due momenti diversi, il 16 gennaio e il 13 novembre 1853. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 44), al numero 8761 figura tuttavia il seguente titolo: “Cavatina. Costante, immobile come il destino io sono”.

389.

Anche il numero 8763 viene assegnato erroneamente a due brani successivi, sia per “Recitativo dopo la Cavatina Berardo. [Ebben? Siamo lesti?]” che per “Scena e Duetto. Ah! me’l dite se ci ha un modo”. Nell’indice in copertina il “Recitativo dopo la Cavatina [...]” porta il numero 8762, mentre “Scena e Duetto. Ah! me’l dite [...]” il 8763. Nella partitura conservata in SBT (LGC LP MUS 83), nel caso di “Scena e Duetto. Ah! me’l dite [...]” il numero è stato corretto manualmente in “8764” (scritta assai sbiadita). Anche in questo caso il deposito avvenne in due momenti diversi, il 16 gennaio e il 13 novembre 1853. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 44), al numero 8763 figura “Scena e Duetto. Ah! me’l dite se v’ha [sic] un modo”.

390.

Nella petizione: “8774”; correzione in base all’esemplare in SBT (LGC LP MUS 83).

391.

Nel fascicolo il numero è affiancato da 8974 (“8951-8974”). Quest’ultimo, secondo Catalogo.Lucca.1859 (p. 121) corrisponde al brano nella riduzione per pianoforte solo.

392.

Nella petizione: “9952”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859 (p. 52).

393.

Il numero 8955 (il quinto pezzo dell’opera) venne depositato due volte: numero e incipit sono già presenti nella petizione del 20 giugno 1853 (Spinelli.petizioni.1853.4). Questo fatto è ulteriormente confermato da Inventario.1887 (p. 7), che riporta, oltre agli esemplari completi dell’opera, anche “Il N.o 5 della stessa opera triplicato”. Questa triplice copia si conserva in ASTi (UNA 637/1), mentre i 13 numeri rimanenti de Il mantello (tra cui il n. 8955, nella stessa identica versione) si trovano in LGC (LP MUS 113).

394.

L’opera intera di Thalberg con dodici brani musicali comprende 14 numeri di catalogo, dal 9051 al 9057 (1.a serie) e dal 9058 al 9064 (2.a serie); vedi la petizione del 20 giugno 1853 (Spinelli.petizioni.1853.4). Il numero 9057 presenta “La I.a Serie riunita in un sol libro”, il 9064 conseguentemente “La II.a Serie riunita in un sol libro”.

Nei fondi cantonali si conserva un solo esemplare della seconda serie. Secondo Inventario.1887 (p. 31), l’allora Archivio Cantonale possedeva de “«L’Arte del Canto» Applicata al Piano-forte. Tre fascicoli. due copie del secondo, di 6 pezzi ciascuna[,] ed una del primo manc[an]te dei due I.i [ = primi] pezzi.”

395.

Pochi anni dopo il deposito di Spinelli, in Catalogo.Lucca.1859 (p. 144), la collezione di fantasie per pianoforte La Mode d’Italie, contenente i sei titoli indicati (nello stesso ordine), viene elencata come “Op. 218” di Duvernoy, ora con i numeri di catalogo dal 10201 al 10206. Seguono una “Deuxième serie Op. 231.” (numeri dal 10207 al 10212) e una “Troisième serie Op. 231 bis.” (numero unico: 10807). Per ovvie ragioni, la collezione La Mode d’Italie non figura in Catalogo.Lucca.1847 (la più recente delle opere parafrasate, Il trovatore, va in scena soltanto il 19 gennaio 1853).

Nei fondi cantonali si conserva un solo esemplare incompleto della serie, dei numeri 9471, 9472 e 9475. I brani fanno parte dell’ultimo deposito documentato di Spinelli. Nella sua petizione del 19 febbraio 1854, l’editore non fa più esplicito riferimento ai tre esemplari di ogni opera depositata (invece si limita a “gli esemplari voluti dalla legge”). Resta quindi il sospetto se il deposito fosse ancora conforme ai canoni, in termini di completezza. Inventario.1887 (p. 17) registra l’op. 118 di Duvernoy, ma elenca unicamente “Trois Fantasies [sic] p. Piano”, presenti apparentemente in una sola copia. Si tratta di “N.o 1 Rigoletto. N.o 2. Il Trovatore. N.o 5 I due Foscari”, cioè i titoli dei tre fascicoli conservati in SBT (LGC LP MUS 48/1, 2, e 5). Degli altri tre numeri depositati secondo la petizione, manca ogni riferimento.

396.

Il numero 9739 (con il brano n. 19 dell’opera) venne depositato due volte, evidentemente per errore: il 20 aprile 1854 (Spinelli.petizioni.1854.2) e il 28 maggio 1854 (Spinelli.petizioni.1854.3). L’eccedenza viene confermata anche da Inventario.1887 (p. 6) che, oltre a un esemplare (incompleto) dell’opera, riporta un extra “N.o 19 triplicato”.

397.

L’opera non è presente nei fondi cantonali e non figura in Inventario.1887.

398.

L’opera intera è formata da dieci numeri di lastra, dal 9312 al 9321; il numero 9322 qui depositato (presente nei fondi cantonali) rappresenta la serie completa (sul frontespizio: “Riuniti in un sol libro”).

399.

Tra i fascicoli conservati in ASTi (UNA 627/4) si trova, oltre ai numeri qui elencati, anche il numero 9763 (Marcia e Coro. Corriam, corriam), che fa parte della riduzione dell’opera per pianoforte solo. Il brano non è elencato tra i materiali depositati ufficialmente da Spinelli e proviene ovviamente da altra fonte, come suggerisce anche il timbro ottocentesco di “Francesco Blanchi Torino Via Po N.o 33.” sul frontespizio. Nell’esemplare rilegato dell’opera, presente in SBT (LGC LP MUS 103), questo brano non è compreso.

In entrambi gli esemplari conservati mancano inoltre i numeri 9723 (“Scena e Cavatina. In placida notte di stelle raggianti”), 9728 (“Scena e Romanza. Tu beato alfin mi rendi”) e 9734 (“Scena ed Aria. Ei mi appar leggiadro e santo”): tutti e tre non figurano nelle petizioni di Spinelli.

400.

L’opera Marco Visconti di Petrella venne stampata con due indici differenti. Nel primo, questo brano (“Scena, Canzone e Ballata. Rondinella pellegrina”) porta il numero 9731, nel secondo, il 9732. Nel fascicolo in questione, il numero di lastra è il 9731, uguale al brano precedente nella serie (“Preludio ed Introduzione Atto II. [...]”). A causa di questo errore di produzione, anche Spinelli, nella sua petizione, elenca il fascicolo con il numero 9731.

401.

Per quello che sembra essere il primo dei due volumi (n. 8426) cfr. Spinelli.petizioni.1853.1 (4 gennaio 1853).

402.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del volume. In Inventario.1887 (p. 26), il volume viene qualificato “Completo”.

403.

pianoforte a quattro mani

404.

opere didattiche per pianoforte

405.

opere didattiche per canto

406.

pianoforte a quattro mani

407.

riduzione per flauto con accompagnamento di pianoforte

408.

opere didattiche per canto

409.

1 x flauto e pianoforte, 5 x opere didattiche per flauto

410.

opere didattiche per pianoforte

411.

opere didattiche per canto

412.

3 x arpa sola, 4 x pianoforte e violino

413.

4 x opere didattiche per pianoforte, 1 x due pianoforti, 7 x pianoforte e violino

414.

opere didattiche per pianoforte

415.

opere didattiche per pianoforte

416.

opere didattiche per pianoforte

417.

pianoforte a quattro mani

418.

pianoforte a quattro mani

419.

opere didattiche per pianoforte

420.

opere didattiche per canto

421.

flauto e pianoforte

422.

opere didattiche per canto

423.

opere didattiche per canto

424.

flauto e pianoforte (o orchestra)

425.

violino e pianoforte

426.

violino solo

427.

flauto e pianoforte

428.

violino e pianoforte

429.

opere didattiche per canto

430.

violoncello e pianoforte (o orchestra)

431.

1 x opere didattiche per pianoforte, 1 x violino e pianoforte

432.

opere didattiche per pianoforte

433.

opere didattiche per oboe

434.

1 x opere didattiche per canto, 1 x opere didattiche per flauto

435.

Il numero del rispettivo anno (con o senza il punto) è parte fissa della lastra che viene aggiornata con ogni annata di produzione.

436.

I fascicoli portano il timbro a secco “TITO RICORDI | IN | MILANO”.

437.

Esemplare difettoso in SBT (LGC LP MUS 162): il fascicolo comprende soltanto le pagine 1–10, seguite dall’ultima pagina del numero precedente (i. e. pagina 7 del n. 29448, con questo numero di lastra, però con l’impaginatura corretta del n. 29455, “11”). Il fascicolo porta l’analoga data “li 14 Aprile 1857”.

438.

I fascicoli portano il timbro a secco “TITO RICORDI | IN | MILANO”.

439.

Nel Catalogo Ricordi i numeri 29464, 29465 e 29466 figurano come unità singola, lo spartito porta il numero di lastra “29464–65–66”.

440.

I due fascicoli portano il timbro a secco “TITO RICORDI | IN | MILANO”.

441.

Nell’esemplare in SBT (LGC LP MUS 162), senza data inserita nella lastra di deposito (“Castel S. Pietro li [vacat] 1857”).

442.

Fascicolo con timbro a secco “TITO RICORDI | IN | MILANO” in basso a sinistra.

443.

Fascicolo privo di lastra di deposito ma, nell’esemplare in SBT (LGC LP MUS 163), rilegato con gli altri fascicoli dell’opera (canto e pianoforte) con lastra del 1857 (date tra il 5 aprile e il 25 novembre). Il fascicolo porta il timbro a secco “TITO RICORDI | IN | MILANO”.

444.

I fascicoli portano il timbro a secco “TITO RICORDI | IN | MILANO”.

445.

I cinque numeri elencati portano la data “Arzo li 27 feb.o 1859.” Nella sua petizione Bustelli-Rossi annuncia “le volute tre copie dell’Opera del Maestro Giuseppe Verdi intitolata Un Ballo in Maschera”, senza però indicare il numero esatto dei fascicoli né i numeri di catalogo. I 13 fascicoli conservati in SBT portano diverse date di deposito, tutte (per quanto inserite) dopo il 26 febbraio 1859 (“li 27 feb.o 1859”, “li 28 feb.o 1859”, “li 15 Marzo 1859”, “li 19 Marzo 1859” e “li [vacat] 1859”). Presumibilmente questo deposito è il frutto di varie consegne successive (come sembrano confermare anche i timbri a secco ovali di Casa Ricordi nell’angolo in basso a sinistra). Lo spartito di Un ballo in maschera non è presente in ASTi; Inventario.1887 (p. 9) elenca “Una copia (C[anto] e P[ianoforte]) incompleta Pezzi N.o 13. manc.ti N.o 16”, più (p. 11) “un pezzo (S[olo] P[ianoforte])”. Presimilmente il deposito del 26 febbraio 1859 comprese soltanto parte del materiale. Secondo il Catalogo Ricordi, l’opera intera, nella versione per canto e pianoforte (compresa il preludio) è composta da 29 numeri (cioè 31031–31059).

446.

I quattro fascicoli portano il timbro a secco “T. R. | 59 | 2”.

447.

Nel caso del numero 31040, la lastra di deposito non porta una data inserita a mano (“Arzo li [vacat] 1859”), mentre il fascicolo è segnato con l’analogo timbro a secco “T. R. | 59 | 2”.

448.

I due fascicoli portano il timbro a secco “T. R. | 59 | 3”.

449.

Nella petizione di Bustelli-Rossi (Bustelli-Rossi.petizioni.1862.1), i tre brani di Thalberg sono elencati senza l’indicazione del numero di catalogo e, nel caso dei primi due, con un titolo approssimativo. Le aggiunte editoriali nei titoli avvengono in base all’esemplare di deposito in SBT, in corrispondenza con il Catalogo Ricordi. I tre esemplari portano la stessa data di deposito (“Arzo li 30 Giug.o 1862.”) più l’analogo timbro a secco “T. R. | 62 | 6”.

Nel suo avviso sul FO, Bustelli-Rossi deposita espressamente “1o La Traviata opera del maestro Giuseppe Verdi. | 2o Il Trovatore opera del medesimo signor maestro Verdi. | 3o Celebre Ballade de S. Thalberg”, rimanendo ambiguo sull’identità esatta dei brani: nel caso di Traviata e Trovatore, Bustelli-Rossi realmente deposita una Grande Fantaisie de concert su ciascuna delle due opere verdiane, mentre i due titoli depositati evocano chiaramente la protezione legale sulle opere teatrali di Verdi, non sulle due fantasie strumentali di Thalberg. A prima vista il caso potrebbe apparire come un abuso della legge del 1835, considerando che sia nella petizione che nel suo Avviso, Bustelli-Rossi mostra la stessa ambuità nei titoli, tralasciando inoltre i numeri di catalogo. Tuttavia, le due opere di Verdi erano state depositate da Pozzi già nove anni prima (Il trovatore: primo deposito in data 31 gennaio 1853, cfr. Pozzi.petizioni.1853.1; La traviata: primo deposito in data 23 aprile 1853, cfr. Pozzi.petizioni.1853.5). Il vero intento dietro i fatti rimane dunque incerto.

450.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del brano. Sia nella petizione che nel suo avviso, Bustelli-Rossi non indica il numero di lastra né il tipo di riduzione; il Catalogo Ricordi, ai numeri 34275–34348 elenca diverse versioni del brano (per Tenore con Cori; per Pianoforte solo; per Pianoforte nello stile facile; per Pianoforte a quattro mani; per Cori di donne; per Cori di uomini), tutte del 1862. La presente assegnazione del numero 34276 (riduzione per pianoforte solo) è editoriale.

451.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun elemento dell’opera; anche in Inventario.1887 manca ogni riferimento.

452.

Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del libretto; anche in Inventario.1887 manca ogni riferimento.

453.

Sia nella petizione che nel suo avviso, Bustelli-Rossi non dà specificazioni in termini di numero (petizione: “le volute tre copie dell’Opera del Maestro Gius.e Verdi intitolata Don Carlo”; avviso: “i pezzi vocali ed istromentali di detta opera”); deduzione editoriale in base agli esemplari nei fondi cantonali con data di consegna 14 marzo 1867 (tutti riduzioni per canto e pianoforte). Oltre alla datazione nella lastra di deposito, i quattro numeri portano anche il timbro a secco “T. R. | 67 | 3”. Per alcuni elementi della riduzione per pianoforte solo, cfr. il deposito del 10 luglio 1867.

454.

Secondo la petizione, il deposito comprendeva “tre copie della Poesia dell’Opera Don Carlo”. Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare; anche in Inventario.1887 manca ogni riferimento.

455.

Nella sua petizione Bustelli-Rossi non dà specificazioni, a parte la completezza dei materiali (“l’Opera intera [...] tanto per canto che per Pianoforte Solo”); deduzione editoriale in base agli esemplari con rispettiva data di consegna (lastra di deposito) presenti nei fondi cantonali (SBT, LGC LP MUS 141/5–14; ASTi, UNA 635/1). Questi materiali appartengono a tre serie diverse, cioè l’opera per canto e pianoforte, la riduzione per pianoforte solo e la serie dei “Pezzi senza cori e pertichini e trasportati per varie voci”.

Secondo il Catalogo Ricordi, l’opera intera, nella versione per canto e pianoforte comprende 38 numeri (40551–40588), la riduzione per pianoforte solo invece 31 numeri (40533–40534, 40537 e 40589–40616), la serie di “Pezzi senza cori e pertichini” 21 numeri (40512–40532).

456.

Date di produzione diverse (tra il 19 marzo e il 27 giugno 1867), nella rispettiva lastra di deposito:

- 40523: “li 19 Marzo 1867”; con timbro a secco “T. R. | 67 | 3”

- 40528: “li 24 Marzo 1867”; con timbro a secco “T. R. | 67 | 3”

- 40554, 40556, 40561, 40562: “li 13 Aprile 1867”; con timbro a secco “T. R. | 67 | 4”

- 40558: “li 18 Aprile 1867”; con timbro a secco “T. R. | 67 | 4”

- 40572, 40578: “li 24 Aprile 1867”; con timbro a secco “T. R. | 67 | 4”

- 40565: “li 27 Giug.o 1867”; con timbro a secco “T. R. | 67 | 4”

- 40582, 40586: “li 27 Giug.o 1867”; con timbro a secco “T. R. | 67 | 5”

457.

Date di produzione diverse nella lastra di deposito:

- 40533, 40534: “li 30 Marzo 1867”; con timbro a secco “T. R. | 67 | 3”

- 40604: “li 13 Aprile 1867”; con timbro a secco “T. R. | 67 | 4”

458.

Libretto d’opera.

459.

Libretto d’opera.

460.

Libretto d’opera.

461.

Di cui 1 x libretto d’opera.

462.

Di cui 2 x libretto d’opera.

463.

Nel caso della prima opera depositata, l’elenco comprende: “Torino: Stabile Nazionale Premiato Giudici e Strada; Firenze: Giudici e Strada presso Brizzi e Nicolaj; Milano: Albini; Livorno: Del Moro; Roma: Bartolo; Venezia: Tosi Benzon; Parigi: Crus; Lugano: Veladini; Bologna: Alberti e Branca”. Nell’ultima opera, Caterina Howard, la lista è composta diversamente: “Torino: Stabile Nazionale Premiato Giudici e Strada; Firenze: Giudici e Strada presso Brizzi e Nicolaj; Napoli: Gerard; Milano: Albini; Roma: Bartolo; Bologna: Trebbi; Lugano: Veladini; Livorno: Del Moro; Palermo: Salafia; Parigi: Crus”.

464.

Le petizioni riguardanti le opere musicali, mancano finora all’appello. In Pozzi.petizioni.1845.5 intanto si conserva (archiviata per errore tra le carte di Pozzi) una petizione di Francesco Veladini del 19 giugno 1845, rivolta al Consiglio di Stato per ottenere la protezione legale per le tre seguenti opere non-musicali:

- Raffaele Savelli, Orazioni civili e criminali, 4 vol., Lugano, Veladini e Comp., 1845–1847

- Giuseppe Curti, Insegnamento reale applicato allo studio della lingua tedesca, diviso in tre parti, Lugano, Veladini e C., 1842

- Antonio Riccardi, I gemiti della chiesa di Spagna, ovvero, conversazioni interessanti sulle cose ecclesiastiche dei nostri tempi tra il liberale D. Diego e il frate Zamora, terza edizione, Lugano, F. Veladini e Comp., 1845

Esemplari delle tre edizioni si conservano nei fondi cantonali. Altre petizioni di Veladini per il deposito di prodotti, propri o di concessionari, risultano a presente mancanti.

465.

Antolini-Dizionario, pp. 179–180.

466.

Il fondatore dell’azienda, Francesco (I) Veladini (1775–1836) fu il nonno di Francesco (II). “Ceduta nel 1925, la tipografia fu poi accorpata a un’altra stamperia e nel 1978 assunse il nome di Soc. d’arti grafiche già Veladini & Co SA.” (http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I24727.php).

467.

GT n. 130 del 5 giugno 1924, p. 2.

468.

Già nel 1835, Veladini si propone agli appassionati di letteratura e musica nel cantone, come riferimento per Glissons n’appuyons pas. Giornale critico-letterario [...] con l’aggiunta di un Appendice di musica inedita vocale ed istrumentale (cfr. l’annuncio sulla GT n. 52 del 29 dicembre 1835, p. 438); similmente, anni più tardi, per il bimensile di Padova La Melodia. Giornale musicale-letterario (GT n. 162 del 19 luglio 1869, p. 688).

Prima di Giudici e Strada, Veladini era anche corrispondente per l’editore musicale Paolo De Giorgi di Milano (Bernasconi-Mendrisio, p. 17). Tuttavia, di eventuali depositi al Consiglio di Stato, fatti a suo nome, non si riscontra alcuna indicazione.

La stamperia di Veladini è anche deposito per editori svizzero-tedeschi e romandi, e persino referente per vari prodotti di consumo (cfr. le ripetute pubblicità per suole igieniche di crine brevettate con “Deposito per il Cantone Ticino: presso Francesco Veladini e C. in Lugano”; GT del 31 gennaio 1864, 15 febbraio 1865, 6 febbraio e 5 settembre 1866).

469.

Accanto a “Firenze, Brizzi e Niccolai. – Milano, Canti. – Livorno, Del Moro. – Novara, Grazianetti.”; cfr. Catalogo.Giudici-e-Strada.1875.supplemento, frontespizio.

470.

L’unica eccezione è De Ferrari, Il menestrello, di cui si conserva soltanto un esemplare incompleto in fascicoli separati. Considerato che questa circostanza coincide con il più antico dei prodotti pervenuti (o almeno quello con la serie di numeri di lastra più bassa), potrebbe trattarsi effettivamente di un primo caso (cfr. inoltre la prossima nota).

471.

Come anno di produzione per i numeri elencati de Il menestrello, si propone il 1860 (secondo Antolini-Dizionario, p. 183: “1859”), basandosi su un primo annuncio dell’imminente uscita (in combinazione con la relativa diffidazione) pubblicato soltanto nel 1860 (cfr. Catalogo.Giudici-e-Strada.1860.supplemento, p. 17). L’edizione in toto fa inoltre parte del catalogo del 1863 (Catalogo.Giudici-e-Strada.1863, p. 21), in cui però l’editore non fa esplicito riferimento a Veladini quale concessionario per la Svizzera. Sul frontespizio dell’edizione completa dell’opera invece, il nome di Veladini appare. Questa circostanza sembra suggerire una collaborazione stabile tra i due non prima, ma solo a partire dal 1863, anno della realizzazione del frontespizio aggiornato in tal senso.

La situazione di fondo non esclude che il deposito di Veladini fosse avvenuto quanto prima, per impedire la ristampa dei principali numeri da parte di Euterpe Ticinese. Una presentazione al Consiglio di Stato già prima del 1863 potrebbe anche spiegare la presenza di solo parte dell’opera nei fondi cantonali: Nel catalogo di Giudici e Strada del 1863 l’opera intera è costituita dai numeri 5000–5017. Il deposito di Veladini, di solo alcuni elementi, poteva dunque essere avvenuto ancora prima della fine di produzione, per godere al più presto della protezione legale (una pratica consolidata in precedenza da Ricordi e Lucca). Anche Inventario.1887 (p. 3) fa riferimento a un totale di sei numeri (“Una copia incompleta – esistono soli sei pezzi.”), dei quali nei fondi cantonali oggi si conservano cinque.

472.

Presumibile anno di produzione: 1865 (confermato da Antolini- Dizionario, p. 183). In Catalogo.Giudici-e-Strada.1863 l’opera appare tra gli “Spartiti nuovi manoscritti d’opere teatrali d’esclusiva proprietà” (p. [7]), non ancora disponibile in formato stampato. Inventario.1887 (p. 3) elenca “Copie N.o 2 (C. e P.) complete rilegate in brochure”. Nei fondi cantonali i conservano due copie dell’opera, corrispondenti alla descrizione.

473.

L’edizione, negli esemplari conservati nei fondi cantonali, riporta diverse incongruenze in termini di numerazione, suddivisione dei brani e incipit tra l’indice e lo spartito; indicazioni di un prodotto non ancora ultimato nel dettaglio.

474.

Presumibile anno di produzione: 1865 (confermato da Antolini- Dizionario, p. 183). Inventario.1887 (p. 6) elenca “N.o 2 Copie (C. e P.) complete (in Brochure)”. Nei fondi cantonali se ne conserva un solo esemplare.

475.

Presumibile anno di produzione: 1866/67 (secondo Antolini- Dizionario, p. 183: “1867”). Inventario.1887 (p. 6) elenca “N.o 2 Copie (C. e P.) complete in Brochure”. Nei fondi cantonali si conservano due copie dell’opera corrispondenti alla descrizione.

6. Cataloghi

Elenco dei prodotti realizzati dai protagonisti dell’editoria musicale ticinese, non depositati

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6. Cataloghi - Catalogo delle musiche prodotte da Carlo Pozzi

a) in ordine numerico

Osservazioni preliminari

Il seguente elenco raccoglie i prodotti a stampa con l’indicazione editoriale unica “Mendrisio presso C. Pozzi” (o formula analoga, in italiano o francese), musiche prodotte ufficialmente da Carlo Pozzi a Castel San Pietro, ma non depositate al Consiglio di Stato ticinese. Le edizioni qui elencate non portano riferimenti specifici all’editore Ricordi.

Il registro che Pozzi tenne delle sue produzioni e commissioni effettuate per Ricordi (menzionato in Carteggio.1844.2) è considerato perso, l’esistenza di un proprio catalogo stampato è improbabile. Per questo motivo, la principale base documentaria per il presente elenco è costituita dai materiali musicali stessi, conservati nelle biblioteche private e pubbliche di tutto il mondo, in parte con schedatura elettronica consultabile online.

In complemento si aggiunge alla documentazione il Librone Ricordi (in forma manoscritta), nel quale gli elementi del Fondo estero Ricordi sono registrati con il rispettivo numero a tre o quattro cifre, nel caso dei prodotti di Pozzi solitamente contrassegnato da parentesi tonde.1 Al confronto con le musiche stampate, nella quasi totalità dei materiali, il Librone Ricordi conferma che il numero di lastra e il titolo di un’opera coincidono effettivamente con l’indicazione editoriale unica “Mendrisio presso C. Pozzi”, in copertina al relativo spartito. Serve per confronto inoltre Catalogo.Ricordi.1855, dove i materiali ‘di fondo estero’ portano solitamente il nuovo numero Ricordi (a quattro o cinque cifre), seguito da un asterisco come distintivo del Fondo estero.

Nel caso di numerose opere qui registrate, l’appartenenza alla produzione di Pozzi (quale Fondo estero Ricordi) è riscontrabile esclusivamente attraverso il relativo riferimento numerico nel Librone Ricordi (manoscritto), spesso accompagnato dall’annotazione “non pubblicato”, mentre non si conserva alcuna copia a stampa dell’opera. Nel seguente catalogo, queste voci portano accanto al numero di lastra il segno “ ° ”, da intendersi come riferimento ai brani previsti da Ricordi per la pubblicazione, senza che vi sia però la prova di produzione o l’evidenza di esemplari esistenti.

In tanti casi di musiche prodotte da Pozzi si possono identificare altre edizioni della medesima opera, spesso collocabili grosso modo negli stessi periodi di produzione, realizzate sia da Lucca o Euterpe Ticinese, che da altri editori italiani, tedeschi, austriaci, francesi o inglesi. Al posto di una sistematica raccolta di tali fonti quali ‘originali’ o edizioni parallele dell’edizione-ristampa di Pozzi, si evidenziano singoli casi sommariamente nelle note a piè di pagina.

Tra le copie esistenti di opere con il marchio editoriale unico “Mendrisio presso C. Pozzi”, numerose portano il timbro a secco applicato da Casa Ricordi, che dal 1858 circa indica il mese e l’anno di produzione del relativo esemplare. In vari casi questo segno rivela che lo spartito venne riprodotto ancora decenni dopo l’incisione delle lastre, e addirittura dopo la chiusura della bottega di Castel San Pietro. In alcuni casi emblematici di esemplari, così riconducibili a un periodo di produzione persino successivo alla Convenzione italo-svizzera del 1868 o alla Convenzione di Berna del 1886 (cfr. Documenti.vari.1868.1 1886.1), si fa riferimento esplicito nelle note a piè di pagina.

Il seguente elenco delle musiche prodotte con marchio editoriale unico “Mendrisio presso C. Pozzi”, si suddivide in tre serie di numeri, associate a tre settori tematici:

- da 100 a 859 autori vari: musiche per pf. solo; rid. per pf.; musica da camera; opere didattiche

- da 6203 a 6212 Beethoven: Sinfonie in partitura, con rid. per pf.

- da 6321 a 6375 Beethoven: musica da camera; sonate per pf.

Di conseguenza, l’elenco sarà ripartito in tre sezioni, “Prima serie”, “Seconda serie” e “Terza serie”.

Resta da accertate il motivo per cui i numeri di lastra della “Prima serie”, a partire dal numero 800, appaiono conseguentemente messi tra parentesi tonde, sia sul frontespizio che sulle singole pagine di musica (ad es. “(822)”, “(844)”, “(850)”). Si presume che si tratti di un mezzo grafico per distinguere i lavori non più gestiti da Pozzi personalmente, cioè a partire dal 1850 circa, ma sempre eseguiti nella bottega di Castel San Pietro. Achille Bustelli-Rossi, il responsabile della succursale di Ricordi in Ticino dal 1857 in poi, mantiene questo mezzo di distinzione anche nelle sue produzioni.

Posizioni che nel registro finora non sono occupate da opere musicali identificabili, sono messi tra parentesi quadre e distinte per colore (“[120]”).

La produzione accertabile di Pozzi include inoltre singole opere senza numero di lastra, che si riportano in fine all’elenco (“Opere senza numero di lastra”).

Mentre il Catalogo in ordine numerico intende offrire una visione più sintetica possibile degli sviluppi del ‘programma’ di Carlo Pozzi, il Catalogo in ordine tematico (che segue immediatamente dopo) si limita alla sola riproduzione di numeri e titoli, per consentire una facile consultazione.

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> elenco numerico

Prima serie

Fryderyk Chopin (1810–1849)

op. 10, Douze grandes études (pf. solo)

100livre I.

101livre II.

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°102op. 130, La crainte et l’éspérance. Rondeau brillant (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

103op. 18, Divertissement sur les Soirées musicales de Rossini (pf. solo)

Ignaz Moscheles (1794–1870)

°104op. 94, Hommage à la mémoire de Madame Malibran. Fantaisie caractéristique (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°105op. 84, Les étrangères. Quadrille de Gontredanses variées, suivies d’un Galop (pf. solo)

George Alexander Osborne (1806–1893); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

106Duo brillant sur l’opéra de Bellini I puritani(vl. e pf.)

[partitura e parte]

Franz Hünten (1792–1878)

°107op. 69, Variations sur la Ronde de Lestocq d’Auber (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

1082 op. 22, Grande fantaisie (pf. solo)

°109op. 20, Fantaisie sur un motif des Huguenots de Meyerbeer (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

110op. 76, Fantaisie brillante sur des thêmes italiens (pf. solo)

111op. 81, Douze études mélodiques (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

op. 26, Douze études, divisées en deux suites (pf. solo)

1123 cahier I.

113cahier II.

Fryderyk Chopin (1810–1849)

op. 25, Douze études (pf. solo)

114livre I.

115livre II.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 68, Les trois grâces. Trois cavatines favorites

de Bellini, Rossini et Donizetti, variées, arrangées par L. Farrenc (pf. a quattro mani)

116n. 1. Cavatine du Pirata de Bellini

117n. 2. Cavatine de Semiramide de Rossini

118n. 3. Cavatine d’Anna Bolena de Donizetti

Franz Hünten (1792–1878)

119op. 80, Dix-huit exercices progressifs pour le piano à l’usage des jeunes élèves (pf. solo)

[120]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

121op. 21, Trois nocturnes (pf. solo)

Charles Cottignies (1805–?)

°122op. 39, Fantaisie sur le duo favorit des Puritani de Bellini(fl. e pf.)

Franz Hünten (1792–1878)

°123op. 64, Le Bal. Fantaisie sur une chansonnette d’E. Troupenas (pf. solo)

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

124op. 106,Dell’aura tua profetica. Choeur de la Norma. Musique de Bellini, varié (pf. solo)

Maria Malibran (1808–1836)

Dernières pensées musicales (c. e pf.)

°125n. 1. La fiancée du Brigand. Ballade

°126n. 2. Le message. Romance

127n. 3. Prière à la Madonne. Romance

°128n. 4. Hymne des matelots

°129n. 5. Les noces d’un marin. Chanson

°130n. 6. Au bord de la mer

°131n. 7. Addio a Nice. Canzonetta

°132n. 8. Le montagnard. Tyrolienne.

°133n. 9. Les brigands. Ballade

°134n. 10. La morte (paroles italiènnes et françaises)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

135op. 69, Rondo militare sur un air favori du Serment

ou les faux monnoyeurs [de Auber] (pf. solo)

°136op. 77, Variations brillantes et finale à la hongroise sur la cavatine favorite
Tu sordo a’ miei lamenti, de Matile di Shabran de Rossini (pf. solo)

°137op. 83, Deuxième caprice sur la romance La Folle d’A. Grisar (pf. solo)

Fryderyk Chopin (1810–1849)

138op. 29, Impromptu in La bemolle maggiore (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°139op. 76, Variations brillantes di bravura

sur le trio favorit du Pré-aux-clercs d’Hérold (pf. solo)

op. 75, Souvenir de Vienne, Paris et Londres. Trois fantaisies (pf. solo)

°140n. 1. La Valse du duc de Reichstadt

°141n. 2. Thême favorit de Gustave d’Auber

°142n. 3. Cavatine de la Zelmira de Rossini

143op. 89, Fantaisie dramatique sur le célèbre choral protestant intercalé

par Giacomo Meyerbeer dans les Huguenots (pf. solo)

°144op. 86, Divertissement militaire (pf. solo)

op. 74, Second concerto pour le piano,

avec accomagnement de grand orchestre (pf. e orch.)

145pour le piano avec accomagnement de grand orchestre

146arrangé pour piano seul

°147op. 76, Variations brillantes de bravura sur le trio favorit du

Pré-aux-clercs de Hérold, pour piano avec accompagnement de quatuor (pf. e archi)

1484 1000 esercizi applicati all’uso del dactylion (dactylion)

°149op. 90, Fantaisie et variations sur une Cavatine favorite de Norma Bellini (pf. solo)

op. 91, Trois morceaux de salon (pf. solo)

150n. 1. La chasse

151n. 2. La mazurka

152n. 3. Le mouvement perpétuel

°153op. 92, Grandes variations de concert avec introduction et finale

sur un Laendler viennois (pf. solo)

°154op. 93, Souvenirs de voyages. Grande fantaisie (pf. solo)

op. 85, Petit Écrin musical, contenant huit Morceaux d’une moyenne difficulté (pf. solo)

°155n. 1. Bagatelle sur la Tyrolienne favorite, La Bergère du Valais

°156n. 2. Rondeau sur un motif du Chalet d’Adam

°157n. 3. Variations sur un thême d’Aline de Berton

°158n. 4. Rondeau turc

°159n. 5. Variations sur la célèbre Valse du Désir de Beethoven

°160n. 6. Rondoletto sur un thême favorit d’Auber

°161n. 7. Fantaisie sur un air écossais

°162n. 8. Valse favorite de la Reine d’Angleterre

°163op. 94, Fantaisie et Variations sur deux motifs

du Postillon de Longjumeau d’Adam (pf .solo)

°164op. 95, Fantaisie brillante sur des motifs de L’ambassadrice d’Auber (pf. solo)

°165op. 96, Duo concertant sur des motifs du Postillon de Longjumeau d’Adam(vl. e pf.)

166op. 73, Agitato et rondò sur la barcarolle di Gianni di Calais de Donizetti (pf. solo)

Gaetano Corticelli (1804–1840)

167op. 62, L’aurora musicale dei fanciulli. Raccolta di sedici sonatine numerate

facili e progressive composte [...] specialmente per le piccole mani (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

op. 79, Les Souvenirs. Rondeau et Variations sur deux thêmes favorits (pf. solo)

°168n. 1. Rondeau sur un thème du Giuramento de Mercadante

°169n. 2. Variations sur un thême de Spohr

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°170op. 131, Variations brillantes sur une pensée de Bellini

[I Capuleti e i Montecchi] (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

1715 op. 27, Grande fantaisie sur les airs nationaux anglais

God save the Queen et Rule britannia (pf. solo)

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°172 op. 140, Grande Fantaisie et Variations brillantes sur un

Choeur de Norma de Bellini(pf. solo)

°173op. 138, Trois pensées fugitives: Rêverie - Chant ossianique - Toccata (pf. solo)

Robert Schumann (1810–1856)

174op. 9, Carnaval. Scènes mignonnes composées sur quatre notes (pf. solo)

Adolph Henselt (1814–1889)

°175op. 1, Variations de concert sur le motifIo son ricco e tu sei bella,

dans L’elisir d’amore de Donizetti (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

176op. 102, Grande fantaisie sur des motifs favoris de

Lucia di Lammermoor de Donizetti (pf. solo)

Ignaz Moscheles (1794–1870)

177op. 95, [Douze] Études charactéristiques pour le plus grand développement

de l’exécution et de la bravoure (pf. solo)

Adolphe Adam (1803–1856)

Les plaisirs de la jeunesse. Trois suites contenant quarante-huit morceaux

d’opéras ou de romances favorites, soigneusement doigtés (pf. solo)

°178suite n. 1.

°179suite n. 2.

°180suite n. 3.

Fryderyk Chopin (1810–1849)

°181op. 33, Quatre mazurkas (pf. solo)

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°182op. 142, Souvenir de Guido et Ginevra d’Halévy. Fantaisie brillante (pf. solo)

[183]

[184]

[185]

[186]

[187]

[188]

[189]

[190]

[191]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 68, Les trois grâces. Trois cavatines favorites

de Bellini, Rossini et Donizetti, variées (pf. solo)

1926 n. 1. Cavatine du Pirata

193n. 2. Cavatine de Semiramis

194n. 3. Cavatine d’Anna Bolena

Franz Hünten (1792–1878)

op. 100, Virelay et rondeau martial sur l’opéra

Le [duc de] Guise ou les etats de Blois de G. Onslow (pf. solo)

°195Virelay

196Rondeau martial

°197op. 101, L’Alliance. Trois airs favorites (pf. solo)

n. 1. Variations sur un air allemand

n. 2. Variations sur un air italien (Zelmira de Rossini)

n. 3. Rondeau sur la Cachucha

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

1987 op. 67, Fantasie et variations sur la marche d’Otello de Rossini (pf. solo)

Fryderyk Chopin (1810–1849)

199op. 30, Quatre mazurkas (pf. solo)

200op. 31, Scherzo (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°201[senza numero d’opera] Boléro favori du Domino noir [de D. F. E. Auber] (pf. solo)

°202op. 99, Célèbre trio de Stradella arrangé en Rondeau (pf. solo)

op. 101, Nouvelles Recréations. Mosaïque musicale

composé de dix-huit morceaux a deux et a quatre mains pour le piano8(pf. solo / a quattro mani)

203n. 1. Variations sur la Romance Tout pour toi de L. Puget

204n. 2. Introduction et Polonaise de l’opéra Faust de Spohr

205n. 3. Rondoletto à quatre mains sur un motif de L’elisir d’amore de Donizetti

206n. 4. Mélange sur l’opéra Elisa e Claudio di [S.] Mercadante

207n. 5. Introduction et Rondeau sur Torquato Tasso de Donizetti

208n. 6. Fantaisie à quatre mains sur une Barcarolle célèbre de Weber

209n. 7. L’orage. Rondeau pastoral sur des mélodies de Schubert

210n. 8. Rondeau et Tarantelle sur l’air de La Croix d’or de [Auguste] Pilati

211n. 9. Air de Ballet de H. Herz

212n. 10. Amusement sur une Marche favorite d’Anna Bolena de Donizetti

213n. 11. Divertissement sur une Valse favorite de Strauss (La vie est une danse)

214n. 12. Souvenir de La straniera de Bellini

215n. 13. Sérénade sur une Melodie d’Anna Bolena de Donizetti

216n. 14. Rondeau Turc sur un Choeur de Maometto II. de Rossini

217n. 15. Réminiscences de Piquillo de [Hippolyte] Monpou

218n. 16. Rondeau original de H. Herz

219n. 17. La Chasse. Rondeau sur un motif du Pirata de Bellini

220n. 18. Six Valses brillantes à quatre mains de H. Herz

221op. 103, Rondo brillant sur Stradella. Musique de Niedermeyer (pf. solo)

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

°222op. 122, Grandes études artistiques, Première suite, n. 1. à 6. (pf. solo)

Saverio Mercadante (1795–1870)

Serate italiane. Raccolta di otto ariette e quattro duetti (c. e pf.)

223n. 1. Il desiato ritorno. Barcarola

224n. 2. La Primavera. Canzonetta

225n. 3. L’asilo al pellegrino. Canzone del Trovatore

226n. 4. Il pastore svizzero. Tirolese

227n. 5. La serenata del marinaro. Serenata

228n. 6. Il Zeffiro. Polacca

229n. 7. Il lamento del moribondo. Romanza

230n. 8. La Zingarella spagnuola. Bolero

231n. 9. La pesca (per due Soprani)

232n. 10. Il brindisi (per Tenore e Basso)

233n. 11. La caccia (per due Tenori)

234n. 12. Il Galop. Duettino buffo (per due Bassi)

Giovanni Battista Rubini (1794–1854)

235Dodici Lezioni di canto moderno per voce di Tenore o Soprano (c. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

op. 78, Mélodies gracieuses. Trois rondeaux et trois airs variées

sur des thêmes favorits (pf. solo)

°236n. 1. Air napolitain

°237n. 2. [sans titre]

°238n. 3. Anna Bolena de Donizetti

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°239op. 126, Dodici esercizi preparativi per pianoforte, espressamente composti

per precedere i Dodici studi che costituiscono la fine della prima parte del Metodo (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

240op. 109, Petit divertissement sur une Cracovienne favorite (pf. solo)

Fryderyk Chopin (1810–1849)

241op. 28, Vingt-quatre préludes (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

242op. 98, Grande fantaisie brillante sur un motif favori de l’opéra

La double échelle d’Ambroise Thomas (pf. solo)

°243op. 97, Variations brillantes avec introduction et finale

sur une marche autrichienne (pf. solo)

°244op. 104, Fantaisie du couronnement (pf. solo)

245op. 104, Grand duo du couronnement (due pf.)

°246op. 104, Fantaisie du couronnement(pf. e arpa)

°247op. 101, n. 3. Rondoletto sur un motif de l’opéra L’elisir d’amore

de Donizetti composé originalement pour piano à quatre mains

et arrangé à 2 mains par Burgmüller (rid. per pf.)

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 48, Deux Rondinos (pf. solo)

248n. 1. Une matinée au bord du lac de Come. Rondino pastorale

249n. 2. Rondino sur une Tyrolienne de Weber

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 100, Metodo completo per pianoforte (pf. solo)

250Il metodo completo

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

251La femme du marin. Pensée fugitive (pf. solo)

Johann Nepomuk Hummel (1778–1837)

252op. 125, Vingt-quatre études (pf. solo)

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

253op. 113, Le Rêve. Grande fantaisie (pf. solo)

Adolphe Le Carpentier (1809–1869)

°25413.e Bagatelle sur Guido et Ginevra de Halévy (pf. solo)

°25514.e Bagatelle sur Les treize de Halévy (pf. solo)

°25615.e Bagatelle sur Le shérif de Halévy (pf. solo)

Theodor Döhler (1814–1856)

257op. 9, Variations brillantes sur l’air favoriTutto è sciolto

de l’opéra La Sonnambula de Bellini (pf. solo)

[258]

[259]

[260]

[261]

[262]

[263]

[264]

[265]

[266]

[267]

[288]

[269]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 100bis, Première suite à la Méthode de piano.

Quarante-huit petites leçons. Airs favoris divisées en deux cahiers (pf. solo)

270 cahier I.

271 cahier II.

Johann Nepomuk Hummel (1778–1837)

°272Dernier concerto pour piano,

avec accompagnement d’un second piano [œuvre posthume] (due pf.)

Adolph Henselt (1814–1889)

273op. 9, Scherzo (pf. solo)

274op. 10, Romanza (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

2759 op. 107, Fantaisie italienne sur des motifs de Bellini (pf. solo)

276op. 108, Air russe varié (pf. solo)

277op. 109, La Romana. Canzone variata (pf. solo)

Adolph Henselt (1814–1889)

op. 5, Dodici studj da sala. Seconda parte (pf. solo)

27810 libro I.

279libro II.

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 30, Douze études de concert divisées en deux suites (pf. solo)

280Première suite.

281Deuxième suite.

Franz Hünten (1792–1878)

op. 70, Le Charme des jeunes pianistes. Trois airs favorits (pf. solo)

°28211n. 1. Variations sur un thême de Bellini

283n. 2. Air suisse varié

°284n. 3. Rondeaux sur un thême de Bellini

Theodor Döhler (1814–1856)

28512 op. 17, Fantaisie et variations de bravoure sur une cavatine d’Anna Bolena (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

28613 [op. 36, n. 3] Mi manca la voce. Quatuor dans le Mosè de Rossini arrangé (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

Les délassemens de l’étude. Choix de vingt-cinq morceaux favorits

soigneusement doigtés (pf. solo)

°287n. 1.

°288n. 2.

Sigismund Thalberg (1812–1871)

28914 op. 36, La cadence. Impromptu en forme d’étude (pf. solo)

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

°290op. 51, Marche et rondoletto de la Parisina de Donizetti (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

°291op. 37, Fantaisie sur des motifs d’Obéron de Weber (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

292op. 111, Grande fantaisie sur la romanesca fameux air de dance du XVI siècle (pf. solo)

[293]

[294]

[295]

[296]

[297]

[298]

[299]

[300]

[301]

Giacomo Meyerbeer (1791–1864)

°302Gli Ugonotti, Sinfonia ampliata dell’autore (rid. per pf.)

Franz Hünten (1792–1878)

op. 110bis, Bouquet aux jeunes pianistes. Deux rondeaux sur des motifs

de Zar und Zimmermann de Lortzing (pf. solo)

°303n. 1.

°304n. 2.

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 57, La Nouveauté. Morceaux brillants sur des motifs du Shérif de Halévy (pf. solo)

°305n. 1.

°306n. 2.

Sigismund Thalberg (1812–1871)

307op. 38, Romance et étude (pf. solo)

Jakob Rosenhain (1813–1894)

op. 20, Ventiquattro studj melodici non difficili, progressivi

ed accuratamente digitati, divisi in tre libri (pf. solo)

308libro I.

309libro II.

310libro III.

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

op. 143, Vingt-cinq grandes études de style et de perfectionnement

composées pour servir de complément à la méthode de piano (pf. solo)

311cahier I.

31215 cahier II.

Franz Liszt (1811–1886)

°313Adelaide de Beethoven (rid. per pf.)

Daniel-Francois-Esprit Auber (1782–1871)

314Sinfonia nell’opera Fra Diavolo (rid. per pf.)

Fryderyk Chopin (1810–1849)

315op. 15, Trois nocturnes (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°316Les matinées de Rossini: Marche militaire - Air de ballet - Pas redoublé (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

317op. 39, Souvenir de Beethoven. Fantaisie (pf. solo)

Joseph Rummel (1818–1880)

°318Galop de La fille du Régiment de Donizetti (pf. solo)

Henry Lemoine (1786–1854)

°319Bagatelle sur les motifs de La fille du Régiment de Donizetti (pf. solo)

Joseph Rummel (1818–1880)

Enfantillage. Douze petits airs de La fille du Régiment de Donizetti,

en deux suites (pf. solo)

°320n. 1.

°321n. 2.

Jean Baptiste Duvernoy (1800–1880)

Mosaïque. Trois suites de mélanges

des morceaux favorits des Martyrs de Donizetti (pf. solo)

°322n. 1.

°323n. 2.

°324n. 3.

Fryderyk Chopin (1810–1849)

325op. 35, Sonate (pf. solo)

326op. 36, Deuxième impromptu (pf. solo)

327op. 37, Deux nocturnes (pf. solo)

Friedrich August Kummer (1797–1879)

op. 38, Amusement pour les amateurs du piano-forte (ou harpe) et violoncelle:

328n. 1. Pot-pourri; n. 2. Divertissement sur les Puritains de Bellini (vc. e pf.)

[partitura e parte]

op. 42, Trois pièces pour les amateurs de piano et violoncelle (vc. e pf.)

329n. 1. Allegro maestoso

330n. 2. Andantino grazioso

331n. 3. Scherzo

op. 44, Huit grandes études pour le violoncelle

avec accompagnement d’un second violoncelle (ad libitum) (vc. solo / due vc.)

332 [parti]

George Alexander Osborne (1806–1893); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

33316 op. 16, Fantaisie brillante sur des motifs de Guillaume Tell (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Franz Schoberlechner (1797–1843); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

334Duo brillant sur un motif de l’opera L’elisir d’amore(vl. e pf.)

[partitura e parte]

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849); Charles-Philippe Lafont (1781–1839)

335op. 133, Grande fantaisie brillante

sur des motifs favorits des Huguenots de Meyerbeer (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Pierre Rode (1774–1830)

Douze études pour le violon, avec accompagnement de piano (ad libitum) (vl. solo / vl. e pf.)

336Premier livre (n. 1–6) [parti]

337Deuxième livre (n. 7–12) [parti]

Auguste Franchomme (1808–1884)

338op. 13, Souvenir de Norma. Fantaisie (vc. e pf.)

[partitura e parte]

[339]

Justus Johann Friedrich Dotzauer (1783–1860)

°340op. 137. n. 2, Museum pour les amateurs. Pièce fantastique

sur des airs nationaux écossais et irlandais (vc. e pf.)

Friedrich August Kummer (1797–1879)

°341op. 46, Deux pièces pour les amateurs de piano et violoncelle,

n. 1. Andante et rondeau; n. 2. Fantaisie sur Guido et Ginevra d’Halévy (vc. e pf.)

Jakob Rosenhain (1813–1894)

op. 16, Bellini des salons. Trois grands duos brillants (vl. e pf.)

°342n. 1. sur des motifs de la Straniera

°343n. 2. sur des motifs de la Sonnambula

°344n. 3. sur des motifs du Pirata

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

345op. 47, Gran sonata, composta e dedicata a R. Kreutzer(pf. e vl.)

[parti]17

Friedrich Burgmüller (1806–1874); Charles Philippe Lafont (1781–1839)

°34618 op. 101, n. 3. Rondoletto sur un motif de L’elisir d’amore de Donizetti,

composé par H. Herz, arrangé (vl. e pf.)

[partitura]

Heinrich Panofka (1807–1887)

347op. 13, Les inseparables. Grand duo brillant concertants

sur deux motifs de la Norma de Bellini (vl. e pf.)

[348]

Gaetano Corticelli (1804–1840)

34919 La Farfalletta. Variazioni facili e brillanti sopra un tema dell’opera

La pazza per amore del M.o Coppola (pf. a quattro mani)

350op. 65, Il sorriso dell’innocenza. Divertimento brillante (pf. a quattro mani)

Giacomo Meyerbeer (1791–1864)

351Sinfonia nell’opera Gli Ugunotti del celebre M.o G. Meyerbeer (pf. a quattro mani)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°352Valse des étudians de l’opéra Le lac des fées de Auber (pf. a quattro mani)

Daniel-Francois-Esprit Auber (1782–1871)

353Sinfonia nell’opera Fra Diavolo (pf. a quattro mani)

Anton Diabelli (1781–1858)

op. 149, Ventotto esercizi melodici [...] edizione rinnovata ed aumentata20 (pf. a quattro mani)

354libro I.

355libro II.

356libro III.

357libro IV.

Sigismund Thalberg (1812–1871)

358op. 20, Fantaisie sur un motif favori de l’opéra Les Huguenots de Meyerbeer (pf. a quattro mani)

[359]

[360]

[361]

[362]

Joseph Sellner (1787–1843)

Metodo teorico-pratico per oboe, diviso in tre parti (ob. solo / due ob.)

363parte I. [sezione I.–IX.: parte teorica; esercizi a una e due parti]

364parte II. [sei duetti per due oboi, n. 1–6]

365parte III. [sei duetti per due oboi, n. 7–12]

Benoit Tranquille Berbiguier (1782 –1835)

Écrin des jeunes flûtistes. Quatre thêmes favorits variés

pour flûte avec accompagnement de piano (fl. e pf.)

°366n. 1. Variations sur un motif de Donizetti (Anna Bolena)

°367n. 2. Variations sur un motif de H. Herz

°368n. 3. Variations sur un motif de Mercadante (Donna Caritea)

°369n. 4. Variations sur un motif de Bellini (Norma)

Eugène Walckiers (1793–1866)

°370op. 74, Fantaisie sur des motifs du Brasseur de Preston d’Adam(fl. e pf.)

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°371op. 111, Duo et variations sur des motifs de Robert le diable de Meyerbeer (fl. e pf.)

[372]

[373]

[374]

[375]

[376]

[377]

[378]

[379]

[380]

[381]

[382]

George Alexander Osborne (1806–1893); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

383op. 24, Variations de concert sur un motif de l’opéra L’ambassadrice(vl. e pf.)

[partitura e parte]

°384op. 25. Duo brillant sur un thême original(vl. e pf.)

[partitura e parte]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

385op. 26, Premier concerto pour le violon, avec accompagnement de piano(vl. e pf.)

[partitura e parte]

George Alexander Osborne (1806–1893); Nicolas Louis (1807–1857)

op. 97, Fantaisies et variations concertantes (vl. e pf.)

[partitura e parte]

386n. 1. sur Torquato Tasso de Donizetti

387n. 2. sur L’elisir d’amore de Donizetti

388n. 3 sur Robert Devereux de Donizetti

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

38921 op. 30, Le Trémolo. Caprice sur un thême de Beethoven (vl. e pf.)

[partitura e parte]

[390]

[391]

[392]

[393]

[394]

[395]

[396]

[397]

Fryderyk Chopin (1810–1849)

op. 34, Trois valses brillantes (pf. solo)

398n. 1.

399n. 2.

400n. 3.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 107, Six amusements (pf. solo)

401n. 1. Les Bayadères. Air indien

402n. 2. Grande Marche

403n. 3. Chansonnettes populaires

404n. 4. Chant saxon

405n. 5. Andante (Beethoven)

406n. 6. Valse viennoise

Franz Hünten (1792–1878)

op. 65, Trois airs italiens variés (pf. solo)

407n. 1. La Zaira de Mercadante

408n. 2. La Niobe de Pacini

409n. 3. La Norma de Bellini

Theodor Döhler (1814–1856)

410op. 25, Deux Nocturnes (pf. olo)

411op. 26, Valses brillantes (pf. solo)

°41222 op. 27, Grande Fantaisie sur des thêmes de The gipsy’s warning de Benedict (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

413op. 106, Fantaisie brillante en forme de rondo

sur des motifs du Domino noir de Auber (pf. solo)

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 44, Réminiscences sur des motifs favorits de Guido et Ginevra d’Halévy (pf. solo)

°414n. 1.

°415n. 2.

°416n. 3.

op. 45, Trois divertissements brillants sur les motifs favorits

du Perruquier de la Régence de Thomas (pf. solo)

°417n. 1. Rondeau militaire

°418n. 2. Divertissement et galop

°419n. 3. Thême varié et valse

°420op. 46, Une fleur sur son passage à la Reine Victoire d’Angleterre.

Grande valse brillante (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

°421op. 102, Trois petits rondeaux sur le ballet Le diable boiteux [de C. Gide] (pf. solo)

op. 103, Les concurrentes. Rondeau et Variations (pf. solo)

422n. 1. Rondeau sur un thême favori du ballet La chatte métamorphosé en femme

423n. 2. Variations sur un thême italien

°424op. 110, Rondeau alla Polacca (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

42523 op. 108, Fantasie brillante sur les motifs de l’opéra La figurante de L[ouis] Clapisson (pf. solo)

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

426op. 121, Deuxième solo composé pour le concours

de l’École Royale de Musique de Paris année 1838 (pf. solo)

op. 122, Grandes études artistiques (pf. solo)

°427Deuxième suite, n. 7. à 11.

°428Troisième suite, n. 12. à 16.

°429Quatrième suite, n. 17. à 21.

°430Cinqième suite, n. 22. à 25.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

431Gran galop favori du Brasseur de Preston d’Adolphe Adam (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

°432op. 59, Valse favorite du Duc de Reichstadt [thême de Strauss] (pf. solo)

Angelo Baroffio (1815–1892)

°433Valzer (pf. solo)

Karl Schunke (1801–1839)

op. 52, Le pensionnat. Pièces faciles et brillantes (pf. a quattro mani)

434n. 1. Divertissement sur L’éclair de Halévy

435n. 2. Souvenirs de la Styrie

436n. 3. Fantaisie sur un air russe

437n. 4. Fantaisie sur Robert le Diable de Meyerbeer

438n. 5. Variations sur la Cavatine favorite de Zelmire de Rossini

439n. 6. Bacchanale sur un motif de La juive de Halévy

440n. 7. Rondeau sur des Valses de Strauss

441n. 8. Fantaisie sur La préciosa de C. M. V. Weber

442n. 9. Fantaisie sur des motifs de la Norma de Bellini

443n. 10. Rondeau français sur un chant national

444n. 11. Variations sur le duel des Huguenots de Meyerbeer

445n. 12. Variations sur un air autrichien

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°446op. 112, Grande fantaisie et Variations brillantes

sur l’opéra L’elisir d’amore de Donizetti (pf. solo)

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

447op. 144, L’ange déchu. Grande fantaisie sur une mélodie de Vogel (pf. solo)

Fryderyk Chopin (1810–1849)

448op. 42, Valse (pf. solo)

Jakob Rosenhain (1813–1894)

Ésquisses de l’opéra italien. Trois impromptus (pf. solo)

449n. 1. Anna Bolena

450n. 2. Norma

451n. 3. Torquato Tasso

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

452op. 127, Grande fantaisie sur l’opéra L’elisir d’amore de Donizetti (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

op. 66, Les débuts de la jeunesse. Quatre airs variées (pf. solo)

°453n. 1. Air vénitien

°454n. 2. Air suisse

°455n. 3. Air italien (Torquato Tasso de Donizetti)

°456n. 4. Air allemand

Sigismund Thalberg (1812–1871)

457op. 9, Fantaisie sur des motifs de l’opéra La straniera de Bellini (pf. solo)

Fryderyk Chopin (1810–1849)

458op. 38, Ballade (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

459op. 113, Grand duo brillant su un motif de L’elisir d’amore de Donizetti (pf. a quattro mani)

Fryderyk Chopin (1810–1849)

460op. 39, Troisième Scherzo (pf. solo)

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 54, Trois Divertissements sur des motifs favorites

de Lucia de Lammermoor de Donizetti (pf. solo)

461n. 1.

462n. 2.

°463n. 3.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

464op. 114, Variations et rondo sur Le lac des fées de Auber (pf. solo)

465op. 115, Grande fantaisie e finale alla militare sur deux mélodies de Schubert (pf. solo)

Theodor Döhler (1814–1856)

466op. 8, Introduction et variations brillantes sur le thême favori

Ah! non giunge uman pensiero de l’opéra La sonnambula de Bellini (pf. solo)

Saverio Mercadante (1795–1870)

467Studj di canto. Vocalizzi progressivi per voce di soprano o tenore

con accompagnamento di pianoforte (c. e pf.)

Gaetano Donizetti (1797–1848)

46824 La mère et l’enfant. Un voile blanc couvrait la terre.

Paroles de M.r A. Richomme (c. e pf.)

[469]

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

470op. 70, Grand galop en forme de rondeau sur

Les diamans de la couronne d’Auber (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

op. 85, Les premières leçons récréatives. Vingt-cinq petits morceaux progressifs

pour piano, soigneusement doigtés, en trois livres (pf. solo)

°471 livre I.

°472 livre II.

°473 livre III.

°474 op. 87, Le premier succès. Deux morceaux faciles et brillants pour piano

sur de thêmes de Mercadante et Bellini (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

op. 93, Trois rondos de salon (pf. solo)

°475n. 1. Thême de Norma de Bellini

°476n. 2. Thême de Zampa d’Hérold

°477n. 3. Thême de Masini, Rives de la mer

Anton Bernhard Fürstenau (1792–1851)

op. 107, Ventisei esercizj per il flauto in tutti i modi maggiori e minori

preceduti ognuno dalla scala, da un piccolo preludio e da note esplicative [...] (fl. solo)

478libro I. Modi in Diesis

479libro II. Modi in Bemolli

Jacques François Gallay (1795–1864)

°480Dodici grandi studi per Corno (cor. solo)

Gaetano Donizetti (1797–1848)

°481La figlia del Reggimento. Sinfonia (rid. per due fl.)

La figlia del Reggimento. Pezzi scelti (rid. per due fl.)

°482libro I.

°483libro I.

[484]

[485]

Jean-Louis Tulou (1786–1865)

°486op. 84, Variations faciles sur la cavatine, de Beatrice di Tenda de Bellini (fl. e pf.)

[487]

Federico Ricci (1809–1877)

Corrado d’Altamura (16 novembre 1841)

488Cavatina.Tanto io l’adoro(c. e pf.)

[489]

Louis Spohr (1784–1859)

op. 112, Troisième grand duo concertant (vl. e pf.)

490 [partitura e parte]25

[491]

Justus Johann Friedrich Dotzauer (1783–1860)

492op. 158, Douze exercices pour le violoncelle,

dédiées à l’Académie Royale de musique à Stockholm (vc. solo)

°493op. 159, Pièces pour deux violoncelles, dédiées aux premiers commençants (vc. solo)

Auguste Franchomme (1808–1884)

op. 17, Dix mélodies italiennes, arrangées (vc. e pf.)

°494Première partie [partitura e parte]

495Seconde partie [partitura e parte]

Julius Benedict (1804–1885); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

496op. 28, Fantaisie concertante sur la Norma de Bellini(vl. e pf.)

[partitura e parte]

George Alexander Osborne (1806–1893); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

°497op. 31, Duo concertant sur le Domino noir de D. F. E. Auber(vl. e pf.)

[partitura e parte]

Julius Benedict (1804–1885); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

op. 35, Le fruit de l’étude. Six duos faciles et brillans

destinés à constater les progrès des élèves dans les réunions de famille (vl. e pf.)

498Première suite

499Deuxième suite

[500]

Edward Wolff (1816–1880); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

50126 op. 32, Grand duo brillant sur des motifs de Robert le diable de G. Meyerbeer (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Sigismund Thalberg (1812–1871); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

502op. 43, Grand duo brillant sur des motifs de l’opéra Les Huguenots de Meyerbeer(vl. e pf.)

[partitura e parte]

George Alexander Osborne (1806–1893); Alexandre-Joseph Artôt (1815–1845)

503L’elisir d’amore. Grand duo, par Osborne et Artot(vl. e pf.)

[partitura e parte]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

504op. 32, Second concerto pour le violon, avec accompagnement de piano (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Heinrich Panofka (1807–1887)

op. 30, Études mélodiques et progressives pour violon

avec accompagnement d’un second violon ad libitum [...] en quatre suites (vl. solo / due vl.)

°505n. 1.

°506n. 2.

°507n. 3.

°508n. 4.

Alexandre Batta (1816–1902)

509Fantaisie et adagio de la cavatine chantée par Rubini dans l’opéra La somnambule (vl e pf.)

[partitura e parte]

François-Emile Rignault (1812–1895)

Trois méditations religieuses sur le Stabat de G. Rossini,

dividées en deux suites (vc. e pf.)

510n. 1. [partitura e parte]

°511n. 2. [partitura e parte]

Bartolomeo Campagnoli (1751–1827)

512op. 12, Trente préludes dans tous les différens tons majeurs

et mineurs servant d’études (vl. solo)

[513]

[514]

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 62, Morceaux brillants sur des thêmes favorits de La Xacarilla de Marliani (pf. solo)

°515n. 1. Variations

°516n. 2. Boléro

°517n. 3. Rondeau brillant

Carl Czerny (1791–1857)

op. 575, La scuola dell’esecuzione e degli abellimenti.

Raccolta di melodie favorite Italiane, tradotta per pianoforte (pf. solo)

°518libro I.

°519libro II.

Carl Czerny (1791–1857)

op. 599, Il primo maestro di pianoforte. Cento studi giornalieri

ad uso dei giovani allievi, divisi in quattro libri (pf. solo)

520libro I.

521libro II.

°522libro III.

°523libro IV.

Franz Hünten (1792–1878)

op. 111, France et Italie. Deux airs favorites variées (pf. solo)

°524n. 1. France

°525n. 2. Italie (Anna Bolena de Donizetti)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°526op. 116, La catalane. Rondeau-boléro (pf. solo)

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

527La settimana del pianista.

Studio giornaliero delle scale in tutti i toni maggiori e minori (pf. solo)

Theodor Döhler (1814–1856)

[senza numero d’opera] Trois rondeaux sur des airs favoris

de l’opéra Les Martyrs de G. Donizetti (pf. solo)

528n. 1.

529n. 2.

530n. 3.

Edward Wolff (1816–1880)

op. 43, Trois fantaisies brillantes et non difficiles

sur les motifs de La favorite de Donizetti (pf. solo)

°531n. 1.

°532n. 2.

°533n. 3.

Ernest Déjazet (?–1847)

°534op. 28, Caprice brillant sur le trio de La favorite de Donizetti (pf. solo)

Franz Schubert (1797–1828)

Mosaïque. Quatre suites de mélanges des morceaux favorits

de La favorite de Donizetti (pf. solo)

°535n. 1.

°536n. 2.

°537n. 3.

°538n. 4.

Carl Czerny (1791–1857)

539op. 337, Esercizio giornaliero per pianoforte [...]

consistente in quaranta studi colle prescritte ripetizioni (pf. solo)

Edward Wolff (1816–1880)

°540op. 31, Mosaïque sur les plus jolis molifs de L’elisir d’amore de Donizetti (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

°541op. 58, Variations sur un thême de Gustave d’Auber (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 117, Deux ballades sans paroles (pf. solo)

542n. 1. La Mélodieuse

543n. 2. La Harmonieuse

Giuseppe Donizetti (1788–1856)

°544Grande marcia militare, dedicata a S. A. il Sultano Abdul Medjid Khan (pf. solo)

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

545op. 128, Duo brillant sur l’opéra La fille du régiment de G. Donizetti (pf. a quattro mani)

Frère et soeur. Quatre petits duos (pf. a quattro mani)

°546n. 1.

°547n. 2.

°548n. 3.

°549n. 3.

Franz Hünten (1792–1878)

Nouvelles récréations musicales. Choix de vingt-cinq morceaux favorits,

tirés des opéras de Bellini, Meyerbeer, Rossini et autres motifs

de divers auteurs, divisées en quatre suites (pf. a quattro mani)

°550n. 1.

°551n. 2.

°552n. 3.

°553n. 4.

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 54, Trois divertissements sur les motifs de Lucia di Lammermoor

de Donizetti (pf. a quattro mani)

554n. 1.

555n. 2.

556n. 3.

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

557op. 129, Duo brillant sur l’opéra Les Martyrs de G. Donizetti (pf. a quattro mani)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

558op. 12, Gran duetto sopra un tema favorito dell’opera Norma di Bellini (due pf.)

Franz Hünten (1792–1878)

op. 96, Airs favorites de M.e Puget, divisés en quatre livraisons (pf. a quattro mani)

°559n. 1. Mire dans mes yeux tes yeux

°560n. 2. Son nom

°561n. 3. Mon rocher de S. Malo

°562n. 4. Ave Maria

Sigismund Thalberg (1812–1871)

°563op. 12, Grande fantaisie et variations sur des motifs de Norma de Bellini,

arrangé par C. Czerny (pf. a quattro mani)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°564op. 120, n. 1. Variations élégantes sur une Tyrolienne de Weber (pf. a quattro mani)

565op. 120, n. 3. Marche favorite des chasseurs de Lutzow (pf. a quattro mani)

°566op. 120, n. 2. Gretly. Grande valse suisse (pf. a quattro mani)

Henry Lemoine (1786–1854)

Six petits rondos extraits de l’op. 609 de C. Czerny (pf. a quattro mani)

°567n. 1.O dolce concento

°568n. 2. Marche de Moïse de Rossini

°569n. 3. Valse de Strauss

°570n. 4. Air tyrolienne

°571n. 5. Air suisse

°572n. 6. Air de Corradino de Rossini

Nicolas Louis (1807–1857)

op. 109, Trois mélodies italiennes variées (pf. a quattro mani)

°573n. 1.

°574n. 2.

°575n. 3.

Theodor Döhler (1814–1856)

°576op. 38, Fantaisie brillante sur les plus jolis motifs

de Beatrice di Tenda de Bellini (pf. a quattro mani)

Robert Nicolas-Charles Bochsa (1789–1856)

op. 336, Le Triumvirat des valses allemandes arrangées en trois suites (arpa sola)

577n. 1. Strauss

578n. 2. Marschan [recte: Marchan]

579n. 3. Lanner

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 61, Les abeilles. Six petits morceaux sur des mélodies italiennes, en deux livres (pf. solo)

°580n. 1. A rivedersi. L Buona notte. La Giovinetta

°581n. 2. Benedetta sia la madre. È vezzosa sì la rosa. Marcia trionfale

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 118, Trois soeurs. Trois fantaisies sur des motifs originaux (pf. solo)

°582n. 1. La Gracieuse

°583n. 2. La Sentimentale

°584n. 3. L’Enjouée

Franz Hünten (1792–1878)

op. 112, Petites fleurs de salon. Quatre rondinos, en deux livraisons (pf. solo)

°585livraison 1. La Nina gondoliera de Donizetti; Choeur de L’elisir d’amore

de Donizetti

°586livraison 2. Cavatine de La symphonie de Clapisson; Mélodie suisse

op. 113, Mélodies célestes. Trois airs variées (pf. solo)

°587n. 1. Mélodie de Donizetti (L’elisir d’amore)

°588n. 2. Melodie de Vaccaj (Giulietta e Romeo)

°589n. 3. Melodie de Proch (Le cor des Alpes)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

59027op. 6, Fantaisie sur des motifs favoris de l’opéra Robert le diable de Meyerbeer (pf. solo)

Theodor Döhler (1814–1856)

°591op. 35, Divertissement brillant sur le Guitarrero de Halévy (pf. solo)

Carl Czerny (1791–1857)

op. 299, La scuola della velocità, ovvero quaranta esercizj per pianoforte

calcolati a sviluppare l’agilità delle dita (pf. solo)

592fascicolo I.

593fascicolo II.

594fascicolo III.

595fascicolo IV.

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

op. 134, Vingt-cinq études pour piano

(destinées pour passer des Études faciles, op. 32, aux Études difficiles, op. 66) (pf. solo)

°596cahier I.

°597cahier II.

[598]

[599]

[600]

[601]

[602]

[603]

[604]

[605]

[606]

[607]

[608]

Carl Czerny (1791–1857)

op. 139, 100 Esercizii progressivi per pianoforte (pf. solo)

609libro I.

610libro II.

611libro III.

612libro IV.

Theodor Döhler (1814–1856)

°613op. 33, Grand divertissement sur des thêmes populairs irlandais (pf. solo)

°614op. 34, Souvenir de Florence. Deux nocturnes (pf. solo)

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

615op. 150, Rondoletto brillant sur un thême de l’opéra La favorite de Donizetti (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

Quatre airs de ballet de La favorite en rondeaux (pf. solo)

°616n. 1. Choeur dansé

°617n. 2. Pas de trois

°618n. 3. Pas de six

°619n. 4. L’Espagnole

Theodor Döhler (1814–1856)

620op. 28, Grande fantaisie et variations sur des thèmes favoris

de l’opéra Guillaume Tell de Rossini (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°621op. 121, Variations élégantes avec introduction et final

sur une cavatine de Ricci (pf. solo)

op. 123, Trois airs de ballet de Giselle d’Adam,

arrangées en forme de divertissement (pf. solo)

°622n. 1. La valse

°623n. 2. La chasse

°624n. 3. Le galop

Franz Liszt (1811–1886)

°625Grande fantaisie sur des motifs de Robert le diable de Meyerbeer (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

°626op. 114, Vingt-cinq études progressives et soigneusement doigtées pour piano (pf. solo)

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°627op. 148, Ricordanza del Giuramento di Mercadante. Fantasia (pf. solo)

Franz Liszt (1811–1886)

628Ouverture de l’opéra Guillaume Tell de G. Rossini (rid. per pf.)

Edward Wolff (1816–1880)

op. 48, Trois fantaisies brillantes et non difficiles sur Guillaume Tell de Rossini (pf. solo)

°629n. 1.

°630n. 2.

°631n. 3.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 120, L’écrin des jeunes pianistes (pf. solo)

°632n. 1. Variations élégantes sur une Styrienne de Weber

°633n. 2. Gretly. Grande valse suisse

°634n. 3. Marche favorite des chasseurs de Lutzow, variée

°635n. 4. Bagatelle sur une mélodie favorite des bateliers de Brienz

°636n. 5. Variations et final alla polacca sur un thême allemand

°637n. 6. Rondino gracieux sur la Romance favorite Blonde Hélène

°638n. 7. Souvenir d’Innsbruck. Variations mignonnes sur une chansonnette tyrolienne

°639n. 8. La Chasse au chamois. Petite fantaisie caractéristique

[640]

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 14, Deux fantaisies brillantes sur L’elisire [sic] d’amore

de Donizetti en deux livres (pf. solo)

°641n. 1

642n. 2.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 119, Trente études progressives en deux suites (pf. solo)

643Première suite. Quinze études faciles pour les petites mains

644Deuxième suite. Quinze études d’une moyenne difficulté

op. 124, Les Sirènes. Trois cantilènes de Bellini variées (pf. solo)

°645n. 1. La straniera

°646n. 2. Beatrice di Tenda

°647n. 3. I Capuleti

°648op. 125, Marche triomphale de Ries, variée (pf. solo)

Theodor Döhler (1814–1856)

649op. 32, Andantino (pf. solo)

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

op. 137, Venticinque studi elementari per pianoforte (pf. solo)

°650Primo fascicolo

°651Secondo fascicolo

Ignaz Moscheles (1794–1870)

652op. 104, Romanesca (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°653op. 122, Fantaisie gracieuse sur une mélodie de Beatrice di Tenda de Bellini (pf. solo)

Theodor Döhler (1814–1856)

654op. 18, Amusement de salon ou fantaisie brillante

sur l’air favori Le cor des Alpes de H. Proch (pf. solo)

Ignaz Moscheles (1794–1870)

655op. 101, Romanesca et tarentelle brillante (pf. solo)

656op. 105, Deux études (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°657op. 126, Grande fantaisie sur Les diamans de la couronne d’Auber (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

op. 117, Les perles. Trois rondos (pf. solo)

°658n. 1. Danse espagnole

°659n. 2. Air villageois

°660n. 3. Le Galop

Franz Hünten (1792–1878)

op. 118, Les caractères. Trois airs variées (pf. solo)

°661n. 1. L’Italien

°662n. 2. Le Francais

°663n. 3. L’Allemand

Theodor Döhler (1814–1856)

664op. 4, Variations de concert sur un theme favori de l’opéra Norma de Bellini (pf. solo)

665op. 38, Fantaisie brillante sur les plus jolis motifs de Beatrice di Tenda de Bellini (pf. solo)

Henry Lemoine (1786–1854)

op. 37, Études enfantines pour piano, dédiées aux jeunes élèves.

[...] cinquante études, divisées en deux livres de vingt-cinq [...] (pf. solo)

°666livre I.

°667livre II.

Emile Prudent (1817–1863)

668op. 8, Fantaisie sur Lucia di Lammermoor de Donizetti (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 128, Trois divertissements sur les airs de ballet

de La jolie fille de Gand [de A. Adam] (pf. solo)

°669n. 1. La kermesse

°670n. 2. Pas de trois

°671n. 3. Le galop

°672[senza numero d’opera] Les Triomphales.

Contredanses brillantes variées, extraites de plusieurs ouvrages (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888); Nicolas Louis (1807–1857)

°673op. 120, n. 1. Variations élégantes sur une Tyrolienne de Weber (vl. e pf.)

[partitura e parte]

°674op. 120, n. 2. Gretly. Grande valse suisse, arrangée (vl. e pf.)

[partitura e parte]

675op. 120, n. 3. Marche favorite des chasseurs de Lutzow, arrangé (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888); Charles Philippe Lafont (1781–1839)28

op. 75, Duetti concertanti (vl. e pf.)

°676n. 1. Valse du Duc de Reichstadt

°677n. 2. Thême favori de Gustave d’Auber

°678n. 3. Cavatine de la Zelmira de Rossini

Charles-Philippe Lafont (1781–1839)

679Grande fantaisie et variations sur des motifs

de La Muette de Portici de D. F. E. Auber (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Alexandre-Joseph Artôt (1815–1845)

680op. 4, Souvenirs de Bellini. Fantaisie brillante(vl. e pf.)

[partitura e parte]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

681op. 44, Troisième concerto pour le violon, avec accompagnement de piano (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Heinrich Wilhelm Ernst (1814–1865)

op. 18, Il Carnevale di Venezia. Variazioni burlesche sulla canzonetta Cara mamma mia per violino principale

con accompagnamento di quartetto e contrabbasso o di pianoforte

682[cinque parti, con accompagnamento di quartetto e contrabbasso] (vl. e archi)

683[con accompagnamento di pianoforte] (vl. e pf.)

684 op. 10, n. 3. Élégie. Chant. Morceau de salon (vl. e pf.)

[partitura e parte]

op. 13, Deux morceaux de salon (vl. e pf.)

[partitura e parte]

685 n. 1. Adagio sentimentale

686n. 2. Rondino grazioso

Henri Vieuxtemps (1820–1881); Georges Jacques Edouard Grégoire (1822–1890)

687Fantaisie concertante sur l’opéra Les Huguenots de G. Meyerbeer(vl. e pf.)

[partitura e parte]

Henri Vieuxtemps (1820–1881); Ferenc Erkel (1810–1893)

688Duo brillant en forme de fantaisie sur des airs hongrois(vl. e pf.)

[partitura e parte]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

689op. 46, Quatrième concerto pour le violon, avec accompagnement de piano (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Jules Troupenas [sec. XIX]

690op. 1, Douze caprices ou études (vl. solo)

Alexandre-Joseph Artôt (1815–1845)

°691op. 5, Scène des tombeaux de Lucia di Lammermoor de Donizetti. Fantaisie(vl. e pf.)

[partitura e parte]

692op. 13, Fantaisie sur la Norma de Bellini(vl. e pf.)

[partitura e parte]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888); Louis Dorus (1812–1896)

°693op. 120. n. 1, Variations élégantes sur une Tyrolienne de Weber(fl. e pf.)

[partitura e parte]

°694op. 120, n. 2. Gretly. Grande valse suisse, arrangée (fl. e pf.)

[partitura e parte]

°695op. 120, n. 3. Marche favorite des chasseurs de Lutzow, arrangé (fl. e pf.)

[partitura e parte]

Eugène Walckiers (1793–1866)

op. 80, Trois Divertissements sur le Ballet de Giselle [d’Adam] (fl. e pf.)

°696n. 1.

°697n. 2.

°698n. 3.

Jacob Dont (1815–1888)

Due pot-pourris sull’Ernani di Verdi (vl. e pf.)

°699n. 1.

°700n. 2.

[701]

[702]

[703]

[704]

Franz Hünten (1792–1878)

op. 119, Deux morceaux sur le ballet La jolie fille de Gand [de A. Adam] (pf. solo)

°705n. 1. La Cracovienne

°706n. 2. Grande Marche

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

707op. 127, Variations et rondino sur deux motifs de L[ouis] Clapisson (pf. solo)

°708op. 129, Air montagnard variè (pf. a quattro mani)

70929 op. 130, Grande fantaisie de concert sur la Semiramis de Rossini (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

710op. 43, Deuxième grande fantaisie sur l’opéra de Meyerbeer Les Huguenots30 (pf. solo)

Emile Prudent (1817–1863)

°711op. 10, Souvenir de Beethoven. Grande fantaisie (pf. solo)

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 73, Pensées expressives. Douze mélodies caractéristiques

en forme d’études, en deux suites (pf. solo)

°712n. 1. Rêves lointains de mon heureuse enfance - Doux pressentiments -

Passez ombres légères - Heure sainte - Rêves que l’on regrette -

À l’ombre de la tombe

°713n. 2. Le secret - L’aube - Sa voix m’appelle - Tu souris à mes yeux -

Douleur fugitive - Veille autour de mon coeur

Jakob Rosenhain (1813–1894)

Trois ésquisses musicales (pf. solo)

°714n. 1. Il bravo de Mercadante

°715n. 2. Betly de Donizetti

°716n. 3. Beatrice di Tenda de Bellini

[717]

[718]

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

719Mélodie dramatique (pf. solo)

Alexander Dreyschock (1818–1869)

720op. 16, Nocturne (pf. solo)

°721op. 17, Romance (pf. solo)

722op. 18, Les regrets (pf. solo)

°723op. 21, Impromptu (pf. solo)

724op. 20, Second rondeau militaire (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

725op. 133, Fantaisie et variations brilantes sur l’opéra de Donizetti Parisina (pf. solo)

Franz Liszt (1811–1886)

°726Grande valse a capriccio sur deux motifs de Lucia di Lammermoor de Donizetti (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

°727Graziosa. Romance sans paroles (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

728op. 124, Tyrolienne de la Vestale de Mercadante variée (pf. solo)

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 75, Valse et galop sur Le duc d’Olonne d’Auber (pf. solo)

°729n. 1. Valse

°730n. 2. Galop

Emile Prudent (1817–1863)

°731op. 9, Andante (pf. solo)

°732op. 10bis, Duettino (pf. solo)

Alexander Dreyschock (1818–1869)

°733op. 4, Le tremolo. Étude (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 131, Quatrième concerto pour le piano, avec accompagnement d’orchestre

ou d’un second piano ou pour piano seul.

734pour le piano seul (pf. solo)

735pour le piano avec accompagement d’un second piano (due pf.)

736pour le piano orchestre (pf. e orch.)

°737op. 132, Le tremolo sur un thême de Beethoven (pf. solo)

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 76, Trois petits thêmes originaux31 (pf. solo)

738n. 1. Rondoletto

[°739 n. 2. Boléro]

[°740 n. 3. Romance]

Alexander Dreyschock (1818–1869)

°741op. 8, L’absence. Romance sans paroles (pf. solo)

°742op. 10, La campanella. Impromptu (pf. solo)

°743op. 14, Mazurka (pf. solo)

744op. 15, Les adieux. Romance sans paroles (pf. solo)

745op. 19, Scherzo (pf. solo)

°746op. 22, Variations sur in thême original pour la main gauche (pf. solo)

°747op. 23 [recte: 29],32 L’inquietude. Andante (pf. solo)

°748op. 25, La coupe. Chanson à boire (pf. solo)

Ignaz Moscheles (1794–1870)

°749Fantaisie brillante sur des thêmes favorits de Don Pasquale de Donizetti (pf. solo)

Fryderyk Chopin (1810–1849)

750op. 51, Troisième impromptu (pf. solo)

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

op. 142, Cinquante études mélodiques, divisées en cinq livraisons (pf. solo)

751livre I.

752livre II.

753livre III.

754livre IV.

755livre V.

756op. 143, Le double Dièze. Rondino-étude (pf. solo)

757op. 144, Le double bémol. Rondino-étude (pf. solo)

758op. 147, Étude et Andante (pf. solo)

759° La gymnastique des doigts. Préparation à l’étude du piano.

Exercice journalier et indispensable (pf. solo)

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 82, Fleurs mélodiques. Douze morceaux faciles et brillantes (pf. solo)

760n. 1. Cavatine de la Niobe de Pacini

761n. 2. Barcarolle de La straniera de Bellini

762n. 3. Rondino-valse

763n. 4. Fantaisie sur la marche du Crociato de Meyerbeer

764n. 5. Tarentelle

765n. 6. Variations sur un duo de La straniera de Bellini

766n. 7. Rondino sur un air suisse

767n. 8. Valse favorite

768n. 9. Fantaisie sur La straniera de Bellini

769n. 10. Introduction et rondeau sur un thême écossais

770n. 11. Souvenir d’Écosse. Fantaisie

771n. 12. Rondino sur un thême de L’elisir d’amore de Donizetti

Kontski (Antoni Kątski, 1817–1899)

°772op. 33, Trois méditations (pf. solo)

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

°773op. 145, L’impromptu. Rondeau-valse (pf. solo)

Emile Prudent (1817–1863)

op. 12, Deux études (pf. solo)

774n. 1. L’hirondelle. Étude

°775n. 2. La ronde de nuit

Franz Hünten (1792–1878)

°776La Cerrito. Grande valse italienne de Donizetti, arrangé (pf. solo)

Franz Liszt (1811–1886)

777Réminiscences de Norma de Bellini (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°778op. 141, Fantaisie et variations sur plusieurs motifs de la Sirène d’Auber (pf. solo)

Antonino Nosotti (1817–1887)

779op. 2, Psiche-Valzer (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

°780op. 72, Divertissement sur un air favorit du Chalet d’Adam (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 142, Les succès de salon. Première suite: trois airs variés (pf. solo)

°781n. 1. Variations sur une cavatine favorite de Giulietta e Romeo de Vaccaj

°782n. 2. Variations et marche finale sur un thême célèbre de Beethoven

°783n. 3. Les Ramiers. Deux valses favorites de Lanner, variées

op. 143, Les succès de salon. Deuxième suite: trois morceaux caractéristiques (pf. solo)

°78433n. 1. Mazurka favorite

785n. 2. La Marguerite. Mélodie originale

°786n. 3. Tarantelle brillante

Emile Prudent (1817–1863)

787Grand Trio de Guillaume Tell de Rossini, transcrit (rid. per pf.)

Johann Strauss (1804–1849)

788[op. 161] Salon-Polka (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

°789op. 135, Variations brillantes sur la polka nationale (pf. solo)

Léopold de Meyer (1816–1883)

790op. 22, Marche marocaine varié (pf. solo)

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

°791op. 128, Première fantaisie sur des motifs de La fille du Régiment de Donizetti (pf. solo)

Franz Hünten (1792–1878)

op. 129, Les topazes (pf. solo)

°792n. 1. Grande valse brillante

°793n. 2. Trois rêveries mélancoliques

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Torquato Tasso (9 settembre 1833)

°794Duetto.Colei Sofronia(c. e pf.)

°795Scena e Duetto.Poco dunque ti pare (c. e pf.)

Emile Prudent (1817–1863)

796op. 16, n. 6. Feu follet. Étude de genre (pf. solo)

S. H. Kliegl (sec. XIX)

°797op. 28, Clementinen-Galop (pf. solo)

Carl Czerny (1791–1857)

°798Romanza e rondoletto sulla cavatinaCome rugiada al cespite

nell’Ernani di Verdi (pf. solo)

°799Bolero sulla musica della festa da ballo nell’Ernani di Verdi (pf. solo)

Ferdinand Beyer (1803–1863)

800Scherzo d’amore. Polka (pf. solo)

op. 87, Amusements sur les motifs favorits

des Lombardi, Nabucco et Ernani de Verdi (pf. solo)

°801n. 1. I Lombardi

°802n. 2. Nabucco

°803n. 3. Ernani

Konrad Kühner (sec. XIX)

°804[senza numero d’opera] Polka-Mazurka (pf. solo)

°805op. 91, Lisetten-Galop (pf. solo)

Johann Strauss (1804–1849)

°806[op. 173] Marianka-Polka, ridotta da Burgmüller (pf. solo)

Gratien Marcailhou (1807–1855)

[senza numero d’opera] Trois grandes valses (pf. solo)

807Bouton de Rose. Grande valse

808Clarisse Harlowe. Grande valse

809La Belle Agnès. Grande valse

[N. N.] Lepont (sec. XIX)

[Cinq] Impromptus faciles sur des thêmes favorits de Verdi (pf. solo)

°810n. 1. Nabucco

°811n. 2. Ernani

°812n. 3. Attila

°813n. 4. I Lombardi

°814n. 5. I due Foscari

Ignaz Moscheles (1794–1870)

°815op. 114, Souvenirs de Jenny Lind. Fantaisie brillante

sur des airs suédois chantés par cette célèbre cantatrice (pf. solo)

Edward Wolff (1816–1880)

op. 122, Les deux amies. Six morceaux faciles, destinés aux pensionnats (pf. a quattro mani)

816n. 1. divertissement sur Robert le diable de Meyerbeer

817n. 2. Rondo militaire sur Les Huguenots de Meyerbeer

818n. 3. Fantaisie sur La Favorite de Donizetti

819n. 4. Fantaisie sur Beatrice di Tenda de Bellini

820n. 5. Air des Puritains

821n. 6 Mosaique sur La sonnambula de Bellini

Felix Mendelssohn Bartholdy (1809–1847)

82234 Ouverture del dramma Un sogno d’una notte d’estate di Shakespeare

ridotta per pianoforte da F. Mockwitz (rid. per pf.)

Joseph Rummel (1818–1880)

°823Sirena. Polka (pf. solo)

Ferdinand Beyer (1803–1863)

°824op. 51, n. 3. Diavolo. Polka (pf. solo)

Karl Kunze (sec. XIX)

°825Tre marcie. (pf. solo)

n. 1. Principe Alberto [op. 65]

n. 2. Principe Ernesto [op. 66]

n. 3. Principe Giorgio [op. 67]

Theodor Döhler (1814–1856)

82635 Le trille. Étude XII, tirée de l’op. 30 (pf. solo)

[N. N.] Bellinzaghi (sec. XIX)

°827Lovergiano. Polka-Mazurka36 (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 100, Metodo completo per pianoforte (pf. solo)

828I soli esercizj preliminarj

°829[senza numero d’opera] La Pastorale. Étude de concert. Edition semplifiée (pf. solo)

[830]

Ferdinand Beyer (1803–1863)

op. 88, Les progrès des jeunes élèves.

Douze morceaux instructifs en variations et rondeaux sur des thêmes favoris (pf. solo)

831n. 1. Norma.

832n. 2. Air tyrolien

833n. 3. I puritani

834n. 4. La fille du régiment

835n. 5. Rondeau-Valse

836n. 6. An Alexis. Air allemand

837n. 7. Les Huguenots

838n. 8. God save the Queen. Air anglais

839n. 9. La sonnambula

840n. 10. Rondeau-Polka

841n. 11. La dernière pensée de Weber

842n. 12. Lucia di Lammermoor

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 100, Metodo completo per pianoforte (pf. solo)

843Le scale in tutti i tuoni [...], esercizj d’arpeggi e di note ripetute [...]

Julius Schulhoff (1825–1898)

84437 op. 22, Carnaval de Venise [d’après Paganini], arrangé (pf. solo)

Charles Voss (1825–1898)

845op. 51, Le Carneval de Venise d’après Paganini. Caprice brillant (pf. solo)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°846op. 161, Polka de concert (pf. solo)

°847op. 162, n. 1. Tribut à l’Amérique. Grand nocturne (pf. solo)

°848op. 162, n. 2. Fantaisie mexicaine (pf. solo)

°849op. 163, Grande fantaisie militaire sur la marche populaire

de La fille du Régiment de Donizetti (pf. solo)

Edward Wolff (1816–1880)

850op. 75, Grand duo sur Les Huguenots de Meyerbeer (pf. a quattro mani)

Carl Mayer (Charles Mayer, 1790–1862)

°851Polka (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

852op. 12, Grande fantaisie et variations sur des motifs de l’opéra Norma de Bellini (pf. solo)

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 14, Deux fantaisies sur des motifs favoris de l’opéra I puritani (pf. solo)

85338 n. 1.

854n. 2.

Delphin Alard (1815–1888)

op. 22, Premier livre de duos: Trois duos élémentaires (due vl.)

855 [partitura]

op. 23, Deuxième livre de duos: Trois duos faciles (due vl.)

856n. 1. [parti]

857n. 2. [parti]

858n. 3. [parti]

Charles Voss (1825–1898)

°859op. 199, La fleur de préférence. Fantaisie-romance (pf. solo)

[Page]

Seconda serie

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

Collezione completa delle sinfonie,

con aggiunta della riduzione per pianoforte di F. Kalkbrenner (orch. / rid. per pf.)

620339 op. 21, Sinfonia [n. 1] in Do maggiore

6204op. 36, Sinfonia [n. 2] in Re maggiore

6205op. 55, Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggioreEroica

6206op. 60, Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore

6207op. 67, Sinfonia n. 5 in do minore

6208op. 68, Sinfonia n. 6 in Fa maggiorePastorale

6209op. 92, Sinfonia n. 7 in La maggiore

6210op. 93, Sinfonia n. 8 in Fa maggiore

op. 125, Sinfonia [n. 9] in re maggiore con coro sull’ode di Schiller Alla gioja [testo in francese]

6211[1. Allegro ma non troppo, un poco maestoso; 2. Scherzo. Molto vivace - Presto;

3. Adagio molto e cantabile]

6212[4. Presto]

[Page]

Terza serie

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

op. 1, Tre grandi trio per pianoforte, violino e violoncello (pf., vl. e vc.)

[partitura e parti]

6321n. 1. in Mi bemolle maggiore

6322n. 2. in Sol maggiore

6323n. 3. in do minore

6324 op. 11, Trio in Si bemolle maggiore per pianoforte,

violino o clarinetto e violoncello (pf., vl./clar. e vc.)

[partitura e parti]

6325 op. 97, Gran trio in Si bemolle maggiore per pianoforte, violino e violoncello (pf., vl. e vc.)

[partitura e parti]

op. 70, Due trio per pianoforte, violino e violoncello (pf., vl. e vc.)

[partitura e parti]

6326n. 1. in Re maggiore

6327n. 2. in Mi bemolle maggiore

6328op. 81b, Piccolo trio in Mi bemolle per pianoforte, violino o viola e violoncello (pf., vl./vla. e vc.)

[partitura e parti]

op. 5, Due sonate per pianoforte e violino o violoncello (pf. e vl./vc.)

[partitura e parti]

6329n. 1. in Fa maggiore

6330n. 2. in sol minore

6331op. 17, Sonata in Fa maggiore

per pianoforte e violino, o viola, o corno, o violoncello (pf. e vl./vla./cor./vc.)

[partitura e parti]

6332op. 23, Sonata in la minore(vl. e pf.)

[partitura e parte]

op. 12, Tre sonate (vl. e pf.)

[partitura e parte]

6333n. 1. in Re maggiore

6334n. 2. in La maggiore

6335n. 3. in Mi bemolle maggiore

6336op. 24, Sonata in Fa maggiore(vl. e pf.)

[partitura e parte]

op. 30, Tre sonate (vl. e pf.)

[partitura e parte]

6337 n. 1. in La maggiore

6338n. 2. in do minore

6339n. 3. in Sol maggiore

6340op. 47, Grande sonata, composta e dedicata a Kreutzer(vl. e pf.)

[partitura e parte]40

6341op. 69, Grande sonata in La maggiore (vc. e pf.)

[partitura e parte]

6342op. 96, Sonata in Sol maggiore (vl. e pf.)

[partitura e parte]

op. 102, Due sonate per pianoforte e violino o violoncello (vl./vc. e pf.)

[partitura e parti]

6343n. 1. in Do maggiore

6344n. 2. in Re maggiore

op. 2, Tre sonate dedicate a Haydn (pf. solo)

6345n. 1. in fa minore

6346n. 2. in La maggiore

6347n. 3. in Do maggiore

6348op. 7, Sonata in Mi bemolle maggiore (pf. solo)

op. 10, Tre sonate (pf. solo)

6349n. 1. in do minore

6350n. 2. in Fa maggiore

6351n. 3. in Re maggiore

6352op. 13, Sonata patetica in do minore (pf. solo)

op. 14, Due sonate (pf. solo)

6353n. 1. in Mi maggiore

6354n. 2. in Sol maggiore

6355op. 22, Sonata in Si bemolle maggiore (pf. solo)

6356op. 26, Sonata e marcia funebre in La bemolle maggiore (pf. solo)

op. 27, Due sonate-fantasie (pf. solo)

6357n. 1. in do diesis minore

6358n. 2. in Mi bemolle [maggiore]

6359op. 28, Sonata in Re maggiore [Pastorale] (pf. solo)

op. 31, Tre sonate (pf. solo)

6360n. 1. in Sol maggiore

6361n. 2. in re minore

6362n. 3. in Mi bemolle maggiore

6363op. 35 [WoO 57], Sonata-Andante in Fa maggiore (pf. solo)

op. 49, Due sonate (pf. solo)

6364n. 1. in sol minore

6365n. 2. in Sol maggiore

°6366op. 53, Sonata in Do maggiore (pf. solo)

6367op. 54, Sonata in Fa maggiore (pf. solo)

6368op. 57, Sonata in fa minore [Appassionata] (pf. solo)

6369op. 78, Sonata in Fa diesis maggiore (pf. solo)

6370op. 79, Sonatina in Sol maggiore (pf. solo)

6371op. 81, L’addio, l’assenza ed il ritorno. Sonata in Mi bemolle maggiore (pf. solo)

6372op. 90, Sonata in mi minore (pf. solo)

6373op. 101, Gran sonata in La maggiore (pf. solo)

6374op. 106, Gran sonata in Si bemolle maggiore [Hammerklavier] (pf. solo)

6375op. 109, Sonata in Sol maggiore [riduzione del trio op. 9, n. 1.] (pf. solo)

[Page]

Opere senza numero di lastra

Pietro Antonio Coppola (1793–1877)

La pazza per amore (14 febbraio 1835)

[s. n.]41 Duetto. Di quel voi non so che farmi (rid. per pf.)

Curato Giovanni Frippo (1800/1801–1866)

[s. n.]42 Messa Dominicale ed altre Cantate liturgiche

per ambo i Riti Romano ed Ambrosiano (c. solo / c. e org.)

b) in ordine tematico

Il catalogo tematico è organizzato nelle seguenti categorie (ciascuna ordinata numericamente):

- canto e pianoforte

- canto solo

- riduzione per pianoforte solo

- pianoforte solo

- pianoforte a quattro mani

- due pianoforti

- pianoforte e violino / violoncello / flauto

- altri complessi cameristici

- violino solo

- arpa sola

- due violini

- strumenti solistici con orchestra

- opere sinfoniche in partitura

- opere didattiche per pianoforte / canto / violoncello / flauto / oboe / corno

canto e pianoforte

Maria Malibran (1808–1836)

Dernières pensées musicales

°125n. 1. La fiancée du Brigand. Ballade

°126n. 2. Le message. Romance

127n. 3. Prière à la Madonne. Romance

°128n. 4. Hymne des matelots

°129n. 5. Les noces d’un marin. Chanson

°130n. 6. Au bord de la mer

°131n. 7. Addio a Nice. Canzonetta

°132n. 8. Le montagnard. Tyrolienne.

°133n. 9. Les brigands. Ballade

°134n. 10. La morte (paroles italiènnes et françaises)

Saverio Mercadante (1795–1870)

Serate italiane. Raccolta di otto ariette e quattro duetti

223n. 1. Il desiato ritorno. Barcarola

224n. 2. La Primavera. Canzonetta

225n. 3. L’asilo al pellegrino. Canzone del Trovatore

226n. 4. Il pastore svizzero. Tirolese

227n. 5. La serenata del marinaro. Serenata

228n. 6. Il Zeffiro. Polacca

229n. 7. Il lamento del moribondo. Romanza

230n. 8. La Zingarella spagnuola. Bolero

231n. 9. La pesca (per due Soprani)

232n. 10. Il brindisi (per Tenore e Basso)

233n. 11. La caccia (per due Tenori)

234n. 12. Il Galop. Duettino buffo (per due Bassi)

Gaetano Donizetti (1797–1848)

468La mère et l’enfant. Un voile blanc couvrait la terre. Paroles de M.r A. Richomme

Federico Ricci (1809–1877)

Corrado d’Altamura (16 novembre 1841)

488Cavatina.Tanto io l’adoro

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Torquato Tasso (9 settembre 1833)

°794Duetto.Colei Sofronia

°795Scena e Duetto.Poco dunque ti pare

canto solo

Curato Giovanni Frippo (1800/1801–1866)

[s. n.] Messa Dominicale ed altre Cantate liturgiche per ambo i Riti Romano ed Ambrosiano

riduzione per pianoforte solo

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°247op. 101, n. 3. Rondoletto sur un motif de l’opéra L’elisir d’amore de Donizetti composé originalement pour piano à quatre mains et arrangé à 2 mains par Burgmüller

Giacomo Meyerbeer (1791–1864)

°302Gli Ugonotti, Sinfonia ampliata dell’autore

Franz Liszt (1811–1886)

°313Adelaide de Beethoven, transcrite pour piano

Daniel-Francois-Esprit Auber (1782–1871)

314Sinfonia nell’opera Fra Diavolo

Franz Liszt (1811–1886)

628Ouverture de l’opéra Guillaume Tell de G. Rossini transcrite pour le piano

Emile Prudent (1817–1863)

787Grand Trio de Guillaume Tell de Rossini, transcrit pour piano

Felix Mendelssohn Bartholdy (1809–1847)

822Ouverture del dramma Un sogno d’una notte d’estate di Shakespeare

Pietro Antonio Coppola (1793–1877)

La pazza per amore (14 febbraio 1835)

[s. n.] Duetto. Di quel voi non so che farmi

pianoforte solo

Fryderyk Chopin (1810–1849)

op. 10, Douze grandes études

100livre I.

101livre II.

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°102op. 130, La crainte et l’éspérance. Rondeau brillant

Sigismund Thalberg (1812–1871)

103op. 18, Divertissement sur les Soirées musicales de Rossini

Ignaz Moscheles (1794–1870)

°104op. 94, Hommage à la mémoire de Madame Malibran. Fantaisie caractéristique

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°105op. 84, Les étrangères. Quadrille de Gontredanses variées, suivies d’un Galop

Franz Hünten (1792–1878)

°107op. 69, Variations sur la Ronde de Lestocq d’Auber.

Sigismund Thalberg (1812–1871)

108op. 22, Grande fantaisie

°109op. 20, Fantaisie sur un motif des Huguenots de Meyerbeer

Franz Hünten (1792–1878)

110op. 76, Fantaisie brillante sur des thêmes italiens

111op. 81, Douze études mélodiques

Sigismund Thalberg (1812–1871)

op. 26, Douze études, divisées en deux suites

112cahier I.

113cahier II.

Fryderyk Chopin (1810–1849)

op. 25, Douze études

114livre I.

115livre II.

Sigismund Thalberg (1812–1871)

121op. 21, Trois nocturnes

Franz Hünten (1792–1878)

°123op. 64, Le Bal. Fantaisie sur une chansonnette d’E. Troupenas

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

124op. 106, Dell’aura tua profetica. Choeur de la Norma. Musique de Bellini, varié

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

135op. 69, Rondo militare sur un air favori du Serment ou les faux monnoyeurs [de Auber]

°136op. 77, Variations brillantes et finale à la hongroise sur la cavatine favorite

Tu sordo a’ miei lamenti, de Matile di Shabran de Rossini.

°137op. 83, Deuxième caprice sur la romance La Folle d’A. Grisar

Fryderyk Chopin (1810–1849)

138op. 29, Impromptu in La bemolle maggiore

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°139op. 76, Variations brillantes di bravura sur le trio favorit du Pré-aux-clercs d’Hérold.

op. 75, Souvenir de Vienne, Paris et Londres. Trois fantaisies

°140n. 1. La Valse du duc de Reichstadt

°141n. 2. Thême favorit de Gustave d’Auber

°142n. 3. Cavatine de la Zelmira de Rossini

143op. 89, Fantaisie dramatique sur le célèbre choral protestant

intercalé par Giacomo Meyerbeer dans les Huguenots

°144op. 86, Divertissement militaire

°149op. 90, Fantaisie et variations sur une Cavatine favorite de Norma Bellini

op. 91, Trois morceaux de salon

150n. 1. La chasse

151n. 2. La mazurka

152n. 3. Le mouvement perpétuel

°153op. 92, Grandes variations de concert avec introduction et finale sur un Laendler viennois

°154op. 93, Souvenirs de voyages. Grande fantaisie

op. 85, Petit Écrin musical, contenant huit Morceaux d’une moyenne difficulté

°155n. 1. Bagatelle sur la Tyrolienne favorite, La Bergère du Valais

°156n. 2. Rondeau sur un motif du Chalet d’Adam

°157n. 3. Variations sur un thême d’Aline de Berton

°158n. 4. Rondeau turc

°159n. 5. Variations sur la célèbre Valse du Désir de Beethoven

°160n. 6. Rondoletto sur un thême favorit d’Auber

°161n. 7. Fantaisie sur un air écossais

°162n. 8. Valse favorite de la Reine d’Angleterre

°163op. 94, Fantaisie et Variations sur deux motifs du Postillon de Longjumeau d’Adam

°164op. 95, Fantaisie brillante sur des motifs de L’ambassadrice d’Auber

166op. 73, Agitato et rondò sur la barcarolle di Gianni di Calais de Donizetti

Franz Hünten (1792–1878)

op. 79, Les Souvenirs. Rondeau et Variations sur deux thêmes favorites

°168n. 1. Rondeau sur un thème du Giuramento de Mercadante

°169n. 2. Variations sur un thême de Spohr

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°170op. 131, Variations brillantes sur une pensée de Bellini [I Capuleti e i Montecchi]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

171op. 27, Grande fantaisie sur les airs nationaux anglais God save the Queen et Rule britannia

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°172 op. 140, Grande Fantaisie et Variations brillantes sur un Choeur de Norma de Bellini

°173op. 138, Trois pensées fugitives: Rêverie - Chant ossianique - Toccata

Robert Schumann (1810–1856)

174op. 9, Carnaval. Scènes mignonnes composées sur quatre notes

Adolph Henselt (1814–1889)

°175op. 1, Variations de concert sur le motif Io son ricco e tu sei bella, dans L’elisir d’amore de Donizetti

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

176op. 102, Grande fantaisie sur des motifs favoris de Lucia di Lammermoor de Donizetti

Fryderyk Chopin (1810–1849)

°181op. 33, Quatre mazurkas

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°182op. 142, Souvenir de Guido et Ginevra d’Halévy. Fantaisie brillante

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 68, Les trois grâces. Trois cavatines favorites de Bellini, Rossini et Donizetti, variées

192n. 1. Cavatine du Pirata

193n. 2. Cavatine de Semiramis

194n. 3. Cavatine d’Anna Bolena

Franz Hünten (1792–1878)

op. 100, Virelay et rondeau martial sur l’opéra Le [duc de] Guise ou les etats de Blois de G. Onslow

°195Virelay

196Rondeau martial

°197op. 101, L’Alliance. Trois airs favorites

n. 1. Variations sur un air allemand

n. 2. Variations sur un air italien (Zelmira de Rossini)

n. 3. Rondeau sur la Cachucha

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

198op. 67, Fantasie et variations sur la marche d’Otello de Rossini

Fryderyk Chopin (1810–1849)

199op. 30, Quatre mazurkas

200op. 31, Scherzo

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°201[senza numero d’opera] Boléro favori du Domino noir [de D. F. E. Auber]

°202op. 99, Célèbre trio de Stradella arrangé en Rondeau

op. 101, Nouvelles Recréations.

Mosaïque musicale composé de dix-huit morceaux a deux et a quatre mains pour le piano

203n. 1. Variations sur la Romance Tout pour toi de L. Puget

204n. 2. Introduction et Polonaise de l’opéra Faust de Spohr

205n. 3. Rondoletto à quatre mains sur un motif de L’elisir d’amore de Donizetti

206n. 4. Mélange sur l’opéra Elisa e Claudio di [S.] Mercadante

207n. 5. Introduction et Rondeau sur Torquato Tasso de Donizetti

208n. 6. Fantaisie à quatre mains sur une Barcarolle célèbre de C. M. Weber

209n. 7. L’orage. Rondeau pastoral sur des mélodies de Schubert

210n. 8. Rondeau et Tarantelle sur l’air de La Croix d’or de [Auguste] Pilati

211n. 9. Air de Ballet de H. Herz

212n. 10. Amusement sur une Marche favorite d’Anna Bolena de Donizetti

213n. 11. Divertissement sur une Valse favorite de Strauss (La vie est une danse)

214n. 12. Souvenir de La straniera de Bellini

215n. 13. Sérénade sur une Melodie d’Anna Bolena de Donizetti

216n. 14. Rondeau Turc sur un Choeur de Maometto II. de Rossini

217n. 15. Réminiscences de Piquillo de [Hippolyte] Monpou

218n. 16. Rondeau original de H. Herz

219n. 17. La Chasse. Rondeau sur un motif du Pirata de Bellini

220n. 18. Six Valses brillantes à quatre mains de H. Herz

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

221op. 103, Rondo brillant sur Stradella. Musique de Niedermeyer

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

°222op. 122, Grandes études artistiques, Première suite, n. 1. à 6.

Franz Hünten (1792–1878)

op. 78, Mélodies gracieuses. Trois rondeaux et trois airs variées sur des thêmes favorits

°236n. 1. Air napolitain

°237n. 2. [sans titre]

°238n. 3. Anna Bolena de Donizetti

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

240op. 109, Petit divertissement sur une Cracovienne favorite

Fryderyk Chopin (1810–1849)

241op. 28, Vingt-quatre préludes

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

242op. 98, Grande fantaisie brillante sur un motif favori de l’opéra

La double échelle d’Ambroise Thomas

°243op. 97, Variations brillantes avec introduction et finale sur une marche autrichienne

°244op. 104, Fantaisie du couronnement

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 48, Deux Rondinos

248n. 1. Une matinée au bord du lac de Come. Rondino pastorale

249n. 2. Rondino sur une Tyrolienne de Weber

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

251La femme du marin. Pensée fugitive

Johann Nepomuk Hummel (1778–1837)

252op. 125, Vingt-quatre études

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

253op. 113, Le Rêve. Grande Fantaisie

Adolphe Le Carpentier (1809–1869)

°25413.e Bagatelle sur Guido et Ginevra de Halévy

°25514.e Bagatelle sur Les treize de Halévy

°25615.e Bagatelle sur Le shérif de Halévy

Theodor Döhler (1814–1856)

257op. 9, Variations brillantes sur l’air favoriTutto è sciolto de l’opéra La Sonnambula de Bellini

Adolph Henselt (1814–1889)

273op. 9, Scherzo

274op. 10, Romanza

Franz Hünten (1792–1878)

275op. 107, Fantaisie italienne sur des motifs de Bellini

276op. 108, Air russe varié

277op. 109, La Romana. Canzone variata

Adolph Henselt (1814–1889)

op. 5, Dodici studj da sala. Seconda parte

278libro I.

279libro II.

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 30, Douze études de concert divisées en deux suites

280Première suite.

281Deuxième suite.

Franz Hünten (1792–1878)

op. 70, Le Charme des jeunes pianistes. Trois airs favorits

°282n. 1. Variations sur un thême de Bellini

283n. 2. Air suisse varié

°284n. 3. Rondeaux sur un thême de Bellini

Theodor Döhler (1814–1856)

285op. 17, Fantaisie et variations de bravoure sur une cavatine d’Anna Bolena

Sigismund Thalberg (1812–1871)

286[op. 36, n. 3]Mi manca la voce. Quatuor dans le Mosè de Rossini arrangé pour le piano

Franz Hünten (1792–1878)

Les délassemens de l’étude. Choix de vingt-cinq morceaux favorits

soigneusement doigtés pour piano

°287n. 1.

°288n. 2.

Sigismund Thalberg (1812–1871)

289op. 36, La cadence. Impromptu en forme d’étude

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

°290op. 51, Marche et rondoletto de la Parisina de Donizetti

Sigismund Thalberg (1812–1871)

°291op. 37, Fantaisie sur des motifs d’Obéron de Weber

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

292op. 111, Grande fantaisie sur la romanesca fameux air de dance du XVI siècle

Franz Hünten (1792–1878)

op. 110bis, Bouquet aux jeunes pianistes. Deux rondeaux sur des motifs

de Zar und Zimmermann de Lortzing

°303n. 1.

°304n. 2.

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 57, La Nouveauté. Morceaux brillants sur des motifs du Shérif de Halévy

°305n. 1.

°306n. 2.

Sigismund Thalberg (1812–1871)

307op. 38, Romance et étude

Fryderyk Chopin (1810–1849)

315op. 15, Trois nocturnes

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°316Les matinées de Rossini: Marche militaire - Air de ballet - Pas redoublé

Sigismund Thalberg (1812–1871)

317op. 39, Souvenir de Beethoven. Fantaisie

Joseph Rummel (1818–1880)

°318Galop de La fille du Régiment de Donizetti

Henry Lemoine (1786–1854)

°319Bagatelle sur les motifs de La fille du Régiment de Donizetti

Joseph Rummel (1818–1880)

Enfantillage. Douze petits airs de La fille du Régiment de Donizetti, en deux suites

°320n. 1.

°321n. 2.

Jean Baptiste Duvernoy (1800–1880)

Mosaïque. Trois suites de mélanges des morceaux favorits des Martyrs de Donizetti

°322n. 1.

°323n. 2.

°324n. 3.

Fryderyk Chopin (1810–1849)

325op. 35, Sonate

326op. 36, Deuxième impromptu

327op. 37, Deux nocturnes

op. 34, Trois valses brillantes

398n. 1.

399n. 2.

400n. 3.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 107, Six amusements

401n. 1. Les Bayadères. Air indien

402n. 2. Grande Marche

403n. 3. Chansonnettes populaires

404n. 4. Chant saxon

405n. 5. Andante (Beethoven)

406n. 6. Valse viennoise

Franz Hünten (1792–1878)

op. 65, Trois airs italiens variés

407n. 1. La Zaira de Mercadante

408n. 2. La Niobe de Pacini

409n. 3. La Norma de Bellini

Theodor Döhler (1814–1856)

410op. 25, Deux Nocturnes

411op. 26, Valses brillantes

°412op. 27, Grande Fantaisie sur des thêmes de The gipsy’s warning de Benedict

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

413op. 106, Fantaisie brillante en forme de rondo sur des motifs du Domino noir de Auber

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 44, Réminiscences sur des motifs favorits de Guido et Ginevra d’Halévy

°414n. 1.

°415n. 2.

°416n. 3.

op. 45, Trois divertissements brillants sur les motifs favorits du Perruquier de la Régence de Thomas

°417n. 1. Rondeau militaire

°418n. 2. Divertissement et galop

°419n. 3. Thême varié et valse

°420op. 46, Une fleur sur son passage à la Reine Victoire d’Angleterre. Grande valse brillante

Franz Hünten (1792–1878)

°421op. 102, Trois petits rondeaux sur le ballet Le diable boiteux [de C. Gide]

op. 103, Les concurrentes. Rondeau et Variations

422n. 1. Rondeau sur un thême favori du ballet La chatte métamorphosé en femme

423n. 2. Variations sur un thême italien

°424op. 110, Rondeau alla Polacca

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

425op. 108, Fantasie brillante sur les motifs de l’opéra La figurante de L[ouis] Clapisson

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

426op. 121, Deuxième solo composé pour le concours de l’École Royale de Musique de Paris année 1838

op. 122, Grandes études artistiques

°427Deuxième suite, n. 7. à 11.

°428Troisième suite, n. 12. à 16.

°429Quatrième suite, n. 17. à 21.

°430Cinqième suite, n. 22. à 25.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

431Gran galop favori du Brasseur de Preston d’Adolphe Adam

Franz Hünten (1792–1878)

°432op. 59, Valse favorite du Duc de Reichstadt [thême de Strauss]

Angelo Baroffio (1815–1892)

°433Valzer

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°446op. 112, Grande fantaisie et variations brillantes sur l’opéra L’elisir d’amore de Donizetti

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

447op. 144, L’ange déchu. Grande fantaisie sur une mélodie de Vogel

Fryderyk Chopin (1810–1849)

448op. 42, Valse

Jakob Rosenhain (1813–1894)

Ésquisses de l’opéra italien. Trois impromptus

449n. 1. Anna Bolena

450n. 2. Norma

451n. 3. Torquato Tasso

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

452op. 127, Grande fantaisie sur l’opéra L’elisir d’amore de Donizetti

Franz Hünten (1792–1878)

op. 66, Les débuts de la jeunesse. Quatre airs variées

°453n. 1. Air vénitien

°454n. 2. Air suisse

°455n. 3. Air italien (Torquato Tasso de Donizetti)

°456n. 4. Air allemand

Sigismund Thalberg (1812–1871)

457op. 9, Fantaisie sur des motifs de l’opéra La straniera de Bellini

Fryderyk Chopin (1810–1849)

458op. 38, Ballade

460op. 39, Troisième Scherzo

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 54, Trois Divertissements sur des motifs favorites de Lucia de Lammermoor de Donizetti

461n. 1.

462n. 2.

°463n. 3.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

464op. 114, Variations et rondo sur Le lac des fées de Auber

465op. 115, Grande fantaisie e finale alla militare sur deux mélodies de Schubert

Theodor Döhler (1814–1856)

466op. 8, Introduction et variations brillantes sur le thême favori
Ah! non giunge uman pensiero de l’opéra La sonnambula de Bellini

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

470op. 70, Grand galop en forme de rondeau sur Les diamans de la couronne d’Auber

Franz Hünten (1792–1878)

op. 93, Trois rondos de salon

°475n. 1. Thême de Norma de Bellini

°476n. 2. Thême de Zampa d’Hérold

°477n. 3. Thême de Masini, Rives de la mer

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 62, Morceaux brillants sur des thêmes favorits de La Xacarilla de Marliani

°515n. 1. Variations

°516n. 2. Boléro

°517n. 3. Rondeau brillant

Franz Hünten (1792–1878)

op. 111, France et Italie. Deux airs favorites variées

°524n. 1. France

°525n. 2. Italie (Anna Bolena de Donizetti)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°526op. 116, La catalane. Rondeau-boléro

Theodor Döhler (1814–1856)

[senza numero d’opera] Trois rondeaux sur des airs favoris de l’opéra Les martyrs de G. Donizetti

528n. 1.

529n. 2.

530n. 3.

Edward Wolff (1816–1880)

op. 43, Trois fantaisies brillantes et non difficiles sur les motifs de La favorite de Donizetti

°531n. 1.

°532n. 2.

°533n. 3.

Ernest Déjazet (?–1847)

°534op. 28, Caprice brillant sur le trio de La favorite de Donizetti

Franz Schubert (1797–1828)

Mosaïque. Quatre suites de mélanges des morceaux favorits de La favorite de Donizetti

°535n. 1.

°536n. 2.

°537n. 3.

°538n. 4.

Edward Wolff (1816–1880)

°540op. 31, Mosaïque sur les plus jolis molifs de L’elisir d’amore de Donizetti

Franz Hünten (1792–1878)

°541op. 58, Variations sur un thême de Gustave d’Auber

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 117, Deux ballades sans paroles

542n. 1. La Mélodieuse

543n. 2. La Harmonieuse

Giuseppe Donizetti (1788–1856)

°544Grande marcia militare, dedicata a S. A. il Sultano Abdul Medjid Khan

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 61, Les abeilles. Six petits morceaux sur des mélodies italiennes, en deux livres

°580n. 1. A rivedersi. La Buona notte. La Giovinetta

°581n. 2. Benedetta sia la madre. È vezzosa sì la rosa. Marcia trionfale

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 118, Trois soeurs. Trois fantaisies sur des motifs originaux

°582n.1. La Gracieuse

°583n. 2. La Sentimentale

°584n. 3. L’Enjouée

Franz Hünten (1792–1878)

op. 112, Petites fleurs de salon. Quatre rondinos, en deux livraisons

°585livraison 1. La Nina gondoliera de Donizetti; Choeur de L’elisir d’amore de Donizetti

°586livraison 2. Cavatine de La symphonie de Clapisson; Mélodie suisse

op. 113, Mélodies célestes. Trois airs variées

°587n. 1. Mélodie de Donizetti (L’elisir d’amore)

°588n. 2. Melodie de Vaccaj (Giulietta e Romeo)

°589n. 3. Melodie de Proch (Le cor des Alpes)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

590op. 6, Fantaisie sur des motifs favoris de l’opéra Robert le diable de Meyerbeer

Theodor Döhler (1814–1856)

°591op. 35, Divertissement brillant sur le Guitarrero de Halévy

°613op. 33, Grand divertissement sur des thêmes populairs irlandais

°614op. 34, Souvenir de Florence. Deux nocturnes

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

615op. 150, Rondoletto brillant sur un thême de l’opéra La favorite de Donizetti

Franz Hünten (1792–1878)

Quatre airs de ballet de La favorite en rondeaux

°616n. 1. Choeur dansé

°617n. 2. Pas de trois

°618n. 3. Pas de six

°619n. 4. L’Espagnole

Theodor Döhler (1814–1856)

620op. 28, Grande fantaisie et variations sur des thèmes favoris de l’opéra Guillaume Tell de Rossini

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°621op. 121, Variations élégantes avec introduction et final sur une cavatine de Ricci

op. 123, Trois airs de ballet de Giselle d’Adam, arrangées en forme de divertissement

°622n. 1. La valse

°623n. 2. La chasse

°624n. 3. Le galop

Franz Liszt (1811–1886)

°625Grande fantaisie sur des motifs de Robert le diable de Meyerbeer

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°627op. 148, Ricordanza del Giuramento di Mercadante. Fantasia

Edward Wolff (1816–1880)

op. 48, Trois fantaisies brillantes et non difficiles sur Guillaume Tell de Rossini

°629n. 1.

°630n. 2.

°631n. 3.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 120, L’écrin des jeunes pianistes

°632n. 1. Variations élégantes sur une Styrienne de Weber

°633n. 2. Gretly. Grande valse suisse

°634n. 3. Marche favorite des chasseurs de Lutzow, variée

°635n. 4. Bagatelle sur une mélodie favorite des bateliers de Brienz

°636n. 5. Variations et final alla polacca sur un thême allemand

°637n. 6. Rondino gracieux sur la Romance favorite Blonde Hélène

°638n. 7. Souvenir d’Innsbruck. Variations mignonnes sur une chansonnette tyrolienne

°639n. 8. La Chasse au chamois. Petite fantaisie caractéristique

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 14, Deux fantaisies brillantes sur L’elisire [sic] d’amore de Donizetti en deux livres

°641n. 1

642n. 2.

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 124, Les Sirènes. Trois cantilènes de Bellini variées

°645n. 1. La straniera

°646n. 2. Beatrice di Tenda

°647n. 3. I Capuleti

°648op. 125, Marche triomphale de Ries, variée

Theodor Döhler (1814–1856)

649op. 32, Andantino

Ignaz Moscheles (1794–1870)

652op. 104, Romanesca

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°653op. 122, Fantaisie gracieuse sur une mélodie de Beatrice di Tenda de Bellini

Theodor Döhler (1814–1856)

654op. 18, Amusement de salon ou fantaisie brillante sur l’air favori Le cor des Alpes de H. Proch

Ignaz Moscheles (1794–1870)

655op. 101, Romanesca et tarentelle brillante

656op. 105, Deux études

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°657op. 126, Grande fantaisie sur Les diamans de la couronne d’Auber

Franz Hünten (1792–1878)

op. 117, Les perles. Trois rondos

°658n. 1. Danse espagnole

°659n. 2. Air villageois

°660n. 3. Le Galop

op. 118, Les caractères. Trois airs variées

°661n. 1. L’Italien

°662n. 2. Le Francais

°663n. 3. L’Allemand

Theodor Döhler (1814–1856)

664op. 4, Variations de concert sur un theme favori de l’opéra Norma de V. Bellini

665op. 38, Fantaisie brillante sur les plus jolis motifs de Beatrice di Tenda de Bellini

Emile Prudent (1817–1863)

668op. 8, Fantaisie sur Lucia di Lammermoor de Donizetti

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 128, Trois divertissements sur les airs de ballet de La jolie fille de Gand [de A. Adam]

°669n. 1. La kermesse

°670n. 2. Pas de trois

°671n. 3. Le galop

°672[senza numero d’opera] Les Triomphales. Contredanses brillantes variées,

extraites de plusieurs ouvrages

Franz Hünten (1792–1878)

op. 119, Deux morceaux sur le ballet La jolie fille de Gand [de A. Adam]

°705n. 1. La Cracovienne

°706n. 2. Grande Marche

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

707op. 127, Variations et rondino sur deux motifs de L[ouis] Clapisson

709op. 130, Grande fantaisie de concert sur la Semiramis de Rossini

Sigismund Thalberg (1812–1871); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

710op. 43, Deuxième grande fantaisie sur l’opéra de Meyerbeer Les Huguenots

Emile Prudent (1817–1863)

°711op. 10, Souvenir de Beethoven. Grande fantaisie

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 73, Pensées expressives. Douze mélodies caractéristiques en forme d’études, en deux suites

°712n. 1. Rêves lointains de mon heureuse enfance - Doux pressentiments -

Passez ombres légères - Heure sainte - Rêves que l’on regrette - À l’ombre de la tombe

°713n. 2. Le secret - L’aube - Sa voix m’appelle - Tu souris à mes yeux - Douleur fugitive -

Veille autour de mon coeur

Jakob Rosenhain (1813–1894)

Trois ésquisses musicales

°714n. 1. Il bravo de Mercadante

°715n. 2. Betly de Donizetti

°716n. 3. Beatrice di Tenda de Bellini

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

719Mélodie dramatique

Alexander Dreyschock (1818–1869)

720op. 16, Nocturne

°721op. 17, Romance

722op. 18, Les regrets

°723op. 21, Impromptu

724op. 20, Second rondeau militaire

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

725op. 133, Fantaisie et variations brilantes sur l’opéra de Donizetti Parisina

Franz Liszt (1811–1886)

°726Grande valse a capriccio sur deux motifs de Lucia di Lammermoor de Donizetti

Sigismund Thalberg (1812–1871)

°727Graziosa. Romance sans paroles

Franz Hünten (1792–1878)

728op. 124, Tyrolienne de la Vestale de Mercadante variée

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 75, Valse et galop sur Le duc d’Olonne d’Auber

°729n. 1. Valse

°730n. 2. Galop

Emile Prudent (1817–1863)

°731op. 9, Andante

°732op. 10bis, Duettino

Alexander Dreyschock (1818–1869)

°733op. 4, Le tremolo. Étude

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°737op. 132, Le tremolo sur un thême de Beethoven

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 76, Trois petits thêmes originaux

738n. 1. Rondoletto

[°739 n. 2. Boléro]

[°740 n. 3. Romance]

Alexander Dreyschock (1818–1869)

°741op. 8, L’absence. Romance sans paroles

°742op. 10, La campanella. Impromptu

°743op. 14, Mazurka

744op. 15, Les adieux. Romance sans paroles

745op. 19, Scherzo

°746op. 22, Variations sur in thême original pour la main gauche

°747op. 23 [recte: 29], L’inquietude. Andante

°748op. 25, La coupe. Chanson à boire

Ignaz Moscheles (1794–1870)

°749Fantaisie brillante sur des thêmes favorits de Don Pasquale de Donizetti

Fryderyk Chopin (1810–1849)

750op. 51, Troisième impromptu

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

op. 142, Cinquante études mélodiques, divisées en cinq livraisons

751livre I.

752livre II.

753livre III.

754livre IV.

755livre V.

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

756op. 143, Le double Dièze. Rondino-étude

757op. 144, Le double bémol. Rondino-étude

758op. 147, Étude et Andante

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 82, Fleurs mélodiques. Douze morceaux faciles et brillantes

760n. 1. Cavatine de la Niobe de Pacini

761n. 2. Barcarolle de La straniera de Bellini

762n. 3. Rondino-valse

763n. 4. Fantaisie sur la marche du Crociato de Meyerbeer

764n. 5. Tarentelle

765n. 6. Variations sur un duo de La straniera de Bellini

766n. 7. Rondino sur un air suisse

767n. 8. Valse favorite

768n. 9. Fantaisie sur La straniera de Bellini

769n. 10. Introduction et rondeau sur un thême écossais

770n. 11. Souvenir d’Écosse. Fantaisie

771n. 12. Rondino sur un thême de L’elisir d’amore de Donizetti

Kontski (Antoni Kątski, 1817–1899)

°772op. 33, Trois méditations

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

°773op. 145, L’impromptu. Rondeau-valse

Emile Prudent (1817–1863)

op. 12, Deux études

774n. 1. L’hirondelle. Étude

°775n. 2. La ronde de nuit

Franz Hünten (1792–1878)

°776La Cerrito. Grande valse italienne de Donizetti, arrangé pour piano

Franz Liszt (1811–1886)

777Réminiscences de Norma de Bellini

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°778op. 141, Fantaisie et variations sur plusieurs motifs de la Sirène d’Auber

Antonino Nosotti (1817–1887)

779op. 2, Psiche-Valzer

Franz Hünten (1792–1878)

°780op. 72, Divertissement sur un air favorit du Chalet d’Adam

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 142, Les succès de salon. Première suite: trois airs variés

°781n. 1. Variations sur une cavatine favorite de Giulietta e Romeo de Vaccaj

°782n. 2. Variations et marche finale sur un thême célèbre de Beethoven

°783n. 3. Les Ramiers. Deux valses favorites de Lanner, variées

op. 143, Les succès de salon. Deuxième suite: trois morceaux caractéristiques

°784n. 1. Mazurka favorite

785n. 2. La Marguerite. Mélodie originale

°786n. 3. Tarantelle brillante

Johann Strauss (1804–1849)

788[op. 161] Salon-Polka

Franz Hünten (1792–1878)

°789op. 135, Variations brillantes sur la polka nationale

Léopold de Meyer (1816–1883)

790op. 22, Marche marocaine varié

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

°791op. 128, Première fantaisie sur des motifs de La fille du Régiment de Donizetti

Franz Hünten (1792–1878)

op. 129, Les topazes

°792n. 1. Grande valse brillante

°793n. 2. Trois rêveries mélancoliques

Emile Prudent (1817–1863)

796op. 16, n. 6. Feu follet. Étude de genre

S. H. Kliegl (sec. XIX)

°797op. 28, Clementinen-Galop

Carl Czerny (1791–1857)

°798Romanza e rondoletto sulla cavatinaCome rugiada al cespite nell’Ernani di Verdi

°799Bolero sulla musica della festa da ballo nell’Ernani di Verdi

Ferdinand Beyer (1803–1863)

800Scherzo d’amore. Polka

op. 87, Amusements sur les motifs favorits des Lombardi, Nabucco et Ernani de Verdi

°801n. 1. I Lombardi

°802n. 2. Nabucco

°803n. 3. Ernani

Konrad Kühner (sec. XIX)

°804[senza numero d’opera] Polka-Mazurka

°805op. 91, Lisetten-Galop

Johann Strauss (1804–1849)

°806[op. 173] Marianka-Polka, ridotta per pianoforte da Burgmüller

Gratien Marcailhou (1807–1855)

[senza numero d’opera] Trois grances valses

807Bouton de rose. Grande valse

808Clarisse Harlowe. Grande valse

809La Belle Agnès. Grande valse

[N. N.] Lepont (sec. XIX)

[Cinq] Impromptus faciles sur des thêmes favorits de Verdi

°810n. 1. Nabucco

°811n. 2. Ernani

°812n. 3. Attila

°813n. 4. I Lombardi

°814n. 5. I due Foscari

Ignaz Moscheles (1794–1870)

°815op. 114, Souvenirs de Jenny Lind. Fantaisie brillante sur des airs suédois chantés par cette célèbre cantatrice

Joseph Rummel (1818–1880)

°823Sirena. Polka

Ferdinand Beyer (1803–1863)

°824op. 51, n. 3. Diavolo. Polka

Karl Kunze (sec. XIX)

°825Tre marcie.

n. 1. Principe Alberto [op. 65]

n. 2. Principe Ernesto [op. 66]

n. 3. Principe Giorgio [op. 67]

Theodor Döhler (1814–1856)

826Le trille. Étude XII, tirée de l’op. 30

[N. N.] Bellinzaghi (sec. XIX)

°827Lovergiano. Polka-Mazurka

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°829[senza numero d’opera] La Pastorale. Étude de concert. Edition semplifiée

Julius Schulhoff (1825–1898)

844op. 22, Carnaval de Venise [d’après Paganini], arrangé pour piano

Charles Voss (1825–1898)

845op. 51, Le Carneval de Venise d’après Paganini. Caprice brillant

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°846op. 161, Polka de concert

°847op. 162, n. 1. Tribut à l’Amérique. Grand nocturne

°848op. 162, n. 2. Fantaisie mexicaine

°849op. 163, Grande fantaisie militaire sur la marche populaire de La fille du Régiment de Donizetti

Carl Mayer (Charles Mayer, 1790–1862)

°851Polka

Sigismund Thalberg (1812–1871)

852op. 12, Grande fantaisie et variations sur des motifs de l’opéra Norma de Bellini

Theodor Döhler (1814–1856)

op. 14, Deux fantaisies sur des motifs favoris de l’opéra I puritani

853n. 1.

854n. 2.

Charles Voss (1825–1898)

°859op. 199, La fleur de préférence. Fantaisie-romance

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

op. 2, Tre sonate dedicate a Haydn

6345n. 1. in fa minore

6346n. 2. in La maggiore

6347n. 3. in Do maggiore

6348op. 7, Sonata in Mi bemolle maggiore

op. 10, Tre sonate

6349n. 1. in do minore

6350n. 2. in Fa maggiore

6351n. 3. in Re maggiore

6352op. 13, Sonata patetica in do minore

op. 14, Due sonate

6353n. 1. in Mi maggiore

6354n. 2. in Sol maggiore

6355op. 22, Sonata in Si bemolle maggiore

6356op. 26, Sonata e marcia funebre in La bemolle maggiore

op. 27, Due sonate-fantasie

6357n. 1. in do diesis minore

6358n. 2. in Mi bemolle [maggiore]

6359op. 28, Sonata in Re maggiore [Pastorale]

op. 31, Tre sonate

6360n. 1. in Sol maggiore

6361n. 2. in re minore

6362n. 3. in Mi bemolle maggiore

6363op. 35 [WoO 57], Sonata-Andante in Fa maggiore

op. 49, Due sonate

6364n. 1. in sol minore

6365n. 2. in Sol maggiore

°6366op. 53, Sonata in Do maggiore

6367op. 54, Sonata in Fa maggiore

6368op. 57, Sonata in fa minore [Appassionata]

6369op. 78, Sonata in Fa diesis maggiore

6370op. 79, Sonatina in Sol maggiore

6371op. 81, L’addio, l’assenza ed il ritorno. Sonata in Mi bemolle maggiore

6372op. 90, Sonata in mi minore

6373op. 101, Gran sonata in La maggiore

6374op. 106, Gran sonata in Si bemolle maggiore [Hammerklavier]

6375op. 109, Sonata in Sol maggiore (riduzione del trio op. 9, n. 1.)

pianoforte a quattro mani

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 68, Les trois grâces. Trois cavatines favorites de Bellini, Rossini et Donizetti, variées,

arrangées à quatre mains par L. Farrenc

116n. 1. Cavatine du Pirata de Bellini

117n. 2. Cavatine de Semiramide de Rossini

118n. 3. Cavatine d’Anna Bolena de Donizetti

Gaetano Corticelli (1804–1840)

349La Farfalletta. Variazioni facili e brillanti sopra un tema dell’opera

La pazza per amore del M.o Coppola

350op. 65, Il sorriso dell’innocenza. Divertimento brillante

Giacomo Meyerbeer (1791–1864)

351Sinfonia nell’opera Gli Ugunotti del celebre M.o G. Meyerbeer

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°352Valse des étudians de l’opéra Le lac des fées de Auber

Daniel-Francois-Esprit Auber (1782–1871)

353Sinfonia nell’opera Fra Diavolo

Anton Diabelli (1781–1858)

op. 149, 28 esercizi melodici pel piano-forte a quattro mani [...] edizione rinnovata ed aumentata

354libro I.

355libro II.

356libro III.

357libro IV.

Sigismund Thalberg (1812–1871)

358op. 20, Fantaisie sur un motif favori de l’opéra Les Huguenots de Meyerbeer

Karl Schunke (1801–1839)

op. 52, Le pensionnat. Pièces faciles et brillantes pour le pianoforte à quatre mains

434n. 1. Divertissement sur L’éclair de Halévy

435n. 2. Souvenirs de la Styrie

436n. 3. Fantaisie sur un air russe

437n. 4. Fantaisie sur Robert le Diable de Meyerbeer

438n. 5. Variations sur la Cavatine favorite de Zelmire de Rossini

439n. 6. Bacchanale sur un motif de La juive de Halévy

440n. 7. Rondeau sur des Valses de Strauss

441n. 8. Fantaisie sur La préciosa de C. M. V. Weber

442n. 9. Fantaisie sur des motifs de la Norma de Bellini

443n. 10. Rondeau français sur un chant national

444n. 11. Variations sur le duel des Huguenots de Meyerbeer

445n. 12. Variations sur un air autrichien

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

459op. 113, Grand duo brillant su un motif de L’elisir d’amore de Donizetti

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

545op. 128, Duo brillant sur l’opéra La fille du régiment de G. Donizetti

Frère et soeur. Quatre petits duos

°546n. 1.

°547n. 2.

°548n. 3.

°549n. 3.

Franz Hünten (1792–1878)

Nouvelles récréations musicales. Choix de vingt-cinq morceaux favorits, tirés des opéras de Bellini, Meyerbeer, Rossini et autres motifs de divers auteurs, divisées en quatre suites

°550n. 1.

°551n. 2.

°552n. 3.

°553n. 4.

Friedrich Burgmüller (1806–1874)

op. 54, Trois divertissements sur les motifs de Lucia di Lammermoor de Donizetti

554n. 1.

555n. 2.

556n. 3.

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

557op. 129, Duo brillant sur l’opéra Les Martyrs de G. Donizetti

Franz Hünten (1792–1878)

op. 96, Airs favorites de M.e Puget, divisés en quatre livraisons

°559n. 1. Mire dans mes yeux tes yeux

°560n. 2. Son nom

°561n. 3. Mon rocher de S. Malo

°562n. 4. Ave Maria

Sigismund Thalberg (1812–1871)

°563op. 12, Grande fantaisie et variations sur des motifs de Norma de Bellini, arrangé par C. Czerny

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°564op. 120. n. 1. Variations élégantes sur une Tyrolienne de Weber

565op. 120, n. 3. Marche favorite des chasseurs de Lutzow

°566op. 120. n. 2. Gretly. Grande valse suisse

Henry Lemoine (1786–1854)

Six petits rondos extraits de l’op. 609 de C. Czerny

°567n. 1.O dolce concento

°568n. 2. Marche de Moïse de Rossini

°569n. 3. Valse de Strauss

°570n. 4. Air tyrolienne

°571n. 5. Air suisse

°572n. 6. Air de Corradino de Rossini

Nicolas Louis (1807–1857)

op. 109, Trois mélodies italiennes variées

°573n. 1.

°574n. 2.

°575n. 3.

Theodor Döhler (1814–1856)

°576op. 38, Fantaisie brillante sur les plus jolis motifs de Beatrice di Tenda de Bellini

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°708op. 129, Air montagnard variè

Edward Wolff (1816–1880)

op. 122, Les deux amies. Six morceaux faciles pour piano à quatre mains, destinés aux pensionnats

816n. 1. divertissement sur Robert le diable de Meyerbeer

817n. 2. Rondo militaire sur Les Huguenots de Meyerbeer

818n. 3. Fantaisie sur La favorite de Donizetti

819n. 4. Fantaisie sur Beatrice di Tenda de Bellini

820n. 5. Air des Puritains

821n. 6 Mosaique sur La sonnambula de Bellini

°850op. 75, Grand duo sur Les Huguenots de Meyerbeer

due pianoforti

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

245op. 104, Grand duo du couronnement pour deux pianos

Johann Nepomuk Hummel (1778–1837)

°272Dernier concerto pour piano avec accompagnement d’un second piano [œuvre posthume]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

558op. 12, Gran duetto per due pianoforti sopra un tema favorito dell’opera Norma di Bellini

pianoforte e violino

George Alexander Osborne (1806–1893); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

106Duo brillant sur l’opéra de Bellini I puritani

[partitura e parte]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°165op. 96, Duo concertant sur des motifs du Postillon de Longjumeau d’Adam

George Alexander Osborne (1806–1893); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

333op. 16, Fantaisie brillante pour violon et piano sur des motifs de Guillaume Tell

[partitura e parte]

Franz Schoberlechner (1797–1843); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

334Duo brillant sur un motif de l’opera L’elisir d’amore

[partitura e parte]

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849); Charles-Philippe Lafont (1781–1839)

335op. 133, Grande fantaisie brillante sur des motifs favorits des Huguenots de Meyerbeer

[partitura e parte]

Pierre Rode (1774–1830)

Douze études pour le violon, avec accompagnement de piano (ad libitum)

336Premier livre

337Deuxième livre

Jakob Rosenhain (1813–1894)

op. 16, Bellini des salons. Trois grands duos brillants

°342n. 1. sur des motifs de la Straniera

°343n. 2. sur des motifs de la Sonnambula

°344n. 3. sur des motifs du Pirata

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

345op. 47, Gran sonata, composta e dedicata a R. Kreutzer

[parti]

Friedrich Burgmüller (1806–1874); Charles Philippe Lafont (1781–1839)

°346op. 101, n. 3. Rondoletto sur un motif de L’elisir d’amore de Donizetti,

composé par H. Herz, arrangé pour piano et violon

[partitura]

Heinrich Panofka (1807–1887)

347op. 13, Les inseparables. Grand duo brillant concertants sur deux motifs de la Norma de Bellini

George Alexander Osborne (1806–1893); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

383op. 24, Variations de concert sur un motif de l’opéra L’ambassadrice

[partitura e parte]

°384op. 25. Duo brillant sur un thême original

[partitura e parte]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

385op. 26, Premier concerto pour le violon, avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

George Alexander Osborne (1806–1893); Nicolas Louis (1807–1857)

op. 97, Fantaisies et variations concertantes

[partitura e parte]

386n. 1. sur Torquato Tasso de Donizetti

387n. 2. sur L’elisir d’amore de Donizetti

388n. 3 sur Robert Devereux de Donizetti

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

389op. 30, Le Trémolo. Caprice sur un thême de Beethoven pour le violon,

avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

Louis Spohr (1784–1859)

490op. 112, Troisième grand duo concertant

[partitura e parte]

Julius Benedict (1804–1885); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

496op. 28, Fantaisie concertante sur la Norma de Bellini

[partitura e parte]

George Alexander Osborne (1806–1893); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

°497op. 31, Duo concertant sur le Domino noir de D. F. E. Auber

[partitura e parte]

Julius Benedict (1804–1885); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

op. 35, Le fruit de l’étude. Six duos faciles [...]

destinés à constater les progrès des élèves dans les réunions de famille

498Première suite

499Deuxième suite

Edward Wolff (1816–1880); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

501op. 32, Grand duo brillant sur des motifs de Robert le diable de G. Meyerbeer

[partitura e parte]

Sigismund Thalberg (1812–1871); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

502op. 43, Grand duo brillant sur des motifs de l’opéra Les Huguenots de Meyerbeer

[partitura e parte]

George Alexander Osborne (1806–1893); Alexandre-Joseph Artôt (1815–1845)

503L’elisir d’amore. Grand duo, par Osborne et Artot

[partitura e parte]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

504op. 32, Second concerto pour le violon, avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888); Nicolas Louis (1807–1857)

°673op. 120, n. 1. Variations élégantes sur une Tyrolienne de Weber

[partitura e parte]

°674op. 120, n. 2. Gretly. Grande valse suisse, arrangée pour piano et violon

[partitura e parte]

675op. 120, n. 3. Marche favorite des chasseurs de Lutzow, arrangé pour piano et violon

[partitura e parte]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888); Charles Philippe Lafont (1781–1839)

op. 75, Duetti concertanti per piano-forte e violino

°676n. 1. Valse du Duc de Reichstadt

°677n. 2. Thême favori de Gustave d’Auber

°678n. 3. Cavatine de la Zelmira de Rossini

Charles-Philippe Lafont (1781–1839)

679Grande fantaisie et variations sur des motifs de La Muette de Portici de D. F. E. Auber

[partitura e parte]

Alexandre-Joseph Artôt (1815–1845)

680op. 4, Souvenirs de Bellini. Fantaisie brillante pour le violon, avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

681op. 44, Troisième concerto pour le violon, avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

Heinrich Wilhelm Ernst (1814–1865)

684 op. 10. n. 3, Élégie. Chant. Morceau de salon pour le violon, avec accompagnement de piano.

[partitura e parte]

op. 13, Deux morceaux de salon pour le violon, avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

685 n. 1. Adagio sentimentale

686n. 2. Rondino grazioso

Henri Vieuxtemps (1820–1881); Georges Jacques Edouard Grégoire (1822–1890)

687Fantaisie concertante sur l’opéra Les Huguenots de G. Meyerbeer

[partitura e parte]

Henri Vieuxtemps (1820–1881); Ferenc Erkel (1810–1893)

688Duo brillant en forme de fantaisie sur des airs hongrois pour piano et violon concertans

[partitura e parte]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

689op. 46, Quatrième concerto pour le violon, avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

Alexandre-Joseph Artôt (1815–1845)

°691op. 5, Scène des tombeaux de Lucia di Lammermoor de Donizetti.

Fantaisie pour violon, avec accompagnement de piano.

[partitura e parte]

692op. 13, Fantaisie pour violon, avec accompagnement de piano sur la Norma de Bellini

[partitura e parte]

Jacob Dont (1815–1888)

Due pot-pourris sull’Ernani di Verdi

°699n. 1.

°700n. 2.

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

op. 5, Due sonate per pianoforte e violino o violoncello

[partitura e parti]

6329n. 1 in Fa maggiore

6330n. 2 in sol minore

6332op. 23, Sonata in la minore [per pianoforte e violino]

[partitura e parte]

op. 12, Tre sonate [per pianoforte e violino]

[partitura e parte]

6333n. 1 in Re maggiore

6334n. 2 in La maggiore

6335n. 3 in Mi bemolle maggiore

6336op. 24, Sonata in Fa maggiore [per pianoforte e violino]

[partitura e parte]

op. 30, Tre sonate [per pianoforte e violino]

[partitura e parte]

6337 n. 1 in La maggiore

6338n. 2 in do minore

6339n. 3 in Sol maggiore

6340op. 47, Grande sonata [per pianoforte e violino], composta e dedicata a Kreutzer

[partitura e parte]

6342 op. 96, Sonata in Sol maggiore [per pianoforte e violino]

[partitura e parte]

op. 102, Due sonate per pianoforte e violino o violoncello

[partitura e parti]

6343n. 1 in Do maggiore

6344n. 2 in Re maggiore

pianoforte e violoncello

Friedrich August Kummer (1797–1879)

328op. 38, Amusement pour les amateurs du piano-forte (ou harpe) et violoncelle:

n. 1. Pot-pourri; n. 2. Divertissement sur les Puritains de Bellini

[partitura e parte]

op. 42, Trois pièces pour les amateurs de piano et violoncelle

329n. 1. Allegro maestoso

330n. 2. Andantino grazioso

331n. 3. Scherzo

Auguste Franchomme (1808–1884)

338op. 13, Souvenir de Norma. Fantaisie pour le violoncelle avec accompagnement de pianoforte

[partitura e parte]

Justus Johann Friedrich Dotzauer (1783–1860)

°340op. 137. n. 2, Museum pour les Amateurs. Pièce fantastique

pour piano et violoncelle sur des airs nationaux écossais et irlandais

Friedrich August Kummer (1797–1879)

°341op. 46, Deux pièces pour les amateurs de piano et violoncelle,

n. 1. Andante et rondeau; n. 2. Fantaisie sur Guido et Ginevra d’Halévy

Auguste Franchomme (1808–1884)

op. 17, Dix mélodies italiennes, arrangées pour le violoncelle avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

°494Première partie

495Seconde partie

Alexandre Batta (1816–1902)

509Fantaisie et adagio de la cavatine chantée par Rubini dans l’opéra La somnambule composée

pour le violoncelle avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

François-Emile Rignault (1812–1895)

Trois méditations religieuses pour le violoncelle avec accompagnement de piano

sur le Stabat de G. Rossini, dividées en deux suites

[partitura e parte]

510n. 1.

°511n. 2.

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

6341op. 69, Grande sonata in La maggiore per pianoforte e violoncello

[partitura e parte]

pianoforte e flauto

Charles Cottignies (1805–?)

°122op. 39, Fantaisie pour flûte, avec accompagnement de piano sur le duo favorit des Puritani de Bellini

Eugène Walckiers (1793–1866)

°370op. 74, Fantaisie pour flûte avec accompagnement de piano sur des motifs du Brasseur de Preston d’Adam

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°371op. 111, Duo et variations pour piano et flûte sur des motifs de Robert le diable de Meyerbeer

Jean-Louis Tulou (1786–1865)

°486op. 84, Variations faciles pour flûte avec accompagnement de piano sur la cavatine, de Beatrice di Tenda de Bellini

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888); Louis Dorus (1812–1896)

°693op. 120, n. 1. Variations élégantes pour piano et flûte sur une Tyrolienne de Weber

[partitura e parte]

°694op. 120, n. 2. Gretly. Grande valse suisse, arrangée pour piano et flûte

[partitura e parte]

°695op. 120, n. 3. Marche favorite des chasseurs de Lutzow, arrangé pour piano et flûte

[partitura e parte]

Eugène Walckiers (1793–1866)

op. 80, Trois divertissements pour flûte, avec accompagnement de piano

sur le Ballet de Giselle [d’Adam]

°696n. 1.

°697n. 2.

°698n. 3.

altri complessi cameristici

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

°147op. 76, Variations brillantes de bravura sur le trio favorit du Pré-aux-clercs de Hérold, pour piano avec accompagnement de quatuor

°246op. 104, Fantaisie du couronnement pour harpe et piano

Friedrich August Kummer (1797–1879)

332op. 44, Huit grandes études pour le violoncelle avec accompagnement

d’un second violoncelle (ad libitum)

[parti]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

°481La figlia del Reggimento, opera per due flauti. Sinfonia

La figlia del Reggimento, opera per due flauti. Pezzi scelti.

°482libro I.

°483libro I.

Heinrich Panofka (1807–1887)

op. 30, Études mélodiques et progressives pour violon avec accompagnement

d’un second violon ad libitum, [...] en quatre suites

°505n. 1.

°506n. 2.

°507n. 3.

°508n. 4.

Heinrich Wilhelm Ernst (1814–1865)

op. 18, Il Carnevale di Venezia. Variazioni burlesche sulla canzonetta Cara mamma mia

per violino principale con accompagnamento di quartetto e contrabbasso o di pianoforte

682[cinque parti, con accompagnamento di quartetto e contrabbasso]

683[con accompagnamento di pianoforte]

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

op. 1, Tre grandi trio per pianoforte, violino e violoncello

[partitura e parti]

6321n. 1 in Mi bemolle maggiore

6322n. 2 in Sol maggiore

6323n. 3 in do minore

6324 op. 11, Trio in Si bemolle maggiore per pianoforte, violino o clarinetto e violoncello

[partitura e parti]

6325 op. 97, Gran trio in Si bemolle maggiore per pianoforte, violino e violoncello

[partitura e parti]

op. 70, Due trio per pianoforte, violino e violoncello

[partitura e parti]

6326n. 1 in Re maggiore

6327n. 2 in Mi bemolle maggiore

6328op. 81b, Piccolo trio in Mi bemolle per pianoforte, violino o viola e violoncello

[partitura e parti]

6331op. 17, Sonata in Fa maggiore per pianoforte e violino, o viola, o corno, o violoncello

[partitura e parti]

violino solo

Bartolomeo Campagnoli (1751–1827)

512op. 12, Trente Préludes pour le violon seul dans tous les différens tons

majeurs et mineurs servant d’études

Jules Troupenas [sec. XIX]

690op. 1, Douze caprices ou études pour le violon

arpa sola

Robert Nicolas-Charles Bochsa (1789–1856)

op. 336, Le Triumvirat des valses allemandes arrangées pour la harpe en trois suites

577n. 1. Strauss

578n. 2. Marschan [recte: Marchan]

579n. 3. Lanner

due violini

Delphin Alard (1815–1888)

op. 22, Premier livre de duos: Trois duos élémentaires pour deux violons

855 [partitura]

op. 23, Deuxième livre de duos: Trois duos faciles pour deux violons

856n. 1. [parti]

857n. 2. [parti]

858n. 3. [parti]

strumenti solistici con orchestra

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 74, Second concerto pour le piano avec accomagnement de grand orchestre

145pour le piano avec accomagnement de grand orchestre

146arrangé pour piano seul

op. 131, Quatrième concerto pour le piano avec accompagnement d’orchestre

ou d’un second piano ou pour piano seul.

734pour le piano seul

735pour le piano avec accompagement d’un second piano

736pour le piano avec orchestre

opere sinfoniche in partitura

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

Collezione completa delle sinfonie, con aggiunta della riduzione per pianoforte di F. Kalkbrenner

6203op. 21, Sinfonia [n. 1] in Do maggiore

6204op. 36, Sinfonia [n. 2] in Re maggiore

6205op. 55, Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggioreEroica

6206op. 60, Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore

6207op. 67, Sinfonia n. 5 in do minore

6208op. 68, Sinfonia n. 6 in Fa maggiorePastorale

6209op. 92, Sinfonia n. 7 in La maggiore

6210op. 93, Sinfonia n. 8 in Fa maggiore

op. 125, Sinfonia in re maggiore con coro sull’ode di Schiller Alla gioja [testo in francese]

6211[1. Allegro ma non troppo, un poco maestoso; 2. Scherzo. Molto vivace - Presto;

3. Adagio molto e cantabile]

6212[4. Presto]

opere didattiche per pianoforte

Franz Hünten (1792–1878)

119op. 80, Dix-huit exercices progressifs à l’usage des jeunes élèves

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

1481000 esercizi applicati all’uso del dactylion [Mille exercices précédés de remarques

sur la manière de les étudier à l'aide du Dactylion [...] inventé par Herz]

Gaetano Corticelli (1804–1840)

167op. 62, L’aurora musicale dei fanciulli. Raccolta di sedici sonatine numerate facili e progressive composte per gli allievi di piano forte e specialmente per le piccole mani

Ignaz Moscheles (1794–1870)

op. 95, [Douze] Études charactéristiques pour le plus grand développement

de l’exécution et de la bravure

177cahier I. [unico volume]

Adolphe Adam (1803–1856)

Les plaisirs de la jeunesse. Trois suites contenant Quarante-huit morceaux d’opéras

ou de romances favorites, soigneusement doigtés pour piano

°178suite n. 1.

°179suite n. 2.

°180suite n. 3.

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

°239op. 126, Dodici esercizi preparativi per pianoforte, espressamente composti per precedere

i Dodici studi che costituiscono la fine della prima parte del Metodo

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 100, Metodo completo

250Il metodo completo

op. 100bis, Première suite à la Méthode de piao. Quarante-huit petites leçons.

Airs favoris divisées en deux cahiers

270 cahier I.

271 cahier II.

Jakob Rosenhain (1813–1894)

op. 20, Ventiquattro studj melodici non difficili, progressivi ed accuratamente digitati,

divisi in tre libri

308libro I.

309libro II.

310libro III.

Friedrich Kalkbrenner (1785–1849)

op. 143, Vingt-cinq grandes études de style et de perfectionnement composées

pour servir de complément à la méthode de piano

311cahier I.

312cahier II.

Franz Hünten (1792–1878)

op. 85, Les premières leçons récréatives. Vingt-cinq petits morceaux progressifs,

soigneusement doigtés, en trois livres

°471 livre I.

°472 livre II.

°473 livre III.

°474 op. 87, Le premier succès. Deux morceaux faciles et brillants sur de thêmes de Mercadante et Bellini

Carl Czerny (1791–1857)

op. 575, La scuola dell’esecuzione e degli abellimenti. Raccolta di melodie favorite Italiane

°518libro I.

°519libro II.

op. 599, Il primo maestro di pianoforte. Cento studi giornalieri ad uso dei giovani allievi,

divisi in quattro libri

°520libro I.

°521libro II.

°522libro III.

°523libro IV.

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

527La settimana del pianista. Studio giornaliero delle scale in tutti i toni maggiori e minori

Carl Czerny (1791–1857)

539op. 337, Esercizio giornaliero [...] consistente in quaranta studi colle prescritte ripetizioni

op. 299, La scuola della velocità, ovvero quaranta esercizj calcolati a sviluppare l’agilità delle dita

592fascicolo I.

593fascicolo II.

594fascicolo III.

595fascicolo IV.

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

op. 134, Vingt-cinq études (destinées pour passer des Études faciles, op. 32,

aux Études difficiles, op. 66)

°596cahier I.

°597cahier II.

Carl Czerny (1791–1857)

op. 139, 100 Esercizii progressivi

609libro I.

610libro II.

611libro III.

612libro IV.

Franz Hünten (1792–1878)

°626op. 114, Vingt-cinq études progressives et soigneusement doigtées

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 119, Trente études progressives en deux suites

643Première suite. Quinze études faciles pour les petites mains

644Deuxième suite. Quinze études d’une moyenne difficulté

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

op. 137, Venticinque studi elementari

°650Primo fascicolo

°651Secondo fascicolo

Henry Lemoine (1786–1854)

op. 37, Études enfantines, dédiées aux jeunes élèves. (Cet ouvrage contient cinquante études, divisées en deux livres de vingt-cinq études chaque)

°666livre I.

°667livre II.

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

759° La gymnastique des doigts. Préparation à l’étude du piano. Exercice journalier et indispensable

Ferdinand Beyer (1803–1863)

op. 88, Les progrès des jeunes élèves. Douze morceaux instructifs en variations

et rondeaux sur des thêmes favoris

831n. 1. Norma.

832n. 2. Air tyrolien

833n. 3. I puritani

834n. 4. La fille du régiment

835n. 5. Rondeau-Valse

836n. 6. An Alexis. Air allemand

837n. 7. Les Huguenots

838n. 8. God save the Queen. Air anglais

839n. 9. La sonnambula

840n. 10. Rondeau-Polka

841n. 11. La dernière pensée de Weber

842n. 12. Lucia di Lammermoor

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

op. 100, Metodo completo per piano-forte

828I soli esercizj preliminarj

843Le scale in tutti i tuoni [...], esercizj d’arpeggi e di note ripetute [...]

opere didattiche per canto

Giovanni Battista Rubini (1794–1854)

235Dodici Lezioni di canto moderno per voce di Tenore o Soprano

Saverio Mercadante (1795–1870)

467Studj di canto. Vocalizzi progressivi per voce di soprano o tenore

con accompagnamento di pianoforte

opere didattiche per violoncello

Justus Johann Friedrich Dotzauer (1783–1860)

492op. 158, Douze exercices pour le violoncelle, dédiées à l’Académie Royale de musique à Stockholm

°493op. 159, Pièces pour deux violoncelles, dédiées aux premiers commençants

opere didattiche per flauto

Benoit Tranquille Berbiguier (1782 –1835)

Écrin des jeunes flûtistes. Quatre thêmes favorits variés pour flûte avec accompagnement de piano

°366n. 1. Variations sur un motif de Donizetti (Anna Bolena)

°367n. 2. Variations sur un motif de H. Herz

°368n. 3. Variations sur un motif de Mercadante (Donna Caritea)

°369n. 4. Variations sur un motif de Bellini (Norma)

Anton Bernhard Fürstenau (1792–1851)

op. 107, Ventisei esercizj per il flauto in tutti i modi maggiori e minori preceduti ognuno dalla scala, da un piccolo preludio e da note esplicative sul loro scopo ed esecuzione

478libro I. Modi in Diesis

479libro II. Modi in Bemolli

opere didattiche per oboe

Joseph Sellner (1787–1843)

Metodo teorico-pratico per oboe, diviso in tre parti

363parte I. [sezione I.–IX.: parte teorica; esercizi a una e due parti]

364parte II. [sei duetti per due oboi, n. 1–6]

365parte III. [sei duetti per due oboi, n. 7–12]

opere didattiche per corno

Jacques François Gallay (1795–1864)

°480Dodici grandi studi per Corno

6. Cataloghi - Catalogo delle musiche prodotte da Euterpe Ticinese

a) in ordine numerico

Osservazioni preliminari

Il seguente elenco raccoglie i prodotti a stampa con l’indicazione editoriale unica “Chiasso dalla Stamperia di musica L’Euterpe Ticinese” (o formula analoga, in italiano, francese o tedesco), musiche prodotte ufficialmente dalla calcografia di Chiasso, ma non depositate da Gioachimo Spinelli al Consiglio di Stato ticinese. Le edizioni qui elencate non portano dei riferimenti specifici all’editore Lucca.43

La principale base documentaria è costituita dai materiali musicali stessi, conservati nelle biblioteche private e pubbliche di tutto il mondo, in parte con schedatura elettronica consultabile online.

Lo strumento più significativo per una ricostruzione della storia editoriale di Euterpe Ticinese, tuttavia, è la serie di cataloghi commerciali, quale specchio dell’assortimento, sia di Euterpe Ticinese che di Casa Lucca, pubblicati tra il 1835 e il 1873.44 L’evoluzione dell’offerta illustra i principali sviluppi nel programma editoriale, sia per scelta dei responsabili che per ovvie influenze esterne. I cataloghi riflettono la politica commerciale, in particolar modo per quanto concerne le produzioni pirata, cioè le opere di proprietà altrui, reincise a Chiasso con il marchio di Euterpe Ticinese, e la loro gestione per conto dell’editore Francesco Lucca, operante dietro le quinte.

Nel raffronto sistematico dei cataloghi editoriali storici, e in parallelo all’esaminazione dei materiali musicali stessi, è possibile determinare importanti passi strategici intrapresi da Lucca nella ‘conversione’ di prodotti piratati per via di Euterpe Ticinese: In primis la successiva assegnazione di nuovi numeri di lastra, spesso accompagnata dalla parziale incisione ex novo di singole lastre (nel caso di opere teatrali: di singoli brani), azioni mirate ad assumere questi stessi prodotti, lievemente modificati (e anche corretti o aggiornati), nel proprio programma editoriale ufficiale. Il rigoroso confronto tra i cataloghi da una parte e i materiali musicali dall’altra rivela altresì che questa pratica di ‘tacita appropriazione’ venne esercitata per decenni, grosso modo fino alla Convenzione italo-svizzera del 1868.

In complemento ai documenti citati va altrettanto considerato il Librone Lucca, nel quale gli elementi del Fondo estero (con la nuova numerazione Lucca) spesso portano l’esplicita annotazione “Chiasso”, ovviamente come riferimento al luogo di produzione. L’originale registro manoscritto delle produzioni di Euterpe Ticinese (cioè il documento che presumibilmente si cela dietro la parola “Chiasso” usata nel Librone) deve essere considerato perso. La stesura del presente catalogo dimostra, tuttavia, che le relative annotazioni nel Librone non riflettono affatto la totalità delle opere incise e/o stampate con l’indicazione editoriale unica di Euterpe Ticinese. Le considerazioni più significative raccolte sulla base di questi documenti sono riportate nelle note.

Nel caso di numerose opere qui registrate, l’appartenenza alla produzione di Euterpe Ticinese (quale Fondo estero Lucca) è riscontrabile esclusivamente attraverso il relativo riferimento numerico nei Cataloghi Lucca, mentre non si conserva alcuna copia a stampa dell’opera. Nel seguente catalogo, queste voci portano accanto al numero di lastra il segno “ ° ”, da intendersi come riferimento ai brani pubblicati, senza che vi sia però la prova di produzione o l’evidenza di esemplari esistenti.

È da sottolineare che il Fondo estero Lucca non è di per sè sinonimo per le produzioni di Euterpe Ticinese tout court: in diversi casi non è possibile ricondurre un brano segnato ‘di fondo estero’ nel catalogo Lucca ad un prodotto della stamperia di Chiasso. È piuttosto probabile che tante opere raccolte sotto questa dicitura siano produzioni ‘estere’ in quanto incise e/o stampate da calcografie nei territori al di fuori della giurisdizione Lombardo-Veneta e assunte nell’assortimento Lucca, con o senza l’assegnazione di un proprio numero di catalogo.45 Questo particolare aspetto dell’attività editoriale di Lucca resta oggetto di ulteriori ricerche.

In numerosi casi delle musiche ristampate da Euterpe Ticinese si possono evidentemente identificare altre edizioni della medesima opera, spesso collocabili grosso modo negli stessi periodi di produzione. Si tratta di prodotti realizzati sia da Ricordi che da altri editori italiani, tedeschi, austriaci, francesi o inglesi. Al posto di una sistematica raccolta di tali fonti quali ‘originali’ o edizioni parallele dell’edizione Euterpe Ticinese, si evidenziano singoli casi sommariamente nelle note a piè di pagina.

Posizioni che nel registro finora non sono occupate da opere musicali identificabili, sono messi tra parentesi quadre e distinte per colore (“[43]”). Nel caso di lacune numeriche maggiori, il vuoto è marcato “[...]”.

Mentre il Catalogo in ordine numerico intende offrire una visione più sintetica possibile degli sviluppi del ‘programma’ di Euterpe Ticinese, il Catalogo in ordine tematico (che segue immediatamente dopo) si limita alla sola riproduzione di numeri e titoli, per consentire una facile consultazione.

[Page]

> elenco numerico

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Parisina (17 marzo 1833)46 (c. e pf.)

1Scena e Cavatina.Per veder su quel bel viso

2Duetto.M’abbraccia Ernesto

3Scena e Cavatina.Forse un destin

4Scena e Duetto.Dillo, io tel chieggo in merto

5 [275]47 Introduzione Atto II.

6Romanza.Sogno talor di correre

7Scena e Duetto.Ah! chi veggio

8Scena ed Aria.Io sentii tremar la mano

9Quartetto.A che vieni

1048 Scena ed Aria finale. Ciel, sei tu che in tal momento

Parisina (17 marzo 1833)49(rid. per pf.)

11Sinfonia

12Introduzione.È desto il Duca?

– Cavatina nell’Introduzione. Per veder su quel bel viso

13Duetto.M’abbraccia Ernesto

14Cavatina.Forse un destin

15Duetto.Dillo... io tel chieggo in merto

– Finale I. Giunge il duca

16Introduzione Atto II.Lieta era dessa e tanto?

17Romanza.Sogno talor di correre

18Duetto.Ah! chi veggio

19Aria.Io sentii tremar la mano

20Quartetto.A che vieni?

21Aria finale.Ciel, sei tu che in tal momento

L’elisir d’amore (12 maggio 1832)50 (rid. per pf.)

22 [1]Preludio ed Introduzione.

23 [2]Cavatina.Come Paride

24 [3]Duetto.Chiedi all’aura lusinghiera

25 [4]Cavatina.Udite, udite o rustici

26 [5]Duetto.Voglio dire

27 [6]Terzetto.In guerra ed in amore

28 [7]Finale I.Adina, credimi

29 [8]Introduzione Atto II.Cantiamo, facciam brindisi

30 [9]Barcaruola.Io son ricco e tu sei bella

31 [10]Duetto.Venti scudi

32 [11]Coro.Saria possibile?

33 [12]Quartetto.Dell’elisir mirabile

34 [13]Duetto.Quanto amore

35 [14]Romanza.Una furtiva lagrima

36 [15]Aria finale.Prendi, per me sei libero

Lucrezia Borgia (26 dicembre 1833)51 (rid. per pf.)

37Ballata.Il segreto d’esser felici

38Stretta dell’Introduzione.Senti. La danza invitaci

Lucrezia Borgia (26 dicembre 1833)52(c. e pf.)

39Ballata.Il segreto d’esser felici

4053 Cavatina. Vieni la mia vendetta

Luigi Ricci (1805–1859)

Chiara di Rosemberg (11 ottobre 1831)54 (rid. per pf.)

41Duetto.Che l’antipatica vostra figura

Saverio Mercadante (1795–1870)

Emma d’Antiochia (8 marzo 1834) (c. e pf.)

4255 Aria finale. In quest’ora fatale e temuta

[43]

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Norma (26 dicembre 1831)56 (c. e pf.)

44 [2575]Scena prima del Duetto (Deh! con te, con te li prendi)

45Scena prima del duetto (Sola furtiva al tempio)

[46]

[47]

Luigi Ricci (1805–1859)

Chiara di Rosemberg (11 ottobre 1831)57 (c. e pf.)

48 [524]Cavatina.Voi mirate in sì bel giorno

49 [541]Rondò Finale II.Vi consoli amor di figlia

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Fausta (12 gennaio 1832)58 (rid. per pf.)

49Sinfonia

Luigi Ricci (1805–1859)

Chiara di Rosemberg (11 ottobre 1831)59(c. e pf.)

50 [526]Duetto.Perché fuggi d’un padre che t’ama?

Giuseppe Zenoni (fl. 1835)

51Pensiero variato sulla Norma per flauto e piano forte o arpa60 (fl. e pf.)

Maximilian Joseph Leidesdorf (1787–1840)61

52Fantasia prima sopra diversi motivi dell’opera Elixir d’amore [parti] (fl. e pf.)

53Fantasia seconda sopra diversi motivi dell’opera Elixir d’amore [parti] (fl. e pf.)

Luigi Ricci (1805–1859)

Chiara di Rosemberg (11 ottobre 1831)62 (c. e pf.)

54 [540]Duetto.Che l’antipatica vostra figura

Un’avventura di Scaramuccia (8 marzo 1834)63 (rid. per pf.)

55Introduzione Atto I.Che vi sembra della Farsa?

56Cavatina.Son Tomaso Scarafaggio

57Terzetto.La scena è un mare instabile

58Cavatina.Così nuova nel mestiere

5964 Terzetto. Che fai qui con quell’arnese

60Cavatina.Mi fa Lelio il brutto muso

61Duetto.Le più leggiadre e amabili

62Finale I.Si, si, ho deciso

63Introduzione Atto II.Perchè piangi

64Aria.Via, discaccia, o mia carina

6565 Duetto. Se vuoi far la banderuola

66Coro.L’avete veduta cotesta domina?

67Ballabile

68Duetto.Quando mi sei vicina

69Settimino.E così, Contino mio

7066 Finale II. In questa cara autentica

Saverio Mercadante (1795–1870)

Donna Caritea (Caritea regina di Spagna; 21 febbraio 1826)67 (rid. per pf.)

70Sinfonia

Luigi Ricci (1805–1859)

Un’avventura di Scaramuccia (8 marzo 1834)68 (c. e pf.)

71Preludio ed Introduzione Atto I.Che vi sembra della Farsa?

72Coro e Cavatina.Son Tomaso Scarafaggio

73Recitativo e Terzetto.La scena è un mare instabile

74Coro e Cavatina.Così nuova nel mestiere

75Recitativo e Terzetto.Che fai qui con quell’arnese

76Recitativo e Cavatina.Mi fa Lelio il brutto muso

77Recitativo e Duetto.Le più leggiadre e amabili

78Finale I.Si, si, ho deciso, Duettino. Partir vuoi, Seguito e Stretta del Finale I.

79Introduzione Atto II.

80Recitativo ed Aria.Via discaccia o mia carina

81Recitativo e Duetto. Se vuoi far la banderuola

82Coro.L’avete veduta cotesta domina?

8369 Recitativo. Chiedo perdono

84Recitativo e Duetto.Quando mi sei vicina

8570 Pezzo concertato. Fauni, Satiri, Silvani

86Aria Finale.In questa carta autentica

Vincenzo Bellini (1801–1835)

La sonnambula (6 marzo 1831)71 (rid. per pf.)

87Introduzione e Coro. [Viva Amina!]

88Cavatina.Tutto è gioja, tutto è festa

89[Stretta dell’Introduzione] Coro.Viva Amina! [recte: In Elvezia non v’ha rosa]

90Cavatina.Come per me sereno

91Duetto.Prendi l’anel ti dono

92Cavatina.Vi ravviso, o luoghi ameni

93Duetto.Son geloso del zeffiro errante

94Coro.A fosco cielo, a notte bruna

95Duetto.Oh! come lieto è il popolo

96Coro.Osservate, l’uscio è aperto

97Quintetto [e Stretta del] Finale I.D’un pensiero, d’un accento

98Introduzione Atto II. Coro.Qui la selva è più folta e ombrosa

99Aria.Tutto è sciolto. Oh dì funesto

100Aria.De’ lieti augurj a voi son grata

101Quartetto.Signor Conte, agli occhi miei

102Aria finale.Ah! non credea mirarti

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Gemma di Vergy (26 dicembre 1834)72 (c. e pf.)

103Introduzione e Cavatina.Questo sacro augusto loco

104Recitativo e Cavatina.Perchè Gemma soffra lieta

105Cavatina.Una voce al cor d’intorno

106Recitativo e Duetto.Oh vergogna! me infelice!

107Recitativo.Dritto al segno vibrasti

108Coro.Lode al forte guerriero

109Cavatina.Qui un pugnale! Chi il confisse?

110Recitativo.Abbia tomba Rolando

111Finale dell’Atto I. Coro.Assassino, che il ferro immergesti

112Seguito del Finale. Recitativo e Duettino.Tigre uscita dai deserti

113Seguito.Sia quel reo sospeso al laccio

114Seguito e Stretta del Finale I.

115Introduzione dell’Atto II. Coro.Come luna

116Recitativo.Mi suonan pianto

117Scena ed Aria.Ecco il pegno ch’io le porsi

118Coro.Vieni, o bella

119Scena, Terzetto e Quartetto.Non fuggir

120Coro.D’Ida è pari la beltà

121Recitativo e Duetto.Non è ver, non è quel tempio

122Recitativo.Eccomi sola alfin

123Preghiera.Un altare ed una benda

124Aria. Finale II.Chi mi accusa, chi mi sgrida

[125]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Gemma di Vergy (26 dicembre 1834)73 (rid. per pf.)

126Sinfonia

127Introduzione.Questo sacro e augusto stemma

128Cavatina:Perchè Gemma soffra lieta

129Cavatina.Una voce al cor d’intorno

130 [131]74 Duetto. Oh vergogna, me infelice

131 [132]75 Coro. Lode al forte guerriero

132Cavatina.Qui un pugnal! Chi il confisse?

133 [134]76 Coro. Assassino, che il ferro immergesti

134Finale I.Tigre uscita dai deserti

13577 Introduzione Atto II. Coro. Come luna

136Aria.Ecco il pegno ch’io le porsi

137 [138]78 Coro. Vieni o bella

138Terzetto e Quartetto.Non fuggir

Johann Strauss (1804–1849)79

139op. 76, Rosa-Walzer (pf. solo)

140op. 78, Erinnerung an Berlin, Walzer (pf. solo)

14180op. 79, Gedanken Striche. Walzer (pf. solo)

142op. 81, Grazien-Tänze (pf. solo)

143op. 82, Philomelen-Walzer (pf. solo)

144op. 95, Brüssler Walzer (pf. solo)

145op. 96, Ball-Racketen-Walzer (pf. solo)

[146]

147op. 98, Pilger am Rheine (pf. solo)

148op. 99, Bankett-Tänze (pf. solo)

[149]

150op. 101, Paris-Walzer (pf. solo)

151op. 110, Taglioni-Walzer (pf. solo)

[152]

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Norma (26 dicembre 1831)81 (rid. per pf.)

153 [2553/8384]Sinfonia

154 [8385]Introduzione

155 [8386]Cavatina.Meco all’altar di Venere

156 [8387]Coro.Norma viene

157 [8388]Cavatina.Casta diva che inargenti

158 [8389]Duetto.Va crudele, al Dio spietato

159 [8390]Duetto.Sola furtiva al tempio

160 [8391]Terzetto Finale I.Ma dì... l’amato giovane

161 [8392]Introduzione Atto II.

162 [8393]Duetto.Deh! con te, con te li prendi

163 [8394]Coro e Cavatina.Non parti

164 [8395]Coro.Guerra, guerra

165 [8396]Duetto.In mia man alfin tu sei

166 [8397]Aria finale.Qual cor tradisti

Francesco Almasio (1806-1871)

16782 Variazioni sopra la ballata della Lucrezia Borgia (pf. solo)

Ferdinando Carlo Lickl (1803–1864)

16883 op. 1, Variazioni sopra un motivo della Sonnambula (pf. solo)

Vincenzo Bellini (1801–1835)

I puritani (24 gennaio 1835)84 (c. e pf.)

°169[titolo non indicato]

170Aria.Ah, per sempre io ti perdei

171Duetto.Sai come arde in petto mio

172Quartetto.A te, o cara, amor talora

173Polacca.Son vergin vezzosa

174Romanza.Cinta di fiori e col bel crin disciolto

175Aria.Qui la voce sua soave

176Duetto.Il rival salvar tu dei

177Romanza.A una fonte afflitto e solo

178Duetto cantato dalla signora Grisi e dal signor Rubini.Arturo? Sì, è desso!

[179]

[180]

[181]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Gemma di Vergy (26 dicembre 1834)85 (rid. per pf.)

182 [138]86 Coro. D’Ida è pari la beltà

183 [131]87 Duetto. Non è ver, non è quel tempio

184 [124]88 Aria finale

Vincenzo Bellini (1801–1835)

I puritani (24 gennaio 1835)89 (rid. per pf.)

185Introduzione Atto I.All’erta!

186Aria.Ah, per sempre io ti perdei

187Duetto.Sai come arde il petto mio

188Quartetto.A te, o cara

189Polacca.Son vergin vezzosa

190Romanza.Cinta di fiori e col bel crin disciolto

191Aria.Qui la voce sua soave

19290 Duetto. Il rival salvar tu dei

193Romanza.A una fonte afflitto e solo

194Duetto.Arturo? Sì, è desso

195Finale Atto III.Ancor s’ascolta questo suon

196Finale Atto I.Il rito augusto

197Stretta del Finale I.

198Coro.Ad Arturo onore

199Introduzione Atto II.

200Introduzione Atto III.

[201]

[202]

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Norma (26 dicembre 1831) (c. e pf.)

203/14251[Opere teatrali complete (formato in 8.o)]91

Carl Czerny (1791–1857)

[senza numero d’opera] Cento Studj per Piano Forte (pf. solo)

20492 Parte I.

205Parte II.

206Parte III.

207Parte IV.

Louis Spohr (1784–1859)

Metodo per violino93

208 [1030]

209 [1031]

210 [1032]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

21194 op. 78, Variazioni sopra un tema dell’opera Anna Bolena: Vivi tu (pf. solo)

op. 80, Les rivales, deux Mélodies variées95 (pf. solo)

212Mélodie Suisse n. 1.

213Mélodie italienne n. 2.

21496 op. 81, Second thème original avec introduction et variations (pf. solo)

21597 op. 82, Grandes Variations sur la Marche favorite de l’opéra I Puritani de Bellini (pf. solo)

21698 op. 72, Fantaisie sur les Marches favorites d’Alexandre et de La donna del lago (pf. solo)

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Norma (26 dicembre 1831)99 (c. e pf.)

217 [2554]Introduzione Atto I.Ite sul colle, o Druidi

218 [2555]Cavatina.Meco all’altar di Venere

219 [2556]Coro.Norma viene

220 [2557]Scena e Cavatina.Casta diva che inargenti

221 [2558]Scena e Duetto.Va crudele, al Dio spietato

222 [2559]Duetto.Sola furtiva, al tempio

223 [2560]Terzetto Finale I.Ma dì... l’amato giovane

224 [2574]Introduzione [Preludio] Atto II.

225 [2576]Recitativo e Duetto.Deh! con te, con te li prendi

226 [2577]Coro e Sortita Oroveso.Ah! del Tebro al giogo indegno

227 [2591]Coro.Guerra, guerra

228 [2592]Recitativo e Duetto.In mia man alfin tu sei

229 [2593]Scena ed Aria finale.Qual cor tradisti

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Marin Faliero (12 marzo 1835)100(c. e pf.)

230Preludio ed Introduzione.Issa là, bene stà

231 [1]Aria.Era anch’io di quella schiera

232 [2]Aria.Di mia patria o bel soggiorno

233Recitativo precedente il Duetto.Ma giunge alcun... è dessa, felice me!

234 [3]Duetto.Tu non sai, la nave è presta

235Recitativo che precede il Duetto.Il Doge! Parti. Oh ciel!

236 [4]Duetto.Se pur giungi a trucidarlo

237Recitativo e Coro.Vieni o dell’Adria

238Finale I. Recitativo e Scena.Siam soli... attento veglia.

239Largo nel Finale I.Invitato all’empia festa

240Seguito e Stretta del Finale I.Eccolo: è desso

241 [5]Atto II. Coro di Gondolieri e Barcarola.Or che in cielo alta è la notte

242Recitativo e Scena precedente l’Aria.Ma uom giunge ver noi: ritiriamci

243 [7]Aria.Io ti veggio, or vegli e tremi

244 [6]Finale II. Scena ed Aria.Bello ardir di congiurati!

245Atto III. Coro.La notte inoltrasi

246Scena precedente l’Aria.Ma già si desta. Ah! Qual spavento!...

247 [9]Aria.Tutto or morte, oh Dio! m’invola

248Scena e Coro.Lode al gran Dio

249101 [8] Aria. Odo il suon di chi sprezza i periglj

250 [10]Recitativo e Duetto. Di vergogna avvampo ed ardo

Belisario (4 febbraio 1836)102 (c. e pf.)

251Sinfonia

252Parte I. Coro d’Introduzione e Cavatina.Corri, amica

253Scena e Cavatina.Sin la tomba è a me negata

254Sortita di Giustiniano e Coro.L’inno della vittoria; Recitativo. Cesare, hai vinto

255Recitativo e Duetto.Quando di sangue tinto

256Scena.Padre!... Irene m’abbraccia; Coro di Senatori. Che mai sarà

257Finale I. Scena.Sostegni del mio trono

258Sestetto nel Finale I.Ah, da chi son io tradito

258½ Seguito e Stretta del Finale I. Madre tu fosti, e moglie

259Atto II. Coro d’Introduzione ed Aria.A sì tremendo annunzio

260Recitativo e Duetto.Se vederla a me non lice

261Scena e Terzetto.Eterno Iddio!

262Scena ed Aria finale.Da quel dì che l’innocente

Giuseppe Persiani (1799–1869)

Ines de Castro (27 gennaio 1835)103 (c. e pf.)

263Romanza.Cari giorni a me ridenti

°264[Scena e Duetto.Che non dice al cor tremante]

265Scena e Cavatina.Quando il core a te rapito

°266[Aria finale. Quelle lagrime scorrenti]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Belisario (4 febbraio 1836)104 (c. e pf.)

267Recitativo.Amici, è forza separarci

268105 Atto III. Introduzione e Coro. Diffondasi terribile

Giuseppe Persiani (1799–1869)

Ines de Castro (27 gennaio 1835)106 (c. e pf.)

269Terzetto.Morir fra i vostri amplessi

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Parisina (17 marzo 1833)107 (c. e pf.)

270Introduzione Atto I. Coro.È desto il Duca?

271Recitativo.Con giostre e tornei

272Coro.Aura soave spira

273Finale dell’Atto I. Quartetto.Giunge il Duca

274Seguito e Stretta del Finale I.

275 [5]108 Introduzione Atto II.

276Coro.È dolce le trombe cambiare co’ sistri

277Introduzione Atto III. Coro.Muta insensibile

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Norma (26 dicembre 1831)109 (c. e pf.)

278 [2578]Finale II. Scena che precede il Coro (Guerra! guerra!)

Theodor Döhler (1814–1856)

279110 op. 16, Divertissement sur des motifs favoris de l’opéra

Le cheval de bronze d’Auber (pf. solo)

[280]

[281]

[282]

[283]

[284]

[285]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Lucia di Lammermoor (26 settembre 1835)111 (c. e pf.)

286Introduzione

287Cavatina.Regnava nel silenzio

288Duetto.Sulla tomba che rinserra

289Scena e Duetto.Il pallor funesto orrendo

290Scena ed Aria.Ah! Cedi, o più sciagure

291–292 Finale II. Coro e Cavatina. Quartetto finale. O t’allontana sciagurato

293Duetto.Aston! Si. Fra queste mura

294Scena e Coro.D’immenso giubilo

295Scena ed Aria.Ardon gl’incensi

296Aria finale.Fra poco a me ricovero

297Recitativo.Ancor non giunse

298Recitativo.Egli s’avvanza

299Recitativo.Orrida è questa notte

300Recitativo.Si tragga altrove

Theodor Döhler (1814–1856)

301112op. 9, Variations brillantes sur un thême favori Ah! perche non posso odiarti(pf. solo)

de l’opéra La somnambule de Bellini

[...]

Vincenzo Bellini (1801–1835)

La sonnambula (6 marzo 1831)113 (c. e pf.)

313/13650[Opere teatrali complete (formato in 8.o)]

La sonnambula (6 marzo 1831)114 (c. e pf.)

314 [11983]Atto I. Introduzione e Coro.Viva Amina!

315 [11984]Cavatina.Tutto è gioja, tutto è festa

316 [11985]Stretta dell’Introduzione, Coro.In Elvezia non v’ha rosa

317 [11986]Recitativo e Cavatina.Come per me sereno

318Recitativo.Io più di tutti

319 [11987]Recitativo e Duetto.Prendi l’anel ti dono

320 [11988]Recitativo.Domani appena aggiorni

321 [11988]Cavatina.Vi ravviso, o luoghi ameni

322 [11989]Coro.A fosco cielo. A notte bruna.

323 [11990]Recitativo.Basta così

324 [11990]Duetto.Son geloso del zeffiro errante

325Scena.Davver non mi dispiace

326 [11991]Recitativo e Duetto.Oh! come è lieto il popolo

327 [11992]Coro.Osservate l’uscio è aperto

328 [11993]Quintetto.D’un pensiero, d’un accento

329 [11994]Stretta del Finale I.Non più nozze

330 [11995]Atto II. Introduzione e Coro.Qui la selva è più folta ed ombrosa

331 [11996]Scena ed Aria.Tutto è sciolto, o dì funesto!

332 [11997]Scena ed Aria.De’ lieti auguri vi son grata

333 [11998]Quintetto.Signor Conte, agli occhi miei

334 [11999]Scena ed aria finale.Ah! non credea mirarti

Bonifazio Asioli (1769–1832)

L’allievo al clavicembalo115 (pf. solo)

335parte I.

336parte II.

337parte III.

[338]

[339]

[340]

[341]

[342]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

343116 op. 6, Fantaisie sur des motifs de l’opéra Robert le diable de Meyerbeer (pf. solo)

[344]

[345]

346117 op. 9, Fantaisie sur des motifs de l’opéra La straniera de Bellini (pf. solo)

[347]

[348]

349118 op. 12, Grande fantaisie et variations sur des motifs de la Norma de Bellini (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871); Giuseppe Trombetta (sec. XIX)

350119 op. 17, Deux airs russes variés [...] arrangés [...] par Joseph Trombetta (pf. a quattro mani)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

351120 op. 18, Les soirées musicales. Divertissement (pf. solo)

°352121 op. 19 [n. 2], Deuxième caprice (pf. solo)

op. 26, Douze études divisées en deux suites122 (pf. solo)

353cahier I.

354cahier II.

355123 op. 14, Grande Fantaisie brillante sur deux motifs de l’opéra Don Juan de Mozart (pf. solo)

356124 op. 28, Nocturne pour le piano (pf. solo)

[357]

[358]

[359]

[360]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

361125 op. 33, Fantaisie sur des themes de l’opéra Moïse de J. Rossini (pf. solo)

[362]

[362]

[363]

[364]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

365126 op. 38, Romance et étude (pf. solo)

[366]

[367]

[368]

[369]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

L’elisir d’amore (12 maggio 1832)127 (c. e pf.)

370Preludio e Coro.Bel conforto al mietitore

371Cavatina.Quanto è bella quanto è cara

372Cavatina.Della crudele Isotta

373Cavatina.Come Paride vezzoso

374Stretta dell’Introduzione.Or se m’ami

375 [374]Recitativo.Intanto, o mia ragazza

376 [375]Scena e Duetto.Chiedi all’aura lusinghiera

377 [376]Coro.Che vuol dire codesta sonata?

378 [377]Cavatina.Udite, udite, o rustici

379 [378]Scena e Duetto.Voglio dire

380 [379]Recitativo.Caro Elisir! sei mio!

381 [380]Scena e Duetto.Esulti pur la barbara

382 [381]Terzetto.In guerra ed in amore

383 [382]Quartetto Finale I.Adina, credimi

384 [383]Introduzione Atto II.Cantiamo facciam brindisi

385 [384]Recitativo.Poichè cantar vi alletta

386Barcarola a due voci. Io son ricco e tu sei bella

387 [386½]Recitativo.Silenzio è qua il Notaro

388 [387]Scena.Le feste nuziali [Alto! fronte!]

389 [388]Scena e Duetto.Venti scudi

390 [389]Coro.Saria possibile?

391 [390]Quartetto.Dell’Elixir mirabile

392Recitativo e Duetto.Quanto amore ed io spietata

393 [392½]Romanza.Una furtiva lagrima

394 [393]Recitativo.Eccola

395 [394]Aria.Prendi, per me sei libero

396 [395]Recitativo.Alto fronte [Le feste Nuziali!]

397 [396]Aria.Ei corregge ogni difetto

[...]

Vincenzo Bellini (1801–1835)

I puritani (24 gennaio 1835)128 (c. e pf.)

410 [12001]Atto I. Coro d’Introduzione.All’erta

411 [12002]Preghiera religiosa.La luna, il sole, le stelle

412 [12003]Seguito e Stretta dell’Introduzione.Udisti? Udii.

413 [12004]Recitativo ed Aria.Ah, per sempre io ti perdei

414 [12005]Duetto.Sai come arde in petto mio

415 [12006]Coro e Quartetto.A te, o cara, amor talora

416 [12007]Finale dell’Atto I.Il rito augusto

417 [12008]Polacca.Son vergin vezzosa

418 [12009]Seguito del Finale I.Sulla vergine a testa

419 [12010]Quartetto nel Finale I.Oh vieni al tempio

420 [12011]Stretta del Finale I.Ma tu già mi fuggi

421 [12012]Atto II. Coro d’Introduzione.Ah dolor! Ah terror! e Romanza. Cinta di fiori

422 [12013]Recitativo.E di morte lo stral non sarà lento

423 [12014]Scena ed Aria.Qui la voce sua soave

424 [12015]Duetto.Il rival salvar tu dei

425 [12016]Atto III. Scena, Coro, Romanza e Duetto.Arturo? Sì, è desso!

426 [12017]Finale dell’Atto III.Ancor s’ascolta questo suon

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Lucia di Lammermoor (26 settembre 1835)129 (rid. per pf.)

427Introduzione

428Cavatina.Regnava nel silenzio

429Duetto.Sulla tomba che rinserra

430Duetto.Il pallor funesto orrendo

431Aria.Ah! cedi o più sciagure

432Coro e Cavatina.Per poco fra le tenebre

433Scena e Quartetto.Chi raffrena il mio furore

434Duetto.Aston! Si?

435Coro.D’immenso giubilo

436Aria.Ardon gl’incensi

437Aria.Fra poco a te ricovero

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Beatrice di Tenda (16 marzo 1833)130 (c. e pf.)

438 [5781]Preludio

439 [5782]Introduzione Atto I.Voi, Signor, lasciar si presto

440 [5783]Romanza nell’Introduzione.Ah! non pensar che spegnere

441 [5784]Coro.Oh! divina Agnese e Cavatina. Nè più fia lieta d’un sol fiore

442 [5785]Recitativo e Duetto.Sì rivale

443 [5786]Coro.Come, ah! come

444 [5787]Recitativo e Cavatina.Ma la sola, ohimè, son’io

445 [5789]Recitativo e Duetto.E quali?... Spergiura!...

446 [5790]Coro d’Armigieri.Lo vedeste

447 [5791]Finale I. Scena e Preghiera.Deh! se m’amasti

448 [5792]Recitativo e Duettino.A ciascun fidar vorrei

449 [5793]Seguito e Stretta del Finale I.Parti... Deh! perdona.

450 [5794]Introduzione dell’Atto II.Lassa! e può il ciel permettere

451 [5795]Scena e Recitativo.Omai del suo destino

452 [5796]Scena, Coro.Di grave accusa il peso e Quintetto. Al tuo fallo ammenda festi

453 [5796½]Recitativo dopo il Quintetto.Filippo! Tu! ti appressa

454 [5797]Scena ed Aria.Qui m’accolse

455 [5798]Finale II. Coro e Preghiera.Ah! non sia la misera

456 [5799]Scena e Terzettino.Angiol di pace

457 [5800]Aria Finale.Ah se un’urna è a me concessa

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Lucia di Lammermoor (26 settembre 1835)131 (rid. per pf.)

458Seguito e stretta del Finale II.T’allontana sciagurato

459Introduzione all’Atto III.

[460]

[461]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Lucrezia Borgia (26 dicembre 1833)132 (rid. per pf.)

°462[Prologo. Preludio ed Introduzione]

°463[Stretta dell’Introduzione]

°464[Scena e Romanza.Come è bello]

465Duetto.Leggiadra, amabil siete

466Stretta del prologo.Maffio Orsini, Signora, son’io

°467[Atto I. Scena e Cavatina.Vieni, la mia vendetta]

°468[Scena e Coro.Non far moto]

469Duetto.Che chiedete?

°470[Terzetto.Della Duchessa ai prieghi]

°471[Atto II. Coro.Rischiarata è la finestra]

°472[Duetto.Minacciata è la mia vita]

°473[Coro.Stolti! ei corre alla Negroni]

°474–475[Pezzo concertato.Viva il Madera]

°476[Ballata.Il segreto per esser felici]

477Aria finale.M’odi, ah m’odi

Lucrezia Borgia (26 dicembre 1833)133 (c. e pf.)

478Prologo. Preludio ed Introduzione.Bella Venezia

479Seguito dell’Introduzione. Nella fatal di Rimini

480Stretta dell’Introduzione.Senti la danza invitaci

481Scena e Romanza.Com’è bello

482Duetto.Ciel! che vegg’io? Lasciatemi

483Recitativo precedente la Stretta del Prologo.Gente appressa... io ti lascio

484Stretta del Prologo.Maffio Orsini, signora, son’ io

485Scena e Cavatina.Vieni la mia vendetta

486Recitativo.Addio Gennaro

487Scena.Qui che fai? e Coro. Non far motto

488Recitativo.Tutto eseguisti?...

489Recitativo e Duetto.Che chiedete?

490Terzetto Finale II.Della duchessa ai prieghi

491Introduzione Atto II. Coro.Rischiarata è la finestra

492Scena e Duetto.Minacciata è la mia vita

493Coro.Stolti! ei corre alla Negroni

494Pezzo concertato.Viva il Madera!

495Ballata.Il segreto per esser felici

496Scena precedente l’Aria finale.La gioja de’ profani

497Aria finale.M’odi, ah m’odi

[498]

[499]

[500]

[501]

[502]

[503]

[504]

[505]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

506134[op. 25], Six Romances sans paroles (pf. solo)

507135op. 40, Fantaisie pour le piano sur de motifs de La Donna del Lago (pf. solo)

[508]

[509]

Saverio Mercadante (1795–1870)

510136Messa a tre voci [per due tenori e basso] con accompagnamento d’organo(c. e pf.)

[Kyrie, Gloria, Credo]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

511137 op. 29, Six études ou caprices pour le violon (vl. solo)

Charles Auguste de Bériot (1802–1870); George Alexander de Osborne (1806–1893)

512138 Fantaisie brillante pour violon et piano composée sur des motifs de Guillaume Tell (vl. e pf.)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

op. 7, Grand divertissement pour pianoforte et violoncelle139(vc. e pf.)

513[parte di pianoforte]

514[parte di violoncello]

[senza indicazione di autore]

514140La gitana. Eseguita dalla celeberrima danzatrice Madamigella Maria Taglioni(rid. per pf.)

[Ballo fantastico, eseguito all’I. R. Teatro alla Scala]

[515]

[516]

[517]

Julius Benedict (1804–1885); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

[op. 28], Fantaisie concertante sur la Norma de Bellini (vl. e pf.)

518141 [partitura]

Luigi Ricci (1805–1859)

Chiara di Rosemberg (11 ottobre 1831)142(c. e pf.)

519Sinfonia

520Introduzione.Senti...! Senti...! dal Casale

521Cavatina.Dai confin di tutto il mondo

522Recitativo precedente il Coro.Un altro abbraccio moglie mia

523Coro.A voi soggetti, a voi devoti

524 [48]Cavatina.Voi mirate in sì bel giorno

525Recitativo dopo la Cavatina.Viva la nostra principessa!

526 [50]Duetto.Perché fuggi d’un padre che t’ama?

527Recitativo precedente il Terzetto.Adorata consorte

528Terzetto.Vedi quell’uom?

529Recitativo doppo il Terzetto.Egli parte

530Marcia

531Coro.Fior dei prodi ne’ campi dell’onore

532Cavatina.Sento al cor de’ plausi il suono

533Recitativo e Scena.Ajuto, ajuto!...

534Seguito del Finale I.Carrozze di ritorno

535Scena, Settimino e Stretta del Finale I.Premio ti meriti

536Introduzione Atto II.Come stà non si sa

537Recitativo dopo l’Introduzione Atto II.Eh! guarirà per certo e poi...

538Duetto.Resta, crudele, a pascere

539Recitativo precedente il Duetto.Oh! veh!... povera Chiara!

540 [54]Duetto.Che l’antipatica vostra figura

540½ Coro precedente l’Aria finale. Vieni, o Chiara, omai secura

541 [49]Rondò Finale II.Vi consoli amor di figlia

[...]

Theodor Döhler (1814–1856)

570143Les somnambules. Rondino sur une valse favorite de Strauss (pf. solo)

[...]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Fausta (12 gennaio 1832)144 (c. e pf.)

592Duetto.Vanne ti scosta. Scritta espressamente per la Sig.a Pasta e per il Sig.r Donzelli

[593]

[594]

[595]

[596]

[597]

[598]

[599]

[600]

[601]

[602]

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Beatrice di Tenda (16 marzo 1833)145 (rid. per pf.)

603Preludio

604Introduzione.Tu, signor! Lasciar sì presto

605Duetto.Si rivale

606Scena e Coro.Come, ah! come

607Cavatina.Ma la sola, ohimè son’io

608Duetto.E quali, spergiura

609Coro.Lo vedeste?

610Finale I. Scena e Preghiera,Deh! se m’amasti

611Introduzione Atto II.Lassa! e può il ciel permettere

612Quintetto.Di grave accusa il peso

613Aria.Qui m’accolse

614Preghiera.Ah! non sia la misera

615Scena e Terzettino.Angiol di pace

616Aria finale.Ah! se un’urna

Antonin Joseph Aulagnier (1800–1892)

op. 39, Récréations [sic] enfantines. Six fantaisies [et] airs variés très faciles,

spécialement arrangées pour les petites mains146(pf. solo)

°617Première suite. Fantaisie sur L’elisir d’amore; Air varié sur la Valse de Gallenberg

°618Seconde suite. Fantaisie sur Cachucha; Air varié sur La Straniera

619Troisième suite. Fantaisie sur La Norma; Air varié sur I Capuleti

[...]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Marin Faliero (12 marzo 1835)147 (rid. per pf.)

636Preludio ed Introduzione

637Aria.Era anch’io di quella schiera

638Aria.Di mia patria o bel soggiorno

639Duetto.Tu non sai, la nave è presta

640Duetto.Se pur giungi a trucidarlo

641Finale dell’Atto I.

642Coro di Gondolieri e Barcarola.Or che in cielo alta è la notte

643Aria.Io ti veggio, or vegli e trema

644Aria.Bello ardir d’un congiurato [recte: Bello ardir di congiurati!]

645Coro.La notte innoltrasi

646Aria.Tutto or morte, oh Dio! m’invola

647Coro.Lode, al gran Dio

648Aria.Odo il suon di chi sprezza i perigli

649Duetto.Di vergogna avvampo ed ardo

[650]

[651]

Vincenzo Bellini (1801–1835)

I Capuleti e i Montecchi (11 marzo 1830)148 (c. e pf.)

652 [5818]Sinfonia

653 [5819]Atto I. Coro d’Introduzione.Aggiorna appena

654 [5820]Recitativo e Cavatina.È serbata, e serbata a questo acciaro

654½ [5821]Recitativo.Vanne, Lorenzo

655 [5822]Recitativo e Cavatina.Se Romeo t’uccise un figlio

656 [5823]149 Scena e Romanza. Oh quante volte, oh quante

657 [5824]Recitativo e Duetto.Sì fuggire! a noi non resta

658 [5825]Coro di Capuleti.Lieta notte avventurosa

658½ [5826]Recitativo dopo il Coro.Deh! per pietà t’arresta

659 [5827]Quartetto e Finale I.Qual tumulto! I Montecchi!

660 [5865]Atto II. Scena ed Aria.Morte io non temo, il sai

660½ [5866]Recitativo.Qual turbamento io provo

661 [5867]Scena e Duetto.Stolto a un sol mio grido

662 [5868]Atto III. Coro.Siam giunti! Gran Scena e Duetto Finale. Ah! crudel che mai facesti

Bonifazio Asioli (1769–1832)

Scale, salti ed altre preparazioni per il solfeggio (c. solo)

663150 [fascicolo unico]

[664]

[665]

[666]

[667]

[668]

[669]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Belisario (4 febbraio 1836)151 (rid. per pf.)

670[Parte I.] Coro d’Introduzione e Cavatina.Corri, Amica

671Cavatina.Fin [recte: Sin] la tomba è a me negata

672Sortita di Giustiniano e Coro.L’Inno della Vittoria

673Duetto.Quando di sangue tinto

674Coro.Che mai sarà?

675Finale I. [Sostegni del mio trono]

676[Parte II.] Coro d’Introduzione ed Aria.A sì tremendo annunzio

677Duetto.Se vederla a me non lice

678Introduzione e Coro Atto III.Diffondesi [recte: Diffondasi] terribile

679Terzetto.Eterno Iddio

680Aria finale.Di [recte: Da] quel dì che l’innocente

[...]

Anton Diabelli (1781–1858)

op. 149, Ventotto esercizi melodici per piano forte a quattro mani [...] (pf. a quattro mani)

Edizione rinnovata ed aumentata152

695Libro primo. In Do maggiore e minore

°696Libro secondo. In Sol maggiore e minore. Fa maggiore e minore

°697Libro terzo. In Re maggiore e minore

°698Libro quarto. In La maggiore e minore. Mi maggiore e minore

°699In un sol libro

[700]153

[701]

[702]

[703]

[704]

Johann Strauss (1804–1849)154

705op. 127, Deutsche Lust, oder Donau-Lieder ohne Text. Walzer (pf. solo)

706op. 128, Apollo-Walzer (pf. solo)

[707]

708op. 131, Die Wettrenner. Walzer (pf. solo)

[709]

[710]

[711]

712op. 135, Die Tanzmeister. Walzer (pf. solo)

[...]

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

op. 137, Scuola di Bertini, Introduzione al primo grado.

Venticinque studi elementari (pf. solo)

732155 Libro primo

733Libro secondo

[734]

[735]

[736]

[737]

Josef Lanner (1801–1843)

738156 op. 185, Les adieux. Walzer (pf. solo)

[739]

[740]

Carl Czerny (1791–1857)

741157 op. 299, La scuola della velocità sul pianoforte ovvero

quaranta esercizi calcolati a sviluppare l’agilità delle dita (pf. solo)

[742]

[743]

[744]

[745]

Joseph Labitzky (1802–1881)

746158 op. 60, Tremolo-Walzer zur Erinnerung an Pawlowsky (pf. solo)

747159 op. 34, Aurora-Walzer für das Pianoforte (pf. solo)

Carl Czerny (1791–1857)

op. 636, Ventiquattro piccoli studi della velocità per piano forte,

introduzione all’opera 299, calcolati a sviluppare l’eguaglianza delle dita160 (pf. solo)

746libro I.

747libro II.

748[in un sol libro]

op. 337, Esercizio giornaliero per acquistare e conservare il più alto grado

di perfezione sul piano-forte, consistente in 40 studi (pf. solo)

749161 [volume unico]

op. 599, Il primo maestro di pianoforte.

Cento studj giornalieri ad uso dei giovani allievi (pf. solo)

750162 fascicolo I.

751fascicolo II.

752fascicolo III.

753fascicolo IV.

[754]

[755]

[756]

[757]

[758]

[759]

[760]

[761]

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

762163 op. 46, Adelaide di Matthison. Nel giardino solingo va il tuo bene (c. e pf.)

[763]

[764]

[765]

Nicola De Giosa (1819–1885)

Folco d’Arles (22 gennaio 1851)164 (c. e pf.)

766 Scena e Cavatina nell’Introduzione. Qual visione angelica

[767]

[768]

769 Scena e Cavatina. È delirio che mi preme

770 Scena ed Aria Finale I. Più sprezzo che sdegno, o folle in me desti

[771]

[772]

[773]

774 Duetto. Fia vero?... a lei d’appresso...

[775]

776 Scena ed Aria. Al pensiero funesta un’idea

[777]

[778]

779 Scena e Duettino. Appieno il labbro esprimerti

780 Scena e Duetto. Donna illusa già prepara

[781]

[782]

[783]

[784]

[785]

786 Scena e Duettino e Finale. Tu l’intendesti: Anzi ch’io mora

[787]

Julius Schulhoff (1825–1898)

788165 op. 11, Nocturne (pf. solo)

[...]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Il furioso all’isola di San Domingo (2 gennaio 1833)166 (rid. per pf.)

847Cavatina.Vedea languir quel misero

848Aria.Se pietoso d’un obblio

849Duetto.Di quegli occhi i lampi ardenti

850Duetto.Che il sorriso mio primiero

851Duetto.Freme il mar lontan lontano

[852.864]167

853Duetto.Apri il ciglio

854Cavatina.Dalle piume in cui giaceva

855Coro ed Aria.Se ai voti di quest’anima

856Duetto.Fu l’orror de’ tradimenti

857Sinfonia

[858]

[859]

[860]

861 [863]168 Sortita Kaidamà. Ciel! Quai grida!

[862]

[863]

864Romanza e Stretta dell’Introduzione.Raggio d’amor parea

865Coro.Oh sciagura!

866Finale I.

867Introduzione Atto II.

[...]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

Six airs de ballets de Guillaume Tell de Rossini arrangés en rondeaux169 (pf. solo)

970n. 1. La Valse Suisse

971n. 2. La Contredanse

972n. 3. La Tyrolienne

973n. 4. La Valse Hongroise

974n. 5. Le Pas d’Archers

975n. 6. La Polonaise

[...]

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

1009170op. 54, Grand trio pour piano, violon et violoncelle (pf., vl. e vc.)

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888); Jean-Louis Tulou (1786–1865)

1010171op. 54bis, Grand trio pour piano, flute et violoncelle (pf., fl. e vc.)

[...]

Julius Benedict (1804–1885); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

[senza numero d’opera] Duo concertant pour piano et violon172 (vl. e pf.)

1502[parte di violino]

1503173 [parte di pianoforte]

[...]

Sigismund Thalberg (1812–1871)

1545174 op. 18, Les soirées musicales. Divertissement sur des motifs favoris de Rossini (pf. solo)

1546175 op. 19, n. 2, Deuxième Caprice (pf. solo)

op. 26, Douze études divisées en deux suites176 (pf. solo)

1547Première Suite

1548Deuxième Suite

[...]

Theodor Döhler (1814–1856)

1726177 op. 6, Fantaisie sur des motifs favoris de Robert le diable de Meyerbeer (pf. solo)

1727178 op. 17, Fantaisie et variations de bravoure sur une cavatine d’Anna Bolena (pf. solo)

[...]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

L’elisir d’amore (12 maggio 1832)179 (c. e pf.)

°1785Aria scritta a Parigi nella suddetta Opera e cantata dalla Signora Persiani.Prendi, per me sei libero

[...]

Vincenzo Bellini (1801–1835)

I Capuleti e i Montecchi (11 marzo 1830)180(rid. per pf.)

°[nnn] [5818]Sinfonia

°[nnn] [2690]Atto I. Introduzione

°[nnn] [2691]Cavatina.È serbata a quest’acciaro

°[nnn] [2692]Cavatina.Se Romeo t’uccise un figlio

°[nnn] [2693]Romanza.Oh quante volte, oh quante

°[nnn] [2694]Duetto.Sì fuggire! a noi non resta

°[nnn] [2695]Coro.Lieta notte

°[nnn] [2696]Quartetto e Finale I.Qual tumulto! I Montecchi!

°[nnn] [2697]Atto II. Aria.Morte io non temo, il sai

°[nnn] [2698]Scena e Duetto.Stolto a un sol mio grido

°[nnn] [2699]Atto III. Scena ultima.Ah! se tu dormi, svegliati, del M. Vaccai

[...]

Giovanni Pacini (1796–1867)

Saffo (29 novembre 1840) (rid. per pf.)

2896181 Ballabile nel Finale II.

[...]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Fausta (12 gennaio 1832)

7700182 Sinfonia [...] ridotta per piano-forte a quattro mani di C. Winter (pf. a quattro mani)

Torquato Tasso(9 settembre 1833)183

[senza numero] Scena e Duetto. In un estasi che uguale (c. e pf.)

[Page]

Appendice

Opere teatrali complete per canto e pianoforte184

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Norma (26 dicembre 1831) [217–229]

La sonnambula (6 marzo 1831) [314–334]

I puritani (24 gennaio 1835) [410–426]

Beatrice di Tenda (16 marzo 1833) [438–457]

I Capuleti e i Montecchi (11 marzo 1830) [652–662]

Gaetano Donizetti (1797-1848)

Parisina (17 marzo 1833) [1–4, 6–11, 270–277]

Gemma di Vergy (26 dicembre 1834) [103–124, 126]

Marin Faliero (12 marzo 1835) [230–250]

Belisario (4 febbraio 1836) [251–268]

Lucia di Lammermoor (26 settembre 1835) [286–300]

L’elisir d’amore (12 maggio 1832) [370–397]

Lucrezia Borgia (26 dicembre 1833) [478–497]

Luigi Ricci (1805–1859)

Un’avventura di Scaramuccia (8 marzo 1834) [71–86]

Chiara di Rosemberg (11 ottobre 1831) [519–541]

[Page]

Opere teatrali complete per pianoforte solo185

Vincenzo Bellini (1801–1835)

La sonnambula (6 marzo 1831) [87–102]

Norma (26 dicembre 1831) [153–166]

I puritani (24 gennaio 1835) [185–200]

Beatrice di Tenda (16 marzo 1833) [438–457]

I Capuleti e i Montecchi (11 marzo 1830) °[nnn]186

Bianca e Fernando (7 aprile 1828) °[nnn]187

Gaetano Donizetti (1797-1848)

Parisina (17 marzo 1833) [11–21]188

L’elisir d’amore (12 maggio 1832) [22 (1) – 36 (15)]

Gemma di Vergy (26 dicembre 1834) [126–138, 182–184]

Lucia di Lammermoor (26 settembre 1835) [427–437, 458–459]

Lucrezia Borgia (26 dicembre 1833) [462–477]

Marin Faliero (12 marzo 1835) [636–649]

Belisario (4 febbraio 1836) [670–680]

b) in ordine tematico

Il catalogo tematico è organizzato nelle seguenti categorie (ciascuna ordinata numericamente):

- canto e pianoforte

- riduzione per pianoforte solo

- pianoforte solo

- pianoforte a quattro mani

- pianoforte e violino / violoncello / flauto

- altri complessi cameristici

- violino solo

- opere didattiche per pianoforte / violino / canto

Appendice:

- Opere teatrali complete per canto e pianoforte

- Opere teatrali complete per pianoforte solo

canto e pianoforte

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Parisina (17 marzo 1833)

11Sinfonia

270Introduzione Atto I. Coro.È desto il Duca?

1Scena e Cavatina.Per veder su quel bel viso

271Recitativo.Con giostre e tornei

2Duetto.M’abbraccia Ernesto

272Coro.Aura soave spira

3Scena e Cavatina.Forse un destin

4Scena e Duetto.Dillo, io tel chieggo in merto

273Finale dell’Atto I. Quartetto.Giunge il Duca

274Seguito e Stretta del Finale I.

275 [5]Introduzione Atto II.

6Romanza.Sogno talor di correre

7Scena e Duetto.Ah! chi veggio

276Coro.È dolce le trombe cambiare co’ sistri

8Scena ed Aria.Io sentii tremar la mano

9Quartetto.A che vieni

277Introduzione Atto III. Coro.Muta insensibile

10Scena ed Aria finale.Ciel, sei tu che in tal momento

Saverio Mercadante (1795–1870)

Emma d’Antiochia (8 marzo 1834)

42Aria finale.In quest’ora fatale e temuta

Luigi Ricci (1805–1859)

Un’avventura di Scaramuccia (8 marzo 1834)

71Preludio ed Introduzione Atto I.Che vi sembra della Farsa?

72Coro e Cavatina.Son Tomaso Scarafaggio

73Recitativo e Terzetto.La scena è un mare instabile

74Coro e Cavatina.Così nuova nel mestiere

75Recitativo e Terzetto.Che fai qui con quell’arnese

76Recitativo e Cavatina.Mi fa Lelio il brutto muso

77Recitativo e Duetto.Le più leggiadre e amabili

78Finale I.Si, si, ho deciso, Duettino. Partir vuoi, Seguito e Stretta del Finale I.

79Introduzione Atto II.

80Recitativo ed Aria.Via discaccia o mia carina

81Recitativo e Duetto. Se vuoi far la banderuola

82Coro.L’avete veduta cotesta domina?

83Recitativo.Chiedo perdono

84Recitativo e Duetto.Quando mi sei vicina

85Pezzo concertato.Fauni, Satiri, Silvani

86Aria Finale.In questa carta autentica

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Gemma di Vergy (26 dicembre 1834)

126Sinfonia

103Introduzione e Cavatina.Questo sacro augusto loco

104Recitativo e Cavatina.Perchè Gemma soffra lieta

105Cavatina.Una voce al cor d’intorno

106Recitativo e Duetto.Oh vergogna! me infelice!

107Recitativo.Dritto al segno vibrasti

108Coro.Lode al forte guerriero

109Cavatina.Qui un pugnale! Chi il confisse?

110Recitativo.Abbia tomba Rolando

111Finale dell’Atto I. Coro.Assassino, che il ferro immergesti

112Seguito del Finale. Recitativo e Duettino.Tigre uscita dai deserti

113Seguito.Sia quel reo sospeso al laccio

114Seguito e Stretta del Finale I.

115Introduzione dell’Atto II. Coro.Come luna

116Recitativo.Mi suonan pianto

117Scena ed Aria.Ecco il pegno ch’io le porsi

118Coro.Vieni, o bella

119Scena, Terzetto e Quartetto.Non fuggir

120Coro.D’Ida è pari la beltà

121Recitativo e Duetto.Non è ver, non è quel tempio

122Recitativo.Eccomi sola alfin

123Preghiera.Un altare ed una benda

124Aria. Finale II.Chi mi accusa, chi mi sgrida

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Norma (26 dicembre 1831)

153 [2553]Sinfonia

217 [2554]Introduzione Atto I.Ite sul colle, o Druidi

218 [2555]Cavatina.Meco all’altar di Venere

219 [2556]Coro.Norma viene

220 [2557]Scena e Cavatina.Casta diva che inargenti

221 [2558]Scena e Duetto.Va crudele, al Dio spietato

45Scena prima del duetto (Sola furtiva al tempio)

222 [2559]Duetto.Sola furtiva, al tempio

223 [2560]Terzetto Finale I.Ma dì... l’amato giovane

224 [2574]Introduzione [Preludio] Atto II.

44 [2575]Scena prima del Duetto (Deh! con te, con te li prendi)

225 [2576]Recitativo e Duetto.Deh! con te, con te li prendi

226 [2577]Coro e Sortita Oroveso.Ah! del Tebro al giogo indegno

278 [2578]Finale II. Scena che precede il Coro (Guerra! guerra!)

227 [2591]Coro.Guerra, guerra

228 [2592]Recitativo e Duetto.In mia man alfin tu sei

229 [2593]Scena ed Aria finale.Qual cor tradisti

Norma (26 dicembre 1831)

203/14251[Opere teatrali complete (formato in 8.o)]

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Marin Faliero (12 marzo 1835)

230Preludio ed Introduzione.Issa là, bene stà

231 [1]Aria.Era anch’io di quella schiera

232 [2]Aria.Di mia patria o bel soggiorno

233Recitativo precedente il Duetto.Ma giunge alcun... è dessa, felice me!

234 [3]Duetto.Tu non sai, la nave è presta

235Recitativo che precede il Duetto.Il Doge! Parti. Oh ciel!

236 [4]Duetto.Se pur giungi a trucidarlo

237Recitativo e Coro.Vieni o dell’Adria

238Finale I. Recitativo e Scena.Siam soli... attento veglia.

239Largo nel Finale I.Invitato all’empia festa

240Seguito e Stretta del Finale I.Eccolo: è desso

241 [5]Atto II. Coro di Gondolieri e Barcarola.Or che in cielo alta è la notte

242Recitativo e Scena precedente l’Aria.Ma uom giunge ver noi: ritiriamci

243 [7]Aria.Io ti veggio, or vegli e tremi

244 [6]Finale II. Scena ed Aria.Bello ardir di congiurati!

245Atto III. Coro.La notte inoltrasi

246Scena precedente l’Aria.Ma già si desta. Ah! Qual spavento!...

247 [9]Aria.Tutto or morte, oh Dio! m’invola

248Scena e Coro.Lode al gran Dio

249 [8]Aria.Odo il suon di chi sprezza i periglj

250 [10]Recitativo e Duetto. Di vergogna avvampo ed ardo

Belisario (4 febbraio 1836)

251Sinfonia

252Parte I. Coro d’Introduzione e Cavatina.Corri, amica

253Scena e Cavatina.Sin la tomba è a me negata

254Sortita di Giustiniano e Coro.L’inno della vittoria; Recitativo. Cesare, hai vinto

255Recitativo e Duetto.Quando di sangue tinto

256Scena.Padre!... Irene m’abbraccia; Coro di Senatori. Che mai sarà

257Finale I. Scena.Sostegni del mio trono

258Sestetto nel Finale I.Ah, da chi son io tradito

258½ Seguito e Stretta del Finale I. Madre tu fosti, e moglie

259Atto II. Coro d’Introduzione ed Aria.A sì tremendo annunzio

267Recitativo.Amici, è forza separarci

260Recitativo e Duetto.Se vederla a me non lice

268Atto III. Introduzione e Coro.Diffondasi terribile

261Scena e Terzetto.Eterno Iddio!

262Scena ed Aria finale.Da quel dì che l’innocente

Giuseppe Persiani (1799–1869)

Ines de Castro (27 gennaio 1835)

263Romanza.Cari giorni a me ridenti

°264[Scena e Duetto.Che non dice al cor tremante]

265Scena e Cavatina.Quando il core a te rapito

°266[Aria finale. Quelle lagrime scorrenti]

269Terzetto.Morir fra i vostri amplessi

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Lucia di Lammermoor (26 settembre 1835)

286Introduzione

297Recitativo.Ancor non giunse

287Cavatina.Regnava nel silenzio

298Recitativo.Egli s’avvanza

288Duetto.Sulla tomba che rinserra

289Scena e Duetto.Il pallor funesto orrendo

290Scena ed Aria.Ah! Cedi, o più sciagure

291–292 Finale II. Coro e Cavatina. Quartetto finale. O t’allontana sciagurato

299Recitativo.Orrida è questa notte

293Duetto.Aston! Si. Fra queste mura

294Scena e Coro.D’immenso giubilo

295Scena ed Aria.Ardon gl’incensi

300Recitativo.Si tragga altrove

296Aria finale.Fra poco a me ricovero

Vincenzo Bellini (1801–1835)

La sonnambula (6 marzo 1831)

313/13650[Opere teatrali complete (formato in 8.o)]

La sonnambula (6 marzo 1831)

314 [11983]Atto I. Introduzione e Coro.Viva Amina!

315 [11984]Cavatina.Tutto è gioja, tutto è festa

316 [11985]Stretta dell’Introduzione, Coro.In Elvezia non v’ha rosa

317 [11986]Recitativo e Cavatina.Come per me sereno

318Recitativo.Io più di tutti

319 [11987]Recitativo e Duetto.Prendi l’anel ti dono

320 [11988]Recitativo.Domani appena aggiorni

321 [11988]Cavatina.Vi ravviso, o luoghi ameni

322 [11989]Coro.A fosco cielo. A notte bruna.

323 [11990]Recitativo.Basta così

324 [11990]Duetto.Son geloso del zeffiro errante

325Scena.Davver non mi dispiace

326 [11991]Recitativo e Duetto.Oh! come è lieto il popolo

327 [11992]Coro.Osservate l’uscio è aperto

328 [11993]Quintetto.D’un pensiero, d’un accento

329 [11994]Stretta del Finale I.Non più nozze

330 [11995]Atto II. Introduzione e Coro.Qui la selva è più folta ed ombrosa

331 [11996]Scena ed Aria.Tutto è sciolto, o dì funesto!

332 [11997]Scena ed Aria.De’ lieti auguri vi son grata

333 [11998]Quintetto.Signor Conte, agli occhi miei

334 [11999]Scena ed aria finale.Ah! non credea mirarti

Gaetano Donizetti (1797–1848)

L’elisir d’amore (12 maggio 1832)

370Preludio e Coro.Bel conforto al mietitore

371Cavatina.Quanto è bella quanto è cara

372Cavatina.Della crudele Isotta

373Cavatina.Come Paride vezzoso

374Stretta dell’Introduzione.Or se m’ami

375 [374]Recitativo.Intanto, o mia ragazza

376 [375]Scena e Duetto.Chiedi all’aura lusinghiera

377 [376]Coro.Che vuol dire codesta sonata?

378 [377]Cavatina.Udite, udite, o rustici

379 [378]Scena e Duetto.Voglio dire

380 [379]Recitativo.Caro Elisir! sei mio!

381 [380]Scena e Duetto.Esulti pur la barbara

382 [381]Terzetto.In guerra ed in amore

383 [382]Quartetto Finale I.Adina, credimi

384 [383]Introduzione Atto II.Cantiamo facciam brindisi

385 [384]Recitativo.Poichè cantar vi alletta

386Barcarola a due voci. Io son ricco e tu sei bella

387 [386½]Recitativo.Silenzio è qua il Notaro

388 [387]Scena.Le feste nuziali [Alto! fronte!]

389 [388]Scena e Duetto.Venti scudi

390 [389]Coro.Saria possibile?

391 [390]Quartetto.Dell’Elixir mirabile

392Recitativo e Duetto.Quanto amore ed io spietata

393 [392½]Romanza.Una furtiva lagrima

394 [393]Recitativo.Eccola

395 [394]Aria.Prendi, per me sei libero

396 [395]Recitativo.Alto fronte [Le feste Nuziali!]

397 [396]Aria.Ei corregge ogni difetto

°1785Aria scritta a Parigi nella suddetta Opera e cantata dalla Signora Persiani.Prendi, per me sei libero

Vincenzo Bellini (1801–1835)

I puritani (24 gennaio 1835)

°169[titolo non indicato]

170Aria.Ah, per sempre io ti perdei

171Duetto.Sai come arde in petto mio

172Quartetto.A te, o cara, amor talora

173Polacca.Son vergin vezzosa

174Romanza.Cinta di fiori e col bel crin disciolto

175Aria.Qui la voce sua soave

176Duetto.Il rival salvar tu dei

177Romanza.A una fonte afflitto e solo

178Duetto cantato dalla signora Grisi e dal signor Rubini.Arturo? Sì, è desso!

410 [12001]Atto I. Coro d’Introduzione.All’erta

411 [12002]Preghiera religiosa.La luna, il sole, le stelle

412 [12003]Seguito e Stretta dell’Introduzione.Udisti? Udii.

413 [12004]Recitativo ed Aria.Ah, per sempre io ti perdei

414 [12005]Duetto.Sai come arde in petto mio

415 [12006]Coro e Quartetto.A te, o cara, amor talora

416 [12007]Finale dell’Atto I.Il rito augusto

417 [12008]Polacca.Son vergin vezzosa

418 [12009]Seguito del Finale I.Sulla vergine a testa

419 [12010]Quartetto nel Finale I.Oh vieni al tempio

420 [12011]Stretta del Finale I.Ma tu già mi fuggi

421 [12012]Atto II. Coro d’Introduzione.Ah dolor! Ah terror! e Romanza. Cinta di fiori

422 [12013]Recitativo.E di morte lo stral non sarà lento

423 [12014]Scena ed Aria.Qui la voce sua soave

424 [12015]Duetto.Il rival salvar tu dei

425 [12016]Atto III. Scena, Coro, Romanza e Duetto.Arturo? Sì, è desso!

426 [12017]Finale dell’Atto III.Ancor s’ascolta questo suon

Beatrice di Tenda (16 marzo 1833)

438 [5781]Preludio

439 [5782]Introduzione Atto I.Voi, Signor, lasciar si presto

440 [5783]Romanza nell’Introduzione.Ah! non pensar che spegnere

441 [5784]Coro.Oh! divina Agnese e Cavatina. Nè più fia lieta d’un sol fiore

442 [5785]Recitativo e Duetto.Sì rivale

443 [5786]Coro.Come, ah! come

444 [5787]Recitativo e Cavatina.Ma la sola, ohimè, son’io

445 [5789]Recitativo e Duetto.E quali?... Spergiura!...

446 [5790]Coro d’Armigieri.Lo vedeste

447 [5791]Finale I. Scena e Preghiera.Deh! se m’amasti

448 [5792]Recitativo e Duettino.A ciascun fidar vorrei

449 [5793]Seguito e Stretta del Finale I.Parti... Deh! perdona.

450 [5794]Introduzione dell’Atto II.Lassa! e può il ciel permettere

451 [5795]Scena e Recitativo.Omai del suo destino

452 [5796]Scena, Coro.Di grave accusa il peso e Quintetto. Al tuo fallo ammenda festi

453 [5796½]Recitativo dopo il Quintetto.Filippo! Tu! ti appressa

454 [5797]Scena ed Aria.Qui m’accolse

455 [5798]Finale II. Coro e Preghiera.Ah! non sia la misera

456 [5799]Scena e Terzettino.Angiol di pace

457 [5800]Aria Finale.Ah se un’urna è a me concessa

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Lucrezia Borgia (26 dicembre 1833)

39Ballata.Il segreto d’esser felici

40Cavatina.Vieni la mia vendetta

478Prologo. Preludio ed Introduzione.Bella Venezia

479Seguito dell’Introduzione. Nella fatal di Rimini

480Stretta dell’Introduzione.Senti la danza invitaci

481Scena e Romanza.Com’è bello

482Duetto.Ciel! che vegg’io? Lasciatemi

483Recitativo precedente la Stretta del Prologo.Gente appressa... io ti lascio

484Stretta del Prologo.Maffio Orsini, signora, son’ io

485Scena e Cavatina.Vieni la mia vendetta

486Recitativo.Addio Gennaro

487Scena.Qui che fai? e Coro. Non far motto

488Recitativo.Tutto eseguisti?...

489Recitativo e Duetto.Che chiedete?

490Terzetto Finale II.Della duchessa ai prieghi

491Introduzione Atto II. Coro.Rischiarata è la finestra

492Scena e Duetto.Minacciata è la mia vita

493Coro.Stolti! ei corre alla Negroni

494Pezzo concertato.Viva il Madera!

495Ballata.Il segreto per esser felici

496Scena precedente l’Aria finale.La gioja de’ profani

497Aria finale.M’odi, ah m’odi

Saverio Mercadante (1795–1870)

510 Messa a tre voci [per due tenori e basso] con accompagnamento d’organo [Kyrie, Gloria, Credo]

Luigi Ricci (1805–1859)

Chiara di Rosemberg (11 ottobre 1831)

519Sinfonia

520Introduzione.Senti...! Senti...! dal Casale

521Cavatina.Dai confin di tutto il mondo

522Recitativo precedente il Coro.Un altro abbraccio moglie mia

523Coro.A voi soggetti, a voi devoti

524 [48]Cavatina.Voi mirate in sì bel giorno

525Recitativo dopo la Cavatina.Viva la nostra principessa!

526 [50]Duetto.Perché fuggi d’un padre che t’ama?

527Recitativo precedente il Terzetto.Adorata consorte

528Terzetto.Vedi quell’uom?

529Recitativo doppo il Terzetto.Egli parte

530Marcia

531Coro.Fior dei prodi ne’ campi dell’onore

532Cavatina.Sento al cor de’ plausi il suono

533Recitativo e Scena.Ajuto, ajuto!...

534Seguito del Finale I.Carrozze di ritorno

535Scena, Settimino e Stretta del Finale I.Premio ti meriti

536Introduzione Atto II.Come stà non si sa

537Recitativo dopo l’Introduzione Atto II.Eh! guarirà per certo e poi...

538Duetto.Resta, crudele, a pascere

539Recitativo precedente il Duetto.Oh! veh!... povera Chiara!

540 [54]Duetto.Che l’antipatica vostra figura

540½ Coro precedente l’Aria finale. Vieni, o Chiara, omai secura

541 [49]Rondò Finale II.Vi consoli amor di figlia

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Fausta (12 gennaio 1832)

592Duetto.Vanne ti scosta. Scritta espressamente per la Sig.a Pasta e per il Sig.r Donzelli

Vincenzo Bellini (1801–1835)

I Capuleti e i Montecchi (11 marzo 1830)

652 [5818]Sinfonia

653 [5819]Atto I. Coro d’Introduzione.Aggiorna appena

654 [5820]Recitativo e Cavatina.È serbata, e serbata a questo acciaro

654½ [5821]Recitativo.Vanne, Lorenzo

655 [5822]Recitativo e Cavatina.Se Romeo t’uccise un figlio

656 [5823]Scena e Romanza.Oh quante volte, oh quante

657 [5824]Recitativo e Duetto.Sì fuggire! a noi non resta

658 [5825]Coro di Capuleti.Lieta notte avventurosa

658½ [5826]Recitativo dopo il Coro.Deh! per pietà t’arresta

659 [5827]Quartetto e Finale I.Qual tumulto! I Montecchi!

660 [5865]Atto II. Scena ed Aria.Morte io non temo, il sai

660½ [5866]Recitativo.Qual turbamento io provo

661 [5867]Scena e Duetto.Stolto a un sol mio grido

662 [5868]Atto III. Coro.Siam giunti! Gran Scena e Duetto Finale. Ah! crudel che mai facesti

Ludwig van Beethoven (1770–1827)

762op. 46, Adelaide di Matthison.Nel giardino solingo va il tuo bene

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Torquato Tasso(9 settembre 1833)

[senza numero] Scena e Duetto. In un estasi che uguale

riduzione per pianoforte solo

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Parisina (17 marzo 1833)

11Sinfonia

12Introduzione.È desto il Duca?

– Cavatina nell’Introduzione. Per veder su quel bel viso

13Duetto.M’abbraccia Ernesto

14Cavatina.Forse un destin

15Duetto.Dillo... io tel chieggo in merto

– Finale I. Giunge il duca

16Introduzione Atto II.Lieta era dessa e tanto?

17Romanza.Sogno talor di correre

18Duetto.Ah! chi veggio

19Aria.Io sentii tremar la mano

20Quartetto.A che vieni?

21Aria finale.Ciel, sei tu che in tal momento

L’elisir d’amore (12 maggio 1832)

22 [1]Preludio ed Introduzione.

23 [2]Cavatina.Come Paride

24 [3]Duetto.Chiedi all’aura lusinghiera

25 [4]Cavatina.Udite, udite o rustici

26 [5]Duetto.Voglio dire

27 [6]Terzetto.In guerra ed in amore

28 [7]Finale I.Adina, credimi

29 [8]Introduzione Atto II.Cantiamo, facciam brindisi

30 [9]Barcaruola.Io son ricco e tu sei bella

31 [10]Duetto.Venti scudi

32 [11]Coro.Saria possibile?

33 [12]Quartetto.Dell’elisir mirabile

34 [13]Duetto.Quanto amore

35 [14]Romanza.Una furtiva lagrima

36 [15]Aria finale.Prendi, per me sei libero

Lucrezia Borgia (26 dicembre 1833)

37Ballata.Il segreto d’esser felici

38Stretta dell’Introduzione.Senti. La danza invitaci

°462[Prologo. Preludio ed Introduzione]

°463[Stretta dell’Introduzione]

°464[Scena e Romanza.Come è bello]

465Duetto.Leggiadra, amabil siete

466Stretta del prologo.Maffio Orsini, Signora, son’io

°467[Atto I. Scena e Cavatina.Vieni, la mia vendetta]

°468[Scena e Coro.Non far moto]

469Duetto.Che chiedete?

°470[Terzetto.Della Duchessa ai prieghi]

°471[Atto II. Coro.Rischiarata è la finestra]

°472[Duetto.Minacciata è la mia vita]

°473[Coro.Stolti! ei corre alla Negroni]

°474–475[Pezzo concertato.Viva il Madera]

°476[Ballata.Il segreto per esser felici]

477Aria finale.M’odi, ah m’odi

Luigi Ricci (1805–1859)

Chiara di Rosemberg (11 ottobre 1831)

41Duetto.Che l’antipatica vostra figura

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Fausta (12 gennaio 1832)

49Sinfonia

Luigi Ricci (1805–1859)

Un’avventura di Scaramuccia (8 marzo 1834)

55Introduzione Atto I.Che vi sembra della Farsa?

56Cavatina.Son Tomaso Scarafaggio

57Terzetto.La scena è un mare instabile

58Cavatina.Così nuova nel mestiere

59Terzetto.Che fai qui con quell’arnese

60Cavatina.Mi fa Lelio il brutto muso

61Duetto.Le più leggiadre e amabili

62Finale I.Si, si, ho deciso

63Introduzione Atto II.Perchè piangi

64Aria.Via, discaccia, o mia carina

65Duetto.Se vuoi far la banderuola

66Coro.L’avete veduta cotesta domina?

67Ballabile

68Duetto.Quando mi sei vicina

69Settimino.E così, Contino mio

70Finale II.In questa cara autentica

Saverio Mercadante (1795–1870)

Donna Caritea (Caritea regina di Spagna; 21 febbraio 1826)

70Sinfonia

Vincenzo Bellini (1801–1835)

La sonnambula (6 marzo 1831)

87Introduzione e Coro. [Viva Amina!]

88Cavatina.Tutto è gioja, tutto è festa

89[Stretta dell’Introduzione] Coro.Viva Amina! [recte: In Elvezia non v’ha rosa]

90Cavatina.Come per me sereno

91Duetto.Prendi l’anel ti dono

92Cavatina.Vi ravviso, o luoghi ameni

93Duetto.Son geloso del zeffiro errante

94Coro.A fosco cielo, a notte bruna

95Duetto.Oh! come lieto è il popolo

96Coro.Osservate, l’uscio è aperto

97Quintetto [e Stretta del] Finale I.D’un pensiero, d’un accento

98Introduzione Atto II. Coro.Qui la selva è più folta e ombrosa

99Aria.Tutto è sciolto. Oh dì funesto

100Aria.De’ lieti augurj a voi son grata

101Quartetto.Signor Conte, agli occhi miei

102Aria finale.Ah! non credea mirarti

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Gemma di Vergy (26 dicembre 1834)

126Sinfonia

127Introduzione.Questo sacro e augusto stemma

128Cavatina:Perchè Gemma soffra lieta

129Cavatina.Una voce al cor d’intorno

130Duetto.Oh vergogna, me infelice

131Coro.Lode al forte guerriero

132Cavatina.Qui un pugnal! Chi il confisse?

133Coro.Assassino, che il ferro immergesti

134Finale I.Tigre uscita dai deserti

135Introduzione Atto II. Coro.Come luna

136Aria.Ecco il pegno ch’io le porsi

137Coro.Vieni o bella

138Terzetto e Quartetto.Non fuggir

182Coro.D’Ida è pari la beltà

183Duetto.Non è ver, non è quel tempio

184Aria finale

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Norma (26 dicembre 1831)

153Sinfonia

154Introduzione

155Cavatina.Meco all’altar di Venere

156Coro.Norma viene

157Cavatina.Casta diva che inargenti

158Duetto.Va crudele, al Dio spietato

159Duetto.Sola furtiva al tempio

160Terzetto Finale I.Ma dì... l’amato giovane

161Introduzione Atto II.

162Duetto.Deh! con te, con te li prendi

163Coro e Cavatina.Non parti

164Coro.Guerra, guerra

165Duetto.In mia man alfin tu sei

166Aria finale.Qual cor tradisti

I puritani (24 gennaio 1835)

185Introduzione Atto I.All’erta!

186Aria.Ah, per sempre io ti perdei

187Duetto.Sai come arde il petto mio

198Coro.Ad Arturo onore

188Quartetto.A te, o cara

196Finale Atto I.Il rito augusto

189Polacca.Son vergin vezzosa

197Stretta del Finale I.

199Introduzione Atto II.

190Romanza.Cinta di fiori e col bel crin disciolto

191Aria.Qui la voce sua soave

192Duetto.Il rival salvar tu dei

200Introduzione Atto III.

193Romanza.A una fonte afflitto e solo

194Duetto.Arturo? Sì, è desso

195Finale Atto III.Ancor s’ascolta questo suon

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Lucia di Lammermoor (26 settembre 1835)

427Introduzione

428Cavatina.Regnava nel silenzio

429Duetto.Sulla tomba che rinserra

430Duetto.Il pallor funesto orrendo

431Aria.Ah! cedi o più sciagure

432Coro e Cavatina.Per poco fra le tenebre

433Scena e Quartetto.Chi raffrena il mio furore

434Duetto.Aston! Si?

435Coro.D’immenso giubilo

436Aria.Ardon gl’incensi

437Aria.Fra poco a te ricovero

458Seguito e stretta del Finale II.T’allontana sciagurato

459Introduzione all’Atto III.

[senza indicazione di autore]

514 La gitana. Eseguita dalla celeberrima danzatrice Madamigella Maria Taglioni

[Ballo fantastico, eseguito all’I. R. Teatro alla Scala]

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Beatrice di Tenda (16 marzo 1833)

603Preludio

604Introduzione.Tu, signor! Lasciar sì presto

605Duetto.Si rivale

606Scena e Coro.Come, ah! come

607Cavatina.Ma la sola, ohimè son’io

608Duetto.E quali, spergiura

609Coro.Lo vedeste?

610Finale I. Scena e Preghiera,Deh! se m’amasti

611Introduzione Atto II.Lassa! e può il ciel permettere

612Quintetto. Di grave accusa il peso

613Aria.Qui m’accolse

614Preghiera.Ah! non sia la misera

615Scena e Terzettino.Angiol di pace

616Aria finale.Ah! se un’urna

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Marin Faliero (12 marzo 1835)

636Preludio ed Introduzione

637Aria.Era anch’io di quella schiera

638Aria.Di mia patria o bel soggiorno

639Duetto.Tu non sai, la nave è presta

640Duetto.Se pur giungi a trucidarlo

641Finale dell’Atto I.

642Coro di Gondolieri e Barcarola.Or che in cielo alta è la notte

643Aria.Io ti veggio, or vegli e trema

644Aria.Bello ardir d’un congiurato [recte: Bello ardir di congiurati!]

645Coro.La notte innoltrasi

646Aria.Tutto or morte, oh Dio! m’invola

647Coro.Lode, al gran Dio

648Aria.Odo il suon di chi sprezza i perigli

649Duetto.Di vergogna avvampo ed ardo

Belisario (4 febbraio 1836)

251Sinfonia

670[Parte I.] Coro d’Introduzione e Cavatina.Corri, Amica

671Cavatina.Fin [recte: Sin] la tomba è a me negata

672Sortita di Giustiniano e Coro.L’Inno della Vittoria

673Duetto.Quando di sangue tinto

674Coro.Che mai sarà?

675Finale I. [Sostegni del mio trono]

676[Parte II.] Coro d’Introduzione ed Aria.A sì tremendo annunzio

677Duetto.Se vederla a me non lice

678Introduzione e Coro Atto III.Diffondesi [recte: Diffondasi] terribile

679Terzetto.Eterno Iddio

680Aria finale.Di [recte: Da] quel dì che l’innocente

Il furioso all’isola di San Domingo (2 gennaio 1833)

857Sinfonia

851Duettino.Freme il mar lontan lontano

861 [863]Sortita Kaidamà.Ciel! Quai grida!

864Romanza e Stretta dell’Introduzione.Raggio d’amor parea

865Coro.Oh sciagura!

847Cavatina.Vedea languir quel misero

849Duetto.Di quegli occhi i lampi ardenti

854Coro e Cavatina.Dalle piume in cui giaceva

850Finale I. Duetto.Che il sorriso mio primiero

866Seguito del Finale I.

867Introduzione Atto II.

853Duetto.Apri il ciglio

855Coro ed Aria.Se ai voti di quest’anima

856Duetto.Fu l’orror de’ tradimenti

848Aria finale.Se pietoso d’un obblio

Vincenzo Bellini (1801–1835)

I Capuleti e i Montecchi (11 marzo 1830)

°[nnn] [5818]Sinfonia

°[nnn] [2690]Atto I. Introduzione

°[nnn] [2691]Cavatina.È serbata a quest’acciaro

°[nnn] [2692]Cavatina.Se Romeo t’uccise un figlio

°[nnn] [2693]Romanza.Oh quante volte, oh quante

°[nnn] [2694]Duetto.Sì fuggire! a noi non resta

°[nnn] [2695]Coro.Lieta notte

°[nnn] [2696]Quartetto e Finale I.Qual tumulto! I Montecchi!

°[nnn] [2697]Atto II. Aria.Morte io non temo, il sai

°[nnn] [2698]Scena e Duetto.Stolto a un sol mio grido

°[nnn] [2699]Atto III. Scena ultima.Ah! se tu dormi, svegliati, del M. Vaccai

Giovanni Pacini (1796–1867)

Saffo (29 novembre 1840)

2896Ballabile nel Finale II.

pianoforte solo

Johann Strauss (1804–1849)

139op. 76, Rosa-Walzer

140op. 78, Erinnerung an Berlin, Walzer

141op. 79, Gedanken Striche. Walzer

142op. 81, Grazien-Tänze

143op. 82, Philomelen-Walzer

144op. 95, Brüssler Walzer

145op. 96, Ball-Racketen-Walzer

[146]

147op. 98, Pilger am Rheine

148op. 99, Bankett-Tänze

[149]

150op. 101, Paris-Walzer

151op. 110, Taglioni-Walzer

Francesco Almasio (1806-1871)

167Variazioni sopra la ballata della Lucrezia Borgia

Ferdinando Carlo Lickl (1803–1864)

168op. 1, Variazioni sopra un motivo della Sonnambula

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

211op. 78, Variazioni sopra un tema dell’opera Anna Bolena:Vivi tu

op. 80, Les rivales, deux Mélodies variées

212Mélodie Suisse n. 1.

213Mélodie italienne n. 2.

214op. 81, Second thème original avec introduction et variations

215op. 82, Grandes Variations sur la Marche favorite de l’opéra I Puritani de Bellini

216op. 72, Fantaisie sur les Marches favorites d’Alexandre et de La donna del lago

Theodor Döhler (1814–1856)

279op. 16, Divertissement sur des motifs favoris de l’opéra Le cheval de bronze d’Auber

301 op. 9, Variations brillantes sur un thême favori Ah! perche non posso odiarti

de l’opéra La somnambule de Bellini

Sigismund Thalberg (1812–1871)

343op. 6, Fantaisie sur des motifs de l’opéra Robert le diable de Meyerbeer

346op. 9, Fantaisie sur des motifs de l’opéra La straniera de Bellini

349op. 12, Grande fantaisie et variations sur des motifs de la Norma de Bellini

351op. 18, Les soirées musicales. Divertissement

°352op. 19, [n. 2] Deuxième caprice

op. 26, Douze études divisées en deux suites

353cahier I.

354cahier II.

355op. 14, Grande Fantaisie brillante sur deux motifs de l’opéra Don Juan de Mozart

361op. 33, Fantaisie sur des themes de l’opéra Moïse de J. Rossini

365op. 38, Romance et étude

506[op. 25], Six Romances sans paroles

507op. 40, Fantaisie pour le piano sur de motifs de La Donna del Lago

Theodor Döhler (1814–1856)

570Les somnambules. Rondino sur une valse favorite de Strauss

Johann Strauss (1804–1849)

705op. 127, Deutsche Lust, oder Donau-Lieder ohne Text. Walzer

706op. 128, Apollo-Walzer

708op. 131, Die Wettrenner. Walzer

712op. 135, Die Tanzmeister. Walzer

Josef Lanner (1801–1843)

738op. 185, Les adieux. Walzer

Joseph Labitzky (1802–1881)

746op. 60, Tremolo-Walzer zur Erinnerung an Pawlowsky

747op. 34, Aurora-Walzer für das Pianoforte

Julius Schulhoff (1825–1898)

788op. 11, Nocturne

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

Six airs de ballets de Guillaume Tell de Rossini arrangés en rondeaux pour le piano

970n. 1. La Valse Suisse

971n. 2. La Contredanse

972n. 3. La Tyrolienne

973n. 4. La Valse Hongroise

974n. 5. Le Pas d’Archers

975n. 6. La Polonaise

Sigismund Thalberg (1812–1871)

1545op. 18, Les soirées musicales. Divertissement sur des motifs favoris de Rossini

1546op. 19, n. 2, Deuxième Caprice

op. 26, Douze études divisées en deux suites

1547Première Suite

1548Deuxième Suite

Theodor Döhler (1814–1856)

1726op. 6, Fantaisie sur des motifs favoris de Robert le diable de Meyerbeer

1727op. 17, Fantaisie et variations de bravoure sur une cavatine d’Anna Bolena

Sigismund Thalberg (1812–1871)

356op. 28, Nocturne pour le piano

pianoforte a quattro mani

Sigismund Thalberg (1812–1871); Giuseppe Trombetta (sec. XIX)

350op. 17, Deux airs russes variés [...] arrangés [...] par Joseph Trombetta

Anton Diabelli (1781–1858)

op. 149, Ventotto esercizi melodici per piano forte a quattro mani [...]

Edizione rinnovata ed aumentata

695Libro primo. In Do maggiore e minore

°696Libro secondo. In Sol maggiore e minore. Fa maggiore e minore

°697Libro terzo. In Re maggiore e minore

°698Libro quarto. In La maggiore e minore. Mi maggiore e minore

°699In un sol libro

Gaetano Donizetti (1797–1848)

Fausta (12 gennaio 1832)

7700Sinfonia [...] ridotta per piano-forte a quattro mani di C. Winter

pianoforte e violino

Charles Auguste de Bériot (1802–1870); George Alexander de Osborne (1806–1893)

512Fantaisie brillante pour violon et piano composée sur des motifs de Guillaume Tell

Julius Benedict (1804–1885); Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

518[op. 28], Fantaisie concertante sur la Norma de Bellini

[partitura]

[senza numero d’opera] Duo concertant pour piano et violon

1502[parte di violino]

1503[parte di pianoforte]

pianoforte e violoncello

Sigismund Thalberg (1812–1871)

op. 7, Grand divertissement pour pianoforte et violoncelle

513[parte di pianoforte]

514[parte di violoncello]

pianoforte e flauto

Giuseppe Zenoni (fl. 1835)

51Pensiero variato sulla Norma per flauto e piano forte o arpa

Maximilian Joseph Leidesdorf (1787–1840)

52Fantasia prima sopra diversi motivi dell’opera Elixir d’amore [parti]

53Fantasia seconda sopra diversi motivi dell’opera Elixir d’amore [parti]

altri complessi cameristici

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888)

1009op. 54, Grand trio pour piano, violon et violoncelle

Henri Herz (Heinrich Herz, 1803–1888); Jean-Louis Tulou (1786–1865)

1010op. 54bis, Grand trio pour piano, flute et violoncelle

violino solo

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

511op. 29, Six études ou caprices pour le violon

opere didattiche per pianoforte

Carl Czerny (1791–1857)

[senza numero d’opera] Cento Studj per Piano Forte

204Parte I.

205Parte II.

206Parte III.

207Parte IV.

Bonifazio Asioli (1769–1832)

L’allievo al clavicembalo

335parte I.

336parte II.

337parte III.

Antonin Joseph Aulagnier (1800–1892)

op. 39, Récréations [sic] enfantines. Six fantaisies [et] airs variés très faciles,

spécialement arrangées pour les petites mains

°617Première suite. Fantaisie sur L’elisir d’amore; Air varié sur la Valse de Gallenberg

°618Seconde suite. Fantaisie sur Cachucha; Air varié sur La Straniera

619Troisième suite. Fantaisie sur La Norma; Air varié sur I Capuleti

Henri-Jérôme Bertini (1798–1876)

op. 137, Scuola di Bertini, Introduzione al primo grado. Venticinque studi elementari per pianoforte

732Libro primo

733Libro secondo

Carl Czerny (1791–1857)

741op. 299, La scuola della velocità sul pianoforte ovvero quaranta esercizi

calcolati a sviluppare l’agilità delle dita

op. 636, Ventiquattro piccoli studi della velocità per piano forte, introduzione all’opera 299,

calcolati a sviluppare l’eguaglianza delle dita

746libro I.

747libro II.

748[in un sol libro]

op. 337, Esercizio giornaliero per acquistare e conservare il più alto grado di perfezione

sul piano-forte, consistente in 40 studi con prescritte ripetizioni

749[volume unico]

op. 599, Il primo maestro di pianoforte. Cento studj giornalieri ad uso dei giovani allievi

750fascicolo I.

751fascicolo II.

752fascicolo III.

753fascicolo IV.

opere didattiche per violino

Louis Spohr (1784–1859)

Metodo per violino

208 [1030]

209 [1031]

210 [1032]

opere didattiche per canto

Bonifazio Asioli (1769–1832)

Scale, salti ed altre preparazioni per il solfeggio

663[fascicolo unico]

[Page]

Appendice

Opere teatrali complete per canto e pianoforte

Vincenzo Bellini (1801–1835)

Norma (26 dicembre 1831) [217–229]

La sonnambula (6 marzo 1831) [314–334]

I puritani (24 gennaio 1835) [410–426]

Beatrice di Tenda (16 marzo 1833) [438–457]

I Capuleti e i Montecchi (11 marzo 1830) [652–662]

Gaetano Donizetti (1797-1848)

Parisina (17 marzo 1833) [1–4, 6–11, 270–277]

Gemma di Vergy (26 dicembre 1834) [103–124, 126]

Marin Faliero (12 marzo 1835) [230–250]

Belisario (4 febbraio 1836) [251–268]

Lucia di Lammermoor (26 settembre 1835) [286–300]

L’elisir d’amore (12 maggio 1832) [370–397]

Lucrezia Borgia (26 dicembre 1833) [478–497]

Luigi Ricci (1805–1859)

Un’avventura di Scaramuccia (8 marzo 1834) [71–86]

Chiara di Rosemberg (11 ottobre 1831) [519–541]

[Page]

Opere teatrali complete per pianoforte solo

Vincenzo Bellini (1801–1835)

La sonnambula (6 marzo 1831) [87–102]

Norma (26 dicembre 1831) [153–166]

I puritani (24 gennaio 1835) [185–200]

Beatrice di Tenda (16 marzo 1833) [438–457]

I Capuleti e i Montecchi (11 marzo 1830) °[nnn]

Bianca e Fernando (7 aprile 1828) °[nnn]

Gaetano Donizetti (1797-1848)

Parisina (17 marzo 1833) [11–21]189

L’elisir d’amore (12 maggio 1832) [22 (1) – 36 (15)]

Gemma di Vergy (26 dicembre 1834) [126–138, 182–184]

Lucia di Lammermoor (26 settembre 1835) [427–437, 458–459]

Lucrezia Borgia (26 dicembre 1833) [462–477]

Marin Faliero (12 marzo 1835) [636–649]

Belisario (4 febbraio 1836) [670–680]

6. Cataloghi - Catalogo delle musiche prodotte da Achille Bustelli-Rossi

a) in ordine numerico

Osservazioni preliminari

Il seguente elenco raccoglie i prodotti a stampa con l’indicazione editoriale unica “Mendrisio Bustelli-Rossi”, musiche prodotte ufficialmente da Achille Bustelli-Rossi a Castel San Pietro (rispettivamente Arzo), ma non depositate al Consiglio di Stato ticinese.

Il breve catalogo Bustelli-Rossi si riallaccia senza strappi alla “Prima serie” numerica di Pozzi (numeri 100–859), iniziando con il numero 860 e proseguendo fino al 878. Oltre all’analoga formula utilizzata nelle sue lastre di deposito, ripresa testualmente da Pozzi, nonché nella stesura delle proprie petizioni al Consiglio di Stato, anche la continuazione dell’elenco numerico è ulteriore prova del proseguimento delle attività di Pozzi a tutti gli effetti. Questa attività, che Bustelli-Rossi inizia nei primi mesi del 1857, comprendono da una parte le operazioni della stamperia e dall’altra il servizio dei depositi delle musiche di Ricordi, volto a prevenire la ristampa da parte di Euterpe Ticinese.

A causa della mancanza di un registro delle proprie produzioni, non solo nel caso di Pozzi, ma anche di Bustelli-Rossi, la principale base documentaria è costituita dai materiali musicali stessi, conservati nelle biblioteche private e pubbliche di tutto il mondo, in parte con schedatura elettronica consultabile online.

Alla documentazione si aggiunge il Librone Ricordi (in forma manoscritta), nel quale gli elementi del Fondo estero Ricordi sono registrati con il rispettivo numero a tre o quattro cifre, solitamente contrassegnato da parentesi tonde.190 Nella quasi totalità dei casi, il Librone Ricordi conferma che, a partire dal numero 860, il numero di lastra e il titolo di un’opera coincidono effettivamente con l’indicazione editoriale unica “Mendrisio Bustelli-Rossi”, riportata in copertina al relativo spartito.

Nel caso di alcune opere, l’appartenenza alla produzione di Bustelli-Rossi (quale Fondo estero Ricordi) è riscontrabile esclusivamente per via del riferimento numerico nel Librone Ricordi (manoscritto), a volte accompagnato dall’annotazione “(M)”, per Mendrisio, oppure “(estera)”, mentre non si conserva alcuna copia a stampa dell’opera stessa. Nel seguente catalogo, queste voci portano accanto al numero di lastra il segno “ ° ”, da intendersi come riferimento ai brani previsti da Ricordi per la pubblicazione, senza che vi sia però la prova di produzione o l’evidenza di esemplari esistenti.

Resta da accertate il motivo per cui i numeri di lastra nelle produzioni di Bustelli-Rossi (non solo nel Librone Ricordi, ma anche negli spartiti stessi) appaiono solitamente messi tra parentesi tonde, sia sul frontespizio che sulle singole pagine di musica (ad es. “(864)”, “(867)”, “(876)”). È ipotizzabile che si tratti di un mezzo grafico applicato inizialmente per differenziare i lavori non più gestiti da Pozzi, cioè a partire dal 1857, ma sempre eseguiti nella bottega di Castel San Pietro; un mezzo di distinzione mantenuto da Bustelli-Rossi nelle sue produzioni anche dopo il trasferimento ad Arzo.

Per la grande maggioranza delle musiche prodotte da Bustelli-Rossi si possono identificare altre edizioni della medesima opera, realizzate da Lucca o da altri editori, italiani o esteri, e collocabili grosso modo nello stesso periodo di produzione. Per una sommaria raccolta di queste fonti quali ‘originali’ o edizioni parallele dell’edizione Bustelli-Rossi, si vedano i riferimenti a piè di pagina.

[Page]

> elenco numerico

Charles Gounod (1818–1893)

860191Méditation sur le 1.er Prélude de Piano de S. Bach composée pour piano et violon

ou violoncelle ad libitum (vl. e pf.)

[tre parti]

Joseph Ascher (1829–1869)

861192 op. 61, Danse féerique. Caprice de genre (pf. solo)

862193 op. 62, Marche de la Reine (pf. solo)

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

863194 op. 73, Septième concerto pour le violon avec accompagnement de piano (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Hubert Léonard (1819–1890)

864195 op. 4, Regrets et prière. Troisième fantaisie pour violon

avec accompagnement de piano (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Wilhelm Krüger (1820–1883)

°865196 op. 25, La Harpe éolienne. Rêverie (pf. solo)

Delphin Alard (1815–1888)

866197 op. 31, Symphonie concertante pour deux violons

avec accompagnement de piano (due vl. e pf.)

[partitura e parti]

867198 op. 33, Deuxième symphonie concertante pour deux violons

avec accompagnement de piano (due vl. e pf.)

[parte con guida e parti]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

868199op. 88, Douzième air varié pour violon avec accompagnement de piano (vl. e pf.)

[partitura e parte]

869200 op. 70, Sixième concerto pour le violon avec accompagnement de piano (vl. e pf.)

[partitura e parte]

870201 op. 99, Huitième concerto pour violon avec accompagnement de piano (vl. e pf.)

[partitura e parte]

Jean Henri Ravina (1818–1906)

°871202 op. 33, Villanelle (pf. solo)

Fryderyk Chopin (1810–1849)

872203 Marche funèbre tirée de la Sonate œuvre 35 (pf. solo)

Luigi Rainoni (1820–1886)

873204 Libera Schottisch (pf. solo)

Joseph Ascher (1829–1869)

°874205 op. 66, Ave Maria. Méditation réligieuse (pf. solo)

Jean Kafka (Johann Nepomuk Kafka, 1819–1886)

875206op. 30, Sérénade (pf. solo)

876207 op. 61, Sur les Alpes. Idylle (pf. solo)

Guillaume Kuhe (Wilhelm Kuhe, 1823–1912)

°877op. 13, Le Carillon. Impromptu concertant (pf. solo)

Sigismund Thalberg (1812–1871)

878208 op. 28, Notturno in Mi (pf. solo)

b) in ordine tematico

Il catalogo tematico è organizzato nelle seguenti categorie (ciascuna ordinata numericamente):

- pianoforte solo

- pianoforte e violino

pianoforte solo

Joseph Ascher (1829–1869)

861op. 61, Danse féerique. Caprice de genre

862op. 62, Marche de la Reine

Wilhelm Krüger (1820–1883)

°865op. 25, La Harpe éolienne. Rêverie

Jean Henri Ravina (1818–1906)

°871op. 33, Villanelle

Fryderyk Chopin (1810–1849)

872Marche funèbre tirée de la Sonate œuvre 35

Luigi Rainoni (1820–1886)

873Libera Schottisch

Joseph Ascher (1829–1869)

°874op. 66, Ave Maria. Méditation réligieuse

Jean Kafka (Johann Nepomuk Kafka, 1819–1886)

875op. 30, Sérénade

876op. 61, Sur les Alpes. Idylle

Guillaume Kuhe (Wilhelm Kuhe, 1823–1912)

°877op. 13, Le Carillon. Impromptu concertant

Sigismund Thalberg (1812–1871)

878op. 28, Notturno in Mi

pianoforte e violino

Charles Gounod (1818–1893)

860Méditation sur le 1.er Prélude de Piano de S. Bach composée pour piano et violon

ou violoncelle ad libitum

[tre parti]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

863op. 73, Septième concerto pour le violon avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

Hubert Léonard (1819–1890)

864op. 4, Regrets et prière. Troisième fantaisie pour violon avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

Delphin Alard (1815–1888)

866op. 31, Symphonie concertante pour deux violons avec accompagnement de piano

[partitura e parti]

867op. 33, Deuxième symphonie concertante pour deux violons avec accompagnement de piano

[parte con guida e parti]

Charles Auguste de Bériot (1802–1870)

868op. 88, Douzième air varié pour violon avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

869op. 70, Sixième concerto pour le violon avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

870op. 99, Huitième concerto pour violon avec accompagnement de piano

[partitura e parte]

Note
1.

Nel Librone Ricordi (manoscritto), le parentesi tonde distinguono gli elementi ‘di fondo estero’ Ricordi, creati in Ticino, dai materiali di Artaria, integrati nel Librone dal 1837 in poi. I numeri originali di quest’ultimi, nel Librone appaiono tra parentesi quadre.

2.

Pozzi n. 108 = Lucca n. 1544 = Troupenas (Paris) n. 318.

3.

Pozzi n. 112 e 113 = Euterpe Ticinese n. 353 e 354.

In I-BGi si conserva un esemplare del volume intero (Pozzi n. 112 e 113) con timbro a secco “T. R. | 68 | 5” (periodo di produzione: maggio 1868).

4.

Pozzi n. 148 = Lucca n. 1366 (cfr. Catalogo.Lucca.1839, p. 35) = Canti (Milano) n. 16–20 (cfr. Catalogo.Canti.1855/58, p. 14).

5.

Pozzi n. 171 = Lucca n. 1549

6.

Pozzi n. 192–194 = Lucca n. 712–714

7.

Pozzi n. 198 = Haslinger (Wien) n. 6060

8.

Pozzi n. 203–220 = Lucca n. 1653–1664 (Lucca: in parte raggruppato con due brani per numero e in ordine diverso; cfr. Catalogo.Lucca.1839, p. 37; Catalogo.Lucca.1847, pp. 53–54; Catalogo.Lucca.1859, pp. 88–89; Catalogo.Lucca.1873, p. 126).

9.

Pozzi n. 275–277 = Lucca n. 2414–2416

10.

In I-BGi si conserva un esemplare del volume intero (Pozzi n. 278 e 279) su carta ingiallita con tibro a secco “G. RICORDI e C. | 1890 | 6”, rispettivamente “1890 | 3” (periodo di produzione: giugno rispettivamente marzo 1890).

11.

Pozzi n. 282–284 = Lucca n. 937–939 = Canti (Milano) n. 181–183 = G. H. Hedler (Frankfurt) n. 337–339 = Breitkopf & Härtel (Leipzig) n. 5589.

12.

Il brano esiste anche in un’edizione identica di Euterpe Ticinese (n. 1727), anch’essa senza il riferimento “Proprietà degli editori”. In base all’analoga impostazione grafica si suppone che le due ristampe siano partite dallo stesso originale. Entrambe riportano in copertina la seguente nota stampata: “Cette edition est la seule revue corrigée et augmentée par l’Auteur tel qu’il a exécuté ce morceau à Paris au Conservatoire à l’Opéra et au Th. Italien.” Per altre edizioni dell’opera (che si proclamano altrettante “la seule revue [...]” o simili), cfr. Schlesinger (Paris), n. 2378; Diabelli (Wien), n. 6114; Wessel & Co. (London), n. 2270. (vedi inoltre il capitolo 2. Studio generale, Figura 6 e 7).

13.

In I-Fn si conserva un esemplare del numero Pozzi 286 con timbro a secco “TITO DI G. RICORDI | 8 | 1875” (periodo di produzione: agosto 1875).

14.

Pozzi n. 289 = Lucca n. 2281 = Canti (Milano) n. 530.

15.

In I-BRc si conserva un esemplare del numero Pozzi 312 con timbro a secco “RICORDI | 8 | 1884” (periodo di produzione: agosto 1884).

16.

Pozzi n. 333 = Societé Calcographique Musicale et Litographique (Novara) n. 324.

In I-BGi si conserva un esemplare del numero Pozzi 333 in riedizione, integralmente reinciso con tipi moderni e allestito di frontespizio moderno, su carta fortemente ingiallita e con timbro a secco “G. RICORDI e C. | 1892 | 3” (periodo di produzione: marzo 1892); cfr. Illustrazione 19. La quarta di copertina riporta inoltre un estratto dal catalogo Ricordi di opere di recente pubblicazione (numeri tra 45478 e 94680).

17.

Un’altra edizione di Pozzi dell’op. 47 di Beethoven porta il numero 6340 (cfr. sotto, “Terza serie”), costituita dalla partitura compresa la linea del violino (in grandezza ridotta), e la parte di violino in un fascicolo separato. Nel caso del numero 345 invece, la parte del pianoforte non è concepita come partitura, ma come parte staccata della sola parte di pianoforte, idem quella del violino. Per quanto riguarda le congruenze contenutistiche tra i numeri 345 e 6340, singoli dettagli tipografici (ad es. “FP” in n. 345 contro “sf” allo stesso punto in n. 6340) fanno supporre che le due versioni di Pozzi, prodotte evidentemente in periodi diversi, siano anche basate su due edizioni modello diverse.

18.

Pozzi n. 346 = Lucca n. 2302.

19.

Pozzi n. 349 = Lucca n. 1339.

20.

L’opera 149 di Diabelli, Ventotto esercizi melodici per piano forte a quattro mani (in quattro libri), sempre nell’“Edizione rinnovata ed aumentata”, esiste anche in un’edizione Euterpe Ticinese, ai numeri 695–698 (più 699 “in un sol libro”), assunta nel Catalogo Lucca ai numeri 9885–9888 (più 9889).

In Catalogo.Ricordi.1855 (p. 435) l’opera porta i numeri da “5657*” a “5660*”, evidenziati come elementi del Fondo estero, ma altrettanto ‘convertiti’, partendo dai numeri Pozzi 354–357 (cfr. Librone Ricordi, n. 5657–5660).

In questo caso si tratta dunque di un’opera piratata da entrambi gli editori milanesi (possibilmente in base all’edizione di C. A. Spina, Wien) tramite la propria produzione estera, e trasferita nel rispettivo catalogo ufficiale per mezzo della nuova numerazione. In questo contesto, è sorprendente che Lucca, ancora nel 1869, difende la sua proprietà dell’edizione nei confronti del prodotto Pozzi-Ricordi (Documenti.vari.1869.2).

21.

In I-BGi si conserva un esemplare del numero Pozzi 389, su carta ingiallita e con timbro a secco “G. RICORDI e C. | 1895 | 8” (periodo di produzione: agosto 1895). La quarta di copertina riporta inoltre un estratto dal catalogo Ricordi con opere di recente pubblicazione (numeri tra 53560 e 98009).

22.

Pozzi n. 412 = Lucca n. 2042.

23.

Pozzi n. 425 = Lucca n. 1676.

24.

Pozzi n. 468 esiste in due versioni, che utilizzano entrambe lo stesso frontespizio, mentre la seconda presenta il contenuto musicale in una veste reincisa con tipi moderni. In I-BRc si conserva un esemplare della seconda versione, con timbro a secco “TITO DI G. RICORDI | 1877 | 1” (periodo di produzione: gennaio 1877). Per un confronto tra i due, vedi Illustrazione 18.

25.

Sia la partitura che la parte portano il n. 490.

26.

Pozzi n. 501 = Lucca n. 3163

In I-BRc si conserva un esemplare del numero Pozzi 501, apparentemente la riedizione di una versione precedente, di tipi moderni e allestito di frontespizio decorato moderno, con timbro a secco “TITO DI G. RICORDI | 74 | 11” (periodo di produzione: novembre 1874).

27.

Il brano esiste anche in un’edizione identica di Euterpe Ticinese (n. 343), anch’essa senza il riferimento “Proprietà degli editori”. In base all’analoga impostazione grafica si suppone che le due ristampe siano partite dallo stesso originale (possibilmente dall’edizione di Schlesinger, Paris, n. 1941).

In I-Fn si conserva un esemplare del numero Pozzi 590, su carta ingiallita e con timbro a secco “T. R. | 1872 | 11” (periodo di produzione: novembre 1872).

28.

Secondo il Librone Ricordi, i tre numeri dell’op. 75 di Herz-Lafont fanno parte del Fondo estero, di conseguenza, nel Librone portano il consueto doppio numero (i numeri Pozzi 676–678 corrispondo ai numeri 9448–9450 del Catalogo Ricordi). Due di questi brani però, i numeri 677 e 678, fanno parte di un deposito ufficiale che Pozzi fece alle autorità cantonali il 9 dicembre 1843 (Pozzi.petizioni.1843.19). A fronte della sua prassi di escludere solitamente produzioni ‘di fondo estero’ dai depositi ufficiali presso il Consiglio di Stato, si sospetta in questo caso un lapsus di Pozzi (il numero 676 infatti non fa parte del deposito). Per l’eventualità di un intenzionale deposito va tuttavia considerato che i numeri Pozzi 676–678 corrispondono ai numeri Lucca 1013–1015 (Catalogo.Lucca.1859, p. 153). Ricordi, come mandante, in tal caso avrebbe preferito di non esporsi utilizzando per il deposito i numeri dal proprio catalogo, ma invece di optare, come pretesto, per i prodotti del suo Fondo estero.

29.

Pozzi n. 709 = Lucca n. 3528 = Meissonnier (Paris), n. 1612.

30.

Cfr. n. 502.

31.

Secondo il Librone Ricordi, i tre numeri dell’op. 76 di Burgmüller fanno parte del Fondo estero, di conseguenza, nel Librone portano il consueto doppio numero (i numeri Pozzi 738–740 corrispondo ai numeri 15013–15015 del catalogo Ricordi). Due di questi brani però, i numeri 739 e 740, fanno parte di un deposito ufficiale che Pozzi fece il 9 dicembre 1843 (Pozzi.petizioni.1843.19). A fronte della sua prassi di escludere solitamente produzioni ‘di fondo estero’ dai depositi ufficiali presso il Consiglio di Stato, si sospetta in questo caso un lapsus di Pozzi (il numero 738 infatti non fa parte del deposito). L’assunzione dei numeri 739 e 740 nel presente elenco avviene in modo provvisorio, a complemento dell’op. 76 di Burgmüller.

32.

L’indicazione “op. 29” appare nell’edizione “Mayence, Anvers, Bruxelles, B. Schott” (senza anno), idem in quella “London, R. Cocks & Co.” (senza anno); solo nel Librone Ricordi il brano è segnato come “op. 23”.

33.

Pozzi n. 784–786 = Lucca n. 3535–3537. Per il deposito dei tre brani, avvenuto senza indicazione di numero, vedi le considerazioni relative alle musiche depositate da Pozzi in data 8 dicembre 1845 (Pozzi.petizioni.1845.13).

34.

Pozzi n. 822 = Breitkopf & Härtel (Leipzig) n. 5428.

In I-BGi si conserva un esemplare del numero Pozzi 822, con timbro a secco “T. R. | 1872 | 4” (periodo di produzione: aprile 1872).

35.

L’unico esemplare noto dell’edizione dal titolo “Douze études de concert pour le piano [...] op. 30 [...] étude XII: Étude du trille” porta il numero di lastra “281.826”, chiaro riferimento alla “Deuxième suite” dell’op. 30 di Döhler, pubblicata precedentemente da Pozzi con il numero 281.

36.

Non c’è chiarezza sia sull’autore che sul titolo corretto del brano. Nel caso di quest’ultimo, un legame con la località di nome Loverciano, una frazione di Castel San Pietro, appare almeno concepibile, mentre una connessione con la cantante di ambito verdiano Giovannina Bellinzaghi (fl. 1842) o il banchiere e politico milanese Giulio Bellinzaghi (1818–1892) deve essere considerata speculativa. Nessuna copia dell’opera è documentata. Nel Catalogo Ricordi, la Polka-Mazurka figura al numero “22080*”; nella versione stampata del Librone, il brano porta il titolo “Loverciagno”, idem in Catalogo.Ricordi.1855 (p. 546).

37.

In I-PAt si conserva un esemplare del numero Pozzi 844, con timbro a secco ovale “GIOVANNI | MILANO | RICORDI” (periodo di produzione: ante 1854; il timbro è in uso ancora nel 1853).

38.

In I-BGi si conserva un esemplare del volume intero (Pozzi n. 853 e 854) con timbro a secco “T. R. | 71 | 4”, rispettivamente “71 | 3” (periodo di produzione: aprile rispettivamente marzo 1871).

39.

La serie delle Sinfonie esce in piccolo formato e con orientamento verticale, scelta insolita per le produzioni di Pozzi, con ogni probabilità dovuta alla tessitura orchestrale. Resta incerto su quale edizione la ristampa sia basata. Il testo in francese dell’Ode alla Gioia potrebbe riferire alla riduzione pubblicata a Magonza da Schott (9me Grande Sinfonie avec choeur en Re mineur op. 125 de L. van Beethoven Arrangée pour Piano seul par Fréd. Kalkbrenner, n. 5370). Schott era proprietario anche dell’edizione in partitura (n. 2322), con il testo in tedesco. Nella versione della riduzione per pianoforte, pubblicata da Giovanni Canti (n. 730), l’Ode si presenta invece con il doppio testo, Italiano e tedesco.

Nell’edizione di Pozzi, la traduzione dal tedesco non porta un riferimento all’autore (incipit del recitativo: “Amis, chantons la joie et ses divins transports. Du Dieu qui nous l’envoie, empruntons les plus doux accords.”; incipit del coro: “Gloire à toi, fille éternelle! des cieux brillante étincelle! ta voix nous appelle, nous pressons vers toi nos pas!”).

Il fatto che Ricordi non investe in una versione con traduzione italiana (con il relativo addattamento musicale), sembra meno dovuto ad un potenziale mercato-‘target’ francofono; la scelta fa piuttosto sospettare un’azione azzardata, intesa unicamente ad ‘appropriarsi’ della prestigiosa opera nel più breve tempo e al costo minore possibile, assieme alle altre Sinfonie di Beethoven. Proprio nel caso delle musiche di Beethoven, l’esistenza della succursale di Castel San Pietro offre a Ricordi il pretesto ideale per un’azione di pirataggio in grande stile.

Il breve periodo di produzione delle nove Sinfonie si colloca, secondo il Librone Ricordi (manoscritto), tra giugno 1844 (Pozzi n. 6203 / Ricordi n. 16203*) e marzo 1846 (Pozzi n. 6212 / Ricordi n. 16212*). Tutto lascia supporre che le Sinfonie, che portano un marchio di Pozzi inconsueto (in maiuscole – “MENDRISIO, PRESSO CARLO POZZI” – e in grassetto, ovviamente senza alcun riferimento alla proprietà dell’editore), siano state incise e stampate a Milano, sia per motivi logistici che di tempo. Lo suggeriscono anche i nomi dei numerosi incisori coinvolti nel lavoro di équipe (Milanesi, Brioschi, Pè, Achille, Grassi, Giudici, Cella, Boucher, Origgi, Sig.i Toja; cfr. Librone Ricordi [manoscritto]; https://www.digitalarchivioricordi.com/it/catalogo-browse-libroni/DOC01912). Anche Barblan è convinto “che queste partiture venivano incise nello stabilimento di Milano”, senza però fornire delle prove più specifiche (cfr. Barblan-Beethoven, p. 34).

40.

Un’altra edizione di Pozzi dell’op. 47 di Beethoven porta il numero 345 (vedi sopra), costituita dalle sole parti staccate (cioè senza la partitura completa per il pianista). Nel caso di 6340, la partitura porta la paginatura 76–121, indizio di una possibile combinazione con consimili edizioni di Pozzi. Per quanto riguarda le congruenze contenutistiche tra i numeri 345 e 6340, singoli dettagli tipografici (ad es. “FP” in n. 345 contro “sf” allo stesso punto in n. 6340) fanno supporre che le due versioni di Pozzi, prodotte evidentemente in periodi diversi, siano anche basate su due edizioni modello diverse.

41.

L’opera La pazza per amore di Coppola del 1835 rappresenta una proprietà di Lucca di prima ora. La riduzione per pianoforte dell’opera intera figura già in Catalogo.Lucca.1836 (p. 19) con 14 numeri (1104–1105, 1141–1152), idem in Catalogo.Lucca.1839 (p. 54) e in Catalogo.Lucca.1847 (p. 70). Catalogo.Lucca.1859 (p. 111) riporta solo 13 elementi (manca il n. 1104); in Catalogo.Lucca.1873 (p. 161) appaiono nuovamente tutti i 14 elementi. Il brano “Duetto. Di quel voi non so che farne” porta il numero 1151; l’incipit del titolo diverso “Di quel voi non so che farmi” appare esclusivamente nella versione di Pozzi.

Il prodotto di Pozzi verosimibilmente costituisce un tentativo di pirataggio intrapreso ‘in proprio’ e senza la tutela del Fondo estero di Ricordi, per cui non porta alcun numero di lastra. Lo sostiene anche l’insolita dicitura “Mendrisio a spese di Carlo Pozzi.” posizionata, a differenza del consueto luogo, in basso a destra della prima pagina dello spartito.

42.

Senza alcun numero di lastra né di opera, lo spartito porta l’insolito riferimento editoriale “Castello | Calcografia Pozzi | 1849.” L’autore è Giovanni Frippo (nato a Civiglio, CO, morto a Milano), sacerdote che in seguito all’insurrezione di Milano trova rifugio in Svizzera. Docente a Locarno e Mendrisio, dirige anche l’asilo di Mendrisio, prima di ritornare a Milano nel 1860.

L’edizione è l’unico caso, finora noto, di un prodotto di stampa nel quale la bottega di Castel San Pietro utilizzi la fiera dicitura “Calcografia Pozzi”, suggerendo un’autonomia che di fatto non aveva.

Il libro stampato a Castel San Pietro porta nel calco del frontespizio la consueta formula di deposito, liberamente parafrasata: “La presente Operetta è posta sotto la salvaguardia della legge sulle produzioni letterarie del 20 Maggio 1835 essendosi adempiuto a quanto ella prescrive all’Art. 9.o”. Nei fondi cantonali non si conservano né le tre copie d’obbligo né la petizione dello stampatore; l’unicum dell’opera si trova oggi alla Biblioteca dell’Abbazia di Einsiedeln (collocazione: CH-E, 242.17). Altro elemento insolito del prodotto è il timbro ovale a inchiostro rosso sulla quarta di copertina (al centro della pagina), del contenuto: “Proprietà dell’autore | Frippo”.

43.

Per l’eccezione a questa regola, cfr. i numeri Euterpe Ticinese 208, 209 e 210.

44.

Cfr. Catalogo.ET.1835; Catalogo.Lucca.1836; Catalogo.Lucca.1839; Catalogo.Lucca.1839.appendice; Catalogo.Lucca.1847; Catalogo.Lucca.1859; Catalogo.Lucca.1863/67.supplemento; Catalogo.Lucca.1873.

45.

Tra i numerosi casi, si veda per esempio il Metodo per contrabbasso d’orchestra di Luigi Felice Rossi e Giorgio Anglois, che in Catalogo.Lucca.1847 (pp. 5, 125) figura al numero “*3095”, segnato chiaramente come opera ‘di fondo estero’. A mancanza di ogni riferimento bibliografico di questo titolo a Euterpe Ticinese, si suppone che possa trattarsi dell’edizione di fratelli Ducci (Firenze), concessionario di Lucca nel Granducato di Toscana. Il volume, a partire da Catalogo.Lucca.1859 (pp. 4, 187), ora in “Seconda edizione con aggiunte”, porta il numero 3095 e così si presenta come prodotto Lucca a pieno titolo. Per un altro caso dell’‘integrazione’, da parte di Lucca, del lavorato di un suo concessionario estero nel proprio programma editoriale, per conto di modifiche apportate, si veda il caso di Euterpe Ticinese n. 208–210 rispettivamente n. 1030–1032.

Altri esempi: “Cavatina. Parea che mentre l’aloe” da Il Paria, e “Duetto. Ciel! che ascolto, che discopro!” dall’opera Otto mesi in due ore, entrambe di Gaetano Donizetti (c. e pf.), che appaiono in Catalogo.Lucca.1847 (p. 23) senza numero di lastra e segnati “* * * Fondo estero”. Anche in queste voci di catalogo, non si scorge alcun riferimento alla stamperia di Chiasso; sembrerebbe intanto trattarsi di prodotti di “Calcografia e Copisteria de’ Reali Teatri presso B. Girard e C.i”, cioè del concessionario di Casa Lucca a Napoli. I due brani ricorrono identici in Catalogo.Lucca.1859 (p. 36), ma mancano in Catalogo.Lucca.1873.

Come ultimo caso andrebbe citato il Metodo per violino adottato per lo studio degli allievi del conservatorio di Baillot-Rode-Kreutzer. Anche questa opera emerge in Catalogo.Lucca.1847 (pp. 5, 117) con il numero “*3092”. Dal 1859 in poi invece il volume porta il numero “3092”, quale prodotto Lucca, ora con la “parte teorica [...] in gran parte nuovamente tradotta” (Catalogo.Lucca.1859, pp. 4, 187). Qui Lucca sembrerebbe reclamizzare inizialmente l’edizione di G. Magrini (Torino), anch’esso suo concessionario, prima di appropriarsene tramite modifiche, in termini di traduzione, messe in atto di propria iniziativa.

In tutti i casi citati non si possono ovviamente escludere delle edizioni di Euterpe Ticinese non altrimenti documentate. La completa mancanza di neanche esemplari singoli di tali volumi fa tuttavia ipotizzare delle realistiche alternative, altrettanto ‘estere’.

46.

Parisina nell’edizione Euterpe Ticinese (c. e pf.) comprende i numeri di catalogo 1–10 e 270–277. Catalogo.ET.1835 (p. 10) elenca soltanto i numeri 1–10 (brani senza Cori e Pertichini), mentre Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 9), riporta 18 numeri dell’opera (1–4, 6–11 e 270–277). In Catalogo.Lucca.1836 e nei successivi cataloghi Lucca Parisina non compare.

La numerazione non continuativa ossia in due ordini potrebbe derivare dal fatto che l’opera Parisina, nell’edizione Ricordi (dal n. 7000 in poi), venne prodotta in parte già a maggio-giugno 1833, e in parte invece nel 1835 (“inciso nel 1835”; cfr. Librone Ricordi, n. 7012, 7014, 7016). I dieci numeri riportati in Catalogo.ET.1835 (brani senza Cori e Pertichini) sembrano riflettere la situazione dei materiali Ricordi disponibili in vendita (e come tali come modelli per la ristampa) al momento della stesura del catalogo.

47.

In Catalogo.ET.1835, il brano porta il numero 5 (“5. Introduz. atto 2.o”), che in Catalogo.Lucca.1839.appendice viene sostituito dal numero 275.

48.

In Catalogo.ET.1835 elencato con il numero 10 (“10. Coro ed Aria finale 2.o”).

49.

Catalogo.ET.1835 (p. 6) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 4) elencano i numeri 11–21, più i due brani senza numero, dopo i numeri 12 e 15 (segnati “––”). In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873), Parisina, nella riduzione per pianoforte solo, manca.

50.

Catalogo.ET.1835 (p. 5) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 3) elencano i numeri 22–36. In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873), L’elisir d’amore non figura.

Gli spartiti stampati portano inoltre un secondo numero d’ordine analogo, che non compare nei due cataloghi (qui messo tra parentesi quadre). Questo numero, da 1 a 15, si trova stampato a piè di pagina in centro al singolo spartito, mentre il numero di catalogo segue, sempre a piè di pagina, nell’angolo destro (salvo il n. 27, in cui appare unicamente “6” al centro). Incongruenze come queste possono essere interpretate come indicazioni di un modus operandi della stamperia non ancora consolidato sotto ogni aspetto.

Nell’edizione Euterpe Ticinese dell’opera nella riduzione per pianoforte solo (n. 22–36), si incontrano diverse varianti ortografiche del titolo (“Elisir”, “Elesir” e “Elexir”).

51.

Lucrezia Borgia nell’edizione Euterpe Ticinese (riduzione per pianoforte) comprende i numeri 37–38, e °462–477.

Catalogo.ET.1835 (p. 6) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 4) elencano unicamente i numeri 37 e 38. In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873), Lucrezia Borgia non figura.

Oltre ai numeri 37 e 38 si conservano anche singoli esemplari di un’edizione Euterpe Ticinese dell’opera intera nella riduzione per pianoforte solo (n. 465, 466, 469, 477). Questa edizione non compare nei diversi cataloghi Lucca, nemmeno come prodotto ‘di fondo estero’. Per casi simili cfr. i numeri 427–437 e 458–459 (Donizetti, Lucia di Lammermoor), 603–616 (Bellini, Beatrice di Tenda), 636–649 (Donizetti, Marin Faliero) e 670–680 (Donizetti, Belisario).

52.

Lucrezia Borgia nell’edizione Euterpe Ticinese (c. e pf.) comprende i numeri 39–40 e 478–497. In Catalogo.ET.1835 (p. 10) si elencano unicamente i numeri 39 e 40 (quest’ultima senza indicazione di numero; vedi anche la seguente nota). Anche in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 10) compaiono solo i numeri 39 e 40 (quest’ultima ora con il numero). In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873) l’edizione non figura. L’edizione Euterpe Ticinese di Lucrezia Borgia con i numeri 478–497 manca nei cataloghi Lucca; tuttavia l’edizione corrisponde presumibilmente con quella marcata ‘di fondo estero’ nell’Elenco delle opere teatrali complete, riportato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana (serie iniziata intorno al 1840); cfr. Illustrazione 29.

A tutta probabilità, l’edizione Euterpe Ticinese di Lucrezia Borgia con i numeri 478–497 appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

53.

Il brano esiste anche in una versione senza numero di lastra (esemplare in I-BRc).

54.

Catalogo.ET.1835 (p. 7) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 5), riportano il numero 41 come unico elemento dell’opera nella riduzione per pianoforte solo. In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873), Chiara di Rosemberg non figura.

55.

In Catalogo.ET.1835 (p. 11), il brano viene riportato senza numero, mentre in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 11) porta il numero 42. In Catalogo.Lucca.1836 e nei successivi cataloghi Lucca, l’aria non figura.

L’edizione Artaria dell’aria (“NOVARA presso LA SOCIETÀ CALCOGRAFICA MUSICALE”, n. 43; esemplare in I-PAc) si dichiara “Proprietà degli Editori”. Lo spartito mostra la stessa impaginazione e impostazione grafica dell’edizione Euterpe Ticinese; non si esclude che il numero Artaria 43 abbia servito da modello per la ristampa (vedi Illustrazione 22). Nel Librone Ricordi, lo stesso brano figura al numero 8527, con data di produzione “9 M.zo 1835” (e “Consegna alla Cens[ur]a” il 19 marzo), cioè poco prima del presunto periodo di stesura di Catalogo.ET.1835. Per questo motivo appare altrettanto plausibile che la versione di Euterpe Ticinese del brano sia basata sull’edizione Ricordi.

Di Emma d’Antiochia nella riduzione per canto e pianoforte, Ricordi produce soltanto quattro numeri (8526–8529), tutte, secondo il Librone Ricordi, tra il 9 e il 28 marzo 1835. Con l’acquisizione delle lastre di Artaria, nel 1837, Ricordi diventa inoltre proprietario delle edizioni di quest’ultimo, compresi i relativi diritti di proprietà per il Regno di Sardegna.

Va notato che Ricordi, nel Librone, fissa un prezzo di vendità per la sua edizione dell’aria di Mercadante di Fr. 2,75. Sia Artaria che Euterpe Ticinese invece chiedono L. 2,50 (Illustrazione 22).

56.

Norma nell’edizione Euterpe Ticinese (c. e pf.) comprende i numeri 44, 45, 153, 217–229 e 278. I numeri 217–229 sono presenti sia in Catalogo.ET.1835 (p. 8) che in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 6), mentre i numeri 44, 45 e 278 nei cataloghi non compaiono. In Catalogo.Lucca.1836 e in Catalogo.Lucca.1847 l’opera non compare del tutto. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 26) invece, Norma, si ripresenta come prodotto ‘di fondo estero’ e comprende ora tutti i 17 numeri, in una versione che utilizza le lastre Euterpe Ticinese, parzialmente rivedute e con nuova numerazione (n. 2553–2593, qui ripresa tra parentesi quadre). In Catalogo.Lucca.1873, l’edizione di Norma manca nuovamente.

57.

Catalogo.ET.1835 (p. 11) riporta soltanto i numeri 50 e 54, mentre in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 11) compaiono inoltre i numeri 48 e 49. In Catalogo.Lucca.1836 e nei successivi cataloghi Lucca, l’opera non figura.

L’edizione dell’opera intera con i numeri 519–541 non è menzionata nei cataloghi pervenuti, ma fa parte dell’Elenco delle opere teatrali complete, riportato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana (serie iniziata intorno al 1840). In questa lista, Chiara di Rosemberg (sempre nella versione per canto e pianoforte) è segnata come opera “di fondo estero in numero”.

La relativa numerazione dei numeri 48–50 e 54, nell’edizione dell’opera intera, qui è stata messa tra parentesi quadre.

58.

In Catalogo.ET.1835 l’opera Fausta non figura. Catalogo.Lucca.1836 (p. 20), ne riporta nove elementi nella riduzione per pianoforte solo (con numeri Lucca tra 596 e 615), ancora senza la Sinfonia. Quest’ultima appare solo in Catalogo.Lucca.1839 (p. 56), ma senza numero (segnata “––”), sempre assieme agli altri nove brani. In Catalogo.Lucca.1847 (pp. 21, 72), la Sinfonia, senza numero, è segnata “* * * Fondo estero”. In Catalogo.Lucca.1859 (pp. 34, 112), la Sinfonia porta invece un numero Lucca (n. 2936), ora senza il riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1873 (pp. 57, 163). Unica testimonianza dell’esistenza dell’edizione è l’esemplare in I-Rama. Il fatto che lo stesso numero 49 fosse assegnato inizialmente anche ad un altro elemento del catalogo (cfr. il brano precedente) fa supporre un errore di sistemazione avvenuto nel corso di produzione.

59.

Catalogo.ET.1835 (p. 11) riporta soltanto i numeri 50 e 54, mentre in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 11) compaiono inoltre i numeri 48 e 49. In Catalogo.Lucca.1836 e nei successivi cataloghi Lucca, l’opera non figura.

L’edizione dell’opera intera con i numeri 519–541 non è menzionata nei cataloghi pervenuti, ma fa parte dell’Elenco delle opere teatrali complete, riportato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana (serie iniziata intorno al 1840); cfr. Illustrazione 29. In questa lista, Chiara di Rosemberg (sempre nella versione per canto e pianoforte) è segnata come opera “di fondo estero in numero”.

La relativa numerazione dei numeri 48–50 e 54, nell’edizione dell’opera intera, qui è stata messa tra parentesi quadre.

60.

Prima apparizione in Catalogo.ET.1835 (p. 12); in Catalogo.Lucca.1836 (p. 34) senza numero e con il titolo ridotto a “Variazioni per Arpa e Flauto”; idem in Catalogo.Lucca.1839 (p. 86), senza numero (segnato “––”); in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 11) con titolo completo e al numero 51; in Catalogo.Lucca.1847 (p. 140) senza numero (segnato “* * *”, come opera del Fondo estero) e titolo ridotto a “Variazioni” (nella rubrica “Arpa e flauto”). In Catalogo.Lucca.1859 (p. 161) con il numero “*1505”; in Catalogo.Lucca.1873 (pp. 221, 273) infine con ‘regolare’ numero Lucca 1505.

61.

Prima apparizione dei due brani di Leidesdorf (n. 52 e 53) in Catalogo.ET.1835 (p. 12); mancanti in Catalogo.Lucca.1836; nuovamente in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 11) ai numeri 52 e 53; mancanti nei cataloghi successivi.

62.

Catalogo.ET.1835 (p. 11) riporta soltanto i numeri 50 e 54, mentre in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 11) compaiono inoltre i numeri 48 e 49. In Catalogo.Lucca.1836 e nei successivi cataloghi Lucca, l’opera non figura.

L’edizione dell’opera intera con i numeri 519–541 non è menzionata nei cataloghi pervenuti, ma fa parte dell’Elenco delle opere teatrali complete, riportato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana (serie iniziata intorno al 1840). In questa lista, Chiara di Rosemberg (sempre nella versione per canto e pianoforte) è segnata come opera “di fondo estero in numero”.

La relativa numerazione dei numeri 48–50 e 54, nell’edizione dell’opera intera, qui è stata messa tra parentesi quadre.

63.

Catalogo.ET.1835 (p. 7) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 5) elencano i numeri 55–70. In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873), Un’avventura di Scaramuccia non figura.

64.

In Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 5) l’incipit del brano legge “Che fai qui con questo arnese” (rispettivamente “quest’arnese” nell’edizione musicale). Con tale dicitura l’incipit corrisponde alla prima edizione Ricordi del 1834 (sia nella riduzione per pianoforte, n. 7529, che nelle altre versioni) e al libretto della Prima assoluta. La versione “Che fai qui con quell’arnese” potrebbe risultare da una svista verificatasi nel corso di produzione del materiale.

65.

Nell’esemplare conservato in I-PAt, “Duetto. Se vuoi far la banderuola”, nella riduzione per pianoforte solo, porta il numero di lastra “59” su tutte le pagine, numero già assegnato a “Terzetto. Che fai qui con quell’arnese”, presente nello stesso esemplare. Il fatto è presumibilmente il risultato di una svista verificatasi nel corso di produzione del materiale

66.

La circostanza che il numero 70 si trovi assegnato a due opere diverse (cfr. il brano successivo) sembra dovuto alla circostanza che, nella seconda delle due composizioni (Sinfonia da: Mercadante, Donna Caritea), si tratta di un elemento dal Catalogo Lucca con l’analogo numero.

67.

In Catalogo.ET.1835 Donna Caritea non figura. Catalogo.Lucca.1836 (pp. 17, 22), elenca nove elementi dell’opera (numeri tra 56 e 74), compresa la Sinfonia al numero 70, ma senza riferimento al Fondo estero; idem Catalogo.Lucca.1839 (p. 58). Lo stesso vale per Catalogo.Lucca.1847 (p. 74) e Catalogo.Lucca.1859 (p. 115), dove i brani portano sempre i vecchi numeri a due cifre. In Catalogo.Lucca.1873 invece, Donna Caritea manca nuovamente.

Nell’unico esemplare pervenuto del numero 70 con chiaro riferimento a Euterpe Ticinese (I-Mc, Noseda V.20.12), si tratta di un prodotto originalmente firmato nella lastra con la consueta formula “Milano presso F. Lucca C.da S.ta Margherita N.o 1131”, scritta cancellata tramite abrasione e sostituita mediante timbro con “Chiasso dalla Stamperia L’Euterpe Ticinese”. Il brano dunque non è da considerarsi una produzione di Euterpe Ticinese in senso stretto, ma venne assegnata tale a posteriori. Va aggiunto che il fascicolo è stampato in formato con orientamento verticale, aspetto del tutto inusuale per le edizioni Euterpe Ticinese di riduzioni di brani operistici per pianoforte solo.

68.

I numeri 71–86 sono presenti sia in Catalogo.ET.1835 (p. 11) che in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 11). In Catalogo.Lucca.1836 e nei successivi cataloghi Lucca l’opera non figura.

69.

In Catalogo.ET.1835 (p. 11) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 11) al posto del Recitativo figura “83. Ballabile”.

70.

In Catalogo.ET.1835 (p. 11) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 11) al posto del Recitativo figura “85. Settimino”.

In diversi esemplari esistenti dell’edizione Euterpe Ticinese dell’opera, il brano intitolato “Pezzo concertato. Fauni, Satiri, Silvani” (tra i numeri 84 e 86), risulta privo di numero di lastra.

71.

In Catalogo.ET.1835 (p. 5) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 3) l’opera compare con i numeri 87–102. In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873), La sonnambula non figura.

Dell’edizione Euterpe Ticinese de La sonnambula nella riduzione per pianoforte solo esistono due versioni diverse con la stessa numerazione delle lastre: versioni differenti sia per la qualità tecnica della riduzione che per la veste grafica. Basandosi principalmente sull’aspetto grafico, la prima delle due versioni mostra un’apparenza tipica per i primi prodotti Euterpe Ticinese degli anni 1830, mentre la seconda sembra collocarsi, per tipi e design, intorno alla la metà degli anni 1850 (cfr. Illustrazione 30). Singoli esemplari della prima si conservano in I-Fc, un esemplare completo della seconda in I-Mc.

72.

Catalogo.ET.1835 (p. 9) elenca soltanto dieci numeri (103–106, 109, 117, 119, 121, 123 e 124), mentre in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 8) si aggiungono gli ulteriori elementi (compreso il n. 126). In Catalogo.Lucca.1836 e nei successivi cataloghi Lucca l’opera non figura.

73.

Gemma di Vergy nell’edizione Euterpe Ticinese (rid. per pf.) comprende i numeri 126–138 e 182–184. Catalogo.ET.1835 (p. 6) elenca i numeri 124 (numerazione dubbia, vedi sotto, al n. 184), 126, 127, 129, 131–134, 136 e 138. In Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 4) appaiono i numeri 126–138, 182–184. In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873), Gemma di Vergy non figura.

Le numerose incongruenze tra cataloghi e edizione in termini di numeri e titoli (cfr. le seguenti note) fanno sospettare dei forti disguidi (presumibilmente tra Lucca e Euterpe Ticinese) nel corso della produzione dei materiali.

74.

Nell’esemplare conservato in I-PAt, il brano “Duetto. Oh vergogna, me infelice” porta il numero di lastra 131.

75.

Nell’esemplare conservato in I-PAt, il brano “Coro. Lode al forte guerriero” porta il numero di lastra 132.

76.

Nell’esemplare conservato in I-PAt, il brano “Coro. Assassino, che il ferro immergesti” porta il numero di lastra 134.

77.

Nell’esemplare conservato in I-PAt, il brano “Introduzione Atto II. Coro. Come luna” non porta alcun numero di lastra.

78.

Nell’esemplare conservato in I-VEc, il brano “Coro. Vieni o bella” porta il numero di lastra 138.

79.

I walzer di Strauss (n. 139–145, 147, 148 e 150) sono elencati unicamente in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 12). L’esistenza di un esemplare del n. 151 (In I-PAt) fa inoltre supporre che anche i numeri 146 e 149 (e possibilmente anche 152) siano assegnati a dei brani consimili. Tra le composizioni elencate, solo le opere 95, 101 e 110 di Strauss esistono anche in edizioni Ricordi (prodotti, secondo il Librone Ricordi, nel 1854).

80.

Nel caso di Euterpe Ticinese 141, il riferimento all’editore è insolitamente esplicito: “Chiasso (Svizzera) dalla Stamperia di musica l’Euterpe Ticinese”.

81.

Catalogo.ET.1835 (p. 4) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 2) elencano i numeri 153–166. In Catalogo.Lucca.1836 e in Catalogo.Lucca.1847, Norma non figura, mentre in Catalogo.Lucca.1859 (p. 110) riappare con nuova numerazione (da n. “2553/8384” [Sinfonia] a n. 8397), brani segnati come produzioni ‘di fondo estero’. In Catalogo.Lucca.1873, l’edizione di Norma manca nuovamente. Cfr. il caso analogo della riduzione per canto e pianoforte ai numeri 153 e 217–229. Nel Librone Lucca, l’edizione con i numeri 8384–8398 (quest’ultima “L’Opera Comp[le]ta”) porta il riferimento “(Vedi 153 [a 166] Chiasso)” più, al n. 8398, la nota “Publicata il 9. 7.bre 1858.” Il riferimento a “Chiasso” riguarda presumibilmente l’omonimo registro dei materiali prodotti da Euterpe Ticinese (documento non pervenuto).

82.

Il brano figura unicamente in Catalogo.ET.1835 (p. 3) e in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1).

83.

L’opera 1 di Lickl figura in Catalogo.ET.1835 (p. 3) e in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1). In Catalogo.Lucca.1847 (p. 59), il brano fa invece parte del programma ‘ufficiale’ Lucca, al numero 168 e senza alcun riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 93). In Catalogo.Lucca.1873 il brano non figura.

84.

I puritani nell’edizione Euterpe Ticinese (c. e pf.) esiste in due versioni, la prima ai numeri 169–178 (senza Cori e Pertichini), la seconda dal numero 410 [12001] al 426 [12017]. In Catalogo.ET.1835 (p. 9) l’offerta si limita ai numeri 169–178; l’elenco chiude con la nota “Sta sotto i torchi l’opera completa.” Nell’edizione Ricordi de I puritani, seguendo il Librone Ricordi, i brani senza Cori e Pertichini erano disponibili a partire da marzo 1835, presumibile termine post quem per la stesura di Catalogo.ET.1835.

Resta incerto quale brano dovesse celarsi dietro il numero 169, riportato in Catalogo.ET.1835 senza titolo e anche senza prezzo (il posto non è assegnabile ad alcuno degli elementi prodotti da Ricordi entro marzo 1835); possibilmente si trattava di un numero assunto provvisoriamente, mentre all’opera completa, uscita non prima di settembre 1836 (periodo di produzione degli ultimi numeri dell’edizione Ricordi, secondo il Librone) venne assegnata una nuova serie di numeri, da 410 a 426.

L’opera completa nell’edizione Euterpe Ticinese (ora con Cori e Pertichini), ancora “sotto i torchi” nel 1835, figura in Catalogo.Lucca.1839.appendice (pp. 6–7) con questi nuovi numeri, cioè 410–426. Sia in Catalogo.Lucca.1836 che in Catalogo.Lucca.1847 l’edizione manca, mentre riappare in Catalogo.Lucca.1859 (pp. 26–27), ormai segnata come produzione ‘di fondo estero’ e con nuova numerazione Lucca (12001–12017, qui ripesa tra parentesi quadre). In Catalogo.Lucca.1873, l’edizione de I puritani manca nuovamente.

Esistono inoltre alcuni elementi dell’opera in un’edizione Euterpe Ticinese senza numeri di lastra (cfr. gli esemplari dei numeri 172, 174 e 176, conservati in I-PAc, che portano solo il riferimento “Chiasso dalla stamperia l’Euterpe Ticinese”).

85.

Gemma di Vergy nell’edizione Euterpe Ticinese (riduzione per pianoforte) comprende i numeri 126–138 e 182–184. Catalogo.ET.1835 (p. 6) elenca i numeri 124 (numerazione dubbia, vedi sotto, al n. 184), 126, 127, 129, 131–134, 136 e 138. In Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 4) appaiono i numeri 126–138, 182–184. In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873), Gemma di Vergy non figura.

Le numerose incongruenze tra cataloghi e edizione in termini di numeri e titoli (vedi sotto) fanno sospettare dei forti disguidi (presumibilmente tra Lucca e Euterpe Ticinese) nel corso della produzione dei materiali.

86.

Nell’esemplare conservato in I-COcon, il brano “Coro. D’Ida è pari la beltà” porta il numero di lastra 138.

87.

Nell’esemplare conservato in I-OS, il brano “Duetto. Non è ver, non è quel tempio” porta il numero di lastra 131.

88.

In Catalogo.ET.1835 il brano “Aria finale” – senza incipit, in fondo alla lista – viene elencato con numero e titolo diverso (“124. Aria o Finale 2.o”).

89.

Catalogo.ET.1835 (p. 4) elenca i numeri 186–194, assieme all’annuncio “Quanto prima sarà completa l’Opera.” Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 2) riporta l’opera intera (numeri 185–200). In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873), I puritani non figura.

90.

Il brano esiste anche in una versione senza numero di lastra.

91.

Il numero Euterpe Ticinese 203 si presenta sul frontespizio di una edizione della Norma di fattura del tutto insolita: Il piccolo formato con orientamento verticale, la qualità di carta, il frontespizio, i caratteri tipografici di testo e musica nonché l’impostazione grafica e stilistica generale collocano l’edizione chiaramente nella seconda metà dell’Ottocento. Infatti, il numero 203 manca nei cataloghi (sia di Euterpe Ticinese che di Lucca) della prima metà del secolo; ma anche nei cataloghi del 1859 e 1873, il 203 non è assegnato. Sfogliando invece il volume Euterpe Ticinese 203 dell’opera di Bellini, si scopre che già sulla seconda pagina della Sinfonia il numero di lastra a piè di pagina cambia di colpo da 203 in 14251, cifra che si mantiene fino alla fine del volume.

Un’edizione della Norma con il numero di lastra 14251 (numero unico) si trova nel Primo supplemento al Catalogo generale [...] di Francesco Lucca in Milano del 1863 nella rubrica “Opere teatrali complete con accompagnamento di pianoforte. Colle voci di Soprano e Tenore in chiave di Sol (formato in 8.o)” (cfr. Catalogo.Lucca.1863/67.supplemento, p. 16). Nel Librone Lucca, l’edizione con il numero 14251 non porta alcun riferimento alla stamperia di Chiasso.

L’edizione Euterpe Ticinese 203 (nella quale, notabene, ogni riferimento diretto a Lucca viene evitato nel modo più assoluto) rappresenta verosimilmente uno degli ultimi casi in cui il ‘marchio Euterpe Ticinese’ viene utilizzato per travestire una produzione Lucca non autorizzata, al fine di poterla assumere nel proprio assortimento (proprietario della Norma, sin dagli inizi, era Ricordi). Va notato che l’edizione non si riscontra nei cataloghi: fa solo breve apparizione nel Supplemento Lucca del 1863 (cfr. Catalogo.Lucca.1863/67.supplemento, p. 16), per nuovamente mancare nel catalogo generale del 1873, nel quale tutte le produzioni pirata con legami svizzeri risultano eliminate in toto. Le ultimissime apparizioni di un riferimento a Euterpe Ticinese di Chiasso nelle edizioni Lucca sono infatti riconducibili alla fine del 1868, anno in cui viene firmata la Convenzione italo-svizzera per la proprietà letteraria ed artistica del 22 luglio 1868 (con definitiva entrata in vigore il 10 gennaio 1869); vedi Documenti.vari.1868.1. Per un caso analogo, vedi sotto, Euterpe Ticinese 313.

92.

Prima apparizione dei numeri 204–207 in Catalogo.ET.1835 (p. 3); mancanti in Catalogo.Lucca.1836; nuovamente in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1); mancanti nei cataloghi successivi.

93.

Prima apparizione in Catalogo.ET.1835 (p. 3), senza numeri; non in Catalogo.Lucca.1836; in Catalogo.Lucca.1839 (p. 12) senza numeri e indicata come “(ediz. estera in numero) traduzione italiana con aggiunte” (riferendosi evidentemente alla versione rielaborata che più avanti porterà i numeri di lastra 1030–1032; vedi sotto); in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1) con il numero unico 208 (“diviso in 3 parti”); in Catalogo.Lucca.1847 (p. 5) ora con i numeri 1030–1032; idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 3) e Catalogo.Lucca.1873 (p. 5).

L’edizione del Metodo con i numeri 1030–1032 indica come editore inizialmente “Chiasso presso l’Euterpe Ticinese | Milano presso F. Lucca e nelle altre Città presso i principali Negozianti di Musica”, usando una dicitura analoga alla prima edizione Euterpe Ticinese con i numeri 208–210 (“CHIASSO | Dalla stamperia di musica l’Euterpe Ticinese | à Milano presso F. LUCCA e nelle altre Cittá presso i principali Negozianti di Musica”). In questo caso, anche il contenuto delle lastre rimane inalterato, a parte le tavole, ora reincise (identica solo Tav. I). In un estratto dal catalogo di Casa Lucca (stampato sulla quarta di copertina di Euterpe ticinese 1547), il Metodo di Spohr, probabilmente in questa versione, porta il numero “*1030”, così segnato come opera ‘di fondo estero’.

In Catalogo.Lucca.1847 invece l’asterisco è sparito: il cambiamento significativo riflette il tentativo di trasferire l’opera dal Fondo estero nel catalogo regolare, che coincide con ovvie modifiche in termini di contenuto. Sul nuovo frontespizio di questa “2.a edizione” del Metodo (che porterà gli stessi numeri di lastra 1030–1032), Lucca figura infatti come editore principale, l’opera in questa forma è ormai dichiarata “Propr. dell’Editore” e si presenta come la profonda rielaborazione del metodo in nuova veste, integralmente ricomposta in termini tipografici, mentre mantiene quasi completamente l’impaginazione. La traduzione usata nella precedente edizione di Euterpe Ticinese, qui si propone largamente rielaborata (va comunque sottolineato che non si tratta di una traduzione fatta ex nuovo). In questo modo l’opera si distingue in maniera evidente dalle versioni pressoché identiche di Artaria (n. 598) e Ricordi (n. 109291), quest’ultima ristampata ancora nel 1904, sempre nella stessa traduzione e impostazione che si era trovata in Artaria 598 e Euterpe Ticinese 208–210.

La storia della versione italiana del Metodo di Spohr non è stata ancora completamente chiarita. Si suppone che la prima traduzione italiana fosse stata curata da Artaria (Novara) sulla base dell’edizione originale (Vienna, Haslinger, n. 6050), edizione che successivamente entrava a far parte della gamma di prodotti di Ricordi, con l’acquisizione delle lastre di Artaria nel 1837. La “2.a edizione” di Lucca andrebbe vista come il frutto di pretese da parte di Ricordi, come nuovo proprietario della versione italiana. Scendendo nel dettaglio, la “2.a edizione” di Lucca come “traduzione italiana con aggiunte” si rivela infatti come soluzione piuttosto discutibile, in termini di originalità, concepita principalmente per soddisfare a minor costo gli oneri dovuti per vantarsi proprietario dell’opera. Secondo la Convenzione austro-sarda del 22 maggio 1840 (Art. III), anche le traduzioni venivano “ugualmente considerate come produzioni originali” (Documenti.vari.1840.1): di conseguenza, il ‘nuovo’ prodotto di Lucca poteva ormai godere in pieno della protezione della legge. L’uscita della “2.a edizione” di Casa Lucca andrebbe quindi collocata negli anni successivi alla Convenzione del 1840. La prima edizione del Metodo invece, menzionata già nel catalogo Euterpe Ticinese nel 1835, fa parte della primissima gamma di prodotti della stamperia di Chiasso.

Nel Librone Lucca l’edizione con i numeri 1030–1032 porta l’annotazione “Chiasso 209”, presumibilmente come riferimento all’onominimo registro (documento non pervenuto).

94.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 44), con il titolo in francese e come opera ‘di fondo estero’ (segnato “––”, prezzo: L. 4), mentre in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1) con il titolo in italiano e il numero 211 (prezzo: L. 3.50). In Catalogo.Lucca.1847 (p. 52) segnato “* * *”, idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 87); manca in Catalogo.Lucca.1873. Un esemplare della versione con titolo in francese (“Variations brillantes d’une coupe nouvelle sur la cavatine favorite d’Anna Bolena Vivi tu”) e senza numero di lastra si conserva in I-PAc (“Chiasso Chez l’Emprimerie [sic] de Musique l’Euterpe Ticinese”).

95.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 45), come opera ‘di fondo estero’ e senza numeri (segnato “––”, prezzo: L. 3 per numero), mentre in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1) con i numeri 212 e 113 [sic] (prezzo: L. 2.75 per numero). In Catalogo.Lucca.1847 (p. 52) segnato “* * *”, idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 87); mancano in Catalogo.Lucca.1873.

96.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 45), come opera ‘di fondo estero’ (segnato “––”), in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1) invece con il numero 214. In Catalogo.Lucca.1847 (p. 52) segnato “* * *”, idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 88); manca in Catalogo.Lucca.1873.

97.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 45), come opera ‘di fondo estero’ (segnato “––”), in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1) invece con il numero 215. In Catalogo.Lucca.1847 (p. 52) segnato “* * *”, idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 88); manca in Catalogo.Lucca.1873.

L’opera esiste in una edizione Ricordi (n. 8878; cfr. Catalogo.Ricordi.1855, p. 307), databile (secondo il Librone Ricordi) a ottobre 1835.

98.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 44), come opera ‘di fondo estero’ (segnato “––”), in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1) invece con il numero 216. In Catalogo.Lucca.1847 (p. 52) segnato “* * *”, idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 87); manca in Catalogo.Lucca.1873.

99.

Norma nell’edizione Euterpe Ticinese (c. e pf.) comprende i numeri 44, 45, 153, 217–229 e 278. I numeri 217–229 sono presenti sia in Catalogo.ET.1835 (p. 8) che in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 6), mentre mancano i numeri 44, 45 e 278. In Catalogo.Lucca.1836 e in Catalogo.Lucca.1847 l’opera non compare del tutto. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 26) invece, Norma si ripresenta come prodotto ‘di fondo estero’ e comprende ora tutti i 17 numeri, in una versione che utilizza le lastre Euterpe Ticinese, parzialmente rivedute e con nuova numerazione (n. 2553–2593, qui tra parentesi quadre). In Catalogo.Lucca.1873, l’edizione di Norma manca nuovamente.

Nel Librone Lucca, l’edizione con i numeri da 2553 (Sinfonia) a 2594 (“L’Opera Com[ple]ta”) porta il riferimento a “(N.o 8384)”, e cioè all’edizione Euterpe Ticinese 153 [8384]–166 [8397] (vedi sopra). Il numero 2594 reca inoltre la nota “Publicata il 21. 7.bre 59.”

100.

I numeri 1–10, cifre qui riportate tra parentesi quadre, segnano i brani elencati (con questa numerazione) in Catalogo.ET.1835 (p. 10). In Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 10), si aggiungono gli ulteriori elementi, applicando ormai la nuova numerazione per l’intera serie, dal 230 al 250. In Catalogo.Lucca.1836 e nei successivi cataloghi Lucca l’opera non figura, nemmeno come prodotto ‘di fondo estero’.

Il fatto che, in Catalogo.ET.1835 (p. 10), sia per Parisina (andata in scena il 17 marzo 1833) che per Marino [sic] Falliero (12 marzo 1835) venisse applicata la stessa successione numerica (da 1 a 10) sembra dovuto a un errore di sistemazione avvenuto nel corso di produzione. La svista viene corretta con l’incisione degli ulteriori elementi dell’opera, apportando una nuova numerazione all’intera serie, che ricorre anche in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 10).

I due ordini di numerazione nell’edizione Euterpe Ticinese sembrano riconducibili al fatto che Marin Faliero, nell’edizione Ricordi (dal n. 8676 in poi), venne prodotto soltanto a partire da maggio 1835. I dieci numeri riportati in Catalogo.ET.1835 (brani senza Cori e Pertichini), che nel Librone Ricordi portano la data “1.mo Maggio [1]835”, riflettono quindi precisamente la situazione dei materiali Ricordi disponibili per la copiatura al momento della stesura del catalogo, presumibilmente a maggio-giugno 1835.

101.

Una versione dell’Aria, senza Cori e Pertichini e con l’inizio trasportato a un mezzo tono più basso (in Sol maggiore), porta il numero di lastra 237 (esemplare unico in I-Fn). Considerato che in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 10) il numero si trova assegnato a “Recitativo e Coro. Vieni o dell’Adria”, la creazione della versione in Sol di “Aria. Odo il suon di chi sprezza i periglj” sembra essere dovuta al tentativo di correggere il summenzionato errore di sistemazione numerica, precedente alla stesura di Catalogo.Lucca.1839.appendice.

Per casi simili cfr. i numeri Euterpe Ticinese 55–70 (Luigi Ricci, Un’avventura di Scaramuccia) e Euterpe Ticinese 126–138 182–184 (Gaetano Donizetti, Gemma di Vergy; entrambe nella riduzione per pianoforte solo).

102.

Belisario nell’edizione Euterpe Ticinese (c. e pf.) comprende i numeri 251–262 e 267–268. L’edizione di Belisario (debutto: 4 febbraio 1836) non figura in nessuno dei cataloghi legati alle attività di Euterpe Ticinese e Lucca (da Catalogo.ET.1835 a Catalogo.Lucca.1873). L’opera inoltre non appare nei cataloghi di Lucca.

103.

Ines de Castro nell’edizione Euterpe Ticinese (c. e pf.) comprende i numeri 263, 265 e 269. L’edizione dell’opera (debutto: 27 gennaio 1835) non figura in nessuno dei cataloghi legati alle attività di Euterpe Ticinese e Lucca (da Catalogo.ET.1835 a Catalogo.Lucca.1873). Del materiale musicale si conservano soltanto alcuni elementi; l’esistenza dei numeri 263, 265 e 269 fa ipotizzare una realizzazione calcografica dell’intera opera, presumibilmente sulla base del materiale Ricordi (pubblicato, secondo il Librone Ricordi, nel periodo febbraio–aprile 1835). Nel Catalogo Ricordi, Ines de Castro, nella riduzione per canto e pianoforte, comprende otto numeri vocali (n. 8363–8370), più la Sinfonia (n. 8442). Gli ipotetici titoli Euterpe Ticinese ricostruiti, seguendo la successione dei brani nel Catalogo Ricordi nonché in riferimento ai tre numeri pervenuti, cioè 263, 265 e 269, sono messi tra parentesi quadre. I numeri 267, 268 e 270, nel catalogo Euterpe Ticinese, risultano assegnati diversamente (vedi sotto).

104.

Belisario nell’edizione Euterpe Ticinese (c. e pf.) comprende i numeri 251–262 e 267–268. L’edizione dell’opera (debutto: 4 febbraio 1836) non figura in nessuno dei cataloghi legati alle attività di Euterpe Ticinese e Lucca (da Catalogo.ET.1835 a Catalogo.Lucca.1873). L’opera inoltre non appare nei cataloghi di Lucca.

105.

In alcuni esemplari la sezione “Coro. Diffondasi terribile” figura al numero 268½.

106.

Vedi sopra, Euterpe Ticinese n. 263.

107.

Vedi sopra, Euterpe Ticinese n. 1.

108.

In Catalogo.ET.1835 elencato sotto “5. Introduz. atto 2.o”, sostituito in Catalogo.Lucca.1839.appendice dal numero 275.

109.

Vedi sopra, Euterpe Ticinese n. 44.

110.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 41), come prodotto ‘di fondo estero’ (segnato “––”), mentre in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1) con il numero 279. In Catalogo.Lucca.1847 (p. 47) segnato “* * *”, idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 78); manca in Catalogo.Lucca.1873.

111.

L’edizione Euterpe Ticinese di Lucia di Lammermoor (debutto: 26 settembre 1835) figura esclusivamente in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 9) e non appare più nei cataloghi successivi, nemmeno come prodotto ‘di fondo estero’. L’ordine numerico riflette l’ordine dei brani dell’opera solo in parte.

In una versione dei fascicoli con i numeri 291–292, e 297, 298, 299 e 300 manca il consueto riferimento “Chiasso dalla Stamperia di Musica L’Euterpe Ticinese”, mentre il rispettivo numero di lastra compare su tutte le pagine.

Molto insolitamente, dell’Aria finale (n. 296) si conservano quattro versioni diverse (con differenze grafiche sulla pagina iniziale), portanti tutte il numero 296 più il riferimento “Chiasso dalla Stamperia di musica L’Euterpe Ticinese”.

112.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1847 (p. 47) segnato “* * *”, idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 78); manca in Catalogo.Lucca.1873.

113.

Il numero Euterpe Ticinese 313 si presenta sul frontespizio di una edizione della Sonnambula di fattura del tutto insolita: Il piccolo formato con orientamento verticale, la qualità di carta, il frontespizio, i caratteri tipografici di testo e musica nonché l’impostazione grafica e stilistica generale collocano l’edizione chiaramente nella seconda metà dell’Ottocento. Infatti, il numero 313 manca nei cataloghi, sia di Euterpe Ticinese che di Lucca, della prima metà del secolo; ma anche nei cataloghi del 1859 e 1873 il 313 non è assegnato. Sfogliando invece il volume Euterpe Ticinese 313 dell’opera di Bellini, si scopre che già sulla seconda pagina dell’Introduzione I. il numero di lastra a piè di pagina cambia di colpo da 313 in 13650, cifra che si mantiene fino alla fine del volume.

Un’edizione della Sonnambula con il numero di lastra 13650 (numero unico) si trova nel Primo supplemento al Catalogo generale [...] di Francesco Lucca in Milano del 1863 nella rubrica “Opere teatrali complete con accompagnamento di pianoforte. Colle voci di Soprano e Tenore in chiave di Sol (formato in 8.o)” (cfr. Catalogo.Lucca.1863/67.supplemento, p. 16). Nel Librone Lucca, l’edizione con il numero 13650, senza alcun riferimento a Euterpe Ticinese, porta l’annotazione “7.bre 1862”.

L’edizione Euterpe Ticinese 313 (nella quale, notabene, ogni riferimento diretto a Lucca viene evitato nel modo più assoluto) rappresenta verosimilmente uno degli ultimi casi in cui il ‘marchio Euterpe Ticinese’ viene utilizzato per travestire una produzione Lucca non autorizzata, al fine di poterla assumere nel proprio assortimento (proprietario della Sonnambula, sin dagli inizi, era Ricordi). Va notato che l’edizione non si riscontra nei cataloghi: fa solo breve apparizione nel Supplemento Lucca del 1863 (cfr. Catalogo.Lucca.1863/67.supplemento, p. 16), per nuovamente mancare nel catalogo generale del 1873, nel quale tutte le produzioni pirata con legami svizzeri sono ormai eliminate in toto. Le ultimissime apparizioni di un riferimento a Euterpe Ticinese di Chiasso nelle edizioni Lucca sono infatti riconducibili alla fine del 1868, anno in cui viene firmata la Convenzione italo-svizzera per la proprietà letteraria ed artistica del 22 luglio 1868 (con definitiva entrata in vigore il 10 gennaio 1869); vedi Documenti.vari.1868.1. Per un caso analogo, vedi sopra, Euterpe Ticinese 203.

114.

De La sonnambula, Catalogo.ET.1835 (p. 9) elenca unicamente cinque elementi, tutti senza indicazione di numero (“Duetto: Prendi l’anel ti dono”, “Cavatina: Come per me sereno”, “Cavatina: Vi ravviso, o luoghi ameni”, “Aria: Tutto è sciolto” e “Aria finale 2.o”, che corrisponde grosso modo ai numeri 319, 317, 321, 331 e 334, in questo ordine).

L’opera completa, nell’edizione Euterpe Ticinese, figura in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 7), ora con i numeri 314–334. Sia in Catalogo.Lucca.1836 che in Catalogo.Lucca.1847 l’edizione manca, mentre riappare in Catalogo.Lucca.1859 (p. 27), ormai segnata come produzione ‘di fondo estero’ e con nuova numerazione Lucca (11983–11999, qui ripesa tra parentesi quadre). In Catalogo.Lucca.1873, l’edizione de La sonnambula manca nuovamente.

Nel Librone Lucca, l’edizione con i numeri 11983–12000 (“L’opera Comp.ta”), non porta alcun riferimento a Euterpe Ticinese, con al numero 12000 l’annotazione “(Publicata il 13. X.bre 59)”. Va aggiunto che i numeri 11988 e 11990 subsumono ciascuno due numeri della versione precedente (320 e 321; 323 e 324).

115.

L’edizione Euterpe Ticinese dell’opera di Asioli con i numeri 335–336 non figura in nessuno dei cataloghi pervenuti, sia di Euterpe Ticinese che di Lucca. L’opera esiste in un’edizione Ricordi (n. 650–652; cfr. Catalogo.Ricordi.1855, p. 273), databile (secondo il Librone Ricordi) a gennaio 1821.

116.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1) con numero “345” [sic]; in Catalogo.Lucca.1847 (p. 65) senza numero, segnato “* * *”. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 103) con nuovo numero “*429”; manca in Catalogo.Lucca.1873. L’unico esemplare noto (I-Fc, f. VIII. 6) porta il numero 343 su tutte le lastre.

Il brano esiste anche in un’edizione identica di Pozzi (n. 590), anch’essa senza il riferimento “Proprietà degli editori”. Sulla base dell’analoga impostazione grafica si suppone che le due ristampe siano partite dallo stesso originale.

117.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1; senza numero d’opera); in Catalogo.Lucca.1847 (p. 65) senza numero, segnato “* * *”. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 103) con nuovo numero “*474”; in Catalogo.Lucca.1873 (p. 154) con il numero Lucca 3473.

118.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1847 (p. 65) senza numero, segnato “* * *”. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 103) con nuovo numero Lucca 3480 (prezzo: Fr. 4,50); idem in Catalogo.Lucca.1873 (p. 154; prezzo: Fr. 3,75).

119.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 66), senza numero (segnato “––”), ma con l’aggiunta “(fondo estero in numero)”; in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1) invece con numero 350. In Catalogo.Lucca.1847 (p. 96) senza numero, segnato “* * *”, idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 147). Manca in Catalogo.Lucca.1873.

120.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1); parallelamente in Catalogo.Lucca.1839 (p. 50) al numero Lucca 1545; con quest’ultimo numero anche in Catalogo.Lucca.1847 (p. 65) e Catalogo.Lucca.1859 (p. 103). Manca in Catalogo.Lucca.1873.

Lo stesso brano, l’opera 18 di Thalberg, figura inoltre al numero Euterpe Ticinese 1545 (vedi sotto).

121.

Unica apparizione con numero 352 in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1); parallelamente in Catalogo.Lucca.1839 (p. 50) al numero 1546 e senza riferimento al Fondo estero. In Catalogo.Lucca.1847 (p. 65) senza numero, segnato “* * *”. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 103) con nuovo numero Lucca 3482; in Catalogo.Lucca.1873 (p. 154) con doppio numero “3482–1546”.

Non è pervenuto alcun esemplare del numero Euterpe Ticinese 352; anche di un numero Lucca 1546 non appare riscontrabile alcun esemplare. Si suppone che l’edizione dell’op. 19 di Thalberg sia stata prodotta sin dall’inizio con il numero Euterpe Ticinese 1546, seguito dalla ‘conversione’ in prodotto Lucca (n. 3482) intorno al 1850 circa.

122.

Gli stessi brani, l’opera 26 di Thalberg, esistono anche con i numeri Euterpe Ticinese 1547 e 1548 (vedi sotto).

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1); parallelamente in Catalogo.Lucca.1839 (p. 35) ai numeri Lucca 1547 e 1548; con questi numeri anche in Catalogo.Lucca.1847 (pp. 44 e 65) e Catalogo.Lucca.1859 (p. 70). Mancano in Catalogo.Lucca.1873.

123.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1; senza numero d’opera). In Catalogo.Lucca.1847 (p. 65) senza numero, segnato “* * *”. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 103) con nuovo numero Lucca 3481; idem in Catalogo.Lucca.1873 (p. 154).

Euterpe Ticinese n. 355 = Haslinger (Vienne) n. 6795

124.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1847 (p. 65) senza numero, segnato “* * *”. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 103) con il nuovo numero “*475”; manca in Catalogo.Lucca.1873.

Euterpe Ticinese n. 356 = Bustelli-Rossi n. 878 = Pacini (Paris) n. 3680, “Prop. des Editeurs” (Vienne, Mechetti; et al.)

125.

Il brano, l’opera 33 di Thalberg, non appare nei cataloghi sia di Euterpe Ticinese che di Lucca.

126.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1847 (p. 65) senza numero, segnato “* * *”. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 103) con il nuovo numero “*565”; manca in Catalogo.Lucca.1873.

127.

De L’elisir d’amore, Catalogo.ET.1835 (p. 5) elenca soltanto la riduzione per pianoforte solo (n. 22–36). La versione per canto e pianoforte si trova esclusivamente in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 14,) con tutti i numeri, dal 370 al 397, più l’aggiunta della versione parigina dell’aria Prendi, per me sei libero (n. 1785). Sia in Catalogo.Lucca.1836 che in tutti i successivi cataloghi Lucca (1847, 1859, 1873) l’opera non figura, in nessuna delle due versioni; anche il numero 1785 non ricorre.

La numerazione qui riportata, con i numeri consecutivi dal 370 al 397 con i rispettivi incipit indicati, corrisponde a Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 14). Diversamente dal catalogo, l’edizione a stampa delle musiche utilizza una numerazione leggermente differente (qui messa tra parentesi quadre), possibilmente dovuta ad una svista verificatasi nel corso di produzione del materiale: Nell’edizione, il numero 373 racchiude in sè sia “Cavatina. Come Paride vezzoso” che “Stretta dell’Introduzione. Or se m’ami”. Di conseguenza, i seguenti brani sono spostati numericamente fino a “385. Recitativo. Poichè cantar vi alletta” (che nell’edizione porta il numero 384). Nell’edizione, il numero 385 non è assegnato, con l’effetto che al numero 386 catalogo e edizione corrispondono; subito dopo però i conteggi differiscono nuovamente, fino alla fine dell’opera (ad eccezione del n. 392).

Va aggiunto che, nel caso di “388 [387] Scena. Le feste nuziali [Alto! fronte!]” e “396 [395] Recitativo. Alto! fronte [Le feste Nuziali!]”, nell’edizione i titoli dei brani risultano scambiati, mentre il testo musicale corrisponde correttamente all’incipit riportato nel catalogo. Presi nel loro insieme, questi e simili difetti di produzione possono essere interpretati come indicativi di un processo di lavorazione non esente da ostacoli organizzativi o di comunicazione, come sfortunato effetto collaterale della separazione geografica e transfrontaliera tra mandante (a Milano) ed esecutore (a Chiasso).

128.

I puritani nell’edizione Euterpe Ticinese (c. e pf.) esiste in due versioni, la prima con i numeri 169–178 (senza Cori e Pertichini, vedi sopra), la seconda dal numero 410 [12001] al 426 [12017]. In Catalogo.ET.1835 (p. 9), l’offerta si limita ai numeri 169–178; l’elenco chiude con la nota “Sta sotto i torchi l’opera completa.” Nell’edizione Ricordi de I puritani, seguendo il Librone Ricordi, i brani senza Cori e Pertichini erano disponibili a partire da marzo 1835, presumibile termine post quem per la stesura di Catalogo.ET.1835.

L’opera completa nell’edizione Euterpe Ticinese (ora con Cori e Pertichini), ancora “sotto i torchi” nel 1835, figura in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 6–7) proprio con questi nuovi numeri, 410–426. Sia in Catalogo.Lucca.1836 che in Catalogo.Lucca.1847, l’edizione manca, mentre riappare in Catalogo.Lucca.1859 (pp. 26–27), ormai segnata come produzione ‘di fondo estero’ e con nuova numerazione Lucca (n. 12001–12017, qui ripesa tra parentesi quadre). In Catalogo.Lucca.1873, l’edizione de I puritani manca nuovamente.

Nel Librone Lucca, l’edizione con i numeri 12001– 12018 (quest’ultima “L’Opera Comp[le]ta”) porta la nota “Pubblicata il 13. Xbre 1859.”

129.

Lucia di Lammermoor, nell’edizione Euterpe Ticinese (riduzione per pianoforte), comprende i numeri 427–437 e 458–459. L’edizione Euterpe Ticinese di Lucia di Lammermoor (debutto: 26 settembre 1835), nella riduzione per pianoforte solo, non si riscontra in nessuno dei cataloghi pervenuti, nemmeno come prodotto ‘di fondo estero’. Per dei casi simili cfr. i numeri [462]–477 (Donizetti, Lucrezia Borgia), 603–616 (Bellini, Beatrice di Tenda), 636–649 (Donizetti, Marin Faliero) e 670–680 (Donizetti, Belisario).

A tutta probabilità, la stessa edizione Euterpe Ticinese di Lucia di Lammermoor appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

130.

In Catalogo.ET.1835, Beatrice di Tenda non figura, idem in Catalogo.Lucca.1836. L’opera completa viene riportata solo in Catalogo.Lucca.1839.appendice (pp. 5–6), senza indicazione di numero di catalogo per ogni singolo elemento (al posto del rispettivo numero appare invece “___”, inteso presumibilmente come casella per il numero da inserire a mano dopo la stampa). Si suppone che i numeri di lastra (da 438 a 457) furono assegnate solo dopo la stesura di Catalogo.Lucca.1839.appendice e inserite nelle lastre nel corso della produzione: nei diversi esemplari esistenti dell’opera, questi stessi numeri figurano correttamente. L’edizione manca in Catalogo.Lucca.1847, mentre riappare in Catalogo.Lucca.1859 (pp. 25–26), ormai segnata come produzione ‘di fondo estero’ e con nuova numerazione Lucca (5781–5787 e 5789–5800, qui ripesa tra parentesi quadre). In Catalogo.Lucca.1873, l’edizione di Beatrice di Tenda manca nuovamente.

Nel Librone Lucca, i numeri 5781–5800½ (quest’ultima “L’Opera Comp[le]ta”) è registrata come “Edizione Chiasso”, con al numero 5800½ la nota “Publicata il 11. 8bre 59.”

131.

Lucia di Lammermoor, nell’edizione Euterpe Ticinese (riduzione per pianoforte), comprende i numeri 427–437 (vedi sopra) e 458–459. L’edizione Euterpe Ticinese di Lucia di Lammermoor (debutto: 26 settembre 1835), nella riduzione per pianoforte solo, non si riscontra in nessuno dei cataloghi pervenuti, nemmeno come prodotto ‘di fondo estero’. Per dei casi simili cfr. i numeri [462]–477 (Donizetti, Lucrezia Borgia), 603–616 (Bellini, Beatrice di Tenda), 636–649 (Donizetti, Marin Faliero) e 670–680 (Donizetti, Belisario).

A tutta probabilità, la stessa edizione Euterpe Ticinese di Lucia di Lammermoor appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

132.

Lucrezia Borgia, nell’edizione Euterpe Ticinese (riduzione per pianoforte), comprende i numeri 37–38 (vedi sopra), e °462–477.

Catalogo.ET.1835 (p. 6) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 4) elencano unicamente i numeri 37 e 38. In tutti gli altri cataloghi Lucca (1836, 1847, 1859 e 1873), Lucrezia Borgia non figura.

Oltre ai numeri 37 e 38 si conservano anche singoli esemplari di una edizione Euterpe Ticinese dell’opera intera nella riduzione per pianoforte solo (n. 465, 466, 469, 477). Questa edizione non compare nei diversi cataloghi Lucca, nemmeno come prodotto ‘di fondo estero’. Per casi simili cfr. i numeri 427–437 e 458–459 (Donizetti, Lucia di Lammermoor), 603–616 (Bellini, Beatrice di Tenda), 636–649 (Donizetti, Marin Faliero) e 670–680 (Donizetti, Belisario).

L’Elenco delle opere teatrali complete, riportato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana (serie iniziata intorno al 1840), comprende anche un’edizione completa ‘di fondo estero’ della Lucrezia Borgia (vedi Illustrazione 29).

A tutta probabilità, la stessa edizione Euterpe Ticinese di Lucrezia Borgia appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

La mancanza di un esemplare completo dell’edizione porta al tentativo editoriale di una ricostruzione dell’intera serie (numeri qui segnati “°” e titoli messi tra parentesi quadre). Ciò avviene in considerazione dei numeri pervenuti (465, 466, 469, 477) nonché in analogia con l’edizione Ricordi (n. 7220, 7210, 7216, 7247, 7211, 7218, 7221, 7213, 7214, 7222, 7219, 7224, 7223, 7212, 7215; in questo ordine).

133.

Lucrezia Borgia nell’edizione Euterpe Ticinese (c. e pf.) comprende i numeri 39–40 (vedi sopra) e 478–497. L’edizione Euterpe Ticinese con i numeri 478–497 manca nei cataloghi Lucca; tuttavia l’edizione corrisponde presumibilmente con quella marcata ‘di fondo estero’ nell’Elenco delle opere teatrali complete, riportato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana (serie iniziata intorno al 1840); vedi Illustrazione 29.

A tutta probabilità, la stessa edizione Euterpe Ticinese di Lucrezia Borgia con i numeri 478–497 appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

134.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1847 (p. 66) con numero Lucca 2279 (senza numero d’opera) e senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1859, p. 104. Manca in Catalogo.Lucca.1873.

135.

Il brano con il numero 507 (l’opera 40 di Thalberg) non appare nei cataloghi sia di Euterpe Ticinese che di Lucca.

136.

In Catalogo.Lucca.1839 (p. 14) senza numero (segnato “––”); in Catalogo.Lucca.1847 (p. 9) e Catalogo.Lucca.1859 (p. 10) invece con il numero 2733 e senza riferimento al Fondo estero. In Catalogo.Lucca.1873 il brano manca. L’esemplare conservato in I-Mc porta il numero 510 sul frontespizio, mentre sulle pagine di musica lo stesso 510 appare affiancato dal numero Lucca (“2733 [spazio] 510”); nello stesso esemplare ogni ulteriore riferimento a Lucca viene evitato.

137.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 75), senza numero (segnato “––”); in Catalogo.Lucca.1847 (p. 117) senza numero, segnato “* * *” come opera ‘di fondo estero’; in Catalogo.Lucca.1859 (p. 183) segnato come opera ‘di fondo estero’, ora con nuovo numero “*1517 ”; in Catalogo.Lucca.1859 (p. 265) con il numero Lucca 1517.

138.

Unica apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 69), senza numero e segnato “––” (titolo esatto: “Fantaisie brill. composée sue des motifs de Rossini”). Manca nei cataloghi successivi.

139.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1859 (p. 157), segnato con il nuovo numero “*1223” come opera ‘di fondo estero’; in Catalogo.Lucca.1873 (p. 215) con il numero Lucca 1223.

140.

Il brano non figura in nessuno dei cataloghi, sia di Euterpe Ticinese che di Lucca. L’edizione si conserva in esemplare unico (I-Fn). L’assegnazione dello stesso numero 514 anche a un’altra edizione Euterpe Ticinese (Sigismund Thalberg, op. 7, Grand divertissement pour pianoforte et violoncelle: parte di violoncello; vedi sopra) potrebbe essere il risultato di un errore di sistemazione avvenuto nel corso di produzione.

141.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1847 (p. 120), segnato “*518” come opera ‘di fondo estero’; idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 151). Manca in Catalogo.Lucca.1873.

142.

Catalogo.ET.1835 (p. 11) riporta soltanto i numeri 50 e 54, mentre in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 11) compaiono inoltre i numeri 48 e 49 (numeri qui messi tra parentesi quadre). In Catalogo.Lucca.1836 e nei successivi cataloghi Lucca l’opera non figura.

L’edizione dell’opera intera con i numeri 519–541 non è menzionata nei cataloghi pervenuti, ma fa parte dell’Elenco delle opere teatrali complete, riportato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana (serie iniziata intorno al 1840). In questo elenco, Chiara di Rosemberg (sempre nella versione per canto e pianoforte) è segnata come opera “di fondo estero in numero”.

A tutta probabilità, la stessa edizione Euterpe Ticinese di Chiara di Rosemberg appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

143.

Il brano non appare nei cataloghi sia di Euterpe Ticinese che di Lucca (esemplare in I-PAt).

144.

L’opera Fausta fa parte del regolare programma Lucca presentato nel Catalogo.Lucca.1836 (p. 43). Il duetto con il numero 592 è invece assente sia in Catalogo.ET.1835 che nei Cataloghi Lucca del 1836 e del 1839. In Catalogo.Lucca.1847 (p. 21), il brano è segnato, senza numero: “* * * Fondo estero”. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 34) e Catalogo.Lucca.1873 (p. 57) invece figura al numero Lucca 2930, ora senza riferimento al Fondo estero. Lo spartito pervenuto porta il numero 592, assieme alla consueta formula “Chiasso presso l’Euterpe Ticinese”, e senza alcun riferimento a Lucca. Nel Librone Ricordi, dove il brano figura al numero 7198, la data di produzione è il “24. Xbre [1834]”. Fausta di Donizetti, già nel 1832, era l’oggetto di una querelle giudiziaria tra i due editori (cfr. Pasquinelli-Contributo, p. 571). Si suppone che le rispettive variazioni nei cataloghi Lucca riflettano i tentativi di Lucca di nasconderne la provenienza, in seguito ai contenziosi con Ricordi. Resta l’ipotesi che i numeri 593–602 rimasero riservati per ulteriori numeri dell’opera.

145.

L’edizione Euterpe Ticinese di Beatrice di Tenda, nella riduzione per pianoforte solo, non si riscontra in nessuno dei cataloghi pervenuti, nemmeno come prodotto ‘di fondo estero’. Per dei casi simili cfr. i numeri 427–437 e 458–459 (Donizetti, Lucia di Lammermoor), [462]–477 (Donizetti, Lucrezia Borgia), 636–649 (Donizetti, Marin Faliero) e 670–680 (Donizetti, Belisario).

A tutta probabilità, la stessa edizione Euterpe Ticinese di Beatrice di Tenda appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

146.

Prima apparizione dei numeri 617–619 in Catalogo.Lucca.1847 (pp. 44, 83), sotto il titolo “Sei pezzi facili” (libro 1., 2., 3.) segnati da “*617” a “*619” come opera ‘di fondo estero’; idem in Catalogo.Lucca.1859 (pp. 71, 129), ora anche con il titolo “Récreations enfantiles” [sic]; mancano in Catalogo.Lucca.1873.

147.

L’edizione Euterpe Ticinese di Marin Faliero, nella riduzione per pianoforte solo, non si riscontra in nessuno dei cataloghi pervenuti, nemmeno come prodotto ‘di fondo estero’. Per dei casi simili cfr. i numeri 427–437 e 458–459 (Donizetti, Lucia di Lammermoor), [462]–477 (Donizetti, Lucrezia Borgia), 603–616 (Bellini, Beatrice di Tenda) e 670–680 (Donizetti, Belisario).

A tutta probabilità, la stessa edizione Euterpe Ticinese di Marin Faliero appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

148.

In Catalogo.ET.1835, I Capuleti e i Montecchi (c. e pf.) non figura. Catalogo.Lucca.1836 (p. 40) e Catalogo.Lucca.1839 (p. 18) elencano i seguenti quattro numeri:

377 Cavatina cantata dalla sig. Grisi [Se Romeo t’uccise un figlio]

379 Cavatina cantata dal sig. Bonfigli [È serbata a quest’acciaro]

387 Romanza per C[ontralto] [Oh quante volte]

389 Duetto per S[oprano] e C[ontralto] [Sì fuggire a noi non resta]

A p. 50 dello stesso catalogo (Catalogo.Lucca.1839) figura inoltre la Sinfonia, senza numero (brano segnato “––”). In Catalogo.Lucca.1847 (p. 16), a questi numeri (segnati senza asterisco) si aggiungono altri brani, marcati “* * * Fondo estero”. Si tratta di:

* * * Scena e Duetto. Stolto! a un sol mio grido

* * * Aria. Morte io non temo

Anche questi due brani, più “Scena ultima del M. Vaccaj” (tutti e tre senza numeri) erano già apparsi in Catalogo.Lucca.1839 (p. 18).

La numerazione Euterpe Ticinese qui riportata, continuativa dal numero 652 al 662, si rileva dall’esemplare conservato in I-PAi. Il doppio numero per il 656 (“387.656”, vedi sotto) è indizio per l’assegnazione della numerazione dell’intera serie, dal numero 652 al 662, dopo la stesura di Catalogo.Lucca.1839. Catalogo.Lucca.1859 (p. 26) elenca l’opera completa, ora con numeri a quattro cifre, da 5818 a 5868 (i. e. come prodotto Lucca a pieno titolo), numeri qui poste tra parentesi quadre. Questa edizione utilizza le lastre di Euterpe Ticinese, ma con la numerazione di Lucca (salvo poche pagine reincise nei numeri 655 [5822] e 658 [5825]). In Catalogo.Lucca.1873, l’edizione de I Capuleti e i Montecchi manca nuovamente.

L’edizione dell’opera intera non figura nei cataloghi pervenuti, ma fa parte dell’Elenco delle opere teatrali complete, riportato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana (serie iniziata intorno al 1840). A tutta probabilità, la stessa edizione Euterpe Ticinese de I Capuleti e i Montecchi appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

Nel Librone Lucca, l’edizione con i numeri 5818–5869 (quest’ultima “L’Opera Comp[le]ta”) porta l’annotazione “(Publicata il 6. 8.bre 1859)”.

149.

Nel caso dell’esemplare conservato in I-PAi, tutte le lastre del brano portano il doppio numero “387.656”.

150.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1847 (p. 3), senza nome d’autore, ma dal titolo analogo (“Scale, salti ed altre preparazioni per il Solfeggio”) e segnato con il numero “*3097” come opera ‘di fondo estero’; in Catalogo.Lucca.1859 (pp. 2, 6) invece con nome d’autore, e sempre con il numero “*3097”; in Catalogo.Lucca.1873 (p. 2) con ‘regolare’ numero Lucca 3097.

L’opera esiste in una precedente edizione Ricordi (in due parti, n. 311–312; cfr. Catalogo.Ricordi.1855, p. 11), prodotta, secondo il Librone Ricordi, in data “30. M.zo 1817” e reincisa nel 1846.

151.

L’edizione Euterpe Ticinese di Belisario, nella riduzione per pianoforte solo, comprende i numeri 251 (Sinfonia) e 670–680. Questa edizione non appare in nessuno dei cataloghi pervenuti, nemmeno come prodotto ‘di fondo estero’. Per dei casi simili cfr. i numeri 427–437 e 458–459 (Donizetti, Lucia di Lammermoor), [462]–477 (Donizetti, Lucrezia Borgia), 603–616 (Bellini, Beatrice di Tenda) e 636–649 (Donizetti Marin Faliero).

A tutta probabilità, la stessa edizione Euterpe Ticinese di Belisario (riduzione per pianoforte) appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

152.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1859 (p. 144), sin dall’inizio come “Edizione rinnovata ed aumentata”, in quattro libri con i numeri Lucca 9885–9888 (più 9889 “In un sol libro”); idem in Catalogo.Lucca.1873 (p. 191). In questo caso si tratta presumibilmente dell’edizione Euterpe Ticinese ‘convertita’ e assunta nel catalogo Lucca.

L’edizione Euterpe Ticinese con i numeri 695–699 corrisponde inoltre ai numeri 354–357 dal catalogo Pozzi. L’opera 149 di Diabelli, Ventotto esercizi melodici per piano forte a quattro mani (in quattro libri), sempre nell’“Edizione rinnovata ed aumentata”, appare, di conseguenza, anche in Catalogo.Ricordi.1855 (p. 435), qui con i numeri da “5657*” a “5660*”, segnata come opera del Fondo estero, ‘convertita’ in base ai numeri Pozzi 354–357 (cfr. Librone Ricordi, n. 5657–5660). In questo caso si tratta dunque di un’opera piratata da entrambi gli editori (possibilmente in base all’edizione di C. A. Spina, Wien) tramite la propria produzione estera, e trasferita nel rispettivo catalogo ufficiale per mezzo della nuova numerazione. In questo contesto, è sorprendente che Lucca, ancora nel 1869, difende la sua proprietà dell’edizione nei confronti del prodotto Pozzi-Ricordi (Documenti.vari.1869.2).

153.

Per un’opera possibilmente identificabile con il numero Euterpe Ticinese 700, cfr. Spinelli.petizioni.1851.13 (27 ottobre 1851).

154.

I quattro valzer di Strauss qui elencati con i numeri 705, 706, 708 e 712 non appaiono nei cataloghi stampati, né di Euterpe Ticinese né di Lucca.

Le opere 127, 128 e 135 di Strauss (Euterpe Ticinese 705, 706 e 712) fanno parte del catalogo Ricordi sin dal 1843 (numeri 14851, 15433 e 14853). Il numero Ricordi 14853 venne addirittura depositato ufficialmente da Pozzi con la petizione del 18 settembre 1843 (Pozzi.petizioni.1843.16), il numero 15433 seguì con il deposito del 9 dicembre 1843 (Pozzi.petizioni.1843.19). La mera esistenza di Euterpe Ticinese 706 (op. 128, Apollo-Walzer) e 712 (op. 135, Die Tanzmeister. Walzer) avrebbe quindi avuto il potenziale per scatenare una querelle giudiziaria tra Pozzi e Euterpe Ticinese nel Cantone, come ovvia infrazione alla Legge del 1835 sulla proprietà letteraria.

L’esistenza di questi quattro brani di Strauss in edizioni Euterpe Ticinese, non riportate in nessuno dei cataloghi ufficiali, dà ulteriore motivo di ipotizzare un catalogo Euterpe Ticinese / Fondo estero Lucca (di concezione simile a Catalogo.Lucca.1839.appendice), realizzato nel periodo 1845–1855, presumibilmente come allegato-appendice a Catalogo.Lucca.1847 o come supplemento successivo; il documento non è pervenuto (cfr. Catalogo.ET.18xx).

155.

Prima apparizione dei numeri 732 e 733 in Catalogo.Lucca.1859 (p. 65), segnati “*732” e “*733” come opere ‘di fondo estero’. In Catalogo.Lucca.1873 (p. 95), i due fascicoli sono riuniti “in un sol libro” con il nuovo numero Lucca 10952. Lo stesso Catalogo.Lucca.1873 (p. 95) elenca ai numeri Lucca 10951–10961 una serie di dieci opere didattiche di Bertini (op. 166, 137, 175, 176, 177, 178, 122, 160, 149 e 150/179). Va evidenziato che queste edizioni portano sul frontespizio il riferimento editoriale unico “CHIASSO, L’EUTERPE TICINESE”. Nel Librone Lucca, le date di produzione dei numeri figurano tra marzo 1857 e ottobre 1858.

156.

L’opera 185 di Lanner non appare nei cataloghi stampati sia di Euterpe Ticinese che di Lucca. Il brano fa invece parte del programma Ricordi sin dal 1843 (al numero 15426) e come tale venne ufficialmente depositato da Pozzi, con la petizione del 9 dicembre 1843 (Pozzi.petizioni.1843.19). Anche in questo caso (come già in quello di Euterpe Ticinese 706 e 712), l’esistenza di Euterpe Ticinese 738 rappresenta una chiara infrazione alla Legge cantonale del 1835 sulla proprietà letteraria.

157.

Prima apparizione dell’opera in Catalogo.Lucca.1859 (p. 67), ora come “Seconda edizione riveduta e corretta dall’Autore”, in quattro fascicoli con i numeri Lucca 9880–9883 (più 9884 “In un sol libro”), senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1873 (p. 96).

158.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1847 (p. 111), con il numero Lucca 4196 e senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 170) e Catalogo.Lucca.1873 (p. 241). Dato che il numero Euterpe Ticinese 746 è stato assegnato anche ad un altro brano (assieme ai numeri 747 e 748; vedi sotto), l’occupazione del numero con l’opera 60 di Labitzky sembrerebbe il risultato di una svista avvenuta nella sintonizzazione dei programmi editoriali di Euterpe Ticinese e Lucca. Lo spartito con l’indicazione di editore unico “Chiasso presso l’Euterpe Ticinese” porta infatti il doppio numero di lastra “746 [spazio] 4196”, sia sul frontespizio che sulle pagine di musica (esemplare in I-Fn).

Il fascicolo fa parte della raccolta Lucca L’allievo di Terpsicore. Collezione di balli da sala per pianoforte dei migliori autori (come vol. 6, in brossura). La raccolta contiene, tra gli altri, dodici brani di Joseph Labitzky (tra op. 34 e 167), con numeri di lastra Lucca da 4071 e 7410. L’edizione con il numero “746 [spazio] 4196” è la sola nella raccolta ad indicare Euterpe Ticinese come editore unico; le altre si riferiscono a Lucca, elencando Euterpe Ticinese unicamente tra i concessionari esteri.

159.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1847 (p. 110), con il numero Lucca 4186 e senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 170) e Catalogo.Lucca.1873 (p. 241). Dato che il numero Euterpe Ticinese 747 è stato assegnato anche ad un altro brano (assieme ai numeri 746 e 748), l’occupazione del numero con l’opera 34 di Labitzky sembrerebbe il risultato di una svista avvenuta nella sintonizzazione dei programmi editoriali di Euterpe Ticinese e Lucca. Lo spartito con l’indicazione di editore unico “Chiasso presso l’Euterpe Ticinese” porta come numero di lastra esclusivamente il 747, sia sul frontespizio che sulle pagine di musica (esemplare in I-Fn).

160.

Prima apparizione dei brani in Catalogo.Lucca.1859 (p. 65), segnati da “*746” a “*748” come opere ‘di fondo estero’. Mancano in Catalogo.Lucca.1873.

161.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1859 (p. 67), con il numero Lucca 9909 e senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1873 (p. 96).

162.

Prima apparizione dell’opera in Catalogo.Lucca.1859 (p. 67; senza numero d’opera), con i numeri Lucca 9910–9913 (più 9914 “L’opera completa”) e senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1873 (p. 96; con numero d’opera).

163.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1859 (p. 11), segnato come produzione ‘di fondo estero’. In Catalogo.Lucca.1873 (p. 18), con nuovo numero Lucca (n. 16459) e senza riferimento al Fondo estero. Nel Librone Lucca, il brano (al numero 16459) risulta l’ultimo prodotto Lucca in assoluto a recare l’aggiunta manoscritta “Da Chiasso”, presumibilmente come riferimento alla provenienza delle lastre. Come data di produzione del numero 16459, il registro indica “31/5/67”.

164.

I brani di Folco d’Arles di De Giosa rappresentano gli unici prodotti in assoluto di Euterpe Ticinese (con denominazione di editore unico) che vennero depositati ufficialmente al Consiglio di Stato ticinese (Spinelli.petizioni.1852.4; Spinelli.petizioni.1853.1). L’opera ovviamente non venne assunta nei cataloghi di Euterpe Ticinese (per motivi di data, in Catalogo.ET.1835 e Catalogo.Lucca.1839.appendice, ma presumibilmente neanche in Catalogo.ET.18xx); i brani inoltre non appaiono nei cataloghi Lucca, né come proprietà di Lucca, né come prodotto ‘di fondo estero’. La necessità di depositare gli spartiti sembra essere legata all’esistenza di un’altra edizione dell’opera già esistente, firmata “Napoli, B. Girard e C.”, come possibile modello per la ristampa eseguita a Chiasso (il Folco d’Arles di De Giosa debuttò, nel 1851, al Teatro San Carlo di Napoli).

L’alto numero a tre cifre sembra gettare una luce sullo sviluppo dell’output della stamperia di Chiasso, che nella data del primo deposito del Folco d’Arles, il 1 settembre 1852, aveva quindi già superato i 750 numeri (il secondo deposito seguì il 4 gennaio 1853). Si suppone che la stessa edizione Euterpe Ticinese apparisse inoltre in Catalogo.ET.18xx.

Per il carattere del tutto eccezionale del prodotto, l’assunzione dell’opera nel presente catalogo Euterpe Ticinese avviene in modo provvisorio, e per questo motivo evidenziato con colore particolare.

165.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1859 (p. 101), con il numero Lucca 8825 e senza riferimento al Fondo estero; ripreso in Catalogo.Lucca.1873 (p. 151).

166.

Il furioso all’isola di Sant [sic] Domingo nell’edizione Euterpe Ticinese (riduzione per pianoforte) comprende i numeri 847–851, 853–857, 861 [863] e 864–867, tutti senza il riferimento editoriale “Chiasso dalla Stamperia L’Euterpe Ticinese” nei singoli numeri. Nell’unico esemplare noto dell’edizione (in I-Nc), questo riferimento è riscontrabile esclusivamente sul frontespizio, non come parte della lastra incisa, ma applicata tramite timbratura; manca invece nei singoli brani.

Parallamente all’edizione Euterpe Ticinese esiste un’edizione Lucca quasi identica de Il furioso (numeri di lastra: 847–850, “852.864”, 853–857, 863, 865–867) che porta sul frontespizio invece il riferimento editoriale completo “Milano | Presso Franc. Lucca C. S. Margherita N.o 1131”, mentre sulla prima pagina di musica di ogni numero ricorre la consueta formula breve “Milano presso Fran. Lucca.”. Il confronto delle due versioni rivela che entrambe, nei numeri comuni, compreso il frontespizio, utilizzano le stesse lastre.

L’edizione Lucca (con i numeri 847–851, 853–857 e 863–867) figura in Catalogo.Lucca.1836 (p. 20), senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1839 (p. 55), Catalogo.Lucca.1847 (p. 72) e Catalogo.Lucca.1859 (p. 113). Il fatto che l’opera manca in Catalogo.Lucca.1873, rivela che sia la versione Lucca che la versione Euterpe Ticinese dell’edizione rappresentavano ristampe o edizioni non autorizzate che infrangevano la legalità stabilita nella Convenzione italo-svizzera del 1868 (Documenti.vari.1868.1). Il Librone Lucca non offre ulteriori informazioni.

Il presente caso è l’unico a riguardare un’edizione Euterpe Ticinese e un’edizione Lucca che utilizzano (grosso modo) non solo le stesse lastre, ma anche gli stessi numeri di lastra. Considerata l’esistenza di una versione Lucca completa, riportata nel catalogo ufficiale per decenni, si suppone che l’edizione realizzata come prodotto Euterpe Ticinese (cfr. il suddetto esemplare in I-Nc con timbratura sul frontespizio) non fosse altro che un prototipo o copia unica non destinata al mercato.

Un confronto dell’edizione Lucca / Euterpe Ticinese con la versione Ricordi (numeri 6750, 6687–7074) rivela inoltre che l’edizione Lucca / Euterpe Ticinese rappresenta, a maggior parte, una riduzione per pianoforte solo fondamentalmente diversa, salvo i numeri 853 e 867, che in termini di tessitura pianistica riflettono la stessa riduzione dei relativi numeri Ricordi (n. 7073 e 7072). Si nota che, nell’edizione Ricordi solo i numeri 6687–6691 sono espressamente dichiarate “Prop. dell’Editore” e “Dep. all’I. R. Bibl.a”(quali proprietà di Ricordi con Deposito legale avvenuto nel Regno Lombardo-Veneto). Questa combinazione di circostanze sembra spiegare perché l’edizione di Lucca sparisse dall’assortimento di Lucca solo con la stesura di Catalogo.Lucca.1873.

167.

Il brano porta sul frontespizio il numero “852.864” (in alto a destra) e “852” (in basso a destra), mentre su tutte le lastre successive appare unicamente “852” (in basso al centro). Per questo motivo, il brano “Romanza e Stretta dell’Introduzione. Raggio d’amor parea” nel presente elenco è registrato al numero 864.

168.

In Catalogo.Lucca.1836 (p. 20) e Catalogo.Lucca.1847 (p. 72), il brano “Sortita Kaidamà. Ciel! Quai grida!” porta il numero 861; Catalogo.Lucca.1839 (p. 55) e Catalogo.Lucca.1859 (p. 113) invece lo elencano al numero 863.

169.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 43), con aggiunta esplicita “(fondo estero in numero)”; non in Catalogo.Lucca.1839.appendice. In Catalogo.Lucca.1847 (p. 55) segnati da “*970” a “*975” come ‘Fondo estero in numero’; idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 90); in Catalogo.Lucca.1873 (p. 127), con ‘regolari’ numeri Lucca, da 970 a 975, e senza riferimento al Fondo estero.

170.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1836 (p. 30), con numero Lucca 1009 e senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1839 (p. 77, qui senza numero d’opera), poi in Catalogo.Lucca.1847 (p. 107), Catalogo.Lucca.1859 (p. 165) e Catalogo.Lucca.1873 (p. 227).

171.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1836 (p. 30, qui senza numero d’opera), con numero Lucca 1010 e senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1839 (p. 82), Catalogo.Lucca.1847 (p. 107),

Catalogo.Lucca.1859 (p. 165) e Catalogo.Lucca.1873 (p. 227).

172.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 68), con numero Lucca 1501 [recte: 1502] e senza riferimento al Fondo estero; in Catalogo.Lucca.1847 (p. 119) con il corretto numero Lucca 1502; idem in Catalogo.Lucca.1859 (p. 151). Manca in Catalogo.Lucca.1873. Nel Librone Lucca nessun riferimento specifico.

173.

Numero di lastra sul frontespizio: “1502”, sulle pagine di musica: “1502_1503”.

174.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1), con il numero 351; parallelamente in Catalogo.Lucca.1839 (p. 50) con numero Lucca 1545; con questo numero anche in Catalogo.Lucca.1847 (p. 65) e Catalogo.Lucca.1859 (p. 103). Manca in Catalogo.Lucca.1873.

175.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1), con il numero 352 (vedi sopra); parallelamente in Catalogo.Lucca.1839 (p. 50), con numero 1546 e senza riferimento al Fondo estero. In Catalogo.Lucca.1847 (p. 65), segnato “* * *”. In Catalogo.Lucca.1859 (p. 103), con il nuovo numero Lucca 3482; in Catalogo.Lucca.1873 (p. 154), con doppio numero “3482–1546”. Nel Librone Lucca, il numero 3482 porta l’annotazione “a Mil.o 26/9/53”.

176.

Indicazione luogo-editore sul frontespizio di entrambi i numeri: “Chiasso l’Imprimerie de Musique L’Euterpe Ticinese | à Milan chez F. Lucca”. Gli stessi brani, l’opera 26 di Thalberg, esistono anche con i numeri Euterpe Ticinese 353 e 354 (vedi sopra).

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1) con i numeri 353 e 354; parallelamente in Catalogo.Lucca.1839 (p. 35) con numeri Lucca 1547 e 1548 e senza riferimeno al Fondo estero; con questi numeri anche in Catalogo.Lucca.1847 (p. 44 e 65) e Catalogo.Lucca.1859 (p. 70). Mancano in Catalogo.Lucca.1873.

177.

Numero di catalogo sul frontespizio: “N. 1726. | 280”. Indicazione luogo-editore: “CHIASSO | Publiè par l’Imprimerie de Musique l’Euterpe Ticinese”.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 41), con il numero 1726, senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1847 (p. 47) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 78). Manca in Catalogo.Lucca.1873. Nel Librone Lucca nessun riferimento specifico.

178.

Indicazione luogo-editore sul frontespizio: “Chiasso Chez l’Imprimerie de Musique l’Euterpe Ticinese | Milan chez Fran[.] Lucca”. Nel Librone Lucca nessun riferimento specifico.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1839 (p. 40), con il numero 1727, senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1847 (p. 47) e in Catalogo.Lucca.1859 (p. 78). Manca in Catalogo.Lucca.1873.

Il brano esiste anche in un’edizione identica di Pozzi (n. 285), anch’essa senza il riferimento “Proprietà degli editori”. In base all’analoga impostazione grafica si suppone che le due ristampe siano partite dallo stesso originale. Entrambe riportano in copertina la seguente nota stampata: “Cette edition est la seule revue corrigée et augmentée par l’Auteur tel qu’il a exécuté ce morceau à Paris au Conservatoire à l’Opéra et au Th. Italien.” Per altre edizioni dell’opera (che si proclamano altrettante “la seule revue [...]” o simili), cfr. Schlesinger (Paris), n. 2378; Diabelli (Wien), n. 6114; Wessel & Co. (London), n. 2270.

179.

De L’elisir d’amore, Catalogo.ET.1835 (p. 5) elenca unicamente la riduzione per pianoforte solo (n. 22–36). La versione per canto e pianoforte si trova esclusivamente in Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 14) con tutti i numeri, dal 370 al 397, più l’aggiunta della versione parigina dell’aria Prendi, per me sei libero (n. 1785). Sia in Catalogo.Lucca.1836 che in tutti i successivi cataloghi Lucca (1847, 1859, 1873) l’opera non figura, in nessuna delle due versioni; anche il numero 1785 non ricorre. Nel Librone Lucca nessun riferimento specifico.

180.

In Catalogo.ET.1835, I Capuleti e i Montecchi (riduzione per pianoforte) non figura. Catalogo.Lucca.1836 (p. 18) e Catalogo.Lucca.1839 (p. 54) elencano i seguenti quattro numeri:

378 Cavatina cantata dalla Sig.a Grisi. Se Romeo t’uccise un figlio

380 Cavatina cantata dal Signor Bonfigli. È serbata a quest’acciaro

388 Romanza. Ove sei tu, Romeo

390 Duetto. Sì fuggire a noi non resta

In Catalogo.Lucca.1847 (p. 69), a questi numeri si aggiunge un ulteriore brano:

1348 Scena ultima. Se tu dormi svegliati del M.o Vaccai

Catalogo.Lucca.1859 (p. 110) riporta infine l’elenco riprodotto sopra (con i numeri a quattro cifre tra parentesi quadre), tutto segnato con * come produzione ‘di fondo estero’. In Catalogo.Lucca.1873, I Capuleti e i Montecchi non figura.

Si presume l’esistenza di un’edizione Euterpe Ticinese dell’opera (riduzione per pianoforte solo) con i consueti numeri a tre cifre. A mancanza di un esemplare pervenuto di questa edizione, i potenziali numeri di lastra sono qui segnati con “°[nnn]”.

A tutta probabilità, la stessa edizione Euterpe Ticinese de I Capuleti e i Montecchi appariva inoltre in Catalogo.ET.18xx.

Nel Librone Lucca, l’edizione con i numeri 2690–2700 (quest’ultima “Lopera Comp.a”) porta il riferimento “(Publicata il 6. 8.bre 59)”.

181.

In Catalogo.Lucca.1847 (p. 78) e Catalogo.Lucca.1859 (p. 30), segnato “2896”, insieme agli altri sette numeri dell’opera, e senza riferimento al Fondo estero. Di conseguenza, il brano figura come prodotto Lucca a tutti gli effetti. In Catalogo.Lucca.1873, Saffo manca in entrambe le riduzioni. Nonostante la presenza del brano nei cataloghi come prodotto Lucca, l’unico esemplare noto (in I-Vnm) porta altrettanto il numero 2896, mentre indica come unico editore “Chiasso presso l’Euterpe Ticinese”. Nel Librone Lucca nessun riferimento più specifico.

182.

Prima apparizione in Catalogo.Lucca.1859 (p. 147), con il numero Lucca 7700 e senza riferimento al Fondo estero; idem in Catalogo.Lucca.1873 (p. 199). Nello spartito di Euterpe Ticinese 7700 non si trova alcun riferimento a Lucca, ma unicamente la consueta formula sul frontespizio “CHIASSO presso l’EUTERPE TICINESE”. Il brano appare anche in Catalogo.Ricordi.1855 (p. 442, al numero 6602), in questo caso in una riduzione per pianoforte a quattro mani “de G. Alary” (cfr. Librone Ricordi). Vedi inoltre le note per i numeri Euterpe Ticinese 49 e 592.

Nel Librone Lucca, l’edizione con il numero 7700 riporta nessun riferimento a Euterpe Ticinese.

183.

Torquato Tasso appare per la prima volta in Catalogo.Lucca.1836 (p. 41), che elenca dodici brani (numeri 896, 899–900, 902, 904–906, 908, 910, 913–915). Catalogo.Lucca.1839 (p. 24) invece segna 18 brani (“L’Opera completa”); idem Catalogo.Lucca.1847 (p. 24), Catalogo.Lucca.1859 (p. 37) e Catalogo.Lucca.1873 (p. 95). Secondo questi cataloghi Lucca, “Scena e Duetto. In un estasi che uguale” porta il numero 900.

Del brano in questione, nell’edizione Euterpe Ticinese, si conosce un unico esemplare (in I-CRg), che porta sul margine inferiore della prima pagina di musica la consueta indicazione “Chiasso dalla Stamperia di musica l’Euterpe Ticinese”, senza numero di lastra o di catalogo. “Scena e Duetto. In un estasi che uguale” è anche il primo brano dell’opera prodotto da Ricordi nel novembre 1833 (n. 7192), assieme ad altri tre elementi (n. 7193, 7195 e 7198). Non si dovrebbe quindi escludere un prodotto Euterpe Ticinese di primissima ora.

È noto che Torquato Tasso di Donizetti, già nel 1833, era l’oggetto di una querelle giudiziaria tra i due editori (cfr. Pasquinelli-Contributo, p. 571). È quindi concepibile che l’edizione Euterpe Ticinese di “Scena e Duetto. In un estasi che uguale” fosse stata realizzata prima della risoluzione della controversia.

Nel caso di Torquato Tasso, Lucca figura come proprietario dell’opera intera ancora nel 1873 (Catalogo.Lucca.1873, p. 95). Nel catalogo Ricordi invece (cfr. Catalogo.Ricordi.1855, pp. 99–100), si contano solo alcuni brani singoli dell’opera (tra cui “Scena e Duetto. In un estasi che uguale”).

184.

Le seguenti opere costituiscono la parte segnata ‘di fondo estero’, nell’Elenco delle opere teatrali complete, riportato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana (serie iniziata intorno al 1840). Versioni precedenti (e quindi parziali) di questo elenco si trovano in Catalogo.Lucca.1839 (p. 91) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 15).

L’Elenco delle opere teatrali complete non riporta i numeri di lastra, qui aggiunti tra parentesi quadre in base ai materiali riportati nel presente catalogo. Per una riproduzione del documento, vedi Illustrazione 29.

185.

Le seguenti opere costituiscono la parte segnata ‘di fondo estero’, nell’Elenco delle opere teatrali complete, riportato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana (serie iniziata intorno al 1840). Versioni precedenti (e quindi parziali) di questo elenco si trovano in Catalogo.Lucca.1839 (p. 91) e Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 15).

L’Elenco delle opere teatrali complete non riporta i numeri di lastra, qui aggiunti tra parentesi quadre in base ai materiali riportati nel presente catalogo. Per una riproduzione del documento, vedi Illustrazione 29.

186.

L’edizione Euterpe Ticinese de I Capuleti e i Montecchi (riduzione per pianoforte solo) non è pervenuta. Unico riferimento all’esistenza di un’analoga produzione ‘di fondo estero’ Lucca è la rispettiva voce nell’Elenco delle opere teatrali complete. Si conserva invece la versione ‘convertita’ in un prodotto Lucca (numeri Lucca 5818 e 2690–2699).

Dato che l’opera, nella riduzione per canto e pianoforte, esiste in un’edizione Euterpe Ticinese (n. 652–662), si suppone che anche la riduzione per pianoforte solo de I Capuleti e i Montecchi sia stata pubblicata sotto il marchio di Chiasso. Fino al ritrovamento del relativo esemplare, non si esclude tuttavia che il riferimento nell’Elenco delle opere teatrali possa riguardare una delle edizioni ‘estere’, prodotte ad es. a Roma (L. Ratti) e assunte da Lucca nel proprio catalogo.

187.

L’edizione Euterpe Ticinese di Bianca e Fernando (riduzione per pianoforte solo) non è pervenuta. Unico riferimento a un’edizione ‘di fondo estero’ Lucca è la rispettiva voce nell’Elenco delle opere teatrali complete. Un’edizione Lucca di Bianca e Fernando per pianoforte solo dell’opera intera è invece già documentata in Catalogo.Lucca.1836 (p. 19) e ricorre altrettanto, sia in Catalogo.Lucca.1839 (p. 53) che in Catalogo.Lucca.1847 (p. 69). È quindi lecito presumere che l’asterisco accanto a Bianca e Fernando nell’Elenco delle opere teatrali complete sia stato messo per errore.

188.

Oltre ai numeri 11–21, l’edizione Euterpe Ticinese comprende due elementi senza numero.

189.

Oltre ai numeri 11–21 l’edizione Euterpe Ticinese comprende due elementi senza numero.

190.

Nel Librone Ricordi (manoscritto), le parentesi tonde distinguono gli elementi ‘di fondo estero’ Ricordi, creati in Ticino, dai materiali di Artaria, integrati nel Librone dal 1837 in poi. I numeri originali di quest’ultimi, nel Librone appaiono tra parentesi quadre.

191.

Bustelli-Rossi n. 860 = Schott (Mayence) n. 12832.

192.

Bustelli-Rossi n. 861 = Lucca n. 10944 = Stabilimento Musicale Partenopeo (Napoli) n. 12793.

193.

Bustelli-Rossi n. 862 = Lucca n. 10072.

194.

Bustelli-Rossi n. 863 = Schott (Mayence) n. 11136.

195.

Bustelli-Rossi n. 864 = André (Offenbach) n. 6730.

196.

Bustelli-Rossi n. 865 = Lucca n. 9950 = Racca (Torino) n. 3311 (dal 1859: Giudici e Strada, Torino, n. 3311).

197.

Bustelli-Rossi n. 866 = Schonenberger (Paris) n. 2088.

In I-BGi si conserva un esemplare del numero Bustelli-Rossi 866 su carta ingiallita e con timbro a secco “G. RICORDI e C. | 1894 | 11” (periodo di produzione: novembre 1894). La quarta di copertina riporta inoltre un estratto dal catalogo Ricordi-Lucca con opere di recente pubblicazione (numeri fino al 97373).

198.

Bustelli-Rossi n. 867 = Schonenberger (Paris) n. 2089.

In I-BGi si conserva un esemplare del numero Bustelli-Rossi 867 su carta ingiallita e con timbro a secco “G. RICORDI e C. | 1894 | 6” (periodo di produzione: giugno 1894). La quarta di copertina riporta inoltre un estratto dal catalogo Ricordi-Lucca di opere di recente pubblicazione (numeri tra 96314 e 96759).

199.

Bustelli-Rossi n. 868 = Schott (Mayence) n. 12842.

200.

Bustelli-Rossi n. 869 = Schott (Mayence) n. 10419 = Steingräber (Leipzig) n. 966.

201.

Bustelli-Rossi n. 870 = Schott (Mayence) n. 14356.

202.

Bustelli-Rossi n. 871 = Schott (Mayence) n. 14675.

203.

Bustelli-Rossi n. 872 = Lucca n. 13513 = Guidi (Florence) n. 1722.

204.

Esemplare in ASTi (UNA 881/43) con timbro a secco “T. R. | 59 |7”.

205.

Bustelli-Rossi n. 874 = Lucca n. 10945.

206.

Bustelli-Rossi n. 875 = Witzendorf (Vienne) n. 3428.

207.

Bustelli-Rossi n. 876 = Witzendorf (Vienne) n. 3667.

208.

Bustelli-Rossi n. 878 = Euterpe Ticinese n. 356 = Pacini (Paris) n. 3680, “Prop. des Editeurs” (Vienne, Mechetti; et al.)

7. Petizioni

Raccolta delle petizioni presentate al Consiglio di Stato ticinese per ottenere il beneficio giusta la legge 20 maggio 1835 sulla protezione della proprietà letteraria (in ordine cronologico)

7. Petizioni - Pozzi (1839–1855)

Petizioni di Carlo Pozzi al Consiglio di Stato per ottenere il beneficio giusta la legge 20 maggio 1835 sulla protezione della proprietà letteraria

Osservazioni preliminari

La seguente documentazione riporta le petizioni che Carlo Pozzi, tra il 1839 e il 1855, rivolse al Consiglio di Stato Ticinese per ottenere il beneficio giusta la legge 20 maggio 1835 sulla protezione della proprietà letteraria. Un confronto tra questi documenti, conservati nell’Archivio di Stato del Cantone Ticino (ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 1–110), gli Avvisi musicali pubblicati da Pozzi (cfr. il capitolo 8. Avvisi musicali - Pozzi) e le musiche depositate, rivela che l’insieme delle petizioni esistenti rappresenta solo una parte dei materiali realmente redatti a tale scopo. Per la riproduzione di una delle petizioni manoscritte di Pozzi, vedi Illustrazione 5.

I documenti vengono elencati in ordine cronologico, a differenza dall’ordine sparso stabilito all’interno dell’unità d’archivio. La trascrizione si limita alle parti tematicamente rilevanti; l’accusa di ricevimento sul retro del singolo documento viene riportata solo nei casi in cui il contesto lo esige. Qualsiasi aggiunta editoriale è posta tra parentesi quadre.

Nella trascrizione è stato evitato di conferire al singolo documento una struttura ‘ordinata’, sostanzialmente diversa dalla fonte; per il sunto contenutistico delle petizioni, in termini di opere depositate, vedi il capitolo 5. Depositi.

Sotto la sigla Pozzi.petizioni.1845.5 (ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 46) si riscontra un documento inserito nel fondo d’archivio per ovvio errore. Si tratta di una petizione al Consiglio di Stato del tipografo Francesco (II) Veladini del 19 giugno 1845, riguardante tre opere letterarie di sua produzione. Come unica testimonianza diretta, finora nota, dell’attività di Veladini quale fruitore della legge 20 maggio 1835, si è deciso di assumere lo scritto nel presente apparato.

Le lettere di conferma che Pozzi nelle sue petizioni solitamente chiede come giustificativo della tutela legale (il “cenno di ricevuta”), documenti che ovviamente anche ricevette, devono essere considerate perse.

[Page]

Pozzi.petizioni.1839.1 (16 dicembre 1839)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 110

Castello S. P. li 16. Xbre 1839

Al Lod.le Governo Provvisorio della Repubblica e Cantone Ticino

Onor.li S.ri Presi.te e Cons.ri

Divenuto il sotto[scritto] proprietario pella Svizzera in forza di Cessione dell’opera Musicale Oberto Conte di S.t Bonifacio posta in Musica dal V[enerabile] Maestro Verdi, e volendo porre l’opera stessa sotto la protezione della Legge 20 maggio 1835, trasmette assieme alla presente lettera 3. esemplari di diversi pezzi dell’opera stessa che ridotti a cembalo e canto riproduce in questo Cantone mediante la Calcografia, pregando le SS. Loro a volerne fare eseguire il consueto registro ed accusargliene la ricevuta, nella quale attesa rassegna Loro i sentimenti della più distinta Stima [de]lle SS. Loro

Devot.mo S.re

Carlo Pozzi

[Distinta dei pezzi]

N.o 11979. Cavatina. Sotto il paterno tetto.

- 11978. I.m [Cavatina] Se [recte: Son] frà voi... Già sorto è il giorno

- 11980. Scena e Duetto Guardami... sul mio ciglio

- 11982. Scena e Duetto Il pensier d’un amore felice

- 11988. Coro Scena ed Aria Oh chi torna l’ardente pensiero

- 11990. Scena ed Aria L’orrore del tradimento

- 11991. Scena e Quartetto Vili all’armi, a donne eroi

- 11993. Romanza. Ciel che feci

- 11995. Scena e Rondò finale Sciagurata!... a questo Lido

Pozzi.petizioni.1840.1 (19 gennaio 1840)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 109

Castello S. P. li 19. Gennajo 1840

onor.li S.ri Presid.te e Cons.ri di Stato [...]

accompagnato dalla presente innoltro [...] tre esemplari di [un] altro pezzo dell’opera Musicale Oberto Conte di S.Bonifacio [musica del M. Gius.e Verdi] ridotto p. piano-forte e Canto cioè N.o 11984 Scena e terzetto. Son io stesso!... a te d’avanti perche sia posto sotto la protezione della Legge [...].

Vorrà compiacersi Cod.o Lod.e Cons.o di farne seguire il solito registro e di accennarmene la ricevuta.

[...]

Devot.mo S.re

Carlo Pozzi.

Pozzi.petizioni.1841.1 (26 dicembre 1841)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 96

Al Lod.le Cons.o di Stato Della Repubblica e Cantone del Ticino

Onor.li S.ri Presi.te e Cons.ri

assieme alla presente innoltro [...] tre esemplari dello Stabat Mater posto in Musica dal celebre M.o Cav.re G. Rossini a quattro voci con coro, ed altri due pezzi dell’opera Corrado d’Altamura [Musica di Federico Ricci e ridotti per piano-forte e canto] che riproduco nel Cantone mediante la Calcografia, e portanti il primo li N.i di Catalogo 13376 al 13385,1 e li 2.di li N.i 13401 e 13407, e ciò allo scopo di porre le opere stesse sotto la protezione della Legge [...].

Prego le SS. LL. Onorl.me a farne eseguire il Consueto registro ed accusarme[ne] sollecitamente la ricevuta [...].

Castello S. P. li 26. Xbre 1841

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1842.1 (26 gennaio 1842; data fittizia, deposito avvenuto tra 30 gennaio e 4 febbraio)2

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 97

[...]

Divenuto io sotto[scritto] proprietario pella Svizzera in forza di Cessione delle opere Maria Padilla posta in Musica dal M.o Gaet.o Donizetti, Saffo posta in Musica dal M.o Gio. Paccini, e del Metodo ossia Scuola di Canto parte 1.a di Em. Garcia, mi faccio sollecito d’innoltrare [...] tre esemplari di diversi pezzi tolti dalle d.e due prime opere, nonche del d.o Metodo Garcia come alla sotto distinta, e ciò allo scopo di porre le opere medesime sotto la Salvaguardia della Legge [...], quali opere vado a riprodurre nel Cantone mediante la Calcografia ed a pubblicare ne[i] giorni indicati sù cadaun pezzo.

Vorrà questo Lod.e  [Consiglio di Stato] colla solita sollecitudine farne eseguire il consueto registro ed accusarmene la ricevuta [...]

Delle SS. LL. Onorl.me Devot.mo S.re

Carlo Pozzi Editore

Proprietario.

Castello S. P. li 26. Gennaro 1842

[Distinta dei pezzi]

Sei [sic]3 pezzi dalla Maria Padilla [ridotti per piano-forte e canto e] marcati colli numeri di catalogo 13554 = 13560 = 13562 = 13563 = 13569. e [135]70 = e 13572.

Dodici pezzi della Saffo [ridotti per piano-forte e canto e] marcati colli numeri di catalogo 13388 = 13389 = 13390 = 13391 = 13392 = 13393 = 13394 = 13395 = 13396 = 13396 [sic] = 13397 = 13398, e 13399.

Scuola di Garcia N.o 13081.

sud. [C. P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “[...] Locarno | Castello 26 Gennaro 1842 | Carlo Pozzi | Notifica alcune opere di musica per | esser poste sotto la protezione delle leggi. | R.a 4 Febb. | [...]”]

Pozzi.petizioni.1842.2 (9 febbraio 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 98

[...]

Sotto li 12, e 16. cor.e [mese] vado a pubblicare e riprodurre nel Cantone mediante la Calcografia altri quattro pezzi della Maria Padilla opera testè posta in Musica dal M.o Gaet.o Donizetti pell’Imp. Reg. Teatro della Scala in Milano.

Essendo io proprietario pella Svizzera dell’opera medesima come già accennai alle SS. LL. Onorl.me con mia petizione in data 26. Gen.o p.e p. o, innoltro assieme alla presente anche questi pezzi a Cod.o Lod.e Cons.o onde si compiaccia farli depositare nell’Archivio a sensi dell’Art.o 9. della Legge 20. mag.o 1835 sulla proprietà artistiche ec., accusandomene la ricevuta, ciò che tutt’ora attendo rispetto alle opere trasmesse con d.a mia 26. corr.e [recte: p.o] [mese]

Per buona regola nell’accusarmi la ricevuta si compiaccia Cod.o Lod.e Cons.o citare le date delle mie petizioni, sia in queste che in altre occorrenze[.]

Li detti quattro pezzi della Maria Padilla [ridotti per piano-forte e canto] portano li numeri di Catalogo 13552 = 13556 = 13565 = e 13574 =, ed il giorno della loro pubblicazione è indicato sù ciascun pezzo.

[...]

Castello S. P. li 9. Febbrajo 1842

Devot.mo S.re

Carlo Pozzi

[accusa di ricevimento sul retro: “[Castello 9 Febb.o 1842. | Carlo Pozzi. | Inoltra alcune altre | pezze [sic] di opere musicali | da sottoporsi sotto la salva=| guardia delle Leggi. | Ric.a 10 d.”]

Pozzi.petizioni.1842.3 (21 febbraio 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 84

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...], assieme alla presente innoltro [...] tre esemplari di ciascuno dei sotto descritti altri nove pezzi dell’opera maria Padella musica del M.o Gaet.o Donizetti, che riproduco nel Cantone mediante la Calcografia ridotti per Cembalo solo, pregandole del solito registro ed avviso di ricevuta.

Essi pezzi portano li numeri di Catalogo 13476 = 13477 = 13478 = 13482 = 13483 = 13484 = 13486 = 13487 = e 13489.

Mi è grata anche quest’occasione p. rassegnarmi coi sentimenti della più sincera e rispettosa stima

Delle SS. LL. Onor.lme

Devot.mo S.re

Carlo Pozzi prop[rietario]

pella Svizzera dell’op. sud.

Castello S. P. li 21. Feb.o 1842

Pozzi.petizioni.1842.4 (26 febbraio 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 87

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...], ed in adempimento dell’art.o 9. della Legge med.ma innoltro [...] tre esemplari di ciascuno delli sotto descritti pezzi musicali di mia proprietà pella Svizzera e tolti dalle pure dalle sotto descritte opere, e che riproduco nel Cantone Calcografati.

Attendo dalla sperimentata Compiacenza di Cod.o Lod.e Cons.o che voglia ordinarne il solito regestro [sic] ed avviso di ricevuta [...].

Devot.mo S.re

Carlo Pozzi

[Distinta dei pezzi]

Pezzi due dell’opera il Proscritto, musica del M.o S. Mercadante ridotti per piano-forte e Canto e marcati colli numeri di Catalogo 13297 = e 13298.

Un pezzo della Maria Padilla musica del M.o G. Donizetti ridotti p. piano-forte solo [senza indicazione di numero]

Cinque pezzi della Saffo. musica del M.o Gio[.] Paccini pure ridotti p. piano-forte solo e marcati colli N.i 13194 = 13195 = 13196 = 13197 = e 13198.

Castello S. P. li 26. Feb.o 1842.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1842.5 (20 marzo 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 88

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] sulla proprietà dell’ingegno, colla presente innoltro [...] esemplari tre delli sotto descritti pezzi musicali stampati che riproduco nel Cantone e di cui sono proprietario pella Svizzera. Attenderò dalla Saggezza e Solecitudine [sic] sperimentata delle SS. LL. Il solito cenno di ricevuta.

[...].

Devot.mo

Carlo Pozzi.

Editore

[Distinta dei pezzi]

Copie tre delle parti cantanti ciò è di due Soprani[,] Tenore e Basso dello Stabat Mater del Celebre Rossini marcati colli Numeri di catalogo 13422 = 13423 = 13424 = e 13425

I[de]m Della Scena ed Aria nel Proscritto, musica di mercadante, ridotto p. piano forte e Canto = Ahì [recte: Ah!] del giorno sanguinoso marcata N.o 13299.

I[de]m Della Scena e rondò finale nell’op. Saffò musica del M.o Pacini rid.a p. piano forte solo marcata N.o 13199.

Castello S. P. sopra Mendrisio

li 20. marzo 1842

Pozzi.petizioni.1842.6 (30 marzo 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 83

[...]

accompagnati dalla presente invio [...] tre esemplari dell’Album per piano-forte di Th. Döhler op. 40. composto da otto pezzi marcati colli numeri di Catalogo 13507 al 13514. inclusive e ciò allo scopo di porre l’opera medesima sotto la protezione della Legge [...], essendone proprietario pella Svizzera in forza di Cessione.

Vorrà Cod.o Lod.e Cons.o colla solita compiacenza e sollecitudine farne eseguire il consueto registro ed accusarmene la ricevuta [...].

Delle SS. LL. Onorl.me

Devot.mo

C. Pozzi

Castello li 30. marzo 1842.

Pozzi.petizioni.1842.7 (3 luglio 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 85

[...]

Al solito scopo di metterli sotto la protezione della Legge [...], assieme alla presente invio [...] tre esemplari ciascuno di diversi pezzi musicali stampati, come [d]alla sotto distinta.

Vorrà Cod.o Lod.e Cons.o farne eseguire il consueto registro ed accusarmene la ricevuta [...].

Devot.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 3. Lug.o 1842.

[Distinta dei pezzi]

1. Notturno p. piano-forte a quattro mani di T. Döhler op. 24. portante il Numero di Catalogo 12875

2. Due Notturni p. piano-forte di F. Kalkbrenner op. 12. [recte: 121] N.o 13517

3. Fantasia p. piano forte sulla Sonambula [sic] di Bellini di F. Listz [sic] [N.o] 13523

4. Capriccio p. d.o di Odoardo [sic] Volff sullo Stabat. di Rossini [N.o] 13743

5. Gran Fantasia p. d.o di F. Kalkbrenner sul d.o opera 160 [N.o] 13744

6. Sette [recte: sei] pezzi dell’opera Maria Padilla musica di Donizetti [recte: Corrado d’Altamura musica di Federico Ricci] ridotti p. piano-forte e Canto marcati colli numeri di Catalogo 13404½ = 13408 = 13409 = 13410 = 13411 = 13412.

7. Altri dieciotto [sic; recte: diciannove] Pezzi della detta opera ridotti come Sopra marcati colli N.i = 13517 = ...51 = ...59 = ...66 = ...57 = ...76 = ...75 = ...78 = ...71 = ...79 = ...77 = ...73 = ...55 = ...61 = ...64 = ...67 = ...53 = ...58 = ...68 = ... [sic]

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1842.8 (18 luglio 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 86

Castello S. P. li 18. Luglio 1842

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la protezione della Legge [...] unite alla presente trasmetto [...] tre esemplari di ciascuna delle sottodescritte opere musicali stampate, delle quali sono divenuto proprietario pella Svizzera in forza di Cessione.

Vorrà l’esperimentata Compiacenza e sollecitudine di cod.o Lod.e Cons.o ordinarne il Consueto registro ed accusarmene la ricevuta [...].

delle SS. LL. Onor.le

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

[Distinta dei pezzi]

N.o 13094 Lo Stabat Mater posto in Musica dal Celebre Rossini in partitura.

- 13836 al 13849 Inclusive Pezzi Cinque [sic] dell’opera il Duca D’Alba musica del M.o Gio. Paccini

ridotti p. piano-forte e Canto

- 13981. Die Vorstädtler Valzer p. piano-forte di J. Lanner

- 13989. Die Mozartisten Valzer p. d.o del d.o

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1842.9 (5 agosto 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 90

[...]

Al consueto scopo di essere posti sotto la protezione della Legge [...] innoltro [...] tre esemplari di ciascuno delli sotto specificati pezzi stampati dell’opera Linda di Chamounix posta in musica dal M.o Gaet.o Donizetti e ridotti per piano forte e canto, pregando le SS. LL. onor.le del solito registro ed avviso di ricevuta[.]

[...]

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi.

[Distinta dei pezzi]

N.o 13936. Coro e Ballata = Per sua madre andò una figlia.

- 13941. Scena e Duetto = al bel destin che attendevi

- 13933. Scena e Romanza = Ambo nati in questa Valle

- 13937. Scena e Duetto = Da quel dì che t’incontrai

- 13938. Scena e Duetto = Quella pietà si provvida

Castello S. P. li 5. agosto 1842.

Pozzi.petizioni.1842.10 (7 agosto 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 91

[...]

Unita alla presente trasmetto [...] tre esemplari del pezzo di musica stampata cioè della Scena e Duetto Cruda rampogna marcato N.o 13848,4 tolto dal [sic] opera il Duca D’Alba posta in musica dal M.o Cav.re Gio[.] Paccini [e ridotto per piano-forte e canto] e ciò allo scopo di porlo sotto la protezione della Legge [...].

Vorrà Cod.o Lod.e Cons.o farne eseguire il solito registro ed avviso di ricevuta ed accusarmene la ricevuta [...].

Attendo pure avviso di ricevuta d’altre opere da me trasmesse con foglio in data 5. cor.e [mese].

Castello S. P. li 7. agosto 1842

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Pozzi.petizioni.1842.11 (16 agosto 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 92

[...]

Compitasi la Stampa mediante la Calcografia d’altri due pezzi dell’opera Linda di Chamounix ridotti p. piano-forte e Canto, Musica del M.o Gaet.o Donizetti, cioè della Gran Scena e Duetto [recte: Gran Scena del delirio] A consolarmi affrettati N.o 13947, e della Scena e duetto Io vi dico, che partiate N.o 13942, assieme alla presente ne trasmetto [...] li tre esemplari voluti dall’art.o 9. della Legge [...], e ciò allo scopo di porli sotto la protezione della Legge med.ma.

Si compiacerà cod.o Lod.e Cons.o del solito registro ed avviso di ricevuta [...].

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Castello S. P. li 16 agosto 1842

Pozzi.petizioni.1842.12 (24 agosto 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 93

[...]

Al consueto scopo di essere posti sotto la protezione della Legge [...] assieme alla presente trasmetto [...] tre esemplari d’altri tre pezzi stampati dell’opera Linda di Chaumonix [sic] ridotti per Cembalo e canto, musica del M.o Gaet: Donizetti, quali pezzi sono

N.o 13946. Terzettino Linda è povera ma onesta

- 13945. Scena e Duetto Un buon servo del Visconte

- 13944. Scena e Duetto Ah dimmi ... dimmi io t’amo

Attenderò [...] il solito cenno di ricevuta, ciò che attendo pure p. altri pezzi dell’opera stessa da me trasmessi con mia [del] 16. cor.e [mese.]

[...].

Castello S. P. li 24. agosto 1842

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

[accusa di ricevimento sul retro: “Castel S. Pietro 24. Agosto 1842. | Carlo Pozzi | Trasmette alcuni pezzi musicali | da lui stampati per essere sotto- | posti alla salvaguardia della | legge. | Ricev.a 25. d.o”]

Pozzi.petizioni.1842.13 (1 settembre 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 106

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la protezione della Legge [...], ed in adempimento dell’art. 9. della Legge stessa, assieme alla presente trasmetto [...] tre esemplari di ciascuno dei sotto descritti pezzi di musica stampata, e de quali sono divenuto proprietario in forza di Cessione, con preghiera pel solito cenno di ricevuta. [...]

Castello S. P. li 1.o 7bre 1842

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Distinta [dei pezzi]

N.o 13975. Duetto[,] Terzettino e Gran Scena A consolarmi affrettati nell’opera Linda di Chamounix musica del M.o G. Donizetti ridotto p. piano forte solo.

- 13974. Duetto Ah! dimmi... dimmi io t’amo in d.a opera rid.o come sopra

- 13973. Romanza Se tanto in ira agli uomini item item

- 13972. Duetto. Io vi dico che partiate I.m I.m

- 13971. Duetto. Al bel destin che attendevi I.m I.m

- 13969. Duetto. Quella pietà si provvida I.m I.m

- 13968. Duetto Da quel dì che t’incontrai I.m I.m

- 13967. Coro e Ballata Per sua madre andò una figlia I.m I.m

- 13966. Cavatina Buona gente I.m I.m

- 13965. Introduz.e e Romanza Ambo nati in questa Valle I.m I.m

- 13931. Sinfonia I.m I.m

- 13808. Cavatina Sperate figlj! Addio nell’opera Nabucodonosor, musica del M.o Gius.e Verdi

rid.o [sic] p. piano forte e canto

- 13823. Duetto Donna chi sei in d.a opera rid.o come sopra

- 13825. Profezia Atto 3.o Del futuro nel bujo discerno I.m I.m

- 13829. Inno a sei voci sole con cori I.m I.m

- 13747. Ballade pour piano-forte di T. Döhler op. 41.

- 13748. Canzone senza parole p. piano-forte di d.o

NB. La data che porta ciascun pezzo e quella del g.no della rispettiva pubblicazione.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1842.14 (9 settembre 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 107

[...]

Compiutasi la Stampa mediante la Calcografia d’altri nove pezzi ridotti per cembalo solo tolti d’opera [sic] Nabucodonosor posta in musica dal M.o Giuse.e Verdi, assieme alla presente [...] trasmetto [...] 3. esemplari di cadauno dei pezzi stessi e ciò allo scopo di porli sotto la salvaguardia della Legge [...].

Vorrà Cod.o Lod.e Cons.o darmene il solito cenno di ricevuta, ciò che attendo pure p. altri pezzi da me trasmessi con foglio 1. corr.e [mese], nella quale attesa mi rassegno.

Distinta de’ sud.i nove pezzi

N.o 13806. Sinfonia

- 13810. Terzettino Prode guerrier!... d’amore [recte: ridotto per piano-forte e canto]

- 13812. Scena e marcia Viva Nabucco! [recte: ridotto per piano-forte e canto]

- 13883. Cavatina Sperate o figlj! Iddio. [ridotto per piano-forte solo]

- 13884. Terzettino Prode guerrier!... d’amore [ridotto per piano-forte solo]

- 13885. Scena e marcia Viva Nabucco [ridotto per piano-forte solo]

- 13893. Duetto Donna chi sei. [ridotto per piano-forte solo]

- 13895. Profezia Del futuro nel bujo discerno [ridotto per piano-forte solo]

- 13897. Marcia e Preghiera Immenso Jeovha [sic] [ridotto per piano-forte solo]

NB. Ciascun pezzo porta la data del g.no della propria pubblicazione.

Castello S. P. li 9. 7bre 1842

Devot.mo

C. Pozzi Editore proprietario

Pozzi.petizioni.1842.15 (16 settembre 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 108

[...]

Uniti alla presente invio [...] tre esemplari d’alcuni altri pezzi musicali stampati e tolti dalle opere Linda di Chamounix e Nabucodonosor al solito scopo di porli sotto la Salvaguardia della Legge [...] con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

Colla consueta stima e rispetto mi rassegno

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Distinta dei pezzi sud.i

N.o 13943. Scena e Romanza Se tanto in ira agli uomini nella Linda di Chamounix musica di G. Donizetti ridotta p. piano forte e Canto.

- 13934. Cavatina Buona gente rid.a come sopra

- 13953. Scena ed aria È la voce che primiera [rid.a come sopra]

- 13815. Scena ed Aria. Anch’io dischiuso un giorno, nel Nabucodonosor musica del M.o Gius.e Verdi rid.a come sopra

- 13826. Preludio, Scena ed Aria Dio di Giuda!... L’ara il tempio I.m I.m

- 13888 Scena ed Aria. Anch’io dischiuso un giorno. in d.a opera rid.a p. piano-forte solo

- 13896. Scena ed Aria Dio di Giuda!... l’ara il tempio item item

NB. La data che porta ciascun pezzo è quella del g.no della rispettiva pubblicazione[.]

Castello S. P. li 16. 7bre 1842

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1842.16 (24 settembre 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 89

[...]

Accompagnati dalla presente trasmetto [...] altri undici pezzi di musica stampata in tre esemplari ciascuno, con preghiera che siano posti sotto la protezione della Legge [...].

Vorrà Cod.o Lod.e Cons.o ordinarne il consueto registro ed avviso di ricevuta, avvertendo che la data che porta ciascun pezzo e quella del g.no della rispettiva pubblicazione[.]

[...].

Distinta dei pezzi sud.i

N.o 13950. Scena e Duetto Ciel che dite? Linda è morta nell’opera [Linda] di Chamonix [sic] del M.o G. Donizetti ridotta p. piano-forte e canto

- 13951. Scena ed Aria Ella è un giglio di puro candore in d.a op.a rid.a come sopra

- 13954. Preghiera Compi, o Ciel in d.a opera rid.a come sopra

- 13955. Scena e duetto Di tue pene sparve il sogno i.m item

- 13980. Preghiera Compi, o ciel in d.a opera rid.a p. piano-forte solo

- 13979. Preludio, Scena ed Aria. È la voce che primiera I.m I.m

- 13816. Preghiera Tu sul labbro de veggenti nel Nabucodonosor del M.o G. Verdi

rid.a p. piano-forte e canto.

- 13824. Coro [di Schiavi Ebrei] Và pensiero sull’ali dorate I.m I.m

- 13827. Marcia Funebre e preghiera Oh dischiuso è il firmamento I.m I.m

- 13889. Scena e preghiera Tu sul labbro de veggenti rid.a p. piano-forte solo

- 13894. Coro [di Schiavi Ebrei] Và pensiero sull’ali dorate I.m I.m

Castello S. P. li 24. 7bre 1842

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Pozzi.petizioni.1842.17 (2 ottobre 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 102

[...]

Trasmetto assieme alla presente [...] in tre esemplari ciascuno, li sottodescritti pezzi di musica stampata allo scopo di porli sotto la protezione della Legge [...], con preghiera pel consueto registro ed avviso di ricevuta.

La data che porta ciascun pezzo è quella del g.no della rispettiva pubblicazione.

[...]

Segue la specifica, cioè

N.o 13970. Finale 1.o Tetro sovrasta il vento nell’opera Linda di Chamounix musica di G. Donizetti

ridotto p. piano-forte solo.

- 13976 Coro. Facciamo allegri un brindisi in d.a op.a rid.o come sopra

- 13977. Duetto Ciel che dite? Linda è morta I.m I.m

- 13978. Aria Buffa Ella è un giglio di puro candore I.m I.m

- 13875 / 138765 Stabat mater di Rossini ridotto per piano-forte solo da E. Herz

- 13697. Fantasia p. piano-forte a quattro mani sull’opera il Nabucco del M.o G. Verdi, di Gio. B.a Croff

- 13698. Duo arrange pour piano a quattro mani [sic] da A. Henselt op[.] 14

- 13751. Morceau de Salon transcrit pour piano par C. Czerny par Adolf Henselt op. 14.

- 13750. Sinfonia dell’op. Linda de [sic] Chamounix sud.a trascritta p. piano-forte da C. Czerny.

- 13850 al 56. Inspirazioni [sic] Viennesi. Raccolta di cinque Ariette e due duettini con accompagnamento di piano forte posti in musica da G. Donizetti

- 14000. 5. Valzer p. piano-forte di J. Lanner

- 14034. 5. D.i D.o

Castello S. P. li 2. 8bre 1842

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1842.18 (15 ottobre 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 103

[...]

Compiutasi la Stampa mediante la Calcografia d’altri pezzi dell’opera il Nabucodonosor posta in musica dal M.o Gius.e Verdi di cui sono proprietario in forza di Cessione, allo scopo di porli sotto la salvaguardia della Legge [...], assieme alla presente ne invio [...] li 3. esemplari voluti dalla Legge stessa all’art.o 9.

Attenderò dalla esperimentata compiacenza e Sollecitudine di Cod.o Lod.e Cons.o il solito cenno di ricevuta [...].

Devot.mo ed aff.mo

Carlo Pozzi

Distinta dei Pezzi

N.o 13807. Coro d’introduzione Gli arredi festivi giù cadano infranti ridotto per canto

con accompagnamento di piano-forte.

- 13809. Recit.vo Fenena!! o mia diletta it.m it.m

- 13811. Lo vedeste? ... Fulminando it.m it.m

- 13813. Largo nel Fin.le 1.o Tremin gl’insani I.m I.m

- 13814. Seguito e Stretta O vinti il capo a terra it.m it.m

- 13817. Coro di Leviti Il maledetto non ha fratelli it.m it.m

- 13818. Scena e finale 2.do Dhè fratelli perdonate it.m it.m

- 13819. Canone a 5. voci S’appressan gl’istanti it.m it.m

- 13820. Scena e delirio Chi mi toglie il regio scettro? it.m it.m

- 13821. Coro E l’assiria una regina it.m it.m

- 13822. Recitativo Eccelsa donna it.m it.m

- 13828. Scena nel Finale 4.o Empj, Fermate it.m it.m

- 13830. Scena finale Sù me... morente... Esanime it.m it.m

- 13882. Coro d’introduzione Gli arredi Festivi etc. ridotto p. piano-forte solo

- 13886. Largo del Fin.le 1.o Tremin gl’insani it.m it.m

- 13887. Stretta del Fin.le 1.o O vinti il capo a terra it.m it.m

- 13890. Coro di Leviti. Il maledetto non ha fratelli it.m it.m

- 13891. Finale 2.do Dhe fratelli perdonate it.m it.m

- 13892. Coro È l’Assiria una regina item item

Castello S. P. li 15 8bre 1842

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1842.19 (21 ottobre 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 104

[...]

Ecco altre opere musicali stampate che in tre esemplari ciascuna assieme alla presente invio [...]. Esse opere sono

N.o 12564. Lablache Luigi Metodo Completo per canto.

- 14146. Divertisment [sic] sur un air favori de l’opera Roberto Devreux di [sic] Donizetti compose pour piano et flute ou violoncelle par Francois Hunten op.a 121.

- 14157. Variations brillantes pour piano sur un theme di detta opera [sic] compose pour piano par detto [sic] op. 122.

- 14156. Hunten detto Grande Valse brillante pour piano op. 120, int.e [intitulée] Les Bords du Rhin.

In attesa del solito cenno di ricevuta [...] mi rassegno.

Castello S. P. li 21 8bre 1842

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1842.20 (2 novembre 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 105

[...]

Uniti alla presente ed al solito scopo di porli sotto la protezione della Legge [...] invio [...] in tre esemplari ciascuno li seguenti pezzi musicali stampati, cioè

N.o 13752 Capriccio p. piano-forte di S. Golinelli op. 10, sulla Lucrezia Borgia

- 13754. Fantasia per piano forte sù motivi favoriti dell’opera il Maometto di G. Rossini composta da T. Döhler op. 43.

- 13913. Esercizj Giornalieri di Canto di Domenico Donzelli pubblicati dal Maestro di Canto G. Gentiluomo.

- 14043. Die Fantasien [recte: Fantasten] Valzer per piano forte di G. Strauss 139.tes Werk

Pregando le SS. LL. pel solito registro e cenno di ricevuta mi rassegno [...]

Castello S. P. li 2. 9bre 1842.

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1842.21 (13 dicembre 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 95

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la protezione della Legge [...], ed in adempimento dell’art. 9. della Legge med.ma assieme alla presente invio [...] tre esemplari di ciascuno delle seguenti due opere musicali stampate, cioè N.o 13061. Recitativo e Cavatina O luce di quest’anima dell’opera Linda di Chamounix del M.o G. Donizetti [ridotto per piano-forte e canto] e N.o 13701. Grande [sic] Duo pour le Piano a quatre mains sur le[s] Soirèe[s] de Rossini di 6. Vol. N.o op.a 72.

Attenderò dalla esperimentata compiacenza e sollecitudine delle SS. LL Onorl.me il solito cenno di ricevuta, nella quale attesa mi rassegno [...].

Castello S. P. li 13. Xbre 1842

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi.

Pozzi.petizioni.1842.22 (20 dicembre 1842)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 94

[...]

Assieme alla presente innoltro [...] tre esemplari del 140.mo Fascicolo dei Valzer di J. Strauss per piano-forte solo portante il Numero di Catalogo 14052, che riproduco nel Cantone Calcografati, e di cui sono cessionario del proprietario; pregando le SS. LL. a volerlo porre sotto la Salvaguardia della Legge [...] al quale scopo ne eseguisco l’invio, pregandole del solito cenno di ricevuta, ciò che attendo pure per altre opere da me innoltrate con mia [del] 13. cor.e [mese].

[...].

Castello S. P. li 20. Xbre 1842

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

[accusa di ricevimento sul retro: “Castel 20. 10bre 1842. | Carlo Pozzi | Rimette tre esemplari d’un | opera da lui stampata per | essere sottoposti alla salvaguardia | della legge. | Ricev.a 22. d.”]

Pozzi.petizioni.1843.1 (15 gennaio 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 80

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] assieme alla presente, in tre esemplari ciascuno, trasmetto [...] altri sette pezzi stampati, dell’opera la Linda da [sic] Chamounix musica del M.o G. Donizetti ridotti p. piano-forte e Canto, li quali sono sotto descritti.

Attenderò dalla sperimentata Compiacenza e sollecitudine delle SS. LL. il solito cenno di ricevuta, nella quale attesa mi rassegno.

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

Distinta [dei pezzi]

N.o 13932. Coro [d’introduzione] Presti al tempio!

- 13935. Sortita [di Linda] Pegno d’amore

- 13939. Scena Corro a dispor la moglie

- 13940. Gran preghiera Tetro sovrasta il vento

- 13948. Coro Eccoli giungono

- 13949. Coro [Brindisi,] Facciamo allegri un brindisi

- 13952. Preludio e Scena Ed ecco in qual maniera

Castello S. P. li 15 Gen.o 1843.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1843.2 ([24 gennaio 1843])6

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 81

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] assieme alla presente invio [...] tre esemplari di ciascuno dei sotto descritti pezzi di musica stampata. Vorrà Cod.o Lod.e Cons.o compiacersi di farne seguire il consueto registro ed avviso di ricevuto [sic] [...]

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Distinta [dei pezzi]

N.o 14501. Serenata Com’è gentil nell’opera D.n Pasquale, musica del M.o G. Donizetti

rid.a p. piano-forte e Canto.

- 14486. Cavatina. Sò anch’io la virtù magica I.m I.m

- 14484. Cavatina Un fuoco insolito I.m I.m

- 14483. Romanza Bella siccome un angelo I.m I.m

- 14481. Sinfonia I.m [ridotta per piano-forte solo]

- 14411. Lanner J. Valzer p. piano-forte fascicolo 197.o

- 13492. Marcia p. piano-forte solo tolta dall’opera la fidanzata Corsa musica del M.o Paccini

- 14388. Recitativo ed aria Già col sangue la ferita in d.a opera rid.a p. piano-forte e Canto.

- 14387. Recitativo e Duetto China quaggiù dall’etere I.m I.m

NB. La data che porta ciascun pezzo e quella del g.no della rispettiva pubblicazione.

Pozzi.petizioni.1843.3 (6 febbraio 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 82

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] assieme alla presente trasmetto [...] tre esemplari di ciascuno dei sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera pel solito avviso di ricevuta.

[...]

Castello li 6. feb.o 1843

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Distinta [dei pezzi]

N.o 14420. Valzer p. piano-forte solo di J. Strauss Verk [sic] 141.

- 14485. Duetto Prender moglie. Nell’opera Don Pasquale di Donizetti rid.o p. piano-forte e Canto.

- 14489. Aria cercherò lontana terra in d.a opera rid. come sopra.

- 14389. Rec.vo e Romanza Mi parve il ciel funereo nell’opera La Fidanzata Corsa del M.o Gio. Paccini [ridotto per piano-forte e Canto]

sud. [C. P.]

NB[.] La data che porta ciascun pezzo e quella del g.no della rispettiva pubblicazione.

Pozzi.petizioni.1843.4 (9 febbraio 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 99

[...]

Uniti alla presente invio [...] in tre esemplari ciascuno altri quattro pezzi stampati dell’opera il D.n Pasquale di Donizetti p. piano-forte e canto, e ciò allo scopo di porli sotto la protezione della legge [...] col[la] preghiera pel solito cenno di ricevuta. Tali pezzi sono li seguenti, cioè

N.o 14500. Duetto buffo. Cheti, Cheti, immantinente

- 14502. Notturno. Tornami a dir che m’ami

- 14505. Rondò finale. La morale in tutto questo

- 14493. Adagio [del Quartetto]. È rimasto là impietrato.

[...]

Castello S. P. li 9. Febbrajo 1843

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1843.5 (7 marzo 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 100

[...]

Uniti alla presente ed al solito scopo di essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] invio [...] in tre esemplari ciascuno li sotto distinti pezzi musicali stampati con preghiera pel solito registro e cenno di ricevuta.

[...] E [i] sù [indicati] pezzi sono.

N.o 14487. Duetto [Finale I.] Pronta io son Nell’opera D.n Pasquale Musica del M.o G. Donizetti ridotti p. piano-forte e Canto.

- 14491. Terzetto Via da brava I[de]m I[de]m [Nell’opera D.n Pasquale ... ridotti p. piano-forte e Canto]

- 14494. Stretta del Quartetto Finale 2.o I.m I.m

- 14492. Quartetto Frà due [recte: da] una parte I.m I.m

- 14496. Duetto Dove corre in tanta fretta. I.m I.m

- 13200. Gran Valzer p. piano forte sù motivi di d.a opera del d.o [D.n Pasquale del M.o G. Donizetti]

- 14227. Romanza Cari luoghi ov’io passai Nell’op. Linda da Chamounix di Donizetti sud.a

rid.a come sopra p. canto

- 14228. Scena e Duetto Ciel che dite? Linda è morta I.m I.m

- 14391. Cavatina. p. me tacque una vendetta nell’opera la Fidanzata Corsa del M.o Paccini

rid.a come sopra

- 14390. Gran Scena ed aria No... Maledetta in odio I.m I.m

NB. La data che porta ciascun pezzo è quella della rispettiva pubblicazione[.]

Castello S. P. lì 7. marzo 1843

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1843.6 (27 marzo 1843)7

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 101

[...]

Uniti alla presente ed al solito intento di essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati, pregandole del consueto cenno di ricevuta [...]

Castello S. P. li 27. m.zo 1843.

Devot.mo Carlo Pozzi

Distinta dei sud.i pezzi

N.o 14572. Aria Sì!... del cielo che non punisce nell’op. i Lombardi alla 1.a Crociata musica del M.o Verdi ridotta p. piano-forte solo.

- 14574. Visione. In ciel benedetto ed aria etc. I.m I.m

- 14566. Cavatina. La mia letizia infondere I.m I.m

- 14575. Coro. O Signore! dal tetto natio I.m I.m

- 14569. Rondo finale. Se vano è il pregare I.m I.m

- 14563. Preghiera Salve Maria! Di grazie il petto I.m I.m

- 14571. Duetto Teco io fuggo I.m I.m

- 14573. Terzetto Fin.e 3.o Qual voluttà trascorrere I.m I.m

- 14551. Aria Non fù sogno!... In fondo all’alma in d.a op.a rid.a p. piano-forte e canto

- 14549. Prelud.o e Terzetto Qual voluttà trascorrere I.m I.m

- 14535. Scena e preghiera Salve Maria! di Grazie il petto I.m I.m

- 14534. Coro, Scena ed Aria. Sciagurata! hai tu creduto I.m I.m

- 14550. Visione. In cielo benedetta I.m I.m

- 14545. Rondò. Se vano è il pregare I.m I.m

- 14547. Scena e Duetto Teco io fuggo! I.m I.m

- 14541. Gran Scena. Ma quando un suon terribile I.m I.m

- 14540. Scena e Cavatina La mia letizia infondere I.m I.m

- 13493. Duetto China quaggiù dell’etere nell’op. La Fidanzata Corsa del M.o G. Pacini

rid.o p. piano-forte solo

- 13494. Aria già col sangue la ferita I.m I.m

- 13497.8 Segui[to], Introd.e e Cavat.a Per me tacque una vendetta I.m I.m

- 14392. Scena e Duetto Ahi! sciagurata ben lo sapea in d.a opera rid.a p. piano-forte e canto

- 13902. Cantata. È il Dottore non si vede. nell’op. il D.n Pasquale musica del M.o Donizetti

ridotta p. piano-forte e canto

- 13901. I.m Son rinato. I.m I.m

- 13900. Seguito dell’Introd.ne Famiglia? Agiata I.m I.m

- 14482 Introduz.e Son nov’ore. I.m I.m

- 14429. N.o 5. Valzer p. piano-forte di J. Strauss

- 14438. 50 Studj p. piano-forte, di Th. Döhler op. 72 [recte: 42]

- 14153. Gran Fantasia p. piano-forte di Ed. Wolf, et h [sic] Vieuxtemps p. piano-forte e Violino.

NB. La data della pubblicazione è quella indicata in ciascun pezzo[.]

Pozzi.petizioni.1843.7 (27 marzo 1843)9

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 77

Nuova distinta delle opere musicali trasmesse da Carlo Pozzi di Castello S. P. al Lod.le Cons.o di Stato in Locarno, accompagnati da sua memoria 27. marzo 1843.

N.o 14572. Aria Sì!... del ciel che non punisce. Nell’opera I Lombardi alla Prima Crociata musica del M.o Verdi G. ridotta per piano-forte solo.

N.o 14574. Visione: In ciel benedetto; ed aria etc. in d.a opera ridotta come sopra.

- 14566. Cavatina. La mia letizia infondere id.m id.m

- 14575. Coro. O Signore! dal tetto natìo id.m id.m

- 14569. Rondo finale. Se vano è il pregare id.m id.m

- 14563. Preghiera Salve Maria! di grazie il petto id.m id.m

- 14571. Duetto Teco io fuggo id.m id.m

- 14573. Terzetto Finale 3.o Qual voluttà trascorrere id.m id.m

- 14551. Aria Non fù sogno! ... In fondo all’alma in d.a opera ridotta per piano-forte e canto.

- 14549. Preludio e terzetto Qual voluttà trascorrere in d.a opera ridotto id.m

- 14535. Scena e Preghiera Salve Maria! di grazie il petto id.m id.m

- 14534. Coro, Scena, ed Aria. Sciagurata! hai tu creduto id.m id.m

- 14550. Visione. In cielo benedetta id.m id.m

- 14545. Rondò. Se vano è il pregare id.m id.m

- 14547. Scena e Duetto Teco io fuggo! id.m id.m

- 14541. Gran Scena. Ma quando un suon terribile id.m id.m

- 14540. Scena e Cavatina La mia letizia infundere [recte: infondere] id.m id.m

- 13493. Duetto China quaggiù dell’etere nell’opera La Fidanzata Corsa del M.o G. Paccini

ridotto per piano-forte solo.

- 13494. Aria Già col sangue la ferita id.m id.m

- 13497.10Introduz.e e Cavatina Per me tacque una vendetta id.m id.m

- 14392. Scena e Duetto Ahi! sciagurata ben lo sapea in d.a op. ridotta p. piano forte e canto

- 13902. Cantata. E il Dottore non si vede. Nell’opera il D.n Pasquale musica del M.o G. Donizetti

ridotta per piano-forte e canto.

- 13901. Simile. Son rinato. id.m id.m

- 13900. Seguito dell’Introduzione Famiglia? Agiata id.m id.m

- 14482 Introduzione Son nov’ore. id.m id.m

- 14429. N.o 5. Valzer per piano-forte solo di J. Strauss

- 14438. 50. Studj per piano-forte di Th. Döhler opera 72 [recte: 42].

- 14153. Gran Fantasia p. piano-forte di Ed. Wolf et h [sic] Vieuxtemps per piano-forte e violino.

Pozzi.petizioni.1843.8 (3 aprile 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 78

[...]

Lo scopo della presente è il solito d’accompagnare [...] diversi pezzi musicali stampati, in tre esemplari ciascuno, che invio per essere deposti [sic] sotto la protezione della Legge [...].

Li pezzi sud.i appajono [sic] dalla seguente distinta, ed attenderò dalla compiacenza delle SS. LL. Onor.le il solito cenno di ricevuta [...]

[Distinta dei pezzi]

N.o 14543. Duettino. Sei tù l’uom della Caverna. Nell’opera I Lombardi alla prima Crociata musica del M.o Gius.e Verdi ridotto per piano-forte e canto.

- 14552. Coro. O Signore! dal tetto natìo. in d.a opera rid.o come sopra

- 14548. Scena ed Aria. Sì!... del ciel che non punisce id.m id.m

- 14567. Gran Scena ed aria etc. in d.a opera ridotto [sic] per piano-forte solo.

- 14562. Coro ed Aria. Sciagurata! hai tu creduto in d.a opera rid.o come sopra

- 14570. Coro d’introduz.e Gerusalem!... Gerusalem!... la grande id.m id.m

- 13495. Romanza. mi parve il ciel funereo id.m id.m [recte: da Giovanni Pacini, La Fidanzata Corsa,

Opera per pianoforte: Romanza, Mi parve il ciel funereo]

- 14568. Coro la bella straniera che l’alme innamora id.m id.m [i. e. Giuseppe Verdi, I Lombardi alla prima Crociata, Opera per pianoforte: Coro di Schiave, La bella straniera che l’alme innamora!]

- 14490.11Recitativo nel finale 2.do Quando avrete introdotto il D.re [recte: il dottor Malatesta] id.m id.m nell’opera il D.n Pasquale musica del M.o G. Donizetti ridotto per piano-forte e Canto.

- 13903. Scena Non abbiate paura in d.a opera rid.a come sopra

- 13904. Seguito di Quartetto nel Fin.le 2.do Riunita immantinenti [recte: immantinente] id.m  d.m

- 14488. Preludio e Scena Povero Ernesto id.m id.m

- 14521. Duetto Dove corre in tanta fretta id.m id.m

- 14393. Scena e Duetto Era il tempio in quelle mura nell’opera la Fidanzata Corsa musica del M.o Paccini ridotta p. piano-forte e canto

Castello S. P. li 3. aprile 1843

Devot.mo ed Affez.mo

Carlo Pozzi

Pozzi.petizioni.1843.9 (6 aprile 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 79

[...]

Lo scopo della presente è di accompagnare [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati per essere posti al solito sotto la salvaguardia della Legge [...].

Attenderò dalle SS. LL. Onorl.me il solito cenno di ricevuta [...]

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Castello S. P. li 6. aprile 1843

Nota dei d.i pezzi

N.o 14513. Cavatina. Un fuoco insolito nell’opera il D.n Pasquale musica del M.o G. Donizetti

ridotta p. piano-forte solo.

- 14515. Cavatina. Sò anch’io la virtù magica id.m id.m

- 14518. Terzetto. Via da brava id.m id.m

- 14516. Pezzo senza indicazione [Duetto-Finale I, Pronta io son] id.m id.m

- 14514. Duetto. Prender moglie id.m id.m

- 14519. Quartetto Fin.le 2.do Frà da una parte etcettera [sic] id.m id.m

- 14554. Scena e Terzettino Un breve istante nell’opera I Lombardi alla 1.a Crociata

ridotta p. piano-forte e canto.

- 14394. Scena e duetto Proferir l’insano accento nell’opera La Fidanzata Corsa musica del M.o Gio. Paccini

ridotta p. piano-forte e canto.

- 14588. N.o 5. Valzer p. piano-forte di J. Lanner 200.tes Werk

Pozzi.petizioni.1843.10 (12 maggio 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 67

[...]

accompagnati dalla presente inoltro [...] tre esemplari di ciascuno dei sotto descritti pezzi musicali stampati, e ciò allo scopo di porli sotto la salvaguardia della Legge [...]. Pregandole pel solito cenno di ricevuta colla più distinta stima mi rassegno.

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Castello S. P. li 12. mag. 1843

[Distinta dei pezzi]

N.o 14597. S’Hoâmwek [sic] Original Stejer [sic] Ländler für das piano-forte von J. Lanner Werk 202o

- 13496. Gran Scena ed Aria Finale Nò... maledetta in odio. nell’opera la Fidanzata Corsa del M.o Paccini

ridotta p. piano-forte solo.

- 13498. Duetto Ahi! Sci[a]gurata ben lo sapea in d.a op. rid.a come sopra

- 13499. Duetto Finale 1.o Era il tempio in quelle mura I[de]m I[de]m [in d.a op. rid.a come sopra]

- 14503. Scena Eccoli attenti bene nell’opera D.n Pasquale Musica del M.o G. Donizetti

ridotta p. piano-forte e canto.

- 14504. Rondò Finale La morale in tutto questo in d.a opera rid.o come sopra

- 14495. Coro I diamanti presto presto I[de]m I[de]m [in d.a op. rid.a come sopra]

- 14497. Recitativo Qualche nota di cuffie I.m I.m [in d.a op. rid.a come sopra]

- 14498. Coro Che interminabile andirivieni I.m I.m [in d.a op. rid.a come sopra]

- 13905. Recitativo Vediamo alla modista I.m I.m [in d.a op. rid.a come sopra]

- 14512. Indroduz.e [sic] e Romanza Bella come un angelo in d.a op. ridotta p. cembalo solo

- 14517. Preludio ed aria Cercherò lontana terra I.m I.m [in d.a  op. ridotta p. cembalo solo]

- 14520. Coro d’introduzione I diamanti presto presto I.m I.m [in d.a op. ridotto p. cembalo solo]

- 14522. Coro Che interminabile andarivieni I.m I.m [in d.a op. ridotto p. cembalo solo]

- 14523. Duetto Cheti cheti immantinente I.m I.m [in d.a op. ridotto p. cembalo solo]

- 14524. Serenata Come Gentil e Notturno Tornami a dir che m’ami I.m I.m [in d.a op.

ridotta p. cembalo solo]

- 14525. Scena e Rondo. La morale in tutto questo I.m I.m [in d.a op. ridotta p. cembalo solo]

NB. La data che porta ciascun pezzo e quella del g.no della rispettiva pubblicazione.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1843.11 (14 giugno 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 72

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] accompagnati dalla presente innoltro [...] tre esemplari di ciascuno dei sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera pel consueto cenno di ricevuta[.]

[...]

Castello S. P. li 14 Giug.o 1843.

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Nota de[i] pezzi

N.o 14454. Bolero per piano-forte su motivi di Donizetti, di Ed. Wolff op. 81.

- 14630. Polonese favorita nella Linda di Chamounix di Donizetti ridotta p. piano-forte di H. Herz

- 14647. Pezzi di Concerto p. piano-forte e Violoncello sopra motivi del D.n Pasquale di Donizetti ridotti da P. Seligmann op. 32

- 14431.12 50. Studj p. piano-forte, composti da Th. Döhler op. 42 Lib. 2.o

- 14623. Sei melodie Italiane composte ad [recte: per] una voce ed ora trascritte p. piano-forte solo da Döhler sud.o

- 14707. Valses brillantes puor [sic] piano di S. Thalberg op. 47.

- 14154. Grande Fantasia p. piano-forte e violino sù motivi dell’Oberon di Weber, di Ed. Wolff, et H[.] Vieuxtemps

- 14706 Gran Sinfonia su motivi dello Stabat mater di Rossini ridotta p. piano-forte dal M.o G. Lillo. [recte: Saverio Mercadante]

- 14832. Valzer p. piano-forte di J. Strauss

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1843.12 (30 giugno 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 68

[...]

In adempimento dell’art.o 9. della Legge [...], ed allo scopo di porli sotto la protezione della Legge stessa[,] uniti alla presente innoltro [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera pel solito registro e cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 30 Giug.o 1843

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

[Distinta de pezzi]

N.o 14901. Sinfonia nell’opera Maria di Rohan musica del M.o G. Donizetti ridotta p. piano-forte solo

- 14902. Coro d’Introduzione, Ed è ver, ed è ver! in d.a opera ridotto p. piano-forte e canto.

- 14903. Recitativo e Cavatina Quando il Cor da lei piagato I.m I.m [in d.a opera ridotto p. piano-forte

e canto.]

- 14904. Scena e Cavatina Qupa [recte: Cupa] e fatal mestizia I.m I.m [in d.a opera ridotto p. piano-forte e canto.]

- 14606. Melodie di Sigismondo Thalbergh tolte dalle sue Canzoni e trascritte p. piano-forte solo da Carlo Czernij.

- 14607. I.m I.m

- 14608. I.m I.m

- 14619. I.m I.m

- 14620. I.m I.m

- 14621. I.m I.m

- 14750. Melodie p. piano-forte di Th. Döhler op. 45. tolte dall’opera il Torneo di Lord Westmorland

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1843.13 (6 luglio 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 69

[...]

Assieme alla presente innoltro [...] li seguenti pezzi musicali stampati in N.o 3. esemplari ciascuno, e questi pel deposito voluto dall’art.o 9. della Legge [...] con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

Questi pezzi sono

N.o 14910. Recitativo ed Aria Alma soave e cara nell’opera maria di Rohan musica del M.o G. Donizetti

ridotto p. piano forte e canto.

- 14841. Valzer p. piano-forte di J. Strauss 146.tes Werk

Colla più sincera e rispettosa stima

Castello S. P. li 6. lug.o 1843

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1843.14 (22 luglio 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 70

[...]

Uniti alla presente innoltro [...] tre esemplari di ciascuno dei seguenti pezzi musicali stampati, e ciò allo scopo di porli sotto la protezione della Legge sulla proprietà dell’ingegno, con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

Essi pezzi sono

N.o 14911. Scena e Duetto Ah! no t’inganni, ascoltami nell’opera Maria di Rohan musica del M.o G. Donizetti

ridotti p. piano-forte e Canto.

- 14751. Melodie di S. Thalberg tolte dalle sue canzoni e trascritte p. piano-forte solo da C. Czerny

fasc.o 1.o

- 14752. I.m I.m Fasc.o 2.o

Castello S. P. li 12. lug.o 1843

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1843.15 (14 agosto 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 74

[...]

Uniti alla presente ed al solito scopo di essere posti sotto la salvaguardia [del]la Legge [...] in tre esemplari ciascuno invio [...] le sotto descritte opere musicali stampate[,] pregandole pel solito registro ed avviso di ricevuta[.]

[...] DD. SS. LL. Onor.le

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 14 agosto 1843

[Nota dei pezzi]

Pezzi dell’opera Maria di Rohan Musica del M.o G. Donizetti, ridotti p. piano-forte e Canto.

N.o 14912. Scena ed duetto Ecco l’ora! o mio spavento

- 14913. Preludio e Scena Havvi un dio che in sua Clemenza [recte: Ah! così santo affetto]

- 14915. Scena ed Aria. Ogni mio bene in te sperai

- 14916. Scena e Duetto Sò per prova il tuo bel cuore

- 14631 al 14646 Opera Completa Maria degli Albizzi musica del M.o P. Mandanici ridotta come sopra

sud. [C. P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “Castello 14. Agosto 1843. | Carlo Pozzi | Trasmette varj pezzi musicali | da lui stampati per essere posti | sotto la salvaguardia della legge | Ricev.a 16. d.o | Verificata regolare la spedizione | Lampugnani”]

Pozzi.petizioni.1843.16 (18 settembre 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 73

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] assieme alla presente innoltro [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati[,] pregando [...] del solito cenno di ricevuta[.]

[...]

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

[Nota dei pezzi]

N.o 15438. Walhalla-Toaste = Valzer p. piano-forte di G. Strauss 147. Werk

- 15037. Hexen-Tanz I.m I.m I.m [Valzer p. piano-forte di G. Strauss] 203. I.m [Werk]

- 14852. Adelaiden Valzer p. d.o I.m [di G. Strauss] 129. I.m [Werk]

- 14853. I maestri di ballo I.m I.m I.m [Valzer p. piano-forte di G. Strauss] 135. I.m [Werk]

- 14854. Rimembranze di Lainate I.m [Valzer] p. d.o di G. Labitzki op. 92.

- 14856. Galop p. detto di d.o [vacat]

- 14914. Scena ed aria Bella e di sol vestita nell’opera Maria di Rohan di G. Donizetti

ridotta p. piano-forte e canto.

- 14944. Adieu a Copenhague. Notturno p. piano-forte e Violino di Th. Döhler.

- 15302. Melodia Spagnola l’Idalgo trascritta p. piano-forte solo da d.o op. 45 N.o 6.

- 15301. I.m I.m [Melodia Spagnola] il Boemme op. 45. N.o 5

- 14945. Souvenir de Naples Tarantella p. piano-forte e Violino di d.o op. 46. N.o 2.

- 14753. Melodie di S. Thalbergh tolte dalle sue Canzoni ridotte p. piano-forte da C. Czerny.

- 14897 al 14900 Studio Generale = Enciclopedia di passi brillanti p. piano-forte estratti dalle opere di Celebri pianisti antichi e moderni da C. Czernij sud.

Castello S. P. li 18 7bre 1843

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1843.17 (11 ottobre 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 75

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] assieme alla presente trasmetto [...] li sotto descritti pezzi Musicali stampati in tre esemplari ciascuno[,] pregando [...] del solito cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS[.] LL. Onor.le

Devot.mo ed affez.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 11 8bre 1843

[Nota dei pezzi]

N.o 15047. Valzer di Strauss p. piano-forte Op. 149.

- 15048. D.o D. o p. piano-forte a 4. mani

- 14905. Scena e Cavatina Gemea di tetro Carcere nell’op. Maria di Rohan, di G. Donizetti

ridotta p. piano-forte e canto

- 14906. Ma che! Turbato sei? [vacat] I[de]m I[de]m

- 14907. Largo del finale 1.o D’un anno il giro I.m I.m

- 14908–9 Seguito Ebben [vacat] I.m I.m

- 14913. Preludio Scena e Duettino A così fausto [recte: santo] affetto I.m I.m

- 14914. Scena e preghiera Avvi un Dio I.m I.m

- 14915. Scena e Aria Bella e di sol vestita I.m I.m

- 14917. Scena e terzetto Vivo non t’è concesso I.m I.m

- 15524. Coro con tutte le parti nel Miserere posto in Musica da G. Donizetti

- 15526. Solo dal tenore Amplius [vacat] I.m I.m

- [155]28. Quartetto [vacat] I.m I.m

- [155]30. Terzetto [vacat] I.m I.m

- [155]32. Duetto p. tenore e basso [vacat] I.m I.m

- [155]34. Solo p. Soprano e basso [vacat] I.m I.m

- 15319. Fantasia p. piano-forte di H. Herz su motivi dell’op. D.n Pasquale di Donizetti

- 14948. Gran Scena Dramatica [sic] p. violino con accompagnamento di piano-forte composta di H. Panofka op. 38

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1843.18 ([ante 19] novembre 1843)13

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 71

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la protezione della Legge [...] assieme alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera pel solito registro e cenno di ricevuta, ciò che attendo pure p. altri pezzi trasmessi unitamente alla mia 15. [recte: 11.] 8bre pr.e p.o

[...]

Devot.mo ed affez.mo

Carlo Pozzi

Distinta [dei pezzi]

N.o 15621. Sei Galop p. piano-forte [solo] di Ad.o Adam

- 15463. Fantasia p. d.o sulla Maria di Rohan, di A. Lecarpentier op. 80.

- 14564. Quintetto e Finale nell’op. i Lombardi ridotto p. piano-forte solo [I Lombardi alla prima Crociata: Quintetto. Mostro d’averno orribile, e Finale I. Va ! sul capo ti grava l’Eterno]

- 14565. Coro È dunque vero in d.a opera rid.o come sopra

- 14576. Inno Te Lodiamo I.m I.m

- 15305. Fantasia p. piano-forte sull’opera Beatrice di Tenda di S. Thalberg op. 49.

- 15436. Catharinen-Valzer p. piano-forte di G. Labitzki

- 15437. D.o D.o p. piano-forte a 4 mani

- 15625. Divertimento p. piano-forte sull’op. D.n Pasquale, di J. Benedict

- 15626. Notturno p. d.o sù d.a opera di d.o [per piano-forte sull’opera Don Pasquale, di J. Benedict]

- 15627. Bolero p. piano-forte sulla maria di Rohan di Ed. Wolff op. 91.

- 15319. Fantasia di Sala p. piano-forte sul D.n Pasquale di H. Herz op[.] 134

- 15473. Impromptu p. violino e piano-forte di H. Panofka op. 39.

- 15361. 50. Ricreazioni p. i giovani allievi pianisti di F. Burgmüller Fascicolo 1.o

- 15362. D.o D.o fascicolo 2.o

- 15496. Gran Valzer p. violino e piano-forte di H. Panofka op. 40.

- 15079. Notturno p. piano-forte e violoncello su motivi del Nabucco di V. [recte: H. P.] Seligmann op. 33.

Metodo pratico per il flauto di Enrico Soussman diviso in 4. Fascicoli

- 14703. Fascicolo 1.o

- 14704. Fascicolo 2.o

- 14705. Fascicolo 3.o

sud. C. [P.]

Pozzi.petizioni.1843.19 (9 dicembre 1843)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 76

[...]

Uniti alla presente, ed al solito scopo di essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati, con preghiera perche ne sia eseguito il consueto registro e cenno di ricevuta. [...]

Castello S. P. li 9. Dicembre 1843

Devot.mo ed Affez.mo

C. Pozzi

[Nota dei pezzi]

N.o 15601 al 15620. Venti fascicoli di Valzer p. piano-forte solo, di diversi autori intitolati Lanterna magica, e portanti ciascuno altro titolo parziale, come all’indice a tergo di ciascun fascicolo

Altri sette fascicoli di Valzer p. piano-forte solo di Giovanni Strauss

- 15432. opera 125

- 15433. [opera] 128

- 15434. [opera] 132

- 15435. [opera] 134

- 13991 [opera] 136

- 14043 [opera] 139

- 15598 [opera] 150

Altri sette simili parimente p. piano-forte solo, di Giuseppe Lanner

- 15424 op. 182

- 15422 [op.] 176

- 15426 [op.] 185

- 15423 [op.] 177

- 15425 [op.] 183

- 15427 [op.] 191

- 15597 [op.] –– [Lascito di Lanner (Lanner’s Nachlass). Valzer per pianoforte. Fascicolo I.

delle Opere postume.]

op. 75 Duetti concertanti p. piano-forte e violino di H. Herz e C. P. Lafont.

- 677

- 678

op. 76 Piccoli temi originali p. piano-forte solo di Burgmüller

- 739

- 740

15525 = 15527 = 15529 = 15531 e 15535 al 15544 inclusive: altri 15 pezzi del Miserere posto in Musica da G. Donizetti e ridotti con accompagnamento di piano-forte

15622. Gran Valzer p. piano-forte, di Th. Döhler op. 47.

sud. [C. P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “Castel S. Pietro 9. 10bre 1843. | Carlo Pozzi | Trasmette varj pezzi musicali | da lui stampati per essere posti | sotto la salvaguardia della legge | Ricev.a 12. d.o | [spazio] | Manca[no] le tre copie del N.o 15616. | nei venti fascicoli di Valzer etc. | Nel resto va bene.”]

Pozzi.petizioni.1844.1 ([ante 19] agosto 1844)14

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 59

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...], assieme alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sottodescritti pezzi musicali stampati portanti ciascuno il rispettivo numero di catalogo, pregando [...] del solito cenno di ricevuta, ciò di cui sono pure in attesa p. altri pezzi da me trasmessi accompagnati da mia petiz.e 18. Giug.o p.o p.e

In tale attesa [...] mi rassegno

DD. SS. LL. Onor.lme [sic]

Devot.mo

C. Pozzi

[Distinta dei pezzi]

Tre pezzi dall’opera Ernani musica del M.o G. Verdi ridotti p. piano forte solo.

N.o 16156

- 16167

- 16168

Altri quattro pezzi di d.a opera ridotti p. piano-forte e Canto.

- 16240

- 16239

- 16238

- 16221

Undici pezzi dall’opera il D.n Sebastiano Musica del M.o G. Donizetti ridotti p. piano-forte e Canto

- 15988

- 15987

- 15986

- 15904

- 15897

- 15896

- 15893

- 16242

- 15890

- 15892

- 15895

- 15947. Introduzione nell’opera l’Ernani sud. rid. p. piano-forte a 4. mani da Ant.o Fanna

- 16261. Divertimento p. piano-forte solo cavato da d.a opera dal M.o L. Truzzi

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1844.2 (29 agosto 1844)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 60

[...]

Lo scopo di questa mia è d’accompagnare [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti altri quattro pezzi musicali stampati tolti dall’opera L’Ernani posti in musica dal M.o Gius.e Verdi, ridotti per piano-forte e canto, e ciò in adempimento dell’art.o 9. della Legge [...], e perche siano posti sotto la salvaguardia della Legge med.ma.

Prego [...] del solito cenno di ricevuta, mentre [...] mi rassegno

Castello S. P. li 29. Agosto 1844.

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Nota de[i] pezzi

N.o 16228. Seguito e Stretta del Finale 1.o

- 16229. Introduzione e Galopp con Cori

- 16235. Preludio e Scena

- 16227. Scena e Settimino nel Finale 1.o

sud. C. [P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “Castello 29. Agosto 1844. | Carlo Pozzi | Trasmette tre esemplari di varj pezzi | musicali da lui stampati per essere | posti sotto la salvaguardia della | legge | Ricev.a 30. d.o”]

Pozzi.petizioni.1844.3 (4 novembre 1844)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 64

[...]

In tre esemplari ciascuno uniti alla presente ed al solito scopo di essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...], trasmetto [...] li sotto descritti pezzi Musicali stampati pregandole pel consueto cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 4. 9bre 1844

Devot.mo

C. Pozzi

[Distinta dei pezzi]

N.o16686. Valzer p. piano-forte di G. Strauss op[.] 163.

- 16680. Quadriglia p. d.o di G. Labitzki opera 103.

- 16671. Valzer p. detto di G. Strauss [opera] 160.

- 16672. I.m p. d.o a 4. mani di detto. [opera] 160.

- 16681. I.m p. piano-forte di G. Labitzki [opera] 104.

- 16683. Almaks- [recte: Almacks-]Polka = Adelaiden-Polka, Norfolk-Poloka [sic] p. piano-forte di detto, [opera] 106.

- 16682. Mazurka p. detto di detto, [opera] 105.

- 16003. Fantasia p. piano-forte sul Nabucco di G. Verdi composta da C. A. Gambini [opera] 45.

- 16249 Sei Polkas [sic] p. piano-forte di H. Herz, [opera] 140.

- 16747. Grande Fantasia p. d.o sull’opera Zampa d’Herold composta da Thalberg opera 53.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1844.4 (14 novembre 1844)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 65

[...]

Al solito scopo di essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati tolti dalla nuova opera posta in Musica dal M.o Gius.e Verdi intitolata Li Due Foscari, con preghiera pel consueto registro e cenno di ricevuta colla più possibile sollecitudine ed esattezza premendomi assai l’opera stessa. [...]

Castello S. P. li 14. 9bre 1844

Devot.mo ed Aff.mo

Carlo Pozzi

[Distinta dei pezzi]

Ridotti p. piano forte e Canto

N.o 16804. Scena e Duetto No, non morrai che i perfidi.

- 16802. D.a e Duetto. Tu pur lo sai che giudice.

- 16805. D.a e Terzetto. Nel tuo paterno amplesso

- 16801. D.a e Romanza. O vecchio cor che batti

- 16798. D.a e Cavatina. Dal più remoto esiglio [sic]

- 16803. D.a e Preghiera. Non maledirmi o prode

- 16799. D.a, Coro e Cavatina. Tu al cui sguardo onnipresente

Ridotti p. piano-forte solo.

- 16637. D.a e Preghiera. Non maledirmi

- 16635. D.a e Romanza. O vecchio cor che batti

- 16636. Duetto. Tu pur lo sai che giudice.

- 16632. Scena e Cavatina. Dal più remoto esiglio [sic]

- 16633. D.a[,] Coro e Cavatina. Tu al cui sguardo

- 16638. D.a e Duetto No[,] non morrai che i perfidi

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1844.5 (16 novembre 1844)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 66

[...]

Assieme alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati, al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] con preghiera pel consueto registro e cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 16. 9bre 1844

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

[Distinta dei pezzi]

N.o 2. Pezzi del Corrado d’Altamura, musica di F. Ricci, ridotti p. piano-forte e canto e portanti li numeri di catalogo 15914, e 15915.

[N.o] 10. Detti della Fidanzata Corsa del M.o G. Paccini N.o 14890 = 14399 = 14400. = 14889 = 14392 = 14888 = 14396 = 14395 = 14401 = 14891. ridotti come sopra.

[N.o] 19 Detti del Don Sebastiano del M.o G. Donizetti N.o 15883 = 15882 = 15881 = 15885 = 15875 = 15872 = 15871 = 15874 = 15899 = 15877 = 15884 = 15880. = 15886 = 15878 = 15879 = 15876 = 15887 = 15898 = 15888 = rid.i item

Potpourri p. piano-forte solo su motivi dell’Ernani di Verdi composto da G. B. Croff N.o 16266.

Fantasia sù dett’opera p. detto a 4. mani di A. Fanna N.o 15947.

Simile Su motivi diversi di F. X. Chotek p. piano-forte solo N.o 16257.

Gran Duo sù motivi dalla Beatrice di Tenda di Bellini p. piano-forte a 4. mani di S. Thalberg, e H. Panofka op. 49 N.o 15771.

Valzer di Strauss p. piano-forte solo op. 159. N.o 16287

D.o di D.o p. d.o a 4. mani [N.o] 16288.

D.o di D.o p. piano forte solo [N.o] 16093.

D.o di Lanner p. d.o fascicolo 2.do [N.o] 15600

D.o di D.o p. d.o [fascicolo] 3.o [N.o 15600; recte: 15697]15

D.o di D.o p. d.o [fascicolo] 4.o [N.o 15600; recte: 15698]16

Tre Polka [sic] p. d.o di G. Labitzki op.a 101 N.o 16092.

Raccolta di Galops [sic] p. d.o di detto op. 99 [N.o] 16091.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1844.6 (2 dicembre 1844)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 61

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...], uniti alla presente invio [...] in tre esemplari ciascuno altri quattro pezzi musicali stampati dall’opera i due Foscari del M.o G. Verdi ridotti p. piano-forte e canto e piano forte solo portanti li numeri di catalogo 16806 = 16644 = 16639 = e 16814 con preghiera pel solito cenno di ricevuta. In tale attesa [...] mi rassegno

DD. SS. LL.

Castello S. P. li 2. Xbre 1844

Devot.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1844.7 (7 dicembre 1844)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 62

[...]

Nell’atto che escono alla luce colle stampe altri sei pezzi dell’opera I due Foscari posta in musica dal M.o G. Verdi, ridotti per piano-forte solo e p. piano-forte e canto, ne trasmetto [...] li soliti tre esemplari ciascuno nonche quelli d’un Kajer [sic] Valezr [sic] p. piano-forte composti di [sic] G. Strauss e ciò per porli come di pratica sotto la salvaguardia della Legge [...].

Essi pezzi portano li numeri di Catalogo 16815 = 16813 = 16645 = 16643 = 16642 = 16811 =, e 16694 op. 164.

Pregando le SS. LL. pel solito cenno di ricevuta [...] mi rassegno [...].

Castello S. P. li 7. Xbre 1844

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1844.8 (31 dicembre 1844)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 63

[...]

Al solito scopo di porli sotto la Salvaguardia della Legge [...] assieme alla presente innoltro [sic] [...] in tre esemplari ciascuno li seguenti pezzi musicali stampati cioè tre Cori religiosi intitolati la Fede, la Speranza, e la Carità a tre voci di donna, musica di G. Rossini con accompagnamento di Piano-forte portanti li N.i 16816 = 16817 e 16818; con preghiera pel consueto registro e cenno di ricevuta[.]

[...]

Castello S. P. li 31. Xbre 1844

aff.mo

C. Pozzi

P. S. aggiungo due esemplari di Valzer che furono ommesi [sic] nel mio invio del g.no ... [7 dicembre 1844], ed attendo avviso di ricevuta dell’ultima spedizione.

[accusa di ricevimento sul retro: “Castello 31 Dicembre 1844 | C. Pozzi | Per la solita formalità spedisce tre | esemplari di Cori musicali del | Rossini – aggiungendovi due esemplari di Walzer omessi altra fiata | R. 1. Gen[.] 1845 | [spazio] |Si è ricevuto le tre copie degli entro indicati numeri; | più (che qui entro non sono indicati) li numeri 16972. | 16971. [e] 16973. | Come pure li accennati due Valzer. | Taddei”]

Pozzi.petizioni.1845.1 (29 marzo 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 49

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] in tre esemplari ciascuno trasmetto [...] li sotto descritti pezzi musicali stampati, con preghiera, pel consueto cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 29. marzo 1845

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

[Distinta dei pezzi]

N.o 1718117 Scena e duetto nel finale 2.do Dunque o cruda e gloria e trono nell’op.a Giovanna d’arco del M.o Gius.e Verdi rid.a p. piano-forte e canto.

- 17187. Scena e duetto Amai ma un sol istante in d.a op.a ridotto come sopra

- 17275. Cavatina Sempre all’alba ed alla sera in d.a op.a rid.a p. piano forte solo

- 17277. Cabaletta Son guerriera [vacat] item item

- 17280. Preludio e Romanza O fatidica foresta [vacat] it.m it.m

- 17283. Romanza Speme al vecchio era una figlia [vacat] it.m it.m

- 17286. Battaglia Ecco ella vola, e Romanza Quale più fido amico it.m it.m

- 17287. Marcia Un suon funereo, e Scena finale S’apre il cielo it.m it.m

- 16944. Fantasia p. violino sulla 4.ta corda con accompagnamento di piano-forte di H. Vieuxtemps op. 18.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1845.2 (5 aprile 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 51

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] assieme alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sottodescritti altri pezzi musicali stampati tolti dall’opera Giovanna d’arco del M.o Gius.e Verdi con preghiera pel consueto cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 5. aprile 1845.

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Nota de[i] pezzi

N.o 17171. Sinfonia ridotta p. piano-forte solo

- 17273. Racconto e Cavatina Sotto una quercia parvemi rid.o come sopra

- 17279. Aria Franco son io ma in core [vacat] it.m

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1845.3 (8 aprile 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 50

[...]

Nell’atto che sortono alla luce stampati mediante la calcografia altri pezzi ridotti p. piano-forte solo, e p. piano-forte e canto tolti dall’opera Giovanna d’Arco posta in musica dal M.o Gius.e Verdi, mi fò sollecito di trasmettere [...] li tre sesemplari [sic] ciascuno e ciò al solito scopo di porli sotto la salvaguardia della Legge [...].

Con preghiera pel solito cenno di ricevuta [...] mi dico

Castello S. P. li 2. ap.le 1845

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Li pezzi sù indicati sono li seguenti, cioè

ridotti p. piano forte solo

N.o 17285. Duetto. Amai ma un sol’istante

- 17281. Duetto finale, Dunque, o cruda, e gloria e trono

ridotti p. piano forte e canto

[N.o] 17179. Scena ed aria. Franco son io, ma in core

- 1717318 Cavatina. Sotto una quercia parvemi

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1845.4 (16 aprile 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 52

[...]

La presente serve per accompagnare [...] in tre esemplari ciascuno li sottodescritti altri pezzi musicali stampati, e ciò allo scopo di porli sotto la Salvaguardia della Legge [...].

Essi pezzi sono stati pubblicati fin dal 7. marzo p.e p.o, e fù per svista che ne venne ritardata la trasmissione.

Con preghiera pel solito cenno di ricevuta, mi rassegno [...].

Castello S. P. li 16. aprile 1845

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

[Nota dei pezzi]

Nove pezzi ridotti per piano-forte e canto tolti dal Melodramma D.n Procopio di Carlo Cambiaggio, Musica di diversi autori

N.o 16976

- 16977

- 16978

- 16979

- 16980

- 16981

- 16982

- 16983

- 16984

- 17154. Valzer per piano-forte intitolati Li [sic] Orientali di Gius.e Labitzki op.a 109.

- 16765. Gran Fantasia per piano forte sù motivi dell’opera [Gli] Ugunotti di Meyerbeer composta da Prudent op.a 18.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1845.5 (19 giugno 1845)19

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 46

Onor.i Sig.ri Presidente e Consiglieri

Desiderando noi inscrivere i diritti di proprietà, che accorda la relativa legge, delle recenti nostre produzioni: Savelli Orazioni Civili e CriminaliCorti Insegnamento reale applicato allo Studio della Lingua TedescaRiccardi i Gemiti della Chiesa di Spagna –, ne presentiamo alle SS. LL. i tre esemplari voluti dalla Legge suddetta.

Si compiacciano le SS. LL. onorarci dell’implorata concessione, ed aggradire l’espressione rispettosa dei nostri ossequi[.]

Lugano li 19 Giugno 1845.

Delle SS. LL. Onorevoli

Um.mi [ed] Obb.mi Servi

Francesco Veladini

[accusa di ricevimento sul retro: “Lugano 19. Giugno 1845. | Tipografo Veladini. | Trasmette tre esemplari di opere | da lui stampate per essere poste sotto | la salvaguardia della legge | Ricev.a 21 d.o”]

Pozzi.petizioni.1845.6 (30 giugno 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 53

Distinta delle opere musicali spedite al Consig.o di Stato uniti a petizione 30. Giugno 1845 da C. Pozzi

N.o 17185. Terzetto Nò, forme d’angelo Nell’op. G.na d’arco del M.o G. Verdi ridotto p. piano-forte e Canto.

N.o 16946. Nuova Cavat.a Ah la speme di quest’anima nell’op. M. di Rhoan [sic] di Donizetti ridotta p. piano-forte solo

- 16719. D.a D.a i[te]m ridotta p. piano-forte e canto.

- 17155. Strauss G. op.a 170. Valzer p. piano-forte int. Canto della Masckera [sic].

- 17156.20 D.o i.m D.o p. piano-forte a 4. mani.

- 16941. Vieuxtemps. H. op. 16. Studj p. violino con accompg.to di piano-forte Lib.o 1.o

- 16942. D.o it.m D.o [Vieuxtemps. H. op. 16. Studj p. violino con accompg.to di piano-forte Lib.o] 2.o

- 15968. Wolf Gran duo p. piano-forte a 4[.] mani

- 16616. Ernest [sic] et Heller op. 21.a Duo p. piano-forte e Violino.

- 16756. Döhler op. 55. Ballada [sic] p. piano-forte.

- 17085. Thalberg op. 58. Fantasia p. d.o

- 17276. Fin.e Coro d’angeli e Dem. Tu sei bella nella sud.a opera G.na d’Arco ridotto p. piano-forte solo.

- 17282. Marcia in d.a opera rid.a item [p. piano-forte solo]

- 17284. Coro Se Dio Lodiam I.m I.m

- 17093. Rosellen op. 72. marcia p. piano-forte

- 17476. S. Heller op. 50. Scene pastorali p. piano-forte Lib. 1.o

- 17477. D.o D.o [S. Heller op. 50. Scene pastorali p. piano-forte Lib.] 2.o

- 16795. Thalberg e Toulau [sic] Gran Duo p. piano-forte e flauto op.a 54

- 16945. Rosellen et Dancla op. 70 e 30 Duo p. piano-forte e Violino.

- 16755. Döhler op. 54 andante p. piano-forte.

- 17165. Tutsch op. 61. Valzer p. piano-forte sulla Giovanna d’Arco.

- 17166. D.o D.o p. D.o [Tutsch Valzer p. piano-forte] op. 62. sul ballo L’Esmeralda.

- 17496. Strauss op. 171. Eunomien Tänze Valzer p. d.o ec.

sud. C. [P.]

Pozzi.petizioni.1845.7 (30 giugno 1845; assieme a Pozzi.petizioni.1845.6)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 54

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] assieme alla presente invio [...] in tre esemplari ciascuno diversi pezzi musicali stampati, e ridotti come all’unita distinta, pregando le SS. LL. Onor.lme pel solito cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 30. Giugno 1845

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

NB. La data che porta ciascun pezzo è quella del giorno della rispettiva pubblicazione.

sud. C. [P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “Castello 30. Giugno 1845. | Carlo Pozzi | Trasmette varj pezzi musicali da | lui stampati per essere posti sotto la | Salvaguardia della legge | Ricev.a 1. luglio | Va bene. Solo si rimarca | che l’opera indicata | sotto il N.o 17196 si | è verificato essere | il N.o 17156. | Taddei”]

Pozzi.petizioni.1845.8 (1 settembre 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 47

[...]

In tre esemplari ciascuno ed al solito scopo d’essere posto sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] li sotto descritti pezzi musicali stampati, con preghiera pel solito cenno di ricevuta[.]

[...]

DD. SS. LL. Onor.lme

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Castello S. P. il 1.o 7bre 1845

[Distinta dei pezzi]

N.o 17506. Odeon Tänze – Valzer p. piano-forte di G. Strauss op. 172.

- 17507. D.o D.o p. piano-forte a 4 mani

- 17491. Villmers Rod. op. 35. Tarantella Giocosa p. piano-forte.

- 17677. D.o D.o Impromptu p. d.o

- 17678. D.o D.o op.a 38. Scherzo fantast. p. d.o

- 17490. D.o D.o [op.a] 34. Etude de Concert pour piano

- 17396. Parish Alvars Souvenir des lopèras [sic] Italienes arrange pour harpe

- 17458. Thalbergh S. et H. Panofka op. 61. Grande [sic] Duo p. piano-forte e violino

- 17721. Facezie Carnevalesche Valzer di G. Strauss p. piano-forte op. 175.

Dell’opera Giovanna d’arco del M.o G. Verdi ridotti p. piano-forte solo.

[N.o] 17272 Prologo

- 17728 [corr. in:] 17278 Coro

- 17274 Scena

Altri 9. Pezzi di dett’opera ridotti p. piano-forte e Canto

[N.o] 17186

- 17188

- 17184

- 17190

- 17172

- 17176

- 17182

- 17174

- 17178

Sette pezzi dell’opera di [sic] Due Foscari del sud.o M.o Verdi, ridotti p. piano-forte e canto

[N.o] 16809

- 16812

- 16810

- 16800

- 16808

- 16807

- 16797

sud. [C. P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “Castel S. Pietro 1. 7bre 1845. | Carlo Pozzi | Trasmette varj pezzi musicali da lui | stampati per essere posti sotto la | salvaguardia della legge | Ricev.a 4. d.o | Giovanna d’Arco – Coro – Invece | del N.o 17728 come fu entro | indicato, dev’essere N.o 17278. | Nel resto va bene. | Taddei”]

Pozzi.petizioni.1845.9 (24 settembre 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 48

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente ed in tre esemplari ciascuno trasmetto [...] li sotto descritti pezzi musicali stampati.

Pregandole del solito cenno di ricevuta, ciò che stò tutt’ora attendendo p. altri pezzi trasmessi con mia [del] primo cor.e [mese,] passo a rassegnarmi

Castello S. P. li 24. 7.bre 1845

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei d.i pezzi

N.o 17776. Scena e Cavat.a Eterna la memoria Nell’opera Alzira posta in musica dal M.o G. Verdi, ridotta p. piano-forte e Canto.

- 17805. D.a D.a ridotta p. piano-forte solo.

- 1777721 Scena e Cavat.na Da Gusman sù fragil barca in d.a opera ridotta p. piano-forte e canto.

- 17806. D.a D.a ridotta p. piano-forte solo.

[N.o] 17674. Fantasia p. piano-forte solo su motivi favoriti dal [sic] op. i Lombardi di Verdi composta da T. Döhler op. 59. N.o 1.

- 17675. D.a D.a simile op. di sud.a op. di d.o autore op.a 59. N.o 2.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1845.10 (8 ottobre 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 58

[...]

Uniti alla presente in tre esemplari ciascuno trasmetto [...] altri N.o 9 pezzi Musicali stampati tolti dall’opera L’Elzira [sic] del M.o Gius.e Verdi e ciò allo scopo di porli sotto la Salvaguardia della Legge [...], con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

Tali pezzi sono

Ridotti p. piano-forte e canto

N.o 17773–74.22 Scena e Cavat.a Un Inca!... Eccesso orribile.

- 17778. Duetto Che!... Vivi!... Non Deliro?...

- 17783. Duetto Il Pianto... l’angoscia etc.

- 17784. Scena ed Aria Irne lungi ancor vorrei [recte: dovrei]

Ridotti p. piano-forte Solo

- 17771. Sinfonia

- 17807. Duetto Che!... Vivi!...

- 17803. Cavat.a Un Inca

- 17812. Scena ed aria Irne lungi non [recte: ancor] dovrei

- 17811 Duetto Il pianto l’angoscia

Colla debita stima e rispetto mi rassegno

DD. SS. LL. OO.

Castello S. P. li 8. 8bre 1845

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1845.11 (14 ottobre 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 57

[...]

La presente accompagna [...] in tre esemplari ciascuno li sottodescritti altri pezzi musicali stampati e ciò al solito scopo di porli sotto la Salvaguardia della Legge [...], ed in adempimento dell’art.o 9. della Legge med.ma.

Attenderò dalla esperimentata compiacenza delle SS. LL. onorl.me il consueto cenno di ricevuta, e senz’altro mi rassegno [...].

DD. SS. LL[.] Onorl.me

Castello S. P. li 14. 8bre 1845

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Nota dei d.i pezzi

N.o 17814. Aria È dolce la tromba che suona vittoria nell’opera Alzira di Verdi, ridotta p. piano-forte solo.

- 17786. D.a D.a ridotta p. piano-forte e canto

- 17689. Grande Fantasia p. piano-forte di Rodolfo Willmers op. 27

- 17690. 2. Etudes de Concert p. d.o di D.o [p. piano-forte di Rodolfo Willmers] [op.] 28 [n. 1]

- 17691. 2. D.o d.o [Etudes de Concert] p. d.o di D.o [p. piano-forte di Rodolfo Willmers] [op.] 28 [n. 2]

- 17686 Scena cantante p. piano-forte di D.o [Rodolfo Willmers] [op.] 30.

sud. [C. P.]

NB. La data posta su ciascun pezzo e quella del giorno della loro pubblicazione.

Pozzi.petizioni.1845.12 (27 novembre 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 56

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente invio [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti altri pezzi Musicali stampati con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 27. 9bre 1845

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei sud.i Pezzi

Fede, Speranza, e Carità. Tre Cori di Rossini trascritti e variati p. piano-forte solo da H. Herz op. 146.

N.o 17860. La Fede fascicolo 1.o

- 17861. D.o La Speranza [fascicolo] 2.o

- 17862. D.o La Carità [fascicolo] 3.o

- 17863 Gran Fantasia p. piano-forte di S. Thalberg sulla Lucrezia Borgia di Donizetti

- 17084. Fantasia p. piano-forte di detto sù motivi dall’op. Le Pré aux Clercs op. 57. N.o 3.

- 17946. Suoni Festivi Austriaci Valzer p. piano-forte di G. Strauss op. 179.

sud. C. [P.]

Pozzi.petizioni.1845.13 (8 dicembre 1845)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 55

[...]

Uniti alla presente ed al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] invio [...] in tre esemplari ciascuno li seguenti pezzi musicali stampati, cioè Album per piano-forte di H. Herz Op. 148 [recte: 143], e Valzer di G. Strauss per detto op. 180, con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

Attendo pure ricevuta p. altri pezzi trasmessi con mia [del] 27. 9bre p.o p.e

[...]

Castello S. P. li 8. X.bre 1845.

DD. SS. LL[.]

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

[accusa di ricevimento su retro: “Castello 8. 10bre 1845. | Carlo Pozzi | Trasmette varj pezzi musicali per essere | posti sotto la salvaguardia della legge | Ricev.a 10. d | Vanno bene. | Taddei”]

Pozzi.petizioni.1846.1 (19 gennaio 1846)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 43

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sottodescritti pezzi musicali stampati, con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 19. Gennaro 1846

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei pezzi

N.o 18073. Scena e Cavatina Con [recte: Come] angelica sembianza nell’opera Stella di Napoli Musica del M.o Gio. Paccini [sic] ridotta p. piano-forte e canto.

- 18074. Simile Simi.le Ove colui dimora in d.a op.a [Stella di Napoli] rid.a come sopra

- 18075. Simile ed aria Sull’altar da me fia stretta item item item

Nell’opera [Alzira] di Verdi ridotti p. piano-forte solo

[N.o] 17802. Introduz.e

N.o 17810 Introduzione

- 17804. Coro

- 17808 Finale

- 17813 Coro

In detta opera ridotti p. piano-forte e canto

[N.o] 17772. Introduzione

- 17775. Coro

- 17779. Scena e finale

- 17780. Sestetto

- 17781. Seguito e Stretta

- 17782. Introduzione

- 17785. Coro.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1846.2 (2 giugno 1846)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 44

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] assieme alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati, con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 2. Giugno 1846.

C. Pozzi

[Distinta dei pezzi]

N.o 18413. Scena e Cavatina Il fulgor del Regio ammanto nell’op.a la Regina di Cipro del M.o Gio. Paccini ridotta p. piano-forte e canto.

- 18415. Duetto Mia diletta! fia pur vero [recte: Mia diletta! e fa pur vero] in d.a op.a rid.o come sopra

- 18421. Scena ed aria. O tenera madre! dal cielo rimira it.m it.m

- 18422. D.o e Romanza Se di Cipro ottien l’impero it.m it.m

- 18424. D.a e Duetto [recte: Duettino] Ah! pietà del pianto mio it.m it.m

- 18425. Duetto. È la laguna in placida it.m it.m

[N.o] 18196. Valzer p. piano-forte di Strauss op.a 181.

- 18209.23D.o D.o p. detto di D.o [op.a] 182.

- 18219. Potpourri Valzer p. piano-forte di G. Tutsch

- 18129. Melodie Russe p. piano-forte di Döhler opera 60 fascicolo 1.

- 18130 D.o D.o [fascicolo] 2.o

- 18131. D.o D.o [fascicolo] 3.o

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1846.3 (25 giugno 1846)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 45

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno [...] li sotto descritti pezzi musicali stampati, con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. LL. Onor.lme

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 25. Giugno 1846

Distinta de[i] pezzi

N.o 18451. Sinfonia ridotta p. piano-forte solo dell’op. Azema di Granata del M.o Lauro Rossi

- 18463. Scena e duetto Del Vil [recte: tuo] Zegrida il Padre in d.a op. ridotta p. piano-forte e Canto

- 18458. Scena e Duetto Deh! per pietà! deh, fermati [recte: frenati] in d.a op. ridotta come sopra

- 18457 Scena e Cavat.a All’idea che un giorno Azema item item

- 18466 Scena ed aria. Azema a me volgea item item

- 18456. Scena e Cavat.a Amarti e nel martoro item item

- 18469. Scena e Rondò. Deh! Per me non far che sorga item item

- 18475. Valzer p. piano-forte solo di G. Strauss op. 185

- 18263. Melodia di F. Schubert trascritta p. piano-forte Solo da F[.] Listz [sic]

- 18439. Scena e Rondò Empia sorte [è] a me serbata nell’opera la Regina di Cipro Musica del M.o Paccini ridotta p. piano-forte e canto

- 18428. Ballata Dobbiamo sempre cercar [recte: Dobbiam sempre cercare] in d.a op. rid.a item

- 18430. Scena e aria A me parea un angelo item item

- 18435. Scena e Duetto Arde un veleno orribile item item

NB. La data che porta ciascun pezzo e quello del g.no della rispettiva pubblicazione.

sud.o [C. P.]

Pozzi.petizioni.1846.4 (26 ottobre 1846)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 42

[...]

Al solito scopo d’essere posto sotto la Salvaguardia della Legge [...] unito alla presente trasmetto [...] un pezzo musicale stampato cioè N.o 18867. Fantasia p. piano-forte sopra la Norma di Bellini composta da S. Thalberg op. 57. N.o 4.; e questo in tre esemplari come prescrive la Legge sud.a all’art.o 9.

Attendo dalla compiacenza delle SS. LL. Onorl.me il solito cenno di ricevuta [...]

DD. SS. VV. Onorl.me

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 26. Ottobre 1846

[accusa di ricevimento sul retro: “Castello S. Pietro 26. 8.bre 1846. [...] | Carlo Pozzi | Trasmette tre esemplari di varj pezzi musicali da lui | stampati per essere posti sotto la salvaguardia | della legge | Ricev.a 1. 9.bre”]

Pozzi.petizioni.1847.1 (12 gennaio 1847)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 41

[...]

Uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati, e ciò allo scopo di porli sotto la salvaguardia della Legge [...] con preghiera pello [sic] solito cenno di ricevuta [...].

DD. SS. LL. Onorl.me

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 12. Gennaro 1847

[Distinta dei pezzi]

Dieci pezzi dell’opera Gli Orazi e Curiazj musica del M.o S. Mercadante ridotti per piano-forte e canto

N.o 19422.

- 19423

- 19424.

- 19429

- 19433.

- 19436.

- 19437.

- 19438

- 19440.

- 19441.

[N.o] 18971. Valzer di Strauss op.a 193.

- 18981. D.o di D.o [op.a] 195.

sud. [C. P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “Castello 14. Gennajo 1847. | Carlo Pozzi | Trasmette tre esemplari di | diversi pezzi musicali da lui stam- | pati per essere posti sotto la salvaguardia | della legge sulla proprietà letteraria | Ricev.a 15 d.o | [spazio] | Riconosconsi regolari le tre copie | dei pezzi musicali entro citati | Taddei”]

Pozzi.petizioni.1847.2 (13 febbraio 1847)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 40

[...]

Allo scopo d’essere posto sotto la Salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati [...].

Pregando pel solito cenno di ricevuta [...]

DD[.] SS. LL[.] Onorl.me

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 13. Febbraro 1847

Distinta dei pezzi

Il tutto per piano-forte solo, di G. Tutsche24

N.o 19493. Catterina Valzer

- 19494. Catterina Polka

- 19471. Bouquets Valzer [recte: di Johann Strauss]

- 19481. Quanti Paesi tante Usanze Valzer [recte: di Johann Strauss]

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1847.3 (23 marzo 1847)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 39

[...]

Uniti alla presente ed al solito scopo d’essere posto sotto la salvaguardia della Legge [...] trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati, e ciò in adempimento dell’art.o 9. della legge med.a. Con preghiera pel solito cenno di ricevuta [...]

DD. SS. LL. Onorl.me

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei pezzi

Pezzi N.o 9. dell’opera Macbeth posta in Musica dal M.o Gius.e Verdi, ridotti per piano-forte e canto.

N.o 19623

- 19625

- 19627

- 19631

- 19635

- 19637

- 19639

- 19640

- 19641

Pezzi N.o 4. di detta opera, ridotti p. piano-forte solo

[N.o] 19654

- 19656

- 19664

- 19665

sud. [C. P.]

Castello S. P. li 23. marzo 1847

Pozzi.petizioni.1847.4 (8 aprile 1847)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 37

[...]

Al solito scopo d’esser posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati, con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. LL. Onorl.me

Castello S. P. li 8. aprile 1847

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

[Distinta dei pezzi]

Pezzi N.o 9. dell’opera Macbeth posta in Musica dal M.o Gius.e Verdi, ridotti per piano-forte e canto

N.o 19624

- 19630

- 19632

- 19633

- 19634

- 19636

- 19638

- 19642

- 19643

[N.o] 1929425 Valzer p. piano-forte di G. Tutsch intitolato Attila Valzer [vacat] fascicolo 2.o

- 19119 Catterinen Galopp di d.o autore parimenti p. piano-forte [vacat] fascicolo 1.o

- 19120. D.o di D.o [vacat] [fascicolo] 2.o

sud. [C. P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “Castel S. Pietro 8. Aprile 1847 | C. Pozzi | Trasmette diversi pezzi | musicali per essere posti | sotto la Salvaguardia delle leggi | Ric. 12. [Aprile] | [spazio] | Si sono roconosciuti regolari ma | nel Valzer per pianoforte di G. | Tusch [sic] invece di portare il N.o 19124 | come è indicato qui entro, porta | il N.o 19294. | Taddei”]

Pozzi.petizioni.1847.5 (21 aprile 1847)26

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 38

[...]

Uniti alla presente ed al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li seguenti altri sei pezzi musicali stampati tolti dall’opera di Verdi il Macbeth e ridotti per piano-forte e canto marcati colli

N.19621.

- 19622.

- 19626

- 19628

- 19629

- 19630½

Con preghiera pel solito cenno di ricevuta, avvertendo che la data 17. cor.e apposta a ciascun pezzo indica il giorno della loro pubblicazione.

[...]

Castello S. P. li 21. aprile 1847

DD. SS. LL[.] Onorl.me

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1847.6 (27 settembre 1847)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 36

[...]

Al solito scopo d’esser posti sotto la protezione della Legge [...] uniti alla presente trasmetto li sotto indicati pezzi Musicali stampati [...] con preghiera pel solito registro e cenno di ricevuta.

Essi pezzi sono in tre esemplari ciascuno come prescrive la legge sud.a [...] all’art.o 9.

[...]

DD. SS. VV. Onorl.me

Castello S. P. li 27. 7.bre 1847.

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

= Nota dei pezzi =

N.o 19706. Valzer per piano-forte di G. Strauss op. 203.

- 19696. D.o p. d.o [Valzer per piano-forte] di D.o [op.] 201.

- 19342. D.o p. d.o [Valzer per piano-forte] di G. Tutsch Werk. [sic] 75.

- 20173. D.o p. d.o [Valzer per piano-forte] di D.o [op.] 79.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1848.1 (18 marzo 1848)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 35

[...]

Al solito scopo d’esser posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera che ne sia fatto analogo registro e pel solito cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. VV. Onorl.me

Castello S. P. li 18. marzo 1848.

Devot.mo S.re

Carlo Pozzi

= Nota dei pezzi =

Pezzi N.o 4 Dell’opera Gerusalemme musica del M.o Gius.e Verdi, ridotti per piano-forte solo

N.o 20818

- 20671

- 20674

- 20797

N.o 11. Detti in detta opera ridotti p. piano-forte e Canto.

[N.o] 20699

- 20675

- 20672

- 20673

- 20676

- 2079827

- 20681

- 20680

- 20678

- 20679

- 20677

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1848.2 (7 giugno 1848)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 34

[...]

Unito alla presente ed al solito scopo d’essere posto sotto la salvaguardia della Legge [...] trasmetto [...] in tre esemplari, altro pezzo Musicale stampato tolto dall’opera Gerusalemme musica del M.o Gius.e Verdi portante il N.o 20804. ridotto per piano-forte solo, colla preghiera pel solito cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. VV. Onorl.me

Devot.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 7. Giugno 1848

[accusa di ricevimento sul retro: “Castel S. Pietro 7. Giugno 1848. | C. Pozzi | Trasmette tre esemplari di un pezzo | musicale dell’opera Gerusalemme | da lui stampato per essere posto sotto la Salvaguardia della legge | Ricev.a 8. d. | [spazio] | Si sono trovati regolari | Taddei”]

Pozzi.petizioni.1848.3 (16 giugno 1848)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 33

[...]

Accompagnato dalla presente trasmetto [...] in tre esemplari un altro pezzo dell’opera la Gerusalemme di Verdi ridotto per piano-forte solo e portante il Numero di Catalogo 20811., e perche sia posto sotto la Salvaguardia della Legge [...] Con preghiera pel solito cenno di ricevuta[.]

[...]

Castello S. P. li 16. Giug.o 1848

Devot.mo

C. Pozzi

Pozzi.petizioni.1849.1 (28 gennaio 1849)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 1

[...]

Al solito scopo d’esser posti sotto la salvaguardia della Legge [...] in tre esemplari ciascuno trasmetto [...] li sotto descritti pezzi musicali che escono da questa mia calcografia, con preghiera perche ne sia eseguito il conseuto [sic] registro e me ne sia accusata la ricevuta.

[...]

DD. SS. VV. Onorl.me

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 28. Gennaro 1849

Distinta de[i] pezzi

Pezzi numero sette tolti dell’opera La Battaglia di Legnano posta in musica dal M.o Gius.e Verdi e ridotti p. cembalo solo

N.o 21574

- [215]75

- [215]79

- [215]76

- [215]77

- [215]71

- [215]78

Pezzi sette di detta opera ridotti p. cembalo e canto.

[N.o] 21551

- [215]52

- [215]54

- [215]56

- [215]43

- [215]44

- [215]57

[N.o] 21139. Tarantella di S. Thalbergh [sic]

C. Pozzi sud.

[accusa di ricevimento sul retro: “Castel S. Pietro 28 Genn.o 1849. | C.lo Pozzi | spedisce in triplo esemplare | alcuni pezzi di musica di recente | stampati perchè sieno posti sotto | la protezione della legge. | Ric.o il 29 d.o | [spazio] | Gli entro citati pezzi sono regolari. | Più si deve accusare ricevuta | di altri due pezzi portanti il | N.o 21547 e 21549 non citati | nella presente memoria | Taddei”]

Pozzi.petizioni.1849.2 (1 marzo 1849)28

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 32

[...]

Accompagnati dalla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati per essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] con preghiera pel solito registro e cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 1.o marzo 1849.

Devot.mo e Aff.o

C. Pozzi

[Distinta dei pezzi]

Pezzi tre dell’opera La Battaglia di Legnano musica del M.o Gius.e Verdi ridotti p. piano forte e canto.

N.o 21545

- 21558

- 21559

Pezzi sei dell’opera stessa ridotti p. piano-forte solo

- 21572

- 21573

- 21580

- 21581

- 21582

- 21583

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1849.3 (13 settembre 1849)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 3

[...]

Con foglio in data 12 corr.e Codesta Lod.le Cancelleria di Stato mi ritorna la mia petizione in data 4. p.nte cor.e con cui accompagnai a Codesto Lod.le Consiglio di Stato alcuni pezzi musicali stampati per essere posti sotto la Salvaguardia della Legge sulle proprietà letteraria, non essendo la petizione stessa stesa in foglio doppio cioè da fr. 10. come è voluto dalla recente nuova legge sulla Carta bollata.

Riparando pertanto all’occorsa svista colla presente rinnovo l’istanza fatta colla petizione sud.a cioè pregando le SS. LL. a voler porre sotto la protezione della Legge sud.a li pezzi Musicali sù indicati che nuovamente quà sotto trascrivo, facendone seguire il consueto registro e cenno di ricevuta.

A tale aspettativa colla debita stima e rispetto mi rassegno

Castello S. P. li 13 7.bre 1849

DD. SS. LL[.] Onorl.e

Devot.mo ed aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei pezzi trasmessi in tre esemp. ciascuno

N.o 21755 – 21761 – 21760 – 21751 – 21792 – 21791 – 21763 – 21752 – 21757.29 Pezzi N.o 9. dell’opera il Profeta posta in Musica dal M.o Giac.o Meyerberg [sic] ridotti p. piano-forte e canto.

N.o 21772 – 21773 – 21771 – 21784 – 21770 – Pezzi cinque dell’opera sud.a ridotti per piano-forte solo.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1849.4 (17 settembre 1849)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 2

[...]

Al solito scopo d’esser posti sotto la salvaguardia della legge [...] uniti alla presente trasmetto in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati con preghiera pel consueto registro e cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 17. Settembre 1849

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei sud.i pezzi

Pezzi quattro dell’opera il Domino Nero posta in Musica dal M.o Lauro Rossi ridotti per piano-forte e canto

N.o 21952

- 21947

- 21956

- 21944

[N.o] 21766 Pezzo dell’opera il Profeta del M.o Meyerberg [sic] ridotto come sopra

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1849.5 (6 ottobre 1849)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 5

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari Ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati con preghiera pel consueto registro e cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 6. Ottobre 1849

DD. SS. LL. Onor.me

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei sud.i pezzi

N.o 21941. Sinfonia nell’op.a il Domino Nero, Musica del M.o Lauro Rossi, ridotta p. piano-forte solo

altri sei pezzi di detta opera ridotti p. piano-forte e Canto.

[N.o] 21943

- 21946

- 21960

- 21965

- 21967

- 21969

sud. [C. P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “Castel S. Pietro 6. ottobre 1849. | Carlo Pozzi | trasmette tre esemplari di varj | pezzi musicali da lui stampati per essere posti sotto la salvaguardia della | legge sulla proprietà letteraria | Ricev.a 8. d.”]

Pozzi.petizioni.1849.6 (20 ottobre 1849)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 4

[...]

Al solito scopo d’esser posti sotto la salvaguardia della legge [...] uniti alla presente trasmetto in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali, con preghiera che ne sia eseguito il solito registro e cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 20. 8.bre 1849

DD. SS[.] LL. Onorl.me

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei pezzi sud.i

Pezzi quattro dell’opera il Domino Nero musica del M.o Lauro Rossi, ridotti p. piano-forte e Canto.

N.o 21958

- 21948

- 21949

- 21950

Pezzi Sette dell’opera il Profeta Musica del M.o Meyerbeer ridotti come sopra.

[N.o] 21778

- 21793

- 21764

- 21769

- 21783

- 21785

- 21775

sud. C. [P.]

Pozzi.petizioni.1849.7 (21 dicembre 1849)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 6

[...]

Al solito scopo d’essere posto sotto la salvaguardia della legge [...] accompagnato dalla presente trasmetto alle SS. LL. in tre esemplari un altro pezzo dell’opera posta in Musica da G.mo Mayerbeer [sic] intitolato il Profeta, cioè la Scena ed Inno Trionfale Re del Cielo e de Beati ecc. ridotto per piano-forte e canto; con preghiera perche ne sia eseguito il solito registro e cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. LL[.] Onor.me

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 21. Decembre 1849.

Pozzi.petizioni.1850.1 (6 gennaio 1850)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 13

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati e ciò in adempimento del prescritto all’art.o 9. della Legge stessa, con preghiera perche se ne faccia il consueto registro e cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. LL. Onor.e

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 6. Gennaro 1850.

Distinta de[i] pezzi

Pezzi N.o 22. dell’opera Il Profeta del M.o Meyerbeer ridotti per piano-forte e Canto

N.o 21753.

- [217]54

- [217]56

- [217]58

- [217]59

- [217]62

- [217]65

- [217]67

- [217]68

- [217]74

- [217]76

- [217]77

- [217]80

- [217]82

- [217]86

- [217]87

- [217]88

- [217]89

- [217]90

- [217]94

- [217]95

- [217]96

Pozzi.petizioni.1850.2 (1 febbraio 1850)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 12

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...] in tre esemplari ciascuno trasmetto [...] li sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera pel Solito registro e cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. il 1.o Feb.o 1850

DD. SS. LL. Onor.me

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta de[i] pezzi

Pezzi sei dell’opera Luisa Miller posta in musica dal M.o Gius.e Verdi ridotti p. piano forte solo

N.o 22191

- 22223

- 22228

- 22225

- 22226

- 22237

Altri cinque pezzi di detta opera ridotti per piano forte e Canto.

- 22193

- 22195

- 22196

- 22220

- 22212

sud. C. [P.]

Pozzi.petizioni.1850.3 (2 marzo 1850)30

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 11

[...]

Allo scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali Stampati con preghiera pel solito registro e cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. LL. Onor.le

Devot.mo S.re

C. Pozzi

Castello S. P. li 2. marzo 1850

[accusa di ricevimento sul retro: “Castel S. Pietro 2. marzo 1850 | [...] | Carlo Pozzi | Rimette in triplo alcuni pezzi musica- | li di sua edizione perchè siano posti sotto | la protezione della legge. | Ric.o il 3. d.o”]

Pozzi.petizioni.1850.4 (7 marzo 1850)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 10

[...]

Fin dal 1.o corr. ebbi a trasmettere [...] li tre esemplari di diversi pezzi Musicali stampati al solito scopo di porli sotto la salvaguardia della Legge [...].

Essendomi ora accorto d’avere per isbaglio steso la relativa petizione sù carta bollata di mezzo foglio e d’avere ommessa la descrizione Con i pezzi medesimi mi faccio sollecito di rimandarvi colla presente ed in calce unisco la distinta[.]

Rettificata cosi la cosa starò in attesa del consueto cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 7. marzo 1850.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei sud.i pezzi

Pezzi quattro [sic] dell’opera Luisa Miller posta in musica dal M.o Gius.e Verdi ridotti p. piano-forte e Canto

N.o 22206.

- 22207.

- 22208

- 22209

- 22214

Quattro simili nell’opera stessa ridotti per piano-forte solo

[N.o] 22232

- 22233

- 22234

- 22239

Pozzi.petizioni.1850.5 (15 marzo 1850)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 9

[...]

Annessi alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] Con preghiera pel solito cenno di ricevuta.

[...]

Devot.mo S.re

C. Pozzi

Castello S. P. li 15. m.zo 1850

Distinta dei pezzi sud.i

Cop. 3. del N.o 22010.

[Cop.] 3 [del N.o] 22213.

[Cop.] 3 [del N.o] 22235.

[Cop.] 3 [del N.o] 22238.

[Cop.] 3 [del N.o] 22416.

[Cop.] 3 [del N.o] 22399.

[Cop.] 3 [del N.o] 22410.

sud. C. P.

Pozzi.petizioni.1850.6 (23 aprile 1850)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 7

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati, con preghiera perche ne sia fatto eseguire il consueto registro e cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. LL. Onor.le

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Castello S. P. li 23. Aprile 1850

[Distinta dei pezzi]

Pezzi Dieci Dell’opera Crispino e la Comare posta in Musica dai fratelli Luigi e Federico Ricci ridotti per piano-forte e canto

N.o 22400.

- 22419.

- 22394.

- 22392

- 22393

- 22420

- 22398

- 22397

- 22418

- 22408

sud. [C. P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “Castel S. Pietro 23. Aprile 1850. | C.lo Pozzi | Perchè vengano posti sotto la pro- | tezione della legge rassegna in triplo | esemplare 10 pezzi musicali di sua | edizione. | Ric.o il 26. d.o”]

Pozzi.petizioni.1850.7 (senza data [ca. 11 luglio 1850])31

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 8

[...]

Uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] Con preghiera pel solito registro e cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. LL.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei Pezzi

N.o 22541. Sinfonia nell’opera Amori e Trappole musica del M.o Ant.o Cagnoni rid.a p. piano forte solo

Altri otto pezzi di d.a opera ridotti p. piano-forte e Canto.

[N.o] 22544

- 22546

- 22548

- 22551

- 22552

- 22559.

- 22560

- 22562

sud. [C. P.]

[accusa di ricevimento sul retro: “Senza data e provenienza | Carlo Pozzi | rimette in triplo esemplare | 9 pezzi musicali di sua recente | edizione perchè siano posti sotto | la protezione della legge | Ric.o il 12. luglio 1850”]

Pozzi.petizioni.1850.8 (20 novembre 1850)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 16

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera perche ne sia eseguito il consueto registro e p. il solito cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 20. 9.bre 1850

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

– Distinta dei pezzi –

Pezzi N.o 11. dell’opera Luisa Miller del M.o Gius.e Verdi, ridotti p. piano-forte e Canto

N.o 22192

- 22194

- 22197

- 22198

- 22199

- 22201

- 22202 = 3 = 4 = e 5

- 22221

Pezzi N.o 5. dell’opera la Battaglia di Legnano musica del d.o maestro ridotti come sopra

[N.o] 21542

- 21553

- 21548

- 21546

- 21550

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1851.1 (8 gennaio 1851)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 15

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera per li consueti registro e cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 6. Genn.o 1851.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

[Distinta dei pezzi]

Pezzi 4. dell’opera Stifellio [sic] posta in musica dal M.o Verdi e ridotti p. piano-forte [solo]

N.o 2292832

- [229]33

- [229]26

- [229]35

altri Pezzi 4. di d.a opera ridotti come sopra per [vacat] [recte: per piano-forte e canto]

[N.o] 22959

- 22960

- [229]47

- [229]57

Pezzi 7. dell’opera Luisa Muller [sic] del M.o Verdi rid.i come sopra [per piano-forte solo]

[N.o] 22236

- [222]27

- [222]22

- [222]24

- [222]29

- [222]31

[222]30

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1851.2 (24 gennaio 1851)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 14

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sottodescritti pezzi musicali con preghiera perche se ne facciano il consueto registro e cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. VV. Onorl.me

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei pezzi sud.i

Pezzi N.o 5. dell’opera Stifelio [recte: Stiffelio] posta in musica dal M.o Gius.e Verdi ridotta per piano-forte e Canto

N.o 22945.

- 22954

- 22955

- 22953

- 22946

Pezzi N.o 6. dell’opera sud.a ridotti p. piano-forte solo

- 22941

- 22925

- 2292433

- 22929

- 22930

- 22931

Castello S. P. sopra Mendrisio li 24. Genn.o 1851.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1851.3 (2 aprile 1851)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 21

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera perche ne sia eseguito il consueto registro e solito cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. LL. Onorl.me

Castello S. P. li 2. Ap.le 1851.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei pezzi

Pezzi N.o 6. Del [sic] Opera Rigoletto posto [sic] in musica dal M.o Gius.e Verdi e ridotti p. piano-forte solo, e piano forte e Canto

N.o 23079.

- 23178.

- 23177.

- 23078.

- 23072.

- 23172

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1851.4 (10 aprile 1851)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 20

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la Legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera pelli [sic] solito cenno di ricevuta e registro.

[...]

DD. SS. VV. Onor.lme

Castello S. P. li 10 aprile 1851.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei pezzi

N.o 23077 Scena e Duetto figlia..? mio Padre... [sic] nell’op. Rigoletto musica del M.o Gius.e Verdi ridotta p. piano-forte e Canto solo

- 23176. D.o D.o ridotto p. piano-forte e Canto

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1851.5 (24 aprile 1851)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 19

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto in tre esemplari ciascuno li sotto descritti altri quattro pezzi musicali stampati cavati dall’opera Rigoletto musica del M.o Gius.e Verdi, con preghiera perchè ne sia eseguito il consueto registro, e p. il solito cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. LL. Onor.lme

Castello S. P. li 24. aprile 1851.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

– Distinta dei pezzi sud.i –

N.o 23085. Preludio, Scena e Canzone La donna è mobile, ridotta p. piano forte e Canto

- 23183. D.o D.a ridotti p. piano-forte solo

- 23082. Scena ed Aria. Cortigiani vil razza dannata ridotta p. piano-forte e Canto

- 23181. D.a D.a rid. p. piano-forte solo

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1851.6 (17 maggio 1851)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 18

[...]

Uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari Ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati allo scopo che siano posti sotto la Salvaguardia della Legge [...]

La data indicata dei singoli pezzi è quella del giorno della rispettiva pubblicazione.

In attesa che ne sia [...] fatto eseguire il consueto registro, ed il solito cenno di ricevuta passo a rassegnarmi [...]

Castello S. P. li 17. maggio 1851.

DD. SS. LL[.] Onorl.me

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

– Distinta dei pezzi –

Pezzi N.o 2. dell’Opera Rigoletto Musica del M.o Gius.e Verdi ridotti p. piano-forte solo

N.o 23175

- 23184

N.o 2. simili [pezzi] in d.a Opera ridotti p. piano-forte e Canto

- 23086

- 23076

[N.o] 23182 N.o 1 di [so]pra [pezzo in d.a Opera], rid.o p. piano-forte Solo

[N.o] 23084 [N.o] 1 [so]pra, [pezzo in d.a Opera, rid.o] p. piano-forte e Canto

Pozzi.petizioni.1851.7 (21 [15] maggio 1851)34

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 17

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] assieme alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati con preghiera per il consueto registro e cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 21. maggio 1851.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

– Distinta dei pezzi –

Pezzi N.o 2. dell’opera Rogolletto [sic] del M.o G. Verdi ridotti p. piano-forte e Canto

N.o 23070

- 23081

- 23180 Pezzo di d.a opera rid.o p. piano forte solo

sud. [C. P.]

NB. Li sud.i pezzi portano la data del 15. maggio corr.e perche questo fù quello della loro pubblicazione.

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1851.8 (3 giugno 1851)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 22

[...]

Compitasi col g.no 31. del p.e p.o Maggio la pubblicazione dei pezzi musicali stampati tolti dall’opera Rigoletto posta in musica dal M.o Gius.e Verdi uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno in tre esemplari ciascuno li detti ultimi pezzi e ciò al solito scopo di porli sotto la salvaguardia della Legge [...] con preghiera perche ne sia eseguito il consueto registro e p. il solito cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 3. Giug.o 1851.

DD. SS. LL. Onor.lme

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

– Distinta dei Pezzi sud.i –

Pezzi N.o 3. di d.a opera ridotti p. piano-forte solo

N.o 23173

- 23185

- 23186

Pezzi N.o 2. sud. [di d.a opera] ridotti p. piano-forte e canto

- 23088

- 23090

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1853.1 (31 gennaio 1853)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 27

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente in tre esemplari ciascuno trasmetto [...] li sotto descritti pezzi Musicali stampati con preghiera perche ne sia fatto eseguire il consueto registro e p. il solito cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 31. Genn.o 1853

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

–  Distinta dei pezzi –

Pezzi N.o 5 dell’opera il Trovatore posta in Musica dal M.o Gius.e Verdi e ridotti p. piano-forte solo

N.o 24967.

- 24969

- 24970

- 24971

- 24973

Pezzi sud.i rid.i p. piano-forte e canto

[N.o] 24842

- 24844

- 24845

- 24846

- 24848

Pozzi.petizioni.1853.2 (17 febbraio 1853)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 26

[...]

La presente serve p. accompagnare a Cod.o Lod.e Cons.o in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati perche siano posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] con preghiera perche se ne effettui il consueto registro e p. il solito cenno ri ricevuta[.]

[...]

Castello S. P. li 17. Feb.o 1853.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

[Distinta dei pezzi]

Pezzi N.o 3 Dell’opera il Trovatore posta in Musica dal M.o Gius.e Verdi [ridotti per piano-forte e Canto]

N.o 24850.

- 24851

- 24852

Pezzi sud.i d.o [tre Dell’opera il Trovatore] ridotti p. piano-forte solo.

- 24974

- 24975

- 24976

Pozzi.petizioni.1853.3 (17 marzo 1853)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 25

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti altri pezzi del Trovatore, posto in musica dal Maestro Verdi, pregando le SS. LL. a volerne far eseguire il consueto registro e p. il solito cenno di ricevuta[.]

[...]

Castello S. P. li 17. marzo 1853.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

– Distinta dei pezzi –

Pezzi tre ridotti p. piano forte e Canto

N.o 24858

- [248]59

- [248]60

Altri pezzi tre rid.i p. cembalo solo

[N.o] 24981

- [249]82

- [249]83

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1853.4 (31 marzo 1853)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 24

[...]

Trasmetto uniti alla presente li altri sotto descritti pezzi del Trovatore parte ridotti p. piano-forte Solo e parte per piano forte e Canto, e ciò al solito scopo di porli sotto la Salvaguardia della Legge [...].

Attendend[o] [...] che se ne faccia eseguire il consueto registro e cenno di ricevuta [...]

Castello S. P. li 31. marzo 1853.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei pezzi

ridotti p. piano-forte ... [solo]

N.o 24857

- [248]61

- [248]62

- [248]63

ridotti p. [piano-forte e Canto]

[N.o] 24980

- [249]84

- [249]85

- [249]86

Pozzi.petizioni.1853.5 (23 aprile 1853)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 23

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] uniti alla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi Musicali stampati con preghiera perche ne sia fatto eseguire il consueto registro e p. il solito cenno di ricevuta.

[...]

Castello S. P. li 23. Ap.le 1853.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

– Distinta dei pezzi –

Pezzi tre dell’opera La Traviata posta in Musica dal M.o Gius.e Verdi [ridotti per piano-forte e Canto]35

N.o 25093

- 25096

- 25108

Altri pezzi tre di d.a opera ridotti p. piano-forte solo

[N.o] 25123

- 25125

- 25135

sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1853.6 (12 maggio 1853)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 28

[...]

Uniti alla presente al solito scopo d’essere posti sotto la Salvaguardia della Legge [...] trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti altri sette pezzi dell’opera La Traviata musica del M.o Gius.e Verdi Con preghiera che ne sia eseguito il solito registro e p. il consueto cenno di ricevuta.

Attenderò pure [...] cenno di ricevuta di altri pezzi di d.a opera spediti con ultima mia del [vacat]

[...]

DD. SS. LL. Onorl.me

Castello S. P. li 12 maggio 1853

Devot.mo S.re aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei pezzi sud.i

Pezzi dell’op. di Verdi la Traviata rid.i p. cembalo solo36

N.o 25098

- 25100

- 25106

- 25127

- 25128

- 25135

- 25133

Pozzi.petizioni.1853.7 (13 agosto 1853)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 29

[...]

Al solito scopo d’essere posti sotto la salvaguardia della Legge [...] trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li altri sotto descritti pezzi N.o 8. stampati dell’opera La Traviata posta in musica dal M.o Gius.e Verdi con preghiera che ne [sia] fatto eseguire il consueto registro e per il solito cenno di ricevuta.

[...]

DD. SS. LL. Onorl.me

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

Distinta dei d.i pezzi

Dalla Traviata

Pezzi 4. rid.i p. piano-forte e Canto

N.o 25094

- 25097

- 25099

- 25109.

Pezzi 4. rid.i p. cembalo solo

[N.o] 25121

- 25124

- 25126

- 25136

sud.o [C. P.]

Seguono altri Dodici [sic] Pezzi dell’opera il Trovatore musica dello stesso Maestro Gius.e Verdi che si trasmettono [...] parimente allo scopo su indicato ed in tre esemplari ciascuno cioè

Pezzi 4. ridotti p. Cembalo Solo

N.o 24979

- 24977

- 24972

- 24968

Pezzi undici [sic] rid.i p. piano-forte e Canto.

[N.o] 24856

- 24849

- 24855

- 24854

- 24853

- 24847

- 24843

NB[.] La data marcata su ciascun pezzo è quella del giorno della sua pubblicazione[.]

Castello S. P. sopra Mendrisio li 13. agosto 1853.

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi sud.o

Pozzi.petizioni.1855.1 (9 agosto 1855)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 31

[...]

Accompagnati dalla presente trasmetto [...] in tre esemplari ciascuno li sotto descritti pezzi musicali stampati di cui sono divenuto proprietario pella Svizzera mediante Cessione, e ciò al solito scopo di porli sotto la Salvaguardia della Legge [...].

Essendo cessate le cause, che interuppero per qualche tempo una tale trasmissione, undesì [sic] così di mano in mano trasmettendo i pezzi delle altre opere che verrano pubb[licate], e pregando [...] pel consueto registro e cenno di ricevuta passo a rassegnarmi

DD. SS. LLoro Onorl.me

Castello S. P. li 9. agosto 1855.

Devot.mo S.re

C. Pozzi

Distinta dei pezzi sud.i

Pezzi N.o 6. [recte: 7] dell’opera Giovanna Guzman del M.o Gius.e Verdi ridotti p. piano-forte e Canto.

copie 3 del N.o 2812137

- [281]22

- [281]23

- [281]30

- [281]41

- [281]47

- [281]48

D.i N.o 5. rid. p. cembalo solo

[copie] 3 [del N.o] 28132

- [281]33

- [281]34

- [281]35

- [281]36

Pezzi N.o 13. dell’opera L’Ebreo del M.o Gius.e Apolloni ridotti p. piano-forte e Canto

[copie] 3 [del N.o] 27866

- [278]67

- [278]69

- [278]70

- [278]71

- [278]72

- [278]73

- [278]78

- [278]81

- [278]84

- [278]85

- [278]86

- [278]88

Sud. [C. P.]

Pozzi.petizioni.1855.2 (21 agosto 1855)

ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | interno 30

[...]

La presente accompagna altri Sei pezzi dell’op. la Giovanna Guzman di Verdi che trasmetto [...] onde siano al solito posti sotto la Garanzia della Legge [...].

Pregando pel solito cenno di ricevuta e perche ne sia fatto l’analogo registro [...].

Mendrisio li 21. agosto 1855

Devot.mo ed Aff.mo

C. Pozzi

– Distinta dei Pezzi –

In tre esemplari ciascuno

N.o 28116. Sinfonia ridotta per Cembalo solo

Pezzi ridotti per piano-forte e Canto.

[N.o] [281]19.

- [281]20.

- [281]31

- [281]44

- [281]49

7. Petizioni - Spinelli / Euterpe Ticinese (1840–1854)

Petizioni di Gioachimo Spinelli al Consiglio di Stato per ottenere il beneficio giusta la legge 20 maggio 1835 sulla protezione della proprietà letteraria

Osservazioni preliminari

La seguente documentazione riporta le petizioni che Gioachimo Spinelli, tra il 1840 e il 1854, rivolse al Consiglio di Stato Ticinese per ottenere il beneficio giusta la legge 20 maggio 1835 sulla protezione della proprietà letteraria. Un confronto tra questi documenti, conservati nell’Archivio di Stato del Cantone Ticino (ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 1–74), gli Avvisi musicali pubblicati da Spinelli (cfr. il capitolo 8. Avvisi musicali - Spinelli) e le musiche depositate, rivela che l’insieme delle petizioni esistenti rappresenta solo una parte dei materiali realmente redatti a tale scopo. Per la riproduzione di una delle petizioni manoscritte di Spinelli, vedi il capitolo 2. Studio generale, Figura 3.

I documenti vengono elencati in ordine cronologico, a differenza dall’ordine sparso stabilito all’interno dell’unità d’archivio. La trascrizione si limita alle parti tematicamente rilevanti; l’accusa di ricevimento sul retro del singolo documento viene riportata solo nei casi in cui il contesto lo esige. Qualsiasi aggiunta editoriale è posta tra parentesi quadre.

Nella trascrizione è stato evitato di conferire al singolo documento una struttura ‘ordinata’, sostanzialmente diversa dalla fonte; per il sunto contenutistico delle petizioni, in termini di opere depositate, vedi il capitolo 5. Depositi.

Nel fondo d’archivio ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO al presente (aprile 2021) mancano all’appello gli interni 3, 7, e 15.

Le lettere di conferma che Spinelli nelle sue petizioni frequentemente chiede come giustificativo della tutela legale (la “solita ricevuta”), documenti che ovviamente anche ricevette, devono essere considerate perse.

[Page]

Spinelli.petizioni.1840.1 (senza data [ca. 17 gennaio 1840])

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 9

Al Lodevole Consiglio di Stato Della Repubblica, e Cantone del Ticino

Sig.r Presidente, e Consiglieri

In forza del contratto fatto tra’ il Sig.r Ant.o Giovanni Speranza, Maestro, e proprietario dell’opera i due Figaró del Sig.r Francesco Lucca Negoziante ed Editore di Musica in Milano, Questi ha ceduto il diritto per la Stampa al riccorrente [sic] Spinelli Gioachino, Editore dell’Euterpe Ticinese in Chiasso, il quale nella sua qualità di subcessionario in forza di contratto del giorno 10 gennajo 1840.

A fini dei combinati art.i 1, e 9 della Legge 20. Maggio 1835. Rimettono tre esemplari della succitata opera, invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia.

Mentre colla più alta stima, e perfetta divozione Delle SS. loro mi rassegno

Spinelli Gio.

[accusa di ricevimento sul retro: “Senza data / Genn.o 1840 / | Gio.o Spinelli Calcografo in Chiasso | Rimette alcune composizioni musicali | per loro godere i vantaggi della legge | Sulla proprietà letteraria | R.a 18. Gen.o 1840”; cfr. anche Spinelli.petizioni.1840.2]

Spinelli.petizioni.1840.2 (17 gennaio 1840)

[inserito in Spinelli.petizioni.1840.1]

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 10

Al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino

La Calcografia musicale dell’Euterpe Ticinese in Chiasso Consegna tre esemplari dei pezzi dell’opera i due Figaro del Sig.re Ant.o Giovanni Speranza, come segue

[N.o] 2334. Duetto Siamo soli mio Signore

- 2339 Duetto Tu lo volesti ingrata.

- 2335 Quartetto Si Si Tu sei Basilio.

- 2321. Coro, e Terzetto Ben venute le nostre padrone

- 2333. Duetto In quegli occhi o Briconcella

- 2325 Duettino Sei troppo facile a spaventarti

- 2317 Cavatina Bravi amici va benone

- 2319 Cavatina Son contento.

- 2327: Quartetto No Signora chiaro, e tondo

- 2323 Cavatina Un gentile Colonello

- 2341. Aria L’alma mia se nol sapete

Chiasso li. 17: Gennajo 1840.

E per la suddetta Calcografia

Spinelli G.

Spinelli.petizioni.1845.1 (1 luglio 1845)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 1

Lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino

Sig.r Presidente e Consiglieri

In forza del contratto tra’ il Sig.r Francesco Lucca Negoziante ed editore di musica in Milano, qual vero proprietario dell’opera Cellini a Parigi melodramma semiserio in 4 giornate posta in musica dal Maestro Lauro Rossi. Questi ha ceduto il diritto per la stampa al ricorrente Gioachimo [sic] Spinelli editore della Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso, il quale nella sua qualità di subcessionario, ed in vista di tal contratto: ed a sensi dei combinati articoli 1= [e] 9= della legge 20 Maggio 1835: sulla proprietà letteraria, rimette tre esemplari della succitata opera; invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia.

Mentre colla piú alta stima e considerazione delle SS. Loro mi rassegno

Spinelli

Chiasso il P.mo Luglio 1845.

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 1o Luglio 1845 | Calcografo Spinelli | Tre esemplari dell’opera Cellini | a Parigi, per essere posta sotto | la salvaguardia L. | R. 2 Do | [spazio] | Verificato giusto | Taddei”]

Spinelli.petizioni.1845.2 (1 luglio 1845)

[inserito in Spinelli.petizioni.1845.1 (1 luglio 1845)]

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 2

Denominazione dei Pezzi dell’Opera Cellini a Parigi posta in musica dal Maestro Lauro Rossi

N.o 5505 Cavatina Perché sì dolce ha il murmure

- 5508. Cavatina O tu che oppor pretendi

- 5511 Romanza Oh tu dei miseri

- 5512. Recit.vo, e duetto Non affetto disprezzo soltanto

- 5513 Romanza Questa soave almeno

- 5515 Recitativo e duetto. Essa è bella, pur troppo, assai bella

- 5516. Scena ed aria Lo so, lo so colpevole

L’Editore Spinelli Gioachimo

Spinelli.petizioni.1845.3 (20 luglio 1845)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 4

[...]

Denominazione sia delle Opere complete p. Canto e piano Forte, come pure delle opere per Piano Forte solo

Leonora Melodramma in quattro atti di Marco de Arienzo – posta [sic] in Musica dal Maestro S. Mercadante

Medea Melodramma tragico di Benedetto Castiglia posta in Musica dal Cavl.e M.o Giovanni Pacini

Il Borgomastro di Schiedam Melodramma in tre atti posta in Musica dal Maestro Lauro Rossi

Cellini a Parigi del Maestro Lauro Rossi

N.o 5518. Duetto Vorreste un laccio tendermi

- [55]14. Recit.o ed Aria Non lo devi, non lo puoi

- [55]07 Introduzione e Cavatina

- [55]07.½ Cavatina

Opere per Piano Forte Solo.

Del Maestro de Meyer

- 5032. Marche triomphale d’Isly

- [55]33 Le Carnoval de Venise

- [55]34 Fantasie sul Elisir d’amore

- [55]37 Grande Etude

- [55]40 Fantasie Orientale sur deux thèmes Arabes

- [55]43. Fantasie sur les Hirondelles

Del Maestro Giuseppe Labitzky

- 525338 Suoni festivi di temi Valzer

- [52]54 Un salto [recte: saluto] all’Italia. Tre polcke [sic] la Milanese, la Veneziana, la Firentina [sic]

- [52]55 Militair Galoppe

- [52]56. Steinchof [sic] Quadrille

- [52]57: Burlington Valzer

Del Maestro Thalberg

- 3463 Barcarolle

- [34]62. Marche funebre

Chiasso li 20 Luglio 1845

L’editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Spinelli Gioachimo

Spinelli.petizioni.1845.4 (14 agosto 1845)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 8

[...]

Denominazione dei pezzi musicali

N.o 5506. T’ama or or tremante. dell’opera Cellini a Parigi del Maestro Lauro Rossi

N.o 5258 opera 115 Les delices de la jeunesse.

trois polkas

- 5259 opera 116 Souvenir de Leipzic [sic]

Mazurka

Del Maestro Giuseppe Labitzky per piano forte solo

[N.o] 5039 Op.a 37 Variations sur un Theme

De Semiramis per piano forte solo

Del Maestro Leopoldo Demeyer

Dalla Calcografia musicale

L’Euterpe Ticinese

Spinelli Calcografo, ed Editore

Chiasso li 14: Agosto 1845

Spinelli.petizioni.1845.5 (17 dicembre 1845)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 5

[...]

In forza del contratto tra il Sig.r Francesco Lucca Negoziante ed Editore di musica in Milano, qual vero proprietario dell’ Album Verbi [sic] ossia Romanze poste in musica dal Maestro G. Verdi.

Questi ha ceduto il diritto per la Stampa al ricorrente Gioachimo Spinelli editore della Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, il quale nella sua qualità di Subcessionario [...] rimette tre esemplari delle suddette opere invocando i diritti e privilegi che sono di giustizia.

[...]

Chiasso il 17. D.bre 1845.

Spinelli Gio.

Spinelli.petizioni.1845.6 (senza data [17 dicembre 1845])

[inserito in Spinelli.petizioni.1845.5]

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 6

[...]

Denominazione dei pezzi dell’Album Verdi posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Romanze

Il Tramonto,

La Zingara

Ad una Stella

Lo Spazzacamino

Il Mistero.

Il Brindisi

Spinelli G.

Spinelli.petizioni.1846.1 (14 febbraio 1846)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 16

[...]

Denominazione dei pezzi che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Op.a 77: N.o 5751: 2, 3: Fiori d’Euterpe, pensieri d’opere teatrali esposte in suonatine per piano forte solo dal Maestro Luigi Truzzi

N.o 5691: Mazurka, nel ballo il Diavolo a quattro, Musica di A: Adam ridotta per piano forte solo

Op.a 78: N.o 5701: 2, 3. Ricreazioni della gioventù[;] Pensieri, esposti in forma di suonatine progressive per piano forte solo dal Maestro Luigi Truzzi

Il Giudizio universale, Oratorio diviso in tre parti Distruzione[,] Resurrezione e Giudizio: Musica del Maestro Pietro Raimondi: Riduzione per canto con accompagnamento di piano forte

Chiasso li 14. febbrajo 1846.

Spinelli Gioachimo editore

Spinelli.petizioni.1846.2 (5 aprile 1846)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 17

[...]

In forza del contratto tra’ il Sig.r Francesco Lucca Negoziante ed editore di musica in Milano, qual vero proprietario dell’Opera Attila. Ossia melodramma lirico in tre atti con prologo poesia di Temistocle Solera, posta in musica dal Mestro Giuseppe Verdi: La medesima ridotta per piano forte solo dal maestro Luigi Truzzi. Questi ha ceduto il diritto per la stampa al ricorrente Gioachimo Spinelli editore della Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, il quale nella sua qualità di subcessionario; ed a sensi dei combinati articoli 1: [e] 9: della legge [...] rimette tre esemplari delle succitate opere, invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

Spinelli Gioachimo

Chiasso li 5. Aprile 1846.

Spinelli.petizioni.1846.3 (5 aprile 1846)

[inserito in Spinelli.petizioni.1846.2]

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 18

[...]

Denominazione dei pezzi che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

Attila per canto con accompagnamento di Piano forte.

N.o 5903 Scena e Cavatina Allor che i forti corrono

- 5906 Scena e Romanza Oh! nel fuggente nuvolo

- 5904 Duetto Tardo per gli anni e tremulo

- 5915 Scena e Romanza Che non avrebbe il misero

Detta per piano forte Solo. [recte: riduzione per pianoforte solo]

339

- 5922 Cavatina Allor che i forti Corrono.

- 5923. Duetto Tardo per gli anni e tremulo

4.

- [592]6 [recte: 5925]40 Romanza Oh! nel fuggente nuvolo.

13.

- 5932 Che non avrebbe il misero

L’Editore Spinelli Gioachimo

Chiasso li 5. Aprile 1846.

Spinelli.petizioni.1846.4 (13 aprile 1846)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 23

[...]

Ho l’onore di quivi compiegarle la distinta d’altri pezzi musicali dell’opera l’Attila posta in musica dal Maestro Giuseppe Verdi. Come pure quelli della medesima opera ridotti per piano forte solo dal Maestro Luigi Truzzi, in seguito a quelle [sic] di già depositate, in data 6. corrente.

Più altri pezzi della medesima opera ridotti per Flauto con accompagnamento di Piano forte dal Maestro Gio. Daelli: Trasmettendo alle Sig.e Loro i tre esemplari delle suddette opere, a norma dei combinati articoli 1: e. 9 della legge [...] ed invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

L’Editore Spinelli G.o

Chiasso li 13: Aprile 1846.

Spinelli.petizioni.1846.5 (13 aprile 1846)

[inserito in Spinelli.petizioni.1846.4]

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 24

[...]

Denominazione dei pezzi che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

Attila per canto, e piano forte del Maestro Giuseppe Verdi

N.o 5910 Scena ed Aria Dagli immortali vertici

- 5905 Scena è Cavatina Ella è in poter del Barbaro

- 5908. Scena ed Aria Mentre gonfiarsi l’anima

- 5907: Duetto Si quello io Son ravvisami

Detta ridotta per piano forte solo dal Maestro Luigi Truzzi

- 5929. Aria Degli immortali Vertici

- 5927. Aria Mentre gonfiarsi l’Anima

- 5924. Cavatina Ella è in poter del barbaro

- 5926. Duetto Si quello io son ravvisami

Pezzi della medesima opera ridotti per Flauto, con accompagnamento di piano forte dal Maestro Gio. Daelli

N.o 5937 Cavatina Allor che i forti corrono

- 5938 Duetto Tardo per gli anni e tremulo

- 5940. Romanza Oh! nel fuggente nuvolo.

- 5944. Romanza Che non avrebbe il misero.

L’Editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Spinelli Gioachimo

Chiasso li 13: Aprile 1846.

Spinelli.petizioni.1846.6 (23 aprile 1846)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 25

[...]

Denominazione dei pezzi che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

N.o 5754. Fiori d’Euterpe. Romanza Attila del Maestro Giuseppe Verdi, ridotta in suonatine per piano forte solo dal maestro Luigi Truzzi

N.o 5701 Ricreazioni della gioventù. Cavatina dell’opera l’Attila, esposte [sic] in suonatine progressive per piano forte solo dal maestro Luigi Truzzi

L’Editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Spinelli Gioachimo

Chiasso li 23: Aprile 1846.

Spinelli.petizioni.1846.7 (31 maggio 1846)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 19

[...]

Ho l’onore di quivi compiegarle la distinta del Terzetto vocale dell’opera l’Attila posta in musica dal Maestro Giuseppe Verdi a seguito degli altri pezzi di già depositati della medesima opera. Trasmettendo alle SS. loro i tre esemplari, voluti a norma dei combinati articoli 1: e: 9 della legge [...]; ed invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

L’Editore Spinelli

Chiasso li 31: Maggio 1846.

Spinelli.petizioni.1846.8 (31 maggio 1846)

[inserito in Spinelli.petizioni.1846.7]

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 20

[...]

Distinta del Terzetto vocale ed instrumentale dell’opera l’Attila posta in musia dal Maestro Giuseppe Verdi, per esser posto sotto la Salvaguardia della legge [...]

N.o 5916. Terzetto Te sol, te sol quest’anima

L’Editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Spinelli Gioachimo

Chiasso li 31. Maggio 1846.

Spinelli.petizioni.1846.9 (9 giugno 1846)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 21

[...]

Ho l’onore di quivi compiegarle la distinta d’altri pezzi musicali dell’opera l’Attila posta in musica dal Maestro Giuseppe Verdi: Cioè il Quartetto finale ed il Coro a seguito di quelli già depositati della medesima opera. Trasmettendo alle Sig.e loro i tre esemplari dei suddetti pezzi a norma dei combinati articoli 1: e. 9 della legge [...] ed invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

L’Editore Spinelli Gioachimo

Chiasso li 9: giugno 1846.

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 9. Giugno 1846 | Gioachimo Spinelli | Trasmette gli esemplari di due pezzi | musicali dell’opera Attila per | essere posti sotto la salvaguardia della | Legge sulla proprietà letteraria | Ricev.a 10 do”]

Spinelli.petizioni.1846.10 (9 giugno 1846)

[inserito in Spinelli.petizioni.1846.9]

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 22

Denominazione dei pezzi Musicali, ed instrumentali che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

N.o 5917. Quartetto finale. Tu, rea donna già schiava or mia sposa, per Canto con accompagnamento di piano forte dell’opera l’Attila posta in musica dal Maestro Giuseppe Verdi.

N.o 5912 Coro chi dona luce al cor. della medesima opera.

L’Editore dell’Euterpe Ticinese

Spinelli Gioachimo

Chiasso li 9. Maggio [recte: giugno]41 1846.

Spinelli.petizioni.1846.11 (15 ottobre 1846)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 26

[...]

In forza del contratto tra’ il Sig.r Francesco Lucca Negoziante ed editore di musica qual vero proprietario del Walzer Attila. oppure omaggio a Verdi sopra i migliori motivi dell’opera Attila ridotto per piano forte solo dal Maestro Giuseppe Labitzki

Questi ha ceduto il diritto per la stampa al ricorrente Gioachimo Spinelli [...] il quale [...] rimette tre esemplari della succitata opera invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia[.]

[...]

L’Editore Spinelli

Chiasso li 15. 8bre 1846.

Spinelli.petizioni.1846.12 (15 ottobre 1846)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 27

[...]

Denominazione dell’opera che deve essere posta sotto la Salvaguardia della legge [...]

Op.a N.o 130o Valzer intitolato Omaggio al Verdi sopra i migliori motivi dell’opera Attila ridotto per piano forte solo dal Maestro Giuseppe Labitzki

Chiasso li 15: 8bre 1846

L’Editore Spinelli Gioachimo

Spinelli.petizioni.1846.13 (2 novembre 1846)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 11

[...]

Quivi a tergo [recte: sul foglio in allegato] le Sig.e loro ritroveranno la denominzione dei pezzi musicali, a seguito di quelli di già depositati ed a compimento dell’opera completa l’Attila posta in musica dal Maestro Giuseppe Verdi, ridotta per piano forte solo dal Maestro Luigi Truzzi, dei quali ho l’onore d’inviargli i tre esemplari voluti dalla legge [...]

[...]

L’Editore Gioachimo Spinelli

Chiasso li 2 9bre 1846.

Spinelli.petizioni.1846.14 (2 novembre 1846)

[inserito in Spinelli.petizioni.1846.13]

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 12

[...]

Denominzione dei pezzi a compimento dell’opera completa l’Attila del Maestro Giuseppe Verdi, ridotta per piano forte solo dal Maestro Luigi Truzzi che debbono esse posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Indice

1: N.o 5920 Preludio

2: N.o 5921 Introduzione del prologo

9:N.o 5928 Finale pezzo concertato

11: N.o 5930 Gran Finale Coro

12: N.o 5932 Pezzo concertato e stretta

L’Editore dell’Euterpe Ticinese

Gioachimo Spinelli

Chiasso li 2 9bre 1846.

Spinelli.petizioni.1846.15 (29 novembre 1846)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 13

[...]

Ho l’onore quivi compiegarle la distinta dei pezzi finali dell’opera Attila per canto e piano forte del Maestro Giuseppe Verdi, e questi per compimento della medesima opera completa: essendo tutti gli altri pezzi musicali di già depositati.

Più Fantaisie i due Foscari opera del Maestro Giuseppe Verdi ridotte per piano forte solo dal Maestro Enrico Rosellen.

Trasmettendo alle Sig.e loro i tre esemplari delle suddette opere a norma della legge [...]

Mentre [...] mi rassegno

L’Editore dell’Euterpe Ticinese

Gioachimo Spinelli

Chiasso li 29: 9bre 1846.

Spinelli.petizioni.1846.16 (29 novembre 1846)

[inserito in Spinelli.petizioni.1846.15]

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 14

[...]

Denominzione dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Attila per Canto e piano forte

N.o 5902. Introduzione del prologo

- 5909 Finale primo.

- 5911 Coro e Scena prima del finale secondo

- 5913 Pezzo Concertato finale Secondo.

Op.a 89:

N.o 5079 Fantaisie brillante sur i due Foscari opera del Maestro Giuseppe Verdi. ridotta per piano forte solo. dal Maestro Enrico Rosellen.

L’Editore Gioachimo Spinelli

Chiasso li 29: 9bre 1846.

Spinelli.petizioni.1847.1 (21 febbraio 1847)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 32

[...]

In forza del contratto speciale tra’ il Sig.r Francesco Lucca negoziante ed Editore di musica in Milano, qual vero proprietario del Valzer Catharine composto per piano forte solo dal Maestro Giuseppe Vischin. Questi ha ceduto il diritto per la stampa al ricorrente Gioachimo Spinelli [...] il quale nella sua qualità di subcessionario, trasmette alle loro Sig.e loro i tre esemplari voluti dalla legge [...] ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia[.]

[...]

Gioachimo Spinelli

Denominazione di detto Valzer

N.o 6186. Catherine Valzer, composto dal Maestro Giuseppe Vischin per piano forte solo

L’Editore Spinelli

Chiasso li 21. Febbrajo 1847.

Spinelli.petizioni.1847.2 (29 luglio 1847)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 31

[...]

In forza del contratto tra’ il Sig.r Francesco Lucca Negoziante ed Editore di musica, qual vero proprietario dell’opera intitolata i Masnadieri, posta in musica dal maestro Giuseppe Verdi. Questi ha ceduto il diritto per la stampa al ricorrente Gioachimo Spinelli [...], il quale nella sua qualità di subcessionario, ed a sensi dei combinati articoli 1= e; 9 [sic] della legge [...] rimette alle SS. Loro tre esemplari dei primi pezzi della succitata opera; invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia[.]

[...]

Gioachimo Spinelli

Denominazione dei primi pezzi che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

N.o 6540. Di Ladroni attorniato Recit.o e Romanza

- 6532 O mio Castel paterno Scena ed aria

- 6534. Scena e romanza. Lo sguardo avea degli Angeli

L’Editore Gioachimo Spinelli

Chiasso li 29: Luglio 1847

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 29. Lug.o 1847. | G.mo Spinelli | Presenta diversi pezzi | musicali per essere posti | sotto la salvaguardia | delle leggi. | R. [il] 30. [d.o] | [spazio] | Sonosi riconosciuti regolari | le entro accennate copie. | Taddei”]

Spinelli.petizioni.1847.3 (8 agosto 1847)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 30

[...]

Quivi in calce le Sig.e loro troveranno la distinta d’altri due pezzi musicali. dell’opera intitolata i Masnadieri, posta in musica dal maestro Giuseppe Verdi a seguito di quelli di già depositati della medesima opera. Trasmettendo alle Sig.e loro i tre esemplari dei suddetti pezzi, a senso [...] della legge [...].

[...]

Chiasso li 8: Agosto 1847:

L’Editore Spinelli Gioachimo

Denominazione dei pezzi che debbono esser posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

N.o 6535 Duettino Carlo io muojo, ed ahi lontano

- 6542. Scena e duetto t’abbraccio o Carlo, abbracciami

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 8. Agosto 1847 | Editore Spinelli | Trasmette diversi pezzi | musicali per essere | posti sotto la salva- | guardia delle leggi. | R. [il] 9 [d.o] | Archivista | Riconosciuti regolari. | Bacilieri”]

Spinelli.petizioni.1847.4 (16 ottobre 1847)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 29

[...]

Quivi in calce le Sig.e loro troveranno la distinta d’altri pezzi musicali dell’opera intitolata i Masnadieri posta in musica dal maestro Giuseppe Verdi in seguito a quelli di già depositati della medesima opera. Trasmettendo alle Sig.e loro i tre esemplari dei detti pezzi, a norma [...] della legge [...] ed invocando i privileggi, e i diritti che sono di giustizia.

[...]

Gioachimo Spinelli

Denominazione dei pezzi che debbono esser posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

N.o 6547: Pareami che sorto da lauto convito. Sogno

- 6533. La sua lampada vitale Scena ed aria

- 6545 Racconto Massimiliano.

- 6543. Coro de’ Masnadieri

- 6537 Tu del mio Carlo al seno Scena, coro ed aria

- 6538. Io t’amo Amalia! io t[’]amo Scena e Duetto.

- 6550 Gran Scena e Terzetto Finale Ultimo.

- 6536. Quartetto finale 1.o

- 6549. Come il bacio d’un padre amoroso. Scena, e duetto

- 6548. E la prima odimi Eterno Scena e duetto

L’Editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Spinelli

Chiasso li 16. Ottobre 1847.

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 16. 8bre 1847. | Gioachimo Spinelli | Trasmette tre esemplari di diversi | pezzi musicali da lui stampati | per essere posti sotto la salvaguardia | della legge. | Ricev.a [il] 18 d.o | [spazio] | Gli accennati pezzi riconosciuti | regolari. | Taddei”]

Spinelli.petizioni.1847.5 (2 novembre 1847)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 28

[...]

Quivi in calce le Sig.e loro troveranno la distinta d’altri pezzi musicali, dell’opera i Masnadieri, posta in musica dal maestro Giuseppe Verdi, e questi a seguito di quelli di già depositati della medesima opera. Trasmettendo alle Sig.e loro i tre esemplari dei suddetti pezzi e ciò a norma [...] della legge [...] ed invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Gioachimo Spinelli Editore

Denominazione dei pezzi musicali che debbono esser posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

N.o 6539 Scena e Coro Finale 2.o

- 6541. Stretta Finale 2.o

- 6544. Gran Scena e recitativo Finale 3.o

- 6546. Gran Scena e giuramento Finale. 3.o

L’Editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Spinelli

Chiasso li 2. Novembre 1847.

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 2. 9bre 1847 | Gioachino Spinelli | Trasmette diversi pezzi | musicali dell’opera i | Masnadieri | R. [il] 3. [d.o] | [spazio] | I pezzi entro indicati sono regolari. | Taddei”]

Spinelli.petizioni.1849.1 (1 marzo 1849)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 33

[...]

In forza del contratto speciale tra’ il Sig.r Francesco Lucca negoziante ed Editore di musica qual vero proprietario dell’opera il Corsaro Melodramma Tragico; posta in Musica dal Maestro Giuseppe Verdi residente in Milano[.]

Questi ha ceduto il diritto per la stampa al ricorrente Gioachimo Spinelli [...] il quale nella sua qualità di subcessionario [...] rimette i tre esemplari della detta opera; e quivi in calce le SS. loro ne troveranno la distinta; Invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

L’Editore Gioachimo Spinelli

Chiasso il P.mo marzo 1849.

Denominazione dei primi pezzi dell’opera il Corsaro che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

N.o 7113: E puó la Schiava un palpito S[c]ena e duetto

- 7103 Non so le tetre immagini Romanza

- 7106 Vola Valor [recte: talor] dal Carcere Cavatina

- 7114 Oh mio Corrado appressati Terzetto Finale

- 7105. Oh qual perenne gaudio Coro di Odalische

L’Editore Spinelli

Spinelli.petizioni.1849.2 (ca. 5 novembre 1849)42

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 35

[...]

In forza del contratto, trá il Sig.r Francesco Lucca negoziante ed Editore di musica in Milano qual vero proprietario delle denominate opere. Cioè. Metodo pratico di Vocalizzazione del Maestro G. Nava. Nocturne varié per piano forte solo, composto dal Maestro Enrico Rosellen.

Questi ha ceduto il diritto per la stampa al riccorente [sic] Gioachino Spinelli [...] il quale nella sua qualita’ di subcessionario [...] rimette i tre esemplari delle suddette opere invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

Gioachino Spinelli

Chiasso li [vacat] 9.bre 1849.

Denominazioni delle opere che debbono essere poste sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 7099: Metodo pratico di Vocalizzazione per le voci di basso e Baritono [del Maestro G. Nava]

Op. 115. N.o 6756. Nocturne varié composé par Enri Rosellen per piano forte solo.

L’Editore Gio. Spinelli

Spinelli.petizioni.1849.3 (6 dicembre 1849)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 34

[...]

In Forza del Contratto, tra’ il Sig.r Francesco Lucca Negoziante ed Editore di musica in Milano qual vero proprietario delle diverse opere qui sotto denominate. Cioè il Poliuto. Tragedia lirica in 3. atti di Salvatore Cammarano; posta in Musica dal Maestro G.o Donizetti, Divertimento per Flauto con accompagnamento di Piano Forte sopra una Cavatina di Donizetti, Composto da G.o Briccialdi. Ventiquattro studj per Flauto, composti dal M.o G.e Rabboni. Questi ha ceduto il diritto per la stampa al ricorrente Gioachimo Spinelli [...] il quale nella sua qualità di Subcessionario [...] rimette alle S. L. i tre esemplari, delle succitate opere; Invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Gioachimo Spinelli

Chiasso li 6. X.bre 1849.

Denominazione dei pezzi che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Poliuto. Scena e Cavatina. di quai soavi Lagrime N.o 7203.43

[idem] Scena e preghiera D’un alma troppo Fervida N.o 7202.44

Divertimento per Flauto e piano f.e Op.a 60. N.o 6438

24 Studj per Flauto. Op.a 49: dal N.o 6941: [69]42: [69]43: [69]44

L’Editore Gioachimo Spinelli

Spinelli.petizioni.1849.4 (23 dicembre 1849)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 36

[...]

Ho l’onore di quivi compiegarle la distinta d’altri pezzi musicali dell’opera il Poliuto, posta in musica dal Maestro G. Donizetti a seguito di quelle depositate il giorno 6. corrente di cui mi raccomando alle SS: LL. di volermi graziare della solita ricevuta a mio contegno.

Più gli unisco il Metodo per Piano forte composto dal Maestro Enrico Rosellen; E le [sic] Fantasie [sic] brillante, sur les Monténégrins pour piano. L’Addio 5.me nocturne de concert pour piano. Fantasia di concerto per piano forte composte [sic] dal Maestro A. Goria. Di cui ho l’onore di trasmettere alle SS: LL. i tre esemplari a senso [...] della legge [...]

L’Editore Spinelli Gioachino.

Chiasso li 23. X.bre 1849.

Denominazione dei pezzi che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...].

Il Poliuto.

N.o 7206 il più lieto dei Viventi Duetto.

- 7204. Di tua beltade immagine Coro Scena e Cavatina

- 7207 Fu macchiato l’onor mio Scena ed aria

- 7211. Ah! sfuggi [recte: fuggi] da morte orribil cotanto. Rect.o e duetto

- 7210. Alimento alla fiamma si porga Coro Scena ed aria

op. 116. 6737 Metodo per piano Forte solo contenente i principii di musica del M.o E. Rosellen

op. 53. 6699 L’Addio 5:me Nocturne du [sic] Concert pour Piano par A. Goria

op. 50. 6697 Fantasie [sic] brillante sur les Monténégrins pour Piano. [vacat] d.o

op. 51. 6698 Fantasia di concerto per piano Forte sopra la cavatina Ah! Conforto è sol la speme. Nell’op.a il Corsaro del M.o G: Verdi composta dal Maestro A. Goria

Dall’Euterpe Ticinese. Chiasso li 23. X.bre 18[4]9

L’EditoreGioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1850.1 (17 gennaio 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 40

[...]

Ho l’onore di trasmettere alle S. L. altri pezzi musicali dell’opera il Poliuto posta in musica dal Maestro Donizetti a seguito di quelli depositati li 6: e 23. p.e p.o X.bre, ed a compimento dell’opera completa. Più tre nuove melodie intitolate il Risentimento, La Pastorella, la Beltà crudele, poste in musica dal Maestro Rossini. Trasmetto alle S. L. tre esemplari delle suddette opere, e quivi in calce ne troveranno la Distinta, e ciò in forza della legge [...] invocando i diritti e privileggi che sono di giustizia[.]

[...]

L’editore dell’Euterpe Ticinese in Chiasso.

Gioachino Spinelli

Chiasso li 17. genn.o 1850.

Distinta dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Tre nuove Melodie N.o 7301; 7302; 7303. del Maestro Rossini

Il Poliuto. N.o 7208 Coro Celeste un aura

- 7201. Coro d’introduzione

- 7212. Coro Scena e Finale atto terzo

- 7209. Finale Secondo.

- 7205. Recitativo che precede il Duetto Paolina e Severo.

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1850.2 (3 febbraio 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 39

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto denominate opere musicali. Trasmette alle S. L. i tre esemplari, voluti dagli articoli 1: e. 9 della legge [...] Invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia[.]

[...]

Chiasso li 3: Febbrajo 1850.

Gioachimo Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali che devono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Op.a [vacat] N.o 5690 Solfeggi elementari per tenore di G. Nava

Op.a 118 N.o 6778. Les Napolitaines. 2. Fantasies [sic] pour piano sur des airs Napolitaines composé [sic] par Henri Rosselen

- 118 - [67]79. S[e]conde Fantasie composé par le même

- 119. - 6780: Fantasie elegante sur la Fée aux Roses. pour piano Composé par le même

- 148. - 5815 Variations pour piano sur le célébre Duo de l’opera Belisario de Donizetti composé par François Künsten [recte: Hünten]

L’Editore Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1850.3 (24 febbraio 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 38

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto denominate opere musicali; Trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Gioachino Spinelli

Chiasso li 24. Febb.o 1850

Denominazione dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Etudes caracteristiques pour la Harpe composé par Felix Godefroid

N.o 6723: La Melancolie. [N.o] 6724: Le Reve. [N.o] 6725. la Danse des Silphes.

Op. 158: Brisis [sic] d’Italie Vingt Duos Concertants progressifs et melodiques Pour Piano. [et] Violon Composé par N. Louis

N.o 7352: La Polonaise. [N.o] 7351: Le Divertissemens [sic]

[N.o] 7353: Fantasie Valser [sic]. [N.o] 7354: Duetto Sentimentale.

Il Direttore della Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese

Chiasso li 24: Febbrajo 1850.

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1850.4 (30 marzo 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 47

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali; Ha l’onore di trasmettere alle S. L: i tre esemplari voluti dalla legge [...]

Chiasso li 30: marzo 1850.

Il Direttore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Gioachino Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 7371:45 a 74. 1.re suite Confidances [sic] musicales Airs varies. Fantasie[,] Tarantelles, Rondos, Valzer, Melanges, Boleros composé par Aulagudier [recte: Aulagnier], pour le piano

Op.a 168: N.o 7411. Rimembranze di Berlino Valzer composti da G.  abitzki per piano Forte.

Op.a 27.bis [N.o] 6038. Gran Duo de Concert. Sur Belisario, pour deux pianos Composé par A. Goria

Op.a 54. N.o 6700 la Venitienne 2.me Barcarolle pour le piano composé [sic] par A[.] Goria

Op. 158: N.o 7351: al 7371: Brises d’Italie. Vingt duos concertants, progressifs et melodiques pour piano et Violon Compose [sic] par N. Louis

Op.a 117 N.o 6758: al 61: 1.o libro Repertorio degli Allievi di piano forte di venti pezzi a due ed a quattro mani per piano forte sopra temi sce[l]ti delle opere [di] Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Meyerbeer. ecc. composti da Enrico Rosellen

Op.a 169: Carolina Polka N.o 7412. per piano forte composta da G. Labitzki

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1850.5 (25 luglio 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 37

[...]

Il Sottoscritto qual Editore, e proprietario per la stampa delle qui sotto denominate opere Musicali, Ha l’onore di trasmettere alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

L’Editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Gioachino Spinelli

Chiasso li 25: Luglio 1850.

Denominazione dei Pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 6570 – [65]71: [65]72: [65]73.

Cristoforo Colombo ossia la scoperta del nuovo mondo. Ode Sinfonia in quattro parti posta in musica dal Maestro Feliciano David

Op.a 76. N.o 3470. Introduzione e variazioni per piano forte solo sulla Barcarola dell’Elisir d’amore del Maestro S. Thalberg.

- 56. - 7552. Le Songe d’une nuit d’été pour piano del Maestro A. Goria

- 55 - 7551. Caprice brillant pour le piano la Fée aux roses. [vacat] detto

- 173 - 7416 Theresien quadrille del Maestro Giuseppe labitzky

- 172. - 7415. Die Galizier Valzer detto.

- 170 - 7413. Saluto ad Annover Valzer del medesimo

- 171. - 7414. Tritonen Galopp [vacat] detto

- 117 - 6768. Repertorio degli Allievi di piano forte, di 20 pezzi a due [e] a quattro mani sopra temi scelti dalle opere. [di] Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Meyerber [sic] del Maestro Enrico Rosellen

- 117 - 6764. del medesimo

- 120 - 6761. Fantasie brillante sur le Poreterons [i. e. Le Porcherons de Albert Grisar] pour piano. d’E. Rosellen

L’Editore Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1850.6 (4 agosto 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 41

[...]

A Seguito delle opere musicali dal sottoscritto depositate in data del giorno 25: Luglio, or, or scaduto, come proprietario per la stampa. Quivi gli unisco altri esemplari voluti dalla legge [...] e qui in calce le S: L: ne troveranno la distinta: ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

L’Editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Gioachino Spinelli

Chiasso li 4: Agosto 1850.

Denominazione dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Opera. N.o

174. 7417: Toni Valzer del Maestro Giuseppe Labitzky

121. 6782: 2: Fantasies brillantes. Le Songe d’une nuit d’été composé par Enri Rosselén

L’Editore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1850.7 (16 settembre 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 46

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto denominate opere musicali. Ha l’onore di trasmettere alle S. L: gli esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

L’Editore

Gioachino Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali che debbono esser posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

Op.a 121 N.o 6783. Fantasies [sic] brillantes pour Piano: Sur l’opera d’Ambroise Thomas. Le Songe d’une nuit d’été par Enri Rosellen.

- 175: - 7418:46 Luigia Polka pour piano di G. Labitzky.

- 117: - 6774. Repertorio degli Allievi di piano forte. Collezione progressiva di 20 pezzi a due ed a quattro mani per piano forte sopra temi scelti dalle opere. [di] Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Meyerber [sic] ecc. ecc. di Enrico Rosellen

N.o 6770. detto

L’Editore dell’Euterpe Ticinese

Gioachino Spinelli

Chiasso li 16. 7.bre 1850.

Spinelli.petizioni.1850.8 (13 ottobre 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 42

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa dell’opera intitolata Catterina di Cleves posta in musica dal Maestro F.o Chiaromonti [sic]: Ha l’onore di trasmettere alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] e quivi in calce le S. L. troveranno la distinta dei singoli pezzi musicali; ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

Chiasso li 13 Ottobre 1850.

L’Editore

Gioachino. Spinelli

Denominazioni [sic] dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 7531: Non fuggirmi Duetto

- 7532: Nei miei Sogni di speranza Aria

- 7533: Lascia in pria Scena e Finale.

L’Editore della Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1850.9 (17 novembre 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 43

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa dei qui sotto descritti pezzi musicali. Ha l’onore di trasmettere alle S. L: i tre esemplari voluti dalla legge [...] ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia[.]

[...]

Chiasso li 17: 9.bre 1850.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

Op.a 176: N.o 7419: Valzer il Trovatore composto da[l] Maestro Giuseppe Labitzky

Op.a 122. N.o 6784: Fantaisie brillante sur la Giralda composée par Henri Rosellen

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso li 17: 9.bre 1850.

Spinelli Gioachino

Spinelli.petizioni.1850.10 (16 dicembre 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 45

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa dei qui sotto denominati pezzi musicali; trasmette alle S. L: i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

Chiasso li 16: X.bre 1850.

L’Editore dell’Euterpe Ticinese

Gioachino Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 7537: La [recte: Il] trombetta Polka P: p.no f.e [per piano forte] composta dal M.o S. Mercadante

- 7538. Polka Mazurka per p.o f.e a 4.o mani del medesimo

- 7536: Polka la Vezzosa. id. [per piano forte a 4.o mani] del medesimo

- 7535. Polka l’esperimento. id. [per piano forte a 4.o mani] id. [del medesimo]

Op.a 59: - 7555. La Campanella Melodie etude pour piano par. A[.] Goria

- 57: - 7553. Fantasie [sic] Brillante la Dame blanche. id. [pour piano] id. [par. A. Goria]

- 58: - 7554. Les Adieux de Marie Stuart, Caprice, Etude de Concert pour le piano. Composé par A[.] Goria

- 2. - 6371. Harmonie du soir, Nocturne pour le piano Par A[.] Goria

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

L’Editore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1850.11 (23 dicembre 1850)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 44

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la Stampa dei qui sotto denominati pezzi musicali. Trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia[.] [...]

Chiasso li 23: X.bre 1850.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

N.o 7313: al 7315. tre Melodie per Canto e piano forte del Maestro G. Donizetti. La Giovanna Gray: L’amor mio, e la Savojarda

[N.o] 6787: Gran Duo sur l’opera di Donizetti la Favorite pour piano a 4: Mains. par Henri Rosselen

Op.a 179 - 7422. L’exposition d’industrie de Londres pour le 1851: Valzer pour piano. Par Joseph Labitzky

Op.a 178. - 7421. Emma Mazurka pour le piano du même

- 177 - 7420 Hide Park Galopp pou[r] piano du même

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1851.1 (6 marzo 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 59

[...]

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa dell’opera musicale intitolata Metodo pratico di Vocalizzazione per tenore composta dal Maestro Gaetano Nava; trasmette alle S. L: i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

L’Editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Gioachino Spinelli

Chiasso li 6. Marzo 1851.

Spinelli.petizioni.1851.2 (31 marzo 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 58

[...]

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali: trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

L’Editore

Gioachino Spinelli

Chiasso li 31. Aprile Marzo 1851.

Denominazione dei singoli pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Op.a 125. N.o 6788: Fantasie brillante L’Enfant prodigue. pour piano Composé par Henri Rosselen

Op: 154: N.o 5297 Salzbruner [sic] Galopp. per piano forte composto da Giuseppe Labitzky

Op.a 181. N.o 7424. Exhibitions Polka per piano forte del medesimo

op.a 180 - 7423: Erinnerung an London Valzer pour piano del medesimo

op.a 51. - 7493: Norma gran fantasia per flauto con accompagnamento di piano forte composto dal Maestro G. Rabboni

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso.

li 31. Marzo 1851.

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1851.3 (14 aprile 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 61

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa delle opere musicali qui denominate. Cioè la Regina di Leone, ossia una legge Spagnola Melodramma in 3. Atti di Giorgio Giaccheti [sic] posto in musica dal Maestro Angelo Villanis: Armando il Gondoliero Dramma lirico in 3. Atti con prologo: posto in musica dal Maestro Francesco Chiaromonte: Trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

L’Editore

Gioachino Spinelli.

Chiasso li 14. Aprile 1851.

Denominazione dei singoli pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Armando il Gondoliero

N.o 7860 I tuoi giorni Ah! tu non sai Scena e Duetto

- 7865: Altro Sangue a versare s’appresta. Aria

- 7857: De Celesti L’esultanza Cavatina

- 7853: Sortita Marco e stretta del Prologo

- 7854: D’ogni vergine il pensiero Romanza

- 7855: Un giogo Ferreo Ballata

- 7858: Dunque al Doge non bastava Scena e Duetto

- 7866: La dove scorre di Sangue un rio Duettino

- 7867: Per te solo ahi Sciagurato Scena e Duetto.

- 7859. Questa mano ad alta impresa

La Regina di Leone

- 7810. Si del Re che giace spento Recit.o e Duetto

- 7820. Chi fia che in terra mi rechi amore. Recit.o ed Aria

- 7824: Saria vero? che mai dite? Duetto

- 7817. Che v’ha tutor mio saggio Recit.o e Duetto

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Gioachino Spinelli

Chiasso li 14. Aprile 1851.

Spinelli.petizioni.1851.4 (28 aprile 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 60

[...]

A seguito delle opere musicali intitolate Armando il Gondoliero posta in musica dal Maestro F. Chiaromonte, e la Regina di Leone ossia una legge Spagnuola posta in musica dal maestro Angelo Villanis. dal sottoscritto depositate con mia memoria in data dì 14: andante. Trasmetto alle S. L: altri tre esemplari delle qui sopra citate opere voluti dalla legge [...] e quivi in calce le S. L. ne do la distinta dei singoli pezzi: Ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Chiasso li 28: Aprile 1851.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Denominazione dei Singoli pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...] sulla proprietà letteraria e scientifica [sic]

N.o 7868:47 Scena Finale. dell’opera Armando i[l] Gondoliero

La Regina di Leone

- 7827: No, non temer bell’anima Rondò Finale

- 7818: Fior in [recte: di] bontà Bell’Angelo Romanza

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

Chiasso li 28: Aprile 1851.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1851.5 (5 maggio 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 57

[...]

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali. Trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

L’Editore

Gioachino Spinelli

Chiasso li 5: Maggio 1851.

Denominazione delle diverse opere musicali che debbono essere poste sotto la salvaguardia della legge [...]

Allan Cameron: Melodramma seria [sic] in quattro atti posta in Musica dal Maestro Gio. Pacini

N.o 7955. L’aura la Luce l’etere Cavatina

Solfeggi elementari per voce di Baritono composti dal Maestro Gaetano Nava.

Op.a 19. N.o 7545: 7546: 7547: 7548.48

N.o 7816: qua la mano allegramente rect.o e Duetto dell’opera la Regina di Leone del M.o Angelo Villanis.

N.o 7809. Solo per Selva inospite [recte: inospita] Scena e Cavatina del medesimo

Op.a 126. N.o 6789. Fantasie [sic] brillante pour le piano, sur l’opera la Dame de pique, Composé par Henri Rosselen

N.o 7735: al 39. Un estate a Sorrento[.] Album contenente 5. Pezzi da Camera con accompagnamento di piano forte del M.o Mercadante[.] La Sposa del Marinaro: Il Fiore e le lagrime [recte: la lagrima]: Gli occhi della mia bella: Un pensiero sopra Sorrento: L’Orfana.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1851.6 (22 maggio 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 51

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto denominate opere Musicali. Trasmette alle S. L: i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

L’Editore

Gioachino Spinelli

Chiasso li 22: Maggio 1851:

Denominazione dei pezzi musicali; che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 7403: Op.a 160. Lodoviska [recte: Lodoiska] Mazurka per piano forte composta dal Maestro Giuseppe Labitzky

- 7425: Op.a 182. Frische [recte: Irische] Quadrille per piano forte del medesimo.

- 7527: Op.a 11: Le Mancenillier Serenade pour piano Composé par L. M. Gottschalk.

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso.

Li 22. Maggio 1851.

Gioachino Spinelli

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 22 maggio 1851 | Spinelli Gioachino | Pone sotto la protezione della | legge tre pezzi musicali di | recente edit.e | Ric.o il 26 d.”]

Spinelli.petizioni.1851.7 (5 giugno 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 62

[...]

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto denominate opere musicali. Trasmette alle S. L: i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

L’Editore della Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese

Gioachino Spinelli.

Chiasso li 5. Giugno 1851.

Denominazione dei Singoli pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 7786: al 7791. Album contenente sei pezzi da Camera posti in musica. dal M.o Gordigiani. Le tre Nazioni. Marinaresca: La Viola[.] L’ultima preghiera: La Tortorella. L’Araba

Op.a 183 N.o 7426. Die Vertrauten Valzer per piano forte composto dal Maestro Giuseppe Labitzky.

- 184 - 7427 Liebesbriefe Galop [sic] per piano forte composto dal medesimo

La Regina di Leone ossia una legge Spagnola del M.o A. Vilanis [sic]

[N.o] 7822. Quell’ebbrezza fu si pura Recit.o ed Aria.

- 7808. L’oro solo o Moglie Credimi Introduzione e Coro [recte: Cavatina].

- 7825. Facciamo Silenzio Recit.o e Quartetto

Dalla Calcografia Musicale

in Chiasso li 5. Giugno 1851.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1851.8 (6 luglio 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 50

[...]

Il Sottoscritto quale proprietario per la stampa. Trasmette alle S. L. altri esemplari delle opere La Regina di Leone; Alam [recte: Allan] Cameron; e l’Armando il Gondoliero e questi a seguito dei pezzi delle medesime opere di già depositate. Più la Chasse de [sic] Jeune Henri, pour le piano e quivi in Calce le S. L. ne troveranno la distinta dei singoli pezzi musicali; ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Gioachino Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 7814. Largo [e] stretta del Finale primo dell’opera la Regina di Leone

- 7960 Oh mia adorata Scozia Recit.o e Romanza = Allam [recte: Allan] Cameron

- 7851. Preludio nell’opera Armando il Gondoliero.

- 7852.49 Prologo Coro e gran Scena [vacat] detto

- 7861 Gran Scena e Finale atto 2.o [vacat] detto.

Op.a 10: [N.o] 7526. La Chasse du Jeune Henri Morceau de concert pour piano par L. M. Gottschalk.

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese

Chiasso li 6. Luglio 1851.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1851.9 (11 agosto 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 56

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa dei qui sotto denominati pezzi musicali. Trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

Chiasso li 11. Agosto 1851.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali che debbono esser posti sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 7823: Recitativo che precede il Duetto dell’opera la Regina di Leone Posta in Musica dal M.o A[.] Villanis

N.o 7819. Finale 2.o Gran Dio. [vacat] detto

- 7812. Coro che precede il Finale 1.o [vacat] detto

- 7813: Sortita Regina Oh! come dolce all’anima. [vacat] detto

- 7815. Coro di Cavalieri [vacat] detto

L’indice dell’opera Armando il Gondoliero dal M.o F[.] Chiaromonte

N.o 7856. recitativo [vacat] detto

Op.a 186. N.o 7429. Gruss an Dresden 3: Polke per piano forte solo. del M.o G.e Labitzky

- 185 - 7428. Werben zum Tanze Valzer. [vacat] detto

- 14 - 7696. La Danse des Fées. Rapsodie [sic] pour piano par Alfred Jaeli [sic]

- 17 - 7794: Impression de Precenico. 3.me Meditation pour piano. du même

Dalla Calcografia Musicale

L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 11. Agosto 1851.

G.o Spinelli

Spinelli.petizioni.1851.10 (31 agosto 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 55

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la Stampa delle qui descritte opere musicali; le S. L. qui in calce ne troveranno la distinta dei singoli pezzi. Trasmette alle S. L. i tre esemplari, voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Chiasso li 31: Agosto 1851.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Denominazione dei singoli pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 7863: Introduzione e coro della Festa nell’opera [Armando] il Gondoliero del M.o Francesco Chiaromonte a seguito di quelle della medesima opera di già depositate

- 7732: 33: 34. dodici esercizi per voce di soprano composti da Antonio Trivulzi

Op.a 72 [recte: 62]. N.o 7528. [recte: 7559]50 La Pavane Air de danse du XVI. Siecle transcrit e varié pour piano par A[.] Goria

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 31: Agosto 1851.

Gioachino Spinelli

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 31. Agosto 1851. | Gioachimo Spinelli | Trasmette varj pezzi musicali da lui | stampati per essere posti sotto la | salvaguardia della legge sulla | proprietà letteraria | Ricev.a 2 7bre”]

Spinelli.petizioni.1851.11 (15 settembre 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 54

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa dell’opera intitolata Ildegonda. Dramma lirico in tre atti posta in musica dal Maestro E. Arieta. Più Fantasie brillante sur la tempesta pour piano. composé par Henri Rosellen.

Trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Chiasso li 15: 7.bre 1851.

Gioachino Spinelli

Denominazione dei Singoli pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

N.o 8051. Sinfonia dell’opera Idelgonda [sic] del Maestro Emilio Arrieta.

- [80]52. Introduzione atto primo. [vacat] d.o

- [80]53. Chi può Spegnere il decoro Rect.o ed aria. [vacat] d.o

- [80]54 Coro di Claustrali nell’atto 1.o [vacat] d.o

- [80]57: Solo un Alba e vedremo la Croce Recit.o e duetto. [vacat] d.o

- [80]59. Coro d’introduzione. atto 2.o [vacat] d.o

- [80]61. S[c]ena e Coro di Claustrali atto. 2.o [vacat] d.o

- [80]62. Oh di mia madre parlam[i] Duetto. [vacat] d.o

- [80]64. O mia sposa al duro passo Rect.o ed Aria. [vacat] d.o

- [80]65. Coro e Scena finale [vacat] d.o

- [80]60. Bella fra quante copre Romanza. [vacat] d.o

- [80]56. Avventurosa errante pellegrina Romanza [vacat] d.o

- [80]55. qual [recte: Quai] memorie al Trafitto mio cor Rect.o e cavatina [vacat] d[.o]

Op.a 27 [recte: 127]: [N.o] 6790: Fantasie brillante sur la tempesta pour piano. par E. Rosellen

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 15: 7.bre 1851.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1851.12 (6 ottobre 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 49

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa, delle qui sotto indicate opere musicali. Trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

L’Editore

Gioachino Spinelli

Chiasso li 6. 8bre 1851.

Denominazione delle opere, e dei singoli pezzi musicali che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

Atala Tragedia lirica in 3: Atti posta in musica dal maestro Andrea Butera

N.o 8102: Ella di mia progenie Cavatina [vacat] detta

- 8106. Ah! di salvarti o misero Recitat.o ed aria. [vacat] d.a

- 8111. Sorge l’alba andiamo omai Romanza. [vacat] d.a

- 8058.51Finale 1.o dell’opera Ildegonda.

- 8063. Si quella misera presso la tomba Recit.o e Duetto [vacat] Ildegonda

Op.a 128: [N.o] 6791. Fantasia brillante sur la corbeille d’orange pour piano. composé par Henri Rosellen

- 45. - 7512. Six Melodies Ecossaises pour piano. composé [sic] par A[.] Goria

- 129. - 6792. Promenade en Mer Barcarolle pour piano. par H[.] Rosellen

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese.

Chiasso li 6: 8.bre 1851.

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1851.13 (27 ottobre 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 48

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa, de’ qui sotto denominati pezzi musicali. Trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

L’Editore

Gioachino Spinelli

Chiasso li 27: ottobre 1851.

Denominazione delle opere, e pezzi musicali che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

I Gladiatori Tragedia Lirica in un prologo e tre atti Composta dal maestro Jacopo Foroni

N.o 8165: Va dalla patria Scena e Terzetto finale

- 8164: Figlia a Roma io non potea Duetto

- 8162: Intero il forte Scena e Duetto finale atto 2.o

- 8160. Va Sospetto non t’arresti Scena e duetto

- 8159: L’amo io forse a giorni miei introd.e att  2.o coro e Romanza

- 8157: Vederla fra l’eccidio Scena ed aria

- 8156. Alto un suon di magnanima voce Scena ed aria

- 8153: Fuggia fra mezzo i gemiti Coro e Cavatina

- 8104: Terzetto finale atto 1.o dell’opera l’Atala [di Andrea Butera]

- 8109 Vedi come il Ciel Sereno Preludio e duetto. [vacat] 2.o [dell’Atala di Andrea Butera]

- 8103. Ah! che amarti non poss’io Recit.o e duetto [vacat] d.a [dell’Atala di Andrea Butera]

- 7961. Vivi e di questa miseria [recte: misera] Scena e Duet.o dell’opera Allan Camaron [recte: Cameron]

Op.a 61 [N.o] 7557: Deux caprice [sic] de Salon sur Raymond composé pour piano par A[.] Goria52

- 8088. Un saluto a Corinto. Polka. per piano forte composta dal Maesto P. Bodojra

- 8087: Riposo sulle rive del Bosfaro Mazurka Per piano forte del medesimo.

- 8131. Melodie italiane piccole, [sic] fantasie per piano forte del medesimo.

- 700 [sic] Rimembranze del Golfo della Spezia Valzer per piano forte del medesimo.

Volti

[retro di pagina:]

Segue la denominazione dei pezzi musicali

Op.a 66 N.o 7990 Fantasia brillante per piano forte sopra motivi del Poliuto per piano forte composta dal Maestro A[.] Fumagalli

- 7495.53 Concertino per Flauto con accompagnamento di piano forte ed [sic] Orchestra composto dal Maestro G. Rabboni

- 187 - 7430.54 Die Warschauer Valzer per piano forte di G.e Labitzkij

- 189 - 7432: Olga per piano forte del medesimo

- 188. - 7431. Washington Galop per piano forte del medesimo

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 27: 8.bre 1851.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1851.14 (9 dicembre 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 53

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa, trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] e quivi in calce le S. L: ne troveranno la distinta delle diverse Opere e pezzi musicali; ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Chiasso li 9: Dicembe 1851.

L’Editore

Gioachino Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

D. Crescendo Melodramma giocoso in tre atti posto in Musica dal Maestro Ermando [recte: Ermanno] Picchi e Ettore. Fiori.

N.o 8204: Una fida Pastorella nell’intr.ne Cavattina [sic]

- 8215. Qui frà noi dobbiam discorere [sic]. Rect.o e Duetto.

- 8207: Amore perché mi buzzichi Rect.o e Cavatina

- 8155: Esultiam della Vittoria Coro. [de]i Gladiatori

- 7963. L’irato Mare infido. Duetto e Terzetto Allan Camaron [recte: Cameron]

- 8112. O Padre io fui colpevole Terzetto finale detta. [recte: Atala]

Op.a 19 [N.o] 7795: Rhapsodie Americaine pour piano. par Alfred Jaeli [sic]

- 130 - 6793. Fantasie [sic] brillante pour piano sur l’opera Raymond ou le secret de la Reine par Henri Rosellen

- 7486. Norma Capriccio per violino e p.o f.e [piano forte] di B. Ferrara

- 61. - 7557:55 Caprice de Salon Composé pou[r] piano. par A[.] Goria

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese li 9. x.bre 1851.

Gioachino Spinelli

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 9. 10bre 1851. | Gioachino Spinelli | Trasmette tre esemplari di varj pezzi musicali | da lui stampati per essere posti sotto la | salvaguardia della legge | Ricev.a 10 d.”]

Spinelli.petizioni.1851.15 (27 dicembre 1851)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 52

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa dell’opera intitolata la Figlia del Proscritto. Melodramma in quattro atti posta in musica dal Maestro Angelo Villanis; come pure diversi altri pezzi musicali, onde essere posti sotto la salvaguardia della legge [...] e quivi in calce, ed a tergo, le SS. loro ne troveranno la distinta. ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Chiasso li 27: x.bre 1851.

Gioachino Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

La Figlia del Proscritto

N.o 8255. No: temprar la fiamma ond’ardo. Recit.o e romanza

- 8254. Ma dimmi perché sparvero Recit.o e Duetto

- 8264: L’amai come ama il misero Recit.o e romanza.

- 8257: O miei fidi il voto accetto Recit.o e Cavattina [sic]

Don Crescendo

[N.o] 8213. Ammazzarmi perché mai Recit.o e Duetto

- 8203. Che Eccellenza, Cavatina nell’introd.e

- 8221. Larà, Larà Aria e Sinfonia

- 8214. Finché voce in petto avrò Canzone

- 8219. Sig.r Marco Duetto

- 8210. Dolce un ebbrezza Scena e Romanza

I Gladiatori

[N.o] 8152. Prologo Coro d’introduzione

- 8163. Ecco Salir Già sembrami preludio Scena e delirio

- 8158.½ Seguito e stretta del finale primo.

Volti

[retro di pagina:]

N.o 8154, Ben ti ravviso o figlia Pezzo concertato, finale del Prologo – I Gladiatori

- 8158. Finale atto primo detto [I Gladiatori]

Indice

Op.a 12: N.o 7528. Danze [sic] ossianique pour piano composé par L: M. Gottschalk

- 73 - 7992 Notturno di Concerto per piano forte [composto] da A[.] Fumagalli

- 71. - 7991. Morceau de Salon Capriccio. d.o [per piano forte] del medesimo

- 7694. Sei preludi per Violino composti dal Maestro B. Ferrara

- 190. - 7433. Amaranthen Valzer pour piano forte composto dal Maestro Giuseppe Labitzki

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso.

li 27: x.bre 1851.

Il Direttore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1852.1 (3 febbraio 1852)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 66

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa; trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] e qui in calce ed a tergo le S. L. ne troveranno la distinta dei singoli pezzi musicali[.]

[...]

Chiasso li 3. Febbrajo 1852.

Gioachino Spinelli

Denominazione delle opere e pezzi musicali, che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

La Figlia del Proscritto

N.o 8263: Questo infame tradimento Aria

- 8268: Venite o forti Scena e Coro

- 8258. Ed io commossa al vanto Coro e Cavatina

- 8259 Ebbi io pur superba Cuna Scena recit.o e Duetto

Don Crescendo.

[N.o] 8223. O voi che nell’Erebo Aria

- 8209 Signora abbia presente Terzetto

- 8225: Da te, da te obliato. Duetto finale

Op.a 80. N.o 7994. La chasse morceau brillant pour piano composé par A. Fumagalli

- 79 - 7993:56 L’Absence Romance variée pour piano du même

---------

- 63: - 7560. jour de printems Etude cantable.

- 7561. Le Tournoi etude Bravoure

- 7562: Gondoline etude barcarolle

- 7563. La jeune garde etude marziale

- 7564. la Reveuse etude Nocturne

- 7565. La Fuite etude velocité

Volti

[retro di pagina:]

[in riferimento al precedente (op. 63):]

6. Grandes Etudes artistiques de Style et de mecanisme pour piano A[.] Goria

---------

Op.a 132. N.o 6795: Ballade pour le piano par Henri Rossellen [sic]

- 62: - 7989 La Sacrilega parola grande adagio finale nell’atto secondo il Poliuto variato per piano forte da A[.] Fumagalli

Altri pezzi dell’opera la Figlia del Proscritto.

N.o 8262. Ciel che vedi quai tormenti preghiera

- 8268: Duetto e terzetto finale 3.o

- 8270: Ella morì ne’ battere Scena e delirio.

---------

Don Crescendo

[N.o] 8224 Che mai veggo o ch’io deliro Recit.o e quartetto

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 3. Febbrajo 1852.

Il Direttore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1852.2 (9 maggio 1852)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 65

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario delle qui sotto indicate opere e pezzi musicali. Trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese Chiasso

li 9 Maggio 1852.

Gioachino Spinelli

Denominazione delle Opere e pezzi musicali, che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Le Nozze di Messina posta in musica dal Maestro Chiaromonte

[s. n.]57 Nina bella avea un amante

- 7956. Si smarita [sic] hai tu la pace Scena e duetto. Allan Cameron

- 7957. Padre caduto vittima. Cavatina. [vacat] detto.

Op.a 192. N.o 7435. Sarah quadrille pour piano. del M.o Giuseppe Labitzky

- 193. - 7436. Waldmeister Valzer id. [pour piano] detto.

- 191. - 7434. Aus der jugendzeit Valzer id. [pour piano] detto.

- 194. - 7437. Carlsbader cur tanze [sic] tre polke. id. [pour piano] detto.

- 54. - 8183. Fantasie [sic] pour Flûte, aveç [sic] accompagnement de piano par j[.] Rabboni

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 9. Maggio 1852.

Il direttore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1852.3 (11 giugno 1852)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 64

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa, delle qui sotto indicate opere musicali; Trasmette alle S. L: i tre esemplari voluti dalla legge [...] e qui in Calce ed a tergo le S. L. ne troveranno la distinta di tutti i singoli pezzi. Ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

Gioachino Spinelli

Chiasso li 11. Giugno 1852.

Denominazione delle diverse opere, e pezzi musicali, che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

La Giralda melodramma comico in tre atti posto in musica dal Maestro Antonio Cagnoni

N.o 8563. O sospirato, o tenero Scena e Duetto

- 8561. Fin tanto che da scapolo Rec.vo ed Aria

- 8556. Dal di che ansante e trepida Rec.vo e Romanza

- 8571. Vago fior soave incanto. Romanza.

- 8554. Per donzella ricca e bella, Recitativo e Canzone

- 8553. Che pensando a lui soltanto Rec.vo e Cavatina

Luigi V.o Tragedia lirica in quattro parti posta in musica dal Maestro Mazzuccato.

N.o 8506 Io lo vidi... ah chi non l’ama Rec.vo e Duetto

- 8507: Qual favella Rec.vo e Duetto finale primo.

- 8509 Li saprà vogl’io svelarti [recte: svelarli] Rec.vo e Duetto

- 8505. Ah! quando in regio talamo Rec.vo e Cavatina

- 8513. Prova mi dai lo sento Coro Rec.vo ed Aria

- 8512: No, mai di bianca all’ira Rec.vo e Romanza

Volti

[retro di pagina:]

Le Nozze di Messina Posta in musica dal Maestro Francesco Chiaromonte

N.o 8458: D’esser tratta a me parea Scena ed Aria

- 8471. Scena e Finale ultimo.

- 8468. Nina bella avea un’amante. Serenata

- 8470. Non vedi la Fiamma Scena e Duetto.

- 8451. T’amo le dissi un di. Romanza

- 8460. Di vaga donzella. Scena e Cavatina

Giovanna di Castiglia Posta in musica dal Medesimo

[N.o] 8403: Deh vieni mio bene Romanza

- 8408. O tu che mi fai lieto. Aria

Allan Cameron. posta in musica dal Maestro Gio. Pacini

[N.o] 7953.58 [Coro e Cavatina. Infelice ei visse ognora]

Op.a 196. [N.o] 7439. Dornroschen. La rosa spinosa Galoppe per piano forte solo di Giuseppe Labitzky

- 195: - 7438.59 Die Sylphen Valzer del medesimo.

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe ticinese, Chiasso li 11 Giugno. 1852.

Il Direttore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1852.4 (1 settembre 1852)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 63

[...]

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali. Trasmette alle S. L: gli esemplari voluti dalla legge [...] e qui in calce, ed a tergo le S. L. ne troveranno la distinta dei singoli pezzi; ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Chiasso il p.mo Settembre 1852.

Il Direttore

Gioachino Spinelli

Distinta dei diversi pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Le Nozze di Messina. Tragedia lirica in 4.o Atti posta in musica dal Maestro Francesco Chiaromonte

N.o 8452. Mi vedrà la rea spergiura, seguito e stretta dell’Introduzione

- 8454: De’ miei cari, i doni e i voti Cavatina

Luigi V.o Tragedia lirica in 4.o atti posta in musica dal Maestro Alberto Mazzucato

[N.o] 8502. Vani voti Cavatina

- 8503. Si [recte: Sì] discoprire il perfido Re.vo e quartettino

- 8515: Tempesta e grande scena finale

- 8504: Seguito e stretta dell’introduzioni [sic]

- 8508: È di Lotario nobile il figlio. Coro ed Aria

Folco d’Arles Melodramma tragico. Melodramma tragico posta [sic] in musica dal Maestro N.a Deciosa

[i. e. Nicola De Giosa]

[N.o] 766: Scena e Cavatina nell’introduzione

- 769. È delirio che mi preme Scena e Cavatina

- 770 Più sprezzo che sdegno, o folle in me desti, Scena ed aria finale

- 776. Al pensiero funesta un idea Scena ed aria

- 779: A pieno il labbro esprimerti Scena e Duettino

- 780. Donna illusa già prepara Scena e Duetto.

Don Crescendo. A Seguito dei pezzi di già depositati

[N.o] 8202. Introduzione Atto primo

- 8217. Coro d’introduzione

- 8211: Recit.o dopo la romanza Carlo.

- 8208. Recit.o dopo la Cavatina D. Marco

[retro di pagina:]

N.o 8206. Recit.o dopo l’introduzione

- 8218: Recit.o dopo il Coro d’introduzione

- 8220. Recit.o dopo il Duetto Marco e Carlo

- 8222: Recit.o dopo l’aria Crescendo

- 8205: Stretta dell’introduzione

- 8212. Finale primo

- 8216. Finale secondo

- 8228. Al piacere di questo istante

la qui descritta è posta in musica dai Maestri Ermando Picchi ed Ettore Fiori

--------------

Giovanna di Castiglia Tragedia lirica in 4.o Atti posta in musica dal Maestro Francesco Chiaromonte

[N.o] 8405: O Filippo te soltanto Recit.o e Cavatina

Op.a 3 [recte: 8]: N.o 8546. Concerto per Violino e piano forte del M.o B. Ferrara

- 9 - 8547: Serenata per violino e piano forte del Medesimo

- 198: - 7441. Tre Schottisch per piano forte del Maestro Giuseppe Labitzky

- 197: - 7440. Schwalbenmährchen [vacat] d.o Valzer [vacat] del med.o

- 199: - 7442. Sogni dorati Valzer [vacat] del med.o

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

il P.mo 7.bre 1852.

Il Direttore

Gioachino Spinelli

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 1. 7bre 1852. | Spinelli Gioachimo | Trasmette tre esemplari di diversi | pezzi musicali da lui stampati per | essere posti sotto la salvaguardia della | legge | Ricev.a 2 d.o”]

Spinelli.petizioni.1853.1 (4 gennaio 1853)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 69

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali: Ha l’onore di trasmettere alle S. L: gli esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia [...]

Chiasso li 4 gennajo 1853.

Gioachino Spinelli

Denominazione dei pezzi musicali, od opere, che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

[s. n.]60 Melodie italiane Album musicale per canto. posto in musica dal Maestro Fabio Campana.

[s. n.]61 40. Solfeggi per soprano e mezzo soprano composti dal Maestro Gaetano Nava

[8426]62 L’Attrazione Melodica scuola per canto di Eugenio Tancioni

Op.a 80 N.o 8431: Divertimento per piano forte sopra motivi dell’opera i Masnadieri composto dal Maestro S. Golinelli

- 81 - 8432: Romanza nell’opera favorita per piano forte del medesimo

- 64. - 7566 Lucrezia Borgia Final de concert pour piano par A. Goria

[N. o] 8502.63 Vani voti Cavatina dell’opera Luigi 5.o posta in musica dal Maestro Alberto Mazzuccato.

- 8503:64 Si discoprire il perfido recit.o e quartettino del medesimo

[N.o] 786: Tu l’intendesti anzi ch’io muoja [recte: mora] Duettino e Finale nell’opera Folco d’Arles posta in musica dal M.o N. Deciosa

- 774: Fia vero a lei d’appresso Duetto del Medesimo

Giovanna di Castiglia tragedia lirica in 4.o atti posta in musica dal M.o Francesco Chiaromonte

N.o 8416: Filippo accanto d’una rivale Recit.o ed Aria

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 4 Gennajo 1853;

Il Direttore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1853.2 (16 gennaio 1853)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 68

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali. Trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] e quivi in calce le S. L. ne troveranno la distinta di tutti i singoli pezzi; ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Il Direttore

Gioachino Spinelli

Chiasso li 16. gennajo 1853:

Denominazione delle Opere e singoli pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Violetta Melodramma in 4.o Atti posta in musica dal Maestro S. Mercadante.

N.o 8752. Recit.o e Cavatina Ah! perché mai ricovero

- 8754 Scena e Cavatina. La Corona fresca e bella

- 8757: Recit.o e Romanza. Deh! vien tu sol puoi rendere

- 8758: Recit.o e Duetto Forse te mai può pungere

- 8759: Terzetto Eh! eh! mi piace

- 8761. Cavatina Costante immobile come il destino io sono

- 8763 Scena e Duetto. Ah! me’l dite se ci ha un modo

- 8766 Terzetto. Su mi date conoscenza

- 8770. Scena ed Aria. Parmi veder l’immagine

- 8772: Terzetto Piango io, si perchè [recte: poichè] tornami a mente

Op.a 202: N.o 7446. Elena Valzer per piano forte Composto dal M.o Giuseppe Labitzky

- 203. - 7447: Elena Polka id. [per piano forte] d.o del M.o [Giuseppe Labitzky]

- 204: - 7448.65Früblincs-Lieder [sic] Canti di primavera id. [per piano forte] del Med.o

- 201. - 7444. Wanda Mazurka id. [per piano forte] del Med.o

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 16: Gennajo 1853.

Il Direttore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1853.3 (2 febbraio 1853)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 67

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa, della qui sotto descritta Opera musicale, trasmette alle S. L. i tre esemplari voluti dalla legge [...] ed invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia.

[...]

Chiasso li 2: Febbrajo 1853:

Gioachino Spinelli

Denominazione dell’opera che deve essere posta sotto la salvaguardia della legge [...]

Op.a 13: N.o 8881. Souvenir de la Linde de Chamounix [sic] pour le Violoncelle, avec accompagnement de piano ou d’orchestre composè par Alfred Piatti

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 2: Febbrajo 1853

Il Direttore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1853.4 (20 giugno 1853)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 70

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte Opere, e pezzi musicali. Ha l’onore di trasmettere alle S. L. loro gli esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Chiasso li 20 giugno 1853.

Il Direttore

Gioachino Spinelli

Denominazione delle Opere, e pezzi musicali, ed opere che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Il Mantello Melodramma giocoso in tre parti posto in musica dal Maestro Carlo Romani

N.o 8955. Quartetto Giulia così per ridere

- 8953 Recit.vo e Cavatina. Finchè saprò che un palpito

- 8967: Terzettino nel finale 2.o Sul fiore dell’età

- 8958: Duetto finale dell’atto 1.o Anche noi sebben non siamo

- 8970 Recit.o e Terzetto Odia le donne – Sentir non puote

- 8962. Duettino È una scala ai cari estremi

- 8960 Recit.o e Romanza Cara la tua bell’anima

Violetta Melodramma in 4.o atti posta [sic] in musica dal Maestro S. Chiaromonte [recte: Mercadante]

[N.o] 8753: Coro e Ballata È Giglietta una Fanciulla

- 8773 Gran Scena ed Aria Finale Ah! nel dolore cui m’abbandono

Op.a 66. N.o 7568. Allegrezza Etude de Concert pour piano par A[.] Goria

[Op.a 67] 7569.66 d.a Prima sera Réverie italienne [recte: Chanson mauresque] du même

Op.a 65. 7567 Prima sera [rêverie italienne] idem.

N.o 8739 Pratolino con accompagnamento di piano forte. Album vocale di L. Go[r]digiani

Op.a 139 N.o 9041: Fantasie sur Louise Miller Opera d.o [sic] G. Verdi pour le piano. par Henri Rosselen

Op.a 10 - 8888. Reminiscenze dell’opera Roberto il Diavolo per Violino con accompagnamento di piano forte Composto da B. Ferrara

Op.a 70 - 9057 L’Arte del Canto applicata al piano forte di Sigismondo Talberg [sic]

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 20 Giugno 1853.

I[l] Direttore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1853.5 (13 novembre 1853)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 71

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere, e pezzi musicali: Trasmette alle S. L. gli esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia. [...]

Chiasso li [vacat] 9.bre 1853.

Gioachino Spinelli

Denominazione delle opere e pezzi musicali, che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

La violetta Melodramma in 4.o atti posta [sic] in Musica dal Cav.e Mercadante

N.o 8751. Preludio

- 8771. 67 Recitativo dopo l’aria odino

- 8756. Recitativo atto 2.o

- 8761. Coro Odi quel suon lontan lontano.

- 8763. Recit.o dopo la cavatina Berardo.

- 8767: Coro O Donzella che più bella

- 8768. Finale. 3.o

- 8769 Seguito e stretta del Finale 3.o

- 8755.68 Final[e] primo.

- 8760. Recit.o dopo il terzetto

- 8765. Recit.o atto 3.o

Indice

Op.a 68: N.o 7570. Fantasie [sic] dramatique pou[r] piano. Par A[.] Goria

- 69: - 7571. Tarantelle de concert du même [vacat] d.o

- 70. - 9064. L’Arte del Canto pour piano par S. Thalberg

Indice Il Mantello Melodramma giocoso in 3. atti posto in musica dal M.o Carlo Romani

N.o 8952.69 Introduzione

- 8951. Preludio.

- [89]74 [vacat]

- 8954. Recit.o dopo la Cavatina Giulia

- 8955.70 Quartetto Giulia così per ridere

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso

li 13: 9.bre 1853.

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1854.1 (19 febbraio 1854)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 74

[...]

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere e pezzi musicali. Trasmette alle S. L. gli esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti, e privileggi che sono di giustizia. [...]

Chiasso li 19 Febbrajo 1854.

Gioachino Spinelli

Denominazione delle opere e pezzi musicali che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

Op.a 70 N.o 7572. Chef. d’Œuvre. de Rossini Pour piano. Par A. Goria

Six Fantasie [sic], A la mode d’Italie Pour piano composée [sic] J. B. Duvernoy.

Op.a 118 [recte: 218]

N.o 9474. il Corsaro.

- 9475. I due Foscari

- 9476. I Masnadieri

- 9471. Il Rigoletto

- 9472. Il Trovatore

- 9473. Louisa. Miller

N.o 8959. Il Mantello. Recit.o atto 2. Composta [sic] da Carlo Romani

- 8957: d.o [Il Mantello] Recit.o dopo la cavatina [vacat] d.o [Carlo Romani]

- 8961. d.o Recit.o dopo la Romanza Enrico [vacat] d.o

- 8963. d.o Recit.o dopo il duettino Enrico. [vacat] d.o

- 8965. Recit.o dopo l’aria il Dottore [vacat] d.o

- 8966. Finale atto 2.o [vacat] d.o

- 8969. Recit.o atto 3.o [vacat] d.o

- 8968. Seguito e stretta del Finale 2.o [vacat] d.o

- 8972. Finale ultimo [vacat] d.o

- 8971. Recit.o dopo il Terzetto [vacat] d.o

Dalla Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso li 19. [Febbrajo] 1854.

Gioachino Spinelli

N.B. Quivi a tergo, le S. L. troveranno i pezzi dell’opera intitolata il Convitto. di Baldassare [recte: Convito di Baldassarre] tragedia lirica in 4.o atti posta in musica dal Maestro Antonio Bussi [recte: Buzzi]

Volti

[retro di pagina:]

Denominazione dei pezzi musicali

N.o 9622. Recit.o e preghiera. A te devota

-9625. Stretta dell’introduzione Gabaletta Babilonia i tuoi desuti [recte: Babilonia, i suoi decreti]

- 9626. Cavatina Se il Ciel de miseri

- 9628. Cavatina Ove ne andate [recte: andaste] o palpiti.

- 9629. Scena e Duetto Finale 1.o Che ascolto ed io sì misera

- 9630. Recit.o ed Aria Or mentre le nubi

- 9637. Scena ed Aria Riman [recte: Diman] su te dei mali

- 9645. Scena e Duetto Or va sicuro.

Dalla Calcografia musicale

In Chiasso li 19: Febbrajo 1854.

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1854.2 (20 aprile 1854)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 73

[...]

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa, delle qui sotto descritte opere e pezzi musicali; trasmette alle S. L. gli esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia [...]

Chiasso li 20 aprile 1854.

Gioachino Spinelli

Denominazione delle opere e pezzi musicali che debbono essere posti sotto la salvaguardia della legge [...]

Il Birrajo di Preston melodramma giocoso in 3. atti posto in musica dal Maestro Luigi Ricci

N.o 9675. Canzonetta la vecchia maga [recte: Magge]

- 9676. Scena e duetto. questa viva somiglianza

- 9678. Cavattina [sic] Anna si stempra in lagrime

- 9679 Coro e terzetto. Presto, presto, andiamo, andiamo

- 9680 Canzona era Tom un dragone valente

- 9682. Terzetto in un momento

- 9684 Recit.o e duetto. Vieni, vieni omai paventa

- 9691. Duetto Va benone si Signore

- 9695. Rect.o e duetto La vedremo, la vedremo

- 9697 Scena e rondo. Deh’ ch’ei non sia la vittima

- 9673. Cavatina. Di Monete ho un qualche sacco

Marco Visconti Melodramma tragico in 3. atti posto in Musica dal Maestro Enrico Petrella

N.o 9735. Scena e Rect.o e racconto Ecco il Campo della sfida

- 9738. Scena ed aria, come un’aura un sol [recte: in sul] mattino

- 9739. Scena e duetto Oh’, sorte oh gioia sei tu[?] respiro

- 9740. Scena e duetto [recte: Duettino] Marco Visconti, a chiederti

- 9741. Scena e terzetto finale, Qui, di quell’astro al raggio

- 9730. Scena e duetto. Ma sorgi, a te rivolgere

[N.o] 8897 Metodo completo per oboe di Clemente Salviani

Chiasso li 20 aprile 1854.

Il direttore

Gioachino Spinelli

Spinelli.petizioni.1854.3 (19/28 maggio 1854)

ASTi, Div. 1735 | SPINELLI GIOVACCHINO | interno 72

[...]

Il Sottoscritto qual proprietario per la stampa, delle qui sotto descritte opere e pezzi musicali; Trasmette alle S. L. gli esemplari voluti dalla legge [...] invocando quei diritti e privileggi che sono di giustizia [...]

Chiasso li 19 maggio 1854

Gioachino Spinelli

Denominazione delle opere e pezzi musicali che debbono essere posti sotto la Salvaguardia della legge [...]

N.o 9377. Esercizi, Studi e Sonate per Flauto. di G. Rabboni

- 9322. Stornelli di Arezzo. Album vocale posto in Musica da L. Gordigiani

- 8427.71 L’Attrazione melodica scuola per canto di Eugenio Tancioni

Il Birrajo di Preston Melodramma giocosa [sic] in 3 Atti posti in musica dal Maestro Luigi Ricci

N.o 9677 Finale primo

- [96]81. Recitat.o dopo la Canzone Tobia

- [96]83. Recitat.o dopo il terzetto

- [96]85. Scena Cielo che vidi

- [96]86. Coro nel Finale 2.o corriamo all’armi

- [96]87. Pezzo concertato Finale 2.o

- [96]88. Stretta del Finale

- [96]89. Introduzione atto 3.o Onore, onore al prode vincitor

- [96]90. Recitat.o dopo il Coro

- [96]92. Recitat.o dopo il Duetto Daniele e Tobia

- [96]93. Pezzo Concertato atto 3.o

- [96]94. Pezzo Concertato Recitat.o dopo il pezzo Concertato

- [96]96. Coro Avete saputa [sic] la nuova avventura

- [96]74. Recitat.o dopo la cavatina Daniele

- [96]71. Preludio

- [96]72. Introduzione e coro. Amici alla fabbrica

Marco Visconti Melodramma tragico in tre atti. posto in musica dal Maestro Errico Petrella

N.o 9739 Scena e Duetto Oh! sorte oh gioja sei tu[?] respiro

- [97]37. Preludio ed introduzione Pastorel gli sparsi armenti

- [97]36. Scena e finale 2.o

- [97]25. Duettino Finchè mi e dato esistere

- [97]32.72 Scena e Canzone e ballata Rondinella pellegrina

- [97]22. Vieni e rice [recte: Vieni, o Bice] alfin t’invola Coro d’introduzione

- [97]33. Marcia e Coro Corriam, corriam.

Segue Volti

[retro di pagina:]

N.o 9731. Preludio ed introduzione atto 2.o

- [97]29. Scena e ballabile

- [97]24. Scena Siam soli

- [97]21. Preludio atto 1.o

- [97]27 Coro della Festa. Viva Marco Visconti

- [97]26. Terzetto Se fuggir ne togli omai

Dalla Calcografia musicale L’Euterpe ticinese in Chiasso

li 28 Maggio 1854.

Il direttore

Gioachino Spinelli

[accusa di ricevimento sul retro: “Chiasso 28 maggio 1854 | Gioachimo Spinelli | Mette sotto la protezione della legge | diversi pezzi musicali | R.ta 30. d.o | La Musica in Archivio | Zucchini”]

[Page]

7. Petizioni - Bustelli-Rossi (1859–1867)

Petizioni di Achille Bustelli-Rossi al Consiglio di Stato per ottenere il beneficio giusta la legge 20 maggio 1835 sulla protezione della proprietà letteraria

Osservazioni preliminari

La seguente documentazione riporta le petizioni che Achille Bustelli-Rossi, tra il 1859 e il 1867, rivolse al Consiglio di Stato Ticinese per ottenere il beneficio giusta la legge 20 maggio 1835 sulla protezione della proprietà letteraria. Un confronto tra questi documenti, conservati nell’Archivio di Stato del Cantone Ticino (ASTi, Div. 1735 | A. BUSTELLI ROSSI | interno 1–7), gli Avvisi musicali pubblicati da Bustelli-Rossi (cfr. il capitolo 8. Avvisi musicali - Bustelli-Rossi) e le musiche depositate, rivela che l’insieme delle petizioni esistenti rappresenta solo una parte dei materiali realmente redatti a tale scopo. Per la riproduzione di una delle petizioni manoscritte di Bustelli-Rossi, vedi Illustrazione 7.

I documenti vengono elencati in ordine cronologico, a differenza dall’ordine sparso stabilito all’interno dell’unità d’archivio. La trascrizione riporta il testo in forma integrale, compresa l’accusa di ricevimento sul retro del singolo documento. Qualsiasi aggiunta editoriale è posta tra parentesi quadre.

Nella trascrizione è stato evitato di conferire al singolo documento una struttura ‘ordinata’, sostanzialmente diversa dalla fonte; per il sunto contenutistico delle petizioni, in termini di opere depositate, vedi il capitolo 5. Depositi.

Le lettere di conferma che Bustelli-Rossi pretende come giustificativo della tutela legale (“una riga di ricevuta p. mia quiete”), documenti che ovviamente anche ricevette (come conferma la consueta nota di risposta), devono essere considerate perse.

[Page]

Bustelli-Rossi.petizioni.1859.1 (26 febbraio 1859)

ASTi, Div. 1735 | A. BUSTELLI ROSSI | interno 1

All’Onorevole Consiglio di Stato

Locarno.

Onorevolissimi Signori!

Nello scopo di poter godere il beneficio giusta la legge 20 Maggio 1835 sulla proprietà letteraria, si spedisce alle SS. LL. OO. le volute tre copie dell’Opera del Maestro Giuseppe Verdi intitolata Un Ballo in Maschera, colla riserva del diritto della stampa sopra tutte le riduzioni, traduzioni e composizioni sopra detta opera ecc.

Colla massima stima e rispetto

Arzo 26 feb.o 1859

D.mo Servo

A[.] Bustelli Rossi

[accusa di ricevimento sul retro: “Arzo 26 febb.o 1859 | A. Bustelli Rossi | Trasmette tre copie dell’opera | del Maestro Verdi intitolata | un Ballo in Maschera per essere | posta sotto la salvaguardia della | Legge | R[icevuta] 1. Marzo | R[ispost]a 1o Marzo”]

Bustelli-Rossi.petizioni.1862.1 (30 giugno 1862)

ASTi, Div. 1735 | A. BUSTELLI ROSSI | interno 2

All’Onorevole Consiglio di Stato

Locarno

Nello scopo di godere il beneficio giusta la legge 20 Mag.o 1835 sulla proprietà letteraria si spedisce alle SS. LL. OO. le volute tre copie. 1.o dell’Opera del Maestro Gius.e Verdi intitolata Il Trovatore, 2.do La Traviata opera del med.o S.r Maestro Verdi 3.zo Célèbre Ballade de S. Thalberg. – colla riserva del diritto della stampa sopra le riduzioni, traduzioni e composizioni sopra dette opere ecc.

Colla massima stima e rispetto

Arzo 30 Lug.o [corretto in:] Giugno73 1862

Per la Calcografia Musicale

A[.] Bustelli-Rossi

[accusa di ricevimento sul retro: “Arzo, 30 giugno 1862 | A. Bustelli-Rossi | Per la protezione della legge sulla proprietà artistica, letteraria &c. spedisce | tre copie del Trovatore e della Traviata del M.o Verdi; e altrettante della ballata Célébre del M.o Thalberg | R[icevuta] 1 luglio | R[ispost]a 1o lug.o”]

Bustelli-Rossi.petizioni.1862.2 (5 luglio 1862)

ASTi, Div. 1735 | A. BUSTELLI ROSSI | interno 3

Arzo 5 Lug.o 1862

Onorevole Consiglio di Stato

Locarno

Onorevoli Signori!

Nello scopo di potere godere il beneficio giusta la legge 20 Mag.o 1835 sulla proprietà letteraria, si spedisce alle SS. LL. OO. le volute tre copie dell’Inno delle Nazioni composto per la grande esposizione di Londra dal M.o Sig.r Giuseppe Verdi colla riserva del diritto della stampa ecc. ecc. –

Col massimo rispetto

Per la Calcografia

Achille Bustelli-Rossi

[accusa di ricevimento sul retro: “Arzo 5. Luglio 1862 | Achille Bustelli Rossi | Spedisce le volute tre copie dello | Inno delle Nazioni composto per | la grande esposizione di Londra | dal Maestro Verdi | Ric. 6. d. | R[ispost]a 7 luglio”]

Bustelli-Rossi.petizioni.1862.3 (6 dicembre 1862)

ASTi, Div. 1735 | A. BUSTELLI ROSSI | interno 4

All’Onorevole Consiglio di Stato

Locarno

Nello scopo di ottenere il beneficio giusta la legge 20 Maggio 1835 sulla proprietà letteraria, si spedisce alle SS. LL. OO. le volute tre copie dell’Opera del Maestro Gius.e Verdi, anche per canto, intitolata La Forza del Destino, così le copie del relativo libretto in quattro atti di F. M. Piave poeta dei RR. Teatri di Milano.

Colla riserva del diritto della Stampa sopra tutte le riduzioni, traduzioni e composizioni sopra detta Opera ed analogo Libretto.

Colla massima stima e rispetto

Arzo 6 D.bre 1862

Per la calcografia

A[.] Bustelli-Rossi

[accusa di ricevimento sul retro: “Arzo 6. Xbre 1862 | Bustelli-Rossi | Spedisce tre copie dell’opera del Maestro | Gius.e Verdi intitolata la Forza del Destino ec. | Ric. 8. d. | R[ispost]a 9 Dicembre”]

Bustelli-Rossi.petizioni.1867.1 (14 marzo 1867)

ASTi, Div. 1735 | A. BUSTELLI ROSSI | interno 6

All’Onorevole Consiglio di Stato

Lugano

Nello scopo di godere il beneficio giusta la legge 20 Maggio 1835 sulla proprietà letteraria si spedisce alle SS. LL. OO. le volute tre copie dell’Opera del Maestro Gius.e Verdi intitolata Don Carlo, colla riserva del diritto della stampa sopra tutte le riduzioni, traduzioni, e composizioni sopra detta opera.

Colla massima stima e rispetto

Arzo 14 Marzo 1867

Per la Calcografia Musicale

Achille Bustelli-Rossi

[accusa di ricevimento sul retro: “Arzo 14. Marzo 1867 | Achille Bustelli-Rossi | Trasmette tre copie dell’opera | intitolata Don Carlo per essere | posta sotto la Salvaguardia della [legge] |sulla proprietà letteraria | Ric. 16. d. | [spazio] | R[ispost]a 16 d.”]

Bustelli-Rossi.petizioni.1867.2 (23 aprile 1867)

ASTi, Div. 1735 | A. BUSTELLI ROSSI | interno 7

All’Onorevole Consiglio di Stato

Lugano

Nello scopo di poter ottenere il beneficio giusta la legge 20 Mag.o 1835 sulla proprietà letteraria, si spedisce alle SS. LL. OO. le volute tre copie della Poesia dell’Opera Don Carlo, musica del M.o Gius.e Verdi, Parole di [Joseph] Méry e Camillo du Locle, Opera in cinque atti.  –

Colla riserva del diritto della stampa su detta opera.

Colla massima stima e rispetto

Arzo 23 Aprile 1867

D.mo Servo

A Bustelli-Rossi

[accusa di ricevimento sul retro: “Arzo 23 Aprile 1867 | A. Bustelli-Rossi | Trasmette tre copie della poesia | dell’opera Don Carlo per essere | poste sotto la protezione della | legge | Ric 25. d. | R[isposta] 25 do”]

Bustelli-Rossi.petizioni.1867.3 (10 luglio 1867)

ASTi, Div. 1735 | A. BUSTELLI ROSSI | interno 5

Onorevolis.mi Signori!

Assecundando il contenuto dal loro foglio 21 scorso giugno, qui le invio l’Opera intera del Maestro Verdi Don Carlo, tanto per canto che per Pianoforte Solo.

Prego d’una riga di ricevuta p. mia quiete, mentre col dovuto rispetto mi dico di Loro SS. OO.

D.mo Servo

A. Bustelli-Rossi

Arzo 10 Lug.o 1867

[accusa di ricevimento sul retro: “Arzo 10. Luglio 1867 | A. Bustelli-Rossi | Invia l’opera intera | del Maestro Verdi | Don Carlo | Ric. 11. d. | [spazio] | R[isposta] 11 d.”]

Note
1.

Nella fonte: “13785”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

2.

Cfr. la nota in Carteggio.1842.1.

3.

Nel Catalogo Ricordi, i numeri 13569 e 13570 (“Scena. Romanza. Sento ad ognora estinguersi” e “Terzettino. Ah! tu per noi”) figurano come una unità singola.

4.

Nella fonte: “13842”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

5.

Nella fonte: “13975 / 13976”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

6.

Documento senza data; secondo l’accusa di ricevimento sul retro “Senza data Castello 24 Gennajo 1843.” (idem la data di ricevimento).

7.

Cfr. la lista concordante in Pozzi.petizioni.1843.7 (27 marzo 1843).

8.

Nella fonte: “14397”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

9.

Cfr. la lista concordante in Pozzi.petizioni.1843.6 (27 marzo 1843).

10.

Nella fonte: “14397.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

11.

Nella fonte: “14590.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

12.

Nella fonte: “14430.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

13.

Documento senza indicazione di data; secondo l’accusa di ricevimento sul retro “Senza data e provenienza [...] Ricev.a 19. 9.bre 1843”.

14.

Documento senza data; secondo l’accusa di ricevimento sul retro “Senza data e provenienza [...] Ricev.a 19. Agosto 1844”. Non si conservano né la “petiz.e 18. Giug.o p.o p.e”, né i materiali musicali corredati della relativa data di deposito.

15.

Correzione in base al Catalogo Ricordi.

16.

Correzione in base al Catalogo Ricordi.

17.

Nella fonte: “17818.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

18.

Nella fonte: “17175.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

19.

Documento fuori contesto; vedi le Osservazioni preliminari all’inizio del capitolo.

20.

Nella fonte: “17196.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

21.

Nella fonte: “1777.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

22.

Nella fonte: “17773.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

23.

Nella fonte: “19209.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

24.

Secondo il Catalogo Ricordi (e Librone Ricordi), solo i numeri 19493 e 19494 risultano di Joseph Tutsch, mentre i numeri 19471 e 19481 sono registrati come opere di Johann Strauss.

25.

Nella fonte: “19124.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

26.

Secondo il commento di Pozzi, la data indicata sulla lastra di deposito di ogni fascicolo è quella del 17 aprile. Dei sei numeri elencati nella petizione, nei fondi cantonali si conservano tre (n. 19622, 19628 e 19629); questi portano effettivamente la data “li 17. aprile 1847”.

27.

Nel caso del numero 20798, si tratta di un brano dell’opera nella riduzione per pianoforte solo (“Scena e Preghiera. Cielo pietoso”), inserito presumibilmente per errore nella seconda delle due colonne. L’esemplare in SBT (LGC LP MUS 147/2) indica come data di deposito, correttamente, “li 18 m.zo 1848”.

28.

Accusa di ricevimento datata “28 Febb.o [1849]”.

29.

Nella fonte: “21759.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

30.

In questo documento manca l’intero elenco dei “sotto descritti pezzi Musicali Stampati” rispettivamente dei numeri di catalogo; segue invece una mezza pagina lasciata vuota. Si tratta di una grave svista da parte di Pozzi (vedi le scuse, presentate in data 7 marzo, “d’avere ommessa la descrizione Con i pezzi medesimi”), mentre sorprende la consueta nota di ricevimento dalla mano del funzionario cantonale (non cancellata), fatta ‘di routine’ e ovviamente senza aver intrapreso il dovuto confronto tra i materiali musicali e la petizione.

31.

Accusa di ricevimento datata 12 luglio 1850 (venerdì); data inserita in tutte le lastre di deposito: “li 11 Lug.o 1850”.

32.

Nella fonte: “22998.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

33.

Nella fonte: “22926”, corretto da Pozzi in: “22924” (il numero 22926 fa già parte del precedente deposito; cfr. Pozzi.petizioni.1851.1).

34.

Conformemente al commento di Pozzi nella petizione, la data indicata sulla lastra di deposito di ogni fascicolo è quella del 15 maggio.

35.

Dal confronto con il Catalogo Ricordi.

36.

Dal confronto con il Catalogo Ricordi emerge che, nel caso dei primi tre numeri (25098, 25100 e 25106), si tratta della riduzione per canto e pianoforte.

37.

Nella fonte: “281121.”; correzione in base al Catalogo Ricordi.

38.

Nel documento, scritto a inchiostro: “5223”; corretto a matita (presumibilmente dalla mano del funzionario cantonale) in: “5253”.

39.

Sia dal contesto delle petizioni che dal materiale musicale conservato nei fondi cantonali si deduce che i numeri “3”, “4.” e “13.” inseriti nell’elenco dalla mano di Spinelli, non si riferiscano a dei numeri di lastra, ma ai numeri d’ordine dei rispettivi brani all’interno dell’opera, segnati nello spartito accanto al titolo.

40.

Correzione in base all’esemplare in SBT (LGC LP MUS 138/2).

41.

Cfr. Spinelli.petizioni.1846.9

42.

La petizione non riporta la data esatta del deposito. L’accusa di ricevimento sul retro indica: “Ric.o il 5 d.o”. Il 5 novembre 1849 era il lunedì dopo Ognissanti (nel 1849 la festa cadeva su un giovedì); il deposito sembra dunque collocarsi il 5 stesso, se non già il 31 ottobre.

43.

Nella fonte: “7023”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 36.

44.

Nella fonte: “7022”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 36.

45.

Nella fonte: “1371”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 71.

46.

Nella fonte: “7413”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859 (p. 171). Nei fondi cantonali non si conserva alcun esemplare del brano.

47.

Nella fonte: “7865”; correzione in base all’esemplare nei fondi cantonali (cfr. inoltre Catalogo.Lucca.1859, p. 29).

48.

Nella fonte: “7545: 7446: 7447: 7448”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 7.

49.

Nella fonte: “7552.”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 28.

50.

Nello spartito (cfr. ASTi, UNA 639/7) il brano riporta su tutte le pagine (compreso il frontespizio) il numero di lastra 7558 [sic], numero già assegnato all’opera 61 di Goria (vedi sotto, Spinelli.petizioni.1851.13 e 14). Nel catalogo Lucca (sia Catalogo.Lucca.1859, p. 84, che Catalogo.Lucca.1873, p. 122), l’opera 62 [sic] di Goria dal titolo “La Pavane. Air de Danse du XVI siècle”, è schedata al numero 7559, lettura ‘ufficiale’ che viene assunta anche per il presente studio, benché assente nel materiale depositato (ASTi, UNA 639/7).

51.

Nella fonte: “8508.”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 24.

52.

Come indica il titolo, l’opera 61 di Goria consiste di due brani musicali: “n. 1. Caprice dramatique” e “n. 2. Le Carillon”. Dato che nel deposito del succesivo 9 dicembre 1851 (Spinelli.petizioni.1851.14), il numero 7557 appare una seconda volta, si suppone che Spinelli qui si riferisca solo a una delle due caprices. Sul frontespizio comune, il brano “n. 2. Le Carillon” porta tuttavia il numero di catalogo 7558, che conseguentemente riappare anche sulle pagine musicali. Anche in Catalogo.Lucca.1859 (p. 84), “n. 2. Le Carillon” è schedato al numero 7558. Nei fondi cantonali si conservano gli spartiti di entrambi, “n. 1. Caprice dramatique” e “n. 2. Le Carillon”.

53.

Nella fonte: “7594.”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 161. La versione con accompagnamento di orchestra porta il numero 7494 (Catalogo.Lucca.1859, p. 193).

54.

Nella fonte: “7450.”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 171.

55.

Il numero corretto del fascicolo è probabilmente il 7558; cfr. le osservazioni sul deposito del 27 ottobre 1851 (Spinelli.petizioni.1851.13).

56.

Nella fonte: “7793”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 82.

57.

Brano senza indicazione di numero, erroneamente incluso nel documento da Spinelli e ripresentato con il deposito successivo (evidentemente si tratta del numero 8468; cfr. Spinelli.petizioni.1852.3).

58.

Senza indicazione di numero e incipit testuale; il numero 7953 venne aggiunto successivamente dall’autore dell’accusa di ricevimento sul retro (“Ho verificato esistere tutta la musica qui indicata | L’Archivista”).

59.

Nella fonte: “7338.”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 171.

60.

Nella fonte senza indicazione di numero. Opera in sei volumi (numeri 8708–8714; cfr. Catalogo.Lucca.1859, p. 13).

61.

Nella fonte senza indicazione di numero. Opera in quattro volumi (numeri 8421–8425; cfr. Catalogo.Lucca.1859, p. 8).

62.

Nella fonte senza indicazione di numero. Opera in due volumi (numeri 8426 e 8427); per il secondo dei due cfr. Spinelli.petizioni.1854.3 (28 maggio 1854). Deduzione editoriale in base all’esemplare completo in SBT (LGC LP MUS 139).

63.

Numero e titolo già compresi nella petizione del 1 settembre 1852 (Spinelli.petizioni.1852.4).

64.

Numero e titolo già compresi nella petizione del 1 settembre 1852 (Spinelli.petizioni.1852.4).

65.

Nella fonte: “7445.”; correzione in base agli esemplari del volume presenti nei fondi cantonali (cfr. inoltre Catalogo.Lucca.1859, p. 172).

66.

Nella fonte: “7568.”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 84. L’opera in tre parti di Goria “Trois morceaux charactéristiques” (Prima sera, Allegrezza e Chanson mauresque, op. 65, 66, e 67), porta nel catalogo Lucca i numeri 7567, 7568 e 7569.

67.

Nella fonte: “8774”; correzione in base all’esemplare in SBT (LGC LP MUS 83).

68.

Nella fonte: “8765”; correzione in base all’esemplare in SBT (LGC LP MUS 83).

69.

Nella fonte: “9952”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 52.

70.

Numero e titolo già compresi nella petizione del 20 giugno 1853 (Spinelli.petizioni.1853.4).

71.

Per il primo dei due volumi dell’opera cfr. Spinelli.petizioni.1853.1 (4 gennaio 1853).

72.

Nella fonte: “[97]31”; correzione in base a Catalogo.Lucca.1859, p. 50.

73.

Correzione da parte del funzionario cantonale, autore dell’accusa di ricevimento.

8. Avvisi musicali

Raccolta degli annunci lanciati dagli editori musicali ticinesi sui principali organi ufficiali e di stampa per diffidare la ristampa dei prodotti depositati (in ordine cronologico)

[Page]

8. Avvisi musicali pubblicati da Carlo Pozzi

Nota introduttiva

Di seguito si riportano le notificazioni che Carlo Pozzi, negli anni 1837 e 1841, fece divulgare pubblicamente circa le musiche da lui depositate. Per la sequenza cronologica fa riferimento la data indicata nell’Avviso stesso, non quella del rispettivo numero della testata su cui la comunicazione viene pubblicata. Nel caso dell’uscita di più versioni dello stesso Avviso, è stata scelta quella con il minor numero di evidenti errori tipografici. Eventuali incoerenze tipografiche e di interpunzione nella fonte vengono riprodotte senza modifiche. Qualsiasi aggiunta editoriale è posta tra parentesi quadre.

[Page]

Pozzi.avvisi.1837.1 (30 marzo 1837)

Avviso musicale e diffidazione,

RdSi n. 27 del 15 aprile 1837, p. 110

AVVISO MUSICALE E DIFFIDAZIONE.

Il sottoscritto deduce e pubblica notizia che col primo di aprile va a riprodurre nel nostro Cantone ed a mettere in vendita presso il signor Giuseppe Papis negoziante in Mendrisio li pezzi vocali ed istromentali tolti dalla nuova Opera ossia Melodramma intitolato il Giuramento testè posto in musica dal Maestro S. Mercadante ed eseguitosi all’I. R. Teatro della Scala in Milano, e di cui il sottoscritto medesimo in forza di cessione è divenuto proprietario pella Svizzera. Nello stesso tempo fa pubblica diffidazione che avendo eseguito il deposito presso il Lodevole Consiglio di Stato Cantonale degli esemplari voluti dalla legge sulle proprietà letterarie onde porre l’Opera stessa sotto la di lei protezione, si farà a [sic] perseguitare nelle vie legali chi si permettesse di ristampare o mettere in vendita ristampe o contrafazioni di tutta o di parte dell’Opera stessa e sue riduzioni.

Castello San Pietro nel Cantone Ticino, 30 marzo 1837.

Carlo Pozzi.

Pozzi.avvisi.1837.2 (28 aprile 1837)

Avviso musicale e diffidazione,

Supplimento alla GT n. 18 del 1 maggio 1837, p. 154; RdSi n. 32 del 2 maggio 1837, p. 1301

AVVISO MUSICALE E DIFFIDAZIONE.

Divenuto il sottoscritto proprietario pella Svizzera dell’opera ossia Tragedia Lirica intitolata Pia de’ Tolomei testè posta in musica dal celebre maestro cav. G. Donizetti, avvisa il pubblico che col giorno 29 dello scadente aprile va a mettere in vendita presso il sig. Giuseppe Papis negoziante in Mendrisio li pezzi vocali ed istromentali tolti dall’opera stessa. Fa in pari tempo pubblica diffidazione che si farà a [sic] perseguitare nelle vie legali chiunque si permettesse di ristampare o contraffare, o mettere in vendita ristampa [sic] o contraffazioni di tutta, o di parte dell’opera suddetta e sue riduzioni avendo eseguito il deposito presso il lodevole Consiglio di Stato Cantonale degli esemplari voluti dalla legge sulla pretesa [recte: protezione] della proprietà letteraria.

Castello S. Pietro sopra Mendrisio nel Cantone Ticino li 28 aprile 1837.

Carlo Pozzi.

Pozzi.avvisi.1837.3 (16 luglio 1837)

Avviso musicale e diffidazione,

GT n. 30 del 21 luglio 1837, p. 233

AVVISO MUSICALE E DIFFIDAZIONE.

Deduce il sottoscritto a pubblica notizia che il giorno 17 corr. Luglio va a riprodurre nel nostro Cantone ed a mettere in vendita presso il sig. Giuseppe Papis negoziante in Mendrisio li pezzi vocali ed istromentali dell’Opera, ossia Melodramma comico di C. Bassi testè posto in musica dall’egregio Maestro P. A. Coppola intitolato la Bella Celeste degli Spadari, e di cui il sottoscritto medesimo è divenuto proprietario pella Svizzera in forza di cessione. Allo scopo poi di far rispettare tale sua proprietà va ad eseguire presso il lodevole Consiglio di Stato Cantonale il deposito degli esemplari voluti dalla legge sulla proprietà letteraria ec., e fa colla presente formale diffidazione che chiunque si permettesse di ristampare o contraffare, mettere in vendita ristampe o contraffazioni di tutta o parte dell’Opera stessa e sue riduzioni verrà perseguitato nelle vie legali.

Castello S. Pietro sopra Mendrisio nel Cantone Ticino li 16 luglio 1837.

Carlo Pozzi.

Pozzi.avvisi.1837.4 (15 ottobre 1837)

Avviso musicale e diffidazione,

Supplimento alla GT n. 43 del 23 ottobre 1837, p. 352

AVVISO MUSICALE E DIFFIDAZIONE.

Carlo Pozzi di Castello S. P. sopra Mendrisio avvisa il pubblico, che col giorno 17 corrente va a riprodurre ed a mettere alla luce del nostro Cantone li seguenti pezzi di musica. Li signori dilettanti e professori che volessero farne acquisto potranno dirigersi al suddetto, oppure al sig. Giuseppe Papis in Mendrisio ove ne verranno esposti in vendita per detto giorno.

Essendo poi il Pozzi medesimo proprietario delli detti pezzi musicali, e volendo far rispettare tale sua proprietà, fa col presente in pari tempo formale diffidazione, che va ad eseguire[,] presso il Consiglio di Stato cantonale, il deposito degli esemplari voluti dall’art. 9 della legge sulla protezione delle proprietà letterarie ec. e che agirà a norma della legge stessa contro chiunque si permettesse stampare, contraffare, mettere in vendita alcuno dei ridetti pezzi musicali.

Nota dei pezzi.

N.o 10207, e 10208. Due ariette del maestro V. Bellini per piano-forte e canto intitolate l’una Fervido desiderio, e l’altra Dolente immagine di Fille mia, al prezzo di franchi 2. – N.o 10205. Duetto Vuol morir! salute a noi, musica del maestro Obiols nell’opera Odio ed amore ridotto per piano-forte e canto, fr. 4.50 – [N.o 10206.] Terzetto Evviva evviva, vo’ saltar, vo’ ballar, musia del detto maestro, in detta opera ridotto come sopra, fr. 5.

Castello S. Pietro sopra Mendrisio li 15 ottobre 1837.

Pozzi.avvisi.1841.1 (5 gennaio 1841)

Avviso musicale e diffidazione,

Supplimento alla GT n. 1 del 4 gennaio 1841, p. 10

AVVISO MUSICALE E DIFFIDAZIONE.

Divenuto il sottoscritto proprietario pella Svizzera dell’opera ossia melodramma intitolato Rolla posto in musica dal maestro Teodulo Mabellini, avvisa il pubblico che colli giorni 6, 9 e 16 corr. gennajo va a mettere in vendita presso il sig. Giuseppe Papis negoziante in Mendrisio, li pezzi vocali ed istrumentali dell’opera stessa che riproduce nel Cantone mediante la calcografia.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, ec. che si farà a perseguitare nelle vie legali, chiunque si permettesse di ristampare, contraffare, o mettere in vendita ristampa [sic] o contraffazioni di tutta, o di parte dell’opera stessa e sue riduzioni avendola posta sotto la protezione della legge 20 maggio 1835 sulle proprietà ec. ec.

Colla trasmissione al lodevole Consiglio di Stato Cantonale degli esemplari voluti dall’art. 29 della legge stessa.

Castello S. P. nel Cantone Ticino li gennajo 1841.

Carlo Pozzi Editore.

8. Avvisi musicali pubblicati da Gioachino Spinelli (Euterpe Ticinese)

Nota introduttiva

Di seguito si riportano le notificazioni che Gioachimo Spinelli, tra il 1838 e il 1853, fece divulgare pubblicamente circa le musiche da lui depositate. Per la sequenza cronologica fa riferimento la data indicata nell’Avviso stesso, non quella del rispettivo numero della testata su cui la comunicazione viene pubblicata. Nel caso dell’uscita di più versioni dello stesso Avviso, è stata scelta quella con il minor numero di evidenti errori tipografici. Eventuali incoerenze tipografiche e di interpunzione nella fonte vengono riprodotte senza modifiche. Qualsiasi aggiunta editoriale è posta tra parentesi quadre.

[Page]

Spinelli.avvisi.1838.1 (29 maggio 1838)

Avviso musicale,

Supplimento alla GT n. 22 del 1 giugno 1838, p. 188

AVVISO MUSICALE.

Li sottoscritti proprietarj per la Svizzera dell’opera intitolata Eleonora di Guenna [recte: Guienna] posta in musica dal cav. Gaetano Donizetti, avvisano il pubblico che col giorno 31 corrente pongono in vendita nella calcografia dell’Euterpe Ticinese in Chiasso li pezzi vocali, ed istromentali della suddetta opera; diffidano quindi tutti gli editori, e negozianti di musica, che essi hanno rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica, e Cantone del Ticino le copie volute dalla legge 20 maggio 1835 e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso li 29 maggio 1838.

Giacomo Spinelli e Comp.

Spinelli.avvisi.1838.2 (31 agosto 1838)

Avviso musicale,

GT n. 36 del 3 settembre 1838, p. 306

AVVISO MUSICALE.

Li sottoscritti proprietarj per la Svizzera delle opere intitolate: Rosmunda di Ravenna del maestro Giuseppe Lillo. Le due Illustri Rivali del maestro Zaverio [sic] Mercadante, e Maria de Hundenz [recte: Rudenz] del maestro cavaliere Donizetti

Avvisano il pubblico che col giorno primo di settembre pongono in vendita nella calcografia dell’Euterpe Ticinese in Chiasso li pezzi vocali ed istrumentali delle suddette opere: Diffidano quindi tutti gli editori e negozianti di musica; avendo i sottoscritti rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1825 [sic] sulle proprietà letterarie; e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso li 31 agosto 1838.

Spinelli Gioachimo e Comp.

Spinelli.avvisi.1840.1 (24 gennaio 1840)

Avviso musicale e diffidazione,

Supplimento alla GT n. 4 del 27 gennaio 1840, p. 37

AVVISO MUSICALE E DIFFIDAZIONE.

Il sottoscritto proprietario per la Svizzera dell’Opera intitolata i due Figaro, posta in musica dal maestro Gio. Antonio Giovanni Speranza avvisa il pubblico che col giorno 31 corr. pone in vendita nella Calcografia dell’Euterpe Ticinese in Chiasso li pezzi vocali, ed istrumentali della suddetta Opera. Diffida quindi tutti gli editori, e negozianti di musica; avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino; le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulle proprietà letterarie e ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso li 24 gennajo 1840.

Spinelli Gioachimo.

Spinelli.avvisi.1840.2 (11 novembre 1840)

Avviso musicale e diffidazione,

GT n. 46 del 13 novembre 1840, p. 402

AVVISO MUSICALE E EDIFFIDAZIONE [sic]

Il sottoscritto proprietario per la Svizzera dell’opera completa, i due Figaros [sic], posta in musica dal maestro Gio. Antonio Speranza; L’Esule di Roma del maestro cavaliere Donizetti, l’osteria d’Andujar del maestro Lillo, le Fantasie sui motivi dell’opera il Templario del maestro Nicolai ridotte dal maestro Carlo Czerny per piano forte solo; le medesime Fantasie del maestro Carlo Czerny per piano forte a quattro mani, C’est pour vous Album Lirique del maestro Federico Ricci;

Avvisa il pubblico che col giorno 20 corrente pone in vendita nella Calcografia dell’Euterpe Ticinese in Chiasso li pezzi vocali ed istrumentali delle suddette opere. Diffida quindi tutti gli editori, e negozianti di musica; avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835, e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso li 11 novembre 1840.

Spinelli Gioachino editore.

Spinelli.avvisi.1841.1 (13 febbraio 1841)

Avviso musicale e diffidazione,

GT n. 7 del 15 febbraio 1841, p. 58

AVVISO MUSICALE E DIFFIDAZIONE.

Il sottoscritto proprietario per la Svizzera dell’opera la Favorita, Melodramma in quattro atti, posta in musica dal cavaliere Gaetano Donizetti, e ridotta a piano forte solo dal maestro Truzzi,

Avvisa il pubblico che col giorno 20 corrente pone in vendita nella calcografia musicale dell’Euterpe Ticinese in Chiasso li pezzi vocali ed istrumentali della suddetta opera. Diffida quindi tutti gli editori, e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso li 13 febbrajo 1841.

Spinelli Gioachimo Editore.

Spinelli.avvisi.1841.2 (12 maggio 1841)

Avviso musicale e diffidazione,

Supplimento alla GT n. 19 del 14 maggio 1841, [dopo p. 174]

AVVISO MUSICALE, E DIFFIDAZIONE.

Il sottoscritto proprietario per la Svizzera delle qui sotto descritte opere cioè il Templario musica del maestro Ottone Nicolaj, ridotta per piano forte solo ad uso degli allievi dal maestro Luigi Truzzi. Dodici nuovi Vocalizzi del maestro Marco Bordogni

Avvisa il Pubblico che col giorno 17 corrente sono in vendita nella calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso li pezzi vocali, ed istrumentali delle suddette opere.

Diffida quindi tutti gli Editori, e Negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria, e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso li 12 maggio 1841.

Spinelli Giacomo Editore.

Spinelli.avvisi.1841.3 (23 giugno 1841)

Avviso musicale e diffidazione,

Supplimento alla GT n. 25 del 25 giugno 1841, p. 236

AVVISO MUSICALE, E DIFFIDAZIONE.

Il sottoscritto proprietario per la Svizzera della qui sotto descritta Opera cioè: Adelia melodramma serio in tre atti posta in musica dal maestro cavaliere Donizetti,

Avvisa il Pubblico che col giorno 28 corrente pone in vendita nella calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso li pezzi vocali ed istromentali della suddetta Opera. Diffida quindi tutti gli editori, e negozianti di musica; avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835, e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso li 23 giugno 1841.

Spinelli Gioachimo Editore.

Spinelli.avvisi.1845.1 (1 luglio 1845)

Avviso musicale e diffidazione,

GT n. 74 del 2 luglio 1845, p. 322; FO n. 27 del 6 luglio 1845, p. 4072

AVVISO MUSICALE E DIFFIDAZIONE.

Il sottoscritto proprietario per la Svizzera dell’opera intitolata Cellini a Parigi melodramma semi-serio in 4 giornate posta in musica dal maestro Lauro Rossi, avvisa il pubblico che col giorno 5 e 15 del corrente porrà in vendita nella calcografia musicale, l’Euterpe Ticinese in Chiasso, i pezzi istrumentali, e vocali della detta opera.

Diffida quindi tutti gli editori, e negozianti di musica avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835: e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso il 1 luglio 1845.

L’editore Spinelli Gioachimo.

Spinelli.avvisi.1845.2 (21 luglio 1845)

Avviso musicale e diffidazione,

GT n. 83 del 23 luglio 1845, p. 358; FO n. 30 del 27 luglio 1845, pp. 465–4663

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto qual proprietario per la Svizzera delle qui sotto descritte opere cioè: La Leonora Melodramma in quattro atti di Marco d’Arienzo, posta in musica dal Maestro S. Mercadante.

La Medea Melodramma tragico di Benedetto Castiglia posta in musica dal Cavaliere M. Giovanni Pacini.

Il Borgomastro di Schiedam melodramma in tre atti posto in musica dal Maestro Lauro Rossi.

opere per piano forte solo

Del Maestro de Meyer.

Marche triomphale d’Isly. Le Carnoval de Venise.

Fantasie sull’Elisir d’Amore. Grand’Etude

Fantasie [sic] Orientale sur deux thêmes arabes.

Fantasie [sic] sur les Hirondelles.

Del Maestro Giuseppe Labitzki.

Suoni estivi di temi. Valzer.

Un salto [recte: saluto] all’Italia. Tre polke, la Milanese,

la Veneziana, la Firentina [sic]. Militair Galopp.

Steinchas [recte: Steinhof] Quadrille. Burlington Valzer.

Del Maestro Giuseppe Labitzki. [recte: Sigismund Thalberg]

Barcarolle.

Marche funebre.

Avvisa il Pubblico che col giorno 24 corrente pone in vendita nella Calcografica Musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso li pezzi vocali e instrumentali delle suddette Opere: come pure col giorno 31 andante porrà in vendita altri quattro pezzi dell’opera di già pubblicata Cellini a Parigi del Maestro Lauro Rossi.

Diffida quindi tutti gli Editori e Negozianti di Musica, avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835, e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso il 21 luglio 1845.

Spinelli Gioachimo Editore.

Spinelli.avvisi.1845.3 (16 agosto 1845)

Avviso musicale e diffidazione,

GT n. 93 del 18 agosto 1845, p. 400; FO n. 33 del 17 agosto 1845, p. 5244

Avviso Musicale e diffidazione.

Il sottoscritto qual proprietario per la Svizzera delle qui sottodescritte opere, cioè: il Terzetto dell’opera Cellini a Parigi di già pubblicata per canto e piano forte del maestro Lauro Rossi: più Souvenir de Leipzic.

Mazurka.

Les Delices de la jeunesse. Trois Polkas per piano forte solo del maestro Jos [sic] Labitzky.

Variations sur un Théme de Semiramis del maestro Leopoldo Denuyer [recte: De Meyer]. Per piano forte solo

Avvisa il Pubblico che pel giorno 20 corrente pone in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso li pezzi vocali ed istrumentali delle suddette opere.

Diffida quindi tutti gli editori, e negozianti di musica avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835, e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso li 16 agosto 1845.

L’Editore Spinelli Gioachimo.

Spinelli.avvisi.1845.4 (17 dicembre 1845)

Avviso musicale e diffidazione,

GT n. 144 del 19 dicembre 1845, p. 614; FO, n. 51 del 21 dicembre 1845, p. 7775

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto proprietario per la Svizzera dell’Album Verdi o vero sia Romanzo posto in musica dal Maestro G. Verdi, cioè: Il Tramonto; – La Zingara. – Ad una Stella; – Lo Spazzacamino; – Il Mistero; – Il Brindisi;

Avvisa il Pubblico che pel giorno 20 pone in vendita nella Calcografia Musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, li pezzi vocali ed istrumentali delle suddette opere.

Diffida quindi tutti gli editori, e negozianti di musica; avendo il sottoscritto rimesso al Lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dalla legge del 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria; e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso il 17 dicembre 1845.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1846.1 (14 febbraio 1846)

Avviso e diffidazione musicale,

FO n. 8 del 20 febbraio 1846, pp. 98–99

Avviso e Diffidazione Musicale.

Il sottoscritto proprietario per la Svizzera delle qui sotto descritte opere, cioè: Fiori d’Euterpe, pensieri d’opere teatrali esposti in suonatine per piano-forte solo dal maestro Luigi Truzzi.

Ricreazioni della gioventù, pensieri esposti in forma di suonatine progressive per piano-forte solo dal maestro Luigi Truzzi.

Mazurka, nel ballo il Diavolo a quattro: musica di A. Adam ridotta per piano-forte solo.

Il Giudizio universale. Oratorio diviso in tre parti: Distruzione, Resurrezione e Giudizio, musica del maestro Raimondi, per canto con accompagnamento di piano forte.

Avvisa il pubblico che col giorno 20 corrente pone in vendita, nella Calcografia Musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, li pezzi istrumentali e vocali delle suddette opere.

Diffida quindi tutti gli Editori e Negozianti di musica, avendo il [99] sottoscritto rimesse [sic] al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dalla legge del 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria, e ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 14 febbrajo 1846.

Spinelli Gioachimo Editore.

Spinelli.avvisi.1846.2 (6 aprile 1846)

Avviso e diffidazione musicale,

FO n. 15 del 10 aprile 1846, p. 187

Avviso e Diffidazione Musicale.

Il sottoscritto proprietario, pel Cantone Ticino, delle qui sotto descritte opere, cioè: l’Attila, dramma lirico in tre atti con prologo; poesia di Temistocle Solera, posta in musica dal maestro Giuseppe Verdi. La medesima ridotta per piano forte solo dal maestro Luigi Truzzi.

Avvisa il Pubblico, che col giorno 8 corrente mese pone in vendita, nella calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, li pezzi vocali ed istrumentali delle suddette opere. Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dalla legge del 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria ecc.; e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 6 aprile 1846.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1846.3 (13 aprile 1846)

Avviso e diffidazione musicale,

FO n. 16 del 17 aprile 1846, pp. 198–199

Avviso e Diffidazione Musicale.

Il sottoscritto proprietario pel Cantone Ticino delle qui sotto descritte opere, cioè: Attila, posta in musica dal maestro Gius. Verdi.

La medesima ridotta per piano-forte solo dal maestro Luigi Truzzi.

Avvisa il pubblico che col giorno 16 corrente pone in vendita, nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, altri pezzi vocali ed istrumentali delle suddette opere.

[199] Più i sotto descritti pezzi della medesima opera ridotti per flauto, con accompagnamento di piano-forte dal maestro Giovanni Daelli. Cioè:

Cavatina: Allor che i forti corrono.

Duetto: Tardo per gli anni o tremulo.

Romanza: Oh! nel fuggente nuvolo.

Romanza: Che non avrebbe il misero.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835, e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 13 aprile 1846.

L’editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1846.4 (23 aprile 1846)

Avviso e diffidazione musicale,

FO n. 18 del 1 maggio 1846, pp. 218–219

Avviso e Diffidazione Musicale.

Il sottoscritto, qual proprietario pel Cantone Ticino dell’Attila, opera posta in musica dal maestro Giuseppe Verdi, ridotta per piano forte solo dal maestro Luigi Truzzi, avvisa il Pubblico che col giorno 26 corrente pone in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso i qui denominati pezzi:

[219] Romanza, ossia Ricreazione della Gioventù, esposte in suonatine progressive per piano-forte solo.

Cavatina: Fiori d’Euterpe, esposti in suonatine per piano-forte da Luigi Truzzi.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria, e tutto ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 23 aprile 1846.

L’editore Spinelli Gioachimo.

Spinelli.avvisi.1846.5 (15 ottobre 1846)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 43 del 23 ottobre 1846, p. 680

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto proprietario per il Cantone Ticino del Walzer intitolato Omaggio al [sic] Verdi sopra i migliori motivi dell’opera Attila, ridotta per piano-forte solo dal maestro Giuseppe Labitzky,

Avvisa il Pubblico che pel giorno 17 corrente pone in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese i pezzi istrumentali di detta opera. Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835: e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 15 ottobre 1846.

L’Editore Spinelli Gioachimo.

Spinelli.avvisi.1846.6 (30 ottobre 1846)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 45 del 6 novembre 1846, p. 727

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto proprietario per il Cantone Ticino dei qui sotto descritti pezzi musicali intitolati:

Receuil de Morceaux agréables pour le piano sur des Thêms [sic] italiens par Henry Rosellen.

Fantaisie sur des Mélodies de Rossini.

La Bouquetière.

La Figlia del Reggimento.

Fantaisie sur l’opera de Nabucodonosor de Verdi.

Fantaisie sur deux melodies de Mercadante.

Fantaisie sur l’opera Linda de Chamony [recte: Chamounix] de Donizetti.

Fantaisie brillante sur le desir, Walzer favorito de Buthoven. [recte: Beethoven]

Avvisa il Pubblico che col giorno 2 novembre prossimo pone in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso i qui sopradescritti pezzi musicali; diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835; e tutto ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 30 ottobre 1846.

L’Editore Spinelli Gioachimo.

Spinelli.avvisi.1846.7 (30 novembre 1846)

Avviso e diffidazione musicale,

FO n. 49 del 4 dicembre 1846, p. 823

Avviso e Diffidazione Musicale.

Il sottoscritto qual proprietario della Fantasia: I due Foscari, opera del maestro Giuseppe Verdi, composta e ridotta per piano forte solo dal maestro Enrico Rosellen.

Avvisa il Pubblico che col primo dicembre pone in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, i pezzi istrumentali di detta opera; come pure tutti i pezzi finali sì vocali che istrumentali dell’opera Attila del maestro Giuseppe Verdi.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835; e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 30 novembre 1846.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1847.1 (21 febbraio 1847)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 9 del 26 febbraio 1847, p. 196

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, proprietario pel Cantone Ticino del walzer intitolato Catherine, composto per piano-forte solo dal maestro Giuseppe Vischin,

Avvisa il Pubblico che pel giorno 23 corrente pone in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso detto walzer; diffida quindi tutti i negozianti ed editori di musica, avendo il medesimo rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria; e tutto ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 21 febbrajo 1847.

L’Editore Spinelli Gioachimo.

Spinelli.avvisi.1847.2 (9 agosto 1847)

Avviso diffidazione e musicale,

FO n. 33 del 13 agosto 1847, pp. 674–675

Avviso e Diffidazione Musicale.

Il sottoscritto, qual proprietario per la Repubblica e Cantone del Ticino dell’opera intitolata i Masnadieri, posta in musica dal maestro Giuseppe Verdi,

Avvisa il pubblico che, col giorno 13 corrente, pone in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, i pezzi vocali ed istrumentali di detta opera.

[675] Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone [del] Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria; e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 9 agosto 1847.

L’editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1849.1 (5 marzo 1849)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 10 del 9 marzo 1849, p. 191

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario nella repubblica e Cantone del Ticino, dell’opera il Corsaro, Melodramma tragico di Francesco Maria Piave, posto in musica dal maestro Giuseppe Verdi;

Avvisa il pubblico che il giorno 10 corrente pone in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso i pezzi vocali ed istrumentali di detta opera.

Diffida quindi tutti gli Editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria. E tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 5 marzo 1849.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1849.2 (5 novembre 1849)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 45 del 9 novembre 1849, p. 987

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto qual proprietario per la Repubblica e Cantone del Ticino delle qui sotto descritte opere, cioè:

Nocturne variée, composée par Henri Rosellen pour le piano;

Metodo pratico di vocalizzazione per le voci di Basso e Baritono, composto dal Maestro G. Nava;

Avvisa il pubblico che col giorno 20 corrente porrà in vendita nella Calcografia Musicale, l’Euterpe Ticinese in Chiasso, le suddette opere. Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato le copie volute dal decreto 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria, e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 5 novembre 1849.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1849.3 (6 dicembre 1849)

Avviso e diffidazione musicale,

FO n. 50 del 14 dicembre 1849, p. 1079

Avviso e diffidazione musicale.

Il sottoscritto qual proprietario delle qui sotto descritte opere, cioè il Poliuto, tragedia lirica in 3 atti, di Salvatore Camerano [recte: Cammarano], posta in musica dal maestro Donizetti:

Divertimento per Flauto con accompagnamento di piano-forte, sopra una Cavatina di Donizetti, composto da G. Briccialdi:

Ventiquattro studi per Flauto, composti dal maestro Giuseppe Rabboni;

Avvisa il pubblico che col giorno 15 corrente pone in vendita nella calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso li pezzi vocali ed istrumentali di dette opere. Diffida quindi tutti gli editori, e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino. le copie volute dal decreto della legge 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria, e tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 6 dicembre 1849.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1849.4 (24 dicembre 1849)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 52 del 28 dicembre 1849, pp. 1094–1095

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la Repubblica e Cantone del Ticino delle qui sotto descritte opere, avvisa il pubblico che col gior-[1095]no 10, entrante gennaio 1850, porrà in vendita nella Calcografia Musicale l’Euterpe Ticinese, i seguenti pezzi:

Nuovo metodo per piano-forte solo, contenente i princìpi di musica, composto dal maestro Enrico Rossellin. [recte: Rosellen]

L’Addio 5.me nocturne du concert pour piano; composé par A. Goria.

Fantaisie Brillante sur le Monténégrins, idem.

Fantasia di concerto per piano-forte sopra la Cavatina; Ah! conforto è sol la speme, nell’opera il Corsaro del Maestro Verdi, idem.

Chiasso, li 24 dicembre 1849.

L’editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1850.1 (18 gennaio 1850)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 4 del 25 gennaio 1850, p. 95

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la Repubblica e Cantone del Ticino delle qui sotto descritte opere,

Avvisa il pubblico che, col giorno 26 corrente, pone in vendita nella calcografia l’Euterpe Ticinese in Chiasso, tutti i pezzi vocali ed istrumentali dell’opera il Poliuto, posta in musica dal maestro G. Donizzetti [sic]. Più tre nuove melodie intitolate il Risentimento, la Pastorella, e la Beltà crudele. poste in musica dal maestro Rossini.

Diffida quindi tutti gli editori. e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino i tre esemplari voluti in forza del decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 18 gennaio 1850.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1850.2 (4 febbraio 1850)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 6 dell’8 febbraio 1850, p. 150

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la Repubblica e Cantone del Ticino delle qui sotto denominate opere musicali,

Avvisa il Pubblico che, col giorno 10 andante, porrà in vendita, nella calcografia musicale l’Euterpe Ticinese, i pezzi vocali ed istrumentali di dette opere, cioè:

Solfeggi elementari per tenore, composti dal maestro G. Nava.

Prima e seconda Fantasies Les Napolitaines pour piano, composées par Henri Rosselin. [recte: Rosellen]

Fantaisie élégante sur la Fée aux Roses pour piano, composée par le mème [sic].

Variations pour piano, sur le célébre Duo de l’opera Belisario de Donizetti, composé par François Künslen. [recte: Hünten]

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria.

Chiasso, 4 febbraio 1850.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1850.3 (26 febbraio 1850)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 9 del 1 marzo 1850, p. 222

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, qual Proprietario per la stampa delle quì descritte opere Musicali cioè:

Etudes caractéristiques pour la Harpe, composées par Felix Godefroid;

Brises d’Italie vingt duos concertants progressifs et mélodique[s] pour piano et violon, composés par N. Louis.

Previene il pubblico che, pel giorno 11 marzo prossimo, metterà in vendita nella Calcografia Musicale L’Euterpe Ticinese in Chiasso, i descritti pezzi musicali. Diffida quindi tutti gli Editori, e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone [del] Ticino i tre esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 26 febbrajo 1850.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1850.4 (30 marzo 1850)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 14 del 5 aprile 1850, pp. 310–311

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, quale proprietario delle qui sotto descritte opere musicali cioè: Première suite = Confidances [sic] musicales – Airs variés, Fantaisies, Tarantelles, Rondôs [sic], Valzer, Mélanges, Boleras [sic], composés par A. Aulagudier [recte: Aulagnier] pour le piano.

Grand Duo de concert sur Belisario pour deux piano[s], composé par A. Goria.

La Venitienne, 2.me Barcarolle pour le piano composée par A. Goria

Rimembranze di Berlino: Valzer composti da G. Labitzki per piano.

Carolina, Polka per piano forte, composta da G. Labitzki.

Brises d’Italie, Vingt Duos concertants, progressifs et melodiques, composés par N. Louis, pour le piano et Violon.

Primo libro. Repertorio degli allievi di piano forte, di venti pezzi a due ed a quattro mani, sopra temi scelti dalle opere di Rossini, Bellini, [Donizetti,] Mercadante, Meyerbeer composti da Enrico Rosellin [recte: Rosellen];

[311] Avvisa il pubblico che, col giorno 10 futuro aprile, mette in vendita i qui sopra denominati pezzi musicali, nella Calcografia Musicale, l’Euterpe Ticinese in Chiasso. Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto trasmesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, il 30 marzo 1850.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1850.5 (25 luglio 1850)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 31 del 2 agosto 1850, pp. 666–667

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali cioè:

Cristoforo Colombo, ossia la Scoperta del nuovo mondo. Ode e sinfonia posta in musica dal maestro Feliciano David;

[667] Introduzioni [sic] e variazioni per piano-forte solo sulla Barcarola dell’Elisyr [sic] d’amore, del maestro S. Thalberg;

Le Songe d’une nuit d’été, pour piano, del maestro A. Goria;

Caprice brillant, pour le piano. la Fée aux Roses [vacat] detto

Thérésien, quadrille [sic], del maestro Giuseppe Labitzky;

Die Galizier, pour le piano, valzer [vacat] idem

Saluto ad Annover, [vacat] idem valzer [vacat] idem

Tritonen Galopp [vacat] idem [valzer] [vacat] idem

Repertorio degli Allievi, per piano-forte di venti pezzi a due, e a quattro mani sopra temi scelti delle [sic] opere [di] Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Meyerbe[e]r, del maestro Enrico Rosellin [recte: Rosellen];

Fantasie brillante sur les Porcherons, du méme [sic];

Avvisa il pubblico che col giorno otto futuro agosto pone in vendita nella Calcografia Musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, i pezzi vocali ed istrumentali delle suddette opere. Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835: e tutto ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 25 luglio 1850.

L’editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1850.6 (16 settembre 1850)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 38 del 20 settembre 1850, p. 876

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la stampa delle qui denominate opere musicali, cioè: Fantaisies brillantes pour piano, sur l’opera d’Ambroise Thomas: – Le Songe d’une nuit d’été, par Henri Rosellin [recte: Rosellen].

Luigia, polka per piano-forte di G. Labitzky.

Repertorio degli Allievi, per piano-forte, collezione progressiva di 20 pezzi a due ed a quattro mani, sopra temi scelti dalle opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante, Meyerbeer, ecc., ecc., di Enrico Rosellin [recte: Rosellen];

Avvisa il pubblico che pel giorno 24 andante porrà in vendita, nella Calcografia l’Euterpe Ticinese in Chiasso, i suddetti pezzi musicali. Diffida quindi gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino gli esemplari voluti dal decreto 20 maggio 1835, e ciò per ogni effetto di ragione.

Chiasso, 16 settembre 1850.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1850.7 (14 ottobre 1850)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 42 del 18 ottobre 1850, p. 987

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la stampa dell’opera intitolata: Catterina di Cleves, tragedia lirica in due atti posta in musica dal maestro F. Chiaromonti, previene il pubblico che, col giorno 22 corrente, porrà in vendita, nella Calcografia l’Euterpe Ticinese in Chiasso, tutti i pezzi sì vocali che istrumentali della suddetta opera: diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino gli esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, 14 ottobre 1850.

L’Editore della Calcografia musicale

l’Euterpe Ticinese

Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1851.1 (13 marzo 1851)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 12 del 21 marzo 1851, p. 243

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, quale proprietario per la stampa dell’opera musicale intitolata: Metodo pratico di vocalizzazione per tenore, composta dal maestro Gaetano Nava,

Avvisa il pubblico che pel giorno 24 andante, metterà in vendita nella calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, la suddetta opera, diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino, i tre esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, il 13 marzo 1851.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1851.2 (14 aprile 1851)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 16 del 18 aprile 1851, p. 327

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa delle quì sotto descritte opere musicali, cioè: la Regina di Leone ossia una Legge spagnuola; melodramma in 3 atti di Giorgio Giacchetti, posto in musica dal maestro Angelo Villanis; – Armando, il Gondoliero, dramma lirico in tre atti con prologo, posto in musica dal maestro Francesco Chiaromonti [recte: Chiaromonte];

Fantaisie brillante l’Enfant prodigue pour piano, composé par Henri Rosselin [recte: Rosellen];

Salizbrunner galop [recte: Salzbrunner Galopp] per piano forte;

Exibitions, polka [recte: Exhibitions-Polka] per piano forte;

Erinnerung an London, valzer, composti dal maestro Giuseppe Labitzki. –

Norma, gran fantasia per flauto con accompagnamento di piano forte, composta dal maestro Gaetano [recte: Giuseppe] Rabboni.

Avvisa il pubblico che pel giorno 25 andante, metterà in vendita, nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese, tutti i pezzi sì vocali che istrumentali, delle suddette opere; diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino, i tre esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, il 14 aprile 1851.

L’editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1851.3 (5 maggio 1851)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 19 del 9 maggio 1851, p. 383

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la stampa delle qui descritte opere musicali, cioè: Allan Cameron, melodramma in quattro atti, posto in musica dal maestro Gio. Pacini; – Solfeggi elementari per voce di baritono, composti dal professore Gaetano Nava; – Fantaisie brillante pour le piano, sur l’opera la Dame de Piqué [sic], composée par Henry Rossellin [recte: Rosellen]; – un’Estate a Sorrento, album contenente cinque pezzi da camera con accompagnamento di piano-forte, composti dal maestro S. Mercadante; – la Sposa del Marinaro; – il Fiore e le Lagrime; – gli Occhi della mia bella; – un Pensiero sopra Sorrento; – l’Orfano; = Previene il pubblico che col giorno 20 corrente, porrà in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, tutti i pezzi sì vocali che istrumentali delle suddette opere; diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto trasmesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino, i tre esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Dalla Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, il 5 maggio 1851.

L’Editore, Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1851.4 (5 giugno 1851)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 25 del 20 giugno 1851, pp. 567–568

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la stampa per la Repubblica e Cantone del Ticino delle qui descritte opere musicali, cioè:

Album contenente sei pezzi musicali da camera per canto e piano-[568]forte, composti dal maestro L. Gordigiani, ossia: le tre Nazioni – Marinaresca – la Viola – l’ultima Preghiera – la Tortorella – e l’Araba.

Die Vertrauten, valzer per piano-forte solo, composto dal maestro Giuseppe Labitzky.

Die Liebesbriche [recte: Liebesbriefe], galopp per piano, del medesimo.

Lodoviska [recte: Lodoiska], masurka [sic] per piano-forte, del medesimo.

Frischo [recte: Frische], quadrille per piano-forte, del medesimo.

Le Manceuillier [recte: Mancenillier], pour piano, composé par L. M. Gottschalk.

Avvisa il pubblico che pel giorno 20 corrente metterà in vendita, nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, tutti i pezzi sì vocali che istrumentali delle suddette opere; diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto trasmesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino, gli esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, 5 giugno 1851.

L’Editore Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1851.5 (30 agosto 1851)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 37 del 12 settembre 1851, p. 819

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali, previene il pubblico che, pel giorno 10 entrante settembre, metterà in vendita nella calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, i seguenti pezzi: Gruss an Dresden, 3 Polka per piano forte solo, composte dal maestro Giuseppe Labitzky; – Verben zum [recte: Werben zum Tanze], valzer per piano forte del medesimo; – Les Dames [recte: La Danse] des Fées, rapsodie pour piano par Alfred Jaeli [recte: Jaëll]; – Impression de Precenico, 3 meditations [recte: Troisième méditation], du mème [sic]; – La Tavane [recte: Pavane], air [sic] de danse du XVI siècle, transcrit et varié pour piano, composé par le maitre A. Goria; Dodici esercizi per voce di soprano, di A. Trivulzi.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto trasmesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino, i tre esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, il 30 agosto 1851.

Il Direttore della Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese

Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1851.6 (15 settembre 1851)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 38 del 19 settembre 1851, p. 851

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario dell’opera intitolata Ildegonda dramma lirico in tre atti, posta in musica dal maestro Emilio Arrieta; come pure Fantaisie brillante sur la tempête, pour piano, composée par Henrì Rosselin [recte: Rosellen]; previene il pubblico che col giorno 20 settembre andante pone in vendita, nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese, tutti i pezzi, sì vocali che istrumentali delle suddette opere. Diffida quindi tutti gli editori, e negozianti in [sic] musica, avendo il sottoscritto trasmesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino i tre esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, li 15 settembre 1851.

Il Direttore della Calcografia musicale

l’Euterpe Ticinese

Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1851.7 (6 ottobre 1851)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 41 del 10 ottobre 1851, p. 939

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa delle quì descritte opere musicali, cioè: Atala, tragedia lirica in tre atti, posta in musica dal maestro Andrea Butera;

Fantaisie brillante sur la Corbeille d’orange, pour piano, composé[e] par Henri Rosselin [recte: Rosellen];

Promenade en mer, Barcarolle, pour piano, du même;

Six Melodies Ecossaises, pour piano, composé[es] par A. Gloria [recte: Goria];

Previene il pubblico che, col giorno 15 corrente, metterà in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese, tutti i pezzi sì vocali che istrumentali delle suddette opere; – diffida quindi tutti gli editori e negozianti in [sic] musica, avendo il sottoscritto trasmesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino, i tre esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria e ciò ad ogni effetto di ragione.

Dalla Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, il 6 ottobre 1851.

L’Editore, Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1851.8 (30 ottobre 1851)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 45 del 7 novembre 1851, p. 1055

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, quale proprietario per la stampa delle qui denominate opere musicali, cioè: I Gladiatori, tragedia lirica in tre atti, posta in musica dal maestro Jacopo Foroni. – Vasington, valzer [recte: Washington-Galopp], composto dal mastro Giuseppe Labinsky [recte: Labitzky], per piano-forte. – Olger [recte: Olga], per piano-forte, del medesimo. – Concertino per flauto, con accompagnamento di piano-forte ed orchestra, composto dal maestro G. Rabboni. – Fantasia brillante per piano-forte, sopra motivi dell’opera il Poliuto, composta dal maestro A. Fumagalli. – Rimembranze del Golfo della Spezia, valzer per piano-forte, composti dal maestro P. Voodojra [recte: Bodoira]. – Melodie italiane, piccole fantasie per piano-forte del medesimo. – Riposo sulle rive del Bosforo, mazurka per piano-forte del medesimo. – Un saluto a Corinto, polka per piano-forte del medesimo;

Previene il pubblico che col giorno 11 prossimo venturo novembre metterà in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe ticinese, in Chiasso, tutti i pezzi sì vocali che istrumentali delle suddette opere; diffida quindi tutti gli editori e negozianti in [sic] musica, avendo il sottoscritto trasmesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino gli esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Dalla Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, il 30 ottobre 1851.

Gioachimo Spinelli, Direttore.

Spinelli.avvisi.1851.9 (9 dicembre 1851)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 52 del 26 dicembre 1851, p. 1195

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, quale proprietario delle qui sotto indicate opere musicali, cioè: Don Crescendo, melodramma giocoso in tre atti, posto in musica da Ermando Fiechi [recte: Picchi], ed Ettore Fiori; – più, Rapsodie Américaine pour piano, composé[e] par Alfrede Jæli [recte: Alfred Jaëll]; – Fantaisie brillante pour piano, sur l’opera Raymond ou le sécret de la Reine, par Henri Rosselin [recte: Rosellen]; – Norma, capriccio per violino con accompagnamento di piano-forte di B. Ferraru [recte: Ferrara]; la prise [recte: Caprice] de Salon pour piano-forte [sic], composto da A. Goria; – previene il pubblico che col giorno 20 andante metterà in vendita, nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso; tutti i pezzi sì vocali che istrumentali delle suddette opere; – diffida quindi tutti gli editori e negozianti in [sic] musica, avendo il sottoscritto trasmesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino gli esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, 9 dicembre 1851.

Gioachimo Spinelli, Direttore.

Spinelli.avvisi.1852.1 (5 febbraio 1852)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 7 del 13 febbraio 1852, p. 167

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto qual proprietario per la stampa delle quì sotto descritte opere musicali, cioè:

La Figlia del Proscritto, melodramma in 4 atti, posta [sic] in musica dal maestro Angelo Villanis;

Danse Asiatique [recte: ossianique] pour piano, composée par L. M. Gottschalk;

Notturno, concerto per piano forte, di A. Fumagalli;

Morceau de salon, capriccio per piano forte, del medesimo;

La Chasse, morceau brillant pour piano, del medesimo;

L’Absence, Romance variée pour piano, du mème [sic];

La Sacrilega parola, grande adagio finale nell’atto 2o il Poliuto [sic], variato per piano forte, di A. Fumagalli;

No 6 Grandes études artistiques de style et de mécanisme pour piano, composées par A. Goria;

Ballade, pour piano, par Henri Rosselin [recte: Rosellen]:

Sei preludi, per violino, composti dal maestro Battista [recte: Bernardo] Ferrara;

Amarantken, valzer [recte: Amaranthen-Walzer] pour piano, di Giuseppe Labitzki,

Previene il pubblico che, col giorno 20 andante, metterà in vendita, nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, tutti i pezzi musicali, sì vocali che istrumentali delle suddette opere; – diffida quindi tutti gli editori e negozianti in [sic] musica, avendo il sottoscritto trasmesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino, gli esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, il 5 febbraio 1852.

Il Direttore, Gioachimo Spinelli.

Spinelli.avvisi.1852.2 (19 maggio 1852)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 21 del 21 maggio 1852, pp. 467–468

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali, cioè: Le Nozze di Messina, posta in musica [468] dal maestro Chiaromonte; – Sarah, quadrille, pour piano del maestro Giuseppe Labitzky; – Waldmeisters [recte: Waldmeisters Brautfahrt], Valzer, del medesimo; – Auf der Jungendzeit [recte: Aus der Jugendzeit], Valzer del medesimo; – Carlsbader cur Tanze [recte: Carlsbader Cur-Tänze] tre Polke, del medesimo; – Fantaisie pour Flüte [sic], avec accompagnement pour [sic] piano par Joseph Rabboni [recte: Giuseppe Rabboni] – Previene il pubblico che col giorno 20 corrente metterà in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese tutti i pezzi delle suddette opere sì vocali che istrumentali; – diffida quindi tutti gli editori e negozianti in [sic] musica, avendo il sottoscritto trasmesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino i tre esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, 19 maggio 1852.

Gioachimo Spinelli, Direttore.

Spinelli.avvisi.1852.3 (1 settembre 1852)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 37 del 10 settembre 1852, p. 959

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la stampa delle qui indicate opere musicali, Cioè: Le Nozze di Messina, tragedia lirica in quattro atti, posti [sic] in musica dal maestro Francesco Chiaromonte. – Luigi V, tragedia lirica in quattro atti, posta in musica dal maestro Alberto Mazzucato. – Folco d’Arles, melodramma tragico, posto in musica dal maestro N. Deoiosa [recte: De Giosa]; – Don Crescendo, melodramma giocoso in tre atti, posto in musica dai maestri Ermanno Picchi ed Ettore Fiori. – Giovanna di Castiglia, tragedia lirica in quattro atti, posta in musica dal maestro Francesco Chiaromonte. – [Preludio di] Concerto per violino, con accompagnamento di piano forte, del maestro Battista [recte: Bernardo] Ferrara. – Serenata per violino e piano forte, del medesimo. – Tre Schottisch per piano forte, del maestro Giuseppe Labitzky. – Schwalbenmänrchen [recte: Schwalbenmährchen], valzer del medesimo. – Sogni dorati, valzer del medesimo. – Previene il pubblico che pel giorno 20 corrente settembre porrà in vendita nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, tutti i pezzi, sì vocali che istrumentali, delle suddette opere; – diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto trasmesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino gli esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835, sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, 1o settembre 1852.

Gioachimo Spinelli, Direttore.

Spinelli.avvisi.1853.1 (17 gennaio 1853)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 6 dell’11 febbraio 1853, p. 191

Avviso Musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario per la stampa delle qui sotto descritte opere musicali, cioè: Violetta, melodramma posto in musica dal maestro S. Mercadante; – Melodie italiane, Album musicale per canto, posto in musica dal maestro Fabbio [sic] Campana; – 40 Solfeggi per soprano e mezzo soprano, composti dal maestro Gaetano Nava; – l’Attrazione, melodica [recte: L’Attrazione melodica,] scuola per canto, composta dal maestro Eugenio Tancioni; – Divertimento per piano forte sopra motivi dell’opera i Masnadieri, composti [sic] dal maestro S. Golinelli; Romanza nell’opera favorita [recte: Favorita] per piano forte del medesimo; – Lucrezia Borgia, final de concert pour piano, composé par A. Goria; – Elena, walzer per piano forte, composto [sic] dal maestro Giuseppe Labitzky; Elena, polka del medesimo; – Frühlingslieder, canti di primavera, del medesimo; – Wanda, mazurka del medesimo; = Previene il pubblico che col giorno 22 andante metterà in vendita, nella Calcografia musicale l’Euterpe Ticinese in Chiasso, tutti i pezzi sì vocali che istrumentali delle suddette opere; diffida quindi tutti i negozianti ed editori di musica, avendo il sottoscritto trasmesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino i tre esemplari voluti dalla legge 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria, e ciò ad ogni effetto di ragione.

Chiasso, il 17 gennaio 1853.

Il Direttore

Gioachimo Spinelli

8. Avvisi musicali pubblicati da Achille Bustelli-Rossi

Nota introduttiva

Di seguito si riportano le notificazioni che Achille Bustelli-Rossi, tra il 1857 e il 1867, fece divulgare pubblicamente circa le musiche da lui depositate. Per la sequenza cronologica fa riferimento la data indicata nell’Avviso stesso, non quella del rispettivo numero della testata su cui la comunicazione viene pubblicata. Nel caso dell’uscita di più versioni dello stesso Avviso, è stata scelta quella con il minor numero di evidenti errori tipografici. Eventuali incoerenze tipografiche e di interpunzione nella fonte vengono riprodotte senza modifiche. Qualsiasi aggiunta editoriale è posta tra parentesi quadre.

[Page]

Bustelli-Rossi.avvisi.1857.1 (23 marzo 1857)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 13 del 27 marzo 1857, vol. I., p. 624

Avviso musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario nella Repubblica e Cantone del Ticino dell’opera Simon Boccanegra del maestro Giuseppe Verdi,

Avvisa il pubblico che nel giorno 28 andante pone in vendita nella Calcografia musicale in Castel S. Pietro i pezzi vocali ed istrumentali di detta opera.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria.

E tutto ciò per ogni effetto di ragione, e pel diritto di tutte le riduzioni sopra detta opera.

Castello, li 23 marzo 1857.

L’editore Achille Bustelli-Rossi.

Bustelli-Rossi.avvisi.1857.2 (30 settembre 1857)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 40 del 2 ottobre 1857, vol. II., pp. 535–536

Avviso musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario nella Repubblica e Cantone del Ticino dell’opera Aroldo, opera del maestro Giuseppe Verdi, avvisa il pubblico che al 1o di ottobre pone in vendita nella Calcografia musicale in Castel S. Pietro i pezzi vocali ed istrumentali di detta opera.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica [536] e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria.

Colla riserva del diritto della stampa sopra tutte le riduzioni, traduzioni e composizioni sopra detta opera.

E tutto ciò per ogni effetto di ragione.

Castel S. Pietro, li 30 settembre 1857.

Per la Calcografia musicale

Achille Bustelli-Rossi.

Bustelli-Rossi.avvisi.1859.1 (27 febbraio 1859)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 9 del 4 marzo 1859, vol. I., p. 395

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario nella Repubblica e Cantone del Ticino dell’opera Un Ballo in Maschera, opera del maestro Giuseppe Verdi

Avvisa il pubblico che nel giorno 28 andante, pone in vendita nella Calcografia Musicale in Arzo i pezzi vocali ed istromentali di detta opera.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria.

E tutto ciò per ogni effetto di ragione, colla riserva del diritto della stampa sopra tutte le riduzioni, traduzioni e composizioni di detta opera.

Arzo, 27 febbraio 1859.

A. Bustelli-Rossi.

Bustelli-Rossi.avvisi.1862.1 (30 giugno 1862)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 27 del 4 luglio 1862, p. 570

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario nella Repubblica e Cantone del Ticino delle seguenti Opere e Ballade:

1o La Traviata opera del maestro Giuseppe Verdi.

2o Il Trovatore opera del medesimo signor maestro Verdi.

3o Celebre Ballade de S. Thalberg,

Avvisa il pubblico che nel giorno 7 prossimo luglio pone in vendita nella calcografia musicale in Arzo le suddette opere vocali ed istromentali.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute del [sic] decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria.

E tutto ciò per ogni effetto di ragione, colla riserva del diritto della stampa sopra tutte le riduzioni, traduzioni, e composizioni di dette opere.

Arzo, 30 giugno 1862.

L’Editore

A. Bustelli Rossi.

Bustelli-Rossi.avvisi.1862.2 (5 luglio 1862)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 28 dell’11 luglio 1862, p. 599

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto qual proprietario nella Repubblica e Cantone del Ticino dell’Inno delle Nazioni, composto per la grande esposizione di Londra dal maestro signor Giuseppe Verdi, con poesia di Arrigo Boito, avvisa il pubblico che fin d’oggi trovasi in vendita in Arzo.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria. E tutto ciò per ogni effetto di ragione ecc.; colla riserva del diritto della stampa e traduzioni su detto Inno delle Nazioni.

Arzo, 5 luglio 1862.

Pella Calcografia

Achille Bustelli-Rossi.

Bustelli-Rossi.avvisi.1862.3 (6 dicembre 1862)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 50 del 12 dicembre 1862, pp. 1137–1138

Avviso musicale e diffidazione.

Il sottoscritto qual proprietario nella Repubblica e Cantone del Ticino dell’Opera: La Forza del Destino, non che del relativo libretto in quattro atti di F. M. Piave, poeta dei RR. Teatri di Milano, e musica del maestro cavaliere Giuseppe Verdi, avvisa il [1138] pubblico che trovansi vendibili in Arzo presso pure il sottoscritto i pezzi vocali ed istromentali di detta Opera, così il libretto,

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, stampatori ecc., avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria.

E tutto ciò per ogni effetto di ragione, colla riserva del diritto della stampa sopra tutte le riduzioni, traduzione [sic] e composizioni di detta Opera ed analogo libretto.

Arzo, 6 dicembre 1862.

L’Editore

A. Bustelli-Rossi.

Bustelli-Rossi.avvisi.1867.1 (14 marzo 1867)

Avviso musicale e diffidazione,

FO n. 12 del 22 marzo 1867, p. 250

Avviso musicale e Diffidazione.

Il sottoscritto, qual proprietario nella Repubblica e Cantone del Ticino dell’opera Don Carlo, del maestro Giuseppe Verdi, avvisa il pubblico che nel giorno 20 andante pone in vendita nella Calcografia musicale in Arzo i pezzi vocali ed istromentali di detta opera.

Diffida quindi tutti gli editori e negozianti di musica, avendo il sottoscritto rimesso al lodevole Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria; e tutto ciò per ogni effetto di ragione, colla riserva del diritto della stampa sopra tutte le riduzioni, traduzioni e composizioni di detta opera.

Arzo, 14 marzo 1867.

Per la Calcografia musicale

Achille Bustelli-Rossi.

Bustelli-Rossi.avvisi.1867.2 (23 aprile 1867)

[senza titolo, nella rubrica “Avvisi, diffidazioni, ecc.”],

FO n. 17 del 26 aprile 1867, p. 325

Il sottoscritto, qual proprietario nella Repubblica e Cantone del Ticino del libretto dell’opera Don Carlo, musica di G. Verdi, parole di Mery e Camillo du Locle, – avvisa il pubblico che col giorno 30 andante pone in vendita nella calcografia in Arzo anche il sudetto libretto, oltre ai pezzi di musica vocali ed istrumentali di detta opera già pubblicati; diffida quindi tutti li venditori e negozianti, avendo il sottoscritto rimesso al Consiglio di Stato le copie volute dal decreto 20 maggio 1835 sulla proprietà letteraria.

E tutto ciò per ogni effetto di ragione del diritto di stampa sopra detta opera.

Arzo, 23 aprile 1867.

Pella Calcografia

A. Bustelli-Rossi.

Note
1.

Trascrizione basata sulla versione pubblicata sul Supplimento alla GT.

2.

Trascrizione basata sulla versione pubblicata sul FO.

3.

Trascrizione basata sulla versione pubblicata sul FO.

4.

Trascrizione basata sulla versione pubblicata sul FO.

5.

Trascrizione basata sulla versione pubblicata sulla GT.

9. Documenti vari

Avvisi pubblici, testi di legge, documenti governativi (1815–1900): materiali non compresi nelle precedenti rubriche (in ordine cronologico)

Nota introduttiva

Questa rubrica raccoglie, in ordine cronologico, materiali di documentazione non compresi nelle rubriche precedenti per motivi tematiche, in particolare avvisi pubblici non legati ai depositi legali nonché documenti di governo, testi giuridici, verbali di riunioni e rapporti di polizia. Eventuali incoerenze tipografiche e di interpunzione nella fonte vengono riprodotte senza modifiche. Qualsiasi aggiunta editoriale è posta tra parentesi quadre.

[Page]

Documenti.vari.1815.1

Avviso

Supplimento alla GdL n. 37 del 12 settembre 1815, dopo p. 498.

AVVISO.

___________________________

Egli è colla massima premura che ci affrettiamo a prevenire il pubblico, che il foglio, il quale esce dai nostri torchj col titolo di Gazzetta di Lugano, può ora liberamente circolare negli Stati di S. M. I. d’Austria. Quelli adunque de’ nostri Abbonati, cui a motivo dell’incaglio insorto mesi sono, non se ne potè fare la spedizione, che desiderassero, o di continuare l’abbonamento, e di inscriversi per un nuovo, potranno a quest’effetto rivolgersi ai principali Ufficj di posta. Noi frattanto abbiamo l’onore di assicurarli, che nulla, come per lo passato, si trascrurerà per render il nostro foglio interessante più che sia possibile. Una corrispondenza molto estesa, e la facilità di avere un gran numero di giornali in varie lingue, ci forniranno materiali sufficienti per utilmente dilettare la pubblica opinione. La ricerca della verità, la più rigorosa imparzialità presiederanno alla scelta, ed alla redazione degli articoli nei quali non avrà mai parte nè lo spirito di partito, nè il frizzo della satira. Se con tal metodo noi giungeremo a riportare i suffragj del colto pubblico[,] i nostri voti saranno compiti, ed avranno ottenuto il premio a noi più caro per le non ordinarie nostre fatiche, e spese.

Il prezzo dell’associazione è fissato; per Milano e Como, lire sei italiane per Semestre; pel rimanente del Regno Lombardo-Veneto, lir. 7.50. franca di porto. Per gli altri Stati d’Italia, franca sino ai confini del suddetto Regno Lombardo-Veneto, lir. 7.50.

I pagamenti devono farsi anticipati e franchi di porto.

Le associazioni si ricevono, come per lo passato, presso tutti gli Ufficj postali, inoltre, in Pavia dalli Signori eredi Galeazzi e Giovanni Capelli; in Mantova dal Sig. Giuseppe Braglia, in Livorno, dal Sig. Giuseppe Vignozzi; in Cremona dalli Sig[.]ri Fratelli Manini; in Firenze dalli Sig.ri Guglielmo Piatti e Giacomo Balatresi; in Parma dalli Sig.ri Blancon Stampatore-Librajo, e Pietro Chiari.

Lugano, 4 Agosto 1815.

Francesco Veladini, e Comp.

Documenti.vari.1816.1

[Avviso musicale]

Supplimento alla GdL n. 16 del 16 aprile 1816, p. 204

Supplimento al catalogo della musica stampata nella calcografia di Giovanni Ricordi editore dell’I. R. Conservatorio; con magazzino di cembali nella contrada di S. Margherita in Milano n. 1118, e dati in luce dal novembre 1815 a tutto marzo 1816.

N. Autori.

185 Giuliani Grande ouverture per chitarra op. 61. L. 2.--

186 detto Sei variazioni per chitarra op. 62. ” 1.50

187 detto Gran quintetto per due violini, viola, chitarra e violoncello ” 5.--

212 Nava Tema con variazioni per chitarra ” --.60

251 detto Divertimento per chitarra sola ” 1.50

257 detto Danza de’ mori nel ballo l’Allievo della natura, ridotta per chitarra. ” 1.--

256 Pasini Tre duetti per chitarra e violino, dedicati al sig. conte Angelo Bianchi ” 5.--

200 Rolla Tre duetti a violino e viola op. 7. ” 6.50

207 Borsani Tre duetti a due violini op. 1. ” 6.50

211 [vacat] Piccolo metodo per flauto ” 2.--

255 Weiss Preludi per due flauti ” 5.--

224 Weigl Duetto, Un labbro io più non odo, nell’opera l’Imboscata, con

accompagnamento di forte-piano ” 2.--

217 detto Minacciar tu mi vedesti. Duetto, nella suddetta opera ” 2.--

214 Mayr Duetto. E deserto il bosco intorno, nell’opera la Rosa bianca,

e la rosa rossa, in partitura ” 4.--

228 Paér Il baccio della partenza. Romance ” 1.--

230 Weigl Cantata teatrale. Il ritorno d’Astrea, in partitura ” 36.--

La suddetta in carta velina ” 60.--

254 Paér Duetto. Te sovente, ridotto per cembalo ” 2.--

210 detto Pot-pourri variato, cavato da’ motivi delle opere del medesimo ” 5.--

213 Coccia Sinfonia nell’opera la Selvaggia, ridotta per cembalo ” 2.--

215 Mayr Sinfonia nell’opera il Tamerlano, ridotta per cembalo ” 2.--

216 Grassi Variazioni per cembalo, sul duetto E deserto il bosco intorno,

del maestro Mayr ” 2.--

217 Gallenberg Gran quintetto nel ballo il Cavalier del tempio, ridotto per cembalo ” 1--

218 Belloli Varj pezzi estratti dal ballo suddetto, e ridotti per cembalo ” 3.--

225 Weigl Sinfonia nell’opera l’Imboscata, ridotta per cembalo ” 2.--

226 Pontelibero Valtz chinese [sic], e danza egiziana, ridotta per cembalo ” 1.--

229 Mozart Sinfonia nell’opera il Don Giovanni, ridotta per cembalo ” 2.--

248 Paér Sinfonia nell’opera l’Eroismo in amore, ridotta per cembalo ” 2.--

249 [vacat] Varj pezzi del ballo l’Allievo della natura L. I. II. III. ridotti per cembalo ” 4.--

253 Scholl Sei valtz con trio per cembalo ” 2.--

258 Mayr Sinfonia nuova nell’opera la Ginevra, ridotta per cembalo ” 2.--

259 Mozart Sinfonia del Flauto magico, ridotta per cembalo ” 2.--

260 [vacat] Diversi pezzi del gran ballo La Niobe, ridotti per cembalo ” [vacat]

261 Mayr Sinfonia nell’opera Le due Duchesse, ridotta per forte-piano ” 2.--

N. B. Tutte le accennate opere ad eccezione delli num. 228. 229. e 259. sono originali.

Per dare nuove prove della mia premura e zelo verso li signori amatori e professori di musica che gentilmente mi onorano de’ loro comandi ho fatto acquisto dall’egregio compositore di musica sig. Francesco Krommer, che ebbi la sorte di conoscere in persona in Milano, di due originali recentemente terminati, cioè Tre gran quartetti per due violini, viola e violoncello op. 92. Tre gran quintetti per due violini, due viole e violoncello op. 93.

Questi verranno stampati colla possibile celerità nella mia Calcografia. Chi desiderasse farne acquisto potrà dirigersi al mio negozio in Milano, o dalli principali editori di musica d’ogni città, onde fatte le opportune annotazioni possano essere loro spediti senza ritardo.

ASSOCIAZIONE.

a N. 67. Ottave della Gerusalemme Liberata del Tasso, poste in musica, a voce sola coll’accompagnamento di cembalo da Ferdinando Pontelibero.

Le suddette ottave saranno divise in quattro volumetti il primo de’ quali sortirà nel prossimo mese di maggio, e li altri successivamente uno al mese.

Il primo sarà La morte di Clorinda. Canto XII. Ottava LXIV.

Secondo. I lamenti di Tancredi. Canto XII. Ottova [sic] LXXV.

Terzo e quarto. Li amori di Rinaldo ed Armida. Canto XVI. Ottava VII.

Il prezzo per gli signori associati è di Lir. 16 italiane pagabili in quattro parti ed alla consegna di ogni volume.

Le associazioni si ricevono presso l’editore negoziante di musica Giovanni Ricordi contrada di Santa Margherita al n. 1118.

Documenti.vari.1831.1

Avviso musicale

Supplimento alla GT n. 2 dell’8 gennaio 1831, p. 18

AVVISO MUSICALE

Gio. Ricordi, editore di Musica in Milano, essendo stato, in forza di graziosa governativa risoluzione del 18 di dicembre 1830, N. 36347–4789, riconosciuto proprietario dell’intero Spartito la Donna Bianca del M. Pavesi, e delle riduzioni per canto e per qualunque istrumento di tutti i pezzi delle opere nuove e balli che verranno date dall[]Impresario sig. Crivelli negli II. RR. Teatri Scala e Canobbiana, per la durata del suo appalto, si fa premura di render nota, per ogni effetto di ragione, questa superiore determinazione, acciocchè si astenghino gli editori di musica di farne delle contraffazioni o dei così detti arrangements, e perchè ne sia pure impedita l’introduzione negli stati di S. M. l’Imperatore d’Austria d’estere edizioni, e ciò per aver adempito a quanto prescrive la circolare 19 luglio 1830 N. 2323 dell’I. R. Ufficio di Censura diretta ai negozianti di musica.

Tutti i suddetti pezzi si troveranno vendibili al suo negozio in Milano dirimpetto all’I. R. Teatro alla Scala.

Milano li 5 gennajo 1831.

Gio. Ricordi.

Documenti.vari.1831.2

Avviso

Supplimento alla GT n. 2 dell’8 gennaio 1831, p. 18

AVVISO

Due possessioni da vendersi situate una in Mendrisio, l’altra in Coldrè consistenti rispettivamente in casa colonica, e fondi arativi, vignati e prativi. Chi aspirasse all’acquisto di tali possessioni resta avvertito che se ne aprirà asta volontaria il giorno 24 corr. all’albergo dell’Angelo in Mendrisio; e che riguardo ai fondi si esperimenterà l’asta in dettaglio fondo per fondo, o per le possessioni intiere; e saranno deliberate a norma dei capitoli d’asta.

Si metterà pure in detto giorno e nello stesso luogo parimenti all’asta una cantina con sala e cantinino situate in Mendrisio alle cantine di sopra, ed un quarto pure di cantina situato alle cantine di sotto di Mendrisio sudetto.

Mendrisio li 9 gennajo 1831.

Carlo Pozzi segret. Civile.

Documenti.vari.1831.3

Avvisi

GT n. 13 del 26 marzo 1831, p. 105

AVVISI.

Avendo Gio. Ricordi editore di musica in Milano acquittato [recte: acquistato] in forza di contratti e di relativi privilegi dell’I. R. governo la proprietà dei seguenti spartiti. = I Capuleti, e Montecchi – La Sonnambula del maestro Vincenzo Bellini – La Donna Bianca del maestro Pavesi – Il Corsaro del maestro cav. Gio. Paccini, e delle riduzioni d’ogni genere di tutte le opere, e balli nuovi che si comporranno nei regj teatri nel corso dell’attuale impresa, essendone anche proibita l’introduzione negli stati della Monarchia Austriaca di tutte le edizioni straniere dei suddetti pezzi, si fa un dovere di far manifesto al pubblico col presente avviso queste sue proprietà, onde i sig.ri impresari che bramassero i suddetti spartiti sappiamo [recte: sappiano] a chi rivolgersi, ed i negozianti di musica vogliano favorirlo de’ loro comandi per le riduzioni da lui stampate.

Documenti.vari.1831.4

Pubblicazioni

Supplimento alla GT n. 31 del 30 luglio 1831, [dopo p. 252]

PUBBLICAZIONI.

Avendo il sig. Carlo Pozzi del fu Francesco di Castello S. Pietro fatto acquisto dal sig. Giudice Donato Pozzi del fu sig. Angelo pure di Castello, nominatamente d’una Casa Masserizia, ora goduta ad affitto da Francesco Crivelli, posta in Castello suddetto. – D’altra casa posta pure in Castello, ora goduta ad affitto in parte da Carlo Bernasconi, ed in parte dal suddetto sig. vend. Pozzi. – Di quella pezza di terra arativa, vignata a brughiva chiamata Caraccio, della misura di pertiche 10, tav. 15, piedi 2. – Di quell’altra pezza di terra arativa, vignata, chiamata al Dosso di Muscino, della misura di pertiche 2, tav. 1 e p. 6. – D’altra pezza di terra arativa e vignata chiamata Dosso in Sabbionee, ossia Muscino, di tavole 22 e p. 6. – D’altra pezza di terra arrativa [sic], vignata chiamata Sabbionee [sic], di pertiche 2, tav. 15, p. 4. – Di quel altro fondo prativo denominato Nosè, della misura di pert. 2 circa. – D’altro fondo arativo, ed in parte vignato detto Campagna, di pert. 2, tav. 8, p. 9. – E di quel fondo arativo, ed in parte vignato nominato pure Campagna, della misura di pert. 4, tav. 2, p. 6. Tutte le suddette pezze di terra, situate in territorio di Castello suddetto, sono attualmente lavorate dal massaro Francesco Crivelli, e sott’obbligo però al sig. venditore Donato Pozzi di far vendita dei detti due ultimi pezzi chiamati Campagna, e rassegnare l’ammoatare [recte: l’ammontare] al sig. compratore Carlo Pozzi. – Inoltre di un’altra pezza di terra arativa, ed in parte vignata, situata come sopra e denominata Gruggee, della misura di pert. 5, tav. 14, attualmente lavorata da Francesco Bernasconi; e finalmente del debito e sussidio a carico del detto Massaro Francesco Crivelli; e tutto ciò per il prezzo di milanesi L. 22,200, ventidue mille duecento, e come meglio consta da istromento di vendita del giorno 16 Giugno 1831, in rogito del sig. Cons. e Not. pubblico sig. Gio. Batt. Maggi di Castello S. Pietro; e volendo detto sig[.] acquisitore Carlo Pozzi assicurarsi il pacifico possesso delle case e fondi da lui acquistati come sopra, perciò[:]

D’ordine del Tribunale di Prima Istanza del Distretto di Mendrisio a petizione del suddetto sig. Carlo Pozzi, si fa pubblica Grida, avviso ed espresso comando a qualunque persona, corporazione, luogo pio ec. ec., che avessero o pretendessero avere qualsiasi ragione, azione, diritto, ipoteca, od ogni altro titolo immaginabile sulle suddette case, e fondi ec. vendutigli dal suddetto sig. Donato Pozzi, perchè debbano, se presenti ed abitanti nel termine di un mese e mezzo p. f.; sé assenti o forastieri in quello di tre mesi pure p. f., dalla pubblicazione della presente Grida, insinuare negli atti di questa Cancelleria civile, le debite loro contraddizioni, sotto pena di perpetua preclusione ec.

Mendrisio li 27 Luglio 1831.

Pel Tribunale

Il Presidente PIETRO POZZI

G. B. Calvi Segr. Civ.

Documenti.vari.1833.1

[Avviso] Ai Dilettanti di Musica

Supplimento alla GT n. 48 del 20 ottobre 1833, p. 380

Ai Dilettanti di Musica.

Se è fuori di dubbio che l’alto genio dell’incomparabile G. Rossini e de’ suoi chiari seguaci, ha fatto sì, che in questo secolo la Musica salisse al più alto grado della sua gloria, è del pari incontrastabile, che la brama di coltivare e di gustare i parti di quest’arte sublime sia, oltre ogni dire, accresciuta.

Un eccessivo dispendio per l’acquisto delle novità al più delle volte, occulta i frutti felicissimi delle chiare menti che trattano i segreti del loro estro. A togliere siffatto inconveniente, ci siamo risolti di offrire agli amatori un’associazione sotto il titolo:

L’EUTERPE TICINESE

la quale racchiuderà in se quanto di più applaudito si produrrà tanto in Italia che presso qualunque estera nazione.

Questo nuovo stabilimento esistente in Chiasso, Cantone Ticino, oltre di offrire a’ suoi avventori, appena nate, tali produzioni, promette altresì nitidezza ed eleganza d’incisione, se non superiore nè manco inferiore a quelle di Francia; scelta ed ottima carta, e quello finalmente, che è il più interessante, il limitatissimo prezzo eccedente non la metà del fin qui praticato.

Alla somma di questi vantaggi ci lusinghiamo di trovare in pegno delle nostre cure, numerosa concorrenza all’associazione, qual certo testimonio della pubblica soddisfazione.

Affinchè riesca più vantaggiosa e comoda l’associazione agli studiosi, e perchè questi non abbiano ad essere tenuti all’associazione dei pezzi non addatti alla loro voce, si è trovato opportuno di suddividere la classe delle opere ridotte per piano forte e canto in tre parti, cioè: Soprano, Tenore e Basso, cosicchè gli associati riceveranno allo stesso prezzo tutti quei pezzi propri alla loro voce.

Associandosi poi a tutte e tre le parti l’associato avrà l’opera completa.

Chiasso li 20 ottobre 1833.

Per la Direzione dell’Euterpe Ticinese

G. Capella.

Condizioni dell’associazione.

1. Ogni mese decorribile col primo del p[.] f. Novembre uscirà un fascicolo d’ogni classe, così per canto come per piano forte.

2. Questi fascicoli saranno composti di circa 25 pagine cadauno al prezzo di cent. 10 d’Italia per pagina da pagarsi all’atto della consegna.

3. Quegli che procurerà allo Stabilimento sei associati sicuri riceverà la settima copia gratis; così pure tutti gli associati riceveranno alla fine di ciascun anno un fascicolo egualmente gratis.

4. L’obbligo dell’associazione si ritiene duraturo sino a che l’associato non avvisi un mese prima di voler cessare.

5. Le spese di condotta sono a carico dell’associato.

Le associazioni si ricevono presso il suddetto Stabilimento; a Lugano dalla Tipografia di Francesco Veladini e Comp., e nelle altre città dai distributori del Manifesto.

Documenti.vari.1835.1

Legge sulla protezione della proprietà letteraria del 20 maggio 1835

Bullettino officiale della Repubblica e Cantone del Ticino, vol. XV, Bellinzona, Tipografia e Litografia cantonale, 1835, pp. 287–290

Legge sulla protezione della proprietà letteraria ec.

============

IL GRAN CONSIGLIO

della repubblica e cantone del ticino

sulla proposizione

DEL CONSIGLIO DI STATO.

Considerando che siccome la protezione della proprietà materiale è affidata alla legge in ogni società bene costituita, così ragion vuole che siano protetti i beni dell’ingegno, come sono le produzioni spettanti alle Scienze, alle Lettere, e alle Belle Arti;

DECRETA:

Art. 1. Gli autori di scritti d’ogni genere che li faranno stampare nel Cantone, e li compositori di musica, li pittori e disegnatori che vi faranno riprodurre col bulino, colla litografia, o con qualunque altro artifizio i loro quadri o disegni; e quelli artisti che riprodurranno similmente quadri o disegni d’autori le cui opere [288] sono già nel dominio del pubblico, godranno durante la loro vita intiera del diritto esclusivo di vendere, far vendere, distribuire le loro opere nel Cantone, e di cederne la proprietà in tutto o in parte.

2. I loro eredi godranno dello stesso diritto durante lo spazio di dieci anni dopo la morte degli autori.

3. I cessionarj degli autori godranno lo stesso diritto durante la vita d’essi autori, e per dieci anni dopo la morte di questi.

4. È ben inteso che le predette opere non sieno in contravvenzione alle leggi e regolamenti dulla stampa.

5. I Giudici di pace e in loro mancanza i tribunali di prima istanza saranno tenuti di sequestrare immediatamente a richiesta degli autori, eredi, o cessionarj tutti gli esemplari delle edizioni stampate o riprodotte come sopra, senza la permissione formale e scritta d’essi autori o aventi diritto.

6. [§ 1.] I Giudici di pace trasmetteranno senza dilazione al tribunale di prima istanza le opere sequestrate e l’istanza dell’autore.

§ 2. Il tribunale, sentiti in contrad-[289]ditorio verbale l’attore e il reo o rei convenuti, e verificato il fatto della contraffazione, pronuncierà a profitto dell’autore la confisca degli esemplari sequestrati, e la multa a termini degli articoli seguenti.

7. Ogni contraffattore sarà tenuto di pagare al vero proprietario una somma equivalente al prezzo di mille esemplari della edizione originale.

8. Ogni venditore d’edizione contraffatta, se non conosciuto contraffattore egli stesso, sarà tenuto di pagare al vero proprietario una somma equivalente a cento esemplari dell’adizione originale.

9. [§ 1.] Chiunque metterà alla luce un’opera contemplata nell’articolo 1. dovrà rimetterne tre esemplari al Consiglio di Stato, il quale non ne disporrà che in conformità d’un successivo regolamento legislativo.

§ 2. In mancanza di questa consegna non si potrà procedere contro i contraffattori.

§ 3. Non si potrà neppur procedere, se non si farà cenno sull’opera stessa di avere eseguita la detta consegna.

10. Le traduzioni d’una in altra lingua godono lo stesso diritto come se fossero opere originali. Ma non è impedito [290] ad altri di pubblicare l’opera medesima tradotta nella stessa lingua, purchè di traduzione diversa e senza plagiato.

11. Le opere stampate all’estero possono essere ristampate da qualunque tipografo cantonale in qualunque tempo, senza che il primo che l’eseguisce possa impedirlo agli altri che vorranno far dopo di lui la stessa ristampa.

12. Dai giudizj di prima istanza possono appellare tanto l’attore, che il reo o rei convenuti.

Bellinzona, 20 maggio 1835.

per il gran consiglio

Il Presidente

G. G. CALGARI.

Li Consiglieri Segretarj

lorenzo calgari

angelo soldini.

IL CONSIGLIO DI STATO

della repubblica e cantone del ticino

Ordina che la presente legge sia stampata, pubblicata, affissa ne’ luoghi soliti ed eseguita.

Bellinzona, 21 maggio 1835.

per il consiglio di stato

Il Presidente

V.o D’ALBERTI.

Il Segretario di Stato

stef. franscini.

Documenti.vari.1840.1

[Convenzione austro-sarda sulla proprietà delle opere scientifiche, letterarie o artistiche del 22 maggio 1840]

Annali universali di statistica, economia pubblica, storia, viaggi e commercio, vol. 65,

Milano, Società degli Editori degli Annali Universali delle Scienze e dell’Industria, 1840, pp. 75–81.1

Convenzione tra S. M. il Re di Sardegna e S. M. l’Imperatore d’Austria,

a favore della proprietà e contro la contraffazione delle opere scientifiche, letterarie od artistiche.

Se havvi documento che meriti di essere riportato negli Annali di Statistica, è certamente quello che forma la Convenzione passata li 22 p. p. maggio tra S. M. l’Imperatore d’Austria, Re del regno Lombardo-Veneto, e S. M. il Re di Sardegna a favore della proprietà letteraria italiana, proprietà in questi Annali da tanti anni invocata per l’Italia.

Per questa convenzione la nostra Penisola deve eterna riconoscenza ai due Sovrani che vi hanno posto fondamento, e tutto ci porta a credere che ben presto potremo annunciare che tutti gli altri Stati d’Italia ed il Cantone del Ticino si uniranno ai regni Lombardo-Veneto e del Piemonte e che si sottoscriveranno a norma dell’articolo XXVII della Convenzione.

Sua Maestà il Re di Sardegna, ecc. ecc. ecc. e Sua Maestà l’Imperatore d’Austria, ecc. ecc. ecc. ugualmente intenti a favorire e proteggere le scienze e le arti, non che ad incoraggiare le utili intraprese, si sono di comune accordo, determinati a guarentire agli autori, durante [76] la loro vita, la proprietà delle loro opere letterarie ed artistiche, pubblicate negli Stati rispettivi, non che di fissare il tempo durante il quale i loro eredi continueranno a goderne, con istabilire a questo effetto i mezzi i più efficaci, onde impedire la contraffazione.

Hanno le Maestà Loro a tal fine nominato per Loro Plenipotenziarii, cioè:

Sua Maestà il Re di Sardegna, il sig. Don Vittorio Amedeo Balbo Bertone, Conte di Sambuy, Cavaliere Gran Croce della Sacra Religione ed Ordine Militare dei Santi Maurizio e Lazzaro, e dell’Ordine Imperiale Austriaco di Leopoldo, Maggior Generale nelle Regie Armate, e Suo Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario presso S. M. I. e R. Apostolica; e

Sua Maestà l’Imperatore d’Austria, Sua Altezza il Principe Clemente Venceslao Lotario di Metternich-Winneburg, Duca di Portella, Conte di Königswart, Grande di Spagna di prima classe, Cavaliere del Toson d’oro, Gran Croce dell’Ordine di S. Stefano d’Ungheria, e della Decorazione pel merito civile, Cavaliere del Supremo Ordine della Santissima Annunziata, ecc. Ciambellano, Consigliere intimo attuale di Sua Maestà I. e R. Apost.; Suo Ministro di Stato e delle Conferenze, Cancelliere di Corte, di Stato e della Casa Imperiale, ecc.;

I quali, dopo essersi comunicate le loro plenipotenze, ed averle ritrovate in buona e debita forma, hanno convenuto degli articoli seguenti:

Articolo Primo.

Le opere o produzioni dell’ingegno o dell’arte, pubblicate negli Stati rispettivi, costituiscono una proprietà che appartiene a quelli che ne sono gli autori per goderne o disporne durante tutta la loro vita; eglino soli, o i loro aventi causa hanno diritto di autorizzarne la pubblicazione.

Art. II.

Le opere teatrali sono eziandio proprietà dei loro autori, e sono perciò, in quanto al pubblicarle e riprodurle, comprese nelle disposizioni dell’articolo primo.

Le opere teatrali non possono essere rappresentate che di consentimento dell’autore o degli aventi causa, senza pregiudizio dei regolamenti stabiliti o da stabilirsi nell’uno e nell’altro Stato per la pubblica rappresentazione di dette opere.

Art. III.

Le traduzioni fatte in uno degli Stati rispettivi, di manoscritti o di opere pubblicate in lingua straniera, fuori del territorio dei medesimi, sono ugualmente considerate come produzioni originali, comprese nelle disposizioni dell’articolo primo. Sono parimenti comprese nella disposi-[77]zione dello stesso articolo le traduzioni fatte in uno dei rispettivi Stati, di opere pubblicate nell’altro. Si eccettua il caso in cui l’autore suddito di uno dei due Sovrani contraenti, pubblicando la sua opera, annunzii in quella di volerne dare alla luce egli stesso una traduzione negli Stati medesimi, e con che ciò eseguisca nello spazio di sei mesi; nel qual caso egli conserverà anche per la traduzione tutti i suoi diritti d’autore.

Art. IV.

Non ostante le disposizioni dell’articolo primo potranno liberamente riprodursi, nei giornali e nelle opere periodiche, gli articoli di altri giornali o d’altre opere periodiche, purchè non eccedano tre fogli di stampa della loro prima pubblicazione, e che se ne indichi il fonte.

Art. V.

Gli Editori di opere anonime o pseudonime ne sono considerati come autori, fintantochè questi o i loro aventi causa non abbiano fatto constare dei propri diritti.

Art. VI.

Ogni contraffazione delle opere, produzioni e dei componimenti musicali e teatrali, mentovati negli articoli I, II e III, è proibita nei due Stati.

Art. VII.

La contraffazione è l’azione per cui si riproduce con mezzi meccanici un’opera, in tutto od in parte, senza il consenso dell’autore o de’ suoi aventi causa.

Art. VIII.

V’ha contraffazione nel senso dell’articolo precedente non solo quando v’ha una somiglianza perfetta fra l’opera originale e l’opera riprodotta, ma eziandio quando sotto ad un medesimo titolo, o sotto un titolo diverso, vi ha identità d’oggetto nelle due opere, e vi si trova lo stesso ordine d’idee, e la stessa distribuzione di parti. L’opera posteriore è in questo caso considerata come contraffazione, quando anche fosse stata notevolmente diminuita od accresciuta.

Art. IX.

Quando le riduzioni per diversi stromenti, gli estratti ed altri adattamenti di composizioni musicali, potranno riguardarsi come produzioni dell’ingegno, non verranno considerate come contraffazione.

Art. X.

In quanto riguarda la contraffazione, ogni articolo di un’opera enciclopedica o periodica, eccedente i tre fogli di stampa, è considerato come un’opera da sè.

[78]

Art. XI.

L’autore di un’opera letteraria o scientifica ha diritto d’impedire l’usurpazione del titolo che ha scelto, allorchè la medesima può indurre il pubblico in errore sull’identità apparente dell’opera; ma in questo caso non vi ha contraffazione, e l’autore non ha ragione che ad una semplice indennità proporzionata al danno sofferto. Nondimeno i titoli generali, come sarebbero Dizionario, Vocabolario, Trattato, Commentario, e la divisione d’un’opera per ordine alfabetico non danno agli autori, che ne hanno usato, alcuna ragione di impedire che altri autori trattino lo stesso soggetto sotto il medesimo titolo o collo stesso metodo di divisione.

Art. XII.

Le incisioni, litografie, medaglie, opere e forme di plastica, godono del privilegio conceduto alle opere d’arte, in conformità dell’articolo primo. La contraffazione di tali oggetti è pertanto proibita, ma in questo caso non vi ha contraffazione, se non quando la riproduzione segua collo stesso mezzo meccanico adoperato per l’opera originale, conservandone le medesime dimensioni.

Le pitture, le sculture, i disegni sono ugualmente compresi nella disposizione dell’articolo primo; ma le copie che se ne traessero alla mano senza frode e senza opposizione dal canto del possessore, non costituiscono contraffazione, fuorchè quando il copista ha con dolo cercato d’indurre il pubblico in errore sull’identità della copia coll’originale.

Art. XIII.

Gli autori di disegni, pitture, sculture od altre opere d’arti, e chi li rappresenta o ne ha causa, possono cedere il diritto esclusivo di riprodurle coll’incisione, col getto o con qualsivoglia altro mezzo meccanico, senza perderne la proprietà, salvo però il disposto dell’articolo precedente. Ma alienandosi l’opera originale, il diritto di autorizzarne la riproduzione si trasferisce nell’acquisitore, per goderne durante tutto il tempo, per cui l’autore ed i suoi eredi ne avrebbero potuto godere, salvo che sia stipulato il contrario.

Art. XIV.

La presente convenzione non farà ostacolo alla libera riproduzione nei rispettivi Stati, di opere che fossero già pubblicate in alcuno di essi, prima che la detta convenzione fosse posta in vigore, purchè la riproduzione abbia avuto cominciamento e sia stata legalmente autorizzata avanti di quel tempo.

Qualora però si fosse pubblicata parte di un’opera prima che la presente convenzione fosse posta in esecuzione e parte dopo, la riproduzione [79] di quest’ultima parte, non sarà permessa che col consenso dell’autore o dei suoi aventi causa, purchè i medesimi si dichiarino pronti a vendere agli associati la continuazione dell’opera senza obbligarli all’acquisto dei volumi dei quali fossero già possessori.

Art. XV.

Le persone in cui pregiudizio si è commessa contraffazione hanno diritto al risarcimento dei danni sofferti.

Art. XVI.

Oltre le pene pronunciate contro ai contraffattori dalle leggi dei due Stati, si ordinerà il sequestro e la distruzione degli esemplari e degli oggetti contrafratti, e così pure delle forme, stampe, dei rami, delle pietre, e degli altri oggetti adoperati per eseguire la contraffazione; tuttavia la parte lesa potrà chiedere che siffatti oggetti le vengano aggiudicati in tutto od in parte in deduzione dell’indennità che le è dovuta.

Art. XVII.

Lo smercio d’opere o di cose contraffatte è assolutamente proibito nei due Stati sotto le pene comminate nell’articolo precedente, il quale si applicherà eziandio ai casi in cui le contraffazioni fossero state preparate all’estero.

Art. XVIII.

Il diritto degli autori e dei loro aventi causa, passa agli eredi legittimi e testamentarii, secondo le leggi degli Stati rispettivi. Questo diritto non può tuttavia mai devolversi per successione al fisco, ed è riconosciuto e protetto nei due Stati per trent’anni dopo la morte dell’autore.

Art. XIX.

Per le opere postume il termine sopra fissato sarà esteso a quaranta anni dal giorno della pubblicazione delle medesime.

Art. XX.

Questo termine è esteso ad anni cinquanta dal giorno della pubblicazione, per le opere pubblicate da corpi scientifici o da società di letterati.

Art. XXI.

Per le opere di più volumi e per quelle che si pubblicano a dispense, i tre termini sopra fissati, non cominciano a decorrere per tutta l’opera che dalla pubblicazione dell’ultimo volume, o dell’ultima dispensa, a condizione per altro che non passino più di tre anni fra l’una e l’altra pubblicazione.

Risguardo alle collezioni o raccolte di opere o memorie distinte li termini sopra citati non si computeranno che dalla pubblicazione di ciasche-[80]dun volume, salvo quanto è stabilito dalla prima parte del presente articolo, pel caso in cui l’opera o la memoria che fa parte della collezione o raccolta, fosse divisa in parecchi volumi.

Art. XXII.

Per le opere che l’autore avrà cominciato e gli eredi avranno finito di pubblicare il termine sarà di quarant’anni come per le opere postume.

Art. XXIII.

Se l’autore è morto prima che il termine della cessione, che avesse fatta de’ suoi diritti, sia scaduto, i suoi eredi, spirato quel termine, entreranno nel godimento dei loro diritti per tutto lo spazio di tempo utile che rimane, secondo le norme stabilite negli articoli precedenti.

Art. XXIV.

Allo scadere dei termini fissati dagli articoli XVII, XIX, XX, XXI e XXII, le opere e le produzioni dell’ingegno e dell’arte cadranno nel dominio del pubblico.

Gli atti emanati dai due Governi e le opere pubblicate da essi direttamente o d’ordine loro, qualora ciò risulti dalle opere medesime, continueranno però ad essere regolati dalle disposizioni vigenti nei rispettivi Stati.

Art. XXV.

I Governi contraenti si comunicheranno le leggi ed i regolamenti speciali che ciascuno sarà per adottare rispetto alla proprietà delle produzioni letterarie, o scientifiche, o delle opere d’arte, affine di agevolare l’eseguimento della presente convenzione negli Stati rispettivi.

Eglino si comunicheranno del pari le disposizioni date dall’una parte e dall’altra per determinare l’originalità d’una edizione o l’anteriorità di data di un’opera d’arte.

Art. XXVI.

Le disposizioni della presente convenzione non pregiudicheranno per nulla all’esercizio dei rispettivi diritti di censura e di proibizione, il quale continuerà ad aver luogo negli Stati rispettivi indipendentemente dalle stipulazioni surriferite, secondo le regole stabilite o da stabilirsi.

Art. XXVII.

I due Governi contraenti inviteranno gli altri Governi d’Italia ed il Cantone del Ticino ad aderire alla presente convenzione. Questi pel solo fatto dell’adesione manifestata, saranno considerati come parti contraenti.

Art. XXVIII.

La presente convenzione sarà in vigore per quattro anni decorrendi dal giorno dello scambio delle ratificazioni, ed inoltre per sei mesi suc-[81]cessivi alla dichiarazione che l’una parte facesse all’altra, spirati i quattro anni, di voler far cessare l’effetto della stessa convenzione o di procedere alla rinnovazione della medesima con quei miglioramenti che frattanto l’esperienza avrà suggerito.

Ciascuna delle due parti si riserva il diritto di fare all’altra una simile dichiarazione, ed è per patto espresso stabilito fra le medesime che spirati i sei mesi, dopo la dichiarazione suddetta fatta dall’una parte all’altra, la presente convenzione e tutte le stipulazioni che vi sono contenute cesseranno d’avere effetto.

Art. XXIX.

La presente convenzione dovrà venire ratificata dalle Loro Maestà ed il cambio delle ratificazioni si opererà in Vienna entro il termine di quattro settimane o più presto se sarà possibile.

In fede di che i rispettivi Plenipotenziarii l’hanno firmata e vi hanno opposto l’impronto del loro stemma.

Fatto in Vienna il 22 maggio 1840.

Di Sambuy

(L. S.)

Metternich

(L. S.)

Documenti.vari.1841.1

[Mozione di Carlo Pozzi discussa nella seduta del Gran Consiglio ticinese del 26 maggio 1841]

Atti della sessione straordinaria del Gran Consiglio, pp. 414–432

https://www.sbt.ti.ch/bcbweb/vgc (Verbali del Gran Consiglio, in data)

Tornata XVII.

Mercoledì 26 maggio 1841. [Locarno]

L’appello nominale dà 84 consiglieri presenti.

Il processo verbale è letto ed approvato.

__________________

È all’ordine del giorno la discussione sul preavviso della commissione intorno alla mozione Pozzi concernente il trattato per la guarenzia [sic] della proprietà letteraria.

La mozione era sì fatta:

“Considerando che se la legge 20 maggio 1835 imponeva [415] ai proprietarii d’opere di trasmettere al Consiglio di Stato tre esemplari di cadauna opera s’intendeva porre sotto la protezione della legge medesima, deve essere anche in questo caso una delle condizioni indispensabili, perchè questi servano a provare l’epoca della pubblicazione dell’opera medesima e la realtà della sua ristampa o contraffazione.

“Considerando che due dei detti esemplari potrebbero essere utilmente convertiti ad uso dei nostri stabilimenti d’istruzione ed arti e parlando in materia libraria li esemplari stessi concorrebbero ad accrescere od iniziare la fondazione di una pubblica Biblioteca.

“Considerando che se negli Stati ogni Stampatore, Editore, Calcografo ec. deve depositare alcuni esemplari (nel Regno Lombardo Veneto cinque esemplari, uno pella censura, li altri quattro pelle pubbliche biblioteche) è un peso che ad esempio si deve da noi imporre.

“Considerando che in quanto alle proprietà di cui molto diffusamente tratta la convenzione in discorso, praticandosi presso li diversi editori d’Europa la proprietà collettiva, potendo cioè essere contemporaneamente proprietario della stessa opera un editore di Vienna, uno di Berlino, un altro di Parigi e così di seguito, per cui con molto danno della nostra industria anche un’opera stampata a Parigi od in altro Stato che non ha preso parte alla convenzione, non potrebbe essere qui riprodotta o ristampata e perchò è della somma necessità a scanso di questioni di spiegarsi chiaramente.

“Considerando che oltre il deposito delli tre esemplari è necessario che li artisti e stampatori abbiano a conoscere quali opere col tratto successivo non si potranno stampare o riprodurre nel Cantone in forza della convenzione medesima, e questa diffidazione si rende indispensabile perchè sebbene l’edizione originale porti il nome del [416] proprietario, potrebbe capitare fra le mani d’un nostro artista editore, o stampatore una ristampa fatta in paese che non ha preso parte alla convenzione medesima e così non essendovi indicato il proprietario potrebbe di buona fede mettersi alla ristampa e riproduzione senza conoscere che la convenzione stessa gliel vieta.

“Perciò propongo il seguente decreto[:]

“1. Ogni artista Stampatore od Editore appartenente ad alcuno degli Stati contraenti od aderenti alla succitata convenzione per far valere nel nostro Cantone le sue ragioni di proprietà derivantigli dalla convenzione stessa dovrà all’atto della pubblicazione dell’opera depositare presso il Consiglio di Stato Cantonale tre esemplari di cadauna opera che intende porre sotto la salvaguardia della convenzione medesima.

“2. In quanto alle proprietà musicali si potranno ristampare nel Cantone tutte le edizioni di Parigi, delli Stati di Germania e di tutti li altri Stati , meno quelli della Monarchia Austriaca e del Piemonte e di tutti gli altri Stati di Italia quantunque per proprietà collettiva od altrimenti appartenessero ad uno o più attinenti d’alcuno delli Stati medesimi.

“3. La Cancelleria di Stato tosto che giungeranno al Consiglio di Stato li tre esemplari dell’opera che si vorrà porre sotto la protezione di detta convenzione pubblicherà sul foglio ufficiale del Cantone analoga diffidazione.

“4. Il Consiglio di Stato comunicherà alle corti di Vienna e Piemonte la nostra adesione alla convenzione suddetta alle suespresse condizioni.”

La commissione (relatore Bazzi) s’esprimeva nel modo che segue:

“Il sig. consigliere Pozzi in conseguenza della decisione da voi presa il giorno 17 corrente, colla quale avete aderito [417] ad una convenzione colle Corti d’Austria e Sardegna, affine di garantire la proprietà delle opere dell’ingegno ai loro autori o rappresentanti, vi invitava con sua mozione a mettere delle condizioni a questa vostra adesione a scanso principalmente delle male intelligenze che potrebbero sorgere fra Stato e Stato, e delle violazioni volontarie od involontarie che dai particolari si potrebbero in contravvenzione alla succitata convenzione commettere.

“L’idea del sig. consigliere Pozzi sarebbe, che gli autori o loro rappresentanti, i quali avessero il diritto di porre la proprietà di qualche loro opera sotto la protezione della sancita Convenzione, debbano trasmetterne al nostro Consiglio di Stato tre esemplari, perchè questi abbia a pubblicarne nel foglio ufficiale del Cantone l’analoga diffidazione, e quest’obbligo come di diritto incomberà pure ai nostri Ticinesi, i quali fossero in grado di giovarsi di questo trattato, verso i Governi degli Stati contraenti, i quali saranno pure perciò tenuti alla pubblicazione della diffidazione nei loro fogli ufficiali.

“Riguardo poi alle opere musicali siccome si danno diversi proprietarii ad un tempo della medesima opera in diversi paesi, cioè che l’autore cede la proprietà delle sue opere ad un editore di Milano, per esempio, Berlino, Parigi ec. il signor Pozzi desidererebbe che una volta che un’opera venisse riprodotta in alcuno dei paesi, i quali non abbiano parte alla convenzione, che da questo fatto potesse essere lecito il riprodurla anche qui da noi, quantunque l’autore l’avesse di già posta sotto la salvaguardia della legge pubblicata in uno dei paesi contraenti.

“La commissione scelta ad esaminare questa mozione non ha potuto a meno di convenire della giustezza delle considerazioni, che hanno indotto l’autore della medesima a proporvi, che alla nostra adesione al trattato 22 maggio 1840 [418] vi sia d’aggiungere la condizione del deposito dei tre esemplari, colla pubblicazione della diffidazione sul foglio ufficiale, siccome il ezzo il più atto ad evitare le contestazioni che potrebbero insorgere fra i Governi, ed il migliore per mettere il pubblico in avvertenza delle opere cui non sarebbe permesso il riprodurre. La vostra commissione ha poi creduto tanto più dovere appoggiare questa proposizione del sig. Pozzi in questa parte, in quanto che l’art. 25 dello stesso trattato 22 maggio 1840, pare in certa maniera che vi accenni.

“Non si è poi potuto del pari convenire della giustizia della dimanda che fa il signor Pozzi, riguardo alle opere musicali, poichè ammettendo che un autore, il quale abbia posta la sua opera sotto la salvaguardia della legge possa perdere il beneficio che la medesima gli garantisce, perchè l’opera sua gli sia stata riprodotta in altro paese non legato a questa convenzione; sarebbe un limitare la proprietà garantita, e diverebbe anche un’illusione la convenzione stessa.

“Perciò la commissione vi propone, che scartata la parte riguardante le opere musicali, abbiate ad aggradire la mozione del signor consigliere Pozzi.

“Oltre a quanto vi ha proposto il signor Pozzi, la commissione ha ancora considerato, che se la citata convenzione ha veramente da garantire dalla pirateria la proprietà delle opere dell’ingegno, e da produrre tutti quei migliori risultati che da essa si attendono, egli è indispensabile che vi concorrano tutti indistintamente i paesi d’Italia, senza di che lo scopo che con questo trattato si era prefisso si sbaglierebbe in gran parte ed anche forse totalmente: e tutto il disinteresse e la generosità da voi dimostrata col collegarvi a questo nobile fine, potrebbe non riuscirvi che di danno, all’avervi imposto inutilmente un duro laccio. Egli è per ovviare a questo disappunto che la commissione vi propor-[419]rebbe ancora di dire che la vostra adesione al trattato 22 maggio 1840 è data a condizione, che vi abbiano a concorrere tutti gli altri Stati Italiani.”

[segue la discussione]

[431] [...]

La discussione è chiusa.

Posto alle voci l’articolo 1.o della mozione Pozzi è adottato, coll’aggiunta proposta dal signor Luvini, che la spedizione dei tre esemlari sia franco dalle spese di porto.

L’articolo 2[.o] della mozione Pozzi non è posto alle voci, avendo il medesimo signor Pozzi dichiarato di ritirarlo, apprezzando le osservazioni fatte dalla commissione.

Innanzi di votare sull’articolo 3.o della mozione, rispetto al quale il signor Pozzi dietro le osservazioni del signor Franscini e del signor Bianchetti, sarebbesi uniformato all’avviso dell’ultimo di essi, che la pubblicazione della diffidazione sarà fatta a cura di chi vi ha interesse, il signor Franscini domanda la parola. [...] [432]

Posto alle voci l’articolo 3.o della mozione modificato nel senso, che la diffidazione al pubblico non sia d’obbligo, ma volontaria e venga fatta per cura di chi vi ha interesse, è adottato.

Vien posto alle voci ed è pure adottato l’articolo 4.o

Vien posta alle voci l’aggiunta della commissione. Il signor consigliere di Stato Franscini vorrebbe che se ne togliesse la parola altri aggiunta a Stati. La commissione vi acconsente. L’aggiunta della commissione così modificata è adottata.

__________________

Documenti.vari.1842.1

[Estratti vari da: Luigi Bolza, Elenco dei principali pregiudicati politici, sudditi ticinesi (1842)]

I-Mas, Fondo: Appendice, Dono Cantù, Cartella 12 ex 10;

citato da: Grandi-Pregiudicati politici (con l’introduzione di Giuseppe Martinola), pp. 51–52, 62, 66, 69–70

Nel 1842, il conte Luigi Bolza, attuario della direzione centrale di polizia di Milano, rubricava (pare di suo pugno, secondo un’annotazione di Cesare Cantù) i «principali pregiudicati politici» ticinesi: «pregiudicati», ovviamente, per la polizia austriaca. La Rubrica, che registra 158 nomi, fra cui ben 8 di sacerdoti, ce la trasmette, trascritta integralmente, il dott. Alfredo Grandi di Milano, emerito archivista dell’Archivio di Stato di Milano, dove è conservata nel Fondo: Appendice. Dono Cantù. Cartella 12 ex 10, entratavi nel 1873 con la donazione appunto, da parte del Cantù, di lettere e carte varie della rivoluzione del 1848 e risorgimentali in generale. Ringraziamo vivamente il dott. Grandi che ce la affida per la pubblicazione nel «Bollettino».

[...]

Elenco dei principali pregiudicati politici, sudditi ticinesi, 1842

[...]

Luvini Perseghini Giacomo, Avv. Consigliere, Colonello Federale e Sindaco della Città di Lugano sua patria

Fa parte di tutte le società segrete. È addetto per principi al sistema democratico come lo dimostrano le sue azioni, i suoi scritti. Diffende, diffonde ed anima le istituzioni ultra liberali. Va superbo delle prime cariche del Cantone, forse non tanto per pompa, quanto per lucro giacché è dominato dall’avarizia. Baldo d’essere adorato dalla popolazione, contento allorché parla ai suoi d’essere applaudito, egli fu colto al laccio dai manigoldi Ciani, Franscini, Peri e socj, e fatto istromento materiale per condurre a buon termine la più difficile e perigliosa impresa. Si è saputo vincere cosi, e rendere pericolosissimo all’ordine, alla Legittimità un uomo che per sentimenti naturali facilmente poteva essere adoperato in tutt’altro senso a sostegno della buona causa. Egli è il padrone del Cantone.

Trovasi eliminato dalla Monarchia.

[...]

Pozzi Carlo, di Castello, Consigliere

Caldo partitante degli esaltati, che colla rivoluzione del 1839 seppe procurarsi il Consiglierato. Non ricco, vive con straordinario sfarzo, (fatto misterioso). Si sposò a una figlia dell’Editore di musica Gio. Ricordi di questa Milano, e sono in attività nella sua casa parecchi torchi per la ristampa di musica per conto dello stesso Ricordi. Nasce il sospetto che si abbusi di tali torchi adoperandoli in danno della buona causa.

[...]

Soldini Famiglia, Spedizionieri in Chiasso, Bernardo, Giuseppe, Benigno, Carlo, i primi due fratelli li altri due figli del primo. Vi sono altri fratelli di questi ultimi che non figurano ancora in Società.

N. B.: Avendosi sempre motivo a credere che questa Casa di Commercio colle sue spedizioni pregiudicasse la buona causa la si tenne sempre sorvegliata. Hanno possesso stabili nella Prov. di Como

Questa famiglia è composta da due fratelli Bernardo e Giuseppe, e da varj figli del primo, tra i quali Benigno Avvocato e Carlo Negoziante. Tutta questa famiglia è dominata dai principi di liberalismo, i meno caldi sono Bernardo e Giuseppe, e quest’ultimo si compromette co’ suoi discorsi allora soltanto che si trova dominato dal vino, il che succede frequentemente. Il Bernardo è Consigliere ed esercita molta influenza sul suo paese. L’esperienza lo fece più cauto e moderato, ma non può imporre ai propri figlj, e meno poi all’avvocato Benigno. Questo Benigno si può a tutta ragione qualificare pericolosissimo, come un Ciani, un Luvini, un Franscini, un Pioda. Egli è d’immenso coraggio, dirige ed anima tutto, e tutti nei momenti più difficili. È il protettore distinto della Compagnia de’ Carabinieri. È di un operosità inesplicabile. Non vuol sentire di transazioni, so-[70]stiene il dispotismo Liberale. Favorisce tutti i forestieri sospetti, fa lega coi suoi concittadini al pari di lui trasportati dalla smania di politiche innovazioni. È temibile anche per le estese sue relazioni all’Estero. Vuolsi che i due suddetti fratelli, Benigno e Carlo, sieno i principali fautori di [segue una parola illeggibile] corrispondenti in tutta Italia. La famiglia Soldini si può ritenere apertamente come quella dirigente il partito Liberale, anche per ragioni d’interesse colla famiglia Matti tutta dedita al partito moderato, quantunque queste due famiglie siano due volte legate in stretta parentela avendo il Giuseppe Soldini sposata una sorella del Pietro Matti, ed il Carlo, figlio di Bernardo, una figlia dello stesso Pietro Matti.

[...]

Documenti.vari.1850.1

[Avviso giuridico]

FO n. 31 del 2 agosto 1850, pp. 654–655; “2a pubblicazione”: FO n. 33 del 16 agosto 1850, pp. 703–704

[Avviso giuridico]

Visto il testamento 22 novembre 1847, col quale il fu signor dottore fisico Carlo Rossi fu Agostino, di Arzo, già abitante a Castello San Pietro, ha instituito [sic] suo erede generale il signor Achille Bustelli fu Giovanni Battista, di Locarno, abitante in Castello predetto;

E volendo questi conoscere tutte le attività e passività costituenti ed aggravanti la sostanza del detto fu dottore signor Carlo Rossi, perciò

D’ordine del Tribunale di Prima Istanza Civile del Distretto di Mendrisio, a petizione del suddetto signor Achille Bustelli-Rossi, del luogo e domicilio come sopra, erede del fu dottore Carlo Rossi, si domanda a qualunque persona, singola o morale, presente, assente o forastiera, nessuno eccettuato, quale abbia o creda avere sulla sostanza e beni ovunque posti, e relitti dal sunnominato fu dottore Carlo Rossi, qualche ragione od azione, credito, censo, locazione, livello, sigurtà, o per qualsiasi titolo, pretesa, diretta od indiretta, generale, o speciale, niente escluso nè riservato, d’insinuare di tali ragioni, azioni ecc., regolare contraddizione negli atti della Cancelleria Civile di questo Tribunale, entro tre mesi dalla prima inserzione della presente sul Foglio Officiale, passato il quale termine essa verrà confermata, ed i mancanti andranno soggetti alle prescrizioni di legge, in proposito.

Ed a qualunque sia debitore alla suddetta sostanza, o detentore di oggetti spettanti alla medesima, di notificare il tutto esattamente [655] nei modi e termini sopra stabiliti, sotto la pena di franchi 200 da togliersi ed applicarsi a norma di legge, oltre il pagamento del debito e della restituzione degli oggetti detenuti.

Mendrisio, dal Palazzo di Giustizia il 24 luglio 1850.

Per il Tribunale

(L. S.) Il Presidente B. ANDREAZZI.

(1a pubblicazione) Not. Ronca Agrippino Segret.o

Documenti.vari.1850.2

[Avviso]

GT n. 105 del 6 settembre 1850, p. 436

[Avviso]

Da vendersi una vasta e comoda casa civile recentemente ricostrutta con annessi rustici servibili per scuderia, rimessa, ecc. non che un giardino, e brolo arativo, prativo, vitato, moronato, della misura di circa pert. 12 compreso un pezzo di bosco e dirupo, il tutto posto in assai amena e romantica situazione in Castello S. Pietro nel Distretto di Mendrisio Cantone Ticino.

Più una casa masserizia attigua con terreni arativi, brughivi, prativi, vitati, moronati, boschivi e selvivi posti in territorio di detto Comune e componenti il masserizio medesimo, non che un cantinino e saletta alle cantine di Salorino.

Gli aspiranti potranno dirigersi in Castello suddetto al sottoscritto proprietario, oppure alli sig.ri cons. avv. Angelo Soldini in Mendrisio e Camillo Bernasconi di Riva S. Vitale per le opportune trattative avvertendo che il masserizio si venderebbe anche separatamente.

Si cederebbero anche a prezzo conveniente alcuni capi di mobiglia, rame, vasi vinarii ec.

Castello S. Pietro il 5 settembre 1850.

Il proprietario Carlo Pozzi.

Documenti.vari.1853.1

Avviso d’Asta

GT n. 6 del 14 gennaio 1853, p. 26

Avviso d’Asta.

Si deduce a pubblica notizia che nel giorno di lunedì 24 del prossimo futuro gennajo nella casa civile in Arzo del sig. Achille Bustelli Rossi di Locarno, abitante in Castello San Pietro, alle ore 10 ant., si passerà alla vendita in via di asta amichevole dei seguenti stabili già di ragione del fu dottor fisico sig. Carlo Rossi fu Agostino di Arzo, ed ora spettanti al prefato sig. Bustelli Rossi, quali verranno deliberati al miglior offerente se così parerà e piacerà, tanto in complesso che partitamente, sotto l’osservanza dei relativi capitoli ostensibili preso il sottoscritto:

1.o Casa civile nell’interno di Arzo consistente in diversi locali al piano terreno ed ai piani superiori, con corte, giardino, cantina, stalla, rustico con torchio pel vino e piccolo fondo annesso.

Stabili posti in territorio di Arzo lavorati da Luigi Cedraschi.

2.o Aratorio vitato brughivo detto Certara di pertiche 6, 3, 9, 10.

3.o Bosco di Roveri annesso al detto fondo Certara.

4.o Aratorio vitato moronato detto Crosago di pert. 2, 18.

5.o Aratorio vignato prativo e brughivo detto Campetti di pert. 4, 23, – 3.

6.o Fondo boschivo annesso al suddetto, detto pure Campetti di pert. – 4, 5, 3.

7.o Aratorio vignato detto Vignazza di pert. 2, 9, 5, 2.

8.o Simile detto Vignazza di pert. 2, 9, 5, 2.

9.o Prato pendente detto Della Valle vicino al confine Lombardo di pert. 3, 2, 6.

10.o Pezza di terra prativa detta Prato della Madonna di pert. 2, 15.

11.o Prato detto Morano in territorio di Meride con bosco annesso.

12.o Possessione detta del Dosso in territorio di Saltrio, Regno Lombardo, lavorata pella massima parte da Antonio Fontana di Saltrio, ed in poca parte da Carlo Quattropani di Arzo, consistente in vigne, prati, boschi e casa colonica di circa pert. 91.

Oltre ai suddetti stabili il sig. Bustelli Rossi potrà dietro richiesta annuire alla vendita anche di altri stabili posti in territorio di Arzo, Meride ec.

Mendrisio 28 dicembre 1852.

Avv. Angelo Baroffio incaricato.

Documenti.vari.1858.1

[Pubblicazioni matrimoniali]

FO n. 4 del 22 gennaio 1858, vol. I., pp. 142, 144; “2a pubblicazione”: FO n. 5 del 29 gennaio 1858, p. 226

prima pubblicazione

del matrimonio che intendono tra loro contrarre:

[...]

il signor Achille Bustelli-Rossi

del fu G. Battista, in condizione possidente, nato il giorno 19 del mese di agosto dell’anno 1827 a Castello, domiciliato a Castello,

colla signora Rosa Pelli

del vivente Vittore, di condizione possidente, nata il giorno 11 del mese di ottobre dell’anno 1837 a Aranno, domiciliata a Aranno.

[...]

Castello S. Pietro, il 20 gennaio 1858.

Documenti.vari.1863.1

[Estratto da: Michele Patocchi, Rapporto sommario sullo stato attuale del nostro Archivio cantonale del 31 luglio 1863]

ASTI, Diversi, cart. 557; citato da: Gaggioni-Appunti, pp. 142, 148

Rapporto sommario sullo stato attuale del nostro Archivio cantonale.

Lugano, 31 luglio 1863. M. Patocchi.

[...]

PARTE QUARTA

[...]

Archivio musicale.

Da ultimo esiste un grande armadio che contiene la musica trasmessa al Governo per la proprietà letteraria.

Detta musica consiste in 540 pezzi fra opere, ballate, melodie ecct. di 150 autori dei più rinomati e che in totale presenta un valore di 25/mille franchi.

Di questa musica è stato eretto regolare inventario ed è ottimamente classificata. Importa però che si definisca il modo di contenersi circa il rilascio a tempo di questi pezzi di cui si fa richiesta dal pubblico.

Lugano, luglio 1863.

Michele Patocchi

[Page]

Documenti.vari.1868.1

Convenzione tra la Svizzera e l’Italia per la protezione reciproca della proprietà letteraria ed artistica del 22 luglio 1868

Supplimento al FO n. 36 dell’8 settembre 1869, pp. XII–XXI

Convenzione tra la Svizzera e l’Italia per la protezione reciproca della proprietà letteraria ed artistica.

Conchiusa il 22 luglio 1868.

Ratificata dalla Svizzera il 31 dicembre 1868.

’’  dall’Italia il 10 gennaio 1869

Il Consiglio Federale

della

Confederaz. Svizzera,

Vista ed esaminata la Convenzione conchiusa e sottoscrita con riserva il 12 luglio 1868 a Firenze, tra i Plenipotenziari del Consiglio Federale svizzero e di Sua Maestà il Re d’Italia, per la protezione reciproca della proprietà letteraria ed artistica, la quale Convenzione fu accettata dal Consiglio degli Stati l’8 dicembre 1868 e dal Consiglio Nazionale il giorno 18 detto mese, e che è del tenore seguente:

Vittorio Emanuele II,

per grazia di Dio e per volontà della Nazione

Re d’Italia,

a tutti coloro che presenti vedranno, salute.

Essendo stata conchiusa tra Noi ed il Consiglio Fed. della Confederazione Svizzera una Convenzione per proteggere ed assicurare nei rispettivi Stati la proprietà delle opere di scienze, lettere ed arti, e sottoscritta dai nostri Plenipotenziari in Firenze, addì ventidue di luglio dell’anno mille ottocento sessantotto;

Convenzione del tenore seguente:

––––––––––––––––

[...]

[XIII]

[...]

Art. 1. Gli autori di libri, opuscoli ed altri scritti, di composizioni o riduzioni di musica, di opere di disegno, di pittura, di scultura, d’incisione, di litografia e di ogni altra qualsi analoga produzione letteraria od artistica, data alla luce per la prima volta nella Svizzera, godranno in Italia dei vantaggi che ivi la legge guarentisce o venisse a guarentire alla proprietà delle opere di letteratura o d’arte, e avranno la medesima protezione e il medesimo ricorso legale contro ogni e qualunque intacco recato ai loro diritti, come se un tale intacco fosse stato commesso contro autori di opere pubblicate per la prima volta sul territorio del Regno d’Italia.

Siffatti vantaggi non saranno però guarentiti agli autori, se non finchè stanno nella Svizzera i diritti Italiani, e la du-[XIV]rata del godimento di questi diritti in Italia non potrà oltrepassare quella fissata in favore degli indigeni di quest’ultimo Stato.

Art. 2. Egli è permesso il pubblicare in Italia estratti o brani intieri di opere apparse per la prima volta in Isvizzera qualora simili pubblicazioni siano specialmente elaborate per l’insegnamento o per gli studi, e vadano corredate di note esplicative o di traduzioni interlineari o marginali.

Art. 3. Per i libri, le carte, le incisioni, le litografie od opere di musica pubblicate per la prima volta in Isvizzera, l’esercizio del diritto di proprietà in Italia sarà subordinato al previo adempimento, in quest’ultimo paese, della formalità dell’iscrizione, da effettuarsi a Firenze presso il Ministero dell’Agricoltura, dell’Industria e del Commercio. Questa iscrizione ha luogo sulla dichiarazione scritta degli interessati, la quale potrà essere indirizzata o al detto Ministero o alla Legazione Italiana a Berna.

Questa dichiarazione dovrà farsi entro i tre mesi successivi alla pubblicazione dell’opera.

Per le opere che si pubblicano a fascicoli, il periodo di tre mesi comincia a decorrere dalla pubblicazione dell’ultimo fascicolo, salvo che l’autore, giusta il prescritto dell’art. 6, non abbia dichiarato di riservarsi il diritto di traduzione, nel qual caso ogni singolo fascicolo viene considerato come un’opera separata.

L’iscrizione in ispeciali registri appositamente tenuti a quest’uopo, avrà luogo senza riscossione di tassa qualsiasi.

Gli interessati riceveranno, sulla loro dimanda, un certificato autentico della seguita iscrizione; per il qnale [sic] atto non si potrà esigere più di 50 centesimi.

Questo certificato porterà la data precisa del quando la dichiarazione sarà stata fatta; essa formerà documento valevole su tutta l’estensione del territorio del Regno, conferendo il diritto esclusivo di proprietà e di riproduzione insino a che altri non abbia fatto valere per via di giustizia il suo diritto.

Art. 4. Le disposizioni dell’art. 1. saranno parimenti applicate alla rappresentazione od esecuzione di opere drammatiche o musicali, che dopo l’attivazione della presente convenzione verranno pubblicate, eseguite o rappresentate per la prima volta in Isvizzera; all’incontro non verranno applicate alla riproduzione di arie musicali mediante scatole musicali od istrumenti analoghi, per cui la fabbricazione e la vendita di tali istrumenti non possono fra i due Stati venire sottoposte ad alcuna riserva o restrizione nè a causa di questa Convenzione nè da leggi speciali.

Art. 5. Le traduzioni di opere nazionali o forestiere sono espressamente parificate alle opere originali. Laonde simili traduzioni, in quanto ne riguarda la stampa non autorizzata in Italia, godono della protezione stipulata nell’art. 1.

[XV] Resta però inteso che oggetto del presente articolo altro non è che di proteggere il traduttore relativamente alla versione da lui data dell’originale, non già di conferire il diritto esclusivo di traduzione al primo traduttore di un’opera qualunque in lingua morta o viva, salvo il caso e i limiti previsti dall’articolo seguente.

Art. 6. L’autore di un’opera qualsia pubblicata nella Svizzera, il quale voglia riservarsi il diritto di traduzione, godrà del privilegio, che cioè per dieci anni, a contare dal primo apparire della da lui autorizzata traduzione della sua opera, non possa pubblicare nell’altro paeso veruna traduzione della medesima senza previa sua autorizzazione, e ciò sotto le più speciali condizioni seguenti:

1. L’opera originale sarà inscritta in Italia sulla dichiarazione fatta nello spazio di tre mesi, contando dal giorno della prima pubblicazione nella Svizzera conforme alle disposizioni dell’articolo 3.

2. L’autore dovrà in testa alla sua opera dichiarare che si riserva il diritto di traduzione.

3. La rispettiva traduzione da lui autorizzata dovrà essere almeno in parte venuta in luce entro un anno, contando dalla data della dichiarazione dell’originale insinuata nel modo qui sopra stabilito, e dovrà essere compiutamente apparsa nello spazio di tre anni, contando dalla detta dichiarazione.

4. La traduzione dovrà essere pubblicata in uno dei due paesi ed essere inoltre inscritta a norma di quanto è disposto nell’art. 3.

Per le opere pubblicate a fascicoli basterà che la dichiarazione dell’autore di riservarsi il diritto di riproduzione, sia espressa nel primo fascicolo.

Riguardo però al termine di dieci anni fissato da questo articolo per l’esercizio del diritto esclusivo di traduzione, ciascun fascicolo verrà considerato come un’opera separata; ciascun fascicolo sarà inscritto in Italia sulla dichiarazione fatta entro i tre mesi contando dalla sua prima pubblicazione in Isvizzera.

Per ciò che si riferisce alla traduzione di opere drammatiche o alla rappresentazione di simili traduzioni, l’autore che vorrà riservarsi il diritto esclusivo contemplato agli articoli 4 e 6, dovrà, tre mesi dopo l’inscrizione dell’opera originale, dar fuori o rappresentare la traduzione.

I diritti conferiti dal presente articolo sono vincolati alle condizioni imposte all’autore di un’opera originale dagli articoli 1 e 3 della presente convenzione.

Art. 7. Se l’autore italiano di un’opera specificata nell’art. 1 avrà ceduto ad un editore svizzero il diritto suo di pubblicazione o di riproduzione, colla riserva che le copie od edizioni di quest’opera così pubblicate o riprodotte non potranno essere vendute in Italia, [XVI] queste copie od edizioni saranno considerate e trattate in quest’ultimo paese come riproduzione non autorizzata.

Art. 8. I rappresentanti legali o successori di diritto degli autori, traduttori, compositori, disegnatori, pittori, scultori, incisori, litografi, ecc., godranno in tutto e per tutto dei medesimi diritti quali la presente Convenzione accorda agli autori, traduttori, compositori, disegnatori, pittori, scultori, incisori e litografi stessi.

Art. 9. A restrizione dei dispositivi contenuti negli articoli 1 e 5 della presente Convenzione, gli articoli tolti da giornali o raccolte pubblicate in Isvizzera potranno essere riprodotti o tradotti nei giornali o nelle raccolte periodiche d’Italia, purchè se ne indichi la fonte cui furono attinti.

Questa facoltà non potrà però estendersi alla riproduzione degli articoli di giornali o di raccolte periodiche pubblicate in Isvizzera, quando gli autori, nello stesso giornale o nella stessa raccolta ove li hano messi alla luce, abbiamo [recte: abbiano] formalmente dichiarato che ne interdicono la riproduzione. Ma siffatta interdizione non potrà in caso veruno applicarsi agli articoli di discussione politica.

Art. 10. Delle opere e degli oggetti riprodotti senza rispettivo diritto, definiti negli articoli 1, 4, 5 e 6, è proibita in Italia la vendita, la circolazione e l’esposizione, sia che le dette riproduzioni non autorizzate provengano dalla Svizzera, sia che provengano da qualsia altro paese straniero.

Art. 11. La contravvenzione ai dispositivi dei premessi articoli ha per conseguenza il sequestro degli oggetti contraffatti, e i tribunali applicheranno le pene stabilite dalla legge egualmente come se l’infrazione fosse stata commessa contro un’opera o una produzione italiana.

I caratteri costituenti la contraffazione saranno determinanti dai tribunali italiani, a norma delle leggi in vigore sul territorio del Regno.

Art. 12. e disposizioni dei precedenti articoli 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9 e 11 saranno egualmente applicate a titolo di reciprocità nella Svizzera per la protezione della proprietà debitamente acquistata in Italia delle produzioni letterarie o artistiche.

Art. 13. I Tribunali competenti nella Svizzera, sia per le riparazioni civili, sia per la repressione dei delitti, applicheranno su tutto il territorio della Confederazione a favore dei proprietari in Italia di opere letterarie o artistiche le disposizioni del precedente art. 12, e degli articoli 14–30 quì seguenti.

Resta inteso – con riserva però delle garanzie stipulate all’art. 30 – che a queste disposizioni potranno sostituirsi quelle norme legislative che le competenti Autorità della Svizzera avessero ad emanare in fatto di proprietà letteraria ed artistica, sempre però con parificazione dei foresteri ai nazionali.

[XVII] Art. 14. L’inscrizione delle opere letterarie o artistiche voluta dall’art. 3, si farà, per le opere pubblicate per la prima volta in Italia, entro il termine fissato del detto articolo, presso il Dipartimento federale dell’Interno a Berna o alla Legazione svizzera in Firenze.

Art. 15. Gli autori di libri, opuscoli ed altri scritti, di composizioni o di riproduzioni di musica, di opere di disegno, di pittura, di scultura, d’incisione, di litografia e di ogni altra qualsia analoga produzione letteraria o artistica data alla luce per la prima volta in Italia, godranno nella Svizzera, per la protezione dei loro diritti di proprietà, delle garanzie stipulate negli articoli seguenti.

Art. 16. Gli autori di opere drammatiche o musicali, pubblicate o eseguite per la prima volta in Italia, godranno in Isvizzera rispetto alla rappresentzione o all’esecuzione di loro opere, la medesima protezione che le leggi di quest’ultimo Stato accordano o fossero per accordare in progresso di tempo agli autori o compositori svizzeri per la rappresentazione o l’esecuzione delle opere loro.

Art. 17. Il diritto di proprietà acquisito in Isvizzera, a tenore dei precedenti articoli, per le opere letterarie o artistiche noverate nell’articolo 15, dura per l’autore tutta la vita; e se questi manca a’ vivi prima che sia compito il trentesimo anno dacchè seguì la prima pubblicazione, il medesimo diritto continua a stare sino a compimento del detto periodo in favore dei suoi legittimi successori. Se la pubblicazione non ebbe luogo mentre viveva l’autore, i suoi eredi o legittimi successori hanno, per sei anni successivi alla morte di lui, il diritto esclusivo della pubblicazione dell’opera. Se essi ne fanno uso, la protezione dura trent’anni, contando dalla morte qui sopra detta. Ma la durata del diritto di proprietà in quanto alle traduzioni è limitata a dieci anni, giusta le disposizioni dell’art. 6.

Art. 18. Ogni edizione di un’opera letteraria od artistica contemplata dall’art. 15, stampata o incisa contrariamente alle disposizioni della presente Convenzione, sarà punita come contraffazione.

Art. 19. Chiunque sul territorio svizzero avrà scientemente venduto, esposto in vendita o introdotto oggetti contraffatti, sarà passabile delle pene per la contraffazione.

Art. 20. Il contraffattore sarà punito con una multa di cento franchi almeno sino a due mila franchi al più; il venditore, di una multa di 25 franchi almeno o di cinquecento franchi al più: e saranno condannati inoltre a pagare al proprietario il risarcimento dei danni cagionatigli.

La confisca dell’edizione contraffatta sarà pronunciata in odio tanto del contraffattore, come dell’introduttore e venditore.

[XVIII] In ogni caso i tribunali potranno, sulla domanda della parte civile, ordinare che alla medesima siano rimessi gli oggetti contraffatti in deduzione della somma di risarcimento aggiudicatale.

Art. 21. Nei casi previsti dai precedenti articoli il ricavo degli oggetti confiscati sarà trasmesso al proprietario a conto di riparazione del danno patito, il sopravanzo della spettantegli indennità sarà regolato colle ordinarie norme di diritto.

Art. 22. Il proprietario di un’opera letteraria o artistica potrà, mediante ordine dell’Autorità competente, far assumere – con o senza sequestro – una nota o descrizione dettagliata delle produzioni che egli sostiene essere state, contro le disposizioni della presente Convenzione, a sua danno contraffatte.

Quest’ordine verrà staccato sulla semplice domanda e sulla presentazione del processo verbale accertante il deposito dell’opera letteraria o artistica. Esso porterà, se il caso il richiede, la nomina di un perito.

Quando sia dimandato il sequestro, il giudice potrà esigere dall’attore una cauzione da prestarsi prima di procedere a dare effetto alla domanda.

Al detentore degli oggetti inventariati o confiscati sarà rilasciata copia dell’ordine e al caso dell’atto constatante la data cauzione, il tutto sotto pena di nullità e di riparazione di danni.

Art. 23. Quando l’attore tralasci di appigliarsi entro quindici giorni alle vie giuridiche, l’assunzione dell’inventario o il sequestro cade di pieno diritto come nullo, senza pregiudizio dell’indennizzazione che al caso potesse essere riclamata.

Art. 24. L’azione davanti ai tribunali svizzeri pei delitti designati nella presente Convenzione non avrà luogo che sulla domanda della parte lesa e de’ suoi successori in diritto.

Art. 25. Le denunzie di contraffazione di opere letterarie o artistiche nella Svizzera saranno sporte al tribunale del distretto nel quale sarà seguita la contraffazione o la vendita illecita.

Le azioni civili saranno giudicate sommariamente.

Art. 26. Le pene stabilite dalla presente Convenzione non possono essere cumulate. Laonde, per tutti i fatti anteriori al primo atto incoativo dell’azione, dovrà avere applicazione la sola pena più grave.

Art. 27. Il tribunale potrà ordinare l’affisso della sentenza nei luoghi che esso determinerà, e la sua inserzione integrale o per estratto in giornali da lui designati, il tutto a spesa del condannato.

Art. 28. In caso di recidiva le pene designate nei precedenti articoli potranno essere raddoppiate. Vi è recidiva quando nei cinque anni precessi è stata pronunciata contro il prevenuto una condanna per un delitto della medesima natura.

[XIX] Art. 29. Se ci hanno circostanze attenuanti i tribunali potranno ridurre le pene pronunciate contro i colpevoli anche a meno del minimo prescritto; in nessun caso però esse potranno essere minori delle pene di semplice polizia.

Art. 30. Le stesse Parti contraenti sonosi concertate di sottomettere la presente Convenzione ad una revisione, quando novelle forme assunte dalla legislazione a questi affati relativa nell’uno e nell’altro o in ambo i paesi ciò facessero desiderevole; ma rimane inteso che le stipulazioni della presente Convenzione continueranno ad essere obbligatorie per i due paesi sino a che non siano di comune accordo modificate.

Se nel tempo della durata della presente Convenzione le guarentigie attualmente accordate in Italia alla protezione della proprietà letteraria ed artistica avessero a modificarsi, il Governo svizzero avrà il diritto di sostituire alle disposizioni di questo trattato le nuove prescrizioni emanate dalla legislazione italiana.

Art. 31. La presente Convenzione sarà ratificata, e le ratifiche verranno scambiate a Berna nel termine di sei mesi, o più presto se è possibile, ad un tempo collo scambio delle ratifiche del trattato di commercio.

Essa entrerà in vigore col giorno dello scambio delle ratifiche e per la medesima durata del Trattato di commercio conchiuso in data di oggi stesso tra la Svizzera e l’Italia.

[...]

Dato a Berna addì trentuno dicembre mille ottocento sessantotto (31 dicembre 1868).

In nome del Cons. Fed. Svizzero

Il Presidente della Confederazione:

D.r G. DUBS.

(L. S.)

Il Cancelliere della Confederazione:

Schiess.

Dato a Firenze addì dieci del mese di gennaio, l’anno del Signore mille ottocento sessantanove, vigesimoprimo del nostro regno.

VITTORIO EMANUELE.

(L. S.)

Per parte di S. M. il Re,

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro Segretario di Stato per gli Affari esteri,

L. F. Menabrea

––––––––––––––––

Documenti.vari.1869.1

Regolamento d’esecuzione per la Convenzione tra la Svizzera e la Confederazione germanica del Nord [...] del 20 agosto 1869

FO n. 39 del 24 settembre 1869, pp. 875–877

Regolamento d’esecuzione per la Convenzione tra la Svizzera e la Confederazione germanica del Nord
sulla protezione reciproca dei diritti relativi alle produzioni letterarie e alle opere artistiche

(Del 20 agosto 1869)

__________

IL CONSIGLIO FEDERALE SVIZZERO

In esecuzione della Convenzione stata conchiusa il 13 maggio 1869 tra la Svizzera e la Confederazione germanica del Nord per la prote-[876]zione resiptoca dei diritti relativi alle produzioni letterarie e alle opere artistiche,

Ordina:

Art. 1. Gli editori, gli stampatori e i negozianti svizzeri di libri, di oggetti d’arte e di musica, che hanno fatto o fanno attualmente o vendono ristampe o riproduzioni di lavori letterari od artistici, i cui proprietari sono cittadini della Confederazione germanica del Nord, e che intendono sicurarsi il diritto della libera vendita nella Svizzera delle copie di tali pubblicazioni ancora disponibili o in procinto di venire alla luce, si notificheranno a quest’uopo in iscritto presso la superiore Autorità di polizia del loro Cantone, o presso quell’Ufficio che sarà designato in proposito dal Governo del Cantone, e ciò nel termine di quattro settimane contando dal giorno della pubblicazione del presente regolamento.

Art. 2. La notificazione dovrà contenere:

1. Nome e domicilio della Ditta che si notifica;

2. Titolo completo dell’opera riprodotta, indicando se questa sia già tutta o solo in parte alla luce; in quest’ultimo caso si dovrà aggiungere il numero delle copie delle parti edite, e quello dei volumi o dei fascicoli ancora mancanti.

Se si tratta di un’opera d’arte riprodotta, la notificazione conterrà un’esatta designazione dell’oggetto e insieme l’indicazione del mezzo stato adoperato e servente alla riproduzione (clichés, tavole, pietre litografiche ecc.).

3. Numero delle copie ancora esistenti in magazzino.

Art. 3. Le copie esistenti delle ristampe delle produzioni letterarie e delle opere artistiche riprodotte che furono notificate, potranno ora e poscia mettersi in vendita nella Svizzera senza ostacolo alcuno.

Le edizioni di ristampa di opere letterarie, le quali edizioni sono in procinto di uscire alla luce, potranno essere compìte e smerciate nella Svizzera: ma l’edizione dei volumi o dei fascicoli non ancora pubblicati, non potrà essere più numerosa di quella dei volumi o fascicoli già usciti.

E così pure i chlichés, le tavole incise di ogni sorta e le pietre litografiche, per cui si riproducono senza autorizzazione opere originali, i proprietari delle quali sono cittadini della Confederazione germanica del Nord, potranno per quattro anni ancora, contando dal 1 settembre 1869, essere adoperati ed esserne esposti in vendita gli oggetti d’arte prodotti coi medesimi mezzi.

Art. 4. Per designare e legittimare le copie di ancora libero smercio a tenore del precedente articolo e distinguerle dalla contraffazioni e riproduzioni illecite che potessero posteriormente essere fatte e mese in vendita, e che come tali vanno soggette alle [877] pene previste nella Convenzione, le medesime verranno munite per singolo di una marca speciale da imprimersi mediante bollo identico in tutti i Cantoni.

Art. 5. Per le copie di ristampa e riproduzioni già apparse, l’impressione della marca dovrà essere eseguita nel termine di otto settimane dopo chiuso il termine della notificazione (art. 1.), e per quelle copie, ristampe, incisioni e litografie che non vengono a farsi che più tardi, conforme all’art. 3, la marcazione dovrà essere domandata quando sono al punto di essere messe in vendita.

La marcazione sarà fatta dai funzionari a tal uopo designati dai Governi cantonali.

Questi funzionari stendono un apposito processo verbale della numerazione e marcazione delle copie di ogni rispettiva opera letteraria o produzione artistica, notando il giorno e il luogo dell’operazione e il numero delle copie marcate. L’originale di questo verbale resta conservato presso la rispettiva Autorità cantonale; ai proprietari dei libri o delle produzioni artistiche marcate saranno rilasciate copie dei verbali relativi, per le quali in vista delle spese inerenti a questo affare della marcazione potranno esigersi a fr. 5 sino a 10.

Art. 6. Spirato che sia il termine previsto all’art. 5 per l’apposizione della marca, ogni ristampa ed ogni simile riproduzione letteraria ed artistica non marcata, posta in vendita o spedita dall’editore, della quale i proprietari sono cittadini della Confederazione germanica del Nord, potrà essere sequestrata. Nella vendita al minuto potrà essere sequestrata e confiscata ogni ristampa non autorizzata, non marcata, ed ogni riproduzione non autorizzata, non marcata, che venisse ancora trovata dopo spirato il termine suddetto.

Art. 7. Ogni contraffazione, falsificazione o applicazione dolosa del bollo sarà punita a tenore delle leggi cantonali.

Art. 8. Il Dipartimento federale dell’Interno è del resto incaricato dell’esecuzione di questo regolamento, il quale sarà portato a pubblica notizia per mezzo del Foglio Federale e sarà inserito nella Raccolta Officiale delle leggi della Confederazione.

Berna, 20 agosto 1869.

in nome del consiglio federale svizzero

Il Presidente della Confedetazione: [sic]

W E L T I.

Il Cancelliere della Confederazione:

Schiess.

___________________

Documenti.vari.1869.2

Obbligo ai possessori di opere letterarie ed artistiche [...] di notificarle [...] per l’apposizione del bollo del 20 settembre 1869

FO n. 40 del 1 ottobre 1869, pp. 909–9102

Obbligo ai possessori di opere letterarie ed artistiche, come all’elenco in calce,

di notificarle alla Cancelleria di Stato per l’apposizione del bollo.

IL CONSIGLIO Di STATO

della repubblica e cantone del ticino

Viste le Convenzioni stipulate tra la Svizzera e il Regno d’Italia, sotto la data del 22 luglio 1868, entrate in vigore col 1 maggio del corrente anno;

Vista la nota 15 corrente del Consiglio Federale con cui si rimarca che, a termini dell’art. 1 del Protocollo concernente l’esecuzione delle suddette Convenzioni gli autori e loro aventi diritto che avranno fatto iscrivere, giusta le prescrizioni degli art. 3 e 12 della Convenzione per la garanzia reciproca della proprietà letteraria ed artistica, nello spazio di tre mesi dopo la entrata in vigore delle Convenzioni, opere state pubblicate sino al detto termine, hanno diritto di esigere che le contraffazioni, che se ne fossero già fatte in quello dei due paesi dove non sono state originariamente pubblicate, siano sottoposte all’apposizione d’un bollo (estampille) che, senza deteriorare i diversi esemplari, impedisca di confonderle con quelle che si tentasse di praticare in avvenire a pregiudizio dei diritti garantiti dalla Convenzione;

Visto l’elenco delle opere che alcuni editori italiani, facendo uso del diritto convenzionale, hanno notificato, nel termine prefisso, siccome state contraffatte in questo Cantone;

Visto che il Consiglio Federale ha dato incarico al Consiglio di Stato di apporre a tutti gli esemplari delle contraffazioni, state come sopra notificate, il bollo portante nel centro la croce fede-[910]rale, e nel contorno le parole: Convenzione letteraria Svizzera-Italiana, fissando per questa operazione un termine a tutto il 20 ottobre p. v., dopo il qual giorno la vendita di esemplari contraffatti non bollati, sarà passibile delle pene stabilite dalla Convenzione,

Ordina:

Chiunque possedesse taluna delle opere indicate nell’elenco che fa seguito alla presente pubblicazione, dovrà farne notificazione alla Cancelleria di Stato, entro giorni 10, dichiarando il numero degli esemplari.

Su tali notificazioni la Cancelleria formerà la lista generale, la quale sarà poi controllata dalla persona incaricata dell’apposizione del bollo.

Le mancanze di notificazione e di presentazione degli esemplari delle opere al bollo, sarà considerata come detenzione e vendita di opere contraffatte, e punita come all’art. 21 della Convenzione.

Bellinzona, 20 settembre 1869.

PER IL CONSIGLIO DI STATO

Il Presidente:

Avv. A. FRANCHINI.

Il Consigliere Segretario di Stato:

D. Mariotti.

(Elenco delle diverse opere notificate dagli editori italiani).

1. Amalia Bettoni a Milano, per le opere seguenti:

a) Fornaciari. – Esempi di bello scrivere, in prosa.

        “ –      “     “       “  “ poesia.

b) Cantù. –– Letture giovanili, cioè:

1. Il Galantuomo,

2. Il Buon Fanciullo,

3. Il Giovinetto.

4. Carl’Ambrogio da Montevecchia.

2. Tito di Gio. Ricordi, editore di musica a Milano, per riduzioni complete e in pezzi delle opere seguenti, per pianoforte solo e per canto, con accompagnamento di pianoforte:

a) Bellini.

1. I Capuleti e i Montecchi,

2. Norma,

3. La Sonnambula,

4. I Puritani.

b) Donizetti:

1. Belisario,

2. L’Elisir d’Amore,

[911] 3. Gemma di Vergy,

4. Parisina.

c) L. Ricci:

1. Un’avventura di Scaramuccia.

3. Francesco Lucca, editore a Milano, per le opere musicali seguenti:

a) Bertini:

1. Op. 122. – Grandi studi artistici divisi in cinque fascicoli, sotto i N.ri 222-427-428-429-430.

2. Op. 137 – 25 Studi elementari composti espressamente per le piccole mani, divisi in due fascicoli sotto i N.ri 650-651.

b) Czerny:

1. Op. 139. – Cento Esercizi progressivi in libri 4, sotto i N.ri 609-610-611 e 612.

2. Op. 299. – La scuola della Velocità in quattro fascicoli, sotto i N.ri 592-593-594-595.

3. Op. 337. – Esercizio giornaliero per acquistare e conservare il più alto grado di perfezione sul pianoforte, consistente in 40 studi colle prescritte ripetizioni, sotto il No 539.

4. Op. 599. – Il Primo maestro di pianoforte. Cento studi giornalieri divisi in 4 libri, sotto i N.ri 520-521-522-523.

c) Diabelli:

1. Op. 149. – 28 Esercizi melodici per pianoforte a 4 mani, sotto i N.ri 354-355-356-357.

d) Duvernoy:

1. Mosaïques, 3 suites de Mélanges des morceaux favoris de l’Opera: Les Martyrs de Donizzetti [sic] arrangés pour piano, No 322-323 et 324.

e) Rosenhain:

1. Esquisses de l’Opera Italien, Trois impromptus, Pour Piano:

No 1 Anna Bolena, No 449.

 “  2 Norma  “  450.

 “  3 Torquato Tasso  “  451.

f) Thalbery [recte: Thalberg]:

1. Op. 12. – Grande fantaisie et variations sur des motifs de l’Opera: Norma de Bellini arrangés pour piano à 4 main[s] par Czerny, No 563.

2. Op. 39. – Souvenir de Beethoven, fantaisie pour piano, No 317.

g) Ernst:

1. Op. 18. – Il Carnevale di Venezia per violino con accompagnamento di piano, No 683.

2. Op. 18. – Simili per violino principale con accompagnamento di quartetto, No 682.

_________________

Documenti.vari.1870.1

[Annunzio di morte di Giulia Ricordi del 6 marzo 1870]

Gazzetta musicale di Milano, Anno XXV (1870), n. 10., p. 85

NECROLOGIA

Giulia Ricordi, sorella dell’Editore Tito, spirò in Varese il giorno 6 corrente, rapita da penosa malattia all’affetto de’ suoi. Appassionata cultrice dell’arte musicale, si occupò attivamente di essa, incoraggiò e protesse gli artisti, molti de’ quali devono a lei d’aver conseguito brillante carriera. Alcuni anni dopo la morte del padre, si era ritirata dalla vita attiva fissando sua dimora in Varese, ove seppe in breve tempo cattivarsi la stima e l’affetto di quanti la conobbero: epperò al lutto della famiglia s’aggiunge pur quello di tutti i suoi numerosi amici, cui giunse dolorosissima l’infausta notizia.

Documenti.vari.1870.2

[Rapporto del Consiglio di Stato ticinese al Consiglio federale circa la missiva riguardante la bollatura di opere contraffatte del 21 aprile 1870]

in: Übereinkunft zum gegenseitigen Schutz des literarischen und künstlerischen Eigentums vom 22. 7. 1868

CH-BEs, Dossier: E22#1000/134#2396* (su foglio intestato; in corsivo le parti manoscritte)

N.o 4734 Bellinzona, 21 Aprile 1870

CONFEDERAZIONE SVIZZERA

Il Consiglio di Stato

del Cantone del Ticino

All’Alto Consiglio Federale Svizzero

Berna

Cari e Fedeli Confederati!

Mediante dispaccio 15 Settembre 1869, ci trasmettevate l’elenco di diverse opere letterarie ed artistiche le quali erano state notificate da diversi autori ed editori italiani siccome contraffatte in Svizzera, per cui essi domandavano che le medesime fossero munite di un timbro, invocando per ciò le disposizioni della Convenzione fra i due Stati.

Appena giuntoci detto vostro dispaccio, noi facemmo allestire il timbro o stampiglia, col motto Convenzione letteraria Svizzera-Italiana.

Dello stesso noi diamo qui impronto in un foglio a parte.

Intanto pubblicavamo col Foglio Officiale un avviso di data 9 Ottobre 1869, e del quale compieghiamo un esemplare manoscritto.

Si sono allora notificati:

La Ditta Francesco Veladini e Compagni in Lugano come avente in Magazzino:

N.o 800 esemplari del Galantuomo di C. Cantù.

“   2100       “ del Buon Fanciullo “    “

“   1650       “ del Giovinetto “    “

“   350       “ del Carlo Ambrogio

di Montevecchia “    “

La Ditta Traversa e Degiorgi, pure in Lugano

per No 800 copie del Buon Fanciullo di C. Cantù.

  “    “ 160    “ Giovinetto “      “

  “    “ 1740    “ Galantuomo “      “

La Ditta C. Colombi, in Bellinzona

per N  1500 copie del Giovinetto di C. Cantù.

  “   “ 2050      “ del Buon Fanciullo “      “

Un altro migliajo delle stesse opere edite o da Francesco Veladini e Comp.i o da Traversa e Degiorgi o da Colombi si trovano sparso presso alcuni librai di minor conto.

Tutte le suddette opere vennero bollate nel frontispizio per cura di un nostro incaricato che si recò sui luoghi, – bollatura che si è effettuata già da alcuni mesi.

Nel farvi questo rapporto ci permettiamo di valersi della offerta per il rimborso delle spese, le quali montano a f 100.80 cioè, f 18.60 per l’allestimento della stampiglia, e f. 82.20 per saldo corrisposto all’incaricato e per sue spese forzose.

Interessandovi a farcene tener l’importo, vi domandiamo altresì qual’uso dev’essere fatto della stampiglia, se cioè deve essere qui trattenuta, o tagliata, o se la medesima dev’esservi spedita.

Aggradite, OO. SS. Cari e Fedeli Confederati, le assicurazioni della nostra distinta stima e Federale attaccamento.

Per il Consiglio di Stato

Il Presidente

Avv.o A.o Franchini

Il Cons.e Seg.o di Stato

D. Mariotti

Documenti.vari.1883.1

Legge federale sulla proprietà letteraria e artistica del 23 aprile 1883

Raccolta delle leggi e degli atti esecutivi della Repubblica e cantone del Ticino,

nuova serie, vol. IX, anno 1883, Bellinzona, Tipo-litografia cantonale, 1883, pp. 213–220

Legge federale sulla proprietà letteraria e artistica.

(Del 23 aprile 1883)

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L’ASSEMBLEA FEDERALE

della confederazione svizzera

In esecuzione dell’art. 65 della Costituzione federale;

Visto un messaggio del Consiglio federale del 9 dicembre 1881,

Decreta:

Art. 1. La proprietà letteraria ed artistica consiste nel diritto esclusivo di riproduzione o d’esecuzione delle opere di letteratura e d’arte.

Questo diritto appartiene all’autore o a’ suoi successori in diritto.

Lo scrittore o l’artista che lavora per conto di un altro scrittore o artista si ritiene aver ceduto a quest’ultimo il suo diritto d’autore, a meno che non siavi convenzione in contrario.

Nella proprietà letteraria si comprende il diritto di traduzione.

Art. 2. Il diritto di proprietà letteraria o artistica dura per tutta la vita dell’autore, e per trent’anni dal giorno del suo decesso.

[214] Ove si tratta di un’opera postuma o di un’opera pubblicata dalla Confederazione, da un Cantone, da una persona giuridica o da una società, il diritto è fissato a trent’anni dal giorno della pubblicazione in poi.

L’autore o il suo successore in diritto non potrà pretendere al diritto esclusivo di traduzione, se non quando ne faccia uso nei cinque anni successivi alla pubblicazione dell’opera nella lingua originale.

Le traduzioni godono, egualmente come le opere originali, della protezione della presente legge contro la contraffazione.

Art. 3. Le opere postume e quelle mentovate all’articolo 2, lemma 2o, devono essere iscritte nei tre mesi successivi alla loro pubblicazione presso il Dipartimento federale del commercio, che tiene a questo effetto un registro in doppio.

Per le altre opere, gli autori non hanno a compiere formalità alcuna per garantirsi il loro diritto; possono però a lor piacimento farle iscrivere nel registro suddetto.

Il Consiglio federale emanerà le norme necessarie per l’esecuzione delle disposizioni portate dal presente articolo.

Art. 4. I rapporti di diritto relativi alle convenzioni tra autori ed editori di opere letterarie od artistiche sono regolati dal Codice federale delle obbligazioni.

Art. 5. Ove non esistano stipulazioni in contrario, l’acquisitore di un’opera di belle arti non ha diritto di farla riprodurre prima che sia trascorso il termine previsto nei primi due capoversi dell’art. 2.

Il diritto di riproduzione s’intende però alienato insieme coll’opera d’arte, ove sia il caso di un ritratto o di un bustoritratto fornito dietro commissione.

Nè l’autore di un’opera d’arte, nè i suoi successori in diritto possono, per esercitare il loro diritto di riproduzione, perturbare il proprietario dell’opera nel suo possesso.

Art. 6. Senza stipulazioni in contrario, l’acquisitore di disegni architettonici ha il diritto di farli eseguire.

[215] Art. 7. L’alienazione del diritto di pubblicazione di opere drammatiche, musicali, drammatico-musicali non complica per sè stessa l’alienazione del diritto d’esecuzione, e viceversa.

L’autore di un’opera di questo genere può vincolare la rappresentazione pubblica della medesima a speciali condizioni, che al caso devono essere pubblicate in testa all’opera.

Però, il tanteo non deve eccedere il 2 % del prodotto brutto della rappresentazione o esecuzione.

Ove il pagamento del tanteo sia assicurato, la rappresentazione o esecuzione di un’opera già pubblicata non può essere denegata.

Art. 8. Le disposizioni della presente legge sono applicabili ai disegni geografici, di sotria naturale, architettonici, tecnici ed altri analoghi.

Art. 9. Le opere fotografiche ed altre analoghe godono dei favori della presente legge, colle seguenti condizioni:

a) L’opera deve essere iscritta conformemente al lemma 1o dell’art. 3;

b) La durata del diritto di riproduzione è fissata a cinque anni dal giorno dell’iscrizione. Ove si tratti della riproduzione di un’opera artistica non entrata nel dominio pubblico, tale durata sarà quella risultante dal contratto tra il fotografo e l’artista. In difetto di stipulazione su questo punt, la durata resta fissata a cinque anni, passati i quali l’autore dell’opera d’arte o i suoi successori in diritto entrano in tutti i diritti a loro garantiti dall’art. 2;

c) Ove l’opera sia stata eseguita per commissione, il fotografo non ha il diritto di riproduzione, salvo stipulazioni in contrario.

Il prendere direttamente dall’originale la fotografia di un oggetto già prima stato fotografato, non costituisce una contraffazione.

Art. 10. Le disposizioni della presente legge sono applicabili a tutte le opere i cui autori sono domiciliati nella Svizzera, qualunque siane il luogo della pubblicazione. Sono egualmente applicabili alle opere venute in luce o pubblicate nella Svizzera, i cui autori sono domiciliati all’estero.

[216] Gli autori non domiciliati nella Svizzera godono, per le opere date in luce o pubblicate all’estero, gli stessi diritti come gli autori di opere date in luce nella Svizzera, in quanto questi ultimi nel rispettivo paese siano trattati in pari modo come gli autori delle opere ivi pubblicate.

Art. 11. Non costituiscono una violazione del diritto d’autore i seguenti fatti, cioè:

A. Riguardo ad opere letterarie:

[...]

B. Riguardo a belle arti:

[...]

C. Riguardo ad opere drammatiche e musicali:

9. L’inserzione, in una raccolta specialmente destinata alla scuola o alla chiesa, di piccole composizioni musicali già pub-[217]blicate con o senza testo originale, purchè ne sia indicata la fonte;

10. L’esecuzione o la rappresentazione di opere drammatiche, musicali o drammatico-musicali, allestite senza mira di guadagno, quand’anche venisse percepito alcun emolumento per coprir le spese o per contribuire a qualche opera di beneficenza;

11. La riproduzione di composizioni musicali con iscatole armoniche o altri simili strumenti.

Art. 12. Chiunque, scientemente o per negligenza grave, si è reso colpevole della riproduzione o della rappresentazione o esecuzione illecita di opere letterarie o artistiche, o dell’importazione o della vendita di opere riprodotte o contraffatte, dovrà sul riclamo dell’autore o de’ suoi successori in diritto, rifarne a’ medesimi il danno.

Il giudice determinerà di suo libero giudizio l’importo dell’indennizzazione.

Chi, senza colpa grave dal canto suo, dà opera da una riproduzione interdetta, alla diffusione di un’opera riprodotta o di una contraffazione, o che ne organizza un’esecuzione illecita, non potrà essere chiamato in giudizio che per fargli interdire gli atti che perturbano il possesso del diritto d’autore, e per obbligarlo alla restituzione di ciò onde trovasi indebitamente arrichito. (Codice delle Obbligazioni, art. 73).

Art. 13. Chi, scientemente o per negligenza grave, viola il diritto d’autore, può inoltre, sull’istanza della parte lesa, e secondo la gravità del caso, essere condannato ad un’ammenda di 10 a 2,000 franchi. Ove fosse anche imitata la ditta, il nome o la marca dell’autore dell’autore o dell’editore, la pena potrà giungere sino a un anno di prigionia o consistere cumulativamente in ammenda e prigionia nei limiti indicati.

La partecipazione al delitto e il tentativo sono colpiti di pena meno grave.

In caso di recidiva, la pena potrà essere raddoppiata.

Art. 14. Il prodotto delle ammende va alla cassa dei Cantoni. Nel fissare l’ammenda, il giudice dovrà pure fissare una prigionia equivalente pel caso che l’ammenda non potesse essere pagata.

[218] Art. 15. L’azione penale avrà luogo secondo la procedura del Cantone nel quale è stata promossa, e potrà essere portata sia al domicilio della parte incriminata, sia al luogo dove fu commesso il delitto. Non potranno in nessun caso intervenire più azioni penali per il medesimo delitto.

Art. 16. Introdotta che sia l’azione, il giudice potrà ordinare le misure provvisionali necessarie (sequestro, cauzione, desistenza di riproduzione ecc.).

Art. 17. L’azione civile o penale non è più ammissibile dopo scorso più d’un anno dacchè l’autore o i suoi successori in diritto ebbero cognizione della contraffazione o della riproduzione e della persona del delinquente, e, in ogni caso, dopo 5 anni dal giorno della pubblicazione, della rappresentazione o della esposizione alla vendita dell’opera contraffatta.

Art. 18. La confiscazione dell’opera contraffatta sarà pronunciata dal giudice di suo libero arbitrio, sia contro il contraffattore che contro l’importatore e il venditore. Lo stesso modo si terrà rispetto agli strumenti e utensili specialmente destinati alla contraffazione.

Ove si tratti della rappresentazione o dell’esecuzione di un’opera drammatica, musicale o drammatico-musicale, il giudice potrà ordinare la confisca degli introiti.

Il prodotto delle confiscazioni o gli introiti confiscati dovranno innanzitutto servire al pagamento dell’indennità civile dovuta al proprietario dell’opera.

Art. 19. La presente legge si applica a tutti gli scritti, le opere d’arte, le composizioni drammatiche, musicali o drammatico-musicali, pubblicate o venute in luce prima dell’entrata in vigore della presente legge, quand’anche, secondo il diritto cantonale, non avessero fruito di alcuna protezione contro la contraffazione, la riproduzione o la rapprentazione.

Nel calcolo dei termini di protezione sarà contato il tempo trascorso dalla pubblicazione dell’opera sino all’entrata in vigore della presente legge, come se questa fosse già stata in vigore al momento che pubblicata l’opera.

Per causa di riproduzioni che fossero state fatte avanti [219] l’entrar in vigore della presente legge, non potrà aver luogo azione nè penale nè civile in base alla medesima. Per contro, dopo l’entrata in vigore di questa legge, non è permessa la vendita di dette riproduzioni fuorchè quanto il proprietario siasi perciò inteso coll’autore, oppure che, in difetto d’un’intesa, abbia pagato l’indennità che sarà stata fissata dal Tribunale federale.

Art. 20. Il termine di protezione dell’art. 2, più lungo di quello di quello delle prescrizioni legali anteriori, è accordato in favore dell’autore o dei suoi eredi, ma non in favore dell’editore o di qualsiasi altro concessionario. Invece, se il termine di protezione previsto dalla presente legge è più breve di quello delle prescrizioni legali a questa legge anteriori, in tal caso restano in lor vigore i diritti acquisiti in virtù di quelle anteriori prescrizioni.

Art. 21. La presente legge entra in vigore col 1o gennaio 1884.

Per la medesima restano abrogate le disposizioni contrarie delle leggi e regolamenti cantonali e specialmente il concordato del 3 dicembre 1856 (Racc. offic. federale. Vol. V, pagina 433).

Art. 22. Il Consiglio federale, in base ai dispositivi della legge federale del 17 giugno 1874, circa la votazione popolare su le leggi e le risoluzioni federali, è incaricato di pubblicare la presente legge.

Così decretato dal Consiglio degli Stati,

Berna, 20 aprile 1883.

Il Presidente:

GUGL. VIGIER.

Il Segretario:

Schatzmann.

Così decretato dal Consiglio nazionale,

Berna, 23 aprile 1883.

Il Presidente:

A. DEUCHER.

Il Segretario:

Ringier.

[...]

Documenti.vari.1886.1

Convenzione di Berna per la tutela delle opere letterarie ed artistiche del 9 settembre 1886

Giornale della libreria, della tipografia e delle arti e industrie affini, anno I (1888a), gen. 1, fasc. 1, vol. 1, pp. 3 [senza 4–5], 6–7

Convenzione di Berna per la tutela delle opere letterarie e artistiche3

Art. 1. I paesi contraenti sono costituiti allo stato di Unione per la protezione dei diritti degli autori sulle loro opere letterarie e artistiche.

Art. 2. Gli autori appartenenti ad uno dei paesi dell’Unione, od i loro aventi causa, godono, negli altri paesi, per le opere, sia pubblicate in uno di questi paesi, sia non pubblicate, i diritti che le rispettive leggi accordano presentemente, o accorderanno in seguito, ai nazionali.

Il godimento di questi diritti è subordinato all’adempimento delle condizioni e formalità prescritte dalla legislazione del paese d’origine dell’opera; e non può eccedere, negli altri paesi, la durata della protezione accordata in detto paese d’origine.

È considerato come paese d’origine dell’opera, quello della prima pubblicazione, o, se questa pubblicazione ha luogo simultaneamente in più paesi dell’Unione, quello tra essi la cui legislazione accorda la durata di protezione più breve.

Per le opere non pubblicate, il paese, cui appartiene l’autore, è considerato quel paese d’origine dell’opera.

Art. 3. Le stipulazioni della presente convenzione si applicano egualmente agli editori di opere letterarie o artistiche pubblicate in uno dei paesi dell’Unione, e il cui autore appartiene a un paese che non ne fa parte.

Art. 4. L’espressione “opere letterarie e artistiche” comprende libri, opuscoli o qualsiasi altro scritto; le opere drammatiche o drammatico-musicali, le composizioni musicali con o senza parole; le opere di disegno, di pittura, di scoltura, di incisione; le litografie, le illustrazioni, le carte geografiche; le piante, schizzi e lavori plastici relativi alla geografia, alla topografia, all’architettura o alle scienze in generale; finalmente qualsiasi produzione del dominio letterario, scientifico o artistico, che potesse essere pubblicata con qualsivoglia modo di impressione o di riproduzione.

Art. 5. Gli autori appartenenti ad uno dei paesi dell’Unione, od i loro aventi causa, godono, negli altri [6] paesi, il diritto esclusivo di fare o autorizzare la traduzione delle loro opere sino allo spirare di dieci anni dalla pubblicazione dell’opera originale in uno dei paesi dell’Unione.

Per le opere pubblicate in fascicoli, il termine di dieci anni non si computa che dalla data della pubblicazione dell’ultimo fascicolo dell’opera originale.

Per le opere composte di più bollettini o quaderni (cahiers) pubblicat da società letterarie o scientifiche o da particolari, ogni volume bollettino o quaderno cahier è in quanto si riferisce al termine dei dieci anni, considerato come un’opera separata.

Nei casi previsti da questo articolo, è ammesso come dat di pubblicazione, pel computo dei termini di protezione, il 31 dicembre dell’anno nel quale l’opera è stata pubblicata.

Art. 6. Le traduzioni lecite sono protette come opere originali. Godono, per conseguenza, dalla protezione stipulata agli articoli 2 e 3 in quanto concerne la loro riproduzione non autorizzata nei paesi dell’Unione.

È ben inteso che, se si tratta d’un’opera per la quale di diritto di traduzione è nel dominio pubblico, il traduttore non può opporsi a che la stessa opera venga tradotta da altri scrittori.

Art. 7. Gli articoli dei giornali o di raccolte periodiche pubblicati in uno dei paesi dell’Unione, possono essere riprodotti, in originale o in traduzione, negli altri paesi dell’Unione a meno che gli autori o editori non lo abbiano espressamente proibito. Per le raccolte può bastare che la proibizione sia fatta in modo generale in testa a ogni numero della raccolta.

In ogni caso, la proibizione non può applicarsi agli articoli di discussione politica o alla riproduzione delle notizie del giorno e dei fatti diversi.

Art. 8. In quanto concerne la facoltà di fare lecitamente degli estratti d’opere letterarie o artistiche per pubblicazioni destinate all’insegnamento o aventi carattere scientifico, o per crestomazie, è riservato l’effetto della legislazione dei paesi dell’Unione e delle convenzoni particolari esistenti o da concludersi tra essi[.]

Art. 9. Le stipulazioni dell’art. 2 si applicano alla rappresentazione pubblica delle opere drammatiche o drammatico-musicali, sieno tali opere pubblicate o no.

Gli autori di opere drammatiche o drammatico-musicali, od i loro aventi causa, sono, finchè dura il loro diritto esclusivo di traduzione, reciprocamente protetti contro la rappresentazione pubblica non autorizzata della traduzione delle loro opere.

Le stipulazioni dell’art. 2 si applicano egualmente all’esecuzione pubblica delle opere musicali non pubblicate, o di quelle già pubblicate, ma delle quali l’autore ha espressamente dichiarato sul titolo o in testa dell’opera ch’egli ne proibisce l’esecuzione pubblica.

Art. 10. Sono specialmente comprese tra le riproduzioni illecite, cui si applica la presente Convenzione, le appropriazioni indirette non autorizzate d’un’opera letteraria o artistica, designate sotto nomi diversi quali: adaptions, arrangements de musique, ecc. quando non sono che la riproduzione dello stesso lavoro, nella stessa o sotto un’altra forma, con cambiamenti, tagli o aggiunte non essenziali, senza presentare il carattere di una nuova opera originale.

È ben inteso che, nell’applicazione dei presenti articoli, i tribunali dei diversi paesi dell’Unione terranno conto, se è il caso, delle riserve delle loro leggi rispettive.

Art. 11[.] Affinchè gli autori delle opere protette dalla presente convenzione sieno, sino a prova contraria, considerati come tali, e ammessi, per conseguenza, davanti ai tribunali dei diversi paesi dell’Unione a esercitare delle querele contro le contraffazioni, basta che il loro nome sia indicato sull’opera secondo l’uso comune.

Per le opere anonime o pseudonime, l’editore il cui nome è indicato sull’opera, ha diritto di salvaguardare i diritti appartenenti all’autore. Egli è, senz’altre prove, riputato avente causa dell’autore anonimo o pseudonimo.

Si intende, tuttavia, che i tribunali possono esigere, dandosi il caso, la produzione di un certificato rilasciato dall’autorità competente, constatante che le formalità prescritte, nel senso dell’articolo 2, dalla legislazione del paese d’origine sono state adempite.

Art. 12. Ogni opera contraffatta può essere sequestrata all’importazione in quei paesi dell’Unione in cui l’opera originale ha diritto alla protezione legale.

Il sequestro ha luogo in conformità alla legislazione interna di ogni paese.

Art. 13. È ben inteso che le disposizioni della presente convenzione non possono recare pregiudizio di sorta al diritto che ha il Governo di ciascun paese dell’Unione di permettere, sorvegliare, proibire con misure di legislazione o di polizia interna, la circolazione, la rappresentazione, l’esposizione di qualsiasi opera o produzione, verso la quale l’autorità competente avesse da esercitare questo diritto.

Art. 14. La presente Convenzione sotto le riserve e condizioni da determinarsi di comune accordo, si applica a tutte le opere che, al momento che essa entra in vigore, non sono ancora cadute nel dominio pubblico nel loro paese d’origine.

Art. 15. È ben inteso che i Governi dei paesi dell’Unione si riservano rispettivamente il diritto di venire separatamente tra essi a convenzioni particolari in quanto che tali convenzioni conferissero agli autori od ai loro aventi causa dei diritti più estesi di quelli accordati dall’Unione, o contenessero altre stipulazioni non contrarie alla presente Convenzione.

Art. 16[.] Un ufficio internazionale è istituito sotto il nome di Ufficio dell’Unione internazionale per la protezione delle opere letterarie e artistiche.

Questo Ufficio, le cui spese saranno a carico delle Amministrazioni di tutti i paesi dell’Unione, è posto sotto l’alta autorità dell’Amministrazione superiore della Confederazione Svizzera, e funziona sotto la sua sorveglianza. Le attribuzioni ne sono determinate di comune accordo tra i paesi dell’Unione.

Art. 17. La presente Convenzione può essere sottoposta a revisioni allo scopo di introdurvi miglioramenti di natura da perfezionare il sistema dell’Unione.

Le questioni di questa natura, come pure quelle che interessano sotto altri rispetti lo sviluppo dell’Unione, saranno trattate in Conferenze che avranno luogo successivamente nei paesi dell’Unione fra i delegati di questi paesi.

È ben inteso che nessun cambiamento alla presente Convenzione sarà valevole per l’Unione che previo l’assenso unanime dei paesi che la compongono.

Art. 18. I paesi che non hanno preso parte alla presente Convenzione e che nel loro seno assicurano la protezione legale dei diritti che formano l’oggetto di questa Convenzione, saranno ammessi ad accedervi dietro loro richiesta.

Questa accessione sarà notificata per iscritto al Governo della Confederazione Svizzera, e da questo a tutti gli altri. Essa importerà di pieno diritto adesione a tutte le clausole e ammissione a tutti i vantaggi stipulati nella presente Convenzione.

[7] Art. 19. I paesi che accedono alla presente Convenzione hanno anche il diritto di accedervi in ogni tempo per le loro colonie o possedimenti stranieri.

A tale effetto possono, o fare una dichiarazione generale colla quale tutte le loro colonie o possessioni straniere si comprendono nell’accessione, o nominare espressamente quelle che vi sono complrese, o limitarsi a indicare quelle che ne sono escluse.

Art. 20. La presente Convenzione sarà posta in esecuzione tre mesi dopo lo scambio delle ratifiche, e resterà in vigore per un tempo indeterminaro, sino allo spirare di un anno dal giorno in cui ne fosse fatta la denuncia.

Questa denuncia sarà diretta al Governo incaricato di ricevere le accessioni. Essa non produrrà il suo effetto che riguardo al paese che la avrà fatta; la Convenzione restando esecutoria per gli altri paesi dell’Unione.

Art. 21. La presente Convenzione sarà ratificata, e le ratifiche ne saranno scambiate in Berna, nel termine di un anno al più tardi.

In fede di che, i Plenipotenziari rispettivi l’hanno firmata e vi hanno apposto il sigillo dei loro stemi.

Berna, il 9 settembre 1886.

Articolo addizionale.

La Convenzione conclusa in data d’oggi non intacca in nulla il mantenimento delle Convenzioni esistenti al presente tra i paesi contraenti, in quanto queste Convenzioni conferiscano agli autori od ai loro aventi causa dei diritti più estesi di quelli accordati dall’Unione, o contengano altre stipulazioni che non sieno contrarie a questa Convenzione.

Protocollo di chiusura.

Al momento di passare alla firma della Convenzione conclusa in data d’oggi, i Plenipotenziari sottoscritti hanno dichiarato e stipulato quanto appresso:

1. Circa l’art. 4 è convenuto che quelli fra i paesi dell’Unione nei quali il carattere di opere artistiche non è rifiutato alle opere fotografiche si impegnano ad ammetterle, dall’entrata in vigore della Convenzione conclusa in data d’oggi, al beneficio di quanto vi è disposto; non sono però tenuti a proteggere gli autori delle dette opere, salvo gli accordi internazionali esistenti o da concludersi, se non nella misura permessa dalla loro legislazione.

È ben inteso che la fotografia autorizzata di un’opera d’arte protetta gode, in tutti i paesi dell’Unione, della protezione legale, nel senso della detta Convenzione, finchè dura il diritto principale di riproduzione di quella stessa opera e nei limiti delle convenzioni private tra gli aventi diritto.

2. Circa l’art. 9, è convenuto che quelli fra i paesi dell’Unione la cui legislazione comprende implicitamente, tra le opere drammatico-musicali, le opere coreografiche, amettono espressamente le dette opere al beneficio delle disposizioni della Convenzione conclusa in data d’oggi.

Resta però inteso che le contestazioni che potessero sollevarsi sull’applicazione di questa clausola, sono riservate all’apprezzamento dei rispettivi tribunali.

3. È inteso che la fabbrica e la vendita degli strumenti che servono a riprodurre meccanicamente arie di musica tolte al dominio privato non sono considerate come costituenti il fatto di contraffazione musicale.

4. L’accordo commune previsto all’articolo 14 della Convenzione è determinato come segue:

L’applicazione della Convenzione alle opere non cadute nel dominio pubblico al momento che essa entra in vigore avrà luogo giusta le stipulazioni relative contenute nelle convenzioni speciali esistenti o da concludersi a tale scopo.

In mancanza di tali stipulazioni tra i paesi dell’Unione, i paesi rispettivi regoleranno, ciascuno per quanto lo concerne, colla legislazione interna, le modalità relative all’applicazione del principio contenuto nell’articolo 14.

5. L’organizzazione dell’Ufficio internazionale previsto all’articolo 16 della Convenzione, sarà fissata da un regolamento che il Governo della Confederazione Svizzera è incaricato di elaborare.

La lingua ufficiale dell’Ufficio internazionale sarà la lingua francese.

L’Ufficio internazionale centralizzerà le informazioni di ogni genere relative alla protezione dei diritti degli autori sulle loro opere letterarie e artistiche; le coordinerà e le pubblicherà; procederà agli studi di utilità comune interessanti l’Unione, e redigerà, colla scorta di documenti che verranno messi a sua disposizione dalle diverse Amministrazioni, un foglio periodico, in lingua francese, sulle questioni concernenti l’oggetto dell’Unione. I Governi dei paesi dell’Unione si riservano d’autorizzare, di comune accordo, l’Ufficio a pubblicare una edizione in una o più altre lingue, in caso che l’esperienza ne dimostrasse il bisogno.

L’Ufficio internazionale dovrà tenersi in ogni tempo a disposizione dei membri dell’Unione per fornire loro, sulle questioni relative alla protezione delle opere letterarie e artistiche, le informazioni speciali delle quali potessero aver bisogno.

L’aministrazione del paese in cui dovesse tenersi una Conferenza, preparerà col concorso dell’Ufficio internazionale, i lavori di questa Conferenza.

Il Direttore dell’Ufficio internazionale assisterà alle sedute delle Conferenze, e prenderà parte alle discussioni senza voto deliberativo[.] Farà sulla sua gestione un rapporto annuale che verrà comunicato a tutti i membri dell’Unione.

Le spese dell’Ufficio internazionale saranno sopportate in comune dai paesi contraenti. Fino a nuova decisione, non potranno eccedere la somma di sessantamila franchi all’anno. Questa somma potrà essere aumentata al bisogno dietro semplice decisione di una delle Conferenze previste all’art. 17.

[...]

7. [...] Il presente protocollo di chiusura, che sarà ratificato nello stesso tempo della Convenzione conclusa in data d’oggi, sarà considerato come facente parte integrante di questa Convenzione, ed avrà del pari forza, valore e durata.

Berna, il 9.o giorno di settembre dell’anno 1886.

Documenti.vari.1900.1

Annunzio

Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, n. 26 del 1 febbraio 1900, p. [1]

Annunzio

La Convenzione conclusa il 22 luglio 1868 fra l’Italia e la Svizzera, per la protezione della proprietà letteraria ed artistica, ha cessato di aver vigore col 16 novembre u. s., in seguito a denunzia del Governo Svizzero, partecipata con lettera del 16 novembre 1898 dal Ministro Svizzero a Roma al R. Ministro degli Affari Esteri, il quale ne prese atto con lettera del 28 gennaio 1899.

Note
1.

Per la versione in lingua tedesca cfr.: Vertrag zwischen Oesterreich und Sardinien zur Sicherstellung der Eigenthumsrechte hinsichtlich der in Ihren beyderseitigen Staaten erscheinenden litterarischen und artistischen Werke, in: Sr. k. k. Majestät Ferdinand des Ersten politische Gesetze und Verordnungen für sämmtliche Provinzen des Oesterreichischen Kaiserstaats, mit Ausnahme von Ungarn und Siebenbürgen, vol. 68, Wien, k. k. Hof- und Staats-Aerarial-Druckerey, 1842, pp. 219–229.

2.

Per la missiva del Consiglio federale, cioè l’avviso alla base della presente ordinanza del Consiglio di Stato, cfr. CH-BEs, Missiven des Bundesrats, E1007#1995/533# 84*, Juli–September 1869 (n. 3555 del 15 settembre 1869). Il testo del comunicato (in francese) corrisponde quasi integralmente a quanto pubblicato sul FO.

Per il protocollo del processo per raggiungere l’“Esemzione delle Convenzioni [...] coll’Italia” (verbale che si discosta solo lievemente dal testo riportato sul FO), vedi ASTi, Risoluzioni del Consiglio di Stato, vol. 714 (n. 2455 del 18 settembre 1869).

3.

Testo originale redatto in francese e pubblicato sotto il seguente titolo: Convention concernant la création d’une union internationale pour la protection des œuvres littéraires et artistiques.

La Convenzione fu firmata e ratificata dai seguenti Stati: Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Belgio e Svizzera, oltre a Haiti, Liberia e Tunisia.

Aggiunta, in conclusione al testo, nella fonte citata: “Le ratifiche furono scambiate a Berna il 5 settembre 1887. La promulgazione pel regno d’Italia avvenne con Decreto reale da Monza 6 novembre 1887, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18. Esso Decreto dà piena ed intera esecuzione alla Convenzione, a datare dal 5 dicembre 1887.”

10. Illustrazioni

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Illustrazione 1

Il confine tra il Canton Ticino e il Regno Lombardo-Veneto con Arzo, Castel San Pietro e Chiasso come dramatis loci; da: Karl Frhr. von Czoernig, Ethnographische Karte der Oesterreichischen Monarchie, Wien, K. K. Direction der Administrativen Statistik, 1855.

Illustrazione 2

Giuseppe Lillo (1814–1863), Rosmunda di Ravenna (26 dicembre 1837), riduzione per canto e pianoforte: “Romanza. Io pur sentii le placide” (numero di lastra: Lucca 1856).

Si tratta di uno dei primi numeri che segnano Lucca come editore principale e proprietario, assieme a Euterpe Ticinese, con riferimenti a “Parigi presso Pacini” e “Londra presso Cramer”. Il volume venne probabilmente depositato nel 1838.

Illustrazione 3

Donizetti Gaetano (1797–1848), Eleonora di Guienna (Rosmonda d’Inghilterra; 27 febbraio 1834), riduzione per canto e pianoforte: “Cavatina. Dopo i lauri di vittoria” (numero di lastra: Lucca 1820=1040).

Si tratta di uno dei primi numeri che indicano Euterpe Ticinese come editore principale e formale comproprietario, con subordinati i riferimenti a “Milano presso F. Lucca” e “Napoli B. Girard. e C.i”. Il volume venne depositato nel 1838.

Illustrazione 4a

Il primo e unico catalogo ufficiale delle musiche pubblicate da Euterpe Ticinese (Catalogo.ET.1835), pp. 1–5.

Illustrazione 4b

Idem, pp. 6–12.

Illustrazione 5a

Carlo Pozzi, petizione al Consiglio di Stato ticinese del 26 gennaio 1842 (ASTi, Div. 1735 | CARLO POZZI | int. 97)

Per la trascrizione delle parti rilevanti cfr. Pozzi.petizioni.1842.1.

Illustrazione 5b

Retro del documento con l’accusa di ricevimento da parte delle autorità cantonali.

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Illustrazione 6a-b

Giovanni Pacini (1796–1867), Saffo (29 novembre 1840), riduzione per canto e pianoforte: “Seguito e Stretta del Finale II. Saffo, qui siamo in Leucade!” (numero di lastra: 13394).

Edizione Ricordi con il consueto riferimento fittizio a Pozzi quale editore principale (ASTi, UNA 615/3, int. [7]).

Illustrazione 6c-d

La lastra di deposito nello stesso fascicolo (n. 13394), datata a mano da Pozzi (“li 31 Gennajo 1842”).

Illustrazione 7a

Achille Bustelli-Rossi, Petizione al Consiglio di Stato ticinese del 30 giugno 1862 (ASTi, Div. 1735 | A. BUSTELLI ROSSI | int. 2).

Per la trascrizione delle parti rilevanti cfr. Bustelli-Rossi.petizioni.1862.1.

Illustrazione 7b

Retro del documento con l’accusa di ricevimento da parte delle autorità cantonali

Illustrazione 8a

Sigismund Thalberg (1812–1871), op. 76, Célèbre Ballade [pour piano] (numero di lastra: 34268); con timbro a secco “T. R. | 62 | 6” (SBT, LGC LP MUS 130/15).

Illustrazione 8b

Idem, prima pagina di musica con timbro a secco “T. R. | 62 | 6”.

Illustrazione 8c-d

La lastra di deposito nello stesso fascicolo (numero 34268), datata a mano da Bustelli-Rossi (“li 30 Giug.o 1862.”).

Illustrazione 9

Achille Bustelli-Rossi, Avviso musicale e diffidazione del 30 giugno 1862 (FO n. 27 del 4 luglio 1862, p. 570); cfr. anche Bustelli-Rossi.avvisi.1862.1

Illustrazione 10a-b

Johann Strauss (1804–1849), op. 110, Taglioni-Valzer (numero di lastra: Euterpe Ticinese 151).

Filigrana ricomposta (p. 5 e retrocopertina) dell’esemplare in: I-PAt, SAN 1776.

Illustrazione 11a-b

Johann Strauss, “135tes Werk”, Taglioni-Walzer (numero di lastra: Euterpe Ticinese 712).

Edizione con copertina interamente in lingua tedesca, creata “Bey l’Euterpe Ticinese”.

Illustrazione 12a-c

Ludwig van Beethoven (1770–1827), op. 36, Sinfonia [n. 2] in Re maggiore (numero di lastra: Pozzi 6204); con timbro a secco “G. RICORDI e C. | 1893 | 10” (SBT, LGC LP MUS 3).

Illustrazione 13

Esempio del bollo menzionato nell’Obbligo ai possessori di opere letterarie ed artistiche [...] di notificarle [...] per l’apposizione del bollo del 20 settembre 1869 (Documenti.vari.1869.2), nel relativo carteggio nell’Archivio Federale (CH-BEs, E22#1000/134# 2396*; Übereinkunft zum gegenseitigen Schutz des literarischen und künstlerischen Eigentums vom 22. 7. 1868).

Illustrazione 14

Passaporto rilasciato a Mendrisio a nome di Carlo Pozzi, “di Condizione Possidente e Membro del G. Consiglio | che si reca nel Regno L.o Veneto e Sardo | per affari” del 10 febbraio 1845 (ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 224).

Illustrazione 15a-b

L’ultimo Avviso musicale di Achille Bustelli-Rossi pubblicato prima del trasferimento della sua bottega da Castel San Pietro ad Arzo (30 settembre 1857), e il primo pubblicato dopo il trasferimento (27 febbraio 1859; FO n. 40 del 2 ottobre 1857, vol. II., pp. 535–536; FO n. 9 del 4 marzo 1859, vol. I., p. 395); cfr. anche Bustelli-Rossi.avvisi.1857.2 1859.1

Illustrazione 16

Frontespizio del numero Bustelli-Rossi 876, con il tipico design modesto che ricorda in grandi linee i prodotti degli anni 1840.

Illustrazione 17

Sigismund Thalberg (1812–1871), op. 26, Douze études, divisées en deux suites (numero di lastra: Pozzi 112); con timbro a secco “T. R. | 68 | 5”.

Illustrazione 18a-b

Gaetano Donizetti (1797–1848), “La mère et l’enfant. Un voile blanc couvrait la terre” (numero di lastra: Pozzi 468).

L’edizione esiste in due versioni con frontespizio identico, ma con il contenuto musicale reinciso nella seconda e con tipi più recenti. Un esemplare della seconda versione (in I-BRc) porta il timbro a secco “TITO DI G. RICORDI | 1877 | 1” (cfr. il particolare).

Illustrazione 18c

Particolare: il timbro a secco “TITO DI G. RICORDI | 1877 | 1” nell’esemplare della seconda versione.

Illustrazione 19a-b

George Alexander Osborne (1806–1893); Charles Auguste de Bériot (1802–1870), op. 16, Fantaisie brillante sur des motifs de Guillaume Tell: prima e seconda versione (integralmente reincisa compreso il frontespizio), entrambe con il riferimento a Pozzi come editore unico (numero di lastra: Pozzi 333).

Un esemplare della seconda versione (in I-BGi), su carta fortemente ingiallita, porta il timbro a secco “G. RICORDI e C. | 1892 | 3” (cfr. i particolari).

Illustrazione 19c-d

Particolari di prima e seconda versione.

Illustrazione 19e

Particolare: il timbro a secco “G . RICORDI e C. | 1892 | 3”.

Illustrazione 20a-c

Delphin Alard (1815–1888), op. 31, Symphonie concertante pour deux violons avec accompagnement de piano (numero di lastra: Bustelli-Rossi 866).

Un esemplare (in I-BGi) su carta ingiallita porta il timbro a secco “G. RICORDI e C. | 1894 | 11”, e sulla quarta di copertina un estratto dal catalogo Ricordi-Lucca di opere di recente pubblicazione, con le ultime uscite del 1894 (numeri tra 53560 e 97373).

Illustrazione 21

L’annuncio pubblico del 20 ottobre 1833 circa la costituzione dell’“associazione” L’Euterpe Ticinese, rivolto “Ai Dilettanti di Musica” (Supplimento alla GT n. 48 del 20 ottobre 1833, p. 380).

Illustrazione 22

Saverio Mercadante (1795–1870), Emma d’Antiochia (8 marzo 1834), riduzione per canto e pianoforte: “Aria finale. In quest’ora fatale e temuta”, nell’edizione Euterpe Ticinese 42 (sopra) e Artaria 43 (“NOVARA presso LA SOCIETÀ CALCOGRAFICA MUSICALE”).

Sulla base dell’impaginazione ed impostazione grafica dell’edizione Euterpe Ticinese non si esclude che l’edizione Artaria (che si distingue soprattutto per via della nota “Proprietà degli Editori”) abbia servito come modello.

Illustrazione 23

Gaetano Donizetti (1797–1848), Maria Padilla (26 dicembre 1841), riduzione per canto e pianoforte: “Recitativo e Duetto. A figlia incauta” (numero di lastra: Ricordi 13563)

La copertina di camuffatura sembra indicare Pozzi a “MEDRISVO” quale editore principale. Come rivela l’impronta nel retro di copertina, il nome di Pozzi fa parte del cliché decorativo della lastra nel suo complesso.

Illustrazione 24

Gaetano Donizetti, Maria Padilla, riduzione per canto e pianoforte: “Recitativo dopo la Romanza di D. Pedro. E l’ho tradita! Cielo!...” (numero di lastra: Ricordi 13575).

L’impronta del bordo sottile sopra la scritta “Mendrisio presso C. Pozzi” rivela l’applicazione di una lastra separata (con solo il riferimento all’editore) in un atto di stampa supplementare, successivo alla produzione dello spartito musicale. Il prodotto Ricordi, stampato a Milano privo di nomi, viene così trasformato, alla bottega di Castel San Pietro, in un prodotto Pozzi con il riferimento a due concessionari in Italia. Le edizioni create in questo modo ‘ad hoc’ ed esclusivamente per essere depositate al Consiglio di Stato, esistono unicamente nella forma degli esemplari d’obbligo, nei fondi cantonali.

Illustrazione 25a-c

Giuseppe Verdi (1813–1901), La battaglia di Legnano (27 gennaio 1849), riduzione per pianoforte solo: “Terzetto Finale III. Ah! d’un consorte, o perfidi” (numero di lasta: Ricordi 21582).

L’esemplare depositato da Pozzi il 1 marzo 1849 non porta il titolo dell’opera stampato nella lastra, ma inserito a penna da Pozzi. Per la riduzione per pianoforte solo dell’opera, vedi Carteggio.1848.1

Illustrazione 25d-e

Sopra: la bolletta d’avviso di spedizione di Casa Ricordi per la spedizione a Carlo Pozzi (Castel San Pietro), del 15 novembre 1850; sotto: l’etichetta d’indirizzo della stessa spedizione con sul retro l’abbozzo di Pozzi per la rispettiva petizione (ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 242 e 243); per la trascrizione cfr. Carteggio.1850.2ab; per la petizione cfr. Pozzi.petizioni.1850.8.

In entrambi i casi, si notano i cambiamenti apportati a mano nell’indirizzo stampato del mittente.

Illustrazione 26a

Stefano Golinelli (1818–1891), op. 10, Rimembranze della Lucrezia Borgia di Donizetti. Capriccio per piano-forte: frontespizio (numero di lastra: Ricordi 13752).

Esemplare della versione depositata da Pozzi (unicum in: SBT, LGC LP MUS 52/1)

Illustrazione 26b

Stefano Golinelli (1818–1891), op. 10, Rimembranze della Lucrezia Borgia di Donizetti. Capriccio per piano-forte: frontespizio (numero di lastra: Ricordi 13752).

Esemplare della versione convenzionale (in: I-Mc, 1.A.266.8)

Illustrazione 26c

Stefano Golinelli (1818–1891), op. 10, Rimembranze della Lucrezia Borgia di Donizetti. Capriccio per piano-forte: frontespizio.

Esemplare della versione depositata da Pozzi (particolare).

Cancellato visibilmente il marchio di Ricordi dalla carta mediante raschiatura, venne applicata la fittizia indicazione di Pozzi quale editore del volume. Come nei casi analoghi (cfr. Illustrazione 24), si riconoscono perfettamente i bordi della lastra ‘timbretto’.

Il lapsus più fatale di questa creazione doppiamente insolita sta nel fatto che venne tralasciato di cancellare anche lo stemma dell’Impero Austriaco, dando così nascita a un prodotto del tutto unico: un’edizione ‘ticinese’ con sul frontespizio l’aquila bicipite della monarchia asburgica.

Illustrazione 26d

Stefano Golinelli (1818–1891), op. 10, Rimembranze della Lucrezia Borgia di Donizetti. Capriccio per piano-forte: frontespizio.

Esemplare della versione convenzionale (particolare).

Illustrazione 27

Gaetano Donizetti (1797–1848), Marin Faliero (12 marzo 1835), riduzione per canto e pianoforte: “Duetto. Tu non sai, la nave è presta” (numero di lastra: Euterpe Ticinese 234).

Nonostante la qualità generalmente alta delle edizioni di Euterpe Ticinese, in rari casi si incontrano degli errori di produzione eclatanti.

Illustrazione 28a-b

Gioachino Rossini (1792–1868), Stabat Mater (7 gennaio 1842): partitura (numero di lastra: Ricordi 13094).

In questa insolita combinazione, Pozzi appare come editore principale, con addirittura cinque concessionari esteri (per il relativo deposito del 18 luglio 1842, cfr. Pozzi.petizioni.1842.8).

Illustrazione 29a-b

Elenco delle opere teatrali complete, stampato sulla quarta di copertina delle edizioni Lucca appartenenti alla stessa collana. La serie (non priva di somiglianze di contenuto con l’omonima collana nell’assortimento di Ricordi; cfr. Catalogo.Ricordi.1855, pp. 175–177) fu iniziata da Francesco Lucca intorno al 1840 e ospitava numerose edizioni ‘di fondo estero’, fino all’entrata in vigore della Convenzione italo-svizzera del 1868 (nel particolare, il riferimento alle opere “segnate coll’Asterisco”). Alcune di queste ristampe videro delle riedizioni in formato diverso (“in 8.o”), realizzate intorno al 1860, ma sempre sotto il marchio di Euterpe Ticinese (cfr. i numeri Euterpe Ticinese 203 / 14251 e 313 / 13650).

Documento ripreso dall’esemplare della riduzione per canto e pianoforte di Luigi Ricci, Chiara di Rosemberg (ET 519–541) in I-PAc, F. Rari.A.0238.

Illustrazione 30a-b

Vincenzo Bellini (1801–1835), La sonnambula (6 marzo 1831), riduzione per canto e pianoforte: “Cavatina. Come per me sereno” (numero di lastra: Euterpe Ticinese 90).

Prima e seconda versione dell’edizione (ca. 1835 / ca. 1855) con il numero di lastra inalterato. Oltre alle differenze in termini di qualità tecnica della riduzione e alla rinnovata veste grafica, si notano modifiche a livello di tonalità del brano trasportato, e di ornamentazione della melodia vocale, a parte la correzione degli errori di stampa.

Illustrazione 31

Lettera di Carlo Pozzi (Firenze) al fratello Gaetano (Castel San Pietro) del 14 febbraio 1828 (ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 132); per la trascrizione cfr. Carteggio.1828.1.

Illustrazione 32

Lettera di Giovanni Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro) del 1 settembre 1833 (ASTi, Fondo Torriani, scatola 267, int. 147); per la trascrizione cfr. Carteggio.1833.1.

Illustrazione 33

Lettera di Tito Ricordi (Milano) a Carlo Pozzi (Castel San Pietro) dell’11 novembre 1842 (ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 207); per la trascrizione cfr. Carteggio.1842.3.

Illustrazione 34

Lettera di Giulia Pozzi Ricordi (Milano) a Gaetano Pozzi [Castel San Pietro] del 22 aprile 1853 (ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 260); per la trascrizione cfr. Carteggio.1853.2.

Illustrazione 35

Lettera di Carlo Pozzi (Castel San Pietro) a Luigi Laurenti (Macerata), non inviata, del 26 febbraio 1855 (ASTi, Fondo Torriani, scatola 268, int. 271); per la trascrizione cfr. Carteggio.1855.1.

Illustrazione 36a-c

Vincenzo Bellini (1801–1835), Norma (26 dicembre 1831), in (dall’alto): Catalogo.ET.1835 (p. 8), Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 6) e Catalogo.Lucca.1859 (p. 26), in quest’ultimo segnata “*” come prodotto ‘di fondo estero’ e con nuova numerazione (numeri 2553–2593). In Catalogo.Lucca.1836, Catalogo.Lucca.1847 e Catalogo.Lucca.1873, l’opera non figura.

Illustrazione 37a-b

Copertina e prima pagina del Catalogo-inventario delle Opere musicali esistenti nell’Archivio Cantonale del 1887

(ASTi, UNA 852/8); cfr. Inventario.1887.

11. Abbreviazioni  -  Bibliografia

Archivi e biblioteche

ASR ( = I-Mr) Archivio Storico Ricordi, Milano (www.archivioricordi.com)

ASTi ( = CH-BELa) Archivio di Stato del Cantone Ticino, Bellinzona: Fondo Ricerche musicali nella Svizzera italiana (www.ricercamusica.ch > “Editori musicali ticinesi class="inline-tab" dell’Ottocento”)

A-Wn Wien, Österreichische Nationalbibliothek

BSF Lugano, Biblioteca salita dei Frati (in SBT)

CH-BEms Bern, Institut für Musikwissenschaft der Universität Bern

CH-BEs Bern, Schweizerisches Bundesarchiv / Archivio federale svizzero

CH-E Einsiedeln, Kloster Einsiedeln, Musikbibliothek

DK-Kk Kopenhagen, Det Kongelige Bibliotek Slotsholmen

GB-Lbl London, The British Library

I-Bc Bologna, Museo internazionale e Biblioteca della Musica

I-BGc Bergamo, Civica Biblioteca, Archivi Storici Angelo Mai

I-BGi Bergamo, Civico Istituto Musicale Gaetano Donizetti, Biblioteca

I-BGm Bergamo, Museo Donizettiano, Biblioteca

I-BRc Brescia, Conservatorio Statale di Musica A. Venturi, Biblioteca

I-BSAv Sant’Agata (Busseto), Villa Verdi

I-CATm Catania, Museo Civico Belliniano, Biblioteca

I-COcon Como, Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi, Biblioteca

I-CRg Cremona, Biblioteca Statale

I-Fc Firenze, Conservatorio di Musica Luigi Cherubini

I-Fn Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale

I-Mb Milano, Biblioteca Nazionale Braidense

I-Mc Milano, Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi, Biblioteca

I-Mr Milano Archivio Storico Ricordi (in I-Mb)

I-Nc Napoli, Conservatorio di Musica San Pietro a Majella, Biblioteca

I-OS Ostiglia, Opera Pia Greggiati, Biblioteca

I-PAc Parma, Biblioteca Nazionale Palatina, Sezione Musicale presso il Conservatorio di Musica Arrigo Boito

I-PAi Parma, Istituto Nazionale di Studi Verdiani

I-PAt Parma, Archivio Storico del Teatro Regio, Biblioteca

I-Pl Padova, Conservatorio di Musica Cesare Pollini, Biblioteca

I-Rama Roma, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Bibliomediateca

I-TRc Trento, Biblioteca comunale

I-Vc Venezia, Conservatorio Benedetto Marcello, Biblioteca

I-Vlevi Venezia, Fondazione Ugo e Olga Levi, Biblioteca

I-Vnm Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana

I-VAcl Varese, Civio Liceo Musicale, Biblioteca

I-VEc Verona, Biblioteca civica

LGC ( = CH-LU) Lugano, Biblioteca cantonale

SBN Servizio bibliotecario nazionale italiano (www.sbn.it)

SBT Sistema bibliotecario ticinese (www.sbt.ti.ch)

fondi cantonali Termine usato per circoscrivere le collezioni musicali di proprietà cantonale in ASTi e SBT, gli attuali custodi delle edizioni depositate dagli editori musicali ticinesi dell’Ottocento

Fonti ufficiali a stampa

FO Foglio Officiale del Cantone Ticino

GdL Gazzetta di Lugano

GT Gazzetta Ticinese (online: https://www.sbt.ti.ch/quotidiani-public-pdf/)

IS L’Indipendente Svizzero

RdSi Il Repubblicano della Svizzera italiana

Altre sigle

riferimento alla fonte

° brano musicale registrato nei cataloghi e/o Libroni degli editori Lucca o Ricordi, senza la prova di produzione o l’evidenza di esemplari esistenti

* asterisco, associato a data: deposito senza petizione pervenuta

c. canto

clar. clarinetto

cor. corno

fl. e pf. flauto e pianoforte

n. numero

ob. oboe

orch. orchestra

pf. pianoforte

rid. riduzione

s. n. senza indicazione di numero

vc. violoncello

vl. violino

vla. viola

Riferimenti bibliografici

Abbiati-Verdi

Franco Abbiati, Giuseppe Verdi, 4 vol., Milano 1959

Antolini-Dizionario

Bianca Maria Antolini (a cura di), Dizionario degli editori musicali italiani, 1750-1930, Pisa 2000

Baia-Mercanti

Stefano Baia Curioni, Mercanti dell’opera. Storie di Casa Ricordi, Milano 2011

Barblan-Beethoven

Guglielmo Barblan, Beethoven in Lombardia nell’Ottocento, in: «Nuova Rivista musicale italiana», 6/1 (1972), pp. 3–63

Bassani-Spekulation

Florian Bassani, Spekulation mit der Zeitgeschichte. Giovanni Ricordis Battaglia di Legnano zwischen verlegerischem Kalkül und Werkmonopol, in: «Verdi-Perspektiven», 4 (2021), pp. 13–62.

Beer-Musik

Axel Beer, Musik zwischen Komponist, Verlag und Publikum. Die Rahmenbedingungen des Musikschaffens in Deutschland im ersten Drittel des 19. Jahrhunderts, Tutzing 2000

Berengo-Intellettuali

Marino Berengo, Intellettuali e librai nella Milano della Restaurazione, Torino 1980

Bernasconi-Mendrisio

Edy Bernasconi, Nei pensieri di Giuseppe Verdi ci fu anche Mendrisio, Mendrisio 2001

Biggi-Pelli

Maria Ida Biggi, Vettor Pelli di Aranno. Pittore di scenografie a Venezia, in: Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Venezia nella storia – nell’arte – nella cultura – nell’economia dalla metà del Quattrocento ad oggi, «Arte&Storia», VIII, n. 40 (2008), pp. 442–447

Caizzi-L’economia

Bruno Caizzi, L’economia lombarda durante la Restaurazione (1814–1859), Milano 1972

Caldelari-Edizioni

Callisto Caldelari, Edizioni ticinesi nel Convento dei Cappuccini a Lugano (1747–1900), Lugano 1961

Catalogo.Canti.1855/58

Catalogo delle opere pubblicate dallo stabilimento di calcografia, tipografia e copisteria musicale di Giovanni Canti in Milano, Contrada Santa Margherita e Due Muri 1042, Firenze, F. Lorenzi, 1855–58, 151 pp.

Catalogo.Canti.1858/65.supplemento

Primo [-decimo] supplemento al catalogo delle opere pubblicate dallo stabilimento di calcografia, tipografia e copisteria musicale di Giovanni Canti in Milano, [s.l.], [s.n.], [1858–1865], [Tip. Guglielmini], 10 fascicoli

Catalogo.Canti.1873

Secondo catalogo delle opere pubblicate dallo stabilimento musicale di calcografia, tipografia e copisteria di Giovanni Canti in Milano, [s.l.], [s.n.], 1873, 142 pp.

Catalogo.ET.1835

Catalogo della musica pubblicata dalla calcografia l’Euterpe Ticinese in Chiasso Cantone Ticino (Svizzera), Magliaso, Tipografia dell’Indipendente Svizzero, 1835,1 12 pp. [circa 190 numeri]; esemplare unico in BSF, 184 L 4(8). Per la riproduzione del documento, vedi Illustrazione 4.

Catalogo.ET.18xx

Ipotetico catalogo stampato di Euterpe Ticinese / Fondo estero Lucca (di concezione simile a Catalogo.Lucca.1839.appendice), realizzato presumibilmente nel periodo 1845–1855 come allegato-appendice a Catalogo.Lucca.1847 o come supplemento successivo; il documento, che colma una lacuna nella storia della programmazione di Euterpe Ticinese, non è pervenuto.2

Catalogo.Giudici-e-Strada.1860.supplemento

Primo supplimento al catalogo delle opere pubblicate dallo stabilimento nazionale premiato di calcografia musicale di Antonio Racca ora Giudici e Strada, Torino, Tip. Botta, 1860, 17 pp.

Catalogo.Giudici-e-Strada.1863

Catalogo delle opere pubblicate dallo stabilimento nazionale premiato di calcografia musicale di Giudici e Strada successori Racca, Torino, Piazza Carignano, Torino, [s.n.], 1863, 126 pp.

Catalogo.Giudici-e-Strada.1875.supplemento

Stabilimento musicale premiato Giudici e Strada. Riepilogo degli undici supplementi al catalogo generale delle opere pubblicate dal suddetto stabilimento, Torino, settembre 1875; Torino, V. Bona, [1875], 83 pp.

Catalogo.Lucca.1836

Catalogo della Musica Pubblicata da Fran.co Lucca Milano C.da S.ta Margherita N.o 1131, Milano, P. M. Visaj, [fine 1835 / inizio 1836], 53 pp.3

Catalogo.Lucca.1839

Catalogo Della Musica Pubblicata da Fran. Lucca Milano C.da S. Margherita N.o 1131, Milano, Tipografia Bizzoni, [inizio/metà 1839], 92 pp.4

Catalogo.Lucca.1839.appendice

Fascicolo senza titolo, annesso (tramite cucitura a filo) a Catalogo.Lucca.1839, [Milano], [1839], 14 pp. [circa 345 numeri]; esemplare unico in I-Vnm, MISC.MUS. 16062.5

Catalogo.Lucca.1847

Catalogo delle opere pubblicate dallo stabilimento di tipografia, calcografia e copisteria musicale di Francesco Lucca in Milano Contr. S. Paolo, nel Palazzo della Società del Giardino, [n.935 con deposito per la vendita al dettaglio dirimpetto allI. R. Teatro alla Scala, Firenze, A. e M. Ducci, 1847 [frontespizi delle singole “Categorie” del catalogo datati: “1846”], VII, 147 pp.

Catalogo.Lucca.1859

Catalogo delle opere publicate dallo stabilimento di calcografia, tipografia e copisteria musicale di Francesco Lucca in Milano, Contrada S. Paolo, nel Palazzo della Società del Giardino n. 935 con deposito per la vendita al dettaglio dirimpetto allI. R. Teatro alla Scala, Milano, F. Lucca, 1859 [“Novembre 1859”], VIII, 210 pp.

Catalogo.Lucca.1863/67.supplemento

Primo [-decimoquarto] supplemento al Catalogo generale della musica pubblicata dallo stabilimento di calcografia, tipografia e copisteria musicale di Francesco Lucca in Milano, [s.l.], [s.n.], 1863–1867, 13 fascicoli

Catalogo.Lucca.1873

Catalogo delle opere pubblicate dallo stabilimento di calcografia, tipografia e copisteria musicale Ditta Francesco Lucca in Milano Via S. Paolo, nel Palazzo della Società del Giardino n. 10 e Negozio Via Santa Radegonda N. 5, Milano, F. Lucca, 1873 [“Novembre 1873”], VII, 308 pp.

Catalogo.Lucca.1876/78.supplemento

Primo [-decimottavo] supplemento al Catalogo generale della musica pubblicata dallo stabilimento di calcografia, tipografia e copisteria musicale di Francesco Lucca in Milano, [s.l.], [s.n.], 1876–1878, 8 fascicoli

Catalogo.Lucca.1884/86

Catalogo generale delle opere pubblicate dallo Stabilimento Musicale Ditta Francesco Lucca in Milano, Milano, F. Lucca, vol. I. [1884], VIII, 920p.; vol. II. [1886], VII, 203 pp.

Catalogo Numerico Ricordi

Catalogo (in ordine numerico) delle opere pubblicate dall’I. R. Stabilimento nazionale privilegiato di calcografia, copisteria e tipografia musicali di Tito di Gio. Ricordi, 2 vol. (vol. I: n. 1–29840; vol. II: n. 29841–37378), Milano, [Tito di Gio. Ricordi], 1857, 615 pp.

Edizione anastatica (a cura di A. Zecca Laterza): Roma 1984

Per la consultazione in formato digitale: www.digitalarchivioricordi.com/it/catalogo (> Anastatica)

Catalogo.Racca.1858

Catalogo delle opere pubblicate dallo stabilimento nazionale di calcografia musicale da Antonio Racca successore Magrini in Torino, via delle Finanze n. 16 e per la vendita in dettaglio a lato della Piazza Carignano, [s.l.], [s.n.], 1858, 84 pp.

Catalogo Ricordi

Catalogo numerico in formato elettronico (consultabile online) delle opere musicali prodotte e distribuite dalla casa editrice italiana Ricordi, fondata nel 1808 e tuttora esistente. L’edizione sinottica considera le voci fino al numero 43025, coprendo il periodo dal 1808 fino al 1874.6

Per la consultazione del Catalogo Ricordi cfr. https://www.digitalarchivioricordi.com/it/catalogo

Catalogo.Ricordi.1828

Catalogo della musica stampata a tutto il 30 settembre 1828 da Giovanni Ricordi editore dell’I. R. Conservatorio di musica di Milano [...]. Lo stabilimento litografico è situato nella Contrada di Ciovasso n. 1635, il magazzino dirimpetto all’I. R. Teatro alla Scala n. 1148. Firenze, Ricordi, Pozzi e Comp., Via de’ Calzajoli sull’angolo della Piazza del Duomo, Milano, G. Ricordi, 1828, 66 pp.

Catalogo.Ricordi.1855

Catalogo delle opere pubblicate dall’I. R. Stabilimento Nazionale Privilegiato di Calcografia, Copisteria e Tipografia musicali di Tito di Gio. Ricordi, Milano, Tito di Gio. Ricordi, 1855, 767 pp.

Catalogo.Ricordi.1864.supplemento

Catalogo delle opere publicate dall J. R. Stabilimento nazionale privilegiato di calcografia, copisteria e tipografia musicali di Tito di Gio. Ricordi, Milano, [Tito di Gio. Ricordi], 1864 [“Ottobre 1864.”], 288 pp.

De Sanctis-Il diritto

Vittorio M. De Sanctis, Il diritto di autore: del diritto di autore sulle opere dell’ingegno letterarie e artistiche, Milano 2012

Frith-Music

Simon Frith (ed.), Music and Copyright (second edition), New York 2004

Gaggioni-Appunti

Augusto Gaggioni, Appunti per la storia dell’Archivio cantonale (1803–1881), in: Scrinium. Studi e testimonianze pubblicati in occasione della 53.ma assemblea annuale dell’Associazione degli archivisti svizzeri, Locarno, [s.n.], 1976, pp. 113–148

Gilardi-Euterpe

Christian Gilardi, Euterpe Ticinese: appunti su una calcografia musicale, in: «Cenobio», 1990, n. 3, luglio-settembre, pp. 255–267

Glazier-Il commercio

Ira A. Glazier (a cura di), Il commercio estero del regno Lombardo-Veneto dal 1815 al 1865, in: «Archivio economico dell’unificazione italiana», Serie I, Vol. XV., Roma 1966

Grandi-Pregiudicati politici

Alfredo Grandi / Giuseppe Martinola, «Pregiudicati politici» Rubrica austriaca dei Liberali Ticinesi, 1842, in: «Bollettino storico della Svizzera italiana», XCIV (1982), pp. 51–74

Inventario.1887

Catalogo-inventario delle Opere musicali esistenti nell’Archivio Cantonale. Manoscritto anonimo, rilegato in cartone e datato “Anno 1887”, Collocazione: ASTi, UNA 852/8

[Elenco sistematico degli stampati musicali custoditi nell’allora Archivio Cantonale, materiali principalmente provenienti dai depositi d’obbligo in base alla Legge sulla protezione della proprietà letteraria del 1835]7

Jaeger-Chopin

Bertrand Jaeger, L’œuvre de Frédéric Chopin. Manuscrits – partitions annotées, bibliographies et catalogue d’une collection d’éditions anciennes, Bern (et al.), P. Lang, 2020

Librone Lucca

[Registro numerico-cronologico delle composizioni acquisite e dei titoli prodotti dall’editore Francesco Lucca]; manoscritto, tre volumi rilegati (in I-Mr, collocazione: DOC02013, DOC02015, DOC02016)

Librone Ricordi

[Registro numerico-cronologico delle composizioni acquisite e dei titoli prodotti dall’editore Ricordi]; manoscritto, diversi volumi rilegati (in I-Mr, consultabili online; cfr. https://www.digitalarchivioricordi.com/it/catalogo > Libroni; parallelamente alla versione manoscritta esiste una versione stampata, consultabile in edizione anastatica al sito indicato)

Marcacci-Alle origini

Marco Marcacci, Alle origini della scuola pubblica ticinese, in: Nelly Valsangiacomo e Marco Marcacci (a cura di), Per tutti e per ciascuno: la scuola pubblica nel Cantone Ticino dall’Ottocento ai giorni nostri, Locarno, Dadò; [Lugano], Società Demopedeutica, 2015, pp. 23-46

Martini-Manuale

Angelo Martini, Manuale di metrologia, ossia misure, pesi e monete in uso attualmente e anticamente presso tutti i popoli, Torino-Roma-Firenze, E. Loescher, 1883

Martinola-Guida

Giuseppe Martinola (a cura di), Guida dell’Archivio cantonale, Bellinzona, Dipartimento della pubblica educazione del cantone Ticino, [1951]

Martinola-Ricordi

Giuseppe Martinola, Le edizioni Ricordi nel Ticino, in: «Bollettino storico della Svizzera italiana», LXXIV (1962), pp. 47–48

Mena-Stamperie

Fabrizio Mena, Stamperie ai margini d’Italia. Editori e librai nella Svizzera italiana 1746–1848, Bellinzona, Casagrande, 2003

Motta-Il giornalismo

Emilio Motta, Il giornalismo del Cantone Ticino dal 1746 al 1883, [Bellinzona], [s.n.], [1884] (ristampa: Lugano, Unione di banche svizzere, 1976), p. 18

Pasquinelli-Contributo

Anna Pasquinelli, Contributo per la storia di Casa Lucca, in: «Nuova Rivista musicale italiana», XVI (1982), pp. 568–581

Pasquinelli-Lucca

Anna Pasquinelli, Francesco e Giovannina Lucca, editori musicali a Milano (1825–1888), tesi di laurea, Università degli Studi di Milano, Facoltà di Lettere e Filosofia, anno accademico 1980–1981

Peacock-Weir-The Composer

Alan Peacock, Ronald Weir, The Composer in the Market Place, London, Faber Music, 1975

Piccardi-Musica

Carlo Piccardi, Musica nella Svizzera Italiana: vicende di un’identità importata, in: «Cenobio», 2004, n. 2, aprile/giugno, pp. 145–160

Piccardi-Correnti

Carlo Piccardi, Correnti d’aria musicale. Storie di confine tra Svizzera e Italia, in: Sabine Frantellizzi (a cura di), Il canto dei poeti: versi celebri da Dante al Novecento nelle romanze e liriche dei compositori italiani, Lugano, Casagrande, 2011, pp. 305–338

Polli-Zollpolitik

Marco Polli, Zollpolitik und illegaler Handel: Schmuggel im Tessin 1868–1894. Soziale, wirtschaftliche und zwischenstaatliche Aspekte, Zürich, Chronos, 1989

Registro.Canti

Elenco della Musica pubblicata dall’editore Giovanni Canti di Milano dall’anno 1836 all’anno 1848, volume manoscritto (in I-Mr, collocazione: DOC02018)

Registro di popolazione

Fondo archivistico in ASTI riportante i principali dati anagrafici dei nuclei familiari, diviso per comuni

Ricordi-Internationale

G. Ricordi & C., Internationale Musik- und Theater-Ausstellung 1892 Wien, Mailand et al., Ricordi, 1892

Ruggeri-Contributo

Fausto Ruggeri, Contributo alla biografia di Giovanni Ricordi: Documenti inediti di archivi parrocchiali, in: «Aevum», Anno 65, Fasc. 3 (settembre-dicembre 1991), pp. 571–577

Sartori-Casa Ricordi

Claudio Sartori, Casa Ricordi 1808–1958. Profilo storico a cura di Claudio Sartori. Itinerario grafico editoriale, Milano 1958

Seminara-Bellini

Vincenzo Bellini. Carteggi (edizione critica a cura di Graziella Seminara), Firenze, Olschki, 2017

Torriani-Catalogo

Edoardo Torriani, Catalogo dei Documenti per l’istoria della prefettura di Mendrisio e pieve di Balerna dall’anno 1500 circa all’anno 1800 tratti dall’Archivio Torriani in Mendrisio ed ordinati cronologicamente dal Sac. Edoardo Torriani, in: «Bollettino storico della Svizzera italiana», XXIII (1901/01), pp. 40–45

Verdi-Carteggio

Giuseppe Verdi, Carteggio Verdi-Cammarano, 1843–1852 (edizione critica a cura di Carlo Matteo Mossa), Parma, Istituto Nazionale di Studi Verdiani, 2001

Verdi-Lettere

Giuseppe Verdi, Lettere (edizione a cura di Eduardo Rescigno), Torino, Einaudi, 2012

Verdi-Morosini-Carteggio

Giuseppe Verdi, Carteggio Verdi-Morosini, 1842–1901 (edizione a cura di Pietro Montorfani), Lugano, Edizioni Città di Lugano - Archivio storico; Parma, Istituto Nazionale di Studi Verdiani, 2013

Zecca Laterza-Pozzi

Agostina Zecca Laterza (con la collaborazione di Valeria Luti), Carlo Pozzi e il “Fondo estero” di Giovanni Ricordi, in: Scripta sonant, Contributi sul patrimonio musicale italiano (a cura di Annalisa Bini, Tiziana Grande, Federica Riva), Milano, IAML Italia, 2018, pp. 79–87

Note
1.

Un confronto dei contenuti di Catalogo.ET.1835 con l’offerta di Casa Ricordi (tramite Catalogo Ricordi e Librone Ricordi) suggerisce un periodo di stesura del catalogo tra maggio e giugno 1835.

2.

Dal ritrovamento del catalogo si aspettano informazioni specifiche sullo sviluppo delle produzioni Euterpe Ticinese negli anni successivi al 1840, e relative alle strategie di ‘conversione’ applicate da Lucca per assumere i prodotti con il marchio di Chiasso nel proprio assortimento ufficiale.

3.

Il volume non è datato. Confrontando i più alti numeri di lastra riportati nel documento (n. 1245, p. 36; n. 1246, p. 17; n. 1247, p. 27; n. 1248/49, p. 33) con il Librone Lucca, il catalogo sembra riflettere lo stato di produzione della casa editrice tra la fine del 1835 e l’inizio del 1836.

4.

Il volume non è datato. Confrontando i più alti numeri di lastra riportati nel documento (n. 2050–2060 e 2189–2200, inseriti tramite un foglio, non numerato, incollato tra p. 60 e 61) con il Librone Lucca, il catalogo sembra riflettere lo stato di produzione della casa editrice nei primi mesi del 1839. L’ipotesi è sostenuta dalla prima rappresentazione dell’opera Elena da Feltre di Saverio Mercadante (1 gennaio 1839), una delle ultime opere assunte nel programma (n. 2050–2060).

5.

Il volume non è datato. A giudicare dal contenuto, si tratta di una versione aggiornata di Catalogo.ET.1835: l’opuscolo si rivela come chiara continuazione della gamma proposta da Catalogo.ET.1835. Come nel caso di quest’ultimo, l’offerta porta (con una eccezione, vedi sotto) numeri di catalogo a due e tre cifre. Paragonata con i primi cataloghi di Lucca, questa numerazione si conferma indipendente dall’ulteriore programmazione di Casa Lucca. Tuttavia, un singolo errore di assegnazione evidenzia la contemporaneità del registro con Catalogo.Lucca.1839: In Catalogo.Lucca.1839.appendice (p. 1), figura al numero 2042 un brano riconducibile al programma Lucca, che anche nei successivi cataloghi di Casa Lucca non è assegnato al Fondo estero, ma al programma regolare. Il brano con il numero a quattro cifre (non presente in Catalogo.Lucca.1839) si discosta chiaramente dal restante programma di Euterpe Ticinese, che nella sua numerazione non supera le tre cifre (il numero 2042 si riferisce a: Theodor Döhler, op. 27, Grande fantaisie sur des thêmes de l’opéra The Gypsy’s Warning de J. Benedict). L’elemento sembra essere entrato nel registro del Fondo estero per errore, come conferma anche la sua presenza regolare nei successivi cataloghi Lucca.

Da questo aspetto in termini di contenuto (al di là della rilegatura comune) è possibile dedurre la contemporaneità dei due volumetti: Catalogo.Lucca.1839.appendice riflette dunque l’offerta del Fondo estero Lucca, disponibile nei primi mesi del 1839.

6.

In seguito alle acquisizioni di Casa Ricordi delle numerose aziende concorrenti fatte nel corso dell’Ottocento, l’Archivio Storico Ricordi dispone oggi di importanti fondi provenienti da diverse altre case editrici italiane dell’epoca, tra cui quella fondata da Francesco Lucca (Milano), rilevata da Ricordi nel 1888.

7.

Volume di 35 pagine scritte (su un totale di 48), di cui 33 numerate, diviso in due parti (pp. 1–11: “Opere Teatrali”; pp. 12–33: “Musica da Camera”; cfr. Illustrazione 37). Il volume riflette lo status quo del 1887, in grandi linee congruo con la situazione attuale dei materiali conservati nei fondi cantonali. Un analogo registro di data precedente (1863), non è pervenuto (cfr. Documenti.vari.1863.1).